26/06/12

Quattro big euro a Parigi, berlino apre su scudo spread


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Quattro big euro a Parigi, berlino apre su scudo spread

Spiraglio su proposta monti. rush finale in vista vertice


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Jack Rasmus: Le banche centrali si preparano alla crisi bancaria globale?


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Jack Rasmus: Le banche centrali si preparano alla crisi bancaria globale?


Le banche centrali si preparano alla crisi bancaria globale?


di Jack Rasmus


Quasi quattro anni dopo la crisi bancaria del 2008 e con più di 11 trilioni di iniezioni di liquidità negli USA e nell'Eurozona-Inghilterra-Giappone, il sistema bancario globale sta nuovamente mostrando chiari segni di crescente instabilità. Nonostante diverse sessioni di "stress test" bancari su entrambe le sponde dell'Atlantico a partire dal 2009, quella che è stata impropriamente definita una crisi del debito sovrano in Europa si sta rivelando, a ogni settimana che passa, anche una più fondamentale crisi bancaria.



La settimana scorsa ha registrato una serie di rapporti ed eventi che suggeriscono con forza che, sotto la superficie, il sistema bancario globale non è particolarmente in gran forma, e sta peggiorando. L'indicazione più recente è stata l'annuncio ieri, 21 giugno, dell'agenzia di classificazione Moody's Inc. che ha retrocesso 15 banche di tutto il mondo.  Vi sono comprese due grandi banche statunitensi, Bank of America e Citigroup, che ........


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L'ultima perla di D'alema, "non sono una persona che ha dimostrato attaccamento alla poltrona"


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L'ultima perla di D'alema, "non sono una persona che ha dimostrato attaccamento alla poltrona"


 


"Se mi ricandiderò? Al momento opportuno il Pd farà le sue valutazioni ed io le mie ... non sono una persona che ha dimostrato attaccamento alla poltrona."



La "perla" del giorno arriva dall'inossidabile Massimo D'alemain parlamento (ad oggi) da ben 23 anni e 78 giorni ... 




Si affacciò nel mondo politico addirittura alla tenera età di 14 anni quando si iscrisse nel 1963 alla Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), della quale nel 1975 divenne Segretario locale (dopo aver militato per diversi anni nel Pci,la sua prima tessera è del 1968), fino a raggiungere l'ambito posto di deputato nel 1987 nel Pds, di cui diventò prima coordinatore e poi nel 1994 Segretario nazionale. Il 17 maggio 2006 viene nominato ministro degli Affari Esteri e vicepresidente del Consiglio nel secondo Governo Prodi, senza dimenticare che dal 2000 al 2007 aveva ricoperto anche la carica di Presidente dei Ds. La sua ascesa continuò nel 1997-98 quando divenne prima  Presidente della Bicamerale e poi Presidente del Consiglio dal 1998 al 2000. 




Attualmente è un deputato del Partito Democratico, nonostante infranga lo stesso Statuto del partito (


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Monti pronto a varare la manovra salva-Italia bis

Ma le manovre non erano finite????   ;-)
(z)

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Monti pronto a varare la manovra salva-Italia bis

Il governo potrebbe riunirsi nel week-end dopo il summit Ue. In campo misure per 8-10 miliardi di euro con tagli a Pubblica amministrazione, sanità e [...]





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Riforma del lavoro: sì alla fiducia. Approvato il “nuovo” articolo 18


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Riforma del lavoro: sì alla fiducia. Approvato il "nuovo" articolo 18

Il Governo incassa due delle tre fiducie poste sul disegno di legge per la riforma del mercato del lavoro, che introduce tra l'altro il nuovo articolo 18 e modifica le tipologie dei contratti. Domani è previsto il terzo ed ultimo voto. In attesa del sì finale domani pomeriggio, il premier Mario Monti ha insistito sull'importanza di questa riforma per poter andare a trattare con Angela Merkel avendo fatto i "compiti". Ma lo stesso presidente del Consiglio si è solennemente impegnato nell'aula della Camera di intervenere presto con modifiche al testo, nei punti chiesti da Pd e Pdl. E per quest'ultimo a ribadire le richieste è stato Silvio Berlusconi in persona.

Nel pomeriggio la Camera ha votato le fiducie ai primi due articoli del provvedimento, che contengono rispettivamente le norme sulla flessibilità in entrata ed in uscita, nonchè quelle sugli ammortizzatori sociali. Quindi il nuovo articolo 18 ha ora il sì della Camera, dopo quello già dato dal Senato. Ma tra le novità approvate in serata c'è anche nuova struttura degli ammortizzatori sociali, con la nuova Aspi, l'assicurazione sociale per l'impiego.

Prima di questo passaggio parlamentare, però, si sono registrati due eventi rilevanti. Monti, parlando alla Camera sul consiglio europeo del 28 e 29 giugno, ha insistito sulla rilevanza della riforma del mercato del lavoro per potersi presentare più forte all'appuntamento: l'Italia non è solo un Paese con i conti in ordine, ma ha anche approvato quelle "riforme strutturali" senza le quali la Germania non vuole cedere alla messa in comune delle garanzie sul debito, come ha ribadito Frau Merkel anche ieri. Anzi il presidente del Consiglio ha detto che domani, subito dopo il voto finale, scriverà al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, per sottolineare i "progressi" dell'Italia nelle riforme strutturali.

Ma Monti si è fatto carico, nella sede solenne dell'aula parlamentare, anche dei travagli dei partiti della sua maggioranza, specie il Pdl, che votano le quattro fiducie pur non condividendo del tutto il provvedimento. Di qui "l'impegno del governo", ribadito da Monti, di modificare in successivi provvedimenti il disegno di legge nella parte della flessibilità in entrata, come ha chiesto il Pdl, nonchè in quella sugli ammortizzatori sociali, come chiede il Pd, senza dimenticare gli esodati.

Dei mal di pancia del Pdl, Monti ha avuto contezza attraverso le parole dirette di Berlusconi, durante l'incontro svoltosi a Palazzo Chigi. "Abbiamo riportato a Monti le inquietudini del gruppo – ha detto l'ex premier – voteremo la fiducia nonostante condivi...



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Paraguay: Il secondo colpo di stato di Obama in America Latina


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Paraguay: Il secondo colpo di stato di Obama in America Latina

- Shamus Cooke - Il recente golpe contro il presidente democraticamente eletto del Paraguay non è solo un colpo alla democrazia, ma un attacco contro la popolazione lavoratrice e i poveri che hanno sostenuto e portato alla vittoria il presidente Fernando Lugo, che essi vedono come un baluardo contro l'elite benestante che ha già dominato [...]


