05/06/12

La soluzione è semplice: tagli le tasse e crei moneta

La soluzione è semplice: tagli le tasse e crei moneta: Il dollaro e il WTO ci sono adesso, ma non fa differenza. Lo stesso identico problema e anche forse più drammatico si è avuto negli anni '30 e ad uno ad uno i paesi che uscirono dalla crisi e depressi ...

In Grecia si spengono le luci.

In Grecia si spengono le luci.: di Corrado Belli

Di certo la notizia non sarà tanto drammatica, dato che prima o poi ci si doveva aspettare una tragedia del genere, invece è una tragedia che colpisce come sempre i poveri e i cittadini Greci ormai allo stremo delle loro forze.

La Spagna potrebbe accedere ad una linea precauzionale di credito dell'EFSF

La Spagna potrebbe accedere ad una linea precauzionale di credito dell'EFSF: Lo riporta il quoditiano tedesco "Die Welt".



Ops! Il professor Monti ha sbagliato i conti: mancano 3,4 miliardi. E ora occhio alle accise…

Ops! Il professor Monti ha sbagliato i conti: mancano 3,4 miliardi. E ora occhio alle accise…:


Ma pensa un po’. Il professor Mario Monti, sì, proprio lui, Super Mario, il super tecnico, lo scienziato, ha sbagliato i conti. Nelle casse dello Stato mancano 3,4 miliardi rispetto alle previsioni. E ora? Occhio alle accise della benzina…


Dal Corriere.it


E’ allarme per i conti dello Stato. Nonostante in termini assoluti siano in crescita, le entrate tributarie dei primi 4 mesi del 2012 sono infatti inferiori di 3.477 milioni di euro rispetto alle previsioni annuali contenute nel Def, il Documento di Economia e Finanza. La differenza è del 2,9%. È quanto rileva il Rapporto sulle entrate tributarie della Ragioneria e del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. A queste mancate entrate dobbiamo poi immaginare che si aggiungeranno gli effetti del terremoto con il prevedibile ulteriore calo di gettito, sul fronte Iva e Irpef. Senza contare l’incremento delle spese.

CRISI: GLI ECONOMISTI NON L’HANNO PREVISTA E NON LA RISOLVERANNO

CRISI: GLI ECONOMISTI NON L’HANNO PREVISTA E NON LA RISOLVERANNO:

di REDAZIONE*


Oggi gli economisti governano il mondo. Sono a capo delle Banche Centrali, e sempre più sono a capo anche delle istituzioni pubbliche e dei governi, come in Italia. La crisi economica è oggi il principale problema, e quindi è naturale che siano chiamati gli “esperti” a risolverla, ma è interessante scoprire che in realtà è proprio colpa loro e dei loro inefficaci modelli matematici se oggi ci troviamo in queste condizioni.


L’Economia è la scienza più inesatta che ci sia, e forse non molti sanno che non tutti gli economisti la pensano allo stesso modo, anzi alcuni sono a poli diametralmente opposti. Ecco perché in campo economico si sente dire tutto e il contrario di tutto e le ricette si faticano a trovare. Ecco il perché. La maggior parte degli economisti, quelli per intenderci che siedono nelle aule del potere, trattano l’Economia come una scienza naturale, al pari della fisica e della chimica, ed elaborano tutta una serie di complicati modelli matematici per prevedere il futuro economico. Niente di più sbagliato, l’Economia deve essere trattata come una scienza umana che si occupa dell’uomo e della sua vita sociale. La differenza è abissale, perché da un lato si cerca di prevedere il comportamento economico dell’uomo come se l’uomo fosse un robot, che agli stessi stimoli risponde sempre allo stesso modo, dall’altro si studia l’uomo come soggetto creativo unico e irripetibile che coopera con gli altri per raggiungere i propri fini.


Da un lato quindi ci sono modelli matematici da applicare e dall’altra lo studio del metodo con il quale l’uomo opera per realizzare i suoi fini. La differenza è tra costruire a tavolino una città ideale in base a calcoli ingegneristici e invece agevolare lo sviluppo spontaneo di un aggregato urbano: il quartiere Zen di Palermo contro il centro di Lucca. E’ come voler inventare una lingua nuove sulla base di conoscenze scientifiche e invece lasciar nascere spontaneamente un metodo per comunicare: l”Esperanto contro l’Inglese. Queste sono le grandi differenze tra gli economisti “mainstream”, e quelli all’opposizione.  Io ovviamente parteggio per la seconda fazione, ahimè minoritaria, ma visti i risultati della prima in grande crescita!


Gli economisti al potere, o consulenti del potere, non hanno previsto la crisi, e questo è un dato di fatto, mentre “gli altri” avevano ampiamente previsto l’imminente sfascio della nostra fittizia economia, e per questo sono anche stati tacciati di catastrofismo, ma perché? I primi sostengono che è difficile prevedere l’andamento economico perché l’uomo è irrazionale. No! L’uomo è imprevedibile, non irrazionale e i modelli matematici utilizzati per prevedere il futuro economico non sono sbagliati, sono semplicemente inadatti. Sono utilizzabili per calcolare la portanza di un edificio, il volo di un aereo o l’interesse di un mutuo calcolato con il metodo francese, ma non per stabilire l’attività umana.


Un esempio per comprendere quale sia l’errore di base nel quale si è caduti è quello del PIL, il Prodotto Interno Lordo. E’ un dato che non ci dice assolutamente nulla, eppure è considerato uno dei più importanti. E’ il volume globale delle attività economiche di un dato paese, ma non ci dice se le persone vivono meglio, sono più in salute e se in definitiva sono più felici. Il PIL può crescere perché si va in guerra, o perché si costruiscono case in cui nessuno andrà ad abitare (come  in Cina oggi) o perché le persone spendono sempre di più per curarsi perché sono ammalate. I numeri non possono rappresentare lo condizione dell’essere umano!


Molto meglio l’approccio metodologico, quello alternativo,  che studia gli elementi che l’uomo utilizza per cooperare, e il denaro, per esempio, è uno dei più importanti. Finalità di questo studio è il fatto di comprendere tali elementi e cercare di non corromperli. L’Economista dovrebbe cercare di salvaguardare le istituzioni sociali che si sono sviluppate spontaneamente durante la cooperazione e l’attività umana. Istituzioni sociali come il denaro, le norme giuridiche e la morale. L’Economia ha più a che fare con la cooperazione sociale che non con i numeri. L’imprenditorialità è un processo creativo, non matematico.


