11/02/12

Non più Solo Teorie: 10 Prove di una Cospirazione (2011)


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Non più Solo Teorie: 10 Prove di una Cospirazione (2011)

Non più Solo Teorie: 10 Prove di una Cospirazione (2011)
- di M. Adams - Traduzione di Anticorpi.info Il 2011 è stato l'anno in cui numerose 'teorie del complotto' hanno smesso di essere teorie per diventare fatti. Gli articoli su come costruire ed usare un cappello di stagnola di colpo sono schizzati in tutte le prime pagine dei maggiori giornali del paese. Il mondo a [...]


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Pellegrinaggio di Monti alla Corte Imperiale


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Pellegrinaggio di Monti alla Corte Imperiale

A due mesi dal suo insediamento a Palazzo Chigi Monti è tornato negli USA per relazionare sull'espletamento del mandato che gli era stato affidato da Obama e dai suoi "superiori" di WallStreet : sostituire Berlusconi e spremere perbene gli italiani, gli italiani delle classi popolari e del ceto medio, cambiare i connotati ad un Paese degradandolo da sesta potenza industriale del mondo a poco più del Portogallo. L'operazione di estromissione di Berlusconi non è stata cruenta come quella di Sadam Hussein e di Gheddafi o come quella che è stata preparata per Assad. E' stato accantonato e condannato a sostenere senza fare storie Monti pena il carcere e la perdita del suo immenso patrimonio.
Gli onori che la compiacente stampa occidentale ha tributato a Monti sono stati strepitosi, impressionanti, eccezionali. Onori che il mondo anglosassone tributò a Garibaldi quando si recò a Londra. La gente si era arrampicata sui tetti per vederlo. Monti è stato lodato ed incensato in tutte le maniere! Naturalmente in lingua inglese che è quella dell'Impero che predilige e che sta imponendo ai "politici" ed ai massmedia italiani.
Ma a tanto gaudio imperiale non corrisponde un Paese felice e speranzoso del futuro ma una nave adagiata su un fianco come la Concordia in attesa di sprofondare nell'abisso. La disperazione regna in milioni di famiglie e la gente non sa più dove sbattere la testa. La differenza tra quello che ci sta accadendo
e l'immagine che è stata creata negli USA e dagli eurocrati del nostro governo è la menzogna che grava su noi tutti fino a schiacciarci.
Pietro Ancona


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Perchè le donne stravedono per i gay


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Perchè le donne stravedono per i gay


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"Le donne sono così insicure, in compagnia di veri uomini, che preferiscono stare con quelli effeminati?"



"Perché le donne al giorno d'oggi sono così attirate dall'omossessuale?""C'è un ragazzo gay che lavora con me, che è assolutamente antipatico, egocentrico, e dispettoso, eppure tutti i dipendenti di sesso femminile lo adorano. Si aggirano attorno a lui tutto il giorno come groupies, pendono dalle sue labbra e ridendno alle sue battute. ""Ma sono veramente così stupide da non rendersi conto che è un coglione, o non riescono a sostenere la compagnia di un vero uomo e quindi si buttano sull'effeminato?"Prima di dare la mia opinione, diamo un'occhiata ad alcune delle spiegazioni che si trovano online.

1. I gay sono amici migliori: "Le donne amano lo stile, l'eleganza, la sensibilità e il sarcasmo dell'uomo gay. Sembra loro un tipo giusto, che le ascolta. Le è fedele (non solo al suo amante gay).



2. I gay sono più divertenti! Come ha detto una donna, "Tutti i ragazzi gay che ho conosciuto sono divertimento allo stato puro, sono sensibili, intelligenti, creativi, persone meravigliose, di solito con un senso dello stile - favoloso. Tutto ciò che una donna vuole in un uomo … "


3. Nessuna pressione per fare sesso. Un'altra donna ha detto: "le donne etero sono stanche di uomini eterosessuali sfigati il cui unico obiettivo è infilarsi tra i tuoi jeans. Le donne sanno che questo non è un problema con un uomo gay,quindi sono libere di abbassare la guardia e divertirsi con dei ragazzi che non hanno un secondo fine, o i genitali femminili nelle loro menti. "




4. Attratta dai rapporti gay tra maschi. Sono "uguali" e il sesso è più spinto: dalle parole di un'altra donna,...



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A Lisbona in piazza come ad Atene


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A Lisbona in piazza come ad Atene

Proteste contro le misure di austerità imposte da Ue e Fmi


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L’arte contemporanea? Una bolla, come i subprime


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L'arte contemporanea? Una bolla, come i subprime




Il 4 febbraio la famiglia reale del Qatar ha speso 250 milioni di dollari per I giocatori di carte di Paul Cézanne, che è diventata l'opera è diventata la più pagata al mondo. Ma come funziona il mercato dell'arte?  Se l'arte moderna assicura investimenti sicuri con prezzi continuamente crescenti, il mercato dell'arte contemporanea si presenta con caratteristiche totalmente diverse. Che assomigliano sempre di più a quelle di una bolla speculativa che sta per scoppiare, come i mutui subprime, dato che si sta assistendo alla metamorfosi delle opere in titoli derivati.





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E la responsabilità civile dei politici?


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E la responsabilità civile dei politici?

Si torna a parlare, periodicamente, della responsabilità civile dei magistrati. "Se un magistrato sbaglia deve pagare" è il mantra che recitano ormai molti esponenti politici, citando – a sproposito – una decisione della Corte di Giustizia, che, al contrario, si riferisce alla responsabilità dello Stato (e non dei Magistrati!) per i danni derivanti da colpa lieve.


Sulla reale utilità di una eventuale iniziativa legislativa mi sono già espresso in un post che vi invito a rileggere, ma ne approfitto per svolgere qualche altra considerazione.


Partiamo da tre dati. Primo: il Capo dello Stato ha recentemente parlato di sensibile scadimento del processo di formazione delle leggi. Secondo, spesso norme anche di grande rilevanza e diffusa applicazione sono censurate dalla Corte Costituzionale, che le dichiara contrarie alla Carta Costituzionale. Terzo: la Corte di Giustizia bacchetta sovente l'Italia per mancata applicazione di norme comunitarie, rispetto alle quali si è impegnata aderendo alla Unione Europea.


Su questi dati di fatto, credo sia sin troppo evidente che se il Giudice deve applicare le leggi (pena la sua responsabilità), occorre quantomeno che quelle leggi siano chiare, comprensibili a tutti, non suscettibili di equivoci e non contrarie alle norme sopranazionali. In caso contrario, piuttosto che prendersela con i giudici, sarebbe logico e prioritario studiare forme di responsabilità diretta per i danni che il legislatore (cioè i singoli parlamentari che hanno votato le leggi o il governo che ha emanato decreti legge) arreca alla intera collettività con il cattivo legiferare, rispetto al quale i giudici sono troppo spesso chiamati a fare veri e propri miracoli interpretativi a fronte di errori, incongruenze, contraddittorietà, lacune di disciplina.

Insomma, se proprio si vuole parlare di inasprimento delle norme sulla responsabilità dei giudici (che già esistono), bisognerebbe quantomeno risolvere prima la quaestio della responsabilità civile dei politici, che, invece, oggi di responsabilità non ne hanno nessuna.


Vediamo ora perché non vi è stato sino ad ora un dibattito in tal senso. Storicamente si è sempre detto che siccome lo Stato è sovrano, non può essere responsabile. Ed era ...



