23/06/12

GRECIA ...ENNESIMA TRAGEDIA: INIZIANO LE RICHIESTE - GELO DA BRUXELLES


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GRECIA ...ENNESIMA TRAGEDIA: INIZIANO LE RICHIESTE - GELO DA BRUXELLES

NON INIZIA BENE  UNA SETTIMANA DI PROFONDA PASSIONE CHE POTREBBE PORTARE GLI INDICI AZIONARI A SCENDERE ANCHE PESANTEMENTE...
IL NUOVO GOVERNO GRECO, INFATTI, INIZIA CON LE RICHIESTE...PRENDENDO SPUNTO DAI 100 MILIARDI CONCESSI RAPIDAMENTE ALLA SPAGNA....SAMARAS CHIEDE DUE ANNI IN PIU' PER APPLICARE IL PIANO DI AUSTERITA'
Ma da Bruxelles, il commissario Olli Rehn fa sapere che "non è possibile discuterne" !!!
ATTENZIONE, IN QUANTO ANCHE LE OBBLIGAZIONI POTREBBERO SUBIRE PESANTI CALI CON UN RIALZO DEGLI SPREAD E CON LA SALITA DEI TASSI IN GERMANIA...(questa volta per paura che la germania non sia così tanto un porto sicuro)
Ma non è l'unica brutta notizia... i tempi si allungano: la missione della troika che lunedì avrebbe dovuto recarsi ad Atene viene rinviata all'inizio del mese prossimo, visto che il premier Antonis Samaras e il suo ministro dell'economia Vassilis Rapanos sono tuttora ricoverati, almeno fino a lunedì. 
Ma poteva essere l'unico dei problemi dell'Unione europea a meno di una settimana dal summit forse più cruciale per il futuro della moneta unica??? ovviamente no...abbiamo anche il salvataggio di CIPRO
e poi anche la Spagna deve evitare il crollo del sistema bancario.


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BCE e BANKITALIA s.p.a.


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BCE e BANKITALIA s.p.a.

- A Tirone - ...che differenza c'è tra queste banconote? Chi le crea? Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote può essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di loro viene stampata dallo Stato quindi appartiene ai cittadini (emissione a credito), mentre le [...]


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ZANZARE DRONE


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ZANZARE DRONE


Editoriale a cura di Alessandro Raffa e Antonio Bacherini per nocensura.com 


E' l'ultimo "giocattolino" dell'esercito americano, già in produzione. Un insetto drone, controllabile a grande distanza e dotato di telecamera, microfono e siringa. Secondo le autorità è in grado di prelevare DNA o iniettare dispositivi RFID di localizzazione nella persona-obiettivo, provocando una sensazione di dolore quasi impercettibile, paragonabile a quello provocato dalla puntura di una normalissima zanzara. Ovviamente gli utilizzi a cui potrebbe essere destinato dai servizi segreti sono molteplici: può essere utilizzato come spia, essendo dotato di telecamera e microfono, ma anche come "silenzioso sicario", iniettando nella vittima prescelta, al posto del chip RFID uno dei potentissimi veleni disponibili nel mercato, in grado di provocare arresti cardiaci, facendo pensare a un decesso naturale. La "zanzara drone" può penetrare in una villa sorvegliatissima, eludendo guardiani e sistemi di allarme, passando a fianco degli addetti alla sorveglianza, penetrando attraverso una finestra o una semplice fessura, per poi magari essere "parcheggiata" sopra un armadio 


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PORTATE LA CARTA IGIENICA ALLA BCE: VI DARA’ DENARO CONTANTE


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PORTATE LA CARTA IGIENICA ALLA BCE: VI DARA' DENARO CONTANTE

- Paolo Cardenà  - E no signori….! Voi non siete una banca. Siete solo  dei comuni mortali che dovete scoppiare e quindi, per voi, no money no party. Se invece siete una banca e avete della carta igienica nei vostri bagni, portatela alla BCE che vi daranno soldi contanti. E' questo il senso dell'allentamento delle [...]


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Che differenza fa l’aumento di produzione?


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Che differenza fa l'aumento di produzione?

Il prezzo del petrolio sta scendendo rapidamente ormai dall'inizio di aprile.


Il Brent ha fatto un vero death cross l'8 giugno, cioè una media mobile a 50 periodi (in questo caso giorni) che scende sotto la MM200, dove però anche la MM200 è in discesa. L'ultimo incrocio del 29 settembre era un death cross falso visto che la MM200 stava ancora salendo:



C'era da aspettarselo dopo che l'indice più dipendente dal petrolio, il TSX Composite di Toronto, aveva effettuato un death cross il 15 maggio:



L'ultima volta che avveniva con questa forza la discesa sulla borsa di Toronto è durata altri 6 mesi. In ogni caso, il death cross su Toronto è avvenuto tantissimi mesi dopo la stessa formazione su altri indici. Ai tempi lo SP500 aveva crossato in dicembre 2007, e il FTSEMIB ci voleva in recessione già in agosto 2007.


Ovviamente anche il WTI, dal 11 giugno:



Il WTI tra l'altro è pericolosamente vicino al livello 75$, dove la PEMEX, la NOC messicana ha hedgato la propria produzione. 800mila barili dei ca 2,9 milioni al giorno sono protetti contro una caduta del WTI sotto i 75 dollari. Anche il Quatar ha fatto la stessa cosa con il 25% della produzione nazionale, ovvero ca 400mila barili, ma il livello del hedge è rimasto incomunicato. Cioè è un segreto di stato.


Esercizio di numeri: 800.000 barili venduti a diciamo 70 dollari, sono 5 dollari x 800.000 x 30 giorni = 120 milioni di dollari, meno quei 2% di commissioni, in questo caso comunque nel contesto irrisori 2,4 milioni. Al mese. Una bella perdita per la banca che ha scommesso che la PEMEX avesse torto.


Resta a chiarire il perché il petrolio non regge nonostante la IEA continui a stimare la domanda a livelli record. Di solito la prima cosa che si guarda è l'Arabia Saudita. In questi giorni pare stia mettendocela tutta per sostituire il petrolio che andrà a mancare con l'embargo criminale contro l'Iran.


Infatti sta producendo a livelli da record storico:




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Bersani, l'alternativo


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Bersani, l'alternativo

Bersani_immortale.jpg

"BERSANI: DUREREMO PIU' DI GRILLO! (sempre che Lusi tenga la bocca ben chiusa)". pericle


Il Bersani ha anche aggiunto con sprezzo delle pernacchie: "Siamo alternativa di sistema!".

Bersani è alternativo dai lontani anni '80, consigliere regionale per la circoscrizione di Piacenza, in seguito è diventato presidente della Regione Emilia Romagna negli anni '90, si è spazzolato tre legislature della Repubblica, è diventato ministro tre volte, una volta europarlamentare e ora segretario del pdmenoelle. Più alternativo al sistema di lui c'è stato solo Berlusconi. Alle prossime elezioni sarà un bel match tra "alternativi", il Pdl e il pdmenoelle che hanno governato a turno (ma sempre insieme) negli ultimi vent'anni. Come durano loro, nessuno mai.





