28/06/12

MARIO DRAGHI? BOCCIATO! MARIO MONTI? BOCCIATO! MARIO BALOTELLI? PROMOSSO!!!!!!





COSA DOBBIAMO ASPETTARCI? INFLAZIONE O DEPRESSIONE?

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI? INFLAZIONE O DEPRESSIONE?: Questa immagine l'abbiamo pubblicata due giorni fa sulla nostra pagina Facebook: "Riecho Economia e Libertà". E' la nostra finestra sul social network e pubblichiamo lì molti altri contenuti, per cui vi invitiamo a seguirci e condividerla.







clicca sull'immagine per ingrandire





































Non c'è bisogno di alcuna spiegazione o didascalia. Come ben espresso da Michael Lewitt nel suo intervento alla Casey Research Conference (potete leggerlo scaricando il nostro Special Report) l'Europa è diretta verso la sua fine. L'esperimento è evidentemente fallito, come è inevitabile per ogni sistema economico basato su una moneta fiat e deresponsabilizzazione degli individui. In definitiva ogni sistema che non rispetti e valorizzi la libertà individuale è destinato al fallimento.



Questo è chiaro oggi come lo era all'inizio dell'unione europea. Ma dobbiamo porci una domanda: a che punto siamo del processo di fallimento? All'inizio del declino? O siamo già alla fine? Il crollo è imminente?



In questi giorni ho ricevuto varie email in cui si sostiene che Angela Merkel continuerà ad alzare la voce e dire: "Nein!" in risposta ad ogni richiesta che arriverà nei prossimi giorni al vertice europeo da parte di Hollande e Monti in particolare. Quindi dall'inizio di settimana prossima il mercato reagirebbe a questo mancato aiuto della Germania facendo salire gli spread a livelli totalmente insostenibili, portando di fatto i governi al fallimento e tutto ciò che ne consegue.



Io non sono di questa idea. Ecco perché: (clicca sull'immagine per ingrandire)








Questo è lo scenario disegnato da Spiegel.de nel caso di un breakup dell'euro.

Il sunto è che la Germania pagherebbe caro il fallimento dei PIGS. Molto caro. In parte perché è esposta finanziariamente nei loro confronti e in parte perché, al contrario dell'idea diffusa secondo cui l'economia si fondi sulla vittoria di un soggetto e la morte degli altri, le verrebbero a mancare dei partner commerciali indispensabili.



Ecco a mio parere come si spiega il comportamento di Angela Merkel in questi anni e in questi giorni:










Come abbiamo scritto nel nostro Free Report e ripetuto spesso non c'è una soluzione indolore a questa crisi. I debiti sono stati fatti e qualcuno deve pagarli, creditori o debitori che siano.



Per cui la Merkel si trova da una parte costretta a fare la dura contro la condivisione del debito per difendere i propri tax-payers, di fatto gli unici eventuali pagatori e , e dall'altra non può permettere che dopo la Grecia vengano giù insieme Portogallo, Spagna, Italia e Francia.



Quindi?



Quindi quello che sta succedendo è che la Merkel continua con le sue uscite anti-Eurobond perché fa gli interessi propri e della Germania e da questa trattativa vuole trarre maggiore vantaggio possibile. O meglio, vuole cercar di rimetterci il meno possibile, dato che in ultima analisi quello cui stiamo assistendo è una elemosina dei paesi cicala alla formica tedesca.



Hanno ancora qualche margine e non possono permettersi di non usarlo e lasciar andare tutto allo scatafascio. Quindi lo useranno. Non si sa in che forma, ma lo useranno.



Allora tutto bene? No, col cavolo.

Queste misure sono un acquisto di tempo, una dose di droga.

Non migliorano la situazione. La rimandano peggiorandola.



Ma aprono una finestra temporale per chi sa coglierla..

Peggio della Fornero? Marchionne! "Il diritto al lavoro? E' solo folclore italiano"

Peggio della Fornero? Marchionne! "Il diritto al lavoro? E' solo folclore italiano":

"Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, da quanto ne so. Focalizzare l'attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folkloristicamente locali. 

L'Italia ha un livello di complessità nella gestione delle questioni industriali che non esiste in altre giurisdizioni. Le implicazioni di questa decisione sulla situazione del business italiano sono abbastanza drastiche, perché tutto diventa tipicamente italiano e quindi molto difficile da gestire. Allo stesso tempo, nei miei viaggi in Cina, negli Usa o altrove non vedo nessuno veramente interessato a questa decisione, non c'è nessuno che fa la fila per venire a investire in Italia. Non credo che cambierà nulla, si renderà solo tutto più complesso.

Fiat ricorrerà in appello contro questa sentenza  ma concentrarsi su queste questioni locali è un atteggiamento dannoso. Ognuno di noi deve fare una scelta precisa, e decidere quale mondo vuole. Non si può appartenere a un mondo in cui esiste un'Europa...



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“Se l’Europa non aiuta l’Italia, servirà la patrimoniale”

“Se l’Europa non aiuta l’Italia, servirà la patrimoniale”:




Tutti contro tutti nel vertice europeo che deve salvare l’euro. La Germania non arretra, dicendo che vuole più garanzie per aprire agli eurobond, mentre l’Italia chiede un supporto finanziario per calmierare lo spread. In altre parole, un bailout indiretto. E così, dopo il G20 di Cannes, Roma torna a essere l’osservata speciale. Nel caso di fallimento del summit, la banca HSBC propone «un’imposta straordinaria, come nel 1992», accompagnata dalla troika. 





