22/06/12

La Bce allarga i cordoni

La Bce allarga i cordoni: Sarà più facile ottenere prestiti per quelle banche che sostengono l'economia Ue

Operazione twist: il ballo della Fed proseguirà per tutto l'anno.

L’operation twist è arrivata come una tegola sulla testa dei mercati azionari americani, che hanno chiuso la seduta di ieri con pesanti ribassi superiori ai tre punti percentuali. Questa misteriosa operazione di politica monetaria, è stata contemplata dalla Fed nella riunione del FOMC di mercoledì scorso c

Germania: se uscite dall'euro ci rovinate!

Germania: se uscite dall'euro ci rovinate!:
Paolo Becchi Spiegel



 Siamo entrati nell'euro per mano dei tedeschi, anche se non avevamo le carte in regola, dopo avere accettato un progetto di deindustrializzazione che ha reso poveri noi e ricchi loro. Lo dice chiaramente Nino Galloni, altissimo funzionario del tesoro all'epoca del sesto Governo Andreotti, in questa intervista. E ora non usciamo dall'euro per non distruggere Berlino. Lo dice altrettanto chiaramente questo articolo dello Spiegel, datato 13 giugno 2012, di cui riporto un estratto:


« Con un’uscita dall’Euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un Interesse a un crollo dell’euro. » [Spiegel OnlineKurz vor dem Kollaps] (traduzione: Francesco Becchi)



 Per chi lavora Monti? Perché Angelo Panebianco ancora ieri sul Corriere della Sera, nonostante sia ormai chiaro che l'uscita dall'euro è una manna per l'economia italiana e non rappresenta la catastrofe che volevano farci credere, arriva allora a dire che senza un vincolo esterno alla nostra democrazia (Nato, Usa, UE e così via) l'Italia politica, lasciata sola, si disgregherebbe arrivando a mettere in crisi la stessa esistenza dello Stato-nazione? Come si può accettare che qualcuno parli del nostro Paese in questo modo, come se potessimo esistere solo in un ambito di commissariamento continuo, sia esso oscuro (come nel caso dei governi precedenti a quello attuale) o manifesto (come nel caso del Governo Monti)? Non è forse alto tradimento accettare o insinuare l'idea che la nostra sovranità non basti a se stessa?



 Ho incontrato Paolo Becchi alla stazione centrale di Milano, ieri. Mi sono fatto un panino. Da buon genovese, si è fatto offrire il caffè. Non ci eravamo messi d'accordo, ma eravamo entrambi indignati per lo stesso identico motivo: come è possibile accettare parole come quelle di Panebianco?



 Questo il video che ho girato ieri. Questo, invece, l'articolo di Paolo comparso questa mattina su Libero.

BASTA CATASTROFISMI!


LIberarsi dei vincoli della moneta si può

 Nella discussione sulla «crisi» della moneta unica e sulle possibilità di uscita dall’euro, ci siamo finalmente liberati di un tabù economico. Dopo le prese di posizioni di molti autorevoli economisti, anche alcuni dei partiti che sostengono l’attuale governo sono stati costretti ad ammettere che un ritorno alle monete nazionali potrebbe presentare, dal punto di vista economico, una serie di vantaggi.



 Ma lo spettro della «catastrofe economica», scacciato dalla porta, rientra dalla finestra sotto mentite spoglie, quelle della «catastrofe politica». Si ammette che uscire dall’euro potrebbe rappresentare una soluzione meno dolorosa dell’agonia provocata dall’attuale unione monetaria, ma, nel contempo, si alza la posta in gioco: ciò provocherebbe, infatti, «forti rischi» sia per la democrazia politica che la stessa integrità dello Stato nazionale.



 Tale è la tesi sostenuta da Angelo Panebianco, in un recente intervento sulle pagine del Corriere della Sera («Moneta unica e democratica», 21 Giugno 2012): la fine della moneta unica annuncerebbe, ora, una «catastrofica dissoluzione di quasi tutto ciò che è stato costruito in sessanta anni di integrazione europea». Secondo Panebianco, la stabilità del sistema politico e democratico italiano sarebbe inseparabile dalla presenza di un «vincolo esterno». L’Italia avrebbe, in altri termini, trovato la propria stabilità non tanto nelle proprie tradizioni culturali e politiche, quanto da una sere di vincoli e costrizioni esterne («la Nato e, per essa, il rapporto con l'America, la Comunità europea in subordine») senza le quali la stessa unità nazionale sarebbe stata destinata a disgregarsi dall’interno. Senza la moneta unica, sembra doversi concludere, verrebbe meno non tanto la stabilità economica dei Paesi europei, quanto la stessa esistenza dell’Italia, dello Stato-nazione.



 Ora che lo spauracchio della «crisi economica» è stato smentito, ecco dunque farsi avanti l’incubo politico, ed il suo scenario catastrofista: democrazia a rischio, vuoti improvvisi di stabilità, forse la guerra civile. Ma noi non possiamo permetterci, soprattutto oggi, questa assuefazione alla catastrofe, questo senso di paura di vedere lo Stato disgregarsi («Né disgregazione né assuefazione», era il titolo di uno splendido editoriale di Claudio Magris, scritto nell’annus horribilis della Repubblica 1993).



 La realtà è, tuttavia, rovesciata. È, infatti proprio la moneta unica che costituisce, oggi, il «vincolo esterno» che impedisce all’Italia di poter rivendicare la stessa sovranità e stabilità interna. È la moneta unica che è in crisi perché non è stata uno strumento efficiente nel favorire quel processo di unificazione politica dell’Europa a cui era preordinata. L’integrazione politica degli Stati era stata pensata al fine di evitare altri milioni di morti in Europa, ma ha finito per produrre miseria e desolazione.



 La presenza di costrizioni ed influenze esterne sul nostro Paese, inoltre, è proprio ciò che ha impedito all’Italia di divenir nazione, per restare un Paese irrisolto e debole, una patria «mancata» e contestata, uno Stato-ombra, una provincia, un’espressione geografica. Proprio quei «vincoli esterni» hanno reso possibile l’«anomalia» italiana, la sua «nazionalizzazione contrastata ed imperfetta » (Soldani-Turi). Panebianco sembra confondere la «stabilità» di una nazione con la sua dipendenza economica e politica. E se si può dire che questo Paese è rimasto «stabile» proprio perché gli è stato impedito di divenire una nazione, allora, proprio dal punto di vista politico, varrebbe la pena di domandarsi se non sia finalmente giunto il momento di liberarsi da questa stagnante «stabilità».


Sulla permanenza dell'Italia nell'euro, la politica parli chiaro ai cittadini

Sulla permanenza dell'Italia nell'euro, la politica parli chiaro ai cittadini: l'Occidentale - Anche i più convinti assertori del liberalismo e dell’economia di mercato cominciano a nutrire seri dubbi su...

