17/06/12

ELEZIONI GRECIA: NUOVI SACRIFICI PER I GRECI


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ELEZIONI GRECIA: NUOVI SACRIFICI PER I GRECI

Le elezioni in Grecia stanno terminando (seguile in tempo reale http://national12b.ekloges.dolnet.gr/index.php?lang=en).



Quando abbiamo raggiunto il 76,72% dello scrutinio, si sa che saranno 7 i partiti a sedersi in parlamento.



Vince Nea Democrazia con il 30,05% dei voti e grazie al premio di maggioranza ottiene 130 seggi.



Al secondo posto si ferma Syriza con il 26,56% e 71 seggi.



Questi sono gli unici partiti a migliorare il proprio consenso elettorale rispettivamente del +11,2% e +9,78%.



Il Pasok è il terzo partito con il 12,51% e 31 seggi.



Seguono gli altri partiti con Alba Dorata (estrema destra) che si mantiene stabile al 6,94% (18 seggi), mentre il partito comunista kke perde il 4% e ottiene 12 seggi con il 4,49%.



Crediamo che i Greci, premiando i partiti che li hanno portato allo sfacelo, dovranno subire nuovi sacrifici.



Questo voto non sarà nemmeno un bene per l'Europa, perché la BCE sarà legittimata a fare la stessa politica che sta affamando i PIIGS.


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Elezioni in Grecia, l’Eurogruppo: “Sostegno per gli sforzi di Atene”


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Elezioni in Grecia, l'Eurogruppo: "Sostegno per gli sforzi di Atene"

L'Europa sembra poter tirare un timido sospiro di sollievo sul futuro dell'euro e della stessa Unione europea dopo le elezioni ad Atene. L'Eurogruppo, nel documento stilato al termine della conference call fra i leader dell'Eurozona, ha dichiarato che il popolo greco ha compiuto "sforzi considerevoli" e gli verrà dato "sostegno" nel processo di aggiustamento del bilancio. La speranza dell'Europa è quella della "formazione veloce" di un nuovo governo, in seguito al quale la Troika tornerà ad Atene per valutare i progressi fatti nella ristrutturazione dei conti. Lo stesso auspicio arriva anche dalla Casa Bianca.

Ad Atene ora ci sono i numeri per formare un governo pro-euro con Nea Demokratia e Pasok, che dovrebbero coalizzarsi per evitare il baratro dell'uscita della Grecia dalla moneta unica. Anche se la doccia gelata arrivata in serata dalle parole del leader socialista Evangelos Venizelos, che vorrebbe anche la recalcitrante sinistra radicale di Syriza nel governo di unità, non fa purtroppo escludere sorprese.

Il futuro dell'Europa rimane ancora incerto e permangono ancora molti dubbi sulle capacità dei leader europei di gestire la delicatissima situazione della moneta unica, ma i risultati delle urne greche danno a tutti un pò di fiato e di tempo in più, almeno fino al vertice Ue di fine giugno. Ora l'impegno è di lavorare in Consiglio Europeo per ottenere risultati netti e chiari, con l'indicazione di una strada da seguire per raggiungere l'obiettivo di un'Europa più unita politicamente, con una vera governance economica, fiscale e bancaria, con le strutture e le istituzioni necessarie per puntellare la traballante moneta unica uro di questi mesi. Questo si aspettano i mercati internazionali, questo chiede Barack Obama preoccupato dalla possibilità che il contagio attraversi l'Atlantico e getti un'ombra sulle elezioni del 6 novembre, quando si giocherà la possibilità di un secondo mandato alla Casa Bianca.

Domani e martedì nel vertice del G20 messicano gli Usa rafforzeranno il loro pressing sull'Europa e, in particolare, naturalmente sulla signora Angela Merkel, leader di una Germania sempre più sul banco degli imputati. Non c'è tempo da perdere, la strada del rigore, seppur necessario, va rafforzata da misure forti sulla crescita e sullo sviluppo. L'Europa ha pochissimi gior...



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SI E' VOTATO AD ATENE O A BRUXELLES?


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SI E' VOTATO AD ATENE O A BRUXELLES?

Non era mai accaduto dalla fine della guerra fredda, che alla campagna elettorale per il voto all'interno di uno stato sovrano, partecipassero con tanta enfasi tutti i grandi poteri che gestiscono la politica e la finanza globale. Dai leader dei paesi europei ai vertici della BCE e del FMI, passando attraverso le grancasse dei media di tutta Europa. La nuova tornata elettorale, che a distanza di un solo mese dalla precedente ha riportato quasi 10 milioni di greci alle urne, dal momento che l'esito della votazione di maggio non aveva consentito la formazione di un governo che avallasse i diktat della BCE, è stata dipinta nell'immaginario collettivo come una sorta di referendum sull'euro, dal cui esito sarebbe dipeso il futuro della sciagurata moneta che ci accompagna da ormai dieci anni.
Capi di stato (con in testa Angela Merkel), mestieranti politici, banchieri, economisti d'accatto, giornalisti mainstream ed esperti da cortile di ogni risma e colore si sono prodigati senza sosta, nell'appellarsi al senso di responsabilità del popolo greco, affinchè si recasse in massa a votare il sostegno alla UE, all'euro e al piano di austerità che di tale sudditanza é parte integrante.....


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IN GRECIA VINCONO GLI EUROPEISTI CONVINTI


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IN GRECIA VINCONO GLI EUROPEISTI CONVINTI

di SALVATORE ANTONACI


Quale sarebbe stato l'esito di questo secondo round delle tribolatissime elezioni legislative greche  per il rinnovo della Bulé era già abbondantemente emerso nei giorni precedenti il voto nelle analisi e previsioni dei principali istituti di sondaggi. In sintesi costoro si pronunciavano su un successo dei conservatori di Nea Demokratia in grado di conquistare anche questa volta il premio di maggioranza di 50 seggi aggiunti ad un più cospicuo numero di eletti rispetto al mese scorso. Così è stato, con la novità di non poco conto che sarà forse possibile, al netto della litigiosità tra le varie formazioni, combinare una qualche forma di Esecutivo di "responsabilità nazionale" guidato dal leader conservatore Antonis Samaras o da chi per lui.


Determinante in questo senso la tenuta (a dire la verità attorno ai minimi storici della consultazione precedente) dei socialisti del PASOK, guidati da Evangelos Venizelos, in grado di fornire il proprio contributo  per il raggiungimento del numero magico di 151 deputati, necessario per qualsiasi maggioranza di governo. Ma , il possibile tandem non potrà contare sull'appoggio dell'alleanza liberale-proeuropea formata da due partitini presentatisi divisi 40 giorni fa ed incapaci di  superare la soglia di sbarramento del 3%, esattamente come successo quest'oggi. Ricrearela Grecia, Azione(Drasi), questi i nomi dei due soggetti favorevoli al draconiano memorandum dell'Unione Europea, sono stati  raggiunti nell'alleanza dal redivivo e minuscolo movimento di Alleanza Liberale, ma, con tutta evidenza, la manovra  si è rivelata insufficiente  per raggiungere lo scopo.


Ridimensionati tutti i partiti minori che molto avevano contribuito allo stallo nelle frenetiche consultazioni successive al primo turno, emerge, come principale oppositore ufficiale al nuovo gabinetto, la coalizione della sinistra radicale Syriza in ulteriore avanzata di consensi e seggi, ma non in grado di contrastare la vittoria finale di ND. Gli altri irriducibili dell'anti-austerity subiscono, chi più chi meno, un'emorragia di voti: così gli euroscettici di ANEL, scissione proprio di ND e i comunisti ortodossi del KKE . Gli ultrà nazionalisti dell'Alba Dorata, per contro, confermano la percentuale già ottenuta. Grossomodo quanto accaduto anche a DIMAR che, non a caso, aveva assunto una posizione più sfumata e che potrebbe rientrare in gioco come ulteriore stampella governativa.


