14/06/12

SIAMO COLONIE

SIAMO COLONIE:


Gennaro Zezza Levy Eonomics Institute Università Cassino



 La svendita programmata delle sovranità nazionali è iniziata molto tempo fa. Già nei primi anni '90 gli economisti sapevano che la creazione di una moneta comune slegata da una politica fiscale complementare e senza una banca centrale che potesse sopperire all'impossibilità di giocare con i tassi di cambio, innesacando una svalutazione competitiva, avrebbe condotto a una crisi la cui unica soluzione contemplava la cessione totale delle prerogative dei popoli, ovvero la loro autonomia e indipendenza rispetto alle politiche macroeconomiche.



 Un progetto che avrebbe consentito alla Germania di avvantaggiarsi sul piano delle ................................

Esplode il debito pubblico

Esplode il debito pubblico: Mario Monti non si è presentato con tutte le carte in ordine all’incontro con il presidente francese Francois Hollande.
A fine aprile, dopo sei mesi della sua cura all’economia italiana all’insegna dell’austerità, il debito pubblico ha toccato i 1948,58 miliardi di euro, con un aumento di 50,7 miliardi su dicembre 2012.
Il rapporto della Banca d’Italia è stato prevedibilmente negativo, sottolineando la bassa crescita economica, il poco credito concesso dalle banche alle imprese con una crisi delle esportazioni che penalizza anche quelle che avrebbero tutte le potenzialità di affermarsi sui mercati internazionali. Per non parlare poi della disoccupazione che sta...

Andrea Angelini

ANCHE CIPRO VUOL ESSERE SALVATA DALL’EURO

ANCHE CIPRO VUOL ESSERE SALVATA DALL’EURO:

DI MARKUS SALZMANN

wsws.org



L'isola mediterranea di Cipro, che assumerà la presidenza dell'Unione europea il 1 ° luglio è stata travolta nel vortice della crisi del debito europeo. Si prevede che la il governo repubblicano dell’isola sarà costretto a chiedere un prestito dai fondi di salvataggio dell’euro. Ciò significa che, subito alle spalle di Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, Cipro sarebbe il quinto dei 17 paesi dell'area dell'euro a prendere i soldi dal fondo di salvataggio.

Fmi, urgente azione ad ampio raggio

Fmi, urgente azione ad ampio raggio

Autorità sovranazionali e fine degli Stati

Autorità sovranazionali e fine degli Stati:

 
Meno di tre mesi per salvare l’euro. Da quando è approdata alla direzione del Fondo monetario internazionale, dopo aver lasciato il ministero delle Finanze francese, Christine Lagarde è entrata così dentro il suo ruolo di banchiere da assumere i tipici vezzi e i modi di ragionare della tecnocrazia internazionale.
Il primo dei quali è di pensare che la soluzione di tutti gli sconquassi dei mercati finanziari non si trovi, come sarebbe logico, nell’incominciare a stroncare la speculazione ma che possa invece essere trovato nella creazione di un governo mondiale o di una grande autorità sovranazionale, tipo appunto il Fmi, che con le buone o con le cattive, riesca a convincere gli Stati a cedergli progressivamente la loro sovranità e nell’adottare una unica moneta di riferimento.
Nessuno, e meno che mai la Lagarde, si preoccupa di ricordare che un’autorità del genere finirebbe per avere ai posti di comando esponenti di punta di quel mondo bancario e finanziario anglo-americano che da un decennio tiene sotto tiro i Paesi europei per colpire l’euro e tutelare il ruolo svolto dal dollaro e dalla sterlina.
Tre mesi, lo stesso periodo di tempo che un altro bandito di professione come George Soros, ha assegnato all’Unione europea “per correggere i propri errori e invertire l'attuale inerzia”. Un’affermazione che per il criminale di Wall Street significa che i Paesi europei dovrebbero fare di più per la crescita economica ricorrendo ad un maggiore indebitamento pubblico anche se questo significasse l’abbandono della linea del rigore dei conti imposta dalla Merkel, dalla Commissione europea e dalla Bce ai Paesi dell’euro per salvare la moneta unica ma che ha innescato l’attuale recessione.
Per la Lagarde, i tre mesi non significano però che entro tale termine la situazione dovrebbe risolversi al meglio ma che si dovranno adottare le prime misure di una strategia sul lungo periodo che dovrebbe rendere l’euro praticamente inattaccabile. La creazione dell'Eurozona, ha ricordato, ha richiesto tempo. Si tratta di un che dovrà essere migliorato, modificato e rafforzato. Varie questioni vanno risolte, come quella della Grecia. La Lagarde non sa dire se Atene uscirà dall’euro ma in ogni caso, al di là della colorazione e dalle decisioni del nuovo governo che nascerà dalle prossime elezioni, il primo punto sul quale si deve intervenire con decisione è l’evasione fiscale che ha raggiunto livelli intollerabili.
Sulla stessa linea, il vice direttore del Fmi, David Lipton, anche lui contrassegnato da un curriculum degno di un usuraio istituzionalizzato. Dopo essere stato direttore generale di Citi Group Bank, Lipton ha infatti fatto parte del National Economic Council e del National Security Council alla Casa Bianca durante l’amministrazione Clinton. A suo avviso i 100 miliardi che i fondi salva Stati dell’Unione europea verseranno per salvare le banche spagnole e ricapitalizzarle, rappresentano un importante passo ed eliminano dubbi e incertezze. Ma, in linea più generale, per l'Europa sono necessari altri passi da parte dei Paesi membri in funzione del consolidamento fiscale, che significa pareggio di cassa nel rapporto tra entrate (tasse) ed uscite finanziarie (spesa pubblica).
Scontate le soluzioni prospettate dalla Commissione europea che con il suo presidente, Josè Barroso, ha auspicato la nascita di una nuova struttura burocratica. Un supervisore sovranazionale per le grandi banche dei 27 Paesi dell'Unione in funzione della nascita, entro il 2013, di una Unione Bancaria. Per il tecnocrate portoghese, il piano potrebbe essere realizzato senza metter mano agli attuali trattati   europei. Esso dovrebbe comprendere uno schema per la garanzia dei depositi e un fondo di salvataggio pagato dalle istituzioni finanziarie. Oggi vi sarebbe una più chiara consapevolezza fra gli Stati membri europei sulla necessità di andare avanti nel processo di integrazione, specie nell'area dell'euro. Questa, ha insistito, è una delle lezioni da trarre dalla crisi. A Berlino, Londra e Parigi, ha concluso, i leader politici hanno cominciato a capire che l'eurozona potrà sopravvivere solo attraverso soluzioni europee comuni e una maggiore integrazione. Il fatto che Barroso abbia citato Londra, la Borsa di un Paese che non fa parte dell’euro, la dice lunga sul modo di ragionare del tecnocrate portoghese che come molti suoi colleghi non vuole ammettere quale sia oggi la posta in gioco e come la Gran Bretagna sia oggi, con gli Stati Uniti, il primo nemico operativo dell’euro.
Se Barroso vuole l’Unione Bancaria, il Governatore della Banca di Francia, Christian Noyer, vuole l’Unione Finanziaria europea. Una necessità che si sarebbe resa chiara con la crisi finanziaria e con i suoi effetti. L’Unione Monetaria, ha ammonito, ha bisogno di essere sostenuta da entrambe. L’Unione Finanziaria comporterà la nascita di una autorità unificata di supervisione per seguire e controllare quelle società finanziarie che abbiano una presenza e una attività significative al di la dei confini nazionali ed europei.