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“Ballarò lo chiudono per sempre, ma non ditelo a Floris”


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"Ballarò lo chiudono per sempre, ma non ditelo a Floris"

Roberto Benigni saluta Ballarò e i suoi telespettatori, a modo suo





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Panico nel Nuovo Ordine Mondiale


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Panico nel Nuovo Ordine Mondiale

- Di Gary Norh - Per la prima volta nella mia carriera, vedo l'establishment internazionale, a volte chiamata Nuovo Ordine Mondiale, di fronte ad una crisi così grande che la sua stessa sopravvivenza è a rischio. Per la prima volta, queste persone hanno paura. Non ce ne sono molti di loro. Nel suo libro, Superclass, [...]


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Il botto silenzioso.


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Il botto silenzioso.

Mi fanno una domanda per email: "perche' mai le banche stanno togliendo credito alle aziende, che pure sono le loro fondamenta, quando hanno ricevuto miliardi all' 1% dalla BCE in due operazione LTRO?" E perche' hanno preferito comprarci debito -pur sapendo che si sarebbero intossicate di titoli a...



[[ Questo e' solo un sommario. Vai su http://www.wolfstep.cc per leggere il resto ]]




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Crollo della sanità in Grecia


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Crollo della sanità in Grecia

Le notizie dalla Grecia sono sempre più preoccupanti. Ho ricevuto notizie anedottali che sulle isole vacanziere si continua la vita di sempre, caffè al bar, tranquillità, e fior di case in costruzione, certamente con i contributi dell'UE. Ma nelle grandi città, e specificamente negli ospedali, la situazione pare disperata.


In Europa secondo la WHO ogni anno muoiono (pdf) 25.000 persone di batteri resistenti agli antibiotici. Una situazione con crescita fra poco esponenziale.


Da WHO:


more than 25 000 people in the European Union die from infections caused by antibiotic-resistant bacteria each year. … Since this resistance has no ecological, sectoral or geographical borders, its appearance in one sector or country affects resistance in other sectors and countries.


La Grecia ha in passato avuto il più grande uso, o abuso, di antibiotici di Europa, e soffrono di una cronica mancanza di infermiere. Secondo l'articolo bloomberg di febbraio la Grecia stava ormai da anni lottando contro un superbug che nei peggiori dei casi uccide il 50% degli affetti, se già deboli di altre malattie:


The hospital-acquired germ killed as many as half of people with blood cancers infected at Laiko General Hospital, a 500-bed facility in central Athens.


Un medico difende la Grecia dicendo che il paese non pone una minaccia per Europa, ma è certamente ingenuo pensare che non lo sarà fra poco. Come dice la WHO, i germi non conoscono confini.


Studies of cross-border transmission show patients arriving in a European country with a carbapenem-resistant infection are almost four times more likely to have just been in Greece than any anywhere else.


I medici lottano perché le pochissime infermiere si prendano il tempo per lavarsi le mani. Lotte di un secolo fa. Come anche quella di dividere persone che hanno preso i germi resistenti dagli altri pazienti.


Già prima della crisi i pazienti erano costretti ad allungare una bustarella, chiamata "fakelaki", per assicurarsi un buon trattamento. Ma ora gli ospedali lottano per avere le medicine, il governo non riesce a pagare il debito di quasi 800 milioni. E allora la bustina non serve proprio più.


Ospedali non danno più antidolorifici, e eseguono operazioni solo urgenti. Il materiale scarseggia e sono costretti a riutilizzare per esempio lenzuola per p...



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Germania, che errore storico non aiutare Spagna e Italia Parola di George Soros


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Germania, che errore storico non aiutare Spagna e Italia Parola di George Soros

Il re dei trader degli anni 90 consiglia alla Germania di non fare un tragico errore, quello di lasciare a se stesse Spagna e Italia: continuare a [...]


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LA LOTTA TRA STATO SANGUISUGA e IMPRENDITORI


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LA LOTTA TRA STATO SANGUISUGA e IMPRENDITORI


Riporto ciò che scrive il Wall Street Journal sull'economia italiana e in particolare sulle ultime geniali iniziative per "risanarla".
Il giornale Usa è convinto che siano proprio le legislazioni sul lavoro a frenare "la moribonda economia italiana" e illustra tutte le leggi e i costi che un imprenditore deve affrontare nella gestione del personale.

"Immagina di essere un ambizioso imprenditore italiano che cerca di avviare un nuovo business", scrive il Wall Street Journal, portando una serie di esempi e concludendo che non solo tutte queste protezioni e assicurazioni "sottraggono il 47,6% dalla media delle paghe italiane" ma anche che "tu, al posto dell'imprenditore, sei consapevole di ciò e allora si può spiegare la tentazione di restare 'piccoli' e tenere quanto possibile del tuo business fuori dai bilanci. E questo mercato grigio e nero misura per più di un quarto dell'economia italiana".

Poi la conclusione ironica: "Con un po' di fortuna comunque puoi scoprire – dice il WSJrivolgendosi all'ipotetico nuovo imprenditore italiano – una scappatoia nel nuovo Decreto Sviluppo di Monti che ti consente di assumere un po' più di persone senza incorrere in troppi costi, a condizione che tutti i nuovi assunti siano disabili, provenienti dalla Sardegna, con gli occhi blu e tra i 46 e 53 anni".
Vai qui per leggere l'articolo originale.
Questo è esattamente ciò che dice ...


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NAZIONALIZZATO MONTE PASCHI OGGI!


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NAZIONALIZZATO MONTE PASCHI OGGI!

NAZIONALIZZATO MONTE PASCHI OGGI!
(come mai nessun giornale o TV che titoli così ?#Xhttp://news.google.it/news/story?hlY=it&client=firefox-a&hs=5Ju&rls=Xorg.mozilla:it:officialY&q=montep ...


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Codacons: crollo dei consumi alimentari ai livelli di 33 anni fa


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Codacons: crollo dei consumi alimentari ai livelli di 33 anni fa

di REDAZIONE


"Secondo i dati resi noti oggi dall'Istat, ad aprile la caduta su base annua del 6,1% registrata dalle vendite al dettaglio del comparto alimentare è la più forte almeno da gennaio 2001″. Per il Codacons in realtà questi dati "per quanto drammaticamente preoccupanti sono sottostimati per almeno due ragioni. La prima è che si tratta dei dati peggiori da 11 anni a questa parte solo perché le serie storiche sono cominciate 11 anni fa, la seconda è che il dato incorpora sia la dinamica delle quantità che quelle dei prezzi. Se, quindi, si scorpora l'inflazione, ecco che il crollo dei consumi alimentari, in quantità, assume aspetti tragici".


"I consumi alimentari pro capite annui – prosegue – hanno fatto un balzo indietro di 33 anni, tornando ai livelli del 1979. Il crollo è cominciato nel 2007 e da allora la discesa è stata inarrestabile. La ragione è che con l'aumento del costo della vita iniziato nel 2002 e la mancata difesa delle pensioni e dei salari reali, le famiglie sono andate progressivamente in crisi e se all'inizio faceva fatica ad arrivare alla fine del mese un terzo degli italiani, ora, dopo 10 anni, solo un terzo delle famiglie riesce ad arrivare tranquillamente alla fine del mese. Un bel peggioramento che ha investito anche il ceto medio italiano". Per questo il Codacons invita il Governo Monti "a lavorare non solo sulla spending review, ma anche sull'elusione fiscale, consentendo detrazioni fiscali in proporzione al reddito, escludendole del tutto per chi dichiara oltre 75.000 euro. In tal modo sarà possibile, progressivamente, alleggerire la pressione fiscale sui ceti medio-bassi".