In sintesi la scelta compiuta dall'elettorato ellenico rappresenta un ritorno, fatti salvi i profondi cambiamenti, allo status quo....



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Voto in Grecia, vince il partito dell’euro e dell’austerity


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Voto in Grecia, vince il partito dell'euro e dell'austerity

Impasse o biscotto? Le (seconde) elezioni in Grecia su cui tutto il mondo ha messo gli occhi potrebbero non avere un esito scontato. Primo partito i conservatori di Nea Dimokratia con circa il 30%, che al momento porta quattro punti percentuali di vantaggio rispetto alla coalizione delle sinistre radicali del Syriza, guidate dal giovane Alexis Tsipras. E che ha annunciato di essere intenzionato a formare in tempi rapidi un esecutivo. In base al premio di maggioranza infatti potrebbe farlo con il Pasok: avrebbe almeno 130 seggi in Parlamento, a cui ne mancherebbero solo venti per "sfondare" quota 150. Ovvero proprio i 33 dei socialisti, il cui leader Evangelos Venizelos ha però dichiarato che al momento tocca al Syriza "fare il governo" assieme a ND. Non solo: l'ex ministro dell'economia dell'esecutivo Papandreou ha aggiunto che il presidente della repubblica Karolos Papoulias dovrebbe convocare tutti i partiti presenti in parlamento e affidare un mandato comune. Un modo per tirarsi fuori dai giochi? Certamente una mossa pericolosa che potrebbe innervosire ulteriormente i mercati e ritardare la stabilità politica nel paese e nell'eurozona.

Alle loro spalle gli stessi quattro partiti che lo scorso 6 maggio hanno fatto il loro ingresso nella Voulì: gli Indipendenti di Kammenos al 7,6%, i nazionalisti di Alba dorata al 7%, la sinistra democratica (Dimar) di Kouvelis al 6,2% e i comunisti del Kke al 4,5%. Se fossero solo i numeri a dettare l'agenda politica greca i giochi sarebbero fatti. Con i due blocchi bipolari di conservatori e socialisti che avrebbero le carte in regola per comporre un esecutivo di larghe intese. Ma al momento nulla è certo nella canicola ateniese, in quanto lo stesso Venizelos non ha fornito aperture al collega Samaras. Quest'ultimo non è andato al di là della rivendicazione della vittoria (su cui qualche deputato del Syriza getta ombre di ipotetici brogli) che però paradossalmente potrebbe non segnare la fine del caos ellenico.

Un'ipotesi è quella dell'accordo: Nea Dimokratia riesce a trovare la sintesi con il Pasok su un nome terzo, anche una figura di spessore trasversale dal momento che il leader conservatore Samaras non è particolarmente amato e potrebbe individuare la luce in fondo al tunnel solo puntando su un altro cavallo. Soluzione che, comunque, avrebbe l'effetto immediato di sedare le ansie delle cancellerie continentali per dare seguito al memorandum della troika. Ma che lascerebbe senza risposta alcune questioni relative proprio all'impatto del piano di Bce, Fmi e Ue: con il paese in recessione per il sesto anno consecutivo, la disoccupazione record al 22%, i suicidi da crisi a quota 252. "Siamo il primo partito: è venuta l'ora di formare un governo di unione nazionale pro-euro per uscire dalla crisi", ha detto Dora Bakoyannis, rientrata nell'ovile del centrodestra dopo la parentesi indipendentis...



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grecia, grecia, grecia!


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grecia, grecia, grecia!

Anche in Egitto vince la controrivoluzione. I morti di piazza Tahrin non sono riusciti a convincere l'elettorato a darsi una svolta. Un uomo di Mubarak e dei Militari a quanto pare vince le elezioni. I Fratelli Musulmani non solo non hanno collocato il loro uomo alla Presidenza ma sono stati cacciati via dal Parlamento da una sentenza della Corte Costituzionale. Bisogna ammettere che la destra ha una capacità di manipolazione dell'elettorato notevole come abbiamo visto anche in Grecia. Mentre scrivo sento gracchiare in TV la voce di Vendola che catoneggia sull'Europa e sulla Sinistra. Ma non riesco neppure a seguirlo vinto dal disinteresse.

Secondo Vendola i comunisti greci sono stupidi. Mi viene da vomitare solo a sentirlo parlare!



Notizie sconcertanti dalla Grecia. Il Partito di Karamalis responsabile del saccheggio dello Stato e della crisi risulta primo partito. Gli tiene testa Syriza che vorrebbe soltanto correggere alcune cose del Memorandum e si impegna a fare qualcosa sul piano sociale. Il partito comunista vittima di un vero e proprio cordone sanitario in Europa ha soltanto il cinque per cento dei voti. Dobbiamo dire che il popolo ha sempre ragione? Hanno ragione i greci che votano per i partiti europeisti e si sono fatti intimorire dalla Merkel? Syriza non preoccupa nè la Merkel nè Monti nè altri caporioni euro-atlantici.

Spero che i comunisti greci sopravviveranno a questa dura prova! Sono gli unici ad avere ragione nella crisi greca ma questo non servirà a molto. Tutto il mondo occidentale si è mobilitato contro di loro ed ha mobilitato contro di loro la cosidetta sinistra europea. Eminenti rappresentanti di Holland sono ad Atene a sostenere Siryza, una sinistra che piace tanto ai moderati ed ai benpensanti!

Ipotesi iperrealistica.
Se le elezioni greche fossero vinte dal KKE l'Unione Europea non riconoscerebbe il risultato elettorale, gli USA manderebbero subito una flotta navale nei dintorni del Pireo, qualcuno tenterebbe di assassinare i leaders comunisti e le basi militari USA in Grecia sarebbero tutte in istato di all'erta.
Ma questo non succederà perchè la Merkel con la politica del bastone e della carota e con l'aiuto di Hollende e della cosidetta sinistra europea è riuscita a lanciare bene Syriza che sarebbe una specie di Saviano. Proprio oggi Il Guardian si diffondeva in elogi a Syriza e non parliamo di Repubblica...... I comunisti greci non saranno osteggiati dai "moderati" europei.

Che cosa è Syriza, la sinistra che piace ai benpensanti ed alla borghesia che se ne serve per isolare i comunisti. Un movimento nato nel 2004 senza alcuna identità culturale ideologica e senza storia a differenza del KKE che conta quasi un secolo di vita e che è stato ed è parte organica della storia greca ed europea anche se molti, troppi si sforzano di cancellarlo dalla faccia della terra. Il tributo di sangue e di martirio dato dai...


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INDIPENDENTISTI SARDI DENUNCIANO L’ITALIA ALL’ONU


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INDIPENDENTISTI SARDI DENUNCIANO L'ITALIA ALL'ONU

di REDAZIONE


Il Movimentu de liberatzioni natzionali sardu (Mlns) ha inoltrato formale denuncia all'Onu nei confronti dello Stato italiano per «occupazione».


In particolare il presidente del Movimentu, Sergio Pes, rivendica «la sovranità del Popolo Sardo ed esige la liberazione della Nazione Sarda dall'occupazione illecita e illegittima dello stato straniero italiano».


«Alla Nazione Sarda – ha spiegato Pes – ed al suo Popolo, storicamente indipendente dal IX al XV secolo d.C., è impedito l'esercizio del legittimo diritto alla sovranità nel proprio territorio a causa dell'occupazione italiana. Storicamente la Nazione Sarda dal 1409 ha subito l'occupazione della Corona d'Aragona, nel 1718 dell'Austria e dal 1720 dei Savoia; dal 1861 vi è poi 'de jure e de factò l'illegittima, illecita, nonchè violenta e repressiva occupazione, anche militare, dello stato straniero italiano».