Cosa si insegna invece a scuola di Economia? Conoscenza scientifica. Utile per potenziare la conoscenza imprenditoriale, ma diversa. L’intelligenza di chi lavora è nella capacità di mettere in relazione cose diverse per creare un risultato che oggi non c’è.  Se fare l’imprenditore fosse una questione matematica, o scientifica,  non avremmo problemi economici e le università sfornerebbero ottimi capitani d’industria. Purtroppo questo non accade. All’università di Economia (non in tutte per fortuna) si studiano i libri sbagliati, ed escono persone immerse nelle loro teorie economiche, avulse da qualsiasi esperienza pratica sul mondo del lavoro e che si lamentano perché l’uomo è irrazionale. No cari signori, l’uomo è solamente imprevedibile! Da queste diverse posizioni scientifiche nascono anche due approcci politici completamente diversi.


Chi pensa che l’uomo sia imprevedibilmente creativo, tende ad agevolare l’attività umana (in questo caso economica), e si limita a garantire l’integrità di tutti gli elementi che egli utilizza per le proprie finalità, perché nella collaborazione e nello scambio vi sia sempre e naturalmente intrinseco vantaggio reciproco. Chi pensa che l’uomo sia prevedibilmente irrazionale tende ad intervenire nell’ambito economico modificando le istituzioni sociali che l’uomo si è creato spontaneamente. Facendo quelle che si chiamano “politiche economiche anticicliche”. Stampando per esempio denaro e mettendolo in circolo nei luoghi e nei metodi che più ritengono opportuni. Con tutta l’arroganza di chi pensa di aver capito tutto dall’alto. Meglio di milioni di cittadini che ogni giorno compiono delle scelte economiche.


Ecco perché i primi hanno ampiamente previsto la crisi odierna e i secondi no. Ecco perché gli economisti che ci governano non sapranno risolverla, e nel migliore dei casi riusciranno a posticipare un disastro già annunciato.


*www.robertogorini.it

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Benzina a un euro se compri una Fiat. Ma il distributore è in Polonia:

Spinoza

Bce, rinvierà ancora o prenderà delle decisioni?

Bce, rinvierà ancora o prenderà delle decisioni?: Il meeting di domani rischia di deludere chi si aspetta risposte rapide per sollevare il sentiment dei mercati. L'Eurotower dovrebbe infatti [...]


Beretta: armi non conoscono crisi

Beretta: armi non conoscono crisi: Previsto buon 2012, nuovo acquisto in comparto ottica

Governi d’Occidente verso il baratro

Governi d’Occidente verso il baratro: E’ Will Hutton, editorialista del “Guardian” a suonare l’allarme: “I fatti sono chiari. Questo crudele esperimento di austerità economica è fallito”, ma nonostante l’evidenza dei “costi umani di una idiozia economica, i leaders del mondo restano paralizzati dai loro stessi dogmi”.
L’articolo denuncia di Hutton è semplice, limpido e radicale. Cita Yanis Vaoufakis, ex portaparola del premier greco Papandreou. L’economista, che ora insegna in un’università Usa, ha dichiarato: “Sono zero le probabilità che l’austerità possa dare risultati. E’ come pensare che si possa sfuggire alla forza di gravità muovendo in basso e in alto le braccia”. Rileva come il...

Spagna, casse vuote e banche a pezzi

Spagna, casse vuote e banche a pezzi: Se Atene piange, Madrid non ride. Se la Grecia attende il risultato delle prossime elezioni per sapere se andrà alla bancarotta o se il nuovo governo accetterà l’austerità degli usurai internazionali, pure la Spagna se la passa piuttosto male. Le banche sono infatti sull’orlo del collasso e devono essere ricapitalizzate ma i soldi non si capisce bene chi li metterà. Pure lo Stato è in crisi nera perché i titoli decennali, i Bonos, non trovano più acquirenti per i forti dubbi sulla loro solvibilità futura.

Pur avendo ricevuto non pochi soldi in prestiti triennali all’1% di interesse dalla Banca centrale europea, le banche spagnole hanno dimostrato di avere il fiato...
Andrea Angelini

L’Europa dei banchieri resta succube degli Stati Uniti

L’Europa dei banchieri resta succube degli Stati Uniti: L’Unione europea soffre evidentemente di un enorme complesso di inferiorità nei riguardi degli Stati Uniti, altrimenti non si spiegherebbero le reazioni di stile fantozziano alle nuove dichiarazioni di Barack Obama che ha invitato ancora una volta i Paesi europei a fare maggiori passi per superare la crisi. Questo perché, dice la Casa Bianca, i mercati finanziari restano scettici sul fatto che le misure sinora intraprese siano sufficienti per assicurare la ripresa dell`Europa e rimuovere il rischio di un aggravamento della crisi. I Paesi europei, intima Obama, devono ridurre i loro debiti pubblici e varare riforme strutturali sempre più in chiave liberista. Come quella del lavoro da...
Filippo Ghira

Che cosa ha intenzione di fare la Signora Lagarde per i bambini del Niger che muoiono di fame?

Che cosa ha intenzione di fare la Signora Lagarde per i bambini del Niger che muoiono di fame?:

Il favoloso mondo di Christine Lagarde
di Manuel Barcia
The Independent Blogs

lagarde-nigerPochi giorni fa il Capo del Fondo monetario internazionale (FMI), Christine Lagarde, ha avuto l'audacia di suggerire che, invece di resistere alle misure di austerità neo-liberali prescritte dalla sua organizzazione, in accordo con l'UE e la Banca centrale europea, i cittadini greci dovrebbero concentrarsi sul pagamento delle imposte. Lagarde non si è fermata qui. Più tardi è andata avanti aggiungendo che aveva più simpatia per i ragazzini di una scuola in un piccolo villaggio del Niger che ricevono insegnamenti per due ore al giorno, condividendo una sedia in tre, e che sono molto interessati a ricevere un'istruzione, che per i Greci che evadono le tasse.

Ora, ci vuole una bella faccia tosta per fare, come Lagarde, un'affermazione così stravagante. Secondo il mio punto di vista, c'è così tanto di sbagliato nella sua visione del mondo e nei  suggerimenti per migliorarlo, che forse in un breve articolo come questo si può solo cominciare a svelare il misterioso e illusorio mondo interiore in cui mi sembra che viva il Capo del FMI.

