24/07/12

Alle banche private in Argentina viene ordinato di elargire crediti per investimenti produttivi


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Alle banche private in Argentina viene ordinato di elargire crediti per investimenti produttivi

Secondo un piano nazionale annunciato dalla Presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner il 4 luglio, d'ora in poi sarà obbligatorio che le banche private che detengono l'1% o più dei depositi nazionali concedano crediti per gli investimenti produttivi, ad un tasso di interesse fisso non superiore al 15% (quindi ben al di sotto del 25% [...]


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Ora è ufficiale: il sistema di trasmissione monetaria dell'eurozona si è infranto


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Ora è ufficiale: il sistema di trasmissione monetaria dell'eurozona si è infranto

L'economista Greco Yanis Varoufakis commenta le parole del governatore della Banca di Francia sul fallimento della BCE nel controllo dei tassi e del credito. Molto grave per un'unione monetaria. 









In
condizioni normali, i tassi di interesse che voi e io dobbiamo pagare
su un mutuo per la casa, un prestito per l'automobile o per affari, o
sulla nostra carta di credito, sono ancorati su



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PIANGONO MISERIA, MA SPENDONO 35 MILIONI PER IL MONDIALE DI CICLISMO


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PIANGONO MISERIA, MA SPENDONO 35 MILIONI PER IL MONDIALE DI CICLISMO

di LUIGI CORTINOVIS


La nave italica affonda nei debiti? gli enti locali piangono miseria? Echissenfrega, nel frattempo la Regione Toscana, insieme ad una pletora di amministrazioni comunali, stanzia i soldi dei contribuenti per per la corsa iridata dell'anno prossimo.


Ammontano a più di 35 milioni di euro le risorse reperite dagli enti locali (Regione Toscana, Province di Firenze, Lucca, Pistoia e Prato, Comuni di Firenze, Lucca, Pistoia, Montecatini e Fiesole) per i Mondiali di ciclismo del 2013 in Toscana. Ad annunciarlo Riccardo Nencini e Dario Nardella, presidente e vicepresidente del Comitato istituzionale (altri che prenderanno il loro conquibus per far la parte che recitano in commedia)  che si è riunito oggi in Palazzo Vecchio per l'approvazione definitiva del testo dell'accordo di programma e dei relativi allegati riguardanti le opere da realizzare. "Si tratta di soldi – spiegano Nencini e Nardella – che saranno utilizzati per la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie alla messa in sicurezza del percorso. Un investimento che consentirà il migliore svolgimento dell'evento ma soprattutto garantirà alla Toscana un prestigio ed una visibilità senza precedenti (come se la Toscana avesse bisogno di visibilità…), con ricadute positive su tutto il territorio che dureranno anche quando il Mondiale sarà concluso". Sembra di sentire Keynes mentre spiegava ai suoi allievi che scavare buche e poi riempirle avrebbe permesso la crescita economica.


Il Comitato istituzionale ha anche definito le tappe di avvicinamento all'evento. Entro la metà di settembre tutti gli enti coinvolti sottoscriveranno formalmente l'accordo di programma: un momento che rappresenterà un passaggio di testimone alle stazioni appaltanti per l'avvio delle procedure di gara. I lavori inizieranno nel gennaio del 2013 per completarsi alla vigilia dell'estate, in prossimità del sopralluogo dei commissari dell'Uci che dovranno dare il definitivo disco verde al tracciato.


Mentre questi elargivano i soldi dei contribuenti, qualche loro collega era a Roma a manifestare contro la spending review. Pulcinellaland, non si smentisce mai!


 



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Perché l’Austerity distrugge l’economia


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Perché l'Austerity distrugge l'economia

- Antonio Miclavez - Qualcuno ha risposto al mio articolo "Monty, Benettazzo e l'Austerity" replicando che è immorale incentivare la pigrizia degli Statali pigri; colpiscine uno per educarne 100, licenzialo. Benito gli dava l'olio di ricino, e pare che gli effetti fossero sorprendenti; due giorni dopo la purga (il giorno dopo no, erano occupati ad [...]


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Ferragosto 2012: uscire dall'euro, tornare all'autarchia


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Ferragosto 2012: uscire dall'euro, tornare all'autarchia

(foto:infophoto)
fonte: Crisis

Ogni tanto qui si dimentica uno degli scopi per cui nacque il blog - in tempi da Cassandre: Crisis fu concepito alla fine del 2007, un anno prima del crac della Lehman Brothers che ha dato il via al samba- ovvero il tema "Cambio di paradigma". 
Quello di cui vorrei parlare oggi è il ritorno individuale all'autarchia. Che non significa soltanto autoproduzione, autocoltivazione, riciclo: significa proprio il cominciare ad abituarsi a comprare prodotti italiani, preferibilmente di filiera corta.
Non è un invito al trito patriottismo, e neppure il solito incoraggiamento ecologista-chic salviamo la natura. No no: sto pensando ad un'altra consistente motivazione, ovvero la nostra eventuale uscita dall'euro.
Un'attendibile voce di corridoio, del corridoio moquettato di una private bank di alto livello, mi ha detto che potrebbe esserci una sorpresina a Ferragosto. Proprio mentre noi ce ne staremo lì ad affettare le lasagne ed il cocomero sotto la pergola, certi manager rimarranno a presidiare i loro uffici. Si sa già da ora. Per fare cosa? Mistero.


