18/09/12

DA LEGGERE!!!!! notizia bomba: il Dollaro non è più moneta primaria  

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notizia bomba: il Dollaro non è più moneta primaria


Il Dollaro non è più moneta primaria
16 settembre 2012


Il Dollaro non è più moneta primaria per gli scambi di petrolio, la Cina comincia a commerciare il petrolio usando Yuan
Notizia bomba che segna un duro colpo per la Federal Reserve e apre il campo a nuove sorprese nel mondo della finanza internazionale; vedremo come andrà a finire ma le premesse fanno presagire qualcosa di veramente grosso.

L’11 settembre, il pastore Lindsey Williams, ex ministro per le compagnie petrolifere globali durante la costruzione del gasdotto in Alaska, ha annunciato l’evento più significativo riguardo al dollaro fin dalla sua nascita come moneta. Per la prima volta dal 1970, quando Henry Kissinger ha forgiato un accordo commerciale con la casa reale dei Saud per vendere il petrolio utilizzando solo dollari, la Cina ha annunciato la sua intenzione di bypassare il dollaro per la compravendita mondiale di petrolio e ha iniziato a vendere la merce usando la loro propria moneta.

Lindsey Williams: “L’avvenimento più importante nella storia del dollaro americano, fin dalla sua nascita, ha avuto luogo Giovedi 6 settembre. In quel giorno, qualcosa è successo che influenzerà la vostra vita, la vostra famiglia, il vostro tavolo da pranzo più di quanto possiate immaginare. “

“Giovedi’ 6 Settembre … solo pochi giorni fa, la Cina ha dato l’annuncio ufficiale. Quel giorno la Cina ha detto: il nostro sistema bancario è pronto, tutti i nostri sistemi di comunicazione sono a vostra disposizione, tutti i sistemi di trasferimento sono pronti per partire e da Giovedi 6 settembre ogni nazione del mondo che, d’ora in poi, vorrà comprare o vendere greggio lo potrà fare utilizzando la valuta cinese e non il dollaro americano. – Intervista radiofonica a Natty Bumpo dell’11 settembre

L’annuncio da parte della Cina è uno dei cambiamenti più significativi nel sistema economico e monetario globale, ma è stato appena riportato tra gli annunci durante la convention democratica della scorsa settimana. Le conseguenze di questa nuova azione possono essere enormi e potrebbe benissimo essere il catalizzatore che porterà giù il dollaro come valuta di riserva globale e cambierà l’intero scenario di come il mondo acquisti energia.

Ironia della sorte, dal 6 settembre, il dollaro USA è sceso da 81,467 all’indice di prezzo di oggi, a 79,73. Mentre gli analisti si concentravano su azioni che si svolgevano nella zona euro e sugli attesi segnali di andamento della Federal Reserve, giovedì non a caso il dollaro ha cominciato a perdere forza, il giorno stesso dell’annuncio da parte della Cina.

Dal momento che la Cina non è una nazione produttrice di petrolio, la questione che la maggior parte delle persone chiederà è: come potrà la potenza economica asiatica ottenere olio sufficiente per influenzare l’egemonia del dollaro? Tale questione è stata anche analizzata da Lindsey Williams quando ha sottolineato che un nuovo accordo commerciale è stato firmato il 7 settembre tra la Cina e la Russia, in cui la Federazione russa ha accettato di vendere petrolio alla Cina in grandi quantità: quanto ne desiderano.

Lindsey Williams: “Questo non è mai successo nella storia del greggio. Dal momento che il greggio è diventato la forza motivante dietro la nostra intera economia (statunitense) e tutto nella nostra vita ruota intorno al petrolio greggio. Dal momento che il greggio è diventato il fattore motivante della nostra economia … mai e poi mai il petrolio greggio stato venduto, comprato, scambiato, in qualsiasi paese del mondo, senza usare il dollaro americano “.

“Il petrolio greggio è la valuta standard del mondo. Non lo yen, non la sterlina, non il dollaro. Viene scambiato più denaro in tutto il mondo con petrolio greggio che con qualsiasi altro prodotto. “

“Venerdì, 7 settembre la Russia ha annunciato che, a partire da oggi, fornirà alla Cina tutto il petrolio greggio di cui essa ha bisogno, non importa quanto ne vogliono … non ci sono limiti. La Russia non venderà il greggio alla Cina usando il dollaro americano.” -Intervista a Natty Bumpo alla radio Just Measueres Radio Network dell’11 settembre:

Con queste azioni combinate due avversari tra i più potenti dell’economia degli Stati Uniti si sono ora uniti per fare una mossa per attaccare la roccaforte economico primaria che mantiene l’America sul podio come superpotenza economica. Una volta che la maggior parte del mondo comincerà a bypassare il dollaro e acquisterà il petrolio in altre valute, allora tutto il peso del nostro debito e la diminuita struttura produttiva crollerà sulle teste del popolo americano.

Questo nuovo accordo tra la Russia e la Cina ha anche ramificazioni gravi per quanto riguarda l’Iran e il resto del Medio Oriente. Le sanzioni degli Stati Uniti contro l’Iran non avranno più un effetto misurabile perché le “nazioni canaglia” potranno semplicemente scegliere di vendere il proprio petrolio alla Cina e ricevere yuan in cambio e usare quella valuta per commercializzare le risorse necessarie di cui hanno bisogno per sostenere la loro economia e i loro programmi nucleari.

