09/06/12

Francesco Guccini: Dizionario delle cose perdute

guccini 
Premetto che sono un fan di Francesco Guccini cantante. Possiedo tutti i suoi dischi in vinile che ho cominciato a comprare nei primi anni Settanta, persino Radici, Francesco due anni dopo, Stanze di vita quotidiana, Via Paolo Fabbri. Ritengo che Guccini sia un poeta, d

Assurdità

Assurdità:



In Cinquecento contro un albero. Tutti morti

La Provincia Pavese



Si è spento l’uomo che si è dato fuoco

Giornale di Sicilia



Vendo tutto per esaurimento


Insegna in un negozio di Brescia



Si affitta l’abitazione del terzo piano, la signora del secondo la fa vedere a tutti

Inserzione in una strada di Trapani



Gli Insegnanti che hanno un buco lo devono mettere a disposizione del Preside

Circolare a scuola












Falegname impazzito, tira una sega ad un passante

Corriere della Sera




Si fanno giacche anche con la pelle dei clienti

Cartello in un negozio di confezioni di Latina










Regalo cucciolo di mastino docile e affettuoso, mangia di tutto. Gli piacciono molto i bambini

Annuncio 







Fa marcia indietro e uccide il cane, fa marcia avanti e uccide il gatto

Corriere della sera  



Che Egli sia benedetto! Ieri e’ deceduto il Cav. Luigi Fotte, inconsolabile la moglie Giuseppina Fotte con i parenti tutti

Necrologio











Si avverte il pubblico che i giorni fissati per le morti sono il martedì e il giovedì

Ufficio Anagrafe di Reggio Calabria





Qui chiavi in 5 minuti

Insegna in un negozio di Cuneo






Tromba Marina per un quarto d'ora

Corriere del Mezzogiorno



Dopo una rapina in banca arrestato il folle sparatore di seghe

Il Giornale di Vicenza (In provincia di Vicenza si trova un paese chiamato Seghe di Velo)



Si brucia il deretano sulla fiamma eterna

Metro (Un uomo ha cercato di spegnere "la fiamma eterna" che arde sotto l'arco di trionfo a Parigi sedendosi sopra) 






Due Strani Accostamenti
















Altre avvisi e notizie Assurde











Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia. 



Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! E' un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti. 





Il costo per la partecipazione al convegno su "preghiera e digiuno" è comprensivo dei pasti.

Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi accenderà uno a uno tutti i fedeli della prima fila.



Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto.
















Cartello in una fabbrica: "Piu' pausa per le giovani, meno...pausa per le vecchie"



Sulla porta di un ufficio: "Vengo subito". Qualcuno ha aggiunto a mano: "Allora godi poco"



Inserzione su un giornale locale americano: "Cercasi contadina con esperienza e che lavori duro. Brava in casa e nei campi, che faccia bene da mangiare e abbia un trattore proprio. Inviare foto del trattore"



Su un rasoio usa e getta: "Non usare durante un terremoto"



Su una coperta made in Taiwan: "Non usare come protezione da un ciclone"



Su uno specchietto usato dai ciclisti degli Stati Uniti: "Ricordarsi che gli oggetti nello specchio sono realmente dietro di voi"



Avviso esposto in un bar americano: "Non fumate! Ricordatevi dell'incendio di Chicago". Sotto il cartello, frase aggiunta a penna: "Non sputate! Ricordatevi del Diluvio Universale"



Assegnasi mansione presso fabbrica di nitroglicerina. Gradita la passione per i viaggi






Cartello esposto in un ambulatorio medico: "Si invitano i ricoverati a non stendere la biancheria e a non accendere il fuoco in questa camera perchè questo non è un campeggio"



Cartello in una macelleria al tempo della "mucca pazza": "La mucca è sana, il pazzo sono io"



Cartello su un portone di una chiesa: "Attenzione! Pericolo caduta angeli"



Cartello in una chiesa: "Questo è un luogo di preghiera. Siete pregati di pregare"



Cartello in un negozio di orologeria: "Cercasi commessa sveglia" 



Cartello in un ospedale: "Gli appuntamenti si prendono solo con l'infermiera"



Cartello in un ambulatorio medico: "Il dottore è temporaneamente assente. Per casi urgenti rivolgersi al bar"



Cartello in un palazzo: "Si vende solo il davanti. Il didietro si affitta"



Cartello esposto in un negozio a Venezia: "Se non vi piace la roba esposta in vetrina, non entrate neppure: dentro è ancora peggio"



Cartello in uno studio medico di Roma: "Specialista in donne ed altre malattie"



Cartello su un cancello: "Sparo solo ad un venditore ogni tre. Non ho ucciso gli ultimi due"











Cartelli stradali



























Comunicati




















































Previsioni del tempo


















La crisi delle banche spagnole

La crisi delle banche spagnole:

Oggi pomeriggio si è conclusa intorno alle 18.50, dopo circa tre ore, la videoconferenza organizzata tra i ministri delle finanze degli stati dell’Unione Europea, la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde e il ministro delle finanze spagnolo Luis de Guindos per discutere di un possibile piano di salvataggio delle banche spagnole.