Euro: la grande paura

Euro: la grande paura: di Adriana Cerretelli, da Il Sole 24 Ore, 22 giugno 2012
«La scelta di concentrarsi esclusivamente sulla politica di austerità portò negli anni ‘20 e ‘30 del secolo scorso alla disoccupazione di massa, alla rottura dei sistemi democratici fino alla catastrofe del nazismo». Non è arrivato da Atene l’avvertimento, da qualche politico o alto burocrate [...]

IL GRANDE PARASSITA

IL GRANDE PARASSITA: L'economia, come tutte le cose che funzionano, è semplice, ovvero si basa su alcune verità elementari.

Innanzitutto occorre sapere di quanta ricchezza si può disporre. Credo sia incontestabile il f ...

Squinzi, brusco risveglio da crisi irreversibile

Squinzi, brusco risveglio da crisi irreversibile: Il presidente di Confindustria è molto pessimista sulla crisi che sta colpendo la zona euro, parla addirittura di crisi irreversibile spiegando che, [...]


Gli Stati Uniti chiedono l’aiuto della Gran Bretagna per fermare una nave russa diretta in Siria

Gli Stati Uniti chiedono l’aiuto della Gran Bretagna per fermare una nave russa diretta in Siria:



Tradotto da Erminia Scaglione per Informare per Resistere A poco a poco il mondo porta avanti il suo conflitto * Le pedine si muovono rapidamente sulla scacchiera… Il governo ha lanciato un appello alla Gran Bretagna per fermare una nave sospettata di trasportare missili ed elicotteri d’attacco russi in Siria. La Alaed MV , un [...]

Appello ai Governi e ai Parlamenti: Glass-Steagall subito!

Appello ai Governi e ai Parlamenti: Glass-Steagall subito!:
fonte www.MoviSol.org – Presentiamo la traduzione italiana dell’appello ad attuare la separazione bancaria secondo i criterii della Legge Glass-Steagall del 1933, posto in circolazione ad opera del movimento internazionale di Lyndon LaRouche il giorno 17 giugno 2012.

L’appello è sottoscrivibile, in fondo alla pagina.



Appello ai Governi e ai Parlamenti: Glass-Steagall subito!


1. Tutte le nazioni della regione transatlantica dovranno adottare una legge per la separazione bancaria, che si ispiri alla legge Glass-Steagall firmata da Roosevelt il 16 giugno 1933. Fino all’inizio degli anni Ottanta, i principii della riforma di Roosevelt esistevano nelle nazioni europee, in forma di strette regolamentazioni, e garantivano che il settore bancario assumesse il carattere delle banche commerciali rendendo impossibile l’accesso a conti privati per operazioni speculative rischiose.

Come accadeva prima che venisse abrogata la legge Glass-Steagall nel 1999, con la legge Gramm-Leach-Bliley, le banche commerciali dovranno essere nuovamente separate dalle banche d’affari e dal settore assicurativo.


Mastrapasqua e gli altri, la vera casta impossibile da licenziare

Mastrapasqua e gli altri, la vera casta impossibile da licenziare:



di Antonio Vanuzzo - Ammesso che il ministro Fornero abbia ragione sui dati sbagliati forniti dall’Inps sugli esodati, Mastrapasqua si dovrebbe dimettere. Licenziarlo non sarebbe impossibile, ma nessuno sa come fare. Le strade sono due: o una sfiducia da parte del Consiglio dei ministri, che però gli ha prolungato il mandato, oppure varare in fretta la [...]

IRAN - CINA - Pechino approfitta delle sanzioni contro l'Iran e aumenta le importazioni di greggio

IRAN - CINA - Pechino approfitta delle sanzioni contro l'Iran e aumenta le importazioni di greggio: Dopo un calo nei primi mesi del 2012 le importazioni salgono a 524mila barili al giorno. Il contratto è stato firmato a pochi giorni dal fallimento dei colloqui fra Teheran e membri del 5+1 sul nucleare iraniano. Le nuove sanzioni imposte da Europa e Usa saranno attive dal 1° luglio.

La Funzione Sociale dei Credit-Default Swap

La Funzione Sociale dei Credit-Default Swap:
Raggiri, disinformazione, logiche contorte: ecco la cortina di fumo mainstream intorno ai problemi reali dell'economia moderna. Le entità responsabili dei disastri vengono accuratamente circondate da un alone di immaterialità che conferisce loro la possibilità di nascondersi dalla critiche. Ecco che nascono gli strali verso la "speculazione," i derivati ed altri strumenti finanziari. Quest'ultimi, ad esempio, hanno la loro utilità nell'anticipazione imprenditoriale dei prezzi futuri. Già nel XIX secolo i contadini usavano il prezzo future per vendere grano: un flusso di reddito sicuro contro un guadagno/perdita per eventi imprevisti. E qui torniamo al solito discorso: sono le manipolazioni istituzionali che intossicano tali strumenti. Poi c'è la fantomatica speculazione che ci vorrebbe tutti morti, esseri (viventi? non viventi? boh?) senza pietà che vendono i titoli di stato di nazioni in difficoltà affamandone le popolazioni perché si rifiutano di farsi "ristrutturare" (ovvero dimezzare, o se preferite derubare) il capitale investito. Sarà forse la Norvegia? Ovviamente, ci si guarda bene dal dire come la speculazione degli ultimi tempi è stata mostruosa solo perchè mal indirizzata e mal alimentata dalle banche centrali, che hanno distorto irrimediabilmente il calcolo economico imprenditoriale. Ci si guarda bene dal dire come tutta la funzione estremamente creativa e importante dell'attività imprenditoriale sia speculazione. Speculazione basata sulla perspicacia, sull'informazione e sulla conoscenza soggettiva.
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di Philipp Bagus


Ogni volta che il governo provoca un disastro, ci sono molte probabilità che possa accusare gli speculatori di essere i responsabili.[1] Nella recente crisi finanziaria, gli speculatori ed i loro strumenti finanziari sono stati di nuovo sotto attacco. Alcuni investitori famosi hanno anche sostenuto gli attacchi dei governi agli speculatori. Warren Buffet ha chiamato i derivati "armi finanziarie di distruzione di massa."[Scarica il PDF]

George Soros ha parlato a favore di un divieto dei naked credit-default swap.

Nell'attuale crisi del debito sovrano che sta investendo l'Europa, gli speculatori, e soprattutto i credit-default swap, stanno soffrendo un altro assalto. L'assalto ha un obiettivo chiaro: i governi vogliono spostare l'attenzione e dare la colpa agli speculatori. Ma chi è responsabile per i debiti del governo se non gli stessi governi? Nel tentativo di trovare un capro espiatorio, il governo Tedesco ha vietato tutti i naked credit-default swap in Germania. Ci sono piani per estendere questo divieto al resto dell'Unione Europea.