Per cominciare mi sembra che Lagarde abbia fatto ricorso agli stereotipi nazionali più ingiuriosi per liquidare la sofferenza autentica del popolo Greco. Forse nel suo mondo surreale pieno di unicorni rosa e fate, dove tutto - tutto, tranne i piccoli bambini del Niger - è perfetto, le misure di austerità imposte ai Greci non sono altro che una benedizione. Forse Lagarde ritiene che una nazione che, secondo la sua contorta comprensione della crisi dell'Euro, non è riuscita a controllare il bilancio e i debiti, merita di essere punita. Chissà, forse in realtà pensa che i Greci non hanno mai pagato le tasse e che ancora oggi non lo fanno.

La realtà, la dura realtà, lontano dalle favole di Lagarde, è che le tasse in Grecia sono decuplicate negli ultimi due anni. E questo si è accompagnato ad uno svuotamento dei servizi statali. Al momento anche avere accesso a farmaci da prescrizione di base è difficile - una situazione che è destinata a peggiorare nei prossimi mesi in quanto la Grecia non è stata in grado di effettuare i  pagamenti ad alcune importanti società mediche che hanno fornito i farmaci al paese negli ultimi 14 mesi. Allo stesso tempo, le bollette di energia elettrica, acqua, e IVA sono aumentate in modo significativo, mentre l'imposta sul reddito è schizzata alle stelle.

La strategia di Lagarde di liquidare un problema (la crisi greca), richiamandone un altro (i drammi dei bambini del Niger), che sono sorti entrambi in gran parte a causa del capitalismo del "libero" mercato che l'FMI ha accolto e promosso con tanto entusiasmo, è vergognosa e nauseante, e maschera i più comuni problemi di fondo. Nella mondo di finzione nel quale abita Lagarde, la globalizzazione produce solo ricchezza; la povertà, sia in Grecia che in Niger, è determinata da fattori locali.

Per quanto riguarda la sua preoccupazione per i bambini del Niger - "Penso a loro tutto il tempo. Perché penso che loro hanno molto più bisogno della gente di Atene" - può essere solo uno scherzo, davvero. Ho avuto il privilegio di visitare la Repubblica del Niger lo scorso luglio, quando una grave carestia ha minacciato la parte orientale del paese. Si stima che circa 800.000 bambini di età inferiore ai cinque anni erano a rischio di morire di fame.

La crisi è stata affrontata con lo sforzo congiunto di un gruppo di enti di beneficenza, tra cui Save the Children e Oxfam, e dal governo allora appena eletto di Mahamadou Issoufou, i cui sforzi, sono passati quasi inosservati alla comunità internazionale. E il FMI? Questo FMI il cui direttore si preoccupa così tanto dei bambini del Niger non si è visto da nessuna parte. Ancora più preoccupante, anche se il peggio della crisi sembra essere finita, è che oggi ci sono ancora circa 300.000 bambini in Niger a rischio di morire di fame. Mi piacerebbe davvero sapere che cosa ha fatto la signora Lagarde, o intende fare, riguardo a questo problema, oltre che "preoccuparsene".

Forse avrebbe potuto ascoltare lo stesso consiglio che ha dato ai Greci riguardo a pagare le tasse? Dopo tutto, lei ha un salario esente da tasse di 298.926 sterline all'anno. Forse non avrebbe risolto molto, ma le avrebbe almeno permesso di dare il buon esempio. Io non sono un economista, ma credo che una cifra di almeno 30.000 sterline l'anno potrebbe risolvere il problema dell'educazione di alcuni di questi bambini in Niger, ai quali  'pensa sempre'.

Forse ancora più importante, è che dovrebbe riflettere attentamente prima di fare una politica arrogante sulla sofferenza di uomini e donne buoni di Grecia e Niger, due paesi che sono diventati più poveri, mentre la signora Lagarde e i suoi datori di lavoro diventano sempre più ricchi. Quello che il suo tentativo insensibile di giocare Grecia contro Niger rivela in realtà è che le brutali politiche neoliberiste promosse dal Fondo monetario Internazionale si preoccupano soltanto di generare profitti privati, e non fanno nulla per proteggere i cittadini, sia in Grecia che in Niger.

Qualche anno fa la "fortezza Europa" è stato criticata per aver eretto barriere commerciali e contro l'immigrazione per consolidare la ricchezza dei cittadini europei, mantenendo le disuguaglianze a livello globale. La risposta dell'UE alla crisi finanziaria globale, tuttavia, smentisce l'idea che anche la protezione dei cittadini europei è stata sempre all'ordine del giorno. L'unica fortezza alla quale sono interessati la Sig.ra Lagarde e i suoi datori di lavoro è quella che è stata eretta intorno al  capitale privato.

Fonte: The Independent Blogs 4 Giugno 2012
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.it

Benzina: calo record dei consumi Spagna

Benzina: calo record dei consumi Spagna: Tornati a livelli 2001 a 2,1 mln tonnellate

Gettito IVA, il cavallo non beve

Gettito IVA, il cavallo non beve:

Fisco, Tesoro: entrate primi 4 mesi inferiori di 3,4 mld a stime


ROMA (Reuters) – Il gettito fiscale riscosso nei primi quattro mesi del 2012 è inferiore di 3,477 miliardi rispetto alle ultime previsioni del governo.


Lo rilevano la Ragioneria generale dello Stato e il Dipartimento finanze nel monitoraggio sull’andamento delle entrate.


“Il confronto tra il gettito registrato e le previsioni nel periodo gennaio-aprile 2012 evidenzia un differenziale di -3.477 milioni di euro (pari a -2,9%)”, spiega il rapporto.


Allo scostamento contribuiscono le entrate del bilancio dello Stato per 3,140 miliardi (-2,7%) ed in particolare il gettito Iva (-2,9 miliardi o -9,6%).


Capito? Nonostante l’IVA sia aumentata del 5% passando dal 20 al 21 il gettito IVA si è contratto di quasi 3 mld rispetto alle previsioni…


Se una famiglia ha 1.000 euro al mese per i consumi e li spende tutti puoi anche aumentare l’IVA al 50% ma l’aumento del gettito IVA da parte del contribuente finale sarà sempre più che controbilanciato al ribasso dalla contrazione dei consumi che porterà ad un calo del fatturato delle imprese e quindi ad un calo del gettito IVA delle stesse.


