09/08/12

I DELIRI DI MICHELE NISTA

Purtroppo la rete offre immense opportunità a chi deve sfogare i disadattamenti alla vita reale.....   (zio)

Da: Michele nista Per maurizio barbero <michelenistapermauriziobarbero@yahoo.com>

Data: Martedì 7 agosto 2012, 08:11

Innanzitutto, se rispondo solo ora e' perche' leggo solo ora. Sia chiarissimo. E non saro' interessato a ping pong di sangue marcio. Non mi abbassero' a tuoi livelli criminali, mafiosi, assassini, nazifascisti. Tu sei  un terrorista Hitleriano omicida. E un viscido igliacco disonesto che prende in giro la gente, fingendo dialogo per infiltrarla e quindi dargli la coltellata finale al cuore. Non per niente mi hai scritto una volta " hai un grande cuore, e noi gli faremo fare boom, crepa, ammazzato da noi, bastardo". Tu sei gemello killer di Andres Behring Breivik, Gianluca Casseri e il nazista che ha ucciso 7 indiani in Wisconsin domenica. Siete tutta stessa massoneria nazifascista assassina. Il criminale omicida che sei e' gia' noto a " non poch" pm di mezza Berlusconia, che, di solito, non amano uccisori spietati, vigliacchi, mafiosi, estortori, terroristi nazifascisti come te. Nonche' hackers delinquenti e criminalissimi come stra sei. Tutto il male che.........

La vuoi? E io me ne approfitto!


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La vuoi? E io me ne approfitto!


pescaContinuiamo la cronaca dell'intervista a Claudio Borghi. La prima parte è stata senza dubbio uno spasso e anche questa seconda regalerà perle di inestimabile valore.



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Advisor del Tesoro ma scarica il debito, Monti può ancora fidarsi di Goldman Sachs?


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Advisor del Tesoro ma scarica il debito, Monti può ancora fidarsi di Goldman Sachs?






Goldman Sachs ha ridotto del 92% i bond italiani che aveva in portafoglio. Solo che Goldman è stata selezionata dal Tesoro per la valutazione delle partecipazioni statali in Fintecna, Sace e Simest in vista della cessione alla Cdp. La mossa della banca d'affari Usa solleva allora delle domande: visto che in questo modo ha detto in pubblico che non ha fiducia nell'azione del governo, il suo parere è ancora credibile per il governo stesso, e soprattutto, per gli investitori?





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La Stampa: Vendiamo l'Oro!


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La Stampa: Vendiamo l'Oro!


E ci risiamo:






Di
Mario Deaglio, 9/8/2012





Il bilancio dello Stato in pareggio, al quale siamo
impegnati ad arrivare entro il 2013, non porta automaticamente alla ripresa
economica; e le misure di aumento delle imposte e riduzione della spesa non
portano automaticamente a un bilancio in pareggio, anzi, l'esperienza greca fa
balenare il rischio che, a causa dei tagli eccessivi, il deficit si avviti su
se stesso. Il mondo della finanza sta prendendo atto in concreto di queste
amare verità e, per conseguenza, sposta il discorso dal deficit al debito: se
riuscissimo ad abbattere il debito - come d'altronde ci impone, nell'arco di
vent'anni, il «patto fiscale» sottoscritto in sede europea - si ridurrebbero
molto gli interessi sul debito stesso e navigheremmo in acque più tranquille.
Nascono di qui gli studi e le proposte rese note in questi giorni per ridurre
sensibilmente il debito pubblico mediante la vendita di beni di proprietà dello
Stato e di altri enti.




 

Queste proposte vanno sicuramente nella direzione giusta, ma devono essere
esaminate con molta cautela per non far sorgere aspettative che andrebbero
troppo facilmente deluse. Prestano infatti il fianco a tre obiezioni molto
serie che riguardano il prezzo di vendita, i tempi della vendita e
l'opportunità stessa della vendita.




 

Per quanto riguarda il prezzo, è chiaro che i tempi di crisi non sono propizi
per i venditori né sui mercati immobiliari né su quelli azionari. Ci si...


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Signoraggio: a' Monti, faccelo vede', faccelo tocca'....


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Signoraggio: a' Monti, faccelo vede', faccelo tocca'....

Calcoliamo l'esposizione delle banche in iTALIA
di Marco Saba

E' abbastanza semplice creare una centrale rischi nei confronti delle banche calcolando la loro esposizione totale in merito al signoraggio rubato tramite la creazione del credito. Si stabilisce la quantità di denaro creato moltiplicando per 50 il debito pubblico (usato normalmente come base per la riserva frazionaria). Poi, si attribuisce pro-quota questa cifra alle banche secondo la loro percentuale di partecipazione in Bankitalia. Si attribuisce l'aggregato come debito nei confronti della collettività italiana. Stiamo parlando di circa 1,8 milioni di euro per ogni cittadino. DOPODICHE', accertato e ripartito il debito da signoraggio sulle banche, si espone una tabella del debito per ogni istituto in percentuale corrispondente rispetto alla loro quota di partecipazione in Bankitalia. Attenzione, questo debito delle banche NON E' pagabile con nuovo denaro creato da LORO dal nulla. Altrimenti si avrebbe ancora nuovo debito da parte loro, corrispondente al nuovo credito creato. Questo debito dovranno invece coprirlo con i LORO patrimoni (assets). A questo punto ci si rende conto che le banche non hanno un patrimonio sufficiente e sono tutte fallite. E più la BCE crea LTRO (tipo i 1.000 miliardi creati per salvare le banche), e più il sistema bancario aumenta la sua insolvenza. 

Si pubblica una pagina su internet evidenziando le cifre della REALE esposizione delle singole banche e... voilà. Il gioco è fatto. Abbiamo una CENTRALE RISCHI DELLA TRUFFA BANCARIA. Un *Moral Hazard* spiegato alla casalinga di Voghera.

Marco Saba 


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Grecia: mentre si prepara alla stangata estiva, la disoccupazione tocca il 23,1%


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Grecia: mentre si prepara alla stangata estiva, la disoccupazione tocca il 23,1%

Il paese ellenico si prepara a ricevere una stangata estiva, per ottenere i nuovi aiuti dalla Troika dovrà dimostrare di poter raggiungere l'obbiettivo riguardante i tagli per altri 11,5 miliardi. Quindi entro la fine del mese saranno annunciate due delle misure al vaglio del governo greco che colpiranno lavoratori e pensionati: l'aumento sostanziale del numero minimo di anni che i greci dovranno lavorare per beneficiare di una pensione statale ma anche riduzioni fino al 15% delle pensioni superiori a 700 euro.

Come riferisce oggi il quotidiano ateniese Kathimerini citando fonti del ministero delle Finanze, responsabili del governo guidato dal premier conservatore Antonis Samaras (Nea Dimokratia) stanno seriamente pensando di aumentare il numero minimo di anni di lavoro necessari prima del pensionamento da 15 a 20. Ciò dara' diritto al lavoratore, quando avra' raggiunto l'eta' di 65 anni, ad una pensione massima di 400 euro al mese. La coalizione di governo - appoggiata dal partito socialista Pasok di Evangelos Venizelos e da Sinistra Democratica di Fotis Kouvelis - sta valutando questa eventualita' come alternativa all'innalzamento dell'età pensionabile da 65 a 67. Ma, sempre secondo le fonti, e' anche molto probabile un ulteriore taglio alle pensioni. Una possibilità all'esame del governo sarebbe quella di ridurre del 3% le pensioni tra i 700 e i 1.000 euro al mese, del 5% quelle tra i 1.000 e i 1.400 euro al mese e del 10% quelle di oltre 1.400 euro. Ma e' stato proposto anche di ridurre del 2% le pensioni tra i 700 e i 1.000 euro, del 3% quelle tra i 1.000 e i 1.300, del 5% quelle fra i 1.300 e i 1.600, del 10% quelle da 1.600 a 2.000 e del 15% tutte quelle superiori a 2.000 euro. fonte Ansa



Intanto la disoccupazione tocca il 23,1%, un anno fa era al 16,8. Tra i giovani sotto i 25 anni di età, il dato è spaventoso e si attesta al 54,9%, purtroppo non si intravedono per il momento possibilità di miglioramento, è una vera e propria emergenza lavoro.


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Mario Draghi e Ben Bernanke, inutili oracoli di Delfi


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Mario Draghi e Ben Bernanke, inutili oracoli di Delfi

L'oracolo di Delfi, il più importante di tutto il mondo greco antico, era il tramite tra il dio Zeus e gli uomini. Seppur oscure, leggibili in diversi sensi, criptiche, le sue predizioni erano ascoltate e rispettate.



L'oracolo di Delfi è di ritorno e porta il nome di Ben Bernanke e Mario Draghi, rispettivamente presidente della Federal Reserve americana e della Banca centrale europea.

Come le parole dell'oracolo, i loro discorsi sono attesi, scrutati, analizzati. Quando parlano i miliardi trattengono il fiato, prima di dirigersi verso la tale o tal altra direzione.

Bernanke fa le sue dichiarazioni in conferenza stampa e qualche giorno dopo arriva Draghi a dire tutto l'opposto. Gli investitori credono capire e corrono in un senso oppure nell'altro e vanno spesso a fondo, nel vero senso della parola. Gli indici di Borsa seguono, nel più completo disordine.



Le parole sostituiscono l'azione : "Farò tutto il possibile per salvare l'euro – dice Mario Draghi e poi non fa nulla.

La domanda è "Cosa aspettano"? Un ulteriore e importante rallentamento dell'economia, un tasso di disoccupazione ancora più elevato, lo stallo della produzione?

Il fatto è che questi due uomini e i loro team presso la Federal Reserve e la Banca centrale europea sanno cosa devono fare. Ma né Bernanke né Draghi hanno il potere politico per agire. Loro stessi sottostanno a regole e compiti precisi.



