03/08/12

CA’ NISCIUNO E’ FESSO

CA’ NISCIUNO E’ FESSO:

Tranne s’intende il presidente della Consob, quello dell’ISVAP, il procuratore generale della Repubblica, i capi dei due servizi di informazione interni e esterni, il ministro dell’interno e il sottosegretario ai servizi segreti. Dimenticavo Grilli e Paolillo d’ora in poi ” il gatto e la volpe”.

Persino Assad padre non era fesso.

Da quando è iniziata la kermesse degli acquisti dei Bond italiani, lo scenario si ripete e vorrei raccontarvi una breve storiella siriana a mo’ di apologo.

L’ho già raccontata in uno dei post sulla Siria, ma................

LiborGate impallidisce di fronte alla Geoingegneria del Pianeta

LiborGate impallidisce di fronte alla Geoingegneria del Pianeta:








Nell'articolo di Philip Ridley sotto tradotto, dal titolo LiborGate dwarfed by geo-engineering of entire planet, vengono fornite prove ulteriori sugli 'esperimenti' clandestini di geoingegneria che.................

Bankenstein, siamo all'attacco finale?

Bankenstein, siamo all'attacco finale?:




I signori dell'élite programmano i nostri pasti del futuro a base di cavallette e braciolina sintetizzata in laboratorio. Il bravo pennivendolo di turno è quasi entusiasta del nuovo menù, elogia questa "soluzione" miracolosamente offerta da quella scienza che lavora per la "preoccupata" Onu.  Come non ricordare il mitico articolo del corriere che, da brava voce dell'oligarchia, ci avvisava che la mucca inquina come un SUV,  suggerendo quindi la necessità di procurarsi le proteine in modo totalmente diverso  da quello seguito per millenni nel corso dell'umanità. Ma sulle ....................

Ma Babbo Natale non passa il 25 Dicembre?

Ma Babbo Natale non passa il 25 Dicembre?:

Ma Babbo Natale non passa il 25 Dicembre?....:-)



Oggi mi ero già quasi messo a mezza-forza:...
Infatti si sa...: noi blogger non stacchiamo mai, nemmeno la Notte di Natale...

però, durante le vacanze, almeno riduciamo l'attività agli avvenimenti più essenziali...



Ed ecco che, magia delle magie,

dopo la delusione post-Draghi di ieri che ha portato nel volgere di un amen il nostro FTSE MIB a passare da +3% a -4,6% ...

oggi il FTSE sta salendo a razzo con un +6% (!)

Tutte le considerazioni negative fatte ieri a caldo dai Mercati dopo il vago discorso di Draghi

oggi si sono magicamente...



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Mercati irrazionali: pilotati dalle intelligenze artificiali

Mercati irrazionali: pilotati dalle intelligenze artificiali: INTERMAKET INTRADAY: volatilità all’ennesima potenza! Interessante guardare il grafico intermarket intraday di oggi confrontarlo con quello di ieri. Speculari anche se, ovviamente, con andamenti rovesciati. Se ieri era panico sui mercati, oggi è euforia. Se ieri c’era irrazionalità, oggi c’è … Continua a leggere →

La grande guerra delle banche

La grande guerra delle banche: Scandalo Libor: si moltiplicano le citazioni, e qualcuno si sveglia con un sistema che non funziona più




Befera, l’intoccabile di Equitalia protetto da Italpol

Befera, l’intoccabile di Equitalia protetto da Italpol:

di REDAZIONE

Equitalia lo aveva promesso e ha mantenuto la parola data: da nord a sud è un piovere di cartelle esattoriali. Veneto e Liguria le due regioni flagellate, a seguire il...............

“Il Parlamento è Fort Knox e Monti chiede l’elemosina”

“Il Parlamento è Fort Knox e Monti chiede l’elemosina”: Beppe Grillo torna a bomba contro le super spese della Casta





Singapore. Intervista ad Alexander Knight

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Alexander Knight is the Managing Director at Panashco Media, publishers of Property Life magazine www.propertylife.asia Alexander, come va l’economia di Singapore?