Secondo quanto ha scritto il quotidiano spagnolo El Mundo subito dopo la fine della riunione, l’eurozona avrebbe offerto alla Spagna un aiuto consistente, il cui tetto massimo sarebbe 100 miliardi di euro. El Mundo cita fonti europee anonime, secondo le quali l’offerta iniziale sarebbe invece intorno ai 70 miliardi di euro, pronti ad arrivare alla quota massima di 100 miliardi nel caso fosse necessario. Dettagli supplementari, scrive ancora El Mundo, saranno noti intorno alle 19.30, quando il ministro delle finanze spagnolo de Guindos terrà una conferenza stampa.

(Tre aggiornamenti sulle cose europee)

La crisi spagnola è iniziata in seguito alla crisi del mercato immobiliare, che durante gli anni tra il 2004 e il 2008 aveva vissuto una fase di grande espansione, ma che si è velocemente sgonfiato negli ultimi quattro anni generando un tasso molto alto di disoccupazione. Questo ha portato anche a un crollo delle entrate fiscali e a un aumento molto veloce delle spese da parte dello stato per i cosiddetti ammortizzatori sociali, ovvero gli aiuti e i sussidi ai disoccupati.

(Valdeluz, il quartiere senza abitanti, simbolo della crisi immobiliare spagnola)

Le banche, che nel periodo di crescita esponenziale del settore immobiliare avevano visto crescere moltissimo i prestiti in uscita, al momento del collasso hanno subito grandissime perdite. Ad aggravare l’incertezza e il nervosismo degli investitori, spiega un articolo della BBC, è il fatto che l’ammontare di questo buco non è per niente chiaro. L’esatta dimensione di questo buco sarà nota a fine giugno, quando saranno pubblicati due rapporti indipendenti commissionati dal governo spagnolo. Secondo quanto scrive la BBC il buco potrebbe avvicinarsi ai 180 miliardi di euro.

Per ora la banca più colpita è stata Bankia, la quarta banca spagnola, che a fine maggio ha chiesto un aiuto allo stato spagnolo di 19 miliardi di euro. Ma altre banche, incluse CatalunyaCaixa e NovaGalicia potrebbero avere bisogno, secondo quanto scrive la BBC, di aiuti che si aggirano sui 9 miliardi di euro.

I quotidiani spagnoli, intanto, reagiscono in maniera differente alla notizia del possibile salvataggio da parte della comunità internazionale. El País sembra tenere oggi una linea molto istituzionale e piuttosto “responsabile”. Il quotidiano di centrosinistra dice che la cifra del salvataggio – il cosiddetto bailout – per le banche spagnole potrebbe arrivare a circa 100 miliardi di euro e in un editoriale dal titolo “Esperando el rescate” (“aspettando il salvataggio”) aggiunge che l’arrivo dei fondi della comunità internazionale è ormai inevitabile e la soluzione proposta dalle autorità europee non è la peggiore di quelle possibili.

Il quotidiano di centrodestra El Mundo, invece, è piuttosto critico nei confronti del salvataggio internazionale nei confronti della Spagna e in un videoeditoriale di Rubén Amón dice “Chiamiamolo sequestro”. Anche il quotidiano ABC.es non è troppo convinto di questa misura di salvataggio delle banche spagnole e, tra i vari articoli, ne ha pubblicato sul suo sito uno dal titolo “La Germania, il paese che più beneficia della crisi“, con un chiaro intento polemico nei confronti della più importante e forte economia europea.

Poteri morti

Poteri morti:

Non è vero, come asseriscono i calunniatori, che il governo dei tecnici sia noioso e funereo. Da un po’ di tempo anzi ha preso a far ridere. Prendete il premier, per gli amici Bin Loden, l’uomo che modestamente voleva “salvare l’Italia” e, già che c’era, pure di “cambiare gli italiani”. L’altroieri s’è molto lagnato perché “il mio governo e io abbiamo sicuramente perso l’appoggio di quelli che gli osservatori ci attribuivano, colpevolizzandoci: i cosiddetti poteri forti. Non incontriamo i favori di un grande quotidiano e della Confindustria”. Ma tu pensa: uno che è stato, nell’ordine, docente, rettore e presidente della Bocconi, consulente del governo De Mita, consigliere d’amministrazione di Fiat e Comit, commissario europeo al Mercato interno e poi alla Concorrenza, membro dei gruppi Bruegel, Bilderberg, Trilateral e Atlantic Council, advisor di Coca Cola, Goldman Sachs e Moody’s, editorialista del Corriere, e ora è senatore a vita, presidente del Consiglio e ministro del Tesoro, parla di poteri forti. E non guardandosi allo specchio, ma cercando i colpevoli del fallimento del suo governo.