Il mondo è cambiato la settimana scorsa e neppure una parola è stata detta da Wall Street o dai politici che si dilettavano nella loro magnificenza mentre questo evento ha avuto luogo nel corso dei convegni di partito. Un duro colpo è stato inflitto il 6 settembre all’impero americano e al potere del dollaro come valuta di riserva mondiale. E la Cina, insieme alla Russia puntano ora a diventare i controllori dell’energia e, quindi, titolari di una nuova petrol-valuta.

http://lospecchiodelpensiero.wordpress.com/
link to original article:
https://www.examiner.com/article/dollar-no-longer-primary-oil-currency-as-china-begins-to-sell-oil-using-yuan

SENTENZA CHE FARÀ GIURISPRUDENZA! FATE CIRCOLARE LA NEWS! Non paga l’Iva, assolto dal Tribunale di Firenze

Non paga l’Iva, assolto dal Tribunale di Firenze

Il giudice ha riconosciuto le ragioni di un imprenditore che non ha pagato l'iva per un'illiquidità non volontaria

I pianificatori centrali non possono effettuare il calcolo economico

Il compito che l’uomo agente desidera portare a termine col calcolo economico è di stabilire il risultato dell’azione mettendo a confronto l’investimento e la produzione. Il calcolo economico non è nè una stima del risultato atteso dall’azione futura nè la determinazione del risultato dell’azione passata. Ma questa non serve puramente scopi storici e didattici. Il suo significato pratico è di mostrare quanto uno sia libero di consumare senza pregiudicare la futura capacità di produrre. È riguardo a questo problema che sono sviluppate le nozioni fondamentali del calcolo economico — capitale e reddito, profitti e perdite, spesa e risparmio, costi e rendimenti. L’impiego pratico di queste nozioni e di tutte le nozioni da esse derivate è inseparabilmente connesso al funzionamento di un mercato in cui beni e servizi di tutti gli ordini sono scambiati contro un medio di scambio universalmente usato, la moneta. Esse sarebbero puramente accademiche, senza nessuna importanza per l’uomo agente in un mondo a struttura d’azione differente.

I bilanci i partiti se li controllano da soli

Alfano Bersani Casini

I bilanci i partiti se li controllano da soli

18 settembre 2012 - Ah beh, allora siamo in una botte di ferro CONTINUA

Cosa resta del salotto buono? Piazzate e conti in rosso

Nella Milano del siciliano Enrico Cuccia, i panni sporchi si lavavano in casa. Oggi per un Della Valle che cannoneggia, tanti vecchi protagonisti cedono il passo, mentre altri resistono, rispondono o fanno rispondere. Come mai? Stanno finendo i soldi, e quando la torta si fa piccola si diventa tutti più franchi.



Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz26qfS6BK4

Crisi: Usa, mutui al palo, crollano ai minimi da 16 anni

Crisi: Usa, mutui al palo, crollano ai minimi da 16 anni

Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su Più export che import: ma solo perché gli italiani....



Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Più export che import: ma solo perché gli italiani...":

Le cifre riportate sono impressionanti positivamente per la bilancia commerciale e se i valori venissero gestiti bene anche il debito pubblico se ne avvantaggerebbe per ridursi, come accaduto in Luglio. Il rovescio della medaglia ha tante spine quanto una rosa e l'articolo ne evidenzia sola una. La stragrande maggioranza degli italiani è sicuramente impoverita, ma in misura diversa consumano anche nel ridotto bilancio familiare.
Con le nuove misure dettate dal governo tutti capiscono che più consumano è più pagano tasse, poiché non le detraggono dai redditi. Non solo, con le minacce della Agenzia delle Entrate e l'introduzione del nuovo redditometro, il timore di essere perseguiti fiscalmente, basato sui consumi, riduce la propensione agli acquisti. Di fatto, salvo i beni di prima necessità, tutto quello che si può evitare si procrastina nel tempo. A difesa dell'incidenza dei costi, vengono messe in campo le difese più disparate. Chi vive presso i confini, compra nello Stato accanto tutti i prodotti convenienti. Altri si recano, facendo gruppi di acquisto, direttamente ai produttori senza passare per l'intermediazione. La grande distribuzione viene preferita ai singoli dettaglianti, ma si acquista solo prodotti in offerta. I più fortunati, che per motivi di lavoro viaggiano all'estero, partono con valigie vuote e ritornano piene di prodotti, anche made in Italy, perché nel Paese in cui si recano il prezzo è favorevole anche per la ridotta tassazione dell'IVA.
Conclusione l'ECONOMIA REALE interna diventa un girone infernale dantesco volto ad avvitarsi sempre più. Il lavoro manca, le aziende chiudono, le entrate si riducono è la fonte rimane solo esportazione e turisti esteri sempre più mordi e fuggi. Insufficiente per tutti ed una grossa parte viene incamerata dallo Stato. Con questa situazione, siamo al punto che oltre ai consumi, stiano crollando anche i pagamenti dei servizi, quelli sociali si riducono velocemente, del le tasse attuali, ma soprattutto, ed è qui il vero caso esplosivo, delle cartelle esattoriali pendenti ormai fuori controllo sia dai valori di mercato che per la inesigibilità di parte dei contribuenti. Cosa accadrà sarà un mistero biblico. Impensabile chiedere soldi a chi ha perso il posto di lavoro, al cassaintegrato, all'imprenditore in difficoltà o che ha chiuso l'azienda, a chi vive di precariato, in definitiva a tutti quelli che non arrivano a fine mese o ci arrivano con estrema difficoltà. Saranno tutti pignorati ? Verranno messi al bando pubblico come evasori ? Come si farà a ripartire con questo macigno sulle spalle ? E, in definitiva, siamo sicuri che ne valga la pena ?
Inoltre aumenta, e gli articoli di cronaca lo confermano, la predisposizione di incensurati sempre più disponibili ad atti illegali pur di ottenere denaro per vivere. L'insopportabilità della perdita del proprio tenore di vita per alcuni è inaccettabile oltre che un fallimento. Questo non li giustifica, ma rende l'idea dei rischi sociali a cui si va incontro.
In un commento precedente su questo blog dissi, dopo un giro per l'Italia per motivi professionali, che la crisi è più drammatica di quella che appare, perché hanno tolto la SPERANZA NEL FUTURO. Il pensiero ricorrente che circola con sempre più frequenza è "PRIMA MANGIO E POI PAGO, SE POSSO", ma quelli che non riescono neanche a mangiare aumentano.
VITTORIO

