15/06/12

Il distributore del diavolo!!!!

G20: Italia non più sorvegliata speciale, ma sempre a rischio contagio


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G20: Italia non più sorvegliata speciale, ma sempre a rischio contagio

Lunedì i leader mondiali si siederanno al tavolo del G20 a Los Cabos in Messico: in cima a tutti i dossier troveranno quelli su Grecia e Spagna; quindi l'Europa sarà al centro delle discussioni dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali. Sorvegliata speciale resta anche l'Italia, alla quale però dovrebbe giungere un attestato di fiducia, visti gli sforzi intrapresi dal governo per ridurre le spese dello stato e gli apprezzamenti che molti leader riservano alla figura di Mario Monti. Il rischio che Roma diventi la prossima vittima del contagio in Europa sarà uno dei temi in agenda al G20 messicano, dicono i ben informati vicini al Fondo monetario internazionale. L'Fmi pare abbia avuto in questi giorni contatti di natura tecnica con il nostro paese, tuttavia non si ripeterà il tentativo di una "sorveglianza rafforzata" da parte del Fmi come proposto allo scorso G20 di Cannes. Nell'incontro sulla riviera francese l'Italia dovette digerire l'offerta d'aiuto da parte del Fmi e l'invio degli ispettori per verificare l'operato del precedente esecutivo. 

L'allerta generale riguarda l'esito delle elezioni elleniche che si svolgeranno il 17 giugno, e il rischio che anche la Spagna debba chiedere un salvataggio tout court non circoscritto alle sole banche. In pochi si aspettano da Los Cabos, impegni concreti sui vari tasselli che serviranno per una soluzione della crisi europea (e americana). Il forum probabilmente chiuderà i suoi lavori con una generica e non vincolante dichiarazione d'intenti a favore di crescita sostenibile e dell'occupazione in grado di accontentare tutti. Naturalmente i toni potrebbero accendersi se si inscenerà un braccio di ferro sulle ricette che si vogliono imporre all'Unione Europea.

Dalla Casa Bianca oggi arriva un comunicato allarmante: "Gli Stati Uniti sono pronti a ogni emergenza che potrebbe arrivare dall'Europa dopo il voto della Grecia". Poi gli Stati Uniti invitano il Vecchio continente ad agire insieme. "Nessuno può risolvere i problemi da solo". Quello che gli Usa si aspettano dal G20 è che i leader europei "articolino meglio le azioni e le misure che intendono e devono prendere per rafforzare la rete di protezione anti-contagio, la crescita e il sistema bancario al vertice di fine giugno".

I governi di Francia, Italia, Gran Bretagna, Spagna e Germania, riferisce l'Eliseo, si son trovati d'accordo sulle "priorità da conferire alla crescita e all'occupazione, alle regole per il settore finanziario e al finanziamento dello sviluppo". L'"ampia convergenza" di vedute tra gli europei in vista del G20 è il frutto di una teleconferenza fra i capi di stato e di governo avvenuto nel pomeriggio di oggi, richiesto dalla Francia. Ieri invece la cancelliera tedesca ha rigettato qualsiasi "soluzione apparentemente facile" come gli Eurobond, ha avvertito gli Usa che la forza dell'economia "non è illimitata" ma soprattutto...



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Draghi ci riprova e invoca maggiore potere per la Bce


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Draghi ci riprova e invoca maggiore potere per la Bce

La Banca centrale europea ha chiesto ai Paesi dell'Unione di procedere tutti insieme sulla strada dell'integrazione normativa, politica, economica, finanziaria, fiscale e bancaria.

In cambio l'istituto di Francoforte garantisce il proprio appoggio per la stabilità dei prezzi e per la liquidità delle banche.

La Bce, ha sostenuto Mario Draghi, non può risolvere da sola tutti i problemi dell`Europa che deve ripensare le forme della sua integrazione per lavorare insieme e rafforzare la crescita e la stabilità.
Filippo Ghira


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Monti metterà in vendita l’Italia


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Monti metterà in vendita l'Italia

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per lo sviluppo sul quale Mario Monti e Corrado Passera hanno puntato tutte le loro carte e tutte le loro speranze per rilanciare un'economia nazionale che hanno affossato con misure all'insegna delle tasse e del liberismo selvaggio, tali da accentuare le manifestazioni di quella recessione nella quale già da anni eravamo immersi. U

n decreto corposo fatto di 61 articoli tra liberalizzazioni, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico.

Con l'intenzione dichiarata di rendere lo Stato più leggero come invoca da sempre la canaglia liberista. E con una raffica di licenziamenti.

Si tratta, ha sostenuto...
Andrea Angelini


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La fase due del governo Monti


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La fase due del governo Monti




80 miliardi di risorse, che possono diventare anche 100 nel prossimo futuro. Risorse sbloccate da fondi pubblici, tagli alla spesa mirati, incentivi all'assunzioni di lavoratori qualificati e di giovani in settori innovativi, blocco dell'Imu per chi lancia un'impresa, incentivi per la riqualificazione energetica. Gli ingredienti del decreto sviluppo sono tanti, e molto di più di quelli che abbiamo qui elencato. Come sempre, bisognerà attendere di vedere come la parte tecnica del decreto sopravviverà agli ultimi colpi di coda della politica. Non a caso, c'è una clausola "salvo intese" che lascia intendere che le bocce non sono ancora del tutto ferme.

Eppure, nel metodo e nel merito, questo provvedimento ha la sua importanza, che in politica è sempre anche simbolica. Anzitutto, perchè mettendo ordine tra gli incentivi esistenti e quelli che esisteranno, il governo lancia un segnale comunque di aiuto alla crescita, in un momento in cui ce n'è disperato bisogno. E poi perché, dopo l'inizio bruciante della riforma delle pensioni, e tante frenate e retromarce su spending review e taglio delle spese, il governo (a proposito, ben tornato a Passera, che avevamo dato per disperso per mesi) ridà la sensazione – invero non spiacevole – di ricominciare a governare, e di provarci seriamente pur nelle difficili condizioni politiche ed economiche che lo circondano. Un tempo si sarebbe chiamata fase due.  







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Fmi: Spagna:recessione senza precedenti


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Fmi: Spagna:recessione senza precedenti

Il Fondo Monetario avverte, prospettive molto difficili


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Monti svende l’Italia per tutelare gli interessi delle banche d’affari e delle multinazionali


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Monti svende l'Italia per tutelare gli interessi delle banche d'affari e delle multinazionali

- di Massimo Ragnedda- notizie.tiscali.it - L'avevamo detto sin da subito: Monti tutelerà gli interessi di chi l'ha voluto al governo di uno stato, ovvero le banche d'affari e le multinazionali. È un dato di fatto ed è inutile prenderci in giro o far finta di non vedere. Monti è l'uomo delle banche, membro della [...]


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LO SANNO


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LO SANNO



DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info




Pompare migliaia di miliardi di euro nelle riserve delle banche europee, il programma LTRO di Mario Draghi, non aiuta né aiuterà una singola azienda e una singola famiglia in tutta Europa.



Spiegazione: le banche prestano ad aziende e famiglie se esse appaiono in grado di ripagare i debiti. Non importa quanti trilioni di euro la BCE gli versa nelle riserve. Le banche prestano a clienti con le finanze a posto, se no non prestano.


