11/06/12

Pd, ma quando ve ne andate?

Pd, ma quando ve ne andate?:











Lo statuto interno del Partito Democratico prevede che dopo il terzo mandato, qualunque sia il ruolo e il nome, non si possa più esser candidati per il partito, ne a livello nazionale ne Europeo ...



 Art. 22 comma 2 dello Statuto del Patito Democratico:




Non è ricandidabile da parte del Partito Democratico per la carica di componente del Parlamento nazionale ed europeo chi ha ricoperto detta carica per la durata di tre mandati.







Ecco, ma quando ve ne andate? e non dico di rispettare le leggi Italiane (sarebbe troppo lo sò), ma almeno il vostro stesso Statuto, ce la fate o no?








Camera dei Deputati:





Sette legislature



Massimo D'Alema, Livia Turco.





Sei legislature



Walter Veltroni.





Cinque legislature



Rosi Bindi, Pierluigi Castagnetti, Piero Fassino, Giovanna Melandri, A.Soro.





Quattro legislature



S.Amici, G. Bressa, L. Duilio, G. Fioroni, A. Luongo, A. Maran, C.Marini, G. Merlo, A.M.L. Parisi, M.Pepe, G.Servodio, A. Sesa, U. Sposetti, M.Ventura .





Tre legislature



G. Albonetti, P. Bersani, O. D'Antona, S. D'Antoni, A. Fluvi, D. Franceschini, P. S. Gentiloni, R. Giachetti, A. Giacomelli, E. Letta, A. Lulli, R. Mariani, A. Martella, M.P. Meta, M. Migliavacca, M. Minniti, C. Motta, R. Nannicini, E. Quartiani, N. N.Oliverio, L. Pistelli, B. Pollastrini, E. Realacci, A. Rugghia 3 legislature B. M. Salvino, G. Santagata, M. Sereni, I. Tino, W. Tocci, R. Zaccaria, M. Zunino .







Senato della Repubblica:





Otto legislature



Emma Bonino .





Sette legislature



Anna Finocchiaro .





Sei legislature



Franco Marini, M.Serafini.





Cinque legislature 



Giuseppe Lumia, Enrico Morando 5 legislature





Quattro legislature



M. Agostini, E. Bianco, Antonio Cabras, F.Chiaramonte, M.P. Garavaglia, Marco Follini, Paolo Giarretta, T.Treu .





Tre legislature





E. Baio, V. Chiti, M. Fistarol, V. Franco, C. Garraffa, M. Gasbarri, N. Latorre, G. Legnini, M. Magistrelli, M. M. Marino, M. Riccardo, A. Papania, R. Pinotti, N. Rossi, A. Rusconi, A. Soliani, G. Tonini, W.Vitali, L. Zanda, Sergio Zavoli, D. Mazzucconi .











Elenco via l'Espresso




Bilderberg 2012: indiscrezioni sulle principali tematiche del meeting

Bilderberg 2012: indiscrezioni sulle principali tematiche del meeting:

Imperativo n. 1 del gruppo para-segreto: preservare il sistema bancario. La Spagna sarà sacrificata: “deve immediatamente lasciare l’euro”. Germania: ha paura per la sua carenza di risorse. Un membro Usa: “è giunto il momento di lanciare l’allarme”. La Russia fa paura. Teorie cospirazioniste? No, realtà cospirazionista. AUDIO: intervista con Daniel Estulin Durante i tre giorni [...]

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici....

Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici....:

Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo....
.....





Invidio la vostra INCONSAPEVOLEZZA

ANCHE SE ormai da 4 anni di fila (week-end compresi)

cerco di trasmettervi da mane a sera

CONSAPEVOLEZZA....



Ormai io do il COLLASSO GLOBALE DEL SISTEMA


al 60% di possibilità...



E' Probabile che prima di questa estate (che sarà molto calda...)

arriverà l'ultimo bullish-DEPISTAGGIO....

ovvero arriverà l'ennesimo Intervento di DOPING

"salvifico"&Coordinato

da parte delle svariate Banche...



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Siamo già contagiati

Siamo già contagiati: Siamo sicuri che sono le banche il vero allarme del nostro paese?



“L’Italia sarà la prossima a cadere?”

“L’Italia sarà la prossima a cadere?”: Secondo il New York Times il governo di Mario Monti non riuscirà a salvarsi dal contagio



Monti distrugge anche la Campania

Monti distrugge anche la Campania:

- Il Pasquino - Non si ferma l’opera demolitrice dell’uomo voluto dalle Banche e imposto, come presidente del consiglio, dal signor Giorgio Napolitano. Il signor Monti non pare che abbia alcun interesse alla sopravvivenza del paese, né, meno che meno, a quella delle persone che lo compongono e lo reggono grazie alle tasse… Il neo [...]

100 MILIARDI ALLA SPAGNA? BASTERANNO PER UNA SETTIMANA

100 MILIARDI ALLA SPAGNA? BASTERANNO PER UNA SETTIMANA:

di ANDREA GIURICIN*


È alla fine è stato il turno della Spagna. Avanti il prossimo! E il prossimo molto probabilmente sarà quel paese con il debito al 120 per cento del proprio PIL e che ha visto il primo trimestre dell’anno contrarsi dell’0,8 per cento. Dati pessimi per l’economia italiana. Lo dicevamo nelle settimane scorse che la Spagna avrebbe dovuto chiedere un salvataggio. Nonostante Mariano Rajoy dica che il salvataggio è da chiamarsi in altro modo, i 100 miliardi di euro prestati dall’Unione Europea alla Spagna è un salvataggio in piena regola. Anzi, si può dire che la situazione spagnola sia sempre più simile a quella irlandese, vale a dire una crisi molto legata al sistema bancario, con il “neo” negativo della disoccupazione che in Spagna è superiore al 20 per cento da ormai oltre un anno e mezzo.