Gli unici responsabili di quel che succede, o di quel che non succede, sono i politici eletti dal popolo. Questi parlano e si passano la patata bollente senza veramente passare all'azione.

Il presidente Barack Obama viene bloccato dalla maggioranza repubblicana al parlamento, che prima delle elezioni non intende muovere nulla. La cacofonia europea è sotto i nostri occhi ogni giorno. La Banca centrale tedesca blocca ogni cosa. L'assenza di un piano coerente della Francia per la crescita, il "Noi prima degli altri" dei britannici non permettono di avanzare. Il tutto per la gioia degli speculatori che giocano allo yo-yo senza divieti né restrizioni, guadagnando molti soldi.


(Fonte : abcbourse.com/le blog de Michel Gabrysiak)





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Goldman Sachs taglia il debito italiano nel suo portafoglio del 92% ...


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Goldman Sachs taglia il debito italiano nel suo portafoglio del 92% ...




GS, alias "la piovra", alias Goldman Sucks, alias "la
Spectre", da cui vengono Romano Prodi, Mario Monti, Mario Draghi,
eccetera, eccetera...











Goldman
Sachs Group Inc. (GS), the fifth -biggest U.S. bank by assets-, cut its
holdings of Italian sovereign debt by 92 percent in the second quarter

after boosting them in the first three months of the year.





"Market
exposure" to Italian government bonds fell to $191 million at the end of
June from $2.51 billion at the end of March
, the New York-based firm said
in a quarterly regulatory filing today. 





Goldman
Sachs also increased its credit-derivative positions on Italy in the quarter,
pushing its total market exposure to Italian government and non-government
securities to negative $977 million from positive $2.4 billion in March.












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Quegli allarmi che suonano troppo tardi

Quegli allarmi che suonano troppo tardi:
costa concordia 290x190  Quegli allarmi che suonano troppo tardi
Piccolo collage di tre notizie apparse tra ieri e oggi con commento critico del titolare di questo blog. 1) CREDITO ALLE IMPRESE ANSA – 9/8 Cgia, prestiti da banche -9 mld Nonostante le due operazioni di rifinanziamento a lungo termine della Bce a dicembre 2011 e a febbraio scorso, i prestiti bancari alle famiglie e alle [...]

Lo studio della ministra difende gli usurai

Lo studio della ministra difende gli usurai:

Lo studio legale Paola Severino assiste una banca aretina rinviata a giudizio per usura

- Articolo35 agosto 2012-  I due direttori dell'istituto di credito sono accusati di usura e il gip Andrea Claudiani venerdì scorso li ha rinviati a giudizio. Il 10 gennaio si terrà la prima udienza.
A difendere i direttori sono gli avvocati Giuseppe e Luca Fanfani, mentre l'istituto di credito locale, chiamato in causa come responsabile civile, si è affidato al notissimo studio legale di Roma, lo studio legale Paola Severino.

Avrebbe dovuto essere la stessa Paola Severino a presenziare in aula, ma la nomina a ministro l’ha costretta ad affidare la difesa al collega Maurizio Bellacosa.
  Il caso ruota intorno alle traversie finanziarie di un imprenditore valdarnese. Le indagini coordinate dal pm Roberto Rossi hanno riguardato una serie di operazioni bancarie su conti intestati all'imprenditore in proprio e alla società poi andata in dissesto. Sarebbero emersi dei tassi di interesse ritenuti fuori regola, esorbitanti, tali da configurare l'ipotesi di reato dell'usura. 
Gli imputati e la banca sono fortemente determinati a dimostrare nel dibattimento l'insussistenza delle accuse. L'imprenditore si è costituito parte civile con gli avvocati Nicoletta De Santis e Sara Buricchi e chiede un risarcimento danni di 2 milioni di euro circa. L'azienda dell'uomo è poi fallita e la curatela adesso partecipa al processo con l'avvocato Luca Berbeglia.

Dal Mississipi “tappeto rosso” anti-tasse per i ricchi francesi

Dal Mississipi “tappeto rosso” anti-tasse per i ricchi francesi:
di REDAZIONE
Sulla scia della provocazione lanciata dal premier britannico David Cameron, anche il governatore del Mississippi si è detto pronto a stendere un “tappeto rosso” ai contribuenti francesi più importanti che vogliano evitare l’aumento delle tasse promesso dal presidente Francois Hollande. Con un intervento sul sito di Foreign Policy, Haley Barbour ha invitato i “milionari francesi tartassati” ad andare nel Mississippi.
“Siamo uno Stato con un’imposizione fiscale bassa e filo-azienda, potremmo svolgere un tappeto rosso e issare la bandiera tricolore su Fort Maurepas”, la prima colonia francese nel Mississippi. “Io stesso ho un vecchio nome ugonotto – ha fatto notare Barbour – e il mio trisavolo Louis LeFleur, un francese, ha fondato attorno al 1800 un luogo di scambio commerciale che poi si è sviluppato fino a diventare Jackson, la capitale del Mississippi”, ha spiegato il governatore repubblicano, che chiude l’intervento con un “Bienvenue, mes amis!”, in francese nel testo. Stato repubblicano, il Mississippi ha siglato un “impegno a proteggere il contribuente”, un’iniziativa lanciata da una lobby conservatrice attraverso la quale i firmatari si impegnano a non aumentare le tasse. Durante la campagna elettorale Francois Hollande aveva promesso di introdurre una nuova aliquota fiscale del 75% per tutti i redditi superiori al milione di euro.

L'ENNESIMO REGALO A ITALO DI DELLA VALLE, PASSERA E MONTEZEMOLO...ALLA FACCIA DEL MERCATO LIBERO!

L'ENNESIMO REGALO A ITALO DI DELLA VALLE, PASSERA E MONTEZEMOLO...ALLA FACCIA DEL MERCATO LIBERO!:

Fs, da Antitrust multa 300.000 euro per abuso posizione dominante

- L'Antitrust ha inflitto a Ferrovie dello Stato una multa di 300.000 euro per abuso di posizione dominante. Secondo quanto si legge in una nota, il Garante della concorrenza ha stabilito che Fs  ha messo in atto "una complessa e unitaria strategia finalizzata a ostacolare e, di fatto, impedire, l'ingresso della società Arenaways sul mercato del trasporto ferroviario passeggeri".
IN REALTA' QUESTA MULTA E' PER COSTRINGERE MORETTI A LASCIAR POSTO AL CONCORRENTE MONTEZEMOLO...CHE CON I SUOI  TRENINI SPONSORIZZATI AMPIAMENTE (ANZI PAGATI) DA BANCA INTESA E QUINDI DAL MINISTRO ATTUALE PASSERA....CERCA DI DISTRUGGERE IL SERVIZIO PUBBLICO.
mercato Libero denuncia la cosa da oltre tre anni, ma inutilmente...fra 10 anni magari ci arriva la gabbanelli...si quando la gallina dalle uova d'oro sara' gia' stata stuprata mille volte.
Diffidando il gruppo dall'assumere in futuro comportamenti analoghi, l'Antitrust ha imposto a Fs una sanzione di 300.000 euro "nonostante la gravità dei comportamenti accertati", tenendo conto della "novità del quadro normativo all'interno del quale l'ex monopolista ha messo in atto i comportamenti stessi".
ESATTO...EX MONOPOLISTA...IL LIBERO MERCATO QUANDO LA RETE FERROVIARIA E' UNA SOLA...E' UNA GRANDE SCEMENZA...ATTA SOLO A FAR PERDERE SOLDI AI CITTADINI CHE ALLA LUNGA PAGHERANNO MOLTO DI PIU' DI PRIMA. SENZA CONTARE CHE MENTRE I PROFITTI PRIMA RIMANEVANO IN ITALIA E AGLI ITALIANI....ORA SE LI PRENDERANNO LE BANCHE FINANZIATRICI DEI TRENI...E QUATTRO AZIONISTI CHE REINVESTIRANNO I PROFITTI ALL'ESTERO.
VIVA L'ITAGLIA...DEGLI IPOCRITI...AVETE CAPITO CHI E' POTENTE OGGI? LA PROSSIMA PARTITA SI CHIAMERA' ALITALIA APPUNTAMENTO AL 2013 PER LENNESIMO REGALO POLITICO
lunga vita a Moretti e che sia in grado di difendere gli interessi delle ferrovie dello stato contro l'abuso della magistratura, dell'antitrust e dei politici attuali (Passera)..e abbasso il treno ITALO

Monti: «Con Berlusconi al governo lo spread sarebbe a 1200». E Monti a calcolare i guadagni di Goldman Sachs

Monti: «Con Berlusconi al governo lo spread sarebbe a 1200». E Monti a calcolare i guadagni di Goldman Sachs:
Microsatira.it

Argentina, prigione valutaria

Argentina, prigione valutaria:
Prosegue a tappe forzate la marcia dell’Argentina verso la soppressione delle libertà personali ed il crack valutario. E mentre i soliti gonzi (soprattutto italiani, ça va sans dire) trovano modo di entusiasmarsi per il rimborso di un bond in dollari emesso dall’Argentina sul mercato domestico all’indomani del default, il governo della Presidenta Kirchner, sempre più disperatamente affamato di dollari, attacca quello che finora è stato il porto franco valutario degli argentini: il turismo.
(...)
Continua a leggere Argentina, prigione valutaria (536 parole)

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Leggete anche:

Roubini vs. Prodi: l’euro (non) ci ha salvato


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Roubini vs. Prodi: l'euro (non) ci ha salvato


(Oggi per voi un'autentica chicca per palati raffinati. Qualcuno se la ricordava? Era un po' che l'avevo sul telaio, aspettavo che ve lo meritaste: e ve lo siete meritato, oh, quanto ve lo siete meritato. rockapasso si rotola in terra dalle risate ogni volta che apre la pagina del FQ...)


