24/06/12

Dopo la vittoria dell’Italia sull’Inghilterra agli Europei


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Dopo la vittoria dell'Italia sull'Inghilterra agli Europei

Dai festeggiamenti che sento devono aver abolito l'IMU (Simone Tagliaferri su Fb)  





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La vergogna dello Stato

La vergogna dello Stato:
- Giorgio Bongiovanni - Ormai è sufficientemente provato: la trattativa c’è stata. Parti dello Stato italiano si sono vendute a Cosa Nostra, hanno negoziato, hanno sacrificato la vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino in perfetta linea di continuità con una gestione del potere che dalla strage di Portella della Ginestra in poi non è [...]

Gran Bretagna: Cameron pronto a cancellare sussidi per alloggio giovani

Gran Bretagna: Cameron pronto a cancellare sussidi per alloggio giovani:

(Pubblicato il Sun, 24 Jun 2012 18:04:00 GMT)

Bri, grandi banche tornano speculare

Bri, grandi banche tornano speculare: Serve stretta regole su rischi a bilanci pubblici e bonus

Ue, su unione bancaria progressi rapidi

Ue, su unione bancaria progressi rapidi: Presidente consiglio europeo svelera' proprio piano martedi'

La morte delle banche – ed il futuro del denaro

La morte delle banche – ed il futuro del denaro:
Bitcoin ha compiuto da poco il suo terzo anno di età, e benchè il protocollo che lo definisce, cioè la descrizione precisa di come funziona è ormai ben definito, il software che lo implementa è ancora in una fase poco più che embrionale.
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DIPENDENTI PUBBLICI GRECI: ASSUNTI 70000

DIPENDENTI PUBBLICI GRECI: ASSUNTI 70000: La Grecia assume 70000 dipendenti pubblici (http://www.agi.it/economia/notizie/201206241610-eco-rt10043-grecia_viola_accordi_in_2_anni_70mila_assunzioni_nel_pubblico).

La Grecia non rispetta i patti con l'Europa perché sa bene che una nuova ristrutturazione del debito non sarebbe sopportata dai suoi cittadini. Si potrebbe rischiare la rivolta sociale.

L'aumento dell'occupazione, inoltre, non è un male; chi lavora può spendere e contribuire al miglioramento dell'economia, mentre chi non lavora è un peso per la società.

Vorremmo capire, infine, come si fa a garantire sicurezza senza assunzione nelle forze dell'ordine, migliori cure sanitarie senza assunzioni nella sanità e migliori servizi per i turisti senza assunzioni nei beni culturali.

Le guerre di religione nel Pd

Le guerre di religione nel Pd:
Più passano i giorni, più questo 2012 assomiglia parecchio al 2008. Matteo Renzi che gioca al «mi si nota di più», mi candido o non mi candido, ma in realtà ha già deciso cosa fare da grande, Renzi che critica i gruppi dirigenti ritenendoli inadeguati. Anche nel 2008 accadde lo stesso. Passò un paio di mesi così, facendo intendere che prima o poi avrebbe deciso; accelerava, poi rallentava, poi di nuovo accelerava, teneva tutti sulla corda. Giornalisti, avversari. Si parlava, comunque di lui. Poi affittò il Palacongressi e disse: gente eccomi, ci sono.
Più passano i giorni, più questo 2012 assomiglia parecchio al 2008. Renzi che scalpita, la nomenclatura del Pd che lo attacca, gli dice di stare al suo posto, di mettersi in fila, di non fare troppo lo spaccone, di non candidarsi e pensare di fare il sindaco. A Firenze gli dissero «non ti candidare, fatti un altro giro in Provincia». Da Roma arrivarono le disposizioni sulle primarie, di coalizione e aperte pure quelle, tanto che i candidati del Pd erano quattro e c’era un candidato della sinistra. Poi s’inventarono, a gara in corso, quella regola del quaranta per cento, la soglia da raggiungere per evitare il ballottaggio, e apparve evidente il tentativo della segreteria, guidata da Veltroni, di creargli qualche impiccio. Alla fine vinse lui, superando la soglia di poco, e improvvisamente un’intera classe dirigente fiorentina, che aveva prosperato per decenni, sparì.
Solo che sono passati quasi quattro anni da quell’autunno-inverno 2008, e nel frattempo è successo di tutto, nel Pd, nel centrodestra, nel Paese. Ma nonostante sia appunto successo di tutto, compresa la caduta di Berlusconi e l’arrivo di Monti, per un inarrestabile istinto all’autoconservazione e alla riedizione della storia, magari sotto altre forme, di cose già viste, siamo di nuovo daccapo. Un rinnovatissimo sentimento antipartitico che ora trova pieno sfogo in Beppe Grillo e una nuova, nascente, guerra di religione, dopo quella durata per 17 anni. Dopo aver accantonato (anche se non del tutto), per naturale consunzione del contesto politico, la contrapposizione fra berlusconiani e antiberlusconiani, adesso se ne vorrebbe introdurre un’altra. Qualcuno si sente orfano di Berlusconi, e ora vorrebbe trasformare tutti in renziani e antirenziani.
Il sindaco di Firenze ha le sue responsabilità: in questi anni ha alimentato lo scontro, perché la polarizzazione aiuta a vincere le battaglie politiche, se non altro quelle interne, anche se ieri ha saggiamente evitato polemiche. Ma le frasi dell’altro giorno del responsabile economico del Pd Stefano Fassina («Io a differenza sua ho avuto una lunga esperienza professionale fuori dalla politica. Lui è un ex portaborse, diventato poi sindaco di Firenze per miracolo, per le divisioni interne al Pd fiorentino») sono solo viscere e curva sud. Tenuta presente, invece, la bravura di Bersani nell’evitare finora il clima da veleni-e-guerra civile, è sempre stato questo uno dei problemi del Pd quando ha scelto la via della demonizzazione: il tutti contro uno. Ma questo è proprio il terreno su cui Renzi sa giocare meglio. Più il partito lo demonizza, più lo rende simpatico anche a chi nel migliore dei mondi possibile non lo voterebbe.
(Aggiungo che tocca pure ai duellanti inventarsi qualcosa affinché lo scontro non degeneri, preservandolo dalle tifoserie). Di tutto c’è bisogno adesso fuorché nuove scissioni, una parolina che a sinistra piace, come la storia insegna, davvero troppo).

La crisi imperversa: boom di sfratti nel 2011

La crisi imperversa: boom di sfratti nel 2011: Sempre la crisi protagonista. Nel 2011 sono state sfrattate ben 56 mila famiglie nella nostra Penisola, tutte morose. Il dato è del ministero degli Interni ma ancora incompleto, è in linea con la situazione del 2010 ma in cinque anni, cioè da prima della crisi a oggi, gli sfratti per morosità sono aumentati del 64%, nel 2006 si attestavano a 33.893. Gravi le difficoltà di arrivare a fine mese e quindi onorare il canone riguardante l' 87% dei casi. Soltanto 832 i provvedimenti di sfratto emessi per necessità del locatore e 7.471 per finita locazione su i 63.846 complessivi. Le richieste di esecuzione presentate all' Ufficiale giudiziario sono state 123.914, mentre gli sfratti eseguiti 28.641. In cima alla classifica appaiono Roma e Torino:  
GLI SFRATTI PER MOROSITÀ NELLE CITTÀ ROMA 4.678 TORINO 2.523 NAPOLI 1.557 MILANO 1.115 PALERMO 941 GENOVA 797 VICENZA 751 BOLOGNA 600 BRESCIA 590 FIRENZE 565  

Energia solare: il fotovoltaico diventa... parabolico

Energia solare: il fotovoltaico diventa... parabolico:
Global-Solar-Consumption-in-TWh-2001-2011.png
Gregor.us, un gran bel blog americano su petrolio ed energia, ha appena pubblicato un grafico su cui invita a soprendersi. La notizia è che il fotovoltaico mondiale è appena diventato... parabolico: in uno solo anno, 2010-2011, la generazione energetica da solare è quasi raddoppiata, raggiungendo i 55,7 TWh.
Con buona pace di chi ritiene ancora il fotovoltaico una robetta marginale e costosa, la curva preannuncia che si raggiungeranno i 2200 TWh, ossia il 10% della produzione energetica mondiale, appena nel 2018. Dietro l'angolo.
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QUESTA NON E’ UNA CRISI, MA LA FINE DEL MONDO!


