01/07/12

(40) Cazzata o Stronzata?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

(40) Cazzata o Stronzata?

"Classifica GIUGNO 2012"



Cosa rende dimenticabilissima una giornata di cottura nella canicola estiva?

Sicuramente, la lettura delle omelie domenicali di Eugenio Scalfari, ormai perso nell'estasi compulsiva di orgasmi multipli, ogniqualvolta senta pronunciare il nome di Mario Monti o del presidente Napolitano, con polluzioni politiche da threesome post-geriatrico.

Se c'è una cosa che il vertice brussellese del 28 Giugno ha reso evidente, è la dimostrazione provata che si possono e si devono ridimensionare le pretese rigoriste (a senso unico) imposte dalla Germania di Merkel, mettendo la museruola ai due ringhiosi chihuahua (Finlandia e Olanda) che fanno da tirapiedi alla spigolosa cancelliera… ovvero le due inutili pulci del molosso germanico.

E per quanto si possa soffiare nelle trombe del giubileo, spacciando per straordinario un risultato che in realtà tale non è, il successo del vertice rende ancor più evidente come la politica europea sia in mostruoso ritardo nell'affrontare la crisi e come semplici concessioni, di assoluto buonsenso, potevano essere ottenute con mesi di anticipo, se solo ci fosse stata un po' più di determinazione da parte dei diretti interessati. Si sarebbero potuti calmierare gli spread, evitando di dover rifinanziare la spesa corrente a tassi spropositati, col rischio di imboccare il tunnel della depressione economica. Perché a questo ci stava portando lo stato di supina sudditanza ai diktat tedeschi, calibrati a tutto vantaggio di Berlino.

Il risultato di Bruxelles è stato un grande successo di Mario Monti?!? A leggere tra le righe, non ci voleva poi una scienza superiore… Bastava chiedere a frau Merkel, dietro la sua inesauribile cascata di nein, cosa fosse davvero disposta a concedere, sbattendo i pugni sul tavolo a brutto muso, e minacciare di non ratificare il fiscal compact, tenendosi flessibili nell'applicare le prescrizioni rigoriste di stretta osservanza teutonica.

Mario Monti è stato coraggioso?!? Con una Angela Merkel praticamente isolata e accerchiata a livello internazionale, il prof. Monti poteva contare sull'assist incondizionato del presidente francese Hollande e dello spagnolo Rajoy, dell'appoggio incondizionato di Bara...



Inviato da iPhone

Cala la mannaia su 10mila statali


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Cala la mannaia su 10mila statali

Marco Cedolin La chiamano "spending review", ma declinata nel contesto del reale e tradotta in "volgare" italiano suona pressapoco "prendi di più". Si tratta della nuova manovra che sta procedendo sottotraccia, nell'attesa di venire varata nel corso della prossima settimana e dovrebbe consentire al governo di raschiare ulteriormente il consunto fondo del barile, alla ricerca [...]


Inviato da iPhone

Vi siete mai chiesti cosa faccia il figlio di Giorgio Napolitano?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Vi siete mai chiesti cosa faccia il figlio di Giorgio Napolitano?

- Marinella Andrizzi Sinibaldi - Roberto Tomei è un dirigente dell'Istat. Con una grande passione per il diritto e la giurisprudenza. Numerose sono le sue pubblicazioni in tali ambiti. Nel 2000 decise di partecipare ad un concorso pubblico, per l'assegnazione di una cattedra universitaria di diritto amministrativo (come professore associato, o di seconda fascia che [...]


Inviato da iPhone

Arriva il Super Porcellum


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Arriva il Super Porcellum

Tempi bui, quando i proverbi sono all'ordine del giorno. Quello di oggi suona: al peggio non c'è mai fine.

Il triumvirato della partitocrazia sta infatti approntando nelle basse cucine della riforma elettorale una sbobba peggiore dell'attuale "Porcata". I delegati di Alfano, Bersani e Casini nella preparazione dell'immondo intruglio si chiamano Quagliariello, Violante e Adornato/Cesa (per l'Udc un'intelligenza sola non bastava, evidentemente). L'osceno della "Porcata", come è noto anche ai sassi, consiste nel fatto che la libertà dei cittadini si riduce a un altro proverbio: o mangi questa minestra o salti dalla finestra. I parlamentari sono "bloccati", nominati dalle nomenklature partitocratiche, se non ti vanno bene non ti resta che non votare.

