20/06/12

La Cruda Verità è che c’è un Gasdotto di Troppo


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La Cruda Verità è che c'è un Gasdotto di Troppo



- di G. Freschetti - Parecchi mesi fa documenti riservati rivelati da Wikileaks, portarono alla ribalta il puzzle del gas e le guerre sotterranee che si erano scatenate. Riassumiamo brevemente i termini della questione, almeno per quanto ci riguarda da presso. Il gas metano, oltre che ad essere necessario per il riscaldamento e gli altri [...]


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GRECIA E CRISI: FORSE ERA MEGLIO LA CATASTROFE


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GRECIA E CRISI: FORSE ERA MEGLIO LA CATASTROFE

di REDAZIONE


Diciamoci la verità: l'altro giorno quando abbiamo sentito che in Grecia i partiti pro-Euro avevano raggiunto la risicata maggioranza siamo rimasti un po' delusi. In tutti noi c'è un certo desiderio per l'Apocalisse, per la rivoluzione catartica che possa ripulire il mondo e farlo risorgere dalle ceneri migliore di prima. Fine della sofferenza, fine dell'attesa per la fine del mond… ehm dell'Euro. Tutto crolla, si ricomincia da capo, nonostante questo significhi crollo economia, distruzione di beni pubblici e privati, caos e guerre civili.


Questo pensierino cattivo però non deve fare male alla nostra coscienza perché forse sarebbe stato meglio che la Grecia ci avesse portato giù nell'abisso la scorsa Domenica invece di farci aspettare ancora altri mesi? anni? Chissà.


Come scrive qui Carlo Lottieri, con cui ultimamente sono spesso d'accordo:


[...] Con la vittoria dei conservatori, la Grecia resta attaccata all'Europa, ma di fatto si predispone a interpretare il ruolo di una sorta di colonia interna: un Paese che da un lato è finanziato e assistito, ma dall'altro è commissariato. Quello che accadrà in Grecia, comunque, si riproporrà un po' ovunque nell'Europa "sbagliata", che certo – questo è il mio parere – farebbe bene a sbagliare da sola, a proprie spese, e farebbe bene ad apprendere dai propri errori. Per giunta, mantenere in Europa la Grecia (e di conseguenza pure la Spagna, il Portogallo, l'Italia…) spingerà Bruxelles a costruire un potere centrale sempre più forte, tale da sottrarre ogni autonomia di decisione alle classi politiche nazionali. Tutti ormai chiedono di passare agli Stati Uniti d'Europa, senza avvedersi dei rischi connessi a una simile scelta: a un progetto talmente artificioso, nemico della storia (dato che l'Europa ha la sua identità nel pluralismo, e non nell'unità), tendente a deresponsabilizzare sempre più i diversi attori. Invece che far saltare i vecchi Stati grazie a una moltiplicazione delle giurisdizioni, ci si orienta insomma nella direzione opposta. Non si predispone l'Europa dei cantoni svizzeri e delle libertà locali (che permetterebbero bassa tassazione e bassa regolazione), ma ci si incammina quasi senza avvedersene verso l'Unione delle Repubbliche Socialiste d'Europa.


Abbiamo evitato la catastrofe imminente ma ora stiamo entrando, senza accorgercene in un incubo che durerà molto tempo e da cui sarà difficile uscire. Centralizzazione, pochi...



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P. Savona: La Bankitalia ha un piano B per un’uscita ordinata dall’euro



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E’ da pagare il debito?


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E' da pagare il debito?

– Esther Vivas – Tradotto da  Alba Canelli Il debito è ormai una questione centrale nell'agenda politica e sociale. E' nel suo nome che si effettuano privatizzazioni, misure di austerità e, infine, il trasferimento del costo della crisi sulle spalle della maggioranza della popolazione. Bisogna in primo luogo porsi queste domande: chi beneficia del debito? [...]


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L’Europa sta sgretolando le Sovranità nazionali


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L'Europa sta sgretolando le Sovranità nazionali

Arriva dall'Economist l'ennesima conferma del grave attentato alla democrazia da parte dell'Europa nei confronti degli Stati membri: Corea del Sud, Costa Rica, Uruguay e Isole Mauritius sono tutti Paesi con un indice democratico maggiore del nostro. 


Ed il Botswana sta peggio di noi per molto poco. Per la precisione siamo al trentunesimo posto, con un peggioramento di 3 posizioni rispetto al 2010 e con una tendenza negativa consolidata negli ultimi anni.



L'Economist Intelligent Unit è una costola del "The Economist" e fornisce periodicamente una guida alla comprensione degli affari a livello mondiale, con analisi e previsioni sugli orientamenti politici, economici e di mercato di circa duecento nazioni, ed alla cui realizzazione collaborano alcune centinaia di esperti. La quarta edizione del report misura il livello di democrazia di oltre 165 Stati alla data di Dicembre 2011, attraverso l'esame di 5 categorie: processo elettorale e pluralismo, libertà civili, funzionamento del governo politico, partecipazione e cultura politica.



Secondo l'analisi dall'EIU, la crisi economica ha contribuito a mettere in ginocchio i principi democratici soprattutto in Europa, attraverso il declino di alcuni comportamenti dei Governi, della partecipazione politica e della libertà dei media. Si pensi che nelle prime nove posizioni della classifica, solo la Finlandia risulta presente in qualità di Stato europeo. Tra il 2008 ed il 2010 Grecia, Italia e Francia sono usciti dalla zona della classifica dei Paesi ritenuti pienamente democratici.







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Gli onorevoli a Rebibbia: il sen.Lusi raggiunge il suo collega Cuffaro


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Gli onorevoli a Rebibbia: il sen.Lusi raggiunge il suo collega Cuffaro

Il senatore Luigi Lusi, da venti minuti
circa, si trova nell'anticamera del carcere di Rebibbia, in
compagnia dei suoi difensori, in attesa di vedersi notificata
l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Simonetta
D'Alessandro. Il provvedimento gli sara' consegnato dai
militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di
Finanza.

