12/08/12

Nuovo commento su Il minisitro Grilli: “No alla patrimoniale. Evitar....



Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Il minisitro Grilli: "No alla patrimoniale. Evitar...":

Vorrei ringraziare il ministro GRILLI per avermi fatto vivere, in un momento così tenebroso, una bellissima fiaba. Pensate in ITALIA non si instaura una patrimoniale, non si aumenta l'IVA e si possono ridurre le tasse, FAVOLOSO. Tutto questo con la stessa burocrazia politica/amministrativa, SUVVIA SIAMO SERI!!!!
L'ipocrisia è evidente, anche perché non si accenna a nessuna rivoluzione erariale e di conseguenza viene da pensare come mai non l'avessimo fatto prima. Forse era tutta colpa degli evasori (saranno scomparsi) o improvvisamente abbiamo ricevuto una eredità o, ancor meglio, i perfidi teutonici si sono accollati i nostri debiti presi da una smania di opera caritatevole.
Affrontare l'argomento della revisione erariale in modo rivoluzionario passando dal reddito ai consumi, non CONSUMISMO, in un commento è assai difficile, necessiterebbe di maggior spazio, ma indubbio che il salvataggio del nostro paese passa da lì. Comunque un esempio si può fornire, anche se in modo semplicistico.
Prendiamo il lavoratore dipendente, che è la pecora più tosata e macellata del panorama italiano.
Il reddito mensile netto è di EURO 1.500,00 (oggi molti farebbero la firma per averlo), tutti sanno però che il lordo, tra tasse, contributi ed oneri vari, è il doppio. Da qui ogni volta che consuma paga l'IVA, che è un ulteriore tassa, con una percentuale che cambia in base al prodotto che acquista ed essendo consumatore finale, non la recupera. Ora considerando che spenda tutto il reddito netto mensile e che la percentuale media dell'IVA sui consumi sia il 10% (ma non ci credo) ai 1.500,00 già dati si devono aggiungere EURO 150,00.
Tralascio ulteriori imposte come IMU, CANONE RAI, TARSU, etc.. etc..
IL POTERE D'ACQUISTO NON E' DA NABABBO.
Possiamo comprendere, ma non avvalorare per l'amor del cielo, se qualche volta si dimentica una fattura.
Rivoluzioniamo. Il reddito mensile del lavoratore è di EURO 3.000,00, come il lordo. Nessuna trattenuta. L'aliquota IVA è la massima 23%. Se spendesse tutto il reddito le tasse sarebbero EURO 690,00. In questo sistema non esisterebbe la compensazione dell'IVA, tutti sarebbero consumatori finali, anche le aziende. Lo stato in base alle necessità potrebbe aumentare o diminuire le aliquote, ma anche i comuni o le regioni. Utopia. Negli STATI UNITI è già in vigore ed è scritto sui prezzi. I controlli e le sanzioni sono severi, ma anche le aliquote decisamente più basse tutto alfine di scoraggiare i furbetti.
IL POTERE D'ACQUISTO E' SICURAMENTE INTERESSANTE.
Visto che gli italiani hanno il senso innato del risparmio, sicuramente si farebbero una pensione migliore di quella carota per far correre gli asini che attualmente ci propinano. Rinunciare alla futura pensione in cambio del non versamento dei contributi INPS e quindi pensare se stessi alla propria vecchiaia si fa sempre più strada, soprattutto nelle nuove generazioni; convinte di crearsi una pensione migliore e magari decidere di andarci prima dell'età programmata dallo Stato.
Il paternalismo statale comincia a perdere i colpi sotto l'intolleranza di essere considerati degli incapaci nella gestione delle proprie risorse, quando infine chi deve gestire dimostra di essere incapace o peggio corrotto.
Comunque potete immaginare l'alzata di scudi degli addetti ai lavori, che sono innumerevoli e non tutti nella pubblica amministrazione, per la perdita di posizioni dominanti e di rendita che oggi detengono, ma se su 10 persone solo 2 creano ricchezza reale qualcosa vorrà pur dire.
In fondo credo che il vero significato del discorso del ministro, sia, oltre che dare un po' di ottimismo, di avvisare, chi di dovere, che se si mantenessero le difficoltà al Governo, che è il DIRE, nel poter FARE per il POPOLO quello che è necessario, la CLASSE DEI PRIVILEGIATI (che è il MARE, lascio a voi immaginare chi siano), saranno costretti ad azzannarsi tra loro, poiché il gregge si assottiglia sempre più.
VITTORIO

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Postato da Anonimo in ML NEWS alle 17:28:00

La frode dei bankster ha spinto 100 milioni di persone nella povertà, uccidendone molte


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La frode dei bankster ha spinto 100 milioni di persone nella povertà, uccidendone molte

WashingtonsBlog

Stiamo assistendo ad un Olocausto finanziario provocato dai Banksters ... che sta causando molti morti

bankstersLa frode ha causato la Grande Depressione e la crisi finanziaria, e l'economia non si riprenderà fino a quando la frode continuerà.