Una riforma elettorale degna del nome, perciò, dovrebbe togliere il maltolto ai capibastone dei partiti e restituirlo ai cittadini elettori, rendendoli di nuovo sovrani almeno in quantità omeopatiche (con la "Porcata" contano zero). Ma la sbobba della quadriglia Q-V-A-C non ci pensa affatto. Anzi, hanno in mente di blindare come "cosa loro" l'attuale monopolio elettorale: metà dei seggi con la "Porcata" e l'altra metà con l'uninominale a turno unico (una "Porcata" al quadrato), il tutto condito da sbarramenti e altri marchingegni che impediscano il nascere di liste della società civile.   

Contano sulla disattenzione che accompagna anche presso l'opinione pubblica democratica la discussione sui sistemi elettorali, in apparenza così astratta e "tecnica". E sull'afa estiva, quando la sbobba arriverà nelle aule parlamentari. Non bisogna cadere nella trappola. Bisogna costringere Bersani a finirla con lo slalom sulle primarie (di coalizione e "aperte", ma solo per chi sottoscrive un programma già confezionato dai partiti, come dire: un ottimo Barolo, ma analcolico). E pretendere da Vendola e Di Pietro l'evangelico "sì sì, no no" anziché l'ennesimo ultimatum non-ultimatum.   

Non si illudano Bersani & C. Gli elettori democratici sono ormai una massa incontenibile di "dissidenti" e "disobbedienti". Le pastette di vertice sono puerili, scambiano la realtà col gioco di Monopoli. I cittadini che hanno a cuore "giustizia e libertà" vogliono liste civiche e primarie vere, nelle quali decidere sia il programma che il candidato (altrimenti è solo l'elezione del "più bello del reame", un concorso tra "velini" partitocratici).

Deluderli porterà solo a clamorose riedizioni della fallimentare "gioiosa macchina da guerra". L'establishment, che si presenterà con abiti politici nuovi di zecca, già brinda

Il Fatto Quotidiano, 1 Luglio 2012



Inviato da iPhone

L’inevitabile ritorno al futuro


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'inevitabile ritorno al futuro

"Ritornare alla bicicletta sarebbe una sconfitta del progresso che certo non si può fermare di fronte alla mancanza di ossigeno". Paolo Ermani ironizza sulla decisione del governo cinese di promuovere l'utilizzo delle due ruote in Cina, dove i livelli di smog sono diventati insostenibili. di Paolo Ermani -  In Cina il governo vuole introdurre nuovamente [...]



Inviato da iPhone

Spending review, si punta a risparmi per tre miliardi in due anni nella Sanità


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Spending review, si punta a risparmi per tre miliardi in due anni nella Sanità

Incominciano a filtrare alcuni dettagli sulla definizione della spending review, in particolare "Il Corriere della Sera" riporta una bozza dei tagli che il governo vuole apportare alla spesa sanitaria. La ricetta salva spesa per il capitolo Sanità, uno di quelli che più pesa sulle casse dello stato, si divide in tre macro aree. Ridurre la spesa per farmaci, diminuire le prestazioni e le forniture in convenzione attraverso privati accreditati ed eliminare gli enti meno utili. Queste intenzioni sono inserite in una bozza di decreto legge che è stato vagliato informalmente dai vari ministri dell'esecutivo. Sarà affrontato nel consiglio dei ministri di settimana prossima, che affronterà per intero la spending review. In totale dal ministero della Salute stimano che con questi accorgimenti si risparmierà qualcosa come un miliardo di euro per il solo 2012. Mentre un altro miliardo e mezzo o forse due dovrebbero essere accantonati ogni anno a partire dal 2013. Non compare più invece l'idea del ministro della Salute Renato Balduzzi di eliminare i ticket

