07/06/12

Come la Federal Reserve Manipola i Tassi di Interesse e l'Offerta di Moneta

Come la Federal Reserve Manipola i Tassi di Interesse e l'Offerta di Moneta:





E' pensiero diffuso ormai che la presenza di maggiore denaro arrivato dal nulla nelle tasche delle persone e, più in generale, nel sistema economico sia segno di maggiore prosperità. Non solo, anche di occasione per uscire dal casino attuale. La competenza, l'inventiva, la produttività, la laboriosità sono tutte caratterstiche di un non ben precisato tempo che sono state dimenticate. Il consumo è la legge, a quanto pare. Quindi, la regola è: stimolare il consumo. Il consumatore è idealizzato come un maiale che grufola piuttosto che un essere senziente. Dove ci ha portato questa pseudo-soluzione? L'economia è più che mai immersa in un debito che mai verrà ripagato, poiché le garanzie stanno scomparendo.





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L'oro crolla mentre Zio Ben Parla. La Cina ringrazia

L'oro crolla mentre Zio Ben Parla. La Cina ringrazia:






Zero Hedge - Gold Plunges As Bernanke Speaks: China Is
Most Grateful


Submitted by Tyler Durden on
06/07/2012





Sempbrerebbe che la classe di asset più sensibile ad un prossimo round di
money printing da parte della FED stia cadendo velocemente all’idea di nessun
nuovo QE imminente.





Mentre il Bernank parla e offre nient’altro che un  Draghi-reinforcing check-to-the-government
attorno al tavolo da poker della global macro, l’oro sta cadendo.





Il più grosso beneficiario del soliloquio di Bernanke sembra essere solo la
Cina che sta ottenendo un nuovo entry point a prezzi più bassi grazie all’ultimo
temtativo di Bernanke di tirar giù l’oro a forza di parole e nel contempo tener
su gli stocks.





Dopo aver importato 100 tonnellate d’oro fisico (non GLD!) durante il solo
aprile, il paese degli occhi a mandorla sarà ancora più felice di comprare a
prezzi minori.





Chart: Gold vs Stocks
vs Treasury Yields vs USD...








VIDEO. Napolitano contestato a Mirandola: “Vattene, buffone, hai preferito il 2 giugno all’Emilia”

VIDEO. Napolitano contestato a Mirandola: “Vattene, buffone, hai preferito il 2 giugno all’Emilia”:


Il Capo dello Stato si è recato a Mirandola, terra sconvolta dal terremoto dell’Emilia, ma non è stato accolto nel migliore dei modi dai terremotati.


Giorgio Napolitano ha visitato le tendopoli, ma l’invito di alcuni dei presenti è stato molto chiaro: “Vattene, buffone”.


Durante il discorso ufficiale il Capo dello Stato ha promesso grande attenzione per le zone terremotate, e si è fatto garante degli aiuti. Giorgio Napolitano, in alcuni passaggi, si è anche commosso. In questa occasione gli applausi sono stati scroscianti.

Spagna declassata di tre punti da Fitch. Passa da “A” a “BBB”

Spagna declassata di tre punti da Fitch. Passa da “A” a “BBB”:

Declassamento drastico da parte dell’agenzia di rating Fitch per il debito spagnolo: in un solo colpo la Spagna è passata dal giudizio “A” a “BBB”, con l’aggiunta di outlook negativo (previsione di peggioramento). La nota dell’agenzia spiega che la decisione è motivata da una serie di fattori, in primis il costo della ristrutturazione e della ricapitalizzazione delle banche spagnole, stimato in 60 miliardi di euro, pari al 6 per cento del Pil di Madrid (ma il costo finale, ammonisce Fitch, potrebbe salire a 100 miliardi). Inoltre la crescita del rapporto debito-Pil che potrebbe toccare nel 2015 il 95 per cento; la recessione in atto che potrebbe durare per tutto il 2012 e 2013, contrariamente alle aspettative precedenti di una modesta ripresa il prossimo anno. Infine c’è il rischio di contagio dalla crisi greca e la ridotta flessibilità finanziaria del governo di Madrid.

Prima del declassamento dalla Fitch hanno fatto sapere per voce del direttore generale Edward Parker che: “Se la Grecia uscisse dall’euro i rating di Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro verrebbero abbassati in modo automatico e tutti i paesi dell’Eurozona verrebbero messi sotto osservazione per un eventuale downgrade”.

Secondo il Fondo monetario (Fmi) invece per ricapitalizzare le banche spagnole sarebbero necessari circa 40 miliardi di euro oltre alla somma che gli istituti possono raccogliere sul mercato. La cifra complessiva necessaria per ricapitalizzare le banche spagnole sarebbe quindi di 90 miliardi per l’Fmi, di cui solo 50 possono essere raccolti sul mercato.