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I 4 pilastri della nuova Unione economica


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I 4 pilastri della nuova Unione economica

Vigilanza Bce su banche, tesoro Ue, apertura a eurobond


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Mai alla BCE che nasconde la transazione Goldman-Grecia la supervisione bancaria


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Mai alla BCE che nasconde la transazione Goldman-Grecia la supervisione bancaria

"L'Italia ha un ruolo importante da giocare in questa discussione. Deve giocarlo. Dobbiamo dire chiaramente che tipo di Europa vogliamo e partecipare a pieno titolo alla definizione del progetto. Quale è la posizione dell'Italia sulla proposta di supervisione bancaria comune? … Continue reading


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Attenzione REGALO di Mario Monti al Banco MPS


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Attenzione REGALO di Mario Monti al Banco MPS

339 Attenzione REGALO di Mario Monti al Banco MPS


Voilà, ecco il che arriva il regalone governativo per salvare il culo alla Fondazione Monte Paschi (dunque ai politici che la governano):


Da MF-DowJones



Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze (cioè Mari Monti in persona), ha approvato misure urgenti per l'incremento della dotazione patrimoniale della Banca Monte dei Paschi di Siena, in attuazione della Dichiarazione dei Capi di Stato o di Governo dell'UE del 26 ottobre 2011 sulle misure di rafforzamento del settore bancario. La decisione del Governo e' stata presa in seguito alla Raccomandazione Eba dell'8 dicembre 2011 nella quale si chiedeva di assicurare che i principali istituti di credito europei aumentassero la propria dotazione patrimoniale attraverso la costituzione di un buffer di capitale, eccezionale e temporaneo, tale da portare, entro il 30 giugno 2012, il coefficiente Core Tier1 al 9%…..


….Il Governo interverra', sottoscrivendo nuovi strumenti finanziari di patrimonializzazione assimilabili a obbligazioni speciali, simili ai cosiddetti "Tremonti Bond". Bankitalia ha ritenuto opportuno, tenuto conto delle incertezze circa l'esito delle azioni in corso di realizzazione, che lo strumento legislativo contempli un importo massimo di euro 2 miliardi. L'importo effettivo necessario dello strumento sara' stabilito dalla banca in prossimita' dell'emissione.

Con la nuova sottoscrizione saranno contestualmente sostituiti i "Tremonti bond" emessi da B.Mps nel 2009 per un importo di 1,9 mld. L'importo complessivo dei nuovi strumenti finanziari sottoscritto dal Governo potra', quindi, essere pari al massimo a 3,9 mld….




e poi leggete il perchè Aiuti di Stato si e Aumento di capitale no:


L'intervento del Governo si e' ...


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(N)Euro 2012 – Se vincessimo contro la Germania sarebbe il disastro


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(N)Euro 2012 – Se vincessimo contro la Germania sarebbe il disastro

Mettiamo da parte la scaramanzia, per una volta. E immaginiamo una vittoria italiana nella semifinale di Euro 2012 contro la Germania. Dall'altra parte del tabellone non importa, Spagna o Portogallo non cambia nulla. Insomma, profetizziamo, per gioco, una finale al contempo latina ed economicamente disastrosa. Il pig più pig tra i PIGS che sconfigge la Germania locomotiva d'Europa e si gioca il titolo continentale con un altro compagno di sventure economiche, in barba allo spread e ai diktat rigoristi di sora Merkel.

Cosa succederebbe se i bianchi tedeschi uscissero in semifinale?

1) Angela Merkel farebbe uscire dall'Euro l'Italia, salvando la Grecia che ha avuto il buongusto di soccombere contro i tedeschi.

2) Monti verrebbe convocato a Berlino come Mussolini dopo la liberazione dal Gran Sasso e la cancelliera lo striglierebbe come Dio comanda, costringendolo a guidare un governo fantoccio tra Vipiteno e Bolzano.

3) Gli euroBond sarebbero semplicemente agenti segreti al servizio di Sua Culosità, con licenza di uccidere l'economia italiana.

4) Berlino richiamerebbe in patria l'ambasciatore a Roma e tutti i turisti della Riviera romagnola, lasciando in Italia solo Ela Weber a rappresentare gli interessi della Germania.

5) Verrebbero rimpatriati tutti i baffuti pizzaioli calabresi che vivono in Germania e le loro armi da fuoco verrebbero sequestrate e fuse per realizzare un monumento alla superiorità tedesca (Un wurstel enorme che insidia le natiche di un emigrante italiano).

6) Sarebbe ricreato ad hoc il corpo dei Lanzichenecchi, giusto per farli sfogare di nuovo tra le viuzze della Capitale. Verrebbe risparmiato Benedetto XVI, ma solo qualora decidesse di spostare la sede papale a Monaco di Baviera. Lui, che ve lo dico a fare, accetterebbe di buon grado.

7) Verrebbero annesse alla Germania tutte le zone d'Italia in qualche modo legate ai tedeschi: quindi il Sud Tirolo, Rimini, Riccione e Bellaria Igea Marina.

8) Sud Tirolo a parte, che si chiamerebbe Repubblica Sociale dei Crucchi d'Italia, governata da Mario Monti, il resto del paese diventerebbe un'enorme discarica per rifiuti tossici, nucleari e biologici. Inclusi i Tena Lady usati della Merkel.

Siamo ancora sicuri di voler vincere?



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Contribuenti della gleba – di Nicola Fracassi


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Contribuenti della gleba – di Nicola Fracassi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Nicola Fracassi.


Buongiorno,


mi chiamo Nicola Fracassi e sono un imprenditore. Nel 2006, insieme ad altri due amici, abbiamo fondato una società di informatica. Oggi, nel 2012, nonostante il periodo, abbiamo creato una struttura di circa 40 dipendenti con clienti sparsi in tutta Italia ed in giro per il mondo.


Vi scrivo per parlarvi della mia esperienza di imprenditore, Italiano, che cerca in tutti i modi di essere ligio alle regole che la società e lo Stato ci chiedono di rispettare. Non è stata un'impresa semplice ma in questi anni abbiamo reinvestito ogni singolo centesimo di euro nella nostra società per farla crescere, per farla diventare una realtà in cui dipendenti e datori di lavoro collaborano senza approfittarsi gli uni degli altri. Abbiamo appena chiuso il bilancio dell'esercizio 2011, anno in cui abbiamo più che raddoppiato il fatturato, assunto numerose persone e fatto molti investimenti in termini di ricerca e sviluppo. Al termine dell'anno, dato un utile prima delle tasse di poco oltre i 102.000 Euro (dovuti essenzialmente agli investimenti fatti sul personale), andremo a pagare oltre l'80% di tasse (merito di IRES e di IRAP)!