Da lunedì quindi il presidente del Consiglio Mario Monti, affiancato dal ministro Piero Giarda, sia dal consulente Enrico Bondi proveranno a prendere in mano il bisturi, ma dalle Regioni, dai sindacati e dalle aziende convenzionate temono l'accetta, per risparmiare 350 milioni di euro (per il 2012) sui tetti di spesa per i farmaci acquistabili dagli ospedali (mentre la cifra dovrebbe salire intorno ai 450 milioni dal 2013). Sarà più morbida l'aggressione delle spese per le prestazioni ambulatoriali e ospedaliere in convenzione con le strutture private, che il governo vuole ridurre del 2 per cento. Mentre si proverà a mettere mano a un ulteriore 3,7 per cento derivanti dai contratti di appalto per beni e servizi provenienti sempre da aziende private. Sempre nell'ottica della minore spesa, alle farmacie ospedaliere potrebbe essere concessa l'autorizzazione per preparare da sé alcuni composti farmacologici. Infine gli enti "inutili" che si pensa di sopprimere sarebbero tre: Consorzio anagrafi animali, Fondazione istituto mediterraneo di ematologia e Alleanza ospedali nel mondo. 

Come spiegano dall'esecutivo, la sanità è la voce del bilancio dello stato più opaca e quella più fuori controllo. Le Regioni, che spendono circa due terzi dei loro bilanci per l'assistenza sanitaria, per Giarda hanno la colpa di essere troppo asservite agli "interessi delle ditte fornitrici di f...



Inviato da iPhone

PROVIAMO AD UNIRE I PUNTINI. ECCO COSA VIENE FUORI


Ti è stato inviato tramite Google Reader

PROVIAMO AD UNIRE I PUNTINI. ECCO COSA VIENE FUORI

Come previsto, alla fine in Europa si è riusciti a raggiungere un compromesso che permette di comprare tempo e rimandare il crollo.

Nel frattempo però sono successe molte cose interessanti, ed è importante tenerle bene a mente per non perdere di vista il quadro generale della situazione.



Innanzitutto la Spagna e Cipro hanno ufficialmente richiesto aiuti all'Europa tramite il fondo salva-stati. Il numero di nazioni ufficialmente in bancarotta è quindi salito a 5. In questo modo hanno confessato la propria insolvenza come governo e implicitamente l'insolvenza del proprio sistema bancario.



Ci sono state dichiarazioni contrastanti da parte del governo sloveno, ma sembra che anche la Slovenia sarà costretta presto a richiedere un bail-out.



I rendimenti dei titoli decennali spagnoli sono saliti oltre il 7%  e molte banche spagnole sono state declassate a livello spazzatura da Moodys.



In Italia il comune di Alessandria è fallito: o il consiglio comunale vota il dissesto o sarà commissariato.



Negli Stati Uniti la città di Stockton, in California, è andata in bancarotta.

Le perdite di 2 miliardi di dollari dichiarate da JP Morgan qualche settimana sembrano invece essere più vicine ai 9 miliardi. Ancora, la Fed ha dichiarato che gli stranieri stanno riducendo la propria esposizione nei confronti del Tesoro americano (non comprano debito americano).



Il Cile ha stilato una lista di paesi con cui si è accordato per bypassare il dollaro americano e attuerà le proprie transazioni commerciali con la Cina in renminbi.

Inoltre la Cina ha annunciato un piano per creare una zona speciale a Shenzen, una delle sue città più ricche, in cui permettere gli scambi internazionali in renminbi.



Infine in un documento della BIS (Bank of International Settlements), la banca centrale delle banche centrali,

è uscita la proposta di rendere l'oro un asset privo di rischio al pari del cash.



Quindi, uniamo i puntini:


  • i governi Europei sono insolventi

  • le banche Europee sono insolventi

  • gli Stati Uniti lo saranno a breve

  • nel mondo il dollaro statunitense sta perdendo il proprio ruolo

  • l'oro è moneta


Tutti questi eventi sono connessi. Il trend è più che evidente, anche alle mente meno brillanti ormai.