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Postato da Anonimo in ML NEWS alle 10:51:00

Russia cancella 90% debiti della Corea del Nord Reuters – 6 ore fa

Russia cancella 90% debiti della Corea del Nord

LA SPAGNA E' PRONTA AL KO..


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LA SPAGNA E' PRONTA AL KO..

mentre la stampa italiota ineggia alle aste di titoli spagnoli e greci andate bene (e non poteva essere diversamente dopo la BCE e dopo che questi titoli sono tutti rifinanziabili presso la BCE stessa..)

ecco che il governo spagnolo inizia a sparare le solite cazzate...
CRISI:SPAGNA,SAENZ,RICHIESTA AIUTO SOLO SE SENZA SACRIFICI 
La Spagna esaminerà l'ipotesi di chiedere aiuto esterno per ridurre i costi di finanziamento sul mercato solo se non si dovranno imporre nuovi "sacrifici" agli spagnoli. Lo ha detto Soraya Saenz de Santamaria, vice presidente e portavoce del governo Rajoy, in una intervista a Telecinco ripresa da Bloomberg. Per Saenz, la richiesta di aiuto per "far calare i costi di finanziamento a livelli accettabili può essere una opzione solo se non implicherà intollerabili sacrifici per il Paese."

SORAYA...MA CI PRENDI TUTTI PER ITALIOTI?  TORNA A FARE LA VELINA CHE E' MEGLIO


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Non guardare questo video o fra 7 giorni farai cadere il governo!


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Non guardare questo video o fra 7 giorni farai cadere il governo!

Quando l'orrore si fa video





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Monti? Più che un tecnico, una bestia – Di Aldo Giannuli


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Monti? Più che un tecnico, una bestia – Di Aldo Giannuli

 


Il Presidente del Consiglio Monti, nel suo Alto magistero, ci fa sapere che lo Statuto dei diritti dei lavoratori è stato un danno per l'occupazione, perché, ingessando l'economia con troppi diritti per i lavoratori, ha scoraggiato gli investimenti che avrebbero creato lavoro. In effetti, se i lavoratori fossero tenuti 16 ore alla macchina, possibilmente legati con una solida catena, in modo da evitare inutili interruzioni per stupide ragioni fisiologiche, non perdessero tempo in assemblee sindacali, ricevessero un salario di pura sussistenza, come nelle zone interne della Thailandia o della Birmania, sarebbe molto più conveniente investire in Italia e ci sarebbe tanta occupazione in più. Considerando poi che con un trattamento simile, una parte considerevole dei lavoratori non raggiungerebbe l'età della pensione, questo rappresenterebbe un vantaggio per le casse statali, produrrebbe un turn over assai veloce e proprio non ci sarebbe disoccupazione.

Monti è un vero progressista! Però ci deve dare qualche spiegazione su come lavora lui. Recentemente l'illustre economista (il cui ultimo libro risale al 1992, dopo solo interviste e qualche rapporto), ha recentemente ammesso che, in effetti, l'economia italiana è in recessione e che questo è il prodotto delle scelte di austerità fatte dal suo governo. Però questo era necessario per rimettere in ordine i conti.


Peraltro, nel mese di luglio abbiamo appreso che, nonostante il massiccio aumento della pressione fiscale con l'aumento dell'Iva e l'istituzione dell'Imu (insieme a non so quante altre tasse) lo Stato ha incassato il 3% in meno, rispetto al gettito fiscale dell'anno precedente.


Se abbiamo capito bene è successo questo:


1.il debito pubblico è cresciuto rispetto al Pil: infatti se il debito resta alle quotazioni in cui è ed il Pil diminuisce del 2,7-2,8 (vedremo il dato preciso a fine anno, vuol dire che il debito è cresciuto in proporzione


2.la flessione delle attività economiche è stata tale da produrre un gettito fiscale più basso, nonostante gli aumenti decisi


3.pertanto, questo significa che i vantaggi dei tagli alla spesa, in buona parte se ne vanno solo per compensare il calo di introiti


4.la crescita del debito in proporzione al Pil e la flessione del gettito fiscale riducono la possibilità di restituire il capitale preso in prestito, per cui gli investitori vogliono interessi più alti per ricomprare i titoli; e, infatti, lo spread  dopo una momentanea e limitata riduzione è tornato ribaldamente oltre i 500 punti per poi diminuire nuovamente (non sappiamo per q...



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Equivocando sugli Stati uniti d’Europa: crisi dell’euro, debiti sovrani e sovranità nazionali.


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Equivocando sugli Stati uniti d'Europa: crisi dell'euro, debiti sovrani e sovranità nazionali.


di Andrea Atzori


Il governo Monti si caratterizza sempre di più come il governo dei tagli. Questo professorone bocconiano si sta qualificando decisamente come un Brunetta calzato e vestito. Il suo unico bersaglio, da cacciatore di safari africano, è la classe operaia e la pubblica amministrazione. Non che non ha saputo, ma non ha voluto fare altro! Ha confuso, coscientemente, il liberismo economico, che prevede la separazione netta dei due settori, pubblico e privato, nell'economia di mercato, con l'aggressione e la completa devastazione e divorazione del patrimonio pubblico da parte dei privati.

