19/06/12

La ‘crescita’ colpisce anche il turismo e… l’affossa

La ‘crescita’ colpisce anche il turismo e… l’affossa: Si lavora per la crescita, ma si decresce, in continuazione. In tutti i settori. Dall’industria al manifatturiero, la storia si ripete. E ora, che l’estate è alle porte, la decrescita investe anche il turismo. Si passa dal 79% al 66% di vacanzieri, il 13% in meno dal 2010 al 2012. In cifre, 6 milioni di italiani non andranno in vacanza spaventati dalle tasse che ormai sono come i funghi, ne spuntano dal giorno alla notte, basta un po’ di pioggia. I dati li ha forniti la Confesercenti-Swg che sottolinea che a influire su questa debacle siano tutti motivi ricollegabili alle irragionevoli scelte del Governo per superare la crisi che ci attanaglia. Al primo posto, infatti,...
G. Di G.

GLI EGIZIANI ? CHE MANGINO BRIOCHES !

GLI EGIZIANI ? CHE MANGINO BRIOCHES !: DI SHERIF EL SEBAJE
salamelik.blogspot.com

Siamo tutti d'accordo su una cosa: l'unico risultato conseguito dai tanto acclamati "giovani di Piazza Tahrir" è stato quello di mettere in moto un meccanismo che alla fine li ha schiacciati tra l'ex premier di Mubarak e il candidato dei Fratelli musulmani, consentendo di fatto all'Esercito ampi spazi di manovra. Ci è voluto un anno e mezzo, però, per arrivare ad una conclusione già ampiamente annunciata su questo blog.

Madrid nicchia sulle banche ma sta per perdere accesso ai mercati


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Madrid nicchia sulle banche ma sta per perdere accesso ai mercati






Madrid non ha ancora formalmente richiesto l'aiuto all'Europa per le proprie banche. E gli investitori la puniscono continuando a mantenere i tassi d'interesse oltre il 7 per cento. Il cancelliere tedesco Angela Merkel dice di attendersi una richiesta «quanto prima». Ma non ci sono ancora stime sulle esigenze finanziarie. Rajoy ha chiesto aiuti per 100 miliardi ma, ad esempio, Credit Agricole dice di aspettarsi un intervento da 126 miliardi. Intanto aumentano i crediti dubbi, ormai a 144 miliardi di euro, e la Spagna ha quasi perso l'accesso ai mercati obbligazionari.


 





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Mr. Monti, il tecnico molto attento ai poteri che contano


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Mr. Monti, il tecnico molto attento ai poteri che contano


Dai lavori del G20 in Messico, mentre Atene, Madrid e Roma crollano sotto il peso della speculazione finanziaria, il curatore fallimentare Mario Monti che al termine del suo mandato tornerà alle redini dell'ateneo bocconiano, rompendo gli indugi ha parlato del problema dell'Eurozona «è serio ma non è l'unico dell'economia mondiale» e di  questo «c'e consapevolezza». E a chi gli chiede se nel comunicato finale del summit G20 ci sarà un riferimento alla Spagna risponde con un gran colpo tonante di culo: «Si possono leggere situazioni anche se manca esplicitamente il nome del Paese». Poi circa il previsto vertice di ieri sera tra i leader Ue e il presidente Usa, Barack Obama, che non si è tenuto perché dell'euro «si era parlato tutto il giorno» ha speigato bocconianamente Monti, sottolineando in un trionfo di merda tiepida che «ho parlato con Obama che mi ha chiesto se fosse necessario discuterne ancora e mi sono riservato di chiederlo a Hollande e Merkel» e anche loro hanno convenuto che il confronto sul tema dell'euro era già stato «ricco». Obama intanto lo guardava come la mucca quando passa il treno. C'era anche la televisione a fare un servizio, tanto che il professore dell'università è riuscito a mettersi davanti alla telecamera e a fare ciao alla nazione. Verrebbe da chiedersi a cosa serva una laurea. Cosa se ne faccia, visto che ha già ricoperto tanti posticini (ex membro CdA Fiat Auto SpA, Banca Commerciale Italiana, Gruppo Bruegel il comitato di professoroni di analisi politiche economiche, Coca Cola Company, membro Senior European Advisory Council di Moody's, uno dei presidenti Business and Economics Advisors Group dell'Atlantic Council, Goldman Sachs la banca che ha inventato i prodotti derivati e generato la più grande crisi globale dal 1929, Trilateral Commission gruppo privato di interesse mondialista, Bilderberg, Commissione Europea, editorialista Corriere della Sera) che già gli ha fruttato abbastanza. Per la cronaca, la crescita «è stato il tema del mio intervento al G20», in un quadro di «forte rilancio» della ripresa, rispettando gli equilibri di bilancio. La posizione del governo italiano (non certo quella a novanta gradi intendiamoci), «nota da molto tempo, è quella di dare più spazio a investimenti pubblici». Dichiarato solennemente dall'economista di rango Mario Monti, il boiardo bocconiano che ha contribuito alla realizzazione del mercato unico intervenendo a favore della liberalizzazione dei movimenti di capitale, a sostegno della separazione dell'economia dal controllo e partecipazione dello Stato, della privatizzazione dei servizi pu...