Il sistema monetario fiat è distruttivo del sistema economico perché crea delle bolle, dei boom artificiali.

E unendo i puntini vediamo che la bolla più grossa è quella del debito e che sta per scoppiare.

Non c'...


Inviato da iPhone

Crisi: Romiti, problema e' che finanza e' diventata fine dell'attivita' umana


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Crisi: Romiti, problema e' che finanza e' diventata fine dell'attivita' umana



(Pubblicato il Sun, 01 Jul 2012 12:10:00 GMT)


Inviato da iPhone

Calderoli: se decidiamo per la rivolta fiscale, poi non corriamo a pagare…


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Calderoli: se decidiamo per la rivolta fiscale, poi non corriamo a pagare…

di TONTOLO


Oggi sono buono, sarà perché aggirandomi sotto mentite spoglie nel catino del Forum (finalmente affollato) per il congresso della Lega, ho rivisto tanti onesti e convinti militanti che hanno sempre creduto nel movimento, nonostante avessero mille motivi per mandare tutti a quel Paese.


E siccome sono buono per una volta tanto non sarò critico verso Roberto Calderoli, col quale non sono mai stato tenero. Mi limito a riportare quello che ha detto oggi intervenendo al Congresso, aggiungendo solo che ha fatto un discorso realista.


Partiamo dal fondo. "Da Roma – ha detto il triumviro – non si porta a casa nulla e lo dico dopo averci provato in tutte le maniere. Purtroppo due terzi del parlamento italiano è fatto da gente del Centro-Sud e non possiamo chiedere al tacchino di anticipare il Natale. Allora dobbiamo pensare a una strada dal basso, partendo dai nostri amministratori e della nostra gente. Però a una condizione: che la rivoluzione si sia disposti a farla sul serio: si deve chiuder eil rubinetto dei soldi. Se si decide di fare la rivolta fiscale, non si può gridare secessione e poi correre a pagare le tasse. Le tasse non si pagano".


Calderoli ha poi ricordato tutto il lavoro impiegato per tenere insieme Bossi e Maroni, con lui che tesseva la tela di giorno e qualcuno che correva di notte a disfarla, col rischio che si arrivasse a una spaccatura del movimento, con la nascita di una Rifondazione Leghista che avrebbe segnato la fine del Carroccio. "E smettiamo di pensare alle candidature, perché altrimenti ci ritroveremo senza eletti".


E poi ha fatto una confessione: "Sia Bossi che Maroni mi hanno chiesto di candidarmi a segretario federale. Ma ho detto di no, sia per il rispetto che devo a Bossi, sia perché, pur ritenendomi un buon organizzatore, politicamente parlando Roberto Maroni ha una marcia in più di me".


Affermazione sacrosanta. Staremo a vedere.


 



Inviato da iPhone

La zattera di pietra.

Un libro di Saramago. Che racconta storie di viaggi  e di persone connesse al distacco  fisico della penisola iberica dall’Europa. Disincantato, ironico, appassionato come sempre anche in quest’opera pone temi importanti. Lui in quel caso parlava di distacco culturale che diventa, o può diventare distacco/deriva fisica. Ora la prospettiva è qu

La vittoria di Pirro di Super-Mario e l'immunità dell'E.S.M., il nuovo fondo "ammazza-stati"


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La vittoria di Pirro di Super-Mario e l'immunità dell'E.S.M., il nuovo fondo "ammazza-stati"