Ora io mi chiedo quale sia il messaggio che il nostro Stato stia cercando di passarmi, chiedendomi di pagare oltre l'80% di tasse!



  • Forse lo Stato mi sta dicendo che la tassazione da noi tiene già conto del fatto che gli imprenditori e le aziende evadono le tasse. Peccato che la nostra piccola azienda, che lavora esclusivamente con altre aziende, grandi banche, service provider, etc.. non faccia un euro di nero o di evasione ne sull'IVA, ne' sul reddito, ne' sui contributi dei dipendenti!

  • Forse lo Stato mi sta dicendo che è meglio NON assumere i dipendenti ma convincerli a rimanere con contratti "atipici", cocopro, Partita Iva, etc.. perché altrimenti su di essi (IRAP) si paga una marea di tasse, alla faccia di qualsiasi cuneo fiscale (che onestamente mi sembra una vera e propria presa in giro). Peccato che la nostra piccola azienda abbia deciso, per codice morale, di usare solo contratti corretti e quindi che tutti i nostri dipendenti siano assunti a tempo indeterminato.

  • Forse lo Stato mi sta dicendo che è meglio pagare qualche buon "fiscalista" che studi metodi più o meno leciti per portare all'estero qualche fondo invece che reinvestirlo in Italia. Ma questo è qualcosa che non abbiamo la minima intenzione di fare perché vogliamo concentrarci sul nostro lavoro e non su quali siano i modi migliori per evadere o pagare meno tasse possibile… .e posso garantirvi che di "sirene" che ci suggeriscono di spostare altrove la nostra ditta ce ne sono!


Io sono un ottimista, amo il lavoro e in particolare questo lavoro, amo la tecnologia, amo questo paese e non ho nessuna intenzione di mollare o suicidarmi (con tutto il rispetto dovuto per quegli imprenditori che non ce l'hanno fatta...



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Il governo cancella il tetto per le pensioni d'oro: 6000 euro al mese non bastano a lor signori


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Il governo cancella il tetto per le pensioni d'oro: 6000 euro al mese non bastano a lor signori

Mentre tagliano le pensioni minime, costringono i lavoratori ad andare in pensione oltre i 65 anni, lasciano i 360.000 esodati senza lavoro e senza pensione, il governo boccia la proposta del tetto di 6000 euro al mese di pensione per manager e alti funzionari statali . 

Le note parlamentari delle principali agenzie di stampa raccontano infatti che ieri, nella riunione congiunta della commissione Affari Costituzionali e Bilancio, la proposta di modifica al decreto legge spending review ha ricevuto il parere contrario del governo che si è però impegnato a ragionare sul tema in vista dell'esame del decreto legge sviluppo. L'emendamento prevede che le pensioni «erogate in base al sistema retributivo, non possono superare i 6.000 euro netti mensili. Sono fatti salvi le pensioni e i vitalizi corrisposti esclusivamente in base al sistema contributivo». Se poi questa pensione è cumulata con altri trattamenti pensionistici erogati da gestioni previdenziali pubbliche in base al sistema retributivo, «l'ammontare onnicomprensivo non può superare i 10.000 euro netti mensili».

Insomma il...



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In Difesa dell'Euro (II parte)


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In Difesa dell'Euro (II parte)


 



 


altUna stragrande maggioranza di persone attribuisce oggi all'Euro colpe che in realtà sono riconducibili al principale pregio della valuta unica.


 



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Gaetano Bucci: BCE versus Costituzione italiana


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Gaetano Bucci: BCE versus Costituzione italiana


BCE versus Costituzione italiana


di Gaetano Bucci*


Le politiche "neoliberiste" imperniate sul mix stabilità istituzionale - stabilità economico-finanziaria stanno ormai compromettendo le forme del vivere civile, la coesione sociale e gli stessi livelli di sicurezza dell'unità nazionale. Sussiste una correlazione stretta tra il declino della democrazia e la crescita delle diseguaglianze e, più in generale, tra la crisi del costituzionalismo e l'involuzione delle forme - dirette e indirette - di redistribuzione del reddito. Questa situazione di decadenza generale è stata provocata dalla disapplicazione del nucleo profondo della Costituzione, ossia dei Principi fondamentali e, in specie, di quelli contenuti negli articoli 1 e 3. La Costituzione è, infatti, la forma giuridica di un patto di convivenza sociale, la cui vigenza dipende dall'esistenza di un congruo equilibrio nei rapporti di forza tra i soggetti sociali in conflitto, che - nel corso dell'ultimo trentennio - è stato manomesso duramente.

L'epicentro della regressione subita dal nostro Paese è, tuttavia, ben oltre i confini nazionali e, specificamente, negli sconvolgimenti della globalizzazione trascinata dai mercati finanziari e coadiuvata da politiche economiche che, sin dalla metà degli anni Settanta, hanno incentivato, sulle due sponde dell'Atlantico, il varo di indirizzi legislativi volti a rimuovere i vincoli alla circolazione dei capitali, a promuovere le attività speculative delle banche e la formazione di una rete inestricabile di dipendenze reciproche tra i sistemi industriali e finanziari dei diversi Paesi, in cui è stata prodotta una massa di strumenti derivati complessi e sempre meno tracciabili.



L'Italia e l'Europa sono entrate in una fase estremamente critica, che pone a rischio i risultati di mezzo secolo di storia. I dati economici dell'ultimo decennio dimostrano come l'andamento del Pil sia caratterizzato da una stagnazione ininterrotta, gli indicatori fondamentali della produttività (innovazione tecnologica; ricerca; istruzione; efficienza delle istituzioni) risultino in picchiata e l'ammontare del debito pubblico ci esponga, costantemente, agli assalti distruttivi della speculazione.





Il trattato di Maastricht



Il meccanismo di funzionamento della moneta unica ha impedito l'utilizzo di due strume...



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Mps non sta più in piedi, 2 miliardi di soldi nostri per salvarla


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Mps non sta più in piedi, 2 miliardi di soldi nostri per salvarla






Il Governo italiano sottoscriverà fino a 2 miliardi di euro di "Tremonti bond" emessi dal Monte dei Paschi di Siena, per ottemperare alle richieste dell'Eba. Palazzo Chigi offre dunque un nuovo salvagente a Rocca Salimbeni, che non sarà  certo a costo zero: la spesa complessiva per interessi potrebbe arrivare a 170 milioni di euro, tre volte l'utile del primo trimestre 2012. Da oggi la banca guidata da Profumo è in coma farmacologico. 





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Spagna: salvataggio da 100 miliardi lascia enorme margine rispetto alle necessita' finanziarie delle banche - de Guindos


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Spagna: salvataggio da 100 miliardi lascia enorme margine rispetto alle necessita' finanziarie delle banche - de Guindos

Il ministro dell'Economia spagnolo, Luis de Guindos, ha detto che il salvataggio da 100 miliardi di euro lascia un enorme margine rispetto alle necessita' finanziarie delle banche.


