29/08/12

Il pasticcio Napolitano-Ingroia

ingronapo
L'imbarazzo dell'intellighenzia di Sinistra sulla faccenda trattativa Stato-mafia che investe il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano è riassunta tutta e palesata nella presenza dei giornalisti Gad Lerner ed Enrico Deaglio nella trasmissione televisiva In onda su La7 di Giovedì 23 Agosto.

CDS: convergenza in attesa del voto tedesco

CDS: convergenza in attesa del voto tedesco

a confronto: e paesi solidi dell’Area Euro. Tantissimi sono i fattori che vanno ad influire sulla dei tassi. E sono fattori non solo economici, ma (ultimamente) soprattutto politici. E se si muove la dei tassi, si muovono anche i . Proprio a proposito dei Credit Default Swap, notavo stamani che tra ...


Un tuffo nella realtà: bentornata crisi….

Un tuffo nella realtà: bentornata crisi….

Un tranquillo martedì, dove ci siamo rituffati nella realtà della crisi. : si ricomincia... In primis i dati dalla Catalogna. La regione autonoma, vero cuore economico della Spagna, annuncia di voler chiedere un consistente sostegno a casa madre (Madrid) per un controvalore superiore a 5 miliardi di Euro. Mancano i soldi ed il default è alle ...


Crisi: Draghi, A Volte Possono Essere Necessarie Misure...(1 Update)

Crisi: Draghi, A Volte Possono Essere Necessarie Misure...(1 Update)


(ASCA) - Roma, 29 ago - A volte possono essere necessarie ''misure eccezionali'' e bisogna capire che lo stesso mandato della Bce ''a volte richiede di andare oltre gli strumenti standard di politica monetaria''. E' quanto sottolinea il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, in un intervento pubblicato oggi su Die Zeit. ''Dal punto di vista della Bce - rileva - una forte unione economica e' un complemento essenziale per la politica della moneta unica. Per costruirla sara' nessario un processo strutturato con una sequenza corretta. In ogni caso i cittadini possono essere certi che resteranno fermi tre elementi. La Bce fara' tutto quanto necessario per assicurare la stabilita' dei prezzi. Restera' indipendente. E agira' sempre nei limiti del suo mandato''. ''Bisogna pero' capire - prosegue Draghi - che svolgere il nostro mandato a volte ci richiede di andare oltre gli strumenti standard di politica monetaria''. ''Quando i mercati sono frammentati o influenzati da paure irrazionali - ha aggiunto - i nostri segnali di politica monetaria non raggiungono in modo uniforme i cittadini dell'area euro. Dobbiamo superare questi ostacoli per assicurare una politica monetaria unitaria e allo stesso tempo la stabilita' dei prezzi nell'area euro''. ''Questo puo' a volte richiedere misure eccezionali. Ma e' una nostra responsabilita' come banca centrale di tutta l'area euro'' ha concluso.

MPS fino a -11%. Rischio nazionalizzazione

MPS fino a -11%. Rischio nazionalizzazione

MPS fino a -11%. Rischio nazionalizzazione

BANCHE | Conti da brivido, forti svalutazioni. Raffica di sospensioni al ribasso sul titolo. Profumo aveva avvertito: non guadagnamo un euro, banca a forte rischio.Il rifermento agli aiuti di statoricevuti. Che non bastano.

Crisi/ Istat: Continua calo fiducia famiglie, ai minimi da 1996


Crisi/ Istat: Continua calo fiducia famiglie, ai minimi da 1996


Roma, 29 ago. (TMNews) - Continua a calare l'indice che misura il clima di fiducia delle famiglie. Ad agosto, riferisce l'Istat, peggiorano ulteriormente le valutazioni delle famiglie rispetto alla loro situazione economica. L'indice di riferimento cala da 92,9 di luglio a 92 di agosto toccando i minimi dal 1996, anno di inizio delle serie storiche.

Il governo italiano salva le Banche spagnole



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Soldi in banca sempre più virtuali



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La lotteria truccata dei senatori a vita


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La lotteria truccata dei senatori a vita

Senatori a vita, praticamente eterni

dal blog di Grillo


senatori-a-vita.jpg
Napolitano può nominare nuovi senatori a vita. Altri quattro per la precisione, oggi sono cinque. Il numero massimo di cinque senatori a vita presenti in Senato oppure cinque nominati da ogni presidente della Repubblica è controverso. Dal dopoguerra ognuno ha fatto un po' come gli pareva. Dopo la nomina di Rigor Montis per meriti sconosciuti e immunità parlamentare acquisita, sono in pole position secondo indiscrezioni, Eugenio Scalfari (quello delle trattative), Boss(ol)i (quello che il Tricolore "


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€URO: ATTENZIONE AL PIANO "B" !


