28/05/12

6 E 7 GIUGNO A BERLINO - NUOVA OPERAZIONE VALKIRIA


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6 E 7 GIUGNO A BERLINO - NUOVA OPERAZIONE VALKIRIA

A POCHI GIORNI DALLE VOTAZIONI IN GRECIA PARTIAMO PER BERLINO.

PARTENZA 6 GIUGNO AL MATTINO PRESTO DA MILANO MALPENSA
6 GIUGNO POMERIGGIO VISITA A IMMOBILI
6 GIUGNO SERA CENA DI GRUPPO
7 GIUGNO VISITA IMMOBILI
7 GIUGNO SERA RIENTRO A MILANO MALPENSA

HOTEL : WALL STREET PARK PLAZA

Per partecipare inviare entro fine settimana  una mail a OPERAZIONEVALKIRIA@GMAIL.COM  




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Crisi Grecia: via libera dall'EFSF per la ricapitalizzazione di 4 banche, per complessivi 18 miliardi di euro

Crisi Grecia: via libera dall'EFSF per la ricapitalizzazione di 4 banche, per complessivi 18 miliardi di euro: Dall' EFSF ( European Financial Stability Facility  ), arriva il via libera per la ricapitalizzazione di 4 banche: National Bank ha ricevuto 7,43 miliardi di euro, Alpha Bank 1,9 miliardi, Eurobank 3,97 e Piraeus bank 4,7 miliardi , per complessivi 18 miliardi di euro.E' stato reso noto da un funzionario del governo ellenico.
    L'operazione permettera' agli istituti ellenici di tornare a finanziarsi attraverso la Bce, dopo che l'Eurotower era stata costretta dieci giorni fa ( il 16 maggio ) a escluderli dalle normali operazioni di liquidita'.    

Ars, tremila euro per lavorare 10 minuti al mese

Ars, tremila euro per lavorare 10 minuti al mese:


Il caso della commissione “per la qualità della legislazione”: costa 250mila euro di sole indennità Cinquanta minuti in tutto, appena dieci ogni mese: tanto hanno lavorato da gennaio ad oggi i nove deputati della commissione per la qualità della legislazione dell’Ars, il parlamento siciliano. Una commissione che di sole indennità costa alle tasche dei contribuenti [...]