Così, oltre a suscitare l’ilarità generale, fa un altro passo verso il linguaggio dei politici dai quali doveva salvarci: quelli che qualunque cosa accada, anche un foruncolo o un’unghia incarnita, danno sempre la colpa ai “poteri forti”. Uno dei primi a evocarli – scrive Gian Antonio Stella – fu Rino Formica nel 1991, per squalificare i referendum di Segni che minacciavano la casta della Prima Repubblica: “La sinistra che appoggia i referendum rischia di lavorare per il Re di Prussia, ovvero per quei poteri forti che male han digerito l’affermarsi di grandi partiti popolari”. Poi esplose Tangentopoli, e tutti i ladroni fecero a gara ad affibbiare al molisano Di Pietro oscure regìe di poteri forti italiani, ma anche angloamericani. Craxi denunciò “manovre per dare al Paese una democrazia di facciata ancora più debole, di fronte ai poteri forti, di quelle latino-americane”. Il sindaco-cognato Pillitteri puntò il dito contro chi “sta prendendo in mano, forse gratis, Milano e l’Italia: una grande alleanza tra i poteri forti, come massoneria, Opus dei e grandi famiglie”. Gli immancabili “poteri forti” divennero un alibi prêt à porter per chiunque finisse nei guai: dal cardinal Giordano coinvolto in storie di usura, al ciclista Cipollini escluso dal Tour, ad Al Bano ostracizzato da Sanremo. Nell’estate ’94, quando il neonato governo B. era già alla frutta perché B. si faceva i cazzi suoi e Bossi lo stava mollando, il vicepremier Tatarella (An) strillò ai “poteri forti ostili al governo e abituati a strumentalizzare la sinistra” e frullò insieme “Confindustria, Mediobanca, Chiesa, massoneria, Csm, Consulta, servizi, Opus dei, gruppi industriali ed editoriali”, trascurando il fatto che B. era dentro quasi tutti.

Da sinistra partirono strali, ma due anni dopo D’Alema ripeté la tiritera (“I poteri forti non vogliono che la politica prenda forza, hanno un interesse strutturale a tenerla sotto pressione”): intanto rendeva omaggio a Mediaset e si inumidiva le slip al cospetto di Cuccia. Fazio intercettato mentre tresca coi furbetti del quartierino? “Mi han bloccato i poteri forti”. E Ricucci: “A me m’han rovinato perché ho toccato i poteri forti”. Persino Moggi, beccato a ordinare arbitri à la carte e a pilotare campionati, lacrima: “Ho agito così per non essere vittima dei poteri forti”. Il tutto dalla tolda della Juventus, noto potere debole. L’anno scorso Brunetta sente puzza di cadavere dalle parti del padrone e gioca d’anticipo: “Il nostro governo con la riforma della scuola e della giustizia s’è messo contro i poteri forti”. Infatti di lì a poco spira, rimpiazzato dal nuovo campione dei poteri forti, Monti, che però se ne sente abbandonato dopo otto mesi appena. Guardacaso mentre il suo governo non ne azzecca più una. Intendiamoci: i poteri forti esistono eccome, ma in bocca ai nostri politici assumono tutt’altro significato. Che si traduce così: “Oddio, non mi sento tanto bene”.

Il Fatto Quotidiano, 9 giugno 2012

Spagna: fonti, Madrid chiedera' aiuto Ue lunedi'

Spagna: fonti, Madrid chiedera' aiuto Ue lunedi':



(Pubblicato il Sat, 09 Jun 2012 19:06:00 GMT)

Spagna: Reinfeldt, sara' uno dei piu' grandi salvataggi della storia

Spagna: Reinfeldt, sara' uno dei piu' grandi salvataggi della storia:



(Pubblicato il Sat, 09 Jun 2012 18:01:00 GMT)

SE I BOND TEDESCHI RENDONO ZERO, COME MAI LI COMPRANO? SPIEGAZIONE . di Antonio de Martini

SE I BOND TEDESCHI RENDONO ZERO, COME MAI LI COMPRANO? SPIEGAZIONE . di Antonio de Martini:

La Germania, pur avendo lo stesso volume di ricchezza dell’Italia, ha un debito pubblico più alto.

Il debito tedesco, il piu alto di tutta la U.E., è di 2100 miliardi , quello italiano di 1900 e quello francese di 1700.

Vi siete mai chiesti come mai ci sono tanti filantropi che investono in Bond che rendono lo

zerovirgola?

I filantropi , a ben vedere non sono tanto amanti del prossimo o desiderosi di premiare l’operoso popolo tedesco, sono in realtà degli avidi speculatori che puntano alla roulette dell’Euro.

In caso di crollo dell’Euro, infatti, i possessori di Bond tedeschi si vedrebbero premiati con un bel 30% in più ( o giù di li) di rivalutazione della moneta tedesca rispetto alla moneta del restante d’Europa . Poco importa conservare il nome o meno.

Vista in questo modo, la situazione è più chiara: la Angela Merkel facendo le mosse di essere la custode della valuta europea, in realtà lascia speculare i suoi collaboratori sulle nostre disgrazie, proprio come gli sciacalli di Finale Emilia che approfittano delle case in rovina prive di sorveglianza o dei mercanti che vengono a comprare le forme di Grana a metà prezzo.