La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata Bankia, la quarta banca per importanza con oltre 300 miliardi euro di attivi. Di questi, in gran parte erano attivi cosiddetti tossici, vale a dire immobili che dovevano essere svalutati. I 23 miliardi di euro richiesti nelle settimane scorse per cercare di salvare l’entità guidata fino ad allora da Rodrigo Rato, politico spagnolo, hanno innalzato il livello di sfiducia nelle capacità di rimborso spagnole. Il tasso d’interesse pagato dal paese iberico aveva sfondato il 6,5 per cento e si avvicinava pericolosamente al 7 per cento. In questo caso diventava conveniente richiedere denaro alle istituzioni internazionali e così è stato fatto dal Governo di Mariano Rajoy.


Le cajas in generale fanno parte di un sistema malato che nonostante i circa 30 miliardi immessi dal Fondo di Ristrutturazione bancario voluto da Zapatero, non hanno mai trovato tranquillità. Prima di Bankia, il Governo era stato costretto a nazionalizzare CaixaCatalunya e NovaCaixa Galicia per circa 10 miliardi di euro e altri 6 miliardi di euro erano stati dati alla Cassa di Risparmio del Mediterraneo.


Secondo mie stime a fine 2011 gli attivi tossici del sistema bancario spagnolo erano 188 miliardi di euro e con la continua svalutazione del mercato immobiliare è probabile che ormai abbiano sfondato i 200 miliardi di euro. Di fronte a questa cifra, 100 miliardi di prestito sono pochi soldi. Forse troppo pochi, tanto che lo spread spagnolo dopo un brusco calo in mattinata è tornato pericolosamente sopra i 500 punti rispetto al bund tedesco. Ancora una volta le istituzioni immettono denaro per cercare di guadagnare tempo, come era stato anche il caso dei 1000 miliardi prestati al tasso dell’1 per cento dalla Banca Centrale Europea alle banche europee. Le volte scorse il tempo, che è denaro, è stato gettato in sterili discussioni per cercare di fare dei patti a livello europeo che di “rivoluzionario” hanno avuto solo il livello di incapacità di certi leader europei.


Questi 100 miliardi forse servono ad arrivare fino a settimana prossima, quando l’Unione Europea si confronterà per l’ennesima volta con il caso greco.


100 miliardi per una settimana?


FONTE ORGINALE: http://www.chicago-blog.it

Ecco chi sono i responsabili del debito e della crisi

Ecco chi sono i responsabili del debito e della crisi: Fate attenzione a ciò che leggete in questo articolo, perché volutamente ho scritto cose che sono vere e cose che non lo sono, o lo sono solo apparentemente.

Una mattina radiosa del gennaio 1998 mi sono svegliato di buon umore e mi son detto: “Adesso basta! Ho già lavorato abbastanza nella mia vita.”

Così sono andato in ufficio ho chiesto un colloquio col capo del personale e gli ho detto: “Mio caro signore, io ho cominciato a lavorare negli anni ’60, adesso, sono passati più di 35 anni e sono stanco, direi che possono bastare, no? Quindi se non le dispiace tolgo il disturbo e mi vado a godere un po’ di riposo dove mi pare. La prego di formalizzare le mie...
Roberto Marchesi (Dallas Texas)

Grecia e Irlanda: adesso rivedete anche i nostri patti!

Grecia e Irlanda: adesso rivedete anche i nostri patti!: Dublino e Atene si ribellano alle condizioni extra favorevoli date a Madrid. Intanto, arrivano le prime smentite: anche la Spagna sarà controllata.

Monti non è in grado di affrontare una crisi dagli esiti tanto imprevedibili

Monti non è in grado di affrontare una crisi dagli esiti tanto imprevedibili: l'Occidentale - Il governo Monti sta deludendo gli italiani che, incoraggiati dai poteri forti attraverso i grandi quotidiani...

Crisi/ New York Times: Dopo la Spagna toccherà all'Italia?

Crisi/ New York Times: Dopo la Spagna toccherà all'Italia?

Il quotidiano lancia l'allarme per il rischio contagio
Roma, 11 giu. (TMNews) - "Sarà l'Italia il prossimo?": è la domanda che si pone il New York Times, in un articolo pubblicato stasera in apertura del suo sito internet sulla situazione nel nostro paese e sul lavoro che sta compiendo Mario Monti per cercare di scongiurare il rischio di contagio dall'"infezione finanziaria" che ha già colpito altri paesi dell'Eurozona, per ultima la Spagna. "La Spagna - scrive il New York Times - è diventata il quarto paese ad accettare un aiuto internazionale, e i dirigenti italiani si trovano ora di fronte alla domanda che li assilla da quando è scoppiata la crisi del debito in Europa, tre anni fa: Quando l'infezione finanziaria varcherà i nostri confini?". "C'è un rischio permanente di contagio", ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti nel fine settimana. "Questo è il motivo per cui il rafforzamento dell'Eurozona è nell'interesse di tutti". Ma, osserva il New York Times, non è chiaro se Monti riuscirà a impedire all'Italia di diventare la prossima tessera del domino a cadere. In privato, i dirigenti italiani stanno già lanciando l'allarme che anche con gli aiuti da 100 miliardi concessi alla Spagna per ricapitalizzare il suo settore bancario i problemi non sono affatto finiti.