Crisi, la Spagna sprofonda, i tassi volano. Vicino intervento del salva Stati

Crisi, la Spagna sprofonda, i tassi volano. Vicino intervento del salva Stati:
Nel corso delle prossime settimane la Spagna potrebbe essere costretta a fare ricorso al fondo di salvataggio europeo diventando così il quarto Paese dell’eurozona ad essere soccorso dallo scoppio della crisi ad oggi. Lo sostiene il quotidiano El Mundo citando fonti governative. Un’indiscrezione, quella lanciata dalla stampa spagnola, che alimenta un’ipotesi sempre più concreta soprattutto di fronte al rischio di un aggravamento della crisi a seguito di un contagio proveniente dalla Grecia. I rendimenti dei titoli spagnoli a 10 anni viaggiano oggi a quota 6,45% (lo spread con i decennali tedeschi segna 504 punti base contro i 436 del differenziale Italia-Germania), ovvero poco distanti dalla soglia critica del 7%, quella che tradizionalmente viene considerata insostenibile. Una volta superato quel livello di rendimento, Grecia, Portogallo e Irlanda avevano dovuto arrendersi al salvataggio esterno.
La tensione si concentra soprattutto sul futuro di Bankia, l’istituto sommerso dai debiti e dagli assets tossici in portafoglio e declassato venerdì al livello BB+ da Standard&Poor’s. Oggi, in chiusura di contrattazioni, il titolo della banca segnava un clamoroso -13,38% (ma in apertura la corsa alla vendita aveva momentaneamente prodotto un terrificante -28%) mentre l’Ibex 35 registrava una perdita del 2,20%, arrivando al peggior risultato degli ultimi nove anni. La scorsa settimana Bankia ha annunciato di aver chiesto allo Stato un salvataggio da 19 miliardi di euro che si aggiunge ai quasi 4,5 già ottenuti in passato. In totale si superano i 23 miliardi per quello che nel suo genere costuirebbe il più grande intervento pubblico nella storia spagnola. Altri 7 miliardi, sostiene sempre El Mundo, verrebbero iniettati nelle casse di altri tre istituti in difficoltà: Catalunya Caixa, Novagalicia e Banco de Valencia, tutti per altro già sotto controllo dello Stato.
Ancora non del tutto chiari, per il momento, i dettagli del finanziamento. L’ipotesi che circola oggi parla di un sostanziale swap tra lo Stato e la banca stessa: in pratica il Tesoro di Madrid verserebbe nella casse di Bankia i 19 miliardi richiesti ma solo sottoforma di titoli di Stato. In cambio, la banca cederebbe un controvalore equivalente delle proprie azioni. Tradotto, l’istituto verrebbe definitivamente nazionalizzato. Ma c’è dell’altro. Una volta in possesso dei titoli sovrani, si ipotizza, Bankia potrebbe bussare alla porta del Bce per chiedere un finanziamento, ovvero utilizzare le obbligazioni come collaterale per ottenere un prestito quanto mai vitale. Magari in occasione di un nuovo quantitative easing in linea con i precedenti che hanno già sbloccato oltre 1 trilione di euro di liquidità per il sistema bancario.
A destare preoccupazione, ad oggi, è anche lo stato dei conti degli enti locali spagnoli il cui futuro dipenderà sempre di più dall’intervento del governo centrale. Le obbligazioni a un anno della Catalogna, la regione più indebitata del Paese, rendono secondo Bloomberg l’8,3% contro il 3,6% dei bonos annuali dello Stato centrale. Quest’anno, sottolinea il Telegraph, la Catalogna dovrà rifinanziare il proprio debito con emissioni complessive da 13,4 miliardi di euro, oltre un terzo del rifinanziamento totale delle regioni del Paese (35,7 miliardi). Venerdì scorso, il presidente catalano Artur Mas ha apertamente chiesto un aiuto finanziario al governo di Madrid.

Spagna, la speculazione va a nozze sul crollo di Bankia

Spagna, la speculazione va a nozze sul crollo di Bankia: La speculazione anglosassone continua a trovare terreno fertile nei suoi attacchi all’euro negli alti debiti pubblici dei Paesi dell’area Sud dell’Unione, che permettono di giocare con il differenziale di rendimento (spread) con gli stabili Bund tedeschi. Ma non solo questo. Adesso Wall Street e la City nel caso della Spagna possono fare leva sulla situazione disastrosa di alcune banche come Bankia il cui titolo ieri ha perso in Borsa il 26,75% in apertura per poi stabilizzarsi ad un meno 15,3%. Il crollo è stato determinato da due notizie. La prima che la banca spagnola nel 2011 non ha realizzato 300 milioni di utili ma ha invece registrato ben 3 miliardi di perdite. Una notizia a...
Filippo Ghira

Lagarde:non sconto a greci,paghino tasse

Lagarde:non sconto a greci,paghino tasse

Piu' simpatia per bambini africani che per figli evasori

L'FMI-pensiero:cinismo beffardo


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L'FMI-pensiero:cinismo beffardo



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Borse in crisi: il Brasile ha perso più della Spagna


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Borse in crisi: il Brasile ha perso più della Spagna

La Borsa di San Paolo ha perso il 10% nel 2012, secondo la società brasiliana di gestione capitali Legan Asset. Attenzione per chi investe nell'area dei Paesi Emergenti, quindi.

Rispetto al picco maggiore del 2011 la perdita è del 20%. Il calo è maggiore di quello avuto nella Borsa di Madrid (-7%).

