30/10/11

Sono molto, molto più perfidi di quello che credete.


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Sono molto, molto più perfidi di quello che credete.

di Paolo Barnard

Non è semplice come dire "il debito non lo paghiamo", come dire "scardiniamo i metalinguaggi del potere" o "decresciamo". Guardate, io sono stanco di prendere di petto i Chiesa, i Bifo, i Pallante d'Italia, ma non perché non lo meritino, ma perché è troppo facile, è come sparare sulla Croce Rossa. Non ci saranno magiche rivolte popolari o manifestazioni o giovani idealisti che spiazzeranno i cattivi, pensare questo è essere adolescenziali, è pensare solo per emozionarsi e avere una platea in un centro sociale. E' però non aver capito un accidenti di come ci hanno incastrati. Prego quello 0,2% dei miei lettori che ha ne ha la forza, di continuare a capire che il Vero Potere è 100 anni avanti a qualsiasi mossa le 'belle anime' possano pensare. L'unica è sedersi fra una montagna di carte e studiare tanto quanto loro, e essere scientifici tanto quanto loro. (Lo dico per adesione a una verità teorica, mica perché creda che qualcuno lo farà)

Ora vi do un altro esempio da riporre nello scaffale del 'Sono (il Vero Potere) molto, molto più perfidi di quello che crediamo'. Non per deprimere, ma per incitare a evolverci in persone competenti.




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Libia, il capo del Cnt Jibril alla tv Al arabya: “Trovati ordigni nucleari nel Paese”


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Libia, il capo del Cnt Jibril alla tv Al arabya: "Trovati ordigni nucleari nel Paese"

Il primo ministro dimissionario del Consiglio nazionale di transizione Mahmoud Jibril ha reso noto che in Libia sono stati trovati ordigni nucleari. Lo riferisce la rete al Arabiya. L'ex dittatore Muammar Gheddafi, ucciso lo scorso 20 ottobre dopo otto mesi di violenti scontri, aveva formalmente rinunciato al nucleare nel 2004, riallacciando così i rapporti con l'Occidente.


Jibril ha anche aggiunto che entro qualche giorno l'agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) dell'Onu fornirà maggiori particolari sugli ordigni scovati.




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Viviamo sotto usura


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Viviamo sotto usura


Il filosofo francese De Benoist, che ha rotto i ponti con la tradizione di destra perchè convinto, anche lui, che certe categorie siano inesorabilmente superate e conservatrici, spiega in questo excursus storico l'origine del vero nome del regime di cui siamo sudditi: non democrazia, ma USUROCRAZIA. (a.m.)

Morte a credito
Ezra Pound, al canto XLV dei Cantos : «Con usura gli uomini non hanno case di pietra sana/blocchi lisci finemente tagliati fissati in modo che il fregio copra le loro superfici/con usura/ gli uomini non possono avere paradisi dipinti sui muri delle chiese […] Con usura il peccato è contro natura [with usura sin against nature]/ il pane è straccio vieto/arido come la carta/senza segale né farina di grano duro/con usura il tratto si appesantisce/non vi è che una falsa demarcazione/gli uomini non hanno più siti per le loro dimore/e lo scalpellino viene privato della pietra/il tessutaio del telaio/ I cadaveri banchettano/ al richiamo dell'usura [Corpses are set to banquet / at behest of usura] ».
Gli eccessi del prestito a interesse sono condannati a Roma, così come lo testimonia Catone secondo cui, se i ladri di oggetti sacri meritano una doppia pena, gli usurai ne meritano una quadrupla. Ancora più radicale è la condanna di Aristotele alla cremastica. Così scrive: «L'arte di acquisire ricchezza è di due specie: se la prima è nella sua forma mercantile, la seconda dipende dall'economia domestica; quest'ultima forma è necessaria e lodevole, mentre l'altra si affida alla scadenza e autorizza giuste critiche, poiché non ha nulla di naturale […]. A queste condizioni, ciò che si detesta con assoluta ragione, è la pratica del prestito a interesse in quanto il profitto che se ne ricava è frutto della moneta stessa e non risponde più al fine che ha presieduto alla sua creazione. Se la moneta è stata inventata in vista dello scambio, è invece l'interesse che moltiplica la quantità di moneta essa stessa […]. L'interesse è una moneta nata da una moneta. Di conseguenza, questo modo di guadagnare denaro è tra tutti, il più contrario alla natura» (La Politica).
La parola «interesse» designa il reddito del denaro (foenus o usura in latino, tókos in greco). Si riferisce al modo in cui ...