Non ha tagliato gli stipendi e le spese ingentissime dei politici e della politica, non ha colpito con le sue manovre finanziarie i grandi capitali e le rendite parassitarie. Dice di voler snellire lo Stato, licenziando gli impiegati che lavorano per otto ore al giorno per uno stipendio da fame, ma si dimentica dei professionisti, medici, avvocati, ingegneri, che oltre allo stipendio netto di decine di migliaia di euro al mese, godono anche di incentivi stratosferici più un trattamento a parte per ogni pratica svolta. Il privilegio sociale da salvaguardare ad ogni costo. In un mondo pieno di laureati disoccupati ed intellettuali morti di fame.



Il professor Monti, grande cattedratico e consulente superpagato, non ha fatto una sola legge che andasse contro gli interessi suoi e dei suoi affini. Ma vuole snellire lo Stato, facendo snellire gli statali, riducendoli alla fame. Egli è un reazionario senza testa né cuore, che si bea, esclusivamente, degli elogi dei leader europei, che sbandierano il miraggio europeo come uno specchietto per le allodole. Non ha varato una vera riforma anticorruttiva, anzi ha usato come pretesto la corruzione per emanare una legge che mandava liberi tutti i più grandi corrotti, in primo luogo Berlusconi. Ha dimostrato fino in fondo quale sia il grado di insidia che il suo clericalismo riveste per lo Stato italiano. Il suo successo nel summit europeo recente è insussistente. La Merkell e gli altri paesi del nord Europa, Austria in prima fila, che chissà per quale strano motivo risultano essere sempre i più virtuosi, nonostante i propri dipendenti pubblici siano super pagati, non hanno ceduto su alcun punto, riguardo alla unificazione politica.

Essi sanno bene che politica ed economia sono due settori completamente differenti e separati. La formazioni di nuovi Stati è un problema di pertinenza politica, in cu...



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ITALIANI MASOCHISTI VOGLIONO ANCORA MONTI


ITALIANI MASOCHISTI VOGLIONO ANCORA MONTI

Un popolo di masochisti: gli italiani rivogliono Mario Monti come premier. E' questo l'esito del sondaggio del lunedì proposto dal Tg La7 di Enrico Mentana, che aggiunge un quesito. Al campione non viene più chiesto soltanto chi voterebbe alle prossime elezioni, ma chi desidera a Palazzo Chigi nella prossima legislatura. Certo, il ventaglio proposto non era ampio: prevedeva Silvio Berlusconi (si candiderà? Non si candiderà? Continua il mistero ma resta lui il nome più accreditato e "pesante" nel centrodestra), poi il segretario del Pd, Pierluigi Bersani (circondato da Matteo Renzi e daNichi Vendola che è tornato a le chiedere primarie di coalizione) e infine lui, il professore delle tasse, Mario Monti. Le percentuali non lasciano spazio alle ambiguità: stando alla verità proposta dal telegiornale diretto da Mitraglietta la classifica viene dominata dal premier. Il 37% del campione vorrebbe Monti alla guida del governo. Segue poi Bersani con il 24,7% delle preferenze e chiude la classifica un opaco Berlusconi, che raggranella soltanto il 13,5% dei consensi. Il 21,3% degli intervistati, infine, non vorrebbe nessuno dei tre, mentre il 3,5% non ha espresso un parere.

Il curriculum di Mario - Tasse, tagli e riforme monche, insomma, avrebbe soddisfatto gli italiani, che stando al sondaggio si rivelano un popolo di masochisti. Vorrebbero dunque ancora il Professore che ha portato la pressione fiscale del Belpaese in vetta alla (triste) graduatoria mondiale. Giova ricordare, inoltre, che il curriculum di Monti premier vanta anche la mazzata sulle pensioni, una riforma del lavoro spuntata e un pacchetto liberalizzazioni spot che, di fatto, non ha liberalizzato un bel niente. Poi il recente decreto sanità, un altro provvedimento spot che è stato via via svuotato e impoverito (fortunatamente anche della tassa sulle bibite frizzanti), gli insuccessi in politica estera (pensiamo al caso dei Marò), i favori alle banche e, ultima ma soltanto nell'elenco, la mazzata sulla casa, quell'Imu (versione riveduta e corretta al rialzo rispetto alla vecchia Ici) che ci dissangua. Ancora Monti? Contenti gli italiani...

Giù Grillo e il Pdl - Il sondaggio di Mentana ha poi offerto anche il consueto quadro sull'andamento dei partiti politici. Il dato più importante riguarda ancora il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che travolto dalle polemiche perde un altro 0,9% e cala al 13,4 per cento. Il Pd resta in cima al sondaggio, ma perde ancora uno 0,3 e passa al 26,5% (tra gli altri partiti di sinistra, Sel di Vendola sale dello 0,4% al 6,4%, il Partito Socialista sale dello 0,2% all'1,4% e l'Api di Rutelli, che confluirà nel Pd, resta invariato allo 0,3%). Nel centrodestra significativo l'arretramento del Pdl, dove non è ancora chiara la linea e chi sarà il candidato: gli azzurri perdono lo 0,7% e calano al 20,7 per cento. Lieve flessione per la Lega Nord, giù dello 0,2% al 5%, mentreLa Destra di Storace guadagnando lo 0,2% sale al 2 per cento. Al centro l'Udc di Casini sale dello 0,4% al 7,1%, Fli di Fini prende lo 0,1% e si attesta al 2,1%, mentre il Movimento per l'autonomia sale dello 0,1% allo 0,7 per cento. Da segnalare infine il calo di consensi per l'Idv di Antonio Di Pietro, che perde lo 0,8% e scende al 5,8 per cento.

fonte link

la somma delle preferenze tra monti bersani e berlusconi fa il 75%, quindi un paese SENZA SPERANZA.