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AIB taglia gli stipendi ai manager


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AIB taglia gli stipendi ai manager

Allied Irish Banks ha annunciato un piano per tagliare le retribuzioni dei dirigenti e del management, congelare e modificare gli schemi pensionistici dei dipendenti. A riportare la notizia è il Financial Times, che cita le informazioni diffuse dall'istituto stesso...


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La Fornero in pensione (al minimo)


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La Fornero in pensione (al minimo)

L'eccellenza fiorisce sulla bocca degli stolti. Perfino Berlusconi e la Gelmini hanno imperniato su questa espressione di sapore prettamente pubblicitario, quindi di nessuna utilità nella vita reale e suscettibile solo di aggravare le sperequazioni esistenti in fatto di formazione, politiche basate, appunto, sul nulla al quadrato. Per non parlare dei professori di ginnastica mandati a dirigere un istituto di fondamentale importanza, specie nella situazione attuale, come quello di geofisica e vulcanologia. A quanto pare nulla è cambiato dai tempi di Berlusconi, i presunti tecnici continuano sulla strada degli incarichi basati unicamente sull'appartenenza di clan, salva ovviamente la preferenza per i banchieri ben satireggiata da Michele Serra sull'Espresso in edicola oggi.

Poi ci scontriamo con gravi fenomeni di incompetenza e svarioni assolutamente inaccettabili che costano molto, non solo alle finanze pubbliche, ma anche e soprattutto alle persone in carne e ossa, in termini di progetti di vita e povertà reale, vittime dell'altrui impreparazione e della proverbiale incapacità delle istituzioni italiane di collaborare fra loro. Salvo dedicarsi allo sport in cui eccellono le istituzioni italiane, lo scaricabarile

Prendiamo il pasticciaccio, perché di questo si tratta, degli esodati. Possibile che a nessuno sia venuto in mente, nel momento in cui si varava una politica di spostamento dell'età pensionabile, di per sé peraltro iniqua e irrazionale, che centinaia di migliaia di persone si sarebbero trovate, per vari anni, nella condizione di limbo giuridico di non essere più lavoratori senza poter essere ancora pensionati?

E' intollerabile che in un Paese ad economia avanzata non si riesca a sapere, prima di fare scelte avventate e nocive, quante siano le persone che si sarebbero trovate in una condizione del genere. Tale circostanza dà un'idea, oltre che dello stato deplorevole dell'amministrazione pubblica, della scarsa considerazione nella quale il governo tiene i diritti delle persone e dei lavoratori e delle lavoratrici in particolare.

Forse di questo non è responsabile solo la ministra Fornero. Ma ancora più grave dell'incompetenza e inefficienza palese pare il suo atteg...



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Se va bene, andrà peggio. Scenari sulla crisi dell’euro -2


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Se va bene, andrà peggio. Scenari sulla crisi dell'euro -2

Subito dopo Sudditi – se non l'avete letto, fatelo, ne è la necessaria premessa – all'Istituto Bruno Leoni abbiamo editato un nuovo libro che da oggi potete acquistare in formato ebook su Amazon.it, Bookrepublic e Ebookizzati. Giusto in tempo per il voto greco e le prossime avvampanti settimane sui mercati,  si intitola Se va bene andra peggio, scenari sull'eurocrisi. Autori Antonio Foglia, Pietro Monsurrò, Alberto Bisin, Forrest Capie, Geoffrey Wood,Vito Tanzi, Natale d'Amico, Antonio Polito, Carlo Lottieri. Nella mia prefazione, confuto otto luoghi comuni sull'eurocrisi. Ecco gli altri quattro….


Mito numero cinque: è solo un errore di parametri, quelli di Maastricht ieri, quelli del fiscal compact oggi, basta cambiarli e non impiccarsi alle cifre partorite dall'Europa delle tecnocrazie. L'argomento ha un suo fondamento tecnico, ma cela una trappola evidente.


Il fondamento tecnico sta nella relativa arbitrarietà di quel 3% di deficit pubblico e del 60% di debito pubblico che, insieme a un'inflazione verso il 2%, furono posti come criteri di convergenza a Maastricht. Lo stesso si potrebbe dire per il meccanismo di rientro di almeno un ventesimo annuo per la quota eccedente di debito pubblico oltre il 60%e per l'azzeramento tendenziale a breve del deficit pubblico posti nel fiscal compact. C'è una ricchissima letteratura di proposte alternative. Chi propone che per esempio il debito pubblico di convergenza sia calcolato sulla posizione netta finanziaria sull'estero o almeno comprendendola – e l'Italia ci guadagnerebbe molto, perché la nostra PFNE è negativa per 25 punti di Pil, rispetto a quattro volte tanto di Spagna, Grecia Portogallo e Irlanda. Chi sostiene che dal deficit occorre levare la quota destinata ad investimenti pubblici. Chi si lambicca sul fatto che le correzioni automatiche anticicliche all'azzeramento del deficit devono essere maggiori per quei Pesi a maggior esposizione netta finanziaria negativa sull'estero. E via via arrampicandosi sulla fantasia fai-da-te dei parametristi più scatenati. Naturalmente, ogni criterio tecnico ex ante di convergenza può risultare più o meno arbitrario. Nei 22 giorni del luglio 1944 in cui i rappresentanti dei 44 paesi alleati posero le basi del nuovo ordine economico mondiale postbellico, la stanza di compensazione proposta per ciascun Paese da Keynes per regolare la differenza tra saldi attivi e negativi di parte corrente in bancor era certo più cervellotica della proposta che invece passò, quella americana di Harry Dexter White. Ma anche allora il confronto vero non fu tra l'arbitraria cervelloticità dei criteri proposti, bensì sulla visione politica che le due proposte esprimevano. Keynes era per monete fluttuanti ancorate a una supermoneta virtuale – il ban...



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Se va bene, andrà peggio. Scenari sulla crisi dell’euro


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Se va bene, andrà peggio. Scenari sulla crisi dell'euro

Subito dopo Sudditi – se non l'avete letto, fatelo, ne è la necessaria premessa – all'Istituto Bruno Leoni abbiamo editato un nuovo libro che da oggi potete acquistare in formato ebook su Amazon.it, Bookrepublic e Ebookizzati. Giusto in tempo per il voto greco e le prossime avvampanti settimane sui mercati,  si intitola Se va bene andra peggio, scenari sull'eurocrisi. Autori Antonio Foglia, Pietro Monsurrò, Alberto Bisin, Forrest Capie, Geoffrey Wood,Vito Tanzi, Natale d'Amico, Antonio Polito, Carlo Lottieri. Nella mia prefazione, confuto otto luoghi comuni sull'eurocrisi. Ecco i primi quattro….


a ben vedere la storia controfattuale che vogliamo proporvi assume l'ipotesi del break up dell'euro solo come puro pretesto.

In realtà, ciascuno degli autori e io qui stiamo avvisandovi di un'altra cosa. Che in sintesi è questa: sia quel che sia dell'euro, resti com'è o cambino i suoi pilastri, per tutti gli attuali membri o per un numero più ristretto, la verità vera è che l'Italia ha un serissimo problema. Un problema che è suo. Che pre esiste all'euro. Che si aggravato ulteriormente in questi anni, non per colpa dell'euro. E che di conseguenza va affrontato comunque, qualunque cosa avvenga dei vincoli esterni, monetari e politici.