Standard & Poor’s invece stima le sofferenze degli istituti di credito iberici tra gli 80 e i 112 miliardi nel periodo 2012-2013. L’agenzia calcola che 60 miliardi di perdite potrebbero venire assorbiti dagli stessi istituti mentre altri 10 verrebbero coperti dal Fondo di garanzia della Spagna cosicchè la quota a carico del governo di Madrid o dell’Ue diventerebbe poco onerosa e riguarderebbe pochi istituti. Il ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos, ha nominato Luis Maria Linde nuovo presidente della Banca di Spagna. “Ha una conoscenza peculiare ed esaustiva dell’istituto e capacita’ riconosciute nelle questioni bancarie nazionali e internazionali” ha commentato de Guindos Se la Spagna chiedera’ aiuto loavrà: è quanto ha assicurato il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, precisando che ancora “non c’è stata una richiesta” da parte di Madrid, ed è troppo presto per “speculare sui tempi e sulle cifre” dell’eventuale aiuto. La Spagna colloca 2,1 miliardi di euro di bond con scadenze a 2,4 e 10 anni, pagando rendimento piu’ alti. Bene la domanda, rispettivamente di 4,3, 2,6 e 3,3 volte l’offerta. I 638 milioni di euro con scadenza 2014 sono stati venduti a un tasso del 4,335% contro il 3,463% dell’ultima asta. Gli 825 milioni di euro di bond con scadenza 2016 sono stati collocati al 5,353% contro il precedente 4,319% e i 611 milioni di euro con scadenza 2’22 a un tasso del 6,044% contro il 5,743% dell’ultima asta e il 6,11% del rendimento di mercato. L’asta odierna e’ la prima dopo che il ministro del Bilancio, Cristobal Montoro ha detto che per la Spagna le porte dei mercati finanziari sono chiuse.

 

PIU’ I PAESI SONO “DEMOCRATICI E MEDITERRANEI” E PIU’ CHIEDONO PRESTITI ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA. SERVONO PER ALIMENTARE LE CLIENTELE ELETTORALI E UN ESERCITO DI STATALI CORROTTI E INEFFICIENTI.

PIU’ I PAESI SONO “DEMOCRATICI E MEDITERRANEI” E PIU’ CHIEDONO PRESTITI ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA. SERVONO PER ALIMENTARE LE CLIENTELE ELETTORALI E UN ESERCITO DI STATALI CORROTTI E INEFFICIENTI.:

In queste vignette vediamo le rispettive bilance commerciali e i volumi dei  prestiti da parte delle banche nazionali alla Banca Centrale Europea.


La maggior parte dei fondi pare venga investita in BOND del tesoro, ossia per finanziare il sistema pubblico più inefficiente e corrotto del pianeta ( dopo la Grecia ,  Corea,  Nigeria, Kazakistan e pochi altri). Intanto l’apparato produttivo italiano langue perché strozzato finanziariamente. Il problema dunque non è il debito pubblico, come spesso si dice, bensì il fatto che per finanziare il debito pubblico  si “succhia” il 50% del prodotto interno lordo e mancano  i fondi da destinare all’apparato produttivo. In più abbiamo un primo ministro che proviene dalle file dei “cravattari” e dalla parte dei cittadini c’è solo un Grillo parlante, parlante, parlante….


In Germania il 40% della ricchezza è investito nell’industria e il 40 % in Immobili. In Italia l’80% in immobili che adesso nessuno compra più….


Il rimedio? Plaffonare gli acquisti dei bond da parte delle banche , tassandoli oltremisura, dopo un certo volume rapportato ai prestiti alle imprese.


se si continuerà ( noi)  a pagare e ( la BCE) a prestare denari per mantenere i vari cacicchi di turno , non se ne esce. I denari devono essere impiegati produttivamente, altrimenti il gettito IVA continuerà a languire e non saranno le dichiarazioni scomposte di Monti sugli evasori ( ” saremo durissimi”) a risolvere la situazione. L’IVA non c’è perché non c’è lavoro e produzione.


Lor signori non l’avevano capito, tanto all’Università lo stipendio correva comunque.


Sembra proprio la favola della cicala e la formica. Vogliamo vivere da formiche o passare a un’altra favola ( magari il corvo e la volpe)?



E’ MONDIALE IL TRAFFICO ILLECITO DI GOMME USATE

E’ MONDIALE IL TRAFFICO ILLECITO DI GOMME USATE:

di REDAZIONE

I traffici illeciti di rifiuti negli ultimi anni hanno riguardato 19 regioni italiane e 23 Paesi esteri (tra cui Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal). Tra i materiali più ‘gettonatì dalla criminalità ci sono i pneumatici usati, i quali si sono trovati al centro di oltre il 10% del totale delle inchieste svolte negli ultimi 10 anni.

Contro questo fenomeno, l’Agenzia delle Dogane con Ecopneus (una società consortile che si occupa della raccolta e del trattamento di pneumatici fuori uso) ha firmato questa mattina – a Villa Borghese a Roma nel corso del convegno ‘Il valore del riciclo, oltre ciò che si vedè – un protocollo d’intesa per il monitoraggio dei flussi legati al commercio internazionale di ‘gommè usate.

I traffici di pneumatici usati – spiega Ecopneus – hanno rotte oceaniche ed avvengono con la falsificazione dei formulari. La destinazione negli ultimi anni è stata prevalentemente a oriente. Il materiale viene sottratto a utilizzi legali (come opere di ingegneria, superfici sportive, arredo urbano). In Italia si ha anche a che fare con l’abbandono abusivo (dal 2005 ad oggi individuate 1.415 discariche illegali per un’estensione di quasi 7,5 milioni di metri quadrati).