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Report: Greece's New Democracy projected to win, Expect to form government


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Report: Greece's New Democracy projected to win, Expect to form government

From Reuters: Greek conservatives to win election: official projection (ht curious)


Greece's New Democracy conservatives are set to win ... The projection showed New Democracy taking 29.5 percent of the vote, with SYRIZA in second place with 27.1 percent. The Socialist PASOK followed in third place with 12.3 percent.



The result translates into 128 seats for New Democracy and 33 seats for PASOK, giving the two pro-bailout parties a slender majority in the 300-seat parliament.



New Democracy and PASOK back an EU/IMF bailout providing Greece with funds to stay afloat.
From the Telegraph: Greek election: Live
Official exit numbers are in, and New Democracy are on course to win. The numbers: ND 29.5pc, Syriza 27.1pc, Pasok 12.3pc, Independent Greeks 7.6pc, Golden Dawn 7pc, Democratic Left 6.2pc, Communist Party of Greece 4.5pc. These are numbers from Singular Logic, commissioned for the job by the Greek government.
This suggests New Democracy will be able to form a government. New Democracy's leader, Antonis Samaras, will try to change the terms of the bailout agreement, but generally supports the bailout - and strongly supports staying in the euro.



With the Greek economy in free fall, this just buys a little time until the next review shows Greece is far short of the bailout goals.





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HOLLANDE PRESENTERA’ IN MESSICO PROPOSTE PER 120 MILIARDI PER LA CRESCITA DA PRESENTARE A BRUXELLES A FINE MESE. di Antonio de Martini


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HOLLANDE PRESENTERA' IN MESSICO PROPOSTE PER 120 MILIARDI PER LA CRESCITA DA PRESENTARE A BRUXELLES A FINE MESE. di Antonio de Martini

In un panorama di mediocri eurocrati, François Hollande, in fondo un quasi burocrate di partito, rischia al prossimo vertice di Bruxelles previsto per il 28/29 giugno, di fare figura da gigante del pensiero politico.

Il settimanale "Journal du dimanche" ha annunziato di aver esaminato un documento attribuito al presidente francese , di 11 pagine, in cui propone di investire 120 miliardi in Banda larga, energie rinnovabili e in biotecnologie.



Il documento sarebbe stato distribuito a tutti i capi di governo europei , inclusa la Cancelliera Merkel, che aveva attaccato il presidente francese sulla genericità della sua posizione , basata sulla contrapposizione tra sviluppo e austerità ( " equivale a non dir nulla").

I tre pilastri di investimento sono in pratica ricavati dal trattato di Lisbona ( la civiltà della conoscenza) e nel documento, oltre a indicare i settori di investimento, apporta due innovazioni di peso : indica le fonti di finanziamento cui attingere e propone di iniziare ad usare i project Bond

" multilaterali" emessi cioè congiuntamente da più partner europei.

FONTI

Quanto a 55 miliardi, Hollande propone di attingere ai fondi strutturali europei, mentre sessanta miliardi sarebbero raccolti dalla BEI ( banca Europea degli investimenti) sul mercato delle obbligazioni , previa una ricapitalizzazione dei Partners alla Banca che la metterebbero in grado di lanciare il prestito.

Quanto a 4,5 miliardi per, " progetti strutturali continentali", il presidente francese propone

di emettere i " project Bond" che lanciò nel corso della campagna elettorale.

La filosofia applicata a questi Bond è la stessa che Bush padre e figlio proposero per la campagna di guerra in Irak : la coalizione dei volenterosi.

In altre parole si potrebbero collocare dei Bond pluriennali per costruire una infrastruttura, sul tipo dell'alta velocità, che attraversi, mettiamo, tre paesi . I Bond sarebbero garantiti da tre (o più)paesi e rappresenterebbero sia una maggiore garanzia per gli investitori che un oggetto di complicata analisi per le Agenzie di rating, i cui pareri, già duramente contestati un po' da tutti, avrebbero maggiore aleatorietà.

La proposta articolata come presentata dal JDD, avrebbe il pregio di costringere la Germania o altri paesi riluttanti ( Olanda, Austria) , a restare fuori dal progetto, ma anche dalla realizzazione…..

Il G 20 a los Cabos dei prossimi due giorni, sarà una preziosa occasione per un preconfronto.



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Euro: una catastrofe annunciata


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Euro: una catastrofe annunciata

Quando vengo chiamato a esprimermi in pubblico sul tema dell'euro, comincio citando un brano del Diario notturno di Flaiano: "Illustre professore, in questa lettera troverà accluso un assegno di lire 50.000, che mi permetto di inviarLe a saldo del Suo onorario. Mentre La ringrazio per le Sue attente cure, che mi hanno grandemente giovato a [...]


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Fuori dall’Euro – Torniamo alla lira. Perché?


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Fuori dall'Euro – Torniamo alla lira. Perché?

  Alberto Bagnai insegna Politica economica a Pescara e in Francia e pensa che occorra uccidere l'euro per salvare l'Europa.   Per spiegarlo, riempie il suo blog (goofynomics.blogspot.it) di articoli e sta organizzando un convegno internazionale a Pescara per il 22 e 23 giugno. Titolo: Euro: Manage it or leave it. L'euro va bene, è [...]


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QUELLI COME NOI


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QUELLI COME NOI



DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Il titolo delle serate che ho fatto sul Golpe Finanziario era
"Un Manicomio Criminale a piede libero. Come
l'Eurozona distrugge l'Italia, le famiglie, e le aziende, e per il profitto di
chi
". L'idea era di trasmettere al pubblico il grado di pazzia predatrice
di cui è pregno il progetto dell'euro. Un titolo forte, sicuramente per alcuni
sopra le righe. Posso immaginare un Sergio Romano scuotere il capo con austera
disapprovazione e liquidarmi in meno di un secondo come un esagitato del web.
Ora ve lo dico: no, sono stato troppo pacato, leggete qui sotto.


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Rivoluzione


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Rivoluzione

L'allarme lo hanno lanciato tutti. Oramai è chiaro che nel nostro Paese stia covando sotto la cenere (tanto per un...


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In Grecia è ancora caos


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In Grecia è ancora caos

Secondo i primi exit poll le elezioni hanno prodotto un altro stallo politico, mentre i neonazisti trionfano ancora una volta





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Mario Monti è il primo della classe


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Mario Monti è il primo della classe

Nel rispettare gli impegni con il Fmi, dice una ricerca





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Elezioni Politiche Grecia 2012 bis: EXIT POLL e SPOGLIO!


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Elezioni Politiche Grecia 2012 bis: EXIT POLL e SPOGLIO!





18.01 URNE CHIUSE. EXIT POLL UFFICIALI





ND: 27,5% - 30,5%


SYRIZA: 27,0% - 30,0%


PASOK: 10,0% - 12,0%

ANEL: 6,0% - 7,5%

XA: 6,0% - 7,5%


DIMAR: 5,5% - 6,5%


KKE: 5,0% - 6,0%








17.37 Arrivano i primi Exit Poll. ND sarebbe in testa, Syriza molto vicina.





ND: 29,6%


SYRIZA: 27,9%


PASOK: 10%


DIMAR: 6,3%


ANEL: 5,4%


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GRECIA: FONTI, CONSERVATORI PRO-EURO AVANTI CON 29%


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GRECIA: FONTI, CONSERVATORI PRO-EURO AVANTI CON 29%

EXIT POLL NON UFFICIALI, SYRIZA AL 26%, SOCIALISTI AL 12%


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Ue pensa a euro-bond versione 'light'


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Ue pensa a euro-bond versione 'light'

Obbligazioni a breve termine e in quantita' limitata


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VENGHINO, VENGHINO… L’ITALIA E’ FINALMENTE IN VENDITA!