Ma che cos'è un (naked) credit-default swap? Un credit-default swap può essere descritto come un'assicurazione che gli investitori acquistano per compensare una perdita se un particolare debitore va in default per i suo obblighi. Immaginate che un investitore detenga un bond da un milione di dollari emesso da Citigroup. Se il premio assicurativo (spread dei CDS) è di 25 punti base, o dello 0.25%, l'investitore può assicurarsi contro un default pagando un canone annuo dello 0.25% su un milione, vale a dire $2,500. Gli spread dei CDS indicano il premio dell'assicurazione e la fiducia sottostante al bond. Se Citigroup va in default per i suoi bond, l'investitore riceve un milione di dollari in cambio del bond.

Un aspetto intrigante dei CDS è che si possono acquistare anche se non si possiede alcun debito della società a cui fanno riferimento. Questi sono i famigerati naked credit-default swaps. Con l'acquisto di un CDS su Citigroup senza possedere il bond corrispondente, potete scommettere che Citigroup possa andare in default per i suoi bond. Pagando semplicemente $2,500, un hedge fund potrebbe fare un profitto lordo di $1,000,000 quando Citigroup va in default per i suoi bond. Dal punto di vista del libero mercato, le scommesse sui default delle istituzioni finanziarie sono tanto legittime quanto scommettere contro una certa squadra di calcio nella Coppa del Mondo. Eppure, c'è una differenza importante: nel caso degli istituti finanziari le scommesse possono diventare auto-validanti.

Ad esempio, i fondi di investimento hanno scommesso sulla caduta delle banche Islandesi durante la crisi finanziaria acquistando CDS sulle obbligazioni delle banche Islandesi.[2] Era nell'interesse del fondo indebolire la fiducia della gente e, quindi, promuovere i propri investimenti.

Ma perché gli investitori hanno iniziato a scommettere contro le banche Islandesi, in primo luogo? Le banche Islandesi erano altamente dipendenti da finanziamenti a breve termine su larga scala. Una volta che la liquidità internazionale è evaporata, non potevano più rinnovare i propri impegni a breve termine. Inoltre, la loro dimensione le rendeva troppo grandi per essere salvate dal governo Islandese. Il sistema finanziario Islandese era il bersaglio perfetto.

Come potrebbe questa scommessa diventare auto-validante? Poiché la domanda è aumentata per comprare protezione contro le banche Islandesi, il prezzo delle assicurazioni è aumentato nei mercati CDS e gli spread sulle banche sono aumentati. Gli spread in aumento indicavano sfiducia nelle banche. Di conseguenza, le banche Islandesi hanno dovuto pagare tassi di interesse più elevati sul mercato per attrarre nuovi fondi. Gli spread in aumento stimolavano ulteriormente la domanda per assicurazioni, portando a spread ancora più elevati, e così via fino a quando la sfiducia nelle banche ha raggiunto un punto in cui le banche non potevano ricevere ulteriori finanziamenti e sono fallite.

A causa di questa spirale di sfiducia auto-rinforzante nelle banche e l'aumento dei costi di finanziamento, la gente ha considerato i CDS come un esempio di armi finanziarie infami di distruzione di massa. Infatti, i CDS possono essere utilizzati per abbattere le banche, abbassando la fiducia in esse.

Tuttavia, tale attacco può avere successo solo se le banche sono vulnerabili. Solo se le banche violano la regola d'oro delle banche, cioè, se c'è una discrepanza nelle valute o nelle scadenze o si imbarcano in una combinazione di entrambi, diventano vulnerabili ad attacchi attraverso i CDS. Solo allora la diffidenza stimolerebbe spread più elevati che si tradurrebbero in problemi di finanziamento che minaccerebbero la liquidità di una banca.

Quando una banca corrisponde scadenze e valute, possedendo il 100% delle riserve, l'attacco sarà infruttuoso e non farà cadere la banca. In questo caso, gli speculatori possono in definitiva subire perdite. Spread superiori possono stimolare la sfiducia e portare ad una perdita di clienti che non rinnovano fondi o ritirano i depositi. Tuttavia, una banca solida non diventerebbe illiquida o insolvente per un tale attacco. Solo le riserve frazionarie, discrepanze nelle scadenze, e nelle valute rendono le banche vulnerabili.

I CDS sono potenti strumenti correttivi che disciplinano le banche. I CDS non sono armi di distruzione di massa, ma forniscono strumenti di disciplina ed ordine. E' possibile che senza l'aumento degli spread dei CDS, le banche Islandesi sarebbero sopravvissute più a lungo. Avrebbero avuto il tempo di provocare ulteriori distorsioni e rendere il crollo ancora più disastroso.

Ma che dire della crisi del debito sovrano ed i CDS? E' vero che i CDS e gli speculatori possono accelerare la crisi del debito sovrano. Con l'acquisto di CDS come protezione contro i titoli di stato Greci, gli investitori fanno salire gli spread dei CDS. Spread più elevati segnalano ai partecipanti nel mercato che vi è un crescente sfiducia nella capacità del governo Greco o nella volontà di onorare i propri obblighi. La sfiducia provoca maggiori rendimenti nelle obbligazioni Greche. Aumentano i tassi d'interesse dei pagamenti del governo Greco. L'onere maggiore del debito può portare ad una ulteriore sfiducia per il governo Greco, causando la salita degli spread sui CDS e così via.

Sono gli investitori che innescano questa spirale al ribasso scommettendo sul default della Grecia tramite i CDS tanto dannosi per la società come suggeriscono i governi? E' un'attività illegittima che dovrebbe essere vietata? In primo luogo, dobbiamo tener conto che questi investitori stanno rischiando il proprio denaro. Non vi è alcuna garanzia che faranno soldi. Possono sbagliarsi nelle loro aspettative, e le finanze pubbliche della Grecia non potrebbero essere così terribili come si aspettavano. Se acquistano un CDS e gli spread calano, subiranno perdite.

In secondo luogo, gli investitori svolgono un'importante funzione sociale. Avvertono i cittadini che le finanze pubbliche possono essere insostenibili. Il loro attacco può effettivamente aumentare la sfiducia nelle capacità del governo. La gente sarà meno disposta a comprare titoli di stato. Possono, quindi, porre un limite ad ulteriore debito pubblico. L'attacco può provocare un default del governo e quindi terminare la spesa eccessiva del governo che distorce l'economia.

Quale sarebbe l'alternativa? L'alternativa sarebbe un divieto dei naked CDS. Agli speculatori sarebbe impedito di innescare un veloce default ed il governo potrebbe aumentare il debito pubblico. Molto probabilmente, anche l'aumento del debito pubblico comporterà un default; solo più tardi con più danni.

Questo è tutto ciò di cui è composta la speculazione. Anticipando il futuro, gli speculatori possono far venire a galla eventi in anticipo e ridurre il loro potenziale danno. Gli speculatori anticipano un default sovrano e speculano in questa direzione attraverso i CDS. In tal modo, hanno messo un limite al comportamento fiscale sconsiderato del governo.