Alla luce di questa riflessione, si comprende meglio l’atteggiamento del ministro dell’Economia Schauble ( quello che si sentì male alla notizia che wikileaks avrebbe pubblicato l’indomani il nome del ministro della U.E. che spiava per conto degli USA) che ad ogni dichiarazione europeista della Merkel, alimenta la speculazione con dichiarazioni terroristiche nei confronti della Grecia, del suo debito, dei piani di fuoriuscita dall’Euro e dei “contingency plan” Olandesi o di Bruxelles .

Il fronte di sostegno alla speculazione a me sembra così delineato : il ministro tedesco dell’economia e la Bundesbank che incoraggiano gli investimenti in Bond tedeschi con dichiarazioni allarmistiche di tipo rigorista ( e non possono certo essere accusati di fare il loro dovere istituzionale di attrarre investimenti) e dall’altro la Merkel che rilascia dichiarazioni di fede europea ineccepibili formalmente, ma resi poco credibili al pubblico dalla immagine di madre badessa poco al corrente di teorie economiche e flussi finanziari.

Tra i paesi UE che sostengono questa posizione, L’Austria, l’ Olanda e la Finlandia che – guarda caso – sono i paesi che hanno sempre gravitato nell’area del Deutschmark, anche ai tempi di Hitler e di Guglielmo II.

Il resto dell’Europa deve capire il meccanismo, suonare la sveglia alle proprie autorità monetarie, indagare su chi in Italia e fuori ha investito in Bond tedeschi e ricordare che in analoga situazione il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, li bollò col marchio del tradimento.

Basterà la denunzia di un presidente della Repubblica , ancorché defunto, per far muovere i magistrati?

Anche all’epoca, Carlo Azeglio Ciampi si lanciò in difesa della lira bruciando 55.000 miliardi di lire in una settimana, fiducioso nel promesso aiuto della Germania che si guardò bene dall’intervenire come da accordi. Anche all’epoca Soros e complici ci guadagnarono un bel 27% .

La prima volta peccammo di ingenuità , la seconda, non è accettabile.

Anche questa volta siamo difesi da un premier proveniente dal mondo della finanza ( ricordate come Gailbraith ne valuta l’intelligenza? Se no, leggete il post del 31 maggio) che non sembra capace di vedere al di la dell’orizzonte della propria scrivania.

Il ministro degli affari Esteri chieda alla Germania se ha finito di lucrare sulle disgrazie dei

suoi ” partner” e la guardia di finanza, invece di fornire guardie del corpo-tuttofare ai politici, censisca gli speculatori,

Se non ci sarà un giudice a Berlino, ci sarà a Norimberga.

Bin Laden group costruisce la Kingdom tower di Gedda (1 Km altezza)

Bin Laden group costruisce la Kingdom tower di Gedda (1 Km altezza):

binladin group.jpg

Un singolare destino sembra unire -nel bene e nel male- la famiglia Bin Laden (o, meglio, Binladin) e le torri. Osama, uno dei 52 figli del tycoon yemenita  Mohammed bin Laden, fondatore del Gruppo nel 1931, è diventato tristemente famoso per gli attentati delle Torri Gemelle di New York.

Ora il Saudi Binladin group costruisce la Kingdom tower di Gedda (città dove il gruppo ha sede).

Continua a leggere Bin Laden group costruisce la Kingdom tower di Gedda (1 Km altezza)...

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Spagna: al via teleconferenza Eurogruppo, si prepara piano aiuti banche

Spagna: al via teleconferenza Eurogruppo, si prepara piano aiuti banche:



(Pubblicato il Sat, 09 Jun 2012 16:21:00 GMT)

BANCA D’ITALIA/ Visco: l’emergenza non è finita. Servono riforme strutturali

BANCA D’ITALIA/ Visco: l’emergenza non è finita. Servono riforme strutturali: Come tanti altri, anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco ha dipinto un quadro a tinte fosche dell’attuale situazione italiana. Non siamo, infatti, ancora usciti dalla crisi



(Pubblicato il Sat, 09 Jun 2012 16:18:00 GMT)



FINANZA/ 2. Wood: con l’euro instabile la ripresa Usa è una chimera

STANNO RADENDO AL SUOLO L’ECONOMIA ITALIANA

STANNO RADENDO AL SUOLO L’ECONOMIA ITALIANA:

- di Paolo Cardenà - Non c’è giorno che non giungano segnali allarmanti sullo stato dell’economia italiana e che aprono a scenari catastrofici per il futuro del paese. Oggi è la volta della produzione industriale che ha subito un vero tracollo: Da Il Sole 24 Ore “Segno negativo per la produzione industriale ad aprile che [...]

Correlazione tra moneta ed economia reale

Correlazione tra moneta ed economia reale: Vorrei invece spiegare la correlazione tra moneta ed economia reale e lo faccio con un esempio: Piccola premessa: 1) ricordo che dalla non convertibilità in oro in poi la Moneta non ha nessuno ...

Tentiamo di andare OLTRE alle solite "cazzate vittimistiche" sulla "Cermania"....