Negli ultimi 8 mesi sono state sequestrate 93 discariche illegali (54 al sud, 17 al centro, 11 al nord, 11 nelle isole). In testa alle regioni fuorilegge Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.

Quanti sono i derivati nel mondo

Quanti sono i derivati nel mondo:

Un dato che viene citato molto spesso, a testimonianza del peso squilibrato che la finanza ha nell’economia mondiale, è quello secondo cui alcuni strumenti finanziari hanno un valore complessivo molto superiore a quello del prodotto interno lordo del mondo intero. E in effetti, secondo le stime ufficiali, la cifra lorda di tutti i derivati in circolazione nel mondo è di 637mila miliardi di dollari. Nove volte il PIL dell’intero pianeta.

Roberto Sommella, vicedirettore di Milano Finanza, ha parlato durante una delle ultime puntate di Servizio Pubblico di “una gigantesca astronave aliena che fa ombra a New York”, dove la città è l’economia reale e l’astronave aliena la massa immensa di titoli derivati. Un concetto ribadito lunedì 4 giugno da Enrico Livini su Repubblica. Tra gli altri che hanno messo in guardia dall’ipertrofia dell’economia “virtuale” su quella reale anche l’ex ministro Tremonti. Il problema, spiega Mario Seminerio, analista finanziario, editorialista del Tempo e del Fatto Quotidiano e gestore del blog Phastidio.net è che questi sono conti lordi “profondamente fuorvianti e mai rappresentativi della vera esposizione al rischio”. E poi c’è anche il caso delle cipolle americane.

Che cosa sono i derivati

La definizione di titoli derivati è molto ampia. Il tratto che........................

Gli uomini vogliono le coccole. Le donne invece…

Gli uomini vogliono le coccole. Le donne invece…: Uno studio dimostra l'inversione di tendenza (clamorosa?) nei rapporti fra i sessi




Valeria Marini si sposta. e il supercomunista fa da testimone.

Valeria Marini si sposta. e il supercomunista fa da testimone.:

Valeria Marini annuncia le nozze con il suo compagno, il miliardario Giovanni Cotton, proprietario del marchio Lambretta e socio d'affari con il cantante Gigi D'Alessio. 



E fin qui nulla di strano: raggiunta una certa età, prima del deprezzamento del suo valore, la bellezza si vende al denaro.

Quello che non quadra è cosa ci faccia sull'altare, come testimone di nozze, il comunistissimo compagno Bertinotti. 




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Aspettando la crescita, crollano i consumi

Aspettando la crescita, crollano i consumi: In assenza di misure concrete per la rinascita, la crisi dilaga. L’indicatore dei Consumi della Confcommercio segnala il quinto risultato negativo consecutivo da dicembre scorso e il peggiore da marzo del 2011: i consumi si riducono di 2,8 punti percentuali.

E questo dato va ad inserirsi in un quadro già drammatico per tutti gli indicatori congiunturali, qualitativi e quantitativi, che non fanno altro che rivelare un peggioramento della situazione economica anche per il futuro. A maggio la produzione industriale ha registrato una diminuzione dello 0,6% in termini congiunturali, secondo le stime di Confindustria, così come in ulteriore ridimensionamento, nello stesso mese, sono...

G. Di G.

PIAGNISTEO MONTI

PIAGNISTEO MONTI:

Il premier si lamenta dei “poteri forti”. Dimenticando che sta dove sta grazie ai “poteri fortissimi”

Le parole suonano schiette, ma non significa che lo siano davvero.

Dice Monti: «Il mio governo e io abbiamo sicuramente perso in questi ultimi tempi l'appoggio che gli osservatori ci attribuivano – spesso colpevolizzandoci di questo – dei poteri forti. In questo momento non incontriamo i favori di un grande quotidiano, considerato voce autorevole dei poteri forti e non incontriamo i favori di Confindustria».

La mistificazione è sottile, anche se non è inedita. Il messaggio è che le riforme non vanno contro la generalità dei cittadini, nonostante le apparenze, ma contro certi gruppi che si sono consolidati in precedenza, e che infatti osteggiano il cambiamento.

La verità è un po’ diversa: nella mappa del grande potere c’è meno spazio di un tempo, e i vecchi feudatari si ribellano alle nuove limitazioni.

S&P,rischio sofferenze Spagna a 112 mld

S&P,rischio sofferenze Spagna a 112 mld: Doppia recessione accelerera' accumulo asset rischiosi

L’irresistibile ascesa delle atlete sexy

L’irresistibile ascesa delle atlete sexy: Il football in lingerie è diventata una cosa molto seria



Caro Monti, lei ha deluso gli italiani non i poteri forti

Caro Monti, lei ha deluso gli italiani non i poteri forti:




Da buon esponente delle élite, il presidente del Consiglio è scattato solo quando è stato stroncato da due professori, Giavazzi e Alesina, sul Corriere della sera. Gli unici suoi riferimenti: i cattedratici e via Solferino. Che in sette mesi il gradimento degli italiani nei suoi confronti sia sceso del 33% non gli interessa. Eppure Monti è stato chiamato a governare il Paese, non solo la parte illuminata di esso.





