11/09/12

Dal '90 spesa pubblica cresciuta tre volte più dell’inflazione

Secondo i dati Istat rielaborati dal Senatore del Partito Democratico, Marco Stradiotto, i costi della Pubblica Amministrazione nel ventennio che va dal ’90 al 2010 sono aumentati in maniera esponenziale. In alcuni settori addirittura del triplo rispetto l’inflazione. «In questi 20 anni gli Enti Previdenziali hanno speso il 229,25% in più, le Province il 175,19% e gli Enti sanitari il 167,45%».

ANALISI


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz26C4gXeLC

CAMERE SCIOLTE A INIZIO GENNAIO, URNE APERTE TRA FEBBRAIO E MARZO ....

COSA PORTA LA BEFANA AGLI ITALIANI? CARBONE E URNE! - DATO CHE TOCCA RASSICURARE BERLINO CHE IL GOVERNO MONTI NON FINIRÀ, RE GIORGIO HA IN MENTE IL PIANO PER TELEGUIDARE RIGOR MONTIS DI NUOVO A PALAZZO CHIGI PRIMA DELLA SCADENZA DEL SUO SETTENNATO - CAMERE SCIOLTE A INIZIO GENNAIO, URNE APERTE TRA FEBBRAIO E MARZO E POI CONFERIMENTO DELL’INCARICO - PRIMA DI STACCARE LA SPINA, BELLA NAPOLI DOVRÀ ASPETTARE L’OK ALLA LEGGE DI STABILITÀ…


PER EVITARE? MA NN ERA GIÀ EVITATA? Crisi/ Fornero: Lavoriamo per evitare manovra correttiva e Bce


Crisi/ Fornero: Lavoriamo per evitare manovra correttiva e Bce

Roma, 11 set. (TMNews) - Il governo "sta lavorando molto intensamente e molto seriamente per evitare una manovra correttiva, ma anche per evitare il ricorso alla Bce". Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervenendo a 'Otto e mezzo' su La7.

  QUESTA E' LA MENTE OPERATIVA DIETRO L'ALCOA. LA STESSA AZIENDA CHE L'11 SETTEMBRE DIEDE VITA AL GOLPE IN CILE

ItaliaQUESTA E' LA MENTE OPERATIVA DIETRO L'ALCOA.

LA STESSA AZIENDA CHE L'11 SETTEMBRE DIEDE VITA AL GOLPE IN CILE

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

Lasciamo perdere le commemorazioni e le piatte rimembranze retoriche e passiamo subito al sodo che ci interessa, oggi e a casa nostra.

Parliamo dunque dell’Alcoa e di Portovesme in Sardegna.
Di conseguenza, parliamo di scelte strategiche militari e di investimenti di speculazione finanziaria sui derivati nelle commodities del settore minerario.
Quella che si sta combattendo in Sardegna è guerra vera, ma non lo dicono.
Quando parlo di “guerra vera” intendo dire carri armati, bombardieri, ecc.
E di un flusso di cassa permanente di soldi per la criminalità organizzata.
Postato da davide il Martedì, 11 settembre @ 11:06:01 CDT (914 letture)
(Leggi Tutto... | 4 commenti)


La disoccupata che muore di fame

SPAIN-ECONOMY-FINANCE-DEMO

La disoccupata che muore di fame

11 settembre 2012 - È successo nella città di Halle: l'allarme dato dai vicini che non la vedevano da tempo CONTINUA

Altro che 1000 al giorno, i posti di lavoro a rischio sono 202.000!