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Integrazione bancaria europea, non è così semplice

Integrazione bancaria europea, non è così semplice:

La Lex del Financial Times illustra efficacemente la criticità dimensionale del sistema bancario europeo, e quanto sarà accidentata la strada verso l’unione bancaria, se mai ne avremo una. Il dato più eclatante è quello riferito al peso medio sul Pil del paese di provenienza delle passività bancarie: tra il 300 ed il 400 per cento, rispetto ad un valore di “solo” il 100 per cento per le banche negli Stati Uniti, Canada e Sud Africa, come si evince da una ricerca di Barclays.


(...)
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Uscire dall’Euro non è una follia

Uscire dall’Euro non è una follia: Lo ha detto anche Alfano: “Uscire dall’euro sarebbe una follia” (?!) Qualcuno lo ha avvisato che solo due giorni prima Berlusconi aveva detto proprio il contrario? Probabilmente Alfano lo dice semplicemente perché sente anche lui questo ritornello ripetuto fino alla noia dagli organi d’informazione padroni dell’orchestra.

L’unica cosa che si capisce è che su questo tema regna la confusione totale. Ma questo di solito è un elemento gradito a chi sta al potere. Vediamo allora di esaminare in sintesi, ma in profondità, cosa potrebbe succedere nell’ipotesi di uscita dell’Italia dall’euro.

È vero che questa ipotesi, anche considerandone solo l’effetto...
Roberto Marchesi (Dallas, Texas)

Regno Unito, i comitati “anti-Casta” mettono sotto accusa ministri e deputati

Regno Unito, i comitati “anti-Casta” mettono sotto accusa ministri e deputati:

Il primo a parlarne è stato il Telegraph. E, subito, a cascata, la vicenda è diventata un caso nazionale. Nadine Dorries, parlamentare conservatrice per il seggio del Mid-Berdfordshire, ha messo alle sue dipendenze la figlia Philippa, 27enne e ancora studentessa in legge, che riceve dallo Stato uno stipendio di tutto rispetto. Quasi 40mila sterline annue secondo l’Independent parliamentary standards agency, un’organizzazione per la trasparenza negli uffici parlamentari. Una cifra non confermata dagli uffici della deputata, che, come parlamentare, non è tenuta a fornire dettagli e numeri degli stipendi per la sua forza lavoro. Per un “MP”, member of parliament, impiegare un parente non è un reato, nel Regno Unito. Ma quotidiani e commentatori, ora, sollevano il caso e chiedono qual è il limite fra il consentito e il non consentito, tirando in ballo una questione di “moralità”.

Scatenati anche quei gruppi di pressione come la TaxPayers’ Alliance, la lega dei contribuenti britannici. Il portavoce Robert Oxley commenta: “Lo scandalo dei rimborsi ai politici degli anni passati ha messo a dura prova la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Quindi è giusto che un parlamentare dia un rendiconto preciso e accurato su quanto spende prendendo dalle tasche dei britannici. Non si stupisca la Dorries se il suo elettorato chiede maggiore trasparenza, visto che impiega alle sue dipendenze proprio la figlia”. Le regole sulla trasparenza, nel Regno Unito, furono rafforzate dopo il caso di Dereck Conway, un ex parlamentare conservatore, che aveva messo alcuni figli a libro paga senza fornire dettagli e dare prove del loro lavoro per l’ufficio del padre.

Va detto che comunque le sorti dei politici, nel Regno Unito, sono spesso legate a crimini o semplici malefatte che in Italia passerebbero come “leggerezze” o “imprecisioni”. L’ultimo grande caso è stato quello di Chris Huhne, ministro per l’energia e il cambiamento climatico, che ha dovuto lasciare il governo guidato da David Cameron per l’accusa di aver attribuito un’infrazione alla guida da lui compiuta a sua moglie. Huhne si è sempre dichiarato innocente e il processo è ancora in corso. Ma, secondo le autorità inquirenti, che ora stanno mettendo sotto la lente di ingrandimento tutta la sua vita, comprese le relazioni affettive, nel 2003 il liberaldemocratico avrebbe fatto togliere dei punti dalla patente della ora ex moglie, Vicky Pryce, anch’essa indagata, per infrazioni da lui compiute. Essere sotto indagine, nel Regno Unito, è motivo sufficiente per lasciare l’incarico, anche se si è ministri – e anche molto promettenti dal punto di vista della carriera politica – di un potente governo di coalizione.

Ma c’è anche chi, in Gran Bretagna, è finito in carcere. Come l’ex ministro laburista Elliot Morley, che ha ricevuto una condanna a sedici mesi, poi ridotta a quattro, per un rimborso parlamentare non dovuto. Trentamila sterline per aver gonfiato documenti relativi a un mutuo e per un altro mutuo che in realtà era già stato ripagato. All’atto della sentenza, il giudice Saunders disse: «Morley ha buttato via il suo buon nome e la sua buona reputazione». Anche Morley si dichiarò innocente e vittima di un errore. Ma il Theft Act, la legge contro il latrocinio, è stata per lui implacabile. Così come lo è stata per altri laburisti finiti, due anni fa, sulla griglia della giustizia. Come il parlamentare David Chaytor, 18 mesi di condanna, poi messo ai domiciliari, per dei rimborsi di affitti mai pagati. Lo scandalo dei rimborsi parlamentari ha segnato la coscienza dei britannici negli ultimi tre anni. La società reagisce, le porte del carcere si aprono.