I PAESI CHE FINORA HANNO CHIESTO PRESTITI SONO PICCOLI. LA SPAGNA E’ IL PRIMO PAESE DI MEDIA GRANDEZZA. di Antonio de Martini.


Ti è stato inviato tramite Google Reader

I PAESI CHE FINORA HANNO CHIESTO PRESTITI SONO PICCOLI. LA SPAGNA E' IL PRIMO PAESE DI MEDIA GRANDEZZA. di Antonio de Martini.

Portogallo  Ha una popolazione di 10,8 milioni di abitanti, un PNL di 171 miliardi di euro e il 108%  di rapporto tra debito e PIL Ha preso a prestito  78 miliardi.


Irlanda . Ha una popolazione di 4,7 milioni di abitanti Un PNL di 156 miliardi di euro un rapporto debito PIL del 108% Ha preso un prestito di 67,5 miliardi ( nov 2010)


Grecia. Ha  10,8 milioni di abitanti Un PNL di 215 miliardi e un rapporto debito Pil del 165% Ha scaricato 105 miliardi da privati , 110 Mld a maggio 2010 e 130 a maggio 2012


Spagna . Ha 47 milioni di abitanti un PNL di 1,1 trilione  un rapporto debito PIL  al   68% La U.E. ha messo a disposizione 100 miliardi, ma la Spagna dice che ne vuole solo 46.


Questi sono i paesi PIGS ( e l'Italia non c'entra).


Cipro, altro paese piccolo , è in dirittura d'arrivo e vorrebbe 1,1 miliardo di euro  per la Banca Popolare di Cipro esposta con la Grecia ( è quindi una sorta  ausilio alla madrepatria).


Bene ha fatto  Mario Monti, nella conferenza stampa abbinata a Schauble a dichiarare "l'Italia NON è un paese fragile." parlava agli speculatori dei "mercati": l'Italia è quasi in tutto  – tranne la superfice territoriale – il doppio della Spagna, può ( può?) contare sulla solidarietà dei partner Spagnolo , Francese ( gli dobbiamo 300 miliardi) e tedesco, oltre a partner minori; un patrimonio immobiliare immenso ( il Quirinale costa quattro volte Buckingham Palace, perché è grande quattro volte Bukingham Palace, diciamolo finalmente!) e dispone della quarta riserva aurea del mondo.  Siamo un osso duro da rodere e speriamo che questa volta tutti si sia compatti e solidali.


Questo Monti non ha fantasia, ha un entourage degno di " Scherzi a Parte", ma comincia a piacermi. Questa battaglia del solstizio potrebbe vincerla.( se non viene pugnalato alle spalle).



Inviato da iPad

Monti svende l’Italia per tutelare gli interessi delle banche d’affari e delle multinazionali


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Monti svende l'Italia per tutelare gli interessi delle banche d'affari e delle multinazionali

monti-ocrosdi Massimo Ragnedda - notizie.tiscali.it.


L'avevamo detto sin da subito: Monti tutelerà gli interessi di chi l'ha voluto al governo di uno stato, ovvero le banche d'affari e le multinazionali. È un dato di fatto ed è inutile prenderci in giro o far finta di non vedere. Monti è l'uomo delle banche, membro della Trilaterale, del gruppo Bildeberg, proviene dalla Goldman Sachs, presidente di Università privata che sforna manager per multinazionali, il figlio lavora alla Morgan & Stanley con la quale lo stato italiano lo scorso 3 Gennaio ha negoziato la chiusura di un contratto di strumenti finanziari derivati pari a 2.567 milioni di euro, più o meno i soldi risparmiati, per il 2012 dalla riforma delle pensioni.



Inviato da iPad

La soluzione di Monti: svendita di Stato!


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La soluzione di Monti: svendita di Stato!

 Puntuale come un treno giapponese, quando i governi brancolano nel buio alla ricerca di soldi, e mettere ancora le mani nelle tasche dei cittadini fa temere il linciaggio, spunta fuori l'evergreen delle soluzioni: vendere i gioielli di Stato.




La situazione potremmo riassumerla e raccontarla in questa maniera:




Mario Rossi ha una famiglia numerosa; proviene da una famiglia facoltosa, con un gran numero di proprietà immobiliari e società in svariati settori produttivi. Alla gestione di queste attività è impegnata tutta la famiglia Mario e la sua famiglia non dovrebbero avere particolari problemi economici; eppure li ha.

Il problema è che la sua famiglia ha un sacco di vizi, tutti molto costosi, e gli sprechi sono la regola. Il peso delle spese superflue annulla e supera il reddito prodotto dal patrimonio familiare.

Mentre la maggior parte dei bilanci delle attività dei Rossi risultano in attivo o in pareggio, i debiti accumulati dalla famiglia sono più del doppio del fatturato delle aziende.

Le banche hanno iniziato a minacciare di non concedergli più credito, o di farlo a condizioni onerosissime.






Mario Rossi deve fare qualcosa, e subito. Davanti ha due strade: 




  1. Chiama a raccolta i familiari e insieme decidono di dare un taglio netto a tutti gli sprechi, e con il risparmio procedere al risanamento dei debiti.

  2. Vendere le aziende migliori, quelle che producono più reddito, gli immobili di maggior valore e le quote az...


Inviato da iPad

L'EuroTitanic contro l'Iceberg


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'EuroTitanic contro l'Iceberg


 



farageFate conto di avere un debito di 200 mila euro, diciamo un mutuo su una casa. Il vostro stipendio annuo è di 50mila euro, ma le vostre spese... 



Inviato da iPad

Svenditalia


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Svenditalia

Marco Cedolin

Il "grande usuraio", parafrasando Stefano Benni un poco più sboccato nei suoi Celstini, sembra ormai essere in procinto di pensare alle cose serie. Dopo la valanga di nuove tasse (che con l'acuirsi della recessione non renderanno granché), dopo l'eliminazione delle pensioni per le generazioni future, che comunque saranno costrette a pagare sempre più Inps, dopo avere posto le basi per un mercato del lavoro dove esisterà solo più la parola "uscita", inizia il peridio delle grandi svendite. Saldi fuori stagione che costituivano il motivo primo dell'insediamento a Palazzo Chigi di un banchiere di Goldman Sachs che nessuno aveva votato, ma Napolitano si era premurato di nominare senatore a vita, per una serie di meriti che si perdono nell'imponderabile....


Ma quali saranno i beni pubblici oggetto della "svendita per cessazione di attività" che presto andranno sul mercato, per la felicità di banchieri e faccendieri senza scrupoli? Sostanzialmente, stando alle parole di Mario Monti, tutti i beni pubblici in attivo (gli unici appetibili), mentre le passività continueranno a rimanere appannaggio della contabilità dello stato, per contribuire all'incremento del debito pubblico, con lo spauracchio del quale da tempo immemorabile si menano per il naso i cittadini.