In sintesi, i CDS possono essere utilizzati come scommesse che possono far crollare le istituzioni finanziarie non solide ed i governi sconsiderati prima di quanto sarebbe accaduto altrimenti. Pertanto, sono temuti dai governi. Tuttavia, la causa principale del crollo è il comportamento sconsiderato e non la scommessa contro la sua sostenibilità. Le scommesse possono disciplinare e mettere, di fatto, un limite più severo al comportamento sconsiderato.


[*] traduzione di Francesco Simoncelli


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Note

[1] Per un'analisi della speculazione nella crisi presente consultare "It's the Speculators, Stupid" di Malte Tobias Kähler e per una difesa generale degli speculatori consultare "Difendere lo Speculatore" di Walter Block.

[2] Sulle ragioni del crollo Islandese consultare "Iceland's Banking Crisis: The Meltdown of an Interventionist Financial System" di Philipp Bagus e David Howden.
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OkNotizie

Un paradiso fiscale, comunista e in bancarotta: Cipro sta per guidare la Ue

Un paradiso fiscale, comunista e in bancarotta: Cipro sta per guidare la Ue:




Dal primo luglio Cipro assumerà la presidenza di turno dell’Unione. Il Paese è un paradiso fiscale vicino alla bancarotta, retto da Demetris Christofias, l’ultimo presidente comunista del Vecchio Continente. Infatti i russi hanno trasformato l’isola in una seconda patria. Ci sono scuole in lingua e addirittura una radio che trasmette nell’idioma di Puskin. Non solo ma Mosca potrebbe presto dare all'isola un prestito da 5 miliardi, circa due terzi del Pil cipriota, che equivarrebbe di fatto a un’ipoteca politica. 





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La Scelta della Grecia: Contrattare o Supplicare

supplica 
Quando due parti contrattano, la loro interazione riflette un potenziale beneficio reciproco ma anche un conflitto. Per esempio, quando un'azienda e il suo fornitore raggiungono un accordo, vi è spesso più di un prezzo da cui entrambi potrebbero trarre vantaggio. La fascia alta della gamma dei possibili prezzi favorisce il fornitore, mentre la fascia più bassa avvantaggia l'impresa. Così, quando la contrattazione li porta ad un accordo sul prezzo finale, essi si aprono a un vantaggio reciproco e risolvono un potenzi

UN MESSAGGIO DAL CUORE

UN MESSAGGIO DAL CUORE:
Cari amici che seguite il sito da tanto tempo, capisco molto bene che possono dar fastidio le foto della disperazione, della angoscia, della poverta' della violenza...che da qualche mese trovate sul sito
DENTRO DI NOI C'E' UN RIFIUTO INCONSCIO AD ACCETTARE LA VERITA' SE E' NEGATIVA.
Ciascuno di noi tende a cercare informazione informazione informazione ma  nella testa è CONVINTO che tutto prima o poi si dovrà aggiustare! 
Quindi tende a dar poco peso alle notizie negative (se non quando panica) e dar molta piu' importanza alle notizie positive nei momenti normali (che storicamente sono piu' lunghi di quelli negativi)

RAZIONALMENTE INVECE SI DEVE RAGIONARE SEMPRE TENENDO PRESENTE IL WORST CASE SCENARIO (sopratutto quando la situazione economica mostra gravi crepe)
 In questi mesi le multinazionali, le banche, gli stati HANNO PREPARATO dei CONTINGENCY PLAN ...dei piani per gestire l'emergenza dettata dal peggioramento delle condizioni economiche.
Migliaia di persone nel mondo economico tutti i giorni lavorano su questi progetti e le aziende grandi e solide non si faranno trovare impreparate.

LE PERSONE INVECE SONO DIFFERENTI. SOLO UNA PICCOLA PERCENTUALE RAGIONA ALLO STESSO MODO DI UNA GRANDE AZIENDA E ORGANIZZA LA SUA VITA, I SUOI RISPARMI, IL SUO FUTURO CON PIANI ANALOGHI.
La maggioranza...anche fra il popolo della rete rifiuta questa cosa...non la sente sua...e crede che non potrà mai accadere. Questa è la fortuna nostra in quanto ci dà il tempo di ORGANIZZARCI.

Mercato Libero, Zio Barbero, Tata Elisa, Beato Trader con il Grande Bluff, Eugenio Benetazzo, Rischio Calcolato, Giovanni Zibordi con il suo Cobraf, l'amico felice Capretta, Zio Romolo...e tanti tanti altri amici...siamo tutti pronti ad affrontare questa situazione di profonda crisi.
ma non solo, in questi anni centinaia di amici ci hanno seguito nella delocalizzazione, nella fuga totale o parziale di risparmi e di lavoro e oggi vivono la loro vita piu' serenamente.
Abbiamo creato dei gruppi, abbiamo dato origine ad amicizie e contatti che sono fondamentali in questa situazione.
LA FORZA DEL GRUPPO E' IL MOTORE DEL NOSTRO IMPEGNO E LAVORO E I RISULTATI RAGGIUNTI SONO IMPORTANTI.


AHIME', LE COSE NON POTRANNO CHE PEGGIORARE ...ALMENO PER IL PROSSIMO ANNO. I dati macroeconomici non danno che una flebile possibilità di ripresa economica. Tutti gli indicatori sono oramai rivolti al ribasso.
In Italia poi non potremo che avere una crisi piu' forte che altrove almeno fino a quando il debito continuerà a essere fuori controllo (data la riduzione delle entrate fiscali)
CHI NON CI PENSA PRIMA AVRA' DAVANTI UN FUTURO DIFFICILE E COMPLESSO.

Il mio invito alla delocalizzazione non è dettato dal profitto...POTREI TRANQUILLAMENTE CERCARE DI VENDERE CONTI A MPS O CASE A ROVERETO INVECE PROPONGO COSE IN CUI CREDO PROFONDAMENTE. CREO GRUPPI DI ACQUISTO PER POTER OTTENERE DELEL COSE - SERVIZI CON DEI VANTAGGI PER TUTTI.
Inoltre la delocalizzazione è IMPERATIVA e se non la attui (anche da solo e senza di me) sei praticamente già uno zombie.
VERRA' IL GIORNO IN CUI L'ITALIA ENTRERA' NEL MIRINO PER INVESTIMENTI ..MA SARA' UN'ITALIA MOLTO MENO CARA NEI TERRENI E NELLE CASE DI VALORE.
E quel  giorno ci saremo, e saremo uniti alla ricerca del buon investimento. PER IL MOMENTO E' TEMPO DI AMMASSARE RISPARMI IN UN SICURO ACCAMPAMENTO E PASSARE IL TEMPO ALLA RICERCA DI SITUAZIONI D'INVESTIMENTO FAVOREVOLI E POCO RISCHIOSE.