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Usa, stretta ai prestiti da parte delle grandi banche


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Usa, stretta ai prestiti da parte delle grandi banche

I maggiori colossi bancari statunitensi, negli ultimi mesi, hanno progressivamente iniziato a chiudere i rubinetti del credito. E a colmare il vuoto sono state le banche regionali. Si possono riassumere così i risultati di uno studio condotto dall'agenzia Bloomberg.


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La Merkel, la fa fuori dal Vaso:L’EUROPA NON AVRA’ RESPONSABILITA’ CONDIVISA SU DEBITO FINCHE’ VIVRO’ ( The German Berlusconi’s Moment)


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La Merkel, la fa fuori dal Vaso:L'EUROPA NON AVRA' RESPONSABILITA' CONDIVISA SU DEBITO FINCHE' VIVRO' ( The German Berlusconi's Moment)

emboliaAdam La Merkel, la fa fuori dal Vaso:LEUROPA NON AVRA RESPONSABILITA CONDIVISA SU DEBITO FINCHE VIVRO   ( The German Berlusconis Moment)


Ahi ahi, qui esplode tutto. 


Anche la Merkel ha un Berlusconi's Moment:


L'EUROPA NON AVRA' RESPONSABILITA' CONDIVISA SU DEBITO FINCHE' VIVRO' ! 


Bella cazzata signora Merkel, delle due l'una o ci sta comunicando di soffrire di un "brutto male" o anche lei è andata a farsi fare i tarocchi dal Mago Cotechino.


Più prosaicamente può darsi che si tratti di un rodimento delle parti basse da perdita di consenso interno. 


Signore e signori, siamo messi male anzi malissimo. Stretti tra vecchi cialtroni italiani e vecchie tedesche con l'embolo esploso.


 






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Iran o Inghilterra


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Iran o Inghilterra

...è più o meno l'atteggiamento che hanno in Iran, che non mi sembra un esempio di paese particolarmente benestante...



Perchè l'Iran, solo perchè adahcdpcsbg, S è scoperto ieri sui gi ...


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Berlusconi: troppa indeterminatezza, Monti cambi direzione

Berlusconi: troppa indeterminatezza, Monti cambi direzione


15:57 26 GIU 2012

(AGI) - Roma, 26 giu.- Il premier Mario Monti ha incontrato Silvio Berlusconi, Angelino Alfano e Gianni Letta. Sul tavolo i provvedimenti del governo ma soprattutto il tema della crescita alla vigilia del vertice del 28 giugno a Bruxelles. "Abbiamo mangiato bene", il primo commento di Berlusconi ai giornalisti al termine dell'incontro.

Per Bruxelles la caduta di Monti sarebbe una catastrofe

Ai parlamentari del Pdl riuniti alla Camera, l'ex premier ha riferito che dall'incontro e' emersa una sensazione di indeterminatezza sulle proposte che l'Italia fara' in Europa. Berlusconi ha anche detto di aver riportato a Monti le inquietudini del Pdl, sottolineando che il 78% dell'elettorato del partito non e' d'accordo nel sostenere una linea d'appoggio al governo. Berlusconi ha detto al presidente del Consiglio che il Pdl votera' la fiducia sulla riforma del mercato del lavoro nonostante non ne condivida una parte.
Ai parlamentari Berlusconi si e' detto anche disponibile a fare il ministro dell'economia in un governo guidato da Alfano.
Inoltre, Berlusconi ha spiegato che secondo i sondaggi, se l'Udc andra' a sinistra si portera' dietro solo un 10% dei suoi elettori.

VERSO INTERVENTO BCE ANTI SPREAD MA PER VIRTUOSI

......

USA, la fiducia dei consumatori si deteriora ancora a giugno

USA, la fiducia dei consumatori si deteriora ancora a giugno

USA, la fiducia dei consumatori si deteriora ancora a giugnoScivola ancora la fiducia dei consumatori americani a giugno, portandosi a 62 punti dai 64,4 rivisti del mese di maggio (preliminare 64,9). Il dato, comunicato dal Conference Board degli Stati Uniti, risulta al di sotto delle aspettative degli analisti che avevano previsto un livello a 63,5 punti.
Il sondaggio sulla fiducia dei consumatori è basato su un campione rappresentativo di 5.000 famiglie americane ed è condotto per il Conference Board dal NFO WorldGoup.
Nello stesso periodo l'indice sulla situazione presente è salito a 46,6 punti dai 44,9 precedenti, mentre l'indice sulle attese ha evidenziato un calo a 72,3 punti dai 77,3 precedenti.
Fonte: http://www.teleborsa.it/DettaglioNews/671_2012-06-26_TLB/usa_la_fiducia_dei_consumatori_si_deteriora_ancora_a_giugno.html

L’Europa esplode. O forse no

L’Europa è il nodo di una visione contrapposta del mondo : quella americana che punta alle nanotecnologie, alla finanza creativa a alla potenza militare e quella cinese che punta sulla potenza industriale, sul possesso del debito degli altri e sulla pianificazione dei consumi interni. Unica cosa comune è il controllo dell’informazione in un caso con ignoranza e falsi modelli di vita e nell’altro sem

Europa, verso il Tesoro Ue

Europa, verso il Tesoro Ue: Si apre anche alla possibilità di eurobond

Rischi contagi per l'Italia: nuovo vertice tra i ministri delle finanze e Pressing sulla Merkel per gli eurobond

Rischi contagi per l'Italia: nuovo vertice tra i ministri delle finanze e Pressing sulla Merkel per gli eurobond: Ieri il no secco della cancelliera tedesca ha fatto crollare le borse europee  il no agli Eurobond ribadito da Angela Merkel ha fatto crollare i mercati finanziari.  e oggi c'è una sorta di pressing nei confronti di Berlino affinché apra a forme di condivisione del debito, con l'incontr dei ministri delle Finanze di Germania, Francia, Italia e Spagna si riuniranno a Parigi per discutere l'agenda del cruciale Consiglio Europeo del 28 e del 29 giugno.