La frode è il modello di business adottato dalle banche giganti. Vedi questo.

L'amministrazione Obama ha reso politica ufficiale non perseguire le frodi. Infatti, i "cani da guardia" in DC sono così corrotti che vengono  comprati con la stessa facilità di un poliziotto in una repubblica delle banane del terzo mondo.

I portavoce di Wall Street e DC fanno finta che le frodi finanziarie (



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Acqua, la mappa delle riserve a rischio. Nature: “Consumo ormai insostenibile”


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Acqua, la mappa delle riserve a rischio. Nature: "Consumo ormai insostenibile"

È l'elemento cui si associa l'esistenza stessa della vita. Ma rischia di trasformarsi, al pari di petrolio, terrorismo e proliferazione delle armi nucleari, in causa di conflitti e morte. La domanda di acqua è diventata sempre più insostenibile in molte zone del pianeta. La conferma arriva dalle pagine della rivista Nature, grazie a un team d'idrogeologi canadesi della McGill University di Montreal. Nel loro studio gli scienziati hanno calcolato che più di un quinto della popolazione mondiale vive in zone in cui il consumo di acqua, soprattutto per attività agricole, è ormai più veloce della capacità del pianeta di rigenerarne le riserve. Riserve che spesso non rispettano i confini tra gli stati e rischiano, pertanto, di diventare oggetto di accesi contrasti tra i paesi interessati al loro sfruttamento. Per questo in molti documenti d'intelligence che illustrano gli scenari geopolitici più pericolosi per il futuro del pianeta, "l'oro blu" acquista sempre più un posto di rilievo. 

"L'uso eccessivo delle riserve idriche del pianeta può portare a una drastica riduzione dell'acqua disponibile sia per dissetare le popolazioni sia per i raccolti che forniscono il cibo necessario al loro sostentamento", afferma su Nature Tom Gleeson, idrogeologo a capo del gruppo di ricerca canadese. A conferma dell'allarme lanciato dagli scienziati, il recente rapporto dell'Unesco dal titolo "La gestione dell'acqua in condizioni d'incertezza e di rischio", sottolinea che "India, Cina e Stati Uniti da sole utilizzano un terzo dell'acqua adoperata ogni anno nel pianeta". E la stessa Fao - l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura – stima che per sfamare una persona servono attualmente dai duemila ai cinquemila litri d'acqua al giorno. 

Nella storia dell'umanità lo sviluppo delle civiltà è sempre dipeso dalla capacità dell'uomo d'incanalare e utilizzare le riserve d'acqua accumulate nel sottosuolo in migliaia di anni. Riserve preziose per dissetare le popolazioni, irrigare i raccolti e consentire lo sviluppo degli ecosistemi. Tutto questo, però, in futuro potrebbe essere a rischio. L'Onu stima che "la popolazione mondiale toccherà i nove miliardi nel 2050 e il bisogno di acqua per i soli processi di produzione di combustibile s'innalzerà del 50 per cento ". Ricorrendo a modelli idrologici e confrontandoli con i dati sui consumi agricoli – pari al 70 per cento del totale, secondo le Nazioni Unite – gli studiosi canadesi sono riusciti a disegnare una mappa globale del rischio per circa ottocento riserve acquifere del pianeta. Le zone sotto stress sono spesso le più popolose e desertiche. Comprendono il bacino del Nilo, le cui preziose acque, che hanno reso grande il regno dei faraoni, sono contese ormai da dieci paesi oltre l...



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L'aritmetica dei 2mila miliardi di interessi


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L'aritmetica dei 2mila miliardi di interessi

Questo qui sotto è un intervento (tra i tanti) di gente apparentemente intelligente e istruita che ha un blocco emotivo all'idea che lo stato NON si debba indebitare ogni anno, pagando quindi poi inte ...


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Pedicini. I luoghi della memoria

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“Arduino Sacco è un editore che non chiede contributi agli autori e che non gode di finanziamenti pubblici”, recita il sito Internet della casa editrice - spartano ma efficace - che denota una struttura ai limiti dell’amatoriale, ma ben venga in questi tempi grami dove tutti si spacciano per professionisti della letteratura.
Viva l’underground, che forse sarà la nostra salvezza!

