13/08/12

LA LUSSUOSA VILLA DI MICHELE NISTA


FONDO SALVA-STATI/ Nuovo stop, la decisione della Germania potrebbe slittare oltre il 12 settembre

FONDO SALVA-STATI/ Nuovo stop, la decisione della Germania potrebbe slittare oltre il 12 settembre: Per via di una nuova causa pendente, la decisione della corte costituzionale tedesca sulla legittimità del fondo salva-stati e del Fiscal Compact potrebbe slittare ben oltre il 12 settembre

(Pubblicato il Mon, 13 Aug 2012 20:24:00 GMT)

Curare un malato di tumore con l'aspirina: Il BAU del Governo Monti

Curare un malato di tumore con l'aspirina: Il BAU del Governo Monti: Di Toufic El Asmar











Aspirina annerita





A quanto pare i ministri Passera e Grilli hanno scovato le soluzioni per riportare la "crescita" in Italia. Vediamo in brevissimo quali sono questi piani:




Sul Piano energetico, secondo La Repubblica di stamattina: Passera è convinto che il suo piano rimetterebbe in moto l'intera economia Italiana.




- Alzare la produzione petrolifera nazionale fino a raggiungere il 20% della domanda, mediante la revisione dei limiti che tengono le trivelle oltre le 12 miglia marine dalle coste italiane. 




- Via libera agli investimenti sul gas, con la realizzazione di progetti di metanodotti dall'Algeria e forte sostegno al "corridoio Sud" nell'Adriatico,




- Portare avanti e completare i progetti di 4 rigassificatori approvati o.......................


Beve caffè nel suo bar senza farsi lo scontrino: multato

Beve caffè nel suo bar senza farsi lo scontrino: multato:


di REDAZIONE

Sabato mattina di buon’ora, come è solito fare soprattutto nel periodo estivo, Renato Cane è entrato nel bar nel quale lavora come barista e si è messo dietro al banco. Dopo aver servito il primo cliente della giornata si era fatto un caffè. In quel momento non sapeva ancora, non poteva saperlo, che la brioche con cui voleva integrare l’apporto calorico della caffeina gli sarebbe costata 500 euro.

Il destino, sotto forma di due militari in borghese della guardia di finanza, lo aspettava all’uscita di uno dei vicoletti che danno su piazza Matteotti, ad Albisola Superiore. La piazzetta del “Pilar”, il locale per cui Cane lavora come dipendente da un....................

OGGI LUNEDI 13 AGOSTO SI E’ CONCLUSA LA PRIMA FASE DELL’ERA MONTI E DEL “MONTISMO” Analisi disincantata dei risultati raggiunti e dei pericoli insiti nella fase 2 (fino alla fine della legislatura) E FASE 3 (DEFINITIVO AZZERAMENTO DI QUALUNQUE VOCE ALTERNATIVA) I PERICOLI DEL NUOVO VENTENNIO PROSSIMO VENTURO

OGGI LUNEDI 13 AGOSTO SI E’ CONCLUSA LA PRIMA FASE DELL’ERA MONTI E DEL “MONTISMO” Analisi disincantata dei risultati raggiunti e dei pericoli insiti nella fase 2 (fino alla fine della legislatura) E FASE 3 (DEFINITIVO AZZERAMENTO DI QUALUNQUE VOCE ALTERNATIVA) I PERICOLI DEL NUOVO VENTENNIO PROSSIMO VENTURO:



joe black6 150x150 OGGI LUNEDI 13 AGOSTO SI E’ CONCLUSA LA PRIMA FASE DELL’ERA MONTI E DEL “MONTISMO” Analisi disincantata dei risultati raggiunti e dei pericoli insiti nella fase 2 (fino alla fine della legislatura) E FASE 3 (DEFINITIVO AZZERAMENTO DI QUALUNQUE VOCE ALTERNATIVA) I PERICOLI DEL NUOVO VENTENNIO PROSSIMO VENTURO





OGGI LUNEDI 13 AGOSTO SI E’ CONCLUSA LA PRIMA FASE DELL’ERA MONTI. Analisi disincantata dei risultati raggiunti e dei pericoli insiti nella fase 2 (fino alla fine della legislatura) E FASE 3 (DEFINITIVO AZZERAMENTO DI QUALUNQUE VOCE ALTERNATIVA);

I PERICOLI DEL “MONTISMO” E DEL VENTENNIO PROSSIMO VENTURO

Maia1 che si toccavano 330x300 OGGI LUNEDI 13 AGOSTO SI E’ CONCLUSA LA PRIMA FASE DELL’ERA MONTI E DEL “MONTISMO” Analisi disincantata dei risultati raggiunti e dei pericoli insiti nella fase 2 (fino alla fine della legislatura) E FASE 3 (DEFINITIVO AZZERAMENTO DI QUALUNQUE VOCE ALTERNATIVA) I PERICOLI DEL NUOVO VENTENNIO PROSSIMO VENTURO

Difficile gettare lo sguardo al di là delle proprie convinzioni più passionali e appassionate

per cercare di vedere OLTRE

con occhio disilluso  l’uomo Monti,

mario monti rilassato 490x294 OGGI LUNEDI 13 AGOSTO SI E’ CONCLUSA LA PRIMA FASE DELL’ERA MONTI E DEL “MONTISMO” Analisi disincantata dei risultati raggiunti e dei pericoli insiti nella fase 2 (fino alla fine della legislatura) E FASE 3 (DEFINITIVO AZZERAMENTO DI QUALUNQUE VOCE ALTERNATIVA) I PERICOLI DEL NUOVO VENTENNIO PROSSIMO VENTURO

ossia la sua azione depurata da facile ironia e semplice (e spesso giustissima) contestazione

per tentare di ............................