 L’economia di Singapore è vicina al punto di recessione tecnica, seppure in rapp

aiutiamo i poverelli:"Noi deputati senza ferie e con uno stipendio da impiegato"

aiutiamo i poverelli:"Noi deputati senza ferie e con uno stipendio da impiegato":

Si moltiplicano i parlamentari che si lamentano per l’esiguità del loro stipendio (16.000 euro al mese). Ora è la volta di Mario Pepe che su Repubblica piange: "Noi deputati senza ferie e con uno stipendio da impiegato." 



La mia domanda è: ma se lo stipendio è così esiguo e il carico di lavoro così faticoso (?!), come mai tutti vogliono fare i parlamentari? 

Modesta proposta: chi si lamenta automaticamente perde il diritto a ricandidarsi, a cominciare dall’onorevole Mario Pepe. 




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LA GRANDE DEPRESSIONE DEL 29 – LE PROVE PRIMA DEL DEBUTTO!

LA GRANDE DEPRESSIONE DEL 29 – LE PROVE PRIMA DEL DEBUTTO!:



di Gianni Tirelli

La grande depressione del 29 non è stata altro che un tiepido avvertimento, un monito verso un Sistema che stava prendendo una brutta piega. Le prove prima del debutto!

Un Sistema che si credeva miracoloso e miracolato, i fondamentali del quale basavano la loro esistenza sul profitto dei soliti quattro stronzi, e sull’investimento massiccio dell’ignoranza, dell’ingenuità e della buona fede delle persone.

Nel 1929, la gran parte della popolazione viveva nelle campagne, e in....................

Spagna/ Rajoy: Valuteremo misure Bce prima di decidere su aiuti

Spagna/ Rajoy: Valuteremo misure Bce prima di decidere su aiuti

Madrid, 3 ago. (TMNews) - Il governo spagnolo "valuterà" le nuove misure adottate dalla Banca Centrale Europea per far fronte alla crisi del debito, prima di decidere se fare ricorso agli aiuti europei: lo ha affermato il premier Mariano Rajoy nella conferenza stampa nella quale ha fatto il bilancio dei primi sei mesi di governo. (fonte Afp) (segue)

Spagna: Rajoy, Nessuna Intenzione Di Toccare Le Pensioni Nel 2013

Spagna: Rajoy, Nessuna Intenzione Di Toccare Le Pensioni Nel 2013

(ASCA-AFP) - Madrid, 3 ago - La Spagna non ha alcuna intenzione di toccare le pensioni nel 2013 ma continuera' con le proprie riforme per riportare i conti pubblici sotto controllo. Ad assicurarlo il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. ''Con i dati in mio possesso, non ho alcuna intenzione di abbassare le pensioni il prossimo anno'', ha spiegato nel corso di una conferenza stampa.

Siria/ Mosca chiede sostituzione "urgente" di Kofi Annan

Siria/ Mosca chiede sostituzione "urgente" di Kofi Annan

Mosca, 3 ago. (TMNews) - La Russia ha chiesto oggi di trovare "d'urgenza" un successore all'inviato speciale dell'Onu e della Lega araba per la Siria, Kofi Annan, che ha annunciato ieri le sue dimissioni. "E' necessario trovare con urgenza un degno successore a K. Annan", ha dichiarato il ministero degli Esteri moscovita in un comunicato. (con fonte Afp)

Crisi: El Pais, Bce spinge la Spagna verso nuovo salvataggio

Crisi: El Pais, Bce spinge la Spagna verso nuovo salvataggio

(ANSA) - MADRID, 3 AGO - 'La Bce spinge la Spagna a chiedere un altro salvataggio', titola oggi in prima pagina El Pais, che come tutta la stampa iberica, esprime delusione per il mancato intervento immediato della Bce per allentare la pressione dei mercati sul debito di Spagna e Italia. 'Draghi fa le grinze', titola il conservatore ABC, che sottolinea: 'Rajoy e Monti non cadono nella trappola della Bce di chiedere un salvataggio', sotto una grande foto dei due premier.