Lasciamo da parte l'ironia, il sarcasmo. Dimentichiamoci Swift e Sterne (e pure quante cose ho imparato dal gesto dello zio Tobia).  Ci potrà tornare utile, come sempre, il Gaddus, quello che diceva di non avere "a' numeri, ai chiari e veri e istruttivi numeri della statistica [...], quell'orrore che hanno taluni sofi o sofoni solo immersi nella categoria qualitativa" (Eros e Priapo, VIII). E sì che i sofoni sono sempre in eccesso di offerta (nomen omen)...

Qui si tratta di arbitrare un incontro che fa tremar le vene e i polsi, lo scontro finale fra due autentici colossi dai piedi di balsa, inventori di una storia falsa (anzi, in realtà di due storie false, ma così non farebbe rima). Facciamo così: organizziamolo come il classico duello alla pistola: un colpo a distanza di cinque... passi? No, anni: comincia Roubini nel 2006.

Lo spettacolo è cruento e se ne sconsiglia la visione ai piddini non accompagnati dai padri e dalle madri nobili del Manifesto (esiste ancora?), nonché alle merlettaie cerchiobottiste e bandwagoner. Si tratta infatti dell'ennesima dimostrazione del fatto che come sarebbe andata a finire (tagli dei salari) era chiaro, a tutti e da sempre, e che quindi "comunisti" (inclusi i quotidiani) e "sindacalisti" che hanno appoggiato questo progetto o sono persone dalla limitata capacità di comprensione, o sono assi da 30 denari (lascio decidere a loro, il problema non mi appassiona: sono comunque politicamente morti. Quanto mi piaccio quando esercito la sapiente arte della mediazione! Ma qual è il termine medio fra un fesso e un Giuda? Schneider, hai un'idea?)

Attacca Roubini (2006)

Il 30 gennaio 2006, su lavoce.info, Nouriel Roubini preconizzava per l'Italia la fine dell'Argentina. Dopo aver fatto le sue scontate devozioni dicendo che lui alla moneta unica gli aveva sempre voluto bene (e ci manche...


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Il peggior presidente della Repubblica

Il peggior presidente della Repubblica:
cercasipresidente.jpg
In Italia ci sono stati 11 presidenti della Repubblica eletti dai partiti riuniti in Parlamento. Il primo fu Enrico De Nicola nel luglio 1946 e l'ultimo Giorgio Napolitano il 15 maggio del 2006. Per diventare presidente della Repubblica è necessario disporre di alcuni requisiti: avere una certa età, meglio se alle soglie della senescenza, essere di sesso maschile, disporre di una laurea (obbligatorio!), aver fatto militanza politica in un partito (Ciampi è l'eccezione che conferma la regola) e aver vissuto di stipendi pubblici per ................

Petrolio: l'Opec potrebbe tagliare le stime di crescita della domanda per il 2013

Petrolio: l'Opec potrebbe tagliare le stime di crescita della domanda per il 2013: L'Opec, l'organizzazione dei paesi produttori di petrolio, ha annunciato che potrebbe rivedere al ribasso le stime di crescita della domanda di greggio per il 2013.

“Vivere in 5 con 5 euro al giorno”, la “decrescita felice” di una famiglia

“Vivere in 5 con 5 euro al giorno”, la “decrescita felice” di una famiglia:
Lidia Baratta
Non tutti i mali vengono per nuocere. E c’è chi approfitta della crisi economica per sperimentare un nuovo stile di vita, quello della «decrescita felice». La protagonista di questa storia al contrario si chiama Stefania Rossini, 37 anni, bresciana, di professione mamma di tre bimbi, moglie e casalinga tuttofare. Che, grazie a un blog e un libro - Vivere in 5 con 5 euro al giorno – nel web è ormai diventata il punto di riferimento di chi cerca di risparmiare e vivere felice.
leggi tutto

Nuovo commento su MICLAVEZ CONTRO BENETAZZO.





alboino ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "MICLAVEZ CONTRO BENETAZZO":

La soluzione non può nemmeno essere quella di stampare all'infinito per comprare titoli di stato, e sostenere con la finanza creativa una pletora di burocrati, in uno stato degno del peggior socialismo reale.
Allora a cosa serve produrre beni reali, chi ha prodotto fino ad ora, e non si è fatto mantenere dalla carta e dal lavoro degli altri, chi è solo un c*****e?
A già ma poi si sistema tutto drenando soldi con le tasse!

ORO ALLA PATRIA

ORO ALLA PATRIA: DI MARIO DEAGLIO
lastampa.it

Il bilancio dello Stato in pareggio, al quale siamo impegnati ad arrivare entro il 2013, non porta automaticamente alla ripresa economica; e le misure di aumento delle imposte e riduzione della spesa non portano automaticamente a un bilancio in pareggio, anzi, l’esperienza greca fa balenare il rischio che, a causa dei tagli eccessivi, il deficit si avviti su se stesso. Il mondo della finanza sta prendendo atto in concreto di queste amare verità e, per conseguenza, sposta il discorso dal deficit al debito: se riuscissimo ad abbattere il debito - come d’altronde ci impone, nell’arco di vent’anni, il «patto fiscale» sottoscritto in sede europea - si ridurrebbero molto gli interessi sul debito stesso e navigheremmo in acque più tranquille. Nascono di qui gli studi e le proposte rese note in questi giorni per ridurre sensibilmente il debito pubblico mediante la vendita di beni di proprietà dello Stato e di altri enti.

Ci risiamo! La Grecia è di nuovo al verde

La Grecia sta rapidamente esaurendo il denaro e attende la prossima rata di aiuti degli istituti di credito 628x471internazionali: il vice ministro delle Finanze ha lanciato l'allarme sulla precaria situazione finanziaria del paese.I partner europei della Grecia hanno ripetutamente promesso al paese che saranno finanziati fino ad agosto, quando c’è rimborsare un bond di 3,2 miliardi di euro, ma i dettagli del finanziamento non sono ancora stati resi noti....

Anche i quadri in fuga dall’Italia


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Anche i quadri in fuga dall'Italia

Dear Prime Minister Monti…". Così si apre la missiva con la quale il professor Lionel Salem ringrazia il presidente del Consiglio per aver reso possibile la restituzione alla sua famiglia del meraviglioso Cristo portacroce di Girolamo Romanino, che apparteneva alla Pinacoteca di Brera. Ma non è una lettera di cortesia. Il mittente chiede che ora Monti faccia staccare di corsa un altro quadro rinascimentale dalle pareti di Brera – una Madonna col Bambino attribuita a Bernardo Zenale – e glielo spedisca a Londra il più speedly possibile. I due quadri facevano parte della collezione del nonno di Salem – Federico Gentili, ebreo e console italiano a Parigi fino al 1940 – e vennero venduti all'asta dal governo di Vichy nel 1941. Secondo la famiglia, quella vendita si dovette alle leggi razziali: su questa base, un tribunale francese ha deciso la restituzione di cinque quadri del Louvre.

L'avvocatura generale dello Stato italiano, invece, fin dal 2001 aveva dato parere negativo. E questo sia perché lo Stato aveva acquistato i quadri sul mercato (dopo alcuni passaggi di mano), sia – soprattutto – perché la vendita del 1941 non sarebbe legata alle persecuzioni, ma a un debito gravante sull'eredità del Gentili, morto nel 1940. Dello stesso parere, nel 2012, la Commissione interministeriale per il recupero delle opere d'arte: i quadri non vanno resi alla famiglia, ma sono lecitamente posseduti dallo Stato. Dunque, com'è possibile che il 7 giugno scorso il Romanino di Brera sia stato battuto da Christie's a New York per la bellezza di 3.650.000 euro, finendo in mano a un collezionista privato ed estero? È stato forse rubato nottetempo? Nossignori, il Romanino è stato vittima della 'valorizzazione' : immolato sull'altare della dottrina del marketing abbracciata da tutti gli ultimi ministri dei Beni culturali e perfezionata da Lorenzo Ornaghi. Per quest'ultimo è opportuno, anzi necessario, organizzare a ritmo continuo mostre promozionali all'estero: non importa dove, non importa come, e soprattutto non importa se a prezzo di "qualche rischio".

Nel 2011, infatti, il Romanino è stato incluso tra i 50 quadri che Brera ha spedito alla mostra Baroque Painting in Lombardy, in Florida. Peccato che Romanino c'entri col Barocco come la Minetti con le novene mariane, o che il Mary Brogan Museum For Art and Science di Thallassee non sia proprio il Metropolitan: la Ragion di Stato imponeva che Brera pagasse un tributo alle celebrazioni di "ITALY@150". Non appena il quadro è sbarcato negli Stati Uniti gli agenti federali sono entrati nella mostra, hanno staccato il quadro dal muro e lo hanno consegnato alla famiglia che ne richiedeva la restituzione, la quale lo ha prontamente messo all'asta. Con tanti saluti a Brera.

Ora, un cittadino si chiede: se la soprintendente di Caserta invia a 19 istituzioni un verbale di tre pagine per ottenere "ogni notizia utile al recupero" di una zuccheriera e di un cucchiaino "stampati in argento del secolo XX" sottra...



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Nuovo commento su BOOOOM: La BCE Ha Autorizzato il Primo Vero Quanti....



Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "BOOOOM: La BCE Ha Autorizzato il Primo Vero Quanti...":

Tutto secondo il mio commento all'articolo di ieri. Se gli EURO sono elettronici resta solo un giro virtuale che modifica contabilmente il debitore finale. Nell'eventualità che fossero veramente stampati EURO cartacei, allora entrano in circolazione in Grecia, ma non restano in Grecia Finiscono ai creditori che li utilizzeranno per chiudere dei debiti oppure per finanziare una parte dell'economia reale quella in crescita. Il debitore finale rimane sempre lo stesso, cioè la Grecia. Il vero problema non è stampare EURO, ma mettere in condizione la Grecia di estinguere
il debito, altrimenti il rischio default permane.
Sono le prime manovre della grande
battaglia.
VITTORIO


La recessione spaventa perfino le banche e si andrà di male in peggio

La recessione spaventa perfino le banche e si andrà di male in peggio:
Fin qui è andata male, malissimo, ma tenetevi forte perché nei prossimi mesi rischia di andare ancora peggio. Questo è il messaggio che arriva dai conti di Intesa e Unicredit resi noti nei giorni scorsi. Proprio così, perché le due più importanti banche nazionali hanno aumentato, e di molto, gli accantonamenti per far fronte ai crediti a rischio. Come dire: nei prossimi mesi ci saranno sempre più aziende che non ...............