Il senatore Lusi troverà in carcere il suo collega Totò Cuffaro, l'ex-senatore rinchiuso nello stesso carcere ormai dal 22 gennaio 2011 per scontare la condanna definitiva a 7 anni  per  favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e violazione del segreto istruttorio.




[[Se vuoi continuare a leggere clicca sul titolo del post]].


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La strana “morte” di Hosni Mubarak


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La strana "morte" di Hosni Mubarak

L'Egitto è confuso e non sa come stia realmente l'ex raìs





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FOMC: si rinnova il Twist in attesa dell’Euromeeting


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FOMC: si rinnova il Twist in attesa dell'Euromeeting

No al QE3, si all' operazione Twist. Ma la strategia è chiarissima e se ce ne sarà bisogno… La riunione del FOMC di stasera era molto attesa, in quanto ci si attendeva una qualche presa di posizione della FED visto … Continua a leggere


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DRONAMI GIU’, SU QUESTO FREDDO PAVIMENTO


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DRONAMI GIU', SU QUESTO FREDDO PAVIMENTO

- DI PEPE ESCOBAR – asiatimes.com - Lord knows, I should'a been gone
Lord knows, I should'a been gone
And I wouldn't've been here, 
down on the killin' floor 

- Howlin' Wolf, Killing Floor Così come è facile per qualcuno chiuso in una cabina nel deserto del Nevada premere un bottone ed incenerire una festa di matrimonio [...]


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Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati !


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Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati !

Il suo piu' Grande desiderio  bersani Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati !collimante con quello di Rosaria  Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati ! sarebbe quello di diventare Presidente del Consiglio.


Grillo invece vedrebbe bene come Presidente questo suo amicoalberto perino Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati !


A Bersani piacerebbe tantissimo  Benedetta Tobagi stor 17113831 34140 Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati ! in Rai , anche a Penati tobagi Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati !


piaceva Benedetta .


A Mario Monti non piaceva Lorenza Lei Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati ! per cui sull'ascensore che porta al 7° piano di Viale Mazzini ha fatto salire una 'collega 'tarantola Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati !


Infine il nostro bravo Presidente che avrebbe silurato Silvio NAPOLITANO BERLUSCONI7 Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati ! non per lo Spread ( è tale e quale se non peggio ) e nemmeno per il lavoro (  meno con troppi piu' problemi ) nemmeno per la mancata credibilità G20 Los Cobos Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati !( avete di recente visto qualcuno che si fili SuperMario ? ) Badate bene Silviog20 Se vanno bene a loro…..siamo..rovinati ! è stato cacciato per la minaccia ( ovviamente smentita e censurata da tutti a cominciare da lui stesso ) di abbandonare l' Euro : Chi tocca l'Euro muore chiedere ad Angela .




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VIDEO. La Carfagna a Crozza: “Ma quanto le manca Berlusconi?”. E lui va in tilt


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VIDEO. La Carfagna a Crozza: "Ma quanto le manca Berlusconi?". E lui va in tilt


 


E' bastata qualche battuta di Mara Carfagna, e probabilmente un audio in leggero ritardo, a mandare in confusione Maurizio Crozza. Durante la tradizionale copertina di Ballarò, il comico è stato "interrogato" dall'ex Ministro: "Ma quanto le manca Berlusconi?".


Crozza inizialmente è stato al gioco, poi sembrava infastidito, quasi stordito, sicuramente in imbarazzo. Zittito dalla Carfagna.


 


** Ovviamente nemmeno di fronte all'evidenza si riesce a dire che il mitico Crozza ne è uscito maluccio (ma non succcede niente, la vita va avanti). In realtà lo amette pure Repubblica: "Carfagna spiazza Crozza" … "mettendo in difficoltà il comico"… "Carfagna scompiglia Crozza".



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“Ha ucciso di botte lo stupratore della figlia? E’ innocente”


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"Ha ucciso di botte lo stupratore della figlia? E' innocente"

In Texas un giudice ha assolto l'uomo accusato di aver trucidato a botte un pedofilo





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CRISI EURO. ECCO A COSA MIRANO


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CRISI EURO. ECCO A COSA MIRANO



DI MARCELLO FOA

blog.ilgiornale.it


Per una volta Mario Monti è stato sincero, l'altro giorno ha dichiarato che lo scopo finale dell'attuale crisi è di creare un'unione politica europea. Non ha specificato come, ma per chi sa come funzionano certe logiche non è un mistero: le crisi, come ha ammesso lo stesso Monti in una conferenza, servono a generare un'emergenza in nome della quale si impongono a popoli ed elettori norme che altrimenti accetterebbero difficilmente. Quando spingi, a parole, un Paese sul bordo del precipizio puoi ottenere quel che vuoi.


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Bossi: non ho ancora pagato l’Imu. Il tesoriere non gli ha ancora dato la paghetta



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Il sistema di sfruttamento occidentale non funziona più


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Il sistema di sfruttamento occidentale non funziona più

Intervista al movimento russo eurasiatico.

Alexandre Latsa


La caduta dell'Unione Sovietica ha portato alla fine del sistema di relazioni internazionali di Jalta e al trionfo dell'egemonia statunitense. La conseguenza è stato il passaggio da un un mondo bipolare a uno unipolare. Tuttavia alcuni analisti parlano di un possibile ritorno a un mondo bipolare. Come considerate tale possibilità? C'è la possibilità che una potenza emergente sfidi l'egemonia degli Stati Uniti?