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Spagna, gli aiuti dell’Unione Europea per risanare i debiti delle squadre di calcio

Spagna, gli aiuti dell’Unione Europea per risanare i debiti delle squadre di calcio:

Altro che occupazione, sanità o istruzione. Gli aiuti dell’Unione Europea servono a pagare gli stipendi milionari delle stelle del pallone spagnolo e a ripianare i debiti delle società. La ‘bella notizia’ è che saremo quindi noi, attraverso il pacchetto che di aiuti che la UE si appresta a concedere alla Spagna, a pagare la decina di milioni netti l’anno che si intascano Cristiano Ronaldo per i suoi dribbling sulla fascia, Messi per i suoi scavetti davanti al portiere e Mourinho per le sue polemiche che ci allietano la giornata al bar. E già, perché dietro la crisi di sistema che ha colpito le banche spagnole ci sono gli enormi debiti delle società di calcio, che ammontano a circa 5 miliardi di euro. Di cui 4 sono verso gli istituti di credito che puntualmente hanno finanziato ricapitalizzazioni, coperto buchi e financo aiutato i club nell’acquisto di calciatori.

La crisi di Bankia ne è la cartina di tornasole. Nata due anni fa dalla fusione di sette istituti di credito, quotata in borsa, l’istituto di credito è subito crollato sotto il peso di assets tossici, derivati e compagnia bella. Con un buco dichiarato di 19 miliardi, a maggio la banca è stata parzialmente nazionalizzata dal Governo spagnolo al grido di privatizziamo i profitti e socializziamo le perdite. Eppure il mese scorso, nel pieno della crisi, il presidente del Barcellona Rosell si è rivolto a loro per ottenere l’ennesimo finanziamento per la campagna acquisti del club. Le relazioni pericolose tra banche, governi regionali e società di calcio in Spagna risalgono alla notte dei tempi. Regionalismo, autonomia e indipendentismo creano situazioni clientelari e favoritismi in cui lo sfruttamento del tifo calcistico diventa parte integrante del successo politico ed economico dei vari gruppi di potere.

Nel 2009 il Real Madrid per mantenere alto il nome dei suoi Galácticos, si rivolse a Caja Madrid (uno dei sette istituti che dall’anno dopo partecipò alla costruzione di Bankia) per ottenere un prestito a basso tasso di interesse. Fu grazie alla banca che poté acquistare Cristiano Ronaldo (90 milioni) e Kaka (65 milioni). Nello stesso anno il Valencia si rivolse a Bancaja (anche loro oggi in Bankia) per evitare di dichiarare fallimento: operazione inutile visto che oggi la società valenciana ha un debito di quasi 400 milioni a fronte di entrate annue che superano di poco i 100. Nell’agosto del 2011 poi, la stessa Bankia, al momento di chiedere un prestito alla BCE ha utilizzato come garanzie delle obbligazioni emesse attraverso un fondo che aveva a sua volta come garanzia i prestiti a una serie di imprese tra cui il Real Madrid. In pratica ha utilizzato Ronaldo e Kaka come delle specie di ‘bond’.

Come detto, il debito delle società spagnole delle prime tre divisioni calcistiche supera i 5 miliardi: 4 sono verso le banche, 1 lo devono allo stato tra tasse arretrate e oneri vari. La soluzione? Innanzitutto chiedere all’Europa i soldi per ripianare i debiti bancari, e di riflesso fare in modo che non si debbano chiedere subito e tutti insieme i crediti alle società di calcio, che altrimenti sparirebbero nel nulla da un giorno all’altro. Se in Spagna manca il pane che almeno ci siano le brioches di Messi. Ai club è stata poi concessa una dilazione di 8 anni per rientrare dei debiti entro il 2020, a partire dalla stagione 2014-15. Per fortuna il ministro dello sport Wert, bontà sua, ha dichiarato: “E’ diffusa la sensazione che il calcio abbia ricevuto un trattamento di favore”. E ha stabilito con la Liga Nacional de Fútbol Profesional (che gestisce prima e seconda divione) che il 35 per cento dei diritti televisivi andrà come garanzia degli arretrati.

Ma gli aiuti al calcio non finiscono qui. Dal ritiro di Gniewino, dove la Spagna campione in carica prepara l’Europeo (esordio domenica contro l’Italia) è rimbalzata la voce secondo cui la nazionale avrebbe contrattato con il governo spagnolo una detassazione ‘ad squadram‘ sul premio in caso di vittoria. Siccome sul premio previsto di 300 mila euro cadauno ogni giocatore avrebbe dovuto lasciarne il 52 per cento (156 mila) nelle casse dello Stato, per non spremere troppo i poveri giocatori è stato firmato un accordo intergovernativo tra la Spagna e i paesi ospiti, Ucraina e Polonia dove i premi sportivi sono detassati, per fare in modo che gli eventuali premi alle Furie Rosse non siano soggetti ad alcun tipo di tassazione. Ai calciatori insomma, dopo avere rovinato le casse statali, è adesso permesso di ricevere premi esentasse. Quando il calcio è evasione, anche fiscale.

Bce, non serve altra morfina

Bce, non serve altra morfina:

La Banca centrale europea lascia i tassi invariati e rimane pronta ad agire mentre avverte che le prospettive di crescita della zona euro peggiorano, garantisce offerte di contante illimitato a tre mesi alle banche fino al prossimo anno ma fredda le aspettative di un ulteriore giro di LTRO.