chi vuole avvicinarsi ai nostri gruppi : MERCATILIBERI@GMAIL.COM  - 335.6651045



Squinzi: “Il crack dell’euro farebbe crollare il Pil tra il 25 e il 50 per cento”


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Squinzi: "Il crack dell'euro farebbe crollare il Pil tra il 25 e il 50 per cento"

"O ci salviamo tutti insieme o non si salva nessuno". Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo ad un convegno sull'Europa federale, non usa mezzi termini. Secondo il leader degli industriali un default dell'area Euro porterebbe soltanto nel primo anno, un crollo del Pil tra il 25 e il 50 per cento. Quindi l'unica soluzione per Confindustria è un ricompattamento degli stati membri in seno all'Unione europea perchè in caso contrario la disgregazione dell'eurozona condurrebbe rapidamente al fallimento di decine di migliaia di imprese e di centinaia di banche, alla perdita di milioni di posti di lavoro e "all'esplosione di deficit e debiti pubblici nazionali". Insomma per Squinzi "la vera scelta è di stare tutti insieme in un'Europa che sia veramente unita". Per questo, ha aggiunto, "nei giorni scorsi ho invocato la buona politica, materia che scarseggia e di cui avremmo estremo bisogno". Squinzi ha sottolineato che l'Europa ha avuto un "brusco risveglio". Un risveglio innescato da una crisi che lui inizia a considerare "irreversibile per un modello economico che ha retto il mondo occidentale per oltre due secoli". Per questo, ha proseguito, "l'Europa può sostenere il confronto solo se compete come sistema" e "nessuno stato, da solo, nemmeno la Germania, potrà avere ruoli attivi nelle nuove configurazioni che si stanno costruendo nell'economia mondiale". L'eventualità di un default- ha aggiunto Squinzi – avrebbe come conseguenza un eventuale dissolvimento dell'euro, con ricadute peggiori del crack Lehman Brothers.

Poi l'industriale chimico passa alla questione greca. "Un ritorno alla Dracma costerebbe adogni cittadino greco tra i 9mila e 500 e gli 11mila e 500 euro a persona solo nel primo anno, il che equivale al 40-50 per cento del Pil nazionale. La stima, tratta da una ricerca di Ubs, e il presidente di Confindustria la considera più che attendibile. "A ciò – ha proseguito Squinzi – si aggiungerebbero un default nazionale, il collasso del sistema bancario e il blocco del commercio internazionale".  

A giudizio di Squinzi "è necessaria un'azione efficace che includa una messa in comune di quote di sovranità che toccano questioni fondamentali come la politica economica". Insomma, ha puntualizzato, bisogna arrivare ad un accordo sull'unione di bilancio, sull'unione bancaria, sulla graduale armonizzazione delle politiche fiscali, sull'effettivo coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, sulle riforme strutturali (in particolare quella del mercato del lavoro per favorire la ripresa dell'occupazione) sull'emissione dei project bond, sull'esclusione dai parametri del Patto di stabilità sulle spese per gli investimenti, sull'istituzione di un meccanismo attivo di sostegno dei debiti pubblici per cui i debiti nazionali che superano il 60 per cento siano garantiti solidarmente dai...



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La Grecia, il nuovo governo e gli ordini della Deutsche Bank


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La Grecia, il nuovo governo e gli ordini della Deutsche Bank

Crisi - Dopo le elezioni del 17 giugno in Grecia ha appena prestato giuramento il nuovo governo di unità nazionale, composto dal partito di maggioranza Nuova Democrazia, assieme ai socialisti del Pasok e alla Sinistra Democratica. Obiettivo principale: accontentare l'Europa. Ma è sempre più evidente che rispettare le condizioni imposte dalla troika sarà impossibile, mentre spunta uno sconcertante documento della Deutsche Bank.


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Il grigiocrate Mario Monti. Biografia non autorizzata…


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Il grigiocrate Mario Monti. Biografia non autorizzata…

Pare strano per un milanese "doc", ma tutto iniziò a Torino. Più di quarant'anni fa. La parabola del professor Mario Monti, da giovane e promettente docente di Economia a presidente del Consiglio di un'Italia commissariata e messa in svendita dalla...


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Crisi e bolla immobiliare: giù l'Italia e corsa al mattone in Germania con prezzi ancora accettabili


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Crisi e bolla immobiliare: giù l'Italia e corsa al mattone in Germania con prezzi ancora accettabili

Corsa al mattone come bene rifugio e questo succede in Germania, c'è da dire che i prezzi sono ben diversi da quelli italiani e parlo di cifre abbordabilissime di circa 2000 euro al MQ in zone centrali( come media) cosa che purtroppo in italia non è così visto che per vedere questi prezzi dobbiamo andare in periferia e in zono poco servite, quindi bolla o non bolla i prezzi in germania sono ancora abbordabilissimi

tra corse e altro voglio portare alla vostra attenzione un articolo di  di zero hedge dove mette in rilievo alcune zono che potrebbero essere interessanti per il trading immobiliare

In mezzo a tutte queste Bolle di Sapone....
è interessante notare che l'unico paese dove la bolla non si sia ancora gonfiata è la Germania
Ecco l'estratto dell'analisi su Berlino e dintorni....
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QUI L'ARTICOLO ORIGINALE
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While Germany was fortunate and sensible enough to have avoided engaging in the 2000s housing bubble folly with the rest of the world, Germans certainly seem eager to make up for lost time.
(Mentre la Germania è stata abbastanza fortunata ed assennata nell'evitare la Bolla Immobiliare che si è diffusa nel 2000 in tutto il resto del Mondo, di certo i Tedeschi oggi sono molto affamati nel recuperare il tempo perduto...)
The European Central Bank's ultra-low key interest rate, while appropriate for the ailing PIIGS nations, is too low for faster-growing Germany resulting in negative real interest rates and fears of inflation.
(I tassi d'interesse a livelli minimi decisi dalla BCE, mentre sono appropriati per i PIIGS alla frutta, risultano invece troppo bassi per una Germania in forte e veloce Crescita e si traducono in tassi reali negativi ed in forte paura d'inflazione)
As is common in countries with negative real interest rates, German investors are pulling money out of low-yielding bank accounts and investments and plowing it into all types of real estate, causing prices to boom for the first time in a very long while.
(Come succede normalmente nei Paesi con tassi d'interesse reali negativi, gli Investitori Tedeschi stanno spostando i loro risparmi dai conti correnti e dagli investimenti con bassi rendimenti per allocarli su tutti i tipi di real-estate, causando un booom al rialzo dei prezzi per la prima volte dopo lungo tempo)

anche i Berlinesi troveranno più conveniente comprarsi la prima casa, stipulando mutui (ch...