Saldi: Codacons, confermato calo settore moda -20% vendite

Saldi: Codacons, confermato calo settore moda -20% vendite

Roma, 3 ago. (Adnkronos) - "Nel primo mese di saldi si e' registrato un andamento disastroso nelle vendite. La riduzione degli acquisti raggiunge quota -20% in alcune citta', con punte addirittura del -30% al sud Italia". Lo afferma il presidente Carlo Rienzi commentando i dati sui saldi diffusi oggi da Confcommercio che "confermano in pieno le stime del Codacons sull'andamento delle vendite , smentendo ancora una volta le previsioni ottimistiche".

Bottarelli - Ecco chi ha costretto Draghi alla ritirata  

Bottarelli - Ecco chi ha costretto Draghi alla ritirata



Complimenti a Mario Draghi, davvero complimenti. Come vi avevo predetto, il “miracolo” non si è compiuto. E non poteva che essere così: la Bce non può fare la guerra alla Bundesbank, visto che non si è mai visto un controllato attaccare il controllante e la conferenza stampa di ieri ne è stata l’impietosa, quasi umiliante, conferma.
Per quanto si possa ritenere suicida e ottuso l’atteggiamento ultra-rigorista dei tedeschi, la Buba dalla sua parte ha i Trattati: forzarli, significa infrangerli. E l’Eurotower non può, visto che non ha dietro di sé la forza politica per ottenerne la deroga o la modifica, nonostante i 300 vertici totalmente inutili tenutisi negli ultimi tre anni.

Le parole di Draghi, al termine del direttivo della Bce, sono state semplicemente sconfortanti. Eccone un sunto: «Le mie parole lanciate la scorsa settimana a Londra sono state fraintese dai mercati»; «Nella sua forma attuale il fondo di salvataggio Esm che l’Europa sta per lanciare non è una controparte in grado di accedere ai finanziamenti della Bce»; «Perché la Banca centrale europea possa intervenire sul mercato dei titoli di Stato per ridurre gli spread serve una formale richiesta di aiuto dei governi interessati, che questi rispettino gli impegni e che il fondo Efsf/Esm svolga il suo ruolo»; «Fra le altre opzioni che la Bce sta studiando, accanto agli interventi sui mercati dei titoli di Stato, c’è la possibilità di riprendere i maxi-prestiti alle banche Ltro e la revisione delle garanzie chieste alle banche in cambio di liquidità»; «Fondi salva Stati Esm ed Efsf sono condizioni necessari ma non sufficienti. La Bce può intraprendere operazioni di mercato dirette. Il direttivo può considerare di intraprendere operazioni non standard e nelle prossime settimane queste verranno messe a punto».

Come poteva reagire il mercato a parole simili? Sessanta punti di spread presi rispetto ai livelli pre-conferenza stampa, rendimento del decennale sopra il 6% e Borsa che da positiva crollava a oltre -4%, con una raffica di sospensioni a Piazza Affari tra i titoli bancari e quelli del comparto utilities. Il rendimento dei Bonos decennali è tornato al 7%, nonostante l’entusiasmo degno di miglior causa degli analisti per l’asta tenuta in mattinata dal Tesoro iberico. La Spagna è infatti sì riuscita a effettuare una nuova emissione di titoli di Stato, Bonos a 2, 4 e 10 anni sui quali ha raccolto più del previsto, 3,132 miliardi di euro, ma ha dovuto sobbarcarsi nuovamente aumenti dei rendimenti richiesti, soprattutto sulle scadenze a medio termine, 2 e 4 anni, sintomo che ci sono timori per l’accesso a breve della Spagna ai mercati di finanziamento.