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La siccità destabilizzerà il mondo?


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La siccità destabilizzerà il mondo?

L'aumento del prezzo del grano negli Usa avrebbe conseguenze nefaste nei Paesi in via di sviluppo




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Quanti poliziotti servono per salvare una bambola gonfiabile?


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Quanti poliziotti servono per salvare una bambola gonfiabile?

In Cina almeno 18





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L'EURO? IMPLODE ENTRO FINE ANNO

L'EURO? IMPLODE ENTRO FINE ANNO

di Loretta Napoleoni - 24 luglio 2012

Se FMI e BCE negheranno gli aiuti alla Grecia, quella ellennica sarà la prima nazione a lasciare la moneta unica tornando alla Dracma. Lo spread di ieri, "lunedì nero"? Non c'è fiducia verso i prodotti italiani. E non è un fatto di Monti o Berlusconi. Le misure non vanno

L'EURO? IMPLODE ENTRO FINE ANNO


Loretta NapoleoniLo spread è tornato sopra i 500 punti base. Dopo il crollo degli scorsi mesi, l'incubo è tornato. Perché?

Il motivo per il quale lo spread (la differenza tra il Bund tedesco, quindi le obbligazioni tedesche e le obbligazioni italiane) ieri, il lunedì nero, è salito oltre i 500 punti base è perché non esiste una domanda sufficientemente forte per i nostri prodotti, cioè per le obbligazioni italiane. Chi le compra domanda un interesse sempre maggiore per poterle comprare. Il concetto di base è questo, nei paesi in cui c'è poca fiducia, per esempio la Spagna e il Portogallo ma anche l'Italia adesso, gli investitori domandano interessi sempre più alti per il rischio di acquistare i prodotti di questi paesi. Si pensava che rimuovendo Berlusconi questa differenza, questo spread, si sarebbe ridotto. In realtà ieri ci siamo accorti che non era Berlusconi il problema fondamentale della nostra economia. La nostra economia è un'economia instabile, che viene percepita come ad alto rischio dagli investitori stranieri e quindi viene richiesta una quantità di tasso di interesse molto elevata.

Intanto si parla sempre più spesso del ritorno alle monete locali. Ma è possibile?

È un anno che dico che molto probabilmente succederà tutto questo. Perché? Perché i fondamentali di economia dietro l'Euro ce lo dicono, nel senso che l'Euro è una costruzione umanitaria che purtroppo non funziona, così come è stata concepita. Certo, si può cambiare, si può fare un Euro a due velocità, si possono fare tante cose, però così come è concepita l'idea che in Spagna, in Grecia, Italia, Germania, Finlandia ci sia la stessa moneta non è possibile perché le economie sono diverse. Non c'è un'integrazione fiscale tra questi paesi. Qui non ci troviamo negli Stati Uniti, ma ci troviamo all'interno dell'Europa unita dove una grossa parte della sovranità nazionale dei vari paesi (quella fiscale per esempio) è stata mantenuta e non è stata fusa com'è il caso per esempio degli Stati Uniti o anche dell'Australia. Molto probabilmente entro la fine dell'anno vedremo un'implosione dell'Euro, o almeno di alcune parti dell'Euro. Sicuramente accadrà in Grecia, specie se il Fmi farà quello che è stato detto. Anche perché i greci, non avendo possibilità di stampare moneta, se gli vengono negati gli aiuti economici o dal Fmi dalla BCE, dovranno necessariamente trovare un mezzo per scambiare i prodotti e quindi dovranno stampare una loro moneta e chiaramente stamperanno la Dracma perché l'Euro non lo possono stampare.

La crisi è iniziata già da un po'. Eppure fino a poco tempo fa nessuno ne parlava, rinviando il problema. Interventi più rapidi potevano salvare qualcosa in più?

E' un anno che queste misure tampone, questi stratagemmi che ci sono stati introdotti, hanno posposto il momento della crisi finale. Se fosse stato meglio affrontare questa crisi un anno fa che oggi? Sicuramente. Un anno fa sarebbe stato meglio anche perché la realtà dei mercati internazionali sarebbe stata diversa! Quello che dobbiamo capire è che la crisi europea non risolta sta trascinando nella recessione tutta quanta l'economia mondiale. Un anno in più conta molto. Se avessimo affrontato il problema addirittura nel 2010, quando la Grecia disse di non avere più i soldi per continuare a pagare i debiti, sicuramente sarebbe stato meglio. Se avessimo affrontato quel problema allora, cioè due anni dopo la crisi di Lehmann Brother, molto probabilmente oggi saremmo in una posizione diversa, e forse riusciremmo a vedere la luce alla fine del tunnel, ad avere qualche speranza. Queste, però, sono decisioni che prendono i politici e qui direi che entra in gioco anche una concezione dell'Europa e una concezione del ruolo che questi politici hanno avuto in Europa molto importante: c'è un grosso elemento di ego. E' molto difficile che questi individui (non parlo solamente di Mario Monti o di chi è dietro Mario Monti, ma anche della Merkel e di tutti gli altri, Sarkozy prima, Hollande molto meno adesso) ammettano di avere sbagliato, di avere creato una moneta che invece di aiutare l'economia europea, la sta danneggiando. Questa è una missione che nessuno di questi farà!