I DELIRI DI PASSERA

I DELIRI DI PASSERA:
DI MARIA RITA D’ORSOGNA

dorsogna.blogspot.it



Caro Signor Passera,



stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata.



Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro.



A seguito, "Passera Piano Energia: per mezzo punto di PIL, o per l'uscita dall'euro?" (Debora Billi,petrolio.blogosfere.it);

le macerie dell'economia italiana


-          le macerie dell’economia italiana   -
di Paolo De Gregorio, 13 agosto 2012

Siamo abituati a sentir parlare di economia in termini tecnici, incomprensibili, astrusi. Basta ricordare le surreali esternazioni di Tremonti che non si capiva nemmeno da solo, perdeva il filo, passava ad altro argomento, senza arrivare ad una qualsiasi conclusione.
Eppure negli ultimi 20 anni si sono manifestati fenomeni davanti agli occhi di tutti che hanno riscritto l’assetto economico del mondo, decretando vincitori e vinti.
Non misteriosi complotti di una Spectre internazionale che governa il mondo, ma il risultato di quella globalizzazione voluta da tutti  (destra e sinistra, capitalismo e comunismo), indicata come panacea universale, capace di portare benessere ovunque attraverso il diffondersi del “libero mercato”.

Ne vediamo gli effetti prodotti qui in Italia:
-con la “libera circolazione” del denaro, decine di migliaia di imprese hanno delocalizzato in altri paesi dove la manodopera costa di meno, dove ci sono meno regole per proteggere la salute dei lavoratori, dove si pagano meno tasse, dove c’è meno burocrazia. Questo è uno dei grandi fattori di recessione economica, di disoccupazione e di declino.
-Le grandi multinazionali, europee e americane, hanno comprato quasi tutti i pezzi pregiati della nostra economia (Stok-84, Cinzano, Campari, Algida, Knorr, Parlamat, BNL, Bertolli, Biancosarti, Aperol, Lagostina, Simmental, Gelati Motta, Lievito Bertolini, parte della FIAT, etc.etc,) e si accingono a comprare colossi come Finmeccanica ed ENI. Ciò è avvenuto perché i singoli capitalisti italiani hanno venduto e non per una strategia voluta né dalla Confindustria, né dalla politica.
Ciò ha dimostrato che la politica lascia fare al capitalismo e alla globalizzazione e non conta nulla nelle dinamiche economiche, e dunque quando parla di ripresa millanta un potere di intervento che non ha.
-Interi settori produttivi (specialmente tessile, cantieri navali) stanno chiudendo in Italia per la concorrenza di paesi emergenti quali la Cina e la Corea del Sud, e quando perdi un segmento di mercato è quasi impossibile riconquistarlo.
-La nostra economia è penalizzata e in declino anche per colpa di una politica governativa ottusa e poco lungimirante che ha tagliato i fondi per la ricerca scientifica e l’innovazione, che fa fuggire all’estero i nostri migliori cervelli che vanno a lavorare per i vincitori della globalizzazione, mentre miliardi di euro si trovano sempre per missioni militari all’estero condotte per gli interessi geo-strategici dei nostri “alleati”.
-Sulla economia  italiana pesa come un macigno il debito pubblico, ormai arrivato a quasi 2.000 miliardi di euro, che ci costa 100 miliardi di euro l’anno di interessi, e ci condanna ad un evidente declino, costretti a svendere il patrimonio pubblico ai paesi forti che ci tengono ricattati e sottoposti in ogni momento a disegni speculativi.
-Le banche, anche se rifinanziate dalla BCE, imbottite ancora di titoli tossici tipo i derivati, invece di prestare denaro a chi vuole fare impresa o comprare una casa, comprano buoni del Tesoro e speculano sulla crisi.

Non occorre essere dei cervelloni per capire che la nostra crisi è nella somma di questi fattori elencati, che sono fattori strutturali e non ciclici, e quindi esigono risposte e strategie antagoniste.
I vincitori della globalizzazione, cioè gli Stati che possiedono una struttura bancaria internazionale, possiedono le materie prime, hanno le più grandi multinazionali, hanno centinaia di milioni di operai a basso costo, fanno operazioni militari per controllare il flusso mondiale del petrolio, sono pronti a beneficiare della crisi di paesi deboli come il nostro, comprando tutto ciò che c’è da comprare dalle infrastrutture ai porti, alle compagnie elettriche, ai servizi pubblici, in un nuovo ciclo neo-colonialista.
Chi è a favore della globalizzazione deve accettare queste logiche e il nostro declino.
Paolo De Gregorio

A picco gli investimenti stranieri in Btp: -26% in un anno

A picco gli investimenti stranieri in Btp: -26% in un anno:

Mediobanca ha un bel dire che in Italia  investire in Btp è più remunerativo che fare impresa: non c’è tasso d’interesse allettante che tenga, sono sempre meno gli stranieri che credono nel Paese e ne acquistano i titoli di Stato. Il caso di Goldman Sachs, che ha recentemente venduto quasi tutti i titoli del Tesoro italiano che aveva in portafoglio, non è infatti isolato.

Numeri alla mano, infatti, secondo i dati della Banca d’Italia riferiti ad aprile in un anno il peso degli investitori stranieri sul debito italiano è crollato del 26% circa. Nel dettaglio via Nazionale rileva che...............