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Che cosa succede ora in Grecia


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Che cosa succede ora in Grecia

Dopo le elezioni legislative di domenica scorsa, in Grecia continuano i negoziati per formare un nuovo governo. Per raggiungere questo obiettivo, come prevede la legge, il leader del partito vincitore, il conservatore Antonis Samaras di Nuova Democrazia (ND), ha 3 giorni di tempo dall'annuncio dei risultati del voto. Oggi siamo al secondo giorno, ma secondo le notizie che arrivano da Atene, nelle prossime ore dovrebbe essere annunciato l'accordo di coalizione di ND con PASOK (socialisti) e probabilmente anche con Sinistra Democratica, un partito europeista. I tre partiti insieme, avendo guadagnato rispettivamente 129, 33 e 17 seggi, formerebbero una coalizione, più o meno stabile, da 179 seggi (la maggioranza assoluta in Parlamento è fissata a 151).


I tempi per formare un nuovo governo

Samaras ha tempo fino a domani. Se non dovesse farcela, il compito passerebbe al secondo partito con più seggi, e cioè alla sinistra radicale di SYRIZA e al suo leader Alexis Tsipras, che però ha già detto che non ci proverà nemmeno visto l'insufficiente numero di seggi guadagnati dal suo partito (71) per formare una coalizione stabile. Con il rifiuto di Tsipras, l'incarico passerebbe teoricamente al partito arrivato terzo, ossia PASOK. Ma tutto lascia pensare, al momento, che a breve Samaras formerà un nuovo governo e sarà il nuovo premier greco.


La Grecia chiederà tempo

Come ha promesso in campagna elettorale, Samaras cercherà subito di rinegoziare gli accordi presi con la comunità internazionale, ossia il cosiddetto "memorandum" e le relative misure di austerità e risanamento della Grecia. Non sarà un compito facile. Se nei giorni scorsi il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle aveva fatto intendere che la Germania avrebbe potuto concedere più tempo alla Grecia per risanare il suo debito ed evitare il default totale, poche ore dopo il voto greco, al margine del summit del G20 in Messico, la cancelliera Angela Merkel ha detto chiaramente che "non ci saranno cambiamenti nel memorandum" e che il governo greco deve rispettare al più presto gli impegni presi.


Che cosa prevede il "memorandum"

Il memorandum prevede grossi sacrifici per la Grecia che però, nelle attuali condizioni della sua economia, non sembra in grado di poter rispettare. Tra questi ci sono:


- taglio di 15mila posti di lavoro solo nel 2012

- taglio del salario...



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La Merkel non rinuncia al rigore dei conti nell’eurozona


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La Merkel non rinuncia al rigore dei conti nell'eurozona

Il vertice del G20 a Los Cabos, nella messicana Baja California, si è risolta in un nulla di fatto almeno per quelle che erano le speranze di Barack Obama.

L'Unione europea, sotto la ferrea guida di Angela Merkel, non ha voluto né potuto assumere impegni precisi su azioni mirate per favorire la crescita economica.

La Cancelliera ha ribadito il suo no in quanto tali misure avrebbero dovuto essere accompagnate da un allentamento di quella linea del rigore dei conti pubblici imposta dalla Germania.

Significativo è il fatto che sia saltato il vertice
Filippo Ghira


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Deutsche Bank si prepara al peggio


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Deutsche Bank si prepara al peggio

Nonostante l'esito del voto, ipotizza l'uscita della Grecia dall'euro


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Il mattone non tradisce mai (il picco degli immobili)


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Il mattone non tradisce mai (il picco degli immobili)



Il mattone non tradisce mai, ma è proprio vero? Andiamoci a vedere i dati sui prezzi delle case, al netto dell'inflazione, che sono disponibili sul sito "scenari-immobiliari". Qui sopra li vedete in una forma grafica.

Dei prezzi delle case, tutti notano i cicli periodici. E' vero; esistono cicli con un periodo di circa 5-10 anni. Quindi, tutti si aspettano che anche quando il mercato crolla sia solo il risultato di un'oscillazione temporanea. Il mattone non tradisce mai, appunto.

Però, mi sono anche divertito a fare un fit dei dati con una semplice funzione gaussiana. Anche questo risultato lo vedete nel grafico. La gaussiana potrebbe indicare un ciclo molto più lungo, sovrapposto ai cicli di mercato, un ciclo che potrebbe stare seguendo l'andamento del ciclo del petrolio che ha una periodicità simile. Potremmo essere vicini a una fase di discesa a lungo termine dei prezzi, sia pure sovrapposta a nuove oscillazioni

Questo vuol dire che siamo arrivati al picco degli immobili? Ho un po' l'impressione che sia così, ma lascio a voi giudicare.





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Il dio dello spread

Il dio dello spread: di Marco d’Eramo, da il manifesto, 19 giugno 2012Adesso è chiaro che il problema non è, non è mai stata la Grecia. Che anche se dalle urne è arrivato primo il partito degli obbedienti di Nea Democratia (gli stessi che hanno condotto Atene al disastro), non è stato fatto nessun passo avanti per risolvere la [...]

BARILLA E’ DIVENTATA AMERICANA

BARILLA E’ DIVENTATA AMERICANA:


Meglio essere informati e fare scelte consapevoli - di Giuliana Icardi - La Barilla non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimi (ammuffito), derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile. L’UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano [...]