Il crollo dell'Unione Sovietica ha infatti portato direttamente al dominio statunitense negli affari mondiali. Quando Bush senior ha proclamato il nuovo ordine mondiale dalle sabbie dell'Iraq, molti (nel mondo occidentale) hanno anche pensato che sarebbe stato così per sempre, che la storia delle idee si sarebbe fermata e che il mondo sarebbe perciò sempre rimasto sotto il dominio statunitense. Vediamo oggi che si sbagliavano, e ci sono voluti solo dieci anni affinché la storia si riprendesse i suoi diritti, trascinando gli USA nelle guerre che ne accelerano il declino, mentre paradossalmente avrebbero dovuto stabilirne il dominio. Durante lo stesso decennio, la Russia si è ripresa dalle sue ceneri ed è tornata ad essere una potenza regionale forte. Un potenza che ha delle visioni di dominio in Eurasia, come ha martellato Vladimir Putin durante il suo primo discorso presidenziale del 7 maggio 2012. Si parla molto del confronto Russia /USA dall'inizio di questo secolo, ma questi paesi non saranno probabilmente mai i principali attori chiave del mondo di domani, come gli USA e l'URSS lo furono nel mondo di ieri. E' logico che oggi la Cina sia puntata dagli strateghi statunitensi come principale avversario, perché è la Cina che rischia di diventare la maggiore potenza mondiale nel corso di questo secolo, sia economicamente, che finanziariamente, per popolazione e forse anche militarmente. E' la Cina che dovrebbe quindi diventare il più grande concorrente degli USA in declino, e se non si fa nulla, il mondo di domani sarà scandito dalla contrapposizione Cina/USA.


Zbigniew Brzezinski ammette apertamente che gli Stati Uniti stanno perdendo la loro influenza. Qui, è possibile applicare il concetto di "superamento dei limiti (Imperial overstrech)", introdotto dal famoso storico Paul Kennedy? Forse gli USA affrontano lo stesso problema dell'URSS? Come valutate lo stato degli USA oggi?

Zbigniew Brzezi...



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La nuvola-fungo che preoccupa la Cina


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La nuvola-fungo che preoccupa la Cina

E' apparsa nella città di Wuhan. Le autorità invitano a non uscire di casa





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BRUNETTA: “Non voterò la fiducia a questo governo di apprendisti stregoni”


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BRUNETTA: "Non voterò la fiducia a questo governo di apprendisti stregoni"

Sul ddl che riforma il mercato del
lavoro e' "assurdo, paradossale, inaccettabile vedere che il governo
vuole mettere la fiducia alla Camera e allo stesso tempo - attraverso
le parole del ministro - assicura che saranno possibili aggiustamenti.
Delle due l'una: o Palazzo Chigi e' convinto della riforma del lavoro
oppure che senso ha aprire il campo a successive eventuali
modifiche''. Lo afferma il deputato del Pdl Renato Brunetta in
un'intervista pubblicata da ''Il Mattino''.


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Italia verso lo sciopero generale


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Italia verso lo sciopero generale

Tutti i sindacati di base, trasporti inclusi, contro il governo Monti


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Rio +20: la bozza approvata è "un fallimento colossale"


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Rio +20: la bozza approvata è "un fallimento colossale"

Vertici Internazionali - Si è aperto oggi e si concluderà il 22 giugno prossimo Rio +20, il summit dedicato al futuro che vogliamo per il pianeta. La bozza di accordo della presidenza brasiliana approvata ieri è stata aspramente criticata da più parti per la mancanza di proposte concrete ed obiettivi ben definiti.


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Il debito dal nulla


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Il debito dal nulla

pinocchio-debito.jpg



Il campo dei miracoli si trova vicino alla città acchiappa-citrulli. Qui Pinocchio viene persuaso a piantare i suoi zecchini d'oro dai due compari, il Gatto e la Volpe. Il campo avrebbe fatto crescere dai denari, in una notte, un albero pieno di monete. Sapete il resto della storia, i due truffatori rubano gli zecchini e fuggono. Collodi fu profetico. Sostituite Pinocchio con gli italiani (ma anche i greci, gli irlandesi, gli spagnoli, i portoghesi), mettete al posto del Gatto e la Volpe, la BCE, Draghi, Monti, Passera e la Merkel. Il campo dei miracoli sono le odierne banche europee e gli zecchini d'oro il debito pubblico. Il debito vale molto di più degli zecchini d'oro. Si crea per magia e tende all'infinito. Ma, allo stesso modo in cui nessun pranzo è gratis, non lo è neppure il debito. Si paga con l'aumento delle tasse, il tracollo dei servizi sociali, la disoccupazione, il taglio degli investimenti, le nuove povertà. Lo Stato che si indebita deve, prima di ogni altra cosa, pagare gli interessi sul debito. Per salvare l'Europa l'idea geniale, degna di una testa di legno, la soluzione definitiva, è quella di sotterrare nel campo dei miracoli, rappresentato dalle banche, enormi quantità di debito. I 1.000 miliardi di euro dati dalla BCE alle banche a inizio anno vengono infatti da nuovo debito finanziato attraverso i titoli pubblici, il recente salvagente di 100 miliardi alle banche spagnole è anch'esso nuovo debito. Le banche non danno frutti, però non falliscono, questo in fin dei conti è l'obiettivo. Salteranno prima gli Stati con il default, se li lasceranno fallire, o, in caso contrario, con la miseria generalizzata. Il denaro dal nulla crea onnipotenza. Puoi generarlo come un novello Creatore ogni volta che è necessario. Nel Paese degli acchiappa-citrulli (avete indovinato: è l'Italia) Passera può promettere senza un attimo di esitazione 100 miliardi di euro di investimenti che teneva nel cassetto e Giarda affermare che si possono tagliare subito 100 miliardi di costi e arrivare fino a 300 (allora perchè reintrodurre l'IMU?). Siamo ricchi, straricchi di debito, in pratica degli straccioni inconsapevoli.


Neurolandia di E. Benetazzo, G. Versace

Un'analisi complessa ma al tempo stesso molto comprensibile di un mutamento economico senza precedenti.