Perché gli Economisti Sbagliano

Perché gli Economisti Sbagliano:


 




goriniPerché gli economisti che ci governano non hanno saputo prevedere la crisi e non sapranno risolverla...

La nuova copertina dell’Economist


Una petroliera che affonda a motori spenti e Angela Merkel

7 giugno 2012
La copertina del numero del settimanale Economist, che esce venerdì 8 giugno, fa vedere una petroliera che affonda, con la scritta “economia mondiale” sulla fiancata, e un fumetto che dice: “Per favore, possiamo accendere i motori adesso, signora Merkel?”

MONTI: “RENDIAMO GRAZIE ALLA GERMANIA”

MONTI: “RENDIAMO GRAZIE ALLA GERMANIA”:



Tra un Antonio Martino che oggi rilascia dichiarazioni di fuoco contro la Germania e un Mario Monti che arriva, ancora una volta, a mettersi in ginocchio di fronte a Sua Santità Angela Merkel, noi stiamo con il professore liberale. Che non è Monti, ovviamente.

Oggi il premier italiano ha ribadito la linea del rigore (che non funziona, come abbiamo visto), e ha ringraziato pubblicamente tutti quei paesi che hanno fatto del rigore un comandamento di Dio. In particolare: “la Germania”. Anzi, “in “primis”. Ovviamente.

Come sostiene Martino, invece, di questo passo “ci stiamo consegnando mani e piedi legati alla Germania”. Stiamo diventando una loro “colonia”. E cita il caso del fiscal compact.

Per Mario Monti la Germania resta un esempio. Anzi l’esempio. E a questo punto torna in mente il duro giudizio di ieri del Financial Times: “a Monti interessa poco l’Italia, a lui interessa più l’Europa”. E anche oggi ne abbiamo avuto una triste dimostrazione.



leggi anche:


Antonio Martino a Monti: “Solo un imbecille può aumentare l’Iva”. E poi: “Siamo una colonia della Germania”



Anche il Financial Times l’ha capito: “A Monti interessa poco dell’Italia e tanto dell’Europa”

Borsa e crescita, il segreto è nelle medie imprese

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Il mercato azionario italiano non brilla. Anzi, in attesa di un cambio di marcia, resta in fondo alla classifica europea e negli ultimi mesi è addirittura peggiorato. Dal 1° luglio 2011 l’indice EuroStoxx dei 50 titoli europei a maggiore capitalizzazione ha registrato una flessione del 21,8%, ma l’italiano FtseMib ha fatto ancora peggio, riducendosi del 32,2%. Per non parlare poi dei titoli del settore bancario, che hanno dimezzato il proprio valore. Ma non solo: nel 2011 il numero di società quotate sul Mercato telematico azionario (Mta) è sceso da 272 a 263, mentre la capitalizzazione si è ridotta sia in valore assoluto (da 425 a 332 miliardi di euro), sia in rapporto al PIL (dal 27% a poco meno del 21%). Nei maggiori paesi della Ue, invece, la capitalizzazione sul PIL ha continuato, nonostante la crisi, ad attestarsi su

“Il traffico di droga della Colombia arricchisce le banche di Usa ed Europa”

“Il traffico di droga della Colombia arricchisce le banche di Usa ed Europa”:

Il traffico di stupefacenti arricchisce le reti criminali, ma anche le banche. Soprattutto quelle europee e statunitensi. A rivelarlo è una ricerca dell’Università delle Ande di Bogotà, la più dettagliata mai realizzata sull’economia della droga. Alle nazioni “produttrici”, spiegano gli autori dello studio, restano le briciole: di tutto il denaro generato dalla produzione e dal traffico di coca, infatti, solo il 2,6% rimane in Colombia, mentre il restante 97,4% è un’enorme torta che si spartiscono malavita organizzata e operatori finanziari di Europa e Stati Uniti. I motivi? Da una parte l’ipocrisia delle nazioni “consumatrici” (Usa, Gb e Spagna in testa), più impegnate a.......................

Banche, la favola è finita

Banche, la favola è finita:

di Vittorio Malagutti - Alessandro Profumo, il banchiere preferito dal Pd, va a processo per frode fiscale. Il suo collega Massimo Ponzellini, amicone di Bossi e Tremonti, è accusato di aver preso mazzette in cambio di prestiti. Mentre l’ex capo dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, appena licenziato dal Vaticano, ieri si è visto perquisire casa [...]

Tramite l'ESM l'EFSF finanzia il FROB senza LTRO e SPM

Tramite l'ESM l'EFSF finanzia il FROB senza LTRO e SPM: Perchè le banche sono rimbalzate del 15% in tre giorni e molti indici di borsa come l'S&P, Ibex, CAC hanno avuto ieri il singolo rialzo giornaliero maggiore degli ultimi 12 mesi ?

Perchè, nel ...