Cina, poveri “comprati” dai ricchi per fare da sostituti nelle condanne ( una nuova prospettiva di lavoro per MICHELE NISTA )

Cina, poveri “comprati” dai ricchi per fare da sostituti nelle condanne:
Pagare un poveraccio perché sconti una pena al posto del condannato. Nell’antichità, in Cina, perfino i condannati alla pena capitale potevano essere sostituiti: si tratta di una pratica che l’attuale sistema di sviluppo cinese e il divario tra le classi sociali, ha riportato in auge. E che ha un nome: ding zui.
Essere ricchi in Cina permette molti privilegi, ben più ampi di quelli che forse possono permettersi i miliardari occidentali. Merito, o tara, di una società fortemente gerarchizzata e in cui c’è un divario sempre più crescente tra i ricchi e i molti poveri. E i rapporti tra le due categorie di cittadini, creano spesso eventi tipicamente locali. Accade così che un ricco che viene implicato in .................

Il sostituto d’imposta: una sventura per il contribuente

Il sostituto d’imposta: una sventura per il contribuente:
Avete, per caso, dovuto corrispondere un versamento, a favore dell’IRS (l’amministrazione fiscale e tributaria statunitense, ndt), di  5.581 dollari, lo scorso 15 aprile (il 15 aprile è la data simbolica in cui negli Usa scade il termine per la denuncia dei redditi e per il relativo pagamento fiscale, ndt)? E se vi dovesse capitare una cosa simile l’anno prossimo, pensereste che, in fondo, è un vostro preciso dovere civico conformarvi a quella prescrizione, ovvero  la considerereste un crimine per il solo fatto che lo Stato possa, per l’ennesima volta, farla franca?
Un contribuente tipico

La somma in parola, 5.581 dollari, non è affatto casuale. Secondo l’US Census Bureau, il reddito familiare mediano effettivo è stato di...................

Il progetto tutù di MICHELE NISTA

Il progetto tutù:

© Bob Carey, The Tutu Project
The Tutu project, il progetto del tutù, nasce da un’idea del fotografo Bob Carey. L’autore mette in scena se stesso vestito da ballerina in posti molto americani, desertici e maestosi. La ballerina compare così in parcheggi, in un ...................

BOOOOM: La BCE Ha Autorizzato il Primo Vero Quantitative Easing in Grecia (Per Farsi Pagare i SUOI Bond)

BOOOOM: La BCE Ha Autorizzato il Primo Vero Quantitative Easing in Grecia (Per Farsi Pagare i SUOI Bond):



La notizia è di quelle BOMBA, dovete sapere che il 20 di Agosto scadono 3 miliardi di euro di prestiti che la BCE stessa ha concesso alla Grecia. Atene NON ha i soldi in cassa per saldare il prestito dunque sarebbe stato default.

E allora cosa succede?

Succede che la BCE ha autorizzato la Banca Centrale Greca a STAMPARE EURO (a crearli elettronicamente)!!!!!

Il giochetto è questo: Atene emette 4 miliardi di bond (incollocabili sul mercato), le banche greche li acquistano e li ......................

MARIO MONTI, LO SPREAD A 1200 E LA POCHEZZA DEL PROFESSORE

MARIO MONTI, LO SPREAD A 1200 E LA POCHEZZA DEL PROFESSORE:
DI MATTEO CORSINI
“Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread sarebbe a 1200 o qualcosa di simile.” (M. Monti)
Chi non ricorda Mario Monti esibire alla stampa un grafico con l’andamento dello spread tra il BTP decennale e il Bund tedesco qualche settimana dopo il suo insediamento a palazzo Chigi? Con quel grafico, che probabilmente farebbe ridere un analista tecnico alle prime armi, ma che..............

Grecia: a maggio disoccupazione vola al 23,1%

Grecia: a maggio disoccupazione vola al 23,1%:

(Pubblicato il Thu, 09 Aug 2012 11:19:00 GMT)

L’Italia come nel 1931? Un incubo causato dai burocrati di Bruxelles

L’Italia come nel 1931? Un incubo causato dai burocrati di Bruxelles:
di ROBERTO GOZZETTI*
Siamo molto vicini ad un nuovo 1931? Le analogie sono molte anche se l’Italia di allora era un paese completamente diverso da quello odierno. Nel 1931 e nel 1932 si toccò il punto più grave della crisi economica italiana: i titoli azionari crollarono del 40%, l’industria manifatturiera scese dell’85% in termini di valore. Si registrarono 14.000 fallimenti e 2 milioni di cambiali protestate, 1.000.000 di disoccupati e le condizioni di vita, già molto precarie, diventarono ancora più difficili. L’imposizione fiscale raggiunse livelli altissimi: per acquistare un chilo di zucchero si pagava il 72% di tasse governative!
Torniamo ai giorni nostri. L’Italia avrà, secondo Citigroup, una contrazione del 2,5% quest’anno e del 2% il prossimo anno. Con un debito che si colloca al ..............

L'Incomparabile Fiducia degli Investitori Keynesiani

L'Incomparabile Fiducia degli Investitori Keynesiani:
Nonostante lo zio Mario affermi prima una cosa e poi la neghi, in realtà la BCE continua a salvaguardare gli interessi speciali del settore bancario e quindi, indirettamente, quelli dei governi in bancarotta. Leggiamo da Reuters: «Il Consiglio Direttivo della BCE ha deciso nella riunione di Giovedi di aumentare il limite massimo dell'ammontare dei prestiti a breve termine che la Banca di Grecia può accettare [...].
Fino ad oggi la Banca di Grecia poteva accettare buoni del Tesoro fino ad un limite di €3 miliardi ($3.70 miliardi) come garanzia per la concessione di liquidità (ELA), ma ha chiesto che questo limite venga aumentato a €7 miliardi [...].

Il Consiglio Direttivo della BCE ha dato luce verde.»
Eppure il 20 Luglio la BCE aveva fatto sapere che non avrebbe più accettato i bond Greci come garanzia collaterale. Nel frattempo la curva dei rendimenti negli Stati Uniti è in appiattimento e l'economia sta diventando sempre più stagnante: l'ennesima recessione accelera il passo. La disoccupazione è ancora rampante e gli ...........................

Crisi, Bce pronta a interventi con Efsf

Crisi, Bce pronta a interventi con Efsf: Perdite posti lavoro a ritmo sostenuto, piu' rischi credito

Banche fallite negli Stati Uniti: Luglio 2012

Banche fallite negli Stati Uniti: Luglio 2012:
Nel mese di Luglio 2012, negli Stati Uniti, altri 8 istituti di credito sono andati ad aggiungersi al lungo elenco dei fallimenti bancari iniziati dalla crisi dei mutui subprime. In totale, negli Stati Uniti, a chiudere i battenti sono state 456 banche: 39 nel 2012, 92 (2011), 157 (2010), 140 (2009), 25 (2008) ed infine 3 nel 2007. Per quanto riguarda la collocazione geografica nei 51 stati americani del numero di banche che hanno terminato le proprie operazioni, la classifica è guidata dalla Georgia (GA) con 86 banche fallite, seguono poi la Florida (62), l’Illinois (52) e la California con 39. Dopo cinque anni, non è cambiato nulla, le grasse banche continuano a comportarsi come se nulla fosse accaduto: giocano e vincono coi nostri risparmi perchè solo grazie all’aiuto pubblico esiste ancora un sistema finanziario in cui una banca può continuare a trarre profitti con i capitali rapinati.
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BANCA
CITTÀSTATOCERT#
CHIUSURA
Jasper Banking Company
JasperGA1624027 Lug 2012
Second Federal Savings and Loan Association of ChicagoChicagoIL27986
20 Lug 2012
Heartland Bank
LeawoodKS136120 Lug 2012
First Cherokee State BankWoodstockGA32711
20 Lug 2012
Georgia Trust Bank
BufordGA5784720 Lug 2012
The Royal Palm Bank of FloridaNaplesFL57096
20 Lug 2012
Glasgow Savings Bank
GlasgowMO105613 Lug 2012
Montgomery Bank & TrustAileyGA19498
06 Lug 2012

IL DEBITO PUBBLICO U.S.A IN TEMPO REALE
Dall’inizio della crisi dei mutui subprime nel 2007, le banche americane che..................

Macchè rating! Il declino si legge su Facebook

Ricordo il mio primo anno di liceo. C’erano le assemblee d’istituto e riempivamo il palazzetto dello sport intero.facebook Prima c’erano i dibattiti e poi suonavano le band studentesche. Alcune diventavano conosciutissime proprio partendo da lì. Quasi solo generi alternativi: rock, punk, rap, ska, acustico. C’era grande partecipazione. Ripenso poi ad una protesta organizzata in modo composto ma molto deciso contro la preside. Gli studenti di quinta erano stati bravissimi: ci avevano assegnato compiti, avevano raccolto dati e domande spiazzanti da farle, ci avevano incaricato di preparare striscioni, ma anche raccomandato di mantenere un atteggiamento rispettoso per non darle un alibi per andarsene....