Il Grigiocrate Mario Monti. Opinioni a confronto…

Il Grigiocrate Mario Monti. Opinioni a confronto…: Gli articoli che seguono sono stati pubblicati venerdì scorso, 10 agosto, sul settimanale Altri. Per approfondimenti, si veda anche la recensione di Giorgio Ballario, postata sul Fondo: “Il Grigiocrate Mario Monti. Biografia non autorizzata“ La redazione UN GRIGIOCRATE AL SERVIZIO...



visita il sito o l'argomento rilevante per partecipare . a presto! miro renzaglia




La posizione di Vendola sull’ILVA

UNA VERA SUPERCAZZOLA...  (z)



La posizione di Vendola sull’ILVA:

Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha commentato così su Facebook la questione dell’ILVA di Taranto.


Lo sguardo di chi governa deve pesare ciascuno dei beni da tutelare, deve custodire tutte le promesse di futuro, ma soprattutto deve sentire la responsabilità di evitare che vinca il caos, e che l’ardire utopico dei pensieri lunghi si pieghi alla disperazione di un presente immobile, quasi divorato dal suo passato.

Passera Piano Energia: per mezzo punto di PIL, o per l'uscita dall'euro?

Passera Piano Energia: per mezzo punto di PIL, o per l'uscita dall'euro?:
passera45.jpg
Passera scopre l'acqua calda, e ricicla il mantra di Bersani "Italia hub del gas europeo", con rigassificatori e tubi per il metano. E' da anni che Bersani va avanti con questa storia, c'è anche l'apposita tag sui rigassificatori per chi vuole ricostruire le ormai muffite vicende.
Stessa cosa per le trivelle in mare: per quattro secchi di petrolio pessimo, si discute dalla notte dei tempi se trivellare il bagnasciuga o meno. Trovate tutto qui e qui.
Continua a leggere Passera Piano Energia: per mezzo punto di PIL, o per l'uscita dall'euro?...
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CASHLESS SOCIETY. L'ABOLIZIONE DEL CONTANTE AVANZA...

CASHLESS SOCIETY. L'ABOLIZIONE DEL CONTANTE AVANZA...:

LA VOLONTA' E' SOLO DEGLI INDIVIDUI

LA VOLONTA' E' SOLO DEGLI INDIVIDUI:
[I Pensieri in libertà di Mauro Gargaglione animeranno il blog in questi giorni di lavoro per il team di Riecho Economia e Libertà. Sono in arrivo novità: iscriviti alla Newsletter "Born to Be free" per approfittarne. Non basta sapere, bisogna agire, stay tuned.] 
« L'organizzazione dell'attività economica, per il tramite dello scambio volontario presume che siano garantiti, per mezzo del governo, la legge e l'ordine in modo da evitare la coercizione di un individuo da parte di un altro, e che sia assicurato il rispetto dei contratti volontariamente conclusi, che sia determinata la definizione dei diritti di proprietà insieme alla loro interpretazione e applicazione e che infine sia garantito un quadro di riferimento monetario ». [M. Friedman - Capitalismo e libertà]
Quindi il governo, deve definire cosa è tuo e fino a che punto lo è (esempio: questo pezzo di terra è tuo ma ora serve a me quindi ti risarcisco un tot e me lo prendo, se non sei d'accordo ti mando l'esercito), e decide quale moneta devi usare, quanta deve essercene in giro e a quale interesse la devi prestare.

Ma neanche per sogno, caro Milton! Se ti sta tanto a cuore lo scambio volontario, non deve esistere al mondo niente e nessuno che possa scambiare qualcosa 'contro' la volontà di qualcun altro. Oppure mi stai dicendo che c'è una cosa chiamata stato che ha una sua volontà che viene prima di quella degli individui?

Se è così arrivi tardi caro Milton, ci hanno fatto una rivoluzione su quest'idea. Il suo simbolo diventò la ghigliottina. Poi ne seguirono tante altre tipo fascismo e comunismo, i cui effetti hai osservato coi tuoi occhi. Eccerto, attribuisci volontà autonoma a un sistema statale, e guarda che succede quando non riesci più a fermarlo. La volontà è SOLO degli individui.

Mi dici che sto esagerando, che lo stato deve comandare in pochissime cose. Ok, mi sta bene, e se non lo fa? Mi dici che mi devo fidare. Ma io, ultimamente, non mi fido più tanto della moneta che lo stato mi prescrive di usare. Non so, vedo che fanno un sacco di porcherie e vorrei mettermi volontariamente d'accordo con chi la pensa come me per usare un mezzo di scambio reciprocamente accettato. Come sarebbe a dire, fallo pure !? Se non uso la moneta che mi imponi tu non posso pagarti le imposte che pretendi da me e poi mi arresti!

Va beh dai, la chiudo qui, in questo momento sono più preoccupato da un sacco di ignorantissimi sedicenti economisti che imperversano su stampa, rete e TV i quali sostengono la cartaccia che sono obbligato a usare come moneta deve tornare allo stato (sic!), che idioti, vero?

di Mauro Gargaglione
contributor Riecho Economia e Libertà

Risorgerà il Cristo della politica?

Tradotto da Der Spiegel 
Il giornalista Hans-Jürgen Schlamp commenta la probabile ridiscesa in campo del Cavaliere.
Silvio Berlusconi ha avuto per 2 decadi l'Italia tra le sue grinfie, prima che la crisi politica lo obbligasse a farsi da parte.

Vola lo spread: Slovenia a un passo dal default

Vola lo spread: Slovenia a un passo dal default:
di REDAZIONE
Tempi duri per Lubiana. Nell’arco di una settimana la Slovenia, in passato il primo della classe dei nuovi Paesi europei, oggi duramente colpita dalla stretta creditizia, si è vista tagliare il rating del suo debito sovrano e delle maggiori banche da tre agenzie internazionali, per la seconda volta dall’inizio dell’anno. Sono pertanto sempre più insistenti le voci secondo le quali in autunno la Slovenia potrebbe diventare il sesto Paese membro dell’Ue a chiedere aiuti al......................