Prima di arrivare al punto, cioè a che conseguenze tirarne per l'Italia, a passo di carica vediamo di riepilogare gli otto più triti luoghi comuni sull'eurocrisi che sono infondati. A nostro modo di vedere, s'intende.

Mito numero uno: la colpa è dei tedeschi. Non è così. Per dire: il parlamento italiano approvò il trattato di Maastricht in undici minuti. Sì, avete letto bene. Noi siamo tra quelli che pensano che l'Italia si riempia la bocca di euroconvinzioni, tranne non esaminare quasi mai ex ante effetti e conseguenze da tirarne. Non è neanche storicamente vero che la Germania abbia serrato i tempi per l'euro, al fine di avvantaggiarsi di una moneta più deprezzata sui mercati del marco e dunque più favorevole al suo export. Parigi e Mitterrand strinsero i tempi, convinti che bisognasse legare Berlino a una prospettiva continentale mentre erano ancora ben aperti e sanguinanti effetti e costi della sua riunificazione, prima cioè che la Germania tornasse a voler seguire – più forte e più ampia – una propria MachtPolitik. E' diventato luogo comune, dall'esplosione della crisi greca in avanti cioè da due anni e mezzo a questa parte, affastellare dati e letture degli andamenti economici favorevoli alla tesi secondo cui Berlino ha guadagnato più di tutti, dall'euro com'è, cioè non cooperativo. Una delle più rilevanti tra queste "prove diaboliche" consisterebbe nell'avanzo di bilancia dei pagamenti registrato dalla Germania nell'eurodecennio. Mentre complessivamente nel decennio precedente la Germania era in deficit di parte corrente complessivo per quasi 200 miliardi di dollari, ecco che nell'eurodecennio l'attivo di parte c...



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500mila lavoratori in cassa integrazione


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500mila lavoratori in cassa integrazione

Circa 500 mila lavoratori in cassa integrazione che hanno subito un taglio del reddito per oltre 1,6 miliardi di euro, circa 3.300 euro a testa."

(Qui la notizia)



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Se te lo spiegava anche Andreatta...


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Se te lo spiegava anche Andreatta...

Il ministro del Tesoro Andreatta scrisse a chiare lettere più volte in riferimento allo "svincolo" tra Banca d'Italia e Tesoro del 1981, che impedì da allora in poi di finanziare il deficit ...


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Da Cipro i primi attacchi alla Siria?


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Da Cipro i primi attacchi alla Siria?

La guerra in Siria potrebbe essere molto vicina. E' attualmente in corso l'operazione semi-clandestina delle forze alleate, dal nome in codice L*****d, che porterà sul territorio siriano i primi contingenti di uomini e mezzi di sostegno alla rivolta sovversiva del potere di Assad. La Francia coordinerà le azioni di aiuto da Cipro, da cui partiranno i convogli  di mercenari e di armi.


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Fitch, l'eurozona se la caverà ma i rischi di downgrade sono elevati


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Fitch, l'eurozona se la caverà ma i rischi di downgrade sono elevati

L'agenzia di rating è preoccupata per il rallentamento delle economie e per il rischio di contagio. Potrebbe rivedere al ribasso i rating di molti [...]




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Fitch,choc uscita Atene come crac Lehman


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Fitch,choc uscita Atene come crac Lehman

Impatto su mercati paragonabile a periodo 2008-2009


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Oggi l'IStat ha pubblicato i dati del 1 ° trimestre 2012 che testimoniano un crollo del PIL reale dell'economia Italiana. Una debole domanda estera più una precipitosa caduta della spesa nel settore privato ha fatto calare il prodotto interno lordo (PIL) dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (3,2% ad un tasso annualizzato). I punti salienti sono i seguenti: Gli investimenti fissi lordi (investimenti lordi al netto della variazione delle scorte) sono calati del 3,6% rispetto al trimestre precedente, o del 13,7% ad


Un intervento di cento miliardi di euro per sostenere le banche spagnole che, ancora una volta, dimostra di ottenere risultati effimeri di fronte alla speculazione finanziaria internazionale. Inutile accusare ancora le banche: gli investitori fanno il loro mestiere, ovvero speculano e …continueranno a farlo. Più volte si è discusso in merito all’opportunità di porre regole precise all’attività delle banche, distinguere tra attività bancaria tradizionale e attività di investimento, tornare cioè alla precedente situazione regolata d

NON AVRAI ALTRO CHE BANCHE SOPRA DI TE ESSERE INFERIORE


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NON AVRAI ALTRO CHE BANCHE SOPRA DI TE ESSERE INFERIORE



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Contribuenti stramaledetti!! Pagate i nuovi 20,000 statali in Sicilia!! Risponde il FT: Europa senza Mezzogiorno.


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Contribuenti stramaledetti!! Pagate i nuovi 20,000 statali in Sicilia!! Risponde il FT: Europa senza Mezzogiorno.

Giuseppe Sandro Mela.


 


europa impero carlo magno 258 Contribuenti stramaledetti!! Pagate i nuovi 20,000 statali in Sicilia!! Risponde il FT: Europa senza Mezzogiorno.

Europa Carolingia.


 


                 Sono inemendabili. Come se proprio non ne avessero già avuto a sufficienza, la Regione Sicilia annuncia un progetto per "stabilizzare" 20,000 dipendenti pubblici assunti senza concorso come precari. Ma non bastano ancora: vorrebbero assumerne ancora 5,000 nella Sanità ed 8,400 stagisti, che riceveranno 500 euro per il fastidio di presentarsi alle selezioni (si fa per dire). ma i soldi ce li dovrebbe mettere lo stato.


                Sì Cipputi: proprio tu! Sgobba maledetto. devi mantenere statali e meridionali. E devi mantenerli anche bene.


                Ma quelli la depressione non la vivono: certo: sono tutti statali.


                Ci vuole una faccia criminale per chiedere questo quando ci sono 953,000 persone in Cassa Integrazione Guadagni. Ma cosa sono i lavoratori addetti alla produzione: figli di cani?


                Il Financial Times risponde a stretto giro di posta, proponendo una nuova Europa Unita, composta da Germania, Austria, Paesi Bassi, Be...



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Merkel sempre più isolata tra i leader europei


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Merkel sempre più isolata tra i leader europei

La cancelliera tedesca non solo ha recriminato "una mancanza di fiducia" tra i leader dell'Eurozona, ma ha ribadito che la contrapposizione tra [...]





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Ecco l'elenco delle banche a rischio (Banca Network ha già bloccato 30 mila i conti corrente)!


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Ecco l'elenco delle banche a rischio (Banca Network ha già bloccato 30 mila i conti corrente)!











E' notizia di pochi giorni fa che Banca Network è ormai vicina al fallimento, e senza una lettera di avviso una comunicazione, 30 mila persone si sono trovate con il conto corrente bloccato e l'impossibilità di «accreditato lo stipendio perchè la banca è inesistente»!



Ma quante sono le banche a rischio fallimento (procedura di amministrazione straordinaria) in questo momento in Italia? Il Sole24ore riporta un elenco (dal servizio vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia) :




- Delta/SediciBanca spa (Bologna-Roma)




- Bcc di Cosenza (Cosenza)




- Cassa di Risparmio di Rimini (Rimini)




- Bcc di Tarsia (Cosenza)




- Bcc "Luigi Sturzo" di Caltagirone (Catania)




- Bcc di Altavilla Silentina e Calabritto (Salerno)




- Banca Network Investimenti spa (Milano)




- Istituto per il Credito Sportivo (Roma)




- Banca Tercas - Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo (Teramo)




- Bcc Monastir e del Sile (Treviso)







A queste banche si aggiungono due intermediari non bancari (SGR):




- Total Return SGR (Ma...


