13/07/12

Economia:intervista a Salvatore Tamburro sul signoraggio bancario


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Economia:intervista a Salvatore Tamburro sul signoraggio bancario

- Di Giancarlo De Palo - Intervista di Giancarlo De Palo a Salvatore Tamburro: "la mia vita contro il signoraggio bancario Salvatore Tamburro, classe 1980, potrebbe essere, per le doti che ha, un bello, arrogante e rampante manager. Del resto, per affermarsi brillantemente e andare lontano, ha tutte le carte in regola. Con quella geniale [...]


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La profezia di Nanni Moretti


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La profezia di Nanni Moretti



Mentre la polizia spagnola di Rajoy, a capo di un governo fratello di quello Monti, massacra a Madrid i minatori in sciopero, mi chiedo cosa passi nella testa degli elettori e dei simpatizzanti del PD. Cosa impedisca loro di comprendere pienamente la natura del partito che hanno votato e che si apprestano a rivotare: il [...]


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Schock alla radio francese: un siriano racconta la verità sulla Siria



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L'AUTO ''ELETTRO-EOLICA'': LA RIVOLUZIONARIA INVENZIONE DI UN CONTADINO


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L'AUTO ''ELETTRO-EOLICA'': LA RIVOLUZIONARIA INVENZIONE DI UN CONTADINO


Art.4824
Cristiano Nesta, 18 maggio 2012 - Esistono davvero, al giorno d'oggi, idee che possono cambiare il mondo? Apro l'articolo con una domanda, per chiuderlo con un'altra, che purtroppo, vi lascerà con l'amaro in bocca ... Ma prima, come giusto che sia, proviamo a sognare ...
LINK: http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4824















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I falsari, la banda di cretini e Moody’s.


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I falsari, la banda di cretini e Moody's.

di Paolo Barnard



Moody's ci ha declassati a Baa2, che sta solo due scalini sopra al giudizio 'Spazzatura' (Junk).



Monti e il suo rigore sono quasi spazzatura, lo dice Moody's. Aggiungo che, Monti e il suo rigore sono anche un piano criminale, come già spiegato da tempo.



Ma la cosa interessante sono le reazioni qui in Italia. Un Paese che fa piangere.



I falsari sono come sempre quelli di Repubblica, veri ratti indecenti, che pubblicano la notizia citando in evidenza come ragione per la bocciatura "l'incertezza politica del dopo Monti". Cioè: non ci bocciano perché Monti è un fallito in malafede e l'euro un disastro. Noooooo… ci bocciano, scrivono gli epigoni di Scalfari, perché abbiamo troppo poco Monti! Ok.



Se si va a leggere la sentenza di Moody's, il fattore politica italiana è appena accennato alla fine. Ora leggete cosa invece pesa veramente nel giudizio di Moody's:



in primissimo luogo la nostra suscettibilità ai collassi imminenti di Spagna e Grecia. Poi…



il sostanziale rischio nell'applicare le riforme e l'esasperazione per le austerità e per le riforme fra il popolo italianoPoi…



 



il rischio crescente dei i tassi d'interesse alti che dobbiamo pagare per emettere i nostri titoli di Stato, a causa sempre del fattore crollo Spagna e Grecia e del fatto che non ci sono compratori internazionali per i titoli italiani (e questo è drammatico, signor fallito Monti). Poi…





l'economia italiana che sta crollando. Poi…



 



la pochezza dei fondi del tanto decantato Fondo salva Stati (MES).



Ma Repubblica dice che "pesa l'incertezza politica del dopo Monti", pagliacci del giornalismo di puttane vendute a De Benedetti.



<...


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L’INGHILTERRA HA EMANATO UNA LEGGE PER TAGLIARE LE UNGHIE ALLE BANCHE E ACCELERA L’ITER. LA FRANCIA RACCOGLIE IN DIECI GIORNI LE FIRME DI CENTOMILA CITTADINI PER IMITARLA. SOLO DA NOI CONTINUA LA VAMPIRIZZAZIONE DEI CITTADINI NELLA GENERALE COMPLICITA’ DEI SOLITI NOTI ANNIDATI NELLE BANCHE, SEGRETERIE DI PARTITI E PARROCCHIE DI VARIO COLORE, MA MEDESIMO ODORE. di Antonio de Martini

L’INGHILTERRA HA EMANATO UNA LEGGE PER TAGLIARE LE UNGHIE ALLE BANCHE E ACCELERA L’ITER. LA FRANCIA RACCOGLIE IN DIECI GIORNI LE FIRME DI CENTOMILA CITTADINI PER IMITARLA. SOLO DA NOI CONTINUA LA VAMPIRIZZAZIONE DEI CITTADINI NELLA GENERALE COMPLICITA’ DEI SOLITI NOTI ANNIDATI NELLE BANCHE, SEGRETERIE DI PARTITI E PARROCCHIE DI VARIO COLORE, MA MEDESIMO ODORE. di Antonio de Martini:

Quella che segue è la traduzione del testo di un appello in quindici punti che un drappello di intellettuali francesi da Edgar Morin ( ex comunixta) a Michel Rocard ( ex primo ministro) a Dominique Meda ( sociologa di vaglia)  hanno lanciato due settimane fa via WEB. Hanno già raccolto centomila firme su INTERNET e adesso stanno tracimmando in Europa: c’è un gruppo in Belgio, uno – cui ho aderito –  è in costruzione in Italia e sono io che mi sono incaricato di tradurre il punto 7 che vi allego.   Presto, grazie alle traduzioni volontarie, avremo pronto il sito in lingua italiana e inizieremo il proselitismo. Il gruppo che ha dato vita alla iniziativa si è voluto chiamare ROOSEVELT 2012 ( vedi roosevelt2012.fr )  con riferimento all’azione politica del Presidenre Americano che non crecò di rasserenare i mercati: li domò.
Consiglio a tutti di leggere l’appello, comprare il libro e  aderire e magari  proporsi per costituire un gruppo, collegarsi a livello europeo è il solo modo per evitare miserevoli  collusioni italiane e compromissioni elettorali.  . I 15 punti del programma sono tutti accettabilisimi e molte delle idee le avete lette nei miei testi dell’anno scorso.
Cominciamo dalle banche. Eccovi il testo.

Impedire alle banche di speculare con i nostri soldi

          Separare le banche che raccolgono risparmio dalle banche d’affari

Per proteggere i ..........................

LO DICE IL FMI : SE TUTTO VA BENE, SIAMO ROVINATI. SERVE UNA SOLUZIONE POLITICA CON UN GOVERNO POLITICO EMERGENZIALE DI UNITA’ NAZIONALE CON DIECI PERSONE SERIE. di Antonio de Martini

LO DICE IL FMI : SE TUTTO VA BENE, SIAMO ROVINATI. SERVE UNA SOLUZIONE POLITICA CON UN GOVERNO POLITICO EMERGENZIALE DI UNITA’ NAZIONALE CON DIECI PERSONE SERIE. di Antonio de Martini:

SE FACCIAMO UNA FINANZIARIA AGGIUNTIVA DI 40 MILIARDI ANNUI, COME DA RICHIESTA, NEL 2017 SAREMO SEMPRE A 120% del PIL ( sempre che il PIL non scenda)
Dagli USA ci perviene un .........