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Tagliare non le spese ma la salute degli Italiani


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Tagliare non le spese ma la salute degli Italiani

Prevenzione alimentare? Per Monti pare siano chiacchiere. Sulla scorta di una disegno di legge del Pd per la spending review, il governo si appresta infatti a smantellare anche l'Inran, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, che ad oggi era l'organismo statale preposto a occuparsi di alimentazione preventiva.  Quindi anche a prevenire le malattie e il collasso del sistema sanitario nazionale.

Tanto comunque è destinato a collassare, il sistema sanitario nazionale. Che importa se l'obesità dilaga più di quanto si calcoli e siamo il paese col più alto tasso d'obesità infantile d'Europa? Che importa se le malattie croniche degenerative sono in costante aumento e, specie quelle cardiovascolari, rappresentano già la prima causa di morte? Che importa se tali malattie abbiamo un comprovato legame con l'alimentazione. Ci mangiamo la salute, ma a chi interessa?  In fondo siamo il paese della dieta mediterranea strombettata e apparente, cioè praticata solo dal 10% degli Italiani, siamo il paese del cibo e del vino, trivializzati, che spopolano nei programmi televisivi.

E allora perché preoccuparsi che la spesa privata nella sanità sia cresciuta del 25% negli ultimi 10 anni? Le previsioni del Fondo Monetario internazionale non lasciano dubbi: se nel 2050 la vita media si allungasse di tre anni in più rispetto alle attese attuali, in linea con la media del passato peraltro sottostimata, gli elevatissimi costi del sistema sociale aumenterebbero del 50%. È come assistere a un film catastrofico col pacchetto di patatine in mano: solo che il film è già realtà. Qualcuno l'aveva già scritto un secolo fa: "un mondo che sopporterebbe la propria rovina, purché gli fosse concesso di vederla presentata al cinema".

Pur avendo in passato riportato critiche



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Napolitano ai giovani: “Il web non è il luogo delle decisioni politiche”

Preistorico.....   (z)

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Napolitano ai giovani: "Il web non è il luogo delle decisioni politiche"

"La rete non è il luogo delle decisioni politiche". A dirlo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che questa mattina ha ricevuto al Quirinale un gruppo di giovani: "La rete non è il luogo delle decisioni politiche, per questo servono ancora i partiti", ha detto. Il presidente ha esortato le nuove generazioni ad aprire le porte della politica, anche con qualche "spintone", ricordando però che il ruolo dei partiti è imprescindibile e il web non li può soppiantare. "La partecipazione dei giovani può svilupparsi attraverso tanti canali" ha spiegato Napolitano, "non ci sono solo i partiti politici per essere presenti nella vita sociale, anche in una certa misura nella vita pubblica. Cito come esempio grandi mobilitazioni di giovani in casi di emergenze, vedo grandi slanci e senso di una responsabilità collettiva". Ma "attenzione – ha messo in guardia il Capo dello Stato – qualsiasi canale di partecipazione, come la rete, non può condurre direttamente al luogo delle decisioni politiche". Poi il capo dello Stato ha aggiunto: "I partiti sono le cinghie di trasmissione delle istanze dei cittadini verso le istituzioni. La sfera delle decisioni politiche non si tocca".

Poi ricordando le parole di Giaime Pintor durante la resistenza, Napolitano ha aggiunto: "Guai se invece di correre alla politica ci fosse la fuga dalla politica: sarebbe un disastro per la società". In particolare, parlando del Sud, ha sollecitato i giovani meridionali ad essere determinati: "Abbiate volontà, siate disponibili a fare e non aspettate il posto pubblico, altrimenti non si regge nessuna sfida". Il presidente della Repubblica ha poi voluto sgombrare il campo da "equivoci" sulle sue iniziative e ha ricordato di non avere "poteri esecutivi" ma, come rappresentante dell'unità nazionale, di voler ascoltare e interpretare le istanze di tutti i componenti della società.