La moneta non circola, in attesa del fiscal cliff

La moneta non circola, in attesa del fiscal cliff

Velocità di circolazione di moneta, M1, SP 500, e…! Già in passato abbiamo copiosamente parlato della velocità di circolazione della moneta. La velocità di circolazione della moneta (o, più brevemente, velocità della moneta) è la frequenza media con cui un'unità di moneta è spesa in uno specifico periodo di tempo. Nell'equazione dello scambio, la ...


LENTA AGONIA


LENTA AGONIA


Forum: Azioni Italiane ed Estere >
Si Schianta Tutto

  • Stamane, mentre mettevo in moto l'auto, la mia attenzione è stata attratta dal cruscotto. Guardandolo con attenzione mi sono stupito dalla quantità di componenti necessari alla sua costruzione. Si tratta di componenti di natura molto diversa gli uni dagli altri, sicuramente realizzati da aziende diverse, ognuna con la propria competenza e con la propria tecnologia.

    Poi ho pensato che ognuna di queste aziende, a sua volta, ha bisogno di materie prime, di semilavorati e di macchine necessarie alla produzione. E quindi ci debbono essere altre aziende che producono materie prime, semilavorati e macchinari.

    Ho, finalmente, pensato ad una automobile nella sua interezza, ed alla enorme quantità di componenti necessari alla sua costruzione. In fondo chi produce auto oramai si limita a progettare ed assemblare semilavorati. Per cui, perchè l'industria dell'auto possa esistere, come qualunque altra industria, è necessario che vi sia una moltitudine di aziende, ognuna specializzata in un prodotto specifico, che è a sua volta tanto fornitrice quanto cliente di altre industrie.


    Un paese manifatturiero è tale perchè al suo interno esiste un tessuto industriale fatto da decine di migliaia di aziende, da quella che produce la più stupida guarnizione a quella che si limita a cromare certe parti in metallo. E' un sistema molto vasto, complesso, articolato, che non si può improvvisare, ma richiede decine di anni di sviluppo industriale e di investimenti.

    Questo sistema industriale ha un valore che va oltre il semplice computo patrimoniale, perchè include una parte immateriale di difficile quantificazione, e che probabilmente ha un valore maggiore rispetto al semplice patrimonio materiale: si tratta delle competenze e delle conoscenze.

    Mentre la costruzione di un impianto industriale può richiedere brevissimo tempo, l'acquisizione delle esperienze, delle competenze e delle conoscenze richiede tempi molto più lunghi. Oserei sostenere che un sistema industriale ha un valore maggiore rispetto al valore di ogni singola azienda che lo compone. Ed è un valore che beneficia l'intera collettività, e non solo gli imprenditori.

    Se uno stabilimento viene distrutto da un incendio o da un terremoto, si può facilmente ricostruire e riavviare la produzione. Ma se vengono distrutte le competenze diventa molto complesso ed oneroso ricostituirle.

    Per un paese come l'Italia, privo di materie prime e dalla forte dipendenza energetica, è fondamentale disporre di un forte e competitivo sistema industriale. Esso può garantire la disponibilità di un prodotto esportabile, al fine di compensare le indispensabili importazioni. L'assenza di una produzione vendibile sul mercato globale ci proietterebbe tra i paese del terzo mondo, non avendo una contropartita alle indispensabili importazioni.

    Sono cose elementari, che chiunque comprende.

    Il fatto è che se un forte sistema industriale è vitale per il benessere del Paese, esso dovrebbe essere salvaguardato in ogni modo, considerandolo patrimonio nazionale al pari del Colosseo o degli Uffizi.

    Mi pare, purtroppo, che questo governo, nella sua cieca furia tributaria, stia distruggendo questo enorme patrimonio. Tra aziende che falliscono ed aziende che delocalizzano, competenze, conoscenze ed esperienze dall'immenso valore, stanno svanendo. Ed il loro eventuale ripristino sarebbe difficile e dispendioso.

    Purtroppo questo governo concentra la sua attenzione esclusivamente sul debito pubblico e sul deficit di bilancio, non tenendo in alcun conto cose molto più importanti. Eppure è facile intuire che, una volta distrutta buona parte dell'economia reale, il problema del debito e del bilancio dello stato si ripresenteranno in modo molto più grave di quello attuale, e non sarà possibile alcuna soluzione al di fuori del default.

    Se, quindi, il default è inevitabile, è meglio che si faccia subito, prima che sia andata distrutta la capacità del paese di riavviarsi. Altrimenti ci ritroveremo con le pezze al *** e senza industrie, e quindi con l'enorme difficoltà ad importare petrolio o grano. Un default controllato è molto meglio della catastrofe improvvisa ed incontrollata.

    E' giusto pagare i debiti? Senz'altro. Ma immaginate di avere un debito da pagare ed di aver bisogno di un intervento chirurgico indispensabile a salvarvi la vita. Avete due possibilità: pagate il debito e poi morite, oppure rinegoziate il debito e vi salvate. Non vi chiedo cosa scegliereste perchè la risposta è scontata, salvo forse quella di Hoby che, essendo un banchiere, sosterrà che pagare i debiti nei confronti delle banche sia più importante della vita di una persona...