Bce: euro e' irreversibile

Lo zio considera che l'unica cosa realmente irreversibile e' un altra.....  ;-)

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Bce: euro e' irreversibile



(Pubblicato il Thu, 09 Aug 2012 10:05:00 GMT)


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Bce: “Attesi tassi molto alti di insolvenza per le imprese italiane”


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Bce: "Attesi tassi molto alti di insolvenza per le imprese italiane"

L'Eurozona ha visto un "netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese" misurato dai tassi attesi d'insolvenza, con un "incremento che è stato particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche". Lo scrive la Bce nel bollettino di agosto.



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Commercio estero/ Istat: A giugno Import -5,3%, Export -1,4%

Commercio estero/ Istat: A giugno Import -5,3%, Export -1,4%

Roma, 9 ago. (TMNews) - Calo delle importazioni e delle esportazioni a giugno. Secondo i dati forniti dall'Istat, nel mese in esame l'export segna un calo congiunturale dell'1,4% mentre l'import evidenzia un calo più consistente pari al 5,3%. Su base tendenziale le esportazioni segnano un +5,5% e le importazioni un -7,1%. La diminuzione congiunturale dell'export, dice l'Istat, è spiegata dal decremento delle vendite verso i paesi extra Ue (-2,8%), mentre l'export verso la Ue è sostanzialmente stazionario (-0,1%). La contrazione delle vendite di beni strumentali e di prodotti energetici è particolarmente rilevante (-4,7% per entrambi). L'importante calo delle importazioni coinvolge entrambe le aree di interscambio (-5,9% per i paesi extra Ue, -4,6% per i paesi Ue), con diminuzioni particolarmente rilevanti per i beni strumentali (-9,5%) e i prodotti intermedi (-5,1%). A giugno l'aumento tendenziale del valore delle esportazioni (+5,5%) è spiegato dall'incremento sia dei valori medi unitari (+3,8%) sia dei volumi (+1,7%). La riduzione tendenziale del valore delle importazioni (-7,1%) è determinata da una forte flessione dei volumi (-10,0%), mentre i valori medi unitari registrano un contenuto incremento (+3,2%). (Segue)

Bce: Nostri Prestiti Vanno Soprattutto A Banche Italiane E Spagnole

Bce: Nostri Prestiti Vanno Soprattutto A Banche Italiane E Spagnole

(ASCA) - Roma, 9 ago - ''Sono state soprattutto le banche in Italia, Spagna e Francia a trainare la domanda di rifinanziamenti della Bce. Per contro, il ricorso alle operazioni di rifinanziamento da parte delle banche tedesche e' diminuito, di riflesso agli afflussi di capitali''. Cosi la Bce nel Bollettino di agosto. Una considerazione confermata anche dai numeri pubblicati ieri dalla Banca d'Italia nel supplemento Moneta e Banche, a luglio le attivita' nette del sistema bancario italiano rispetto all'Eurosistema (Bce) erano negative (debitorie) per -281.544 milioni di euro (il picco degli ultimi 12 mesi), in salita da 276.187 milioni del mese di giugno. A luglio del 2011, quando il contagio della crisi del debito sovrano ancora noi si era estesa totalmente all'Italia, la posizione del sistema bancario italiano verso l'Eurosistema presentatva attivita' nette positive (creditorie) pari a 12.076 milioni, poi dal mese successivo (agosto 2011) la posizione divenne debitoria per -23.123 milioni, da allora non e' piu' risalita sopra lo zero.

Bce: Tasso Di Insolvenza Imprese In Deciso Aumento In Italia

Bce: Tasso Di Insolvenza Imprese In Deciso Aumento In Italia

(ASCA) - Roma, 9 ago - ''Al complessivo aumento dell'incertezza ha fatto riscontro un netto deterioramento della valutazione del rischio di credito delle imprese da parte degli operatori misurato ad esempio dai tassi attesi di insolvenza. Tra i paesi piu' grandi dell'area dell'euro, l'incremento e' stato particolarmente pronunciato per le imprese italiane e piuttosto moderato per quelle olandesi e tedesche'', scrive la Bce nel Bollettino di agosto. Inoltre le imprese che ricorrrono al mercato dei capitali e appartenenti ai paesi colpiti dalla crisi del debito sovrano hanno visto nei fatti aumentare il costo del finanziamento. ''Un'evoluzione generalmente simile e' stata osservata nei segmenti non investment grade del mercato delle obbligazioni societarie, per i quali il costo del finanziamento sul mercato e' tuttavia notevolmente superiore. Inoltre, l'aumento dei costi e' stato particolarmente pronunciato per le imprese di questi segmenti ubicate in Spagna e in Italia'', sottolinea la Bce.

Uk, dai piccoli costruttori per avere un mutuo


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Uk, dai piccoli costruttori per avere un mutuo

In una fase di contrazione pesante nelle concessioni di credito, le piccole società di costruzioni britanniche stanno mostrando quella flessibilità che manca alle banche più grandi in tema di mutui ipotecari...


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Arriva la 2° manovra taglia-debito. Ecco le linee guida


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Arriva la 2° manovra taglia-debito. Ecco le linee guida

Il decreto per la spending review è appena stato promulgato dal Presidente della Repubblica, che si mette mano ad una seconda manovra taglia-debito [...]




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MICLAVEZ CONTRO BENETAZZO


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MICLAVEZ CONTRO BENETAZZO



di Antonio Miclavez

Ho letto un articolo di Benettazzo che loda l'austerity di Monti, propone tagli più drastici e confida che in futuro "Monti & Company si dimostrino ancora più cinici".

L'avevo sempre sospettato che l'anima di Benettazzo fosse questa; ha capito il Signoraggio, ma non l'Euflazione.
Spero sia cecità, non malafede, e l'estrazione culturale di Benettazzo mi fa propendere per la prima: chi bazzica troppo nella melma della finanza, chi crede che guadagnare coi titoli sia etico e ne fà un business, è come uno che è andato in Seminario da bambino; il cuore, il cervello ed a volte il sedere sono rovinati per sempre.

Il denaro deve circolare, il sangue deve circolare, l'acqua nelle pompe deve circolare; se non circolano, tutto si ferma.

Che gli Statali siano pigri o no, il denaro statale deve tornare al popolo tramite opere pubbliche, servizi e stipendi, non finire nei buchi neri bancari. Perchè invece di licenziarli non gli si propone un regime di lavoro serio? Ci sono tante cose da fare per uno Statale, prima di mandarlo a casa. La burocrazia và limitata al minimo, l'arroganza và punita, la creatività spronata. Non il PIL, diceva J.F.Kennedy, bensì la qualità di vita và ricercata.

Daccordo, i Senatori sono arroganti, clientelari, strapagati, circondati da parassiti; ma rimettono in circolazione il denaro. Meglio dare 10.000€ al portaborse di un Senatore o ad una banca? Meglio dar denari a 15.000 dipendenti provinciali o alla Barclays? Lo Statale dev'essere un'opportunità per rimettere in circolo il denaro.

Ma la logica del banchiere Monti e di Benettazzo è ben diversa; con la scusa del risparmio, giustificano il taglio delle "spese", ovvero mandano a casa gli statali. Geniale: così i conti tornano. Ma si confonde la gestione aziendale con la gestione statale. L'Azienda è un sistema aperto: vive esclusivamente dallo scambio economico con altre realtà. La sua risposta ad una crisi è semplice: più entrate e meno uscite.


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Bce/ Bando vendite scoperto Borsa Italia e Spagna non funzionano

Bce/ Bando vendite scoperto Borsa Italia e Spagna non funzionano

Roma, 9 ago. (TMNews) - Le messe al bando sulle vendite allo scoperto in Borsa imposte da Italia e Spagna non sembrano esser riuscite a rasserenare i mercati, avverte la Banca centrale europea nel suo ultimo bollettino mensile. Vero che di recente si è assistito ad una inversione di rotta dei mercati, che sono tornati a salire, ma questo mutamento appare piuttosto "riconducibile alle dichiarazioni dei responsabili delle politiche economiche riguardanti il proprio impegno ad adottare le misure necessarie a risolvere la crisi", rileva la Bce. In realtà a innescare le risalite dei mercati erano state le dichiarazioni del presidente della stessa Bce, Mario Draghi, che in un intervento a fine luglio a Londra aveva avvertito come l'istituzione monetaria è "pronta a tutto il necessario, nell'ambito del suo mandato, per sostenere l'euro". Successivamente le sue parole sono state riprese da vari leader europei in più occasioni. Precedentemente invece erano stati imposti questi bandi su alcuni tipi di transazioni finanziarie. E "nemmeno il divieto di effettuare vendite allo scoperto imposto in Spagna e Italia - rileva la Bce - pare aver tranquillizzato i mercati azionari".

EURO: Analisi dettagliata del perche’ dobbiamo Uscire!



EURO: Analisi dettagliata del perche’ dobbiamo Uscire!




1)
Premessa

RISCHIO CALCOLATO ha promosso un dibattito sulla convenienza di stare o meno nella moneta unica, e la cosa e’ molto positiva. I recenti articoli di Funny King e di Blondet, su posizioni diverse, certificano un genuino e trasparente dibattito. In Italia non se ne parla, ed al piu’ si discute sulla questione del cambio 1 euro pari a 1000 lire nell’acquisto di beni di largo consumo, che e’ un’impostazione un po’ semplicistica.