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LA POLITICA DEL DECANTER….


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LA POLITICA DEL DECANTER….

Verrà attuata da CGIL e PD per evitare che Roma diventi come Atene…. LEGGETE COSA E' SUCCESSO IN QUESTI GIORNI IN GRECIA; SALE LA RABBIA NEL POPOLO GRECO NESSUNO NE' PARLA…domandiamoci il perchè. Il perchè i media di regime e quelli vicini alla FINTA-opposizione tacciono su quanto sta accadendo in Grecia è ovvio;sanno che anche quì da noi la situazione è [...]


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  2. Berlusconi e l'attacco speculativo all'Italia. Come passare dalla"politica amorale" all'etica della politica

  3. Per una nuova politica economica in Europa-Riv. online "economia e politica"




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L'alleanza tra Stati Uniti e Pakistan vacilla, e la Cina ne approfitta


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L'alleanza tra Stati Uniti e Pakistan vacilla, e la Cina ne approfitta

Pechino starebbe valutando una presenza militare nelle Aree Tribali per contrastare il separatismo islamico uiguro.
Secondo il più popolare sito d'informazione asiatico, Asia TimesPechino starebbe valutando la possibilità di istallare proprie basi militari nelle Aree Tribali del Pakistan per contrastare il terrorismo separatista uiguro.

Dopo gli attentati in Xinjang del 30 e 31 luglio scorsi, le autorità cinesi hanno apertamente accusato il Movimento Islamico del Turkestan Orientale (Etim), basato nel Waziristan pachistano e guidato dallo uiguro filo-talebano Abdul Shakur (successore di Abdul Haq, ucciso nella stessa regione dai droni Usa lo scorso febbraio).

In agosto e settembre i contatti tra Islamabad e Pechino sono stati molto fitti, e sono culminati il 28 settembre con la visita in Pakistan del vicepremier cinese Li Keqiang e dalministro cinese della Sicurezza Meng Jianzhu. Si sarebbe discusso, secondo Asia Times, dell'eventuale uso cinese di basi militari pachistane nelle Aree Tribali e nella regione settentrionale di Gilgit-Baltistan.



Un primo passo, che non verrebbe reso pubblico, propedeutico alla futura apertura di vere e proprie istallazioni militari cinesi: sia basi terrestri nel nord-ovest, sia una base navale nel porto pach...



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I due avversari delle proteste americane


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I due avversari delle proteste americane

Nelle ultime settimane le proteste di Occupy Wall Street si sono diffuse in moltissime città degli Stati Uniti. Nell'ultima settimana però sono emersi due grandi ostacoli per il futuro del movimento: un'ondata di arresti da parte delle autorità locali e l'arrivo del freddo invernale.


Gli arresti

In molte città statunitensi le autorità locali hanno ordinato sgomberi e in alcuni casi sono arrivate a stabilire dei coprifuoco. Ci sono stati momenti di tensione che hanno portato a più di cento arresti negli ultimi giorni e al ferimento grave di un manifestante.


Oakland, nella baia di San Francisco in California, è diventata uno dei centri più attivi della protesta, anche per reazione alla linea dura scelta dall'amministrazione cittadina del sindaco Jean Quan. Il centro delle proteste è Frank Ogawa Plaza, una piazza a poca distanza dall'ufficio del sindaco. Quan ha chiesto ai manifestanti di non rimanere a dormire nell'accampamento improvvisato nella piazza, che è stata smantellata con la forza giovedì scorso. Un corteo di protesta che voleva riprendere possesso della piazza ha portato a scontri con la polizia, in cui è rimasto ferito gravemente Scott Olsen, un ex marine di 24 anni che è stato in missione in Iraq. Secondo i manifestanti, Olsen è stato colpito alla testa da un lacrimogeno della polizia, che ha aperto un'inchiesta. Venerdì il sindaco si è scusata per gli scontri, di cui ha detto che ha "la responsabilità ultima".