Altro che 1000 al giorno, i posti di lavoro a rischio sono 202.000!

di MARIETTO CERNEAZ
Angeletti, due giorni fa, sosteneva che ogni giorno si perdono mille posti di lavoro. Secondo la Cgia di Mestre, invece, potrebbe anche essere peggio!… Nel secondo semestre di quest’anno sono a rischio 202.000 posti di lavoro di cui 172.000 sono delle piccole e medie imprese. Lo sostengono

LEGGI1 Comment

Grecia/ Draghi e Samaras: Fatti passi importanti, restano sfide

Grecia/ Draghi e Samaras: Fatti passi importanti, restano sfide

Roma, 11 set. (TMNews) - La Grecia "ha già compiuto passi importanti" sulla strada di risanamento dei conti e modernizzaizone dell'economia, ma "restano grandi sfide di fronte al paese". Lo hanno convenuto la Banca centrale europea e le autorità greche nel corso di una visita oggi del premier Antonis Samars presso l'istituizione di Francoforte, secondo quanto riporta un comunicato diffuco dalla Bce al termine degli incontri. Samaras "ha assicurato alla delegazione della Bce della tdeterminazione, sua e del suo governo - si legge - a riportare in carreggiata il programma di aggisutamento e a continuare le necessarie riforme per ridare competitività alla Grecia, e rimettere su basi solide la sua economie e le sue finanze pubbliche". Il premier greco, accompagnato dal ministro delle Finaze Giannis Stournaras, e dal vice ministro Christos Staikouras, ha incontrato il presidente della Bce Mario Draghi, e i componentid el Comitato esecutivo Joerg Asmussen, tedesco, e Benoit Coeuré, francese.

Il bazooka di Draghi (e il pubblico impiego)

Il bazooka di Draghi (e il pubblico impiego)

Vladimiro Giacchè: «Tutto bene, quindi? Non proprio. E per diversi motivi ...»

Draghi 20120911

di Vladimiro Giacchè - Pubblico giornale

Alla fine, Draghi il bazooka l’ha usato davvero. Dichiarando che la BCE è disposta a intervenire “illimitatamente” sul mercato secondario dei titoli di Stato (di durata sino a 3 anni), in modo da ridurne i rendimenti a livelli accettabili.

Il solo annuncio di questo intervento, il 6 settembre, ha fatto precipitare i rendimenti sui titoli di Stato italiani e spagnoli e infiammato le borse di tutta Europa. Tanto da indurre il quotidiano tedesco Die Welt a titolare mestamente: “I mercati finanziari festeggiano la morte della Bundesbank”. Parlare di morte è esagerato. Non è affatto sbagliato, invece, parlare di sonora sconfitta.

Di fatto, la linea oltranzistica della Bundesbank, che lasciava gli Stati in difficoltà dell’eurozona in balia dei mercati, è stata battuta. A quanto pare, con il consenso dello stesso governo tedesco. Probabilmente anche a motivo delle stime che hanno cominciato a circolare a Berlino sui costi della fine per l’euro per la Germania (su Pubblico ne abbiamo parlato oltre un mese fa).

Leggi tutto: Il bazooka di Draghi (e il pubblico impiego)

Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su La Cannibalizzazione della Produzione Industriale ....



alboino ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "La Cannibalizzazione della Produzione Industriale ...":