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Monti domani a Bologna, scatta il divieto di manifestare in centro


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Monti domani a Bologna, scatta il divieto di manifestare in centro

Mario Monti arriva a Bologna e la Questura impone il divieto di manifestazione per le vie del centro. L'area interessata è quella attorno all'Arena del Sole verso la zona universitaria. Le strade comprese nel provvedimento d'urgenza sono via Altabella, Oberdan, Alessandrini, Irnerio, Mille, Marconi, Belvedere e Montegrappa. La decisione è stata assunta dalla Questura e comunicata a chi nei giorni scorsi aveva annunciato contestazioni al presidente del Consiglio Mario Monti, domani in città per intervenire al convegno organizzato dal quotidiano Repubblica e poi in Regione per una riunione straordinaria sul terremoto. 

Il divieto va a colpire prima di tutto i centri sociali, come il Tpo, che già da settimane avevano annunciato l'intenzione di protestare in piazza partendo da Piazza Maggiore e percorrendo via Indipendenza, arrivare all'Arena del Sole. Gli organizzatori avevano annunciato: "Vogliamo entrare in quel teatro ed attraversare liberamente la città".

Oltre a loro, oggi, a gridare l' "incostituzionalità" del divieto di manifestare anche i collettivi Cua, Cas, Asia, Santa Insolvenza, Bartleby e Vag61. Senza dimenticare che sarebbero dovuti scendere in piazza anche i sindacati di base, una rappresentanza del Pdl e soprattutto la Lega Nord. 



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Una nuova guerra per il Presidente venuto dal web


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Una nuova guerra per il Presidente venuto dal web

Barack Obama era stato mostrato come un trofeo,
come il Presidente della democrazia diretta, partecipata, insomma
"il nuovo". Eppure, il suo insediamento ha dato inizio ad un nuovo ciclo di
guerre ed instabilità nel mondo, dalle primavere arabe sino all'eccidio della
Libia, mentre oggi si prepara a colpire la Siria.


Circa sei mila mercenari della Blackwater
stanno preparando un attacco sul


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Grecia, le Banche centrali potrebbero intervenire già lunedì


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Grecia, le Banche centrali potrebbero intervenire già lunedì

Il risultato elettorale in Grecia non sarà schiacciante. Longo (IG Markets) si aspetta una coalizione di governo, ma lunedì sarà una seduta molto [...]





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BELISARIO (IdV): “Il Paese è in caduta libera: solo il 66% degli italiani andrà in vacanza”


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BELISARIO (IdV): "Il Paese è in caduta libera: solo il 66% degli italiani andrà in vacanza"

Il senatore dell'Idv, Felice Belisario, ha dichiarato:  "Se solo il 66% degli italiani puo' permettersi di partire per una vacanza, e' chiaro che il Paese e' in caduta libera".



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l'investimento del futuro: Pollo in Asia


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l'investimento del futuro: Pollo in Asia

Stanotte il maggiore produttore mondiale di galline (al di fuori degli Stati Uniti) è balzato su del 15%. Questa è una buona notizia perchè lo si è suggerito come investimento strategico di lungo per ...


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Per ogni debitore c'è un creditore che, a sua volta può rimetterci


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Per ogni debitore c'è un creditore che, a sua volta può rimetterci

Se Spagna, Italia ecc... vogliono, li inguaiano per molto di più di 600 miliardi. Quando Berlusconi ha accennato tre giorni fa a stampare euro e arrangiarci per conto nostro l'ha messa in termini faci ...


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LA CRISI ECONOMICA E LA PATATA DEGLI ALTRI


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LA CRISI ECONOMICA E LA PATATA DEGLI ALTRI

DI REDAZIONE*


Ai tempi dei nostri nonni, in Italia, e ancor di più qui in Veneto, eravamo in grande maggioranza contadini.

C'era miseria e le risorse dovevano essere impiegate tutte per sfamare la prole, mettendo in secondo piano l'istruzione. Per questo i nostri nonni erano mediamente ignoranti, ma alcune cose le conoscevano bene. Sapevano, per esempio, ciò che era di loro proprietà e ciò che non lo era.

Sapevano di avere il diritto a mangiare quello che riuscivano a produrre ed il diritto a lavorare il loro pezzo di terra come meglio ritenevano.

Sapevano che la porzione che si sarebbero trovati sul piatto dipendeva fortemente da quanto sgobbavano, ma anche da una certa dose di fortuna. Sapevano che se il loro raccolto di mais fosse stato decimato dalla grandine, anche la loro dose di polenta si sarebbe ridotta. Eppure non si sognavano nemmeno di andare a reclamare da qualcuno la polenta mancante. Sapevano anche che se i vicini avessero avuto la fortuna di avere un terreno migliore, a parità di lavoro le patate dei vicini sarebbero state più grosse e numerose. Ciononostante i nostri nonni, si sarebbero sentiti dei criminali ad avanzare diritti sulle patate altrui.


Poi venne l'era dei nostri genitori che – chi più chi meno – ebbero la fortuna di godere dei benefici della divisione del lavoro. Il piccolo capitale (culturale, tecnologico ed economico) duramente conquistato dai nonni, permise loro di specializzarsi in altri lavori. Fu così che i nostri padri scoprirono come si trovassero molte più patate e molta più polenta nel piatto stando seduti davanti ad un tecnigrafo a disegnare un nuovo aratro per i trattori, piuttosto che andando direttamente nel campo a zappare.


Arrivò il "benessere": la divisione del lavoro era sempre più evoluta e gli scambi sempre più vari e globali. Non più solo polenta e patate dal proprio lavoro, ma qualsiasi genere di bene proveniente da ogni parte del mondo. I nostri genitori, grazie all'istruzione divenuta alla portata di molti, divennero mediamente più colti e preparati della generazione precedente che aveva dato loro i mezzi economici per studiare. La loro preparazione gli permise di ottimizzare la produzione e gli scambi, creando così nuova ricchezza. Purtroppo, a fronte di tante nozioni così importanti apprese dalla generazione dei nostri padri e delle nostre madri,molti di loro ne disimpararono una ancor più fondamentale. Si diffuse massivamente tra quella generazione un ve...


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Draghi e BCE: Iniezione di liquidità e borse e banche ringraziano: SPREAD BTP BUND a 439 -3.33%


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Draghi e BCE: Iniezione di liquidità e borse e banche ringraziano: SPREAD BTP BUND a 439 -3.33%

Gorgoncity - In Piazza Affari si amplia la corrente di acquisti sulla fiducia che la Bce e le banche centrali europee possano continuare a immettere liquidità nel sistema del credito: l'indice Ftse Mib segna una crescita del 2,11%, un andamento che la conferma assieme a Madrid come la migliore tra le Borse europee di giornata. Sempre bene le banche, con Mps che sale del 4,05% a 0,19 euro.