I banchieri non vogliono vedere i motivi della crisi

I banchieri non vogliono vedere i motivi della crisi: L’Italia è messa meglio della Spagna dal punto di vista della solidità del sistema creditizio e di conseguenza le nostre banche non avranno bisogno di nuove iniezioni di risorse finanziarie per essere ricapitalizzate né tantomeno di aiuti internazionali come quelli che l’Unione europea ha concesso a Madrid.

Oltretutto, ha affermato il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, negli ultimi mesi il governo ha fatto quanto era necessario per salvare l’Italia. Voleva dire Passera, metterla al riparo dalle tensioni finanziarie sui nostri titoli pubblici decennali, i Btp. Dove le citate “tensioni” sono in realtà le speculazioni dei mercati anglofoni, la City e Wall Street,...
Filippo Ghira

Esodati, avevamo ragione noi

Esodati, avevamo ragione noi:

Alla fine avevamo ragione noi. Cioè quelli che, sulla stampa, nei blog, in qualche aula parlamentare, avevano spiegato fin dall’inizio che i numeri dei lavoratori “incentivati all’esodo” dal posto di lavoro erano molto più alti dei 50-60 mila cui si è sempre attenuto il governo.

Ieri l’Inps ha finalmente inviato al Ministero del Lavoro la sua relazione sul dossier è la cifra è ancora più alta delle stime che sono state fatte negli scorsi mesi: 392 mila i lavoratori che avrebbero diritto, in base al decreto Salva Italia e al successivo Milleproroghe a usufruire delle vecchie regole pensionistiche. Il governo ha invece pronto un decreto in cui ha stanziato risorse solo per 65 mila senza spiegare come farà a tutelare tutti gli altri.

Nessuno può dire però di non averlo saputo prima: la dimensione del problema era già nota a tutti e, anzi, sui numeri dei cosiddetti esodati si è giocato un balletto di rapporti interni al governo e alle sue componenti politiche che chiama in causa quella stessa Ragioneria dello Stato attaccata frontalmente da Eugenio Scalfari nel suo editoriale di domenica e difesa oggi, sulle pagine di Repubblica, da Mario Monti. Che l’Inps conoscesse i numeri, inoltre, è dimostrato da un’audizione parlamentare del direttore generale dell’istituto previdenziale, Mauro Nori, svoltasi lo scorso aprile e in cui, escludendo i lavoratori soggetti a regime di contribuzione volontaria si faceva la cifra di 130 mila lavoratori da coprire. Le stime più prudenti individuano in 200 mila le posizioni di contribuzione volontarie che rientrerebbero nel conteggio dei cosiddetti esodati e quindi i conti tornano ancora una volta. Insomma, tutti sapevano e non basta dire, come ha fatto Elsa Fornero, che la riforma delle pensioni è stata fatta di corsa perché il “paese era sull’orlo del baratro” e quindi qualche sbaglio può essere stato fatto.

Ammettiamo pure che di sbagli se ne possono fare. Il problema è il rimedio. E al momento di rimedi non se ne vedono. Tanto che gli stessi lavoratori “esodati” hanno provveduto a creare una loro specifica proposta: un Osservatorio da istituire presso l’Inps e che ogni anno, valutando la situazione reale del mondo del lavoro, comunica al governo il numero di pensioni da erogare. Chi dovrebbe aver diritto? “Le lavoratrici ed i lavoratori che al 31/12/2011: Siano stati inseriti in piani di mobilità e/o cassa integrazione; abbiano sottoscritto con le aziende accordi individuali o collettivi di “esodo incentivato” , indipendentemente dalla data di effettiva uscita e dalla maturazione del diritto alla prestazione pensionistica; siano stati inseriti in “Fondi di solidarietà”, indipendentemente dalla data di uscita dal lavoro,di fruizione delle prestazioni dei fondi e dalla durata degli stessi. Siano stati licenziati – in prossimità della pensione – da aziende che, per la loro dimensione, non gli hanno permesso l’accesso ad ammortizzatori sociali. Siano stati autorizzati alla contribuzione volontaria”. Ecco qui, non è difficile. Nemmeno per un governo di tecnici.

Alle banche spagnole 100 miliardi per rinviare il crollo

Alle banche spagnole 100 miliardi per rinviare il crollo: Le Borse europee hanno reagito con rialzi contenuti alla notizia degli aiuti concessi dall’Unione europea alla Spagna per sostenere le banche in crisi. Circa 100 miliardi di prestiti che verranno movimentati dai due fondi europei salva Stati. Quello provvisorio, l’Efsf, e quello permanente, l’Esm, che dovrebbe divenire operativo dal primo luglio prossimo. Non è quindi servita nulla la quota spagnola dei circa 1.000 miliardi di euro in due tranches, dicembre e febbraio, messa a disposizione dalla Bce per le banche europee. Prestiti triennali al più che agevolato tasso di interesse dell’1%.