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VENGHINO, VENGHINO… L'ITALIA E' FINALMENTE IN VENDITA!

di PONGO


Quando si è al fondo del barile non c'è altra soluzione e  loro potrebbero anche avere ragione. In questi ultimi giorni tutti i quotidiani principali ne hanno parlato in prima pagina: bisogna fare cassa e per evitare quest'anno  una seconda manovra economica con l'aumento dell'Iva e della disperazione,  è necessario  proseguire nella disciplina dei conti pubblici. Il premier dal suo cilindro estrae tanti conigli e ora, ecco apparire tre fondi per il patrimonio degli enti locali. Tre fondi per un totale di 3,5 miliardi di euro per acquistare  beni pubblici dai Comuni, Province e Regioni e poi vendere. Forza  fatevi sotto… non perdete questa occasioneeee…!!!


In un certo senso questa idea può andare  perché a livello di enti locali ed  immobili come edifici comunali  o altro l'Italia è piena e sono quasi sempre dei vecchi carrozzoni spesso inutili, rovinati e dispendiosi. Forse privatizzandoli se ne possono trarre benefici. Già sono tante le aziende e società italiane che han preferito andare all'estero per essere più snelle e competitive e quindi, come concetto e senza spostarci, se  mettiamo in vendita pezzi d'Italia qualche risultato si può ottenere.


Lo spunto che mi viene spontaneo è ripensare ad una delle gag più irresistibili di Totò nel film "Totò truffa 62" in cui, ricorderete, il grande attore nei panni di un imbroglione con l'aiuto del complice Nino Taranto, riesce a vendere ad un italo-americano la Fontana di Trevi. Nei suoi programmi, invece, Monti non vuole fare il disonesto ed i fondi previsti servirebbero sia per acquistarli dai Comuni, Province, ecc., che per riadattarli e renderli più appetitosi per il  futuro cliente.  Privatizzando enti locali, magari musei, antichi siti storici e  architettonici forse si potrebbe gestire meglio una situazione che spesso fa acqua da tutte le parti.


Nel mondo metà delle bellezze storiche e culturali si trovano in Italia, ma noi quasi sempre le gestiamo malissimo,  forse perchè ne abbiamo troppe e di sicuro come organizzatori  facciamo pena.  All'estero hanno ben poco  ma son dei fenomeni. Per esempio tre anni fa passai a visitare le pietre di Stonehenge nell'Inghilterra del sud, enormi pietroni eretti in ordine circolare nel sito neolitico. A parte il fatto che ho beccato una giornata di sole fantastica che da quelle parti ne hanno 3 all'anno, effettivamente 'ste pietre fanno impressione ma gli inglesi ti tengono là  a spiegarti cosa i sassoloni potrebbero essere, forse sì, forse no, forse magari, come le han portate in quel posto (anche se loro non lo sanno per niente) fanno mille ipotesi e a...



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LIQUIDAZIONE TOTALE


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LIQUIDAZIONE TOTALE

- di Italo Romano - «L'Italia si è spostata dall'orlo del precipizio solo che il cratere del precipizio si sta allargando e siamo di nuovo in una crisi». Così il presidente del Consiglio Mario Monti nel corso dell'inaugurazione del nuovo quartier generale di Vodafone Italia alle porte di Milano. Evento di vitale importanza e rilevanza [...]


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Crisi: Madrid, serve liquidita' Bce


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Crisi: Madrid, serve liquidita' Bce

Viceministro De Vigo, banche non hanno ancora stime su perdite


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Elezioni Grecia: Syriza, e le balle sull'"uscita dall'euro"


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Elezioni Grecia: Syriza, e le balle sull'"uscita dall'euro"

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Scrivo questo ad elezioni greche ancora in corso. Non so come finirà, so però quello che è accaduto in Grecia e altrove sui media e le grancasse della propaganda: il mantra è stato "Syriza vuol far uscire la Grecia dall'euro".

Ciò, ovviamente, non è vero. Tsipras, come riassume efficacemente Gennaro Carotenuto, si sgola da giorni a dire che non è così, che il suo partito non ha alcuna intenzione di rimettere in circolazione la dracma nel giro di tre giorni, che la sua idea è solo quella -lodevolissima- di ridiscutere il debito greco in sede internazionale. Come hanno fatto con successo tanti altri Paesi extraeuropei con governi di vera "sinistra", peraltro, e Syriza è un partito di "sinistra" senza le nostrane ridicolaggini.

Continua a leggere Elezioni Grecia: Syriza, e le balle sull'"uscita dall'euro"...

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PERCHE' LA GRECIA NON USCIRA' DALL'EURO


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PERCHE' LA GRECIA NON USCIRA' DALL'EURO




DI VASSILIS K. FOUSKAS

ilmanifesto.it




Il paese ellenico è entrato nella Ue per la sua importanza geopolitica. Un'uscita sarebbe impensabile



La Germania ha messo in cantiere un nuovo Fondo di riscatto paneuropeo da proporre alla periferia europea per tirarla fuori dai suoi problemi economici. Il progetto, tra le altre cose, prevede un'unione bancaria e l'emissione di eurobond, il che necessita di una unione di «trasferimenti» (di ricchezza dagli stati più ricchi a quelli più poveri, ndt) e, in futuro, di un'unione fiscale.


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Euro, Berlino rischia fino 1.500 mld


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Euro, Berlino rischia fino 1.500 mld

Spiegel, somma piu' ingente in capo a Buba


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Brave Mario - Il nuovo medioevo istituzionale


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Brave Mario - Il nuovo medioevo istituzionale

brave heart



 Vi sono due forze in campo. La prima è quella di poche persone che contano molto e perciò "possono" anche molto. Sono le élite europeiste. Si incontrano e decidono al di fuori delle istituzioni democratiche, in consessi privati. La maggior parte di loro non sono stati eletti da nessuno, se non dai loro conti in banca, e anche quelli eletti non hanno comunque nessun mandato costituzionale a dibattere quelle che saranno le future leggi al di fuori delle sedi preposte, ovvero i parlamenti nazionali. Costoro hanno deciso che debbono a tutti i costi nascere gli Stati Uniti d'Europa, e che nessuno potrà frapporsi tra il loro proposito e la realizzazione di ciò che ritengono una missione. Neppure i popoli, che sono i proprietari legittimi delle terre che compongono il vecchio continente.




 Fra loro c'è chi lo fa perché ne trarrebbe benefici economici, come per esempio le imprese americane che dall'integrazione europea conseguirebbero un vantaggio materiale (parole di Monti). E' il caso della commissione Trilaterale, il cui responsabile europeo (fino a pochi mesi fa lo stesso Monti) è devotamente dedicato (committed) all'unificazione politica europea. Altri, invece, sono preoccupati dal peso crescente delle economie che compongono il terzo polo politico mondiale: il continente asiatico, dall'India alla Cina, cui potrebbe aggiungersi in corsa la Russia, senza dimenticare il sudamerica con il Brasile ma anche la spinta islamica. Questa corrente di pensiero ritiene che solo un'Europa Unita, alleata con gli Stati Uniti d'America, possa fronteggiare l'aggressione commerciale (e all'occorrenza anche militare) del resto del mondo. Curioso come in queste fila si annoverino molti neoliberisti, i quali notoriamente sostengono che lo Stato sia cattivo e debba ingerirsi il meno possibile delle faccende che riguardano soldi e mercati, salvo poi ingerirsi loro degli stati fino ad arrivare al punto di scioglierli. Infine, tra le componenti della prima forza in campo vi è certamente anche la schiera dei signori del mondo, le cui fortune vengono incrementate al ritmo di 4 o 5 miliardi di dollari l'anno (parliamo di redditi personali), come ad esempio i gestori americani di certi Hedge Fund (in piena crisi, i redditi dei primi 25 gestori di «hedge» al mondo sono saliti del 68% nel 2007 sul 2006 a un totale di 20,7 miliard...