Ricordo che il minimo 2009 ha retto alla perfezione e la resistenza da ropere passa a quota 15300 dove cambierebbe il trend di lungo, ma siccome noi operiamo sui future non possiamo vivere sui se e sui ma e cerchiamo, magari rimettendoci in prima persona d'essere i più chiari possibile,operando solo sui future e dando una sola direzione con stop ben chiaro l'operatività la trovate qui oggi verrà aggiornata



 

Dopo i primi minuti di scambi leggermente positivi, le Borse europee hanno accelerato sulle parole del presidente della Bce, Mario Draghi. L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, cresce di circa un punto percentuale, ma alcune Borse fanno meglio, come Madrid e Milano, spinte dal recupero del settore del credito.

 

SPREAD BTP-BUND SCENDE A 439 PUNTI - Lo spread tra Btp e il Bund tedesco é sceso a 439 punti dai 460 dell'avvio di seduta. Il rendimento si pone sotto il 6%, al 5,99%.

il trend è ancora a rialzo non c'è nulla da dire, osservando il grafico metto alla vostra attenzione l'area 427 che è il vero supporto da perdere per un cambio trend siano al mantenimento di quella soglia dinamica l'allerta deve essere mantenuta



DRAGHI, BCE DARA' LIQUIDITA' ALLA BANCHE - In questa fase della crisi sono predominanti le scelte politiche. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi a una conferenza a Francoforte - riferisce Bloomberg - aggiungendo che la Bce continuerà a garantire liquidità se ne...


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L’Ultima Barzelletta sulla Grecia: [Tsipras] Non ci sarà più Austerity e Rimarremo nell’Euro (e i Mercati ci credono..Troppa Coca Ragazzi, Datevi una Calmata)


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L'Ultima Barzelletta sulla Grecia: [Tsipras] Non ci sarà più Austerity e Rimarremo nell'Euro (e i Mercati ci credono..Troppa Coca Ragazzi, Datevi una Calmata)

69fac6b61033843ab52c21d418b8cd60 LUltima Barzelletta sulla Grecia: [Tsipras] Non ci sarà più Austerity e Rimarremo nellEuro (e i Mercati ci credono..Troppa Coca Ragazzi, Datevi una Calmata)


La Notizia, fonte



venerdì 15 giugno(ANSAmed) - ATENE – Alexis Tsipras, il leader di Syriza (sinistra radicale), ha promesso che in caso di vittoria alle elezioni di domenica prossima, "lunedì ci sarà un governo di tutti i greci" e ha garantito la permanenza della Grecia "nell'Europa e nell'euro".



E i mercati si impennano!


Dunque vediamo, tra meno di 24 ore ci sono le elezioni in Grecia, e il leader di Syriza dice 2 cose:


1) Non ci sarà più nessuna austerità in Grecia : cioè quello che gli elettori Greci vogliono sentirsi dire


2) La Grecia rimarrà nell'Euro: cioè quello che gli elettori Greci vogliono sentirsi dire.


Siccome sto leggendo un pò troppe stronzate persino su blog insospettabili vorrei tradurre a prova di scemo quello che ha detto Tsipras (il leader di Syriza):



Cari Greci, noi rimarremo nell'euro a spese dei Tedeschi (e degli Italiani, e degli Spagnoli, e degli Olandesi)



E per buon peso aggiungo il virgolettato:



"No al Memorandum della bancarotta" (le misure di austerity nd. fk), ha ripetuto Tsipras nel comizio tenuto davanti a migliaia di simpatizzanti riuniti nella centrale piazza Omonia. "E sì all'euro e ad un piano nazionale di risanamento dell'economia che dovrà proteggere il popolo dal fallimento". E ha ribadito di essere pronto a discutere "con l'Europa sulla possibilità di rinegoziare" il Memorandum.



Che notiziona bomba. Ce li vedo proprio a ridiscutere con la Merkel.


Un leader in campagna elettorale fa un una promessa elettorale e sulla base di quella i mercati salgono alle stelle (no dico le banche greche si sono sparate un più 20-30% ieri).


LO RIPETO: i mercati stanno salendo sulla base di una ridicola e irrealizzabile promessa elettorale


Ma cambiate pusher.



 






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VENDERE IL PATRIMONIO DELL’ITALIA? A CHI E PERCHÉ ? di Antonio de Martini


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VENDERE IL PATRIMONIO DELL'ITALIA? A CHI E PERCHÉ ? di Antonio de Martini

La dichiarazione di Mario Monti, durante la conferenza stampa con Schauble, in cui ha accennato alla volontà di mettere in vendita asset comunali e regionali, ha suscitato reazioni emotive tra i compatrioti intellettualmente più gracili e più inclini al populismo.


Volendo esaminare in maniera più razionale il problema, possiamo invece es sminare quale sia lo scopo di una vendita, quali gli acquirenti, quale l'uso che si potrebbe fare del ricavato, per vedere se c'è coerenza tra le finalità dichiarate ed i risultati prevedibili.

Questo genere di discorsi riemergono periodicamente ogni volta che le banche ed il grande capitalismo dispongono di un eccesso di liquidità .

Infatti , contrariamente a quel che si possa credere a leggere i giornali, non è la liquidità che manca, bensì gli impieghi, termine col quale si identificano gli investimenti. Vogliono investimenti sicuri. Come biasimarli?

Conoscere la storia, aiuta. Nel primo dopoguerra mondiale, si scatenò una campagna per la privatizzazione della telefonia. Quando Mussolini dichiaro pubblicamente che l'ipotesi era percorribile a patto che l'acquirente non fosse " il solito Agnelli", il moto liberista cessò d'incanto.

Nella tornata di privatizzazioni lanciate "per ridurre il debito pubblico" del 1992/3, invece, si parlò nuovamente di telefonia e si cedette agli…..Agnelli che acquistarono nientepopodimenoche lo zero virgola sessantun per cento della attuale Telecom / Tim alla quale il ministro del Tesoro Ciampi – per bocca del direttore generale Mario Draghi – negò l'autorizzazione a comprare la Vodafone inglese ( all'epoca poco più che nascente) con la motivazione che " altrimenti non ci sarà più chi possa comprarvi".

comunque le privatizzazioni si fecero, senza farle precedere dalle liberalizzazioni trasformando cosi l'operazione nella cessione di altrettanti monopòli.

Lo spezzettamento e vendita dell'IRI procurò al governo 150 Mila miliardi di lire italiane, ma non una lira fu destinata alla riduzione del debito pubblico, numerose aziende, dopo la prima vendita a prezzi contenuti a imprenditori poco credibili, vennero cedute a prezzi molto maggiorati ad altri gruppi, tanto che è rimasta radicata nella memoria di molti la sensazione che si sia trattato di una doppia vendita con incasso del plus valore da parte di " sconosciuti ".

Tralascio la parte morale, sulla quale prima o poi dovremo tornare a soffermarci, e mi concentro sul fulcro del problema: se nella prima privatizzazione abbiamo realizzato 150mila miliardi e non abbiamo ridotto il debito di una lira, cosa fa pensare che questa volta venderemo alle persone giuste realizzando il massimo e lo devolveremo alla riduzione del debito?

Risposta. Nulla.

Ai superpatrioti che rompono i timpani con la storiella " l'acqua è pubblica e non si tocca" dedico la lettura dell'articolo 43. Della Costituzione:" A fini di utilità generale la legge può riservare orig...



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Ue, crolla ancora l’automotive: serve una rivoluzione ecologica


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Ue, crolla ancora l'automotive: serve una rivoluzione ecologica

Le immatricolazioni di nuove automobili sono crollate dell'8,7%, nel mese di maggio, nell'Unione europea. Ad annunciarlo è stata questa mattina l'Associazione dei costruttori europei di automobili (ACEA)...