Per l’Euro possibilità di ripresa solo sopra 1,263


Quello a cui abbiamo assistito nelle ultime due giornate (venerdì scorso e lunedì 4 giugno) sul cambio euro contro dollaro, è stato un semplice rimbalzo tecnico all'interno di un trend che resta saldamente a favore del biglietto verde. In un mese esatto la moneta unica europea ha ceduto quasi dieci figure precise contro la divisa statunitense, passando dal valore di 1,328 di inizio maggio a quello di 1,23 (minimo intraday toccato venerdì scorso), lasciandosi alle spalle cinque settimane consecutive di ribasso che hanno p

La nemesi italiana

La nemesi italiana:

La settimana scorsa è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la nuova disciplina del trattamento fiscale del salario di produttività, cioè della componente variabile della retribuzione. Doveva essere la leva per spingere la nostra stagnante produttività ed invece è praticamente caduta sotto la scure dei tagli di bilancio. Anni addietro si bloccava la riforma delle pensioni chiedendo che non servisse a “fare cassa” e che i risparmi andassero al welfare. Quello che abbiamo ottenuto sono stati solo tagli per fare cassa e niente welfare, sotto il peso dell’emergenza. Questa è la nemesi, per un paese geneticamente incapace di progettare il proprio futuro, e costretto a subirlo. Inutili le solite cantilene “facciamo come la Germania”. Noi siamo in crisi fiscale, e lo resteremo a lungo.

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Questo micro-articolo è apparso su Panorama di questa settimana, purtroppo mutilato della frase finale, che peraltro ambiva a rappresentarne il senso. Me ne scuso con i lettori e (soprattutto) con me stesso. (MS)

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La Banca Centrale della Cina taglia a sorpresa i tassi di 25 punti base: Si tratta del primo taglio del costo del denaro nel Paese asiatico dal 2008.






Qual è la lingua peggiore per una password?

Qual è la lingua peggiore per una password?:

Ieri il social network LinkedIn ha confermato di aver subito il furto di un cospicuo numero di password legate agli account dei propri utenti. I responsabili del sito sono corsi rapidamente al riparo azzerando le parole di accesso, ma i dati di parte degli iscritti sono rimasti probabilmente esposti per ore a possibili violazioni di sicurezza. Gli attacchi di questo tipo dimostrano quanto possa essere fragile l’attuale sistema per autenticarsi online, che nella maggior parte dei casi si basa sull’inserimento di un nome utente e di una password cui è collegata. Il sistema diventa ulteriormente fragile se non si scelgono con cura le parole di accesso, ripiegando su parole facili da ricordare, ma al tempo stesso molto semplici da indovinare per gli utenti malintenzionati.

Molte persone, come ricorda l’Economist, utilizzano ancora password semplici come “123456″ e “password”. Di recente un ricercatore della Cambridge University, Joseph Bonneau, ha pubblicato uno studio sulle parole di accesso più utilizzate analizzando un campione di 70 milioni di utenti (resi anonimi) fornito da Yahoo. Nel grafico qui sotto è mostrato uno dei risultati più interessanti della ricerca: la percentuale di account violati dopo mille tentativi. L’italiano si rivela una delle lingue in cui è più facile indovinare le password attraverso i programmi che usano liste di termini comuni (dizionari) per provare a violare gli account, parola dopo parola. Tra le lingue che se la cavano meglio ci sono il cinese e il coreano.



TUTELA DEI DEBITORI E SALVEZZA DELLA DEMOCRAZIA

TUTELA DEI DEBITORI E SALVEZZA DELLA DEMOCRAZIA:

DI MATTEO CORSINI


“Se si vuole salvare la democrazia europea, la tutela dei debitori deve essere garantita.” (G. Rossi)


In uno dei suoi classici sermoni domenicali sul Sole 24 Ore, Guido Rossi torna sulle traversie dell’Unione monetaria europea, bacchettando l’inconcludenza dei politici e lamentando lo strapotere della “grande finanza speculativa”, per favorire la quale si starebbe facendo affondare la Grecia. Dal canto suo, Rossi propenderebbe per fornire nuovi aiuti alla Grecia, senza peraltro fare il minimo accenno ai problemi di azzardo morale che essi comporterebbero e dimenticando che sugli aiuti finora ricevuti il Paese ellenico paga tassi inferiori a quelli ai quali si finanziano sul mercato Spagna e Italia. Alla fine del suo ragionamento, sostiene inoltre che “se si vuole salvare la democrazia europea, la tutela dei debitori deve essere garantita”.


Non voglio in questa sede entrare nel merito di come i partner europei, la Bce e il FMI hanno gestito la crisi in Grecia; vorrei invece soffermarmi sulla tutela dei debitori invocata da Rossi, dalla quale dipenderebbero a suo dire le sorti della democrazia europea. Quando un soggetto contrae un debito inizia per definizione a vivere al di sopra delle proprie possibilità. Contrarre un debito non è un peccato, è anzi una transazione di mercato come tante altre. Ma chiunque – dall’imprenditore che finanzia l’acquisto di un nuovo macchinario, alla famiglia che finanzia l’acquisto della casa – nel momento in cui contrae un debito acquisisce risorse finanziarie in eccesso rispetto a quelle di cui è proprietario. Peraltro, potrebbe farlo anche qualora non ciò fosse strettamente necessario, se ritenesse di poter beneficiare dell’effetto leva senza dover modificare la destinazione corrente di altre risorse di sua proprietà.