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QUESTA NON E' UNA CRISI, MA LA FINE DEL MONDO!

La gente in mancanza di risorse, sta riducendo i consumi all'essenziale e, parallelamente, prende coscienza dell'inutilità e inefficacia di tutti quei beni che acquistava meccanicamente al mercato del Grande Malfattore, in virtù di un sistematico lavaggio del cervello indotto dalla propaganda di regime. "E tu che lavori per produrli, li devi anche acquistare – altrimenti la fabbrica chiude e tu vai a spasso".


Le varie ricette e strategie, che i cervelloni dell'economia e della politica mettono in campo, immaginando di contrastare gli effetti di quella che persistono a definire, una "crisi", non sono che un mucchio di fesserie prodotte da menti malate prive del più remoto senso della realtà. Quelle poche persone, ancora oggi, dotate di buon senso, di logica e di consapevolezza e in grado di interpretare gli avvenimenti, concordano con la tesi che non si tratta di una comune crisi fisiologica ad un meccanismo perfettibile, ma l'apice di un Sistema che si è trovato a sbattere il testa contro il muro di una realtà volutamente rimossa – un sistema che si riteneva invulnerabile e refrattario ad ogni pericolo esterno ed interno ad esso e che oggi, nonostante il fallimento evidente e conclamato, persiste in maniera diabolica a decantare gli straordinari risultati e benefici prodotti, rigettando ogni accusa e negando l'evidenza dei fatti e degli effetti catastrofici sulla società. Ergo, definire tutto questo "UNA CRISI" é un maldestro esercizio di contraffazione. Ciò che sta accadendo, in verità, è la fine di un sistema, la fine di un'epoca: la fine del mondo.



Oggi il Sistema è saturo; bloccato. Ogni tentativo di rianimarlo, immettendo sul mercato nuova mercanzia, non fa che peggiorare il suo stato. Sarebbe come se un medico, per curare una pericolosa indigestione, costringesse il suo paziente ad una solenne abbuffata. Il Sistema, come il paziente indigesto, in preda a crampi, conati e nausee, sarà più propenso a vomitare, per liberarsi dalla schiavitù di un disagio non più sopportabile, e dal rischio di collassare. L'indigestione, in questo caso, è simbolica di un consumismo sfrenato, selvaggio e senza regole che ha congestionato ogni settore della nostra società. Nel bisogno di espellere per liberarsi, possiamo individuare l'ineludibile necessità di fare ritorno ad un passato, regolato dall'impianto etico originario; dalla consapevolezza, dalla conoscenza e dalla ragionevolezza.


Milioni di lavoratori e di famiglie dei paesi industrializzati, per decenni sono sopravvissuti acquistando e consumando tutti quei beni che la stessa classe operaia ha concorso a produrre in totale solitudine, al chiuso di caotiche e maleodoranti fabbriche fumanti. Un perverso meccanismo (circolo vizioso), in virtù del quale, se intendi mantenere il lavoro, devi acquistare ciò che hai contribuito a produrre per assicurarti il salario o lo stipendio – risultato ultimo di una condizione delirante di moderna schiavitù a piede libero, ...



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Lusi canta: “Tutti gli investimenti per conto della corrente di Rutelli”


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Lusi canta: "Tutti gli investimenti per conto della corrente di Rutelli"

di: WSI-ANSA Pubblicato il 24 giugno 2012| Ora 06:55


Il parlamentare in galera racconta cio' che pare ovvio. 'Dal 2007 in poi patto fiduciario su miei acquisti immobiliari'. Per i magistrati "il quadro accusatorio" è uscito rafforzato dal lungo interrogatorio tenutosi a Rebibbia. Rutelli: "E' fuori di testa, finira' come Igor Marini".



Luigi Lusi: "Tutti gli investimenti immobiliari dal 2007 in poi li ho fatti per conto della corrente rutelliana. C'era un preciso patto fiduciario". Ingrandisci la foto

Luigi Lusi: "Tutti gli investimenti immobiliari dal 2007 in poi li ho fatti per conto della corrente rutelliana. C'era un preciso patto fiduciario".




"Tutti gli investimenti immobiliari dal 2007 in poi li ho fatti per conto della corrente rutelliana. C'era un preciso patto fiduciario". Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita accusato di associazione per delinquere finalizzata all'appropriazione di almeno 25 milioni di euro, aveva annunciato che quello di oggi sarebbe stato il giorno della sua verità. E quello sulla corrente rutelliana è uno dei passaggi più significativi del lungo interrogatorio, sette ore e mezzo, al quale è stato sottoposto dal gip Simonetta D'Alessandro nel carcere di Rebibbia.

Nel corso del lungo atto istruttorio, il senatore, difeso dagli avvocati Luca Petrucci e Renato Archidiacono, ha ripercorso puntualmente tutta la sua attività di tesoriere della Margherita ed ha fatto molti nomi, anche se su questi, a quan...


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Il Teatro è finito?

teatro Più o meno un mese fa ricevo la telefonata da un mio vecchio amico d’ infanzia. Rockettaro, ateo di nascita, da circa tre anni ha incontrato la fede, si è convertito e ora è parte della comunità Ciellina reggiana. MI chiede di tenere un laboratorio gratuito

Cure in Svizzera? Pagamento anticipato


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Cure in Svizzera? Pagamento anticipato

I cittadini greci dovranno passare alla cassa prima degli interventi


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ll meraviglioso mondo di Italioz


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ll meraviglioso mondo di Italioz

La speculazione brutta e cattiva che nell'immaginario collettivo porta il paese al fallimento diventa lo specchio più chiaro della tendenza nazionale a non assumersi le responsabilità, il vertice più importate che si è tenuto in Italia dall'inizio della crisi viene raccontato con toni da favola dai giornalisti, l'ex Premier si allea idealmente con un comico diventato politico e sbandiera l'uscita del paese dall'euro o magari quella della sua prima economia. Questo e altro accade nel fantastico mondo di Italioz.

Ospite in collegamento: Fabio Scacciavillani – Capo economista del Fondo di investimento sovrano dell'Oman da Bologna: "La cosa più difficile oggi non è tanto l'indirizzo da dare all'economia o la scelta da fare in politica ma l'incapacità di vasti settori dell'opinione pubblica di capire qual'è la natura del problema e volerla affrontare".



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Morigerati a nostra insaputa


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Morigerati a nostra insaputa

Siccome i carnevali ci piacciono assai, al summit di Rio de Janeiro noi ci siamo andati in tanti: la delegazione italiana era formata da 240 (non è un errore di stampa, è proprio duecentoquaranta) persone. Molti a carico dalle loro aziende, un centinaio spesati dallo Stato.

Ci doveva essere anche il premier Monti, che all'ultimo ha rinunciato. In compenso c'è andato il governatore della Lombardia Formigoni, come lui stesso ha ricordato ieri in un'esilarante conferenza stampa. Durante la quale oltre a spiegare com'è evidentemente impossibile che lui sia indagato senza esserne informato (urge lezioncina di procedura penale) ha pure confuso per la seconda volta (la prima su Twitter, ma "è stato un errore di battitura") il Brasile con il Messico, dove si svolgeva il G20: urge anche un ripassino di geografia. Ma insomma, ha spiegato il governatore, lo sbaglio è dovuto al combinato disposto di jet lag+volo disagevole: "Ho viaggiato in economy e il sedile reclinabile era rotto".