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Quel parlamento un po’ porno


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Quel parlamento un po' porno

Sul sito dell'organo legislativo della Repubblica ceca spunta un filmato a luci rosse e molte altre foto hard



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Non sarà un Consiglio Europeo a salvare l’euro


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Non sarà un Consiglio Europeo a salvare l'euro






«È la settimana decisiva per la moneta unica». Quante volte abbiamo sentito questa frase? Tante, troppe. Sono quasi trenta i vertici organizzati per provare a risolvere la peggiore delle crisi. Ma i limiti dell'Unione sono strutturali e congeniti, come scrisse Prodi dieci anni fa in una lettera al FT. E l'Italia? Un anno fa arrivò il primo warning sul rating sovrano. Monti ha detto che non chiederemo aiuti ma non ha escluso che il Paese possa averne bisogno. E se cade l'Italia...





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Nella trattativa Stato-mafia spunta il nome di Andreotti. Pare che avesse rapporti con alcuni rappresentanti dello Stato



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Enrico Letta e la sinistra elitaria


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Enrico Letta e la sinistra elitaria


Di Italo Romano


In questo piccolo pezzo vorrei parlare del vicesegretario del PD Enrico Letta e di alcune sue dichiarazioni. Oggi, in Italia, lui rappresenta in toto il politico medio della cosiddetto sinistra. Mi spiego.


E' un uomo delle élite, la più fine e sgradevole espressione di quella pseudo sinistra radical chic e politcally correct, asservita ai poteri finanziari e mondialisti. Dobbiamo subito dire che ha alle spalle un percorso umano e formativo all'insegna del "più Europa". Dall'infanzia a Strasburgo – dove frequenta la scuola dell'obbligo – alla laurea in Diritto internazionale all'Università di Pisa. Sempre a Pisa consegue il dottorato di ricerca in Diritto delle comunità europee alla Scuola Superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna, fucina italiana di dirigenti di partito, manager e specialisti di ogni sorta.


A 25 anni è presidente dei Giovani del Partito Popolare europeo. Nel 1990 conosce Beniamino Andreatta, uno dei padri dell'euro e padrino politico di Romano Prodi. All'epoca, quando fu ministro del Tesoro, Andreatta scrisse a chiare lettere più volte in riferimento allo "svincolo" tra Banca d'Italia e Tesoro del 1981 (che impedì da allora in poi di finanziare il deficit italiano emettendo moneta):


"…Naturalmente la riduzione del signoraggio monetario e i tassi di interesse positivi in termini reali si tradussero rapidamente in un nuovo grave problema per la politica economica, aumentando il fabbisogno del Tesoro e l' escalation della crescita del debito rispetto al prodotto nazionale…".


Ed ecco spalancarsi le porte del potere. L'arrampicata sociale può iniziare.



Diventa ricercatore dell'Arel, l'Agenzia di ricerche e legislazione di cui è segretario generale dal 1993. Nello stesso anno il primo contatto con le istituzioni. Segue infatti Andreatta, come capo della sua segreteria, al Ministero degli Esteri, nel governo Ciampi. Proprio Ciampi lo chiama nel 1996 al Ministero del Tesoro come segretario generale del Comitato per l'euro. Dal gennaio 1997 al novembre 1998 è vicesegretario del Partito popolare italiano. Nel novembre del 1998, con il primo governo D'Alema, diventa a ...



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L’AZIENDA È TUA E LA GESTISCO IO


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L'AZIENDA È TUA E LA GESTISCO IO

DI RICCARDO DE CARLA*




Summum ius, summa iniuria
, dicevano i latini, e avevano ragione da vendere: la sensazione è che la sentenza del Tribunale di Roma, pubblicata ieri, che ha condannato la Fiatad assumere 145 lavoratori Fiom nello stabilimento di Pomigliano, si fondi su solide basi giuridiche, ma ciononostante sia il massimo dell'ingiustizia.


Nell'ambito di una ristrutturazione aziendale, la Fiat, tramite la società Fabbrica Italia Pomigliano, aveva riassunto parte dei lavoratori in precedenza addetti allo stabilimento: tra questi, però, non figurava nessun iscritto alla Fiom, il sindacato che si era tanto opposto fermamente ai nuovi accordi aziendali sulla gestione della fabbrica.


Un caso? Evidentemente no. Coprendoci di ridicolo, siamo dovuti andare a scomodare (e pagare) un professore inglese perché ci dicesse quel che appariva ovvio a chiunque, ovvero che con ogni probabilità la Fiat aveva scelto di proposito di non impiegare lavoratori iscritti alla Fiom (il professore ha calcolato effettivamente questa probabilità!).


Ma il problema è che questo in Italia non si può fare: esistono in effetti norme, in questo caso di derivazione europea, ma con un forte sostegno anche nella nostra Costituzione, che vietano al datore di lavoro di discriminare un lavoratore o un candidato sulla base delle sue opinioni sindacali. Il comportamento tenuto da Fiat era quindi con ogni probabilità effettivamente vietato, ed ecco perché la sentenza in questione pare sinonimo di summum ius. Tuttavia, a noi pare anche che si tratti di summa iniuria.


Come mille altre regole che compongono il nostro diritto del lavoro, il divieto di discriminazione è figlio di un'ideologia (che permea di sé tutta la parte economica della nostra Costituzione) che rende l'attività economica e la proprietà funzionali all'utilità sociale. In altre parole, quando compiamo una determinata attività, non siamo realmente liberi di farla, purché non nuociamo ad altri: no, dobbiamo anche far attenzione a che quell'attività, anche se non danneggia nessuno, stia bene ai burocrati di turno. In fin dei conti, infatti, l'"utilità sociale" coincide con quello che stabiliscono loro.


I burocrati infatti pretendono di s...



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Il 30 giugno sarà un giorno diverso da tutti gli altri


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Il 30 giugno sarà un giorno diverso da tutti gli altri

Avrà un secondo in più





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L'Europa ha regalato la propria anima ai banchieri


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L'Europa ha regalato la propria anima ai banchieri

Banchiere ipocritaSiamo prigionieri di politici che hanno rinunziato al loro ruolo per permettere ai banchieri di distruggerci come «Nazione», come «Stato», come «Popolo» attraverso un unico strumento, quello finanziario.


Sono convinta che della nostra civiltà, italiana, francese, tedesca, di quella di tutti i Popoli d'Europa, non rimarrà nulla, sopraffatta dalle invasioni africane, musulmane, cinesi, ma soprattutto dalla volontà di ucciderci che anima i nostri governanti. I banchieri ne sono lo strumento più rapido e più spietato.


Non è catastrofismo. Il libro Dopo l'Occidente , che ho presentato ieri alla Libreria Feltrinelli di via Orlando a Roma, con gli amici Barbara Palombelli e Giordano Bruni Guerri, è stato scritto anche con una segreta, disperata speranza: che ciò che affermo non avvenga; che parlandone, discutendone, mettendo il quadro davanti agli occhi di tutti, qualcuno sia spinto ad agire per impedirlo.