Nei vetrine dei saldi andranno perciò le ultime grandi imprese statali, come ENI e Finmeccanica, ma anche le multiutility e le municipalizzate che gestiscono i servizi al cittadino, come Hera, Acea, A2A, partendo dai colossi, fino ad arrivare agli enti più piccoli che operano a livello comunale.


Inviato da iPad

Il Monarca della Repubblica


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il Monarca della Repubblica

presidenti-repubblica.jpg



I poteri del presidente della Repubblica sono in parte regali e in parte indefiniti, di fatto sono monarchici e discrezionali. Ogni Presidente, dal dopoguerra, li ha interpretati a modo suo. Il dibattito carsico che emerge puntuale in caso di ingovernabilità o di crisi istituzionali vorrebbe attribuire a questa figura maggiori poteri. Una ipotesi che ci consegnerebbe dritti a una potenziale dittatura. Berlusconi eletto dal popolo o la sua fotocopia sobria del pdmenoelle, D'Alema, a suo tempo candidato prediletto del bibliofilo Dell'Utri, sarebbero una sciagura nazionale, altro che il Mascellone. Se il prudente Napolitano ha dichiarato guerra alla Libia, nostra alleata, contravvenendo all'articolo 11 che riporta "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali...", ha nominato nottetempo un professore senatore a vita e lo ha imposto come presidente del Consiglio senza passare da libere elezioni, ha influenzato la stesura delle leggi dello Stato (prerogativa del Parlamento) durante il suo mandato, ha firmato senza rinviarle al Parlamento, leggi come il Lodo Alfano, chiaramente incostituzionali, ha discriminato in discorsi pubblici, senza mai nominarla, una forza politica democratica: il MoVimento 5 Stelle. Se lui ha potuto fare tutto questo, immaginatevi un presidente con scarse propensioni democratiche. Queste osservazioni non sono un attacco a Napolitano, che credo operi, dal suo punto di vista, in buona fede, ma agli attuali poteri della Presidenza della Repubblica che vanno limitati. Un piccolo esempio sono i senatori a vita. Il Presidente ne può eleggere cinque e, considerata le differenza minima in Senato tra maggioranza e opposizione, alterare la volontà elettorale. Il Presidente nomina chi gli pare, come avvenne per Andreotti da parte di Cossiga prima che questi venisse travolto dall'omicidio di Salvo Lima e dai processi mafiosi. Il Presidente è eletto per sette anni, più di qualsiasi altra carica istituzionale. L'articolo 87 della Costituzione gli attribuisce il comando delle Forze armate, di presiedere il Consiglio superiore della magistratura (anche da articolo 104), di concedere grazia e commutare le pene. L'articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Il Presidente, ma forse è meglio chiamarlo Sua Maestà, per l'articolo 90, non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione (ma firmare una legge incostituzionale è un attentato alla Costituzione?). Per l'articolo 92, il Presidente nomina il Presidente del Consiglio dei ministri. Può sciogliere (articolo 126) il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta. Può nominare un terzo della Corte cos...



Inviato da iPhone

Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione


Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione. Ci sta svendendo. Ci sta affondando. E lo fa in piena consapevolezza.



di Sergio Di Cori Modigliani
Subdolamente, il sole24ore, ieri mattina, titolava "Schnell frau Merkel!".
L'idea di base consisteva nel ricordare ai propri lettori, a nome della Confindustria, che la situazione italiana oggi, sarebbe –secondo loro- com'era nell'ottobre del 2011 quando decisero di eliminare Berlusconi.
Ricorderete che, in quei tumultuosi giorni, il quotidiano economico titolò "Fate presto" con anomale lettere cubitali, schiacciando il campanello d'allarme.
Il secondo significato, retrostante questo titolo, consisteva nel fornire un viàtico d'accompagnam...


Inviato da iPhone

Che dice la Bce


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Che dice la Bce

bce_crescita.jpg

"Stamattina le agenzie di stampa hanno ribattuto questa notizia. "Secondo la Bce l'Italia è il Paese dell'eurozona che ha registrato il maggiore deterioramento della crescita, ma ha obiettivi ambiziosi". Riflettendoci un attimo mi sono chiesto quale risposta un cittadino normale possa darsi davanti a tale affermazione:

a) La Bce ci prende per il culo (sugli obiettivi ambiziosi, non sul deterioramento);

b) Le agenzie di stampa non traducono molto bene l'inglese e in realtà hanno dimenticato di scrivere un "non" davanti a "ha obiettivi...";

c) La Bce non ci prende per il culo ma gli obiettivi ambiziosi sono quelli di cedere il patrimonio pubblico ai paesi stranieri;

Non ho ancora scelto la mia risposta. Comunque vada, sarà un successo".

Max F.





Inviato da iPhone

Iniziata la fase 2 !!!!!

Salvare l'Italia: l'INPS potrebbe, ma BARA

di Marco Saba, 14 giugno 2012
  Mentre scrivo il titolo di questo post, mi viene da ridere: l'INPS bara due volte, nel senso letterale di BARA. 


  La prima volta che bara l'INPS

Bara quando seleziona e/o aggiusta le statistiche ISTAT per farci credere che lo Stato sia un buon padre di famiglia e che la pensione sia un utile investimento, coi nostri contributi.... salvo poi scoprire che se muori a 66 anni e vai in pensione a 65 era meglio che te li giocavi i soldi, piuttosto che pagare i contributi. Se poi ti aumentano l'età pensionabile a 67... hanno proprio fatto Bingo !

  La seconda volta che bara l'INPS

 Ma la seconda volta che l'INPS bara è quando non tiene conto della sua partecipazione al 5% in Banca d'Italia. E' una partecipazione importante perché è statale, a differenza del resto delle partecipazioni delle banche private e assicurazioni. Il nodo della partecipazione INPS riguarda la sua posizione nei confronti del falso in bilancio di Bankitalia. La Banca d'Italia, in perfetto stile orwelliano, ha ridefinito la definizione di "rendita monetaria" riuscendo a nasconderne la maggior parte addirittura postandosela nel passivo. Ma spieghiamo bene dall'inizio: la rendita monetaria è la differenza tra i costi sostenuti ed il valore nominale della moneta che si emette sul mercato, spendendola o prestandola. Il primo caso è semplice: la banconota da 500 euro costa circa 10 centesimi più IVA (che si scarica). Quindi quando compro dalla tipografia un milione di euro in pezzi da 500, li pago 200 EURO. Ma se sono d'accordo con la tipografia per un pagamento a fine mese dalla consegna, le do i 200 dal milione che mi ha consegnato, mi rimangono 999.800 euro gratis. Mi pare evidente, sono gli stessi costi che avrebe un falsario, circa. Ma quando come banca centrale presto i soldi ad altri (altre banche o cosche varie attraverso le "Operazioni di Mercato Aperto", che non sono né aperte né di mercato), presto il valore nominale: 1 milione di euro, e ci chiedo sopra gli interessi. E qui comincia il falso in bilancio perché la banca centrale mette nel passivo proprio "1 milione di euro", mentre come abbiamo visto sopra ha dato alla tipografia solo 200 euro. Ma non finisce qui: chiede - nel caso dei recenti prestiti alle banche - l'1% di interesse. Cosicché dopo tre anni riceverà 1milione e trentamila euro, mettiamo CASH. La banca centrale falsaria provvederà a cancellare il falso passivo del milione, mettendo in attivo SOLO 30.000 euro. Ci siamo? Sembra tutto regolare MA - c'è un MA - al cassiere che ha ricevuto la restituzione, rimangono in mano banconote per 1 milione di euro. E che fa? Le brucia ?