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MONTI: “NON ABBIAMO BISOGNO DEI SOLDI DELLA MERKEL”


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MONTI: "NON ABBIAMO BISOGNO DEI SOLDI DELLA MERKEL"

DI LEONARDO FACCO*


Ieri, nel suo girovagare tra Milano e Bologna, Monti ha esternato a più riprese, tanto per non farci mancare le panzane quotidiane che distribuisce da 6 mesi a questa parte. Ecco cosa ha detto:


1- "La Merkel dice che l'Italia ce la fa, ma l'Italia ce la fa non perché lo dice la Merkel". Gli italiani presenti al "Teatro Arena" di Bologna (in compagnia di Eugenio Scalfari!), dopo aver udito cotanto spasmo nazionalista, si sono ovviamente spellati le mani applaudendo.


2- "Ci siamo spostati dall'orlo del precipizio solo che il cratere si sta allargando e siamo di nuovo in una crisi". E ha aggiunto: "Il percorso della crescita è lungo e faticoso, ma presto si vedranno alcuni effetti".


Questa seconda dichiarazione, rilasciata a Milano, mi preoccupa particolarmente, perché potrebbe essere tradotta, dal burocratese alla lingua volgare, in questo modo: "Son sei mesi che vi martello con le imposte, vi ho fatto credere che le cose sarebbero migliorate, ma il cratere, ovvero la voraggine dei conti pubblici italiani, è talmente grande, che siamo ancora nella palta, proprio come quando governava il mio predecessore". Affermazione preoccupante, perché lascia presagire un futuro ancor meno roseo del previsto, nel quale si potrebbero addensare all'orizzonte ulteriori nubi gonfie di tasse. Il solo fatto Monti abbia cooptato al governo Giuliano Amato – propugnatore di una patrimoniale da 30.000 euro a testa – mi fa accapponare la pelle.


In un paese con una pressione fiscale come l'Italia, nel quale un ex-ministro ebbe a dire che "le tasse sono bellissime", c'è da aspettarsi di tutto, soprattutto da dei "ballisti di professione", che si "guadagnano" da vivere estorcendo le ricchezze che produciamo. Spesso vi raccontano che la pressione fiscale è del 52, forse del 54%. Corbellerie! La pressione fiscale reale in Italia varia tra il 69% per un lavoratore dipendente e l'85% per le imprese (total tax rate).


C'è un mondo straordinario di intellettuali, colpevolmente semisconosciuti (specialmente alla Bocconi), che ha lasciato centinaia di scritti contro la tirannia fiscale: da John Locke, Henry Clark Wright, Lysander Spooner fra i primi, fino ai contemporanei Murray Newton Rothbard, Ayn Rand, Friedrich von Hayek, Michael Novak, Pascal Salin e Charles Adams, oltre ai nostranissimi Sergio Ricossa, Maffeo Pantaleoni, Bruno Leoni, financo Luigi Einaudi. Tutti autori che hanno messo a nudo l'illegittimità dello Stato tassatore, non di rado elogiando l'evasore fiscale (cos...



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Il viaggio del nostro dolore

POR QU~1
Riusciamo a circondarlo di mura così spesse e a isolarlo con barriere così invalicabili che, a volte, sembra proprio, non esistere più; è un’ illusione. Il dolore che ci ha feriti continua a tormentarci e a confonderci.
Due cari amici, senza pace per la tossicodipendenza del figlio, hanno cercato di distaccarsi da questo problema, iniziando a viaggiare per il mondo. I paesi esotici, gli hotel raffinati e gli incontri folkloristici con le popolazioni locali non sono serviti, però, neanche per qualche istante, – così raccontavano – a sospendere la loro disperazione. E del restocome pensare di riuscire ad allontanarci da ciò che portiamo dentro di noi?
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Se tutto va bene siamo rovinati


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Se tutto va bene siamo rovinati


Mark Grant (OutOfTheBox, riportato da ZH) ci ricorda un po' di dati:





Let us calmly consider the facts as we can ferret them out and change
our focus to reality and not what we are spoon fed by the Europeans.
Greece has a total debt of about $1.3 trillion.
This is composed of
their sovereign debt, which Europe counts, and then their $90 billion in
derivatives, their Federally guaranteed regional debt, their sovereign
guaranteed bank and corporate debt, their obligations to the EU and
finally their loans at the other central banks. It is just simple
addition and not my opinion; 


I am just counting all of the liabilities
while Europe does not.  Then if you take their GDP and divide it by their
total debt you get a debt to GDP ratio of around 453%
. You may claim,
and somewhat correctly, there is value in some of their assets which
would be an off-set in case of actual default but the problem here is
that they are a sovereign nation so how one would lay claim to any
Greeks assets would be quite problematical. 





Insomma considerando non solo il debito sovrano (come si fa a livello europeo e sui tg) ma tutti i debiti del paese siamo intorno a 4 volte e mezzo il PIL del paese.





E fa un elenco dei precedenti default greci e ci dice che, dall'indipendenza dall'Impero Ottomano (1821-1829), la Grecia ha passato metà del suo tempo in default:







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L' Aventino


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L' Aventino

Mentre un bluff da 80 miliardi viene proposto da Passera come una ficata massima per l'economia(1) , leggo una notizia , anzi due, che mi permettono di dare una definizione praticamente assoluta di quanto avviene.  Si tratta di due notizie. Una riguarda una grande azienda di moda che si sposta nel...



[[ Questo e' solo un sommario. Vai su http://www.wolfstep.cc per leggere il resto ]]




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Tremare senza paura. Autori uniti per l'Emilia Romagna

coveremilia











Roma, giugno 2012 Tremare senza paura Autori uniti per l'Emilia Romagna L'Associazione Culturale Nero Cafè, sensibile alla catastrofe che sta colpendo l'Emilia Romagna, ha deciso di realizzare una raccolta di racconti in ebook, il cui ricavato sarà totalmente devoluto in beneficienza sul conto del Comune di San Felice sul Panaro, uno dei più colpiti dal sisma.

Elezioni Politiche Grecia 2012 bis: Sondaggi Segreti ND 29% SYRIZA 26%


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Elezioni Politiche Grecia 2012 bis: Sondaggi Segreti ND 29% SYRIZA 26%




Giornata campale oggi in Grecia. I cittadini ellenici sono chiamati al voto per la seconda volta in 45 giorni. Sempre per rinnovare il parlamento.





Dopo lo stallo venutosi a creare nelle elezioni di giugno sono finiti col fare il bis.


ND e Pasok ("moderati" di cdx e csx rispettivamente) non erano riusciti a formare un governo di coalizione fermandosi a 149 seggi.


Ora la situazione è radicalmente diversa, innanzitutto è esploso il fenomeno Syriza, la coalizione di Sinistra che fu seconda 1 mese fa e lotta con ND per il primato, che comporta, ricordiamolo, 50 seggi di bonus. Andiamo ad analizzare gli scenari posssibili:




Syriza è primo partito. Qualora vincesse Syriza, probabilmente proverebbe a fare una coalizione di CSX col Pasok e Dimar. Da sottolineare però che il Pasok, come ND, è per il rispetto degli impegni presi nei confronti dell'Europa, Syriza non vuole sentirne parlare e si pone come un voto di rottura, basta con l'austerity ma sempre nell'ambito Euro.


Questo scenario è visto come negativo dagli analisti finanziari, ci sono possibilità di un forte calo dell'EUR, delle borse e del mercato obbligazionario.


Per chi scrive il programma di Syriza è inattuabile, non ha senso pensare di non applicare il memorandum e rimanere nell'Euro. La Grecia ha bisogno di soldi e no...