La T Shirt di MICHELE NISTA

In 2011 scomparsi 9 mila ristoranti

Erano quelli sempre pieni che dimostravano che la crisi non esisteva....   ;-)

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In 2011 scomparsi 9 mila ristoranti

Crisi non risparmia le imprese dei giovani


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Crisi Europea: la Finlandia si schiera con la Germania contro la licenza bancaria al fondo salva-stati


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Crisi Europea: la Finlandia si schiera con la Germania contro la licenza bancaria al fondo salva-stati

In un' intervista al Der Spiegel, il premier finlandese Jyrki Katainen lancia il monito agli altri paesi dell' Unione Europea: "Noi siamo contrari perchè una licenza bancaria significherebbe che non c'e' piu' nessun limite. Cio' farebbe solo impennare in maniera cosi' elevata la pressione che gli aiuti non risulterebbero piu' credibili. Non credo che si possa risolvere la crisi con semplici trucchi". All' Eurotower fa notare che in passato gli acquisti dei titoli di stato dei paesi a rischio, ha portato solo a tamponare per breve tempo la situazione.

Continua il premier: "Io sono per l'unita' dell'Europa, ma e' naturale che Paesi con interessi simili parlino tra loro. Siamo molto preoccupati per il fatto che i soldi destinati al salvataggio dell'euro vengano impiegati in maniera inefficiente. L'ho detto anche al signor Monti, ma non so se ha capito. In ogni caso conosce il nostro punto di vista". Per l' Italia il messaggio/consiglio della Finlandia è che il Belpaese invece di vendere i gioielli di famiglia, potrebbe usarli a garanzia dei bond governativi.
"Al momento dovrebbe essere privo di interesse per i Paesi in difficolta' vendere le partecipazioni dello Stato, con i prezzi che sono cosi' bassi. Queste partecipazioni potrebbero invece essere utilizzate per garantire i titoli da vendere sul mercato. Noi abbiamo utilizzato le proprieta' patrimoniali dello Stato come pegno, riuscendo a ridurre sensibilmente gli interessi e in breve tempo siamo riusciti a risparmiare il 10% del nostro Pil.
Questa esperienza decisiva non la dimenticheremo mai".fonte


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Il minisitro Grilli: “No alla patrimoniale. Evitare aumento Iva e ridurre tasse”


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Il minisitro Grilli: "No alla patrimoniale. Evitare aumento Iva e ridurre tasse"

"La patrimoniale non appartiene al mio vocabolario. Il governo, con l'Imu e i bolli sulle rendite finanziarie ha già fatto passi importanti per riequilibrare il prelievo". Il ministro dell'Economia Vittorio Grilli disegna così – in una intervista a Repubblica – i prossimi passi dell'esecutivo guidato da Mario Monti: no alla patrimoniale, no ad aiuti della Bce e "tasse che caleranno presto". Per il ministro, molto di ciò che accadrà nei prossimi messi passa dalle decisioni dell'Europa, in un "Occidente che non più permettersi il lusso di imporre con i suoi modi e i suoi tempi lo sviluppo del pianeta". Per questo, dice, il cambiamento delle isituzioni della moneta unica "deve avvenire in fretta, e i tempi li dettano i mercati, che non vanno demonizzati". Perché, dice, "una economia moderna non può farne a meno". Grilli giudica "positive" le risposte date fino ad ora dal Consiglio d'Europa e dalla Bce, anche se "la metabolizzazione delle scelte fatte richiede tempo". 

Quanto allo spread, dice il numero uno di Via XX Settembre, quello italiano riflette "una doppia componente: una esterna (la sfiducia sull'euro, in questo momento preponderante) e una interna". "Io non credo – dice il ministro – che esista una 'caso Italia'. E se esiste, negli ultimi mesi si è sicuramente ridimensionato grazie all'azione di questo governo". Insomma, Grilli difende l'operato di Monti, anche alla luce delle polemiche sulle affermazione che vorrebbero il differenziale a 1200 se a guidare il Paese fosse ancora Berlusconi. 

Nel futuro dell'Italia, in ogni caso non ci sono gli aiuti della Banca centrale: "L'Italia oggi è tra i paesi più virtuosi del mondo e sicuramente d'Europa. Dunque non ci serve alcun aiuto per ripianare il deficit. L'unica cosa che ci serve è un po' di tranquillità da parte dei mercati". Nonostante i dati sul Pil, Grilli rimane convinto che in autunno non ci sarà alcuna nuova manovra: "Sarebbe un errore: se varassimo una manovra per ridurre il deficit nominale non faremmo altro che deprimere ulteriormente un'economia già in recessione". Meglio, invece, un "percorso di rientro dell'1% del Pil all'anno" che ruota "intorno a un programma pluriennale di dismissioni pubbliche, soprattutto sul fronte immobiliare", da sommare all'opera di risparmio derivata dal pareggio di bilancio. In tutto, dice il ministro, anche in caso di ipotesi "molto prudenti" sulla crescita del Paese, in cinque anni si potrebbe ridurre il debito pubblico del 20% circa. 