Il riciclaggio attraverso la criminalità interbancaria

 Ovviamente no, si tratta di fondi extrabilancio poiché - contabilmente . la banca è a zero. Allora li ricicla tramite i conti segreti (conti neri) che la banca centrale ha presso le istituzioni di clearing interbancario: Clearstream, Euroclear, Swift. Ci sono decine di migliaia di conti neri presso queste istituzioni ed il giornalista investigativo francese Denis Robert ne ha trovati 17mila nel 2001 solo presso Clearstream... figurati adesso quanti ce ne sono. Ma perché così tanti conti neri? Perché non solo le banche centrali falsificano il bilancio, ma anche tutte le alttre col denaro virtuale. Quando la tua banca crea contabilmente 20.000 euro per prestarteli, crea un falso passivo da 20.000 e quando tu glieli rendi in contanti, si ricrea lo stesso meccanismo indicato sopra: la banca va a zero ma si trova 20.000 euro in nero in mano. E allora ?

  Siamo in mano a pirati

 E allora succede che se la cittadinanza si rendesse conto di quanto dico sopra, che dico dal 2000 senza nessuna denuncia né smentita ufficiale pubblica, vuol dire che siamo in mano ai pirati. Alla mafia interbancaria. E quando mi ritrovo paracadutato dall'alto - dagli alieni - un Primo Ministro come Mario-netta Monti - che avrebbe dovuto studiare bene alla Bocconi almeno le lezioni di Pound degli anni trenta, per cominciare, che non si accorge che coi 4.600 miliardi di euro creati dalla BCE per salvare le banche ci hanno rubato 11.300 euro a testa, in poco tempo, ed in più ce li riaddebitano come debito pubblico, allora... Ma torniamo all'INPS che partecipa in Banca d'Italia. Per la sua falsificazione contabile, l'Eurosistema si era dato il limite del 2%, ovvero poteva creare denaro per 50 volte il denaro realmente detenuto in cassa, ogni banca, esclusa la BCE che ne crea ad libitum. Ma quel 2% di denaro realmente detenuto è sottoforma di titoli del debito pubblico. Eccoci. Quindi, 1900 miliardi di titoli del debito italiano vanno a costituire il 2% del moltiplicatore. In sostanza, il sistema europeo delle banche centrali, per quanto riguarda solo l'Italia, ha creato 100mila miliardi di euro esentasse e nascondendoli nel bilancio come passivo. Quindi, li ha rubati due volte. Quindi ce li deve restituire. E più ne crea la BCE, più ce ne dovranno restituire. Si chiama BANCAROTTA FRAUDOLENTA E FALSO IN BILANCIO. LA BANCAROTTA FRAUDOLENTA DELL'EURO-SISTEMA Non potranno mai restituirli, le banche, perché non hanno copertura del denaro che hanno sottratto alla comunità. Se lo sono speso in cocaina e puttane. Se lo sono speso per corrompere tutte le voci che dovevano rimanere libere, nei media, tutti i politici, tutti i giudici, tutti i massoni, tutti gli inservienti dello stato corrotti che non capiscono bene quello che sto scrivendo. Tutte le chiese dell'oppio dei popoli. Ecco. E allora come farebbe l'INPS a salvare l'Italia se non fosse in mano ai pedofilantropi ? Semplice.

  Come l'INPS da sola potrebbe salvare l'Italia

 L'INPS può chiedere che Bankitalia venga commissariata e che venga rettificato il bilancio riportando il falso passivo monetario nell'attivo e tassandolo. O sequestrandolo e consegnandone all'INPS stessa il 5%. Ovvero, il 5% DEGLI ALMENO 100.000 MILIARDI RUBATI. Ovvero, 5.000 miliardi, due volte e mezzo il debito pubblico. Non basterebbe?

  La privatizzazione dell'INPS *PRIMA* dell'audit di Bankitalia

 Ma io faccio una proposta ragionevole: compro io l'INPS per una cifra simbolica di 1900 miliardi di euro assumendone perpetuamente i debiti e crediti. Me ne rimangono tremila di miliardi di euro...più tutti quelli che mi spetteranno dalle nuove emissioni. Ma ci voleva tanto ? Vedrai che ora, grazie a questa dritta, la privatizzeranno eccome... Così sia se vi pare, altrimenti non vedo alternative all'unirci davvero a coorte, pronti alla morte. Alla morte di chi è facile capirlo.

 Marco Saba

P.S. L'INPS non potrà dire di non sapere poiché quest'articolo è sul tavolo di un suo revisore dei conti dell'ente... indovina chi ?

BENI PUBBLICI IN VENDITA (?)/ L’esperto: ecco i pro e i contro del piano di Monti


Ti è stato inviato tramite Google Reader

BENI PUBBLICI IN VENDITA (?)/ L'esperto: ecco i pro e i contro del piano di Monti

CARLO BURATTI fa presente che, dato il livello record raggiunto dal debito pubblico, la vendita del patrimonio immobiliare non è più procrastinabile. Ma va fatta a certe condizioni

(Pubblicato il Thu, 14 Jun 2012 15:14:00 GMT)

IL CASO/ L'Italia dei tagli e dei sacrifici fa felice solo la Spagna, di P. Annoni
FUGA DI CAPITALI/ L'esperto: vi spiego cosa sta accadendo e come salvare l'euro


Inviato da iPad

Spagna:De Guindos,tassi insostenibili


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Spagna:De Guindos,tassi insostenibili

Ministro Economia, abbiamo sostegno partner europei


Inviato da iPad

USA: Il deficit delle partite correnti sale ai massimi da tre anni


Ti è stato inviato tramite Google Reader

USA: Il deficit delle partite correnti sale ai massimi da tre anni

Il deficit delle partite correnti degli USA è cresciuto nel primo trimestre del 2012 a $137,3 miliardi ovvero al 3,6% del PIL. Si tratta del più elevato deficit dal quarto trimestre del 2008...






Inviato da iPad

Mario Monti c'ha la mamma troika


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Mario Monti c'ha la mamma troika


La troika è lui, uno e trino.

 Mario Monti troika BCE UE FMI IMF ECB DIscorso Camera Europa

 Mario Monti ha parlato questa mattina alla Camera. Dopo la riunione di ieri sera, in cui ha chiesto ad Alfano, a Bersani e a Casini di avere pieno supporto sul processo di cessione di sovranità nazionale (come se la mozione di fine gennaio non fosse sufficiente), questa mattina ha detto che tutto sommato possiamo stare tranquilli, perché da noi la troika non è stata necessaria: abbiamo fatto da soli, evitando il commissariamento.