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C’è ancora chi vieta gli abiti corti d’estate


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C'è ancora chi vieta gli abiti corti d'estate

Comuni e divieti. Ecco a voi qualche delibera alquanto curiosa in giro per l'Italia





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ALLA FINE A GIOIRE C'E' SOLO LA MERKEL - MONTI: L'EURO E' UN PROCESSO IRREVERSIBILE - IL CAPITANO DEL TITANIC: QUESTA NAVE NON PUO' AFFONDARE!


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ALLA FINE A GIOIRE C'E' SOLO LA MERKEL - MONTI: L'EURO E' UN PROCESSO IRREVERSIBILE - IL CAPITANO DEL TITANIC: QUESTA NAVE NON PUO' AFFONDARE!


MONTI: PROGETTO EURO IRREVERSIBILE!  (nulla è irreversibile caro Monti...nulla è certo tranne la morte...o non lo sapevi?)
LA TUA OSTENTATA SICUREZZA è LA NOSTRA PROFONDA INSICUREZZA. Sei come il capitano del TITANIC quando tranquillizzava le persone dicendo: QUESTA NAVE E' INAFFONDABILE"

A ROMA SI SONO DECISI 130 MILIARDI DI AIUTI PER LA CRESCITA DELL'EUROPA..CHE DIVISI PER TUTTI I PAESI ...SONO PRATICAMENTE DELLE BRICIOLE...(IN ITALIA PROBABILMENTE VERRANNO USATI DA PASSERA PER FINANZIARE IL PROGRAMMA DI CRESCITA ANNUNCIATO IN SETTIMANA...).

A ben leggere l'articolo del Telegraph  di oggi la RIUNIONE DI ROMA e' stato un enorme insuccesso per i tre (francia, Italia e spagna). L'ENNESIMO FLOP DI UN'EUROPA PRONTA ALLO SFASCIO. Infatti la Merkel dopo l'incontro di Roma ha dichiarato   "Each country wants to help but if I am going to call on taxpayers in Germany, I must have guarantees that all is under control. Responsibility and control go hand in hand," 
E tutte le altre dichiarazioni (incredibile come Repubblica e Corriere non ne parlino...eppure di soldi ne diamo a loro no? e per cosa? per fare informazione sbagliata e pro montiana!) vanno nella stessa direzione : LA GERMANIA RIMANE ANCORA IN ATTESA E NON VUOLE FARE COSE CHE VIOLINO I TRATTATI. Baccheta la BCE avvisandola di non mettere in atto misure CREATIVE...

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Scende spesa famiglie, consumi come prima 2007


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Scende spesa famiglie, consumi come prima 2007

Nuovi acquisti su web e a mercatini vintage


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La politica si riscatti

Sì a presidenzialismo e doppio turno
Oggi guardare l'Italia è un dolore: non riusciamo a credere che un paese così carico di storia e pieno di energie sia mortificato nel suo orgoglio, sfigurato nelle sue speranze, rassegnato al suo destino. In queste ore nelle quali la crisi mondiale scuote le basi politiche ed economiche dell'Europa, il nostro paese si trova esposto a una situazione ancora più drammatica. La voragine del debito ereditato dalla Prima Repubblica e l'assenza di quelle radicali riforme di struttura che negli ultimi venti anni avrebbero potuto determinare una svolta virtuosa ci consegnano un sistema politico che è un cumulo di macerie. Le convulsioni in cui esso si dibatte mostrano ogni giorno la sua difficoltà a reagire se non con espedienti tanto occasionali quanto visibilmente tardivi e inadeguati. La protesta si e

Napolitano l’intoccabile


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Napolitano l'intoccabile



- Andrea Demontis - Pare che nel nostro paese sia in atto una nuova riforma (anti)costituzionale per dare maggiori poteri al capo dello Stato. Il presidenzialismo o semi-presidenzialismo di berlusconiana ideazione sono stati definitivamente accantonati per dare forma ad una "nuova" figura istituzionale tramandataci da alcuni illustri padri della democrazia come Ramses II e Tutankhamon. [...]


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L’elicottero a propulsione umana

Il bicicottero!!!   (z)

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L'elicottero a propulsione umana

L'Università del Maryland ha sviluppato il Gamera II, un mezzo capace di librarsi in volo grazie alla potenza delle gambe





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Come dire addio alla democrazia


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Come dire addio alla democrazia


di Francesco Salistrari


Uscire dall'euro e dall'Europa vengono visti e veicolati dal mondo mediatico e politico italiano come l'incipit della catastrofe sociale, economica e politica di questo paese.

Il tabù del ritorno alla piena sovranità nazionale è talmente radicato che, scardinare questo piccolo (ma così grande) "pensiero dominante", sembra impossibile.

Eppure esistono studi economici e precedenti storici (vedi Argentina) che sottolineano come non è impossibile uscire dall'euro, né che sia catastrofico come viene dipinto dal terrorismo mediatico in atto.

Il problema è che le elites di questo paese, parte integrante di quei circoli elitari che della costruzione europea e dell'euro hanno fatto la propria ragione politica, sono pienamente consapevoli che un vasto movimento contro l'euro e l'Europa del Trattato di Lisbona sia pericolosissimo per i propri interessi e prerogative.

La costruzione europea, attraverso unione monetaria e trattati, configura infatti una situazione politica ed economica particolarmente vantaggiosa per queste elites a cui difficilmente rinunceranno.

Si, c'è la crisi. Si, i paesi della zona euro sono tutti in grandissima sofferenza e il peso dei debiti sovrani sembrerebbe schiacciare tale costruzione.




Quando si considera questo, ci sfugge, tuttavia, un dato particolarmente importante. E questo dato è che la crisi, partita nel 2008 dagli USA con l'esplosione della "bolla" dei mutui sub-prime, è si strutturale e connaturata ai movimenti ciclici del capitalismo mondiale, è si determinata dalla particolare congiuntura storica, affonda si le proprie radici nella più generale situazione energetica mondiale, ma proprio per questo e proprio grazie alla struttura e alle caratteristiche della costruzione europea, viene magistralmente sfruttata dai grandi gruppi di potere continentali e statunitensi, per sperimentare un nuovo modello sociale occidentale che presuppone una generalizzata e consistente soppressione dei diritti individuali.

Grazie alla messa al bando della democrazia rappresentativa, sfumata nelle istituzioni europee che non hanno legittimazione democratica, grazie al controllo economico e politico garantito alle istituzioni europee sui contesti nazionali attraverso i vari trattati (Fiscal compact, MES ecc.) e soprattutto la moneta unica, il ruolo, le prerogative e la sovranità dei vari stati nazionali sono stati ridotti ad un orpello ornamentale, giuridico e politico, che ha inficiato qualsiasi garanzia di controllo democratico delle dinamiche decisionali.