Come in Grecia, dove i governi conservatore e socialista, avevano truccato i conti...
Andrea Angelini

Il salva-Spagna non convince, i mercati pensano a Roma

Il salva-Spagna non convince, i mercati pensano a Roma:




Il piano di salvataggio delle banche spagnole non convince. Sono troppe le incertezze in merito al destino di Madrid e gli investitori girano le spalle all’Europa. Ma nel calderone della crisi (ri)entra anche l’Italia. Citigroup avvisa: «È quasi certo che, alla luce della crisi spagnola, arriverà una forma di supporto per Roma da parte della troika». I rendimenti dei BTP tornano sopra quota 6 per cento.





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LA RAI, E L’ITALIA, A FORMA DI BANCA

LA RAI, E L’ITALIA, A FORMA DI BANCA:

Metodo Monti: a capo di Viale Mazzini Tarantola “from Bankitalia” e Gubitosi “from Bank of America”


Annamaria Tarantola, finora vice dg alla Banca d’Italia, e Luigi Gubitosi, country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per l'Italia. Il premier li ha indicati rispettivamente per i posti di presidente e di direttore generale della Rai.


Tra i partiti filo Monti c’è stato qualche pallido distinguo, ma in generale ci si è inchinati sia alle scelte di Palazzo Chigi, sia ai percorsi professionali dei due designati.


È la dimostrazione lampante non solo di un asservimento politico, ma soprattutto di un degrado culturale. Che porta a non capire che competenze di un manager bancario, o genericamente imprenditoriale, non sono quelle di una guida editoriale.


Una visione ottusa che riguarda la Rai. Che riguarda l’Italia.


 

La Spagna e 100 miliardi europei per una settimana


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La Spagna e 100 miliardi europei per una settimana

È alla fine è stato il turno della Spagna. Avanti il prossimo! E il prossimo molto probabilmente sarà quel paese con il debito al 120 per cento del proprio PIL e che ha visto il primo trimestre dell'anno contrarsi dell'0,8 per cento.


Dati pessimi per l'economia italiana.


Lo dicevamo nelle settimane scorse che la Spagna avrebbe dovuto chiedere un salvataggio. Nonostante Mariano Rajoy dica che il salvataggio è da chiamarsi in altro modo, i 100 miliardi di euro prestati dall'Unione Europea alla Spagna è un salvataggio in piena regola.


Anzi, si può dire che la situazione spagnola sia sempre più simile a quella irlandese, vale a dire una crisi molto legata al sistema bancaria, con il "neo" negativo della disoccupazione che in  Spagna è superiore al 20 per cento da ormai oltre un anno e mezzo.


La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata Bankia, la quarta banca per importanza con oltre 300 miliardi euro di attivi. Di questi, in gran parte erano attivi cosiddetti tossici, vale a dire immobili che dovevano essere svalutati.


I 23 miliardi di euro richiesti nelle settimane scorse per cercare di salvare l'entità guidata fino ad allora da Rodrigo Rato, politico spagnolo, hanno innalzato il livello di sfiducia nelle capacità di rimborso spagnole.


Il tasso d'interesse pagato dal paese iberico aveva sfondato il 6,5 per cento e si avvicinava pericolosamente al 7 per cento. In questo caso diventava conveniente richiedere denaro alle istituzioni internazionali e così è stato fatto dal Governo di Mariano Rajoy.


Le cajas in generale fanno parte di un sistema malato che nonostante i circa 30 miliardi immessi dal Fondo di Ristrutturazione bancario voluto da Zapatero, non hanno mai trovato tranquillità. Prima di Bankia, il Governo era stato costretto a nazionalizzare CaixaCatalunya e NovaCaixa Galicia per circa 10 miliardi di euro e altri 6 miliardi di euro erano stati dati alla Cassa di Risparmio del Mediterraneo.


Secondo mie stime a fine 2011 gli attivi tossici del sistema bancario spagnolo erano 188 miliardi di euro e con la continua svalutazione del mercato immobiliare è probabile che ormai abbiano sfondato i  200 miliardi di euro.


Di fronte a questa cifra, 100 miliardi di prestito sono pochi soldi. Forse troppo pochi, tanto che lo spread spagnolo dopo un brusco calo in mattinata è tornato pericolosamente sopra i 500 punti rispetto al bund tedesco.


Ancora una volta le istituzioni immettono denaro per cercare di guadagnare tempo, come era stato anche il caso dei 1000 miliardi prestati al tasso dell'1 per cento dalla Banca Centrale Europea alle banche europee.


Le volte scorse il tempo che è denaro è stato gettato in sterili discussioni per cercare di fare dei patti a livello europeo che di "riv...



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4500 MILIARDI alle banche dagli stati europei. Obama quanto vuoi ancora?


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4500 MILIARDI alle banche dagli stati europei. Obama quanto vuoi ancora?