Moody’s tira la volata all’amico Monti

Moody’s tira la volata all’amico Monti: La speculazione anglo-americana torna all’attacco contro i nostri titoli di Stato decennali (i Btp) e di riflesso contro l’euro. L’agenzia di rating Usa, Moody’s, già famosa per aver garantito nel 2007 della solidità patrimoniale e finanziaria della banca d’affari statunitense, Lehman Brothers, poi fallita a causa delle proprie speculazioni, ha abbassato di due gradini, da A3 a Baa2 la valutazione sulla solvibilità futura dei Btp, quindi del nostro Paese. Nere anche le prospettive della nostra economia che nel breve termine appaiono deteriorate. Oltretutto, insiste Moody’s, è possibile un contagio che partendo dalla crisi del debito della Spagna e...
Filippo Ghira

E IL GOVERNO FA INSIDER TRADING POLITICO: MOODY’S PRIMO FIRMATARIO DELLA LISTA MONTI

E IL GOVERNO FA INSIDER TRADING POLITICO: MOODY’S PRIMO FIRMATARIO DELLA LISTA MONTI: FONTE: ILSIMPLICISSIMUS2 (BLOG)

Povero Paese. Povera Italia vittima due volte, come ostaggio della banda Merkel-Finanza e come vittima della sindrome di Stoccolma che la porta a simpatizzare con i rapitori. Mentre la stampa si diletta a ricamare sull’annuncio del ritorno di Nosferatu riemerso dalla tomba dell’imprensentabilità, al secolo il cavalier Silvio Berlusconi, nessuno sembra fare caso alle manovre elettorali di Moody’s, l’agenzia di rating, peraltro sotto inchiesta, che ha operato un’altro downgrading nei confronti dei nostri titoli di stato.

Peak Hermés. Post per il venerdì pomeriggio.

Peak Hermés. Post per il venerdì pomeriggio.:
Un amico recentemente mi ha chiesto perché non avevo partecipato all’IPO Brunello Cucinelli, visto che “il lusso regge sempre”. Non avevo una risposta buona, tranne che semplicemente non trovo che la moda sia molto interessante da quel punto di vista. E poi non sono mai stata convinta di quella tesi.
Avrei certamente potuto parteciparci come hedge contro i prezzi della lana in aumento - soltanto che è già un anno che la domanda debole dalla Cina, per mancanza di consumatori occidentali, sta correggendo i prezzi. Anche se arrivano notizie sconcertanti sulle temperature in Brasile dubito che la nuova classe media brasiliana abbia voglia di sostituire la domanda per lana del vecchio occidente. Conosco la moda brasiliana. L’India, ovviamente zero lana per motivi ovvii. Russia, manca la gente, e poi con prezzi del petrolio incerti il rublo non è abbastanza forte per sostenere una crescita della domanda.
Comunque, l’IPO BC è andato benone. A differenza di quella Facebook, che solo ultimamente ha ripreso un po’ del terreno perso, perché ora in giugno i fondi azionari che si basano sul totale mercato azionario statunitense sono semplicemente costretti a comprarlo.
Allora mi sono chiesto se è proprio vero che l’unica cosa che potrà reggere la crisi in borsa è il lusso. Inteso come gli articoli che il top 1% considera quotidianità. Per questo ho scaricato da yahoo i dati storici per Hermés, da paragonare a alcuni altri asset class per vedere se la tesi regge.
Ho voluto paragonare Hermés all’oro, al petrolio, al povero FTSEMIB, e a un asset class di stralusso, e cioè l’arte. Come l’oro anche l’arte è considerato un rifugio per tempi incerti. Purtroppo non ho trovato un indice scaricabile gratuitamente, ma sono inciampata su un asset che in realtà mi interessa molto di più. Anche se non consumatrice a quei livelli. Il fine wine index Liv-Ex 100.
Declared the “fine wine industry’s leading benchmark” by Reuters, the Liv-ex Fine Wine 100 Index represents the price movement of 100 of the most sought-after fine wines for which there is a strong secondary market.
Praticamente solo Bordeaux, un po’ di Champagne, e dall’Italia Ornellaia e Sassicaia. Tutti vini con un mercato secondario molto forte, cioè se lo compri oggi, fra 10 anni lo rivendi con guadagno.
Il risultato, normalizzato al luglio 2001:
Hermés ha semplicemente stravinto. Se in luglio 2001 investivo 10.000 euro e oggi rivendo sono un bel 426% di crescita o 52.000 euro in banca.Se guardiamo bene però è evidente come................

IL LATO OSCURO DEL POTERE ECONOMICO

IL LATO OSCURO DEL POTERE ECONOMICO:
di Gianni Tirelli
“Che rispetto dovremmo mai avere per questa gente che si riempie la bocca di libertà e pratica la licenza e il sopruso? Di questi cattolici da ingrasso che la domenica si ripulisce la..............

Come trasformare l’armadio in serra per la marijuana (new economy ) (z)

Come trasformare l’armadio in serra per la marijuana: Un 28enne padovano coltivava erba nella sua camera. Con lampade, timer e sistema di irrigazione


Fermare l’invasione

profughiE’ divenuta ormai improrogabile la necessità di bloccare il flusso continuo di clandestini extracomunitari verso l’Europa e l’Italia. Servono disposizioni europee per contenere un flusso di immigrati clandestini che ormai sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria invasione. L’Italia non può essere lasciata sola. Stiamo parlando ovviamente di immigrati clandestini,

Bank of England e Tesoro stampano moneta a favore di famiglie e imprese inglesi

Bank of England e Tesoro stampano moneta a favore di famiglie e imprese inglesi: La Boe e il Tesoro britannico hanno lanciato uno schema di prestiti (Fls), nel tentativo di far ripartire il credito e proteggere l'economia dalle [...]


La Germania comincia a importare dalla Spagna operai. Inizia l'ultima fase della Guerra Invisibile: quella vera.

La Germania comincia a importare dalla Spagna operai. Inizia l'ultima fase della Guerra Invisibile: quella vera.:




di Sergio Di Cori Modigliani





La notizia di cui parlo in questo post è “apparentemente” davvero piccola, forse addirittura piccolissima, per non dire minima se paragonata a ciò che sta accadendo. Ed è probabile che questa sia la giustficazione che i media italiani darebbero se qualcuno chiedesse loro “perché non avete dato la notizia spiegando per bene quello che sta accadendo?”. In Italia, infatti, la notizia non la trovate. Non c’è. Dovete andare a cercarvela in rete (in lingue non italiane).

Il sottoscritto, invece, attribuisce a questa notizia una importanza fondamentale.