Ora arriva agosto, e gli speculatori già gongolano...

Personalemente ritengo non ci sia una speculazione nei confronti dell'Italia, proprio perché non c'è la domanda. Nel senso, chi tocca l'Italia oggi non la tocca perché vuole speculare, ma perché si trova in una posizione in cui in un modo o nell'altro lo deve fare, e mi riferisco principalmente alle banche italiane. Chi sottoscrive l'obbligazione italiana degli ultimi 6 mesi, anzi direi addirittura negli ultimi 9 mesi, è principalmente una banca italiana. Quindi, non esiste quella speculazione che conoscevamo magari nel 2008, nel 2007, ma anche nel 2009 nei confronti dell'Italia. Proprio perché l'Italia è ad altissimo rischio. La speculazione al ribasso è molto limitata, perché per farlo bisogna avere in portafoglio, una certa quantità di prodotti italiani e se uno va a guardare la composizione del portafoglio internazionale, i prodotti italiani non ci sono. Chi detiene oggi gran parte del debito italiano, sono le banche italiane, o le banche straniere che sono intimamente legate a queste. Sicuramente quello che può succedere ad agosto non è una speculazione selvaggia nei confronti dell'Italia, è invece la caduta totale della fiducia del mercato nei confronti dell'Italia, che molto probabilmente sarà legata anche a quello che succederà in Spagna, perché poi le due nazioni vanno in tandem. Se quello che è successo lunedì in Spagna con un crollo in borsa del 12%, si ripete svariate volte durante l'estate, ci troveremo in una situazione di crisi profonda ad agosto, proprio perché il mercato, essendo un mercato ridotto, reagirà psicologicamente a questi comportamenti con molta più violenza!

Qualcuno ci salvi, l’Europa è sull’orlo di una crisi di nervi


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Qualcuno ci salvi, l'Europa è sull'orlo di una crisi di nervi






Non c'è stato il tempo di cercare di capire cosa volessero Madrid, Parigi e Roma nella nota congiunta che è arrivata la smentita. Come se di credibilità da spendere ne sia rimasta ancora. Che poi l'impazzimento di oggi sia nato in Spagna può fare sorridere e dare ulteriore vigore all'idea di un' Europa sull'orlo di una crisi di nervi. Ma solo se evitiamo l'avanspettacolo di giornate come oggi ce la possiamo ancora fare. Prima che il tutto si trasformi in un horror di scarsa qualità.





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UN'EUROPA UNITA MA SENZA EURO


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UN'EUROPA UNITA MA SENZA EURO

Fonte:http://sollevazione.blogspot.it/2012/07/uneuropa-unita-ma-senza-euro.html
Di Pitagora
Il disordine regna sovrano in Europa. Se il presidente della Bce Mario Draghi asserisce in un'intervista al quotidiano Le Monde che l'euro è irreversibile, il cancelliere tedesco Merkel si dichiara «ottimista» ma non sicura della sopravvivenza dell'euro. La scorsa settimana l'Eurosistema ha deciso di non accettare titoli di stato emessi o garantiti dalla Repubblica ellenica come collaterale per ottenere prestiti fino alla «conclusione dell'esame condotto dalla Commissione europea, in raccordo con la Bce e l'Fmi, sui progressi compiuti dalla Grecia»; il Fondo Monetario Internazionale, a sua volta, secondo quanto riportato da autorevoli fonti di stampa, starebbe valutando l'idea di bloccare gli aiuti alla Grecia. Il mese di luglio è ormai trascorso senza che siano state avviate misure concrete per rendere operativo il cosiddetto «scudo anti spread» che era stato approvato alla fine di giugno, con grande risalto mediatico, dai capi di stato e di governo dell'Unione europea. 

La prolungata assenza di indicazioni precise, convergenti e realizzabili, oltre che di misure concrete, da parte di coloro che hanno il potere di prendere decisioni rilevanti per i mercati finanziari ha favorito l'attuale drammatica situazione. 

Malgrado l'elevatissimo rendimento atteso, le decisioni di disinvestimento dai titoli degli stati periferici dell'area dell'euro sopravanzano sempre più largamente le decisioni di acquisto. Il divario tra il rendimento dei titoli decennali dello stato spagnolo e quelli analoghi tedeschi ha ampiamente superato i 600 punti base, quello sui titoli italiani ha nuovamente valicato la soglia dei 500 punti base; si tratta di livelli insostenibili per le finanze pubbliche e l'economia di entrambi gli stati che incorporano un'elevatissima probabilità di fallimento. 


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Morì schiacciato dal palco della Pausini. Dall'Inail alla madre 1936 euro


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Morì schiacciato dal palco della Pausini. Dall'Inail alla madre 1936 euro

Un risarcimento di 1936.80 racapitato dall'Inail alla madre di Matteo Armellini, ucciso il 5 marzo scorso dal crollo del palco per il concerto di Laura Pausini. La cantante, che si esibisce stasera a Napoli non Pino Daniele ha preferito non  commentare la notizia.