Altro stile quello dell'amico filantropo Don Verzé che raggiungeva la sua lussuosa fazenda brasiliana con il jet privato, pagato 20 milioni di euro (dal San Raffaele). Altri voli quelli offerti dal faccendiere Daccò, tipo quel famoso Milano-Parigi alla modica cifra di 8mila euro per due persone… A Rio, Formigoni aveva incontrato gli indios che protestavano (spettacolari le immagini), mentre il ministro dell'Ambiente Corrado Clini faceva parlare di sé per una dichiarazione "ecologica" al Corriere della Sera in cui si diceva disposto a ridurre "il limite delle trivellazioni da 12 a 7 miglia dalla costa".

Così avremo eleganti spiagge vista trivella, mai più senza. Da neo-ministro, nel dicembre scorso, Clini si era segnalato per una giusta dichiarazione contro l'esenzione dell'Ici per gli immobili a uso non religioso della Chiesa: "Il segno di un superamento di privilegi che non hanno più posto". E qualche mese dopo che succede? Si ritrova a capo della delegazione "monstre" che, ha scritto "Dagospia", fa impallidire la missione in Cina di Craxi e famigli. Era il 1986 quando Andreotti infiammò con una battuta le polemiche sul viaggio di amicizia del presidente del Consiglio socialista: "Vado in Cina con Craxi e i suoi cari…". Ovvero la moglie, i figli Stefania e Vittorio, la di lui fidanzata, gli amici Carlo e Marina Ripa di Meana.

Abitudine che naturalmente non sarebbe stata trascurata neppure nella Seconda Repubblica di B. con i famosi voli di Stato stracolmi di ragazze, cantanti, nani e ballerine. Poi non c'è stato più modo di mettere la crisi economica sotto il tappeto ed è arrivato il morigerato governo tecnico che però non sempre riesce a rinunciare agli apparati scenici del potere: basta vedere il numero di auto con cui si è presentato Monti (che pure ha rinunciato al com...



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Una generazione bruciata. Seguono le altre


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Una generazione bruciata. Seguono le altre

Una generazione bruciata. Seguono le altre

Ieri ho incontrato due vecchi amici. Ci siamo messi a parlare dei figli e della crisi che avvolge l'Italia. Mi hanno raccontato che il loro figlio che ora ha più di trent'anni si è messo in cooperativa con altri. Fanno pubblicità grafica e cose del genere. Mi hanno fatto capire che non guadagna quanto basterebbe per vivere. Naturalmente sono loro a soccorrerlo fino a quando potranno. Questa è la condizione della generazione dei biagizzati la legge che oramai da dieci anni ha di fatto abolito il contratto di lavoro a tempo indeterminato e l'obbligo a pagare una retribuzione dignitosa (come prescrive vanamente la Costituzione). Oggi l'ISTAT parla di 2 milioni e duecentomila precari di cui un milione di età superiore ai 35 anni. Il contratto atipico è diventato l'unica porta di ingresso nel mondo del lavoro. E' limitato ed a volte limitatissimo nel tempo e non prevede minimi salariali. E' il rapporto di lavoro che si sta espandendo dappertutto e che sta diventando maggioritario. E' stato confermato dalla riforma del mercato del lavoro. Non si tratta di una scelta fatale derivante da cambiamenti intervenuti nella produzione ma di una scelta politica per privare i lavoratori dipendenti di tutti i loro diritti. Fino a quando saranno vivi i genitori dei quarantenni precari di oggi la cosa andrà avanti. Quando moriranno i vecchi questa generazione affonderà perchè non sarà in grado di sopravvivere. Guadagna molto meno di mille euro al mese. Questa scelta di schiavizzazione accumuna tutti dal Presidente della Repubblica ai partiti ai tre maggiori sindacati italiani. Tutti ogni anno si recano a Modena in pellegrinaggio per rendere omaggio all'ispiratore di questa criminale svolta del lavoro italiano: Marco Biagi. I contratti atipici sono diffusi nella pubblica amministrazione tra i dipendenti dei parlamentari dei sindacati dei partiti delle organizzazioni datoriali. Tutta questa gente non ha alcuna voglia di abolirli. L'unica soluzione è quella proposta ai giovani (si fa per dire, moltissimi sono quarantenni!) da Mario Monicelli: "Ribellatevi!! Solo la rivolta potrà fare cambiare atteggiamento allo establiscement. Niente altro che la rivolta sarà utile per ridare il diritto alla vita ai lavoratori italiani.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2012/06/23/milione-over-34-lavoro-termine_7084430.html

Un milione gli over 34 con lavoro a termine - Economia - ANSA.it
www.ansa.it
Un milione gli over 34 con lavoro a termine, Istat: in 8 anni salgono del 44% contratti a tempo,

Sono 969 mila secondo gli ultimi dati dell'Istat i dipendenti senza posto fisso: un numero così elevato non si registrava dal primo trimestre 2004

, Economia, Ansa

A


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Accipicchia che analisi!


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Accipicchia che analisi!

Mentre io "perdevo tempo" a smontare la solita disinformazione da Bar Sport che ormai ha invaso tutti i circuiti informativi....

per fortuna c'erano persone razionali ed equilibrate che producevano delle OTTIME analisi.



Posso dunque godermi la Domenica tranquillo (tanto io mi sono già premunito al meglio....)

e passare la parola a Gpg Imperatrice

che saluto con un grazioso inchino...;-)



Mi permetto solo d'integrare lo scenario  tratteggiato da Gpg

con la mia "folle ipotesi" illustrata nel post:

Tentiamo di andare OLTRE alle solite "cazzate vittimistiche" sulla...



[ clicca sul titolo per continuare a leggere ]


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Panico nel Nuovo Ordine Mondiale


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Panico nel Nuovo Ordine Mondiale

Rifletteteci: banche che salvano governi, i quali garantiscono e salvano banche in bancarotta, il tutto tenuto insieme con lo scotch dalla BCE che pompa miliardi di euro per tenere in piedi questo spettacolo di zombie. Lo stesso denaro circola per tutto il giorno in quello che non è altro che uno schema di Ponzi destinato inevitabilmente a crollare. Inoltre, i collaterali che la BCE accetta per i suoi prestiti stanno terminando. Ciò non cambierà fino al Grande Default. I contribuenti Europei pagheranno care queste distorsioni ed il procastinamento del giorno della resa dei conti; lo stesso vale per i contribuenti Americani. Soprattutto quando viene approvata una legge che va a "salvare" potenziali elettori in periodo elettorale. E' accaduto con il settore agricolo che a quanto pare succhia regolarmente dalla tetta del governo federale. In questo panorama mondiale gli aggiustamenti verso un ritorno ad un'economia con fondamentali sani sono un miraggio. Fate le vostre scommesse.
_________________________________________________________________________________


di Gary North


Per la prima volta nella mia carriera, vedo l'establishment internazionale, a volte chiamata Nuovo Ordine Mondiale, di fronte ad una crisi così grande che la sua stessa sopravvivenza è a rischio. Per la prima volta, queste persone hanno paura.

Non ce ne sono molti di loro. Nel suo libro, Superclass, l'autore David Rothkopf stima che ci sono solo circa 6000...


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Fame in Grecia, che presto arriverà pure in Italia


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Fame in Grecia, che presto arriverà pure in Italia

Clicca per ingrandireUna Collettività in cui i Candidati alle cariche pubbliche devono rincorre il consenso popolare facendo promesse non mantenibili per cercare di ottenere una maggioranza di governo si mette invariabilmente sulla strada di una spesa pubblica sempre più crescente ed incontrollata. Al deficit consegue un innalzamento del debito pubblico, che aumenta fuori da ogni possibile controllo, e che alla fine diventa non più a lungo gestibile.