Il Capo dello Stato ha quindi affrontato diversi temi della politica nazionale e internazionale, sottolineando di non voler interferire, ma volendo comunque far sentire la sua voce. La condizione dei giovani, ha sottolineato alla platea di ragazzi, "si è fatta sempre più critica con il dispiegarsi degli effetti della crisi". Crisi che si è "complicata anche a seguito delle politiche di bilancio restrittive, alle scelte di risanamento e al consolidamento fiscale adottate per far fronte alla pressione dei mercati sui titoli del nostro debito pubblico". E proprio sul debito pubblico e soprattutto sulla spesa pubblica, Napolitano: "Qual è stato il peggior errore della mia generazione? E' stato varare delle riforme affidandosi al canale della spesa pubblica, dilatandola e accumulando sulle spalle dei giovani pesantissime cambiali".

Infine ...



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Se il credito prima era difficile, adesso è fermo

La stretta creditizia in Italia è confermata dai dati più recenti della Banca d'Italia. A marzo, i prestiti alle imprese non finanziarie sono rimasti fermi. Nel mese precedente erano, invece, cresciuti dello 0,9 per cento su base annua (+4,7 per cento nel marzo del 2011), mentre quelli alle famiglie sono in rallentamento. Solo supportando finanziariamente le imprese domestiche, quando hanno progetti imprenditoriali validi, le banche possono interrompere quel circolo vizioso che porta aziende illiquide, ma solide, al fallimento. Articolo tratto da Lavoce.info.

ANALISI


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz1wAis1dTZ

I prezzi Rc Auto in Europa - grafico

In media, un'assicurazione costa in Italia il doppio che negli altri paesi europei

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Casta senza vergogna: doppi stipendi ai politici italiani - video

Lo stabilisce la legge degli Enti Locali applicata da più di dieci anni ma che pochi conoscono

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Risparmi e consumi nell’era della decrescita

Secondo i dati di Confcommercio dal 1990 ad oggi la capacità di risparmio delle famiglie è scesa da 4000 a 1700 euro annui, dal 23 al 9% del reddito familiare. Siamo stati sorpassati dai tedeschi e anche dai francesi, seppur di poco, mentre gli inglesi continuano ad essere le cicale d’Europa. Le cause sono diverse: in primo luogo i redditi da lavoro dipendente sono addirittura scesi rispetto a quindici anni fa in termini di potere d’acquisto, per l’effetto euro e perché la produttività italiana è ferma al 1995, mentre quella di Germania ed Usa è cresciuta di quasi il 40%, se a ciò si aggiunge la bassa crescita economica è evidente che accantonare il 9% è già molto......

Obbligazioni Mps

 Che il Monte dei Paschi sia ridotto male è cosa risaputa, come sono noti i protagonisti della disfatta. Ora la banca è affidata a Viola, che non appartiene allo stretto giro del Pd(  quello ex Pci,per intenderci) ed è presieduta da Profumo, un classico banchiere politico. Entrambi....

Spagna: tassi vicini ai livelli di non ritorno

Spagna: tassi vicini ai livelli di non ritorno

Spagna: tassi vicini ai livelli di non ritorno

DEBITO | Il rendimento sui Bonos decennali sfiora ormai il 7%, soglia che in passato ha fatto scattare i piani di aiuto. Preoccupa lo stato di salute del sistema bancario, affossato da una crisi immobiliare senza precedenti.

Il Giappone che non ti aspetti

Il Giappone che non ti aspetti

Sol Levante: buona crescita economica. Anche grazie al terremoto. La storia insegna. Per avere delle ripartenze in economia dalle grandi crisi, ci vogliono le guerre o le catastrofi naturali. Così mi insegnava un mio vecchio professore che era appassionato di mercati ma soprattutto di storia economica. E non possiamo certo dargli torto. La storia insegna. E l’ultimo ...