Ma l’Euro ci conviene? Da qualche mese scrivo articoli sul tema, cercando di analizzare l’impatto che la moneta unica ha avuto sul nostro paese e su altre nazioni europee. Direi che e’ arrivato il momento di mettere in fila i birilli, e fare un’articolo di analisi di tutti i PRO e CONTRO di un mantenimento dell’EURO o di un ritorno alla LIRA, ovviamente coi miei limiti (ho buone conoscenze macro-economiche, politiche e statistiche, mentre sono poco ferrata negli aspetti finanziari e bancari, che andrebbero analizzati da gente che ne sa piu’ di me). Ma andiamo con ordine, e partiamo dagli articoli fatti (che vi invito a rileggere), alcuni dei quali riprendono dati, analisi e conclusioni riprese dai dibattiti internazionali sul tema (all’estero se ne parla):

Articoli di analisi sul tema EURO per chi volesse approfondire:

1) http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/uscire-dalleuro-dati-per-ragionarci-sopra-prima-comunque-di-farci-ragionare-stamperanno.html

2) http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/la-produzione-industriale-in-europa-dal-1992-al-2011-leuro-ha-permesso-un-trasferimento-colossale-di-produzione-e-benessere-dalleuropa-periferica-alla-germania.html

3) http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/a-chi-conviene-leuro-solo-alla-germania-e-non-e-un-piagnisteo.html

4) http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/lira-o-euro-il-bivio-dello-scenario-europeo-ed-i-rischi-e-le-opportunita-di-un-ritorno-alla-lira.html

5) http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/spread-su-occupazione-e-lavoro-in-europa.html

6) http://www.rischiocalcolato.it/2012/07/verso-la-bancarotta-ecco-come-litalia-ha-bruciato-20-anni.html

7) http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/euro-deliri-sulla-rai-le-argomentazione-pro-euro-della-casta.html

Articoli sul tema EURO per chi volesse approfondire:

1) http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/euro-sondaggio-shock-gli-italiani-i-piu-euroscettici-dellarea-euro-a-quando-un-serio-dibattito-nazionale-a-noi-conviene-leuro.html

2) http://www.rischiocalcolato.it/2012/06/cosa-accadra-in-europa-ed-italia-nei-prossimi-12-mesi-qui-le-mie-previsioni-preparatevi-a-vederne-di-tutti-i-colori.html

3) http://www.rischiocalcolato.it/2012/07/verso-la-bancarotta-europa-il-piu-costoso-funerale-della-storia.html

4) http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/crisi-delleuro-e-crisi-greca-stampano-e-se-si-quando.html

5) http://www.rischiocalcolato.it/2012/05/germania-ed-europa-raccontiamoci-tutta-la-verita-tutta.html

6) http://www.rischiocalcolato.it/2012/03/sekkhioni-la-crisi-delleuropa-ed-il-ruolo-della-germania.html

2) PRODUZIONE INDUSTRIALE: vince il RITORNO ALLA LIRA in modo netto

C’e’ poco da dire. Negli articoli in premessa sono stati analizzati ampiamente (con dati, numeri, grafici e statistiche di trend) gli andamenti della produzione industriale in 15 paesi Europei negli ultimi 20 anni. Ne’ e’ risultato che l’Euro ha causato un colossale trasferimento di produzione industriale da tutti i paesi periferici verso la Germania, come conseguenza dell’invariabilita’ dei cambi, che consente al sistema meno inflattivo (quello tedesco) e piu’ efficiente, di sottrarre ampie quote di produzione. Il contesto complessivo (l’Europa nel suo insieme) non ha da lustri una dinamica crescente nella produzione, a causa della concorrenza asiatica, ed al suo interno v’e’ un vincitore e tanti sconfitti.

Per capirsi, dal 2005 ad oggi, l’Italia ha fatto -18% e la Germania +10%: e’ come se in 7 anni, tutte le fabbriche presenti nel Centro Italia avessero chiuso e si fossero trasferite in Germania in blocco: effetti analoghi a quelli di una Guerra Mondiale.

La dinamica in caso di mantenimento dell’EURO e’ prevedibilmente la stessa degli ultimi 10 anni (ed ancora in pieno corso nel 2012), con una Germania che sottrarra’ quote a tutti gli altri. Il trend proseguira’ inevitabilmente, fintanto che la Germania manterra’ un’inflazione minore o uguale ai partners, e potra’ mutare solo quando tale tendenza mutera’ ed in modo duraturo (considero l’ipotesi fantascienza!). Ovviamente gli aumenti di tassazione indiretta in Italia (IVA, accise) e Spagna (IVA), causa prima di sovra-inflazione, promettono che il differenziale inflattivo tra Germania e Sud Europa permarra’ anche nei prossimi 2 anni.

In caso di disgregazione dell’EURO, e ritorno alle valute nazionali, e’ ovvio che accadra’ qualcosa di analogo a quanto accadde nel 1992-95. L’Italia (e gli altri paesi che svalutarono) all’epoca ebbe un’impennata nella Produzione Industriale e la Germania ebbe una bella batosta. E’ cio’ che accade in corrispondenza di ogni riaggiustamento monetario. E’ vero che l’Italia ha minore peso industriale rispetto all’epoca, ma e’ anche vero che l’incidenza dell’Import-Export rispetto alla produzione e’ aumentata molto rispetto a 20 anni fa, per cui e’ prevedibile vi saranno gli stessi effetti.

3) BILANCIA COMMERCIALE E BILANCIA DEI PAGAMENTI: stra-vince il RITORNO ALLA LIRA in modo netto

Anche in questo caso non c’e’ storia. Negli articoli in premessa sono stati analizzati ampiamente (con dati, numeri, grafici e statistiche di trend) gli andamenti delle bilance commerciali e dei pagamenti di tutti i grandi paesi europei negli ultimi 15 anni.

L’Euro ha consentito alla Germania di ampliare a dismisura i propri attivi commerciali in una misura pari esattamente alla somma della crescita dei passivi in Spagna, Italia, Francia ed altri periferici.

La dinamica in caso di mantenimento dell’EURO e’ prevedibilmente la stessa degli ultimi 10 anni. E’ ovvio che molto dipendera’ dalla quotazione dell’EURO stesso sul DOLLARO e dalle politiche restrittive imposte all’interno dei singoli paesi. Per dire, nel 2012, l’Italia sta quasi azzerando il passivo commerciale, grazie al calo dell’EURO (fattore su cui l’economia Italiana e’ assai piu’ sensibile di molte altre, ed in particolare di quella tedesca) ed alle politiche restrittive suicide di Monti (che hanno fatto crollare l’import). La tendenza di fondo pluriennale, pero’, restera’ inevitabilmente connessa con la competitivita’ dell’industria, di cui abbiamo ampiamente scritto sopra.

In caso di disgregazione dell’EURO, e ritorno alle valute nazionali, e’ ovvio che accadra’ qualcosa di analogo a quanto accadde nel 1992-95 con un ritorno ad un forte attivo commerciale per l’Italia ed una decisa riduzione dei passivi per gli altri periferici che svaluteranno; il tutto ai danni della Germania.

4) OCCUPAZIONE e PIL: vince il RITORNO ALLA LIRA (a meno di uno scenario catastrofico di Default a catena dell’intera Europa)

Anche in questo caso e’ prevedibile che un ritorno alla LIRA rafforzi il PIL e l’occupazione. Negli articoli in premessa sono stati analizzati ampiamente (con dati, numeri, grafici e statistiche di trend) gli andamenti dell’occupazione, della disoccupazione e del PIL dei grandi paesi europei negli ultimi 15 anni.

L’Euro ha consentito alla Germania di riprendere la sua corsa del PIL e dell’occupazione, e cio’ e’ stato fatto ai danni di diversi paesi periferici, in primis dell’Italia, che e’ il secondo paese manifatturiero europeo. La Germania non ebbe immediatamente benefici dall’introduzione dell’Euro e dei cambi fissi. Rammentate che fino al 2000-2005 si diceva che la Germania era il grande malato d’Europa? Era vero, visto che aveva un’andamento del PIL asfittico (come l’Italia, che pero’ era reduce da una corsa per ridurre il deficit dal 10% ed oltre al 3%), peggiore di ogni nazione europea. La Germania ha avuto pazienza, ha anticipato alcune riforme, volte essenzialmente a contenere il costo del lavoro interno (anche favorendo i lavori a bassissimo salario) e l’inflazione; ovviamente ogni anno ha portato a casa un piccolo vantaggio inflattivo sui concorrenti, che col passare degli anni e’ diventato un grosso vantaggio e proprio dal 2005, ha iniziato a vedere andamenti di PIL ed occupazione estremamente favorevoli (ai danni degli altri, come testimoniato dai grafici allegati negli articoli in premessa).

La dinamica in caso di mantenimento dell’EURO e’ prevedibilmente la stessa degli ultimi 7 anni (ancora in pieno corso nel 2012). Tra l’altro, se la Germania manterra’ l’atteggiamento che ha tenuto nei confronti della crisi Europea negli ultimi disastrosi 3 anni e mezzo (e non vedo perche’ debba cambiare linea), e’ ovvio che chiedera’ l’adozione a tutti i periferici di misure sempre piu’ restrittive (leggi Manovra Monti) che inevitabilmente affosseranno sempre piu’ il PIL ed aumenteranno la poverta’ e la disoccupazione. Nel contempo la Germania sara’ impattata dal minore export verso i paesi “canaglia”, e compensera’ in parte la cosa, grazie a tassi di interesse bassissimi ed afflussi copiosi di capitale.

In caso di disgregazione dell’EURO, e ritorno alle valute nazionali, e’ ovvio che la Germania rivalutera’ fortemente, ed i periferici svaluteranno, con impatti seri su produzione ed export tedeschi (e quindi su PIL ed occupazione), mentre ovviamente chi svalutera’ avra’ le conseguenze opposte. E’ ovvio che molto dipendera’ da come avverra’ la disgregazione dell’EURO: se venisse accompagnata da una serie di default di alcune nazioni, l’impatto sarebbe devastante non solo per la Germania ma pure per i paesi sottoposti a default, in tale scenario, nel medio periodo le nazioni sottoposte a default e simultanea svalutazione avrebbero una netta ripresa (come accaduto sempre nel passato in situazioni analoghe), mentre il quadro per la Germania resterebbe fosco sia nel breve che nel medio periodo (a lungo termine le cose potrebbero cambiare).