Non che nei decenni passati le cose andassero meglio. Ancora nella memoria dei più anziani è il caso del parlamentare conservatore Peter Arthur David Baker, che nel 1954 fu condannato ed espulso dal parlamento, uno dei pochi casi mai avvenuti, per aver fornito falsa documentazione per un prestito. Baker finì alla gogna, ma anche in quel caso il parlamento seppe reagire e rifarsi un nome. Poi, il sempre sotterraneo dibattito sulla corruzione, mai venuta veramente a galla nel paese. Transparency International UK, un ente di ricerca sulle buone e cattive prassi nella politica, l’anno scorso ha svolto un sondaggio. Secondo il 54 per cento dei britannici la corruzione è aumentata negli ultimi tre anni. E il 48 per cento di essi pensa che il governo non riesca a fronteggiarla. La Metropolitan Police, il corpo di polizia della Grande Londra, ha dei numeri precisi. In tutto il Regno Unito, più di 38mila persone sono implicate nel crimine organizzato. Per un costo, per la collettività, fra 20 e 30 miliardi di sterline.

Grecia, impiegato di banca si butta dall'Acropoli e muore

La banca per la quale lavorava sta attraversando una fase di ristrutturazione

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RBS nella bufera: 12 milioni di clienti con depositi bloccati. E non solo

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SCANDALI | Conti bloccati per 6 giorni, apparentemente per "problemi tecnici". L'imbarazzo del numero uno che rilascia un comunicato a parla di "duro lavoro da compiere". E intanto il colosso sarebbe indagato per manipolazione del Libor.

Riforma sanitaria Obama .... E' un mistero?

Tgcom24 comunicava praticamente in diretta che la parte fondamentale delle legge di Obama non e' passata... Ma tutte le altre fonti la danno come passata ... Non rimane che attendere che vengano analizzate le 193 pagine ... Se lo volete fare di persona le potete trovare qui


Tyler Durden's picture

Full Text Of SCOTUS Decision On The Affordable Care Act

SCOTUS

Here it is in its entirety: 193 pages of politicized goodness.



RBS: conti bloccati per 6 giorni. 12 milioni di clienti a secco di contante

RBS: conti bloccati per 6 giorni. 12 milioni di clienti a secco di contante

Abbiamo rapidamente parlato di nei giorni scorsi e della vicenda del blocco dei relativi conti correnti. Molti hanno gridato allo scandalo perché chi era correntista della banca si è ritrovato con l’impossibilità di prelevare contanti sia allo sportello che tramite bancomat. Ma in pochi sanno che recentemente è successo anche di peggio (anche se non ...


parte principale riforma sanitaria di Obama ANTICOSTITUZIONALE!!!!!! By By Obama?

OBAMA'S HEALTH-CARE OVERHAUL UPHELD BY U.S. SUPREME COURT

Here we go:

  • OBAMA'S HEALTH-CARE OVERHAUL UPHELD BY U.S. SUPREME COURT
  • CHIEF JUSTICE ROBERTS SAYS MANDATE IS NOT A VALID EXERCISE OF CONGRESS' POWER UNDER COMMERCE CLAUSE AND NECESSARY AND PROPER CLAUSE
  • HEALTH LAW'S MEDICAID EXPANSION LIMITED BY U.S. SUPREME COURT -RTRS
  • ROBERTS, JOINED BY TWO JUSTICES, SAYS MEDICAID EXPANSION VIOLATES CONSTITUTION -RTRS
  • FOUR JUSTICES DISSENT, SAYING THE PATIENT PROTECTION AND AFFORDABLE CARE ACT GOES BEYOND -RTRSCONGRESSIONAL POWERS UNDER CONSTITUTION -RTRS
  • ScotusBlog conclusion: So the mandate is constitutional
  • The bottom line: the entire ACA is upheld, with the exception that the federal government's power to terminate states' Medicaid funds is narrowly read

Confused?


ASTE BTP - NESSUNO COMPRA TRANNE CHI E' OBBLIGATO

ASTE BTP - NESSUNO COMPRA TRANNE CHI E' OBBLIGATO:

oggi le aste dei BTP sono andate deserte. ma come dirà qualcuno..ho sentito a Radio 24 che sono andate bene (con rendmenti alti ma ...9


EPPURE LE ASTE NON SONO STATE COMPLETAMENTE SOTTOSCRITTE, I RENDIMENTI SONO STATI MOLTO ALTI..MA SOPRATUTTO...

NESSUN STRANIERO HA ACQUISTATO. SOLO BANCHE ITALIANE CON IMI INTESA SAN PAOLO IN TESTA!
Con questo mercato è meglio comprare Unicredit che un BTP. Se il BTP salta addio miliardi di 'investimento. Se l'Europa recupera..beh..allora Unicredit non puo' che salire. Chi come il fondo russo acquista Unicredi lo fa con lo spirito con il quale si compra un derivato per speculare. Se va bene si raddoppia...mal che vada va a ZERO!!!
E poi, ogni volta che il titolo si avvicina al prezzo dell'aumento di capitale arriva san gennaro a salvare il tutto..MA PER QUANTO TEMPO ANCORA?

Come si licenzia in una multinazionale

Come si licenzia in una multinazionale:

“Sai come licenziano in una multinazionale?” La mia amica mi guarda sapendo che la domanda sarà il pezzo forte della mattina. “Dipende dalla multinazionale”, rispondo io, e mi sembra una risposta scontata, indiscutibile. “È successo ieri a mio marito”. Non conosco personalmente suo marito, lo conosco perché qualche volta me ne ha parlato, quindi ho giusto gli elementi basilari della sua storia: quanti anni ha (una quarantina), qual era il suo ruolo nella multinazionale da cui è stato appena licenziato (progettista nel settore automotive), quante ore al giorno lavorava (10-12, a volte anche di più, ma del resto aveva un ruolo di responsabilità).

“Licenziato?” La guardo sconcertato. “In tronco”, risponde lei con un sorriso amaro. “L’ha chiamato il direttore del personale intorno alle dieci del mattino e gli ha comunicato la cosa: ‘Ti offriamo dodici mensilità, prendere o lasciare. Se vuoi puoi fare vertenza, per noi non è così rilevante’. Non gli ha dato nemmeno il tempo di replicare. ‘Riduzione del personale per riorganizzazione aziendale’, ha detto”.