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APPUNTAMENTO ALLE ORE 21.30 - CHAT SUI RISULTATI IN GRECIA


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APPUNTAMENTO ALLE ORE 21.30 - CHAT SUI RISULTATI IN GRECIA

QUESTA SERA A PARTIRE DALLE ORE 21.30 MERCATO LIBERO IL GRANDE BLUFF, BIMBO ALIENO MERCATOLIBERO NEWS E TANTI ALTRI AMICI DELLA RETE.... Organizziamo una CHAT CON I COMMENTI SULLE CONSEGUENZE DEL VOTO GRECO PER I MERCATI , MA SOPRATUTTO PER LA VITA DI TUTTI I GIORNI, PER I CONTI CORRENTI IN ITALIA E PER IL NOSTRO FUTURO VI ASPETTIAMO NUMEROSI INTANTO VI OMAGGIO DI UNA LETTURA DOMENICALE ALQUANTO INTERESSANTE IN QUESTO ARTICOLO JOHN MAULDIN SPIEGA MOLTO BENE IL RAPPORTO FRA ELA E BCE. IL TIMORE DEI PAESI EUROPEI FORTI PER LA CONTINUA USCITA DI EURO DALLE BANCHE GRECHE, SPAGNOLE, ITALIANE E PORTOGHESI. COME LA ELA PERMETTA ALLE SINGOLE BANCHE CENTRALI NAZIONALI DI STAMPARE DENARO SENZA COLLATERAL E COME QUESTO RISCHIO SIA SOPPORTATO DAI PAESI VIRTUOSI CHE DIVENTANO VIA VIA NERVOSI. SE LA PROCEDURA ELA FOSSE BLOCCATA DALL'EUROPA...IN POCHE ORE LA GRECIA SAREBBE COSTRETTA A CHIUDERE LE BANCHE E LO STESSO ACADREBBE IN POCHE ORE IN ITALIA, SPAGNA PORTOGALO E L'EURO SAREBBE MORTO E DEFUNTO (mercato libero e' stato il primo a dire che l'unico modo per far terminare il sistema attuale e' togliere la droga alle banche (portando via i risparmi) ....ed e' quello che sta accadendo) MERCATO LIBERO E' DA ANNI L'UNICO A PROPORRE SOLUZIONI PER I PROPRI RISPARMI DELOCALIZZANDOLI. HO AIUTATO E STO AIUTANDO CENTINAIA DI FAMIGLIE. L'Importo consigliato per una delocalizzazione parte dai 100.000 euro (MINIMO) Il motivo e' di non fare delle cose che non portano valore aggiunto, in termini di costi di viaggio, costi comissionali minimi e commercialista per compilazione dichiarazione dei redditi. HO RICEVUTO UN COMMENTO DA UN LETTORE ANONIMO CHE MI HA INSULTATO DICENDO CHE IO FACCIO QUESTO E GUADAGNO DEI SOLDI... LA MIA RISPOSTA L'HO GIA' DATA ALTRE VOLTE MA LA RIPETO VOLENTIERI: 1)le informazioni sul blog sono sempre state gratuite e sempre lo saranno. Con queste informazioni molte persone hanno salvato il capitale e magari non hanno fatto neppure una donazione per dire grazie (ci sarebbe di che vergognersi) eppure ho scritto oltre 10.000 articoli 2) propongo delle cose perche' ci credo veramente, senza condizionamenti e IN MANIERA ASSOLUTAMENTE INDIPENDENTE DAL SISTEMA 3) propongo cose con uno sconto rispetto al prezzo che una persona pagherebbe se lo facesse da sola 4) nessuno lavora gratis (neppure i preti). La cosa importante e' esplicitare il proprio guadagno, ognuno e' libero di aderire o meno. Pensare che io nasconda il guadagno fatto con il mio lavoro e' meschino e da italiota convinto 5) tutte le attivita' e i gruppi da me creati e proposti NON SONO MAI STATI FATTI E POI ABBandonati. I gruppi SONO STATI CREATI CONTINUANO A ESSERE SEGUITI DA ME. QUESTA E' LA FORZA DEL GRUPPO E LA FORZA DI FARE LE COSE INSIEME. 6) chi si almenta in maniera anonima..si scopre poi che si fa infinocchiare tutti i giorni comprando dei giornali, o pagando conti salati e occulti in banca...o ...


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Fabbricando dissenso – Le elites del capitale globale controllano i movimenti popolari


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Fabbricando dissenso – Le elites del capitale globale controllano i movimenti popolari

Il Foro Sociale Mondiale e il Foro Economico Mondiale, le ONG e i movimenti di opposizione alla globalizzazione sono controllati dalle stesse forze contro le quali protestano…. di Michel Chossudovsky*   su www.rebelion.org del 12/11/2010 The Real Agenda   Il Foro Sociale Mondiale e il Foro Economico Mondiale, le ONG e i movimenti di opposizione [...]


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ELEZIONI: tutti gli occhi del mondo puntati sulla Grecia


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ELEZIONI: tutti gli occhi del mondo puntati sulla Grecia


Ormai ci siamo. Il gran giorno delle elezioni è arrivato. E tutta l'Europa si ritrova con gli occhi puntati sulla Grecia. Oggi il Paese torna al voto per le elezioni legislative, la seconda volta in poco più di un mese. Il responso delle urne sarà decisivo per il futuro della Grecia, per l'Euro e per tutti i Paesi dell'Eurozona. E certamente sarà tema di discussione all'ennesimo G-20 che viene inaugurato oggi a Los Cabos, nel sud-est del Messico.



I sondaggi


Sondaggi ufficiali non si possono fare, sono illegali. Però a quanto sembra, a seguito di un sondaggio segreto di Nea Dimocratia (centro-destra), partito guidato da Antonis Samaras e favorevole al Memorandum firmato fra Atene e i creditori internazionali, quest'ultimo dovrebbe ottenere il 29% delle preferenze contro il 26% che invece andrebbe a Syriza (radicale di sinistra) che intende rinegoziare gli accordi.
Il problema però, come detto, va ben oltre il confine greco. I vari leader leader europei ma non solo, visto l'interessamento del presidente USA Barack Obama e dei vertici politici cinesi, sono fortemente preoccupati sugli esiti di un voto che rischia di diventare destabilizzante non solo per l'Eurozona ma per tutto il sistema economico in generale.
E nel marasma generale, non si esclude che le urne confermino la stessa situazione di stallo del 6 maggio scorso, quando i partiti greci non riuscirono a formare una coalizione.
Occorre però dire che la legge elettorale in Grecia attribuisce un consistente premio di maggioranza (50 seggi) al partito che arriverà in prima posizione, vantaggio determinante in un parlamento di 300 seggi. La comunità economica internazionale fa il tifo per Samaras che si presenta come il garante della permanenza di Atene nell'Eurozona, anche se verrà richiesto dallo stesso una rinegoziazione dei termini decisi dalla Troika. L'austerity imposta ad Atene non permette al paese ellenico di potersi garantire non solo il futuro, ma anche il presente.



L'alternativa a Samaras


Il rovescio della medaglia è Tsipras. Decisamente più estremista, vuole restare nell'Euro ma vuola anche fare piazza pulita del "diktat dei creditori", pur esprimendo la volontà di restare nell'Euro. Anche in questo c...



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Bilderberg 2012: la distruzione economica dell’Italia è stata pianificata


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Bilderberg 2012: la distruzione economica dell'Italia è stata pianificata

07 giugno 2012


Clicca per ingrandireLe associazioni massoniche: il trait d'union tra le lobby dell'alta finanza che gestiscono le multinazionali – che hanno in mano l'economia globale – ed i governi del mondo. La rete del potere mondiale. Chi è Mario Monti e a quali poteri risponde. Il golpe italiano, chi c'è dietro e quali sono i loro obiettivi.


Che il nominato premier Mario Monti sia parte integrante dei gruppi di potere che cercano di controllare – o forse, che controllano – il mondo, lo sappiamo bene. Fa parte dell'Aspen Institute, ha preso parte a diverse riunioni del gruppo Bilderberg, e ha ricoperto addirittura il ruolo di "Presidente europeo" della Commissione Trilaterale, estensione del super magnate Rockfeller, braccio destro della potentissima famiglia Rothschild, che ha in mano quasi tutte le banche centrali del mondo.