Amarissimo la denuncia della madre dell'operaio morto. «Quei soldi - ha detto - sono stati dati come risarcimento per infortunio e malattia professionale: esigo spiegazioni, è un problema di rispetto e di dignità; Matteo non aveva ancora cominciato il suo turno, gli è crollato tutto addosso; va rivisto il modo in viene gestito il lavoro di questi ragazzi».

L'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) ha liquidato alla famiglia del ragazzo come risarcimento poco meno di 2 mila euro. Una cifra esigua a causa della bassa retribuzione di Armellini, ha spiegato l'istituto, che però garantisce che si tratta solo di un piccolo anticipo.

«Vorrei una spiegazione, non tanto per i 1936.80 euro, ma perchè mio figlio è morto sotto un palco e nell'oggetto del pagamento c'è scritto«...



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Niente Panico, La BCE Stampera’ (Nel Caso non lo Facesse… Allora Ok, Panico!)


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Niente Panico, La BCE Stampera' (Nel Caso non lo Facesse… Allora Ok, Panico!)

Altra giornatina interessante quella di oggi, intanto sotto il governo di Mario Monti la Borsa ha toccato l´ennesimo minimo storico, il BTP italiota e´ andato malissimo. Mentre i media nostrani facevano finta di nulla e parlavano di contagio il "mercato" (cioe´ gli sporchi speculatoracci che odiano Monti) ha fatto salire i rendimenti sui nostri titoli decennali più di quelli della Spagna (che ci contagia…).






















































 TODAY SINCE WATCHED 
SYMBOL/NAMEPRICE*CHANGELAST
TRADE
GAIN/LOSS
(USD)

SHARESPRICE
PAID
PURCHASE
DATE
GAIN/LOSS
(USD)

% CHANGE% PORTVALUE
(USD)

GBTPGR10:IND 
Italy Govt Bonds 10 Year Gross Yield
6.5966+0.259112:00
0.00

012/27/2010
0.00

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GSPG10YR:IND 
SPANISH GOVERNMENT GENERIC BONDS – 10 YR NOTE
7.6206+0.122812:00
0.00

012/27/2010
0.00

0.000.00
0.00


ooops Spagna batte Italia 12 a 25…


Però mi viene da dire: Niente Panico. La BCE interverrà.


Semplicemente le banche dei paesi a tasso negativo non hanno avuto il tempo di scaricare abbastanza carta Italiana e Spagnola, dunque l´armageddon questa estate costa troppo.


Però a questo mondo esiste l´imponderabile, dunque se la BCE non stampasse allora…. ok, Panico!


p.s. scusate per gli accenti ma queste stramaledette tastiere austriache sono allergiche all´italiano. Traditrici della patria anche loro.





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Il Tesoro punta a collocare 8,5 miliardi di BOT semestrali

Il Tesoro punta a collocare 8,5 miliardi di BOT semestrali


Il Tesoro punta a collocare 8,5 miliardi di BOT semestraliIl Ministero dell'Economia e Finanze ha disposto per il 27 luglio un'asta BOT semestrali per un ammontare massimo di 8,5 miliardi di euro, con regolmento 31 luglio.

In questa stessa data vengono a scadere BOT per 8 miliardi di euro.
Fonte: http://www.teleborsa.it/DettaglioNews/692_2012-07-24_TLB/il_tesoro_punta_a_collocare_8_5_miliardi_di_bot_semestrali.html

Anti-spread, Madrid incalza Parigi e Roma smentiscono L'Ue va in cortocircuito?


E' giallo sul comunicato reso noto dal governo spagnolo. Secca smentita da parte di Francia e Italia. Ma Passera: "Subito un segnale da Ue sullo spread"

"VIGLIACCO CHI PORTA I SOLDI ALL’ESTERO"

"VIGLIACCO CHI PORTA I SOLDI ALL’ESTERO": FONTE: ILSIMPLICISSIMUS (BLOG)

(AGI) Massa Lombarda (Ravenna) - "Se porti i soldi all'estero sei un poco di buono, vigliacco e traditore del tuo Paese". Cosi' Pier Luigi Bersani ha criticato l'atteggiamento di chi, per non pagare le tasse, porta il proprio denaro su conti esteri. Criticando poi l'atteggiamento di chi non paga le tasse, il segretario Pd ha aggiunto: "Se non paghi le tasse solo per buona educazione ti mando l'ambulanza a casa"
Fonte: Agi

Gli uomini si misurano dalla capacità di essere all’altezza dei propri errori. Ma questo non pare che accada nel ridotto della politica italiana dove salvatori presunti, notabili vibranti e fautori della tecnica siedono pallidi di fronte al disastro: non si spiegano il fallimento delle ricette e nemmeno la ragione per la quale ci hanno creduto. Anzi non riescono più a vedere i confini tra l’inganno e l’autoinganno.