Inviato da iPad

Spread BTP-Bund: tanto rumore per nulla

. Negli ultimi giorni è tornato improvvisamente di moda l'argomento spread BTP-Bund dato che l'indicatore ha ricominciato la marcia verso l'alto portandosi a 480 punti base, livello che aveva già registrato, e ampiamente superato, pochi mesi fa tra novembre e gennaio. La situazione di oggi è però ben diversa rispetto a quella di allora, e non è così drammatica come la si vuole a tutti i costi dipingere. Cerchiamo di capire il perchè. Ricordiamo che lo spread BTP-Bund è un differenziale che rappresenta, più precisamente, la scostamento tra il rendi

Münchau: con l'uscita dell'Italia dall'Euro, inizierebbe la crisi della Germania

Voci dalla Germania ci traduce questo interessante articolo di Wolfgang Munchau su Der Spiegel, che mette in luce la reale situazione della Germania e quanto avrebbe da perdere dalla crisi dell'euro, cosa di cui noi Italiani periferici non  siamo abbastanza consapevoli
Dopo le banche spagnole, anche l'Italia dovrà chiedere la protezione del fondo salva stati? Gli aiuti disponibili non saranno abbastanza - l'Eurozona rischia il crollo. Ma come avverrà il crollo?

Abbiamo avuto diversi avvertimenti, come recentemente quello di Christine Lagarde o di George Soros: l'Euro rischia di disintegrarsi entro tre mesi. Io condivido la previsione. Al centro del problema non c'è la Grecia, ma Spagna e Italia.  Il punto è che i meccanismi attuali di salvataggio in caso di escalation della crisi non sarebbero sufficienti....Continua a leggere

La Borsa di Atene vola, in orbita i bancari


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La Borsa di Atene vola, in orbita i bancari

L'indice ASE sale di più del 7%.





Inviato da iPad

Monti: Stiamo preparando la vendita di parte del patrimonio pubblico


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Monti: Stiamo preparando la vendita di parte del patrimonio pubblico

Aveva detto di voler ridurre il debito, invece è riuscito ad aumentarlo. Adesso, non sapendo come fare, ma sapendo benissimo quello che fa, vende i nostri beni. Monti è solo un altro chiodo nella bara dell'Italia

Dal TG La7 del 13 giugno 2012
Annuncio del premier da Berlino. La dismissione di parte del nostro patrimomio pubblico potrebbe fruttare da 300 a 700 miliardi di euro

Servizio di Daniele Maglie

Fonte: tg.la7.it



Inviato da iPad

Salvare l'Italia: l'INPS potrebbe, ma BARA


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Salvare l'Italia: l'INPS potrebbe, ma BARA


Salvare l'Italia: l'INPS potrebbe, ma BARA
di Marco Saba, 14 giugno 2012

Mentre scrivo il titolo di questo post, mi viene da ridere: l'INPS bara due volte, nel senso letterale di BARA.

La prima volta che bara l'INPS

Bara quando seleziona e/o aggiusta le statistiche ISTAT per farci credere che lo Stato sia un buon padre di famiglia e che la pensione sia un utile investimento, coi nostri contributi.... salvo poi scoprire che se muori a 66 anni e vai in pensione a 65 era meglio che te li giocavi i soldi, piuttosto che pagare i contributi. Se poi ti aumentano l'età pensionabile a 67... hanno proprio fatto Bingo !

La seconda volta che bara l'INPS

Ma la seconda volta che l'INPS bara è quando non tiene conto della sua partecipazione al 5% in Banca d'Italia. E' una partecipazione importante perché è statale, a differenza del resto delle partecipazioni delle banche private e assicurazioni. Il nodo della partecipazione INPS riguarda la sua posizione nei confronti del falso in bilancio di Bankitalia. La Banca d'Italia, in perfetto stile orwelliano, ha ridefinito la definizione di "rendita monetaria" riuscendo a nasconderne la maggior parte addirittura postandosela nel passivo. Ma spieghiamo bene dall'inizio: la rendita monetaria è la differenza tra i costi sostenuti ed il valore nominale della moneta che si emette sul mercato, spendendola o prestandola. Il primo caso è semplice: la banconota da 500 euro costa circa 10 centesimi più IVA (che si scarica). Quindi quando compro dalla tipografia un milione di euro in pezzi da 500, li pago 200 EURO. Ma se sono d'accordo con la tipografia per un pagamento a fine mese dalla consegna, le do i 200 dal milione che mi ha consegnato, mi rimangono 999.800 euro gratis. Mi pare evidente, sono gli stessi costi che avrebe un falsario, circa. Ma quando come banca centrale presto i soldi ad altri (altre banche o cosche varie attraverso le "Operazioni di Mercato Aperto", che non sono né aperte né di mercato), presto il valore nominale: 1 milione di euro, e ci chiedo sopra gli interessi. E qui comincia il falso in bilancio perché la banca centrale mette nel passivo proprio "1 milione di euro", mentre come abbiamo visto sopra ha dato alla tipografia solo 200 euro. Ma non finisce qui: chiede - nel caso dei recenti prestiti alle banche - l'1% di interesse. Cosicché dopo tre anni riceverà 1milione e trentamila euro, mettiamo CASH. La banca centrale falsaria provvederà a cancellare il falso passivo del milione, mettendo in attivo SOLO 30.000 euro. Ci siamo? Sembra tutto regolare MA - c'è un MA - al cassiere che ha ricevuto la restituzione, rimangono in mano banconote per 1 milione di euro. E che fa? Le brucia ?

Il riciclaggio attraverso la criminalità interbancaria

Ovviamente no, si tratta di fondi extrabilancio poic...


Inviato da iPad

NATO: ALLARME NERO


Ti è stato inviato tramite Google Reader

NATO: ALLARME NERO



DI GIANNI LANNES

sulatestagiannilannes.blogspot.it





Per dirla con Jean Baudrillard «Ogni significato presuppone una profondità, una dimensione nascosta che l'uomo postmoderno ignora, abituato com'è alla mancanza di significati per eccesso di significati stessi». Il sistema in cui sopravviviamo è basato sulla menzogna a tutti i livelli, certo ben artefatta. E' in corso da decenni una guerra per controllare anche le nostri menti. Cia ed Nsa cosa credete che siano e soprattutto facciano in giro per il mondo. Gli esperti Usa hanno iniziato a studiarci su basi "sociologiche" dagli anni Cinquanta, sostenendo le azioni illegali dei servizi segreti, come la "strategia della tensione".


Inviato da iPad

Io continuo a comprare, tu continui a pagare


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Io continuo a comprare, tu continui a pagare

Per ridurre la spesa sanitaria, oltre alla proposta di nuovi ticket di cui si è parlato ieri, il Ministro della Salute Balduzzi ha pensato di anticipare all'anno corrente quanto previsto per il 2013 nella manovra di luglio dello scorso anno (l'art. 17, comma 1, lettera b, della manovra di luglio 2011, legge 111/2011): si intende prelevare quasi un miliardo di euro dalle aziende farmaceutiche, per ripianare gli sforamenti del tetto della spesa ospedaliera oggi a carico delle Regioni. Entro meno di venti giorni (data prevista, 30 giugno) è atteso un regolamento su proposta del ministero della Salute di concerto con quello dell'Economia e delle Finanze che definisca le procedure per porre a carico delle aziende farmaceutiche il 35% di sforamento della spesa ospedaliera.