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Crisi Gas: Passera sogna di aumentare la produzione


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Crisi Gas: Passera sogna di aumentare la produzione

Crisi Gas: Passera sogna di aumentare la produzione
- Debora Billi - Passera vuole aumentare la produzione di gas al 15% del fabbisogno. I rigassiificatori non producono nulla, sta parlando allora di fracking? Qualche fermento tra i commentatori alla nuova uscita del ministro Passera, che vuole "potenziare la produzione nazionale" di gas. Qualcuno si chiede se il superministro all'Economia conosca la differenza tra [...]


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Picco del petrolio: l'articolo su Nature


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Picco del petrolio: l'articolo su Nature

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Il picco del petrolio sdoganato ufficialmente anche dalla scienza. Quella mainstream, intendo, perché di scienziati che se ne occupano è pieno il mondo.

Nature è forse la più importante rivista scientifica del pianeta, e sull'ultimo numero esce un articolo che non lascia proprio più spazio a discussioni: Il punto di non ritorno del petrolio è passato.

Trovate la traduzione in italiano su Le Scienze. E leggendola, si scopre che finalmente si punta il dito su una scomoda verità, quella di cui si è spesso parlato qui: risparmiare energia, ridurre i consumi dei combustibili fossili è un problema molto più legato alla disponibilità di petrolio che non al clima.

Scrivono infatti gli autori:

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Standard & Poor’s ha declassato 34 banche italiane. Da associazioni a delinquere a ladri di galline.



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Le proteste in Arabia Saudita


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Le proteste in Arabia Saudita

Negli ultimi due giorni ci sono state violente proteste nella provincia di Qatif, nella parte orientale dell'Arabia Saudita, da parte della comunità sciita che si sente discriminata dal regime sunnita di re Abdullah. Nel corso delle manifestazioni almeno due persone sono state uccise dalle forze di sicurezza saudite. Qatif è una regione molto ricca di petrolio, ma ha una folta popolazione sciita, che comunque rappresenta una minoranza in Arabia Saudita. Gli sciiti costituiscono circa il 10 per cento della popolazione totale, mentre i sunniti circa l'85 per cento.






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Grecia, secondo giorno di sciopero Austerity, domani vota il Parlamento


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Grecia, secondo giorno di sciopero Austerity, domani vota il Parlamento

Secondo giorno di sciopero generale in Grecia contro le misure di austerity chieste dalla Trojka (Unione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale) e approvate dal governo di Atene, che entro domani saranno vagliate dal Parlamento di Atene.


Un piano durissimo e complesso. La Grecia infatti potrà prendere in prestito fino ad un massimo di 35 miliardi dal fondo temporaneo salva-Stati per finanziare il possibile buyback dei bond offerti nell'eurozona con bond dell'Efsf.  Entro la fine del 2012 Atene dovrebbe raccogliere 4,5 miliardi da operazioni di cessione, compresi i circa 1,5 miliardi già raccolti fino ad oggi ed entro la fine del 2015 deve arrivare a racimolare 15 miliardi di euro. Secondo la bozza di un altro documento l'obiettivo è di raccogliere dalle privatizzazioni 50 miliardi di euro nel "medio termine" anzichè entro il 2015. Tra le molte riforme in programma ci sono gli 1,1 miliardi di tagli nei costi farmaceutici, l'abolizione delle regole restrittive sulle guide turistiche, l'apertura del mercato energetico agli investimenti stranieri.  Il nuovo programma prevede inoltre che Atene registri quest'anno un leggero deficit di bilancio e un surplus primario di 3,6 miliardi di euro nel 2013. In un primo tempo era invece previsto il raggiungimento del surplus primario quest'anno.  Le banche greche invece, che devono far fronte a perdite per circa 17 miliardi di euro per il piano di svalutazione del debito, dovranno raggiungere un core Tier 1 del 9% entro il terzi trimestre di quest'anno e del 10% entro il secondo trimestre del 2013. Il target precedente era del 10% entro l'agosto di quest'anno. Inoltre le banche che si trovassero ad avere bisogno di capitale potranno chiedere un aiuto allo Stato per ricapitalizzare, in cambio dovranno emettere titoli pubblici greci o bond convertibili. Un progetto di risanamento che mette a dura prova il paese quello varato dall'esecutivo di Giorgios Papandreou, che verrà votato domani dal Parlamento e che impegna il paese sul fronte delle riforme in cambio del via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro.


E un voto negativo delle Camere sarebbe catastrofico. Così il primo ministro, leader dei socialisti greci ed ex premier, ha cercato di convincere tutti i deputati del Pasok di votare uniti a favore del nuovo pacchetto di tagli richiesti dalla troika. Tagli talmente dolorosi – una riduzione del 22% del salario minimo, il taglio di 15mila posti di lavoro nel settore pubblico, ulteriori riduzione della spesa per sanità, welfare e difesa – che ieri sei membri del gov...



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La Germania vuole salvare la Grecia?


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La Germania vuole salvare la Grecia?

Quanto vale veramente il default  dello stato ellenico per il paese più importante dell'Unione europea La Grecia si trova in una situazione ormai disperata. A breve scadranno titoli di stato per 14 miliardi di euro, e con un costo del … Continue reading →



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Lo Scudo Rosso e i Protocolli


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Lo Scudo Rosso e i Protocolli

Riceviamo e pubblichiamo


I PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SION in versione Rothschilds. Come sono diventato il padrone del mondo e come verrò annientato dalla PARUSIA del Signore e dal Messaggio di Fatima del 13 maggio 1917 che la massoneria ha tentato di occultare sino ad oggi.


«Si può considerare ormai come accettato che la rivoluzione bolscevica del 1917 è stata finanziata e sostenuta, principalmente, dall'alta finanza ebraica, attraverso la Svezia: ciò non è che un aspetto della messa in atto del complotto del 1773». ("Times" del 10 marzo 1920)


A cosa si riferisce questo vecchio articolo del Times? Cos'è successo nel 1773? La risposta la troviamo nel libro "Pawns in the game" (Pedine nel gioco) di Guy Carr del 1958. Stessa risposta che troviamo anche in un comunicato dei Vescovi francesi a Lourdes [M. Servant, Veillez et priez car l'heure est proche Saint Germain-en-Laye, Servant autore ed editore, 1972, Vol. I, p. 152].


Riporto l'estratto dal libro "Pawns in the game" CPA Book Pubblisher, pp. 26-31 che ho trovato sui numeri 337/338 della rivista Chiesa Viva, marzo/aprile 2002:


"Un orefice ebreo, Amschel Moses Bauer, stanco di vagare nell'Europa dell'Est, decise, nel 1750, di stabilirsi a Francoforte sul Meno, in Germania. Egli aprì una bottega di contabilità, nel distretto ebraico e, sopra la porta di questa bottega, pose, come simbolo della sua attività, una Targa rossa.




Questo fatto assume una grande importanza, poiché gli Ebrei, nell'Europa dell'Est, che appartenevano al Movimento Rivoluzionario, fondato sul terrorismo, avevano adottato anch'essi la Bandiera Rossa come loro emblema, e questo perché il rosso rappresentava il sangue!


Amschel Moses Bauer, con un figlio nato nel 1743, di nome Amschel Mayer, morì nel 1754 quando questi aveva solo undici anni. Il ragazzo, a cui il padre aveva insegnato quanto aveva potuto sui princìpi rudimentali dell'attività dei prestatori di denaro, mostrò subito una grande abilità ed una straordinaria intelligenza. Qualche anno dopo la morte del padre, Amschel Mayer Bauer fu assunto, come impiegato, presso la Banca Oppenheimer e, per la sua abilità naturale nell'attività bancaria subito dimostrata, venne promosso alla posizione di socio junior della Banca.