Esemplifico per i professori della bocconi che ci governano, vedi mai che non ci arrivano:


Aliquota al 20%


Spesa della famiglia 1.000€ (833€ + IVA 167€)


Aliquota al 21%


Spesa della famiglia 1.000 (826€ +IVA 174€)


Aliquota al 23%


Spesa della famiglia 1.000€ (813€ +IVA 187€)


Come si vede a parità di consumi IVA compresa, l’IVA incassata dallo stato aumenta (da 167 a 187) ma per contro abbiamo per la famiglia, consumatrice finale, una riduzione della capacità di spesa che depurata dall’imposta, scende da 833€ a 813€. In pratica può comprare meno beni e servizi. Questo meccanismo si traduce pertanto in un obbligato calo dei consumi con conseguente calo di fatturato delle imprese (e in sostanza di PIL) e di conseguenza di calo del gettito IVA (ma anche delle altre imposte).


Se all’aumento dell’IVA aggiungiamo quello delle accise sulla benzina, delle tariffe, degli addizionali IRPEF, dell’IMU, delle patrimoniali sulle attività finanziarie etc etc, è matematicamente certo un drastico calo della capacità di spesa delle famiglie che si tradurrà inevitabilmente in una pesante recessione disattendendo le previsioni delle entrate fiscali, IVA in testa. E se per porvi rimedio si tasserà ancora la spirale non potrà che peggiorare.


Buona IVA al 23% a tutti dal prossimo autunno.

DEF: i conti di Mario Monti, alla prima verifica semestrale, non tornano

DEF: i conti di Mario Monti, alla prima verifica semestrale, non tornano:

Circa sette mesi fa, dinanzi alle prime avvisaglie del Governo Monti, scrissi che questa gestione del paese ci avrebbe portato, prima dell’estate, allo stallo e/o al caos.


Diciotto giorni fa, annotai che “tra pochi giorni, i dati ci dimostreranno che l’inflazione è salita, le economie sulle pensioni non sono così tante, i cacciabombardieri F-35 non sono 131 e neanche 25″ e “delle richieste diffuse, anche tra i ceti più informati, di rimpasto del governo Monti o di elezioni anticipate.”


Oggi, il Corriere della Sera titola “Lo Stato incassa meno: entrate tributarie in calo. Il Def (Documento di Economia e Finanza): 3.477 milioni di euro in meno nei primi 4 mesi dell’anno rispetto alle previsioni” e aggiunge che sono “in flessione anche i ruoli per -93 milioni di euro (-4,5%), le poste correttive per -160 milioni di euro (-2,2%) e le entrate tributarie degli enti territoriali per -84 milioni di euro (-1,2%)”.


Un mese prima (e 66 giorni fa) scrivevo che arrivava l’inflazione, “un qualcosa di prevedibile se i commercianti non vendono (stagnazione) e le tasse aumentano vertiginosamente. L’alternativa sarebbe quella di vedere serrande callate e avvisi di fallimento.


Ricordiamo che inflazione e recessione non vanno molto d’accordo, anzi, non sono affatto sostenibili da un sistema produttivo-finanziario. Qualunque professore di economia o sostenitore di un “ordine mondiale” sa che la congiuntura va evitata a tutti i costi.


Un situazione che si sta accompagnando, ma saranno i dati di fine anno a confermarlo, all’inabissamento dell’evasione e della corruttela secondo un meccanismo abbastanza prevedibile. Infatti, il monitoraggio ossessivo dei conti bancari di chiunque sta creando (ed era prevedibilissimo) un circuito parallelo di attività saldate per contanti e, ovviamente, non fatturate o sotto-fatturate.


Questo è quello che provoca un Welfare iniquo ed una fiscalità esosa e sprecona. I libri di storia coloniale e del Terzo Mondo grondano di esempi simili.


Ma Elsa Fornero e Corrado Passera non lo sanno e non riescono a comprendere che sarebbero bastati una patrimoniale sui redditi, lo spacchettamento di Finmeccanica e l’abbandono di Unicredit agli squali tedeschi suoi partner per evitare la mattanza sociale, lo stallo economico del Paese, l’interessata inerzia tedesca.”


Adesso la frittata è fatta e volge alla fine la saccenza di Mario Monti e delle centinaia di ‘professori’ di cui hanno lautamente riempito ministeri e commissioni di lavoro.


Non è un caso che Fassina, l’esperto di economia pubblica del Partito Democratico, ha presentato “l’asso di picche” proprio ieri, paventando l’approssimarsi di elezioni anticipate.


Nulla di male, in Italia hanno praticamente floppato quasi tutti e nessuno ha pagato il pegno, anzi talvolta è stato richiamato a ‘completare l’opera’.


Il punto è che la riforma delle pensioni è vigente e sta facendo solo danni, la riforma del lavoro presenta troppe ‘dimenticanze’ e troppi salti in avanti per lasciar ben sperare, dei cacciabombardieri F-35 (che costano tantissimo) e dell’effettiva quantità non si è saputo più nulla.


Del Meridione inutile parlarne, neanche se impugna i Forconi o inneggia ai Briganti oppure, peggio ancora, se è vittima di un oscuro e gravissimo attentato a Brindisi. Niente per le donne, per l’istruzione e la formazione professionale nulla, la sicurezza che – neve o terremoti, viabilità o rapinatori – non c’è. Niente famiglia, niente bambini, niente anziani, niente disabili: non esistono nelle priorità di questa maggioranza di governo.


Solo farisaica ignavia e flaccida inazione per la Sanità, dove i giusti tagli hanno interrotto parzialmente il ‘Paese del Bengodi’, ma che, senza monitoraggio e government, sono in balia delle Regioni e dei loro dissesti o delle oligarchie che fanno da base consensuale di questo sistema partitico. I malati? Siano … pazienti. Il buco nero del deficit pubblico? Andiamo oltre …


Alle province da abolire per legge, ma che possono restare per legge. Oppure, alla riforma elettorale che non c’è, dato che – come la mettono la mettono – comunque la Partitocrazia perderà tanti seggi. Meglio tenesi le attuali mille poltrone mille …


Questo è lo stato della Nazione allo stato attuale e, da oggi, non è più un cittadino blogger a pensarlo: il disastro è firmato di loro pugno nel Documento di Economia e Finanza (DEF).


Complimenti, dunque, a Mario Monti, Elsa Fornero e Corrado Passera per … la loro capacità di ipnotizzare leader di partito e direttori di testate.


Purtroppo, per noi, però, i loro conti, alla prima verifica semestrale, non tornano.


originale postato su demata



Verso la Bancarotta: Il Governo dei Falliti, Tasse alle Stelle e BUCO nelle Entrate Fiscali di 3,4mld

Verso la Bancarotta: Il Governo dei Falliti, Tasse alle Stelle e BUCO nelle Entrate Fiscali di 3,4mld:

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(Venerdì 30 Dicembre, Mario Monti: Manovre Finite… a futura memoria)


Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo)


Complimenti ragazzi, proprio un bel lavoro.