Per l’impatto simbolico che ha, per ciò che rappresenta, per ciò che intende dire, per il Significato che vuole comunicare. Ma soprattutto per lo smascheramento dell’autentico piano politico che sottende le manovre dei vari Draghi, Monti, ecc.

Se fossi il direttore del corriere della sera l’avrei sparata in prima pagina a caratteri cubitali.

E infatti, la notizia ha provocato un autentico terremoto di dibattiti, confronti, discussioni in tutta la penisola iberica e in tutte le nazioni americane di lingua spagnola. Diverse centinaia di milioni di persone, quindi, ne stanno parlando.

La notizia è la seguente: mentre il primo ministro spagnolo, insieme a Monti e alla Merkel, a Bruxelles, alla fine della riunione del gruppo Ecofin, l’altro ieri, certificavano gongolando l’avvenuto salvataggio delle banche decotte e corrotte spagnole, per un contro-valore di 60 miliardi di euro (a proposito, è bene che sappiate che 14 di questi miliardi li deve mettere il tesoro italiano, il che vuol dire –stampatevelo bene in testa- che il contribuente della repubblica italiana, senza che nessuno abbia mai chiesto la sua opinione, deve pagare i ricchissimi privilegi dell’oligarchia corrotta ecclesiastica spagnola al servizio dell’opus dei che, per tradizione consolidata, .controlla, gestisce e amministra le Cajas e le Caixas, luoghi di prebende, tangenti, binario preferenziale del passaggio di danaro dello IOR) ebbene, mentre tutti applaudivano, compresa l’intera sinistra italiana, a Stoccarda, nello stesso identico momento, il Ministro della Pubblica Istruzione tedesco, signora Annette Schavan e il suo omologo spagnolo, marchese Josè Ignacio Wert (padre tedesco, nobile prussiano) firmavano un protocollo d’intesa che è diventato “automaticamente operativo” in quanto i poteri dei 54 che decidono le sorti di tutti i popoli europei hanno trovato la maniera di aggirare la necessità di votare singole leggi in parlamento: fanno ciò che vogliono e non informano più di nulla, non danno neppure la notizia.

“Apparentemente” (dopo il danno anche la beffa) si tratta di cooperazione culturale.

“Apparentemente” si tratta di solidarietà economica.

Ecco che cosa i due hanno siglato su un’idea –così sostengono- attribuita alla genialità (sigh doppio sigh) di Mario Draghi: prendendo atto che la disoccupazione in Spagna si aggira sul 24,5%, cioè il quintuplo della Germania e il doppio dell’Italia, con un 58% di disoccupazione giovanile, tenendo presente che l’industria metalmeccanica tedesca sta registrando notevoli successi e hanno bisogno di manodopera qualificata visto che solo la BMW nel primo trimestre del 2012 è salita dell’8% come vendite e del 22% come fatturato, allora la Germania (che è tanto buona) si è detta disposta a contribuire a risolvere la disoccupazione spagnola (loro lo chiamano “salvataggio crescita dell’Europa” questo sarebbe il geniale piano di Draghi e Passera) accogliendo operai disoccupati spagnoli in specifiche scuole di formazione tecnica tedesca, a cominciare dal 1 agosto 2012, per andare a lavorare nelle fabbriche tedesche. Naturalmente (neanche a dirlo) questa generosità è stata allacciata come clausola al prestito che in quel momento veniva firmato a 1000 chilometri di distanza e che dava miliardi alle banche spagnole imponendo una riduzione del salario minimo. Non solo. La cifra che questi operai percepiranno non sarà la stessa degli operai qualificati tedeschi, no. Perché sarà la Spagna a pagare sulla base della nuova normativa salariale iberica, che equivale a tre volte di meno. Veri schiavi.

Fine della notizia.

Nella mia mente (non so nella vostra) questo atto, questa decisione e questo documento (e così viene vissuto in questi terribili momenti in tutto il Sudamerica) equivalgono a una vera e propria deportazione di schiavi disperati. Frau Annette ha anche avuto il coraggio di dichiarare con una faccia tosta davvero sconvolgente che si tratta di un immediato e primo esperimento da replicare subito, non appena sarà possibile, anche in Italia, perché “la Germania ha immediato bisogno di personale tecnico specializzato per le proprie fabbriche e dato il troppo basso indice di disoccupazione in Germania, la nazione tedesca è costretta a rivolgersi al mercato estero. Questa scelta e decisione pienamente si inserisce nel quadro di solidarietà, equità e sviluppo tra nazioni appartenenti alla zona dell’euro a dimostrazione di quanto sia efficiente ed efficace la collaborazione politica tra le nazioni quando trovano uno sbocco comune fattivo alle problematiche economiche”. Annette Schavan ha raccontato l’incontro con lo spagnolo nel corso di una lunga intervista radiofonica sul canale ZDV (il corrispondente tedesco della Rai) presentandola come una svolta. La capisco. Per i tedeschi, infatti, lo è.

Io lo trovo disgustoso.

E come se la Storia ci riproponesse l’identico scenario degli anni’30, ma per evitare la farsa si fosse adattata ad un nuovo copione post-moderno.

In Spagna sta iniziando una pesante ribellione.

Come europeo e come italiano orgoglioso delle proprie radici culturali, voglio ricordare ai miei concittadini che alle ore 21.30 del 13 novembre 1936, Carlo Rosselli, fondatore del movimento anti-fascista Giustizia e Libertà, dai microfoni di Radio Barcellona, spiegò ai cittadini che cosa stessero organizzando in Europa Mussolini e Hitler e lanciò la frase “Oggi in Spagna. Domani in Italia” divenuto poi il titolo, voluto da Luigi Einaudi, del suo bellissimo libro pubblicato negli anni’50, chiamando a raccolta, nel corso della trasmissione “i cittadini di tutta Europa, i liberi pensatori combattenti per la libertà, i lavoratori, gli intellettuali, gli artisti, a ritrovare quell’impulso e impegno civile per ritrovarsi in prima fila in Spagna ed impedire il definitivo e barbaro omicidio della democrazia rappresentativa in Europa…se passa la barbarie in Spagna, dilagherà in tutta Europa”.

Poco tempo dopo, il governo fascista diede l’ordine di farlo assassinare a Parigi dove si trovava in esilio.

Non dimentichiamo il meglio della nostra nazione e della nostra tradizione.

Siamo tutti figli di Carlo Rosselli.

Perché oggi, è come allora.

“Oggi in Spagna. Domani in Italia” non è più una frase da dibattito storico culturale su com’era l’Europa 80 anni fa.

Da oggi, ridiventa la sintesi dell’attualità odierna. A dispetto della censura di stato voluta e imposta da Napolitano, Monti & co.

Come fa, la sinistra italiana, a tacere?

In memoriam dei fratelli Rosselli.

Ricordiamoci da dove veniamo, per capire chi siamo e dove possiamo andare.

 

 

Il baratto è rivoluzionario!