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La generazione dei disperati


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La generazione dei disperati

La Germania sembra l'unica speranza di futuro per chi ha meno di 30 anni e parla castigliano o catalano



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Economonitor: L'economia Italiana sta Cedendo



Oggi l'IStat ha pubblicato i dati del 1 ° trimestre 2012 che testimoniano un crollo del PIL reale dell'economia Italiana. Una debole domanda estera più una precipitosa caduta della spesa nel settore privato ha fatto calare il prodotto interno lordo (PIL) dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (3,2% ad un tasso annualizzato). I punti salienti sono i seguenti: Gli investimenti fissi lordi (investimenti lordi al netto della variazione delle scorte) sono calati del 3,6% rispetto al trimestre precedente, o del 13,7% ad

“Ruby mi ha offerto 4mila euro per fare sesso con lei”

I gay non sono solo nella nazionale di calcio....  (z)

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"Ruby mi ha offerto 4mila euro per fare sesso con lei"

Antonio Passaro detto Manuel, modello e ballerino, ha persino rifiutato





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IL PETROLIO CHE ELIMINA CO2, ALTERNATIVA ALL'ENERGIA NUCLEARE


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IL PETROLIO CHE ELIMINA CO2, ALTERNATIVA ALL'ENERGIA NUCLEARE

Pochi sanno che, attualmente è già cominciata la costruzione di un campo che genererà un tipo di petrolio di qualità...


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11 le banche commissariate in Italia compresa Banca Network: cosa garantisce in Fondo interbancario?


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11 le banche commissariate in Italia compresa Banca Network: cosa garantisce in Fondo interbancario?

Sono 28 mila i correntisti che sono aggrappati al fondo interbancario dei depositi

Oltre a Banca Network ci sono altre dieci realtà in amministrazione straordinaria che hanno congelato i conti correnti dei propri clienti.

Non c'è soloBanca Network in amministrazione straordinaria. L'elenco degli istituti a cui la Banca d'Italia ha imposto una gestione commissariale inclide altri 10 soggetti.
QUANDO SCATTA L'AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA. L'amministrazione straordinaria viene disposta quando le criticità di un istituto di credito (che spaziano dalla gravità delle perdite patrimoniali, alle irregolarità e alle violazioni normative e amministrative) «non presentano caratteri di irreversibilità». Obiettivo della procedura è accertare la situazione aziendale e avviare soluzioni nell'interesse dei depositanti. Se ci sono ragioni di assoluta urgenza, la Banca d'Italia può nominare uno o più commissari che assumono i poteri di amministrazione dell'intermediario per un massimo di due mesi (gestione provvisoria).
GARANZIA FONDO INTERBANCARIO FINO A 100 MILA EURO. Quando la crisi assume caratteri di irreversibilità, l'intermediario viene assoggettato a liquidazione coatta amministrativa, con provvedimento del ministro dell'Economia (sempre emanato su proposta della Banca d'Italia, che nomina anche gli organi liquidatori). Nei casi di liquidazione coatta amministrativa i sistemi di garanzia dei depositanti, ai quali le banche italiane sono tenute ad aderire, effettuano i rimborsi nel limite di 100mila euro per ciascun depositante.

Ecco l'elenco, messo a disposizione dal servizio vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, di tutte le procedure «in essere all'8 maggio 2012». source

- Banca Tercas
– Bcc Monastir e del Sile (Treviso)
– Bcc "Luigi Sturzo" di Caltagirone (Catania)
– Bcc di Altavilla Silentina e Calabritto (Salerno)
– Banca Network Investimenti spa (Milano)
– Bcc di Cosenza (Cosenza)
– Bcc di Tarsia (Cosenza)
– Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo (Teramo)
– Cassa di Risparmio di Rimini (Rimini)
– Delta/SediciBanca spa (Bologna-Roma)
– Istituto per il Credito Sportivo (Roma)

A queste banche si aggiungono due intermediari non bancari (SGR):

- Total Return SGR (Mantova)
– Cape Regione Siciliana SGR (Palermo)



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L’EURO TITANIC E’ PROPRIO FINITO CONTRO L’ICEBERG


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L'EURO TITANIC E' PROPRIO FINITO CONTRO L'ICEBERG

di FRANCESCO CARBONE*


Stavolta Nigel Farage, parlamentare europeo inglese è andato su tutte le furie. Sono anni che accusa di incompetenza i propri colleghi eurocrati. E non ha torto. Difficilmente si poteva gestire peggio questa crisi scoppiata con la Grecia. Eppure anche Nigel Farage nella sua analisi complessiva compie un errore analitico quando afferma che l'Euro costituisce una prigione economica per i paesi europei in enormi difficoltà.  Forse come sostiene lo stesso Farage, essi non avrebbero dovuto unirsi al progetto europeo tuttavia, allora, a metà anni novanta, l'alternativa sarebbe stata il fallimento stile Argentina, nel giro di qualche anno. Piuttosto, l'entrata nell'Euro all'epoca li salvò da bancarotta certa, massiccia svalutazione, e impoverimento immediato della popolazione, dandogli un'altra chance di sopravvivenza.

La mia opinione invece è che negli ultimi anni l'Euro abbia fatto emergere e stia mettendo totalmente a nudo il reale fallimento dei paesi europei che da qualche tempo, uno dopo l'altro, non a caso, stanno cascando come mele marce. Quella chance di sopravvivenza che la valuta unica aveva dato loro, i governanti se la sono bruciata a loro tempo lasciando che i vantaggi procurati dall'entrata nell'Euro continuassero a essere sperperati come si era soliti sperperare nelle epoche precedenti. Il fallimento, pertanto, non è dell'Euro che, a livello di principio e in qualità di moneta "rigida" gode certamente di alcune importanti virtù assenti nelle precedenti valute-coriandolo nazionali. Sono stati piuttosto i paesi che lo hanno adottato ad essere fallimentari nel gestirne i vantaggi e soprattutto quell'espansione economica, artificialmente indotta da tassi ridottissimi, che l'Euro stesso aveva generato. Il resto è pura tragedia dei beni comuni, come spiegato da Philipp Bagus nel suo libro La Tragedia dell'Euro.


Una eventuale uscita dall'Euro, ne sono convinto, sarebbe una no...


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Soros: La Finestra di Tre Mesi dell'Europa


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Soros: La Finestra di Tre Mesi dell'Europa

La resa dei conti si avvicina, la Grande Contrazione che ad intermittenza tenta di ripulire i mercati è una forza che non può essere arrestata, ma i pianificatori centrali ci proveranno fino alla fine a mettervi i bastoni tra le ruote. Infatti, la CNN ci informa che l'Unione Europea ha annunciato un piano di unione bancaria a livello continentale che servirà ad affrontare le future crisi bancarie piuttosto che lasciarle nelle mani dei singoli governi. La proposta a quanto pare includerebbe una garanzia sui depositi che coprirà tutte le banche dell'unione, una sorta di FDIC Europeo. Ci dovrebbe essere anche un'autorità comune ed un fondo comune che si occuperebbero dei salvataggi di cui necessiterebbero le grandi banche che giocano un ruolo di primo piano nel sistema bancario Europeo. In aggiunta, ci dovrebbe essere un singolo supervisore con poteri decisionali ultimi sul settore bancario, e regole finanziarie comuni. Insomma, il progetto dell'URSSE è in campo però quello di cui i PIIGS hanno bisogno non è una maggiore unione bensì vagonate di carta straccia per restare a galla. E indovinate chi potrebbe essere questo fantomatico "supervisore"? Bingo! La BCE. Almeno stando alla recente proposta di Hollande. Oltre all'appoggio di Spagna ed Italia su questo punto, al prossimo summit Europeo la Francia spingerà per ulteirori misure di "stimolo" della crescita. Se tali strategie verranno implementate una pesante inflazione nei prezzi sarà proprio dietro l'angolo. Fate le vostre scommesse.
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di Gary North


George Soros l'ha espresso con tutta franchezza. La zona euro inizierà a rompe...