Quante ombre sull’attentato di Burgas…

Quante ombre sull’attentato di Burgas…: L`attentato del 18 luglio scorso ad un pullman di turisti israeliani a Burgas, Bulgaria, presenta ancora molti punti oscuri, anche perché non c’è stata nessuna rivendicazione. Tuttavia Israele, fin da subito, ha dichiarato al mondo che è stato organizzato dagli Hizbollah libanesi, su mandato dell’Iran. Ci sarebbero prove certe in mano ai servizi segreti israeliani. Ma come sono bravi! E quante assolute certezze hanno! Tutto già dopo pochi minuti dall’attentato. Sarebbe quasi nota anche l’identità dell’attentatore, un cittadino svedese di padre algerino e madre finlandese fanatico dell’Islam, addestrato in Pakistan, e già detenuto a Guantanamo dal 2002 al 2004, poi...
Giampiero Caragnano

Crisi/ Bersani: A Monti chiederò che la politica agisca

Crisi/ Bersani: A Monti chiederò che la politica agisca


'E parleremo anche di spending review: alcune cose non vanno'
Roma, 24 lug. (TMNews) - Il Pd porrà a Mario Monti il tema della necessità di un'intervento della politica per salvare l'euro. Lo ha detto il segretario democratico Pier Luigi Bersani a SkyTg24. "Con monti ho intenzione di parlare di questo ovviamente (la necessità di attuare le decisioni prese al vertie Ue, ndr) e magari di far notare che la piattaforma dei progressisti sarebbe unìottima piattaforma nazionale per noi, perché è una piattaforma europeista". Inoltre, ha aggiunto, "voglio parlare anche di spending review, ci sono cose che vanno bene ma cose che non vanno: gli enti locali, soprattutto quelli virtuosi, non possono essere considerati la malattia, sono un pezzo della medicina. Quelle misure hanno un pezzo di irrazionalità e sono troppo pesanti, su questo bisogna insistere".

La Borsa crolla, lo spread vola. E la Grecia non riesce a onorare il debito


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La Borsa crolla, lo spread vola. E la Grecia non riesce a onorare il debito

di REDAZIONE


La Grecia non riuscira' a rispettare gli obiettivi di riduzione del debito concordati con la Ue e il Fondo Monetario Internazionale e sara' quindi costretta a varare nuove misure di ristrutturazione del debito. Lo riferiscono fonti comunitarie citate dall'agenzia Reuters.  Le indiscrezioni arrivano mentre e' iniziata ad Atene una nuova missione della troika di creditori internazionali composta da Ue, Fmi e Bce. Gli ispettori pubblicheranno i risultati ufficiali delle loro analisi tra un mese ma, a quanto riferiscono le fonti, sarebbe gia' evidente quali saranno i risultati. "La Grecia e' enormemente fuori dai binari", ha spiegato uno dei funzionari comunitari interpellati da Reuters. "L'analisi sulla sostenibilita' del debito sara' piuttosto terribile". "In Grecia non e' stato fatto nulla nei precedenti tre o quattro mesi", ha spiegato un'altra fonte, riferendosi alla doppia tornata elettorale. "La situazione non fa che andare di male in peggio e con essa il debito". Una nuova ristrutturazione implicherebbe che la Bce e gli Stati membri dell'Eurozona accettino di subire delle perdite sui 200 miliardi di euro di titoli di Stato greci che detengono, un'ipotesi che e' finora stata un tabu'.


 Non si arrestano le vendite su Spagna e Italia, in un'altra seduta pesante per le Borse e i titoli di Stato delle due grandi economie della periferia dell'area euro, sempre più impelagata nella crisi sui debiti pubblici. A Milano il Ftse-Mib ha chiuso al meno 2,71 per cento dopo esser arrivato a cedere più del 3 per cento, con lo spread Btp-Bund in salita a 536 punti base, sui massimi da inizio anno. Ieri Piazza Affari aveva già ceduto un 2,76 per cento che seguiva il pesantissimo meno 4,39 per cento di venerdì scorso. Ma più che l'Italia, al centro del mirino dei mercati è sempre la Spagna, mentre l'ipotesi che anche la regione della Catalogna debba chiede il salvataggio allo Stato centrale aumenta i timori quest'ultimo possa a sua volta dover chiedere un ulteriore aiuto ai paesi dell'area euro, dopo quello già deciso per ricapitalizzare le banche. Madrid ha chiuso gli scambi al meno 3,58 per cento mentre i rendimenti dei Bonos decennali – che su questo tipo di emissioni sono in un rapporto inversamente proporzionale con il prezzo – hanno segnato nuovi massimi storici al 7,62 per cento. Lo spread Spagna-Germania è risalito fino a quota 640 punti base, chiudendo a 638 punti base. Intanto Madrid è riuscita ad effettuare a caro prezzo un nuovo collocamento di titoli di Stato. Bond a 3 e 6 mesi, scadenze brevi e solitamente facili da piazzare. L...



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Finmeccanica: un gioiello in fumo


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Finmeccanica: un gioiello in fumo

Mario Monti si è convinto delle potenzialità dell'economia reale. Una conversione fasulla: questo "governo" è infatti deciso a completare la rapina totale delle società strategiche pubbliche. Partecipate e controllate importantissime per il prodotto interno lordo e la lotta alla recessione.