Ho visto 3 studi recenti sugli impatti della disgregazione dell’EURO: in uno si diceva che TUTTA l’Europa avrebbe visto il PIL crollare (ed associo questo andamento al caso di default generalizzati di vari paesi), ed in altri 2 studi si prevedeva un forte calo del PIL in Germania ed una ripresa nei paesi periferici (ed associo tale previsione, ad uno scenario piu’ morbido, di abbandono di alcuni paesi dell’area euro, con risoluzione successiva della crisi con svalutazioni ed utilizzo da parte delle banche centrali degli strumenti di flessibilita’ tradizionali, quali QE, tassi, etc).

Ovviamente gli Studi valgono quello che valgono. All’epoca dell’introduzione dell’EURO a fine anni 90, c’erano fior fiore di studi, unanimi nell’affermare che l’EURO avrebbe portato benefici all’economia ed al PIL dell’Eurozona consistenti. Nella realta’ e’ accaduto l’esatto opposto, e l’Eurozona ha vissuto il peggior andamento del PIL da 50 anni a questa parte, sia in termini assoluti, che relativi nel confronto ad USA e resto del mondo.

5) INFLAZIONE: vince il RESTARE NELL’EURO; ma con politici e politiche serie, cio’ non sarebbe un problema

Dopo aver visto che per l’economia reale non c’e’ partita a favore della LIRA, passiamo ad analizzare l’inflazione.

Per capire cio’, facciamoci una domanda. Cosa accadde nel 1992-1995 quando la LIRA svaluto’ da 750 a 1100 sul Marco, vale a dire del 50%, all’inflazione? Accadde, come scritto nel relativo articolo richiamato in premessa, che il differenziale di inflazione con la Germania scese dal 3,3% del 1990-92 all’1,6% del 1993-95. Ma come e’ possibile? Semplice: crollo’ il volume dell’import (piu’ caro) e parte di questo venne sostituito da produzione nazionale (piu’ a buon mercato) e cio’ calmiero’ i prezzi. L’impatto piu’ severo fu ovviamente sui beni energetici (che pero’ hanno un’incidenza modesta sul paniere inflattivo complessivo rispetto alla componente del costo del lavoro, che e’ squisitamente un parametro interno). Rammento per la cronaca, che le follie di Monti sulle accise, hanno avuto un’impatto analogo sui prezzi energetici a quello di una classica svalutazione del 25-30% (ove sale il prezzo della materia prima e dell’IVA e restano invariate le accise).

Sono dell’idea, comunque, che una svalutazione un qualche impatto inflattivo lo provochera’, sia diretto (a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti importati) che indiretto (legato al fatto che il PIL sara’ meno asfittico, e cio’ inevitabilmente avra’ qualche ricaduta sui prezzi).

E’ ovvio, comunque, che i vantaggi della svalutazione permarranno nel tempo, solamente se ci sara’ una politica seria di contenimento dell’inflazione, con differenziali sulla Germania che restino nell’alveo della ragionevolezza. Per far cio’ e conservare ed utilizzare al meglio il vantaggio competitivo, serve una classe dirigente seria e responsabile, che adotti riforme serie di liberalizzazione, che incidano pesantemente sui settori distributivi e sui servizi semi-monopolisti, dove sarebbe possibile ottenere tramite maggior efficienza una decisa caduta dei prezzi, e quindi una tenuta della competitivita’ del paese.

6) TASSI DI INTERESSE: vince nettamente il RESTARE NELL’EURO

Passiamo ad analizzare i tassi di interesse. Rammendiamo a tutti, che il contenimento dei tassi di interesse era, appunto, il maggior vantaggio per l’Italia nell’ingresso nell’Euro-zona.

Tale vantaggio non si limita al settore pubblico (minori interessi da pagare sul debito pubblico), ma si estende al sistema privato (tassi agevolati sui mutui ed il credito per le famiglie e finanziamenti piu’ convenienti per le imprese).

E’ indubbio che per 10 anni l’Italia ha usufruito di vantaggi enormi su questo fronte, con tassi bassissimi e spread con la Germania ridicoli (ed in parte irrealistici).

E’ altrettanto vero che nel contesto degli anni 80 ed inizio anni 90 i tassi italiani erano stratosferici, anche perche’ il panel complessivo dei tassi mondiali (e dell’inflazione) erano decisamente diversi (tassi nulli erano una chimera anche nelle nazioni di riferimento).

Nel 1992-95, gli spread tra Italia e Germania si mantennero sui 500 punti (con picchi sopra i 700). L’era EURO ha decretato spread di 50-100 punti, ma la recente crisi ha riportato gli spread all’epoca della crisi del 1992-95, sui 400-500 punti.

Allora l’unico vero grosso vantaggio dell’EURO, quello di tassi a buon mercato, e’ svanito? Onestamente direi di no, almeno attualmente, visto che i tassi sul breve termine restano comunque convenienti e che l’Italia con la neo-LIRA Tassi di sconto all’1% li vedrebbe solo col binocolo.

E’ evidente che passare dall’EURO alla LIRA provochera’ un netto rialzo del TASSO di sconto, nonche’ dei rendimenti dei titoli, soprattutto a breve termine.

E’ altrettanto evidente che se questa crisi non trovera’ sbocco (e non vedo come possa risolversi definitivamente, perlomeno fino a settembre 2013, data delle elezioni federali tedesche), gli spread ed i tassi potrebbero volare nell’iperspazio (ovviamente col solito andamento a dente di sega).

7) DEBITO PUBBLICO e conti pubblici: secondo me vincerebbe la LIRA, ma unicamente nel caso di avere politici decenti (nel caso opposto saremo fottuti comunque sia con EURO che con LIRE)

Qui, farei un ragionamento un po’ semplicistico, ma efficace.

I Fautori dell’EURO sostengono che tornare alla LIRA fara’ riesplodere i Tassi, e che l’introduzione dell’EURO ha consentito di ridurre l’ammontare degli interessi pagato di 60-75 miliardi, pari a 4-5% del PIL (in termini attualizzati). Hanno ragione, ovviamente, ma penso che il ragionamento sia monco. Mi spiego.

L’ingresso nell’EURO (ed ancor prima in un sistema a cambi fissi a 990 sul marco) ha avuto anche altre 2 conseguenze. In primo luogo ha frenato nettamente la dinamica del PIL reale (la cosa l’abbiamo vista negli articoli in premessa), sia per il contenimento inflattivo, sia per le ricadute sull’economia reale (sappiamo che da 15 anni cresciamo dell’1% meno della media UE, differenziale che nel 2012 si avvicinera’ al 2%). Ebbene, cio’ implica una contrazione del denominatore con cui si misura il debito pubblico (e quindi lo fa aumentare). In secondo luogo, il calo del PIL ha impatti sulle spese (che crescono, specie quelle di tutela) nonche’ sulle entrate (la Manovra Monti ne e’ un’esempio lampante, con entrate nettamente inferiori al preventivato a causa del crollo del PIL, causato dalle stesse misure). Che significa cio?

Che dire, facciamo 2 calcoletti senza pretese. Dal 1995 ad oggi, l’Italia e’ passata da avere un PIL industriale che pesava il 65% di quello tedesco, al 50% attuale (ne abbiamo gia’ discusso). Ipotizzando che l’Italia fosse rimasta al 65%, e che la Germania avesse corso meno (non avrebbe avuto i vantaggi che ha avuto), l’Italia oggi avrebbe avuto un PIL industriale di 60-70 miliardi di Euro in piu’, raddoppiabili con gli impatti su export e servizi. 120-140 miliardi di PIL in piu’ equivalgono a 60-70 miliardi di tasse in piu’, che guarda un po’ sono esattamente il costo dei maggiori interessi. Ovviamente il calcolo ha limiti evidenti, ma da’ un’idea sul fatto che l’EURO ha avuto anche impatti negativi indiretti su Deficit e Debito (legati a minore PIL e minore inflazione), accanto a quelli positivi diretti (minori tassi di interesse).

Conclusioni?

Restare nell’EURO e’ comunque un suicidio. Nel 2012 voleremo al 126% di Debito. Successivamente non credo le cose migliorino. Restare nell’EURO, poi, significa inflazione bassa e quel che e’ peggio PIL nominale con andamento disastroso. E’ evidente che anche nel 2013 il Debito salira’, visto che il denominatore avra’ un’ andamento disastroso, e cio’ avverra’ anche nel caso di riduzione del deficit all’1,5-2,0%. Inoltre, Bruxelles c’ha gia’ fatto sborsare l’equivalente del 3% del PIL di nuovo debito per salvare la Grecia, Portogallo, banche Spagnole ed Irlanda e seguira’ un altro 1% (come minimo; temo assai di piu’). In questo contesto nel 2013, in assenza di privatizzazioni e dismissioni serie, il debito volera’ e se gli spread cresceranno, si avvitera’ sempre piu’ verso l’alto, con conseguenze gia’ viste in Grecia. Se anche a fine 2013, andassero al governo in Germania formazioni a favore degli Eurobond, l’Italia (sempre che non sia fallita prima) si trovera’ comunque con un debito al 130% e con dinamica crescente, per cui realisticamente parlando, la permanenza nell’EURO non promette bene sul fronte del Debito Pubblico.