E la crescita? Intanto il governo si pone l'obiettivo di "eliminare l'aumento dell'Iva in modo permanente" per poi "ridurre il carico fiscale", considerato una priorità. Il lavoro sul "Pil potenziale", non va invece "confuso" con la congiuntura negativa. Insomma, dice Grilli, l'esecutivo è "intervenuto eccome" sullo sviluppo, ma quelli che regolano la crescita "sono processi lenti che producono risultati...



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LO SMEMORATO CHE HA PERSO UNA GENERAZIONE


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LO SMEMORATO CHE HA PERSO UNA GENERAZIONE



DI ALESSANDRO ROBECCHI

ilmanifesto.it

A tutti è capitato di perdere gli occhiali da sole, le chiavi di casa, persino il telefono. Ma di perdere una generazione non era fin qui successo a nessuno, e nemmeno di ammetterlo come ha fatto Mario Monti parlando espressamente di "generazione perduta". I trenta-quarantenni (e quindi ben più di una generazione, almeno due) sarebbero perduti forever. Più o meno una decina di milioni di persone, il cui essere "perdute" significa lavorare una vita senza garanzie, saltare da un contrattino all'altro, e raggiungere alla fine una pensione da fame che farà sembrare l'attuale "minima" uno strabiliante privilegio. Perdutii!


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Ignoranza rinnovabile


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Ignoranza rinnovabile


Di Herman Daly

Da The Daly News. Traduzione di Massimiliano Rupalti 


Siamo nati tutti ignoranti come capre. Dopo aver accumulato una vita di conoscenza, tutti moriamo tempestivamente. Bambini ignoranti prendono i posto di vecchi 'imparati'. La conoscenza è una risorsa esauribile. Sì, librerie e banche dati sono in aumento, ma la conoscenza, alla fine, deve stare nella testa delle persone vive per essere efficacie ed evolvere. Libri non letti, video non visti e hard drive spenti sono inerti.

Come Sisifo, spingiamo la pietra sulla collina solo perché rotoli giù di nuovo. Il progresso non è completamente illusorio. Tuttavia, fa 3 passi in avanti seguiti da 2 e mezzo indietro. Le generazioni successive ripetono gli errori precedenti. E ne inventano anche di nuovi. Ogni soluzione ad un dato errore viene normalmente dimenticata entro 2 o 3 generazioni e le dobbiamo imparare di nuovo. Ma non è tutto male, dopotutto i bambini sono deliziosi e i vecchi sono scontrosi, quindi l'ignoranza è una benedizione. La vita è di più della sola conoscenza. L'aspettativa di vita è aumentata, quindi i vecchi sanno di più quando muoino, lasciando ai bambini ancora di più da imparare.

Un massiccio trasferimento di conoscenza ad ogni generazione è un'inevitabile necessità e questo trasferimento non è automatico. Richiede due decisioni: i vecchi devono decidere quale conoscenza vale la pena di insegnare e i giovani devono decidere quale vale la pena di imparare. Alcune conoscenze passano entrambi i filtri e diventano la base per condurre il futuro e per nuove scoperte. Altre conoscenze non riescono a passare uno o entrambi i filtri e vanno perdute. Proprio come il mondo sta sempre a un raccolto mancato dalla fame di massa, allo stesso modo sta ad un trasferimento generazionale dall'ignoranza di massa.

Cosa sappiamo di questi due filtri generazionali della conoscenza? Cosa lasciano passare e cosa trattengono?Non conosco davvero la risposta, ma ho un'ipotesi, presa dalle riflessioni di  E.F. Schumacher su Tommaso D'Aquino e René Descartes. D'Aquino diceva che anche la conoscenza incerta delle cose più alte merita più della conoscenza certa delle cose infime. Al contrario, Descartes credeva che solo la conoscenza che h...


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Intrappolati nel debito


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Intrappolati nel debito






 


 


di John Butler1


 


Nell'Ottobre 2010, ho scritto una relazione intitolata Guess What's Coming to Dinner: Inflation! su Amphora Report nella quale sostenevo che prezzi più elevati delle materie prime agricole avrebbero contribuito ad aumentare i prezzi al consumo nei mesi successivi. Certo, c'è stato un aumento materiale del CPI degli Stati Uniti e di quello di molti altri paesi negli ultimi mesi del 2010 e nella prima metà del 2011. Sia nel 2007-08 che nel 2010-11 le impennate dei prezzi alimentari ed i successivi aumenti del tasso CPI degli Stati Uniti possono essere visti nel grafico seguente:

 






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Irpef, la nuova stangata sanitaria costerà da 120 a 360 euro in più


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Irpef, la nuova stangata sanitaria costerà da 120 a 360 euro in più

Ecco che ne arriva un'altra. La grandinata di nuove tasse e addizionali sembra davvero senza fine. Questa volta nel mirino ci sono i contribuenti delle regioni in deficit sanitario che già oggi pagano un obolo aggiuntivo per far quadrare i conti delle loro amministrazioni, ma che dal 2013 potrebbero essere chiamati ad uno sforzo ancora maggiore. Oggi la tassazione Irpef è strutturata in questo modo: 1,23% di aliquota base (alzata dal precedente 0,9% con il decreto "Salva-Italia") a cui si somma un'aliquota regionale che può arrivare fino allo 0,5 per cento. Nelle regioni che devono ripianare buchi della spesa sanitaria questa aliquota potrà ora salire fino all'1,1% portando il prelievo totale al 2,33% del reddito .