Dopo la stesura di queste brevi considerazioni, mi giunge una notizia allarmante e preferisco segnalarla subito:

Correntisti di BNI impossibilitati ad effettuare prelievi/v   
Credito - NIENTE PRELIEVI - VERSAMENTI PER I CORRENTISTI DI BENI su Adiconsum

Sia sul web che sul mainstream non mancano articoli che contestano l'Unione Europea per quanto riguarda la sua politica monetaria. Il fronte che vuole la sovranità monetaria, attraverso un ritorno alla moneta nazionale, insieme a chi invece ritiene indispensabile rimanere nell'euro condividono spesso la stessa linea di attribuzione della responsabilità alla sola Germania che, in totale autonomia, avrebbe ridotto gli stati dell'Unione nella situazione in cui oggi versano. Parrebbe secondo alcuni che la Germania abbia beneficiato dell'euro perché ha consentito di far fuori un concorrente sgradito, l'Italia appunto. Beh i primi da mettere sotto accusa e processare per tradimento sarebbero proprio quei politici che mentendo su fantomatici euro-benefici ci hanno consegnato al nostro aguzzino. Mi chiedo come si possa però pensare che, la Germania si sia un bel giorno alzata con l'idea di imporre l'austerità  per cui i Barroso, i Trichet, Attalì,  vari commissari
europei nonché la Banca Mondiale ed il FMI siano tutti "ostaggio" di questi "cattivi" tedeschi che non vogliono pagare per i popoli altrui (già, non per le banche altrui come nella realtà è).
Bene, ma davvero i soldi dell'austerità finiscono al popolo tedesco o piuttosto alle banche tedesche che, come quelle francesi, italiane, spagnole etc sono piene dei derivati e altri titoli spazzatura frutto della perversa finanza- casinò?
L'euro ha imbrigliato l'economia della sola Italia? 
La Francia, l'Inghilterra e soprattutto i paesi senza euro (come appunto la Uk) davvero non ne hanno beneficiato? Eppure, dalla deindustrializzazione italiana ...


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La teoria della relatività nel salvataggio bancario spagnolo


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La teoria della relatività nel salvataggio bancario spagnolo

E ora gli occhi sono tutti puntati sugli altri PIIGS: tra cui ovviamente l'Italia. Target: evitare l'effetto contagio Il salvataggio del sistema bancario spagnolo, come detto già ieri, deve essere visto in modo molto più ampio. Innanzitutto non dimentichiamo mai … Continua a leggere


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Il Metano ed il Ciclo del Carbonio: l' "Ipotesi del bacino di Kilda"


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Il Metano ed il Ciclo del Carbonio: l' "Ipotesi del bacino di Kilda"


Uno sguardo agli studi recenti in scienza climatica


Da Cassandra's Legacy. Traduzione di Massimiliano Rupalti

Guest Post di Philip Harris
(una versione più lunga, in inglese, è disponibile qui)

Philip Harris è uno scienziato in pensione che vive vicino al confine scozzese, nel Regno Unito. Ha lavorato perle agenzie governative in campi come la sicurezza alimentare, quarantena degli impianti, diagnostica delle malattie e sull'identificazione e la valutazione del rischio. Dal 1997 al 2006 ha lavorato per l'Unione Europea sui progetti scientifici di 'capacità costruttiva' nei paesi ex comunisti europei. 



Il Bacino di Kilda, fra la Scozia e la Norvegia. Questo bacino potrebbe aver rilasciato improvvisamente una tale quantità di metano nell'atmosfera da generare ha generato il "Massimo Termico del Paleocene/Eocene" (MTPE), un episodio di rapido riscaldamento globale che ha avuto luogo circa 55 milioni di anni fa. Questo episodio potrebbe essere un modello di quello che potrebbe accadere nel prossimo futuro col rapido rilascio di metano osservato oggi? Questo aspetto è discusso da Philip Harris in questo post. (immagine sopra da Nisbet et al. 2009 - rif. (7))



Prefazione di Ugo Bardi

Pochi mesi fa ho pubblicato un post su "Cassandra's Legacy" intitolato "Methane Hydrates: the next communication bomb" (anche su


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LA RETE: L’OPPIO DEI POPOLI


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LA RETE: L'OPPIO DEI POPOLI


di Gianni Tirelli


"Il Sistema dorme sonni tranquilli, certo che la massa di ebeti adoranti, narcotizzati e intrappolati come mosche fra le maglie della grande ragnatela mediatica, ha perduto per sempre la sua capacità di di ribellarsi e di combattere"


Mi rivolgo a tutti voi, amici e nemici, sostenitori e accaniti detrattori, sottraendomi da ogni sentimento di disprezzo e di odio che in genere nutro per tutti coloro che ancora oggi, nonostante la tragedia umana, sociale e ambientale che aleggia minacciosa sopra le nostre teste, persistono nei loro comportamenti dissennati, rendendosi complici diretti e fautori della fine, prossima e ineluttabile.


Se noi stessi, per primi, siamo incapaci di riconvertire i nostri comportamenti irrazionali in altri di natura etica e spirituale, come possiamo minimamente credere di trasmettere quella forza empatica che dietro le nostre parole, può produrre il cambiamento?

E' l'esempio che conta e non l'inconcludente chiacchiericcio ! I fatti concreti e la coerenza dei nostri atteggiamenti, si ascrivono a metafora delle radici sane e profonde di quell'albero che è la nostra vita. Un albero che può produrre frutti dolcissimi se curato a dovere, e frutti velenosissimi se lasciato a se stesso.

Ma mentre io arrivo al succo della questione, alla radice del problema, gli intelligentoni di turno continuano a svolazzare fra le foglie secche e i frutti bacati di un albero che sta per tirare le cuoia ed esalare il suo ultimo respiro. Del resto, l'immagine del mondo che abbiamo di fronte é la logica e inevitabile conseguenza di una moltitudine di parassiti in balia della propria coltivata ignoranza che nel tempo ha trasfigurato in astio, odio, solitudine, intolleranza e fascismo.!



