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Milano perde tre punti percentuali
Il Ftse Mib al solito, in questi casi, sottoperforma gli indici europei che lasciano sul terreno mediamente due punti percentuali.
Dobbiamo parafrasare Renato Rascel, per l'amor del cielo non vogliamo essere catastrofici, anzi, noi vorremmo far passare un messaggio di fiducia, l'artista romano si riferiva alla seconda guerra mondiale, per il momento, invece, si sta trattando di un forte ribasso sui mercati finanziari, quindi ogni cosa a suo posto.
Però …
Però forse mai temporale fu più preannunciato di questo, anche se, sarebbe bene fare delle analisi più approfondite. Andiamo con ordine.
Ieri Wall Street aveva stornato, ma parliamo di mezzo punto per il DJ, ottanta centesimi per lo S&P500 e un punto e dieci per il Nasdaq, quindi tutto ancora nei limiti.
Visto che nella prima ora di contrattazione gli indici americani salivano, si poteva concludere che avevamo assistito alle più classiche prese di profitto, le vendite sulla notizia che si innescavano dopo una fase rialzista, praticamente ininterrotta che durava da oltre un mese, insomma, nulla di straordinariamente allarmante.
Le minute della Fed, però, che indicavano un'incrinatura fra i vari membri del Fomc riguardo al prosieguo della politica ultra espansionistica, non potevano lasciare indifferenti gli investitori, per cui, volevo proprio vedere quale reazione avesse la Borsa nipponica.
Nonostante le ore "impossibili", quindi, seguivo l'apertura di Tokyo e le prime contrattazioni, con mia grande sorpresa vedevo l'indice Nikkei continuare a salire, dopo un'ora (ed erano le tre di notte), l'indice nipponico guadagnava circa due punti percentuali, dopo due (ed erano le quattro) il guadagno si manteneva oltre il punto e mezzo percentuale, dopo tre ore … eh no! Non ci sono arrivato perché sopraffatto dal sonno, sembrava comunque che le notizie arrivate da Wall Street non avessero avuto effetto alcuno sulla Borsa del Sol Levante che continuava la cavalcata impressionante cominciata sei mesi or sono.
E' per questo che, soltanto poche ore dopo, al mio risveglio, scoprire che il Nikkei 225 aveva perso il 7,3%!!!! E' stato, per me, sconvolgente. Cosa era accaduto???
La Cina aveva comunicato che nel mese di maggio il proprio indice Pmi (quello manifatturiero) aveva registrato una contrazione. Ok la notizia non è positiva, ma era quasi nell'aria, ed inoltre è sceso a 49,60 punti dal precedente 50,40 punti, quindi non certo un crollo verticale!
Ed allora perché una reazione così spropositata? Beh, la risposta sta proprio nell'incredibile trend rialzista avuto dalla Borsa giapponese negli ultimi sei mesi (+80,36%!) per cui lo storno (quando sarebbe arrivato, e prima o poi doveva arrivare) non poteva che essere impressionante.
Le Borse europee hanno così avuto una giornata evidentemente condizionata dagli eventi asiatici e gli indici del Vecchio Continente praticamen...
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