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Video: Il debito delle regioni spagnole

regionsPrima lo scoppio della bolla immobiliare, poi la crisi di liquidità con le banche, ora il ministero del tesoro ha scoperto una voragine nelle finanze. Tutto causato da un'eccessiva spesa. Nel 2011 diciassette regioni autonome hanno pesato per i 2 terzi del deficit e insieme rappresentano il 50% della spesa pubblica. La Catalogna che rappresenta un quarto del PIL, in questo momento è la più indebitata ed è stata una delle 8 regioni svalutate da Fitch la settimana scorsa. Di fronte ai fatti Artur Mas, presi

Crisi e grandi affari: benvenuti all’ Outlet Italia


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Crisi e grandi affari: benvenuti all' Outlet Italia



- Peppe Meola - Cosa può succedere quando Moody's, S&P e Fitch lanciano le loro pagelline: (se) "non formati correttamente, i giudizi di rating sui debiti sovrani possono costituire fonte di discredito, alimentare la confusione e influenzare negativamente i protagonisti della finanza pubblica a tutti i livelli, quindi anche a livello europeo" In questa maniera, i rating hanno causato: "una riduzione della spesa pubblica, [...]


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Grecia: le Fotografie della Fame. Non fatevi nessuna Illusione: presto in Italia.

Presto...... Molto presto!!!!  (z)

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Grecia: le Fotografie della Fame. Non fatevi nessuna Illusione: presto in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.


 


banchetto veneziano Grecia: le Fotografie della Fame. Non fatevi nessuna Illusione: presto in Italia.

Banchetto veneziano


                Una Collettività in cui i Candidati alle cariche pubbliche  devono rincorre il consenso popolare facendo promesse non mantenibili per cercare di ottenere una maggioranza di governo si mette invariabilmente sulla strada di una spesa pubblica sempre più crescente ed incontrollata. Al deficit consegue un innalzamento del debito pubblico, che aumenta fuori da ogni possibile controllo, e che alla fine diventa non più a lungo gestibile.


                Esaurite le risorse e persa ogni credibilità, il sistema implode. A quel punto tutto è perduto, e, diciamolo francamente, da sprovvidi.


                La conseguenza dell'interventismo dello stato in economia ha un unico sbocco finale: la fame. Quella vera.


                Lo abbiamo constatato con l'implosione del comunismo nell'ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ed adesso lo constatiamo nuovamente con la morte della "società dei diritti" europea.


                EccoVi un reportage fotografico dalla Grecia.


                Siamo perfettamente consci che la parte finale del titolo del post «presto in Italia» indignerà un buon numero di persone, che hanno una fede incrollabile nella vittoria finale,...



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Euro: i tre giorni del condor


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Euro: i tre giorni del condor

Dopo il venerdì del Quadrangolare di Roma e del 'derby dello spread' di Danzica, non crediate che abbiamo esaurito le metafore calcistiche né i richiami cinematografici, verso le battute cruciali (e quasi coincidenti) della 'crisi dell'euro' e degli Europei. Fronte football, ci aspettano ancora titoli tipo 'comunque vada, vince l'euro', se mai l'Italia dovesse eliminare l'Inghilterra, l'unica intrusa restante – l'altra, negli otto, era la Repubblica Ceca – nel dominio calcistico continentale dell'eurozona. E i 'derby dello spread' si possono ripetere in semifinale (Italia-Germania) e in finale, se mai ci arrivassero Spagna e Germania (e pure il Portogallo si presta). Se invece la finale fosse Germania-Francia, rieccoci al direttorio, che qualcuno pensava 'archiviato' dopo l'arrivo all'Eliseo di Hollande. Svanita, invece, con la sconfitta della Grecia, l'ipotesi di semifinali tutte Pigs.

E il cinema? Il premier Monti ci ha quasi copiato 'i dieci giorni che sconvolsero il Mondo', con quei suoi 'dieci giorni decisivi per l'euro'. Ma man mano che i giorni passano, e nonostante il Quadrangolare di Roma abbia portato segnali positivi, ci aspettiamo che l'avvicinamento al Vertice della Crescita passi attraverso i 'tre giorni dell'euro', invece che del condor, nell'attesa di ritrovarci, dopo il Vertice, con l'ansia del 'buio oltre la siepe', perché tra la conclusione dei lavori e il giudizio dei mercati passeranno le 48 ore del primo week-end da bollino rosso di quest'estate. Sperando che quella di lunedì 2 luglio non sia, per l'euro e per l'Ue, un' 'alba tragica' alla Jean Gabin di un catastrofico 'the day after'.

Calcio e politica non s'intrecciano solo nei titoli dei giornali. Il Quadrangolare fra i Grandi dell'Euro, organizzato dal premier italiano Mario Monti, ha avuto tempi stretti e niente supplementari, e tanto meno 'rigori' – almeno questa volta -, perché proprio la cancelliera Merkel deve arrivare a Danzica per la partita. Lì, era previsto un bilaterale in tribuna con Samaras: saltato, perché un distacco della retina costringe ad Atene il neo-premier greco. Meglio così, forse, perché il tifo obnubila e la passione, sia pure sportiva, non rende concilianti. E poi di Samaras la Grecia ne aveva già uno in campo (e ha pure segnato): bastava e avanzava.

A Roma, invece, si è vissuto, per un giorno, in un'atmosfera intensamente europea. Non fosse per il caldo estivo, mentre allora era una primavera piovosa, verrebbe in mente il 25 marzo 1957, il giorno della firma dei Trattati istitutivi delle Comunità ...



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I pescecani dei fondi pensione


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I pescecani dei fondi pensione

il_pasto_dei_pescecani.jpg



I nostri risparmi sono traditi giorno dopo giorno. Del TFR potrebbe rimanere solo il ricordo.


Intervento di Beppe Scienza
"La previdenza integrativa andrebbe evitata. Però vi sono rimasti incastrati 5,5 milioni di italiani. Due milioni di lavoratori aderiscono ai fondi pensione negoziali dove il loro TFR è finito in modo irrimediabile (chi ha ancora il TFR se lo tenga stretto!). Ogni modifica della normativa è fondamentale per i poveracci in trappola. In questi giorni è in corso una pubblica consultazione da parte del Tesoro (ignota ai più, ndr) sul nuovo regolamento sui fondi pensione scritto su misura per l'industria parassitaria del risparmio gestito. Cosa che non stupisce, essendo stato elaborato col ministro del Lavoro. La stessa Elsa Fornero che ai tempi della sciagurata riforma del TFR del 2007 spronava ad aderire ai fondi pensione perché "Bisogna pure aver fiducia!".
Veniamo al dunque. Cosa non va nel nuovo schema? Parecchio:
- Le quote di fondi comuni sono equiparate alle azioni, titoli di stato, obbligazioni ecc. quotati
- Il 100% del patrimonio del fondo pensione può essere subappaltato a fondi comuni e simili
- Direttamente o indirettamente, il 37% del fondo può finire in titoli non quotati
- Il 20% può essere messo in fondi speculativi (hedge) o chiusi
Nella relazione introduttiva è detto "dovrà essere prevalente l'investimento in strumenti negoziati nei mercati regolamentati", in parole povere in titoli quotati o simili. Sarebbe qualcosa, se non fosse calpestata dall'art. 5 comma 1 dello schema di regolamento. Scopriamo che i fondi comuni e simili, ovvero gli Organismi d'Investimento Collettivo del Risparmio, OICR, si considerano strumenti finanziari negoziati nei mercati regolamentati. Siamo pazzi?
Un OICR è un fondo comune, o una Sicav, dove il gestore può fare...