Il mondo ci sta crollando addosso e nel frattempo i grandi capitalisti sono intenti a studiare nuove forme di speculazione mentre, dall'altra parte, un branco di stupidi indefessi, in veste di novelli Sheelock Holmes si limitano a denunciare le cause di un tale tracollo economico, ambientale, umano e di valori – tutto questo senza muovere un dito – senza volere rinunciare a nulla per cambiare lo stato delle cose, anteponendo un fastidioso parlottio all'azione pragmatica. Hanno smarrito quella passione che consentirebbe loro di avere il polso esatto dell'attuale condizione in cui versa l'umanità, costringendoli così ad avventurarsi nei meandri di una realtà che lo stesso Dio onnipotente non sarebbe in grado di decifrare.

Quando sento parlare di certezza scientifica, rabbrividisco! Un ossi...



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Gb, i fondi alle banche: «Ripensare il sistema degli incentivi»


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Gb, i fondi alle banche: «Ripensare il sistema degli incentivi»

Alcuni manager dei maggiori fondi britannici hanno lanciato un avvertimento alle banche: è necessario ripensare profondamente il cosiddetto sistema degli incentivi a lungo termine...


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Dipendenti pubblici e sindacati


Negli Usa si è votato per eleggere il governatore del Wisconsin e il repubblicano uscente ha battuto il candidato democratico. La notizia avrebbe uno scarso rilievo, se non fosse che il governatore uscente aveva tagliato i “diritti” sindacali nel pubblico impiego, come il rinnovo automatico della tessera. I sindacati avevano organizzato un recall, per andare a nuove elezioni, si trattava del terzo recall nella storia americana e sono usciti battuti. Perso il rinnovo automatico, persa la capacità di ottenere aumenti salari

Stato spagnolo il prossimo a usare il salvagente


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Stato spagnolo il prossimo a usare il salvagente

Ne sono convinti gli economisti di Citigroup secondo i quali l'impegno dell'Eurozona a fornire fino a 100 mld di euro di aiuti alle banche spagnole [...]





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Telenovela d'España


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Telenovela d'España



Un paio di giorni fa vi aniticpavo nel mio post: La Spagna come la Grecia?


Io vi faccio solo questa (facile?) profezia

Se nel breve il quadro Macroeconomico non migliorerà sostanzialmente

e se l'armata euro-Brancaleone continuerà su questa strada scarrupata...
LA SPAGNA SARA' LA NUOVA GRECIA
.........

ma molto più grossa ed indigesta...

Vedremo tante nuove puntate di una nuova Telenovelas.

Si possono già intuire le prime sfumature di uno spanish-drama pieno di supence, di capovolgimenti e di colpi di scena...;-)
Ed i contorni dello Spanish Drama stanno già assumento i toni della...



[ clicca sul titolo per continuare a leggere ]


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Il testo integrale della dichiarazione di guerra del Reich agli Stati Uniti d’America


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Il testo integrale della dichiarazione di guerra del Reich agli Stati Uniti d'America

Riportiamo un discorso che gli storici della contemporaneità hanno messo nel dovuto "Indice". E' dell'11 dicembre del 1941 e fu pronunziato da Adolf Hitler per spiegare perché il Reich Tedesco non poteva più ignorare la politica aggressiva degli Stati Uniti. Va fatto notare che quando fu rilasciata la dichiarazione di guerra di Hitler, sul New [...]


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Si raffredda l’effetto Spagna. Milano vira in negativo


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Si raffredda l'effetto Spagna. Milano vira in negativo

L'indice Ftse Mib è scivolato al di sotto della parità appesantito dai bancari. Sotto pressione Telecom Italia e alcune utilities, resistono gli indus


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Portogallo:record prestiti Bce a banche


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Portogallo:record prestiti Bce a banche

A maggio rialzo a 58,7 miliardi


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Dalla bancarotta di Lehman a quella della Spagna


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Dalla bancarotta di Lehman a quella della Spagna

Chi è il ministro delle Finanze spagnolo Luis de Guindos che ha negoziato questo salvataggio ed è incarico delle finanze, della politica fiscale e della ristrutturazione delle banche spagnole ?

Pri ...


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La Finanziaria di Monti è stata usata per le banche spagnole


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La Finanziaria di Monti è stata usata per le banche spagnole

Il succo è che
"...non è chiaro se il denaro verrà dall''Efsf (fondo salva-Stati, ndr) o dal nuovo "European stability mechanism "(Esm, ndr), che sarà operativo da luglio. Se le risor ...


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La banca spiegata: la truffa dei derivati


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La banca spiegata: la truffa dei derivati

Un interessante articolo che spiega i meccanismi della truffa dei derivati:

Leggi qui:

http://www.courtfool.info/it_La_banca_spiegata_La_truffa_dei_derivati.htm


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AUTO: TASSE E ANCORA TASSE! ALLA FINE CI RIMETTE LO STATO


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AUTO: TASSE E ANCORA TASSE! ALLA FINE CI RIMETTE LO STATO

di REDAZIONE


Oltre ai terribili danni inferti al settore dell'auto, ora la crisi indotta dall'aumento della tassazione diretta e indiretta sulle quattro ruote si è trasformata in una riduzione delle entrate nelle casse dello Stato. Un incredibile autogol.