Miracoli leghisti: all'Ires un dirigente ogni 3 dipendenti, tutti figli della casta

Miracoli leghisti: all'Ires un dirigente ogni 3 dipendenti, tutti figli della casta:
Non chiamatelo carrozzone. E’ un serio e qualificato istituto di ricerche. Di esclusiva proprietà pubblica. L’Ires Piemonte, fondato nel 1958 da Comune e Provincia di Torino è dal 1991 un ente strumentale della Regione. Da anni fotografa l’evoluzione dei fenomeni economici e sociali del Piemonte, in particolare attraverso la propria dettagliata relazione annuale. Sul piano organizzativo, però, non tutto è così pacifico. La struttura con il passare degli anni è esplosa al punto che con soli 46 dipendenti ha nella sua pianta organica ben 14 dirigenti: uno ogni tre dipendenti. Roba da mettere in secondo piano il caso, clamoroso, della Regione Sicilia, che ha conquistato paginate di giornali per l'abnorme rapporto di un dirigente ogni otto sottoposti nella propria amministrazione. Si tratta, peraltro, di professionisti che per la maggior parte superano i 100 mila euro annui. Compaiono il responsabile delle aree politiche sociali, Luciano Abburrà, che allo stipendio tabellare di 43.310,90 assomma la retribuzione di posizione di 45.102,87 e il premio di produzione di 22.454 euro. Stesso...

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L’Ultimo Bazooka è in Arrivo?

L’Ultimo Bazooka è in Arrivo?:
Fosse che fosse la volte buona?
Vuoi vedere che alla fine dal G20 uscirà il Bazooka Monetario Mondiale?
Le borse sembrano crederci:
ScreenHunter 01 Jun. 19 17.05 LUltimo Bazooka è in Arrivo?
ed anche i nostri BTP:
ScreenHunter 02 Jun. 19 17.07 650x426 LUltimo Bazooka è in Arrivo?
Dunque reitero un suggerimento:
Nel caso aveste in portafoglio qualche BOT o BTP, e nel caso si ritornasse a tassi umani (dunque a prezzi più alti), diciamo un 5,3% sul decennale.
Beh
Alleggerirsi sarebbe il minimo sindacale, scappare a gambe levate sarebbe persino ragionevole.

Grecia. Le dichiarazioni di Venizelos azzerano i guadagni sui mercati

Grecia. Le dichiarazioni di Venizelos azzerano i guadagni sui mercati:



Alla notizia giunta martedì mattina secondo cui i leader greci starebbero pensando di rinegoziare i termini del piano di salvataggio europeo, il mercato azionario europeo è andato in subbuglio ed ha azzerato i guadagni realizzati nelle prime ore di contrattazioni.



Secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg, il responsabile dei socialisti greci, Evangelos Venizelos, ha dichiarato che il nuovo governo di Atene cercherà il modo di rivedere alcuni termini del bailout. Un nuovo governo della cui formazione si sta occupando il leader del partito conservatore Nuova Democrazia, Antonis Samaras.



Il suo partito è giunto primo alle elezioni legislative di domenica, sorpassando di qualche punto percentuale Syriza, il partito di estrema sinistra anti-europeo. Non ha però ottenuto la maggioranza assoluta e dunque Samaras è al lavoro per formare un governo di coalizione.

“Cercherò di formare un nuovo governo con i partiti che credono nell’orientamento europeo del paese e nell’euro – ha detto Samaras, precisando che intende formare il nuovo governo al più presto.




“Silvio ci faceva vestire da D’Alema e Di Pietro”

“Silvio ci faceva vestire da D’Alema e Di Pietro”: “Ad Arcore continuano le cene. Ma lui ha detto che vuole ricominciare a fare anche il dopocena. Siamo sempre le stesse, Berlusconi non sa che tra noi non ci parliamo, perche’ non gli piace che si litighi. Ci fingiamo amiche,





Perchè la Grecia non può fallire

Perchè la Grecia non può fallire:


Democrazia



 Da una parte le nazioni del centro-europa, Germania su tutti, con la loro efficienza, il loro rigore, la loro saccente, cattedratica presupponenza nel voler essere da esempio. Dall'altra quel che rimane delle democrazie in svendita del sud Europa, con la loro inefficienza, il loro permissivismo, la loro inciviltà, la loro corruzione. Ma sotto la patina dei luoghi comuni, a ben vedere, i buoni non sono poi così buoni, e si scopre che i cattivi non erano soli, nella parte. Forse, più semplicemente, tutto il mondo è paese.





 Così, accade che l'ex ministro della Difesa greco, Akis Tsochatzopoulos, sia finito dentro con l'accusa di corruzione, insieme alla sua bella moglie di 35 anni più giovane. E se c'è un corrotto, come insegna il caso Mills, da qualche parte c'è un corruttore. Peccato che il corruttore questa volta non sia un greco, ma guardacaso un tedesco. Dodici anni fa, la tedesca Ferrostaal avrebbe pagato sotto banco 8 milioni di euro a Tsochatzopoulos per acquistare quattro sottomarini di Classe U-214, tra l'altro di cui tre ancora da consegnare. Il tutto mentre la Goldman Sachs di cui Draghi era vicepresidente aiutava Atene a falsificare i bilanci, in cambio di 300 milioni di euro. Non male per Berlino, che oggi punta il dito contro la corruzione del popolo greco.



 Ma c'è di più. Secondo il Wall Street Journal la Merkel avrebbe preteso dalla Grecia, in cambio degli stanziamenti da 130 miliardi della troika, l'acquisto dei suoi armamenti. La Grecia in passato aveva già acquistato dalla Germania 170 panzer Leopard costati 1,7 miliardi di euro, 223 cannoni dismessi dalla la Difesa tedesca e 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp, che Papandreou non voleva (un buon motivo per farlo fuori). Tutta roba usata, di cui il vice di Papandreu aveva denunciato pubblicamente l'inutilità. Come puoi chiedere a un Paese di tagliare i salari e le pensioni, e contemporaneamente obbligarlo a comprare le tue armi? Tra il 2001 e il 2006 la Grecia era il quarto acquirente mondiale in fatto di produzioni belliche, concentrando sulle sue esili spalle il 15% dell'export dell'industria militare tedesca e il 10% di quella francese. Già, perché anche Sarkozy, in una visita di Papndreou a Parigi, ha obbligato Atene ad acquistare 6 fregate e 15 elicotteri francesi, per un totale di 4 miliardi di euro. E venerdì scorso, a due giorni dal voto, i greci hanno comprato dagli olandesi 13 milioni e mezzo di euro in munizioni per i carri armati, quelli tedeschi. Una spesa militare che per il 2012 assommerà a 7 miliardi di euro.