Chissà quanti studi matti e disperatissimi ci sono voluti per ottenere un disastro di queste proporzioni. 


Indovinate un pochino? Dopo la grandine di tasse che ha dato il colpo di grazia all’economia italiana. Mancano all’appello 3,4 miliardi di euro, dal Corrieire.it 





MILANO – E’ allarme per i conti dello Stato. Nonostante in termini assoluti siano in crescita, le entrate tributarie dei primi 4 mesi del 2012 sono infatti inferiori di 3.477 milioni di euro rispetto alle previsioni annuali contenute nel Def, il Documento di Economia e Finanza. La differenza è del 2,9%. È quanto rileva il Rapporto sulle entrate tributarie della Ragioneria e del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia. A queste mancate entrate dobbiamo poi immaginare che si aggiungeranno gli effetti del terremoto con il prevedibile ulteriore calo di gettito, sul fronte Iva e Irpef. Senza contare l’incremento delle spese.

GETTITO IVA - Allo scostamento rispetto alle previsioni contribuiscono le entrate del bilancio dello Stato per -3.140 milioni di euro (-2,7 %) ed in particolare il gettito Iva che riflette fattori di natura congiunturale. In flessione anche i ruoli per -93 milioni di euro (-4,5%), le poste correttive per -160 milioni di euro (-2,2%) e le entrate tributarie degli enti territoriali per -84 milioni di euro (-1,2%)…..



Ma vah? Chi l’avrebbe mai detto. 


Imprevedibile, la valanga si tasse e le scelte del peggior governo della storia italiana (Berlusconi e Prodi inclusi) hanno ammazzato l’economia. Ed è difficile pretendere tasse sul nulla, anche se questo concetto pare non lo insgnino nelle sobrie aule della Bocconi.


Dio ci scampi dalla Bocconi.






Rinnovabili, l’europeo Monti perde l'appoggio della Ue

Rinnovabili, l’europeo Monti perde l'appoggio della Ue:




La Ue che boccia il decreto rinnovabili per «eccessiva burocrazia» sembra una barzelletta detto da Bruxelles. E sconfessa proprio un atto del governo che alla Ue deve molto. Tuttavia la situazione politica del settore rimane così com'è: incerta, indecisa, irrisolta. E la proposta di riformare il settore ricorrendo alle aste è di quelle che vanno prese in considerazione. 





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UNDIEMI: UE E BCE, INVECE DI SALVARE LE BANCHE, DATE EURO AI TERREMOTATI

UNDIEMI: UE E BCE, INVECE DI SALVARE LE BANCHE, DATE EURO AI TERREMOTATI:

Art.4762
Lidia Undiemi, 4 giugno 2012 ... Alla trasmissione "L'ultima parola" su RAI2, l'economista di Wall Street Italia Lidia Undiemi chiede a Mario Draghi di non avere come unico obiettivo salvare gli azionisti delle banche, ma aiutare le popolazioni in difficolta' per la crisi e in Emilia per ricostruire il territorio dopo il devastante terremoto ...
LINK/VIDEO: http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4762













Altro che Grecia, sono le banche a far paura all’Europa

Altro che Grecia, sono le banche a far paura all’Europa:



I documenti riservati che preoccupano la Commissione Europea e i centri studi degli istituti di credito dicono la stessa cosa: la riduzione di attività e impieghi delle banche rischia di far più male, all’Europa, di un default greco. Proprio mentre la crisi sembrava volgere verso il sereno si profila un nuovo rischio contagio, con epicentro nel cuore del sistema finanziario continentale. 





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TORELLO ANNUNCIATO

TORELLO ANNUNCIATO:
Il mercato azionario italiano continua a riprendersi...tre mesi di discese...impongono ricoperture  anche molto violente...il trend positivo di breve dovrebbe continuare! Come ben spiegato nell'articolo di ieri.
a beneficiarne i titoli piu' affossati degli ultimi mesi...

ATTENTI A TELECOM..E' IN ATTO UNA LOTTA PER IL CONTROLLO DELLA SOCIETA'....

MA SARA' UNA LUNGA GARA DI NERVI, LA DOMANDA E' SE SI PASSERA' O MENO DA UN GRANDE AUMENTO DI CAPITALE O MENO!


Incredibile! DAX negativo e FTSE MIB positivo, come mai?

Incredibile! DAX negativo e FTSE MIB positivo, come mai?: In molti se lo staranno chiedendo. Come mai, dopo tanto tempo in cui il DAX ha sempre sovraperformato Piazza Affari, sono ormai alcune sedute dove il nostro listino batte in performance giornaliera Francoforte? Per prima cosa il mercato ha capito … Continua a leggere

Crollo di Telecom Italia, che viola tutti i supporti, sulla notizia della sottoscrizione di Telco

Crollo di Telecom Italia, che viola tutti i supporti, sulla notizia della sottoscrizione di Telco:

Crollo in borsa nella seduta odierna di Telecom Italia, che dopo l' annuncio, atteso da molti, di venerdì 1 giugno dell' uscita dall' Euro Stoxx 50, arriva a perdere oltre i 5,5 punti percentuali. Influisce sulla quotazione la notizia che Telco, azionista di riferimento, ieri ha sottoscritto un nuovo accordo di opzione con gli istituti finanziatori mettendo in pegno il 12,9% del capitale ( 1,73 miliardi ), che scadrà il 27 novembre 2013. Tale accordo ha l'obiettivo di disciplinare le modalità di esercizio del diritto di opzione in virtù del quale gli azionisti Telco (Generali, Intesa San Paolo, Mediobanca, Telefonica), avranno il diritto di ricomprare le azioni Telecom che dovessero diventare di proprietà dei finanziatori in caso di escussione del pegno .


Per quanto riguarda il grafico giornaliero, Telecom, ha perso tutti i supporti importanti nelle ultime 14 sedute compreso i minimi storici, il trend di breve è nettamente ribassista, gli oscillatori e le medie indicano tutta la debolezza del titolo quotato in borsa e la candela che si sta disegnando oggi fa capire che ci saranno ancora ulteriori minimi.





Lagarde:”In Niger hanno più bisogno”. E la Grecia s'incazza.