PAGA UN PREZZO ALTO - Come in una versione politico-amministrativa del teatro dell'assurdo, tasseaccise e balzelli stanno ritorcendosi contro chi le impone: lo Stato. Questo almeno per il settore dell'automobile, che sta pagando un prezzo altissimo alla crisi economica. L'incertezza, l'assenza di qualsiasi sostegno da parte dell'amministrazione pubblica, l'inarrestabile ascesa del prezzo dei carburanti (per la gran parte dovuti alle accise) hanno inferto un colpo brutale all'uso e alle vendite delle automobili (qui gli ultimi dati).


FALLIMENTI A CATENA - Se ne sono accorti tutti gli operatori del settore, per i quali la prospettiva del fallimento o della chiusura non è più un'ipotesi ma una probabilità. Ma non solo. Il conto di questa situazione in cui l'Italia è stata portata per irresponsabilità o miopia ha fatto come i boomerang ed è approdata da chi l'ha innescata: lo Stato stesso.


MENO INTROITI FISCALI - Secondo i calcoli fatti dalla Federauto, l'organizzazione che riunisce i concessionari italiani, il calo delle vendite del primo quadrimestre ha causato una riduzione di un miliardo di euro nelle entrate nelle casse dell'Erario. Come noto la Ragioneria dello Stato ha recentemente comunicato che per lo stesso periodo mancano all'appello in totale 3,5 miliardi. Sempre secondo la Federauto nell'arco dei dodici mesi le perdite dello Stato dovute al violento rallentamento del settore automotive ammonteranno a circa 3,15 miliardi di euro.


IVA, ACCISE, E… - A contribuire a questi mancati incassi sono l'Iva sulle centinaia di migliaia di veicoli non venduti, le conseguenze della riduzione dei consumi di carburante (10,6% in meno) e la brusca frenata nella vendita delle vetture di alta gamma in conseguenza del "superbollo" per le auto di elevata potenza e, più in  generale, perché l'auto di prestigio viene interpretata ormai come prova di comportamento scorretto verso il Fisco e quindi sufficiente a dare il via a questioni e controversie estenuanti ancor prima che onerose.


FUGA DAL "PREMIUM" - A proposito del "superbollo" il presidente della Federato, Pavan Bernacchi, ha dichiarato che "contro una previsione di incasso di 1...



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I SOLDI SON FINITI, I TRENI LOCALI SI FERMERANNO NEL 2013


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I SOLDI SON FINITI, I TRENI LOCALI SI FERMERANNO NEL 2013

di REDAZIONE


Povera Italia, ormai sta sprofondando verso condizioni da terzo mondo. E con l'anno prossimo rischiano di fermarsi del tutto i treni locali, che già spesso e volentieri sono proprio da terzo mondo, senza offendere i paesi meno sviluppati. Non è un'ipotesi generica, ma la concreta eventualità avanzata nientemeno che dall'amministratore delegato delle FS Mauro Moretti.


Se nel 2013 "non ci saranno soldi a bilancio" nel budget delle Fs, "l'unica cosa che potremo fare e' interrompere il servizio". Ha detto il capo delle Ferrovie dello Stato dal tavolo di un convegno all'Universita' Bocconi di Milano. Lo stesso Moretti non ha nascosto, durante il suo intervento, ne' il rischio che le regioni restino senza trasporto pubblico locale, ne' che le stesse Fs possano essere denunciate per interruzione di servizio ma "vedremo come andra' a finire". Durante l'incontro alla Bocconi, il numero uno di Fs ha spiegato che, per quanto riguarda il servizio regionale, i cosiddetti "ricavi per passeggero/chilometro in Italia sono di 10,8 centesimi di euro contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma". Moretti ha citato la Germania, con ricavi per passeggero/chilometro a 20 centesimi e la Francia, i cui ricavi sono di 22 centesimi. "Situazione assai diversa è quella inglese – ha concluso Moretti – che vede ricavi per passeggero variare da 33 a 42 centesimi chilometro".



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Spread Spagna sopra 500,tasso Btp a 6%


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Spread Spagna sopra 500,tasso Btp a 6%

Divario decennali italiani e tedeschi sfiora 470 punti


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Vendere 3.372 once d'argento e portarsi a casa 111.000 dollari


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Vendere 3.372 once d'argento e portarsi a casa 111.000 dollari


Questo video è un pezzo di un programma televisivo andato in onda qualche mese fa negli States. Il Tizio che va a vendere, Jeff, dice di aver comprato tutto quando l'argento stava sui 5 dollari l'oncia nel 2000 (4 euro l'oncia! che sogno). Il video è stato postato da Chris Duane, l'autore di Silver Bullet & Silver Shield (SBSS), nei primi 1-2 minuti è sua la voce che sentite e suoi sono i commenti che leggete come sottotitoli (tipo: ma perchè vendi adesso, pazzo! fra pochi anni altro che 110.000 euro, ti ci comprerai mezza città!). Comunque non male come incasso, considerando che nel 2000 Jeff aveva sborsato qualcosa come 17.000 dollari per i suoi 105 Kili (!!!) d'argento e se ne uscirà ora con 111.000 dollari (il video è stato girato quando l'argento quotava intorno ai 33 $/oz. Peccato che non faccia vedere come lo paga!).