    Ora immaginate di andare in banca e dire: signor direttore, purtroppo per questioni di salute debbo sospendere il pagamento del debito. Appena sarò guarito riprenderò il pagamento. Se siete d'accordo va bene, altrimenti non vi do più un Kazzo.

    La banca, se si rende conto che effettivamente non ha altri sistemi per recuperare il proprio denaro, accetta, statene certi. All'inizio minaccerà fuoco e fiamme, vi paventerà un futuro pieno di problemi, ma voi, che siete intelligenti, ve ne fregate.
    La banca si rassegna, ed aspetta. Meglio perdere un po di interessi che l'intero capitale.

    Il presidente del consiglio, de davvero avesse a cuore il futuro della nazione, darebbe la priorità alla salvaguardia del tessuto produttivo del paese. Pare, invece, che di questo a Monti non importi nulla, suffragando la mia convinzione che il suo solo obiettivo sia quello di drenare, costi quel che costi, tutto il possibile a favore delle banche.

    Credo che tutti abbiate sentito dello schifo della regione Lazio. Come sostiene Anritrader la causa principale del nostro disastro è l'enorme mole di ruberie che avvengono di anno in anno con maggior spudoratezza. Ora chiediamoci: cosa ha fatto Monti per eliminarle? Nulla, assolutamente nulla. E sapete perchè?

    Per la semplice ragione che se toccasse gli interessi della casta perderebbe la fiducia del parlamento e dovrebbe dimettersi. In tal caso non potrebbe portare a termine il mandato che gli è stato assegnato dalla troika. Quindi chi se ne frega degli sperperi e delle ruberie, il problema è l'evasione fiscale, la tracciabilità del denaro, le pensioni.

    Se davvero Monti fosse stata una persona per bene, avrebbe proposto con urgenza tagli alla casta, almeno per un fatto morale, e di fronte alla bocciatura in parlamento avrebbe rassegnato le dimissioni. Sarebbe stato l'unico atto dignitoso del peggior presidente del consiglio che l'Italia ricordi.

    Non può farlo, evidentemente, senza prima aver fatto immensi regali alle banche, come l'obbligo della tracciabilità sopra i 50 euro.

    Il mio timore è che, di questo passo, ci sarà ben poco da tracciare.

VI SEMBRA NORMALE? Roma, cede pilastro portante: evacuata una scuola, nessun ferito

Roma, cede pilastro portante: evacuata una scuola, nessun ferito

Eurostoxx50 vicino ai massimi dell’anno

1792012a

Con il balzo in avanti nel mese di settembre l’indice si è portato stabilmente sopra i 2500 punti. Ad un passo da quota 2611, precedente record del 2012, potrebbero tornare le vendite. Attenzione alla divergenza sul MACD. Le statistiche parlano chiaro: durante il mese di agosto i mercati azionari solitamente registrano una flessione. La maggior parte degli operatori, istituzionali e non, infatti vanno in vacanza in questo peri

Autogoverno, liberiamoci da chi sta uccidendo il nostro presente


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Autogoverno, liberiamoci da chi sta uccidendo il nostro presente

di GIORGIO BARGNA


Negli ultimi anni si è parlato spesso, a volte con sufficienza, del concetto di "autodeterminazione", questo termine rappresenta una variegata serie di significati, un ginepraio in cui diviene impossibile giostrarsi, se non interpretando il termine a proprio piacimento. Andiamo a prendere in considerazione il rapporto tra Stati e cittadini in merito al diritto di questi ultimi di disporre di se stessi e alla luce delle norme del diritto internazionale. Secondo queste ultime va fatto presente che gli Stati e non i popoli sono i soli destinatari formali delle norme in materia, mentre questi ultimi possono esserne al più i beneficiari, e che una distinzione, purtroppo o a ragione, va fatta tra i concetti di popolo, minoranza, popolazione indigena o gruppo insurrezionale aspettarsi di ricevere qualcosa dalle istituzioni è pura velleità.


"Autodeterminarsi", potrebbe anche essere un riferimento all'individuo come singolo, e quindi alla possibilità concessagli di esprimere la propria personalità senza restrizioni ed in tutti gli ambiti: quello politico, quello sociale, quello religioso, quello sessuale ma anche quello medico, ma non  stringiamo troppo l'argomento, soprattutto non allontaniamoci da quello che mi preme. Il termine autodeterminazione, esprime l'azione a conseguire la creazione di un nuovo Stato sovrano indipendente, dotato di proprio esercito e di propria moneta, in genere legittimato dal principio etnico, nazionale, o religioso, attraverso la secessione da un'altra entità statuale. Un padre dell'autodeterminazione potrebbe essere il Presidente americano Thomas Woodrow Wilson. La proposta di Wilson venne concepita per sanare la situazione europea di quel dopoguerra, sui risultati non mi soffermo, non sarebbe cosa breve e neppure semplice. Il richiamo all'autodeterminazione ebbe in seguito successo come sostegno alle rivendicazioni indipendentiste connesse alla decolonizzazione, o a quelle sostenute da minoranze etniche o nazionali in presenza di scarso o nullo riconoscimento dei loro diritti. A questo proposito, possono essere citate le rivendicazioni separatiste ancora attive nei Paesi Baschi, nel Québec, nel Kashmir, in Tibet, nel Kurdistan. Queste tendenze alla frammentazione politica del mondo, riscontrabili anche all'interno di Stati democratici, come la Spagna, l'Italia, il Canada, oppure l'India, poste frontalmente davanti a delle "Istituzioni" difficilmente portano a risultati e sono contrastanti lo sviluppo del federalismo.


Preferirei concentrarmi sul concetto di "autogoverno" il quale si colloca nel quadro della d...