Esaurite le risorse e persa ogni credibilità, il sistema implode. A quel punto tutto è perduto, e, diciamolo francamente, da sprovvidi.


La conseguenza dell'interventismo dello stato in economia ha un unico sbocco finale: la fame. Quella vera.


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Il caldo mortale che arriverà a fine giugno


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Il caldo mortale che arriverà a fine giugno

Caronte, l'anticiclone sub-tropicale





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Lusi, dieci mail contro Rutelli e Bianco “Così si sono spartiti venti milioni”


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Lusi, dieci mail contro Rutelli e Bianco "Così si sono spartiti venti milioni"

1987: l'allora radicale Francesco Rutelli
impegnato nella campagna elettorale




Una decina di "pizzini" ed e-mail di Francesco Rutelli per un j'accuse che a suo avviso suona definitivo. Il senatore Luigi Lusi confessa e accusa. Per sette ore e mezza, nel carcere di Rebibbia, racconta al gip Simonetta D'Alessandro e ai pm Alberto Caperna e Stefano Pesci che «la storia della Margherita ha avuto un prima e un dopo». «Fino al 2007, con il Partito ancora vivo — spiega — l'amministrazione delle risorse è stata rigorosa, stringente. E nulla di ciò che è accaduto dopo sarebbe potuto accadere». Poi — aggiunge — è arrivato lo scioglimento. E con lo scioglimento «il Patto di Spartizione ». «Ho smesso di finanziare un partito — dice Lusi — e ho cominciato a finanziarne gli ex maggiorenti ». In ragione del famoso "60/40" tra la corrente dei "Rutelliani" e quella dei "Popolari".

Un patto di cui lui, il tesoriere, diviene parte ed è garante. E in cui ha come interlocutori principali l'ex segretario politico Francesco Rutelli e il presidente dell'Assemblea federale Enzo Bianco. Di quanto va...



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La Russia brucia di nuovo. Le foto satellitari dei roghi nei boschi della Siberia


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La Russia brucia di nuovo. Le foto satellitari dei roghi nei boschi della Siberia

Di Maria Ferdinanda Piva – Fonte: Blogeko Ricordate gli incendi nei boschi della Russia durante l'estate 2010, che resero irrespirabile l'aria a Mosca? Ebbene, quest'anno è peggio. Molto peggio. Il fenomeno però riguarda la Siberia settentrionale, e non (come allora) la Russia europea. Le foto scattate dai satelliti della Nasa sono impressionanti. Secondo Greenpeace, l'estensione [...]


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NASCE IN FRANCIA L’INIZIATIVA ROOSEVELT 2012 LANCIATA DA MICHEL ROCARD, EDGARDO MORIN, DOMINIQUE MEDA E TANTI ALTRI. SCOPO : NON CALMARE I MERCATI, DOMARLI.


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NASCE IN FRANCIA L'INIZIATIVA ROOSEVELT 2012 LANCIATA DA MICHEL ROCARD, EDGARDO MORIN, DOMINIQUE MEDA E TANTI ALTRI. SCOPO : NON CALMARE I MERCATI, DOMARLI.

Il richiamo storico al "New Deal " di Franklin Delano Roosevelt è quanto mai appropriato e consente di dare all'iniziativa un respiro mondiale che spero sia effettivamente nelle intenzioni degli organizzatori.

A chi conosce la lingua francese consiglio di leggersi tutto il sito. È scritto benissimo, intelligente e condensa in quindici punti un programma che trovo condivisibile in toto.


Il sito, è una evidente ricaduta del "know How" tecnico acquisito con la recente campagna elettorale e anche il solo scorrerlo, mostra le potenzialità che un uso intelligente del web apre a chi ne capisce sia di web che di politica.

L'appello , che è già stato sottoscritto da oltre 65.000 persone ( ma non so da quando sia "on line") chiede di rimettere sotto controllo le istituzioni finanziarie private con gli stessi strumenti – e negli stessi tempi – usati negli USA da Roosevelt e che diedero anni di stabilità a quel paese ed al mondo. Tre mesi. Monti è già fuori tempo massimo.

Gli estensori dell'appello, sottolineano come sia assurdo che se una banca privata sia in difficoltà si veda in pratica regalare i fondi ( la Federal Reserve e la BCE fanno questo in pratica) mentre se uno Stato è in difficoltà si vede moltiplicare il costo del denaro.

Oggi Citi riceve dalla Federal Reserve i fondi allo 0,010 e l'Italia riceve – perloppiù tramite Citi – quei fondi al600% in più.( 6%).

Si chiede anche ai governi di porre rimedio al troppo oneroso sistema di finanziamento degli Stati da parte delle Banche Centrali, si chiede di intervenire prima che la crisi Finanziaria giunga al culmine.

Si propone di adottare sistemi innovativi ( " la lampadina elettrica non è frutto di miglioramenti apportati alle candele") .

Mi ricordo una frase di Pacciardi " per le cancellerie occidentali, il muro di Berlino non sarebbe mai caduto". Lo fecero cadere persone sconosciute senza carri armati e senza negoziati diplomatici.

Gli estensori dell'appello propongono di prendere atto del fatto che il rapporto deficit PIL degli USA è giunto al 358% e che ogni anno il PIL americano cresce cinque volte meno del debito.

Lo avete mai letto sul " Corriere della Sera"?

Anche i fautori del " i paesi BRICS ci salveranno" vedranno che il Brasile per quest'anno prevede crescita zero e l'India ha diminuito la produzione industriale del 5%. La Cina ha visto diminuire della meta il prezzo degli immobili e ridurre le proprie esportazioni. La bolla immobiliare statunitense è scoppiata quando i prezzi si ridussero del quaranta per cento…

La tesi di fondo, insomma, è che siamo finiti nel guazzabuglio a causa di scelte politiche errate e solo con nuove scelte politiche possiamo riprenderci.

Il tempo e gli sforzi finanziari impiegati per calmare " i mercati" non servono. " Serve domare i mercati".

Se non sapete il francese potete sempre ricorrere alla pessima traduzione di google, in attesa che riesca a t...



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NICOLAE CEAUSESCU E IL PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO


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NICOLAE CEAUSESCU E IL PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO



DI BOBUGO

cobraf.com



L'uomo politico che più efficacemente di tutti ha risolto il problema del debito pubblico (quasi tutto estero) è stato il dittatore romeno Nicolae Ceauşescu. In meno di otto anni, a tappe forzate, lo ha completamente cancellato. Dodici miliardi di dollari restituiti prima del tempo e ad ogni costo (tra cui il più gravoso non fu la quasi totale liquidazione delle riserve auree della Banca nazionale di Bucarest). Quando ha annunciato il risultato, è stato applaudito a lungo. Era il 31 marzo del 1989. Nove mesi dopo lo fucilarono.



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Il Colle intoccabile


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Il Colle intoccabile

di Paolo Flores d'Arcais, da il Fatto quotidiano, 24 giugno 2012
Il Presidente della Repubblica è il custode della Costituzione o il garante dei partiti? Rappresenta la Nazione, cioè tutti i cittadini, o le nomenklature politiche e altri privilegiati di establishment? L'inquilino del Quirinale e i maggiorenti della Casta sembrano oggi avvinti in una sinergia [...]


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Lo Stato si prende tutte le tasse, gli enti locali si tengono i tagli alla spesa


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Lo Stato si prende tutte le tasse, gli enti locali si tengono i tagli alla spesa

di LUIGI CORTINOVIS


Quelli della Cgia di Mestre amano fare di conto e secondo un'analisi resa pubblica ieri, i Governi Berlusconi (sorretti da sempre dalla Lega Nord) e Monti hanno imposto per l'anno in corso manovre correttive pari a 48,9 miliardi: 40,2 di nuove entrate e 8,7 di tagli alla spesa. Se sul totale delle nuove entrate previste l'84,4% finirà nelle casse dell'Erario romano, in materia di tagli, invece, la situazione si ribalterà completamente. All'Amministrazione centrale sarà richiesta una riduzione netta della spesa pari al 20,1% del totale, mentre agli altri livelli di governo spetteranno i sacrifici maggiori.