Corrado Passera, titolare dello Sviluppo economico, continua a non rispondere alle decine di interrogazioni sul futuro della holding pubblica Finmeccanica.

Un silenzio particolarmente assordante per la città di Genova. I cantieri navali rischiano di essere chiusi senza troppi complimenti. La stessa sorte potrebbe toccare al sito campano di Castellamare di Stabia. In Liguria la...
Matteo Mascia


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TUTTO MALE. MA LA UE STA A GUARDARE


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TUTTO MALE. MA LA UE STA A GUARDARE

Giù i listini di Milano e Madrid e su gli spread. Tuttavia, non ci saranno riunioni d'emergenza


Disarmati o imbelli? Oppure conniventi?


Sulle motivazioni si può discutere. Il dato di fatto è che a Bruxelles non stanno facendo nulla di concreto per impedire il naufragio della Spagna e arrestare la deriva dell'Italia. L'atteggiamento è quello dei perfetti burocrati: siccome hanno riempito delle carte con la previsione di misure eccezionali, e siccome adesso bisogna aspettare che la Corte costituzionale tedesca decida se è d'accordo, il loro compito è esaurito. Accada quel che accada, non possono fare di più.


Loro no, ma i mercati sì. Gli speculatori sì.


Il verdetto della Germania è previsto per metà settembre, il che significa quasi due mesi di attesa. Praticamente un'eternità, visti i ritmi con cui i listini di Madrid e di Milano continuano a perdere terreno e visto che gli spread di Spagna e Italia sono già adesso a livelli insostenibili. Oltretutto, Btp decennali a parte, stanno aumentando i tassi anche sui titoli a breve.


Di fronte all'impasse politica della Ue, l'ultima speranza dei commentatori viene riposta in un intervento della Bce. Stante che l'inflazione è al di sotto del 2 per cento, che è l'obiettivo per la stabilità monetaria, ci sarebbe spazio per un'iniezione di liquidità.


Ma resta comunque un palliativo, in assenza di interventi sul sistema.



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Spread oltre quota 530, Atene fuori controllo


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Spread oltre quota 530, Atene fuori controllo

La crisi finanziaria delle regioni spagnole alimenta le pressioni sulla Spagna, i cui tassi di finanziamento del debito hanno raggiunto livelli [...]




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Monti riparte da capo: spread a livelli più alti rispetto all’insediamento del premier


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Monti riparte da capo: spread a livelli più alti rispetto all'insediamento del premier

Il dato è a modo suo emblematico. Nel corso della giornata odierna lo spread tra Btp e bund ha raggiunto quota 537, superando quindi i 533 punti, cifra simbolica perché a quel livello si attestava il differenziale lo scorso 17 novembre, nel pieno del cambio al vertice del governo tra Berlusconi e Monti. D'accordo, il confronto può essere solo parziale visto che all'epoca i titoli tedeschi rendevano l'1,9% contro l'1,2 di oggi (che fa 70 punti di spread a vantaggio della Germania), ma l'impressione è comunque forte soprattutto alla luce del momento attuale dei mercati. I costi di rifinanziamento dell'Italia sono più bassi rispetto a quelli di novembre, ma la differenza di rischio tra Roma e Berlino rimane sostanzialmente identica. Oggi Piazza Affari ha chiuso nuovamente in negativo (-2,7%) in una giornata che ha visto nuovamente Madrid in veste di maglia nera (-3,58%). Il differenziale Spagna-Germania a 10 anni viaggia attorno ai 638 punti base con rendimenti dei titoli iberici sempre sopra il livello di guarda del 7%.

Ieri Moody's ha rivisto al ribasso l'outlook di Olanda, Germania e Lussemburgo, insieme alla Finlandia le ultime quattro economie di Eurolandia con un rating AAA. Un provvedimento che desta comunque una qualche impressione se non altro perché colpisce direttamente anche Berlino, il simbolo stesso di quel che resta dell'antica solidità della moneta unica. In Germania, almeno a sentire le repliche odierne, non l'hanno presa bene. Ma quella che a prima vista sembra una bocciatura contabile si rivela in realtà qualcosa di diverso: un attestato di sfiducia nei confronti della periferia europea.

Dal punto di vista di Moody's, infatti, l'aggravarsi della crisi in Grecia, Spagna e Italia dovrebbe determinare almeno una di queste due possibili conseguenze: ipotesi uno, Atene esplode, Madrid capitola e l'effetto contagio travolge prima l'Italia e poi, in modo assai più marginale, s'intende, anche le banche tedesche che sono esposte ai titoli periferici; ipotesi due, la situazione diventa insostenibile e l'Europa si vede costretta ad approvare l'estensione delle risorse dell'Esm costringendo tutti quanti i contribuenti (Germania in testa) a pagare di più. Un'eventualità, quest'ultima, che ad oggi appare sempre meno lontana.

Fonti vicine al governo spagnolo hanno riferito al quotidiano El Economista che lo stesso esecutivo di Madrid starebbe preparando un piano di emergenza per affrontare i prossimi mesi. L'ipotesi, sostiene il quotidiano, è che "l'Eu...