 Certo, tutti questi miliardi di euro in commesse militari sarebbero di difficile esigibilità per la Germania e per la Francia, se la Grecia fallisse. Se a questo si aggiunge che l'esposizione delle banche tedesche nei confronti di Atene è di 18,6 miliardi, mentre il sistema bancario di Parigi teme addirittura per i suoi 47,9 mliardi, il quadro è completo. L'uscita dall'euro della Grecia non sarebbe un dramma di per sè, dato che una popolazione di 11 milioni di persone con un debito pubblico di 300 e rotti miliardi non è esattamente un Armageddon inaffrontabile. Ma chi pagherebbe i conti delle aziende tedesche e di quelle francesi?



 Già, ma per saldare i crediti dell'asse franco-tedesco, si usano i soldi degli aiuti internazionali, che sono i nostri!


alboino ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Crolla mercato immobiliare I trimestre (-20%), mai...":

alboino ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Crolla mercato immobiliare I trimestre (-20%), mai...":



In realtà il crollo del mercato immobiliare è ben maggiore di quello rappresentato da questi numeri.
Le compravendite della statistica sono riferite a tutti gli immobili, non solo a quelli nuovi appena costruiti.
Ad
esempio ho notato che nei mesi successivi all'imposizione dell'Imu,
molti comproprietari hanno dovuto cedere quote di immobili o ricomprarne
altre, per evitare di pagare l'imposta come seconde case.
In pratica compravendite fittizie.

Coprolalia genovese.

linguaggio volgare 
Quandu a merda a munta in schen a spussa (quando la merda sale di un gradino puzza). Perché così volgarmente ? Perché è il caso di quelli che dovrebbero possedere tutti gli strumenti per avere equilibrio e si comportano invece come ragazzini alla p

MERCATI: e ora come uscire dalla melma dell’Eurocrisi

MERCATI: e ora come uscire dalla melma dell’Eurocrisi: I mercati hanno bocciato il salvataggio delle banche spagnole, hanno ignorato le elezioni in Grecia, non hanno praticamente considerato l’LTRO II. Come mai? E cosa occorre fare? Ecco i DUE punti a cui occorre assolutamente arrivare. Secondo il sottoscritto. I … Continua a leggere →

Risparmio e Crisi economica: dove sono finiti i nostri risparmi?

Risparmio e Crisi economica: dove sono finiti i nostri risparmi?:  








 



Se l'è mangiato la crisi: ai minimi dal 1995, riesce a non spendere solo il 38,7% .





Soltanto il 38,7% delle famiglie italiane riesce a risparmiare, quasi la meta’ (46,2%) ha iniziato a intaccare i propri risparmi e la percentuale di chi giudica sufficiente il proprio reddito per il mantenimento del tenore di vita scende al minimo storico (45,7%)...source

E’ la fotografia scattata dall’ Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2012, realizzata da Intesa Sanpaolo e dal Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi. Un sondaggio Doxa ha intervistato 1.053 capifamiglia tra gennaio e febbraio di quest’anno. E i dati non fanno che confermare quanto scritto nel rapporto su redditi e risparmi degli italiani dall’Istat.



I DATI DI APRILE – Nel 2011, secondo l’Istat, la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12%, il valore più basso dal 1995, con una diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nel quarto trimestre essa è stata pari al 12,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, ma più bassa di 0,8 punti percentuali rispetto al quarto trimestre del 2010. Nel 2011 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è aumentato del 2,1%. Nell’ultimo trimestre dell’anno esso ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% rispetto a quello corrispondente del 2010. Tenuto conto dell’inflazione, pertanto, il potere di acquisto delle famiglie nel 2011 è diminuito dello 0,5%. Nell’ultimo trimestre dell’anno la riduzione è stata dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% rispetto al quarto trimestre del 2010.

 






IL TASSO DI INVESTIMENTO – Nel 2011 gli investimenti fissi lordi delle famiglie sono aumentati dell’1,5% ed il tasso di investimento (definito dal rapporto tra gli investimenti fissi lordi, che comprendono gli ...............

Gli ex poveri si comprano la ricca Europa

Gli ex poveri si comprano la ricca Europa: Cina, India e Russia garantiscono più di 60 miliardi di dollari per affrontare la crisi della moneta unica





Celentano passa a Mediaset: i soldi di Berlusconi non fanno più schifo

Celentano passa a Mediaset: i soldi di Berlusconi non fanno più schifo:



Prima o poi lo fanno tutti. Lo criticano, lo deridono, lo indicano come modello negativo, come il male assoluto e poi… ci fanno affari. Perchè i soldi sono soldi. E così il grande ritorno in tv di Adriano Celentano sarà sulle reti di Silvio Berlusconi: Canale 5,  infatti, trasmetterà il live del cantante in diretta dall’Arena di Verona l’8 e 9 ottobre.

Celentano non canta dal vivo da vent’anni: il suo concerto è un autentico evento. Stupisce, o forse nemmeno tanto, che il cantante abbia deciso di vendere alle reti di Berlusconi l’esclusiva della sua apparizione. Dopo tutto quello che ha detto (e scritto) sul Cavaliere. Ma gli affari sono affari, anche per Celentano.