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USA debito: si stanno mangiando l'Europa a suon di rating?


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USA debito: si stanno mangiando l'Europa a suon di rating?

obamag20.jpg

Ogni tanto su Crisis torna a farsi sentire la voce del padrone. So che vi fa piacere, quindi eccovi un bel post di Pietro Cambi che, nel suo solito modo un po' contorto, ne dice di cotte e di crude e di molto apocalittiche. Buona lettura.

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Avrete seguito il bi et ba di Obama al G20 e gli europei sdegnati. (foto:infophoto)
Ci ha spiegato come e qualmente loro hanno investito in competizione etc etc etc.
Vabbe' famola corta: lo stato americano ha un deficit che è il 50% di quanto incassa, ovvero irrecuperabile.

Continua a leggere USA debito: si stanno mangiando l'Europa a suon di rating?...

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Da dove viene il denaro della Regina d’Inghilterra? In parte dalla droga, secondo Cheminade


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Da dove viene il denaro della Regina d'Inghilterra? In parte dalla droga, secondo Cheminade

Tradotto da Erminia Scaglione per Informare per Resistere Libération Martedì 27 Marzo 2012 Jacques Cheminade, candidato alla presidenza, ha spiegato durante il programma "Question d'Info" LCP / France Info / Le Monde / AFP, che una parte della fortuna della Regina d'Inghilterra è derivata dal traffico di droga. Jacques Cheminade è stato interpellato circa le [...]


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L'UE boccia la proposta di Monti per contenere spread


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L'UE boccia la proposta di Monti per contenere spread

Secondo Bruxelles un utilizzo del fondo salva-stati per acquistare bond sarebbe una sorta di "paracetamolo finanziario".



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A Rio si profila un fallimento colossale


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A Rio si profila un fallimento colossale

Rio+20 wwfIl testo negoziale per Rio+20 che i Capi di Stato si trovano sul tavolo da oggi per il Vertice mondiale dell'Onu sullo Sviluppo Sostenibile, non parte con il piede giusto.

Nonostante i lunghi negoziati il testo è un colossale fallimento. I diplomatici dovrebbero vergognarsi della loro incapacità di trovare un accordo su una questione tanto cruciale come il nostro futuro. Dovranno essere i leader del pianeta, che si incontrano da oggi per l'apertura ufficiale del Vertice, a fare davvero sul serio per salvare il processo negoziale e garantire al mondo uno sviluppo sostenibile. Se approveranno questo testo senza cambiamenti significativi, condanneranno Rio+20 al ridicolo.

Dopo due anni di lavoro e una nottata di negoziati ci auguriamo che ciò non accada, per tutto il duro lavoro che ha portato a questo momento, ma soprattutto per la salute delle persone e dei sistemi naturali globali. I leader del pianeta hanno già 'riconosciuto' i problemi 20 anni fa nel primo grande vertice Onu della Terra, e da allora hanno fatto poco per risolverli. 

Ieri mattina abbiamo voluto dare una sveglia ai negoziatori all'ingresso del palazzo che ospita il Vertice. Un banner gigante con la scritta "#GetSeRIOus+20 – #LevemaSéRIO+20"  (Fai sul seRIO+20) è stato appeso a una coloratissima mongolfiera.

Al presidente brasiliano, che ospita il Vertice, abbiamo lanciato un appello insieme al segretario generale dei sindacati della CIS (Confederazione internazionale dei sindacati) Sharan Burrow. Ambientalisti e sindacalisti, uniti su questo punto, pensano che l'attuale testo di Rio non si avvicina minimamente all'azione disperatamente necessaria che deve garantire la creazione di posti di lavoro verdi e dignitosi, oltre che una protezione sociale per tutti. Una recente ricerca della CIS mostra come 48 milioni di posti di lavoro potrebbero essere rapidamente creati in 12 Paesi con un aumento degli investimenti green di appena il 2% del Pil ogni anno, nei prossimi 5 anni. I governi devono trovare un accordo su azioni concrete che si tradurranno in accordi vincolanti e che garantiranno la fine della povertà, il rispetto per i diritti sociali e sindacali e la tutela dell'ambiente. Dobbiam...



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La lezione greca per la sinistra


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La lezione greca per la sinistra

di Gad Lerner, da Repubblica, 20 giugno 2012
E così, di fronte alla tecnica finanziaria che fagocita la sinistra "responsabile", a noi viene da chiederci: potrebbe succedere anche in Italia? Troppi interessati sospiri di sollievo hanno offuscato l'esito del voto greco. Suppongo ne abbia tirato uno inconfessabile pure Alexis Tsipras, il leader della sinistra radicale [...]


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GUEST POST: L'ITALIA E' PERSA


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GUEST POST: L'ITALIA E' PERSA

Per discutere dei "se" e dei "ma" c'è tutto il resto del web.



Qui si agisce.



Non potendo salvare l'Italia dagli italiani che hanno il legittimo diritto di continuare a fare e pensare ciò che fanno (o non fanno) e pensano, qui operiamo per salvare noi stessi e le nostre famiglie dall'Italia.



L'idea è: andiamocene.



Sì, ma dove, come?



Qui risolviamo il dove ed il come, partendo dal "CHI", dalle persone, da noi.



Questo è dunque un database di imprenditori che intendono ottenere l'occasione di andarsene per costruire la vita, per vivere la vita, in un posto che ci voglia.



Saremo un gruppo di persone che con differenti competenze e una caratteristica in comune: saper fare. Qui non interessiamo più, altrove pensiamo di poter essere preziosi, richiesti.



Abbiamo Tutti le stesse preoccupazioni.



I soldi da investire?



La lingua?



Gli affetti che lascio?



Chi lo può cercare uno come me?