Ma non finisce qui perché già oggi quando i piani di rientro dal deficit non sono sufficienti scattano aumenti automatici delle aliquote, che con il nuovo regime, potranno così raggiungere il 2,63 per cento. Salvo miracoli nel 2013 un aumento dell'Irpef più o meno consistente interesserà otto regioni: Piemonte, Lazio, Abruzzo, Sicilia, Campania, Calabria, Molise e la Puglia, (il cui bilancio è stato impugnato due giorni fa dal governo). Potenzialmente stiamo parlando di 18 milioni di contribuenti su un totale nazionale di 41 milioni. In realtà la misura non dovrebbe interessare i redditi al di sotto dei 15mila euro lordi annui risparmiando così quasi la metà dei cittadini. E' necessario però usare un prudente condizionale perché il governo non ha ancora varato il regolamento, atteso da oltre un anno, per rendere operativa l'esenzione a favore dei meno abbienti.

Vediamo alcune cifre e proviamo a quantificare quello che potrebbe essere l'aggravio di spesa per i cittadini. Già oggi le otto regioni interessate applicano aliquote superiori a quelle degli altri enti. Il prelievo è all'1,73% in Abruzzo, Lazio, Sicilia, Piemonte e Puglia, con le ultime due che applicano aliquote inferiori ai redditi più bassi. In Campania, Calabria e Molise, dove sono in vigore anche gli incrementi automatici anti-deficit, si sale invece al 2,03 per cento.

Nelle prime cinque regioni se il prelievo salisse fino al 2,33% un contribuente con reddito di 20mila euro annui si troverebbe a dover pagare 120 euro in più (da 346 a 466 euro). Con 40mila euro di reddito dovrebbe invece versare 932 euro contro i 692 attuali (+240). Il prelievo per chi guadagna 60mila euro l'anno passerebbe infine da 1.038 a 1398 euro (+360). In Campania, Calabria e Molise è possibile che l'anno prossimo il prelievo possa salire fino al 2,63 per cento. In tal caso con un reddito di 20mila euro, il versamento passerebbe da 406 a 526 euro (+ 120), con 40mila euro da 812 a 1052 (+ 240) e con 60mila da 1.218 a 1.578 euro...



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Tasso di Sostenibilita’ e Parassitismo 2011 (deficit gemelli…): confronti mondiali, nazione per nazione


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Tasso di Sostenibilita' e Parassitismo 2011 (deficit gemelli…): confronti mondiali, nazione per nazione

Avete sentito spesso parlare di DEFICIT GEMELLI nei quotidiani, media, etc. negli ultimi anni, generalmente con riferimento agli USA


Ebbene in questo post parliamo esattamente di questo, e vogliamo dare ai lettori di RISCHIO CALCOLATO un indicatore inedito, il TASSO DI SOSTENIBILITA' E PARASSITISMO, che e' pari alla somma del CONTO CORRENTE DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI  e del DEFICIT PUBBLICO. In sintesi e' un'indicatore che da' l'idea di quanto in una nazione, Stato, Imprese e Cittadini dilapidano risorse prese a prestito, o dall'estero, o delle generazioni a venire (oppure, se il tasso e' positivo, risparmino per i figli e diano credito all'estero)…. in sintesi e' la trasposizione quantitativa cumulata dei famosi deficit gemelli, applicata non solo agli USA, ma alle nazioni principali del mondo.


Non mi dilungo a descrivere cosa sia il DEFICIT PUBBLICO, casa nota ai lettori (indice di quanto uno Stato prenda a prestito per finanziare eccedenze di spese attuali, e che verranno prevedibilmente pagate nel futuro), e rammento il significato di CONTO CORRENTE DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI : Il conto corrente della bilancia dei pagamenti fornisce informazioni non soltanto sugli scambi internazionali di merci (normalmente per grandi categorie merceologiche), ma anche sugli scambi internazionali di servizi, sui redditi e sui trasferimenti correnti. Per tutte queste operazioni, la bilancia dei pagamenti registra il valore dei crediti (esportazioni) e dei debiti (importazioni). Un saldo negativo – disavanzo di conto corrente – indica che un paese spende all'estero più di quanto guadagna dalle operazioni con altre economie ed è pertanto debitore netto nei confronti del resto del mondo. Il conto corrente mette in luce la posizione economica di un paese rispetto agli altri paesi, registrando tutte le operazioni che intervengono tra unità residenti e non residenti.