Per capire perchè quella di Monti sia una vittoria di Pirro partiamo dalla comprensione dell'E.S.M. (Meccanismo Europeo di Stabilità), il cosiddetto fondo salva-stati. L'ESM sostituirà i fondi European Financial Stability Facility (EFSF) ed European Financial Stabilisation Mechanism (EFSM) attualmente ancora in vigore, nati per salvare gli stati di Portogallo e Irlanda, investiti dalla crisi economico-finanziaria. L'Esm sarà attivo a partire da luglio 2012 e avrà una capacità di 500 miliardi di euro.
Di Salvatore Tamburro
La Germania detiene la quota di partecipazione al fondo più alta (un 27%), versando 190 miliardi di euro, seguita da Francia (142 miliardi) e dall'Italia (che versa 125 miliardi di euro).
L'ESM sarà regolato dalla legislazione internazionale e avrà sede a Lussemburgo. Il fondo emetterà prestiti (concessi a tassi fissi o variabili) a condizioni molto severe, con interventi sanzionatori per gli stati che non dovessero rispettare le scadenze di restituzione i cui proventi andranno ad aggiungersi allo stesso ESM.
L'ESM è una struttura SOVRANAZIONALE: il suo operato, i suoi beni, averi, ovunque si trovino e chiunque li detenga, dovranno avere immunità da ogni forma di processo giudiziario. Nell'interesse dell'ESM, tutti i membri del personale dovranno essere immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nella loro veste ufficiale e godranno dell'inviolabilità nei confronti dei loro atti e documenti ufficiali.



Inviato da iPhone

Vladimiro Giacchè: "Ai tedeschi va detto chiaro. Pronti a far saltare il banco"


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Vladimiro Giacchè: "Ai tedeschi va detto chiaro. Pronti a far saltare il banco"


"Ai tedeschi va detto chiaro. Pronti a far saltare il banco"


Fabio Sebastiani intervista Vladimiro Giacchè*


Al di là di quello che accadrà nella due giorni di supervertice e dell'andamento dei mercati finanziari, sembra che l'unico punto fermo sia l'attacco al lavoro.



L'attacco al lavoro è una costante ovunque, non soltanto nella zona euro. Le politiche di austerity nel Regno Unito hanno lo stesso segno. C'è il tentativo evidente di recuperare profitti giocando sull'abbassamento del costo del lavoro. Non si tratta di una novità: sono gli stessi trattati europei a far sì che la competitività si giochi sulla riduzione delle tasse alle imprese e abbassando la protezione dei lavoratori. Questo non avviene soltanto nella periferia dell'Europa ma nel centro. Per esempio, la Germania è il paese dell'eurozona in cui il costo del lavoro è maggiormente diminuito in termini reali dal '99 in poi. Adesso però c'è l'attacco definitivo con la scusa del debito pubblico. All'attacco ai salari diretti, direttamente provocato dalla crisi (che riduce il potere negoziale dei lavoratori), si aggiunge l'attacco a servizi sociali e pensioni, ossia ai salari indiretti e differiti. Infine, c'è l'attacco alla regolamentazione del lavoro nella forma delle cosiddette "riforme strutturali per far ripartire la crescita". È un attacco organico e a 360 gradi.





Tutto questo con quali prospettive?




Anche assumendo il punto di vista di chi teorizza e mette in pratica tutto questo, è evidente che la cosa potrebbe funzionare solo se l'Europa si trasformasse in una grande Germania cioè decidesse di puntare tutte le proprie carte sull'esportazione tralasciando la domanda interna.


Inviato da iPhone

Banche fallite negli Stati Uniti: Giugno 2012


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Banche fallite negli Stati Uniti: Giugno 2012


Nel mese di Giugno 2012, negli Stati Uniti, altri 7 istituti di credito sono andati ad aggiungersi al lungo elenco dei fallimenti bancari iniziati dalla crisi dei mutui subprime. In totale, negli Stati Uniti, a chiudere i battenti sono state 441 banche: 24 nel 2012, 92 (2011), 157 (2010), 140 (2009), 25 (2008) ed infine 3 nel 2007. Per quanto riguarda la collocazione geografica nei 51 stati americani del numero di banche che hanno terminato le proprie operazioni, la classifica è guidata dalla Georgia (GA) con 81 banche fallite, seguono poi la Florida (59), l'Illinois (50) e la California con 39. Dopo cinque anni, non è cambiato nulla, le grasse banche continuano a comportarsi come se nulla fosse accaduto: giocano e vincono coi nostri risparmi perchè solo grazie all'aiuto pubblico esiste ancora un sistema finanziario in cui una banca può continuare a trarre profitti con i capitali rapinati.