Ovviamente il debitore assume delle obbligazioni nei confronti di chi gli ha concesso il prestito. Generalmente si indebita quando prevede di ottenere dalle proprie attività un flusso di cassa sufficiente a far fronte alle obbligazioni assunte (rimborso del capitale e pagamento degli interessi pattuiti). Al tempo stesso, si presume che il creditore compia valutazioni del merito di credito del debitore prima di concedergli un prestito. Siccome del domani non v’è certezza, come sosteneva Lorenzo il Magnifico, il debitore potrebbe a un certo punto trovarsi in difficoltà con i pagamenti. Il creditore potrebbe allora concedere un ulteriore finanziamento, oppure lasciare il debitore nello stato di insolvenza. A quel punto generalmente i beni del debitore vengono liquidati o trasferiti al creditore (mi si perdoni la semplificazione), onde limitare le perdite per quest’ultimo.


In questa situazione interviene chi, come Rossi, ha un pregiudizio implicitamente favorevole al debitore e sfavorevole al creditore, come se il primo fosse sempre un poveraccio perseguitato dalla malasorte e dalla “grande finanza speculativa” e il secondo un usuraio senza pietà. E’ umano che di fronte a certe situazioni di grande necessità si sia portati a solidarizzare con chi è oberato dai debiti. A tale proposito, proprio la solidarietà volontaria può fornire un aiuto significativo a chi si trova in difficoltà. Ma sarebbe deleterio, a mio parere, considerare pressoché indistintamente tutti coloro che hanno un debito divenuto insostenibile come soggetti meritevoli di una tutela in nome della quale calpestare senza troppe remore i diritti di proprietà dei creditori.


Nel caso degli Stati, a maggior ragione, mi sembrerebbe ridicolo invocare tutele particolari, dato che l’eccesso di debito, ancorché la crisi possa precipitare in un breve arco di tempo, è solitamente il risultato di anni (decenni) di sistematica accumulazione di deficit di bilancio, ossia di spese superiori alle entrate. E quasi sempre quando si arriva a situazioni insostenibili sono le spese correnti legate a sprechi o a posizioni parassitarie figlie di un malinteso welfare state a farla da padrone.


Invece di tagliare quelle spese, gli Stati preferiscono continuare a indebitarsi, ipotecando il futuro di chi è giovane o ancora deve nascere.


Una tutela eccessiva di questi debitori fomenta l’azzardo morale (sia nei debitori stessi, sia nei creditori), generando una eccessiva proliferazione del debito e rendendo le situazioni sempre meno gestibili. A quel punto, le soluzioni più invocate (e non disdegnate dallo stesso Rossi) sono la mutualizzazione del debito e/o la monetizzazione da parte della banca centrale. SOno le idee che adesso vanno per la maggiore, soprattutto nei Paesi periferici dell’Area euro. Sai che soluzioni…

Il ruolo del Prof. Mario Monti quale “Senior European Advisory Council of Moody’s”

Il ruolo del Prof. Mario Monti quale “Senior European Advisory Council of Moody’s”:  

“La penosa tesi difensiva formulata dalle solite anonime “fonti di Palazzo Chigi” in merito alle pesanti insinuazioni veicolate da amplissimi lanci di agenzia che riprendono una pagina internet della New York University circa “Monti possibile indagato per manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata” non inficia...
per niente l’assoluta veridicità di alcuni elementi di fatto incontrovertibili:

1) il ruolo del Prof. Mario Monti quale “Senior European Advisory Council of Moody’s”;

2) questo ruolo non risulta essere citato nella di lui biografia ufficiale così come appare sul sito della Presidenza del Consiglio;

3) i giudizi formulati da Moody’s e da altre agenzie di rating – attualmente oggetto di indagine da parte della procura di Trani – hanno contribuito indiscutibilmente al degradarsi della situazione economica del Paese etichettato come “Paese a rischio”;

4) la stessa commissione d’inchiesta del Parlamento europeo ha ben evidenziato il ruolo di tali agenzie di rating nello sviluppo dilagante della speculazione finanziaria, anche attraverso la disincentivazione all’acquisto di titoli del debito pubblico come nel caso di quelli del debito pubblico italiano;

5) anche volendo accettare per buona la traballante tesi secondo cui il Prof. Monti non abbia mai partecipato, quale membro del Senior European Advisory Council of Moody’s, alle valutazioni di Stati o imprese sotto il profilo di rating, è indubbio che, dallo stesso Monti, in tale periodo non sia stata formulata alcuna presa di distanza da tali valutazioni pesantemente negative e dannose nei confronti del rischio-Italia;

6) questa situazione personale del Prof. Monti, finora incredibilmente sottaciuta dagli organi di informazione italiani, costituiva e costituisce un oggettivo conflitto di interessi non solo per il ruolo che lo stesso ricopre quale principale responsabile della politica economico-finanziaria dell’Italia, ma ancor più per quello che svolge nel Consiglio Europeo di Bruxelles.
Su quest’ultimo punto farò sentire la mia voce nell’Aula del Parlamento di Strasburgo già la prossima settimana”. source

MERDA A MONTI: BLITZ A VENEZIA CONTRO IL PREMIER

MERDA A MONTI: BLITZ A VENEZIA CONTRO IL PREMIER:

di REDAZIONE


Un gruppo di una trentina giovani dei Centri sociali del Nordest con guanti e mascherine ha imbrattato stamane la hall dell’Hotel Monaco & Gran Canal di Venezia, che questa sera (giovedì) accoglierà una cena di gala a cui parteciperanno il premier Mario Monti e il ministro dell’ ambiente Corrado Clini, oltre a vari esponenti del mondo finanziario che domani presenzieranno all’isola di San Clemente al 23esimo workshop del Consiglio per le relazioni fra Italia e Usa. I manifestanti hanno gettato all’ingresso dell’albergo cibo avariato, calcinacci, vermi e letame ed esposto uno striscione con la scritta «Terremoto, crisi, grandi navi niente da festeggiare».