 


2011 tasso sostenibilita1 Tasso di Sostenibilita e Parassitismo 2011 (deficit gemelli...): confronti mondiali, nazione per nazione


 


Come potete notare, tra le nazioni avanzate, gli USA sono a -15,8%, Giappone a -6,9% e UE a 27 a -4,7%. In sintesi gli States sono in una situazio...



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La Francia si prepara ad evacuare i suoi cittadini da Israele.


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La Francia si prepara ad evacuare i suoi cittadini da Israele.

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di Corrado Belli

Continua da parte dei paesi occidentali il terrore psicologico nei confronti dei loro cittadini e dell'Iran. Non passa giorno in cui si legge sui giornali che Israele con l'appoggio degli USA attaccheranno lo stato iraniano  sempre per  causa della sua Politica nell'andare avanti con il nucleare, tutti sanno che l'Iran non ha intenzione di costruire l'atomica, ma il suo programma nucleare si basa esclusivamente per scopi civili interni.


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Il costo della benzina ...


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Il costo della benzina ...

Il 58% di tasse sul costo di un litro di benzina ... a questo dato aggiungeteci che i cittadini Italiani percepiscono uno degli stipendi più bassi (23° posto su 30 nazioni - dati Ocse) dell'intera Unione Europea ...  e poi ci chiediamo perchè la benzina sta diventando una vera piaga per le tasche degli Italiani?









Infografica di Yahoo! e Linkiesta a cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini.












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Beppe Grillo: “Un referendum per l’euro e la ristrutturazione del debito”


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Beppe Grillo: "Un referendum per l'euro e la ristrutturazione del debito"

"Un referendum sull'euro e sulla ristrutturazione del nostro debito è sempre più necessario. Ci vediamo in Parlamento (nonostante Napolitano). Sarà un piacere". Così scrive Beppe Grillo sul suo blog in un post pubblicato oggi. "Rigor Montis (Mario Monti, ndr) – scrive il (non) leader del movimento 5 stelle – ha dichiarato al Wall Street Journal: 'Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1.200′. Ha chiarito che lo spread non dipende, e non dipendeva, dalla salute economica dell'Italia. E' un fenomeno esogeno. Da novembre 2011, il nuovo governo, installato con un colpettino di Stato, con Monti senatore a vita la sera e presidente del Consiglio il giorno dopo, ha ottenuto una caduta verticale del disastro lasciato da Berlusconi. Non si pensava fosse possibile, ma i tecnici ci sono riusciti. E' esplosa la disoccupazione, il Pil è negativo, le imprese chiudono a centinaia di migliaia, i tagli ai servizi sociali sono materia di decreto quotidiano, le tasse divorano i redditi. L'Italia è in ginocchio – scrive Grillo – Il debito pubblico aumenta con la stessa velocità di quando c'era Tremorti".

"Lo spread, con questa situazione pre Grecia, dovrebbe essere almeno a 1.000, invece – dice – è sotto controllo (si fa per dire) intorno a quota 500. Chi lo tiene sotto controllo? Chi lo faceva salire? Che il Paese sia fallito non ci piove, che lo fosse prima di Rigor Montis neppure. Il governo tecnico si sta muovendo però come un curatore fallimentare chiamato dai debitori per garantire la loro libbra di carne. E i debitori sono i Paesi che possedevano il 50% dei titoli italiani nel 2011, mille miliardi di euro: 500 la Francia, circa 200 la Germania". "Sarà necessario vendere pezzi dello Stato, di grandi imprese ancora in mani italiane. Un'asta europea per tenere basso lo spread. Ma questo che c'entra con il il rilancio della nostra economia?". Di qui la richiesta di un referendum.



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Tasse alla fonte, quando lo Stato è peggio di un rapinatore


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Tasse alla fonte, quando lo Stato è peggio di un rapinatore

di CRISTIAN MERLO


Vi è, tra le tante ma forse più delle altre, una tematica che, se da un lato, è sempre di stretta attualità, dall'altro, e da sempre, riveste il carattere della burletta all'italiana. Ovvero, una questione di cui si parla, di cui si discute, per cui si intavolano dibattiti e si propongono provvedimenti di abrogazione, ma che alla fine … è sempre lì, inamovibile, perché, come è nella migliore tradizione di questo sventurato paese di gattopardi, all'apparenza  "tutto deve cambiare perché nulla cambi……". Di cosa stiamo parlando?