Gli ultimi dati Aifa relativi al 2011 indicano una spesa farmaceutica ospedaliera pari a 3.780,6 milioni di euro, ossia il 3,6% della spesa sanitaria (che rappresenta, più o meno casualmente, la stessa percentuale indicata da Farmindustria come "tetto ideale" per l'ospedaliera), benchè il tetto di legge per questa voce sia fissato al 2,4% del fondo sanitario (limite, per altro, stabilito senza tener conto della reale domanda): questo sforamento rappresenta un superamento del tetto di circa 1.230 milioni il cui onere del ripianamento viene però spostato sulle aziende farmaceutiche, sebbene esse non siano le principali responsabili della spesa.


Il settore farmaceutico rappresenta infatti solo il 16% della spesa sanitaria: se, quindi, il regolamento fosse effettivamente firmato, si chiederebbe un contributo al ripianamento sproporzionato (pari a un terzo degli 1,5 miliardi di euro previsti per il 2012 a carico della sanità dalla spending review) a un soggetto che è responsabile della creazione di spesa per una percentuale molto inferiore.


Si consideri poi che sono gli ospedali stessi a decidere quali e quanti farmaci acquistare. Da parte loro, le aziende non possono rifiutarsi di fornire i medicinali richiesti: nei fatti, quindi, i fornitori non vengono pagati per prodotti regolarmente acquistati per scelta del compratore. In altre parole, sono costretti ad abbuonargli parte della spesa.


Oltre a essere un intervento iniquo, i...



Inviato da iPad

Grecia, così il ritorno alla dracma favorisce i ricchi e impoverisce i poveri


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Grecia, così il ritorno alla dracma favorisce i ricchi e impoverisce i poveri

Una partita a scacchi giocata in prima battuta dalla finanza internazionale, con pedoni e pedine sacrificabili (molti già caduti) e solo pochi, pochissimi a vedersela poi col Re. Il ritorno alla dracma farebbe i ricchi ancora più ricchi. E gli altri? All'inferno. Ecco come. Cosa succederebbe se la Grecia dovesse un bel giorno cambiare valuta uscendo dall'euro? Facciamo l'esempio di un industriale, con mille dipendenti, che commercia in idrocarburi. Gli operai che oggi ricevono lo stipendio in euro, lo riceverebbero automaticamente in dracme. Ma la dracma rispetto all'euro patirebbe una svalutazione complessiva del 75% come molti analisti hanno certificato, distribuita in un 50% iniziale un secondo dopo l'annuncio dell'uscita dall'euro e un altro 25% nei giorni immediatamente successivi.

Quindi chi guadagna mille euro al mese, riceverebbe in dracme l'equivalente di 250 euro. Di conseguenza i mille dipendenti che pesano sul bilancio aziendale per un milione di euro di monte stipendi, con la dracma influirebbero per soli 250mila euro. Con un risparmio netto per il titolare dell'azienda del 75%. Non male in tempi di vacche magre. In secondo luogo i prezzi dei carburanti, dal momento che si tratta di prodotti importati e l'industriale li importa in euro, resterebbero immutati. Se un litro di verde costava due euro, lo stesso costerà in dracme e indipendentemente dal cambio. Che sarà "livellato" per conti correnti, prodotti commerciali, ovvero per quei fattori direttamente controllabili dallo stato, su cui il gioco degli speculatori non potrà esserci.

In conclusione quell'industriale quanto guadagnava con l'euro, tanto guadagnerà con la dracma, con la differenza che risparmierà nettamente sul costo del lavoro. Certo, con il listino della verde impazzito e con gli stipendi ribassati, possiamo supporre che la coda ai benzinai diminuirà sensibilmente, come dimostra l'acquisto massiccio nell'ultimo bimestre di biciclette in tutte le città elleniche. Ma mettiamoci per un attimo, però, nei panni di quell'operaio e del suo nucleo familiare: i veri sconfitti da questo scenario. Che magari dopo 25 anni di attività, con contributi versati regolarmente, potrebbe trovarsi nella scomoda posizione di guadagnare un salario da fame con una liquidazione irraggiungibile e, anche se strappata con i denti, comunque in dracme. Fame su fame. Domanda da un milione di dollari, allora: da che parte sta la Confindustria ellenica, quella da cui dovrebbe ripartire quel poco di economia nazionale? Dalla parte dell'eurozona, della moneta unica? O del ritorno della cara, vecchia dracma?

E ancora: i dipendenti di quell'azienda per chi dovrebbero fare il tifo alle elezioni del prossimo f...



Inviato da iPad

Grecia, la borsa scommette su una vittoria dei partiti pro euro


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Grecia, la borsa scommette su una vittoria dei partiti pro euro

Secondo alcuni sondaggi si delinea una probabile vittoria dei partiti pro euro che porterà probabilmente alla formazione di un governo favorevole al [...]





Inviato da iPad

Quelli che se ne fregano della crisi greca


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Quelli che se ne fregano della crisi greca

Nei paradisi ellenici la vita dei vip continua senza stravolgimenti





Inviato da iPad

Tabella CDS


STATI BANCHE Italia Austria 187 Assicurazioni Generali 382 Belgio 271 B. Mps 635 Bulgaria 352 B.P. Milano 676 Croazia 556 B. Popolare 706 Danimarca 6

Le persone intelligenti fanno errori molto stupidi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Le persone intelligenti fanno errori molto stupidi

Un libro di Daniel Kahneman sul pensiero e le sue affinità





Inviato da iPad

Tamburi di Guerra per la Siria?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Tamburi di Guerra per la Siria?

Le notizie che arrivano dalla Siria non sono affatto rassicuranti. La pressione su tale paese viene rafforzata anche dalle ultime esternazioni del Segretario del Tesoro USA, Timothy Geithner, il quale è stato ultimamente ospite di "Friends of the Syrian People International Working Group on Sanctions," un modo per mettere pressione finanziaria ed economica al governo di Assad. Inoltre, alla fine di tale meeting un certo numero di paesi partecipanti ha annunciato nuove sanzioni al governo di Assad. Ad esempio, la scorsa settimana gli Stati Uniti, insieme al governo del Qatar, hanno preso provvedimenti contro la Syria International Islamic Bank che ha aiutato la Commercial Bank of Syria ad evadere le sanzioni internazionali. La Turchia ha inasprito le sue sanzioni, aggiungendo nuove voci di affiliati alla Siria sulla sua lista delle sanzioni. Pare proprio solo una questione di tempo prima che si arrivi ad una sorta di intervento militare USA.
_________________________________________________________________________________


di Ron Paul


I tamburi di guerra sono tornati a battere a Washington. Questa volta la Siria è nel mirino dopo un massacro la settimana scorsa che ha lasciato più di 100 morti. Come ci si potrebbe aspettare da una amministrazione con una politica annunciata di "cambio di regime" in Siria, la ......


Inviato da iPad

FTSE MIB: ecco il crollo (annunciato) degli ultimi 5 anni


Ti è stato inviato tramite Google Reader

FTSE MIB: ecco il crollo (annunciato) degli ultimi 5 anni

storicomib.jpg Siccome non capisco nulla di faccende borsistiche, anzi le ho piuttosto in antipatia avendo acquisito una viscerale ostilità nei confronti di questi maledetti "mercati" che sottraggono risorse all'economia reale, non mi avventurerò a commentare il grafico che vi mostro. (grafico:Teleborsa) Ma mi ha colpito, e sapete perché?