Il baratto è rivoluzionario!:

www.reoose.it  permette il baratto circolare, metti quel che vuoi scambiare in un catalogo e prendi quel che ti serve.

I partiti della sinistra non riescono a mettere in campo nulla di concreto per aiutare gli italiani ad affrontare la crisi. Per fortuna ci sono gruppi di cittadini con la mente aperta che non si arrendono al pessimismo e stanno dando vita a centinaia di nuove iniziative.
Una di queste è destinata a un enorme successo perché propone un sistema di baratto eccellente.
Barattare è bello e conveniente ma se hai un paio di pantaloni stretti e ti serve un frullatore hai poche possibilità di trovare chi ha un frullatore e cerca proprio un paio di pantaloni stretti.
Reoose.it risolve questo problema: metti in un catalogo quel che non ti serve, ottieni dei punti e con questi punti “compri” altri oggetti e servizi presenti nel catalogo. I ragazzi di Reoose.it lo chiamano baratto asincrono.
Sostanzialmente è qualche cosa di simile a una banca del tempo, ma incentrata sullo scambio di prodotti.
Il servizio è gratuito.
Un veicolo eccellente per sviluppare la cultura del riciclo globale, e per tirar fuori dagli armadi e dalle cantine una ricchezza che se rimessa in circolo permetterebbe grandi risparmi per moltissime famiglie. Ho telefonato a questi validi giovani e ho detto loro: “Siete dei geni!”
Come sa chi ha letto qualcuno degli articoli che ho pubblicato su questo tema, io credo che solo se si sviluppa un’economia alternativa, etica ed ecologica potremo imporre un modello di sviluppo diverso. Nessuno ce lo impedisce.
Nessuno ci obbliga a comprare sempre nuovi vestiti, nessuno ci obbliga a sprecare energia o a comprare in modo individuale pagando tutto il 30% in più di quello che pagheremmo comprando tutti insieme.
E questa è l’unica strada vera per ridurre la sofferenza della gente. E chi ha dei dubbi può andarsi a vedere quanto è successo in Argentina. Oppure potremmo ricordare il peso delle Coop, delle Banche cooperative e dell’Unipol nella rinascita economica dell’Italia nel dopoguerra, quando i comunisti non facevano chiacchiere da solotto ma andavano insieme alla gente a organizzare un’economia diversa… Poi hanno perso la strada, ma il peso positivo di quel che hanno fatto resta e dovrebbe esserci di insegnamento.
Ma a quanto pare Bersani non lo sa. Non lo sanno Vendola e Di Pietro. E non lo sanno i molti intellettuali di sinistra che continuano a indicare strade per uscire dalla crisi che non portano da nessuna parte perché non mettono al centro l’enorme potenzialità di un popolo che decide di non farsi più fregare da un’economia truccata e sceglie di costruirsene un’altra, indipendente e parallela. Chi non ricorda la propria storia…

PS
Sostieni www.reoose.it : scambiare un paio di pantaloni stretti è un atto rivoluzionario. E’ importante che il baratto circolare raggiunga la massa critica offrendo una sufficiente scelta da diventare fortemente appetibile. Poi esplode. Dai una possibilità all’alternativa. SCAMBIATI!

Questa donna si porta appresso il futuro del mondo. E' stata assunta da due giovani turchi.

Questa donna si porta appresso il futuro del mondo. E' stata assunta da due giovani turchi.:




di Sergio Di Cori Modigliani





Ho scelto quest’immagine, e la notizia che il messaggio annuncia, perchè mi sembra che rappresenti una eccezionale sintesi che ben rappresenta i mali d’Europa e ci mostra inequivocabilmente come, in questo momento, in tutto il pianeta, sia in atto una volontà politica di non risolvere un bel nulla.


La donna che vedete in bacheca è una normale modella professionista, scelta apposta per catturare l’attenzione. E’ stata consigliata da esperti pubblicitari e mi auguro davvero che possa portare fortuna.
Ciò che conta è l’oggetto che la donna sta trascinando.
Sembra una normale grande valigia.
Non lo è.
Vediamo un po’ se riuscite a indovinare.
Osservate con grande attenzione l’immagine prima di proseguire nella lettura e cercate –se vi riesce- di capire che cosa sia.


E’ un oggetto che potrebbe risolvere diversi problemi molto seri nella vita di tutti.


E’ il frutto dell’investimento di idee, merito, competenza tecnica di due europei.


E’ il risultato di studi molto seri realizzati in una grande città italiana.


L’oggetto misterioso ha avuto un enorme successo, durato 48 ore.


Poi, è stato deciso e scelto di silenziarlo.


Ecco di che cosa si tratta.


“E’ un’automobile”.
Fatta di gomma dura e di fibre al titanio, che si muove grazie a delle potenti batterie elettriche solari sistemate dentro le ruote. Una vettura biposto. Ha tre ruote. Non fa rumore, non produce emissioni, si muove a una velocità massima di 80 km/h. Ma ciò che è più interessante (e io lo trovo davvero geniale) consiste nel fatto che la vettura, con tre semplici manovre, si piega in quattro pezzi incastrati e diventa una valigia trasportabile su ruote con maniglia e quindi non necessita l’uso del parcheggio. Ve la portate in ufficio e la sistemate dietro la vostra sedia di lavoro..


Si chiama “Soleil project car”.


Gli autori sono una coppia di giovani turchi, Emre Gurel e Caghan Engin Cesmeci.
Il primo è ingegnere meccanico, il secondo designer industriale.


Hanno realizzato questo prototipo e l’hanno presentato al Michelin Designer Challenge, una specie di concorso internazionale che premia le innovazioni tecnologiche in campo metalmeccanico con l’applicazione specifica al mondo delle quattro ruote, che si celebra ogni anno in Usa. 
Va da sé che ha attirato la curiosità e l’ammirazione di tutti e i colossi della produzione automobilistica mondiale si sono precipitati per informarsi sulle potenzialità della commercializzazione. E nel giro di due giorni, la macchina è stata bocciata.
Per via del prezzo.


Lo capisco, il mercato ha la sua logica.


Il fatto è (vera e propria tragedia) che il problema di questa vettura, priva di qualunque contro-indicazione, sta proprio nel prezzo: non costa nulla produrla.
E’ stata bocciata perché il prezzo è troppo basso, intorno ai 1500 euro chiavi in mano.
“Sconvolgerebbe l’industria metalmeccanica planetaria provocando un terremoto” ha confessato con aperta franchezza l’ingegnere della Chrysler che l’ha visionata, esplorata, guidata.
E così, non se ne farà nulla.


Il geniale designer di questa chicca, Caghan Engin Cesmeci, si è laureato nel 2010 al Politecnico del Design di Milano in “Transportation Design & New Technologies”. Insieme a un collega laureato in ingegneria meccanica hanno realizzato questo prototipo.


L’industria planetaria ha deciso e scelto di non proporlo sul mercato.