Dell'abolizione della figura del sostituto d'imposta, per quanto riguarda, in particolar modo, le ritenute applicate alla fonte sui frutti del lavoro del lavoratore dipendente (del solo settore produttivo di mercato ovviamente, altrimenti saremmo costretti a parlare di una mera partita di giro contabile), che devono essere obbligatoriamente e  generosamente collettate e veicolate nelle casse dell'erario, da parte del suo datore di lavoro. Trattasi, inequivocabilmente, di un meccanismo impositivo tanto schiavistico ed arbitrario, almeno quanto torbido ed immorale. Per quali motivi? Semplice. Da un lato, il datore di lavoro è coercitivamente obbligato, gratis et amore dei, ad assolvere un'attività che non gli è propria, trasformandosi, suo malgrado, in un vero e proprio gabelliere per conto dello Stato. Come ha lucidamente puntualizzato Leonardo Facco, "a fronte di un impegno costoso, sia in termini di tempo che di denaro, il soggetto sostituto d'imposta è costretto a lavorare gratuitamente! Senza alcuna esagerazione si può chiaramente parlare di schiavismo a tutti gli effetti! Alzi la mano chi di voi lavorerebbe gratis perché costretto".


D'altro canto, il contribuente effettivo, in questo caso il lavoratore dipendente, sconta delle conseguenze esiziali e devastanti: prendendo a prestito ancora le parole di Facco, non solo "i lavoratori dipendenti vengono tassati prima ancora di ricevere un qualsiasi servizio", ma "spogliandoli alla fonte essi non si rendono realmente conto di quanto ammontino le gabelle nei loro confronti". Il ricorso a un meccanismo impositivo così machiavellico e capzioso, di fatto, non solo permette di blandire il lavoratore, il quale non può, in tal modo, rendersi effettivamente conto di quanto abbia dovuto cedere, in via preventiva, per ottenere dei beni e dei servizi che, a prescindere dalla qualità e dalla reale utilità della fornitura, stima invece di avere acquisito in via del tutto gratuita: in ciò sbagliando clamorosamente.


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Spread quota 1200


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Spread quota 1200

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Rigor Montis, giorni fa, ha dichiarato al Wall Street Journal, punto di riferimento dell'informazione economica americana "Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1.200 o qualcosa di simile".Con questa affermazione ha chiarito che lo spread non dipende, e non dipendeva, dalla salute economica dell'Italia. E' un fenomeno esogeno. Da novembre 2011, il nuovo governo, installato con un colpettino di Stato, con Monti senatore a vita la sera e presidente del Consiglio il giorno dopo, ha ottenuto una caduta verticale del disastro lasciato da Berlusconi. Non si pensava fosse possibile, ma i tecnici ci sono riusciti. E' esplosa la disoccupazione, il PIL è negativo (quasi -3 per cento), le imprese chiudono a centinaia di migliaia, i tagli ai servizi sociali sono materia di decreto quotidiano, le tasse divorano i redditi. L'Italia è in ginocchio. Lo stesso debito pubblico aumenta con la stessa velocità di quando c'era Tremorti, circa 100 miliardi all'anno. Lo spread, con questa situazione pre Grecia, dovrebbe essere almeno a 1.000, invece è sotto controllo (si fa per dire) intorno a quota 500. Chi lo tiene sotto controllo? Chi lo faceva salire?
Che il Paese sia fallito non ci piove, che lo fosse prima di Rigor Montis neppure. Il governo tecnico si sta muovendo però come un curatore fallimentare chiamato dai debitori per garantire la loro libbra di carne. E i debitori sono i Paesi che possedevano il 50% dei titoli italiani nel 2011, mille miliardi di euro: 500 la Francia, circa 200 la Germania. Se un anno fa saltava l'Italia, saltavano anche l'euro e la Francia. Quest'ultima si trovava inoltre, a causa dei referendum, a non poter far più cassa con sette centrali nucleari nel nostro Paese e l'acquisizione della gestione dell'acqua italiana attraverso Veolia e Suez. Un debito (di altri) spaventoso sul gobbo e la scomparsa di affari per centinaia di miliardi. Era necessario prendere tempo e ridurre il rischio. Nel 2012 la BCE ha destinato 1.000 miliardi di euro alle banche. Quelle italiane hanno comprato titoli su titoli di Stato dall'estero, strangolando allo stesso tempo le imprese che non hanno ricevuto un euro. Ci siamo ricomprati (in parte) il nostro debito pubblico e oggi i titoli all'estero sono scesi a circa il 35% del totale. Non basta. Sarà necessario vendere pezzi dello Stato, di grandi imprese ancora in mani italia...



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Gdf: 41 milioni sequestrati alle frontiere. Caspita che ridere…


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Gdf: 41 milioni sequestrati alle frontiere. Caspita che ridere…

di TONTOLO


Oltre 41 milioni di euro di valuta sequestrata dalla Guardia di finanza fra gennaio e luglio 2012 alle frontiere, in aeroporti e porti, in 2.638 interventi. L'incremento è del 78% rispetto ai primi 7 mesi del 2011 quando erano stati sequestrati 23,2 milioni in 2278 interventi. Sequestrati anche 88 kg d'oro e 570 d'argento (45 e 179 nel 2011).