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Grecia, Barclays scommette su una coalizione di governo

Grecia, Barclays scommette su una coalizione di governo: I partiti pro-euro sono favoriti. Gli economisti della banca d'affari ritengono che ancora una volta nessuno riuscirà a ottenere la maggioranza e [...]


E ora ci pignorano lo stipendio

E ora ci pignorano lo stipendio:
ERF European Redemption Fund Fondo Redenzione Europea

 Si chiama pignoramento dello stipendio, e molti di voi la conoscono come quella pratica odiosa cui un creditore può ricorrere per farsi pagare. Per dirla in parole povere: quel che guadagni ti viene decurtato di un quinto o di un terzo a vita, o fino a quando il debito non sia stato ripianato. E' odiosa perché, in qualche modo, seppure matematicamente sia a somma zero, non aggredisce il tuo patrimonio, ma ti toglie direttamente il futuro, per cui ti regala la sgradevole sensazione di essere un condannato nel braccio della morte, che vive solo per attendere l'ora della sua uccisione.

 Dopo avere ideato fondi di stabilizzazione nei quali iniettiamo decine di miliardi; dopo avere ideato un meccanismo di stabilità per il quale pagheremo 8 miliardi entro l'anno e centinaia in prospettiva; dopo avere deciso che noi italiani dobbiamo pagare 20 miliardi per le banche spagnole, indebitandoci al posto loro, oggi le politiche strozza-popoli di quel nodo scorsoio economico nel quale si è trasformata l'Europa ne stanno inventando un'altra. 

 Si chiama European Redemption Fund (ERF per gli amici), cioè Fondo di Redenzione Europeo. L'idea è che, siccome siamo stati cattivi, ora dobbiamo essere redenti, come se ci fosse poi un unto del Signore in grado di confessare gli stati e comminare il giusto numero di Ave Marie economiche. Il peccato capitale è il debito pubblico. Fa niente che sia divenuto il male assoluto solo perché ci hanno tolto gli strumenti per rifinanziarcelo da soli, ovvero la sovranità monetaria: deve calare sotto al 60% del Pil e basta. Ma come fare? Difficile, in un momento in cui vige la religione dell'austerity, alla quale come monaci autoflagellanti ci imponiamo di obbedire - chissà, forse nella speranza di guadagnarci un posto nel paradiso dei neoliberisti -: le tasche sono vuote e sotto al materasso non c'è più niente.

 Ci voleva il colpo di genio. E la brillante idea è arrivata. Così hanno preso spunto da quelle società finanziarie che prima ricoprono lo sprovveduto e incauto cittadino di soldi spesso non richiesti e poi, quando è in difficoltà, procedono a pignorargli lo stipendio a vita. E qual è lo stipendio di uno Stato? Sono le sue entrate fiscali, naturalmente. Perché dunque non pignorare le tasse degli stati con un debito pubblico superiore al 60% del Pil per una ventina di anni? Secondo Goldman Sachs, si tratta di ragionare su qualcosa come 1541 miliardi per la Germania, 1193 per la Francia, 954 per l'Italia, 652 per la Spagna, 364 per l'Olanda, 225 per il Belgio e 181 per l'Austria. Si parte con 2,3 miliardi di euro in totale. Certo, per garantire il fondo, gli stati beneficiari del pignoramento (sembra un ossimoro: uno che beneficia dalla sua stessa confisca dello stipendio) dovranno tirare fuori le proprie riserve di oro (guarda un po'), che sono l'unica certezza rimasta, visto che il metallo prezioso è la sola valuta universalmente accettata e che non dipende dai giochetti computerizzati di questi nerds dell'alta finanza, che dopo gli accordi di Bretton Woods hanno potuto sbizzarrirsi con le loro funamboliche masturbazioni monetarie. Una volta messo finalmente l'oro sul piatto, loro procedono a pignorarci le entrate tributarie fino al 2035 o giù di lì. E se le tasse non bastano (sai com'è, c'è l'austerity)? ZAC: via l'oro! Loro chi? Non si sa, esattamente come non si sa quali organizzazioni finanziarie gestiranno il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità sul quale non potremo avere informazioni perché i documenti saranno secretati e inviolabili, tranne che dovremo dargli almeno 125 miliardi: questa è l'unica informazione che ci viene gentilmente concessa. 

 Wolfgang Schäuble, il ministro delle finanze tedesco, ha già detto che non si può fare, perché l'ERF violerebbe i trattati europei, i quali sostengono che nessun paese può essere considerato responsabile del debito pubblico di un altro. Curioso, veramente curioso, visto che è dall'inizio della crisi che non facciamo altro che indebitarci per salvare altri paesi dai loro debiti, e ora perfino le banche dai loro stessi debiti. Ma forse Schäuble intendeva dire che è alla Germania che i trattati impediscono di essere responsabile verso le sue colonie, visto che se partisse il Redemption Fund gli spread (secondo gli analisti che notoriamente ci azzeccano sempre) si stringerebbero parecchio, e i tedeschi non potrebbero più recuperare soldi freschi a interessi virtualmente zero sulle spalle degli altri, avvantaggiandosi di un tasso di accrescimento industriale che dal 1999 al 2010 è passato dallo 0,9% al 9%, di una disoccupazione che nello stesso periodo è scesa dal 10,5% al 7,4% per toccare il 6,7% di quest'anno e di un tasso di crescita del Pil partito all'1,5% e finito due anni fa al 3,5%. Invece, se partisse l'ERF, costerebbe qualcosa come lo 0,6% del Pil tedesco per ogni anno di pignoramento. E loro a queste cose ci tengono.

 Ma certo, se ci mettiamo l'oro...

ITALIA DA SPOLPARE

ITALIA DA SPOLPARE:

Monti annuncia che metterà in vendita il patrimonio pubblico: un altro favore al grande capitale

Qualcuno se ne sarà dimenticato, forse, ma anche questo era uno degli obiettivi fondamentali dell’aggressione neoliberista al nostro Stato, e quindi a noi cittadini.

Non bastava la speculazione sul debito pubblico, gonfiato artificiosamente a colpi di spread. E non bastavano nemmeno la riforma del lavoro e quella delle pensioni, che hanno avviato lo smantellamento progressivo del welfare e delle altre forme di sicurezza sociale.

Adesso Mario Monti comunica, tutto trionfante, che per fare cassa cederà una lunga serie di beni e di aziende, «prevalentemente a livello regionale e comunale». Manco a dirlo, daremo via il meglio e ci terremo il peggio.

Logico: i ricchi acquirenti non sono mica scemi, a differenza di chi si ostina a dare fiducia al governo. E ad acclamare Napolitano che ne è il deus ex machina.