Passiamo al ritorno alla LIRA ed ipotizziamo avvenga domani. Sappiamo che ci sarebbe un’impatto immediato sul PIL (legato ad una crescita netta dell’export e della produzione, nonche’ a qualche ricaduta inflattiva), eviteremo di dare altre prebende a Grecia e soci (costose), mentre non ci sarebbe un’impatto immediato significativo sugli interessi (se s’alzasse anche del 2-3% la curva dei tassi, l’impatto il primo anno sarebbe solo dello 0,3-0,5%). In sintesi, un ritorno alla LIRA avrebbe certamente nel primo e secondo anno vantaggi notevoli sull’ammontare del Debito (minori sul fronte del deficit, dove la ripresa economica ed inflattiva, comunque, compenserebbe nettamente la maggior spesa per interessi). E’ ovvio che nel medio e lungo periodo, le spese per interessi avrebbero un’incidenza maggiore. Ecco perche’ reputo essenziale, la gestione di un ritorno alla LIRA con una classe politica decente (non dico eccellente), che sappia contenere e ridurre la spesa pubblica, fare le riforme e le dismissioni, contenere l’inflazione su valori decenti e ridurre tasse e burocrazia sui produttori. In questo caso non c’e’ partita, ed il ritorno alla LIRA sarebbe nettamente vantaggioso rispetto ad una permanenza nell’EURO, come da ragionamento sovrastante (gente seria al governo, con l’EURO e questa crisi in svolgimento, a mio vedere potrebbe fare comunque poco, e le dinamiche di cui sopra potrebbero solo essere attenuate; infatti l’economia reale, con l’EURO e la crisi, non si puo’ far ripartire, a meno di riforme serie ed anni di lavoro….. ma in alcuni anni, saremo gia’ morti e sepolti).

8) FINANZA – STABILITA’ E STRUMENTI DI FLESSIBILITA’ FINANZIARIA: secondo me vince la LIRA

Eccoci arrivati al secondo vero vantaggio dell’EURO: entrare in un sistema piu’ forte e stabile, dove le nostre debolezze sono compensate dalla forza altrui, e non siamo sottoposti a crisi periodiche.

Questo vantaggio e’ stato indubbio nei fatti nel periodo 1996-2008. Dal 2008 non e’ piu’ vero.

Abbiamo rinunciato a TUTTI gli strumenti di flessibilita’ cui dispone una nazione sovrana: Banca Centrale, possibilita’ autonoma di stampare, fare QE e muovere i tassi. Sono i tradizionali strumenti cui dispone una nazione per gestire l’ordinario e lo straordinario. Tali strumenti vengono prontamente mossi da una nazione nel suo interesse ed al momento opportuno. Ebbene, nel passato, arrivava una sana crisi, si muovevano i tassi, c’era panico, partiva la speculazione, la Banca d’Italia stampava e difendeva la Lira, e poi alla fine svalutava. Tutti gli indicatori oscillavano, e dopo un po’ tutto tornava ad un equilibrio. Sembrava talvolta un film horror, ma aveva una sua logica. Nel caso peggiore avremo fatto default (e solo Dio sa, se cio’ non sarebbe stato meglio o peggio).

Quanto sopra, sacrificato senza uno straccio di referendum all’EURO, moneta STATUS SYMBOL, che ci avrebbe garantito la protezione alle insidie della finanza anglosassone cattiva ed ingiusta.

Ora, qualcuno mi spiega nel 2008-2012 quali protezioni reali abbiamo avuto? Niente QE, niente stampa, polemiche infinite, classi politiche nazionali che si sbranano, la Germania che si rifiuta di garantire per gli altri e chiede misure che manderebbero in recessione pure la tigre Cinese. In sintesi, non solo non siamo protetti, ma siamo pure con le mani legate, completamente privi di strumenti di flessibilita’ per azioni sul breve periodo, destinati alla deindustrializzazione, ad una poverta’ crescente, ad essere cucinati a fuoco lento, e ciliegina sulla torta, pure derisi.

Ebbene, personalmente (e qui lo ripeto: personalmente!), credo che l’EURO e’ una costruzione alle cui spalle abbia una BABELE ed appare evidente anche a persona che di finanza capisce poco (tipo me) che questa crisi si risolvera’ solo in ultima analisi mettendo assieme destini, potere, debiti e quant’altro (ho dubbi che la Germania accettera’ mai, e comunque anche se fosse ci sono ostacoli politici e burocratici non da ridere) o con una disgregazione. Ebbene, ritengo che tornare ad avere tutti gli strumenti di flessibilita’ finanziaria (Banca centrale, Tassi, stampa, QE, etc), dia maggiori garanzia che restare nel Limbo in attesa di qualcosa (la garanzia finanziaria complessiva da parte tedesca ed OK di 17 parlamenti ad una serie di step inevitabili in caso di creazione degli Stati Uniti d’Europa) che difficilmente arrivera’.

9) DEMOCRAZIA e RESPONSABILITA’: stravince la LIRA

Nell’attuale Unione Europea e Monetaria, non vedo traccia di Democrazia, ne’ di Responsabilita’. Attualmente vedo solo una Babele dove fondamentalmente non si capisce niente e non si comprende realmente come uscirne. I processi sono spesso decisi in barba all’opinione pubblica, da gente mai eletta. A mio vedere il progetto EURO avrebbe senso se l’EUROPA fosse concepita come Stati Uniti d’Europa (non mi prolungo, credo sia chiaro cosa intendo), mentre l’attuale minestrone e’ un non senso in termini, destinato ad un’ovvia implosione. Inoltre, l’attuale crisi si svolge in modo tale che inevitabilmente cresceranno i nazionalismi ed il sentimento di odio tra le varie nazioni.

Tornare alla LIRA significa Responsabilita’ di affrontare i propri problemi con autonomia, con un minimo di parvenza democratica. Meglio ognuno per i fatti suoi, rispettandosi coi vicini.

10) CONCLUSIONI: direi che e’ meglio tornare alla LIRA, e conviene farlo alla svelta; ovviamente in un contesto internazionale fortemente competitivo e spesso ostile, tale azione ha senso (specie sul medio e lungo periodo) solo se guidata da una classe dirigente decente, che faccia le riforme, riduca le spese e le tasse e riporti il paese ad un minimo di buon senso

In uno degli articoli in calce, mi ero sbilanciata, affermando che l’Italia in caso di svalutazione avrebbe svalutato nell’ordine del 18-25% sulla Germania(ovviamente per cifre assai inferiori su Francia, USA ed UK); l’affermazione vale a meno delle forti oscillazioni iniziali, ed e’ legata al fatto che le svalutazioni normalmente si risolvono in ammontari analoghi al differenziale inflattivo del periodo dalla precedente svalutazione, a meno di differenze imposte iniziali.

In questa crisi, comprendo in parte i Tedeschi (anch’io non vorrei fare la fine della Lombardia in Italia), e li ammiro come popolo: a differenza di altri (che piagnucolano mancie) io sono un po’ incavolata con la Merkel, perche’ non ha un comportamento da Leader; un Leader a mio vedere deve dare l’esempio ed essere onesto, e non tirare avanti per 3 anni in tentennamenti: credo la sappiano pure loro che se ne esce solo o disgregandosi o unendosi del tutto…. le soluzioni intermedie incancreniscono tutto… ebbene, a me spiace di loro questo andreottismo nel non voler decidere… e di fatto lo sanno anche i sassi, che alla fine decideranno loro… troverei che fossero onesti e dicessero: cari amici, cosi’ non si puo’ andare avanti, andiamo ciascuno per la sua strada, ed ognuno se la cavi sa solo….. invece non lo fanno, perche’ su una cosa sono tutti concordi nelle analisi in caso di crollo dell’euro: la Germania ne verra’ fortemente penalizzata.

Detto quanto sopra, all’ITALIA SENZA DUBBIO CONVIENE UN RITORNO ALLA LIRA. La cosa conviene da quasi tutti i punti di vista. Ci sono pero’ 2 insidie:

1) Un ritorno alla LIRA fatto dopo il suono della campanella, in presenza di una serie di default a catena, non darebbe vantaggi all’economia reale, perche’ il contesto complessivo europeo sarebbe di tracollo generalizzato. Tale situazione priverebbe l’Italia di parte dei vantaggi legati alla svalutazione (in contesti di tracollo, l’export verso il resto d’Europa, che assorbe il 60% delle nostre merci, avrebbe problemi) ed un eventuale default troverebbe reazioni feroci in una serie di nazioni declinanti e desiderose di sopravvivere. Il ritorno alla LIRA va fatto quanto prima, mettendo la Germania di fronte alla scelta definitiva, facendo tale azione in compagnia di altre nazioni.

2) Un ritorno alla LIRA andrebbe gestito da gente con la testa sulle spalle. Inizialmente la svalutazione produrrebbe forti vantaggi su molti fronti economici, ma ci esporrebbe ad attacchi e rappresaglie da parte di nazioni con la spalle piu’ larghe delle nostre. Ovvio che ci vuole una classe dirigente minimamente seria e decisa, e non pagliacci che parlano di “spread a 1200”, o di “culona inchiavabile”, o di “patrimoniali”. Il dopo e’ ancora piu’ tosto: vanno mantenuti i vantaggi competitivi e non scialacquati, facendo riforme serie che consentano all’inflazione di essere tenuta sotto controllo, e facendo politiche di bilancio tese a ridurre spese e sprechi dando vantaggi fiscali ed operativi alle categorie produttive ed alle famiglie. Ovviamente gli attuali barbagianni della classe dirigente italiana sono inadeguati, per cui capisco bene le ritrosie di Funny King ed altri su questo sito, all’ipotesi di ritorno alla LIRA. Personalmente, ritengo pero’, che barbagianni o non barbagianni, se non torniamo rapidamente alla LIRA, presto saremo come paese in coma irreversibile, e non potremo riprenderci come nazione, neanche in decenni.

L’opzione EURO non e’ un’opzione, ma e’ un suicidio. Gli svantaggi sono infiniti. I vantaggi promessi all’origine (tassi, sicurezza) stanno svanendo in questa crisi. Ma quello che e’ peggio, e’ che appare evidente che l’EURO ha alle spalle una costruzione imperfetta, destinata ad un verosimile collasso.

Per cui vale la pena tenere l’EURO solo perche’ e’ uno status symbol chic? Direi proprio di No.

GPG Imperatrice

(mi scuso coi lettori per l’impaginazione approssimativa dell’articolo, ma sono in vacanza con una linea veramente disastrosa…. chissa’… forse e’ la BCE e Monti che mi boicottano ;-) )