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Da quando gli Usa si sono spostati sull’Asia la tensione militare è alle stelle


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Da quando gli Usa si sono spostati sull'Asia la tensione militare è alle stelle




Ben McLannahan e Geoff Dyer







La disputa fra e Giappone e Cina sull'isola contesa di Sensaku è solo l'ultima in ordine di tempo. Le tensioni regionali sono aumentate quando gli Stati Uniti hanno annunciato i piani per lo spostamento della propria forza navale dall'Atlantico al Pacifico.  Scelto e tradotto dal Financial Times.





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STA PER FINIRE LA CRESCITA FACILE IN CINA


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STA PER FINIRE LA CRESCITA FACILE IN CINA

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DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk



Più ne sappiamo dei piani di stimolo per la crescita della Cina, più ci sembrano inverosimili.



Il Magazine Caixin riporta  - con una certa incredulità - che il conto per i parchi industriali e per i mega-progetti presentati finora dalle gerarchie cinesi, secondo alcune stime, è arrivato a 15 miliardi di yuan.   


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Fino all’ultima Casta


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Fino all'ultima Casta

Alle prossime elezioni, stando a quanto finora visto, avremo il Centro(destra) di Matteo Renzi opposto al (centro)Sinistra di Nicky Vendola.

Per tale scopo, basteranno le Primarie del Partito Democratico e, nella sostanza, a noi elettori sarà dato di scegliere comprimari ed opposizioni. Tutto qui.


Inoltre, ci toccherà assistere – spettatori, mica cittadini – all'elezione come Presidente della Repubblica di Romano Prodi, l'uomo dei governi affondati dalla sua stessa maggioranza. E, dulcis in fundo, affliggerci per cinque anni eleggendo sindaci e governatori regionali, estratti alla 'ruota della Casta' dal solito bussolotto logoro e scorticato.


Naturalmente, i media ci racconteranno di fulgide vittorie tra urne deserte ed in nome della 'stabilità' i mercati plaudiranno al solito governo senza maggioranza al Senato, dato che prima o poi ci sarà da speculare.


La colpa di tutto questo?

Del Popolo delle Libertà e del suo leader, Silvio Berlusconi, dato che il partito non si è mai dato quell'infrastruttura democratica interna, indispensabile a contenere i danni e proporre nuovi protagonisti se le cose vanno male, e dato che Silvio Berlusconi ha appiattito il contesto preferendo l'alleanza con Bossi e l'influenza della Santanché all'epurazione di Fini ed al dissidio con Casini.


Dell'ex Partito Comunista e dell'ex Democrazia Cristiana, oggi centrosinistra, che mai hanno rinunciato alle rendite di consenso per iniziare a farsi carico delle generazioni nate dopo il 1950 e della trasformazione dell'impianto savoiardo nell'economia e nella giustizia, dove sono ancora ampiamente vigenti i regi decreti che furono i 'pilastri' dell'Italia Trasformista.


Dei leader partitici emergenti – Di Pietro, Grillo per fare due nomi – che hanno preferito il 'bonapartismo' all'aggregazione degli 'uomini di buona volontà' e vinca il migliore.


Se questa potrà chiamarsi stabilità e governabilità …




originale postato su demata





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Mercati Falsi e Bugiardi


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Mercati Falsi e Bugiardi

Altro esempio della falsità di questi mercati.

Gli HFT si basano moltissimo sulle posizioni dei piccoli traders: se vedono che ti sei messo in acquisto/vendita accumulano una bella quantità di ordi ...


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QE3


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QE3

Leggere con attenzione questo commento di Warren Mosler uscito venerdì su Bernanke e il lancio del QE3 di giovedì (un piano di acquisto di 40 miliardi al me ...


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La Germania ha sempre cancellato i suoi debiti


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La Germania ha sempre cancellato i suoi debiti

La Germania per QUATTRO volte nella storia dell'ultimo secolo ha avuto azzerati tutti i debiti ed è potuta ripartire da zero, nel senso di ripartire con zero debiti e nessun peso di interessi. Questo ...


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Prima o poi i soldi degli altri finiscono. Il Diluvio Universale delle Partecipate sui Contribuenti.


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Prima o poi i soldi degli altri finiscono. Il Diluvio Universale delle Partecipate sui Contribuenti.

Giuseppe Sandro Mela.


 


Sciame di Schistocercae gregariae vulgo Cavallette 03 Prima o poi i soldi degli altri finiscono. Il Diluvio Universale delle Partecipate sui Contribuenti.

Sciame di Schistocerca gregaria, vulgo Cavallette.


 


 


                Stramaledetti Contribuenti Evasori! Schiavi dei satrapi delle pubbliche amministrazioni! Fannulloni che vi rifugiate nella Cassa Integrazione Guadagni per non adempiere al vostro obbligo di mantenere la razza padrona: i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, che se la sghignazzano alle Vostre spalle. Proprio come le cavallette.


                Adesso sta per scatenarsi sulle vostre miserabili teste, e tasche, un vero e proprio diluvio universale: iniziano a crollare le Partecipate degli enti locali, e Voi dovrete ripianare i loro debiti. Eccovi due esempi edificanti.


                Messina.


                É dal 1998, quattordici anni consecutivi, che il Comune boccia i bilanci dell'Atm, azienda dei trasporti municipali, perché nei «le somme iscritte negli atti finan...



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Il fallimento annunciato del sistema usuraio


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Il fallimento annunciato del sistema usuraio


Per non precipitare nel baratro
di Roberto Fiorin - 17/09/2012
Fonte: Arianna Editrice 

 

La denuncia di una situazione mondiale ai limiti del falliment...