Scuoto la testa, non so che dire. “Tra l’altro,” continua lei, “la cosa incredibile è che gli è stato vietato di salutare i colleghi, e una volta uscito dalla stanza ha trovato un lucchetto alla porta del suo ufficio, ha chiesto spiegazioni e gli hanno detto che avrebbero fatto un pacco delle sue cose e gliele avrebbero spedite a casa con DHL”.

“Addirittura? E perché?”. “Rischio di spionaggio industriale”. Un comportamento che sulle prime mi sembrava esagerato, adesso riesce perfino ad avere un senso, una sua logica malata. “In fondo c’è gente che viene messa alla porta senza buonuscita. Almeno in questo siamo fortunati”.

“Fortunati?” Le faccio questa domanda perché non riesco ad accettare che la fortuna venga calibrata sulle disgrazie. “Eh sì. Per lo meno abbiamo un anno per cercare un nuovo lavoro. E un anno è un sacco di tempo”. Si toglie gli occhiali da sole, ha l’espressione di chi non ha dormito abbastanza. “Hai sentito che ha detto il ministro ieri, no?”

Le faccio segno di sì: “Ho sentito”.

“Qui niente è più un diritto, neppure la decenza”. Si strofina gli occhi. “Figuriamoci il lavoro”.

Beppe Grillo, comunicato politico n.51: "Ci vediamo in parlamento, sarà un piacere"

Beppe Grillo, comunicato politico n.51: "Ci vediamo in parlamento, sarà un piacere":

Il Movimento 5 Stelle parteciperà alle prossime elezioni politiche qualunque sia la legge elettorale. Non ci sarà alcuna alleanza con i partiti. I candidati saranno votati in Rete che rimarrà centrale durante il mandato elettorale sia come supporto agli eletti che come garanzia del rispetto del programma. Non dico nulla di nuovo, ma è opportuno ribadirlo. Le elezioni si possono vincere o perdere, in realtà in Italia si pareggiano da sempre, sono elezioni truccate. Vincono tutti, si spartiscono rimborsi elettorali, testate giornalistiche, canali televisivi, banche, concessionari. Tutto. Il MoVimento 5 Stelle partecipa per vincere e vincerà in ogni caso. Sia nel caso straordinario che venga chiamato a responsabilità di governo, sia che, come forza di opposizione, faccia da
sentinella per i cittadini. Il MoVimento 5 Stelle non prenderà un solo euro di rimborsi elettorali, così come ha fatto per le elezioni regionali e proporrà l'abolizione di ogni contributo diretto e indiretto ai giornali. Dopo le recenti proiezioni di voto al 20% e la vittoria di Parma, il M5S è diventato il mostro...



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Citigroup pessimista sull’Italia. A rischio il rating del Paese

Citigroup pessimista sull’Italia. A rischio il rating del Paese: La banca americana si attende una variazione negativa del PIL sia quest’anno che il prossimo, anticipando che l’Italia potrebbe richiedere aiuti.

Un paese in vendita

Un paese in vendita: Il crollo della Borsa mostra un’Italia a sconto. Pesa la recessione, ma anche, e molto, la percezione di un rischio Paese più alto di quanto non dicano i numeri base dell’economia. In queste condizioni, l’Italia corre il duplice pericolo di farsi sfilare i gioielli del settore privato attraverso manovre finanziarie, magari [...]

Italia, impossibile salvarla se non rinuncia all’unità nazionale

Italia, impossibile salvarla se non rinuncia all’unità nazionale:

di FABRIZIO DAL COL


In Italia la politica, ovvero l’arte di saper costruire con lungimiranza un modello di Stato in grado di soddisfare le esigenze di un popolo, non esiste più da più di trent’anni. Quando sento parlare i leader di partito o quella sorta di “registratori” umani meglio forse definibili con l’appellativo di “pappagalli” mi vien da piangere, figuriamoci quando si mettono a descrivere l’importanza della propria forza politica e del loro relativo progetto politico, allora li mi vien l’orticaria.


Nessun partito in Italia a tutt’oggi ha un vero e proprio progetto politico, sono solo una accozzaglia di simboli elettorali a cui si aggregano pseudo politici che altro non fanno se non dedicarsi esclusivamente alla ordinaria amministrazione e ai propri intrighi. Sono assolutamente ridicoli quando si mettono d’impegno per far intendere ai Cittadini che la vera politica sia l’amministrare, in quanto amministrando bene si realizzerebbero le tanto ostentate e false scelte politiche che, l’intera partitocrazia, si ostina invece a spacciare per progetto politico. E’ del tutto normale che un Cittadino eletto nelle istituzioni locali venga definito come un amministratore, infatti sappiamo che nessun ente locale ha la piena podestà legislativa ed impositiva. Non è invece affatto normale che il parlamento italiano, possedendo la totale podestà legiferante, finanziaria e politica, si limiti esclusivamente alla ordinaria amministrazione, spacciata dalla maggioranza dei partiti come progetto politico. Ciò di cui prioritariamente negli ultimi trent’anni si sarebbero dovute invece occupare le due Camere era la modifica della forma dello stato e non quella di governo, a cui invece i partiti nel corso degli anni si sono esclusivamente dedicati. Tant’è, alla lunga i nodi son venuti al pettine e la crisi ha definitivamente denudato tutti i limiti del modello di Stato unitario italiano, limiti a cui la politica non ha mai voluto o saputo dare risposte concrete, anzi li ha volutamente trascurati perché minavano il principio dell’unità dello stato e l’esistenza stessa dei partiti come li abbiamo conosciuti.