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CINA – BRASILE - Pechino convince Rio: accordi di scambio nelle valute nazionali


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CINA – BRASILE - Pechino convince Rio: accordi di scambio nelle valute nazionali

I due Paesi firmano un'intesa sugli swap dal valore di 30 miliardi di dollari, che verranno convertiti in yuan e real nel corso dell'interscambio commerciale. La Cina cerca di affermare la propria moneta come veicolo di scambio per l'economia dei Paesi emergenti.


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quando il debito è troppo o stampi moneta o dai default


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quando il debito è troppo o stampi moneta o dai default

Caltagirone da ingegnere e costruttore capiosce il debito e la moneta, gli economisti e gli esperti no. Qui hai un partito trasversale che fa finta di non capire che : "Quando il debito è tropp ...


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Auto, il bancomat dello stato ladro. In Italia le più alte tasse europee


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Auto, il bancomat dello stato ladro. In Italia le più alte tasse europee

di GABRIELE BARELLO


L'automobile ha ormai una lunga storia alle sue spalle, di quasi 140 anni. Poco meno di quella unitaria italiana fallimentare, che ne ha ben 150 di anni. Ormai da quando nel lontano 1882 Albert De Dion, guidò la vera prima auto a vapore, l'auto è entrata a far parte integrante della vita di tutti i giorni. Etimologicamente parlando, "automobile" deriva dalla stessa accezione dal francese "automobile" (pronuncia: "otomobìl"), composto a sua volta dal greco " αùτός" (pronuncia: "autòs"), "stesso, di sé, da sé", e dall'aggettivo latino "mòbilis", "mobile, che si muove", pertanto con il significato "che si muove da sé". L'automobile come mezzo di locomozione, per trasporto di persone e/o merci ad uso privato è nato dunque in Francia. Oggi ne siamo praticamente pieni, ovunque ci giriamo l'auto è protagonista assoluta dello scenario. Ne esistono ormai circa 2.200 modelli diversi tra cui scegliere, e con ben 8 tipi diversi di carrozzeria, dalla berlina passando per la coupé, e per finire con le famigliari (o Station Wagon per i puristi…). Anche l'auto, soffre ugualmente di questa crisi, e parecchio direi.


Non lo nego, fin da piccolo ero un appassionato cronico d'auto (prometto che cercherò di essere imparziale nell'articolo). Mi ricordo che la mia passione sbocciò proprio quando il padre di un mio amico d'infanzia, mi portò per la prima volta a Monza ad un evento sulle Ferrari all'omonimo autodromo. Fu un autentico idillio di rombi di motori e gomme fumanti e potete ben capire che per un bambino di 12 anni fu una gioia immensa. Da lì mi innamorai delle auto e delle Ferrari in particolare, quegli autentici capolavori che vengono ancora oggi prodotti a Maranello, in provincia di Modena. Avevo detto al padre del mio amico "un giorno ne voglio una anche io di quelle…", chissà se quel sogno si avvererà.


Tornando alla questione dell'articolo, cioè a questioni ben più serie, che la riguardano, oggi mi pongo numerose domande su di essa… tra le tante mi chiedo assiduamente "come viene trattata oggi l'auto?", "che influenza ha oggi la parte fiscale nelle politiche nazionali ed internazionali?", "come migliorare l'attuale pessima situazione nella quale l'auto ed il suo mercato derivato si trovano?".

Rispondendo in ordine partirei dal primo quesito… oggi l'auto non è decisamente trattata bene. Anche se è pur vero che il numero di club dedicati e di appassionati è in forte crescita negli ultimi anni (+117% nel solo periodo 2008-2011…), non sembra che i governi facciano altrettanto in questo senso. Gli ultimi 15 anni di politiche in tal ...



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Oro, argento, uranio: le riserve 2009 erano sovrastimate del doppio


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Oro, argento, uranio: le riserve 2009 erano sovrastimate del doppio

Il 31 agosto 2009 riportavo in un commento sul blog "Petrolio"* di Debora Billi che...
 "Le depletion di singoli minerali (estraibili e/o processabili) aggiornate al 2009 sono le seguenti: 
- indio (12 mesi - stock non significativi) 
- piombo (3 - 13 anni) 
- argento (8 - 30 anni) 
- antimonio (11 - 30 anni) 
- uranio (17 - 60 anni) 
- tantalio (18 - 162 anni) 
- rame (33 - 60 anni) 
- oro (32 - 45 anni) 
- cromo (38 anni) 
- nickel (45 anni)" 
Sono passati tre anni. Faccio un aggiornamento sulle riserve, alla fine del 2011, in base agli ultimi dati dell'USGS**. Da ricordare è che il primo dato che indicavo era lo "scenario peggiore" (collassi finanziari, rottura domanda/offerta, guerre,...). Guardate quante sorprese dopo solo tre anni... Non solo avevo ragione, ma ero anche troppo ottimista. Metto tra parentesi quadra gli anni di riserve e produzione teoricamente guadagnati o realmente persi dall'agosto 2009. 
 - indio (riserve sconosciute)
- piombo (18 anni) [+5 anni]
- argento (22 anni) [-8 anni]
- antimonio (10 anni) [-20 anni]
- uranio (33 anni) [-27 anni]
- tantalio (151 anni) [-11 anni]
- rame (42 anni) [-18 anni]
- oro (19 anni) [-26 anni]
- cromo (20 anni) [-18 anni]
- nickel (44 anni) [-1 anno]

Conclusioni: i dati previsionali a distanza di circa tre anni sono cambiati, in peggio, per la gran parte dei minerali... Il mondo dopo il picco dei minerali non ha le stesse previsioni, dopo il picco: la caduta è più rapida, in certi casi, anche rispetto allo scenario più apocalittico... Sono passati tre anni, ma ad esempio invece di disporre di oro primario da miniera per altri 45 anni, ce ne resta nemmeno la metà in senso temporale e - particolare non da poco - si intuisce che potremo averne tanto solo aumentando gli investimenti (ed il prezzo, notevolmente) oppure andandolo a cercare ovunque in barba alle leggi ed alla conservazione del patrimonio naturale... 
E per il petrolio? I 200 anni che si ipotizzavano ad esempio per la Norvegia solo nel 2000 ora sono diventati 18 (e quello che potranno esportare forse nemmeno 4 anni, invece dei 160 previst...


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L'ESPERIMENTO E' FALLITO


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L'ESPERIMENTO E' FALLITO

Un amico mi scrive dicendomi di essere stato recentemente in Finlandia. Era solo di passaggio, ma è rimasto qualche ora all'aeroporto di  Helsinki. Tanto è bastato per rendersi conto che qualcosa era cambiato rispetto all'ultima volta (pochi mesi fa): pochissime persone.






Terminal nazionale di Helsinki-Vantaa



Dovete sapere che l'aeroporto di Helsinki funge da collegamento tra l'Europa e l'Asia, ed è spesso utilizzato da uomini d'affari come scalo.