Non usa carburante inquinante, costa troppo poco, non occupa spazio.


Queste sono le tre argomentazioni usate dai potenti detentori delle leve dell’economia mondiale che governano le nostre vite per giustificare il loro disinteresse; quelli ai quali, un giorno sì e un giorno no, i governi e le nazioni accorrono al loro capezzale portando miliardi di euro per salvarli dal fallimento.


Le soluzioni, come vedete, esistono.
Anche i cervelli.
Anche le idee.
Anche i soldi.
Anche le innovazioni.
C’è tutto.


Manca soltanto un’autentica volontà politica di voltare pagina da parte dell’occidente ben compatto, alleato e ben sostenuto dai governi orientali che rappresentano un miliardo di mussulmani e il 75% dell’attuale produzione di petrolio. Sono tutti insieme.
Non vogliono cambiare un bel nulla.


Il resto, sono chiacchiere.


A noi ci spaventano tutti i giorni con annunci di catastrofi imminenti, di risparmi forzati, di tagli, di austerità, spiegandoci perché devono assumere migliaia e migliaia di super consulenti costosissimi per risolvere problemi giganteschi di traffico urbano, inquinamento asfissiante, malattie sociali, parcheggi, contrazione di consumi, ecc., ecc. e quando arrivano due ragazzi ingegnosi e in gamba come questi, l’unica risposta che sanno dar loro è: “Ragazzi, andate a casa e fateci lavorare per bene, sappiamo noi come si fa”.


Siamo proprio nella surrealtà.

Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione. Ci sta svendendo. Ci sta affondando. E lo fa in piena consapevolezza.

Quest'uomo non sta facendo gli interessi della nazione. Ci sta svendendo. Ci sta affondando. E lo fa in piena consapevolezza.:




di Sergio Di Cori Modigliani





Subdolamente, il sole24ore, ieri mattina, titolava “Schnell frau Merkel!”.
L’idea di base consisteva nel ricordare ai propri lettori, a nome della Confindustria, che la situazione italiana oggi, sarebbe –secondo loro- com’era nell’ottobre del 2011 quando decisero di eliminare Berlusconi.
Ricorderete che, in quei tumultuosi giorni, il quotidiano economico titolò “Fate presto” con anomale lettere cubitali, schiacciando il campanello d’allarme.
Il secondo significato, retrostante questo titolo, consisteva nel fornire un viàtico d’accompagnamento per il ragionier vanesio che stava partendo per Berlino, incitandolo a metter fretta alla Merkel, sapendo che a Berlino, a Wall Street, alla borsa di Londra, ilsole24ore è un giornale che viene letto quotidianamente con la lente d’ingrandimento, con il microscopio e con esperti interpreti di cose italiane, per comprendere che cosa stia accadendo nel nostro paese.
La Merkel ha risposto –ed era fin troppo chiaro che la frase era rivolta all’industria italiana- addirittura di persona. In un breve commento rilasciato a un giornalista di Der Spiegel ha detto: “L’Italia è un paese solido che sta facendo molto bene. E’ un momento delicato e ne siamo consapevoli. Non c’è fretta. Non c’è alcuna fretta”. Fine della trasmissione.
Poche ore dopo, in conferenza stampa, il nostro premier si è dilungato nella sua consueta melensaggine, imboccando la truppa mediatica asservita perché gli facessero la domanda giusta, che, va da sé, è puntualmente arrivata.
“Lei ritiene, signor presidente, che ci troviamo nella situazione in cui sarebbe il caso di prendere in considerazione l’ipotesi di dare il via alle dismissioni del patrimonio pubblico italiano?”.
Risposta ufficiale: “Le dirò di più, se è per questo. Posso tranquillamente dire che non soltanto è un ipotesi, ma stiamo studiando il progetto che è in fase avanzata, l’abbiamo già preparato, e sarà mio compito e dovere quello di informare molto presto sia il parlamento che l’opinione pubblica della scelta che il governo farà, in merito alla questione”. Fine della trasmissione.


Travolti dallo spread, rigore, tagli, ecc., la vendita del patrimonio pubblico verrà presentata come necessità, addirittura richiesta a gran voce da tutti, con l’aggravante suicida di un sospiro di sollievo, perché così si evita una manovra suppletiva per evitare che la massa sia costretta perfino a rinunciare all’ombrellone in spiaggia. Il che, in questo paese di bèceri, potrebbe far scatenare tumulti sociali. Per la serie TINA: non c’è alternativa. “O vendiamo o c’è il baratro”.
Così stanno organizzando la faccenda.


Ciò che non viene spiegato (approfittando dell’amnesia italiota) sono i precedenti.
Ricorderete il 10 gennaio 2012.
Il governo si era insediato da due mesi, era passato il decreto salva-Italia (???) con l’applicazione dell’Imu, il taglio delle pensioni, l’aumento dell’iva e la manovra suppletiva. Tutti adoravano Mario Monti dove contava, in Italia, su un saldo 75% di gradimento.
Il nostro baldo premier, sull’onda del successo, vola a Londra dove rimane tre giorni.
Ritorna più pimpante che mai.
Vengono rilasciate diverse dichiarazioni ufficiali nelle quali non si dice nulla di nulla. In teoria non si capisce neppure che cosa sia andato a fare in Gran Bretagna se non a prendere dei gran applausi, onorificenze varie, medaglie, premi e cotillons. Si disse, allora, che era un investimento d’immagine per mettere una pezza con gli inglesi laddove il sultano di Arcore aveva creato uno spaventoso vuoto di credibilità. Tutti d’accordo. Abbasso la fellatio, evviva la sobrietà!


Chiedo scusa ai lettori perché qui devo fare un’autocitazione, ed è davvero imbarazzante.