Detto questo e, se stiamo a guardare alla cruda realtà, appare evidente come la crisi economica abbia enfatizzato ed evidenziato il fallimento politico di un considerevole numero di Stati Europei. Chissà perché mai solo oggi si scopre che i modelli centralisti e unitari degli Stati basati su Repubbliche parlamentari come la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda e l’Italia sono a vario titolo irriformabili. La stessa Francia oggi è costretta a fare i conti con il suo modello di Stato Unitario a Repubblica parlamentare Costituzionale “indivisibile”, che in mancanza di riforme immediate, volte a ridisegnare la propria sostanza, finirà con l’essere anch’essa classificata come irriformabile. E pure  la Spagna, basata su una monarchia ereditaria parlamentare, dovrà forzatamente, per analoghi motivi, riformare la sua forma di Stato.


Questi modelli  unitari partecipanti all’Unione Europea denominatii Pigs fintanto che non modificheranno il loro modello di Stato, non potranno mai permettere la nascita e la costituzione di una Europa politica e tanto meno la sopravvivenza della moneta unica. Proprio su questo fronte la Merkel ha più volte sostenuto che, per procedere a realizzare una Europa politica necessita che la BCE possa modificare ed approvare con l’imposizione i bilanci degli Stati in questione. Se l’Italia deciderà di fare la sua parte, come di conseguenza dovranno fare la loro il resto degli altri Stati unitari, dovrà rinunciare alla propria sovranità popolare e alla sua Unità Nazionale. Se si dovesse arrivare a tutto ciò, cosa che personalmente ritengo difficile ma che potrebbe comunque accadere, allora sarà anche il momento di farla finita una volta per tutte con il predicozzo e la retorica dell’Unità del Paese e sfruttare, prima che sia troppo tardi, la vulnerabilità causata dalla rinuncia della sovranità popolare dell’Italia per rivendicare l’Indipendenza e per non finire sudditi di uno Stato ancora da costituirsi.

La porno ricattatrice che fa i film hard a tua insaputa (certe fortune capitano sempre agli altri!!!!! Zio )

La porno ricattatrice che fa i film hard a tua insaputa: Arrestata in flagranza di reato: tentava di estorcere denaro a un imprenditore dopo una notte di sesso "rubata"



Europa S.p.A.

Europa S.p.A.: Si continua a sentire parlare di ESM, ma lo conosciamo davvero?

DIMISSIONI

DIMISSIONI:

www.cloroalclero.com

La Moneta di Nantes

La Moneta di Nantes:
Luca Fantacci



 di Giorgio Chiesa

Il partito dei nostalgici della Lira inizia ad annoverare tra le sue fila illustri economisti che, visto il disastro congiunturale a cui è sottoposta l’Eurozona, si stanno ravvedendo sulla possibilità di tornare al vecchio conio. Quelle che erano per lo più boutade (in alcuni casi spocchiose ed arroganti) stanno ora diventando le tesi più accreditate, le formule per uscire dalla crisi. Per questo, in un momento in cui è facile piangere le monete passate, Luca Fantacci - professore di scenari economici internazionali, studioso ed esperto di storia dell’economia all’Università Bocconi di Milano - ci ha illustrato il progetto della “Moneta di Nantes” (Francia), una possibile e “complementare” soluzione per sopperire all’Euro laddove è più manchevole: l’accesso al credito per le piccole e medie imprese.





“ Stando alle previsioni dovrebbe partire a settembre del 2013. Si tratta di un progetto che unisce due elementi: un sistema di credito locale ed un sistema monetario locale. Riguarda le imprese e consiste essenzialmente in una camera di compensazione, vale a dire una banca (che ha la peculiarità di non avere capitali depositati o riserve) dove le aziende hanno un conto corrente denominato in una moneta diversa dall’Euro, ma che mantiene con lo stesso un cambio 1/1 e con cui la conversione è possibile solo in una direzione, da Euro a moneta locale. E’ un meccanismo che serve alle imprese per pagarsi a vicenda e che riguarda principalmente le PMI che insistono sullo stesso territorio e sul medesimo sistema economico. Non stiamo parlando di esportazioni, anche se nulla vieta ad un’azienda esterna di entrare nel circuito in caso abbia interessi nella zona. Facendo una percentuale, possiamo immaginare che gli attori beneficianti della moneta locale siano soprattutto quelle piccole e medie imprese che sviluppano almeno il 30% del fatturato sul territorio ”.


Potrebbe parlarci più nel dettaglio della camera di compensazione?


“ E’ un sistema creditizio per aiutare le imprese a farsi credito a vicenda e che garantisce sempre la solvibilità della controparte. Ma non daremo l’occasione di partecipare al circuito di Nantes alle sole PMI. Per quest’ultime sarà possibile pagare i propri lavoratori con la moneta locale, magari quella parte dei salari che eccede il contratto nazionale e che riguarda la contrattazione di secondo livello. Dal punto di vista elettronico il tutto sarà gestito in maniera ordinaria, agli effetti contributivi e fiscali risulterà neutrale, il pagamento delle tasse e dei contributi verrà infatti calcolato sull’intero importo”.


Dunque qual è il reale vantaggio dell’adozione di una moneta locale?


“ Ottenere un credito dalla camera di compensazione costa meno rispetto ad una banca, si riducono gli oneri finanziari. La banca, infatti, per prestare soldi deve ottenerli a sua volta, una raccolta il cui costo è elevato. La camera di compensazione presta moneta facendo da intermediario fra le imprese debitrici e creditrici, annullando i costi e gli interessi sull’attivo. Il tasso d’interesse non solo sarà inferiore, ma sarà anche indipendente dalle condizioni aleatorie del mercato monetario. Infine, il credito ottenuto in moneta locale verrà speso localmente, facendo quindi circolare valore all’interno del territorio, incrementandone il volume di attività economica”.