MONTI E LA “VIA COMICA” ALL’USCITA DELLA CRISI

MONTI E LA “VIA COMICA” ALL’USCITA DELLA CRISI:
DI MATTEO CORSINI
“La fine del tunnel sta cominciando a illuminarsi. Noi e l’Europa siamo vicini alla fine del tunnel.” (M. Monti)
Questa affermazione del presidente del Consiglio non è proprio recentissima, ma non credo faccia una gran differenza. Leggendola mi sono chiesto se Monti non stia cercando di ................................

Chi ha paura della disuguaglianza dei redditi?

Chi ha paura della disuguaglianza dei redditi?:
Grazie a decenni di ricerca, il neurobiologo James McGaugh ha scoperto che la parte del cervello conosciuta come “amigdala”, a seguito dell’apprendimento di nuove informazioni e a fronte di nuove esperienze, gioca un ruolo chiave nella memorizzazione delle informazioni; essa viene attivata da ormoni e altri stimoli esterni. Il consolidamento della ......................

Il "miracolo" tedesco: nascondere i "senza lavoro"

Il "miracolo" tedesco: nascondere i "senza lavoro":

Il "miracolo" tedesco: nascondere i "senza lavoro" e trasformarli in "senza diritti"

di Maurizio Blondet
La Cancelleria suona le trombe: ecco il miracolo economico tedesco! I disoccupati sono scesi dai 5,1 milioni nel 2005 ai 2,8 oggi. Sono solo il 6,9% della popolazione attiva, un record storico e un sogno in confronto al 9,9% di disoccupati in Francia e al 9,1% negli Usa. Sembra ripetersi il miracolo del Terzo Reich, che in tre anni mise la popolazione al pieno impiego. Merito, dicono le trombe, della “moderazione salariale” dei lavoratori tedeschi, della “disciplina” accettata dai sindacati.
Nel 2001, il governo Schroeder comincia ad applicare   le idee di Peter Hartz, il capo del personale (pardon, “risorse umane”) di Volkswagen: convinto,  non a torto, che i ........................

Che cosa è la “Fondazione Rockefeller”?

Che cosa è la “Fondazione Rockefeller”?:
di Hans Ruesch
Aurora
Il prof. Peter Singer ha dovuto ammettere nel corso del suo processo a Perugia contro Hans Ruesch che i suoi tour italiani erano sponsorizzati dalla “Fondazione Rockefeller”, la quale, secondo le spiegazioni da lui date ai giudici tramite un interprete, persegue scopi squisitamente umanitari in tutto il mondo e null’altro.
Ad Hans Ruesch non fu dato modo di far sapere ai giudici che quanto affermato dal Singer era una controverità storica, facilmente appurabile. E l’avvocato di Ruesch, bravo ma non informato, non ne era ancora al corrente. Difatti è di tutt’altro avviso di quanto affermato da Singer chi conosce vita e miracoli della dinastia Rockefeller e a quale scopo venne creata la Fondazione.
Così scriveva Morris A. Bealle nel suo famoso libro “The Drug Story” (“La Storia della Droga”, 1949), «droga» essendo anche sinonimo di “farmaco” in inglese:
«È risaputo che Rockefeller ha creato e sviluppato il più vasto impero industriale e finanziario mai concepito da una mente umana, basato sui profitti del petrolio della Standard Oil. Uno dei....................

Germania: commercio, verso sorpasso Cina

Germania: commercio, verso sorpasso Cina: In 2012 con 210mld dollari sopra i 203 mld dollari della Cina

Grecia: nel secondo trimestre pil -6,2%

Grecia: nel secondo trimestre pil -6,2%:

(Pubblicato il Mon, 13 Aug 2012 12:00:00 GMT)

Perché la Tesi dei Deflazionisti E' Sbagliata Sia in Teoria che in Pratica


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Perché la Tesi dei Deflazionisti E' Sbagliata Sia in Teoria che in Pratica

Un pezzo molto esplicativo della tesi degli inflazionisti portatoci dal sempreverde Gary North. L'articolo nel suo complesso è molto chiarificatore riguardo le posizioni contrastanti che abbiamo visto finora sulla scena economica: deflazionisti contro inflazionisti. Personalmente, però, tendo a non schierarmi in una della due fazioni; come credo sia noto, le varie banche centrali del mondo sono in possesso delle redini dell'economia e possono speriemntare a loro piacere sulla pelle della popolazione. Possono sia inflazionare che deflazionare, non esiste uno schema preciso che perseguono. Quindi, è logico seguire accuratamente i dati sugli aggregati monetari e trarne le dovute conseguenze sull'operato dei banchieri centrali. In generale, le banche centrali tendono ad inflazionare piuttosto che a deflazionare. Ad esempio, la FED dovrà affrontare nel futuro più prossimo le crescenti pressioni che deriveranno dall'accumulo di debito a livello federale, statale e municipale con città importanti degli Stati Uniti sull'orlo della bancarotta. Già ora si levano voci affinché la FED inflazioni con maggiore vigore, figuratevi quando questi nodi verranno al pettine. L'inflazione, quindi, è un esito molto probabile. Per questo motivo dobbiamo aspettarci una maggiore inflazione monetaria nel futuro più prossimo, ma ricordate sempre di tenere un occhio sulle varie offerte di moneta per avere la conferma di questa tesi.
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di Gary North


Un inflazionista è qualcuno che crede che l'inflazione nei prezzi sia il risultato di due cose:
  1. l'inflazione monetaria e
  2. la politica della banca centrale.

Un deflazionista è qualcuno che crede che la deflazione sia inevitabile, nonostante
  1. l'inflazione monetaria e
  2. la politica della banca centrale.