Siamo alle solite, il centralismo romano – vera fonte di spreco e redistribuzione arbitraria – rimane il vero protagonista delle scelte politiche italiche. Gli enti locali infatti subiranno un taglio pari al 51,4% del totale della spesa prevista e gli enti previdenziali il rimanente 28,6%. "'Se l'enorme gettito fiscale aggiuntivo imposto dagli ultimi due esecutivi finirà quasi tutto nelle casse dell'Erario – dichiara Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – i tagli alla spesa saranno però in capo quasi esclusivamente agli Enti previdenziali e agli Enti locali. Se i primi raggiungeranno l'obiettivo grazie alla riforma previdenziale attuata dal Governo Monti, i secondi, vista la difficile situazione di bilancio, dovranno, molto probabilmente, ritoccare verso l'alto le tasse locali, con un evidente appesantimento fiscale in capo ai contribuenti italiani".


Traduzione? "Insomma – conclude Bortolussi – comprovato che la messa in sicurezza dei nostri conti pubblici avverrà agendo quasi esclusivamente sulla leva fiscale erariale, i pochi tagli previsti ricadranno quasi tutti sulle spalle degli Enti locali e di quelli previdenziali. Con buona pace di chi attende l'arrivo del tanto agognato federalismo fiscale".


L'analisi della Cgia di Mestre prosegue analizzando alcuni dati sulla ripartizione del debito pubblico italiano per livello di governo. Lo stock di debito pubblico (al 30 aprile 2012) e' di 1.948 miliardi di euro: tuttavia, solo il 2,6% e' imputabile alle Amministrazioni comunali (50,5 miliardi di euro). Nel complesso, le Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) sono 'responsabili' di appena il 5,7% del debito pubblico, mentre il 94,3% e' in capo alle Amministrazioni centrali. Un dato, quest'ultimo, che non ci deve sorprendere piu' di tanto visto che spetta all'Amministrazione centrale emettere titoli pubblici che inevitabilmente finiscono per aumentare il volume del debito pubblico.


Sincerament...



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Carte di credito bloccate per i terremotati: "rischiano di essere insolventi"


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Carte di credito bloccate per i terremotati: "rischiano di essere insolventi"

Molti sono sempre stati clienti-modello, di quelli che le banche sono solite trattare coi guanti: conti sempre in attivo e mai un problema di solvibilità. Eppure, una settimana fa, si sono trovati con la loro carta di credito Barclays inutilizzabile. Bloccata dall'istituto inglese per via della loro residenza nelle zone colpite dal sisma del 20 e 29 maggio.




Il primo a denunciare l'accaduto è Alessandro Osti, direttore della Confesercenti di Ferrara e residente in una delle città danneggiate dalle scosse. Subito ha raccontato la propria esperienza su Facebook: "Vado a fare rifornimento e, al momento di pagare, come al solito presento la carta che uso da ormai oltre quattro anni, circuito Visa ed emessa da Barclays. Stranamente la transazione mi viene rifiutata – si sfoga sulla sua pagina online – Pago in contanti ed esco. Al pomeriggio telefono e chiedo spiegazioni". L'uomo chiama immediatamente il numero verde del servizio clienti messo a disposizione dalla banca ed ecco la risposta: "Lei abita in una zona dove è avvenuto il terremoto, potrebbe aver perso casa e lavoro e...



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Sacha Naspini: Le nostre assenze

le nostre assenze cover 72Sacha Naspini è un abile costruttore di trame che utilizza gli strumenti della narrativa di genere senza rinunciare a fare letteratura. La sua bravura cresce romanzo dopo romanzo conferendo un’impronta stilistica alle sue p

Partigiani, badanti e pistole

Il fatto a Campegine, bassa reggiana. Zona rossa, sede del museo Cervi, famiglia mito della Resistenza italiana, che da quelle parti proseguì anche dopo il 25 aprile. Un uomo di settant’anni spara alla sua badante amante, poi entra nel bar, come fosse un saloon e fredda il presunto amante. Nella sparatoria,

A cosa servono le tasse. E in particolare l'IMU

A cosa servono le tasse. E in particolare l'IMU:

A cosa servono le tasse, e in particolare l’IMU.

Una cosa che nessuno dice mai riguardo alle tasse, è che esse non servono a far entrare denaro nelle casse dello stato, ma ad altri motivi, di cui abbiamo parlato in articoli precedenti sulla crisi finanziaria.

Voglio però soffermarmi nuovamente su questo argomento perché è fondamentale per capire il sistema in cui viviamo e gli scopi di chi ci governa.

Risulterà quindi chiaro dopo questo articolo anche a cosa serve l’IMU.

Tutte le fonti ufficiali (mass media, politici, ma anche testi di economia e di scienza delle finanze, nonché diritto tributario) sostengono che le tasse servono a far avere soldi allo stato, che verranno poi tramutati in servizi pubblici ai cittadini (strade, scuole, ospedali, ecc.).

Questo errore concettuale di fondo, ad esempio, non solo la si trova in qualsiasi manuale di diritto tributario per le università, ma anche su wikipedia alla voce “tasse”, dove non esiste neanche l’ombra di una voce contraria.

Appare quindi logico ai più, quando lo stato è in crisi, che la soluzione inevitabile (oltre a quella del taglio alle spese) sia quella di un aumento della tassazione per reperire nuovi fondi.

In realtà questa mossa non solo è sbagliata, ma produce effetti talvolta completamente opposti rispetto al risultato che – si dice a parole – vuole essere ottenuto.

Facciamo un esempio. Non c’è bisogno di un genio per capire che un aumento delle tasse del 2 per cento non produce affatto un aumento delle entrate nelle casse dello stato di pari importo. L’unico effetto che viene realmente prodotto invece è quello di una contrazione dei consumi del 2 per cento; l’aumento reale delle entrate statali, invece, si aggira attorno allo 0,01 per cento, perché va ad incidere esclusivamente sui capitali immobilizzati e non su quelli in circolazione.

Un altro esempio preciserà meglio il concetto introdotto.

Se al dipendente pubblico che guadagna 1000 euro lordi la pressione fiscale aumenta dal 30 al 33 per cento, il dipendente invece di 700 euro ne incasserà 670; tale somma è così bassa che costui sarà costretto a ridurre i consumi. Quelle 30 euro finiranno direttamente nelle tasche dello stato, e non verranno spese in consumi vari.

Ma se tali soldi fossero stati spesi in beni di consumo, sarebbero comunque finiti nelle tasche dello stato, sia pure per via indiretta; infatti sarebbero andati ad un commerciante (ad esempio al pizzaiolo) che su quelle trenta euro avrebbe pagato circa il 50 per cento di tasse (quindi 15 euro); con le rimanenti 15 euro il pizzaiolo avrebbe acquistato altri beni, su cui sarebbero state ugualmente pagate tasse, e cosi via all’infinito.

Facciamo un altro esempio. Se io spendo 1000 euro di benzina, circa 750 vanno direttamente in tasse. Le altre 250 vanno al benzinaio, che ne darà circa la metà allo stato, sempre in tasse. Con le restanti 125 il benzinaio comprerà dei beni (cibo, un motorino, libri per la scuola dei figli); questi beni saranno il guadagno di altri imprenditori che pagheranno a loro volta tasse, che compreranno a loro volta beni, in un circuito infinito.

In pratica tutto il denaro in circolazione va sempre, prima o poi, allo stato. Il modo migliore per aumentare le entrate statali, quindi, non è quello di aumentare l'IVA o le tasse, ma quello di incrementare i consumi, e colpire il mercato nero.