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Spagna: si inizia a parlare di downgrade a livello "junk"


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Spagna: si inizia a parlare di downgrade a livello "junk"

Il forte rialzo dei rendimenti dei Bonos a 10 anni (attualmente oltre il 7,50%) potrebbe, secondo voci di mercato, preludere a un declassamento del rating della Spagna a livello junk (spazzatura).


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Nouriel Rubini : gli inganni della ripresa economica statunitense


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Nouriel Rubini : gli inganni della ripresa economica statunitense

Negli ultimi anni la Borsa americana si è resa protagonista di una bella rimonta e da inizio anno l'S&P 500 è in rialzo di circa 10 punti percentuali. Questo non è un rilancio reale dell'economia, ma è il risultato delle misure poco ortodosse che la Federal Reserve ha adottato.



Sugli Stati Uniti pesa il rischio della recessione, scrive il portale di economia WallStreet Italia.com : "Con ogni probabilità Ben Bernanke dovrà agire ancora per evitare il rischio di cadere in una seconda fase di recessione, il che aprirebbe una fase ribassista per i mercati azionari. Ad affermarlo è il noto economista della New York University Nouriel Roubini.



Dapprima stimata al 3% nel 2012, negli ultimi mesi la previsione di crescita del Pil americano è stata portata al 1.5% per i primi sei mesi.

Roubini commenta che "Dopo essersi sbagliati sul primo semestre, molti analisti stanno ora commettendo gli stessi errori. Vanno ripetendo la favola che parla di una miscela di prezzi del petrolio in ribasso, di un incremento delle vendite di auto, di una ripresa dei prezzi immobiliari e della risurrezione dell'industria manifatturiera, che rilancerà la crescita nel secondo semestre e che porterà a un Pil superiore alle attese nel 2013."



Per ridurre l'ammontare di debiti e prestiti accumulati durante la crisi, aggiunge l'economista, il governo statunitense sarà costretto a incrementare le tasse e a introdurre misure fiscali deflazionistiche.





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Il bazooka scarico della UE -Eugenio Benetazzo

Il bazooka scarico della UE -Eugenio Benetazzo

Il bazooka scarico della UE
(11:30)
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"E' necessario, quanto prima, un contenimento coatto della spesa pubblica italiana, andando a colpire tanto i dipendenti statali, quanto tutte le autorità di rappresentanza, sia politica che istituzionale, che impattano profondamente sui bilanci italiani. Solo con un ridimensionamento consistente dei costi dello Stato, dell’amministrazione statale italiana, è ipotizzabile creare le premesse per un abbassamento consistente di decine di punti percentuali sulla tassazione diretta e indiretta per persone fisiche e imprese e poi, secondariamente, l’istituzione di benefici fiscali attraverso delle vere e proprie defiscalizzazioni di redditi e di profitti per le grandi multinazionali e per le grandi aziende che volessero venire a impiantarsi in Italia, in particolar modo nelle regioni del Sud, dando lavoro a tempo indeterminato." Eugenio Benetazzo

Intervista a Eugenio Benetazzo, economista indipendente

Depressione economica di portata planetaria (espandi | comprimi)
Dopo il venerdì nero della scorsa settimana l’Europa, la borsa italiana per l’ennesima volta ripropone performance drammatiche, emulando quanto sta accadendo su mercati paralleli quali quello spagnolo e greco.
Ormai non c’è molto da lasciare all’immaginazione, è chiaro quello che sta accadendo sul fronte finanziario. I grandi operatori istituzionali, ma anche gli operatori, anche i piccoli risparmiatori, stanno fuggendo da una situazione considerata ormai ingestibile, ovvero scaricano, vendono titoli di Stato, soprattutto bancari, italiani e europei, timorati di un ulteriore peggioramento del quadro in Europa.

Un piano per sollevare il Paese (espandi | comprimi)
Non vi è dubbio che il debito ormai ha una proporzione notevole, ma il debito in sé è una variabile che può essere considerata sul piano statico non determinante, è la sua evoluzione e la capacità di riuscire a rimborsarlo nel tempo che, in questi ultimi 18 mesi, viene messa in discussione a fronte della perdita di piccole e medie imprese che chiudono per fallimento, per processi di delocalizzazione o di internazionalizzazione

Crisi: spread Btp-Bund chiude a 537 punti

Crisi: spread Btp-Bund chiude a 537 punti

AVANTI CON LE COMICHE!!! DICHIARAZIONI, SMENTITE .... E LA CHIAMANO UNIONE EUROPEA!!!! BOH!

Crisi: Italia, Francia e Spagna esigono applicazione immediata accordi Ue

Madrid, 24 lug. (Adnkronos) - Italia, Spagna e Francia ''esigono'' insieme l'''applicazione immediata degli accordi'' raggiunti al vertice Ue di fine giugno per consentire l'acquisto di bond di paesi con spread alto da parte del fondo di salvataggio. I tre paesi hanno espresso la loro posizione in un comunicato congiunto di cui ha dato notizia il ministro per l'Unione europea spagnolo, Mendez de Vigo. ''La rapidita' e' una condizione essenziale del successo di qualsiasi azione europea'', si legge nel testo che denuncia ''lo slittamento preoccupante fra la decisione presa al Consiglio europeo e l'applicazione di tale accordo''.



