24/09/12

…E NEL FRATTEMPO ANDIAMO A PICCO


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…E NEL FRATTEMPO ANDIAMO A PICCO

Monti ripete che dal 2013 andrà meglio. Ma lo scenario, per operai ed ex classe media, resta drammatico


Questa volta è la Cgil, a fare un po' di conti e a lanciare l'ennesimo allarme.


Se negli ultimi anni è andata decisamente male, per le famiglie operaie, il triennio che va dal 2012 al 2014 si preannuncia anche peggiore. A causa dell'intrecciarsi di fattori diversi ma convergenti, quali l'inflazione, la disoccupazione e la pressione fiscale, in questo segmento si attende una riduzione dei consumi reali di 1.806 euro, pari all'8,4 per cento rispetto al 2011. Il che, come viene giustamente sottolineato, significa altri tre anni di gravi difficoltà, che costituiscono un arco di tempo «lunghissimo» per le persone che lo devono attraversare.


Su tutt'altro versante, del resto, un liberista d'assalto come Oscar Giannino traccia foschi scenari anche per il ceto medio. Sempre meno "medio", in effetti.


La ricognizione non si può certo dire sorprendente, dopo quattro anni di crisi, ma l'impatto rimane forte: «Con meno reddito, meno risparmio, più disoccupati e più trasferimenti pubblici, i consumi del ceto medio cambiano. (…) Tra il 1997 e il 2010 si è deteriorata la situazione delle famiglie di maggiori dimensioni e di quelle con minori: sono quasi due milioni, il 18,2% i minori che vivono in famiglie relativamente povere, il 70% dei quali al Sud».


Toni lugubri a parte, e tolti alcuni elementi che sono giocoforza condivisi perché equivalgono ad altrettante constatazioni di fatto, le due analisi non hanno quasi nulla in comune. La Cgil (almeno in questo…) rispolvera le sue vecchie origini operaiste e si concentra su una delle fasce più deboli, che subisce al massimo grado sia gli effetti della recessione che quelli del "rigore" imposto da Mario Monti, sul doppio registro dei tagli al welfare e del maggior prelievo tributario. Giannino, che del resto è impegnatissimo a lanciare il suo progetto "Fermare il declino", spara a zero sull'eccesso di spesa pubblica e caldeggia sempre nuove liberalizzazioni.


Apparentemente le due posizioni – anzi, i due approcci – sembrano agli antipodi. Ma a guardare meglio un denominatore comune c'è, sia pure all'interno di formule assai diverse: la totale incapacità, per ottusità o per dolo, di andare dritti alla vera radice del problema, che come abbiamo chiarito molte altre volte ...



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LA GRANDE STRATEGIA DELL’IMPERO AMERICANO ( seconda parte). di Antonio de Martini


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LA GRANDE STRATEGIA DELL'IMPERO AMERICANO ( seconda parte). di Antonio de Martini

IL TERZO VASO DI PANDORA.


Il terzo screzio tra alleati ( USA e Arabia Saudita) si è avuto con la crisi siriana in cui mentre L'Arabia Saudita e il Katar forzano i tempi e continuano a investire ingenti somme di denaro per reclutare Jihadisti, ex teste di cuoio occidentali, armi, gli Stati Uniti stanno rallentando le operazioni, mano a mano che aumenta la consapevolezza della contiguità osmotica tra salafisti e affiliati di al Kaida, che non può più essere celata alle opinioni pubbliche occidentali che – specie dopo gli eventi di Bengazi – iniziano a chiedersi quali siano le reali capacità di controllo che l'Intelligence americana ha sugli eventi.


È anche affiorato un telegramma di Hilary Clinton inviato a tutti gli ambasciatori USA all'indomani degli eventi egiziani, in cui accusava i diplomatici di scrivere i loro rapporti nei loro uffici senza scendere in mezzo alla gente.

È stato rispondendo a sollecitazioni di questo tipo che l'ambasciatore Stevens ci ha lasciato la pelle.

In questo vaso di Pandora, metterei anche la sorpresa dei turchi nel constatare la rapidità e violenza della guerriglia Kurda sul confine siriano. È verosimile pensare che il premier Erdoghan non si sarebbe avventurato su questa strada pericolosa se avesse capito prima quale conto gli sarebbe stato presentato dai siriani per procura. I settecento caduti e il nervosismo serpeggiante nelle forze armate per il mega processo e per l'apertura del nuovo fronte, lo hanno costretto a rinunziare alla tribuna delle Nazioni Unite donde avrebbe dovuto pronunziare un discorso " storico" che lo avrebbe consacrato quantomeno leader di area.