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€URO: ATTENZIONE AL PIANO "B" !

Ormai non lo nascondono più: la rottura della zona Euro viene considerata inevitabile perfino da coloro che giuravano che l'Euro fosse "irreversibile". Non soltanto la Finlandia, ma ora anche l'UE sta lavorando ad un "Piano B". Tuttavia, a quanto si apprende da Bruxelles, Berlino e Londra, B in questo caso sta per Barzelletta! Il ministro degli Esteri finlandese Erkki Tuomioja ha rivelato in una discussione con un corrispondente del Daily Telegraph (16 agosto): "Dobbiamo considerare apertamente la possibilità di una rottura dell'Euro.
I nostri funzionari, come tutti gli altri e come tutti gli stati maggiori, hanno qualche tipo di piano operativo per questa eventualità". Poi ha dovuto smentirlo. 
A quel punto, il 18 agosto, il Sueddeutsche Zeitung ha fatto trapelare la notizia che i governi UE starebbero discutendo un "Piano B" che contempla l'uscita della Grecia dall'Eurozona. Stando al quotidiano tedesco non ci sarebbe ancora un piano preciso, perché molto dipenderà dalla sentenza della Corte Costituzionale tedesca sull'ESM, e da ciò che dirà la Troika sulla Grecia. Se la Troika non raccomanderà ulteriori aiuti ad Atene in settembre, la Grecia potrebbe essere costretta a tornare alla dracma. 


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E' L’ISLANDA CHE MOSTRA LA VIA


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E' L'ISLANDA CHE MOSTRA LA VIA





FONTE: WASHINGTONSBLOG


L'economista, premio Nobel, Joe Stiglitz ha scritto su "Information Clearing House" : Quello che ha fatto l'Islanda è stata la scelta giusta. Sarebbe stato sbagliato lasciare alle generazioni future tutti gli oneri degli errori del sistema finanziario.

E il Premio Nobel Paul Krugman (1):

- Come il recupero dell'Islanda ha dimostrato questo caso, ha fatto infervorare i creditori delle banche private che, però,  si sono dovuti ingoiare le perdite.



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Saviano scopre i banchieri mannari


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Saviano scopre i banchieri mannari


Mafie, i padroni della crisi Perché i boss non fanno crac.


La crisi è un busi­ness plan­e­tario per le mafie. I clan crim­i­nali entrano di pre­potenza nelle banche Usa per rici­clare mil­ioni di dol­lari. In Gre­cia approf­ittano della cor­ruzione e fanno affari coi car­bu­ranti. In spagna si infil­trano nel mer­cato immo­bil­iare e pun­tano ai prof­itti colos­sali come il prog­etto Eurove­gas. Un'economia sporca che si mime­tizza nei san­tu­ari della grande finanza
di 


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Il ‘nemico’ è Grillo e Bersani lo sa


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Il 'nemico' è Grillo e Bersani lo sa

È partita la campagna elettorale per le politiche del 2013: Bersani contro Grillo con Berlusconi outsider. "Se son tornati Batman al cinema e Beautiful su Canale 5 perché non dovrei tornare io?". D'altra parte il Pdl ha di fronte il baratro e solo B. può attutire l'inevitabile caduta. È in Sardegna a rifarsi look, a studiare i discorsi di Grillo e a buttar giù un po' di chili. Sarà ingombrante, sul piatto metterà il suo impero mediatico, giornalisti che gli confezioneranno in tv vestitini su misura e tanti soldi, ma nulla di più di un comprimario. Il Cavaliere in versione ridotta ritornerà, non solo per vincere la depressione come sostiene Feltri, per le sue aziende, per continuare a rispondere con il legittimo impedimento alle convocazioni dei magistrati, per portare alla prescrizione i suoi processi e per avere voce nelle commissioni parlamentari che contano grazie ai suoi uomini che riuscirà a inserire.

Bersani sa che questa volta il nemico è Grillo, ma sbaglia a scendere sul suo stesso terreno: quello della provocazione. A un linguaggio fascista (a Grillo si può dire tutto ma non questo) si dovrebbe rispondere con l'antifascismo, non con le minacce che sanno di squadrismo. Bersani ha reagito d'impulso sugli ultimi sondaggi (segreti?) che danno il Movimento più o meno al 25%, con il rischio, visto la costante ascesa e l'aiuto che gli sta dando il governo Monti, che diventi il primo partito. La vecchia volpe Di Pietro lo ha capito e sa che i giovani grillini non hanno esperienza di palazzo e un eventuale sodalizio tra Idv e M5S potrebbe essere decisivo per il risultato finale. Lunedì è stata mediaticamente una giornata molto importante per il risultato del sondaggio del tg di Sky: "Chi scegliete tra Grillo e Bersani?". Oltre il 60% ha detto Grillo. È partito l'approfondimento informativo de La7.