Nessun inflazionista dice che l'inflazione nei p...


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Mervyn King: non saranno le Olimpiadi a salvare l’economia Uk


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Mervyn King: non saranno le Olimpiadi a salvare l'economia Uk

Le speranze di una rapida ripresa dell'economia britannica starebbero incoraggiando i datori di lavoro a trattenere il personale chiave: così suggerisce uno studio locale sul mercato del lavoro. E il successo olimpico potrebbe avere un effetto positivo. Ma dal governatore di Bank of England arriva un bagno di realtà...


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DALL'ESTERO DICONO: L'ITALIA METTE IN VENDITA I SUOI PALAZZI


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DALL'ESTERO DICONO: L'ITALIA METTE IN VENDITA I SUOI PALAZZI

Castello Orsini-Odescalchi
Castello Orsini-Odescalchi

Non è piu' necessario essere un doge per possedere un palazzo a Venezia dato che il governo italiano ha programmato di svendere 350 edifici storici, inclusi i palazzi e i castelli, nel tentativo di ridurRe il deficit pubblico.

Il governo spera di portare a casa 1,5 miliardi di euro grazie alle vendite di queste proprietà storiche . Cosi afferma l'agenzia del Demanio, che gestisce i beni immobili dello stato.
Attualmente lo stato italiano è proprietario di beni per un valore di 42 miliardi di euro, secondo un resoconto di Edoardo Reviglio, direttore economico  della banca Cassa Depositi e Prestiti.

La città di Venezia venderà 18 proprietà, incluso  ila Palazzo Diedo, del 18° sec., che ha avuto la funzione di tribunale di sorveglianza per anni. Il prezzo del palazzo è di 19 milioni di euro. Milano intende vendere piu' di 100 edifici, incluso Palazzo Bolis Gualdo, per il quale la città spera di ottenere   31 milioni di euro.

Tra le altre proprietà messe in vendita ci sono le caserme a Bologna e il castello Orsini di Soriano nel Cimino, nel Lazio. L'ex prigione fu costruita dal papa Nicola III nel decennio del 1270.

All'inizio di quest'anno la Sardegna ha venduto molti fari (marittimi) che erano soliti attirare centinaia di turisti. Il governo autonomo dell'isola ha detto di non essere piu' in grado di sostenere il costo del mantenimento e del restauro dei fari. Molti erano già stati convertiti in hotels, gallerie e musei.

TRADOTTO DALLA FONTE: http://rt.com/business/news/italy-state-property-sale-346/



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Energia. Attenzione ai Cigni Neri: Politica ed SNG da Prox. Se pensavate che i Tedeschi scherzassero, riderete amaro e piangerete lacrime di acido solforico.


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Energia. Attenzione ai Cigni Neri: Politica ed SNG da Prox. Se pensavate che i Tedeschi scherzassero, riderete amaro e piangerete lacrime di acido solforico.

Giuseppe Sandro Mela.


 


Bosch Carl Premio Nobel Chimica 1931 Energia. Attenzione ai Cigni Neri: Politica ed SNG da Prox. Se pensavate che i Tedeschi scherzassero, riderete amaro e piangerete lacrime di acido solforico.

Bosch Carl - Premio Nobel Chimica 1931


                Nassim Taleb definisce "Cigno Nero" un evento possibile ma altamente improbabile od addirittura impensato od impensabile. Caratteristica del Cigno Nero é di cambiare radicalmente le condizioni al contorno, in altri termini, la nostra vita. Se non avessimo casualmente incontrato colei che adesso è nostra Moglie, tutta la nostra vita sarebbe stata differente. Un brutto incidente d'auto potrebbe mandarci diritti all'altro mondo.


                Se ben ci si pensa sopra, la vita di ogni persona e di ogni Collettività é punteggiata di Cigni Neri. Sono questi i fatti che determinano mutamenti irreversibili. La routine é necessaria, utilissima ad aumentare le occasioni positive e minimizzare la possibilità di quelle negative, ma alla fin fine ci consente solo di gestire l'ordinario. Una vincita al gioco oppure un infartaccio, spesso sono eventi la trattazione dei quali presenta una certa quale agevolezza perché preannunciabili. Chi non giocasse non potrebbe mai vincere. Un'assicurazione sulla vita non lenirebbe certo il dolore della morte ma almeno consentirebbe la sopravvivenza dignitosa della Famiglia.


                Se talora il Cigno Nero ha effetti repentini, talaltra risulta di difficile individuazione perché quand...



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WSJ: banche, ipotesi rivalutazione quote in Banca d'Italia


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WSJ: banche, ipotesi rivalutazione quote in Banca d'Italia

Il Wall Street Journal scrive che le banche italiane hanno chiesto la rivalutazione delle quote detenute nel capitale della Banca d'Italia.


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Bankitalia: a giugno debito record a 1972,9 mld


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Bankitalia: a giugno debito record a 1972,9 mld

A maggio era 1966,3, dati da supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato
alla Finanza pubblica


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L’occupazione neoliberista


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L'occupazione neoliberista

Le guerre un tempo si combattevano con armi di distruzione di massa, oggi invece si combattono con armi di "distrazione di massa": i media diffondono paura e terrore e tramite questi si costringono le persone ad accettare riforme impopolari.
La guerra economica a cui stiamo assistendo, tra i vari paesi europei, tra i vari paesi e i vari continenti, è portata avanti dalle banche, dalla finanza e dai mercati.
Non si usano più le bombe come una volta: ora si usano gli spread e la fiducia dei mercati.


