12/06/12

Debito non è risposta a crisi Merkel sempre più rigida


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Debito non è risposta a crisi Merkel sempre più rigida

Sarebbe fatale interrompere il cammino di risanamento proprio mentre ora alcuni Paesi hanno iniziato il percorso. E' il monito della cancelliera [...]




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Abbuffata finale?


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Abbuffata finale?



L'aiuto alla Spagna, che mi ero permesso di giudicare un potenziale fuoco di paglia, ha sortito effetti positivi per una intera mattinata. Ben presto sul mercato si é scatenata una domanda: "Who's next?" ovvero "chi é il prossimo?" vediamo un po'… i PIIGS sono cinque… quattro si sono rassegnati a chiedere gli aiuti… ne manca ormai solo uno! … L'indice di Milano da un robusto ed "euforico" +2% del mattino ha sfiorato il -3% in chiusura di giornata. E oggi si prosegue sulla stessa via.


E' possibile però che, sollecitati da più parti, i leader europei trovino il 28 giugno una forma di accordo su una maggiore integrazione europea. Tuttavia una integrazione europea, politica, fiscale, economica… non é pensabile di realizzarla ora: l'area euro é troppo disomogenea e quelle che continuano ad aumentare non sono le convergenze, ma le divergenze.


Ipotizziamo però che dall'incontro del 28 esca una road map, il frutto di una trattativa da cui esce chiaro e forte l'impegno condiviso ad arrivare agli Stati Uniti d'Europa per il, poniamo, 2025. La trattativa prevede che da qui ad allora i Paesi aderenti si impegnano su una serie di parametri che i Paesi forti ritengono imprescindibili.


Proviamo a immaginare un accordo che prevede:



  • project bond su singole iniziative infrastrutturali condivise dal 2013

  • garanzia incrociata sui depositi bancari e subentro dell'Eba agli enti di sorveglianza nazionali entro il 2014

  • pareggio di bilancio per tutti i membri entro il 2015

  • introduzione degli eurobond per la quota di debito fino al 60% del PIL (l'eccedenza rimarrebbe debito nazionale) nel 2017

  • debito/PIL sotto il 100% entro il 2018

  • raccolta fiscale centralizzata sul ministero delle Finanze Europeo nel 2019

  • debito/PIL sotto l'80% per il 2023

  • avvio definitivo degli eurobond a progressiva sostituzione dei debiti nazionali nel 2024

  • Costituzione degli Stati Uniti d'Europa con decadimento dei Governi nazionali nel 2025

  • impegno a raggiungere poi il 60% entro il 2035.


Darebbe garanzie di protezione ai deboli e garanzie di adeguamento dei comportamenti ai forti. Ci sarebbe anche lo spazio -nel calendario e nella trattativa- per inserire l'obbligo della lingua tedesca nelle scuole entro il 2016



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Wall Street: la paura degli azionisti può tornare utile


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Wall Street: la paura degli azionisti può tornare utile

Come approfittare di un mercato impaurito? Aggredendo le fobie. I numeri possono essere dalla parte di chi approfitta della situazione.


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Il lavoro minorile non conosce crisi


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Il lavoro minorile non conosce crisi

Giovani disoccupati e bambini al lavoro, è uno dei paradossi di un'economia fondata troppo spesso sullo sfruttamento





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In cosa consiste il “salvataggio” della Spagna


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In cosa consiste il "salvataggio" della Spagna

di Joseph Halevi, da il manifesto, 11 giugno 2012
Lettrici e lettori vorranno certamente sapere e capire in che cosa consiste il «salvataggio» del sistema bancario spagnolo. In verità è difficile dirlo con precisione perché dipende da quale fonte verrà erogata la somma di 100 miliardi di euro. La questione l'ha sollevata Robert Peston sulla [...]


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Merkel: occorre più Europa, dobbiamo essere pronti a cedere sovranita' nazionale

Ma pensa!!!!!  ;-)   (z)

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Merkel: occorre più Europa, dobbiamo essere pronti a cedere sovranita' nazionale

Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che occorre più Europa e che bisogna essere pronti a cedere la sovranita' nazionale.


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CDS in crescita su Spagna e Italia


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CDS in crescita su Spagna e Italia

In un aggiornamento sulle quotazioni dei CDS (strumenti derivati che proteggono dal rischio di default) Markit ha comunicato che il CDS a 5 anni sulla Spagna e' salito al di sopra dei 600 bp (+1% a 601 bp) e quello sull'Italia ha evidenziato una crescita del 2,50% a 564 bp.


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Report: Obama prepara attacchi aerei contro la Siria


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Report: Obama prepara attacchi aerei contro la Siria

Il passo indietro della Russia getta le basi per un cambiamento di regime

di Paul Joseph Watson
PrisonPlanet

Il presidente Barack Obama ha detto alla US Navy e all'Air Force di preparare attacchi aerei contro la Siria come parte di una "no fly zone", che sarà imposta con l'ausilio delle potenze militari inglese e francese, secondo un rapporto.

"La loro missione sarà quella di abbattere il regime centrale di Assad e i  centri di comando militari in modo da scuotere la stabilità del regime e impedire all'esercito e all'aviazione siriani di sottomettere i ribelli e scatenare la violenza sulle popolazioni civili", riferisce l'organo dell'intelligence israeliana Debkafile .

Dopo aver minacciato un'azione militare per mesi, gli Stati Uniti sono stati, a quanto pare,  incoraggiati dal fatto che la Russia ha fatto ancora una volta marcia indietro rispetto alle sue dure parole e questo significa che non si opporrà al rovesciamento del presidente Bashar Al-Assad.

Dopo aver lasciato intendere che la Russia avrebbe sostenuto la Siria per via indiretta con mezzi militari, se le potenze della NATO avessero lanciato un attacco, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha detto Sabato che la Russia "sarà solo felice di sostenere un tale risultato" (la cacciata di Assad), suggerendo che Mosca si è ammorbidita rispetto all'idea di un cambio di regime in Siria.

La probabilità di un intervento militare è cresciuta a causa dei rapporti secondo cui i ribelli dell'opposizione intendono utilizzare armi chimiche e poi dare la colpa delle atrocità al regime di Assad.