IPOTESI HONG KONG O ARMAGEDDON ?

IPOTESI HONG KONG O ARMAGEDDON ?:
DI ROBERTO SIDOLI, MASSIMO LEONI E DANIELE BURGIO

robertosidoli.net



Il presupposto fondamentale, il nucleo delle previsioni da cui si sviluppa il nostro processo di analisi è che al massimo entro il 2014 il deficit pubblico degli USA risulterà insostenibile ed ingestibile, per la borghesia statunitense ed i suoi variegati mandatari politici.

Vi sono tre possibili/principali soluzioni alternative al default USA:


- Guerra mondiale scatenata dagli USA.


- Guerra civile negli USA.


- Ipotesi Hong Kong, un compromesso planetario in cui gli USA accettino forzatamente una nuova configurazione dei rapporti di forza mondiale.

Crolla mercato immobiliare I trimestre (-20%), mai cosi' male

Crolla mercato immobiliare I trimestre (-20%), mai cosi' male: Da inizio rilevazioni trimestri (2004). In complesso -17,8%

Date un obolo alle banche

Date un obolo alle banche:

di Rita Pani L’ultimo euro di donazione col telefonino, lo diedi in occasione della devastazione del Bangladesh. Dopo si seppe che quei soldi – i nostri – in Bangladesh non arrivarono mai; si fermarono a Roma per rimettere ordine sui conti della Protezione Civile, che aveva i bilanci disastrati e tutti, ormai, sappiamo perché. Da [...]

Grecia chiedera'31mld aiuti a Eurogruppo

Grecia chiedera'31mld aiuti a Eurogruppo: Indiscrezioni quotidiano To Vima

Game Over?

Game Over?:





Dopo il mio "mitico" post


Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici....
anche il celeberrimo John Mauldin riflette sulla fine del Gioco...


MAULDIN: WE'RE APPROACHING THE END OF THE END GAME

John Mauldin, che fa analisi sempre molto articolate, ribadisce la sua visione ribassista sull'economia mondiale in una nuova intervista con News King World.
"Quello a cui stiamo assistendo è la vera FINE DEL GIOCO" e "sta arrivando al termine,"......

Secondo Mauldin, l'Europa non sta risolvendo i suoi problemi, ma piuttosto sta...



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Anno domini 2012.


 
Candidato al consiglio comunale del mio comune, ci ha pensato un titolare d'azienda prima della pausa pranzo a farmi passare quel pizzico di ansia pre-elettorale della mattinata. Uno che e' una vita che si spende per il lavoro. Ha una cifra spropositata di insoluti

Scaricare la patata bollente dei bailout

Scaricare la patata bollente dei bailout:


Recentemente in Europa si è assistito ad un intenso dibattito sul cosiddetto sistema TARGET2 (Trans-European Automated Real-time Gross Settlement Express Transfer System 2), ovvero il sistema congiunto di compensazione lorda della zona euro.[1] Le interpretazioni di questo meccanismo sono state alquanto divergenti. Alcuni economisti, tra i quali in particolare Hans-Werner Sinn, hanno sostenuto che il TARGET2 fungerebbe come una sorta di sistema di salvataggio tra i paesi della Unione monetaria. Altri hanno invece negato questa tesi con particolare veemenza. Jürgen Stark della Banca Centrale Europea (BCE) è arrivato persino ad affermare che chiunque sostenga la tesi del sistema di salvataggio meriterebbe di perdere la.................

Grecia, non ci sarà tempo per trattare: soldi subito o il Paese si blocca

Grecia, non ci sarà tempo per trattare: soldi subito o il Paese si blocca:


Per scongiurare l’eurocrac, della Grecia e del continente, non sarà sufficiente solo avere un governo stabile in Grecia. Ma servirà anche competenza e franchezza, i due fattori che fino a questo momento sono stati i veri latitanti, e non solo sotto l’Acropoli. Perché chiunque sarà premier dovrà rinunciare alla rinegoziazione del memorandum della troika, quello che concede liquidità a un paese in apnea (l’erario ha disponibilità in cassa fino al 30 luglio) in cambio di una manovra lacrime e sangue. Sia perché Angela Merkel lo ha escluso, sia perché non vi sarebbe il tempo materiale per aprire un nuovo negoziato.


La giornata decisiva potrebbe essere giovedì, quando in occasione della riunione dell’eurogruppo si definirà (o meno) l’erogazione del resto della rata di maggio da un miliardo di euro. Ovvero quei denari che impedirebbero al paese di fermarsi: utili per pagare stipendi e pensioni, per saldare le forniture di garze e materiali sanitari ad ospedali che non ne hanno più (costretti a chiederli in prestito ad altri nosocomi), per pagare gli arretrati a farmacisti che attendono 70 milioni. Oltre a bollette pubbliche di luce, gas e acqua. Sarà quello il confine tra l’Ade di un paese e la continuazione di una vita normale per i cittadini greci. Ma solo se ci fosse un governo, che si dice potrebbe nascere oggi (in queste ore si stanno svolgendo vertici, ufficiali e non).


Tralasciando per un momento gli aspetti prettamente politici, il nuovo esecutivo greco dovrebbe accettare in toto il memorandum, in quanto comunque non ci sarebbe abbastanza tempo poi per negoziare con la troika quel piano, ballano infatti 25 miliardi per la ricapitalizzazione delle banche. Pena le casse dello stato vuote. I dati sono contenuti in un dossier già sistemato sulla scrivania di chi sarà il nuovo ministro dell’economia, che avrà da risolvere un problema non da poco. Denaro pubblico da un lato e secondo tempo della ricapitalizzazione delle banche dall’altro. Bruxelles e Washington hanno confermato che la Troika è pronta a tornare ad Atene con i propri emissari per certificare (ancora?) la situazione finanziaria. E concordare la base su cui discutere la prima revisione del nuovo programma di politica economica.