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Grecia, mentre il Paese affondava la banca centrale ha speso 50 milioni in pubblicità


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Grecia, mentre il Paese affondava la banca centrale ha speso 50 milioni in pubblicità

Più di cinquanta milioni di euro in inserzioni pubblicitarie su giornali e televisioni, pagati con soldi pubblici e senza trasparenza, dalla Banca Nazionale di Grecia nel biennio terribile della crisi 2009-2011. Senza un ritorno effettivo per la banca, il cui amministratore delegato invece ha utilizzato soldi pubblici per fare pr e ammorbidire la stampa nazionale. Il fuoco dello scandalo è svelato dal settimanale greco Pressing che pubblica l'elenco di quotidiani, settimanali e canali televisivi (con date, cifre e numero di pagine) che hanno usufruito di tanta grazia proprio nel biennio maledetto. Due anni in cui è partito il quasi default ellenico e nei quali gli undici milioni di cittadini greci hanno dovuto ingoiare le restrizioni contenute nel memorandum della troika, mentre ministri e grande stampa si accomodavano al "banchetto".

Secondo quanto scritto da Pressing in una lunga e articolata inchiesta, l'ad Apostolos Tambakakis avrebbe persino scomodato il primo ministro di allora, Georgios Papandreou in persona, per avere il nulla osta all'operazione. Al numero uno del Pasok e figlio d'arte, inoltre, chiese anche quanto e a chi di preciso la banca avrebbe dovuto concedere. In soldoni a quale testata dare di più e a quale dare di meno. Un interrogativo che Tambakakis rivolse anche ai ministri di quel governo targato Pasok, verosimilmente per compiacere i media che ricevevano così tanta generosità proprio nei mesi in cui a causa della crisi l'intero settore comunicativo subiva un crollo del 60%, tra quotidiani e periodici non acquistati e giornalai che chiudevano (e chiudono) uno dopo l'altro.

Ma ad inquietare non è soltanto il sistema (seppur fuori luogo nella Grecia di oggi) delle inserzioni o degli annunci a pagamento che un ente pubblico sceglie di mettere in pratica, quanto che lo abbia fatto la banca nazionale più in difficoltà del continente e senza i parametri abituali. La domanda da porsi a questo punto è: di chi erano quei denari? Certamente non dell'amministratore delegato che li ha riversati sui media in questione, né di Papandreou che svolgeva un incarico a tempo (il primo ministro), né degli altri suoi ministri. Bensì dei piccoli azionisti che oggi devono scontrarsi con la dura realtà di una svalutazione dei titoli, con la cronica mancanza di liquidità, con una crisi essenzialmente bancaria e, di conseguenza, drammaticamente sociale che imperversa nel paese. Si va dai 250.000 euro dati in una sola settimana al giornale Ethnos del gruppo Bobola per la sponsorizzazione, agli stessi importi destinati al quotidiano Kathimerini del gruppo Alafouzos. Passando per i canali Mega e Skai, oltre a inserti domenicali anche di una pagina pagati a c...



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Lo scivolone su Goldman Sachs era troppo facile da evitare


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Lo scivolone su Goldman Sachs era troppo facile da evitare






Lo scivolone su Goldman Sachs era davvero facile da evitare. Bastava selezionare un advisor internazionale che non fosse in un conflitto di interessi perché esposto sul nostro mercato obbligazionario. Un errore che da un governo come questo non ci aspettava. E dire che un tempo noi italiani nella City sapevamo navigare: la prima emissione di eurobond corporate fu organizzata per l'Autrostrada del Sole. 





Raccontava David Nussbaum, un anziano banchiere inglese di origine rumena, come la calata delle grandi banche di investimento americane sulla City agli inizi degli anni '80 fosse stato un piccolo shock. Il Big Bang, la deregolamentazione dei servizi finanziari voluta dalla Thatcher, ridiede vita a Londra che sembrava destinata ad un sonnachioso futuro declinante, ma sconvolse anche le pratiche degli stessi intermediari finanziari della City. Molti affari fino a quel momento erano siglati sulla base di gentlemen agreement , erano fatti al telefono senza firmare nulla, un po' come avviene ancora nel mercato dei diamanti di Anversa.


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Immobili, a picco i commerciali


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Immobili, a picco i commerciali

In Italia e Spagna il mercato crolla del 90% nel secondo trimestre


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Faber: Obama o Romney? Sparatemi pure

King World News - Dr. Marc Faber   Gloom Boom Doom Report Gold Silver Bloomberg CNBC-1
Marc Faber l'eclettico investitore autore di Gloom, Boom & Doom, dice che non vale la pena di votare nessuno dei due candidati nelle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti, almeno se l'obiettivo è risanare l'economia.
"Beh, vi voglio dire la verità, se mi metteste una pistola sulla testa e mi chiedete di scegliere se Obama o Romney, direi per favore di sparare", ha detto.

Windjet: per Riggio a rischio intera aviazione italiana


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Windjet: per Riggio a rischio intera aviazione italiana

Bloccati sabato scorso tutti i voli della compagnia aerea Windjet per dissesto finanziario.


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SE CI FOSSE UNA SINISTRA....


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SE CI FOSSE UNA SINISTRA....

«L'euro è il Reagan europeo»

di Sergio Cesaratto*

I mercati si sono ieri ripresi e gli spread di nuovo calati sotto i 500 punti. Questo in seguito alle foto di Merkel e Hollande - che tanto ci ricordano Merkosy - che giuravano che l'euro sopravvivrà, e le coeve dichiarazioni di Draghi che la Bce farà di tutto per salvare la moneta unica. 
In costoro v'è da credere, così come non deve preoccupare l'opposizione della Bundesbank che super-MarioD, si dice, sta cercando di ammorbidire. Costoro non vogliono infatti far cadere l'euro, ma semplicemente tenere i popoli europei sulla griglia dell'austerità, per cui 450 punti di spread vanno benissimo. Un po' troppi per Monti, a cui andrebbero bene 200, sufficienti per continuare le politiche di attacco a diritti sociali e lavorativi salvando la faccia. 