Il premier turco ha dovuto invece rimanere a Ankara col mini pretesto del rimandabilissimo Congresso del suo partito che si terrà il 30 settembre.

Qualche volta, evocando fantasmi, questi si presentano nel reale e il mega processo ai 330 alti ufficiali " golpisti" sembra aver avuto questa funzione.


IL CASO LIBANO.

SI PENSAVA CHE DOPO UNA GUERRA CIVILE DURATA DICIASSETTE ANNI, la Siria non sarebbe riuscita ad accendere fuochi di guerra alla frontiera libanese e gli USA ritenevano di riuscire a imporre legge e ordine a Hezbollah con la spada di Damocle dell'inchiesta sull'omicidio di Rafic Hariri condotta dal TSL – Tribunale Speciale sul Libano – messo in opera dall'ONU.

La morte del presidente della corte, un incidente "increscioso" a un altro giudice e l'assenza di prove che ha costretto alla liberazione degli indagati dopo ben quattro anni di prigione preventiva, hanno fatto cadere questa illusione.


Anche l'arresto in pieno agosto dell'ex ministro Michel Samaha , amico del premier libanese Mikati ( proprietario della rete di telefonia mobile siriana) con accuse vaghe di "attentati alla sicurezza", ha mostrato di non commuovere più di tanto.

Samaha, Cristiano di rito greco- cattolico, era schierato con i cristiani libanesi durante la guerra e il suo schiera...



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Lavoro USA: gli americani "lavorano a morte"


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Lavoro USA: gli americani "lavorano a morte"

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E' questo il titolo che spara un blogger catastrofista d'oltreoceano. Saranno le solite esagerazioni, ho pensato. E invece pare proprio di no: gli statunitensi se la passano malissimo quanto ad ore lavorative settimanali. Lo conferma anche questa classifica mondiale che li vede sudare al quarto posto, dopo Singapore, Corea e Repubblica Ceca.

Continua a leggere Lavoro USA: gli americani "lavorano a morte"...

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sta arrivando la catastrofe!-


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sta arrivando la catastrofe!-

Sta arrivando la catastrofe! Si sta preparando la catastrofe senza che nessuno muova un dito per evitarla. La Fiat non investirà un euro e andrà via dall'Italia. Ho idea che la proprietà abbia un piano di sganciamento dalla industria automobilistica. Forse gli Agnelli si dedicheranno soltanto all'attività finanziaria. L'Ilva di Taranto è stretta dalla contraddizione lavoro-inquinamento alla quale sfuggirà chiudendo. Non credo che quanto stia accadendo sia casuale. La Magistratura ha ragione ma non capisco perchè non si è mossa trenta anni fa. Se si muove adesso qual'è l'input? I morti di cancro? Pare che si siano pretese americane sull'area del siderurgico. L'Alcoa chiude e va via. L'Eni e la Finmeccanica cambieranno proprietà... Insomma l'Italia perderà non tre punti di PIL ma almeno trenta punti nel giro di qualche anno. Scenderà molto al di sotto dei 1800 miliardi di oggi. La crisi che Monti dice di avere debellata non è mai esistita. E' stata la menzogna con la quale l'Occidente ha coperto la liquidazione dei diritti dei lavoratori italiani. Monti è stato l'ufficiale liquidatore. Osservate la sua attività, seguite la sua agenda. Agisce non come capo del Governo italiano ma come uomo della Trilaterale e dela nomenclatura euro-atlantica. Aveva il compito di sconfiggere la classe operaia italiana e di debilitare l'Italia e lo ha eseguito.


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LA SOTTILE PROPAGANDA TEDESCA DEI BANKSTERS


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LA SOTTILE PROPAGANDA TEDESCA DEI BANKSTERS



DI R.P.

rinascita.eu


Tra i tanti venti di crisi che soffiano sul nostro Paese, c'è un pericolo che aleggia nell'aria e che, forse, è inavvertito dai più: un sempre più forte spirito antitedesco, sostenuto apertamente dalla destra sionista, dalle nicchie residue di marxismo leninista, e più ancora dalla mediocrità degli opinionisti e dei giornalisti televisivi, che ormai parlano dei contrasti economici fra il Governo tedesco e gli altri governi europei come se si trattasse di una contesa fra bottegai, o peggio ancora una partita di calcio.