A Denver, in Colorado, negli Stati Uniti centrali, ci sono stati scontri tra i manifestanti e la polizia che hanno portato a una ventina di arresti, in una delle giornate più tese dall'inizio del movimento. Un primo corteo di circa 2.000 persone (meno che in passato) ha sfilato per il quarto sabato consecutivo per le vie del centro di Denver ed è arrivato fino al municipio, dove alcuni manifestanti hanno iniziato a salire la scalinata dell'edificio: ci sono stati disordini, e la polizia ha risposto con spray e pallottole urticanti. Poche ore dopo decine di agenti in tenuta antisommossa hanno circondato il parco dove il movimento di protesta stava tentando di organizzare un accampamento nonostante il divieto di piantare le tende, che continua da molte settimane con period...




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Il futuro dell’economia è in nero?


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Il futuro dell'economia è in nero?

Nel 2020 l'economia mondiale sarà per due terzi sommersa, ma forse non è poi così grave È il mercato nero, e non la Cina, l'economia che oggi cresce di più nel mondo. Secondo Foreign Policy, oggi il fatturato mondiale del Système D, come gli africani francofoni hanno chiamato l'economia sommersa nell'era postcoloniale ("d" sta per il francese débrouillard, e cioè "sveglio", "dritto"), ammonterebbe [...]


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LA DISCESA DELL’AMERICA NELLA DEPRAVAZIONE


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LA DISCESA DELL'AMERICA NELLA DEPRAVAZIONE

DI JOHN KOZY Global Research Io sospetto che alla gran parte della gente piace credere che le società, senza doverne considerarne i presupposti, migliora col passare del tempo. Sfortunatamente la storia smentisce questo assunto; le società spesso sono peggiorate col passare del tempo. Gli Stati Uniti di America non fanno eccezione. Non è stata benigna alle origini e ora sta [...]


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GAZA STRIP, il film (per vederlo, clicca qui)


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GAZA STRIP, il film (per vederlo, clicca qui)

- di James Longley - Agli inizi del 2001 ho passato tre mesi nella striscia di Gaza per girare questo documentario, GAZA STRIP, lavorando insieme a Mohammed Mohanna, riparatore, che ha collaborato come traduttore. La seconda rivolta palestinese contro l'occupazione militare israeliana è cominciata nel settembre del 2000, e si erano già avuti tantissimi morti a Gaza quando ho cominciato [...]


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Il videogame che ti fa diventare banchiere

La mostra “Denaro e Bellezza” e il gioco interattivo che ti proietta nel ’400 Un gioco interattivo e un fumetto per iPad che lanciano una nuova modalità di fruizione culturale. Realizzati in occasione della mostra “Denaro e Bellezza. I banchieri, … Continue reading →



Le falle del piano Ue


È ancora presto per dire se a Bruxelles è stato scritto un finale felice al thriller europeo della crisi finanziaria. Quello che è certo è che si è fatto un passo importante e necessario: è stato imposto alle banche un costo adeguato alla gravità della situazione e nello stesso tempo sono state fornite garanzie sulla loro robustezza. Una condizione necessaria, ma non sufficiente: molti dettagli tecnici fondamentali sono ancora da definire e soprattutto è ancora incerto se i Paesi europei, in particolare quelli più deboli come l’Italia, sapranno finalmente avviarsi su un sentiero di crescita permanente.


Dopo un estenuante braccio di ferro, le banche hanno infine ceduto e hanno accettato una ristrutturazione del debito greco, che comporta una perdita del 50 per cento circa, in linea con le valutazioni dei titoli da qualche mese a questa parte. Il debito greco scende così al 120 per cento del Pil, un livello che può essere ragionevolmente stabilizzato. Secondo il Fondo monetario oggi è pari al 166 per cento, quasi 30 punti in più del dato previsto dallo stesso Fondo solo un anno fa (139,3). È la misura più impietosa di quanto ottimisti fossero i piani approntati dal momento in cui la crisi greca è esplosa e soprattutto di quanto fosse sottovalutata la caduta del........................