In seguito, Amschel tornò a Francoforte dove si assicurò la proprietà e il controllo dell'attività che era stata fondata da suo padre nel 1750. La Targa rossa spiccava ancora sopra la porta e, conoscendo il significato segreto di questo simbolo, Amschel Mayer Bauer decise di adottare un nuovo nome di famiglia. "Targa rossa", in tedesco si dice "Roth Schild", e così nacque "La Casa dei Rothschild".


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Slavoj Žižek: La rivolta della borghesia salariata


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Slavoj Žižek: La rivolta della borghesia salariata


La rivolta della borghesia salariata


Slavoj Žižek


Come ha fatto Bill Gates a diventare l'uomo più ricco d'America? La sua ricchezza non ha nulla a che fare con la produzione di un buon software Microsoft a prezzi inferiori rispetto ai suoi concorrenti, o con lo 'sfruttare' i suoi lavoratori con più successo (Microsoft paga i lavoratori intellettuali uno stipendio relativamente alto). Milioni di persone ancora acquistano il software Microsoft, perché Microsoft si è imposto come uno standard quasi universale, praticamente monopolizzando il campo, come una incarnazione di ciò che Marx chiamava il 'General Intellect', con la quale egli intendeva la conoscenza collettiva in tutte le sue forme, dalla scienza al know-how pratico. Gates effettivamente ha privatizzato parte del general intellect ed è diventato ricco appropriandosi della rendita che ne seguì.



La possibilità della privatizzazione del General Intellect era qualcosa che Marx non ha mai previsto nei suoi scritti sul capitalismo (in gran parte perché ha trascurato la sua dimensione sociale). Eppure questo è al centro delle lotte di oggi sulla proprietà intellettuale: come il ruolo del General Intellect – basato sulla conoscenza collettiva e la cooperazione sociale – cresce nel capitalismo post-industriale, così la ricchezza si accumula al di fuori di ogni proporzione con il lavoro speso nella sua produzione. Il risultato non è, come Marx sembra avere previsto, l'auto-dissoluzione del capitalismo, ma la graduale trasformazione del profitto generato dallo sfruttamento del lavoro in rendita appropriata attraverso la privatizzazione della conoscenza.


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Signoraggio e reddito minimo garantito

di Marco Saba

La più grande tassa occulta oggi è quella della rendita monetaria che va a beneficio di chi crea capitale dal nulla e lo presta alla comunità, il sistema bancario. Lo stato corrotto, carnefice e complice, si presta, tramite la tassazione, a trasferire annualmente una enorme quantità di ricchezza dalla comunità ai rentier che si nascondono dietro la proprietà delle banche.



Il reddito minimo garantito - che attuerebbe i principi contenuti nella Carta ONU dei diritti dell'uomo (cibo, casa, etc.) - può essere distribuito dalla banca centrale direttamente alla cittadinanza come forma di restituzione parziale e/o indennizzo di detto signoragggio che - almeno in linea teorica - spetta al sovrano (popolo) e non già alla mafia bancaria privata. Per l'Italia, per il solo signoraggio della banca centrale, si tratta di 6.000 euro a testa per ogni cittadino/anno. Senza contare l'occulta rendita monetaria delle altre banche commerciali che arriva a 50 volte tale cifra...

Se un reddito minimo di cttadinanza di 1.200 euro al mese - poniamo - impigrisce chi lo percepisce, immaginiamo quale forma di pigrizia devastante viene generata dalla rendita monetaria garantita al sistema bancario che tale reddito pone al passivo del bilancio, rendendo esentasse un attivo corrispondente e quindi rubando due volte... più gli interessi imposti alla comunità per poter disporre del numerario.

Il reddito minimo garantito permetterebbe di legalizzare la gestione da parte del sistema bancario della rendita monetaria effettiva dando una contropartita a chi tale privilegio concede gratuitamente al sistema bancario, senza nemmeno rendersene conto, ovvero il popolo sovrano. Altrimenti, come denunciato da più parti, si tratta solo di una giga-truffa.

La redistribuzione- senza né tasse né inflazione - avverrebbe quindi tra il sistema di predazione bancaria ed il resto della comunità, ponendo un freno alla necessitò di crescita obbligata imposta da un sistema usuraio e criminale, come invece oggi avviene.

In sostanzza, parte della nuova moneta emessa, invece di essere prestata al sistema, sarebbe elargita su base procapite a titolo di indennizzo e restituzione di quanto precedentemente già predato, con benefici per almeno il 99% della popolazione. Si tratta di equità e di uscire dalla schiavitù perpetua imposta da un debito pubblico perpetuo che sta esaurendo tutte le risorse del pianeta, senza considerare la pazienza di chi scrive.
11 febbraio 2012

LA CINA IN SOCCORSO DELL’IRAN : TRASCINA INDIA E INDONESIA PER ATTUTIRE L’IMPATTO SULLA POPOLAZIONE. di Antonio de Martini


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LA CINA IN SOCCORSO DELL'IRAN : TRASCINA INDIA E INDONESIA PER ATTUTIRE L'IMPATTO SULLA POPOLAZIONE. di Antonio de Martini

Le sanzioni economiche contro l'Iran, questa volta sono state preparate bene: anzitutto la subitaneita' ha impedito agli iraniani lo stoccaggio e con 74 milioni di abitanti, non e' uno scherzo . Poi, la IEA , l' Agenzia internazionale per gli approvvigionamenti petroliferi, ha comunicato che le sanzioni non avrebbero influito sui flussi di petrolio NEL 2012, ma evita di dire a che prezzi troveremo il petrolio sui mercati.


Il Dubai e' stato discretamente e tempestivamente avvertito che le solite triangolazioni commerciali non sarebbero state tollerate.

Le sanzioni hanno colpito i consumi di derrate agricole e tra tre settimane ci sono le elezioni parlamentari in Persia.

La Cina, forse informata preventivamente, ha prudenzialmente ridotto gli acquisti , dirottandoli verso Russia e Arabia Saudita.

L'U E ha avuto sei mesi per adeguarsi e le sue sanzioni saranno esecutive da luglio.

L'arrivo del vice ministro degli esteri cinese a Teheran martedì con all'ordine del giorno il problema nucleare iraniano, ha tolto i residui dubbi , per chi ne avesse avuti, che la Cina si sente coinvolta nella vicenda, anche se ha opportunamente differenziato il proprio rifornimento petrolifero.

Dopo la dichiarazione del ministro degli esteri russo Lavrov, che annunziava di preferire le vie negoziali, entrava in campo Ma Zhaoxu , ribadendo che anche la Cina privilegiava la via diplomatica.

Oggi, quasi a ruota, il premier indiano Manmohan Singh ha rincarato la dose dichiarando che " l'Iran e' un paese vicino e un partner importante" col quale la via pacifica e' preferibile.

A complicare le cose, anche questa volta la Francia e' bloccata dall'attesa del risultato di una fornitura di aerei militari da 20 miliardi di dollari all' India, nella quale e' preferita.

L'Iran si e' immediatamente attivato ed ha proposto all'India di pagare il suo petrolio con almeno il 45% di rupie spendibili a piacere entro i confini.

Con l'Indonesia stesso discorso, dato che il 90% dell'olio vegetale lo importa l'Iran.

L'Iran, dal canto suo, e sta facendo offerte in reals ( Brasile) e in yen giapponesi.

Il governo USA vede così cadere il muro di propaganda costruito attorno al veto della sola Russia ed alla vanità delle sue proposte di mediazione.

Adesso e' chiaro che la Cina non gradisce l'attacco all'Iran ed ai suoi alleati ( Siria e Hezbollah),

Ed e' pronta a giocare la partita in prima persona, mentre la Russia si sta ritagliando uno spazio reale di mediazione, parlando a nome di meta della popolazione del mondo.