Tentiamo di andare OLTRE alle solite "cazzate vittimistiche" sulla "Cermania"....:
SORBITEVI CON ATTENZIONE (LINK COMPRESI) QUESTO IMPORTANTE POST.... Perchè, come ben sanno i miei lettori che mi seguono fin dall'inizio di questa Blog-avventura, nelle mie analisi controcorrente ci ho molto spesso AZZECCATO ...mentre nel mainstream vi raccontavano tante belle cosette del tipo "il peggio è alle spalle" (vi ricordate?...) Prima di tutto leggetevi le mie preliminari elucubrazioni nel post: ESCLUSIVA: ho potuto sbirciare nel "foglio excel" della Germania dal titolo "riskien vs. beneficien di rimanere dell'Eurozonen"... ..........oppure l'Eurozona potrebbe saltare NON...

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L’antica Grecia


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L'antica Grecia

In greco, a volte, le parole fanno miracoli. Quella più gettonata, e temuta, è di questi tempi il sostantivo refstòtita, derivato dal verbo reo, "scorrere", che generazioni di ginnasiali hanno coniugato come paradigma del presente indicativo dei contratti: refstòtita è un perfetto bisenso che indica sia la "volatilità" dell'elettorato, sfuggente come una saponetta sotto gli usurati guantoni dei sondaggisti, sia la "liquidità" del contante che disperatamente manca alle casse dei cittadini e dello Stato. È sullo scheletro di questo bisenso che vorrei impostare le impressioni che seguono, tratte da un viaggio breve ma intenso nell'Ellade perduta, sospesa tra le elezioni del 6 maggio e quelle incombenti del 17 giugno: chi avrà la pazienza di leggere potrà saggiare da sé le analogie che legano i problemi qui descritti alla situazione del nostro Paese – in rispettoso omaggio a chi insiste da mesi sul fatto che «noi non siamo la Grecia».


1. Liquidità

Con singolare tempismo, in una lettera spedita il 24 maggio scorso al capo dello Stato Kàrolos Papulias (e resa pubblica dal giornale Vima la domenica successiva), l'ex premier Lukas Papadimos, autorevole esponente della tecnocrazia di scuola occidentale che ha traghettato il Paese verso l'attuale impasse, informava le autorità che le casse dello Stato sono vuote, anzi per la precisione che i 700 milioni ancora a disposizione basteranno fino al 18 giugno, mentre dal 20, tre giorni dopo le elezioni, s'inizierà ad andare in rosso, e dunque non si potranno pagare né stipendi né pensioni (per le spese correnti servirebbero almeno 3 miliardi al mese). Sull'evidente caratura politica di un simile allarme tornerò tra un momento: per ora consideriamone il contenuto, che è ragionevole supporre veritiero.


Tre anni di "rigore" (litòtita, si dice da queste parti, con un termine la cui storia attiene più alla sfera della miseria che non a quella della disciplina) hanno prodotto nell'economia greca degli effetti dirompenti:

- si sono operati tagli draconiani negli stipendi, nelle pensioni e nella sanità (rispettivamente 48, 25 e 14 miliardi di euro): per intenderci, un professore ordinario con 30 anni di anzianità ha perduto 700 euro al mese su 2700 (i suoi corrispettivi in Italia guadagnavano quasi il doppio, ora quasi il triplo), e ovviamente – benché abbia dovuto potentemente ristrutturare il suo train de vie – rientra ancora fra i privilegiati, anche perché a differenza di altri statali non è stato (ancora) licenziato; tagli della medesima proporzione hanno colpito stipendi e pensioni di entità assai minore, nonché i bilanci...



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Euro: il più grande affare della Germania


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Euro: il più grande affare della Germania

Quando si parla di crisi dell'Eurozona, l'opinione più diffusa (sui media) è che essa sia dovuta solo e soltanto alla sciatteria e dissennatezza economica degli Stati periferici, i celebrerrimi Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna).

Secondo la vulgata mediatica, in questa situazione chi è chiamato a tappare le falle e tenere a galla il barcone europeo è la laboriosa e virtuosa Germania

Il governo di Berlino, si dice, è costretto a sostenere il peso di una crisi che non ha minimamente contribuito a generare; di cui, peraltro, è semmai vittima, visti gli sforzi che è costretta a sostenere per tutti.




Chiunque in questi mesi abbia sostenuto tesi diverse, e tendenti a considerare la Germania parte attiva del problema, è stato messo all'indice; il modello tedesco non può essere messo in discussione, "perchè rappresenta lo standard dell'eccellenza europea". 






Il che probabilmente è vero. Ma non in presenza di un sistema come quello della moneta unica. 

L'euro è stato una manna dal cielo per l'espansione dell'economia tedesca; ed il suo successo è stato la disgrazia di altre economie europee. 

Ma di questo ne abbiamo già parlato; ed in rete sono molte le voci, alcune autorevolissime, che hanno ben spiegato la natura degli squilibri dell'euro. Il fatto è che queste voci erano confinate nelle riserve indiane dell'informazione "alternativa".




Però c'è una grossa novità: il tema ha valicato la barriera del web, ed è approdato "niente popò di meno" che sul canale dell'informazione economica mainstream...