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Libertà economica e ordine sociale


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Libertà economica e ordine sociale


Molti di noi, e tutti noi per la maggior parte del tempo, abbiamo a che fare con l'economia di mercato, una tipologia definita di ordine economico, una sorta di "tecnica economica" opposta alla "tecnica" socialista. Da questo punto di vista è significativo che noi chiamiamo il suo principio costitutivo "meccanismo dei prezzi". Qui ci muoviamo nel mondo dei prezzi, dei mercati, della domanda e dell'offerta, della concorrenza, dei salari, dei tassi d'interesse, dei tassi di cambio e tutto il resto.


Questo è, ovviamente, giusto e corretto, seppure con i suoi limiti; c'è appunto il grande pericolo di trascurare un importante dato di fatto: l'economia di mercato, come ordine economico, deve essere correlata ad una certa struttura sociale, e a un clima mentale definito che sia appropriato.


Il successo dell'economia di mercato ovunque sia stata restaurata nel nostro tempo – più vistosamente nella parte occidentale della Germania – ha portato, anche in alcuni circoli socialisti, a ritenere che essa sia solo uno strumento tecnico in grado di essere integrato in una società che, in tutti i suoi altri aspetti, fosse socialista.


In questa visione l'economia di mercato appare quindi come parte di un sistema globale sociale e politico che, nella sua concezione, è un macchinario colossale altamente centralizzato. In questo senso, c'è sempre stato un po' di mercato anche nel sistema Sovietico, ma siamo tutti consapevoli che questo settore sia un semplice gadget, un dispositivo tecnico, non un qualcosa di vivente. Perché? Perché l'economia di mercato come campo di libertà, spontaneità e la libera coordinazione non possono prosperare in un sistema sociale che è l'esatto contrario.


Questo ci porta alla mia prima tesi principale: l'economia di mercato si basa su due pilastri essenziali, non su uno solo. Si presuppone non solo la libertà dei prezzi e della concorrenza (le cui virtù vengono oggi riconosciute a malincuore dai nuovi adepti socialisti dell'economia di mercato), ma poggia anche sull'istituzione della proprietà privata. Questa deve essere reale: deve comprendere tutti i diritti della libera disponibilità, senza la quale – come già accaduto nella Germania nazionalsocialista e oggi in Norvegia – diventa un guscio giuridico vuoto. A questi diritti deve essere aggiunto il diritto di lasciare in eredità la proprietà.


La proprietà in una società libera ha una doppia funzione. Significa non solo che la sfera individuale della decisione e della responsabilità risulta, come abbiamo imparato in quant...



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LO STATO, VISTO DA SINISTRA, DA DESTRA E DA UN LIBERTARIO


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LO STATO, VISTO DA SINISTRA, DA DESTRA E DA UN LIBERTARIO

DI REDAZIONE




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Minetti pornostar: se il problema è crederci


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Minetti pornostar: se il problema è crederci

Mercoledì scorso ha preso a rimbalzare sui media la notizia data dal settimanale Diva e Donna che Nicole Minetti, delusa dalla politica, si sarebbe dichiarata pronta ad accettare una significativa offerta professionale: la partecipazione ad un film hard. Passano 24 ore e Nicole, dopo un primo no-comment dato a Vanity Fair, smentisce la voce, rilasciando un comunicato in cui dichiara tra le altre cose "Sto valutando con i miei legali ogni iniziativa da intraprendere contro chi vuole distruggere la mia figura di donna e il ruolo di politico che ricopro con impegno e orgoglio da sempre".

Mi rendo conto che nel momento in cui l'Europa rischia seriamente di andare a ramengo, parlare degli "appetiti" – economici  o di altra natura – di Nicole Minetti appare al solito piuttosto superfluo.



E tuttavia, per come la vedo io, il solo fatto che possa risultare tutto sommato credibile la storia di una consigliera regionale che decida di 'mettersi a nudo' accettando l'offerta di partecipare ad un film hard può...



[[Se vuoi continuare a leggere clicca sul titolo del post]].


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Berlusconi non arriva a fine mese: "spendo 100 milioni l'anno, troppi. Devo tagliare"


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Berlusconi non arriva a fine mese: "spendo 100 milioni l'anno, troppi. Devo tagliare"

"Devo tagliare, non me lo posso più permettere, prima avevo 11 palazzi, ora solo uno, se prima le mie azioni valevano 11, ora valgono uno".  Un Silvio Berlusconi molto preoccupato per le troppe "spese personali". Circa 100 milioni di euro l'anno così suddivise: 








25 milioni di euro l'anno per mantenere le ville (ora quella di Antigua è in vendita - così come lo yacht di famiglia - ma ne ha acquistata un'altra in Sardegna: "era un'occasione"); 






12 milioni l'anno per la ex moglie, assegno da 1 milione al mese, che vorrebbe ridurre; 



41 milioni l'anno circa da suddividersi tra spese per i quotidiani di famiglia, a partire da Il Giornale, spese per il Milan, prestiti concessi ad amici e conoscenti; 



20 milioni di euro l'anno per il Pdl. 



Più di un milione l'anno per il mantenimento delle ragazze che hanno avuto "la vita rovinata dai Pm": assegno da 2.500 euro al mese. Le olgettine sono circa una quarantina. 






Gli ulteriori dettagli sulla spending review di casa Silvio B. le trovi...



[[Se vuoi continuare a leggere clicca sul titolo del post]].


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Napolitano, il garante della casta


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Napolitano, il garante della casta

di Daniela Gaudenzi -     L'ultimo capitolo della vicenda agghiacciante sulla trattativa o meglio sulle trattative tra Stato e Cosa Nostra registra l'irruzione, con un intervento senza precedenti nella storia repubblicana del presidente Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica, mentre si accumulano i verbali delle rassicurazioni indirette, tramite il consigliere giuridico-suggeritore Loris D'Ambrosio, ma pare [...]


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L’avvocato di Lusi: “saltati gli accordi politici”. Come, prego?


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L'avvocato di Lusi: "saltati gli accordi politici". Come, prego?

- Luigi Bruschi - A proposito delle affermazioni di Luigi Lusi che mi hanno provocato reazioni allergiche, scrivevo ieri che una delle dichiarazioni più urticanti rese dopo l'autorizzazione all'arresto del Senato era stata la seguente: "Faremo i conti. Ai magistrati non ho detto tutto quello che volevo dire. Ci sono ancora approfondimenti da fare. E ora, data l'evidenza, sono [...]