Ecco perché il traffico registrato all'aeroporto di Helsinki può essere interpretato come indicatore dell'economia europea (e non necessariamente riflesso invece di quella finlandese).



Il mio amico ha potuto contare sulle dita delle proprie mani i passeggeri in circolo nell'aeroporto, nonostante fosse un'ora di punta.



Ovviamente un singolo esempio come questo non è un dato sufficiente per poter trarre conclusioni significanti, ma potremmo registrare questa osservazione come un'ulteriore segnale del deterioramento della situazione economica europea.



In effetti tutti noi abbiamo vissuto questa prima metà del 2012 in un'atmosfera di ansia crescente. Il sentimento generale è stato molto negativo, per un momento tutti avevano perso la speranza in un futuro migliore, rassegnati al fatto di essere vittime di uno stupido esperimento.



Lo stupido sperimento è evidentemente l'esperimento dell'Euro.



Prima dell'euro ogni paese doveva in qualche modo convincere il mercato della salute della propria moneta-fiat. Il marco tedesco smascherava le svalutazioni monetarie nascoste portate avanti dagli altri paesi, Francia in testa.

Ecco allora che la Germania è stata costretta a perdere il controllo della propria moneta in cambio della possibilità di riunificarsi. La promessa fu che la tradizione anti-inflazionistica della BundesBank sarebbe stata mantenuta anche nella gestione della nuova Banca Centrale Europea, non a caso posta a Francoforte.



Con la moneta unica le economie europee più disastrate (ricordiamo che l'Italia era sull'orlo della bancarotta a inizi anni '90) hanno potuto sfruttare la credibilità della Germania come propria. Un bluff durato 20 anni, e ora finalmente smascherato dal mercato.



Un colossale fallimento.



Tutti coloro che insultano la Merkel e incolpano la ...


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Il debito del paese acchiappa-citrulli


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Il debito del paese acchiappa-citrulli


Il debito dal nulla
di Beppe Grillo - 21/06/2012
Fonte: Il Blog di Beppe Grillo


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Europei, un altro spettacolo truccato

blatterGoal non goal?
L'Inghilterra che recriminava al mondiale sudafricano per un evidente pallone oltre la linea non visto dagli arbitri, si è ritrovata a passare il turno nel girone europeo, dopo che all'Ucraina non è stato convalidato un goal analogo. Il destino dà, il destino toglie, verebbe da dire.

Napolitano, il garante della casta


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Napolitano, il garante della casta

L'ultimo capitolo della vicenda agghiacciante sulla trattativa o meglio sulle trattative tra Stato e Cosa Nostra registra l'irruzione, con un intervento senza precedenti nella storia repubblicana del presidente Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica, mentre si accumulano i verbali delle rassicurazioni indirette, tramite il consigliere giuridico-suggeritore Loris D'Ambrosio, ma pare anche dirette da parte dell'inquilino del Colle all'ex ministro dell'interno Nicola Mancino, ha ritenuto opportuno intervenire non solo a difesa del proprio operato, ma con un attacco inusuale all'informazione non allineata.

Napolitano ha parlato di diffusione "di pagine con conversazioni intercettate" di cui "sono state date interpretazioni tendenziose e versioni talvolta manipolate " per screditare il suo operato e ha garantito i cittadini sulla sua assoluta fedeltà alla Costituzione.

Ma è anche andato all'attacco sulle intercettazioni sollecitando un intervento non più procrastinabile da parte del Parlamento per regolamentarle e cioè in concreto, limitarle nell'uso e nella diffusione con pene fino a tre anni come per i giornalisti come previsto nell'ultimo ddl, ovviamente con consenso bipartisan.

All'interventismo quotidiano del Capo dello Stato ci siamo forse ormai abituati, anche se sarebbe legittimo domandarsi se corrisponda allo spirito della Costituzione vigente, di cui tutti si riempiono la bocca, ma che viene sempre più affossato nella pratica.

Ma la domanda ineludibile è se, prima e dietro l'ultima esternazione quirinalizia non solo difensiva,  il comportamento del Capo dello Stato e dei suoi più stretti e fidati collaboratori sia stato, su una vicenda di assoluta gravità e di primaria importanza sotto il profilo della indipendenza tra i poteri dello Stato, pienamente ade...



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Ma chi sono gli “esodati”? C’e’ chi si salva e chi lo prende in quel posto…


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Ma chi sono gli "esodati"? C'e' chi si salva e chi lo prende in quel posto…

di GIUSEPPE SGUBBI

Grazie ai giornali, ai dibattiti e alle manifestazioni, tutti gli italiani, dal bambino all'anziano, sanno che in Italia vi è il problema "esodati", anzi lo sanno anche i turisti. Ma nessuno sa dire chi è esattamente l'esodato, cioè, chi può senza alcun dubbio definirsi tale? Inutilmente lo chiederemmo al capo dello stato, al presidente del consiglio, al ministro del lavoro, ai capi sindacali, ai responsabili INSP , ai politici ecc. Infatti, o rispondono "senza rispondere", oppure danno risposte diverse. Senza rispondere a questa precisa domanda , non è possibile risolvere il problema. Nonostante ciò, non si capisce come abbia fatto la Fornero ad assicurare che entro il 30 giugno il problema esodati sarà definitivamente risolto. Considerato che è un "problema" italiano, occorrerebbe dare ad ogni italiano la possibilità di sapere, con precisione, se può o non può definirsi esodato.

Ma perché non viene data una risposta a questa indispensabile domanda? Qualcosa mi dice che non si risponde in quanto, cercando di rispondere, verrebbe messa in risalto un "dramma" italiano, la vergognosa ed anticostituzionale differenziazione che esiste fra un lavoratore ed un altro lavoratore.

Tutti siamo a conoscenza di queste differenziazioni, tutti sappiamo chi sono gli artefici, tutti sappiamo che sono state create per interesse personale o di gruppo. L'esistenza di tali differenziazioni sta complicando la soluzione del problema esodati.

Per elencare queste evidentissime differenziazioni, alcune le vedremo quando cercheremo di capire chi è l'esodato, non basta un articolo, occorrerebbe scrivere un libro.

Vediamo di approfondire il "problema" premettendo che saranno molte le domande, ma poche le risposte. Da dove deriva la parola esodati? Da quale vicenda è nata? La parola esodati non si trova in nessun dizionario della lingua italiana, ma da alcuni mesi è diventata una delle parole più usate in Italia, complice una decisione presa dal governo Monti nel corso della presentazione del decreto "salva Italia". Di cosa si tratta? Grazie ad accordi fra aziende e lavoratori, alcuni di questi, avendo una età compresa fra i 55 ed i 60 anni, hanno avuto la possibilità, volendo, di uscire dal mondo del lavoro, alcuni anni prima della pensione. Purtroppo, senza alcun preavviso, il governo ha cambiato le regole, conseguentemente alcuni verranno a trovarsi senza stipendio e senza pensione. Inutile negarlo, il "problema" esiste.