Fonti del ministero delle Finanze non escludono che il ministro uscente, Zanias, possa affiancare, se necessario, il nuovo ministro a Lussemburgo per il primo contatto con i loro omologhi. In ogni caso Zanias consegnerà al nuovo ministro un dossier (approntato già da un mese) destinato al Lussemburgo con numeri scioccanti. Ciò che la politica greca non dice ai cittadini, dunque, è ciò che accadrà un attimo dopo della nascita dell’esecutivo: le promesse fatte agli elettori di rinegoziazione del piano non potranno essere mantenute da nessuno dei partiti che sosterranno il governo di unità nazionale in Grecia. Perché, proprio per evitare che il paese resti senza soldi e in virtù dei tempi stretti, quel miliardo arriverà ad Atene entro il 30 luglio (assieme all’assicurazione degli altri 25) solo con il “sì” immutabile della Grecia al memorandum.


A ciò si aggiunga che il consiglio europeo di fine mese potrebbe disporre l’unificazione fiscale e dare il via libera agli eurobond. Ma nella consapevolezza che nessuno di questi (come di altri) provvedimenti risulterà decisivo se non vi sarà una rete infrastrutturale di regole e controlli incrociati di vigilanza europea, anche e soprattutto sulle banche. Quella che è mancata non soltanto ad Atene, ma anche a Bruxelles. Perché se così fosse, se si continuasse a navigare a vista, allora avrebbe ragione Paul Krugman che dalle colonne del New York Times ha detto: “Ora potranno portare avanti politiche fallimentari che non funzionano e Atene uscirà ugualmente dall’euro”.


Twitter@FDepalo



Germania: L'indice ZEW crolla a -16,9 punti

Germania: L'indice ZEW crolla a -16,9 punti: Il dato è nettamente peggiore delle previsioni degli economisti.






“Napolincino” il negoziatore

“Napolincino” il negoziatore:

 di Adriana Stazio E’ notizia di questi giorni che agli atti dell’inchiesta sulla trattativa chiusa nei giorni scorsi, ci sono alcune telefonate del sen. Nicola Mancino. Dopo essere stato ascoltato come testimone dai magistrati di Palermo il 6 dicembre scorso, Mancino telefona ad uno degli uomini più vicini a Giorgio Napolitano, il suo consigliere Loris D’Ambrosio, per chiedere [...]

Rendimenti Spagna: superato il punto di NON ritorno

Rendimenti Spagna: superato il punto di NON ritorno:


Crisi Spagna. Bonos 10 anni: rendimento stabilmente sopra il 7%. Asta di oggi: rendimenti praticamente raddoppiati a 12 mesi. La storia insegna che…



Il problema era Atene? Risposta sbagliata.
Bastava fare le elezioni n Grecia per far tornare l’euforia? Assolutamente no. La Grecia rappresenta una tappa. Il problema grande continua ad essere sempre lei, la Spagna con le sue banche.


Ieri il decennale spagnolo (Bonos 10yr) si è stabilmente collocato sopra la soglia critica del 7%. Ed il mercato non ha potuto far altro che aumentare il suo nervosismo , soprattutto nei confronti di chi rappresenta il massimo rischio a livello volumetrico: Spagna ed Italia.
Ricordate cosa dicevo in questo post del 01/06/2012?


E’ assolutamente evidente che, quando il bond a 10 annni rompe al rialzo il tasso del 7%, succede un qualcosa di decisamente negativo. Scatta un vero sell off che comporta non solo il crollo del prezzo dei bond ma un inevitabile aumento dei rendimenti, con tutto quello che ne consegue come effetto domino (costi, speculazione, paura, ecc ecc).


Riprendetevi questo post (ne vale la pena, anche per le tabelle che troverete in esso) meditate. Ieri la Spagna come detto ha superato in modo stabile il livello del 7% (ora al 7.20%)


Ovviamente hanno influito anche le voci PRIMA CITATE di una possibile insufficienza del piano di bailout per le banche spagnole. E ovviamente hanno influito i dati sulle sofferenze bancarie: pari all'8.72% sul totale, ovvero circa 153 miliardi di Euro (le previsioni sono di un rapido superamento di quota 9%). E l'asta di oggi a 12-18 mesi non è certo stata entusiasmante a livello di rendimenti. I titoli a 12 mesi hanno un rendimento che passa dal 2.985% dell'asta precedente al 5.074%, e a 18 mesi si passa dal 3.302% al 5.10%. La curva si appiattissce verso l'altro. il mercato teme il default nell'arco dei prossimi 24 mesi.


Grafico rendimento Bonos ESP 10yr





Questo è un segnale fortissimo. La Spagna è FORTEMENTE a rischio… il cosiddetto “punto di non ritorno” è stato superato (noi per fortuna viaggiamo sul 10yr al 6% ma non abbassiamo la guardia) e se la storia insegna….