E nello stesso tempo, in vista del vertice cruciale del 28 e 29 giugno, l'Ocse lancia l'allarme. "Le autorità europee devono essere più risolute nell’affrontare la crisi per evitare un allargamento del contagio a Italia e Spagna"

in seguito la notizia AGI
OCSE: RISCHIO CONTAGIO ITALIA E SPAGNA SE VERTICE UE FALLISCE
Le autorita' europee devono essere piu' risolute nell'affrontare la crisi per evitare un allargamento del contagio a Italia e Spagna. Lo ha dichiarato il capo economista e vicesegretario dell'Ocse, Piercarlo Padoan, ai microfoni del Gr Rai. "Ci sono elementi di debolezza generalizzata che si possono tradurre in fenomeni di contagio" ha spiegato Padoan, avvertendo che, in mancanza di decisioni chiare al vertice Ue del 28 e del 29 giugno "ci sarebbero sicuramente tensioni sui mercati finanziari di questi due paesi, che pero' non vanno identificati in un blocco comune - i problemi di Spagna e Italia sono diversi - e quindi ci sarebbe bisogno di strumenti di intervento". "Le risorse per intervenire, la potenza di fuoco dei fondi salvastati e della Bce ci sono, gli strumenti per intervenire ci sono, anche le nuove risorse del Fmi decise dal G20 ci sono: le munizioni insomma ci sono, si tratta di metterle in ordine, di costruire una strategia di intervento, ma bisogna che ci sia un forte segnale politico", ha proseguito Padoan. "Sono mancate finora risposte definitive e questo gioco e' stato fatto alcune volte volutamente da qualche paese; ho la sensazione che piu' si va avanti piu' questo gioco diventa rischioso e pericoloso".
"Da quando la crisi greca ha innescato questa situazione, ci sono stati molti vertici definiti "decisivi" che poi non sono risultati cosi'", ha detto ancora il capo economista dell'Ocse, i mercati prima hanno reagito bene e poi si sono dimostrati delusi, e non e' da escludere una situazione simile.
Di nuovo c'e' un paradosso: l'Europa va nella direzione giusta, passi avanti sono stati fatti, ma questa velocita' di progresso e' sempre inferiore alla velocita' dei mercati, una volta tanto bisognerebbe fare uno scatto in avanti, bisogna trovare un compromesso politico alto". (AGI) .

Gli sceriffi di Monti


OH3018 sheriff silverFrancesco Giavazzi economista di scuola statunitense e bocconiana, un uomo con il pallino della trasparenza, chiamato da Monti per capire quali e quanti danni prendono corpo attraverso i sussidi alle imprese di influenza pubblica.
Un personaggio scomodo all'assistenzialismo statale, già entrato in conflitto con diverse figure istituzionali in passato e molto critico anche con lo stesso Monti, accusato di mettere in difficoltà la ripresa del Paese con un eccesso di aumento fiscale.

John Mauldin: Fine dei giochi

john-mauldin
Da un'intervista rilasciata a www.kingworldnews.com , John Mauldin spiega perchè l'economia mondiale sia arrivata alla frutta. Cina e Brasile sembrano due supermodelle in punta di tacchi, che hanno già doppiato la capacità di prestare 400 miliardi del FMI. Si rinn

Comunicazione di servizio: zitti zitti una delle banche italiane "più solide della altre" è stata appena SALVATA

Comunicazione di servizio: zitti zitti una delle banche italiane "più solide della altre" è stata appena SALVATA:

Comunicazione di servizio: zitti zitti una delle banche italiane "più solide della altre" è stata appena SALVATA....


Italian cabinet has decided to offer bonds underwritten by state for Monte Dei Paschi (BMPS IM) according to a government source
Tue, 12:54 26-06-2012

Il Montepaschi strappa nuovi Tremonti bond


from Milano Finanza
No comment dal Tesoro al quale Rocca Salimbeni deve restituire ancora il primo pacchetto da 1,9 miliardi. Il consiglioi di amministrazione pronto ad [...]
Vi ho già spiegato 1000 volte in questo Blog perchè il mito "le nostre banche sono più solide delle altre"...



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Crisi bancaria: Monte dei Paschi, lo stato Italiano interviene per salvarla nuovamente

Crisi bancaria: Monte dei Paschi, lo stato Italiano interviene per salvarla nuovamente: Chi rappresenta L’ Italia al Parlamento Europeo non ha fatto il suo dovere verso il Popolo Italiano e tutti i nostri politici sono nella stessa condizione, hanno contribuito ad aggravare la nostra posizione, permettendo il prestito della BCE alle banche private e non obbligandole a ridistribuire i prestiti illimitati ricevuti addirittura escludendo le fondazioni bancarie dal pagamento della tassa sulle proprietà immobiliari!! IMU
I debiti delle banche private e dei mal governi a favore delle lobby
non si risanano se le piccole e medie industrie non vengono aiutate
permettendo alle banche di speculare LEGGETE QUESTO ARTICOLO QUI SULLA SPECULAZIONE DELLE BANCHE.
i prestiti della BCE li doveva gestire la BANCA D’ITALIA per riattivare il lavoro nelle piccole e medie Imprese unica speranza per L’ITALIA.
Non per aiutare le banche private che con speculazioni sbaglia
hanno contribuito insieme hai mal Governi degli ultimi 60 anni
alla crisi attuale

Ora vi inserisco l'interessante articolo dell'amico Paolo Cardenà del blog Vincitori e Vinti

Mentre voi fate la colletta per comprare la carta igienica per le scuole dei vostri figli, lo Stato interviene nuovamente per salvare il Monte dei Paschi di Siena e lo farà, presumibilmente, con un intervento di un miliardo di euro che verrà utilizzato dal Monte dei PACCHI di Siena per migliorare la struttura patrimoniale ed adeguarsi ai parametri imposti dall'EBA (European Banling Autority).

Questa somma si aggiunge ai 1,9 miliardi di euro erogati già nel 2009 attraverso i Tremonti Bond e mai restituiti dalla banca senese.

Per chi non conoscesse la vicenda, vi propongo uno stralcio di un mio articolo di qualche mese fa che spiega perfettamente la vicenda.