Forse e' tempo per la Clinton di passare la mano.


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Miope professor Monti. Picco del petrolio, crisi economica e crescita impossibile


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Miope professor Monti. Picco del petrolio, crisi economica e crescita impossibile



Miope professor Monti. Picco del petrolio, crisi economica e crescita impossibile
- Maria Ferdinanda Piva  - La crisi economica dei Paesi meridionali dell'euro in generale e dell'Italia in particolare è legata al picco del petrolio. E' uscita su Le Scienze la traduzione italiana dell'articolo di Natureche il Presidente del Consiglio farebbe bene a leggere. Torno dunque sulla miopia di Mario Monti, sulla sua incapacità di cogliere [...]


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Sveglia italiani!

La drammatica transizione del governo “tecnico” guidato da Mario Monti, è solo l’inizio di un fase di transizione cruciale per il nostro Paese. Dietro il paravento della ritrovata credibilità internazionale si celano le responsabilità gravi dei partiti e dei loro leader. E rimane anche in agguato l’inadeguatezza e la povertà di pensiero delle forze politiche, rispetto ad una crisi di sistema che costringerà un ripensamento generale delle regole dell’economia, della finanza e della democrazia. La manovra di Monti...............

Che cosa succede in Grecia


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Che cosa succede in Grecia

Oggi in Grecia è il secondo giorno di uno sciopero generale indetto dai sindacati per protestare contro la nuova serie di misure di austerità annunciate dal governo, che il parlamento greco discuterà e voterà domani. Già ieri ci sono stati scontri tra manifestanti e forze dell'ordine nel centro di Atene, con lanci di pietre e con l'uso di lacrimogeni da parte della polizia. Su diversi siti è possibile seguire dirette delle manifestazioni e delle proteste di oggi (qui in francese, qui in inglese). Le proteste di piazza, le condizioni economiche in peggioramento e l'ennesima crisi politica intorno all'approvazione delle nuove misure di austerità hanno portato la situazione greca a un nuovo momento drammatico.


La situazione della Grecia

La Grecia si trova in grandi difficoltà finanziaria dalla fine del 2009. All'inizio del 2010 emersero le prove che pochi anni prima il paese aveva usato dei trucchi contabili per poter entrare a far parte dell'euro, nascondendo alcuni problemi dei suoi bilanci pubblici. A maggio del 2010, davanti al costante peggioramento delle condizioni del debito pubblico, gli altri paesi dell'Unione Europea e il Fondo monetario internazionale concessero un primo prestito di circa 110 miliardi di euro.


L'economia greca ha continuato a peggiorare, e a ottobre del 2011 iniziarono i negoziati per la concessione di un nuovo prestito al governo greco. Tra le crescenti proteste dell'opinione pubblica, il primo ministro George Papandreou si dimise durante le trattative, dopo aver annunciato (e poi ritirato) l'intenzione di sottoporre i termini dell'accordo con l'UE a un referendum popolare. Dopo estenuanti negoziati tra le parti politiche, l'11 novembre 2011 si insediò un governo di transizione guidato da Lucas Papademos, ex vicepresidente della Banca Centrale Europea, mentre il partito socialista PASOK di Papandreou e l'ex partito di opposizione di centrodestra, Nea Dimokratia, sostengono il governo in Parlamento.


Il debito pubblico greco per il 2011 è stimato nel 160% del prodotto interno lordo, mentre il paese è in recessione dal 2008 e le condizioni sociali nel p...



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Emergenza energetica e integrazione europea


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Emergenza energetica e integrazione europea

Se con la crisi dell'Euro e le divisioni interne all'UE la finanza allontana, il problema energetico unisce. Nella giornata di...


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La Depressione ha i suoi vantaggi


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La Depressione ha i suoi vantaggi

Non c'è dubbio. La Depressione economica può anche avere una serie di vantaggi assieme ai suoi costi umani immediati

1) è l'unico modo in cui puoi deflazionare a livelli normali i valori delle case ...


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Russia e Cina proteggono la Siria perché dopo c’è l’Iran


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Russia e Cina proteggono la Siria perché dopo c'è l'Iran




Il massacro in Siria continua. I bombardamenti non si sono interrotti nemmeno stanotte. Eppure, Russia e Cina hanno votato no ad un piano di emergenza per la soluzione della guerra civile. Interessi nazionali? Non solo: dietro alle proposte di eventuali interventi militari esterni, i due paesi intravedono una guerra mediorientale contro l'Iran, da concludersi entro settembre. Giusto in tempo per non guastare le elezioni del presidente Usa.





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Erano falsi, restano falsi


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Erano falsi, restano falsi

Leggete bene:


«I partiti erano tenuti a presentare i bilanci in Parlamento e i bilanci erano sistematicamente falsi, e tutti lo sapevano… i partiti di opposizione non contestavano i bilanci dei partiti di governo né i partiti di governo contestavano i bilanci dei partiti di opposizione. Negli atti parlamentari, non esiste una polemica che investisse la falsità di un bilancio presentato da un tesoriere di un partito. La verità è che i bilanci erano tutti falsi».


Sono parole di Bettino Craxi in un celebre interrogatorio reso il 19 dicembre 1993 al processo Cusani: trasmesso per televisione, riportato sui giornali, reperibile su youtube e ritrasmesso ad Annozero nel gennaio 2010.

La cosa si presta a molte considerazioni, ma soprattutto a una: nella Prima repubblica s'invocava il «tutti sapevano» e adesso s'invoca il «nessuno sapeva». Il capo politico del Psi non poteva non sapere quel che faceva il tesoriere del Psi; il capo politico della Margherita non poteva – invece – sapere quel che faceva il tesoriere della Margherita. Per inciso: il capo del Psi era notoriamente sveglio, il capo della Margherita era notoriamente Rutelli.

Resta da capire a quale «capo» voi affidereste i vostri soldi. Se a uno smaliziato o a uno sprovveduto. Se a un connivente o a uno che si fa svuotare la cassa.





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Top of the blog: la Grecia sull'orlo di una guerra civile


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Top of the blog: la Grecia sull'orlo di una guerra civile

Mi sembra assolutamente corretto cominciare questo post che rappresenta il meglio della settimana con un cenno sull'articolo scritto ieri sera da Lampo sulla Crisi Grecia, relativo alla Comunicazione del sindacato di Polizia contro la Troika. Una settimana che ci ha visti molto attivi sulla Grecia, anche come Idee di investimento e come comunicazioni bufala del Governo Greco e delle sue implicazioni sull'Euro. E sempre sull'Euro e Eurozona, non perdetevi il video sull'ESM e sugli effetti che avrà sull'Italia.
E poi molti focus sull'Italia, anche sulla sua competitività. Intanto sullo Spread  e sul cambiamento di Sentiment sul Bel Paese. Occhio anche alle Borse: le banche potrebbero invertire la rotta. Anche perchè alcuni permabearish stanno cambiando parere... Segnale contrarian? Ma se l'Italia non sta bene, gli USA non stanno meglio. Imparate a leggere i dati sull'occupazione.
Un'ottimo pezzo sulle tecniche di trading, ma attenzione: non perdetevi questo pezzo, il più condiviso e letto della settimana: si parla di World War III. Non sottovalutatelo...
In fine una richiesta. Condividete questo post con Facebook e Twitter e contribuite ad una migliore informazione finanziaria indipendente degli italiani. La gente devo cominciare a sapere VERAMENTE come stanno le cose.
Buon Week end a tutti!
STAY TUNED!