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Lo Stupendo Consiglio del Mogambo

Lo Stupendo Consiglio del Mogambo:



Ebbene sì, cari lettori di Freedonia, dopo un lungo letargo ingiustificato il Mogambo è di nuovo qui per allietarvi on i suoi strali economici. D'altro canto il momento per risvegliarsi è quello giusto con tutti questi cani idrofobi che vorrebbero continuare a pasteggiare gratis "risolvendo" i problemi con la stampanteLa svalutazione "risolve" (per così dire) i problemi sono nel breve termine, rimandandoli nel futuro ed acuendoli. La politica ci campa con il procastinamento di suddetti problemi. Infatti, un'Italia che ritornasse alla Lira recupererebbe competitività solo nel breve termine, ma si troverebbe ad affrontare problemi interni al di fuori della questione monetaria: imprenditori travolti da pretesa fiscale in aumento verticale, un apparato che non paga i suoi debiti e non compensa i crediti fiscali, un apparato in cui l'agenzia delle entrate riceve premi di produzione sugli accertamenti anzichè sull’incassato, un apparato in cui le leggi e le norme sono di difficile interpretazione ed applicazione, mercato del lavoro rigido, un apparato in cui i tempi e la prassi della giustizia civile ed amministrativa sono indegni, un apparato in cui i meccanismi di appalto sono a dir poco truccati e c'è una certa contiguità fra enti appaltanti e controllanti, ecc. La svalutazione rappresenta l'incapacità culturale di affrontare i problemi che una nazione si vede ad affrontare. Inflazionare significa redistribuire ricchezza verso il pozzo senza fondo che rappresenta il principale debitore attuale: lo stato Italiano.

Leggiamo cosa comporta la svalutazione: «[...] Alla prospettiva di ottenere più valuta locale in cambio della propria, l’acquirente straniero sarà davvero incline ad acquistare più prodotti dal paese che ha operato la svalutazione. Questo è quello che vediamo, e la maggior parte degli..................

Nigel Farage vola nei sondaggi e ora a Londra guida l’opposizione

Nigel Farage vola nei sondaggi e ora a Londra guida l’opposizione:




Davide Illarietti






Nigel Farage, ex broker alla City di Londra, è l'euroscettico inglese diventato celebre per le sue sparate contro la Ue e i suoi leader. Il suo partito, l’Ukip, United Kingdom Independence Party, è legato alla Lega Nord. Prima era un partitino sconosciuto mentre ora nei sondaggi è il terzo del Paese. Il suo programma prevede uno stop all'immigrazione per 5 anni, aumenti alle spese militari «per portare la Royal Navy agli antichi splendori». E ora i giornali si chiedono: chi è il vero leader dell’opposizione? 



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L'ombra del Bilderberg: "Monti fa gli interessi dei poteri forti mondiali"

L'ombra del Bilderberg: "Monti fa gli interessi dei poteri forti mondiali":



L'autore del libro sul Bilderberg, il gruppo oligarchico finanziario di cui fa parte il prof, svela i piani del clan: "Hanno deciso di sacrificare la Spagna"

«Monti? È Goldman Sachs » risponde in automatico Daniel Estulin, scrittore-investigatore russo (ma vive in Spagna) che col suo Il Club Bilderbergla storia segreta dei padroni del mondo si candida alla palma di maggior cospirazionista del pianeta.
Se è un folle, le sue follie interessano parecchia gente: più di tre milioni di copie vendute in 81 paesi e 50 lingue diverse. Intervistarlo equivale ad entrare in un thriller ( ne stanno facendo un film) che ha per protagonisti banchieri, squali della finanza, magnati dell’industria, politici, lobby e logge segrete. Dentro questo plot, c’è pure Mario Monti, membro delle annuali riunioni del Bilderberg: «Monti è la perfetta esemplificazione del concetto di Compagnia unica mondiale (One World company Ltd, ndr) teorizzata da Lehman Brothers per il vertice Bilderberg del 1968».
E che sarebbe?
«L’idea che gli Stati nazione siano superati, e che la grande finanza, che già controlla l’industria attraverso le banche, debba prendere il posto delle nazioni. È quel che è successo».
E il nostro premier Monti?
«È il custode degli interessi dell’oligarchia finanziaria, non eletto da nessuno».
Lei è un complottista.
«Il gruppo Bilderberg non è una teoria cospirazionista, non è una società segreta. È una realtà, lo strumento con cui le oligarchie finanziarie, le élite di Usa e Europa, riescono a imporre le loro politiche ai governi».
Il gruppo Bilderberg si è riunito due settimane fa in Virginia: cos’avrebbero deciso?
«Hanno discusso del problema Russia, o meglio di Putin, che sta diventando un grande inconveniente per loro. Un membro europeo del Bilderberg ha ammesso che “Putin è di gran lunga il più formidabile avversario per i nostri piani”».
Perché?
«Bilderberg è particolarmente preoccupato per il gasdotto South Stream, che potrebbe risultare vincente rispetto a quello Ue Usa “Nabucco”. Ma la maggiore preoccupazione è il tentativo di Putin di integrare l’Asia in un blocco sotto la sua leadership , e poi l’intesa con l’Iran. Insieme controllerebbero il 50% del gas mondiale. Perciò il Bilderberg continua a finanziare il “Fronte civile unito” di Kasparov contro Putin».
Hanno parlato anche della crisi in Europa.
«Hanno deciso che la Spagna verrà sacrificata sull’altare della finanza. Il sistema bancario spagnolo è al collasso, la Santander ha un debito di 800 miliardi, e il Bilderberg lo sa. Il prestito di 100 miliardi è il primo passo verso la piena proprietà del Paese da parte della finanza mondiale. La Spagna non esiste più».
E l’Italia sì?
«L’Italia non è la Spagna, non ha bolle immobiliari, ha poco debito privato e ha un sistema creditizio solido, con 750 anni di storia. E soprattutto alcune delle sue grandi imprese formano una parte importante del Bilderberg Group».
Secondo le sue fonti avrebbero deciso le sorti del dollaro.
«Una delle principali conclusioni del meeting 2012 è che gli Usa dovranno svalutare il dollaro rispetto allo yuan per ridurre il debito degli Usa».
Ma almeno lei ha capito cosa ci facesse Lilli Gruber al Bilderberg?
«È una giornalista con molte entrature tra la “ money people ”. E lavorando in una tv importante ha accesso a un larga audience . E questo interessa il Bilderberg».