Da cittadino e lavoratore lombardo ed in particolare della Brianza, non posso esimermi dal commentare
anche se brevemente,
un simile post, visto che mi risulta impossibile farlo su Rischio Calcolato, e per questo ringrazio lo Zio,che mi consente di esporre liberamente il mio pensiero.
Tra i commenti c'è una certa propensione al buon governo Formigoni come artefice di questa tenuta, facendo intendere che la burocrazia della regione sia perfino funzionante e funzionale al sistema produttivo.
E' lo stesso modo di presentarsi dei governi italiani
democristiani e non: il successo del paese è dovuto alle politiche applicate all'economia.
In realtà la burocrazia in Lombardia è distruttiva e parassitaria più che nelle altre regioni, e questo a causa delle maggiori risorse da depredare.
Basta andare a vedere gli enormi baracconi pubblici inventati dal governatore lombardo, con la scusa che ci troviamo nella regione più "viRtuosa" d'Italia, od a leggi regionali in stile bizantino non certo migliori di quelle dello stato centrale, ma che anzi vanno a sovrapporsi a quest'ultime con paletti molto più stringenti.
Ci sono poi comportamenti da socialismo reale, che calpestano la proprietà privata, nè più nè meno come i vari governi che si sono succeduti, sia di destra che di sinistra,alla guida dello stato.
Un esempio? La perequazione tanto osannata dei PGT,presentata come grande novità nei rapporti tra pubblico e privato, non ha fatto altro che aumentare il potere dei comuni, sottoponendo con questa scusa,a vincoli maggiori i nemici,e favorendo gli amici,
come da vecchia prassi.
In realtà bisogna chiedersi invece come ha fatto la Lombardia ha tenere fino ad ora, nonostante tutto, governo regionale compreso.
Dovete immaginare che in un edificio industriale, per aprire due finestre da 0,50 mq cadauna,
occorre ad esempio presentare la
pratica di impatto ambientale
e questo grazie alla semplificazione propagandata da Formigoni.
Al contrario di quanto affermato nel post semmai,
sono le dimensioni ridotte delle aziende e la grande operosità dei residenti, unita all'adattabilità,che hanno consentito questo.
Esempio oltre le mere statistiche ufficiali? Nel mio
comune di residenza di circa 5000 abitanti, negli ultimi decenni le aziende storiche di medie dimensioni hanno chiuso, ad eccezione dell'ultima che si appresta a farlo tra breve. Gli esuberi in precedenza sono sempre stati assorbiti dalla piccola impresa e dall'artigianato senza creare scompensi.
Ora la situazione è però tamponata solo con la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori, fino a quando?
Attenzione poi a pensare che ci sia ancora spazio per mungiture ulteriori, molte aziende sono vicine al collasso anche per problemi di liquidità.
Già,c'è un fatto che Formigoni, come tutti i politicanti,non dice:
se il prelievo fiscale non fosse stato dell'ordine del 70-80%,
dove ci sono anche le tasse per gli enti locali e baracconi regionali,le aziende, almeno quelle ben amministrate,
non avrebbero dovuto elemosinare incentivi pubblici, o prestiti in banca.

Pubblica
Elimina
Contrassegna come spam

Modera i commenti per questo blog.

Postato da alboino in ML NEWS alle 16:07:00

L’economia fai da te salverà il mondo?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'economia fai da te salverà il mondo?

Il ruolo dell'economia sommersa, o System D: un quarto del Pil mondiale è senza regole e senza tracce. E la situazione non cambierà





Inviato da iPhone

Altro che 1000 al giorno, i posti di lavoro a rischio sono 202.000!


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Altro che 1000 al giorno, i posti di lavoro a rischio sono 202.000!

di MARIETTO CERNEAZ


Angeletti, due giorni fa, sosteneva che ogni giorno si perdono mille posti di lavoro. Secondo la Cgia di Mestre, invece, potrebbe anche essere peggio! Nel secondo semestre di quest'anno sono a rischio 202.000 posti di lavoro di cui 172.000 sono delle piccole e medie imprese. Lo sostengono proprio gli artigiani della Cgia di Mestre giunti a questi risultati incrociando i dati occupazionali dell'Istat e quelli di previsione realizzati da Prometeia.


La perdita di 202.000 posti di lavoro si ottiene – secondo la Cgia – tenendo presenti i circa 30.000 esuberi di addetti occupati nelle grandi aziende che hanno aperto un tavolo di crisi presso il ministero dello Sviluppo economico con gli altri 172.000 che sono alle dipendenze delle piccole e medie imprese. "Premesso che negli ultimi quattro anni la variazione dei posti di lavoro riferiti alla seconda parte dell'anno è sempre stata negativa – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – la stima riferita al 2012 è comunque peggiore solo al dato di consuntivo riferito al 2009".


Ancora: "Purtroppo – prosegue Bortolussi – in queste ore non si sta consumando solo la drammatica situazione dei lavoratori dell'Alcoa o dei minatori del Carbosulcis, ma anche quella di decine e decine di migliaia di addetti delle Pmi che rischiano di rimanere senza lavoro". "Le ristrutturazioni industriali avvenute negli anni '70, '80 e nei primi anni '90 – conclude Bortolussi invitando a investire sulle Pmi – presentavano un denominatore comune: chi veniva espulso dalle grandi imprese spesso rientrava nel mercato del lavoro perche' assunto in una Pmi. Oggi anche queste ultime sono in difficoltà e non ce la fanno più a creare nuovi posti di lavoro".