I ribelli hanno tentato di inscenare una simile 'false flag' di recente, quando il giornalista della televisione britannica Channel 4, Alex Thomson, è stato volutamente attirato dai ribelli in una trappola in cui si sperava che fosse ucciso dalle truppe governati...



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Numeretti sul sistema banco-centrico italiano


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Numeretti sul sistema banco-centrico italiano

Secondo dati Bloomberg, ad aprile di quest'anno le banche italiane detenevano 327,5 miliardi di euro di titoli di stato. Per questo numero non c'è disaggregazione, ma è verosimile attendersi che in larghissima maggioranza si tratti di titoli di stato italiani. A novembre 2011, al punto più acuto della crisi, le nostre banche possedevano titoli di stato per 247,4 miliardi. Quindi l'investimento in titoli di stato, spinto dalle due aste LTRO triennali della Bce, è cresciuto in cinque mesi di circa 80 miliardi. Ad aprile, quindi, le nostre banche possedevano titoli di stato in misura pari all'85 per cento del proprio patrimonio (capitale e riserve).


(...)
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Salvataggio finanziario della Spagna: un altro passo verso il disastro


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Salvataggio finanziario della Spagna: un altro passo verso il disastro

Sabato era una giornata tranquilla a Madrid. C'era il sole, ma non faceva molto caldo, perchè un vento fresco percorreva le strade della città, rendendo sopportabile la temperatura.

Non è un caso che il salvataggio della Spagna sia avvenuto proprio sabato, visto che la domenica si sarebbe giocata la finale di Roland Garros, e la prima partita della nazionale agli Europei. Nonostante questo, quando l'esecutivo aveva smentito i giorni precedenti che quella sarebbe stata la data dell'importante appuntamento finanziario, l'intera Spagna sapeva che sarebbe avvenuto il contrario. Stiamo cominciando ad abituarci. Le menzogne non finiscono qui: Luis de Guindos, ministro dell'economia, ex presidente esecutivo di Lehman Brothers per Spagna e Portogallo, nell'eroico tentativo di infiocchettare la realtà, è rimasto quasi senza voce a forza di ripetere che non si sarebbero imposte ulteriori condizioni ai tagli per poter ricevere il denaro pormesso. Nonostante questo, un sguardo rapido alle cifre rende evidente che non sarà così e che oltetutto la storia non avrà un lieto fine.

Per cominciare, il denaro ricevuto dall'Europa andrà al Frob, ente pubblico che emette il debito sovrano (che pesa sui conti) per canalizzare denaro verso gli istituti finanziari. Questa istituzione dispone dell'avallo illimitato dello Stato, e sarà quest'ultimo a rispondere davanti all'Europa tanto dei prestiti generali emessi, così come degli interessi che generano. Se gli istituti di credito non potessero far fronte a questi prestiti, sarà il Frob a pagare, cioè la Spagna emetterà debito pubblico. Per come si evolve l'economia spagnola è difficile immaginare che le banche potranno far fronte a questo prestito.

Qualsiasi fosse lo scenario, il rapporto debito/Pil in Spagna aumenterà tra il 10 e il 17% spingendo il debito sovrano vicino, se non oltre il 100% del Pil in tempi brevi. Questo significherà un aumento di dubbi e sfiducia da parte dei mercati finanziari fino a mettere appunto in dubbio la capacità si solvenza della Spagna, che già con un 80% di debito pubblico sul Pil ha diffoltà a finanziarsi.

Attualmente perché il rapporto debito/Pil si stabilizzi è necessario più del 4,5% di interesse primario, il che sembra del tutto impossibile, da che ne consegue che questo rapporto continuerà ad aumentare. Questo supponendo che il tasso di crescita si mantenga costante e i tassi di interesse non salgano, per cui se consideriamo questo aumento e il deterioramento sicuro delle variabili fondamentali a breve, questo salvataggio è una



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Grecia: ritirati dalle banche fra i 100 e 500 milioni di euro ogni giorno!


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Grecia: ritirati dalle banche fra i 100 e 500 milioni di euro ogni giorno!


Non ve lo traduco, so che molti di voi masticano un po' di inglese, e comunque la notizia sta già tutta nel titolo. E questo WeekEnd si vota.... Rumba!






Submitted by Tyler Durden on
06/12/2012





Five days ahead of the
Greek parliamentary re-vote, the media propaganda machine has gone mute due to
the moratorium on the RAND() known as popular polling: forgotten are the days
when Syriza' popularity rating would swing from -100 to +100 in the span of hours,
Diebold notwithstanding. Which leaves the media machine just one tactic:
updates on the economic collapse as a tacit suggestion of what may happen if
situation is not fixed. And while at this point it is nearly impossible to
distinguish propaganda from fact, the latest numbers out of Kathimerini are
just stunning. As Bloomberg's Marcus Bensasson reports, citing Kathimerini, the
Greek banking system has continued to hemorrhage deposits this month, amid
uncertainty over the outcome of elections on June 17. "Many people are
putting money in shares of mutual funds denominated in dollars because of the
bureaucratic difficulty of taking money out of Greece, or are keeping cash at
home, the newspaper said." How much? "Deposits are leaving the
banking system at a rate of 100 million to 500 million euros ($125 million to
$625 million) a day, Kathimerini said, without specifying over how long a
period that rate of outflow has continued."






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Il punto sui mercati


Visto l'andamento delle borse ma soprattutto l'impennata degli spread di Italia e Spagna nella scorsa settimana, le cronache economico-finanziarie dei giornali di queste ultime ore recitano quasi all'unisono il " de profundis" dell'Euro.

Grecia crisi: le reti elettriche e del gas rischiano il collasso


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Grecia crisi: le reti elettriche e del gas rischiano il collasso

atenefuoco.jpg

La distruzione della Grecia in slow motion è un agghiacciante evento storico, che gli studiosi del futuro esamineranno senza riuscire a capire come si sia potuti arrivare a tanto nell'indifferenza generale.   (foto:infophoto)

L'ultima la riporta brevemente Reuters:

L'authority greca per l'Energia RAE ha annunciato venerdì di aver proclamato un meeting di emergenza per evitare un collasso dei sistemi elettrici e del gas della nazione colpita dalla crisi debitoria.