In questi giorni, nel silenzio più assordante di tutti i media, si sta consumando l'ennesima rapina perpetrata a danno  dei contribuenti e a favore, ancora una volta, del sistema bancario e nello specifico, a favore del Monte dei Paschi di Siena. Proprio mentre l'intera nazione è chiamata a duri sacrifici per tentare di raddrizzare le sorti di questo Paese, stremato dai soprusi perpetrati da una classe dirigente, inetta, incompetente e cialtrona, lo Stato regala 200 milioni di euro alla banca senese.
La vicenda è questa.
Vi  ricordate i  Tremonti Bond molto sponsorizzati  nel 2009, nel pieno della tempesta finanziaria di allora, e fiore all'occhiello della politica economica del Ministro Tremonti? Nel pieno della crisi finanziari del 2009, a seguito della crisi dei mutui subprime che portarono al fallimento della banca Lehman Brothers e di molte altre, l'allora Ministro del Tesoro Giulio Tremonti ebbe la geniale idea (si fa per dire)  di inventarsi il Tremonti Bond, con il duplice intento di aiutare, da un lato, la patrimonializzazione dei gruppi bancari, e   dall'altro stemperare la stretta creditizia all'epoca in atto, permettendo così alle banche di finanziarsi per poi finanziare, a loro volta, cittadini, famiglie e imprese.
Il Tremonti Bond altro non è che un finanziamento concesso dallo Stato alle banche per favorire la distensione e l'allargamento del credito, a tassi che, in taluni casi, possono anche arrivare al 10%, in applicazione ai parametri di indicizzazione del prestito connessi al  rendimento dei titoli di stato.  In altre parole, le banche, dietro pagamento di saggio di interesse indicizzato al rendimento dei BTP, hanno attinto ad un prestito statale con l'obbligo di utilizzare quei fondi per finanziare famiglie imprese e cittadini.
In realtà i Tremonti Bond non hanno riscosso particolare successo poiché ritenuti, dalle banche stesse, troppo costosi e forse troppo vincolanti, posto il fatto che, dovevano essere comunque utilizzati per finanziare la collettività. In vero, poche banche fecero ricorso a questo istituto e tra le big anche la banca Monte dei Paschi di Siena per quasi 2 miliardi di euro che, allo stato attuale, non sono stati ancora rimborsati.
Nei meandri  dell'accordo sottoscritto dalle banche con il Governo si legge espressamente che:
"Gli Interessi sono corrisposti dalla banca solo in presenza di utili distribuibili" Questo ha un solo significato: se la banca non produce utili distribuibili, nessuna somma a titolo di interessi è dovuta allo stato. Anzi, volendo attribuire un significato più realistico alla clausola, possiamo agevolmente concludere che, questa, costituisce un incentivo a non generare utili.Ebbene, è proprio quello che si sta consumando in questi giorni in cui la banca senese, definendo il bilancio del 2011, ha riportato un perdita di oltre 4,6 miliardi di euro riconducibile sostanzialmente alla svalutazione degli avviamenti e dei crediti di dubbia esigibilità. Quindi, niente utile da distribuire, niente interessi da pagare allo Stato. No money, no party!Stando ai meccanismi di calcolo degli interessi, indicizzati al rendimento dei titoli di stato e considerato il progressivo aumento dei rendimenti nel corso nell'anno 2011, Mps avrebbe potuto versare nelle monotone casse dello Stato quasi 200 milioni di euro di interessi per l'anno 2011. Ma così non è stato.La vicenda, letta in questo modo, potrebbe sembrare del tutto rituale. Ma non lo è affatto, se solo si considerassero  i sacrifici a cui sono chiamati gli italiani per tentare di risollevare le sorti del Paese. In realtà, a parer mio, esiste anche una complicità del Governo in carica, posto il fatto che,trattandosi di una circostanza  lesiva dell'interesse generale (ovvero della popolazione),  il Governo avrebbe dovuto perseguire soluzioni volte ad ottenere il rimborso immediato del prestito concesso. Tale soluzione, sarebbe dovuta ancor più essere perseguita anche in considerazione dei compensi milionari percepiti dal management della banca. In tal modo, lo stato avrebbe avuto tra  le proprie disponibilità oltre 2 miliardi di euro. Somma che avrebbe potuto  determinare un minor ricorso al mercato con le rituali emissioni di titoli del tesoro che, nel caso dei BTP, arrivano a costare al contribuente circa il 6% annuo. La soluzione del rimborso immediato dei Tremonti Bond, sarebbe ancor più che ovvia, se solo si considerasse che le banche italiane, MPS compresa,  hanno ottenuto dalla BCE una pioggia di miliardi di euro per tre anni al tasso agevolatissimo dell'1%. Insomma, l'agonizzante  contribuente italiano tartassato di tasse e balzelli fiscali, deve sapere che,  grazie all' ex ministro Tremonti - che riesce a far più danni da morto che da vivo-  e alla complicità del Governo in carica, parte dei suoi sudori, andranno ad arricchire i banchieri del Monte Paschi che continuano a percepire compensi milionari, nonostante il dissesto a cui hanno condotto la banca più antica del mondo.

Ue: all'Irlanda in crisi 2,3 miliardi

Ue: all'Irlanda in crisi 2,3 miliardi: La Commissione europea dà il via libera a una nuova tranche di aiuti

Trattativa Stato-mafia, l’ira di Napolitano: “Nessuno mi chiama mai quando c’è da divertirsi”

Trattativa Stato-mafia, l’ira di Napolitano: “Nessuno mi chiama mai quando c’è da divertirsi”:

Spinoza.it

Caro Bund, non sei più quello di una volta

Caro Bund, non sei più quello di una volta: E’ sceso vistosamente dai massimi, aumentano i rendimenti. Come mai il titolo governativo tedesco perde i colpi? Qualcosa sembra essere cambiato. Anche se oggi il Bund torna di moda. Però ormai ha perso lo smalto di una volta. Come mai? … Continua a leggere

La mano che arraffa: quella dello stato

La mano che arraffa: quella dello stato:

Per poter valutare l’espansione senza precedenti che lo Stato democratico moderno ha registrato in Europa, è utile ricordare l’affinità storica tra due movimenti che emersero alla sua nascita: il liberalismo classico e l’anarchismo. Entrambi questi movimenti furono motivati dall’ipotesi, rivelatasi poi errata, che il mondo si stesse incamminando verso un’era di indebolimento dello Stato. Ma mentre il liberalismo propendeva per uno stato minimo che governasse i cittadini in modo quasi impercettibile, lasciando loro la libertà di condurre i loro affari in  santa pace, l’anarchismo, al contrario, auspicava la dissoluzione totale dello Stato.


Dietro questi due movimenti si celava una speranza tipica del Novecento europeo: che lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo sarebbe ben presto giunto al capolinea. In un caso, ciò sarebbe originato dall’eliminazione della predazione parassitaria esercitata dalle classi improduttive, quali la nobiltà e il clero. Nell’altro caso, la chiave di volta era stata individuata nel processo di riorganizzazione delle tradizionali classi sociali, che si sarebbero costituite in piccoli gruppi autosufficienti. Ma la storia politica del ventesimo secolo, e non solamente nel corso delle sue derive totalitarie, si è dimostrata del tutto inclemente, tanto con il  liberalismo classico, quanto con l’anarchismo. Lo Stato moderno democratico a poco a poco si è trasformato nell’attuale “Stato debitore”: nel volgere di un secolo, il processo di metastasi ha dato luogo a un mostro colossale, un mostro che respira e sputa fuori i soldi.


Questa metamorfosi è stata la risultante, soprattutto, di un prodigioso allargamento della base imponibile, specie in forza dell’introduzione dell’imposta progressiva sul reddito. Questa imposta è l’equivalente funzionale dell’ espropriazione socialista. Ma capace di garantire, in più, il notevole vantaggio di essere reiterata di anno in anno, almeno in tutti i quei casi in il soggetto non risulti dissanguato dal salasso dell’anno precedente (Per avere un’idea della tolleranza dei cittadini del giorno d’oggi, basti ricordare che quando l’imposta sul reddito fu introdotta, per la prima volta,  in Inghilterra, con una pressione del 5 per cento, la regina Vittoria era seriamente preoccupata del fatto che ciò avrebbe rischiato di oltrepassare ogni limite tollerabile. Da quel giorno, ne è passata di acqua sotto i ponti: e siamo ormai assuefatti all’idea che una manciata di cittadini produttivi debba  necessariamente fornire, con le loro tasse, più della metà del gettito sul reddito nazionale).