Allarme Bomba All'universita' Di Bari, Chiuse Le Facolta'

Allarme Bomba All'universita' Di Bari, Chiuse Le Facolta'


(AGI) Bari - Allarme bomba a Giurisprudenza a Bari dopo una telefonata anonima. Chiuse tutte le
facoltà

(AGI) Bari - Allarme bomba stamane alla Facolta' di Giurisprudenza di Bari, dove una telefonata anonima al centralino della Questura segnalava la presenza di un ordigno. Sul posto sono intervenuti gli artificieri, i funzionari della Digos e gli investigatori della Squadra Mobile, che hanno effettuato i controlli utilizzando anche i cani addestrati alla ricerca di esplosivi. Nella Facolta' erano in programma anche due convegni con la partecipazione del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Il rettore dell'Universita' di Bari, Corrado Petrocelli, a scopo precauzionale, ha sospeso l'attivita' in tutte le Facolta' cittadine .

Corsa sportelli: altra prova della gravita' del fenomeno. BANK RUN

Corsa sportelli: altra prova della gravita' del fenomeno

In Spagna c'e chi nutre ancora dubbi sulla veridicita' dei dati pubblicati finora. Ma sono i movimenti in entrata e uscita dei depositi, pubblicati dalla Bce, a offrire una triste conferma.
.....

STAI IN GUARDIA, LAGARDE

STAI IN GUARDIA, LAGARDE - IL DIRETTORE DEL FONDO MONETARIO

SPARA LA SUA INOPPORTUNA VERITA’ SU ATENE: “I GRECI

DOVREBBERO COMINCIARE AD AIUTARSI FRA DI LORO, PAGANDO

TUTTI LE TASSE” - SU DI LEI LO SCAZZO DI TUTTI: 10 MILA UTENTI

PROTESTANO SULLA PAGINA FACEBOOK, IL SOCIALISTA

E IL ROSSO TSIPRAS LE DANNO ADDOSSO NEI COMIZI, LO STESSO

GOVERNO FRANCESE LA SCONFESSA (“NON È IL MOMENTO DI DARE

LEZIONI”)…


S. Mon. per il "Corriere della Sera"

CHRISTINE LAGARDECHRISTINE LAGARDE

Christine Lagarde ci è ricascata. Dopo anni di comunicazione impeccabile al ministero delle Finanze francese e gli ottimi esordi del 2011 al Fondo monetario internazionale, la 56enne direttrice del Fmi è ricaduta nel vecchio vizio delle gaffe che costellarono il suo ingresso in politica. Stavolta le frasi poco diplomatiche della Lagarde hanno fortemente irritato il popolo greco, in un momento che certo non avrebbe bisogno di parole in libertà.

«I greci dovrebbero cominciare ad aiutarsi fra di loro, pagando tutti le tasse - è sbottata la Lagarde durante un'intervista al giornale britannico The Guardian -. Mi sento più vicina ai bambini di un piccolo villaggio del Niger che vanno a scuola due ore al giorno, dividendosi una sedia in tre, e che sognano di avere una buona istruzione. Penso a loro sempre. Perché hanno ancora più bisogno di aiuto della gente ad Atene».

Fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/stai-in-guardia-lagarde-il-direttore-del-fondo-monetario-spara-la-sua-inopportuna-verita-39476.htm



La Fornero vuole privatizzare la disabilità


POLITICA & SOCIETÀ

“Non si può pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e servizi’’

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Crisi: Spread btp stabile intorno a 435 punti ... STABILE?! TATA

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MITICO ECONOMISTA ROMANO!! DA NON PERDERE!

Per Monti: sondaggio con un sol uomo, in strada. Alert parolacce



Politica, corruzione e tasse giudicate dal popolo. Intervista in strada a Roma, come clip YouTube vale piu' di 1000 articoli sui giornali e di 100 sondaggi di Mannheimer o Piepoli. Attenzione: non ci sono i "BLIP* per coprire il turpiloquio, non consigliato ai benpensati.

Standard & Poor’s abbassa il rating di Bankia a “junk” ..avendo riscontrato nei conti della banca spagnola qualcosa come 32 mld di euro di crediti ...