Continua a leggere Grecia crisi: le reti elettriche e del gas rischiano il collasso...

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Per Lusi arriva il SI all' arresto!


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Per Lusi arriva il SI all' arresto!







Svolta nel caso Lusi. La Giunta per le autorizzazioni del Senato ha dato il via libera all'arresto dell'ex tesoriere della Margherita. Tredici senatori hanno votato per l'arresto richiesto dalla procura di Roma, quattro i contrari e due non hanno partecipato. Il responso dell'organo parlamentare passa ora al vaglio dell'aula di Palazzo Madama per la decisione finale. Da quanto emerso prima del voto, sinistra e Lega hanno votato per l'arresto, mentre il Pdl si è spaccato e ha lasciato libertà di voto. (Repubblica)





Ok, finalmente uno ce lo siamo tolto di mezzo, ma adesso arrestiamo anche chi sapeva e continua a far finta di non sapere ...









Vignetta di Enrico Martelloni



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Disoccupazione e Occupazione: occorre sapere che negli USA i conti non tornano


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Disoccupazione e Occupazione: occorre sapere che negli USA i conti non tornano

Spesso e volentieri si fa un po' di confusione sul cosiddetto tasso disoccupazione e la differenza che c'è tra tasso disoccupazione e tasso di occupazione. Anche nelle email di alcuni amici lettori che mi chiedono lumi sull'argomento. La disoccupazione di … Continua a leggere


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M1 Italia in crollo continuo dall'estate del 2009


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M1 Italia in crollo continuo dall'estate del 2009






Bella Funny, riposto quest'articolo anche su Argento, si sa mai che qualcuno che legge il mio blog non assiduamente anche RC.





Funny King (Paolo Rebuffo): M1 in Crollo Continuo


Rischio Calcolato, 12 giugno 2012





Forse non tutti sanno che ogni mese la Banca D'Italia pubblica sul suo
sito ( Link ) il Supplemento (mensile) al Bollettino
Statistico che tratta di Moneta e Banche.





Nelle prime pagine del "Supplemento" campeggia regolarmente un grafico
aggiornato, ecco l'ultimo tratto da:










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Bombe a Brindisi, trovate altre tre bombole di gas con innesco


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Bombe a Brindisi, trovate altre tre bombole di gas con innesco

Tre bombole con innesco in una stradina di campagna a Leverano, in provincia di Lecce. E' quanto hanno trovato gli investigatori che indagano sull'attentato di Brindisi. Sarebbe la stessa stradina indicata dal presunto autore e reo confesso dell'attentato, Giovanni Vantaggiato, nel quale egli avrebbe fatto le prove dell'esplosione.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Ros, che stanno svolgendo accertamenti. Era stato lo stesso Vantaggiato, reo confesso, a parlare agli inquirenti di test effettuati in campagna sull'ordigno, con esplosioni in campagna per valutarne la potenza e testare l'affidabilità dell'innesco a distanza.



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Fornero: “La diffusione del documento Inps? Se fosse un privato salterebbero i vertici”

Davvero utili le privatizzazioni.....  ;-)  (z)

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Fornero: "La diffusione del documento Inps? Se fosse un privato salterebbero i vertici"

"La diffusione del documento Inps sugli esodati è un atto irresponsabile, fatta per danneggiare il governo". Torna così sull'argomento scottante il ministro del Lavoro Elsa Fornero che ieri sera ha convocato sia il presidente che il direttore generale dell'Inps, dopo che l'istituto ha diffuso i dati sui lavoratori esodati: 390mila contro i 65mila "salvati" dal governo.

Il problema, sostiene la Fornero, è che il documento dell'ente è "parziale e non spiegato". E rilancia con parole durissime: "Nel settore privato le strutture responsabili della diffusione di un documento come quello dell'Inps sugli esodati di ieri sarebbero sfiduciate". Il governo sul tema ha promesso serietà e impegno, prosegue la Fornero, mentre c'è "chi preferisce il gioco al massacro". Il ministro ha sottolineato di non aver "mai voluto dire che i numeri non debbano essere dati, ma che dare numeri così su questioni che interessano molti italiani è molto improprio e deresponsabilizzante. E' un episodio grave".

Il ministro delle Politiche sociali si dice consapevole che il provvedimento sui lavoratori salvaguardati "non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti – non prima del 2014 – a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali". Per loro continua Fornero c'è un "impegno a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili".

Ieri l'Inps ha pubblicato la relazione sul numero dei lavoratori esodati che potrebbero avere diritto ad andare in pensione sulla base delle vecchie regole secondo il decreto Salva-Italia e il Milleproroghe. A conti fatti, si mette nero su bianco un buco normativo su qualcosa come 330mila lavoratori, buco più volte denunciato in passato, ma mai fino ad ora certificato nei numeri. Eppure, ancora una volta è sui numeri del lavoro scoppia la polemica. Perché poco dopo la diffusione dei dati è stato lo stesso istituto a far sapere di non avere mai diffuso "stime diverse e ulteriori rispetto al tema dei salvaguardati".



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Cipro sempre più in crisi: a breve richiesta di aiuto?


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Cipro sempre più in crisi: a breve richiesta di aiuto?

Dopo Irlanda, Portogallo, Grecia e Spagna, il prossimo Paese europeo ad avere bisogno di un aiuto internazionale potrebbe essere Cipro...


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Prospettive economiche: se l'Europa piange gli stati uniti non hanno nulla da ridere


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Prospettive economiche: se l'Europa piange gli stati uniti non hanno nulla da ridere

Prospettive economiche. Se l'Europa piange gli USA non ridono.

E' news corrente l'assiduo confronto del livello di benessere in quei paesi "cosiddetti" economicamente avanzati.