Una sinistra autorevole pretenderebbe che la Bce ripristinasse i 25 punti pre-crisi. Senza dimenticare che questo costituirebbe solo il primo passaggio verso la risoluzione della crisi, la quale richiede un radicale ridisegno dell'impianto europeo. L'euforia dei mass media di regime per l'ennesimo evitato crollo dell'euro altro non è che l'ulteriore esempio della disinformazione denunciata dall'appello di martedì scorso su questo giornale. Poiché, inoltre, nulla di concreto è stato deciso, in quanto linea degli annunci appare bastevole a non far scappare di mano la situazione, si ricomincerà presto col balletto degli spread

Che questo cuocere i popoli europei a fuoco lento, questo continuo stop and go, sia volu...


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Katainen (Finlandia): l’Italia metta i gioielli al banco dei pegni


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Katainen (Finlandia): l'Italia metta i gioielli al banco dei pegni

di GIANLUCA MARCHI


Gli italiani e soprattutto i loro media, certi media per la verità, si preoccupano tanto della Merkel e si scagliano spesso la cosiddetta "culona". Ma c'è un altro personaggio assai più defilato che detta la linea della Ue anche e soprattutto nei nostri confronti, e che qualcuno considera il vero ministro delle finanze della Germania, pur non essendo tedesco. Si tratta del premier della Finlandia Jyrki Katainen, che anche in queste ore, con una intervista rilasciata al solito Spiegel ha detto la sua nei confronti del Bel Paese.


Vendere i cosiddetti gioielli di famiglia in questo momento non conviene. L'Italia dovrebbe utilizzarli per garantire l'emissione dei suoi bond: questa la sua ricetta. Il capo del governo di Helsinki dice: "Al momento dovrebbe essere privo di interesse per i Paesi in difficoltà vendere le partecipazioni dello Stato, con i prezzi che sono così bassi. Queste partecipazioni potrebbero invece essere utilizzate per garantire i titoli da vendere sul mercato". E aggiunge: "Noi abbiamo utilizzato le proprietà patrimoniali dello Stato come pegno, riuscendo a ridurre sensibilmente gli interessi e in breve tempo siamo riusciti a risparmiare il 10% del nostro Pil".


In termini semplici Katainen ci invita a emettere obbligazioni garantite dalle proprietà di Stato come metodo per ridurre fortemente lo spread. E lui stesso racconta al settimanale tedesco di aver già fatto questa proposta durante l'ultimo vertice europeo di giugno a Bruxelles e di averla ripetuta durante il suo recente viaggio a Helsinki a Mario Monti, che però "non si è impegnato" a metterla in atto.


Katainen torna poi sull'ipotesi di concedere la licenza bancaria al fondo salva-Stati Esm, conferma il suo netto no e ammonisce gli altri Paesi dell'Eurozona a non usare trucchi. "Noi siamo contrari", spiega, poichè "una licenza bancaria significherebbe che non c'è più nessun limite. Ciò farebbe solo impennare in maniera così elevata la pressione che gli aiuti non risulterebbero più credibili. Non credo che si possa risolvere la crisi con semplici trucchi".


Insomma, qui da noi i cervelloni che ci governano e i super-cervelloni presi in prestito per aiutare i cervelloni si affannano a elaborare mega piani di dismissioni con vendite di patrimoni a tappe forzate, e un signore che viene dal Nord ci dice quello che molti semplici cittadini pensano da tempo: non vi conviene vendere i gioielli di famiglia con i prezzi così bassi, meglio portarli al banco dei pegni. A meno che, aggiungiamo noi, non si voglia svenderli ai soliti ...



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“Altro che taglio del debito, dismissione fa rima con aiuti di Stato”


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"Altro che taglio del debito, dismissione fa rima con aiuti di Stato"

Aiuti di Stato e dismissioni? Un serpente che si morde la coda secondo i calcoli del Financial Times. Secondo il quotidiano della City che cita uno studio di Privatisation Barometer, infatti, i salvataggi delle banche hanno mandato in fumo 30 anni di ricavi ottenuti con le privatizzazioni. Negli ultimi quattro anni, infatti, i governi hanno investito 1.700 miliardi di dollari per salvare colossi finanziari quali Aig a fronte dei 1.800 miliardi di dollari incassati a partire dal 1981 con la privatizzazione di asset che vanno dagli aeroporti alle telecomunicazioni passando per le reti idriche. 

"I governi continuano a vendere quote in società private ma allo stesso tempo ne comprano altre", afferma William Megginson, professore dell'Università dell'Oklahoma e uno degli autori di Privatisation Barometer. Lo studio mette in evidenza come i governi incontrino difficoltà nel completare privatizzazioni: le vendite di più di 34,6 miliardi di dollari di asset statali sono state rimandate o cancellate nell'ultimo anno. E le privatizzazioni di successo sono soprattutto quelle del settore finanziario, con i governi che cercano di chiudere i programmi di salvataggio iniziati con la crisi.

"Se si escludono le banche, il numero delle privatizzazioni di successo è più basso", e la conferma arriva anche dalla Grecia, che è stata costretta a rivedere al ribasso le stime delle vendite di asset statali da 50 miliardi di euro a 19 miliardi di euro. Ma potrebbe arrivare anche dall'Italia, dove le aspettative sui ricavi delle dismissioni sono ottimisticamente in salita, ma senza una ragione concreta, dato che i calcoli di economisti e osservatori specializzati vanno nella direzione opposta.