A seguito di questa vicenda la parola esodo ha cambiato significato, non più verso la terra promessa, ma verso la ...



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Calabria: spesi 12.000 euro per comperare 10 bandiere italiane


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Calabria: spesi 12.000 euro per comperare 10 bandiere italiane

di REDAZIONE


Come si può apprendere dalle colonne del Corriere della Calabria, il Consiglio Regionale della Calabria presieduto da Frncesco Talarico ha acquistato nei giorni scorsi dieci nuove bandiere da posizionare negli uffici più importanti di Palazzo Campanella.


In tutto, le 10 bandiere sono costate alle casse del Consiglio Regionale 12.148 euro, quindi1.248 euro ciascuna, come "si evince dalla determinazione numero 270, datata 11 maggio 2012, e firmata del segretario generale del consiglio regionale Nicola Lopez", da quanto scrive il Corriere della Calabria.


Appare evidente che, senza queste nuove bandierine, i nostri dirigenti e amministratori non avrebbero potuto sventolare ai quattro venti l'orgoglio dell'appartenenza alla Regione Calabria: adesso i calabresi sono tutti più soddisfatti e, anzi, per emulazione, in molti stanno pensando di acquistare simili bandierine (magari di più piccole dimensioni, per pagarle un pò meno …) da posizionare all'interno delle loro abitazioni per tenere alto il vessillo della Calabria, terra da amare!


FONTE ORIGINALE: http://www.strettoweb.com/2012/06/il-consiglio-regionale-della-calabria-acquista-10-nuove-bandiere-e-le-paga-1-248-euro-ciascuna/42306/



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L’Intervista in cui Monti chiede alla Germania di fidarsi di noi


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L'Intervista in cui Monti chiede alla Germania di fidarsi di noi




Pubblichiamo l'intervista che il presidente del Consiglio ha concesso a sette giornali europei, tra cui La Stampa (che l'ha pubblicata oggi), nel giorno del vertice a Roma con Merkel, Hollande e Rajoy. «L'Italia non chiede soldi ai tedeschi. L'Europa non è più solo Francia e Germania, e deve trovare insieme misure che uniscano i cittadini possano essere rispettate da tutti. L'Italia è il Paese che più di tutti, dopo la Gran Bretagna, ha rispettato gli impegni di Cannes».





L'intervista al presidente del Consiglio è stata realizzata nell'ambito del progetto «Europa» che la Stampa ha avviato da alcuni mesi assieme ad altri cinque grandi giornali europei: Le Monde, El Pais, Süddeutsche Zeitung, The Guardian e Gazeta Wyborcza.


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L’agenzia di rating Moody’s ha declassato 15 banche e istituti finanziari, tra cui Barclays, HSBC, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e J.P. Morgan



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Massacro sociale: ci siamo, l’Italia precipita verso la Grecia


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Massacro sociale: ci siamo, l'Italia precipita verso la Grecia

Meno lavoro, meno diritti, meno futuro. Il bilancio per l'Italia del Rapporto sui diritti globali 2012, pubblicato oggi dall'Associazione Società Informazione e promosso da Arci, Cgil e un gruppo di associazioni, è pessimo. «La prima guerra mondiale della finanza ha provocato l'11 Settembre dello Stato sociale e dei diritti», si legge nel Rapporto. La conferma è nei numeri, che raccontano un Paese in cui povertà e disuguaglianze sono in aumento, mentre le voci principali di spesa sociale, tra il 2008 e il 2011, hanno subito tagli complessivi dell'80%. Una tendenza che si aggraverà nel 2013, spiega il Rapporto, che quest'anno si intitola "La Grecia è vicina". Al centro delle 1300 pagine di questa decima edizione, non poteva che esserci la crisi. Ma se gli Usa hanno provato a dare qualche impulso alla crescita, l'Europa, denuncia il Rapporto, sarebbe tutta concentrata sullo smantellamento dello Stato sociale e dei diritti acquisiti da lavoratori e pensionati. (continua…)





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Il favoloso mondo di Loretta Napoleoni


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Il favoloso mondo di Loretta Napoleoni

L'uso della vedette nel controllo del discorso pubblico. Se gli "esperti" più "progressisti" che il paese è in grado di schierare per spiegare le questioni dell'economia sono di questo calibro, significa che la sinistra è spacciata





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Arrivano i soldi per le banche


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Arrivano i soldi per le banche

Le decisioni della Bce sugli aiuti alla Spagna





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GEOFINANZA/ La bolla spagnola riaccende la “guerra” tra Usa e Ue


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GEOFINANZA/ La bolla spagnola riaccende la "guerra" tra Usa e Ue

Ormai in campo finanziario sembra guerra aperta tra Stati Uniti ed Europa. E la Bce sarebbe pronta a una mossa disperata per evitare il peggio. L'analisi di MAURO BOTTARELLI

(Pubblicato il Fri, 22 Jun 2012 06:03:00 GMT)

GEOFINANZA/ Spagna, 400 miliardi fanno tremare Italia e Germania, di M. Bottarelli
FINANZA/ Borse su e spread giù: chiedete a Fed e Bce..., di P. Annoni


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Venerdì 22 giugno


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Venerdì 22 giugno

Washington, Stati Uniti




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Contemplando la nostra agonia


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Contemplando la nostra agonia

Per ROBERTO FONTOLAN, il nostro Paese muore in un'agonia fatta di non scelte, non politiche, non responsabilità. E' questo l'immobilismo soffocante che ci lega come una camicia di forza

(Pubblicato il Fri, 22 Jun 2012 05:35:00 GMT)

La vera maturità
"L'amnistia" di Obama


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Le ragioni dei legittimi no tedeschi


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Le ragioni dei legittimi no tedeschi

di Alfonso Tuor - La crisi dell'euro è sempre più grave e i tempi per trovar


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E' AGGIOTAGGIO, CREDO


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E' AGGIOTAGGIO, CREDO



DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.infp







Le dichiarazioni a sprazzo di Silvio Berlusconi su ventilate uscite dell'Italia dall'Euro sono troppo contraddittorie per essere prese per ciò che sembrano. Mr B. è anti Austerità ma pro licenziamenti facili, è anti tasse, ma pro tagli alla spesa pubblica, è pro Unione Monetaria et UE ma dice che se uscissimo dall'euro ne gioveremmo.


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O rimbalza il petrolio o frana l'S&P


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O rimbalza il petrolio o frana l'S&P

Il petrolio Brent dai massimi a 123 è sceso ora a 89 dollari e il Petrolio in USA è sceso dai massimi a 112 di inizio anno a 78 dollari. La situazione delle scorte in Europa e medio oriente che si ...


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