Per dire la verità, la tv della Telecom (in Rai solo Rainews ha tenuto alta la bandiera del servizio pubblico), non lo ha mai abbandonato, anche se questa edizione di In Onda è stata molto, molto modesta per un Facci inguardabile, inascoltabile, impreparato, ma evidentemente molto raccomandato. Più che giustificati gli sbalzi di pressione della brava Lusenti. Sempre lunedì Mentana è andato in prima serata con Bersaglio mobile (6% di share). Il tema era lo scontro tra Bersani e Grillo e quello tra il Quirinale e la Procura di Palermo sulla trattativa. Un salto nella tv del passato: Tempo reale di Santoro, al posto di Pansa, Travaglio (che ha dimostrato più di ogni altro di essere a conoscenza dei fatti, ma troppo sensibile alle provocazioni) e con Ferrara, dalla barba più lunga e più bianca, capace, oggi come allora, solo di insulti e volgarità per nascondere i fatti. A Mentana un bravo per essere stato sull'attualità, ma può dare di più. Per il telespettatore la trasmissione è servita, semmai ce ne fosse stato bis...



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Non solo titoli di Stato e debito: a Mps la banca non va più


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Non solo titoli di Stato e debito: a Mps la banca non va più






Non ci sono solo i postumi dell'acquisizione di Antonveneta e l'effetto zavorra dei titoli di Stato in portafoglio. Al Monte dei Paschi di Siena, ormai, la macchina-banca non gira più: nel secondo trimestre la gestione operativa è finita in rosso. E dopo una nuova svalutazione dell'avviamento su Antonveneta, la banca ha chiuso il primo semestre con una perdita di 1,6 miliardi.





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La Trappola del Debito USA


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La Trappola del Debito USA

ScreenHunter 01 Aug. 29 08.48 La Trappola del Debito USA


L'immagine qui sopra è tratta dal sito http://www.usdebtclock.org/ il quale fornisce un contatore visuale del debito degli Stati Uniti d'America.


Come si può notare l'aggregato "Gross Debt to GDP RATIO" è al 104,36% e in generale questo è il numero che viene accettato nel mondo per definire il rapporto debito/PIL degli Stati Uniti.


E' meno noto nel mondo che in realtà quel rapporto si riferisce al solo debito federale, quello contratto attraverso i famosi Treasury Bond (o Bill). In realtà se il debito americano fosse calcolato come quello italiano, cioè sommando i debiti di tutte le pubbliche amministrazioni (regioni, comuni, province) scopriremmo che il vero debito pubblico americano è del 122,8% (andate su http://www.usdebtclock.org/ e fate i conti sommando i debiti)


Il motivo per cui i debiti "locali" non vengono sommati a quello federale è perchè gli Stati Uniti NON hanno sussidiarietà interna. Se un comune fallisce sono cavoli suoi, non paga gli stipendi e smette di fornire i servizi locali fino ad una definizione della crisi. 


La mia opinione è che tale criterio non è corretto, di fatto se un grosso comune o addirittura uno Stato americano diventasse realmente insolvente esso verrebbe salvato pena la distruzione immediata di una fetta rilevante di PIL.


Detto questo, ridiamo un occhiatina ai numeri qui sopra, si legge che gli Stati Uniti ottengono dalle tasse una cifra intorno al 32% del PIL ma spendono il 43% del PIL!!!


11% di deficit anche se questa volta nel computo sono incluse anche Comuni, Contee e Stati dell'Unione.


In realtà il deficit federale viaggia intorno a soli 8 punti percentuali del PIL!!!!


La situazione è insostenibile, in prospettiva molto peggio di quella europea nel suo insieme e per certi versi peggio di quella giapponese. E' del tutto evidente che in tempi relativamente brevi gli Stati Uniti debbano mettere mano al LORO mega deficit.