UE: una rapina a mano armata


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UE: una rapina a mano armata

'BENEFICI' UE 

Una rapina a mano armata

di Ugo Gaudenzi, Rinascita

E così, allo schiaffo del "sorrisetto" alla giornalista che chiedeva se l'Italia era "affidabile", l'inquilino dell'Eliseo (in fase di trasloco) ha aggiunto un altro amabile commento anti-italiano. Parlando alla tv francese, il presidente Nicolas Sarkozy ha infatti dichiarato che l'eurocrazia "ha salvato la Grecia per salvare l'Italia".
Da un tale micro-Mefistofele di turno - ma anche Frau Merkel non è mica una mammoletta, basti pensare al continuo dichiarare inaffidabile il governo di Roma e il continuo "preferire" il Quirinale (abitato dal suo alter ego già quadro del Pci atlantico: anche lei è un'ex funzionaria Ddr convertita atlantica) - non ci si poteva aspettare certo la verità.
Se l'eurocrazia capitanata dal duo Merkozy ha lanciato ultimatum e aut-aut ai "piigs" (gli Stati-maiale in difficoltà, così ci chiamano), non l'ha fatto minimamente per "salvarli". Anzi.
La verità è che le Mesdames Banques di Francia, di cui Sarkozy è il cameriere, possiedono nei loro forzieri 366 miliardi di dollari del nostro debito su 575,5 miliardi in totale. Crediti che rischiano di essere (grazie proprio ai raid speculativi a rischio delle banche stesse e ai tassi usurai applicati) svalutati. E che le Frauen Banken di Germania hanno lo stesso problema. Ed è evidente che l'investimento (sic) in titoli italiani non è stato affatto deciso, per "beneficienza", ma per accaparrare parte della sovranità nazionale italiana, per mettere le mani su Alitalia o su Parmalat, per predare le fonti (Libia) e gli enti energetici (Eni, Enel) o la Finmeccanica. Non a caso l'esposizione francese sui titoli di debito pubblico riguarda tutti e cinque i "piigs", dal Portogallo all'Irlanda, dalla Grecia alla Spagna e non solo dunque l'Italia.
Di conseguenza il "gran favore" della ricapitalizzazione del cosiddetto Efsf (il fondo salva-stati...) fino a mille miliardi di euro è figlio di questa logica strozzinesca: io aumento il fondo-prestiti, i tuoi titoli sono svalutati e quindi i nuovi li pago di meno e ci applico sopra interessi più alti, così le mie banche rientrano non soltanto del prestito già fatto ma anche degli interessi sugli interessi per ampliare il profitto usuraio...
"Merde", direbbe un citoyen. Ma siamo in Italia e ci accontentiamo di alzare le spalle. Oppure qualcuno, nel governo o all'opposizione, si rallegra inginocchia ndosi di fronte alle Loro Maestà.
No, no, no.
Basta con questa "Europa" di camerieri delle banche e di strozzini istituzionali.
Andiamocene via dall'Ue, una porcata sperpera-denari (lo sapete quanto costa ai cittadini mantenere in vi...



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Il libro. La parte migliore degli uomini

"La parte migliore degli uomini”

Recensione del romanzo di Tristan Garcia ( edit. Guanda euro 18,00)

“...Ed è così che capiamo di essere stati vicini a qualcuno solo in virtù di qualcosa che, scomparendo all'improvviso, lascia una reciproca indifferenza.”

Tristan Garcia, un giovane autore francese,appena trenten....................

(Continua)

La vera storia dell’"eurotruffa"

:

La vera storia dell’"eurotruffa" Così Prodi & C. ci hanno svenduto

Furono sottovalutati sia il virus Grecia sia il ruolo di Francoforte sui debiti
di , Il Giornale, 30 ottobre 2011


Una valuta figlia della tecnocrazia. Attaccano Berlusconi perché ha detto la verità: la moneta unica è stata una fregatura. Ma ora dobbiamo tenercela. All'epoca di Prodi e Ciampi vennero sottovalutati il virus Grecia e il ruolo della Germania sui debiti. Ma chi governava allora creando guasti adesso non si chiami fuori


La nave non deve limitarsi a uscire dal porto con la banda e navigare bene per un po’, ma deve arrivare sana e salva a destinazione, se ciò non accade e fa naufragio, è doveroso indagarne le cause e se è il caso cercare i responsabili. Può anche essere che la responsabilità sia dei progettisti che hanno sbagliato la costruzione. Nel caso dell’euro ci vuole davvero poco a capire che il problema risiedeva proprio nell’architettura di base, in quello stesso progetto disegnato dall’Europa dei tecnocrati di sinistra che ha visto Ciampi e Prodi come nostri rappresentanti nazionali, e per il quale essi hanno.............