Bankia è sull’orlo del fallimento

28 maggio 2012
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Lo stato salverà la terza banca spagnola, già nazionalizzata, con un intervento pubblico da 19 miliardi. Titolo azionario a picco e rischio haircut per le obbligazioni subordinate


Bankia, terzo istituto bancario spagnolo è nuovamente costretto a batter cassa a Madrid per non chiudere i battenti. Con una nota diffusa nella tarda serata di venerdì, a mercati chiusi, Bankia ha annunciato l’intenzione di chiedere al governo spagnolo nuovi aiuti per la cifra record di 19 miliardi di euro, dopo aver rivisto i conti del 2011 e annunciato una perdita relativa di esercizio di circa 3 miliardi di euro. Un primo intervento pubblico da 4,5 miliardi di euro a inizio mese aveva già portato alla nazionalizzazione di Bankia, ma ora serviranno ben altre cifre per evitare il fallimento e soprattutto il contagio verso gli altri istituti di credito spagnoli rimasti invischiati nella bolla immobiliare esplosa nel 2007 e che rischia ora di trascinare la Spagna nel baratro (Nazionalizzazione Bankia insufficiente: servono altri 15 mld per galleggiare). L’entità delle perdite complessive del sistema spagnolo sono infatti state quantificate nei giorni scorsi dall’International Institute of Finance (IIF) in circa 220 miliardi di euro, un quarto dell’intero Pil nazionale. Un a cifra che, se la crisi dovesse acuirsi, potrà essere coperta solo grazie a un intervento dall’esterno tramite un salvataggio orchestrato dagli organismi internazionali e l’Unione Europea.


Standard & Poor’s abbassa il rating di Bankia a “junk”

Nel frattempo Standard & Poor’s ha abbassato di un altro scalino il rating di Bankia, a BB+, portandolo a livello junk (spazzatura), avendo riscontrato nei conti della banca spagnola qualcosa come 32 miliardi di euro di crediti difficilmente esigibili, poiché connessi alla bolla immobiliare esplosa nel paese. L’agenzia precisa anche che l’outlook rimane negativo in attesa della ricapitalizzazione dell’istituto che dovrebbe aggirarsi intorno ai 12 miliardi di euro. Nel frattempo il fondo di salvataggio bancario spagnolo (Frob) inietterà nelle casse dell’istituto 19 miliardi per tenere a galla Bankia permettendole l’ordinaria gestione delle attività. E dopo l’aumento di capitale lo stato diventerà proprietario dell’istituto al 90%.


CONTINUA...

PDL, PD, UDC: chi li finanzia? - grafico

Sono esclusi i rimborsi elettorali e considerate soltanto le “donazioni private”

Sono esclusi i rimborsi elettorali e considerate soltanto le “donazioni private”

Parlamento siciliano: 3000 euro per lavorare 10 minuti al mese

Il caso della commissione "per la qualità della legislazione": costa 250mila euro di sole indennità

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Tutti i piani per l'addio della Grecia all'euro

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Tutti i piani per l'addio della Grecia all'euro - Foto

28 maggio 2012 Le banche e le istituzioni si attivano per il Grexit CONTINUA

Dal panico al futuro: separazione bancaria primo passo.

Dal panico al futuro: separazione bancaria primo passo.

InGlass-Steagall su maggio 28, 2012 a 6:00 AM

In questa ultima settimana, lo sfacelo della situazione finanziaria e istituzionale in Italia e in Europa è diventato ancora più evidente. Dopo la conclusione delle elezioni amministrative in Italia, la rinnovata paura per le banche europee che scuote i mercati finanziari, e l’evidente difficoltà dei leader politici mondiali di fronte ad una crisi che non riescono, o meglio, non vogliono risolvere, pare davvero assurda l’idea che si possa andare avanti sugli stessi binari indicati da BCE, FMI e dai loro amici a Wall Street e Washington (che temono per le proprie banche qualora si stoppasse il salvataggio di quelle europee).