Monti ha ricoperto importanti incarichi (è stato advisor) per la superbanca d'affari USA Goldman Sachs, definita "il miglior posto per produrre denaro che il capitalismo globale sia mai riuscito a immaginare" con una capacità d'investimento di 12.000 miliardi di euro all'anno (il debito pubblico che sta mettendo in ginocchio l'Italia ammonta a poco meno di 2.000 mld di euro) e un valore di oltre un trilione, ovvero



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Stiamo in campana


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Stiamo in campana

grecia_europ.jpg



Se il voto in Grecia andrà come io spero che vada (ossia la vittoria della sinistra antieuropeista) bisognerà stare attenti ancora di più a questo grigio figuro burocrate mandato dalla Bce, ivi compreso il club degli "amici di merende" dell'ABC. Qualsiasi scusa potrebbe essere buona per giustificarsi davanti al popolo e imporre qualche provvedimento antidemocratico (visto il fallimento di questi cialtroni ogni giorno sempre più evidente). Ogni rimedio che viene preso qui e in Europa risulta essere sempre peggiore del rattoppo precedente. Si mormora che sia stata richiesta la CIG per 500.000 lavoratori. Il banco dell'INPS rischia di saltare tra esodati, disoccupati e cassadisintegrati. Si sono anche accorti che la vendita di asset pubblici in questo momento potrebbe diventare una svendita. Quindi, la vedo dura! Ormai siamo in guerra e loro i piani li conosco già. E prevedano:

1. Sospensione del trattato di Schengen (blocco della circolazione di denaro e immigrazione);

2. Prestito forzoso di Bond utilizzando i risparmi della gente;

3. Razionamento dei prelievi dai c/c Bancari;

Del resto rigormontis l'ha ammesso molto candidamente che la situazione e grave. Stiamo in campana.

Roby F.





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Elezioni Elleniche: la Grecia torna al centro del Mondo...ma quel Mondo ormai non esiste più...


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Elezioni Elleniche: la Grecia torna al centro del Mondo...ma quel Mondo ormai non esiste più...

Oggi è il "fatidico" giorno: i cittadini Greci torneranno alle urne per esprimere il loro voto.

Tutto il Mondo ha gli occhi puntati sulla Grecia, manco fossimo tornati ai tempi delle Termopili e di Maratona....

Persino Google ci ha dedicato un LOGO, come potete vedere dall'immagine sopra allegata.



Ma queste benedette elezioni sono veramente così DECISIVE per la sorte dell'Euro e dell'Eurozona?

Nel Breve Periodo hanno sicuramente un peso non trascurabile: infatti un risultato di voto che portasse per la seconda volta all'ingovernabilità del Paese oppure ad una vittoria netta dei Partiti...



[ clicca sul titolo per continuare a leggere ]


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DOMANI INIZIA IN MESSICO IL G 20. PARLERÀ DI PACE , SVILUPPO E PROSPERITÀ ‘ O DI GUERRA E DISTRUZIONI NEL MEDITERRANEO?


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DOMANI INIZIA IN MESSICO IL G 20. PARLERÀ DI PACE , SVILUPPO E PROSPERITÀ ' O DI GUERRA E DISTRUZIONI NEL MEDITERRANEO?

Domani e dopo domani si riunisce in Messico il G20 . Una sorta di direttivo auto convocato del condominio-mondo che serve a cercare di dare al pianeta la sensazione di essere rappresentato e governato con saggezza. I partecipanti sono:



Per le Americhe: Argentina, Brasile, Canada, Messico e Stati Uniti

Per l'Asia: Cina , Corea del Sud, India, Indonesia.

Per l'Europa: Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia , più Unione Europea.

Per l' Africa : il Sud Africa

Per l'area compresa tra l'Atlantico e l'l'Oceano indiano: l'Arabia Saudita.

Per l'area del Pacifico: Giappone e Australia

Per l'area a cavallo tra Asia e Europa : Russia e Turchia.

Tra gli esclusi da precedenti edizioni brilla l'Egitto ( sostituito dai Sauditi) , la Nigeria. Paesi assenti perché non invitati: Iran , Pakistan , Israele, Venezuela, Algeria, Corea del Nord, Vietnam. Spagna, Polonia, Svezia.

Già da questa segmentazione geografica dei presenti si capisce che non si tratta di un campione rappresentativo e dall'elenco degli assenti si arguisce che non ci sono i principali interessati alle decisioni Utili.

L'Unione Europea è la sola organizzazione non nazionale presente, mentre sarebbe stata utile la presenza , ad esempio, dell' OPEC, o della Lega Araba o della Organizzazione degli Stati Africani.

La durata di due giorni non consente dibattiti e approfondimenti, ma rapidi scambi bilaterali e una sbatacchiatina alle segretarie.

Nondimeno proviamo a fornire un paio di schede mediterranee.


LA SITUAZIONE GRECA


La situazione greca può compendiarsi in due cifre: il tasso dei suicidi in un anno è aumentato del 40% e il capitolo di spesa per la sanità è diminuito della stessa percentuale. La chiesa ortodossa distribuisce 250.000 pasti al giorno. È come se la Chiesa cattolica distribuisse in Italia un milione e mezzo di pasti gratuiti quotidianamente.

Forse lo fa.

Il compito del G20 è auspicare che la Grecia resti nell'Euro e – come ha puntualizzato Monti – faccia in un anno quel che sarebbe difficile fare in una generazione. Prendere o lasciare.

Sarebbe opportuno dare alla Grecia più tempo e offrirle una moratoria, prima che sia noto l'esito delle elezioni. Dopo sarà comunque tardi per tutti.

L'altro paese mediterraneo in cui si vota oggi è l'Egitto.

Le mie considerazioni dell'altro giorno sulla crisi democratica del paese delle Piramidi e sul silenzio etico e politico USA in materia, devono essere state fatte da molti se Victoria Nuland , la portaparola del Dipartimento di Stato ha finalmente rilasciato una dichiarazione di tipo lapalissiano : " il Dipartimento sta attentamente monitorando la situazione in Egitto e il suo evolversi" ( cito a memoria, ma il succo è questo).

Leon Panetta, ex capo della CIA e attuale ministro della Difesa USA, un po' per dovere d'ufficio e un po' perché è famoso per il " franc-parler", ha assunto u...



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Il collasso economico non è un evento singolo


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Il collasso economico non è un evento singolo

I poteri hanno le proprie idee su ciò che deve accadere. A loro non piace lasciare che una buona crisi vada sprecata, e certamente tenteranno di utilizzare ogni crisi per plasmare il mondo ancora più a loro immagine.

The Economic Collapse

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Molte persone pubblicizzano "il collasso economico"in modo martellante, come se fosse una sorta di grande campione d'incassi estivo hollywoodiano. Molte persone scrivono su di esso come se fosse qualcosa che accadrà in un solo giorno o nell'arco di poche settimane e che improvvisamente cambierà il modo di funzionare del mondo intero.

Ma non è così che funziona il mondo finanziario. Il mondo finanziario è come una partita a scacchi - molto lento e metodico. Sì, ci sono momenti in cui le cose accadono molto velocemente (come nel 2008), ma anche momenti in cui la crisi si manifesta nel giro di un certo numero di mesi.

Purtroppo, la maggior parte degli americani non è abituata a pensare in termini di mesi o anni. In questi giorni, la maggior parte degli americani ha la capacità di attenzione di un pesce rosso e la maggior parte degli americani è stata addestrata ad aspettarsi una gratificazione istantanea. Semplicemente non sono abituati ad essere pazienti e ad aspettare gli eventi. Ebbene, nonostante ciò che potreste aver letto, il collasso economico non sarà un evento singolo. Si manifesterà nel giro di qualche anno. In qualche modo stiamo vivendo un collasso economico proprio in questo momento. Quando arriverà la prossima grave crisi finanziaria, molti la chiameranno "collasso economico".

Ma se vogliamo veramente capire cosa ci sta succedendo, dobbiamo pensare a lungo termine. Ci stiamo dirigendo verso un incubo completo e totale, ma ci vorrà del tempo per arrivare alla fine della storia.