Crisi/ Anche Francia smentisce Spagna su appello a paesi Ue

Cazeneuve: Nessuna dichiarazione congiunta con Italia e Spagna
Parigi, 24 lug. (TMNews) - Il ministro francese degli Affari europei Bernard Cazeneuve ha smentito di aver mai sottoscritto un appello congiunto con Spagna e Italia per chiedere "l'immediata applicazione" degli accordo raggiunti al vertice europeo di fine giugno. A sostenere che vi era questo appello era stato il segretario di stato spagnolo per le questioni europee, Estado Méndez de Vigo. "Non ci sta una dichiarazione comune con Italia e Spagna - ha detto Cazeneuve a France Presse -. Non ho mai chiesto l'immediata applicazione degli accordi. Si seguono le decisioni prese al vertice e si lavora su quelle". (fonte Afp)



Crisi/ Fonti Palazzo Chigi: Stupore per annuncio Spagna


Governo non è al corrente di pretesa dichiarazione congiunta
Roma, 24 lug. (TMNews) - Fonti di Palazzo Chigi esprimono lo "stupore" del Governo italiano circa l'iniziativa comunicata dal Ministero degli Esteri spagnolo in merito ad una "pretesa dichiarazione congiunta fra Spagna, Italia e Francia". Iniziativa della quale, precisano le stesse fonti, il Governo italiano "non è al corrente". Nel pomeriggio era stato il segretario di Stato spagnolo per le questioni europee, Estado Méndez de Vigo, ad emanare un comunicato nel quale parlava anche a nome di Francia e Italia, per dire che i tre paesi chiedevano l'attuazione immediata delle decisioni presedal Consiglio Europeo del 28 e 29 giugno, tra cui anche lo scudo anti-spread e la possibilità di effettuare ricapitalizzazioni delle banche direttamente dal futuro fondo salva Stati permanente Esm. Parole che fonti di palazzo Chigi accolgono appunto "con stupore".


Il Ponte è vivo e continua a sperperare i soldi degli italiani!

Il Ponte è vivo e continua a sperperare i soldi degli italiani!:
Nonostante le dichiarazioni di diversi esponenti del governo, a cominciare dal ministro competente Passera, che hanno affermato come il progetto Ponte non sia prioritario e non rientri nei programmi dell`esecutivo, nonostante i tagli da macelleria sociale e la spending review che sta mettendo sul piede di guerra diversi enti locali, la Stretto di Messina continua come se nulla fosse a riprogettare i siti di discarica e predisporre la relativa procedura di VIA. È un paradosso incredibile, inaccettabile, proprio per il momento di grave difficoltà che sta vivendo l`intera comunità nazionale. Eppure dopo le diverse prese di posizione a ribadire la non priorità o addirittura l`inutilità del Ponte, non solo provenienti dal Governo 'tecnico` ma ormai diffuse in tutti i gruppi parlamentari – ad eccezione di alcune aree del PDL direttamente legate alle clientele ruotanti attorno alla società del Ponte – era lecito attendersi la chiusura definitiva della società stessa e quindi dell`intera partita. Viceversa si assiste al tentativo di rilancio del programma, o almeno della...

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Italiani a pane e cicoria

Italiani a pane e cicoria:
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Lusi marcisce in carcere. Tutti gli altri sono innocenti. I soldi dei finanziamenti elettorali li ha sottratti solo il tesoriere della Margherita. Punto. Questo (ancor prima del processo) è inoppugnabile. Altrettanto inoppugnabile è il finanziamento pubblico al giornale "Europa" della Margherita in pdmenoelle. Imperdibile per chi riesce a rintracciarlo in edicola. Costa all'erario solo 2.872.914,08 euro (per l'anno 2010). Pane e cicoria intanto lo mangiano gli italiani.


ALLARME SPREAD/ Passera: necessario l'intervento dell'Europa

ALLARME SPREAD/ Passera: necessario l'intervento dell'Europa: Il ministro dello sviluppo Passera invoca l'intervento immediato dell'Unione europea di fronte alla crisi che sta affossando i mercati finanziair. La Catalogna chiede aiuto

(Pubblicato il Tue, 24 Jul 2012 16:47:00 GMT)

Sulla Germania si gioca il futuro dell’Europa

Sulla Germania si gioca il futuro dell’Europa: Le prospettive economiche della Germania sono da considerarsi negative. Questo il giudizio di Moody’s, agenzia di rating Usa famosa per avere assicurato nel 2007 sulla piena affidabilità patrimoniale e finanziaria della Lehman Brothers, banca che al contrario, in virtù delle proprie disastrate condizioni, si stava avviando verso un inevitabile e meritato fallimento. Questo per dire che i giudizi di Moody’s lasciano il tempo che trovano anche se, purtroppo, sono in molti gli operatori che tengono conto dei suoi consigli di investimento che peraltro sono a pagamento. Che l’economia tedesca avesse rallentato era cosa nota ma tutti i Paesi europei vorrebbero trovarsi nelle sue...
Filippo Ghira

Crisi: spread Btp-Bund a 533 punti

Crisi: spread Btp-Bund a 533 punti