Questo blog fu l’unico, in Italia, a dare la notizia che Monti, in Inghilterra, si era incontrato con il management finanziario che gestiva fondi d’investimento in Italia presso la Black Rock hedge funds gestito da Goldman Sachs, emiri arabi, gruppi oligarchici della massoneria conservatrice inglese, e aveva chiuso un accordo che ruotava su questi princìpi: dava in garanzia (cioè vendeva) parte delle riserve auree dell’Italia (di cui non è tenuto a dar conto al popolo italiano –sorretto dalla Legge- perché la notifica, il presidente del consiglio la deve dare al ministro dell’economia (che è lui) il quale la deve poi sottoporre per approvazione al ministro del tesoro (che è sempre lui) e poi farla sottoscrivere dal governatore della Banca d’Italia, dal presidente e dal vice-presidente (da lui appena eletti in carica); in cambio otteneva la garanzia che la Royal Bank of Scotland e la Banca d’Inghilterra avrebbero acquistato bpt italiani fino a portare il differenziale di spread intorno ai 150 punti entro tre mesi al massimo; si accordò con il potere finanziario oligarchico che da sempre ha come sogno e come ambizione quello di appropriarsi dei gioielli italiani che appartengono allo Stato, quindi al popolo che paga le tasse, vendendoli di lì a sei mesi. In tal modo, si andava ad attaccare la spina dorsale della ricchezza della repubblica italiana statale, calcolata intorno ai 2000 miliardi di euro (unica garanzia per evitare di finire come lo Zimbabwe) oltre al fatto dell’importanza geo-strategica nell’avere sotto controllo statale ENI, ENEL, FINMECCANICA, ITALGAS (gestione delle risorse energetiche e militari); si andava ad intaccare la più importante risorsa italiana non finanziaria in assoluto: circa 10.000 opere d’arte e 2.500 edifici storici per un valore riconosciuto intorno a diverse centinaia di miliardi di euro; gran parte delle opere d’arte si trovano nei caveaux sotterranei della Galleria Uffizi, nei sotterranei sotto al Campidoglio, in Umbria, in 150 caveaux sigillati controllati dalla Guardia di Finanza; si consentiva il via libera nel conferimento delle licenze d’esercizio ad uso capione della battigia di tutto il litorale adriatico da Ravenna al Gargano, comprensivo di un piano d’investimento turistico-alberghiero che avrebbe visto la gestione proprietaria in joint venture dei Lloyd’s di Londra e della Allianz di Francoforte che avrebbe, inevitabilmente, finito per strozzare tutto il settore alberghiero gestito come impresa a conduzione familiare, e che dà da mangiare a circa 2 milioni di persone dal Veneto alla Puglia, passando per Romagna, Marche, Abruzzo. Poiché nell’accordo entrava anche la finanza araba, interessata sia a Eni (così vendono il petrolio a se stessi e il profitto finisce a Riad) sia alle grandi banche italiane (così gestiscono sia il patrimonio immobiliare del nostro paese sia la possibilità di avere gangli importanti per il lavaggio veloce di capitali di dubbia origine) venne garantita, in quell’occasione, che la imminente ricapitalizzazione della più importante banca “made in Italy” (così come richiesto dalla BCE) cioè Unicredit, sarebbe avvenuta in modo tale da far passare il pacchetto di maggioranza di controllo a un pool gestito da dodici emiri della EAU (Emirati Arabi Uniti) nel Golfo Persico, in tal modo liberi di poter intervenire a proprio piacimento nella gestione della finanza italiana.


Dieci giorni dopo, inizia la ricapitalizzazione ufficiale di Unicredit che si conclude con successo intorno all’ 8 febbraio. Il controllo del gruppo passa alla Aqbar Investment che sceglie come delegato a rappresentarli ufficialmente in sede di consiglio di amministrazione Luca di Montezemolo.
Il 10 febbraio 2012 il titolo valeva 4,76 euro.
Oggi, ne vale 2,34.
In data 6 giugno 2012, Corrado Passera ha definito Unicredit “una banca solida in piena salute”. A voi sembra possibile che sia in piena salute un’azienda che in tre mesi perde in borsa il 51% del proprio capitale?
La Aqbar ha fatto spostare circa 40 miliardi di euro, di cui non deve dar notifica a nessuno, per coprire parte dei quali sono state necessarie delle richieste alla BCE, immediatamente accettate. 
La banca è diventata un colabrodo ambulante.
Comunque sia, non è più italiana. La pubblicità televisiva recita un falso di mercato.


Quaranta giorni dopo, il 28 febbraio, il differenziale di spread scende fino a 274 punti. Certamente non lo fu grazie alle manovre economiche del premier, bensì grazie al fatto che i partners privati dell’accordo stavano rispettando la parola data. Esaltato dalla propria onnipotenza, Mario Monti annuncia in quel fatidico giorno: “Non vedrete più alcuna impennata di spread, ne potete star certi; stiamo calcolando il grande piano di investimento nazionale per la crescita basandoci sulla certezza che tra breve il differenziale di spread sarà ritornato a un sostenibile 150/200, forse, ma non voglio peccare di eccessivo ottimismo, addirittura sotto i 100 punti. In tal modo gli interessi che l’Italia deve pagare saranno molto ma molto inferiori a quelli precedenti e attuali”.


Tre mesi e mezzo dopo, cioè oggi, è a 480, il 232% in più delle previsioni del governo.


Calcolando (al millesimo) le aspettative del premier fatte in quel momento, e l’esatta ratio del mercato, mancano altri 32 miliardi di euro che devono essere coperti.
 A questo punto viene spontanea una reazione: sono degli incapaci, sono somari.
Magari!


Sono bravissimi, invece.
Il punto è che il loro obiettivo non consiste nel fare gli interessi dell’Italia.
Il loro obiettivo non consiste nel salvaguardare il patrimonio nazionale, quello finanziario, industriale, immobiliare, energetico, strategico, paesaggistico, geologico, artistico, culturale.
Il loro obiettivo non consiste nel pianificare una potenziale ripresa per impedire la svendita.
Proprio no.


Il loro obiettivo consiste proprio nel gestire la svendita.


Strozzata dall’accoppiata Berlusconi/Monti, l’Italia è in saldo al peggior offerente.


Sono bravissimi, non vi è dubbio: a fare interessi terzi.
Sono bravissimi, non vi è dubbio: a servire chi ha interessi strategici nel mettere in ginocchio la ricchezza del paese.
Sono bravissimi, non vi è dubbio: a garantire l’uscita dell’Italia (fino a pochi anni fa leader planetario nella produzione di merci, beni e servizi) dalle nazioni che contano perché sono ricche di loro.
Sono bravissimi, non vi è dubbio: a far credere al paese, per la seconda volta in otto mesi, che “o è così o il baratro”.


Anche Adolf Hitler propose se stesso, nel 1932, come unica alternativa possibile per recuperare la dignità perduta dal popolo tedesco.
Anche George Bush jr. propose se stesso nel 2000 come unica alternativa possibile per la ripresa economica planetaria e per la diffusione della pace nel mondo.
Ecc., ecc.


Quest’uomo non mi piace.


Non fa gli interessi del mio paese.


E io, al mio paese, davvero ci tengo.


Riguarda la destra e riguarda la sinistra, i settentrionali e i meridionali, i giovani e gli anziani.


E sia chiaro che non ha nulla a che fare con il nazionalismo.


Si tratta della inderogabile presa di coscienza collettiva che dobbiamo assumerci le nostre responsabilità individuali e cominciare a pensare in proprio, senza aspettare che arrivi l’uomo del destino o qualche potenza straniera a salvarci.


Sono otto mesi che l’uomo del destino è arrivato.
Sono otto mesi che le potenze straniere si sono schierate a disposizione per darci una mano.


I risultati odierni stanno sotto gli occhi di tutti.


La bagarre tra americani, inglesi, tedeschi e austriaci, su chi attacca oggi l’Italia e chi, invece, la difende, non è altro che una squallida giocata a poker tra squali bulimici e impietosi, seduti al tavolo dove li ha messi a giocare Mario Monti, garantendo tutti che le carte sono truccate, perché lui è il mazziere.