Sappiamo che in Europa l'economia viaggia a due velocità, con paesi che soffrono maledettamente questa crisi di sistema ed altri che invece sentono il problema in maniera marginale....
Ci sono poi gli USA che ostentano una ricchezza sempre più scarna. Da un ultimo comunicato della Federal Reserve infatti, si evince che il primato economico di cui tanto si vantano si sta piano piano sgretolando, con una ricchezza pro capite sempre meno corposa. Con la crisi finanziaria il benessere familiare è sceso ai livelli degli anni '90 e ha mandato in fumo circa due decenni di prosperità. Il dato della FED parla chiaro: la ricchezza netta (i patrimoni meno i debiti) media nel 2010 è di 77.300 dollari, in calo del 38,8% rispetto ai 126.400 dollari del 2007, in seguito al crollo dei prezzi delle case che spiega e tre quarti della perdita di ricchezza.
E nei cosiddetti "paesi emergenti" le cose come vanno? Saranno immuni da questi rallentamenti economici? La Cina per esempio, nel terzo trimestre 2011, ha registrato un tasso di crescita più basso degli ultimi due anni facendo segnare il terzo ribasso consecutivo rilevato negli ultimi tempi. Uno pensa che tutto questo rientri nella normalità, vista la crisi di sistema in atto nei paesi "avanzati".
Gli esperti però, piuttosto che parlare di rallentamento, sostengono che siamo in una fase di stabilizzazione anche perché il dato sulla crescita, seppur decrescente, è comunque positivo al contrario dei dati che arrivano dal "vecchio continente".
L'Europa da tempo è impegnata nella gestione di debiti in aumento, con diatribe persistenti tra le banche ed alcuni Stati sovrani, l'America invece (come detto sopra) mostra sempre più crescenti difficoltà e il Giappone ha una domanda praticamente nulla.
In uno scenario di crisi economica come questo è pura utopia attendersi livelli di crescita elevata.
Inoltre se è vero che i mercati finanziari anticipano gli eventi dell'economia reale andiamo in una direzione che non lascia presagire nulla di positivo per il prossimo futuro.

Ma proviamo a vedere qualche previsione sull'evolversi delle economie mondiali entro il 2015.

Infatti, secondo le attuali previsioni, entro il 2015 l'India supererà il Giappone, preparandosi ad essere la terza economia più importante del mondo, mentre anche il Messico è entrato nella Top Ten, mandando l'Italia fuori da quel club esclusivo.



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Grecia e il suo futuro: 17 giugno il voto della paura


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Grecia e il suo futuro: 17 giugno il voto della paura



Le prossime elezioni legislative anticipate al 17 giugno dovrebbero permettere di superare l'impasse politica seguita a quelle del 6 maggio scorso.
Ma il clima in Grecia non è dei migliori e non permette di fare previsioni affidabili.
Il prossimo 17 giugno in Grecia si assisterà a un'elezione cruciale in un clima di naufragio economico, sociale e politico....
E questo mentre gli atti di violenza sociale e politica si aggiungono alla tensione, e le statistiche sull'economia nazionale non lasciano alcun margine di manovra al governo che uscirà dalle urne. Il paese è isolato perché le grandi società di assicurazione (Coface, Euler-Hermes) hanno smesso di assicurare le importazioni verso la Grecia e le imprese sono allo stremo perché devono pagare in contanti tutte le loro importazioni.
Il pericolo della mancanza di materie prime, di medicinali o di cibo è evidente e impone delle reazioni immediate, mentre i rappresentanti degli ambienti d'affari parlano già di un "incubo che ricorda l'Albania di Hoxha" se non verrà trovata una soluzione.
Le società greche mancano di materie prime a tal punto che la loro produzione dipende interamente dalle importazioni. Sul piano energetico il paese è sull'orlo del baratro perché non ci sono più crediti e la Grecia rischia ben presto di non avere più accesso al mercato iraniano a causa dell'embargo internazionale imposto a Teheran.
Nel frattempo gli economisti e gli ambienti politici internazionali sono convinti che le possibilità di un'uscita del paese dalla zona euro aumentino, mentre l'isolamento si avverte sempre più negli scambi e negli accordi commerciali nel settore del turismo, del commercio e dei trasporti. Anche le società multinazionali che mantengono un'attività nel paese stanno cominciando a prendere disposizioni per mantenere una base di liquidità.
In questo clima, mentre le tensioni sul piano politico sono evidenti, soprattutto dopo il violento incidente fra rappresentanti politici che è stato trasmesso alla televisione la settimana scorsa, o il caso Paiania [un ragazzo di 15 anni ha ucciso un ladro per proteggere la sua famiglia]. Per la maggior parte degli analisti politici il messaggio è chiaro: le elezioni del 17 giugno saranno decise dalla paura.
I sondaggisti hanno già un'idea del risultato delle elezioni del 17 giugno, ma rimangono cauti sull'influenza dell'aggressione del deputato di Alba dorata contro la comunista Liana Kaneli e non escludono che il partito possa subirne le conseguenze.
Secondo alcuni è cambiato il carattere stesso delle elezioni. "Le elezioni del 6 maggio erano quelle della rabbia, quelle del 17 giugno saranno quelle della paura", sottolinea questo un che preferisce mantenere l'anonimato. Sec...


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Video. Il Ceo di PIMCO su economia ed Europa


Insufficiente creazione di posti di lavoro, allarmante disoccupazione nel lungo termine, evidenti segni di scoraggiamento dei dati sul lavoro in maggio. Sta avvenendo un rallentamento sincronizzato dell'economia che conivolge USA, EU e paesi emergenti. La mancanza sistematica di crescita combinata con l'instabilità in particolare europea, hanno fortemente influenzato le liquidazioni dei capitali partecipativi e in quelli di rischio. I guadagni

La rabbia degli spagnoli, le denunce contro Bankia


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La rabbia degli spagnoli, le denunce contro Bankia

"Mentre i mercati si chiedono se Madrid saprà gestire il debito e le condizioni del prestito, gli spagnoli sono scesi in piazza "

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Il Ftse Mib recupera, summit Ue punta su integrazione


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Il Ftse Mib recupera, summit Ue punta su integrazione

L'unione fiscale, quella finanziaria e il growth pact, come anticipato da Rehn, saranno discussi al prossimo vertice europeo (28 e 29 giugno), mentre [...]