Economisti euroscettici, la sinistra non lo sa

Economisti euroscettici proprio come il Cav Ma la sinistra non lo sa

di , Il Giornale, 30 ottobre 2011
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Il Nobel Krugman idolo di Repubblica dice le stesse cose. Però i faziosi si scatenano soltanto contro il premier

Commenti


Il premio Nobel per l'economia, il progressista e keynesiano Paul Krugman, scrive sul New York Times un giorno sì e un giorno no, ripreso con titoli camuffati da Repubblica che usa il copyright del giornalone americano, che l'euro è una ben strana moneta, e non convince, perché non risponde a un'autorità politica comune ai Paesi che la adottano, e perché non ha una vera banca centrale a sostegno come il dollaro con la Fed, la sterlina con la Banca d'Inghilterra, lo yen con la Banca centrale giapponese. Berlusconi dice esattamente la stessa cosa, testimoniata da un video.
Ma non una cosa simile, esattamente la stessa cosa. Appena ha finito di parlare il premier italiano, invece di domandarsi se abbia detto una cosa giusta, sulla quale concordano il presidente della Università Bocconi e cento altri economisti di grido nel mondo, i nemici di Berlusconi si mettono a strillare: Berlusconi attacca l'euro!, vergogna!, e il presidente del Consiglio in poche ore è obbligato a una correzione di prammatica, di patriottismo monetario, sicché l'euro, com'è ovvio, ridiventa anche una bandiera dei Paesi che l'adottano. Ci mancherebbe.
Che cosa significa questo fatto di cronaca politica, che si ripete invariabilmente da anni quando parla il .......................

Non preoccuparti dei BTP, tu non c'entri

Ma non hai letto i giornali, due giorni fa è stato deciso che la Grecia NON PAGHERA', NON RIMBORSERA' il 50% DEI SUOI TITOLI DI STATO a chi li detiene. Sai perchè alla fine i governi europei, le banch ...

Debito, Euro, Europa. Che fare?


vasapinterviewda pandoratv.it.


Libera tv intervista Luciano Vasapollo ( insegna Economia applicata all'Università La Sapienza di Roma oltre ad avere la direzione scientifica del CESTES-PROTEO che coivolge, tra gli altri, anche V. Giacchè e J. Halevi ) autore con R. Martufi e J. Arriola de “Il Risveglio dei maiali”, edizioni Jaca Book (2011). Vasapollo stesso, nel filmato, riassume le tesi sostenute nel libro.


Anticipiamo solo l'idea finale: l'ipotesi della creazione di una nuova unione delle economie periferiche che partendo dal Sud Europa potrebbe poi connettersi al Nord Africa ed all'Europa dell'est (e chissà anche Belgio o Gran Bretagna secondo gli autori ).

Finanza tossica, è tutto come prima


EUROSOFISTICAZIONIdi Alessio Mannino - alessiomannino.blogspot.com.


E' sempre una piacevole sorpresa quando l'informazione mainstream, sia pur tra titoloni entusiasti ed editoriali propagandistici, ogni tanto fa saltar fuori qualche brandello di verità. Oggi un bell'articolo di Massimo Mucchetti, l'unico leggibile in quella pravda che è il Corriere della Sera, riporta il dato osceno della disuguaglianza economica figlia della globalizzazione. Si guarda bene dallo spingersi oltre, il neo-keynesiano Mucchetti, però è già qualcosa. Ieri, in un colonnino a pagina 2, sempre il Corrierone, fanaticamente allineato al pensiero unico filo-bancario, ha confessato in cosa consiste il fondo salva-stati europeo (ve lo ricopio qui sotto). In due parole: le devastanti conseguenze della crisi originata dalla finanza tossica sono curate con altra finanza tossica. E per di più con gli stessi identici sistemi.


Fiat money: chi beneficia dalla creazione del danaro

Solo la comprensione del vero meccanismo di creazione del denaro dal nulla da parte dello Stato (con la banca centrale) può spiegare al maggior numero di persone possibile le reali cause della crisi economica.

E questo è ancora più importante in un momento storico come quello attuale, in cui comincia a sfogarsi la (giusta) rabbia dovuta alla crisi economica.

Infatti, se come avviene in tutti i media mainstream, ci si concentra sui sintomi e si evita di affrontare le cause, il risultato sarà quello di chiedere (e provvidenzialmente ottenere) provvedimenti che peggioreranno la situazione invece di migliorarla, come avvenuto nei primi del '900 quando a seguito delle problematiche dovute alla pratica della riserva frazionaria da parte delle banche, invece di vietare questo fraudolento comportamento è stata istituita la Federal Reserve come soluzione.