L’unico denaro che non finisce prima o poi nelle casse dello stato è quello che il cittadino riesce a immobilizzare e mettere da parte; quindi un aumento del prelievo fiscale sulle classi più deboli non ha alcun senso, perché non produce un aumento delle entrate statali ma unicamente un decremento dei consumi (penalizzando sia il cittadino sia l’imprenditore).

L'aumento delle tasse ha senso solo se viene applicato alle classi agiate, quelle che riescono a mettere da parte soldi in banca.

In qualunque caso, in ogni sistema fiscale degno di questo nome, esiste una fascia protetta esente da tasse, che è quella dei redditi minimi, perchè è un principio ovvio che non ha senso far pagare le tasse a chi guadagna poche centinaia di euro al mese, dato che i guadagni della classi povere finiscono tutti in consumi (e quindi vanno allo stato) e non si traducono in risparmi.

Da noi, fino a qualche anno fa, erano esenti le fasce di reddito più basse. Da qualche anno invece il prelievo fiscale opera anche su chi ha redditi di poche centinaia di euro al mese, perchè il reale motivo è distruggere psicologicamente il cittadino e piegarne la volontà.

Non a caso i sistemi fiscali più intelligenti (come quello canadese Bulgaro o Australiano, per fare qualche esempio) non solo hanno aliquote basse (spesso l’aliquota massima è il 35) ma prevedono sgravi fiscali per chi investe; in alcuni paesi infatti l’utile delle imprese non è tassato se l’imprenditore reinveste i guadagni in ulteriori attività produttive. Il motivo è molto semplice: se l’imprenditore anziché accumulare soldi li reinveste, quei soldi andranno prima o poi allo stato.

Ad esempio, se Tizio ha guadagnato un milione di euro, darà il 30 per cento al fisco. Se invece quel milione lo investe nuovamente non viene tassato. Perché? Perché con quel milione verranno acquistati macchinari, capannoni, pagati stipendi; i macchinari faranno guadagnare imprenditori che pagheranno le tasse allo stato, i capannoni idem, gli stipendi verranno spesi dai dipendenti in beni di consumo. In sostanza, se lo stato decide di tassare quel milione di euro di utili, il risultato sarà che nelle sue casse andranno solo 300 mila euro; se quel milione non viene tassato, ma reinvestito, nelle casse statali andrà probabilmente quasi tutta la somma reinvestita.

In conclusione, in molti casi per lo stato è più conveniente non tassare piuttosto che tassare. Senza arrivare agli eccessi di paesi come Bermuda, dove non esiste tassa sul reddito, o Tonga, dove fino a qualche anno fa c’era un’imposta sul reddito del 2 per cento, ci sono esempi di sistemi fiscali che riescono a sopravvivere meglio del nostro, avendo un prelievo fiscale che si aggira attorno al 20 per cento di media; e in alcuni casi, come accade nel Wyoming, possono non esistere tasse sul reddito ma solo imposte indirette.

In Italia invece le tasse assumono connotazione che sfiorano il ridicolo; l’imposta di registro, ad esempio, che per i terreni è addirittura del 17 per cento (quindi si paga circa il 20 per cento se ci si sommano le imposte ipotecarie, catastali, e spese notarili) è un balzello immorale. Fino a qualche anno fa avevamo addirittura la tassa sugli accendini, e fino all’avvento del governo Berlusconi i commercianti di prodotti alimentari avevano addirittura una… tassa sui frigoriferi (sic!).

In altre parole, dal punto di vista fiscale fino a qualche anno fa eravamo considerati il peggiore paese del mondo, una vera barzelletta per gli stranieri. Successivamente le regole dell’Unione Europea hanno eliminato alcune tasse prive di logica, come l’IVA al 40 per cento sulle auto di lusso, ma di fondo siamo uno dei paesi peggiori del mondo da questo punto di vista.

Le tasse quindi - perlomeno quelle di un sistema demenziale come quello italiano - servono unicamente a tenere i cittadini in condizioni di sudditanza, per non permettere che questi abbiano tempo per pensare, evolvere, fare attività politica, informarsi. I cittadini devono sgobbare a testa bassa sei giorni su sette, per poi correre trafelati al supermercato il sabato sera e permettersi al massimo una domenica di svago, dove tutto potranno fare tranne che evolvere.

Il discorso vale anche per gli imprenditori, che sebbene godano di agi materiali talvolta superiori a quelli dei dipendenti, spesso lavorano febbrilmente anche la domenica pur di far funzionare i loro lussuosi imperi, complicatissimi da gestire a causa delle centinaia di balzelli, controlli, normative, pastoie, ostacoli, posti dalla burocrazia.

Le reali funzioni dell’IMU.

A questo punto è facile capire a cosa serve la recente IMU sugli immobili posta a carico di imprese e famiglie.

Scopo del governo attuale è sfasciare l’Italia definitivamente, e questo è ben chiaro a tutti.

Ma perché proprio con l’IMU?

Il motivo è presto detto.

Occorre tenere presente che le imprese hanno margini di utili abbastanza ridotti. Un grande magazzino, ad esempio, pur avendo incassi stratosferici, di milioni di euro al giorno, ha al contempo anche costi altrettanto stratosferici (dipendenti, luce, acqua, tasse varie, a cui deve aggiungersi il costo vivo delle merce deperibile che spesso viene buttata e il costo della merce invenduta).

Un’impresa che abbia un margine di utile netto all’anno, rispetto ai capitali investiti, del 10 per cento, può essere considerata florida.

Molte aziende anche di grosse dimensioni, hanno però margini di utili netti che si aggirano attorno al 2 per cento e anche meno.

Molte imprese agricole, da qualche anno, possono dirsi fortunate se raggiungono il pareggio del bilancio.

Questo discorso era valido fino a qualche anno fa.

Da quando è iniziata la crisi economica molte imprese hanno ridotto i loro margini di guadagno, hanno iniziato a licenziare personale, a tagliare le spese, e in alcuni casi gli imprenditori hanno iniettato liquidità in aziende in passivo per tentare di stare a galla (in altre parole hanno attinto dai loro risparmi personali per risollevare il bilancio aziendale in perdita).

Molti imprenditori hanno vari immobili in affitto e vivono con le rendite immobiliari.

Ora la tipologia della media impresa italiana è questa: l’imprenditore ha una o più aziende principali e una o più aziende secondarie; negli anni ha comprato immobili (parte li tiene sfitti per la famiglia, parte li ha riaffittati); in alcuni casi ha trasferito il capannone dal vecchio stabile (che ha dato in affitto) ad uno più grande.

In questo momento di crisi la maggior parte degli imprenditori ha problemi di liquidità.

Molti affittuari non pagano più l’affitto; molti smetteranno presto di pagarlo.

In altre parole l’IMU sottrae liquidità agli imprenditori, che non potranno utilizzare tali soldi per reinvestire; e in alcuni casi, alcuni si troveranno in difficoltà perché non avranno i liquidi sufficienti per affrontare l’esborso imprevisto.

Il paradosso è che molti imprenditori dovranno pagare l’IMU su immobili da cui non percepiscono più alcun canone di locazione proprio a causa della crisi economica; oltre al danno anche la beffa quindi. Poco tempo fa un imprenditore mi diceva che doveva pagare l’IMU sull’immobile dato in locazione all’ufficio di collocamento, che però non paga l’affitto da mesi; ma il paradosso è quello di un imprenditore a cui non viene pagato l’affitto da circa un anno, per un immobile locato addirittura alla Guardia di Finanza; in compenso l’IMU per un immobile di quelle dimensioni ammonta a decine di migliaia di euro; in sostanza, il proprietario si ritrova a sborsare decine di migliaia di euro di IMU, senza avere una corrispondente entrata come guadagno.

Stesso discorso, con le dovute varianti, vale per le famiglie.

In linea generale la famiglia media italiana è proprietaria della casa in cui vive, e se ha più figli spende quasi tutto quello che guadagna in spese scolastiche, vacanze, vitto ecc.