Crisi: Cgil, e' boom di cig a maggio, 500mila in cassa

Crisi: Cgil, e' boom di cig a maggio, 500mila in cassa:

(Pubblicato il Fri, 15 Jun 2012 12:24:00 GMT)

BoE promette alle banche 5 miliardi di sterline al mese

BoE promette alle banche 5 miliardi di sterline al mese: La Banca centrale britannica ha annunciato che offrirà 5 mld di sterline di fondi di emergenza almeno una volta al mese nel caso in cui la crisi del [...]


Chi si ferma é perduto

Chi si ferma é perduto:


Dicevamo nell’abbuffata finale che la volatilità l’avrebbe fatta da padrona. Dopo qualche giornata di ribasso spinto siamo ora alla seconda giornata di strappi a rialzo, al momento Milano é intorno ad un +2%
Il mercato “crede” che siamo ad uno sbocco positivo?
Si prepara al miglioramento del quadro macro?

Niente di tutto questo, almeno non letteralmente.
Il mercato cerca solo di limitare i rischi.
Vediamo come:
Partendo dal presupposto che -alla luce delle parole di Tsipras comparse sul Financial Times (“I will keep Greece in the Eurozone“)- qualunque esito avranno le elezioni in Grecia, questa non sceglierà di uscire dall’euro, il vero nodo é la totale incertezza su quello che verrà il 28 dal meeting chiave, quello da cui o se ne viene fuori con un progetto credibile su una vera Unione Europea, qualcosa che dica al mercato:

i problemi di un Paese membro sono problemi dell’Unione nel suo insieme

oppure il mercato stesso avrà spazio per colpire il prossimo della lista, che é un Paese dal peso specifico molto rilevante (il che dovrebbe essere un incentivo notevole a giungere a qualcosa di sostanziale).

Gli scenari possibili per un operatore sono due:

  1. uno statement zoppicante e poco credibile apre ad un progressivo sfaldamento in cui via via bisognerà smontare le posizioni sapendo dove si andrà a parare
  2. uno statement convincente inizia a mettere le basi per qualcosa, e tutte le posizioni short verrebero chiuse, la liquidità riversata sui mercati in un subitaneo, ipertrofico e speculativo rialzo delle quotazioni e recupero dei prezzi di molti titoli di Stato

Il primo pensiero di un bravo operatore é quello di lavorare minimizzando i rischi. Stando quanto sopra é più pericoloso star fuori dal mercato (il rimbalzo sarebbe veloce e speculativo, con anche il rischio di short squeeze) che non star dentro (in caso di esito negativo lo sfaldamento sarebbe progressivo e darebbe il tempo di uscire). E non dimentichiamo una interessante varibile: in caso di esito negativo, la paura dello sfaldamento potrebbe anche “costringere” la BCE ad usare il defibrillatore dell’iniezione monetaria…

Perciò, per limitare i rischi, il bravo operatore compra.

Facile, no?

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Grecia elezioni 17 giugno ora anche la sinistra promette la permanenza in Europa e la borsa di Atene vola

Grecia elezioni 17 giugno ora anche la sinistra promette la permanenza in Europa e la borsa di Atene vola:   Atene: la parola d'ordine è incertezza, già nei giorni scorsi abbiamo potuto vedere, grazie a diversi programmi televisivi, in che stato campa la grecia, svendita delle isole a prezzi irrisori 180 euro al metro quadrato sul mare, e la drammatica situazione degli ammalati che è costretta a pagare medicinali salatissimi per curarsi, chi ha soldi in Grecia li preleva e in questi mesi è aumentata la corsa a ritirare i soldi dalle banche greche in vista del voto del 17 giugno. Stiamo assistendo alla disperazione e alla paura e, egoisticamente osserviamo attoniti e preoccupati perchè questa crisi è verosimilmente contagiosa e un domani potrebbe toccare anche a noi. I bancomat sono roventi e gli istituti hanno registrato un aumento significativo dei ritiri dei depositi a causa dei timori crescenti che Atene possa uscire dall'Eurozona dopo il voto di domenica. Secondo fonti bancarie, il flusso quotidiano di depositi in uscita dalle principali banche avrebbe raggiunto i 500-800 milioni, fra ritiro di contanti, bonifici verso l'estero e disinvestimenti: un fenomeno che si somma ai 72 miliardi di euro già ritirati dall'ottobre 2009, e che lasciano in cassa "solo" 171,5 miliardi.

ORA ANCHE LA SINISTRA E' D'ACCORDO ALLA PERMANENZA IN EUROPA E LA BORSA VOLA

venerdì 15 giugno(ANSAmed) - ATENE - Alexis Tsipras, il leader di Syriza (sinistra radicale), ha promesso che in caso di vittoria alle elezioni di domenica prossima, "lunedì ci sarà un governo di tutti i greci" e ha garantito la permanenza della Grecia "nell'Europa e nell'euro".

"Lunedì formeremo il governo di tutti i greci, con l'Europa e con l'euro e al tempo stesso garantiamo che manterremo la Grecia nell'eurozona", ha detto Tsipras ieri sera nel corso del suo ultimo comizio elettorale ad Atene. Le sue formazioni sono giunte nel giorno dell'uscita di un sondaggio segreto condotto dal partito di centro-destra Nea Dimocratia, che dava la formazione guidata da Antonis Samaras (favorevole al Memorandum firmato fra Atene e i creditori internazionali) al 29% delle preferenze alle elezioni di domenica prossima.

La Borsa di Atene è letteralmente volata ieri toccando in chiusura uno spettacolare +12,55%, il maggiore rialzo giornaliero da 10 mesi a questa parte

Appena pochi giorni fa il clima preelezioni era diverso:

Se domenica Nea Dimocratia dovesse vincere, il leader dei conservatori greci promette che Atene resterà nella zona euro. Perché altrimenti, a farne le spese sarebbero lavoro ed economia e aggiungo tutta l'Europa.

Ma l’Europa che cambia e punta alla crescita, è l’occasione per rivedere i termini dell’austerity imposta dai creditori internazionali, insostenibile a parere di tanti. Infatti il leader di sinistra aveva detto di non essere d'accordo sulla permanenza nella zona euro: La preoccupazione maggiore è che Nea Dimocratia alle urne se la vedrà con la sinistra anti-rigore Syriza, data vincente dai sondaggi.
Il leader Alexis Tsipras ha già detto che in caso di vittoria la Grecia dirà addio all’austerity e il memorandum concordato con l’Europa sarà annullato, con gravissime conseguenze e un possibile effetto domino pazzesco.
Ai greci, che tornano di nuovo alle urne dopo l’impasse del voto del 6 maggio, l’ardua sentenza in queste legislative determinanti anche per la zona euro. Incrociamo le dita e vi consiglio di leggere questo articolo sullo stesso argomento... dove viene messo in luce cosa potrebbe succedere da una tragica uscita Grecia e l’uscita dall’euro: ipotizziamo possibili, ipotetici e tragici eventi continua a leggere andando QUI E cosa succederebbe subito dopo a noi e ai nostri soldi Euro e conti correnti: quanto sono a rischio e dove spostare i nostri soldi? continua a leggere andando QUI  

La crisi in Grecia uccide i farmacisti

La crisi in Grecia uccide i farmacisti: Atene si strappa, un vecchio negoziante viene aggredito e muore. Nel paese è emergenza sociale