Questo video affronta in maniera semplice ed immediata la problematica della creazione del denaro dal nulla, spiegando chi è ne beneficia realmente. Si spiega come non sia la classe dei lavoratori ma al contrario quella dei più ricchi, che possono così arricchirsi sempre più, aumentando il divario con i più poveri.

Segue un articolo particolarmente in tema, di Hans-Hermann Hoppe.


UN CARTONE SUL GRANDE BLUFF EUROPEO...SOLO BIMBO ALIENO PUO' SALVARCI!!!

OGGI SIAMO IN 7 MILIARDI: E' SOSTENIBILE DALL'ECONOMIA???...PER MERCATO LIBERO E' IN ATTO UNA VERA E PROPRIA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA...L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE...E IN QUESTO PROCESSO SI CREERANNO ENORMI SACCHE DI POVERTA' FRA LE PERSONE CHE SI SONO ABITUATE AL BENESSERE !!!


L'OPERAZIONE MESSA IN PIEDI DALL'EUROPA E', PER ORA, UN GIGANTE DAI PIEDI DI ARGILLA.

Purtroppo non ho il tempo fisico di spiegarne i motivi, ma per chi volesse saperne di piu' vi.........................

Voci da un workshop finanziario indipendente

Anche se non si è “addetti ai lavori” della finanza, col denaro abbiamo a che fare tutti, quindi quanto meno siamo tutti “addetti ai dolori”, se non altro di questi tempi. Così, pur non facendo pubblicità, sbirciamo dentro una stanzetta dove un sabato recentissimo s’è tenuto un workshop di consulenti finanziari indipendenti, a favore di un pubblico di non addetti ai lavori/dolori della finanza. Qualche cosa d’interessante potrebbe uscirne.

(Continua)

Avete venduto si o no i vostri BTP ?


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Avete venduto si o no i vostri BTP ?

Avete venduto si è no tutti i vostri BTP come raccomandato anche quindici giorni fa ?: "Vendi Tutti i Btp, Cct e Bot", 09/10/11#Xhttp://www.cobraf.com/blog/default.php?topicY_id=6303&rep ...



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Gli scenari politici internazionali della crisi sistemica


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Gli scenari politici internazionali della crisi sistemica

di Piero Pagliani * Intervento all'assemblea "Fuori dall'euro! Fuori dal debito!"di Chianciano Terme, 22 ottobre 2011.


1.     Capitale e Potere: l'origine della crisi



1. Poche settimane or sono, in pieno attacco all'euro, "La Repubblica" mentre da una parte terrorizzava i suoi lettori parlando della caduta nell'abisso delle borse e persino dell'oro, dall'altra li invitava surrettiziamente ad investire in titoli a lungo termine del debito pubblico della Germania e degli Stati Uniti, ultimi rifugi al riparo dalla bufera planetaria.


Ma come? D'accordo la Germania, ma gli Stati Uniti? Il Paese più indebitato del mondo da che mondo è mondo?


D'acchito la perplessità è d'obbligo. Eppure, per lo meno sul breve periodo (ma difficilmente sul medio e a maggior ragione sul lungo – e qui sta una parte del trucco degli imbonitori) i titoli di debito pubblico di questi Paesi potrebbero veramente essere un affare sicuro.


Fino a quando?


Fino a quando regge la credibilità degli Stati Uniti come superpotenza dominante sul piano militare, politico e diplomatico mondiale, anche se non sul piano economico, dato che è dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso che gli USA hanno perso questo primato (o, come si diceva una volta, non sono più l'opificio del mondo). I Paesi dominanti sul piano economico devono allora essere "contenuti" o associati all'impero come viceré sub dominanti, come nel caso, per l'appunto, della Germania.


Questa frattura tra il dominio economico e il dominio politico-militare è poco comprensibile se ci si attiene alla divisione meccanica struttura-sovrastruttura. E' molto più comprensibile se invece si assume l'ottica leninista dell'analisi dell'intreccio tra le contraddizioni sociali e quelle intercapitalistiche.