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LE TASSE SONO UNA COSA BELLISSIMA TORNA IN SCENA AD OTTOBRE A MILANO


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LE TASSE SONO UNA COSA BELLISSIMA TORNA IN SCENA AD OTTOBRE A MILANO

DI REDAZIONE


Torna in scena a Milano lo spettacolo LE TASSE SONO UNA COSA BELLISSIMA (Così ci dicono).


Andrà in scena, presso il TEATRO DELLA MEMORIA, nei giorni di venerdì, sabato e domenica 12, 13, 14 ottobre. 


Musica, riflessioni e tanta comicità insieme a Leonardo Facco, Massimo Pongolini (Pongo), Stephanie Lewis, per spiegare perchè le  tasse non sono poi così belle e non servono a quel che dicono, anzi  TASSE SONO UN FURTO e non pagarle è legittima difesa. Tutto ha inizio con la frasedi Tommaso Padoa Schioppa, che definì le tasse "una cosa bellissima". Da qui, Facco parte per dimostrare che la tassazione è sinonimo di coercizione e furto su scala gigantsca, che i servizi che fornisce lo Stato sono un alibi e che a guadagnarci è sempre la casta. Pongo, con una serie di gag e interpretazioni, rende le due ore di spettacolo leggere, divertenti, da sbellicarsi in certe sue parti. Ospite d'onore in scena Giorgio Fidenato, l'imprenditore che sta combattendo contro il sostituto d'imposta.


Rispetto aalle rappresentazioni del passato, lo spettacolo sarà aggiornato e non si dimenticherà l'attualità, dove Monti, il primo ministro, e Befera, direttore di Equitalia, si ritagliano un ruolo da protagonisti nel paese in decadenza e in piena crisi.


IL TRAILER



GALLERIA FOTOGRAFICA







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L'Economia e la Politica del Mio Lavoro


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L'Economia e la Politica del Mio Lavoro

«Il giardino dell'Eden è una cosa lontana nel passato tuttavia qualcuno (sì, persino qualche economista) occasionalmente pensa e agisce come se i beni economici potessero arrivare senza costo allegato. Milton Friedman è un economista che ha avvertito ripetutamente, tuttavia, che "non esiste una cosa come un pasto gratis!" Ogni programma "qualcosa in cambio di niente" e la maggior parte dei piani "diventa ricco velocemente" possiedono qualche elemento di questa fallacia. Non si ammettono errori su questo: se l'economia è implicata, qualcuno paga!
Qui una nota importante riguarda la spesa pubblica. Il buon economista capisce che il governo, per natura, non può dare altro di ciò che prima ha preso. Un parco "gratis" per Midland nel Michigan è in realtà un parco pagato da milioni di contribuenti americani (Midlandesi compresi). Un mio amico una volta mi ha detto che tutto ciò che c'è da sapere sull'economia è "quanto costerà e chi lo pagherà?" Queste poche parole contengono un prezioso consiglio per l'economista: non essere superficiale nel tuo pensiero!» -- Lawrence W. Reed
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di Ludwig von Mises


[Originalmente pubblicato in The Freeman, Maggio 1958, questo articolo è incluso in Free Market Economics: A Basic Reader, redatto da Bettina Bien Greaves.]


Ne consegue che un datore di lavoro non può pagare di più un dipendente rispetto all'equivalente del valore del lavoro che quest'ultimo, secondo il giudizio del consumatore, aggiunge alla merce. (Questo è il motivo per cui la star del cinema guadagna molto di più della serva.) Se lo pagasse di più, non recup...


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Grecia: le Fotografie della Fame. Non fatevi nessuna Illusione: presto in Italia.


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Grecia: le Fotografie della Fame. Non fatevi nessuna Illusione: presto in Italia.

Giuseppe Sandro Mela.


 


banchetto veneziano Grecia: le Fotografie della Fame. Non fatevi nessuna Illusione: presto in Italia.

Banchetto veneziano


                Una Collettività in cui i Candidati alle cariche pubbliche  devono rincorre il consenso popolare facendo promesse non mantenibili per cercare di ottenere una maggioranza di governo si mette invariabilmente sulla strada di una spesa pubblica sempre più crescente ed incontrollata. Al deficit consegue un innalzamento del debito pubblico, che aumenta fuori da ogni possibile controllo, e che alla fine diventa non più a lungo gestibile.


                Esaurite le risorse e persa ogni credibilità, il sistema implode. A quel punto tutto è perduto, e, diciamolo francamente, da sprovvidi.


                La conseguenza dell'interventismo dello stato in economia ha un unico sbocco finale: la fame. Quella vera.


                Lo abbiamo constatato con l'implosione del comunismo nell'ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ed adesso lo constatiamo nuovamente con la morte della "società dei diritti" europea.


                EccoVi un reportage fotografico dalla Grecia.


                Siamo perfettamente consci che la parte finale del titolo del post «presto in Italia» indignerà un buon numero di persone, che hanno una fede incrollabile nella vittoria finale,...



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Alla fine vedrete che ci faranno rimpiangere anche la “culona”


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Alla fine vedrete che ci faranno rimpiangere anche la "culona"

di MATTEO CORSINI


"L'unione economica e finanziaria europea deve essere accompagnata da un'unione sociale. Questa unione sociale deve essere basata su una serie di valori che sostengano con forza i diritti di base, come già definito nella Carta europea dei diritti fondamentali. Questi non possono essere subordinati alla libertà di mercato di un singolo Stato europeo, ma devono avere sempre la priorità. Questo principio dovrebbe essere espressamente stabilito nella legislazione europea principale mediante una clausola vincolante di progresso sociale. In tutta Europa dovrebbero essere pagati gli stessi salari e dovrebbero essere applicate le stesse condizioni di lavoro alla stesso tipo di lavoro nello stesso posto. Non dovrebbe esistere né il dumping sociale né quello salariale."


Questa è la posizione di S. Gabriel, F-W. Steinmeier, P. Steinbruck, ovvero del partito socialdemocratico tedesco, espressa in una sorta di articolo-manifesto firmato da alcuni esponenti di vertice; non ho messo anche i progetti di solidarietà tra Stati e mutualizzazione del debito, oltre all'invocazione di non meglio specificate politiche per la crescita e l'occupazione che tanto piacciono agli europeisti acritici di casa nostra.


Tutti coloro che si lamentano, magari non completamente a torto, della politica di Frau Merkel, dovrebbero leggere con attenzione l'idea socialdemocratica di unione sociale. Qualcuno potrebbe condividerla in toto, ma coloro che in Italia si spacciano per liberali e infarciscono i loro discorsi con la parola "libertà" credo dovrebbero riflettere prima di entusiasmarsi – come stanno facendo da qualche tempo – per le proposte avanzate dai socialisti francesi e tedeschi. In sostanza, l'unione sociale suona molto come unione socialista, nell'accezione sovietica del termine. I dettami dell'unione sarebbero sempre e comunque sovraordinati alle norme nazionali (come già in parte avviene) in misura molto più pervasiva rispetto a oggi, tanto da imporre una "clausola vincolante di progresso sociale". Si tratterebbe, ovviamente, del progresso secondo l'idea di questi pianificatori della vita di tutti.