DT
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Goldman Sachs o’ Beat – Mr. Saxobeat spoof


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Goldman Sachs o' Beat – Mr. Saxobeat spoof



www.informarexresistere.fr Un'intramontabile hit! Lo Sai Chi Crea Il DENARO?:  http://bit.ly/chi-crea-il-denaro


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Obama, un autentico fallimento!

Obama, un autentico fallimento!:






Si presentò come il premio nobel per la pace ... poi invece la storia dice ben altro (sua la frase , "la guerra, è un mezzo per la pace"), basti pensare a quello che è successo in Afganistan, i continui "incidenti militari", i massacri di civili innocenti o la pantomima della morte di Bin Laden ... i continui rinvii in Iraq per abbandonare le terre (che loro hanno) flagellato per decenni ... l'importanza del governo Usa sulla guerra in Libia e la taglia voluta da loro stessi sulla testa di Gheddafi (1,5 milioni di dollari) ... e per parlare di tempi più recenti, la totale indifferenza del governo Americano davanti ai massacri di civili che tutti i giorni ci sono in Siria per mano di Assad (ho il dubbio che gli Americani vogliano portare la pace solo dove loro fa comodo, eh?) ... si era presentato per quello della "linea verde", e invece proprio l'altro ieri è arrivato l'annuncio dell' ok del governo USA alla costruzione di due nuovi reattori nucleari, i primi reattori autorizzati negli USA dal 1978 ad oggi ...si era presentato come quello che avrebbe rivoluzionato il sistema sanitario in America, rendendolo libero a tutti i cittadini, anche a chi non si può permettere di pagare centinai di dollari per un assicurazione, e invece la sua proposta è stata nettamente ridimensionata ... ed è notizia proprio di questi giorni, rimanendo sempre in tema riforma sanitaria, che il Presidente USA si è dovuto abbassare anche al volere della Chiesa Cattolica in ambito di contraccettivi ...



Insomma un autentico fallimento!











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Bankster: o facciamo il funerale allâeuro o alla popolazione europea

Bankster: o facciamo il funerale allâeuro o alla popolazione europea: Le cose sono talmente chiare ormai non câè un piano nascosto e subdolo dei banchieri di dominare il mondo perché è talmente palese che lo capisce anche un bambino, invece câè una intera popolazione distratta, incredula, e sopratutto resa inoffensiva culturalmente e fisicamente nel reagire alle imposizioni che lâimperocrazia finanziaria ci obbliga e costringe ad eseguire alla lettera.
Ci hanno monetizzano lâintera vita prima con lâindustrializzazione, poi con il capitalismo,...
Giuseppe Turrisi

Cgia, c'e' stretta credito, insolvenze aziende +36%

Cgia, c'e' stretta credito, insolvenze aziende +36%: Negli ultimi 3 mesi 2011 prestiti banche a imprese -1,5%

La Germania regnerà su un’Europa divisa in tre

La Germania regnerà su un’Europa divisa in tre:

di Gianpaolo Caselli*


Dagli avvenimenti greci degli ultimi giorni appare ovvio che l’eurozona si salverà solamente se potrà garantire ai suoi cittadini occupazione e miglioramenti degli standard di vita, consentendo alle economie più deboli, in particolare del sud e del centro Europa, di guadagnare competitività e di imboccare un sentiero di crescita. Per ottenere questi risultati e’ indispensabile un radicale processo di riforma e di trasformazione dell’assetto economico, politico ed istituzionale europeo che, per avere possibilità di successo, non dovrebbe mettere in pericolo la coesione sociale e lo stesso assetto democratico.


La Grecia e l’Ungheria stanno mostrando alle classi dirigenti europee due modi diversi di reagire agli effetti causati dalle politiche economiche realizzate per porre rimedio alla crisi dei debiti sovrani. Altri paesi dell’area mostrano segni evidenti di stress economico e politico come la Bulgaria e la Romania, e se la crescita non sarà presto avviata, altri paesi non marginali come Spagna, Italia ed Inghilterra si chiederanno se valga la pena di continuare a subordinare le proprie politiche economiche ad un assetto economico ed istituzionale che produce recessione e disoccupazione crescente. Certo che la situazione europea è paradossale: la politica fiscale segue i dettami della dottrina rigorista e neomercantilista tedesca, mentre la politica monetaria, con buona pace dello statuto della Banca Centrale europea, è espansiva secondo il modello americano per salvare il sistema bancario e finanziario europeo, ma senza alcun effetto sull’economia reale.


Le previsioni di crescita dell’area euro per i prossimi due anni non sono certo incoraggianti dato che tutti i paesi stanno riducendo la spesa pubblica proprio nel momento in cui la domanda privata per consumi ed investimenti è particolarmente bassa. Non vi è bisogno di molta teoria economica per capire che i prossimi due anni non vedranno grande crescita: le previsioni per Germania e Francia sono intorno all’0,5 % per l’anno corrente ed intorno al 1,5 % per il prossimo anno; per Italia, Spagna, Grecia e Portogallo la crescita sarà negativa e l’area centro europea non farà certamente molto meglio.


Se questo è il mondo che ci attende nei prossimi due anni viene naturale chiedersi quale sia la strategia tedesca, ammesso che ne esista una, al di là di vincere le prossime elezioni. Sembra, ma si tratta di ipotesi, che in qualche circolo politico tedesco si pensi che in fin dei conti il futuro dell’economia tedesca sia ad est, verso la Russia, il Kazakstan dove la signora Merkel ha appena firmato importanti accordi commerciali con il presidente Nazarbaev, e verso la Cina dove si trovano le nuove fonte di domanda per le esportazioni tedesche. Circolano scenari geo-economici secondo cui l’Europa sarà in futuro divisa in tre aree: un nucleo nord europeo che condivide i canoni rigoristi tedeschi, un’area del centro Europa che continuerà a ospitare parte della produzione tedesca decentrata e una periferia di paesi che usciranno dall’euro per tentare una crescita tirata da una moneta nazionale svalutata, dopo un durissimo adattamento economico e sociale. Se qualcuno nella classe dirigente tedesca persegue una strategia di questo tipo è sicuramente accecato da una arroganza che lo porta a sovrastimare la forza dell’economia tedesca, pensando che esista ad est un lebensraum, uno spazio vitale pronto ad essere il mercato delle merci prodotte dalla efficiente macchina produttiva tedesca che peraltro non ha ancora recuperato i livelli di investimenti precedenti alla crisi del 2008.


Sostituire in parte i mercati europei in recessione con quelli dell’est ad alta crescita non è una operazione immediata né di facile esecuzione, poiché sui mercati ad est esistono concorrenti locali ed internazionali che non renderanno facile trasformare questi mercati nel giardino di casa rappresentato per ora dal mercato europeo. Quello che sembra non venga preso in considerazione dalle classi dirigenti tedesche è che perseguire testardamente un progetto di comando tedesco sull’Europa può portare alla disgregazione della costruzione europea e di conseguenza ad un possibile ruolo periferico della Germania sulla scena mondiale. Non basta essere forti ed efficienti per essere egemoni, bisogna anche offrire speranza e non la paura per il futuro.


*professore dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Lâascia dei banksters sulla Grecia. Per âsalvare le banche

Lâascia dei banksters sulla Grecia. Per âsalvare le banche: Con il piano di austerità impostole dalla troika Fmi-Ue-Bce, la Grecia sarà costretta tra l-altro a ridurre ancora di più gli organici della Pubblica Amministrazione limando ulteriormente così il proprio pil e le entrate dello Stato , non solo per le minori imposte sugli statali ma anche per i minori consumi e redditi che ne conseguono.