Del resto, ricorda sempre il Financial Times, la volatilità dei mercati e i timori sull'euro stanno già pesando sulle privatizzazioni in Europa, così come l'opposizione politica alle vendite di asset statali: un esempio è la decisione del consiglio comunale di Madrid di posticipare la privatizzazione del sistema idrico in seguito a un referendum che mostrava come il 99% degli interpellati erano contrari. "Obiezioni in parte legate al fatto che non ci sono prove che le privatizzazioni portino benefici. Alcune privatizzazioni sono fatte per motivi fiscali o ideologici. Ma – afferma David Hall, dell'Università di Greenwich – non ci sono prove chiare che un coinvolgimento del settore privato porti una maggiore efficienza e produttività".

Il numero delle parziali privatizzazioni, però, è aumentato in modo significativo, con i governi consapevoli dei timori sollevati dalla possibilità che mani straniere mettessero m...



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Motorola taglierà il 20 per cento della sua forza lavoro e chiuderà un terzo dei suoi 94 uffici internazionali



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Un referendum anti-euro?


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Un referendum anti-euro?

Arriva il referendum anti-euro? Dalla Germania alla Padania, la demagogia sulla moneta unica responsabile della crisi prende piede, e il rischio è che si finisca alle urne, come spiega Andrea Tarquini su Repubblica:   Il referendum sull'Europa può quindi diventare





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Ottantamila euro per le vacanze del presidente


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Ottantamila euro per le vacanze del presidente

Il caso di Gianfranco Fini e dell'albergo requisito sul tavolo della Cancellieri





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Una banca da salvare (ancora)


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Una banca da salvare (ancora)

Il caso Dexia





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George Soros


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George Soros

Vergogniamoci per lui





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Grecia: No agli aiuti della Germania, in caso le riforme ad Atene avanzino troppo lentamente


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Grecia: No agli aiuti della Germania, in caso le riforme ad Atene avanzino troppo lentamente

Sul quotidiano tedesco Handelsblatt in una intervista, Michael Fuchs, vice presidente del gruppo parlamentare Cdu/Csu, dichiara che la Germania porrà il suo veto nel caso le riforme da applicare richieste ad Atene, per avere la prossima trance di aiuti da 35 miliardi di euro, avanzino troppo lentamente.
"Se la Germania si convincerà che la Grecia non stia rispettando gli impegni presi, utilizzeremo il nostro diritto di veto. La Germania è arrivata al limite, anche se il bicchiere è mezzo pieno, non è sufficiente per un nuovo pacchetto di aiuti. La Germania non lo accetterà".


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Mark Haddon supplica Cameron: “Fatemi pagare più tasse”!


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Mark Haddon supplica Cameron: "Fatemi pagare più tasse"!

di MARIETTO CERNEAZ


Se uno vuole – motu proprio – pagare più tasse, perchè no? L'importante è che il suo gesto "solidale" non obblighi chi non la pensa come lui a fare la stessa cosa, oppure non istighi il governo ad aumentare l'imposizione fiscale.


Uno scrittore multimilionario ha chiesto al primo ministro britannico David Cameron di fargli pagare piu' tasse: Mark Haddon, l'autore di "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte", ha detto al Sunday Times che i ricchi come lui dovrebbero contribuire di più per evitare altri tagli da parte del governo. Chissà se si è chiesto se i ricchi come lui la pensano allo stesso modo… Il romanziere, 49 anni, ex illustratore e scrittore per bambini che nel 2003 quasi per caso si è trovato in testa alle classifiche dei bestseller, Haddon ha ammesso di essere straricco: "'Le misure di austerity decise da questo governo hanno causato vere sofferenze a molti britannici ma non a me. Il mio alto tenore di vita non è stato minimamente intaccato". "Lo strano caso", la storia di un adolescente con la sindrome di Asperger che una notte trova il cane di una vicina trafitto da un forcone, sta andando in scena in questi giorni al National Theatre di Londra e Brad Pitt ha acquistato i diritti per farne un film con la Warner Bros.


"Perché alla gente come me non viene chiesto di fare la sua parte?"', ha detto lo scrittore al giornale britannico spiegando di essere stato ispirato dal miliardario americano Warren Buffett che ha chiesto di pagare più tasse dopo aver scoperto che la sua donna delle pulizie, in proporzione (concetto tutto da approfondire), pagava più tasse di lui. "'Non vedo molta gente che la pensa allo stesso modo. In questo mondo sembrano esserci più Bob Diamonds che Warren Buffett", ha detto alludendo all'ex Ceo di Barclays, la banca britannica al centro dello scandalo Libor. "Non è solo una questione economica, è anche un problema morale", ha detto lo scrittore: "Se tutti pagassimo le tasse come si deve non avremmo bisogno di ricorrere all'austerity". Una banalità non da poco, ma che fa figo, soprattutto in vista del prossimo libro da pubblicare.


La posizjone di Haddon che "infastidice il suo commercialista insistendo di pagare fino all'ultimo centesimo tutte le imposte dovute" è agli antipodi di quella di molti ricchi britannici tra cui Jimmy Carr, un comico che in giugno si è esibito durante i festeggiamenti del Giubileo di Diamante della regina Elisabetta, che hanno evitato di pagare tasse su milioni di sterline attraverso escamotage basati sul K2, un complesso prodotto fiscale appoggiato nell'isol...



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Le multe vecchie non si pagano


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Le multe vecchie non si pagano


CRONACA
10/08/2012 - RIVOLI

I consumatori battono Equitalia
Le multe vecchie non si pagano

La vittoria. Costanzo Petrillo 69 anni di Rivoli, che negli anni ha accumulato una serie numerosa di multe per violazioni al codice della strada e bollette della Tarsu


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