Tutto ciò grazie a Monti che sta "salvando l'Italia", affermando quanto segue: "Il governo ha contribuito ad aggravare la congiuntura economica già difficile con i suoi provvedimenti". Carramba, che non sorpresa.



Inviato da iPhone

Usa: Moody's minaccia taglio tripla A


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Usa: Moody's minaccia taglio tripla A

Senza misure rating Usa declassato a Aa1


Inviato da iPhone

Monti: “Il governo ha aggravato la crisi per favorire una crescita duratura”

Come fanno i bravi dottori che prima di guarire il malato lo fanno peggiorare.... Monti fammi il piacere sparati in testa tanto non rischi di colpire un solo neurone!!!!  Ahahah  
Zio

Ti è stato inviato tramite Google Reader

Monti: "Il governo ha aggravato la crisi per favorire una crescita duratura"

"Il governo ha contribuito ad aggravare la congiuntura economica già difficile con i suoi provvedimenti, che però serviranno ad un risanamento e ad una crescita duratura". Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo oggi all'inaugurazione del salone del Tessile 'Milano Unica'. "Si dice che con le nostre decisioni abbiamo contribuito ad aggravare la congiuntura. Certo – ha ammesso Monti – solo uno stolto può pensare che sia possibile incidere in elementi strutturali che pesano da decenni senza provocare nel breve periodo un rallentamento dovuto al calo della domanda. Solo in questo modo si può avere la speranza di avere più in là un risanamento per una crescita duratura".

Sul crescere dell'antipolitica Monti ha detto che "casta siamo tutti noi cittadini italiani che ci siamo abituati a dare prevalenza al 'particulare' sul generale e poi ci lamentiamo se il generale funziona male". Durante l'inaugurazione il presidente di Fiera Milano, Michele Perini, ha anche regalato scherzosamente a Monti un fermacarte a forma di cuneo. Il premier ha risposto alla sollecitazione, direttamente dal palco, affermando che "è importante guardare bene dentro il cuneo fiscale. Se vogliamo dare più competitività alle imprese italiane dobbiamo ad ogni costo ridurre la parte del cuneo che riguarda il costo del lavoro per unità produttiva".

Sempre guardando al mondo delle imprese, il premier ha lanciato un appello al senso di responsabilità delle imprese: "Esigiamo nel nome dell'interesse generale, che le imprese e i sindacati riescano a fare qualcosa di più. Serve uno sforzo congiunto delle parti sociali che prevalga sui particolarismi". In particolare Monti si è detto"convinto che ci riusciremo".



Inviato da iPhone

Come sfruttare il nuovo QE


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Come sfruttare il nuovo QE

Premessa.


L'attuale sistema finanziario del mondo occidentale è basato sul debito, il che implica due cose:


- Il mantenimento di tassi prossimi allo zero, pena il crack del mega sistema ponzi planetario nel giro di pochi mesi


- Il continuo susseguirsi di quantitative easing ossia di stampa di moneta 24/h su 24 per tenere in piedi la baracca.


Tutto questo nel panorama finanziario vede un unico incontrastabile vincitore, il Gold ( ma anche il Silver). E non da oggi ovviamente, perchè basta vedere le performance degli ultimi 10 anni.


Ora tornando al titolo del post, se è fuori dubbio che gli USA implementeranno un QE3 (ma poi 4,5,6,7,8,9…n) personalmente dubito che lo stesso possa essere fatto prima delle elezioni. Pertanto dalla imminente riunione del FOMC mi aspetto il solito nulla di fatto e le solite dichiarazioni (siamo pronti in qualsiasi momento col QE3 qualora ci fosse necessità).


L'immediata e prevedibile reazione dei mercati dovrebbe essere un momentaneo ritorno all'avversione al rischio con ritracciamento di equity, commodities, ma anche di gold, silver e € contro usd.


Considerando però quanto sopra, un eventuale storno potrebbe essere l'occasione per valutare l'ingresso (anche in più step) su qualche gold junior mining. Se dopo le elezioni americane verrà come ipotizzato dato il via libera ad un nuovo round di QE, il gold potrebbe spingersi verso nuovi max e il ritorno da un eventuale investimento in una miniera junior potrebbe essere amplificato.