Singolarmente forse deboli, siamo forti e molto attraenti insieme. La squadra di professionisti competenti che si occuperà personalmente di contattare gli uffici commerciali delle ambasciate, finché avremo il nostro progetto,  è pronta.



Chi sale sull'idea? Chi vuole il suo passaporto per la vita?



Allora:



Ci registriamo



Diamo quante più informazioni circa le nostre competenze e, non dimenticate, circa le competenze di tutti i famigliari



Spargiamo la voce per informare dell'opportunità persone che riteniamo valide, interessate



Appena saremo un pacchetto discreto inizieremo a "confezionare" idee con le ambasciate.



E' un progetto che potrebbe richiedere un anno circa per andare a buon fine.



Nel nostro esilio volontario riparleremo a lungo, attorno al fuoco, di questa avventura. Oh, se ne riparleremo.



di Andrea Zucchi: http://www.passaportoperlavita.it/







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Bund future in forte ribasso


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Bund future in forte ribasso

Negativi i future sui principali titoli di Stato tedeschi.


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Crisi Spagna: verso il 4° salvataggio dell' Eurozona? Ecco le banche a maggior rischio


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Crisi Spagna: verso il 4° salvataggio dell' Eurozona? Ecco le banche a maggior rischio

Le banche che rischiano di più sono: Banco Popular, Caja Mediterraneo e Banco Sabadell, ecco un grafico dei cds ( Credit Default Swap ) a 5 anni:

banche spagnole

Mariano Rajoy ha smentito le pressione sulle richieste dei 100 miliardi per salvare il comparto bancario: "Devo smentirlo, nessuno ha chiesto chiarezza né celerità". Si aspetta dunque giovedì per vedere di quanto necessiteranno realmente gli istituti finanziari iberici, delle verifiche sono state commissionate a due società indipendenti, cè anche da capire in che modo si potrebbe intervenire: "Stiamo negoziando il memorandum, dobbiamo capire con quale strumento si fará, se con l' EFSF, il MEDE o uno distinto".

La Spagna potrebbe ricorrere ad un salvataggio, sarebbe il 4° dell' area Euro dopo Grecia, Portogallo e Irlanda. Il problema sono i debiti delle 17 regioni federali, che devono rifinanziarsi per 15 miliardi nei prossimi sei mesi. Il debito delle 17 regioni iberiche ammonta a 145 miliardi di euro nei primi tre mesi del 2012 , pari al 13,5% del Pil. Finora i pagamenti delle regioni sono stati coperti tramite l'Ico, un'agenzia di stato. Il problema sono però i rendimenti dei bono ( titoli di stato spagnoli ) saliti sopra alla soglia del 7%, che rendono insostenibile nel lungo termine il debito, e che costrinse gli altri 3 paesi Europei a richiedere aiuti all' UE.


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il grande short sui titoli di stato tedeschi a 30 anni (Buxl)


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il grande short sui titoli di stato tedeschi a 30 anni (Buxl)

Lo short Bund è stato un trade tragico per chi ci ha provato per mesi e solo ora si sta comincia ad aggiustare perchè il Bund dal massimo storico del 3 giugno a 145 è sceso a 140. Ma a questo prop ...


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ZAIA: “CON 153 MILIARDI DI EURO CI LIBERIAMO DALL’ITALIA”


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ZAIA: "CON 153 MILIARDI DI EURO CI LIBERIAMO DALL'ITALIA"

di REDAZIONE


Facile gridare: «Ognuno si porti a casa la sua fetta di debito pubblico. Nel Veneto ci facciamo un mutuo e in trent'anni lo paghiamo. Ma poi fuori dalle balle!». Luca Zaia arringava così i leghisti domenica scorsa a Verona, dialogando da par suo con la piazza: «Ogni volta che trovo il sindaco di Pontida mi dice che rivuole indietro i soldi dei tributi pagati alla Serenissima. Dopo duecento anni c'è ancora qualcuno che rompe le scatole!». E la piazza giù a ridere. Perché non dovrebbero fare altrettanto a Roma leggendo gli appelli del presidente del Veneto a regionalizzare il debito pubblico? Tanto più che Luca Zaia ci aggiunge la sua idea di trattenere in un conto regionale il Tfr e gli assegni familiari, che oggi finiscono nel calderone dell'Inps: due proposte che ha annunciato più volte, senza che ne sia seguita la concretizzazione.


Torniamo all'attacco per farci spiegare dal presidente come si fa a regionalizzare il debito pubblico: dividendo pro capite senza tener conto delle differenze, con la media del pollo in ogni pentola, chi ne ha due va in pareggio con chi è senza? Zaia tiene conto della difficoltà ma la dà per risolta, senza spiegare tecnicamente come avviene. «E' già possibile in questo momento stabilire un dato pro capite che tenga conto delle differenze di spesa tra le Regioni, partendo da una cifra standard e facendo il saldo», sostiene il presidente. «La quota che risulta a me è di 32.000 euro pro capite. Moltiplicato per 4.800.000 abitanti del Veneto otteniamo 153 miliardi e 600 milioni di euro. Mi direte che sono impazzito ad accollarmi questo debito: io vi rispondo che, volenti o nolenti, lo stiamo pagando già. Decidere di accollarsi la cifra sarebbe un passaggio decisivo verso l'autonomia e il federalismo fiscale. Senza contare che il Veneto ha già un forte ascendente di fronte alla comunità inetrnazionale, la quale comprerebbe il nostro debito più facilmente di quanto non faccia con il debito italiano».


Questo progetto, a parte lanciarlo nei comizi, andrebbe poi discusso da qualche parte in sede tecnica: dove esattamente? «Al tavolo del governo, dove se no» risponde Zaia. «Dovrebbe essere il governo a predisporre un provvedimento da portare in aula, concedendo poi alle Regioni l'autonomia indispensabile per procedere ognuna secondo un proprio equilibrio contabile, in modo da non tornare alla situazione attuale».