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Euro: Passera, pronto a scommettere che tutti i paesi resteranno


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Euro: Passera, pronto a scommettere che tutti i paesi resteranno



(Pubblicato il Sat, 09 Jun 2012 13:51:00 GMT)


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Il Pdmenoelle "muto" deve stare!


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Il Pdmenoelle "muto" deve stare!

bersani_tg.jpg

Il Pd vota tutto quello che passa il convento Monti senza fare un piega e quelli del Pd ZITTI! Il Pd vota leggi che mandano in malora pensionati, lavoratori e famiglie e quelli del Pd ZITTI! Il Pd manda un suo rappresentante, addirittura il suo vicepresidente, al convegno Bilderberg a prendere ordini dalla massoneria internazionale e quelli del Pd ZITTI! Il Pd cerca di non andare mai a nuove elezioni e vuole mantenere in vita Monti e quelli del Pd ZITTI! Il Pd non riesce a far votare la sfiducia a Formigoni o le autorizzazioni a procedere contro De Gregorio, Cosentino, Todesco o Milanese, e quelli del Pd ZITTI! Il Pd partecipa alla indegna lottizzazione dell'AGCOM e quelli del Pd ZITTI! Il Pd mette come vicepresidente del CSM quel Vietti che ha fatto le leggi ad personam a Berlusconi e quelli del Pd ZITTI! Il Pd non ha uno straccio di programma e prende il 25% solo per forza d'inerzia e quelli del Pd ZITTI ! Il Pd vota per lo spacchettamento della concussione così da legalizzare le tangenti e anzi vota per defiscalizzarle e quelli del Pd ZITTI! Il Pd non si vota nemmeno il taglio di un euro anche se solo in rimborsi triplicati ha preso 200 milioni di euro più tutti i versamenti degli iscritti, delle fondazioni e delle Coop, più i milioni di euro delle donazioni, e ha anche la faccia di dire che non può rinunciare all'ultima tranche di 40 milioni "perché l'ha già spesa" e quelli del Pd ZITTI! Quante sono le cose su cui quelli del Pd tacciono,mentre sono totalmente impegnati ad attaccare Beppe Grillo? Non sarà che tutti questi attacchi sconclusionati a Grillo servono solo a decentrare l'attenzione da tutte le miserie del Pd?"

viviana v., Bologna





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La Grecia raggiunge il pareggio: esultano Italia, Spagna e Portogallo



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L’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino è indagato dalla Procura di Palermo per falsa testimonianza nell’inchiesta sulla “trattativa” tra Stato e mafia

L’ex ministro dell’Interno Nicola Mancino è indagato dalla Procura di Palermo per falsa testimonianza nell’inchiesta sulla “trattativa” tra Stato e mafia:

Chi ha paura di Saviano?? Ma vaff...

Chi ha paura di Saviano?? Ma vaff...:
La Grecia sta per fallire. Noi e la Spagna la seguiremo a ruota. Secondo l’economista Napoleoni, è una cosa che sanno tutti i bene informati, che lei afferma stiano infatti facendo incetta di case a Londra, hai visto mai. I nostri salari stanno rapidamente volando verso livelli serbi, mentre la tassazione dei poveracci continua senza sosta. L’università italiana è una barzelletta, salvando forse la prestigiosa Bocconi, che ha forgiato menti del calibro del Sen. Prof. Pres. del Cons. Monti, Nicole Minetti e Sara Tommasi. I giornali e le tv dicono solo quello che si deve dire, nascondono le notizie oppure le filtrano. La disoccupazione, alè alè, corre, come l’evasione fiscale quella vera. I politici si esibiscono una specie di danza degli elefanti zoppi; il mondo della cultura, come al solito, si lamenta e soprattutto chiede soldi, a prescindere, a chiunque, ora ancora di più dei tempi dell’inquilino di palazzo Venezia. I diritti dei lavoratori vengono attaccati e intaccati ogni singolo giorno, e così quello che resta della loro dignità. I sorci sono usciti dalle saittelle e...

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PICCOLO E' BELLO

PICCOLO E' BELLO: Ci sono molte economie vibranti nel mondo in cui l'ottimismo e le opportunità dominano la scena, invece del caos e della negatività. La loro economia è sana e le persone sono giustamente fiduciose per il futuro. Dall'Estonia, a Hong Kong, da Andorra a Singapore fino al Cile, tutti questi paesi hanno elementi in comune che, non casualmente, contribuiscono al loro successo:

1) sono piccoli
2) i loro governi generalmente non intralciano la vita dei cittadini

Un oscuro economista del XX secolo di nome Leopold Kohr scrisse a lungo su questi fattori: il suo libro del 1957 "Breakdown of Nations" si è dimostrato alquanto profetico.

Nel libro Kohr celebra le virtù del "piccolo" e mostra come tutte le sfide politiche del mondo - dall'eccessiva militarizzazione ai debiti, alla povertà, alla pesantezza delle burocrazie ecc - sono tutte causate dell'insostenibile espansione degli stati nazionali.