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Pensioni: Fornero, se Inps fosse privato da riconsiderare vertici


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Pensioni: Fornero, se Inps fosse privato da riconsiderare vertici



(Pubblicato il Tue, 12 Jun 2012 13:12:00 GMT)


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Economonitor: L'economia Italiana sta Cedendo

Si moltiplicano gli articoli che segnalano l'Italia a rischio crollo. Qui su Economonitor
di Rebecca Wilder - Oggi l'IStat ha pubblicato i dati del 1 ° trimestre 2012 che testimoniano un crollo del PIL reale dell'economia Italiana. Una debole domanda estera più una precipitosa caduta della spesa nel settore privato ha fatto calare il prodotto interno lordo (PIL) dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (3,2% ad un tasso annualizzato). I punti salienti sono i seguenti:.......Continua a leggere

L’Italia sull’orlo di una crisi da spread


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L'Italia sull'orlo di una crisi da spread

Fitch rassicura, ma i mercati individuano il Belpaese come il prossimo grande malato da salvare





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Il grande disegno


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Il grande disegno


Il grande disegno
di Luciano Fuschini - 11/06/2012
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Che svegli al Sole24Ore! Si accorgono che il problema non era Berlusconi e scrivono alla Merkel: “FACCIA PRESTO”


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Che svegli al Sole24Ore! Si accorgono che il problema non era Berlusconi e scrivono alla Merkel: "FACCIA PRESTO"


Rieccoci. Il Sole24Ore ci riprova. Dopo quella indimenticabile prima pagina del novembre scorso (FATE PRESTO), che servì di fatto a cacciare Berlusconi da Palazzo Chigi, oggi il quotidiano di Confindustria ripropone ancora lo stesso titolo. Evidentemente con queste copertine il giornale vende bene. Fatto fuori il Cavaliere, perchè così bisognava fare, perchè così ci dicevano, perchè era urgente "fare presto", lo spread sarebbe sceso (300 punti, secondo qualche politico illuminato) e il governo tecnico del Super Mario Monti, scienziato e professore, avrebbe risolto tanti problemi dell'Italia.


Non è andata esattamente così. I risultati sono ben diversi. La spinta di Monti è già finita, il suo governo tecnico è finito prima del già triste governo Dini. Non ha più forza, non ha più energia, non sa manco lui cosa fare. Ma i dati economici, e tutti gli indicatori, sono preoccupanti. Terribilmente preoccupanti. C'è stato rigore (tanto) e niente crescita. Tutto si è fermato.


Prima di Monti eravamo sull'orlo del precipizio. Il professore ci ha buttato giù.


E in tutto questo quei saputelli del Sole24Ore si svegliano (oggi) e si accorgono che il problema non era tanto Berlusconi (e non è  Monti), ma la signora Angela Merkel, super padrona dell'Europa. "Signora Merkel, così non può andare avanti" scrive il direttore Napoletano nel suo evangelico editoriale. Che continua a chiedere: "bisogna dare un messaggio forte ai mercati". Ma ancora? Solo due giorni fa sono stati dati 100 miliardi alle banche spagnole, e i mercati hanno reagito come sappiamo (male). E ora?


Per il Sole il "tempo delle parole è finito". Sì, vero. Come quello dei "fate presto".


 


L'EDITORIALE DI NAPOLETANO


Signora Merkel, così non può andare avanti. Non farà molta strada se continuerà ad essere indifferente alla rabbia dei greci, distante dall'orgoglio ferito degli spagnoli, dalle paure italiane e dalle angosce francesi. Tirare fuori 100 miliardi europei (di cittadini europei, una buona parte italiani) per difendere le banche spagnole e ritrovarsi con lo spread BTp-Bund a 473 punti (rendimento al 6,03%) e quello con i Bonos spagnoli oltre quota 520 (rendimento al 6,51%) è solo l'ultima spia di un allarme rosso che lei si ostina a volere ignorare. Non esistono vie alternative. Lo abbiamo già detto e scritto ripetutamente. Bisogna dare un messaggio forte ai mercati: l'Europa esiste, non salta, punto.


Il tempo delle parole è finito, con dieci anni di ritardo, il disegno di integrazione politica va portato a compimento attraverso scelte concrete, immediatamente operative. Almeno tre....



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TEMPO DI ACCENDERE I MOTORI


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TEMPO DI ACCENDERE I MOTORI

DI FRANCESCO CARBONE*


Il bailout più breve che io ricordi. Dall'euforia dell'apertura a quasi un crash di chiusura. E l'America a mercati europei chiusi ha continuato a sprofondare. Cento miliardi, come ho scritto in un simpatico tweet (battuta originale, garantisco), sono bastati a salvare solo la lettera S della Spagna (SPAIN). Quel che è rimasto è facilmente deducibile: PAIN. Gioco di parole che funziona solo in inglese. Pain nella lingua di albione significa infatti dolore.


Dolore devono aver sentito a fine serata tutti i compratori di prima mattina. Dolore devono aver sentito i clienti della Goldman Sucks, pardon Sachs, che avevano ricevuto la raccomandazione di comprare titoli di stato spagnoli a tre anni. Dolore anche per chi ha comprato Euro.


Questi salvataggi fuffa hanno durata sempre più breve, a non averlo capito dopo due anni di interventi sempre più raffazzonati, sono solo gli arroganti eurocrati responsabili di un progetto fallimentare. Fallimentare non perché i paesi deboli non sono liberi di stamparsi tutta la cartaculo necessaria per salvarsi da soli (che sarebbe come cercare di sollevarsi da soli stando dentro un secchio e tirando su il manico) ma per le ragioni ben spiegate nel nostro La Tragedia dell'Euro.


La fallacia della svalutazione competitiva è davvero incredibilmente accettata da tutti quanti. Su questo mi sento di rimarcare pesantemente anche il quasi eroico Nigel Farage. Il problema dell'Europa non è la prigione dell'Euro nella quale sono intrappolati i paesi più deboli, al contrario, il problema sta nell'orrenda dinamica che si è consumata nel corso di appena una decina di anni e che si ripete immancabilmente in ogni tragedia del beni comuni.


Fino a qualche settimana fa la Spagna faceva parte dei paesi che pagavano miliardi per salvare la Grecia. Ora che la Spagna è passata dall'altra parte della barricata, l'Italia rimane ancora di qua e continua a pagare il conto insieme a Francia e Germania, come se avesse le risorse per farlo! Qualcuno oggi ha capito l'assurdità del meccanismo e ha pensato bene di lanciare i titoli italiani dalla finestra insieme a quelli spagnoli. Un domani Francia e Germania dovranno pagare per l'Italia e qu...