Sì, ci saranno sicuramente momenti di grande caos. La crisi finanziaria del 2008 è stato uno di quei momenti. Ma la crisi finanziaria del 2008 non ci ha distrutti completamente. Né lo farà la prossima crisi.

Penso che sia utile pensare a ciò che ci sta accadendo come ad una serie di onde. Quando si crea un bel castello di sabbia sulla spiaggia, la prima ondata che arri...



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DIALOGO SURREALE, MA NON TROPPO, TRA DRAGHI E VISCO


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DIALOGO SURREALE, MA NON TROPPO, TRA DRAGHI E VISCO

di TRUNFIO




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SPAGNA: SALVANO LE BANCHE TAGLIANDO I SERVIZI AI CITTADINI


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SPAGNA: SALVANO LE BANCHE TAGLIANDO I SERVIZI AI CITTADINI

di CLAUDIO PREVOSTI


"Se il salvataggio è destinato alle banche, che non si paghi aumentando il debito pubblico". E' quanto hanno chiesto ieri nelle piazze di Madrid, Barcellona e Bilbao indignados e cittadini spagnoli contrari al pagamento di un debito considerato "illegittimo". E che, nonostante quando ha sostenuto il premier Mariano Rajoy, aumenterà dopo l'aiuto concesso dall'Eurogruppo per salvare il settore bancario, fino a 100 miliardi di euro. Il prezzo del salvataggio di una banca lo si è visto, assicurano i manifestanti, nel caso di Bankia, la mega cassa di risparmio pubblica in cui il governo ha immesso 24 miliardi di euro per sanare le conseguenze di una gestione giunta ora arrivata in tribunale. Ed è nel cuore dell'istituto creditizio, le 'torri KIO' di Madrid, a Puerta de Europa, sul lunghissimo Paso de la Castellana, che i manifestanti hanno portato la loro protesta.


Il debito pubblico spagnolo è duplicato dall'inizio della crisi. Secondo i dati pubblicati ieri dalla Banca di Spagna, nel primo trimestre di quest' anno rappresenta il 72,1% del PIL, 774 miliardi di euro. Si tratta del debito più alto negli ultimi cento anni di storia del Paese, che guarda preoccupato la soglia di indebitamento fissata dal Governo per l' intero 2012, pari al 79,8% del PIL. E il salvataggio messo sul tavolo dall' Eurogruppo peserà, di nuovo, sul debito dello Stato, come ha segnalato l' Eurostat in una nota questa settimana. Un massimo di 100 miliardi che dovrà gestire direttamente lo Stato: "se una banca non potrà  pagare, sarà  la Spagna a farlo", ha spiegato il giornalista de El Pa¡s Enric Gonz lez.


Un debito che gli organizzatori delle manifestazioni di ieri si chiedono se sia legittimo pagare. "Anche se ‚ legale, è illegittimo, perché‚ si usano decine di miliardi per salvare Bankia mentre se ne tagliano 10 in Sanità ed Educazione", spiegano dall'"Osservatorio del debito". Per questo rivendicano la necessità di "realizzare una verifica accurata della sua provenienza, per capire se ‚ giusto che nel 2012 lo Stato paghi più di 28 miliardi di euro in interessi che provengono da debiti dei quali non conosciamo l'origine". "Quello che ci viene presentato come soluzione sono in realtà nuovi sacrifici", sostengono i manifestanti. Si riferiscono a nuovi e temuti tagli, come quelli di cui venerdì l' FMI ha chiesto alla Spagna "l' immediata applicazione": aumentare l'IVA e diminuire i salari dei dipendenti del settore pubblico. Proprio sotto le futuristiche torri della sede di Bankia, i manifestanti inscenano uno "scongiuro" per "allontanare il male" da Bank...



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Pallante: dismisura, il nemico che si traveste da amico


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Pallante: dismisura, il nemico che si traveste da amico

Là dove c'era un mare "del colore dei pavoni", cullato da "onde cangianti", ora c'è l'inferno petrolchimico: raffinerie, stoccaggi e cemento, attracchi per le petroliere. E' la costa di Priolo, venti chilometri tra Catania e Siracusa, devastata dalle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno inaugurate dal profetico patron dell'Eni, Enrico Mattei, l'uomo che aveva osato sfidare le superpotenze energetiche mondiali. Quando precipitò "misteriosamente" col suo aereo il 27 ottobre 1962 a Bascapè, sulle colline dell'Oltrepò Pavese, Mattei tornava da un viaggio-lampo in Sicilia: nel tripudio popolare, dal balcone del municipio di Gagliano Castelferrato aveva appena annunciato la nuova era del metano e del lavoro per tutti. Risultato: quel mare, ora, non è più balneabile. La colpa non è del progresso, dice Maurizio Pallante, ma della "dismisura" del cosiddetto sviluppo, il demone contro ci si batté Pasolini, che pure si appassionò (pericolosamente) al mistero della tragica fine di Mattei. (continua…)





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“La prima rata dell’Imu? Il 40% non la pagherà”


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"La prima rata dell'Imu? Il 40% non la pagherà"

I calcoli di Unimpresa





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Ecco gli aiuti per i disoccupati e i precari


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Ecco gli aiuti per i disoccupati e i precari

Come cambia il sistema con l'Aspi





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Bioraria ENEL: addio, grazie al sole l'energia di giorno costa meno


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Bioraria ENEL: addio, grazie al sole l'energia di giorno costa meno

lampadina7.jpg

Questa mi era sfuggita (grazie a piste per la segnalazione). Ed è l'ennesima conseguenza del clamoroso boom del fotovoltaico italiano(immagine:infophoto)

Riporta Qualenergia:

Il confronto rinnovabili/fossili sta facendo abbassare i prezzi sulla Borsa elettrica di giorno e salire di sera al punto da rendere obsoleta la tariffa bioraria. L'Autorità propone di cambiare sistema tariffario.

Si sta pensando di optare per una trioraria o una bioraria riformata, per ovviare ai costi praticamente nulli dell'energia da fotovoltaico che ovviamente si produce nelle ore diurne. 

Continua a leggere Bioraria ENEL: addio, grazie al sole l'energia di giorno costa meno...

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Vasti roghi a sud di Atene


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Vasti roghi a sud di Atene

Una dozzina di abitazioni distrutte, un pompiere ferito - Tre arresti


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Alfonso Scarano: La tempesta perfetta



Avete mai affrontato in barca a vela un mare burrascoso? Avete mai affrontato il buio di una notte tempestosa con la barra o il timone nelle mani, in un mare insidiato da rocce e scogli, con l’aggravante del fattore marea e a far continuamente su e giù dal pozzetto per controllare ed aggiornare il punto nave sulla carta, con il portolano sempre pronto in mano? Traguardi di fari e di punti cospicui che si accendono all’orizzonte presi a mano con la bussola, senza plotter e satellite già andati in avaria. Puntini accesi nella notte che brillano e si spengono a ritmo regolare: uno, due bagliori e 10 secondi di buio….

La Scelta della Grecia: Contrattare o Supplicare

Il voto della Grecia avrà un peso su tutti noi. Siamo tutti Greci, ma veramente. Diffondiamo queste parole appassionate e illuminanti di Yanis Varoufakis
Quando due parti contrattano, la loro interazione riflette un potenziale beneficio reciproco ma anche un conflitto. Per esempio, quando un'azienda e il suo fornitore raggiungono un accordo, vi è spesso più di un prezzo da cui entrambi potrebbero trarre vantaggio. La fascia alta della gamma dei possibili prezzi favorisce il fornitore, mentre la fascia più bassa avvantaggia l'impresa. Così, quando la contrattazione li porta ad un accordo sul prezzo finale, essi si aprono a un vantaggio reciproco e risolvono un potenziale conflitto....Continua a leggere