La rincorsa tra le richieste della e le misure di austerità adottate non può avere fine se alla riduzione del settore pubblico non corrisponde un...

Stiglitz: i primi a lasciare l'euro ne usciranno meglio

L'Observatoire de l'Europe pubblica un'intervista a Stiglitz, in cui il Nobel per l'economia manifesta una sfiducia oramai totale sull'euro, paragonando l'austerità ai salassi delle sanguisughe.

Il Premio Nobel per l'economia, noto per le sue posizioni keynesiane, paragona la pratica attuale dell'austerità ai "salassi della medicina..............

La riforma del lavoro in Spagna

La riforma del lavoro in Spagna:

Il governo spagnolo del nuovo premier Mariano Rajoy (Partito Popolare) ha approvato per decreto la nuova riforma del lavoro. Si tratta di una delle riforme più radicali degli ultimi decenni. La riforma, che si è basata su quella del 2010 promulgata dal governo Zapatero, prevede licenziamenti più facili, indennizzi minori, maggiore flessibilità ma anche aiuti e sgravi fiscali per l’assunzione di giovani e lavoratori con più di 45 anni recentemente usciti dal mondo del lavoro. Si tratta di una riforma “estremamente aggressiva”, ha detto il ministro dell’Economia, Luis de Guindos. L’obiettivo è quello di ridurre il tasso di disoccupazione della Spagna, giunto al record storico di 5,3 milioni di disoccupati, ossia il 22,85% della popolazione, con una percentuale di disoccupazione giovanile che oramai si attesta intorno al 50 per cento.


Licenziamenti più facili

Un’azienda “in crisi” potrà licenziare i dipendenti più facilmente: basterà segnare tre trimestri consecutivi di perdite. In questo caso, il lavoratore licenziato avrà un indennizzo pari a 20 giorni di lavoro per ogni anno di impiego precedente, con un limite massimo di 12 mesi di paga. Prima della riforma, in condizioni normali, un’azienda spagnola doveva riconoscere al lavoratore licenziato 45 giorni di paga per ogni anno di lavoro per evitare di essere citata in tribunale. Se invece un’azienda in salute licenzia senza giusta causa, con la nuova riforma dovrà corrispondere al lavoratore mandato a casa solo 33 giorni per anno lavorato, per un totale massimo di 24 mesi.


Accordi sindacali

In caso di crisi, le imprese potranno sganciarsi dagli accordi di categoria stabiliti a livello nazionale e modificare tempi di lavoro, funzioni e retribuzioni dei dipendenti. Gli accordi d’impresa tra azienda e dipendenti prevarranno su quelli collettivi nazionali o regionali. Se non si raggiunge un accordo, sarà il Tribunale del Lavoro a risolvere la disputa nel giro di massimo 25 giorni.


Per i giovani

Il governo ha creato un nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato per piccole e medie imprese fino a 50 lavoratori. Se un’azienda assumerà a tempo indeterminato un lavoratore di un’età inferiore a 30 anni avrà uno sgravo fiscale di 3.300 euro in tre anni nei contributi alla Seguridad Social, la “Sicurezza sociale” spagnola (3.600 euro se donne). La Seguridad Social è il principale sistema di protezione sociale dello stato per il lavoratore, che si occupa, tra le altre cose, della copertura di salute, povertà, disoccupazione. Il lavoratore con meno di trent’anni, oltre al compenso pattuito, potrà percepire anche il 25 per cento del sussidio di disoccupazione.


Per i disoccupati meno giovani

Se un’impresa assumerà persone con più di 45 anni, rimasti disoccupati per 12 degli ultimi 18 mesi, avrà uno sconto annuale nei contributi alla Sicurezza Sociale fino a 3.900 euro in tre anni (4.500 euro se si tratta di donne over 45 assunte in settori senza presenza femminile).


Contratti a tempo determinato

Sarà abolita la possibilità di estendere la serie di contratti a tempo determinato oltre i 24 mesi, come deciso dal precedente governo Zapatero. Questa norma, come era già previsto, non sarà più attiva dal 1 gennaio 2013. Da quel momento in poi, un lavoratore spagnolo non potrà avere contratti a tempo per più di 24 mesi.


Modello tedesco

Il decreto del governo Rajoy prevede la creazione di un fondo per la formazione dei lavoratori, simile a quello della Sicurezza Sociale. Il lavoratore avrà diritto a 20 ore di formazione pagate dall’impresa, secondo un modello che la stampa spagnola indica come ispirato a quello in vigore in Germania.


Dirigenti pubblici

Per i dirigenti delle imprese pubbliche è prevista un’indennità di licenziamento di 7 giorni per anno lavorato, per un massimo di 6 mensilità.


foto: Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images


Il piano da 35 miliardi per la Grecia

Il piano da 35 miliardi per la Grecia: Ecco il prestito dell’Efsf La Grecia prendera’ in prestito 35 miliardi di euro dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf per finanziare il piano di austerity per ricevere gli aiuti. Lo scrive il Wall Street Journal citando documenti ufficiali del piano, che … Continue reading →

Europa, c’è nessuno in casa?

Europa, c’è nessuno in casa?:

L’Europa, ovvero il fallimento di un’idea politica transnazionale, nata con intenzioni magari utopiche per nascondere interessi non sempre nobili, ma comunque idee ambiziose. È inequivocabile, invece, il messaggio comunicato oggi dalle politiche di austerità che strozzano la Grecia, e che sottopongono non solo Atene, ma tutti gli stati membri, al “ricatto del debito”. Bruxelles fa ormai rima con austerità, rigore, monetarismo. E un po’ più in là, se restiamo al lessico economico, con stagnazione, se non depressione e decrescita. Di Altiero Spinelli manco a parlarne, cose lontane.


“Il ricatto del debito”, scandisce Ida Dominjanni – importante firma di un Manifesto più che mai in lotta per la sopravvivenza – dal palco del Teatro Valle occupato a Roma, insieme a uno stuolo di ospiti venuti un po’ da tutto il continente per una tre giorni di forum su reddito, beni comuni e democrazia organizzata da Alternative Europee. Sul palco, tra gli altri, anche il giurista Ugo Mattei, e Maurizio Landini, segretario della Fiom.


Chi ha voglia ancora di parlare d’Europa, oggi, se non per ripensarne radicalmente i termini? Proprio Mattei, uno dei promotori dei referendum sull’acqua dello scorso giugno, ragiona su come “è venuta meno la rappresentanza”. Quello che è successo lui l’ha raccontato più o meno così. Prima c’erano gli stati nazione, e ciascuno popolo se la sbrigava con i propri governanti. Poi il rapporto tra politica ed economia si è invertito, lelogiche di mercato a farla da padrone senza se e senza ma. Infine, la politica è proprio scomparsa, con Grecia e Italia a fare da apripista. E chissà chi altro seguirà, dato che Bruxelles ha abdicato al suo pur residuo e incompiuto ruolo per vestire i panni della Troika.


Ovviamente non c’è da essere ottimisti su quello che accadrà con i tecnici al potere. Ma è anche vero che la evocata scomparsa della politica, tanto nazionale che europea, si declina in almeno due sensi diversi. Da un lato, il venire meno del ruolo dei politici a discapito di quello dei tecnici non è un elemento forzatamente negativo. Il caso italiano, con il paradosso di un Monti, tecno-eroe che ci ha liberati da Berlusconi, ne è un esempio. Al contrario, è il collasso della azione politica, intesa come partecipazione democratica, ad essere deleterio, lasciando la cosa pubblica in mano a pochi. Eppure, come sostengono tanto Mattei che Landini, la definizione dell’ambito dei beni comuni (essenziali per la nostra vita, come lo è l’acqua) e di quello dei diritti fondamentali (un lavoro dignitoso e meno precario possibile, ad esempio, o il reddito di cittadinanza) ci possono far riappropriare di quanto abbiamo perso per starda ultimamente. “Con i referendum come con le azioni No Tav, i cittadini hanno capito che non si può più delegare ad altri. Lo spazio di azione c’è, ed è grande”, ha concluso Mattei.