Insomma, passiamo la palla a Roma. E per il Tfr e gli assegni familiari? Qui bisogna ricordare che si tratta di due istituti che non poggiano sui soldi ...



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C.conti,immobili enti a rischio svendita


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C.conti,immobili enti a rischio svendita

Pesa andamento riflessivo mercato casa, vendite in difficolta'


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La Guerra Invisibile sta diventando reale. Il G20 evidenzia come lo scontro tra Merkel e Obama sta accelerando l'intero processo bellico.


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La Guerra Invisibile sta diventando reale. Il G20 evidenzia come lo scontro tra Merkel e Obama sta accelerando l'intero processo bellico.

di Sergio Di Cori Modigliani
Libero Pensiero

bombardieriNon credo che né Monti né la Merkel avranno il coraggio e l'intelligenza critica, entro un tempo davvero molto breve, di ammettere di aver svegliato il terribile gigante che dormiva. Basterebbe vedere come la truppa mediatica europea sta riferendo ai propri cittadini l'andamento del G20 in Messico, e come sia diversa l'interpretazione di quest'incontro se si vanno a leggere, invece, le opinioni in Usa, in Sudamerica, in Australia, in Giappone.

Qui, ancora si fa credere alla gente che si tratta di manovre, di una certa legge da far passare, di aliquote, di percentuali. Usano apprendisti stregoni ai quali viene affidato il còmpito di imbastire piani di sviluppo per 80 miliardi di euro, pensando che la gente abboccherà, rimanendo indifferente, come ad esempio in Italia,  dinanzi al fatto che il piano Passera contiene 188 pagine di aria fritta e non esiste neppure un capitolo di quel progetto dove si parla di investimenti "reali" (nel senso di danaro cash per investimenti autentici rivolti ad aziende vere che producono merci reali) e l'attenzione del pubblico viene dirottata su tutt'altri fronti, dagli esodati all'articolo 18, da qualche pettegolezzo parlamentare a qualche minuzia gossip sul mercato. Negli ultimi sei mesi, la figura del ragionier vanesio ha assunto sempre di più l'immagine di ciò che egli davvero è: un curatore fallimentare. E niente di più di questo.

Ciò che sta accadendo, in maniera davvero impressionante, va assomigliando sempre di più, e in maniera inequivocabile, al tragico scenario di paura, indifferenza, e miope cinismo, che alla fine degli anni'30 consegnò il destino delle popolazioni europee alle mire espansionistiche tedesche. Studiando la storia della seconda guerra mondiale, salta subito agli occhi la facilità con la quale, nei primi anni, la Germania del Terzo Reich, si impossessava delle nazioni europee espoliandole dei loro beni.

Sembrava un gioco da ragazzi.

E gli Usa?

Loro, "apparentemente" stavano a guardare.

In realtà, gli Usa stavano facendo due cose: A) armandosi a tappe forzate per prepararsi allo scontro frontale ben equipaggiati; B) gestendo tutte le proprie riso...



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Istat e Conti Economici Trimestrali. Un indicatore di Crash: ancora un anno?


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Istat e Conti Economici Trimestrali. Un indicatore di Crash: ancora un anno?

Giuseppe Sandro Mela.


 bomba atomica hiroshima Istat e Conti Economici Trimestrali. Un indicatore di Crash: ancora un anno?


                L'Istat ha rilasciato il Report sui Conti Economici Trimestrali aggiornato al 1° Trimestre 2012, la cui sintesi di incipit è la seguente:


Testo 01   Istat e Conti Economici Trimestrali. Un indicatore di Crash: ancora un anno? 


                É del tutto naturale che l'attenzione del lettore si incentri sul dato del Pil: «Nel primo trimestre del 2012 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e dell'1,4% nei confronti del primo trimestre del 2011. »  Un calo t/t del -1.4% prospetta un calo a/a del 5.6%. Non é un dato di cui andar fieri.


                Similmente, non ci sono particolari motivi di orgoglio a leggere la frase: «Tutte le componenti della dom...



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Camera, l’on. ADINOLFI perde i pantaloni e resta in mutande davanti a Fini


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Camera, l'on. ADINOLFI perde i pantaloni e resta in mutande davanti a Fini

Transatlantico, poco prima delle 15. C'e' il question time e arrivano i ministri. Arriva anche il  presidente della Camera, Gianfranco Fini. Sta per infilare la porta  dell'aula. Vicino a Fini ci sono Rosy Bindi, Renzo Lusetti e c'e'  anche Mario Adinolfi.


Il neodeputato del Pd avvicina il presidente per un saluto ma,  al momento della stretta di mano, perde i pantoloni. Attimi di  imbarazzo. Adinolfi fulmineo, si tira su al volo i pantaloni. Fini  prima stupito, poi sdrammatizza con una battuta. E la Bindi con fare  sornione, da una pacca sulla spalla al neoparlamentare.


Racconta Adinolfi: "E' stato un attimo, mi se' rotta la cinta  e mi sono caduti i pantoloni. Fini mi ha consigliato di usare le  bretelle".