Alle spalle della camera di compensazione c’è quindi una banca?


“ L’ente gestore è un soggetto che deve essere autorizzato alla gestione di un sistema di pagamenti. Nel nostro caso si chiama Credito Municipale, una banca pubblica partecipata al 100% dal Comune di Nantes. E’ un sistema legale che non scalza il monopolio dell’Euro e che la stessa Banca di Francia dice non costituire una forma di credito, proprio perché non è presente alcun interesse. L’impresa all’interno della camera di compensazione non è creditrice in Euro, né tantomeno può convertire la moneta locale: questo fa sì che si configuri una forma di credito in merci, invece che in denaro”.


In che modo è coinvolto e quali contributi ha dato la sua ricerca e l’Università Bocconi a tale progetto?


“ Sono l’ideatore del progetto con Massimo Amato. Lavoriamo assieme da circa 12 anni, anche se l’Università Bocconi è coinvolta solo marginalmente in quanto, semplicemente, è il luogo dove facciamo ricerca su questo fronte soprattutto da un punto di vista storico. Possiamo dire, proprio per parlare di storia, che gli ultimi 100 anni in tema di moneta fanno eccezione. Prima la regola erano le monete complementari, in particolare la distinzione con quelle universali. La prima per pagare il lavoro e comprare beni di prima necessità, la seconda per gli scambi internazionali. In tempi più recenti c’è stata la reinvenzione delle monete locali in periodi di grave crisi, come in Svizzera o in Argentina”.


Quali sono le analogie e quali le differenze rispetto al SIMEC di Giacinto Auriti?


“ E’ bene puntualizzare una distinzione di fondo: le Mutual Credit Currencies sono le monete che si formano in un rapporto di credito cooperativo, come la moneta di Nantes; le Fiat Currences, come il SIMEC o l’arcipelago SCEC, sono invece monete analoghe alla valuta ufficiale che si creano a discrezione di un’autorità centrale. Il SIMEC era un problema più che una soluzione. Noi parliamo, come detto, di una moneta che va a complementare l’Euro, non che lo sostituisce. Quindi una moneta che non replica su scala ridotta i difetti di quella ufficiale, che sono da 40 anni a questa parte il fatto d’essere priva di copertura ed emessa in quantità arbitrarie. Le monete locali devono essere fatte bene, non devono avere carattere inflazionistico, devono avere una connessione stretta col sistema degli scambi e devono creare valore economico non per la quantità, ma per la velocità con cui circolano”.


Non è quantomeno singolare che un “bocconiano”, di fatto, partecipi ad un progetto per supplire alle mancanze dell’Euro?


“ Bisogna vedere che idea ci si è fatti dei bocconiani, ma posso immaginarlo. Da economista sono convinto che il nostro mestiere sia quello di cercare di capire i problemi per cercare poi di risolverli. E’ una scienza con un forte contenuto normativo. Le leggi, in economia, non sono leggi di natura. La moneta è un’istituzione, non nasce sugli alberi, viene disegnata, a volte male come è il caso dell’Euro”.


Quali sono i limiti attuali della moneta unica?


“ Il primo dei suoi difetti è che viene considerata una riserva di valore, una cosa che si può accumulare indefinitamente senza perdita. E’ un concetto banale, ma fa in modo che la stessa non circoli: in una situazione di grande incertezza, dove tutti gli investimenti rischiano di deprezzarsi, l’Euro è diventato la ricchezza per eccellenza. Un dato di fatto che non è la conseguenza ma la causa della crisi, in quanto la moneta è sottratta al compito di circolare con velocità. Si è detto che le banche hanno preso i soldi dalla BCE senza poi prestarli alle imprese, ma non si è tenuto in considerazione che alle banche è stato chiesto di aumentare la loro liquidità per non fallire. Anche le grandi aziende sono piene di liquidità stazionaria. Il problema è istituzionale, abbiamo frainteso il senso della bontà pensando che essere avveduti e corretti volesse dire essere sommersi di carta”.


Perché la BCE non può comportarsi da prestatore d’ultima istanza, come fa la FED in America, la Banca d’Inghilterra o la Banca del Giappone?


“ La BCE, per suo statuto, non può salvare i debitori insolventi, che siano pubblici o privati, comprando debiti e rifinanziandoli indefinitamente. Da un punto di vista contingente i problemi dell’Europa derivano da questo e da null’altro. Ma il problema è più radicale e non si risolve consentendo alla BCE di comportarsi come le altre banche centrali. Infatti, non ha senso pensare che una moneta sia quel qualcosa che viene emesso in regime di monopolio da una banca centrale nella speranza che circoli e che non sia né troppa né poca. Una camera di compensazione, come noi abbiamo ipotizzato, si comporta in maniera diversa, con un forte contatto con la realtà del territorio, tutelando l’economia reale”.


Se il progetto della “Moneta di Nantes” dovesse funzionare non si sancirà il fallimento del progetto BCE, quello di una banca centrale privata che ha rinunciato all’emissione di moneta a debito?


“ Mi auguro che a livello europeo ci si renda conto che si è sbagliato. La nostra moneta ha dei difetti; che ci sia bisogno di un ripensamento radicale delle teorie economiche che ci hanno accompagnato fino a questo momento è fuori dubbio. Le teorie economiche classiche distinguono salari, profitti e rendite. E riguardo a quest’ultime tali teorie esprimono estrema perplessità, poiché rappresentano il reddito di chi non lavora e costituiscono un peso economico insopportabile. Il presidente della Corte dei Conti ha recentemente tenuto un’audizione alla Camera spiegando questi argomenti, affermando che l’Italia non può crescere finché ci saranno tasse elevate che gravano sul lavoro e nulla su rendite e patrimoni. Ci sono - ha detto - almeno 50 miliardi di Euro che andrebbero trasferiti dalla rendita ai salari e ai profitti. Il rapporto con la moneta locale è immediato: un sistema che permette alle imprese di farsi credito a vicenda e senza pagare una rendita finanziaria”.