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I commenti di Christine Lagarde, a meno di un mese dalle votazioni, provocano l'ira dei greci: il capo del FMI, circondata da un establishment di politici, ha definito i greci come degli imbroglioni evasori fiscali e non solo. Con la Grecia impantanata nella sua peggiore recessione di sempre, il capo del FMI ha avuto il plauso di tutto l'establishment politico; in un'intervista al Guardian ha detto di provare più pena per le vittime della povertà nell'Africa sub-sahariana che per i greci colpiti dalla crisi economica.

Perché l'Unione Fiscale e di Bilancio non Funzionerebbe

Johann Friedrich Overbeck, Italia und Germania. 1828. München, Neue Pinakothek.
Man mano che mi inoltro nelle letture consigliate, mi risulta sempre più chiaro il motivo per cui la crisi dell'euro non può essere risolta  con un'unione fiscale o di bilancio, come sembra cominciare a pensare generosamente la Germania, dopo che le sue esportazioni verso l'eurozona hanno iniziato il movimento discendente.
Per capirlo meglio, può essere utile ripercorrere un po' di storia del nostro controverso rapporto con l'area del marco. .....Continua a leggere

SVIZZERA: ALTRO CHE CRISI, LA CRESCITA CONTINUA


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SVIZZERA: ALTRO CHE CRISI, LA CRESCITA CONTINUA

di REDAZIONE


Altro che crisi: l'economia elvetica continuerà a crescere, approfittando anche dei problemi dell'euro. Ne è convinto il direttore del Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (Kof) Jan-Egbert Sturm, che non vede nero nemmeno per l'insieme del continente: l'uscita della Grecia dalla moneta unica potrebbe dare una nuova prospettiva al paese, stabilizzando tutta l'Eurozona. «La congiuntura mondiale non è in condizioni così negative come viene percepito in un'ottica europea», spiega Sturm in un'intervista pubblicata oggi da "Tages-Anzeiger" e "Der Bund". «La gran parte delle regioni del pianeta continuano a beneficiare di una crescita moderata».Ma anche in Svizzera finora tutto è andato molto meglio di quanto atteso e il trend non si è arrestato.


«A mio avviso l'economia elvetica continuerà a crescere: la gente consuma e ovunque io guardi vedo delle gru», afferma l'economista.«Stiamo approfittando in parte della crisi dell'euro», osserva Sturm. «Il franco sta agendo quale valuta rifugio e dall'Europa meridionale arriva molto denaro. Sull'altro fronte gli svizzeri investono di più in patria che all'estero. Insieme questi due fattori portano a bassi tassi di interesse, ciò che è positivo per l'economia, soprattutto considerando che nel contempo la Banca nazionale svizzera mantiene stabile il valore del franco rispetto all'euro. La moneta confederata perde intanto valore nei confronti del dollaro: anche questo aiuta».


In Germania, dove pure il quadro economico è positivo, stanno aumentando i salari, mentre nella Confederazione scendono i prezzi al consumo. In entrambi i casi questo aumenta il potere d'acquisto e stimola i consumi, sottolinea l'esperto. Da non dimenticare inoltre che la popolazione elvetica continua ad aumentare: anche questo porta a maggiore crescita.Intanto però si intensificano le voci di chi dubita che la Banca nazionale (Bns) possa continuare a difendere la soglia minima di 1,20 franchi nel cambio con l'euro.


Bisognerebbe rinunciarvi? «Sarebbe un'idiozia», risponde lo specialista. «Inanzitutto la Bns può tenere il corso del franco basso tanto a lungo quanto vuole, secondariamente si rischierebbero gravi problemi per l'industria di esportazione e per il turismo». Per quest'ultimo ramo già il corso di 1,20 rappresenta una sfida: in alcune regioni, per esempio nei Grigioni, vi saranno quindi cambiamenti strutturali. Per quanto riguarda i prezzi la situazione appare sotto controllo, con un'unica eccezione: il mercato immobiliare.


E la Grecia? Per Sturm gli scenari di base sono due, entr...



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Censis, nove milioni di persone senza cure mediche per motivi economici


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Censis, nove milioni di persone senza cure mediche per motivi economici

Donne, anziani, famiglie con figli. Sono oltre 9 milioni le persone che hanno dovuto rinunciare alle cure sanitarie per motivi economici nell'ultimo anno, secondo quanto emerge da uno studio Rbm Salute-Censis presentato al Welfare day. Oltre una su quattro ha più di 65 anni, il 61% è di sesso femminile e in 4 milioni di casi vive al Sud o nelle isole.

Il fenomeno è particolarmente accentuato nelle regioni con piani di rientro dal deficit sanitario, dove la crescita media della spesa pubblica nel settore è calata dal +6,2% del 2000-2007 a meno dell'1% nei tre anni successivi. A livello nazionale si è passati, nello stesso periodo, da aumenti annui del 6% al +2,3%. Anche in conseguenza dei tagli, gli italiani che ritengono la sanità della propria regione in peggioramento sono aumentati di dieci punti percentuali tra il 2009 e il 2012, fino al 31,7%.

Il gap tra le esigenze di finanziamento della sanità pubblica e le risorse disponibili è previsto raggiungere i 17 miliardi di euro nel 2015. La spesa per la sanità privata intanto continua ad aumentare (+25,5 tra il 2000 e il 2010). Le persone assistite dai Fondi integrativi, in particolare, sono oltre 11 milioni. In più del 55% dei casi gli importi stanziati dai fondi sono andati in prestazioni sostitutive al servizio pubblico come il ricovero ospedaliero o il day hospital.



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Monti possibile indagato? “Manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata”


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Monti possibile indagato? "Manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata"

Fonte: By ilsimplicissimus


Mario MontiSembra incredibile, ma basta andare su questa pagina della New York University, per avere conferma di qualcosa su cui tutti i media tacciono pur essendo di fatto una bomba: il premier italiano è membro del Senior European Advisory Council of Moody's. Vale a dire è tra coloro che contribuiscono a dare giudizi sulle aziende e sugli stati europei che poi l'agenzia di rating diffonde, causando a volte sfracelli. Siamo già molto oltre il conflitto di interessi, siamo al dramma e alla farsa di una democrazia.