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La Via della Seta

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Finalmente Mario Monti è stato costretto a scoprire le carte dell'ultima mano, quella decisiva, per la soluzione ultima del più urgente ed annoso problema del paese: l'enorme debito pubblico. Poi da lì a realizzare il piatto c'è ne passa. Il nostro Premier ha pronunciato le paroline magiche, quelle che probabilmente sono musica per le orecchie della Cancelliera Merkel, cioè dismissioni e privatizzazioni: mettere mano fina

obbligazioni in dollari

Passata la tempesta, le elezioni greche, non odo augelli far festa e la gallina, lo spread, tornata sulla via (solita), ripete il suo verso. Insomma, tanto rumore per nulla, le elezioni in una democrazia commissariata servono solo a far scrivere i giornali e per i mercati i voti non sono garanzia di pagamento del debito Per questo e per i soliti motivi, non sbaglia chi continua la diversificazione verso altre monete rispetto all’Euro, compreso il dollaro, che, se pure non è il meglio, è pur sempre la moneta di uno Stato e n

Spagna/ Domani chiede aiuti su banche all'Eurogruppo (stampa)

Spagna/ Domani chiede aiuti su banche all'Eurogruppo (stampa)

Bruxelles, 20 giu. (TMNews) - La Spagna formalizzerà la sua richiesta di aiuti ai partner dell'area euro domani, su un sostegno focalizzato alla ricapitalizzaizone delle banche spagnole in dissesto. Lo riferisce France Presse citando fonti diplomatiche europee secondo le quali la domanda verrà avanzata alla riunione dell'Eurogruppo tra ministri delle Finanze. Questo subito dopo che Madrid avrà ricevuto i risultati della analisi sulle necessità di ricapitalizzaizoni delle banche che ha richiesto a due società di consulenze private, l'americana Oliver Wyman e la tedesca Roland Berger. (fonte Afp)

the telegraph: pronti 745 miliardi per salvare italia e spagna. monti smentisce

the telegraph: pronti 745 miliardi per salvare italia e spagna. monti smentisce

mercoledì, 20 giugno, 2012 - 09:49

pubblicato da Ritratto di teamteam@idealista

la parola salvataggio non si deve usare, ma essendoci di mezzo il fondo salva stati (efsf) si fa davvero fatica a pensare ad altro. al g20 appena conclusosi in messico lo stesso mario monti avrebbe proposto l'impiego di questi fondi europei per comprare direttamente titoli di stato italiani e spagnoli. ma se monti parla di un intervento mirato solo sul mercato del debito, di circa 400 miliardi, un'esclusiva dal daily telegraph parla invece di un vero e proprio salvataggio da 745 miliardi

italia e spagna dunque, che solo un anno fa erano considerati due paesi "too big to fail", troppo grandi per fallire, sarebbero invece al centro di un avanzato progetto di riscatto, secondo quanto riporta il quotidiano inglese, senza però citare nessuna fonte

«questa notizia - ha chiarito monti - è sbagliata. è vero invece che, tra le altre opzioni, abbiamo discusso la possibilità di usare le risorse del fondo salva stati per premiare i paesi più virtuosi, come l’italia, con dei livelli meno abnormi di spesa per l’indebitamento. di questo continueremo a discutere nell’incontro a quattro che avremo a roma il 22 di giugno, e poi nel vertice europeo di fine mese»

quel che è certo è che la pressione sui mercati dei titoli di stato non accennano ad scemare e i nostri due paesi non possono continuare a pagare simili interessi sul debito

Crisi/ Incognita Merkel su idea Italia sistema controllo spread

Crisi/ Incognita Merkel su idea Italia sistema controllo spread

Roma, 20 giu. (TMNews) - Secondo il Guardian e il Times sarebbe cosa quasi fatta, mentre il Financial Times è molto più prudente sulla linea della cancelliera tedesca Angela Merkel sulla proposta italiana di far ricorso al fondo salva Stati temporaneo, il Efsf, per effettuare acquisti calmieranti sui titoli di Stato di paesi, come Italia e Spagna, "virtuosi" sulla disciplina di bilancio ma sotto pressione da parte dei mercati. Un sistema per contenere i rialzi dei rendimenti e dei conseguenti differenziali, o "spread" tra bond dell'area euro. La stampa finanziaria tedesca per parte sua non fornisce chiarimenti sulla linea di Berlino, ma rileva che l'idea italiana ha ottenuto un primo sostegno dal presidente francese Francois Hollande. Tuttavia secondo la stampa teutonica in ballo non ci sta il ricorso al temporaneo Efsf, ma al Fondo salva Stati definitivo Esm che dovrà entrare in vigore nei prossimi mesi. Insomma un quadro ancora non del tutto chiaro sul quale al momento non c'è una posizione ufficiale della Germania, su proposte che, va rilevato, sono state avanzate solo da poco. Prima che venisse suggerita da Monti a margine del G20, l'idea era stata elaborata dal ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, che ieri ha puntualizzato come non sia stata ancora discussa con la Commissione europea. Prima del G20 la Merkel aveva avvertito che la Germania "non si lascerà convincere da soluzioni semplicistiche". Secondo il FT, ai lavori di ieri al vertice del G20 in Messico, a Los Cabos, in cui la proposta è stata avanzata dal presidente del Consiglio Mario Monti, la Merkel non avrebbe preso una posizione. Secondo il Guardian invece "la Merkel è pronta a consentire al Fondo di acquistare bond - si legge nell'edizione online - in un tentativo disperato di abbassare i costi di rifinanziamento di Italia e Spagna, e prevenire l'implosione dell'Unione valutaria". Sulla stessa linea anche il Times, mentre il Guardian precisa che ieri un portavoce della merkel ha puntualizzato che "al momento non è stato deciso nulla". (segue)

G20: Barroso E Van Rompuy, Euro E Progetto Europeo Irreversibili

G20: Barroso E Van Rompuy, Euro E Progetto Europeo Irreversibili

(ASCA) - Roma, 20 giu - ''L'Unione Europea e' determinata a mostrare che l'euro e il progetto europeo sono irreversibili''. E' quanto sottolineano in una dichiarazione congiunta il presidente della Commissione Ue, Jose' Manuel Barroso, e il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, dopo la conclusione del vertice del G20 a Los Cabos. I due rappresentanti delle istituzioni europee rilevano che i leader del G20 hanno riconosciuto il valore del progetto europeo e della moneta unica ed hanno apprezzato le misure prese dall'Europa per stabilizzare ''le nostre economie e il sistema finanziario''.

Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su BARILLA E’ DIVENTATA AMERICANA.