Tutto come previsto, insomma. Draghi aveva bisogno di evitare che lo scorso fine settimana la Spagna cedesse alla realtà e chiedesse un salvataggio in stile greco, ovvero sotto egida e controllo della troika e quindi ha venduto ai mercati aria fritta sapendo che nell’arco di meno di una settimana il bluff sarebbe stato svelato. Ora, parlare di fraintendimento dei mercati riguardo quanto detto a Londra - ovvero che la Bce farà qualsiasi cosa per salvare l’euro - ricorda quei politici che il giorno successivo alle dichiarazioni, si lamentano dicendo che i giornalisti hanno travisato le loro parole. Patetico. Draghi sapeva benissimo di non aver nessun coniglio nel suo cilindro, ha sperato che la due giorni di vertici bilaterali che ha coinvolto metà dei leader europei e l’appeal filo-euro di Barack Obama e Tim Geithner facessero crollare la linea Maginot della Bundesbank, ma era una pia illusione: anzi, un moral hazard di quelli che lo stesso presidente della Bce denuncia come atteggiamento irresponsabile.

Esagererò, ma Mario Draghi dovrebbe dimettersi, immediatamente. Non si può, non è accettabile arrivare a evocare misure non standard sui mercati e pochi istanti dopo dire che saranno approntate nell’arco delle prossime settimane: i mercati, se vogliono, un Paese lo affondano in due giorni e Mario Draghi, ex Goldman Sachs ed ex governatore di Bankitalia, questo lo sa. O, quantomeno, dovrebbe saperlo.

Che fare ora? C’è un’unica opzione aperta, nel qual caso Draghi non dovrebbe dimettersi ma essere premiato con il Nobel per l’Economia: far aumentare a dismisura le posizione short della speculazione e poi annunciare, di colpo e nell’arco di due, tre giorni, una nuova asta di liquidità, costringendo in corner i ribassisti e, contemporaneamente, calmierando gli spread, visto che se anche i gestori di portafogli saranno tentati di scaricare le detenzioni di debito periferico, l’effetto psicologico di un nuovo intervento delle banche dovrebbe garantire l’accorciamento della curva. Dubito che abbia in mano una carta simile, però.

La Germania ha vinto, occorre ammetterlo. Tanto più che, a fronte delle parole della Merkel e di Schauble, anche il partito socialdemocratico tedesco Spd, all’opposizione, si è detto contrario all’acquisto di Bond di paesi dell’eurozona in difficoltà da parte della Bce. Lo ha dichiarato a chiare lettere il capogruppo Spd al Bundestag, Frank-Walter Steinmeier, possibile prossimo candidato cancelliere, per il quale con la ripresa degli acquisti di Bond da parte dell’Eurotower si guadagnerebbe al massimo un po’ di tempo e «si proseguirebbe senza freni verso l’Unione delle garanzie sul debito, senza controllo democratico e senza chiare contropartite per i Paesi deboli dell’eurozona».

Non c’entra, quindi, la politica delle destre europee come più volte ha denunciato Bersani: i tedeschi ragionano e agiscono in base a categorie che travalicano l’appartenenza politica, per loro il rigore non è bianco o rosso, è l’unica legge e regola. Può un’Unione simile funzionare? Vale ancora la pena stare insieme, quando le necessità sono divergenti e l’inconciliabilità pressoché totale? Forse occorrerebbe cominciare a ragionare davvero di euro a due velocità, l’unico modo per mantenere in vita - ancorché sotto forma diversa da quella attuale - la moneta unica e l’Ue stessa.

La Spagna, a questo punto, potrebbe entro domenica richiedere un bail-out sovrano a Bce, Ue e Fmi: i costi di finanziamento sono infatti insostenibili e il fronte di una risposta di prospettiva dell’Eurotower completamente inesistente. Restano però altri interrogativi: chi garantirà, subito, almeno 30 miliardi (ne servirebbero, entro oggi, almeno il doppio) al Frob iberico per ricapitalizzare le banche? L’Esm che ancora non esiste e che deve attendere la sentenza della Corte costituzionale tedesca o l’Efsf con in cassa non più di 20 miliardi eligibili e, oltretutto, generando subordinazione e creando nuovo stock di debito per Madrid? Stavolta potrebbe davvero non esserci una via d’uscita.

Spero di sbagliarmi e che Draghi mi zittisca con i fatti, ne sarei felice e sono pronto a cospargermi il capo di cenere. Come lo ero quando ho scritto che il miracolo annunciato a Londra, con ogni probabilità, si sarebbe rivelato un bluff. Buy the rumors, sell the news. Come sempre.