A quel punto la rinnovata lente analitica ci permette di scoprire un ulteriore problema: il predominio economico e quello sui mezzi di pagamento mondiali, entrambi appannaggio della Cina, oltre a non coincidere col predominio politico-militare non coincidono nemmeno col predominio finanziario. Le principali piazze finanziarie del mondo rimangono infatti la City di Londra, a due passi da Downing Street, e Wall Street che sta a quattro ore di macchina dalla Casa Bianca[1]. In altri termini la finanza internazionale più che la sirena dei cosiddetti "fondamentali economici" sembra stare ad ascoltare quella del potere t...




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EMERGONO LE PIEGHE DEL BAILOUT EUROPEO, LA GRECIA “DICE ASSOLUTAMENTE NO”


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EMERGONO LE PIEGHE DEL BAILOUT EUROPEO, LA GRECIA "DICE ASSOLUTAMENTE NO"



DI TYLER DURDEN

Zero Hedge


Quando la scorsa notte abbiamo riportato

l'annuncio del salvataggio onnipotente ma senza rispetto per la matematica

- di cui nessuno aveva capito quasi niente a parte il fatto che c'era

un "trilione" da qualche parte che ha fatto scalpitare i mercati

-, avevamo suggerito che ci sarebbero volute 24-48 ore per capirci qualcosa.



Forse le cose sono state più rapide.




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LA DISCESA DELL’AMERICA NELLA DEPRAVAZIONE


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LA DISCESA DELL'AMERICA NELLA DEPRAVAZIONE






DI JOHN KOZY

Global Research


Io sospetto che alla gran parte della

gente piace credere che le società, senza doverne considerarne i presupposti,

migliora col passare del tempo. Sfortunatamente la storia smentisce

questo assunto; le società spesso sono peggiorate col passare del tempo.

Gli Stati Uniti di America non fanno eccezione. Non è stata benigna

alle origini e ora sta calando in una zona di depravazione raramente

eguagliata dalle peggiori nazioni della storia.




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Economia Europa: la crisi impone due alternative


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Economia Europa: la crisi impone due alternative

Immagine di anteprima per Immagine di anteprima per ida_magli.jpg

La notizia di oggi è che Bruxelles, i mercati asiatici e Washington, stanno cercando un coordinamento dell'economia comune, sotto la guida del FMI. In questo modo ci sarebbero le cifre necessarie a bloccare speculazioni, bail out etc.

Se però la questione dell'effetto domino di alcuni debiti sovrani europei su tutta l'euro-area restasse una questione soltanto europea, ci sarebbero due scelte diverse da prendere. Ne parla un interessante articolo di David Frum. La BCE e il duopolio franco-tedesco potrebbero chiudere l'euro e tornare alle monete nazionali precedenti. Tuttavia ciò rischierebbe di avere conseguenze gravi, con un altro effetto domino le cui conseguenze si riverberebbero sullo stesso "Nuovo marco" tedesco, mandando in tilt la stessa Germania.
L'alternativa sarebbe mettere sotto tutela assoluta gli Stati deboli e a rischio. Operazione giusta, ma che implica un supercontrollo dei paesi deboli, accollandosene i debiti.
Sarebbe però una scelta "tecnica" e non alla luce del sole, in quanto l'Europa manca di un governo centrale forte e autonomo.
Questa soluzione insomma darebbe ragione agli euroscettici storici, tra i quali ricordo Ida Magli col suo "Contro l'Europa" di 14 anni fa. L'Europa come Cronos mangerà i propri figli più deboli? L'Italia in questo caso rischia di tornare al periodo di Lodovico il Moro, con la prima calata degli stranieri, che furono scacciati solo dopo oltre tre secoli? Questa domanda, che solo pochi anni fa appariva risibile, oggi non lo è più.
Sarebbe paradossale anche un altro aspetto: l'Europa, nata per chiudere la partita coi nazionalismi che hanno prodotto infinite guerre e infiniti disastri, finirebbe per dare fiato proprio alle trombe nazionaliste degli Stati posti sotto "tutela".
Non è certo l'ora dell'antieuropeismo, però fa un certo effetto rileggere oggi "Contro l'Europa": &q...




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The best of the blog: Eurosalvataggio relativo


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Bulls & Bears: il meglio di Intermaketandmore Eccomi qui, con l'ennesimo appuntamento settimanale col meglio del blog. Una settimana segnata soprattutto dall'intesa dell'Eurosummit sull'EFSF, sul default Grecia e sul piano di salvataggio delle banche. Dopo momenti euforici, sono arrivati i … Continua a leggere



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