Il video fornisce anche qualche info supplementare sull'argento (la sua conducibilità eccezionale e quindi l'uso industriale che se ne fa nell'elettronica...) e mostra il test che fa il negoziante sulla barra più grossa, quella da quasi 30 kili, per provarne l'autenticità. La trapana, fonde i "truccioli" e fa un test con gli acidi sulla pallina di Ag che ne ha ricavato: "it's fine", "è OK".





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L'ITALIA CONTRIBUIRA' PER ALMENO 18 MILIARDI NEL SALVATAGGIO DELLA SPAGNA


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L'ITALIA CONTRIBUIRA' PER ALMENO 18 MILIARDI NEL SALVATAGGIO DELLA SPAGNA

La Spagna secondo l'FMI ha bisogno di 40mld di euro per salvare le sue banche (http://www.ilmessaggero.it/economia/crisi_la_spagna_chiede_aiuto_alla_ue_cento_miliardi_per_salvare_le_banche/notizie/201240.shtml).



L'Europa è disponibile a prestare sino a 100 milioni di euro.



La Spagna potrebbe essere la prima nazione a non utilizzare l'EFSF, ma il fondo ESM, che sarà attivo dal luglio 2012 (http://it.wikipedia.org/wiki/Meccanismo_Europeo_di_Stabilit%C3%A0).



L'Italia contribuisce per il 17,91% del fondo ESM.



Quindi, l'Italia che non sta molto meglio della Spagna, dovrà sborsare circa 18 miliardi.



Se consideriamo, poi, che la Spagna contribuisce per l'11,9% del fondo e non pensiamo che possa prestarsi i soldi da sola, il contributo dell'Italia per salvare le banche spagnole sarà ancora superiore.



L'Italia aveva già contribuito pesantemente al "mancato" salvataggio della Grecia.



Le tasse che Monti ci fa pagare non servono, quindi, per migliori servizi, ma per salvare le banche, che sono private e non pubbliche.


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Banche: l’Europa dia le regole o la Spagna non sarà un caso


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Banche: l'Europa dia le regole o la Spagna non sarà un caso






Il prestito dell'Unione europea dovrebbe mettere in sicurezza il sistema bancario spagnolo, ma se Zapatero fosse intervenuto quattro anni fa si sarebbe speso e perso molto meno. Ma in Spagna il sistema delle banche è collaterale a quello della politica, per questo servono regole uguali per tutti a livello europeo.





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Soldi dall’Europa alle banche spagnole: gli stipendi di Ronaldo, Mourinho e Messi sono salvi


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Soldi dall'Europa alle banche spagnole: gli stipendi di Ronaldo, Mourinho e Messi sono salvi


Che sospiro di sollievo. Cristiano Ronaldo, Mourinho, Messi e molto altri, potranno dormire sonni tranquilli, e noi con loro. Gli stipendi di questi fenomeni del calcio spagnolo non sono in pericolo: Ronaldo avrà i suoi 13 milioni di euro, Messi 11 e lo Special One addirittura 15. Tutto bene, dai.


L'Europa, è il caso di dirlo, è scesa in campo. Il piano di aiuti a Madrid è stato approvato dall'Eurogruppo: fondi fino a 100 miliardi di euro per salvare e ricapitalizzare le banche spagnole. Con alcune garanzie non di poco conto: il prestito sarà gestito dal mega fondo salva-Stati e la Spagna non dovrà varare misure di austerità aggiuntive.



Il sistema bancario spagnolo è salvo. E quindi anche il sistema perverso e malato del mondo del calcio, costruito su soldi che non esistono. Sul debito. Club in profondo rosso, che fanno mercato con i soldi prestati dalla banche (a tassi che definire di favore è poco). Il Corriere nei giorni scorsi ha fatto un po' di conti, e il quadro è disarmante.



Il debito del calcio spagnolo è di 5 miliardi di euro. Un disastro che è figlio anche di una cattiva politica, fatta di commistioni tra imprenditori, banche, politici e squadre di calcio. Tutti con un occhio di riguardo al proprio interesse. E così, che ci piaccia o no, il maxiprestito dell'Europa alla Spagna servirà anche per salvare il calcio spagnolo. Servirà anche per continuare a pagare gli stipendi di Ronaldo, Messi e Mourinho. Ora siamo tutti più tranquilli. Toglieteci tutto, ma non il calcio…



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Ue, la crisi è costata finora oltre 500 miliardi di euro


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Ue, la crisi è costata finora oltre 500 miliardi di euro

I 100 miliardi messi a disposizione della Spagna per consentirle di operare un piano di salvataggio del settore bancario non sono che gli ultimi sborsati dall'Europa a causa della crisi. Secondo Les Echos, il "conto" è arrivato a 503 miliardi di euro...


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Le due mosse che uccidono.


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Le due mosse che uccidono.

Ogni volta che parlo con i sostenitori della svalutazione, mi chiedo sempre se si rendono conto del fatto che la svalutazione (di pochi punti) e' una strategia di brevissimo termine, o se davvero pensino che una svalutazione del 30% o del 50% sia davvero una cosa che aiuta le aziende. Eppure, la...



[[ Questo e' solo un sommario. Vai su http://www.wolfstep.cc per leggere il resto ]]




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