G20: Merkel e Monti all’angolo

G20: Merkel e Monti all’angolo:


Obama e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, avevano avuto un incontro sulla crisi dell’Eurozona prima dell’inizio ufficiale del vertice G20 in Messico.


E, proprio stamane, Corrado Passera dichiarava -  intervenendo a ‘Radio anch’io’ su Radio1 Rai – che ”gli incontri devono aiutare a consolidare il fronte di tutti coloro che credono in politiche più attive per la crescita“, sottolineando la necessità che l’Europa possa ”garantire per se stessa” perché ”è chiaro che se questo non avviene può permanere l’incertezza per l’euro”. ”Il portabandiera di questa posizione è la Germania”. Infatti che ci sono ”paesi che danno importanza esclusiva ai conti, il che è giusto, ma è chiaro che il disagio che cresce, soprattutto occupazionale, deve essere fronteggiato con politiche più attive”.  (fonte ADN-Kronos)


Il vento è contrario, l’Europa può fare di più“. Monti e’ il portabandiera della posizione che vuole ”conti in ordine e l’Italia lo sta facendo ma al tempo stesso piu’ attenzione alla crescita e allo sviluppo con politiche piu’ attive”. (fonte ASCA)


Sappiamo anche che questi mesi sono i più difficili – ha anche dichiarato Corrado Passera – perché c’è tutto l’effetto di dieci anni di non crescita, l’effetto delle misure che abbiamo preso per i conti e che adesso mordono nella carne viva, c’è l’effetto di un’Europa che tarda a dare risposte unitarie“. (fonte ADN-Kronos)


Dunque, prendiamo atto che la cura Merkel-Monti non piace al G20, come prendiamo atto che è troppo tardi – per Mario Monti e Corrado Passera – prendere le distanze da Angela Merkel, dopo essere ‘unti’ come ‘salvatori dell’Europa’ per aver (e)seguito con palese piaggieria le pretese germaniche.


Tra l’altro, le certezze e gli ottimismi ‘a reti unificate’ si infrangono dinanzi all’annullamento dell’incontro tra il presidente americano Barack Obama e i leader di Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Spagna al termine della cena dei leader del G20. Un funzionario della Casa Bianca ha riferito che in giornata vi potrebbe essere spazio per questo appuntamento.


Infatti, la bozza del documento finale del G20 è piuttosto insoddisfacente e si legge che “di fronte alla ripresa delle tensioni di mercato, i membri del G20 dell’area dell’euro adotteranno tutte le misure necessarie per salvaguardare l’integrità e la stabilità dell’area, migliorare il funzionamento dei mercati finanziari e rompere il circolo vizioso fra fondi sovrani e banche”.


E, non a caso, il G20 aveva accolto positivamente il piano spagnolo di ricapitalizzazione delle banche, grazie ad un prestito di 100 miliardi di euro finanziato dall’Eurozona, ed espresso sostegno ad ulteriori sforzi d’integrazione politica dell’Europa.


Cosa dire, allora, se – pur di salvare l’Unicredit  creata proprio da Corrado Passera e di (ri)creare un polo industriale a Novara – all’Italia è toccata una cura da (ammazzare un) cavallo, mentre alla Spagna – che ha tenuto duro – vengono prestati 100 miliardi per i fallimenti bancari e le borse ‘volano’?


E come non prendere atto anche, dopo questo G20, che questa non è una crisi derivante dall’effettiva situazione patrimoniale degli Stati o dei cittadini: il problema sono solo alcune banche ed i pasticci che hanno combinato.


Basta frottole a reti unificate, please.




originale postato su demata


POVERA GRECIA TERRORIZZATA

POVERA GRECIA TERRORIZZATA:

Ha vinto la paura di un’uscita dall’euro. Nea Dimokratia prevale di poco, ma per la Trojka è un trionfo

La trappola delle elezioni ha funzionato: i conservatori di Antonis Samaras si sono fermati al 30 per cento ma è quanto basta per superare la sinistra radicale di Syriza e del suo leader Alexis Tsipras.

Adesso saranno loro a tornare al governo, nel segno di una continuità col passato.

Significa mantenere gli spaventosi accordi già stipulati a garanzia del debito pubblico, gonfiato a dismisura dagli “aiuti” a interessi esorbitanti. Significa insistere con le riforme pesantissime che abbandoneranno il popolo a una miseria diffusa e praticamente senza welfare.

È la stessa logica che si sta cercando di applicare ovunque, Italia compresa: la finanza internazionale asservisce i governi e induce gli Stati al dissesto, ma a pagare il conto devono essere i cittadini.

Tra Germania ‘federalista’ e Francia ‘nazionalista’, il tempo sta per scadere. Fate presto

Tra Germania ‘federalista’ e Francia ‘nazionalista’, il tempo sta per scadere. Fate presto:

di Mario Seminerio – Libertiamo

In attesa del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno, ed ignorando piuttosto agevolmente l’imbarazzante festival degli auspici che sono le photo opportunities (peraltro sempre meno tali) del G20, resta una realtà europea fatta di certezze in negativo e domande sul futuro istituzionale dell’area.

(...)
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