«Le cene di gala offerte dai distruttori di Venezia – spiega il portavoce del Centro sociali Tommaso Cacciari, alludendo allo sponsor della serata, Costa Crociere – sono quantomeno di cattivo gusto in un Paese segnato dalla crisi economica e dal terremoto».


FONTE: http://corrieredelveneto.corriere.it/

BUND: se si va in RISK ON rischia lo storno

BUND: se si va in RISK ON rischia lo storno: Il bund è il bene rifugio per antonomasia. Il fly to quality lo si è fatto sul titolo tedesco, costruendo quella che è una “bolla speculativa” dettata dalla paura di un Eurocrash. Ma cosa succede se ci ritroviamo con un … Continua a leggere →

Crisi: in Grecia scarseggiano medicinali

Crisi: in Grecia scarseggiano medicinali: "File davanti farmacie, governo promette pagamento debiti"

(Qui la notizia)

La Spagna colloca obbligazioni per 2,07 miliardi, volano i rendimenti

La Spagna colloca obbligazioni per 2,07 miliardi, volano i rendimenti: Il rendimento del decennale è balzato al di sopra del 6%.






Ben Bernanke E' il Nuovo G. William Miller Che Distruggerà l'Economia degli Stati Uniti?


Ben Bernanke E' il Nuovo G. William Miller Che Distruggerà l'Economia degli Stati Uniti?














Anche i media mainstream sembrano "svegliarsi," leggiamo da CNBC: «[...] I regolatori stanno permettendo alle banche di sfuggire al conteggio del debito del loro paese rispetto ai requisiti patrimoniali ed allentare le norme per creare un mercato stabile per i titoli di stato, secondo lo studio.
Mentre ciò aiuta i governi ad emettere sempre più debito, la strategia potrebbe esplodere se i governi non sono in grado di effettuare i pagamenti delle obbligazioni, lasciando le banche con miliardi di debito tossico, dice lo stratega di Citigroup Hans Lorenzen.
"La domanda delle banche può far guadagnare tempo e può aiutare a mantenere bassi i rendimenti sul mercato interno," ha scritto Lorenzen in un'analisi per i clienti. "Tuttavia, le distorsioni che si accumulano nel corso del tempo possono generare una crisi ancora più grande, se i ltempo acquistato non viene usato con molta prudenza."
"In particolare," Lorenzen aggiunge, "avere le banche cariche di debito pubblico nazionale non farà che intensificare il crollo nazionale se il..................



Ma dove stiamo andando?

Ma dove stiamo andando?: Più andiamo avanti, e meno si capisce dove stiamo andando. Con il consenso di una comitiva di miracolati del laticlavio,...

Draghi: il suo elogio della follia…

Draghi: il suo elogio della follia…:
No, purtroppo l’elogio della follia da parte di Draghi, non ha niente a che fare con quello del grande Erasmo. Dopo aver drogato i mercati finanziari di grandi quantità di liquidità, adesso l’opzione Draghi è la medesima del suo collega della Fed, Ben Bernanke, ribattezzato helicopter Ben, che si dichiarava disposto a lanciare liquidità dagli elicotteri già prima che del suo insediamento.
È stato annunciata infatti una politica di immissione illimitata di liquidità da parte della Bce per tutto il 2012.
Siamo dunque definitivamente entrati nel regno della follia!
Per intendersi é come quel rapinatore che si mette a bordo della sua auto a 200 km/h inseguito dalla Giustizia, ma non riuscendo a seminarla, decide di usare la nitroglicerina per aumentare in modo indefinito la sua velocità fino a schiantarsi contro il primo muro della prima curva.

Mario Draghi
L’opzione Draghi é tanto folle da significare soltanto una cosa: l’Europa, ma più in particolare l’attuale sistema finanziario sono oramai spacciati; egli prova velleitariamente, in modo disperato, a ritirare su il cadavere con una indefinita dose di metadone.
Questa scelta non servirà a rilanciare l’economia reale, ma solo a far scoppiare l’iperinflazione in Europa e nel mondo, con ripercussioni mortali sugli strati deboli delle popolazioni europee e sul Terzo mondo.
Si continua ad agire all’interno delle maglie del laissez faire; diversamente c’è bisogno di dirigismo, ossia obbligare i capitali erogati ad essere investiti in infrastrutture ed industria ad alta intensità di capitale e tecnologia.
Glass-Steagall a questo punto – come ribadito anche quest’oggi dal prof. Giulio Sapelli – é solo il primo passo di una rivoluzione rooseveltiana di cui oramai il mondo reclama l’adozione drastica.

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