Oggetto: [ML NEWS] Nuovo commento su BARILLA E' DIVENTATA AMERICANA.

Barilla ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "BARILLA E' DIVENTATA AMERICANA":

Ciao a tutti, vorremmo condividere la nostra posizione circa le affermazioni contenute in questo post.

La pasta Barilla è del tutto conforme alla normative ed è un prodotto sano e genuino, fatto con grano duro eccellente e sicuro.

Barilla non utilizza materie prime geneticamente modificate e i livelli di micotossine o contaminanti sono sempre al di sotto dei limiti fissati dalle normative sulla Sicurezza Alimentare, a loro volta già ampiamente protettivi per la salute delle persone.

Da oltre 15 anni, gestiamo direttamente la semina, la coltivazione, la raccolta e lo stoccaggio di alcune selezionate varietà di grano duro.
Tutti i nostri fornitori sono accuratamente selezionati e sottoposti a continui controlli, sul campo, al momento del ricevimento del grano al mulino, e dopo la macinazione con la certificazione delle semole in uscita.

Barilla è il maggiore produttore di pasta al mondo, la produzione nazionale di grano non sarebbe quindi sufficiente per coprire il fabbisogno per la produzione della nostra pasta.
Per esempio, per la pasta prodotta in Italia utilizziamo semole che provengono per oltre il 70% da grani italiani, grazie al lavoro di
30.000 agricoltori che coltivano grano per Barilla in Italia.
Per il restante 30% ci approvvigioniamo principalmente dal Nord America. I grani esteri acquistati sono attentamente selezionati con standard qualitativi eccellenti e con una completa garanzia di sicurezza alimentare.

Come hanno già fatto notare in tanti, Barilla è un'azienda italiana:
il gruppo è diretto oggi dalla quarta generazione della famiglia Barilla con sede a Parma, dove l'azienda è stata fondata oltre 135 anni fa, e oggi ha nella sua missione la promozione del modello alimentare italiano nel mondo.
La storia della Barilla è bellissima: il gruppo era stato ceduto alla multinazionale americana WR Grace nel 1971, ma fu riacquistato da Pietro Barilla nel 1979.

Ultima precisazione: i marchi Motta e le Spighe non sono mai appartenuti a Barilla, mentre il marchio Panem è stato ceduto nel 2003 e Tre Marie nel 2008.

Luca Virginio
Direttore Comunicazione & Relazioni Esterne

Per approfondire:

"Qualità e sicurezza del grano duro per Barilla"
http://www.barillagroup.com/corporate/it/home/media/posizioni-aziendali/grano-duro-barilla.html

"Filiera produttiva grano duro e pasta"
http://www.gruppobarilla.it/corporate/it/home/cosafacciamo/dai-campi-alle-persone/seminare-raccogliere.html

"La storia della Barilla"
http://www.gruppobarilla.it/corporate/it/home/chisiamo/history.html

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Postato da Barilla in ML NEWS alle 10:34:00

Crisi: Montoro, La Spagna Non Ha Bisogno Di Piani Di Salvataggio

Crisi: Montoro, La Spagna Non Ha Bisogno Di Piani Di Salvataggio

(ASCA) - Roma, 20 giu - La Spagna non ha bisogno di un piano di salvataggio. Lo ha asicurato il ministro del bilancio di Madrid Cristobal Montoro davanti al Parlamento. ''La Spagna non ha piani di salvataggio per la semplice ragione che non ne ha bisogno. La Spagna ha il supporto dei partner europei e delle istituzioni europee''.

Industria: Istat, ad aprile cala fatturato -0,5% su mese, -4,1% su anno

Industria: Istat, ad aprile cala fatturato -0,5% su mese, -4,1% su anno

Roma, 20 giu. - (Adnkronos)- Ad aprile il fatturato dell'industria, al netto della stagionalita', registra una diminuzione dello 0,5% rispetto a marzo, con cali dello 0,1% sul mercato interno e dell'1,4% su quello estero. Lo rileva l'Istat aggiungendo che nella media degli ultimi tre mesi, l'indice totale scende dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 19, uno in meno di aprile 2011) il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,1%, con un calo del 7,0% sul mercato interno ed un aumento del 2,6% su quello estero.

La crisi non risparmia l'industria italiana

La crisi non risparmia l'industria italiana


La crisi non risparmia l'industria italianaBrutte notizie per l'industria italiana che nel mese di aprile vede diminuire il fatturato dell'industria, al dello 0,5% rispetto a marzo, con cali dello 0,1% sul mercato interno e dell'1,4% su quello estero. A darne notizia l'Istituto di statistica italiano che rileva come, nella media degli ultimi tre mesi, l'indice totale scende dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 19, uno in meno di aprile 2011) il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,1%, con un calo del 7% sul mercato interno ed un aumento del 2,6% su quello estero. L'incremento tendenziale maggiore del fatturato, rileva l'ISTAT si registra per il settore della fabbricazione di mezzi di trasporto dove vi è una salita del 22,7%, mentre la diminuzione più marcata riguarda l'estrazione di minerali da cave e miniere dove scivole del 12,3%.
La musica non cambia per quel che riguarda gli ordinativi totali, dove si registra una riduzione congiunturale dell'1,9%, sintesi di diminuzioni dello 0,3% degli ordinativi interni e del 4% di quelli esteri. Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali diminuiscono del 4,7% rispetto al trimestre precedente.

Passando al confronto con il mese di aprile 2011, l'indice grezzo degli ordinativi segna un calo del 12,3%. Per gli ordinativi tutti i settori risultano in calo. La diminuzione tendenziale maggiore si osserva per la fabbricazione di mezzi di trasporto che scivolano del 16,5%..
Fonte: http://www.teleborsa.it/DettaglioNews/628_2012-06-20_TLB/la_crisi_non_risparmia_lindustria_italiana.html