Siccome il gold si alimenta e si alimenterà sempre più dalla stampa sfrenata di nuova moneta, come ho già avuto modo di scrivere in passato, a mio modo di vedere, solo una ristrutturazione del debito su scala globale (quindi USA compresi) sarebbe in grado di "togliere la terra sotto i piedi" al gold e farlo collassare a 400/500 usd l'oncia.


Allego un lista di miniere junior, nel caso fatene buon uso, sempre senza esagerare come esposizione.:-) Buon trading.




Inviato da iPhone

BCE: acquisto di bond “illimitati”


Ti è stato inviato tramite Google Reader

BCE: acquisto di bond "illimitati"


soccorso BCE: acquisto di bond



Scrivo questo post, prendendo spunto dalla notizia secondo la quale la BCE si appresterebbe ad acquistare massicce quantità di bond di stato europei con scadenza 1-3 anni e dagli elogi, su tale decisione, esternati dal collega Alberto su EconoMia & Finanza.



Si ha ragione quando si riferisce circa il fatto che l'operazione messa in atto dal governatore della BCE consista nell'acquisto di bond europei sul mercato secondario ma in maniera condizionata. Bisogna precisare che, la manovra annunciata della BCE non è immediatamente operativa. A questo ultimo proposito, si può presumere che l'intervento della BCE potrebbe essere il sostegno ad un iter di soccorso, che in linea di massima potremmo riassumere così:



-       la richiesta dei soccorsi verrebbe dapprima fatta presente dallo stato bisognoso al futuro organismo intergovernativo ESM (per chi non sappia ancora cosa sarebbe questo abominevole organo, ecco qui un articolo in cui divulgo un interessante studio fatto in merito), il quale si impegnerebbe ad acquistare i relativi titoli di stato sul mercato primario (alla prima emissione, insomma);



-       dal canto suo, l'ESM detterebbe riforme e interventi obbligatori al paese richiedente il soccorso. Pena il ritiro degli aiuti;



-       in tutto questo, la BCE (assieme all'eventuale coinvolgimento dell'FMI) avrebbe il compito di monitorare l'effettiva messa in pratica di tali richieste;



-       oltre all'intervento dell'ESM, la BCE promette ampio appoggio al soccorso, acquistando i titoli dello stato in difficoltà, sul mercato secondario al fine di combattere la speculazione.



Invece, si ha meno ragione quando si crede alla storia che la misura da adottare sia di natura illimitata. In realtà, l'intervento avrà sicuramente una soglia prestabilita, come anche quella del rendimento dei bond, superata la quale sarebbe possibile iniziare a contare sull'...



Inviato da iPhone

Luca Ricolfi - Perché da noi il salvataggio è impossibile  

Luca Ricolfi - Perché da noi il salvataggio è impossibile


Come si fa a non stare dalla parte dei lavoratori dell’Alcoa? Non è certo colpa dei salari operai se la multinazionale americana sta chiudendo alcuni stabilimenti non solo in Sardegna, ma in Europa (dismissioni sono in corso anche in Spagna).

Ma la vera domanda viene a questo punto: posto che una volta tanto il costo del lavoro, la produttività, l’assenteismo, gli scioperi non c’entrano nulla, che cosa si può fare?

Per rispondere bisogna ricapitolare alcuni dati di fondo della situazione dell’Alcoa. Lo stabilimento sardo di Portovesme finora è rimasto in Sardegna per due ragioni di fondo. Primo, perché la domanda di alluminio non era fiacca come oggi.

Secondo, perché lo Stato italiano, che fa pagare l’energia uno sproposito (+30% rispetto alla già alta media europea) all’Alcoa concedeva tariffe superagevolate, naturalmente facendole pesare sulla bolletta di tutti noi, famiglie e imprese che pagano l’energia elettrica a prezzo pieno. Questo avveniva per ragioni puramente politiche, ossia per salvare voti e posti di lavoro, o meglio per salvare voti pagandoli in posti di lavoro. Ma pagandoli quanto? Un calcolo molto rozzo, basato sulla spesa totale negli ultimi 15 anni e sul numero di posti di lavoro salvati, suggerisce che ogni posto di lavoro sia costato ai contribuenti circa 200 mila euro l’anno. Una follia, vista la leggerezza delle buste paga degli operai.