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Spagna: prestito Ue fino a 100 miliardi avrà un tasso del 3%, rimborsabile in 10-15 anni


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Spagna: prestito Ue fino a 100 miliardi avrà un tasso del 3%, rimborsabile in 10-15 anni

Secondo indiscrezioni di stampa il prestito Ue fino a 100 miliardi di euro a sostegno delle banche spagnole avrà un tasso del 3% e sarà rimborsabile in 10-15 anni.


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Sara Tommasi nuda contro Beppe Grillo: il video


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Sara Tommasi nuda contro Beppe Grillo: il video

Sara Tommasi torna, semmai se ne fosse mai andata. E torna nuda, semmai si fosse mai vestita. Vittima degli strali della showgirl stavolta è Beppe Grillo che sarebbe occultamente appoggiato dalle banche che dice di voler combattere. Le cinque stelle





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Il braccio di ferro di Cina e Russia contro l’Occidente


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Il braccio di ferro di Cina e Russia contro l'Occidente

Brendan O'Reilly Questions Critiques, 8 giugno 2012, Copyright 2012 – Asia Times Online


Beijing e Mosca hanno inviato un chiaro messaggio al mondo dopo il vertice dell'Organizzazione della Cooperazione di Shanghai (SCO). I leader russi e cinesi hanno tracciato due linee sul campo della politica internazionale – un "No" inequivocabile al bombardamento dell'Iran e un altro "no" inequivocabile al cambiamento di regime in Siria, che si avrebbe dopo una campagna di bombardamenti occidentale.

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato a Pechino per iniziare la sua prima importante visita all'estero dalla sua rielezione a presidente della Russia [aveva incontrato Francois Hollande, il nuovo presidente francese, a Parigi la settimana precedente]. Questo dimostra l'importanza che attribuisce alle relazioni tra il suo paese e la Cina. E a Beijing, ha incontrato il suo omologo iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, fornendo un'indicazione della comune strategia geopolitica esistente tra Cina e Russia.

La portavoce degli esteri cinese, Liu Wenmin, ha spiegato chiaramente l'opinione condivisa dai cinesi e dai russi sulla crisi in Siria: "Sulla questione siriana, Cina e Russia sono rimaste in stretto contatto per coordinarsi a New York, Mosca e Beijing. … La posizione delle due parti è perfettamente chiara: ci dovrebbe essere la fine immediata delle violenze e il processo di dialogo politico deve essere iniziato al più presto possibile". Oltre all'elogio sulla cooperazione sino-russa su questo tema, Liu ha esposto esplicitamente l'obiezione costante dei due paesi ad usare la forza per risolvere il problema della Siria: "La Cina e la Russia condividono la stessa opinione su questi temi, ed entrambe si oppongono a un intervento esterno nella situazione siriana, e al cambio di regime con la forza."

Il guanto di sfida è stato gettato. Cina e Russia non autorizzeranno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l'uso della forza contro il governo siriano. Inoltre, Beijing e Mosca stanno giocando la carta della difesa contro ciò che viene percepito come un'aggressione militare occidentale. Per comprendere gli interessi e i metodi che questi due paesi condividono nell'arena globale, è ut...



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Uscire dall'Euro - Intervista a Claudio Borghi


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Uscire dall'Euro - Intervista a Claudio Borghi


Bellissima intervista di Byoblu a Claudio Borghi, ex Deutsche Bank e attuamente docente alla Cattolica di Milano. Un'oretta investita molto più fruttuosamente che a guardarsi Gad Lehrner piuttosto che Gruber o Vinci (i vari Vespa ovviamente non li prendo nenanche in considerazione fra i "giornalisti").






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CINA - Corruzione cinese senza fine: arrestato il presidente della Banca postale


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CINA - Corruzione cinese senza fine: arrestato il presidente della Banca postale

Non accennano a diminuire gli arresti legati al mondo finanziario. Dopo il vice presidente della banca agricola, le autorità impongono i domiciliari a Tao Liming: ha concesso prestiti non registrati per applicare tassi di interesse più alti di quelli ufficiali. Nel frattempo, il Partito "purga" 102 quadri dello Shandong.


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Eutanasia di un governo


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Eutanasia di un governo

Mentre l'Italia torna in cima alla lista delle prossime vittime dell'euro, come a novembre 2011, il governo Monti sperimenta una caotica immobilità.

Abbandonate le grandi riforme, quasi esaurita la mediazione europea sulla crescita, l'esecutivo oscilla tra vittimismo e forzature. Il premier denuncia l'abbandono dei poteri forti, ma si sentono assai più soli i lavoratori esodati. L'Inps aveva scritto a Elsa Fornero che le vittime della riforma, senza lavoro e senza pensione, sono 390 mila. Il ministro conosce il problema da mesi, ma insiste: i soldi ci saranno solo per 65 mila persone, ribattezzate quindi "salvaguardati". Per la Fornero gli altri sono poco più di un errore statistico. Se ne potrebbe occupare il premier, magari chiedendo le dimissioni del ministro del Lavoro o  del presidente dell'Inps Mastrapasqua, dopo aver verificato i numeri.

Invece Monti ha altre priorità. Sfida i partiti imponendo una riforma di fatto della Rai, tecnici esterni ai vertici che gestiscono i soldi senza rispondere al cda e ai partiti, poi si confronta con il vero potere forte che finora lo ha sostenuto, la burocrazia ministeriale incarnata dal sottosegretario Antonio Catricalà. Eugenio Scalfari su Repubblica gli chiede conto della "paralisi governativa" dovuta ai burocrati, dal ragioniere dello Stato Mario Canzio che blocca il decreto sviluppo di Corrado Passera al capo di gabinetto del Tesoro Vincenzo Fortunato, per non parlare dello stesso Catricalà che tenta a sorpresa riforme berlusconiane del Csm e riesce a piazzare il chiacchierato Pasquale De Lise, all'autorità dei Trasporti.

Monti risponde che quei tre li ha ereditati dal governo precedente (quota Gianni Letta) e che se esagerano può cacciarli. Il sociologo Emile Durkheim introdusse la categoria del suicidio egoistico per chi si toglie la vita schiacciato dal proprio fallimento. Gli ultimi giorni potrebbero perfino suggerire che Monti stia cercando il suicidio politico. Magari per essere risarcito in una vita futura, ma non lontana, nel paradiso del Quirinale.