Perché somiglia proprio tanto al nostro amatissimo Baltic Dry Index.

Continua a leggere FTSE MIB: ecco il crollo (annunciato) degli ultimi 5 anni...

Commenta »






Inviato da iPad

Crisi: la ricetta è la crescita infinita in un mondo finito


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Crisi: la ricetta è la crescita infinita in un mondo finito

Quello che sto per dire l'hanno già detto tanti prima di me, ma non mi importa, sono troppo incazzato per non unirmi al coro. E poi, si sa, repetita iuvant.

"Misure per la crescita".

Una locuzione ormai comune in tempi di crisi. Crescere, sempre crescere, e crescere poi in un'unica direzione. Questa è la parola d'ordine di chi governa le sorti del mondo e dei singoli paesi.

Eppure chi governa non è così idiota (dal greco "idiòtes", all'incirca significa uomo privato, che bada solo al proprio orticello senza badare a ciò che lo circonda) da non sapere che una crescita infinita in un mondo finito non è possibile. E tanto più non lo è se la crescita deve riguardare una popolazione in costante aumento.

Eppure non sentiamo altro che parlare di crescita e sviluppo, quasi che fossero le medicine della crisi, quando non possono che invece essere dei terribili veleni.

Ecco, guardate, se digitate "misure per la crescita" su Google, fra i primi risultati troverete: "Monti chiede misure per la crescita"; "sindacati preoccupati: misure per la crescita"; "Obama: In Europa servono misure dure per la crescita".

Certo, mi si dirà, "sono capitalisti, che ti aspetti di diverso?". Ovvio, l'impostazione economica ed anche mentale non può che essere quella, eppure mi rifiuto di pensare che non siano coscienti del fatto che l'orbe terracqueo tutta questa crescita non la può sopportare. Che anzi, la crescita è già stata troppa, che la nostra impronta ecologica è già ben oltre il consentito. Che occorre rimodellare il modello economico, se si vuole garantire un futuro alle future generazioni che sia diverso da quello della trilogia di Mad Max.

Ma forse chi governa le sorti del mondo ha già in testa una soluzione: mantenere la crescita sacrificando gli uomini. Non mi sembra così peregrina un'ipotesi di guerra "pulita" che faccia sensibilmente diminuire la popolazione mondiale e possa così garantire la crescita ancora per un bel po' di tempo. Uno scenario apocalittico? Forse, me lo auguro, ma non mi sembra così fantascientifico, considerato il cinismo che domina il mondo. E del resto non ci sono forse già state guerre "sporche" fatte solo per assicurarsi le risorse per la crescita?



Inviato da iPad

"No oil, no money": casse previdenziali greche vuote tra 60 giorni


Ti è stato inviato tramite Google Reader

"No oil, no money": casse previdenziali greche vuote tra 60 giorni

"Il petrolio c'è e ci sarà sempre, sta solo finendo quello che possiamo estrarre, 
più rapidamente finisce invece quello che possiamo raffinare, 
dall'oggi al domani finisce quello che non puoi comprare tu." 
anonimo

Nella tabelle dell'energy mix* del professor De Sousa, del 2010, era possibile vedere quali paesi dipendevano più di altri dal petrolio per la produzione di energia ed, in parte, per la produzione di ricchezza e quindi anche per la capacità di ripagare il debito totale, pubblico e privato. I paesi più "petrolio intensivi", in traduzione letterale dall'inglese, sono anche quelli più indebitati rispetto alla produzione di ricchezza totale. Quasi una condanna a scomparire, a livello di nazione industrializzata, una volta scomparso il carburante che ne permette la sopravvivenza. La tabella indica anche, in parte, le "probabilità" di catastrofe nazionale, tipo la fine dei denari nelle casse previdenziali. Per la Grecia, la fine del denaro (diciamo il punto zero del flusso di cassa) per pagare a tutti regolarmente pensioni e cassa integrazione del settore privato è prevista ufficialmente per luglio 2012**. Lo ha comunicato il governo nelle ultime ore. Migliaia di pensionati, già ridotti a poter solo comprare cibo e pagare la sola bolletta della luce con la magra pensione, semplicemente dovranno vivere di elemosina (o ammazzarsi).
Subito dopo in quella famosa tabella venivano: Irlanda e Portogallo, poco più distanziate Spagna ed Italia.

link*: http://blogs.ft.com/energy-source/2010/04/12/eus-most-oil-intensive-countries-are-also-its-most-indebted/ 
link**: http://www.liberation.fr/depeches/2012/06/13/la-grece-a-court-d-argent-fin-juillet-pour-payer-les-fonctionnaires-et-les-retraites_826079
_____________


Inviato da iPad

Germania: a maggio prezzi all'ingrosso -0,7% m/m, +1,7% a/a


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Germania: a maggio prezzi all'ingrosso -0,7% m/m, +1,7% a/a

 In Germania e' stato reso noto che l'indice dei prezzi all'ingrosso ha evidenziato, nel mese di maggio, un calo dello 0,7% su base mensile (consensus -0,4% m/m).


Inviato da iPad

Grecia: disoccupazione nel primo trimestre sale al 22,6%


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Grecia: disoccupazione nel primo trimestre sale al 22,6%

Il tasso di disoccupazione in Grecia nel primo trimestre ha raggiunto quota 22,6%, livello massimo dal 1998 (anno in cui è cominciata la rilevazione).


Inviato da iPad

Ecco il dossier di Monti per il salvataggio dell’Italia


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Ecco il dossier di Monti per il salvataggio dell'Italia



di Fabrizio Goria - Vertice d'emergenza convocato stasera da Monti, presenti Alfano, Casini e Bersani. Il premier ha definito oggi come "inappropriate" le parole della ministra austriaca che ha riaperto la querelle sulla possiblità di un piano di aiuti Ue all'Italia. Eppure, al ministero del Tesoro, ipotesi di questi tipo circolano. Si parla di "tre diversi [...]


Inviato da iPad

Debito pubblico: schizza il rendimento Btp 3 anni


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Debito pubblico: schizza il rendimento Btp 3 anni

Roma Impennata dei rendimenti nell'asta di Btp a 3 anni collocati dal Tesoro. Sono stati venduti titoli con scadenza marzo 2015 per complessivi tre miliardi, massimo ammontare prefissato, ma i tassi sono saliti al 5,30 perc. dal 3,91 perc. dell'analoga asta di maggio, segnando un massimo da dicembre.