Mauro Bottarelli
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2012/8/3/CROLLO-BORSE-2-Ecco-chi-ha-costretto-Draghi-alla-ritirata-/3/308612/
3.08.2012

Crisi: Ue, spetta a Paesi interessati decidere su aiuti

Crisi: Ue, spetta a Paesi interessati decidere su aiuti

Bruxelles, 3 ago. - (Adnkronos) - "Ogni decisione di chiedere l'assistenza finanziaria all'Efsf o all'Esm e' una questione che riguarda i Paesi membri interessati". E' quanto ha ribadito un portavoce della Commissione europea, all'indomani della riunione del direttivo della Bce. "La Commissione ha preso nota dei commenti di Mario Draghi - ha detto Antoine Colombani, portavoce responsabile per gli Affari economici e monetari - ma non commentiamo specificatamente gli altri annunci della Bce sulle possibili azioni che potrebbe prendere". Lo stesso portavoce ha poi riconfermato che al momento nessun Paese ha chiesto l'attivazione del meccanismo antispread.

Argentina esulta: Europa impari da noi

Argentina esulta: Europa impari da noi

Argentina esulta: Europa impari da noi

DEBITI | Il presidente Kirchner (nella foto) esulta e afferma che il suo paese ce l'ha fatta senza adottare misure di austerity. Lancia accuse contro le banche. Ma i critici non mancano.

Crisi:Roesler ancora scettico su permanenza Grecia nell'euro

Crisi:Roesler ancora scettico su permanenza Grecia nell'euro

PREPARATEVI ALL’ESPROPRIO DI MASSA


PREPARATEVI ALL’ESPROPRIO DI MASSA


- di Paolo Cardenà -

Appena una settimana fa, Draghi pronunciava queste parole:
«Ho un messaggio chiaro da darvi: nell’ambito del nostro mandato la Bce è pronta a fare tutto il necessario a preservare l’euro. E credetemi: sarà abbastanza»
Questo è stato sufficiente a far decollare la fiducia e quindi a determinare un forte ripiegamento dello spread fino in area 430 di oggi, in attesa di vedere cosa avrebbe potuto mettere in campo la BCE per salvare il salvabile.
Il giorno successivo, mentre tutte i giornali sussidiati si esercitavano ad azzardare previsioni (del tutto infondate) su cosa avrebbe potuto fare la BCE per placare i rendimenti dei titoli di stato spagnoli e italiani, il sottoscritto, in un umile blog scriveva:

“Resta da capire come la Bce intenda operare per preservare l’euro e quali potrebbero essere gli armamenti che potrebbe mettere in campo per abbassare i rendimenti dei titoli di stato. Se si tratterà di una nuova edizione del LTRO già sperimentato con scarso successo a dicembre e a febbraio, o un nuovo programma SMP (Securities market programme), anch’esso sperimentato con altrettanto insuccesso, oppure un vero e proprio cambio strategia nella gestione della catastrofe dell’euro, non è dato saperlo. Lo sapremo, lo spero, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Certo è che, ben presto, alle parole dovranno seguire i fatti e ne Draghi, tanto meno la BCE, possono permettersi di perdere credibilità. Ad ogni buon conto, se è vero che solo la BCE può disporre della potenza di fuoco idonea a placare i mercati, altrettanto vero è che per essere messa in campo, si dovranno superare le resistenze tedesche da sempre contrarie al finanziamento diretto dei debiti sovrani da parte della Bce a alla monetizzazione del debito. Di conseguenza, qualsiasi soluzione che non segni una netta discontinuità rispetto agli approcci fallimentari usati fino a questo momento – e alla base del disastro della (N)eurozona - sarà destinata a fallire miseramente. E questa volta senza possibilità di appello.”