Ne abbiamo già parlato indicando il



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Alessandria, nel comune fallito è una banca a pagare i dipendenti pubblici


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Alessandria, nel comune fallito è una banca a pagare i dipendenti pubblici

Volete gli stipendi? Prendeteli in prestito. Ad Alessandria i circa 500 dipendenti delle municipalizzate Atm (trasporti), Amiu (rifiuti) e Aspal (pluri-servizi) sono da questo mese senza retribuzione, ma hanno ricevuto una (discutibile) proposta: ottenere un finanziamento a titolo di anticipo della buste paga, accollandosi il rischio di insolvibilità dell'ente comunale. Il neo sindaco Rita Rossa (Pd), infatti ha annunciato di aver trovato una soluzione per tamponare la mancanza di liquidità del Comune, il cui fallimento è stato certificato il 12 giugno scorso dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. La Banca di Legnano si è offerta di "finanziare" il 90 per cento della media delle ultime tre mensilità ad ogni lavoratore, per il prossimo bimestre e con possibilità di proroga di ulteriori 30 giorni. A due condizioni: la prima è che chi accede alla linea di credito apra un conto presso i suoi sportelli (a costo e tasso zero), la seconda è che, nel caso non arrivassero i soldi dal Comune, saranno gli stessi dipendenti a dover ripagare, dopo sei mesi, con tanto di interessi, i fondi ricevuti. Nel primo semestre, invece, i prestiti saranno a tasso zero.

Contrari alla proposta i dipendenti di Amiu e Aspal che sono in stato di agitazione. Se le loro richieste di dilazionare i pagamenti, inoltrate questo sabato al presidente del Consiglio Mario Monti, non saranno ascoltate, non sanno come pagare le municipalizzate e queste, i lavoratori. Dalle casse, hanno spiegato dal Comune, "escono dai 103 ai 105 milioni di euro all'anno (di cui 40 vanno alle municipalizzate) ma ne entrano solo 87. Entro ottobre dovremo presentare un'ipotesi di pareggio di bilancio, tagliando 24 milioni. Così è impossibile andare avanti". Fino a ieri l'amministrazione ha potuto contare su un escamotage, con la tesoreria cittadina che ha anticipato 300mila euro ad ognuna delle società controllate. Ad una in particolare, quella che ha in gestione i rifiuti, pesantemente indebitata con Barclays per 9 milioni di euro, l'amministrazione ha sempre approvato il versamento straordinario per "ragioni di pubblica sicurezza". Operazione che ora i giudici contabili hanno espressamente vietato a causa del dissesto finanziario.

Questo è uno dei primi effetti del fallimento del Comune. Il dissesto è stato imputato a Piercarlo Fabbio (Pdl), ex sindaco rinviato a giudizio con l'accusa di aver "truccato" il bilancio consuntivo 2010 per rispettare il patto di stabilità. Con lui dovranno rispondere di falso in bilancio, abuso d'ufficio e truffa ai danni dello Stato anche l'ex assessore Luciano Vandone e l'ex ragioniere capo, Carlo Alberto Ravazzano. Resta da capire perché la Banca di Legnano abbia accettato di rinunciare agli interessi sui prestiti offerti ai dipendenti delle municipal...



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Mafia Bancaria SpA



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CINA - ASEAN - Entro il 2015 lo yuan potrebbe essere la moneta del Sud est asiatico, rimpiazzando dollaro ed euro


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CINA - ASEAN - Entro il 2015 lo yuan potrebbe essere la moneta del Sud est asiatico, rimpiazzando dollaro ed euro

Il commercio fra i Paesi dell'Asean e la Cina avviene sempre più usando la moneta cinese. Il suo uso crescerà entro il 2015, quando l'Asean diverrà una zona di libero scambio. Diminuisce l'uso di dollaro e euro, a causa della crisi economica dell'occidente.


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Banderuola rossa la trionferà

Beppe Grillo

Allarmi son tornati i fassisti, pronunciato all’emiliana da Bersani, segretario del Pd.
Simbolica anche la sede scelta, Reggio Emilia, città medaglia d’oro della" Resistensa", patria dei fratelli Cervi ed una delle ultime roccaforti dove il Pd può celebrare la sua festa, più per le sponsorizzazioni delle aziende cooperative, che per il numero dei volontari.

L'"Economia del Nonsense" e l'Aggravarsi della Crisi Greca

TheRealNews.com intervista Costas Lapavitsas sulla situazione in Grecia e sui possibili esiti futuri: dall'inizio della crisi, i creditori si sono rafforzati, e la Grecia è sempre più devastata ... se fosse uscita due anni fa, sarebbe stato meglio per il paese
Costas Lapavitsas è professore di economia presso l'Università di Londra, curatore di una rubrica fissa per The Guardian, e autore del libro  Crisis in the Eurozone

TRN: La Grecia non occupa più le prime pagine, almeno in Nord America, ma la situazione, suppongo, sta peggiorando. Allora, cosa sta succedendo?