Qual è questo spazio? Chiamiamola (buona) politica, democrazia, o iniziativa della società civile, poco importa. E se oggi governa la troika sovrannazionale, i ragazzi del Teatro Valle hanno ragione. A problemi europei, risposte europee. Anche in questo caso, però, basta con la delega. E anche in questo caso c’è veramente tanta strada da fare.

Il suono del mare ghiacciato

Il suono del mare ghiacciato: In questo video girato ad Odessa, in Ucraina, pochi giorni fa, è possibile udire un sinistro rumore apparentemente senza origine. Lo strano sibilo invece proviene dal mare ghiacciato che litiga con sé stesso. Come qualcuno scrive nei commenti sembra il … Continue reading →

GRECIA: ANCORA 15 GIORNI PER SALVARLA E SPERANZA NELL'EUROGRUPPO!!

GRECIA: ANCORA 15 GIORNI PER SALVARLA E SPERANZA NELL'EUROGRUPPO!!:

PER ORA NESSUN DEFAULT NELL'ARIA

Come è stato reso noto dal portavoce, Panos Beglitis, per concludere le trattative sul nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia, mancano ancora 625 milioni di euro dei quali 325 RICORDO CHE QUESTI SOLDI verranno fuori dai tagli alle spese militari e di altri ministeri, PER ORA NIENTE TAGLI ALLE PENSIONI

Per quanto riguarda gli altri 300 e' in corso una trattativa fra il premier e i rappresentanti della troika per reperire tale somma senza tagliare le pensioni.

I RAPPRESENTANTI DELLA TROIKA CONCEDONO ALTRI 15 GIORNI PER REPERIRE 300 MILIONI DI EURO, tutto per ottenerne in cambio 130 miliardi di euro. Questa notte c'è stato un incontro durato quasi 8 ore e i leader dei tre partiti che sostengono il governo di Lucas Papademos hanno raggiunto, come si legge in un comunicato del governo "un largo accordo su tutti i punti del programma, salvo quello che riguarda il taglio alle pensioni integrative". Al termine dell'incontro del premier con i rappresentanti della troika

NESSUNA NUOVA RIUNIONE CON I LEADER DEI PARTITI

Solo un colloquio telefonico tra Papademos e i tre leader dei partiti. Il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos, al termine della riunione ha espresso la speranza che

LA GRECIA SPERA NELL' EUROGRUPPO

Evangelos

Grecia: i numeri della riduzione salariale

Grecia: i numeri della riduzione salariale: Diamo un pò di numeri sulla riduzione degli stipendi e delle pensioni che vuole la Troika in cambio degli aiuti, mi raccomando non giocateli al lotto............

Il taglio del 22% sugli stipendi minimi porterebbe il salario da 751,4 ala modica cifra di 586,1, il che comporta un' entrata di 9 mensilità del vecchio stipendio minimo. Il sussidio di disoccupazione viene portato a solo 360 euro mensili, i giovani sotto i venticinque anni di età, dovranno subire un' ulteriore taglio del 10%, portando lo stipendio minimo a 528,5. Il salario giornaliero per un lavoratore non sposato e senza esperienza si riduce ai 26,18 euro, dai 33,57 euro, e per uno sposato ai 28,80 dai 36,92 euro. Lo stipendio per un lavoratore con tre figli e nove anni di lavoro si abbasserà agli 808,96 dai 1.037,13 euro.

Per le pensioni taglio immediato del 15-20% e del 15% per quelle integrative, in pratica meno soldi, e parecchi per tutti. L' Eurostat di Bruxelles ha fatto sapere che nel 2010 poco più di 3 milioni di persone, ovvero il 27,7%, vivevano ai limiti della soglia di povertà, immaginiamo adesso a cifra arriverebbe il paese ellenico con queste misure di austerità, molti sicuramente scenderebbero sotto quella soglia

Supermario e le lobby internazionali

Si è molto parlato, in quest'ultima fase, dei legami dell'attuale Presidente del Consiglio, Mario Monti, con i gruppi di interesse internazionale e con le banche d'affari statunitensi; per questa ragione credo sia utile compiere una ricognizione nel suo passato manageriale. Dal 2010, Mario Monti, è stato presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo d’interess

Kim Jong Un sta benone. L’Occidente ha qualche problema

Kim Jong Un sta benone. L’Occidente ha qualche problema:

Sono otto ore che la notizia rimbalza: il nuovo “caro leader” della Corea del Nord è morto a Pechino. I media americani sono impazziti. Nessuno ha verificato ed è stata corsa allo scoop. Un twitter dalla Cina riporta che un post (o forse due) sul social network cinese Wibo ha dato notizia dell’assassinio di Kim Jong Un. Il blogger cinese che fa rimbalzare la notizia si chiama Joe Xu (bello eh? “Joe”). Il blog Gwaker rilancia la notizia e di botto fa 300.000 visitatori. Poi è la volta di un twitter farlocco che sembra provenire dalla BBC e che conferma l’assassinio. Nessuno va a vedere il twitter e rimbalza che la BBC conferma. Una marea di giornali online fanno moltiplicare la notizia. Nessuno la verifica. Intanto i navigatori cliccano a centinaia di migliaia. Alla fine della giornata basta mettere la parolina “Kim Jong” e si decuplicano i passaggi. Più passaggi, più pubblicità. Cerco di immaginare quanti contatti si possono avere lanciando la notizia che Monti ha dato le dimissioni o è stato scoperto con una escort in un hotel di Washington. E mentre tutto questo succede continuo a vedere le notizie che mi manda un amico di Atene. La notizia vera è che Atene è in fiamme. Ed è solo l’inizio.



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Grecia, Governo vara piano anticrisi: Domani vota il Parlamento. Oggi nuove proteste e scioperi

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HONG KONG - Hong Kong, emergenza occupazione: nel 2018 si troverà senza lavoratori: Uno studio del governo conferma: nel 2018 ci sarà un “buco” di 14mila unità lavorative, se si vuole mantenere la crescita economica ai livelli attuali. Alla base di questa mancanza ci sono le politiche sulla natalità restrittive imposte da Pechino e la decisione di non dare la cittadinanza a chi nasce nel Territorio.

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Quelli che si drogano con il testosterone: La nuova dipendenza degli operatori di borsa di Wall Street Il testosterone è diventato la droga preferita degli operatori di borsa di Wall Street. Secondo alcune cliniche di New York, infatti, un numero sempre maggiore di squali dell’alta finanza, di … Continue reading →

Grecia: secondo giorno sciopero, voto Parlamento domani

Grecia: secondo giorno sciopero, voto Parlamento domani


(AGI) Atene - In Grecia seconda giornata di sciopero generale indetto dai sindacati per protestare contro le nuove misure di austerita', approvate ieri dal governo, in attesa domani del voto in Parlamento. Ad Atene bloccati treni, autobus e gran parte della metro. Anche nei porti della Grecia, cargo e traghetti sono rimasti fermi alle banchine. Secondo i sindacati, l'adesione ieri e' stata tra il 70% e il 100%, con oltre 20mila persone che hanno sfilato nella capitale per protestare contro le misure di austerita' richieste dalla troika per sbloccare il secondo programma di aiuti da 130 miliardi di euro, indispensabile per evitare il default .