Se il sistema monetario degli Stati era strutturato sull’emissione di moneta a debito e gestito dalle grandi banche centrali (Bankitalia S.p.a. per l’Italia), in quale sistema monetario ci troviamo adesso?


“ E’ lo stesso sistema, con alcuni rubinetti chiusi. Di fatto la BCE non può comprare i titoli del debito pubblico, ma può stampare moneta a volontà. L’unico criterio è che la banca centrale non crei inflazione. La BCE, negli ultimi sei mesi, ha creato 1000 miliardi di euro, aggirando un divieto formale che a questo punto diventa quasi imbarazzante”.


Quindi non stiamo parlando di una crisi dei debiti pubblici.


“ I paesi che sono in crisi non sono quelli con il debito pubblico più elevato, ma quelli che hanno debiti esteri, pubblici e privati, accumulati negli ultimi 12 anni. L’esempio classico è l’Irlanda, che prima della crisi aveva un rapporto deficit/PIL al 25%. Lo Stato ha deciso di nazionalizzare le banche dopo il loro fallimento, incorporando sul suo bilancio il debito privato e facendo schizzare il rapporto all'80%. Il problema furono i debiti esteri, dell’Irlanda era stato fatto un paradiso fiscale su cui investire. Allo stesso modo, oggi gli spread schizzano alle stelle perché gli investitori stranieri portano via i capitali che prima avevano investito. Tutto ciò è una conseguenza dell’Euro, in quanto ha consentito, nell’arco di 12 anni, d’effettuare investimenti internazionali in maniera sconsiderata e irresponsabile. La moneta unica ha fatto in modo che per una decina d’anni i tedeschi fossero contenti di finanziare Italia e Grecia, pur sapendo che nel Bel Paese l’economia cresceva poco. C’è quindi un’irresponsabilità tanto dei paesi debitori quanto di quelli creditori”.


Perché allora lo Stato non stampa la sua moneta?


“ Cosa succedeva quando erano i ministeri del tesoro ad emettere moneta? Il bilancio andava fuori controllo e c’era costantemente inflazione. L’emissione della moneta è un potere che non deve essere affidato né alla politica (diventerebbe un vero disastro), né all’economia (perché non deve generare profitto). L’emissione non deve essere né pubblica, né privata, ma cooperativa, deve essere commisurata alle esigenze di circolazione degli scambi. Lo Stato, infine, può avere un bilancio che ammette deficit non in pareggio, ma devono essere decisi e controllati con decisioni democratiche”.


Dobbiamo andare in Europa a dire con forza che la BCE deve iniziare a stampare moneta. Così cambia l’economia. La BCE deve cambiare la propria missione, deve diventare il garante di ultima istanza del debito pubblico e cominciare a stampare moneta. Altrimenti, in caso contrario, dovremmo avere la forza di dire “ciao ciao euro” e cioè uscire dall’euro restando nella Ue o dire alla Germania di uscire lei dall’euro se non è d’accordo ”. Cosa vorrebbe replicare alle parole di Silvio Berlusconi?


“ La seconda parte è più interessante, la userei come argomento di negoziazione con la Germania. Direi ai tedeschi che, se proprio volessero, sarebbero loro a poter uscire dall’Euro. Così, li costringerei ad ammettere che negli anni hanno avuto dei vantaggi in virtù di un’economia basata sulle esportazioni interne all’Eurozona. Vantaggi legittimati dall’impossibilità delle altre nazioni di effettuare svalutazioni competitive. Inoltre, dovrebbero ammettere che è falsa la tesi per la quale con questo sistema si compete su un piano di parità, in quanto negli ultimi 10 anni in Germania c’è stata un’inflazione del 10% inferiore a quella italiana. La cosa peggiore di questo periodo è che cominciano ad emergere forti nazionalismi e contrapposizioni, abbiamo disegnato un mondo che non sta insieme. Il progetto di Keynes a Bretton Woods, al quale anche la “moneta di Nantes” si ispira, era il progetto di un mondo diverso, da un punto di vista economico e politico. Era un progetto pacifista, per creare un sistema monetario che consentisse ai paesi di stare assieme senza bisogno di un’unione politica globale”.

VERTICE UE: APERTURA DELLA GERMANIA SU EUROBOND MA IL PREZZO E' LA PERDITA DELLA SOVRANITA'

VERTICE UE: APERTURA DELLA GERMANIA SU EUROBOND MA IL PREZZO E' LA PERDITA DELLA SOVRANITA': Ecco l’anticipazione della bozza che dovrebbe essere sul tavolo del vertice Ue del 28- 29 giugno la rende nota il Financial Time in un documento di sole 7 pagine, messo a punto dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, dal presidente della Commissione Europea Jose’ Manuel Barroso, dal presidente della Bce Mario Draghi e dal presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker