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La bufala di Henry Kissinger che però non è una bufala. A proposito della guerra e della comunicazione sulla rete in Italia.


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La bufala di Henry Kissinger che però non è una bufala. A proposito della guerra e della comunicazione sulla rete in Italia.

di Sergio Di Cori Modigliani


Negli ultimi giorni ha cominciato a circolare sulla rete italiana, con una gigantesca esposizione anche su facebook, l'intervista rilasciata da Henry Kissinger a un giornalista inglese qualche giorno fa. Data la grave e pericolosa situazione internazionale e considerando il fatto che Kissinger è una personalità politica davvero importante, si trattava di una notizia davvero interessante.


L'aspetto saliente, va da sé, consisteva nel fatto se quella intervista fosse vera o falsa.



Il punto è proprio questo.

Così veniamo al post di oggi. (e in regalo avete anche fonti e link, non è una meraviglia?) che consiste nell'affrontare il tema relativo a ciò che è Vero e ciò che è Falso sul web e su come si fa informazione in Italia.


L'intervista è FALSA. E' una bufala totale. Kissinger non può aver detto cose del genere.

L'intervista è VERA. Essa è autentica. Sono proprio le parole testuali di Kissinger.


Per la stragrande maggioranza delle persone queste due frasi sono le uniche due possibili, ciascuna delle quali esclude automaticamente l'altra.


Chi si occupa di Teoria dell'informazione sa, invece, che non è così.


Le due frasi posso coesistere. Viaggiano su un binario parallelo.

Tant'è vero che sono "entrambe vere". Ma queste "2 verità" producono un pericoloso Falso.

Apparentemente un paradosso, in realà sono un sintomo, un segnale,  e una prova lampante, del livello degradato dell'informazione italiana. Soprattutto quella che circola sul web, dove la qualità offerta dalla maggior parte di bloggers, siti, portali, quotidiani è di valore quasi nullo perché –a differenza degli internauti di altre nazioni-  i gestori italiani sono in maggioranza persone per lo più incompetenti, molto ignoranti nello specifico di cui si occupano, il cui unico fine è raggranellare qualche euro di pubblicità; la loro cosiddetta professionalità è basata sul copia/incolla e sul furto di opinioni altrui. Idee, argomentazioni  corroborate, opinioni lucide e solide, informazioni creative, notizie originali, sono davvero un materiale scarso e raro.

Sarebbe davvero una sorpresa se fosse il contrario.

Ancora oggi, gli italiani non si rendono conto del danno provocato da vent'anni di berlusconismo consociativo, una malattia epidemica collettiva che ha provocato e determinat...


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Iran: manovre degli "alleati" di nuovo a Hormuz


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Iran: manovre degli "alleati" di nuovo a Hormuz

Imponente esercitazione militare nello stretto, in vista di un eventuale sminamento dei fondali della cruciale via di comunicazione (per gli alleati) per il mercato petrolifero. L'azione avviene in contemporanea con l'aumentare delle tensioni tra Israele e Iran. Ed è - ovviamente - a scopo dimostrativo nei confronti di Ahmadinejad.



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Bagnai: non c'è un complotto ma ben precisi oligopoli


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Bagnai: non c'è un complotto ma ben precisi oligopoli



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Spagna: Nobel Stiglitz, Deve Chiedere Piano Salvataggio Quanto Prima

Spagna: Nobel Stiglitz, Deve Chiedere Piano Salvataggio Quanto Prima

(ASCA) - Roma, 18 set - ''La Spagna deve chiedere un piano di salvataggio quanto prima'', altrimenti ''il danaro continuera' ad uscire dal Paese senza rientrare''. Lo ha dichiarato il premio Nobel 2001 per l'economia, Joseph Stiglitz, in un'intervista al quotidiano iberico Abc. ''Un passo avanti positivo'' ha inoltre definito Stiglitz l'annuncio della Banca centrale europea di acquistare debito spagnolo.

AGENDA 21: UN PROGETTO PER TRASFORMARE LA SOCIETA' UMANA IN UN CAMPO DI PRIGIONIA


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AGENDA 21: UN PROGETTO PER TRASFORMARE LA SOCIETA' UMANA IN UN CAMPO DI PRIGIONIA


Dalla newsletter di David Icke (www.davidicke.com) del luglio 2012
"E portero' siccità, alluvioni e pestilenza...disse il Signore (con le sue dita sulla stanza dei bottoni in Alaska!)"... ironizza Icke nel sottotitolo, parlando di questa estate drammatica per siccità da un lato e alluvoni dall'altro. Ma tutto cio' non ha nulla a che vedere con il "global warming" o cambiamento climatico, come si vuol far credere, ma con un preciso progetto, l'AGENDA 21 (del 21° secolo...): un programma per la trasformazione della società umana, in un campo di prigionia...


"L'Agenda 21 è un programma per la trasformazione della società umana in un grande campo di prigionia ed è stata imposta, passo per passo dall' ONU. Dietro "iniziative locali di  Agenda 21" si cela cio' che si afferma essere concordato e condotto dalle persone locali. Ma in realtà tutto è coordinato in modo spietato e centralizzato, nel mondo, da una organizzazione chiamata " The International Council of Local Environmental Initiatives" (Consiglio Internazionale di Iniziative Ambientali Locali) o ICLE.

L'Agenda 21 fu firmata nella Conferenza dell'ONU sull'Ambiente e lo Sviluppo, a Rio de Janeiro, Brasile, nel 1992, ospitata da Maurice Strong, un miliardario canadese, uomo d'affari e petroliere e da tempo "uomo di paglia"  dei Rothschild e Rockefeller. Strong è un membro del Club di Roma, la ...


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