Ora le autorità europee hanno stabilito che quelli erano aiuti di Stato (si vedeva a occhio nudo, ma abbiamo finto di dover attendere un pronunciamento ufficiale) e la multinazionale americana ha capito che non c’è più trippa per gatti. Smantellerà un po’ di stabilimenti in Europa, e ne costruirà uno megagalattico in Arabia Saudita, ovvero in un posto dove è più conveniente produrre.

Ora torniamo alla nostra domanda di partenza. Che cosa si può fare?

Mi spiace essere crudo, ma la sola risposta che mi sento di dare è: niente. O meglio: molto di assistenziale e nulla di industriale. Siamo in Europa, e gli operai che perdono il lavoro hanno diritto a qualche forma di sostegno del reddito, e a essere aiutati nella ricerca di un posto di lavoro nuovo. Ma non raccontiamoci la fiaba che spingere un’azienda straniera a produrre in perdita sul nostro suolo sia «politica industriale», o sia una scelta razionale. La realtà è che produrre in Europa è sempre meno conveniente, per l’incredibile matassa di vincoli e regolamenti che ci siamo dati negli anni. E in alcuni paesi europei, fra cui l’Italia, l’energia (in particolare elettrica) costa troppo, come ha giustamente fatto notare il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi.

Il guaio, tuttavia, è che quello dell’energia è solo un sovraccosto del produrre in Italia, uno dei tanti. Accanto all’energia ce ne sono innumerevoli altri: tempi della giustizia, tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione, adempimenti burocratici, corruzione, prestiti bancari, tasse sul lavoro, tasse sulle imprese. Per questo, a partire da oggi, «La Stampa» - insieme con la Fondazione «David Hume» - proporrà una serie di dossier sui sovraccosti del produrre in Italia, con l’obiettivo di costruire - alla fine - un super-indice che possa dare un’idea quantitativa di qual è il sovrapprezzo che un’impresa deve pagare per operare in Italia anziché in un altro paese appartenete all’Ocse, l’organizzazione che riunisce le 34 economie più sviluppate del pianeta.

Io capisco che, non essendoci un solo euro in cassa e non riuscendo a tagliare né i costi della politica né gli sprechi, i nostri governanti siano affezionati all’idea delle riforme a costo zero. Ma mi permetto di metter loro una pulce nell’orecchio: se vogliamo che la gente torni a trovare lavoro non c’è riforma a costo zero capace di raggiungere l’obiettivo in tempi ragionevoli. Le riforme che costano nulla vanno fatte senz’altro e prima possibile, ma è ingenuo illudersi che possano bastare se non si abbassa - e di molto - il costo del produrre in Italia.

Luca Ricolfi
Fonte: www.lastampa.it
11.09.2012

Crisi/ Cgil: Governo cambi rotta o sarà sciopero generale

Crisi/ Cgil: Governo cambi rotta o sarà sciopero generale


Roma, 11 set. (TMNews) - La Cgil chiede al Governo un "deciso cambiamento" nella sua politica di contrasto alla crisi economica perchè "lavoratori, pensionati e disoccupati, a partire dalla drammatica situazione dei giovani, non sono più in grado di sopportarne il peso". In caso contrario sarà proclamato lo sciopero generale. E' quanto recita il testo dell'ordine del giorno del comitato direttivo approvato con 14 astensioni e un voto contrario. La crisi, sottolinea corso d'Italia, rende "non più rinviabile un deciso cambiamento nella politica del Governo sia in termini di risposte immediate che di rivisitazione strategica della propria azione". Il direttivo ha deciso di avviare una campagna di assemblee in tutti i luoghi di lavoro. La Cgil "resta attenta a ogni possibile convergenza unitaria e chiede al Governo risposte concrete e coerenti con la gravità della situazione. In caso non sia possibile cogliere risultati soddisfacenti, il direttivo dà mandato alla segreteria di programmare azioni di lotta sino allo sciopero generale". (segue)