Inviato da iPad

Bankitalia: debito pubblico alle stelle


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Bankitalia: debito pubblico alle stelle

Roma Il debito pubblico italiano, toccando ad aprile un nuovo record storico, risulta in aumento, rispetto alla fine del 2011, di 50,709 miliardi di euro. Il debito italiano ad aprile si e' attestato a 1.948,584 miliardi di euro, contro i 1.946 mld di marzo. E' quanto risulta dalle tabelle diffuse dalla Banca d'Italia. E' da ricordare che il riferimento e' per lo stock di debito, mentre il dato utile per Bruxelles non e' quello assoluto ma il rapporto tra debito e prodotto interno lordo.Secondo i dati di Bankitalia, nel mese di aprile le entrate tributarie sono salite a 28,127 miliardi di euro, in crescita di quasi 750 milioni di euro rispetto allo stesso mese del 2011. I dati sono contenuti nel Supplemento al Bollettino statistico dedicato alla finanza pubblica. Le cifre mostrano per i primi quattro mesi del 2012 entrate tributarie pari a 111,29 miliardi di euro, con una leggera crescita (circa lo 0,2 perc.) rispetto ai 111,05 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno.


Inviato da iPad

Mario Monti: le Parole di un pazzo


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Mario Monti: le Parole di un pazzo



Inviato da iPad

“Lo spread non salirà più”. Dopo tre mesi i mercati smentiscono le parole di Monti


Ti è stato inviato tramite Google Reader

"Lo spread non salirà più". Dopo tre mesi i mercati smentiscono le parole di Monti

di Matteo Cavallito -   "Gli spread nell'area euro non torneranno a impennarsi". Come a dire che i mercati si sarebbero stabilizzati, che il peggio, oramai, era pienamente alle spalle. Mario Monti lo aveva dichiarato lo scorso 29 febbraio, praticamente una vita fa. All'epoca il temuto differenziale Italia-Germania sfondava al ribasso quota 340 punti. Oggi, in [...]


Inviato da iPad

Uno Stato gabelliere ed usuraio


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Uno Stato gabelliere ed usuraio




Inviato da iPad

Povera Fornero, che non ne azzecca una


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Povera Fornero, che non ne azzecca una

Che lei avesse qualcosa che non andava si era capito subito, da quel grottesco pianterello in cui era incappata il 4 dicembre dell'anno scorso durante la conferenza stampa nella quale il governo aveva presentato la manovra economica.


A meno di essere degli inguaribili ingenui, la spiegazione dell'accaduto era chiara: non si trattava affatto di un eccesso di sensibilità, ma di una carenza di autocontrollo. O di una mancanza di abitudine ad agire allo scoperto, sotto i riflettori dei media e, quindi, sotto gli occhi dell'opinione pubblica. Un conto è danneggiare milioni di persone restandosene nell'ombra. Un altro è essere identificati come i responsabili, o almeno i corresponsabili, dello scempio.


I mesi successivi non hanno fatto che confermare l'impressione iniziale.


 


di Federico Zamboni


(nel Quotidiano)



Inviato da iPad

Crisi Grecia: previdenza al tracollo


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Crisi Grecia: previdenza al tracollo

Il ministro del Lavoro: fondi pensione privati al punto di rottura entro luglio


Inviato da iPad

BUND: quando il bene rifugio diventa moda (e si trasforma in bolla speculativa)


Ti è stato inviato tramite Google Reader

BUND: quando il bene rifugio diventa moda (e si trasforma in bolla speculativa)

Il bene rifugio è quell'investimento su cui si punta quando non ci sono più certezze, quando tutto rischia di crollare, quando si è alla disperata ricerca di sicurezza e solidità. Dovessi dire quali sono i veri bene rifugio di questa crisi il restringerei il campo addirittura a 2 asset class. E non considero l'oro.
Parlo invece di Dollaro USA e bund. Si, bund, il titolo di stato tedesco che ormai ha raggiunto rendimenti risibili sia dal punto di vista cedolare che dal punto di vista reale. A fine amggio, per la cronaca il decennale tedesco è arrivato a rendere l'1.3%.


Il motivo? Tutti lo comprano. E compra tu che compro io si è generata una bolla speculativa pazzesca. A giustificare questa bolla è il fatto che il mercato vede la Germania come vero ed unico porto sicuro su cui puntare. E se ci sarà l'Eurocrash, non solo i titoli tedeschi non subiranno danni, ma la valuta di riferimento, sia che resti il Nuovo Euro o che torni il marco, sarà comunque molto più forte e solida della Lira italiana, del Franco francese e così via. Questo è quanto crede il 95% degli investitori.
Quindi, Bund eccellenti in caso di deflagrazione dell'Eurozona. E se invece… tutto questo non accade? Semplice. Come nella tradizione delle bolle, ci sarà la fuga per non restare col cerino in mano. Ma visti i chiari di luna, le incertezze ed i nuovi focolai di crisi, questi rischi oggi sono assai remoti.
Però c'è chi prova a guardare "oltre"




(Tassi tedeschi già in leggera risalita.Source: Bloomberg)
 

Bund? Per noi è STRONG SELL


Nonostante i dati economici positivi, l'immagine della Germania come bene rifugio comincia a vacillare: il primo investitore mondiale in obbligazioni, Pimco, ha reso noto di aver ridotto al minimo i titoli di Stato tedeschi nel suo portafoglio per i timori legati alla crisi del debito. «Con l'aumento dei rischi la Germania pe...



Inviato da iPad

Al confine tra Psicanalisi ed Economia...


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Al confine tra Psicanalisi ed Economia...

Mentre abbiamo appena raggiunto il nuovo RECORD del nostro Debitone Pubblico (che continua a salire come una marea inarrestabile...)

Italian General Government Debt (Apr) M/M EUR 1948.6bln (Prev. 1946.1bln)e mentre anche l'asta di BTP è stata un disatro...

Italy sells EUR 3bln Mar'15 BTPs, bid/cover 1.592, Prev. 1.52 (yield 5.30%, Prev. 3.910%) – Highest yield since December 2011vediamo di ragionare un po' insieme....



Come abbiamo già rilevato più volte...

sull'onda della paura ormai stanno prendendo sempre più piede analisi iper-semplificate, poco equilibrate, irrazionali,...



[ clicca sul titolo per continuare a leggere ]


Inviato da iPad

Crisi: Il rendimento del decennale spagnolo balza al 7%


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Crisi: Il rendimento del decennale spagnolo balza al 7%

Si tratta della fatidica soglia che ha costretto Grecia, Irlanda e Portogallo a chiedere un piano di salvataggio.





Inviato da iPad

Al confine tra Psicanalisi ed Economia...


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Al confine tra Psicanalisi ed Economia...

Mentre abbiamo appena raggiunto il nuovo RECORD del nostro Debitone Pubblico (che continua a salire come una marea inarrestabile...)

Italian General Government Debt (Apr) M/M EUR 1948.6bln (Prev. 1946.1bln)e mentre anche l'asta di BTP è stata un disatro...

Italy sells EUR 3bln Mar'15 BTPs, bid/cover 1.592, Prev. 1.52 (yield 5.30%, Prev. 3.910%) – Highest yield since December 2011vediamo di ragionare un po' insieme....



Come abbiamo già rilevato più volte...

sull'onda della paura ormai stanno prendendo sempre più piede analisi iper-semplificate, poco equilibrate, irrazionali,...



[ clicca sul titolo per continuare a leggere ]


Inviato da iPad

Cosa succede se crolla l’euro?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Cosa succede se crolla l'euro?

Dopo il fallimento del salvataggio della Spagna non ci sono più i mezzi finanziari per aiutare il nostro paese per Der Spiegel





Inviato da iPad