Le differenze naturali e attitudinali (forse anche caratteriali?) tra individui verrebbero cancellate per legge, in nome della lotta al dumping sociale o salariale. Lo stesso lavoro dovrebbe essere pagato in modo identico in tutta Europa, a prescindere da qualsivoglia considerazione sulla qualità dello stesso, sulla produttività di chi lo svolge e dal contesto in cui opera. Lo stesso dovrebbe valere per la spesa pubblica e l'im...



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Più tasse e meno tagli: così i governi (non) risanano l’Italia


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Più tasse e meno tagli: così i governi (non) risanano l'Italia

L'analisi della Cgia su Monti e Berlusconi




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Connessioni: La crisi


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Connessioni: La crisi


La crisi


le dinamiche e le passioni che agitano il presente… e il futuro…….


di redazione di Connessioni


 

"In Italia, dove la produzione capitalistica si sviluppa prima che altrove, anche il dissolvimento dei rapporti di servitù della gleba ha luogo prima che altrove. Quivi il servo della gleba viene emancipato prima di essersi assicurato un diritto di usucapione sulla terra. Quindi la sua emancipazione lo trasforma subito in proletario eslege, che per di più trova pronti i nuovi padroni nelle città, tramandate nella maggior parte fin dall'età romana. Quando la rivoluzione del mercato mondiale dopo la fine del secolo XV distrusse la supremazia commerciale dell'Italia settentrionale, sorse un movimento in direzione opposta. Gli operai delle città furono spinti in massa nelle campagne e vi dettero un impulso mai veduto alla piccola coltura, condotta sul tipo dell'orticoltura". Karl Marx, Il Capitale



Partiamo con questa pedante citazione, perché riteniamo importante analizzare la crisi, rompendo fin da subito un tabù, che spesso aleggia nella sinistra rispetto ad un presunto ritardo nel modello di produzione capitalistico in Italia. Questo ha fatto si che ancora oggi  in Italia si analizzi la crisi considerando determinate organizzazioni sociali come retaggio del passato e non come elementi strutturali e integrati nell'economia politica presente. Pensiamo ad esempio alla valutazione dell'economia criminale (mafia, camorra, 'ndrangheta), considerata elemento parassitario rispetto ad una economia produttiva sana, valutazione che non coglie il livello di integrazione tra questi elementi.





Ci interessa partire da questo punto perché c'è il tentativo di introdurre una simile apparente contraddizione tra finanza e produzione da parte dei paladini dell'economia politica di sinistra.





Nel dopo guerra il sistema industriale italiano trovò la sua linea di sviluppo nella produzione di beni di consumo durevole, in particolare automobili ed elettrodomestici a basso costo e beni di investimento per industria ed edilizia.



L'industria è stata largamente sostenuta da investimenti pubblici. Dopo gli anni 50 si è  assistito ad un boom delle esportazioni accelerato dalla costituzione dell'unione doganale con gli altri Paesi europei, il MCE (Mercato Comune Europeo),  e dall'espandersi  della domanda interna di quegli stessi beni.



Il processo di crisi, a partire dalla metà degli anni '70, portò all'interruzione di quel meccanismo di crescita avviato nel dop...


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I grandi della terra ovvero venti uomini a zonzo.

I summit mondiali ed europei hanno ormai la frequenza dei ponti festivi italiani, almeno uno al mese. Se non hanno niente da fare, curino il prato delle loro illustri magioni, se hanno da fare, facciano. Invece no, questi passano quasi tutto il tempo a preparare documenti che gli altri dovrebbero prendere per buoni e prenotano incontri con quelli che gli possono dare una mano. Ora, dico io, se devono parlare di cose urgenti o importanti, basterebbe che si telefonassero o si vedessero in teleconferenza.

Le vacanze? Le fa meno di un italiano su due


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Le vacanze? Le fa meno di un italiano su due

L'indagine di Federalberghi





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L’EURO NON SI TOCCA. Parola di banksters


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L'EURO NON SI TOCCA. Parola di banksters


50 anni fa, una pioggia di manifestini invase il cielo di Roma. Vi era scritta una domanda: Che cos'è il mamré?". Il mamré, e cioè il primo titolo di debito (obbligazione) scritto emerso dalla storia. 40 anni fa, uno dei promotori di quel gesto, nel frattempo diventato docente di Diritto alla Sapienza, Giacinto Auriti, completò la sua ricerca sulle origini delle obbligazioni e dei titoli di credito/debito focalizzando il ruolo della Banca d'Inghilterra come ente privato che utilizzava il denaro pubblico a tutela delle attività speculative delle società mercantili di "assicurazione", e "riassicurazione". 30 anni fa, dopo un settennato di lucida volontà di indipendenza (creazione dello Sme, dello scudo – moneta virtuale emessa dalle banche nazionali – e programmazione di un Fondo monetario europeo indipendente dal Fmi), due statisti europei, Schmidt e Giscard d'Estaing, escono di scena. 20 anni fa, firmati gli jugulatorii "trattati di Maastricht", iniziava la predazione Fmi-Bce di ogni sovranità nazionale, economica e monetaria. 10 anni fa, l'avvento dell'euro e l'esproprio delle politiche monetarie, economiche e produttive degli Stati nazionali, aprì totalmente le porte della cosiddetta "unione europea" ai raid devastatori della grande finanza internazionale. Oggi siamo governati da un'oligarchia "spectre" di banchieri d'affari e di multinazionali: di Signori del denaro che trattano i popoli come animali da soma da tassare, affamare e poi strangolare sempre un pò di più per aumentare profitti e dividendi. Ma energie nuove emergono, viene ovunque denunciato il giogo di un euro moneta-puntello del dollaro. Il velo che copre la tirannia si è lacerato.


da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA



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Roma, prove tecniche di Unione delle Repubbliche Socialiste Europee


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Roma, prove tecniche di Unione delle Repubbliche Socialiste Europee

di STEFANO MAGNI


Ci siamo mai chiesti che cosa vogliono realmente dire i mantra ripetuti ad ogni vertice dai leader europei? Chiediamocelo, perché anche nell'ultimo summit fra François Hollande, Angela Merkel, Mario Monti e Mariano Rajoy (Francia, Germania, Italia, Spagna) sono stati ripetuti tutti ancora una volta.


Dice il premier italiano: "La crescita non può avere una base di solidità se non nella disciplina di bilancio e la disciplina bilancio non è sostenibile nel lungo periodo se non ci sono condizioni sufficienti di crescita e di sviluppo dell'occupazione". A prima vista sembrerebbe un ragionamento circolare. E a ben vedere: è un ragionamento circolare! Quindi ha ben poco senso. Vediamo perché. Per "disciplina di bilancio" si intende la tendenza verso il pareggio. E' indisciplinato quel Paese che spende troppo e si indebita eccessivamente, rispetto a quello che riesce a prendere ai suoi cittadini per mezzo delle tasse. Una crescita economica di lungo periodo, obiettivamente, è impensabile quando uno Stato registra nei suoi conti un debito pubblico pari al 165% del Pil (come in Grecia) o al 120% (come in Italia), perché, prima o poi, in questa generazione o nella successiva, il debito lo si deve pagare.