I PUNTI SCOTTANTI SONO:
prevede la possibilità che l’Europa possa riscrivere le manovre finanziarie per i Paesi che in futuro violeranno le regole su deficit e debito pubblico.
“Limiti ai saldi di bilancio e ai livelli di debito dei governi potrebbero essere decisi in comune.
L’emissione di debito governativo oltre questi livelli dovrebbero essere giustificati e ricevere una previa approvazione.
in questo contesto, la zona euro potrebbe chiedere cambiamenti alle poste dei bilanci nazionali se queste sono in violazione delle stesse regole di bilancio, tenendo comunque in considerazione la necessità di salvaguardare l’equità sociale”.
Il documento apre anche alla possibilità di adottare gli Eurobond: “In una prospettiva di medio termine, l’emissione di debito comune potrebbe essere esplorata come un elemento” di un’unione di bilancio piu’ stretta e “soggetta ad una progressiva integrazione. Il processo verso l’emissione di debito comune dovrebbe essere graduale ed a fasi, mentre i progressi verso la messa in comune di decisioni sul bilancio dovrebbero essere accompagnati da passi commensurati alla messa in comune dei rischi”. anche se Angela Merkel rimane nella sua posizione sottolineando con una frase che dice tutto” MAI FINCHE’ VIVRO’ ” - secondo quanto riporta la stampa tedesca, avrebbe detto con decisione che «fino a che è in vita» non ci sarà alcuna condivisione del debito sovrano in Europa.
E oggi Inattesi segnali di apertura della Germania sull'uso del fondo europeo salva Stati per calmierare le tensioni dei mercati e perfino sugli Eurobond.

A fornire questi spiragli è stato il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble. In un'intervista al Wall Street Journal, Schaeuble ha detto che la Germania è disposta a una mutualizzazione del debito sovrano dei paesi dell'eurozona soltanto se ci sarà un Mr. Euro a vigilare sui conti pubblici dei 16 paesi dell'euro.

C'è una condizione alla base, sotto la parola d'ordine del rigore, i Paesi membri rinuncino in qualche modo a parte delle propria sovranità in materia di controllo dei bilanci e questo potrebbe essere un'arma a doppio taglio...

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(Pubblicato il Thu, 28 Jun 2012 14:29:00 GMT)

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Fondi Pensione in Pasto ai Pescecani

Il Tesoro nel silenzio più totale sta facendo una "pubblica consultazione" sulla sporca faccenda dei fondi pensione. Lo sapevate? Ce lo racconta l'ottimo Beppe Scienza, che suggerisce una mail da inviare al Tesoro.
  "La previdenza integrativa andrebbe evitata. Però vi sono rimasti incastrati 5,5 milioni di italiani.
Due milioni di lavoratori aderiscono ai fondi pensione negoziali dove il loro TFR è finito in modo irrimediabile (chi ha ancora il TFR se lo tenga stretto!).
Ogni modifica della normativa è fondamentale per i poveracci in trappola.,,,,,,,,,,,,,,,,,

La promessa del Serpente

La promessa del Serpente:
“Ingrato? Essi non lo trovano tale. Al contrario, lo amano. E’ leggero, è infantilmente semplice. Niente sforzo della mente o dei muscoli. Sette ore e mezzo di lavoro leggero e non estenuante, e poi la razione di soma e la copulazioni senza restrizioni e il cinema odoroso. Che cosa potrebbero chiedere di più” 

[Nuovo Mondo, A.Huxley]



L’uomo dell’Occidente moderno ha dichiarato la morte di Dio per sostituirsi a Lui.



Primo quadro: l’uomo occidentale evita i lavori più pesanti e noiosi per affidarli ai nuovi schiavi; investe in Borsa e si dedica a speculazioni finanziarie perché la sua aspirazione segreta è quella di non lavorare più, di vivere di rendita, dedicandosi non ai piaceri dello spirito evocati dall’otium umanisticoma ai viaggi, agli svaghi e alle sensazioni sempre più forti, a un tempo di vacanza che vorrebbe far coincidere con l’intero tempo di vita. 


Secondo quadro: nei laboratori degli Istituti di Ricerca, finanziati dagli Stati e da privati, si lavora per mettere a punto i sistemi di manipolazione della vita, di creazione di nuovi organismi vegetali e animali; lo scopo ultimo è il dominio del patrimonio genetico umano per poter prolungare indefinitamente la durata dell’esistenza, anche con le pratiche mediche e le tecniche di trapianto sempre più perfezionate e costose. 


Terzo quadro: i satelliti artificiali e gli aerei spia che controllano giorno e notte ogni metro quadrato della superficie del pianeta , individuano un ricercato, un ribelle, un potenziale nemico del sistema, lo scoprono nella sua auto o nella stanza di una casa; un ordine viene impartito a uno dei tanti droni, aerei telecomandati, perennemente in volo; in pochi secondi si dirige verso l’obiettivo, gli lancia contro un missile con guida laser e lo disintegra, al suo posto di guida nell’auto o seduto alla scrivania del suo studio. La folgore di Giove. 


Lo scenario evocato da questi tre quadri è già realtà. Già si delinea chiaramente il progetto di un’aristocrazia di semidei che vivranno secoli, faranno lavorare per loro gli schiavi e i robots, folgoreranno dall’alto dei cieli chiunque si opponga. Non è fantascienza ma è un film dell’orrore. Quando il progetto sarà compiuto, gli incubi più angosciosi avranno preso corpo. Sta giungendo al parossismo ciò che i greci chiamavano ybris e gli arabi chiamanofitna: l’eccesso, la dismisura, il superamento di tutti i limiti, la negazione dell’ordine naturale delle cose.
“Sarete come Dio” è parola satanica, è promessa del Serpente. [Fonte]


Pupazzi italiani e simbologia "occhio di Horus" 

(li hanno portati lassù, "loro" li controllano)







Fonte

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Il Nordest è diviso sulle soluzioni alla crisi dell’euro. Il bivio è tra unione bancaria o ritorno alla lira. E i capitani d’impresa valutano pro e contro di un’uscita dell’Italia dall’Eurozona nel loro business quotidiano. È quanto emerge dall’inchiesta di copertina del numero di luglio/agosto di Nordesteuropa.it. Ecco un'anticipazione.





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