C’è chi strilla perché vuole un ulteriore sconto prima di passare alla cassa.


Tutto qui. Né più né meno.


“It’s just business”.


Sulla pelle di tutti noi.


Contano sul fatto che tanto gli italiani si bevono qualunque cosa.


Personalmente, preferisco fare lo sciopero della sete.

Il Watergate delle armi di Obama? Scoperto da due blogger

Il Watergate delle armi di Obama? Scoperto da due blogger:



Luigi Spinola







Alla fine del 2010 nessuno in Usa sa del gunwalking, una tattica del dipartimento di Giustizia americano che comporta la vendita di fucili e pistole ai contrabbandieri per poi tracciarne i movimenti e catturare i boss del narcotraffico. Ma l’operazione "Fast and Furious" – com’è stata soprannominata – si trasformerà nel più grande scandalo dell’amministrazione Obama. A scoprirlo saranno due oscuri blogger dell’America profonda esperti di armi: Mike Vanderboegh di Pinson, in Alabama, e David Codrea di Hudson, in Ohio.





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Usa, danni alla centrale nucleare di San Onofrio peggiori del previsto

Usa, danni alla centrale nucleare di San Onofrio peggiori del previsto: La Commissione che supervisiona sul sistema nucleare americano (NRC) ha pubblicato ieri un aggiornamento riguardo ai problemi riscontrati nella centrale di San Onofrio, non lontano da San Diego, in California...

La Battaglia Legale dei Tedeschi per Bloccare i Salvataggi della Zona Euro


La Corte costituzionale tedesca può richiedere fino a tre mesi per pronunciarsi su un provvedimento volto a bloccare il meccanismo di salvataggio dell' eurozona, lasciando in sospeso i mercati mentre la crisi del debito dell'Eurozona erode la fiducia. Chief Justice Andreas Vosskuhle ha detto che al tribunale di Karlsruhe deve essere concesso un periodo di tempo "costituzionalmente ragionevole" per pesare questioni di grande rilevanza pubblica, ignorando gli avvertimenti che ogni ulteriore ritardo da parte del creditore chiave dell'eurozona potrebbe innescare una catena di eventi disastrosi. Il Ministro delle finanze Wolfgang Schauble ha detto agli otto giudici che ci sarebbero "gravi conseguenze che vanno ben oltre la Germania", se il caso si dovesse trascinare a lungo,

Un’altra Operazione Twist?

Un’altra Operazione Twist?:

La scorsa settimana la banca centrale degli Stati Uniti ha annunciato che amplierà la sua “Operazione Twist” per estendere le scadenze degli asset sul proprio bilancio, aggiungendo che è pronta a prendere ulteriori misure per mettere al lavoro gli Americani disoccupati. La banca centrale degli Stati Uniti contribuirà a prolungare il programma fino alla fine dell’anno, vendendo $267 miliardi di titoli a breve termine ed acquistando la stessa quantità di debito a lungo; l’azione dovrebbe mettere pressione al ribasso sui tassi di interesse a lungo termine e contribuire a rendere le condizioni finanziarie più accomodanti, almeno così si sostiene.


L’idea alla base della mossa, soprannominata “Operazione Twist” dopo una linea di politica simile nel 1960, è quella di spingere verso il basso gli oneri finanziari di lungo termine per incoraggiare il mercato immobiliare ed altre forme di attività economiche. Ma perché un abbassamento dei tassi di interesse causerebbe tutto questo?


Ad esempio, i dati dal 2007 ad oggi indicano come un calo dei tassi di interesse non abbia prodotto nulla per sollevare visibilmente il settore immobiliare. C’è, infatti, una correlazione positiva tra i tassi di interesse ed il settore immobiliare dal 2007 (un calo dei tassi di interesse è ora associato con una tendenza al ribasso delle attività edilizie). Si noti che prima del 2007 vi era una correlazione negativa tra il settore immobiliare ed i tassi di interesse – quindi perché c’è una rottura improvvisa nella correlazione?




Ora, un calo dei tassi di interesse non può far crescere l’economia: tutto ciò che può produrre è una cattiva allocazione dei risparmi reali. Di norma, un abbassamento artificiale dei tassi di interesse (che è accompagnato dal pompaggio monetario della banca centrale – aumento delle riserve delle banche commerciali), stimola la domanda di prestiti e questo di fa sì che le banche espandano il credito “dal nulla.”Questo a sua volta mette in moto una deviazione dei risparmi reali, o finanziamenti reali, dalle attività generatrici di ricchezza alle attività non-generatrici di ricchezza.


Dal momento che la cosiddetta attività economica è misurata in termini di denaro, ovviamente, più denaro si crea maggiore sarà la cosiddetta attività economica, cosa erroneamente interpretata come un rafforzamento della crescita reale (si noti che l’impiego di deflatori di prezzi non risolve il problema della misurazione della crescita).


Finché il bacino dei risparmi reali è ancora in espansione la politica illusoria della banca centrale sembra “funzionare”. I guai emergono quando il bacino dei risparmi reali va sotto pressione (stagnante o in calo); quindi il pompaggio monetario, da parte della banca centrale, non può sollevare il tasso di crescita dell’offerta di moneta in quanto le banche non impiegano il denaro pompato per stimolare l’espansione dei prestiti.


Si noti che le banche sono solo degli intermediari; una volta che il bacino dei risparmi reali scompare, qualsiasi espansione di prestito “dal nulla” correrà il rischio di diventare un asset non performante (ricordate che è il bacino dei risparmi reali in espansione che fa crescere l’economia reale, cioè rende possibile l’espansione della ricchezza).


Ovviamente le banche non sono interessate a ciò. Si osservi che, mentre il bacino dei risparmi reali espande, le banche “possono permettersi” di impegnarsi in prestiti inflazionistici senza incorrere in troppi rischi. Tuttavia, se il bacino va sotto pressione, le possibilità che le banche finiranno per possedere una grande percentuale di asset non performanti (cioè tossici) aumentano. In questa situazione la FED non può fare molto, in quanto le banche non espanderanno il prestito “dal nulla”. In breve: se il bacino dei risparmi reali è in difficoltà, la capacità della FED di creare illusioni volgerà al termine.


Ovviamente la FED può ignorare le banche e prestare denaro direttamente al settore non-bancario, rafforzando così la dinamica di crescita dell’offerta di moneta – il cosiddetto “elicottero monetario”. Suggeriamo che, in caso di risparmi reali calanti, tale pompaggio non funzionerà, infatti correrà il rischio di distruggere l’economia di mercato.


Per quei commentatori che ritengono un abbassamento artificiale dei tassi di interesse buona cosa per l’economia, dobbiamo ribadire come il tasso di interesse rappresenti solo un indicatore; in un libero mercato, esso rispecchierebbe le preferenze dei consumatori per quanto riguarda il consumo di beni presenti rispetto ai beni futuri. Per esempio, quando i consumatori aumentano le loro preferenze verso i beni futuri rispetto ai beni presenti questo si manifesta con un declino dei tassi di interesse. Al contrario, un aumento nella relativa preferenza verso i beni presenti porta all’aumento dei tassi di interesse.