Quanto alla possibilità di essere indagato deriva dall'inchiesta portata avanti dalla Procura di Trani fin dal 2010, su denuncia dell'Adusbef e della Federconsumatori: le due associazioni si decisero a coinvolgere la magistratura dopo un report di Moody's del 6 maggio 2010 che concludeva etichettando l' Italia come "Paese a rischio". L'inchiesta si è allargata poi alle altre agenzie di rating Fitch e Standars e Poor's , anch'esse coinvolte in giudizi che hanno portato poi al degradarsi della situazione economica. Proprio in questi giorni l'inchiesta su S&B si è chiusa con l'ipotesi di reato di manipolazione di mercato continuata e pluriaggravata a carico di cinque persone: il presidente di Standard & Poor's financial service Deven Sharma, il managing director del rating di Londra Yann Le Pallec, Eileen Zhang (di S&P Europe); Frankiln Crawford Gill e Moritz Kraemer della direzione europea del rating sui debiti sovrani. Secondo i magistrati queste persone, "attraverso descritti artifici, a carattere informativo – costituenti condotte solo in apparenza lecite, ma effettivamente illecite per come combinate fra loro, con modalità e tempi accuratamente pianificati – fornivano intenzionalmente ai mercati finanziari, quindi agli investitori, un'informazione tendenziosa e distorta (come tale anche "falsata") in merito all'affidabilità creditizia italiana ed alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano, per modo di disincentivare l'acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il valore".


Che le agenzie di rating fossero nient'altro che interessati ufficiali di rotta della specula...



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La Francia replica a Obama: “La crisi l’avete creata voi. Dopo rigore la crescita”


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La Francia replica a Obama: "La crisi l'avete creata voi. Dopo rigore la crescita"

Laurent Fabius non ci sta. Figura storica della sinistra francese, oggi ministro degli Esteri dopo il ritorno della sinistra al potere a Parigi, ha risposto per le rime alle accuse in arrivo dalla Casa Bianca. Barack Obama, per l'ennesima volta, ha puntato il dito sulle responsabilità dell'Europa riguardo all'attuale (e sempre più ingovernabile) crisi sui mercati. Ebbene, Fabius, in visita a Roma, ha rimandato seccamente le accuse al mittente.

"Non ha senso rinfacciarsi le responsabilità gli uni con gli altri – ha detto il ministro francese – non mi risulta che la crisi sia cominciata in Europa. Lehman Brothers non era né una banca italiana, né francese". Fabius ha fatto riferimento a un'interpretazione condivisa da fior di economisti: tutto sarebbe iniziato proprio dal crack Lehman nel 2008, se non addirittura dal patatrac dei crediti subprime l'anno precedente. E da un allentamento dei controlli sulla finanza a Wall Street e dintorni, ormai da tempo immemore.

Il ministro francese ha anche parlato della Spagna, il nuovo Paese a rischio sullo scenario europeo. "La Spagna conosce una situazione economica difficilissima. Tutto questo ha portato il nuovo Governo a Madrid a varare un piano economico estremamente duro". Fabius ha aggiunto che "tutto questo faceva pensare che i tassi d'interesse sui bond spagnoli potessero calare. Ma non è quello che è avvenuto. Siamo ormai di fronte a una situazione di una difficoltà considerevole". Secondo lui, "se vogliamo evitare l'asfissia, bisogna che il sistema europeo nella sua globalità trovi una soluzione. Bisogna escogitare un metodo pratico perché il sistema bancario spagnolo possa funzionare senza troppo gravare sul deficit pubblico, facendo così aumentare ulteriormente i tassi d'interesse". Proprio le autorità spagnole hanno invocato un piano salva-banche a livello europeo. E Fabius sembra andare nella stessa direzione.

Classe 1946, Fabius fu ministro già nel primo Governo formato da François Mitterrand, nel 1981, e poi addirittura premier nell'84. E' uno dei pochi "baroni" del Partito socialista coinvolto da Hollande nel nuovo esecutivo, comunque una figura stimata per la sua indipendenza di spirito. Nel 2004, in mezzo alle polemiche, si pronunciò per il no al momento del referendum in Francia sulla Costituzione europea.

Una curiosità: ieri, in trasferta a Berlino, Fabius ha dovuto interrompere prima del previsto una conferenza stampa, perché doveva raggiungere in tempo l'aeroporto della capitale tedesca e prendere il volo aereo previsto, su una compagnia low cost… E' quanto riferisce oggi il sito della radio francese Rtl. Lo spirito di austerity e di low profile aleggia anche in Francia.

 



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Crisi europea: l'uscita della Grecia, l'Eurobonds o effetto Domino?


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Crisi europea: l'uscita della Grecia, l'Eurobonds o effetto Domino?

Se in una famiglia uno dei membri rischia di morire di fame,come si comporterebbero i restanti membri? se uno dei figli anche per sue colpe,rischiasse di fallire, cosa farebbero i genitori ancora benestanti, lo butterebbero fuori? lo lascerebbero morire? o lo aiuterebbero chiaramente controllando che in futuro non si verificassero gli stessi eventi.

Oggi, il Pil greco ammonta a circa 200 miliardi di euro l'anno. Se la Grecia dovesse re-introdurre la dracma, la nuova moneta si deprezzerebbe di circa il 50 per cento, cosicché il Pil del paese probabilmente scenderebbe al sotto dei 100 miliardi di euro. Anche le entrate dello Stato greco registrerebbero una caduta di proporzioni simili: dai circa 80 miliardi di oggi a circa 40 miliardi dopo l'uscita dall'euro. Queste magre risorse sembrano del tutto insufficienti per ripagare gli oltre 330 miliardi di euro che lo Stato greco deve ai suoi creditori stranieri.

Il ritorno alla dracma, seppure pesantemente svalutata, farebbe crescere le esportazioni e in una decina di anni il Pil greco tornerebbe ai valori attuali, rendendo così possibile la restituzione del debito estero. Soprattutto se questo fosse ricontrattato su scadenze più lunghe e a un tasso dell'1,5 per cento. La Germania alla fine non registrerebbe alcuna perdita. Mentre i paesi più deboli dell'area subirebbero il doppio colpo dell'effetto contagio e dei più alti costi di rifinanziamento, e da qui l'effetto domino!.

Il problema che in Europa non siamo una famiglia e, purtroppo, come succede sempre tra le persone che si reputano migliori amiche quando l'altro ha problemi si tende ad isolarlo

c'è la soluzione del fantomatico eurobonds ma in realtà dovremmo porci la domanda, siamo uniti veramente anche se è da 50 anni che si cerca di parlare d'unione?