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IMU E “COUNCIL TAX”: LE DIFFERENZE FRA ITALIA E INGHILTERRA


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IMU E "COUNCIL TAX": LE DIFFERENZE FRA ITALIA E INGHILTERRA

di REDAZIONE


E' sempre utile poter dare uno sguardo alle politiche degli altri paesi per rendersi conto in maniera equilibrata della situazione politica e legislativa del proprio paese, come per esempio l'Italia.


Nel Regno Unito esiste un sistema di tassazione per gli immobili, la Council Tax, che dipende dalle amministrazioni locali e che si basa sulla rendita catastale dell'immobile e su altri fattori come la presenza di servizi pubblici essenziali, come ospedali, scuole, stazioni di polizia o pompieri, parchi ecc.


Allo sguardo non attento può sembrare molto simile all'IMU italiano ma le differenza sono enormi. L'IMU infatti è una tassa semi-comunale perché nonostante sia definita come tassa comunale è lo Stato centrale a devolvere la somma che spetta al comune. Infatti, l'IMU viene ripartita tra i due enti, comune e stato, ed è quest'ultimo a fare da padrone. Quindi nonostante sia compito del comune riscuotere la tassa non è detto che l'intera somma vada a finanziare il comune.


Altro punto importante è che la Council Tax britannica non è una tassa per finanziare il comune ma per finanziare alcune opere di interesse pubblico come servizi di sicurezza, sanità, strade, fognature, scuole, cimiteri ecc. Anche il modo di calcolare la rendita catastale è diverso: ambedue i sistemi italiano e britannico si basano sui metri quadri ma quello britannico tiene conto anche della presenza di servizi pubblici nell'area che possono far alzare la fascia di rendita. In poche parole se vicino alla casa c'è una scuola o una stazione di polizia la casa varrà di più ai sensi della rendita. Questo determina una separazione netta tra quartieri: quelli con accesso a scuole, parchi e servizi hanno abitazioni di fasce alte e quindi per ricchi mentre quelli con meno strutture saranno abitati da gente meno ricca. E i quartieri migliori non sono necessariamente nel centro città. Questo determina anche uno spartiacque tra classi di cittadini: per esempio le famiglie tenderanno a scegliere proprietà vicino alle scuole e agli ospedali mentre i single o le coppie senza figli no. Quindi le città britanniche sono divise in fasce di reddito catastale e nella scelta di una proprietà bisognerà considerare anche questo punto. Case con identica metratura possono avere differenze enormi in termini di Council Tax.


La differenza fondamentale quindi tra IMU e Council Tax è che la prima è un'imposta sul possesso degli immobili mentre la seconda è una tassa sui servizi pubblici. La differenza prima che legislativa è ideologica. L'IMU rappresenta un ba...



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Crisi: Fitch, senza soluzione paesi Eurozona a rischio taglio rating


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Crisi: Fitch, senza soluzione paesi Eurozona a rischio taglio rating



(Pubblicato il Tue, 12 Jun 2012 11:46:00 GMT)


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Fitch: aumentano probabilità terzo LTRO


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Fitch: aumentano probabilità terzo LTRO

Secondo Fitch sono in aumento le probabilità che la BCE vari una terza operazione LTRO (Longer Term Refinancing Operation).


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Grecia: niente più gas per produzione elettrica


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Grecia: niente più gas per produzione elettrica

Metà delle bollette elettriche in Greci nel corso del 2011 non sono state ancora pagate, nonostante i distacchi di corrente, il gestore nazionale fatica a tenere in piedi la produzione per coloro che ancora possono pagare o hanno minimi ritardi. 
La Grecia non ha più un soldo per importare tra l'altro il gas naturale indispensabile a tenere in piedi la rete elettrica nazionale. Ancora un paio di mesi e dovranno iniziare il razionamento elettrico, che non finirà mai, ma questo non lo dirà nessuno (a priori). Poi accadrà alla Spagna. Mentre la Germania teme, come ho scritto poco fa, che degli improvvisi black-out possano scatenare il caos urbano già dal prossimo inverno.
Ma ovviamente tutto va bene ed andrà per il meglio.

link: http://www.bloomberg.com/news/2012-06-10/greek-blackouts-risked-as-power-companies-cash-runs-out-energy.html 
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La spada dei banchieri nel cuore della Grecia


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La spada dei banchieri nel cuore della Grecia

"Il fenomeno della democrazia rappresentativa è archiviato" - Intervista a Luciano Canfora


luciano canfora 20120612


di Stefano Cingolani www.radio3.rai.it


Proponiamo ai lettori di Megachip la trascrizione di un'intervista a Luciano Canfora* rilasciata il 20 febbraio 2012 ai microfoni della trasmissione radiofonica Radio 3 Mondo. In una situazione internazionale, economica e politica, in continuo divenire, il punto di vista ancora attuale di un profondo conoscitore della storia e della democrazia.


Perché la Grecia viene messa sotto tutela, in fondo non c'è una debolezza intrinseca della Grecia, anche in questa fase, nei confronti anche di sé stessa, del suo modo stesso di gestire i propri affari? 


Intanto direi che sul piano storico, lo sguardo rivolto ad un passato remoto, le ragioni perché la Grecia è stata sempre soverchiata dalle grandi potenze sono di carattere strategico e militare. Al centro del Mediterraneo – quindi l'Impero turco come grande avversario delle potenze occidentali nella parte est del Mediterraneo – controllare la Grecia significava contrastare quel dominio e dominare appunto questo mare strategico che è il Mediterraneo.