L’IMU serve quindi ad accelerare la crisi. A sottrarre liquidità alle famiglie e alle imprese, per accelerare lo sfascio.

Quei pochi imprenditori che avevano da parte dei liquidi e riuscivano a non vivere contando sui prestiti bancari, saranno costretti a mettere mano ai loro liquidi per pagare l' IMU sui loro immobili, in questo periodo spesso improduttivi per insolvenza dell'affittuario.

Quelli che non hanno liquidi saranno costretti a vendere qualche immobile (il che significa, in un periodo di crisi, che c'è il rischio che non riescano a vendere alcunché) oppure a chiedere un ulteriore prestito alle banche, indebitandosi ancor di più.

Nelle casse dello stato entreranno probabilmente meno soldi di prima, accelerando il caos. Ordo ab chao.



Viene sfatato il mito che la Cina si compra l' Italia

Viene sfatato il mito che la Cina si compra l' Italia: Nonostante che dal 2009 ai primi sei mesi dell' anno in corso, gli investimenti cinesi siano passati da 0 a 528 milioni e nonostante si ribadisca che fare affari in Italia, adesso conviene per tutti, la mole di investimenti cinesi da noi è più percepita che reale. Lo rivela un' analisi del Centro Studi Confindustria ( CSC ),  dove viene sfatato il mito che la Cina, appunto, si compri l' Italia.

 
"L'Italia e' una destinazione irrisoria degli IDE cinesi. Solo uno tra quelli realizzati nel 2005-2011 (che sono 294 in totale) e' stato fatto in Italia. E solo uno dei contratti (su 124) e' stato siglato con un'impresa italiana."

 

Sempre secondo CSC:

 
Gli interessi cinesi perseguiti all' estero, oltre che con gli IDE, sono anche in forma di contratti, siglati con imprese e governi stranieri per la realizzazione di vari tipi di progetti economici. I contratti hanno mostrato una dinamica piu' accidentata di quella degli IDE: da 4 nel 2005 a 33 nel 2010, con un calo a 29 nel 2011. Il valore totale annuo di tali contratti e' salito da 1,9 miliardi nel 2005 a 44,6 nel 2010.
Dimezzandosi, pero', di colpo nel 2011 a 21,3 miliardi. Il valore totale dei contratti siglati dal 2005 al 2011 e' di 134 miliardi, meno della meta' del valore degli IDE".

 

Un' altro falso mito è quello sugli investimenti in Africa, anch' esso presentato come un flusso enorme di fondi che metterebbe il continente nero nelle mani della Cina. Rappresentazione che non trova riscontro nelle cifre, in base alle quali l'Africa e' la destinazione continentale minore degli IDE cinesi.

P.S. IDE = Investimenti Diretti Esteri

Cosa accadra’ in Europa ed Italia nei prossimi 12 mesi? Qui le mie previsioni. Preparatevi a vederne di tutti I colori.

Cosa accadra’ in Europa ed Italia nei prossimi 12 mesi? Qui le mie previsioni. Preparatevi a vederne di tutti I colori.:

Circa 1 anno fa scrissi un’articoletto che ritengo ancora del tutto attuale, in cui disegnavo scenari futuri in modo un po’ originale: SEMPLICE CRISI FINANZIARIA O TERZA GUERRA MONDIALE ?   Segnalo questo simpatico passaggio:



 D: Come si sta comportando l’Europa e la BCE?
Frank: in modo scoordinato e poco razionale. Logica vorrebbe che prendessero una decisione in un senso (lasciare andare in default I paesi periferici senza intervenire, lasciando autoregolamentare I mercati, e lasciando uscire tali paesi dall’Euro) o nel senso opposto (stampare Eurobond, rafforzare la coesione decisionale e le competenze BCE; in sintesi Europeizzare il Debito degli stati, passo importante per gli Stati Uniti d’Europa). In ambedue I casi, I nodi verrebbero al pettine subito.
Mario: Concordo pienamente, di fatto stanno rimandando l’Ora X in attesa che passi la tempesta. La Germania e’ di fronte alla scelta tra la padella e la brace. In un caso, sfascerebbero l’Euro (e l’Europa), e si troverebbero in saccoccia un quantita’ di titoli tossici nel sistema bancario enorme (ripianandoli il Debito volerebbe al 100-120%), oltre ad una moneta ultra-valutata (con impatti sull’economia reale); nel caso opposto finirebbero a mantenere mezza Europa per il resto dei loro giorni. In ambedue I casi, la MERKEL verrebbe impalata dall’opinione pubbica. Quindi non scelgono, ed obbligano gli stati ad aiuti bilaterali, che alla fine consentono di “affibbiare” titoli spazzatura ad altri, in luogo che alle proprie banche.



 Euro Crisi 389x300 Cosa accadra’ in Europa ed Italia nei prossimi 12 mesi?  Qui le mie previsioni. Preparatevi a vederne di tutti I colori.


 


Cosa accadra’ da qui a 12-18 mesi?  Provo a dire la mia, per una volta senza mettere grafici e tabelle.


 


Economia Europea: in progressivo, lento ma inesorabile deterioramento


Il primo trimestre 2012 ha chiuso a Zero. L’indicatore eurocoin e gli indicatori sulla produzioni industriale lasciano presagire un secondo trimestre 2012 in recessione (leggere l’articolo:  PIL Zona Euro 2° Trimestre 2012: recessione su scala continentale (Indicatore Eurocoin Maggio 2012 -0.13%, in calo da 8 mesi di fila) ).


Prosegue e proseguira’ la deindustrializzazione di tutti i paesi periferici, alimentata da politiche recessive. La crisi si autoalimenta, visto che l’austerita’ nei periferici fa crollare consumi ed investimenti, e quindi impatta su entrate fiscali, PIL ed occupazione.


La recessione in qualche mese intrappolera’ anche la Germania, visto che l’export verso I periferici europei e’ in forte flessione.


Ritengo che questi processi proseguiranno per tutto il 2012, e potrebbero essere attenuati solo dalla svalutazione dell’Euro e da una discesa ulterior dei prezzi del Greggio.


In ogni caso, la prevedibile non-risoluzione della crisi nell’Euro-Zona, che do’ come altamente probabile, dovrebbe far permanere un clima recessivo nel 2013.


 


Economia Italiana: sempre peggio!!!


Proseguira’ la deindustrializzazione, ed il secondo trimestre vedra’ un’altro crollo del 2% abbondante rispetto al primo. A breve la cassa integrazione dovrebbe rimettersi a correre, e la disoccupazione continuera’ a salire per tutto il 2012. Nel secondo trimestre il PIL avra’ un’andamento disastroso, ed il tendenziale trimestrale anno su anno crollera’ di circa il 2,5%. La seconda meta’ dell’anno non dovrebbe riservare positive sorprese: anzi, potrebbe peggiorare ulteriormente il quadro.


Proseguira’ il crollo di consumi ed investimenti, causato dal fatto che di fatto il monte retributivo netto delle famiglie Italiane al netto dell’inflazione s’e’ deteriorato di circa il 4% in 12 mesi, a causa in primis della sfilza di tasse dirette ed indirette. Tale Armageddon non si riflette sul PIL in pari misura, perche’ il crollo dell’import da’ una spinta alla componente estera del PIL.


Per sapere come sta andando vi rimando al RAPPORTO 1 QUADRIMESTRE 2012 completo! … e primi dati di Maggio (tutti gli indicatori economici in Esclusiva per RC)


Entreremo nel 2013 verosimilmente in uno stato di vera e profonda recessione!!!!


crisi 492ab19479b8e1 342x300 Cosa accadra’ in Europa ed Italia nei prossimi 12 mesi?  Qui le mie previsioni. Preparatevi a vederne di tutti I colori. 