.


















































Banca



Città



Stato



CERT#



Chiusura



The Farmers Bank of Lynchburg



Lynchburg



TN



1690



15 Giu 2012



Security Exchange Bank



Marietta



GA



35299



15 Giu 2012



Putnam State Bank



Palatka



FL



27405



15 Giu 2012



Waccamaw Bank



Whiteville



NC



34515



08 Giu 2012



Farmers' and Traders' State Bank



Shabbona



IL



9257



08 Giu 2012



Carolina Federal Savings Bank




Inviato da iPhone

Terremoto, i 91 milioni di euro promessi e mai arrivati: una farsa italiana


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Terremoto, i 91 milioni di euro promessi e mai arrivati: una farsa italiana

di Wanda Marra -       "Lunedì in Consiglio dei ministri il governo farà il decreto". È Carlo Vizzini, relatore dimissionario del ddl sulle riforme costituzionali ad annunciarlo in Commissione. Sta parlando dello sbandierato dimezzamento della rata dei rimborsi ai partiti per il 2012 – ben 180 milioni di euro e rotti complessivi – con [...]


Inviato da iPhone

L’Iva sale di un punto a gennaio?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'Iva sale di un punto a gennaio?

Scongiurato l'aumento di ottobre. Ma...





Inviato da iPhone

OBAMA CERCA NELL’EUROPA UN CAPRO ESPIATORIO

Al sei mesi dalle elezioni che decideranno il nuovo presidente degli Stati Uniti, Obama cerca di affrontare le difficoltà economiche interne facendo dell’Unione Europea un capro espiatorio. Una parte del suo ragionamento politico ha un fondamento, in quanto è chiaro a tutti che le incertezze

In tutto l’Occidente la gente vuole la democrazia diretta


Ti è stato inviato tramite Google Reader

In tutto l'Occidente la gente vuole la democrazia diretta

- Di Enzo Trentin - Non c'è praticamente nessun paese occidentale in cui non ci sia una maggioranza del popolo (di solito larga) che non voglia la democrazia diretta. Nel 1995 il sondaggio 'stato della Nazione' mostrò che il 77% dei cittadini britannici credeva che dovesse essere introdotto un sistema «…in cui certe decisioni vengono rimesse al [...]


Inviato da iPhone

Global warming Artico: "lentamente" si cambia


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Global warming Artico: "lentamente" si cambia

artico7.jpg

 

"La tendenza al riscaldamento sta lentamente alterando il modo di vivere nell'Artico"

Continua a leggere Global warming Artico: "lentamente" si cambia...

Leggi i commenti (2) »






Inviato da iPhone

Grillo scende in campo: italiani, ci vediamo in Parlamento


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Grillo scende in campo: italiani, ci vediamo in Parlamento

Il "Movimento 5 Stelle" parteciperà alle prossime elezioni politiche qualunque sia la legge elettorale. Non ci sarà alcuna alleanza con i partiti. I candidati saranno votati in Rete, che rimarrà centrale durante il mandato elettorale sia come supporto agli eletti che come garanzia del rispetto del programma. Non dico nulla di nuovo, ma è opportuno ribadirlo. Le elezioni si possono vincere o perdere, in realtà in Italia si pareggiano da sempre, sono elezioni truccate. Vincono tutti, si spartiscono rimborsi elettorali, testate giornalistiche, canali televisivi, banche, concessionari. Tutto. Il "Movimento 5 Stelle" partecipa per vincere e vincerà in ogni caso. Sia nel caso straordinario che venga chiamato a responsabilità di governo, sia che, come forza di opposizione, faccia da sentinella per i cittadini. (continua…)




Inviato da iPhone

M.E.S., quella stabilità europea che fa rima prigione fiscale


Ti è stato inviato tramite Google Reader

M.E.S., quella stabilità europea che fa rima prigione fiscale

di REDAZIONE


Il salvataggio delle banche spagnole – 100 miliardi di euro – potrebbe essere la prima operazione gestita dal Meccanismo europeo di stabilità (Mes): il nascente direttorio finanziario europeo che cancellerà ogni traccia residua di sovranità politica nazionale e condannerà gli Stati aderenti a un indebitamento forzoso senza limiti.