Di norma, a parità di condizioni, un aumento del bacino dei finanziamenti reali tende ad essere associato ad un aumento della preferenza verso i beni futuri, vale a dire, un calo dei tassi di interesse. Si noti tuttavia che il movimento dei tassi di interesse non ha nulla a che fare con la generazione di ricchezza reale in quanto tale; la chiave di tale generazione è l’aumento dei beni capitali. Ciò che rende a sua volta possibile questo aumento è il bacino in espansione dei risparmi reali.


In una economia di mercato, i tassi di interesse istruiscono gli imprenditori (in accordo con le preferenze temporali dei consumatori) su dove convogliare i loro capitali. Una politica che abbassa artificialmente i tassi di interesse manda alle imprese solo segnali fuorvianti, col risultato di una cattiva allocazione dei finanziamenti reali.


Se un abbassamento dei tassi di interesse potesse creare una crescita economica, come sostiene il pensiero popolare, allora avrebbe senso mantenere i tassi di interesse a livello zero per un lungo periodo di tempo; abbiamo già affrontato un simile esperimento, rivelatosi fallimentare: ciò dovrebbe mettere in guardia i sostenitori delle politiche dei bassi tassi, inducendoli a pensare che ci sia qualcosa di completamente sbagliato nell’idea secondo cui le banche centrali possano far crescere un’economia.


Ormai dovrebbe essere compreso che l’abbassamento artificiale dei tassi di interesse non può che deviare i fondi reali dalle attività generatrici di ricchezza verso attività non produttive, diminuendo così la capacità dei generatori di ricchezza di far crescere l’economia.


Da ciò possiamo concludere che l’ultima politica della FED non solo non aiuterà l’economia ma, al contrario, farà peggiorare le cose. Ciò che serve ora è la riduzione della capacità della FED di perseguire politiche monetarie accomodanti. Meno agisce la FED, tanto meglio sarà per l’economia.


Tuttavia, è improbabile che la FED smetta di implementare le sue politiche per “rilanciare” l’economia: infatti, il presidente della FED Ben Bernanke ha detto: “Se non vedremo un miglioramento nel mercato del lavoro, saremo pronti ad adottare misure supplementari necessarie”. Ha poi aggiunto: “Gli acquisti aggiuntivi di asset sarebbero tra le cose che prenderemo sicuramente in considerazione”.


Ma perché dovrebbe funzionare ciò che finora non ha funzionato? Anche se la FED dovesse aumentare il suo ritmo di pompaggio con l’introduzione di un QE3 (vale a dire, acquisti di asset ed espansione in modo aggressivo del proprio bilancio), ciò non funzionerà se le banche siederanno sul nuovo contante e non lo presteranno.


Finora, nel mese di Giugno, le riserve di liquidità in eccesso delle banche erano pari a $1.490 bilioni contro i $1.461 bilioni di Maggio. Ciò significa che, se il bacino dei risparmi reali è in difficoltà (il che è molto probabile), la FED avrà difficoltà a stimolare l’attività economica, cioè, generare una crescita economica illusoria.


Sintesi e conclusioni


La banca centrale degli Stati Uniti ha annunciato che amplierà la sua “Operazione Twist”, estendendo le scadenze degli asset sul suo bilancio. Finora questa politica sembra essere stata inefficace nel rilanciare l’economia in modo significativo. Suggeriamo che questa politica, in realtà, distorce ulteriormente l’economia; quindi l’estensione della “Operazione Twist” peggiorerà le cose. A causa del credito bancario ancora depresso, non è chiaro se la FED può stimolare artificialmente l’economia senza la cooperazione delle banche commerciali. Sospettiamo che le banche decideranno di non collaborare, se il bacino dei risparmi reali è in crisi.


Articolo di Frank Shostak su Mises.org


Traduzione di Francesco Simoncelli


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L'Italia non solo non ha un programma di sviluppo ed accrescimento della propria ricchezza ma ha un governo la cui ideologia ne è di impedimento. Secondo la dottrina di Monti e del suo governo la pubblica amministrazione non può e non deve intestarsi nessun progetto di sviluppo ma limitarsi a favorire l'iniziativa dei privati e degli investitori. Questo handicap ideologico unito alla enorme sottrazione di risorse cui sono sottoposti i cittadini con le tasse e la diminuzione dei redditi da lavoro indebolisce ogni giorno di più l'Italia e la conduce al fallimento. Un corpo salassato ripetutamente e che non riceve alimento è destinato a soccombere.L'Italia per recuperare dovrebbe riprendere a produrre ricchezza e riequilibrare PIL e debito.Questo non viene fatto e viene escluso dalla BCE e dagli altri ispiratori del governo Monti che invece predicano la diminuzione dei salari e della spesa pubblica. Solo facendo il contrario e cioè aumentando la spesa e facendo crescere i salari la ruota dell'economia italiana potrebbe riprendere a girare. Ma questo non sarà fatto e quindi siamo destinati a finire male, molto male. Presto l'industria che è rimasta in piedi entrerà in crisi. La Fiat forse chiuderà uno o due stabilimenti.Ma non c'è una politica industriale. La cosa è tanto grave che proprio ieri Napolitano è intervenuto per chiederla. Ma si è trattato di un intervento per dovere di ufficio dal momento che la Presidenza della repubblica ha voluto ed approva il comportamento di questo governo.

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DOWNGRADE ITALIA/ Da Moody’s un altro “aiutino” a Germania (e Francia): Stamattina l’agenzia Moody’s ha tagliato il rating dell’Italia di due notch esattamente da baa2 a A3 appena due livelli sopra il livello “junk”. Il commento di PAOLO ANNONI

(Pubblicato il Fri, 13 Jul 2012 10:37:00 GMT)

GEOFINANZA/ Borghi: altro che anti-spread, l’Italia dovrà chiedere aiuto
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Commenti spiccioli sull’ultimo downgrade dell’Italia

Commenti spiccioli sull’ultimo downgrade dell’Italia:

Prescindendo dai moti di sdegno e dalle urla di “attentato alla democrazia”, che non ci interessano, le considerazioni di Moody’s sull’ultimo (in ordine cronologico) downgrade italiano (a Baa2, due soli livelli sopra il junk, e outlook ancora negativo) confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, la natura sistemica della crisi dell’Eurozona, peraltro in via di aggravamento. Che tradotto vuol dire che gli effetti di contagio sono sempre più vistosi e determinanti. Giunti a questo stadio della crisi, ci sentiremmo di escludere che possa trattarsi di una profezia che si autoavvera. Stante la natura profondamente integrata dei mercati finanziari, questa non è una notizia, almeno per chi legge questi pixel.

(...)
Continua a leggere Commenti spiccioli sull’ultimo downgrade dell’Italia (304 parole)


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