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Economisti contro il Gold Standard


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Economisti contro il Gold Standard

Una notizia succulenta da ETF Daily News. Leggiamo: "Questa settimana Barron's punta ai recenti dati del World Gold Council che riportano enormi acquisti d'oro da parte di banche centrali negli ultimi anni. Questi acquisti molto probabilmente non sono una mossa tattica temporanea, ma piuttosto un trend di lungo termine che continuerà per anni, se non decadi. Ma aspettate: le banche centrali non dicono a noi "comuni mortali" di acquistare più azioni, di investire e spendere più valuta fiat, e di schernire i gold bug per la loro idiozia? Sembra proprio un caso di "Fai quello che dico, non quello che faccio." [...] Questo flusso regolare di oro nei caveau dei banchieri centrali è notevole sia per la quantità sia per la consistenza del suo volume. Infatti, questo tipo di acquisto ufficiale è avvenuto l'ultima volta nel 1965, quando il panorama economico globale difficilmente rassomigliava all'attuale sistema fiat sperimentale."
Leggiamo ora da Barron's: "Le banche centrali hanno aumentato i loro accumuli d'oro di 400 tonnellate [...] durante i passati 12 mesi fino al 31 Marzo, un aumento di 156 tonnellate rispetto all'anno precedente, secondo gli attuali dati del World Gold Council. Il consiglio "è ora fiducioso che le banche centrali continueranno a comprare oro e ha aggiunto gli acquisti ufficiali ai parametri della domanda d'oro," scrive Austin Kiddle per il bullion dealer Sharps Pixley di Londra."
Alla faccia della reliquia barbarica! Fate le vostre scommesse.
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di Gary North


Se c'è una sola confessione di fede che unisce gli economisti di tutto il mondo oggi è questa: la loro ostilità senza compromessi nei confronti di un gold coin standard.

La seconda confessione di fede è il lo...


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CHI PAGA LE TASSE E’ COMUNQUE UN SUDDITO


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CHI PAGA LE TASSE E' COMUNQUE UN SUDDITO

DI MATTEO CORSINI


"La corrispondenza qualitativa e quantitativa fra imposte e servizi resi dallo Stato definisce in misura significativa il rapporto di ognuno di noi con lo Stato stesso. Contribuisce a fare di noi dei Cittadini. Se assente ingiustificata, ci identifica come sudditi." (N. Rossi)


Spesso mi è capitato di essere d'accordo con quanto dice o scrive Nicola Rossi, senatore e presidente dell'Istituto Bruno Leoni. Non questa volta.


Certamente se vi fosse corrispondenza qualitativa e quantitativa tra imposte e servizi resi dallo Stato sarebbe meglio rispetto alla situazione attuale, ma non credo che ciò sarebbe sufficiente per considerare le persone cittadini e non sudditi.


Innanzi tutto, la corrispondenza tra imposte e servizi potrebbe forse verificarsi a livello aggregato e, in qualche caso, a livello individuale, ma è nella essenza redistributiva dell'azione statale la generazione di due categorie di individui, quelle che John Calhoun definiva tax payers e tax consumers, ossia contribuenti netti e beneficiari netti dell'imposizione fiscale. Essendo quest'ultima, già dall'etimologia, non volontaria, i contribuenti netti sarebbero in ogni caso assimilabili a sudditi. Peraltro, anche nei casi in cui vi fosse corrispondenza tra imposte e servizi a livello individuale la persona resterebbe, a mio parere, un suddito, dato che non avrebbe la possibilità di scegliere se accettare o meno quei servizi, né di rivolgersi a un altro fornitore (in alcuni casi potrebbe farlo, ma ciò non lo esenterebbe dal pagamento delle imposte).


Occorre poi considerare che all'aumentare del raggio d'azione dello Stato, tende ad aumentare l'imposizione fiscale e, al tempo stesso, aumentano le dimensioni dell'apparato burocratico che assorbe una parte via via crescente del gettito fiscale, il che rende sempre meno probabile la corrispondenza tra imposte e servizi resi anche a livello aggregato.


Ogni volta che si ritiene non rinunciabile l'intervento dello Stato, come fanno anche i liberali classici in talune circostanze, si finisce quindi con il giustificare la riduzione dell'individuo alla posizione di suddito.


A mio parere, un grande punto debole del liberalismo classico consiste nel ritenere lo Stato un male necessario, minimizzabile mediante vincoli costituzionali. Purtroppo non c'è costituzione che effettivamente contenga la tendenza espansionistica dello Stato. La storia ne ha già dato numerose dimostrazioni.



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Riusare l’Italia. Combattere la crisi recuperando gli edifici abbandonati


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Riusare l'Italia. Combattere la crisi recuperando gli edifici abbandonati

Di Maria Ferdinanda Piva Tutte le volte che vedo un cantiere edile per una nuova costruzione mi viene l'orticaria: l'Italia ne è piena, crisi o non crisi, e la cosa che mi costringe, praticamente, a viaggiare avvolta in una nuvola di talco mentolato. Avete idea di quanto è vasto il patrimonio edile già esistente e [...]


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E alla Fine Tocca ai Tedeschi: Il Bund che NON ti Aspetti (RendiCrucchi in Aumento)


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E alla Fine Tocca ai Tedeschi: Il Bund che NON ti Aspetti (RendiCrucchi in Aumento)

Oh, Oh, alla fine tocca anche (un pochino) ai tedeschi, il mercato sta cominciando a prezzare il rischio Germania, ovvero il rischio implicito delle garanzie che la SOLA Germania è in grado di dare come pagatore di ultima istanza per tutti gli altri.


Fino alla settimana scorsa la norma era, salgono i rendimenti dei periferici e scende il rendimento sul bund (e sull'OAT).


Poi fu il salvataggio (si fa per dire) della Spagna che precede  quello di Cipro per poi arrivare a quello Italico (buona fortuna), dunque un leggerissimo dubbio attanaglia gli operatori di borsa (se ne discute in bagno, tra una sniffata di coca e l'altra):


Vuoi vedere che il 1,qualcosa% è un po' pochino come premio al rischio per le obbligazioni tedesche?


Ma vah? Noooooo chi l'avrebbe mai detto!


Comunque ecco qui, vi presento l'Anomalia Germanica, che presto a parer di chi scrive diventerà normalità:


ScreenHunter 02 Jun. 12 10.44  E alla Fine Tocca ai Tedeschi: Il Bund che NON ti Aspetti (RendiCrucchi in Aumento)


p.s vorrei anche che notaste il disastro ATOMICO sulle obbligazioni a 2 anni italiane. Tutto in banca, niente oro, tranquilli ragazzi "qualcuno ci salverà"- Ma anche NO!






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