In Italia il Governo tecnico è al lavoro da 6 mesi ed è riuscito semplicemente a peggiorare la recessione, portando via migliaia di euro ad ogni famiglia.
Gli altri alunni modello in giro per l’Europa sono ugualmente in difficoltà, perché la realtà è che non si potrà mai salvare nessuno con le ricette monetariste alla Maastricht.

La Grecia ha già una gamba nell’abisso, e si cominciano a sentire gli schricchiolii della diga: per qualche giorno si è ipotizzato un’uscita della Grecia dall’euro, prontamente smentita dai ‘responsabili’ politici europei.
Così cresce la protesta, in Italia, in Grecia e altrove. Crescono i partiti estremisti, o quelli che in realtà hanno poco o niente da dire, tranne che bisogna cacciare i disonesti.

Magari fosse così semplice, è una illusione alimentata dai media quella che si potrà mettere il signor Pinco Pallino a governare, non è con un pizzico in più di buon senso e correttezza che si potrà cambiare la situazione.

CONTINUA ..

Piazza Affari azzera i guadagni in attesa delle aste

Piazza Affari azzera i guadagni in attesa delle aste

Piazza Affari azzera i guadagni in attesa delle asteE' durata poche battute la voglia di titoli italiani tra gli investitori.
Dopo un avvio frizzante come nel resto dell'Europa, Piazza Affari azzera i guadagni evidenziando un certo nervosismo in attesa dell'asta odierna di CTZ e BTP€i.

Non aiutano i report dell'ISTAT che hanno messo in luce un generale peggioramento della fiducia nei principali settori dell'economia del Bel Paese.

Ci ripensa anche Madrid, ora in discesa dello 0,86% in scia al crollo di Bankia, riammessa stamane dopo la sospensione di venerdì in attesa dell'annuncio del piano di risanamento che richiederà una iniezione di liquidità da parte dello Stato di ben 19 miliardi di euro. Pesano sul listino iberico anche le vendite sulle altre banche dopo il taglio di scure del week end su quattro istituti per mano di Standard & Poor's.

Sul paniere principale di Milano soffrono la BPER e il Banco Popolare assieme a Enel, Enel Green Power e Fiat.

Il Lingotto si muove in contro trend rispetto al settore automotive europeo.

Tiene invece l'azionario del Vecchio Continente, seppure sotto i migliori livelli, grazie ad alcuni sondaggi che vedono l'elettorato greco più ben disposto verso i partiti a favore della permanenza di Atene nell'euro.

Banca nazionale svizzera : una Task force per il crash dell’euro?

Banca nazionale svizzera : una Task force per il crash dell’euro?


Di questi tempi è meglio tenersi sempre sintonizzati sulla Svizzera...;-)
Banca nazionale svizzera : una Task force per il crash dell’euro?
In un’intervista pubblicata sulla SonntagsZeitung, il presidente della Banca nazionale svizzera Thomas Jordan difende il tasso minimo di cambio di 1.20 franchi per un euro.
La Banca nazionale svizzera interviene da settembre sul mercato dei cambi per impedire che l’euro scenda sotto 1.20 franchi.
Jordan capisce gli appelli per l’innalzamento di questo tasso, conferma che il franco è una moneta sopravvalutata, se confrontata alla situazione oggettiva di mercato andrebbe svalutata.
Aggiunge poi che la situazione per molte imprese è difficile (senza però spiegare questo punto cruciale : la situazione per le imprese è critica perchè il franco rimane altro oppure perchè nessuno fa niente per abbassarlo? ndr)
Malgrado ritenga che non vi sarà il crollo dell’euro, Jordan sta organizzando una Task force che dovrebbe – fra le altre cose – eseguire il controllo del flusso dei capitali, implementando misure che influenzino direttamente l’afflusso di fondi in Svizzera.
Il corso attuale a 1.20 è realistico e ha aiutato la congiuntura in Svizzera, commenta poi il presidente della BNS, assicurando che la politica monetaria dell’istituto nazionale verrà imperniata anche in futuro sul mantenimento di questo corso..............