Per Kohr, è una semplice questione di scala. Quando un paese diventa troppo grande, qualsiasi sistema di governo diventa oppressivo.

I paesi piccoli, al contrario, non hanno le risorse per poter affrontare guerre o costruire intricate burocrazie. Sono obbligati dalle circostanze a permettere al mercato di lavorare e al settore privato di fiorire.

Singapore ed Hong Kong ne sono un perfetto esempio. Prive di risorse naturali, la loro unica possibilità è stata quella di lasciar fare al mercato. E in pochi decenni sono divenute due delle nazioni più prospere del pianeta, e rimangono tuttora tra le più ricche.

Piccolo è bello. Jack Ma, CEO di Alibaba Group, nel 2009 in un Summit in Singapore ha spiegato benissimo perché siamo nel secolo del piccolo. Chi è grande e pesante è morto.

Mi raccomando non perdetene una parola, è incredibile la forza emotiva di questo omettino cinese (ho volutamente preso la parte 2, la più significativa, ma vi consiglio di guardare tutte e 4 le parti dell'intervento).



I grandi paesi, invece, oggi sono il risultato dell'assemblaggio di varie nazioni che ha generato governi pesanti  che richiedono ingenti risorse per essere amministrati..
La democrazia sulla carta potrebbe sembrare una gran cosa, ma nella pratica moderna degli attuali Stati nazionali (o sovranazionali) è diventata una terribile perversione dei principi di libertà. Come accadde per l'Impero Ottomanno e quello Romano, ormai gli individui esistono per mantenere in vita lo stato, non il contrario.

Questo fenomeno è esattamente ciò che Kohr avvertì sarebbe divenuta la 'crisi della pesantezza'. Di fronte a sfide economiche e una struttura di costi debilitante, i governi grossi e le burocrazie asfissianti genereranno solo ancora più pesantezza, più asfissia.. fino al punto in cui l'unica possibile via d'uscita è il collasso.

Sembra di leggere la storia di ciò che è sta accadendo oggi in Occidente. Già soffocati da troppo debito, i governi continuano ad indebitarsi ed assumere sempre più persone per amministrare i loro programmi sociali e far rispettare le proprie imposizioni.
Per i politici, la soluzione è espandere lo stato e la loro autorità. Esattamente l'opposto di ciò che andrebbe fatto.. e come è accaduto innumerevoli volte nella storia, condurranno l'intero sistema ad un reset totale.

TELECONFERENZA PER SALVARE LA SPAGNA...FRA I DITTATORI D'EUROPA

TELECONFERENZA PER SALVARE LA SPAGNA...FRA I DITTATORI D'EUROPA:

Spagna: teleconferenza Eurogruppo alle 16.00 - L'ENNESIMA PRESA PER I FONDELLI - NON PER NOI CHE SIAMO TRANQUILLI IN SVIZZERA!
 I ministri delle Finanze della zona euro si riuniranno oggi alle 16.00 in teleconferenza per discutere della questione Spagna, in vista della possibile richiesta di aiuti da parte di Madrid. Lo hanno indicato all'agenzia di stampa francese Afp fonti governative di vari Paesi dell'Ue.

In ogni caso, proseguono le fonti, non sono sul tavolo "né il calendario e nemmeno la scelta dello strumento" per ricapitalizzare le banche spagnole. I ministri dell'Eurogruppo, però, dovrebbero indicare "alcune condizioni per il settore bancario" che la Spagna sarebbe tenuta a rispettare per ottenere gli aiuti. La zona euro, comunque, si aspetta una richiesta di aiuto da parte di Madrid "in qualsiasi momento". Dal canto suo il ministero spagnolo dell'Economia ha detto all'Afp che "non c'è nulla di cambiato" nella posizione della Spagna, che per il momento non chiede ancora aiuti europei per le sue banche. A poche ore da una teleconferenza dell'Eurogruppo, le fonti hanno precisato che "abbiamo la stessa posizione di ieri", venerdì.

Il pericolo del debito estero


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Il pericolo del debito estero


Gli economisti ed i giornalisti si lamentano spesso del pericolo dei debiti pubblici esteri — rispetto ai debiti interni, considerati meno fastidiosi. Il Giappone è un esempio calzante; ha un enorme debito pubblico in rapporto al PIL (oltre il 200%). Si sostiene che l'elevato rapporto non è un problema, perché i Giapponesi risparmiano un sacco ed i titoli di stato sono detenuti per lo più da cittadini Giapponesi; debito interno quindi.


Al contrario, la Spagna, con un rapporto molto più basso di debito pubblico rispetto al PIL (che dovrebbe arrivare all'80% alla fine di quest'anno), è considerata più instabile da molti investitori. Tra i motivi addotti della fragilità Spagnola c'è quello per cui la metà dei titoli di stato Spagnoli risultano detenuti da stranieri[1].


A prima vista, uno potrebbe dubitare di questa linea di ragionamento. In realtà, come individuo che vive in Spagna, non mi importa se ricevo un prestito da uno Spagnolo o da un amico Tedesco. Perché il governo Spagnolo dovrebbe essere diverso? Perché preoccuparsi se i prestiti provengono da Spagnoli o da Tedeschi?