I cittadini italiani, già tassati al di sopra del 50% dei loro guadagni, devono aggiungere una fetta del debito pubblico da pagare. Ed è un debito trasmissibile anche ai nostri figli, quindi particolarmente odioso. Non si può pensare di crescere con un simile fardello sulle spalle. Ma, secondo Monti, la disciplina di bilancio è insostenibile se "non ci sono condizioni sufficienti di crescita e di sviluppo dell'occupazione". Per "crescita", Monti e gli altri tre leader europei, intendono una cosa soltanto: maggior spesa pubblica per creare (coi soldi del contribuente) le "condizioni" per dare posti di lavoro. I quattro leader pensano a un pacchetto di 130 (l'1% del Pil europeo) miliardi di euro da spendere in tutta l'eurozona per il rilancio dell'economia.


Rispunta anche l'idea di emettere "eurobond", caldeggiata sia da Monti che da Hollande. La logica degli "eurobond" non può che esser questa: se gli Stati membri si indebitano troppo, sarà l'Ue stessa a indebitarsi, per disporre delle risorse necessarie a pagare i debiti dei singoli Stati. Logico, no? E saranno introdotte anche nuove tasse (come se non ce ne fossero abbastanza): tutti e quattro i leader europei si sono detti d'accordo, almeno sul principio, di introdurre la nuova "tobin tax" sulle transazioni finanziarie. Cosa che ridurrà (di...



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La schiavità del debito pubblico è stata inventata di recente


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La schiavità del debito pubblico è stata inventata di recente

L'idea che lo stato si debba indebitare con moneta che lui stesso crea e poi milioni di contribuenti debbano essere tosati per pagare gli interessi del Debito Pubblico ecc... è stata inventata di rece ...


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ROMA 22.6.2012 : DILETTANTI ALLO SBARAGLIO


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ROMA 22.6.2012 : DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

Le trovate e gli illusionismi dei 5 burosauri eurocrati in agonia. 90 secondi !!! ma sdraiatevi prima per terra e tenete a portata di mano un defibrillatore accesso. Have a big funny


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Salvatore Borsellino attacca: "Napolitano ostacola la verità"


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Salvatore Borsellino attacca: "Napolitano ostacola la verità"

napoimpeachdi Lorenzo Lamperti - affariitaliani.libero.it.


Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso a Palermo 20 anni fa, in un'intervista esclusiva ad Affaritaliani.it dice la sua sulla trattativa Stato-mafia: "Mancino svolse un ruolo".


E attacca il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:


"Credo si sia messo di traverso sulla strada della verità, in una vicenda che rappresenta il peccato originale della Seconda Repubblica. 


Senza una soluzione di questa storia, la nostra repubblica non sarà mai democratica, ma fondata sul sangue di quelle stragi".



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Il politico Monti gioca al risiko e i cittadini aspettano il botto finale


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Il politico Monti gioca al risiko e i cittadini aspettano il botto finale

di FABRIZIO DAL COL


Ieri il vertice a quattro a Roma , tra il premier Monti, il presidente francese Hollande, la cancelliera tedesca Merkel e il premier spagnolo Rajoy, in un confronto sul salvataggio dell'euro e l'uso del Fondo salvastati, in vista del vertice del 28-29 a Bruxelles. Il premier italiano ha già lanciato l'allarme circa la sopravvivenza dell'Europa nel caso il Consiglio Europeo decidesse di approvare provvedimenti deboli rispetto alla crisi, perché si avrebbe non solo un "accanimento speculativo anche verso Paesi meno deboli, come l'Italia", ma ci sarebbe la possibilità di rigetto nei confronti dell'Europa stessa, rischio che si intravede "persino nel nostro Parlamento". Queste le parole di Mario Monti intervistato dalla Stampa e da altri cinque giornali europei (Le Monde, Süddeutsche Zeitung, El Pais, The Guardian e Gazeta Wyborcza).


Al vertice di fine giugno, puntualizza Monti, servono prioritariamente due cose: "Rafforzare l'integrazione" e " un insieme di misure realizzabili ed efficaci per dare stabilità finanziaria all'Eurozona". Affinché queste due cose prioritarie possano vedere attuazione, il presidente del Consiglio si è però sbizzarrito a chiarirle con analisi e dettagli dai contenuti vuoti e privi di significato, come la necessità di una " piena unione bancaria", "gli avanzamenti per la vigilanza" la "supervisione integrata possibilmente unitaria", proseguendo con la "garanzia sui depositi " e una perla enfatizzata da parole degne della fu Democrazia cristiana come "nuovi meccanismi che siano in grado di fare ponte con i paesi che hanno adottato seriamente gli impegni delle regole comunitarie, li hanno realizzati e che tuttavia scontano una certa inerzia e diffidenza". A Roma infine il premier italiano sottolinea che "l'accordo" tra Francia e Germania "é condizione necessaria per i progressi dell'Ue", ma è anche "sempre meno una condizione sufficiente". Per l'Italia, aggiunge, "nel giro di sette mesi", in particolare dalla 'convocazione' a Cannes, "le cose sono migliorate": "Naturalmente – afferma Monti – abbiamo ancora tantissima strada da fare, ma è incoraggiante che la voce dell'Italia venga ricercata ed ascoltata".


Personalmente sono convinto che, il giochetto a cui mira Monti, sia quello di salvare l'Italia attraverso l'ottenimento di una sorta di protettorato Europeo che, se non realizzato, rischia di diventare invece un gioco molto pericoloso se non addirittura un vero e proprio "risiko". Mentre Monti si prepara a questo "doppio carpiato di coefficiente 6", la cancelliera Frau Merkel non è disposta ad arretrare dalle su...



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Bufera-Napolitano: anche lui teme la verità su Borsellino?


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Bufera-Napolitano: anche lui teme la verità su Borsellino?

«Credo che in via D'Amelio ci fosse qualcuno già pronto a prelevare la sua agenda: uccidere Paolo senza farla sparire non sarebbe servito a niente». Motivo: il 25 giugno, a meno di un mese dalla sua tragica fine, nell'ultima uscita pubblica Borsellino aveva detto di «aspettare di essere chiamato per raccontare quello che aveva scoperto su Capaci», dice il fratello Salvatore, che si schiera con Sonia Alfano: sì, Giorgio Napolitano «merita l'impeachment», per aver cercato di ostacolare le indagini sulla trattativa Stato-mafia avviata nel '92 dopo l'omicidio di Falcone. Ne parlò Massimo Ciancimino: «Mio padre fu contattato dal capitano De Donno del Ros». Claudio Martelli, allora ministro della giustizia, conferma: furono cercati contatti con Vito Ciancimino e ne fu informato Nicola Mancino, allora ministro dell'interno. Mancino però nega. E non ricorda di aver mai incontrato Borsellino, che invece riferì dell'incontro. E Napolitano? (continua…)





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