Moody's minaccia taglio al rating degli Stati Uniti

Moody's minaccia taglio al rating degli Stati Uniti

Finanzaonline.com - 11.9.12/14:52

L'agenzia internazionale Moody's potrebbe ridurre il rating degli Stati Uniti in caso di fallimento dei negoziati politici per arrivare a politiche fiscali di stabilizzazione. E' quanto si apprende da un update sul rating che l'agenzia ha diffuso oggi. Attualmente gli Usa hanno un rating di Moody's AAA con outlook negativo. Qualora gli Usa non riuscissero a raggiungere un accordo sulle politiche di stabilizzazione il rating potrebbe essere ridotto ad Aa1, mentre in caso positivo il rating AAA sarebbe confermato e l'oulook rivisto a stabile.

La Cannibalizzazione della Produzione Industriale della Germania sul resto d’Europa e della Lombardia sul resto d’Italia

La Cannibalizzazione della Produzione Industriale della Germania sul resto d’Europa e della Lombardia sul resto d’Italia

Di , 2:46 PM | Nel passato ho scritto numerosi post circa: a) La cannibalizzazione della Produzione Industriale della Germania ai danni del resto d’Europa, b) L’andamento anomalo dei Consumi elettrici (e demografici)…

Fisco: Befera, Non Siamo Cattivi Rispetto Ad Altri Paesi


Fisco: Befera, Non Siamo Cattivi Rispetto Ad Altri Paesi

(ASCA) - Roma, 11 set - ''Non siamo particolarmente cattivi rispetto ad altri paesi''. E' quanto ha affermato il direttore dell'Agenzia delle entrate e presidente di equitalia, Attilio Befera, rispondendo alle domande dei deputati della Commissione finanza. Befera in particolare fa presente che per multe non pagate in Germania c'e' il carcere, negli Stati Uniti vengono bloccati i conti correnti. Befera poi sulla sanzione sottolinea che ''deve avere un effetto deterrente, altrimenti diventa un arbitrato''.

I greci chiedono alla Germania i soldi per i danni dei nazisti

La catastrofe della disoccupazione giovanile in Europa

disoccupati

La catastrofe della disoccupazione giovanile in Europa

11 settembre 2012 - La Commissione Ue sempre più preoccupata per la mancanza di lavoro tra i più giovani CONTINUA

Reazione popolare contro i microchip RFID

Fonte: hearthaware.wordpress.com

È recentissima la notizia che in alcune scuole americane è partito un progetto pilota per far abituare i bambini ad indossare un microchip RFID durante la permanenza negli ambienti scolastici, attraverso alcuni gadget come la tessera identificativa scolastica “microchippata”, la divisa scolastica con trasmettitore incorporato e addirittura un collare (!) da indossare proprio come gli animali domestici… Il governo americano vorrebbe garantire “la sicurezza” degli studenti, tracciandone tutti gli spostamenti per ridurre la percentuale di coloro che “marinano” la scuola.

Sono questi i primi passi che il NWO sta muovendo a livello sperimentale per rendere familiare alle nuove inesperte generazioni l’intimo contatto con un microchip capace di monitorare le loro vite. Ebbene forse hanno sbagliato tempistica o valutato male i loro “polli”, perchè negli ultimi giorni questi progetti non hanno fatto altro che scatenare malumori popolari e proteste pubbliche contro l’uso di questa tecnologia.

Leggi il resto di questo articolo »


CDS: crollo del rischio sugli emittenti PIIGS

CDS: crollo del rischio sugli emittenti PIIGS

Questi sono gli effetti collaterali del bazooca di Draghi. Assicurarsi contro il default di un paese dell’ tramite un , oggi, è diventato molto più conveniente, proprio perché la BCE “protegge” in modo evidente con l' l’incolumità dell’Eurozona. Minor risciho e quindi prezzi dei bond in salita. Ne conseguono rendimenti in discesa e quindi ...

Pubblicato in Macroeconomia, Obbligazioni e Titoli di Stato |Taggato , , , | Lascia un commento