I governi sono, in ultima analisi, basati sulla violenza fisica o sulla minaccia di violenza fisica. Lo stato è il monopolista della violenza in un dato territorio. E la violenza è quella che fa la differenza. I debiti detenuti internamente generano entrate per i cittadini, che possono essere tassate con la minaccia della violenza. Ciò implica che una parte degli interessi pagati sul debito interno rifluisce al governo attraverso le tasse. Gli interessi pagati sul debito estero, invece, sono tassati dai paesi esteri.


Vi è un altro, ancora più convincente, motivo per cui il monopolio della violenza è importante: non posso forzare né il mio amico Spagnolo né quello Tedesco a rinnovare il suo prestito nei miei confronti quando arriva a scadenza. Mentre il governo non può obbligare gli individui al di fuori del suo territorio a rinnovare i prestiti, può farlo con i cittadini e le istituzioni nell'ambito della propria giurisdizione. In una forma più subdola, i governi possono fare pressioni sui loro finanziatori tradizionali, le banche, affinché rinnovino il debito pubblico.




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Terremotati contestano Napolitano. Ecco il video censurato


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Spagna: Juncker, serve soluzione rapida


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Spagna: Juncker, serve soluzione rapida

Lo ha dichiarato a una radio tedesca


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Moody' s: a rischio tutti i rating dei paesi Europei, il problema delle banche Spagnole protebbe contagiare soltanto l' Italia


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Moody' s: a rischio tutti i rating dei paesi Europei, il problema delle banche Spagnole protebbe contagiare soltanto l' Italia

Moody's lancia un avvertimento, nel caso che la Grecia dovesse uscire dall'Eurozona, metterebbe a rischio il rating di tutti i Paesi Ue, comprese Francia e Germana detentori della tripla A. L'agenzia ha anche avvertito che dalla crisi delle banche spagnole c'e' un pericolo contagio soprattuto per l'Italia. I problemi economici spagnoli sono un problema soprattutto per un paese, l'Italia: "I problemi del sistema bancario spagnolo sono in gran parte specifici del Paese e probabilmente non rappresentano un motivo importante di contagio per gli altri Paesi, eccetto per l'Italia".

 
Le stime per la ricapitalizzazione del sistema bancario spagnolo – secondo Moody's – sono aumentate significativamente e la dipendenza indiretta della Spagna dai fondi della Bce tramite le sue banche e' cresciuta. Comunque, "il problema del sistema bancario spagnolo è in grand parte specifico del paese, quindi probabilemnte non sara' una maggiore fonte di contagio per gli altri paesi dell'area euro, ad esclusione dell' l'Italia"

"Se i rischi di un'uscita della Grecia dall'area euro dovessere aumenetare ancora, questo potrebbe rafforzare la pressione sui rating di tutti paesi dell' eurozona, un'uscita della Grecia potrebbe portare a sostanziali perdite per gli investitori in Grecia, ponendo a rischio l'esistenza dell'area euro stessa."

 

"I rischi di un'uscita della Grecia dall'eurozona colpiscono in particolare" il rating di "Cipro (Ba1, negativo), Portogallo (Ba3, negativo), Irlanda (Ba1, negativo), Italia (A3, negativo) e Spagna"


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Monti fa lo scoop

Monti fa lo scoop:
Lo davano per spompato, ma ieri sera Mario Monti s’è dimostrato reattivo. Le nomine ai vertici della RAI sono dalla notte dei tempi il momento catartico dei compromessi politici, l’attimo solenne nel quale si misurano i rapporti di forza fra governi e partiti. Stavolta la decisione è stata totalmente, radicalmente estranea alle logiche di bilanciamento politico.
Il primo giudizio sarà inevitabile. Tra Anna Maria Tarantola, nuovo presidente, e Luigi Gubitosi, nuovo direttore generale, siamo al trionfo della casta bancaria. Versione istituzionale nel primo caso, versione manageriale nel secondo. Si dirà anche: dov’è la competenza per guidare un’azienda culturale? In realtà la governance cambia nella sostanza. Il presidente è di livello istituzionale, punto: un’autorità di garanzia. Quanto a Gubitosi (che è solo un’indicazione, la conferma spetterà al CdA), la RAI ha avuto prima di lui altri manager estranei al mondo televisivo. Dovrà gestire i conti, che nel caso specifico è un dramma: ai palinsesti penserà qualcun altro.
I primi commenti degli “addetti ai lavori” sono di sorpresa e disappunto. Peccato che gli addetti ai lavori siano tra i maggiori complici dei guai fatti in RAI per decenni dai partiti. Bene fa il PD a dare il via libera rimanendo però fuori dal CdA.

La malvagia bionda.

La malvagia bionda.: Mentre va avanti il massacro delle banche europee -i cui dirigenti andrebbero messi in carcere, altroche' aiuti- la Merkel si comporta come facilmente prevedibile: lancera' una proposta di unione fiscale e di cessione della sovranita' di bilancio -che per forza di cose e' un progetto a medio-lungo...

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