Ricordiamoci che il costo medio del debito con eurobonds non scenderebbe, sarebbe solo diversamente ripartito. La soluzione giusta è stata proposta dai 5 saggi tedeschi: trasferire tutto il debito in eccesso al 60% del PIL in un "contenitore" europeo ed ammortizzarlo su 25-30 anni. Ciascun paese dovrebbe dare delle garanzie proporzionali a quanto apportato al fondo (es. pledge delle riserve auree e/o di una % dei ricavi IVA) e sarebbe incentivato ad accelerare le privatizzazioni per accelerare la riduzione del debito e "sbloccare" queste garanzie. I tassi sui bond < 60% PIL si allineerebbero. Il rischio dei paesi creditori sarebbe molto contenuto (anche perchè il "fondo di ammortamento" potrebbe venir costituito via via che scadono i bond...


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CINA – ASIA – STATI UNITI - Mar Cinese meridionale: fra Washington e Pechino, la “guerra fredda” del secolo


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CINA – ASIA – STATI UNITI - Mar Cinese meridionale: fra Washington e Pechino, la "guerra fredda" del secolo

Entro il 2020 il 60% della flotta navale statunitense solcherà le acque del Pacifico, nuovo punto di equilibrio nella geopolitica e nel commercio mondiale. Il ministro cinese della difesa stringe accordi con Phnom Penh e incontra i leader Asean. People's Daily contro gli Usa: le diatribe nel mar Cinese meridionale "non sono affari" di Washington.


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Videl. Marc Faber: Recessione garantita al 100%

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Il mercato azionario sembra arrivato ad un punto critico di flessione. Le richieste di acquisto stanno rasentando il 1987, quando Faber raccomandò ai propri investitori di liquidare tutto prima del “lunedì nero”. In una recente intervista a CNBC, Faber avverte che il mondo è sull'orlo di un grave rallentamento. Faber dice che mentre gli investitori sono distratti dalle vicende greche, altri problemi ben più gravi sono incombenti e molto minacciosi. “In qualità di osservatore dei mercati, ogni volta che tutti si concen......guarda il video....

Fanno impressione, i greci


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Fanno impressione, i greci

L'articolo di Adriano Sofri su Repubblica di oggi, sulla Grecia e dalla Grecia.


La Germania potrebbe forse salvare l'Europa ma non ne ha voglia. La Grecia non può salvare se stessa, ma forse salverà l'Europa. Il tempo è scaduto per i sondaggi greci. L'ultimo, dell'autorevole quotidiano conservatore Kathimerini, aveva dato Syriza, la coalizione di sinistra, in vantaggio di 5 punti. Alexis Tsipras è solo di fronte all'Europa ufficiale, e anche all'intera gamma di giornali e tv greche, e in questo è la sua forza. Il 7 giugno lo aspetta un faccia a faccia col leader di Nuova Democrazia, Antonis Samaras.


Samaras ci arriva dopo aver firmato a occhi chiusi il Memorandum e provocato la caduta del governo Papandreou col miraggio di prendere la maggioranza assoluta, per uscirne con un infimo 18,9 per cento. Penso che l'alleanza introvabile di gruppettari vincerà le elezioni del 17 giugno, e che questo risultatopeserà sull'Europa almeno quanto l'esito delle presidenziali francesi.


Ne parlo con Vassilis Moulopoulos, portavoce di Syriza, che ha 65 anni, e fu giovane studente e militante in Italia. C'è uno che ha l'acqua alla gola. Sta affogando. "Sto affogando", grida. Poco più su c'è un altro, l'acqua gli arriva alla vita, si volta indietro e grida: "Io non sono mica come lui". Dietro ce n'è un altro, ha già i piedi nell'acqua che monta ma sembra non accorgersene, guarda avanti, scuote la testa e dice: "Secondo me affogheranno tutti e due". Parecchio più dietro, all'asciutto, anzi su una veranda panoramica, un martini in mano, c'è un altro che prende il sole e non sente il chiasso di sotto: forse si è addormentato.


(continua a leggere sulla rassegna stampa della Camera)




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L’incombente inversione della centralizzazione


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L'incombente inversione della centralizzazione


L'attuale sistema politico è chiaramente folle. Soffre di schizofrenia. In tutto il mondo quasi nessuno si fida dei politici, ma quasi tutti votano per i politici in carica che promettono di riformare il governo. Gli elettori ora sospettano (giustamente) che tutti i governi Occidentali siano diretti verso la bancarotta a causa dei programmi pensionistici e della medicina finanziata dal governo, eppure questi due programmi sono politicamente intoccabili. Gli elettori li richiedono.


"La centralizzazione induce il soffocamento al centro e l'anemia alle estremità." ~ Lamenais


Per quattro decenni, i critici blandi dei sistemi pensionistici/Medicare sono andati dagli elettori con questo annuncio: "I due sistemi possono essere riformati, ma dobbiamo agire ora. Se tardiamo, manderanno in bancarotta il governo". Tuttavia, i sistemi non vengono mai riformati.


Poi, un decennio più tardi, il prossimo gruppo di riformatori ottimisti si fa avanti con questa stessa promessa: "I due sistemi possono essere riformati se agiamo ora". Nessuno gli crede; nessuno dovrebbe. Se i programmi possono davvero essere riformati "se agiamo ora", allora gli avvertimenti precedenti erano solo allarmismi. Non c'era davvero alcuna fretta. Così, il Congresso chiede retoricamente: "Perché dovremmo credere che dobbiamo affrettarci adesso?" Risultato: i sistemi non vengono mai riformati. Il Congresso calcia il barattolo.


 


IL GRANDE DEFAULT


Il governo federale in realtà è diretto verso un default. I numeri non mentono. Questo fatto produce pessimismo in alcuni ambienti. Le persone che guardano ai numeri concludono, con precisione, che il governo federale non se la caverà alla meno peggio in questa crisi. In tutto il mondo, i governi nazionali non se la caveranno alla meno peggio. Non saranno più in grado di calciare il barattolo.


Ho una buona notizia ed una cattiva notizia. Prima la cattiva notizia. Se siete dipendenti dal governo per la vostra sicurezza durante la vecchiaia, avete una sola speranza: una morte precoce. La buona notizia: quando gli assegni di Washington salteranno, i burocrati dovranno cercare un altro tipo di lavoro. Milioni di loro. In tutto il mondo.


Ora mi accingo a presentare uno scenario che non è ampiamente condiviso. Il processo che sta alla base non viene ampiamen...



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Germania: Gli ordinativi all'industria calano ad aprile dell'1,9%


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Germania: Gli ordinativi all'industria calano ad aprile dell'1,9%

Il dato è nettamente peggiore delle previsioni degli economisti.





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