Ebbene, oggi Draghi ha deciso di non decidere. In conferenza stampa ha smentito se stesso, e ormai la credibilità del banchiere centrale e della stessa BCE è compromessa. Proprio mentre sto’ scrivendo, lo spread è tornato in area 510 punti e il FTSE MIB sta perdendo oltre il 4%. Di conseguenza, non sarei affatto sorpreso di vedere concretizzarsi il rischio che ben presto, sia la Spagna che l’Italia, perdano la possibilità di accedere ai mercati, non riuscendo così a finanziare il debito pubblico in scadenza. La linea tedesca ha prevalso e salvo colpi di scena, credo che ben presto l’Italia sarà costretta a chiedere aiuti alla UE; ovviamente dietro cessione di ulteriore sovranità nazionale e impegnandosi in manovre di ulteriore austerità comandate dalla Troika.
Ora la domanda è questa: ma secondo voi, se le limitate risorse del fondo salva stati (nelle varie declinazioni ESM / EFSF) non sono sufficienti per salvare la Spagna (ormai ad un passo dal trapasso), come si può pensare che l’Italia potrà essere salvata? E con cosa? Io la risposta me la sono già data.


Tratto da: PREPARATEVI ALL’ESPROPRIO DI MASSA | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/08/03/preparatevi-allesproprio-di-massa/#ixzz22TbATd1Q
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

Fine del segreto bancario: Il prossimo 31 ottobre le banche italiane invieranno la copia di tutti gli estratti conto alle Agenzie delle Entrate

Fine del segreto bancario: Il prossimo 31 ottobre le banche italiane invieranno la copia di tutti gli estratti conto alle Agenzie delle Entrate

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Come è noto, dal prossimo 31 ottobrele italiane dovranno obbligatoriamente inviare gli estratti conto dei propri clienti all’.

Lo scopo dichiarato dai cervelloni che hanno elaborato questa illiberale norma è quello di evidenziare eventuali incongruenze tra i
dichiarati e le spese effettuate. In questo modo, si ritiene, sarà più facile scovare i contribuenti infedeli. In sostanza si tratta di un ulteriore passo verso il perfezionamento di quel Grande Fratello fiscale con cui la pubblica amministrazione vorrebbe seguire passo passo l’esistenza economica e finanziaria di ogni cittadino.

Non bastava, infatti, il divieto di scambiare beni e servizi sopra la soglia dei mille euro; ora si vuole controllare ogni movimento bancario di chi ha, a questo punto, la sfortuna di possedere un conto corrente.

Tuttavia, osservando l’andamento dei mercati finanziari, questo ennesimo disincentivo alla libera circolazione delle merci e dei capitali giunge in un momento opportuno? Io direi proprio di no, soprattutto quando il nostro intero sistema sta soffrendo una grave di liquidità, con la fuga in massa degli investitori interni ed esteri dai titoli italiani e da ogni forma di iniziativa che si svolga all’interno di un Paese affetto da un eccesso di tassazione e di regolamentazione.
Dato che non sembra alle viste per l’Italia una catastrofica uscita dall’euro, l’impossibilità del nostra banchetta centrale di stampare nuove banconote ci costringe a contare su una circolazione monetaria costante.

Quest’ultima, poi, trova nella raccolta di risorse esercitata dal sistema bancario il suo pilastro fondamentale.

Ebbene, tutto si regge grazie ad una parolina magica: fiducia.

Ossia la percezione di relativa sicurezza e affidabilità che il Paese e le sue banche offrono all’esterno.
Ed è proprio per questo che, in un tale condizione di instabilità finanziaria, appaiono totalmente controproducenti i provvedimenti, come quello in oggetto, tesi a restringere ancor più la libertà economica e finanziaria dei singoli.

Principalmente perchè essi tendono ad abbattere ulteriormente il tasso di fiducia nei confronti di un Paese il quale, non pago di un controllo pubblico delle risorse che ha raggiunto livelli da socialismo reale, pretende di irreggimentare qualunque nostro movimento di danaro.

Non ci siamo cari professori al potere.

Non sembra questa la strada per ritrovare la voglia di investire in Italia e i ricchi evasori i soldi veri li hanno già fatti sparire… leggete come andando QUI