Caspita, devono aver lavorato sodo le fiamme gialle per portare a casa 'sto po' po' di risultati. Chissà se l'anno precedente avevano battuto un po' la fiacca, oppure gli italiani nel 2011 erano meno propensi ad andarsene all'estero con cospicue provviste.


Poi faccio un po' mente locale e penso: 41 milioni sono un'inezia, se pensate che gli spagnoli in tre mesi di terrore sulle sorti del loro paese hanno tolto dalle loro banche qualcosa come oltre 50 miliardi di euro. E c'è da credere che gli italiani abbiano fatto altrettanto se non di più. D'altra parte gli ultimi dati dei depositi nelle banche svizzere hanno toccato di recente ogni record. Anche se in vista dell'accordo fra Italia e Svizzera sulla tassazione probabile del 25% dei capitali dovranno cominciare a farli transitare altrove.


E allora a fronte di cifre stratosferiche in ballo 41 milioni sequestrati fanno ridere, ma tutti i tg e tutti i gornali in carenza di notizie e di capacità critica, giù a elogiare e a titolare. Ma andate tutti in quel posto. E cari concittadini, via, i soldi che avete fateli sparire al più presto.


 



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Crisi:boom disoccupati con laurea, +41%


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Crisi:boom disoccupati con laurea, +41%

Dati Istat sul primo trimestre 2012, record dal 2004


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Uno squarcio sull'ala del Boeing e il messaggio «Ne siamo a conoscenza» ...


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Uno squarcio sull'ala del Boeing e il messaggio «Ne siamo a conoscenza» ...








Questa l'immagine scattata da uno dei finestrini del Boeing 737 dell' Air Alaska, con sopra scritto il messaggio con un pennarello: «We know about this», cioè «ne siamo a conoscenza» ...









Via Corriere della Sera - Cnn - Reddit



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C’è qualcuno in Grecia?


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C'è qualcuno in Grecia?

La domanda non è solo rivolta ad amici e lettori per sapere le loro impressioni, ma è una garbata critica a quei greci che forse avrebbero la possibilità per fare qualcosa, per farsi sentire di più. Mentre scrivo sono da sei giorni in giro nel Peloponneso, e non ho visto praticamente nulla che dica qualcosa su una alternativa alla crisi e alla sua gestione. Ho visto la zuccheriera in un albergo di Kiparissia, come a vecchi tempi al posto dello spreco di zucchero e di carta costituito dalle bustine, ma non credo proprio che sia qualcosa di inventato durante la crisi per ridurre gli sprechi.

In compenso ho visto, come al solito luci accese inutilmente per tutta la notte e fino all'alba, luci che impediscono non solo di vedere le stelle (cadenti) ma persino di vedere bene le luci lontane, che come è noto son più suggestive di quelle vicine.. Certo, bisogna evitare la presunzione. Come si fa a giudicare un paese in 6 giorni di viaggio e senza capire la lingua? Qualcosa si capisce, ed è legata alla straordinaria ricchezza delle risorse naturali e delle vestigia storiche, alla pulizia dei luoghi e alla relativa – rispetto ad altri paesi mediterranei – sobrietà delle costruzioni. La Grecia ha delle vecchie buone carte e se le sa anche giocare: la famiglia, i paesi, molta acqua, gli emigranti che tornano. Ma proprio perché alla Grecia ci teniamo, e molto, ci aspetteremmo che l'avamposto della crisi sia anche la culla e la fucina di un'alternativa. O perlomeno che sia un paese dal quale arrivano segnali, messaggi, prove.  

Certo ci sono stati risultati elettorali combattutti, c'è stata l'ascesa di un nuovo partito che ora egemonizza l'opposizione, ci sono state proteste clamorose ad Atene. Ma i segnali che cerco finora invano sono quelli di società civile e di economie alternative, o perlomeno… qualcosa in Internet per i turisti. Per uscire da questa crisi occorrono generosità e capacità d'invenzione, e non basta una se non c'è l'altra. Naturalmente questa osservazione vale anche per l'Italia, non abbiamo da insegnare alla Grecia. Difatti vorrei imparare. Ma c'è qualcuno in Grecia?



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Bilancio dello Stato

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l bilancio dello Stato è una cosa molto complessa, ma sta all’interno di uno schema relativamente semplice.
Ecco i dati del 2010 (il 2011 non è ancora disponibile sul sito della Ragioneria dello Stato): entrate 504 miliardi di euro (circa l’88% sono costituite da entrate tributarie), uscite 450 miliardi, utile primario 54 miliardi, interessi p