Il nuovo organo sovranazionale, dotato di poteri quasi senza limiti e di totale immunità giuridica, dovrebbe diventare operativo a luglio, dopo la ratifica dei parlamenti dell'Eurozona. Composto dai ministri delle Finanze dei diciassette Paesi della zona euro, gestirà un fondo permanente che elargirà prestiti agli Stati in difficoltà imponendo rigidi piani di ristrutturazione economica.


A foraggiare le casse del Mes saranno gli Stati stessi attraverso quote nazionali obbligatorie coperte da nuove emissione di debito.


GUARDA IL VIDEO




Inviato da iPhone

Fondare un partito conviene, sempre meglio che aprire un’impresa


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Fondare un partito conviene, sempre meglio che aprire un'impresa

di ROMANO BRACALINI


Luca di Montezemolo dovrebbe essere in dirittura d'arrivo con la sua "Italia futura", che non è un partito, ma è come se lo fosse; Oscar Giannino, arbitro d'eleganza, penserebbe anche lui a entrare in politica. Pareva della stessa idea anche Chicco Mentana ma poi ha smentito. La frammentazione del sistema politico italiano corrisponde al nostro naturale istinto di divisione e di cosca. In Italia un partito, per quanto vecchio e superato, non scompare mai completamente, semplicemente cambia nome.


Nel miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci i democristiani sono insuperabili maestri. La vecchia balena bianca ha partorito almeno quattro o cinque partitini democristiani in lizza fra loro. Fondare un partito conviene. Sempre meglio che aprire un'impresa. Troppe tasse e tempi burocratici infiniti. Invece con un partitino nuovo o riverniciato non ci sono rischi e si guadagna bene. Basta superare l'un per cento e arriva il rimborso elettorale. In Italia i partiti che riescono ad ottenerlo sono esattamente 67, un record mondiale. Ma c'è qualcosa di più del semplice tornaconto ed è il potere. Con tutto ciò si è trovato il modo di mandare al potere un governo che non è rappresentativo dei partiti. Un caso tutto italiano.


La politica in Italia è una risorsa allettante per chi coltivi forti ambizioni con relativo sforzo. E' stato calcolato che il numero delle persone che in Italia campano di politica è da cinque a dieci volte superiore a quello della Francia, dell'Inghilterra, degli Stati Uniti. I 952 parlamentari italiani sono i più numerosi in Europa (gli Stati Uniti ne hanno 535, la Gran Bretagna 650). L'idea di ridurne il numero (e lo stipendio) ha finora cozzato contro un muro di scetticismo e di ostilità. Abbiamo il più alto numero di partiti del mondo occidentale e i politici più ricchi della UE: guadagnano quattro volte gli spagnoli e il doppio dei tedeschi (in compenso il salario di un operaio italiano è un terzo di quello francese o tedesco).


Nella difesa degli interessi di casta tutti compatti da destra a sinistra, nessuno escluso. Altrove non esistono giornali di partito finanziati dallo stato il quale supplisce alla mancanza di lettori ed è un onere che ricade per intero sul contribuente costretto a finanziare anche le idee contrarie alle sue. Negli Stati Uniti città di un milione di abitanti sono in genere prive di sedi permanenti di partito, mentre in Italia non si trova una cittadina che ne sia sprovvista. I centri di propaganda politica dei maggiori partiti italiani (ma anche dei mino...



Inviato da iPhone

La Bce taglia i tassi di interesse?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La Bce taglia i tassi di interesse?

Mario Draghi come Helicopter Ben: la decisione giovedì





Inviato da iPhone

Da dove provengono i soldi? La gigantesca vergogna della Federal Reserve


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Da dove provengono i soldi? La gigantesca vergogna della Federal Reserve

- da The Economic Collapse - Come viene creato il denaro? Se rivolgete questa domanda alle persone medie per strada, la maggior parte di loro non ne ha idea. Questo è piuttosto strano, perché tutti noi usiamo il denaro costantemente. Si potrebbe pensare che sarebbe  naturale per tutti noi sapere da dove proviene. Allora da [...]


Inviato da iPhone