I banchieri francesi sono orripilati dalla crescita del fattore Glass-Steagall associato alla candidatura di Jacques Cheminade

I banchieri francesi sono orripilati dalla crescita del fattore Glass-Steagall associato alla candidatura di Jacques Cheminade

11 febbraio 2012 (MoviSol) - Sin da quando il 22 gennaio il candidato socialista François Hollande, considerato il favorito alle elezioni presidenziali del 22 aprile, criticò il sistema bancario francese sostenendo l'urgenza della separazione tra attività bancarie, ovvero tra banche ordinarie e banche d'affari, l'establishment francese sembra assalito da una cruccio da incubo: con l'idea della netta separazione tra banche, il nuovo Glass-Steagall Act proposto da Lyndon LaRouche negli Stati Uniti d'America e da Jacques Cheminade, candidato presidenziale in Francia con crescente visibilità nel dibattito politico nazionale, diventerà realtà oppure verrà svilito per mezzo di menzogne, minacce e sofismi vari?

Il 6 febbraio Les Echos ha riportato che "finora silenziosi, negli ultimi giorni i capi banchieri di Francia hanno cominciato a reagire alle proposte del candidato socialista, in particolare sulla necessità di separare all'interno di una banca, le attività bancarie d'investimento da quelle di deposito".

Frédéric Oudéa, amministratore delegato di Société Générale e presidente della Federazione Bancaria Francese (FBF), in una miracolosa conversione ha affermato di aver cambiato le sue precedenti convinzioni. Parlando sulle onde di RTL ha affermato che i banchieri sono "pronti a discutere" della questione. "E' perfettamente legittimo dire: non vogliamo che i depositi dei francesi e dei contribuenti siano usati nelle attività speculative che non hanno alcun interesse nell'economia". Tuttavia, Oudéa aggiunge che si dovrebbe ammettere che dall’inizio della crisi molte cose sono già cambiate. A suo parere, separare le banche sarebbe "una legge sbagliata" poiché "nei mercati" di deve "distinguere, all'interno delle attività di scambio, quelle che sono speculative e quelle che sono necessarie per il finanziamento delle società".

In un'intervista con la nuova versione francese dell'Huffington Post, l'amministratore delegato della Banque Populaire et Caisse d'Epargne (Banca Popolare e Cassa di Risparmio), sostiene che si ha il diritto di chiedere che i banchieri si prendano cura dei loro clienti e non speculino con i loro soldi", argomentando a favore di una regolazione bancaria alla Volcker. (La direttrice di Huffingtonpost.fr è Anne Sinclair, il cui marito è l'ex direttore del FMI Dominique Strauss-Kahn.)

Su Le Monde del 7 febbraio, Jean-Michel Naulot, un "ex" banchiere che ha fatto tutta la sua carriera presso Indosuez, chiaramente parla in nome della cricca dei banchieri. Dopo aver dimostrato che la delimitazione delle attività bancarie "sotto un singolo tetto", promossa dal "cavallo di Troia" Sir John Vickers, è destinata a fallire, Naulot avverte allarmato: "Nelle ultime settimane, molti candidati [presidenziali] hanno richiamato l'attenzione sui vantaggi del ritorno al Glass-Steagall Act, separando i depositi dalle banche d'affari. Alcuni hanno addirittura proposto di adottare la riforma [proposta dalla Commissione Vickers] dibattuta nel Regno Unito, o una sua versione più restrittiva.... Alcuni economisti propongono di andare oltre e di tagliare ogni legame tra le banche di deposito e le banche d'affari, tornando ad un Glass-Steagall Act puro e rigoroso. Questo sarebbe un errore".

Poi, in un sforzo apparentemente disperato di pensare ad una "alternativa", Naulot mente: "In realtà, la versione moderna del Glass-Steagall Act è la Volcker Rule, adottata nel luglio 2010 nel quadro operativo definito dal Frank-Dodd Act e coraggiosamente difeso da Obama contro qualunque tipo di lobby. Questa riforma ha due meriti: è semplice e di immediata applicazione".

Chiaramente, ora che Cheminade ha un piede dentro casa, il gioco si farà sempre più sporco e duro. Alcune fonti d'alto livello prossime al contendente socialista confermano che dal 22 gennaio su Hollande è stata esercitata una pressione "inimmaginabile".

Obama rilancia il nucleare Fukushima fa paura solo qui

Obama rilancia il nucleare
Fukushima fa paura solo qui

Obama rilancia il nucleare Fukushima fa paura solo qui
I nemici dell’atomo dicono che i Paesi moderni non progettano più centrali. Ma è falso: lo dimostra l’America, che dopo 34 anni ne costruirà ....

E' Monti a provocare il populismo!

E' Monti a provocare il populismo!

Lettera aperta al Presidente Monti.
Egr. Presidente Monti,
in questi giorni Lei ha denunciato l'esistenza del "seme di un populismo antieuropeo in Italia come in altri Paesi". Lei ha ragione! Tuttavia, bisogna intendersi in merito a chi e cosa si celi dietro questo sentimento antieuropeo e perché sia progressivamente crescente e addirittura maggioritario in sempre più vasti strati della popolazione europea. Ed a corollario di ciò, Lei dovrebbe chiedersi se le sue politiche economiche fomentino o meno questo sentimento antieuropeo.

E' da almeno il 1992, quando siamo entrati sotto le condizioni del patto di stabilitàdel Trattato di Maastricht, che ci viene richiesto di fare sacrifici. A noi, ed a tutti gli Europei. Questi sacrifici sono alla base di alcune ricette di economisti, professori, tecnici (oggi al Governo!) che, in Italia come nel resto d'Europa, avrebbero dovuto portare a risanare i conti pubblici, dare prosperità e benessere. Niente di tutto ciò è stato raggiunto! L’esperienza dimostra che nei venti anni dalla sottoscrizione del Trattato, il rapporto debito/pil è peggiorato quasi ovunque.

Atene news update: Sindacato di polizia vs Troika!

Atene news update: Sindacato di polizia vs Troika!

In queste ultime ore si sta diffondendo sui mass-media la notizia che uno dei principali sindacati della polizia greca, il P.O.A.S.Y. nella giornata di ieri abbia inviato una lettera ai rappresentanti della Troika. Il testo della lettera, per chi conosce il greco, è visionabile sul loro sito web, al seguente link: Lettera inviata ai rappresentanti della "troika" Ovviamente non ...

Homs, un testimone racconta il terrore: sono gruppi armati, non è Damasco

Homs, un testimone racconta il terrore: sono gruppi armati, non è Damasco

siriebelIntervista di Silvia Cattori a un abitante di Homs (Siria). Con nota di Megachip in fondo all'articolo, più un pezzo tratto dal Corriere della Sera.

Il Siriano di cui ho raccolto la testimonianza vive aHoms, nel quartiere dove è stato ucciso Gilles Jacquier [giornalista francese, inviato di Antenne 2, morto lo scorso 11 gennaio, n.d.t.] e insieme a lui otto simpatizzanti siriani del governo Assad. I colpi di cannone cadevano intorno al suo edificio mentre parlavamo. Paralizzato dalla paura e dall'angoscia di una morte in agguato, parlava a voce bassa, con difficoltà. Crediamo al quadro raccontato con sobrietà da questo uomo, padre di due figli. Crediamo alla sua sincerità. Ciò che lui afferma contraddice quanto affermano le autorità politiche - implicate nel conflitto - e i nostri media che persistono nel negare la realtà;

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