LAPAVITSAS: Beh, la situazione sta decisamente peggiorando in termini reali. Quello che sta accadendo è che il paese è ora costretto a impegnarsi in una nuova ondata di tagli, in sostanza, un nuovo assalto di austerità....Continua a leggere

Monti, non c'è ripresa con gli spread alle stelle

Monti, non c'è ripresa con gli spread alle stelle



Monti, non c'è ripresa con gli spread alle stelleNon c'è crescita per l'Italia senza una stabilizzazione della crisi europea, perché senza una riduzione degli spread il cammino di rilancio dell'Italia e dell'Eurozona intera si complicherebbe di molto.

Così il Premier, in una intervista pubblicata da Il Sole 24 Ore, spiega quelle che sono le priorità assolute per uscire dalla crisi.
Tra queste, primeggia la necessità di eliminare l'incubo dello spread, che in questo mese di agosto non si è infiammato come temuto prima delle vacanze dallo stesso Prof. ("Ma vorrei essere prudente: oggi è il 28 e mancano ancora tre giorni lavorativi alla fine del mese", ha detto ieri).
Il merito va dato alla ritrovata credibilità del Paese, le cui risposte di politica economica "comincino a prevalere sulle preoccupazioni e sulle sfide dei mercati".

Naturalmente, visti anche i movimenti rialzisti di questi ultimi giorni, è chiaro che non si può cantare vittoria. L'unico modo per evitare le speculazioni, ha spiegato Monti, è quello mettere in atto quanto deciso nel summit di europeo del 28-29 luglio.

"La soluzione alle tensioni sugli spread passa necessariamente per uno sforzo collettivo di stabilizzazione e crescita", ha spiegato, aggiungendo che sicuramente è giusto far notare che questo squilibrio dei differenziali di rendimento è grave per l'Italia", ma è un rischio anche per i Paesi che oggi sembrano beneficiarne. Certamente l'attuale configurazione degli spread determina in Germania un'elevata crescita dell'offerta di moneta", e ciò "determina un potenziale di inflazione in Germania, che non credo corrisponda ai desideri né della Bce né del Governo tedesco, ha spiegato.

Il Premier afferma che impedire alla BCE, come vorrebbe la Bundesbank, di intervenie nel mercato dei titoli di Stato potrebbe rivelarsi, in particolare dal punto di vista tedesco, "un autogol con effetti paradossali".

Sarà forse questo quello che Monti dirà oggi alla Cancelliera tedesca?
Fonte: http://www.teleborsa.it/DettaglioNews/608_2012-08-29_TLB/monti_non_ce_ripresa_con_gli_spread_alle_stelle.html

Allarme Coldiretti: un litro di benzina costa come 2 litri di latte

Allarme Coldiretti: un litro di benzina costa come 2 litri di latte

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I nuovi inarrestabili registrati dal prezzo della sono eticamente ed economicamente insostenibili per un Paese come l’Italia dove l’88% delle merci viaggia su strada.

Questa la lapidaria affermazione di Coldirettiche ha lanciato un nuovo preoccupante allarme sulla crescita senza freni del prezzo dei carburanti. Una situazione che avrà uneffetto a valanga sul livello della spesa delle famiglie italiane.

Il rincaro dei carburanti sommato all’aumento complessivo dei costi energetici per le bollette di luce e gas favorisce la ripresa dell’inflazione e mette a rischio la ripresa dell’economia. “Il caro benzina colpisce gli alimentari con ogni pasto che – sottolinea la Coldiretti – percorre in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole. A subire gli effetti del caro carburanti sono anche le imprese agricole che in questo momento consumano grandi quantità di gasolio per garantire l’irrigazione nei campi per salvare le coltivazioni agricole dal caldo e dalla siccità. L’aumento dei costi energetici colpisce in realtà l’intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano circa un terzo del totale”.

Secondo Coldiretti fare il pieno dell’automobile alle famiglie ora costa di piu’ che fare la spesa settimanale. Secondo le elaborazioni della Coldiretti fare il pieno in una automobile con un serbatoio di 60 litri è arrivato a costare 120 euro, un importo superiore ai 111 euro che mediamente le famiglie italiane spendono ogni settimana per fare la spesa, secondo l’Istat.

D’altra parte con il nuovo record un litro di benzina viene a costare come un chilo di pesche ma il prezzo ha superato del 40 per cento il chilo di pasta e del 50 per cento il un litro di latte.

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