 


Governo e Mosse Politiche in Europa: prima di settembre 2013, soluzioni definitive sono improbabili, per cui la crisi permerra’ e si deteriorera’


Gia’ 1 anno fa scrivevo la mia visione di questa Euro-crisi, e cioe’ che la crisi Europea puo’ finire solo in 2 modi:


1) Stati Uniti d’europa (con debito tutto Europeo, e la Germania garante di ultima istanza di tutto)


2) Disgregazione dell’Euro e dell’Eurozona


ogni soluzione intermedia, non risolve il problema, visto che la crisi e’ generata dall’Eurofollia di economie divergenti, senza un potere centrale responsabile ma con una gestione figlia degli interessi di ogni singola nazione.


I tedeschi, deliberatamente, decidono di non decidere da 3 anni, perche’:


-          La soluzione 1) significa fare la fine di Lombardia e Veneto in Italia (mantenere in eterno gli altri), e la cosa non e’ gradita al popolo Tedesco


-          La soluzione 2) e’ una mazzata epocale, perche’ i periferici svalutano (e cio’ azzopperebbe l’industria tedesca), alcuni farebbero default (e la Germania incamererebbe un debito enorme attraverso le banche)


In ambedue i casi, per loro e’ una legnata; per cui traccheggiano,  e nel traccheggiare il resto d’Europa va in malora.


Vi invito a leggere questo articolo Fondamentale fatto da FUNNY KING circa 1 anno fa, Fondamentale: La Truffa dell’Unione Europea ai Cittadini Italiani. I VERI ITALIANI Devono Fermare gli Aiuti a Grecia, Irlanda e Portogallo, SUBITO!  La lettura e’ semplicemente profetica, e l’articolo e’ attuale anche oggi. Resta uno dei 10 migliori articoli mai apparsi su Rischio Calcolato, a mio vedere, di una lucidita’ rara. Vi segnalo questo passaggio, che s’e’ ripetuto altre volte nei fatti nell’ultimo anno, non per ultimo nel salvataggio da 100 miliardi delle banche spagnole:



LA TRUFFA EUROPEA AI DANNI DEI CITTADINI ITALIANI


Ogni singolo giorno che passa i cittadini italiani prestano soldi a Grecia, Portogallo e Irlanda. Soldi che si sa già non potranno essere ripagati e che vengono usati per rimborsare il debito pubblico in mano alle banche. E quello che è paggio a banche TEDESCHE, FRANCESI e INGLESI



 


Ora che accadra’ da qui a Settembre 2013, data delle prossime elezioni Tedesche? Ve lo dico io: niente!  La cancelliera Merkel fara’ esattamente quello che ha fatto negli ultimi 3 anni: dira’ sempre NEIN, e quando sta per crollare tutto, dara’ all’ultimo secondo un contentino (non risolutivo).


La Merkel, nei prossimi mesi dara’ vari contentini, permettendo salvataggi in extremis di Banche e Stati, stampe di denaro al buon Draghi, e Bond europei per somme parziali. Pero’ non mollera’ l’osso, e non consentira’ la soluzione 1) di cui sopra, se no le elezioni le perderebbe in partenza. Peccato, che questa politica, non potra’ che far intensificare la crisi, con una tendenza al progressivo deterioramento finanziario, economico ed industriale dell’Europa, con un danno incommensurabile sui paesi periferici, che non ne usciranno risanati, ma semplicemente con le ossa rotte. Ovviamente, cio’ accadra’ sia che costoro applichino pedestramente le ricette che vengono loro imposte da Bruxelles, sia che non lo facciano (la cosa, operativamente parlando, e’ onestamente secondaria, a questo punto della partita).


L’unica cosa incerta, e’ capire se la baracca regge fino a settembre 2013, cosa di cui ho fortissimi dubbi. Di certo, comunque, per qualche mese, la situazione e’ destinata ad incancrenirsi.


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Governo e Mosse Politiche in Italia: il clima di “sfascio” si accentuera’


Come gia’ scritto oltre 1 mese fa, c’e’ un buco di 20-25 miliardi. Vi rimando a questo mio fortunato articolo: VERSO LA BANCAROTTA: arriva un’altra conferma al BUCO DA 20-25 MILIARDI; s’avvicina la NUOVA MANOVRA


Ovviamente tutti negano, ma piano piano verra’ fuori (la cifra e’ quella, non si scappa). Il governo ne ha gia’ ammessi 4 questa settimana, e fino a 7 giorni fa negava. A breve ne verranno fuori altri. Inoltre all’orizzonte c’e’ il passaggio dell’IVA dal 21% al 23% gia’ in bilancio (se non lo si facesse, si creerebbe un buco aggiuntivo di 4 mld ulteriori nel 2012, e di oltre 10 nel 2013). Credo anche Monti abbia capito (mi auguro) che l’ulteriore aumenti IVA e’ suicida. Se non fanno l’aumento IVA il buco sale a 25-30 mld,  una voragine.


Per coprire cio’:
a) negheranno l’entita’ del buco reale (a meglio, lo ammetteranno un po’ alla volta)
b) chiederanno di spostare l’obiettivo deficit piu’ su (a dicembre 2011 era sul 2012 all’1,5%, ad aprile 2012 era 1,7%, e  finiranno a mendicare a Hollande e Merkel il 2,0-2,5%)
c) Dovranno raccattare comunque almeno 10 miliardi, come?  Meta’ dai tagli della spending review, Meta’ da ritocchini (addizionali, estimi IMU, benzina ove fosse necessario). Ovviamente i tagli teorici sul 2013 saranno di altra entita’ (immagino sui 15 mld almeno). Dove taglieranno? PA (blocco turn over, tagli stipendi alti), Acquisti, Investimenti


Il governo Monti fara’ queste azioni nei prossimi mesi,  ma da fine anno cessera’ di fatto qualsiasi attivita’, visto che a Marzo, immagino, voteremo.


Andremo a votare in un clima terrificante, in piena recessione, col paese a pezzi politicamente e dal punto di vista sociale.


L’esito piu’ verosimile e’ una Vittoria del Centro-Sinistra filo-Europeo, anche se verosimilmente ne vedremo delle belle, e verosimilmente accadra’ un forte rinnovamento dei partiti, tipo cio’ che accadde nel 1993-94.


Il punto e’, che da qui a Marzo 2013, gli attacchi sugli spread si intensificheranno, e quindi la situazione potrebbe avere evoluzioni fosche.


mario monti 811x5401 450x300 Cosa accadra’ in Europa ed Italia nei prossimi 12 mesi?  Qui le mie previsioni. Preparatevi a vederne di tutti I colori. 


 


 


Conclusione: nell’attesa di settembre 2013, ne vedremo di tutti i colori


Aumentate il livello di guardia e di informazione personale, perche’ il peggio deve ancora arrivare. Prima delle prossime elezioni tedesche, non credo che l’attuale crisi venga ad una soluzione definitiva, salvo collasso complessivo del sistema.


 


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Petrini: tutti agricoltori, per salvare il mondo dai banchieri

Petrini: tutti agricoltori, per salvare il mondo dai banchieri:

Dopo la battaglia per l’acqua vinta esattamente un anno fa con i referendum, è giunto il momento di far partire quella per il suolo: dobbiamo trasformarci da consumatori in co-produttori, perché il nostro modo di mangiare è il primo atto agricolo ed è in grado di cambiare un modello di produzione che ci sta portando sull’orlo del baratro. Dobbiamo scegliere i gruppi di acquisto solidale, i mercati dei produttori locali e soprattutto essere coscienti e informati per sostenere una nuova forma di resistenza. I nostri nonni stenterebbero a crederlo, siamo una società che spende più per dimagrire che per mangiare. Non ho nostalgia per il mondo antico, ma dobbiamo far tornare i giovani alla terra e al mestiere di contadino, perché c’è più saggezza e conoscenza in un contadino che in un banchiere. (continua…)