Quando questo prelievo forzoso si combina con una lunga batteria di ulteriori tasse e imposte, che vanno ad incidere soprattutto sui consumatori, si origina un risultato sorprendente: ogni anno, gli Stati moderni rivendicano la metà dei proventi economici generati dalle loro classi produttive e li affidano in consegna agli esattori delle tasse. E ciononostante, queste classi produttive non tentano di rimediare alla loro situazione  ricorrendo alla sola reazione che appare come la più ovvia e naturale: una civile rivolta fiscale! Questa totale ed assoluta sottomissione si configura effettivamente, [per i governanti, ndt], come un formidabile successo politico, che avrebbe fatto cadere in deliquio  il ministro delle finanze di qualsiasi sovrano.


Rifacendoci a queste considerazioni, possiamo ben capire che la domanda che molti osservatori europei continuano a formulare durante l’attuale crisi economica – “il capitalismo ha un futuro?”, è del tutto mal riposta. In realtà, quello in cui ci tocca vivere non è affatto un  sistema capitalistico: ma è una forma di  ibrido semi-socialista che gli europei, con molto tatto, definiscono “economia sociale di mercato”. La mano avida dello Stato cede parte del bottino soprattutto per placare l’apparente interesse pubblico, finanziando attività inutili e prive di senso  in nome della “giustizia sociale”.


Così, lo sfruttamento diretto ed egoistico dell’epoca feudale è stato trasformato, nell’era moderna, in un  stato,  giuridicamente vincolato e quasi disinteressato, di totale cleptocrazia. Oggi, un ministro delle finanze è una sorta di Robin Hood che ha prestato fedeltà a un giuramento costituzionale. La capacità che caratterizza il Tesoro, di arraffare il bottino con la coscienza perfettamente pulita, è legittimata, tanto da un punto di vista teorico quanto nella pratica, dall’affidamento che si ripone nell’incontestabile utilità dello Stato nel mantenere la pace sociale, per non parlare di tutti gli altri vantaggi che si vuole esso fornisca (In tutto questo, la corruzione rimane un fattore del tutto irrisorio… Per comprovare quello che sto dicendo, basti solo pensare alla situazione della Russia post-comunista, dove un ordinario uomo dell’establishment, come Vladimir Putin, è stato in grado, nei pochi anni in cui è stato Capo di Stato, di accumulare una fortuna personale di oltre  20 miliardi di dollari). Gli osservatori favorevoli al  libero mercato fanno sicuramente bene, dal canto loro, a richiamare l’attenzione su una serie di pericoli ben precisi: sia che si sostanzino in una eccessiva regolamentazione, suscettibile di inibire l’afflato imprenditoriale; ovvero, in una imposizione fiscale fuori controllo, che punisce il successo; o, ancora, in un debito ipertrofico, che è la conseguenza di un rigore di bilancio che ha ceduto il passo alla leggerezza speculativa.


I sostenitori del libero mercato non hanno inoltre mancato di osservare come l’attuale stato delle cose determini il sovvertimento del concetto stesso di “sfruttamento”. In precedenza, i ricchi vivevano a spese dei poveri, in via del tutto diretta ed inequivocabile. Nelle economie moderne, invece, sono sempre più i cittadini improduttivi a vivere parassitariamente alle spalle di quelli produttivi, ancorché lo facciano in maniera del tutto equivoca, posto che, come si dice e si reputa, essi sono svantaggiati ed in virtù di questo meriterebbero un sostegno ancor maggiore. Ai giorni nostri, di fatto, una buona metà della popolazione di ogni nazione moderna è costituita da persone che, disponendo di un reddito scarso se non nullo, sono esenti da qualsiasi obbligo fiscale, e vivono, in larga misura, a scapito dell’altra metà della popolazione, che al contrario paga le tasse. Se tale situazione dovesse radicalizzarsi, ciò potrebbe sicuramente  dar luogo ad estesi conflitti sociali. Questa tesi, eminentemente plausibile, dello sfruttamento da parte dei ceti improduttivi, elaborata dai fautori del libero mercato, avrebbe poi prevalso sulla omologa tesi di matrice socialista, di sicuro molto meno convincente, che ravvisava lo sfruttamento dei lavoratori ad opera dei capitalisti. L’affermarsi di questa rivoluzione concettuale recherebbe con sé l’avvento di un’era post-democratica.


Allo stato attuale, il pericolo principale per la futura tenuta del sistema coinvolge il crescente indebitamento degli Stati, intossicati dal proliferare delle politiche keynesiane. In maniera del tutto impercettibile, ma ormai del tutto inevitabile, ci stiamo dirigendo verso una situazione in cui, ancora una volta, i debitori potranno espropriare i loro creditori, come è purtroppo sovente accaduto nel corso della storia della tassazione, dall’epoca dei faraoni, alle riforme monetarie del ventesimo secolo. La novità è data dalla scala gigantesca del debito pubblico. Non importa le spoglie sotto cui formalmente si presenteranno – se come garanzia, insolvenza,  riforma monetaria, o inflazione – ma i prossimi grandi espropri sono già in corso d’opera. Oggi, la mano avida dello Stato si è già insinuata nelle tasche delle generazioni di coloro che devono ancora venire al mondo. Abbiamo già scritto il titolo del prossimo capitolo della nostra storia: “il saccheggio del futuro da parte del presente”.


Articolo di Peter Sloterdijk su City-journal.org


Traduzione di Cristian Merlo


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Citigroup vede nero su Italia e Spagna, a breve bailout: Citigroup prevede che Italia e Spagna avranno molto probabilmente bisogno di un piano di aiuti completo da parte della Troika, a causa della mancanza [...]


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di REDAZIONE


Per evitare l’aumento dell’Iva “dobbiamo trovare 8 miliardi e dobbiamo farlo subito, perche’ piu’ passa il tempo piu’ i tagli da fare aumentano”. Gianfranco Polillo, sottosegretario all’Economia, in un’intervista a QN-Il Giorno-Il resto del Carlino-La Nazione parla della spending review e della missione del commissario Enrico Bondi: “abbiamo distinto due momenti: quello emergenziale, per far fronte alla crisi, e quello di piu’ lungo periodo. Prendera’ 6-7 mesi, durante i quali si fara’ una rivisitazione della legislazione” ma “nell’immediato dobbiamo fare i tagli dove e’ possibile. Non so se interverremo su sanita’ o pubblici dipendenti, so che siamo costretti a intervenire in modo rapido”. Sul pressing di partiti e sindacati, Polillo precisa: “Ma dove li prendiamo i soldi? Capisco le esigenze di tutti” ma “noi siamo disperati, non sappiamo piu’ dove andare a prendere i soldi. Visto che non possiamo stampare moneta, ci facciano loro proposte realistiche.

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