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IDIOTA ITALICUS


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IDIOTA ITALICUS

Non so se avete presente quel tipo di persone che io chiamo "idiota italicus". Si tratta quasi sempre di un dipendente pubblico senza alcuna qualità che ha fatto carte false a livello di rac ...


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Incostituzionalita’ dell’ IMU


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Incostituzionalita' dell' IMU

Pubblico questo articolo predisposto da Schlag dal Titolo auto esplicativo, ricevuto via mail. Premetto che non condivido diversi passaggi, e l'impostazione di fondo: personalmente contesto l'IMU non perche' non sufficientemente progressiva o perche' non la pagano tutti, ma perche' la considero una gabella assurda e recessiva. Detto questo, lo reputo un'articolo interessante e bello da leggere. Buon proseguimento


  images1 Incostituzionalita dell IMU


 


 


Prologo: Colbert, il del Re Sole grande ministro delle finanze, era solito dire che l'arte della tassazione consiste nello spiumare l'oca progressivamente e della maggior quantità di piuma, con la minore quantità possibile di starnazzamenti.


Se allora non mi sembra proprio il caso di considerare Monti granmaestro e/o grancattedratico,  tuttavia dobbiamo riconoscerlo grandeartista, ricordando questa sua progressione:


a) reintroduzione dell'ICI anche per le prime case; b) aumento della sua aliquota dal 7 per mille al 7,6 per mille, cioé suo aumento del 9% circa; c) aumento della rendita catastale da 100 a 160 volte, cioé ulteriore sua aumento del 60%;


d) ed infine, ciliegina sulla torta e – dato che i vendutissimi massmedia si son ben guardati dall'ancora diffondere la notizia,  i romani si siedano prima di continuare la lettura! -


perché con delibera 36 del 02/08/12 ed anche se fortunatamente solo per le seconde abitazioni, il sindaco Alemanno ha già tempestivamente aumentata l'aliquota all' 1,06 per mille (gli altri sindaci possono ancora farlo entro il 31/10), insomma ALTRO AUMENTO DEL 40%, in cifra tonda.


E non diversa progressione montiana potremmo evidenziare nel costo dei carburanti…….


&


Si dice "paese che vai usanze che trovi", per cui – esaminando le imposizioni patrimoniali di vari tempi e paesi, invariabilmente asfissiati da Abominevoli (intendi: Stato, regime politico) anche molto diversi tra loro – non dovremmo assolutamente meravigliarci di trovarvi discordanze;


ma molto più interesse possono invece avere per noi le eventuali CONSONANZE, perché queste costituiscono i punti fermi e quella CONSUETUDINE...



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L'FMI taglierà di nuovo le stime di crescita globale


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L'FMI taglierà di nuovo le stime di crescita globale

Lo ha dichiarato Christine Lagarde, la direttrice dell'istituzione con sede a Washington.


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La trappola di Draghi


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La trappola di Draghi

Dunque la Bce comprerà titoli di Stato in modo illimitato ma solo sul mercato secondario, quello dei titoli a breve scadenza. Sui bond governativi a lunga scadenza interverrà invece eventualmente il fondo "salva-euro", ma solo in base a trattati-capestro che condannino i Paesi come l'Italia a cedere altre quote della loro sovranità economica, aggravando ulteriormente i deficit e preparando la spoliazione finale dei Paesi in crisi. L'intervento della Bce, deciso il 6 settembre, non assomiglia al "quantitative easing", l'alleggerimento realizzato da banche centrali come la Federal Reserve: gli acquisti saranno limitati esclusivamente a bond governativi a breve scadenza e la...
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Altro che crescita! Con Monti, il PIL peggiore dal 2009, mentre aumenta la spesa della burocrazia


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Altro che crescita! Con Monti, il PIL peggiore dal 2009, mentre aumenta la spesa della burocrazia


Di Martino
http://www.iljester.it
Le immense baggianate che continuano a propinarci questi signori del Governo Tecnico non possono aggirare i dati economici. E i dati ISTAT parlano chiaro: il nostro PIL, nel periodo aprile-giugno, è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre gennaio-marzo, mentre del 2,6% rispetto al secondo trimestre del 2011.

Altro che crescita. Crescita del menga! L'Italia è un paese al collasso, costretto com'è a sopportare i costi della speculazione finanziaria, con una pressione fiscale che sfiora il 55%. Il paese si colloca dietro tutte le grandi economie del mondo ed è l'unico paese che non cresce. Gli USA crescono dello 0,4%, mentre la Germania cresce del 0,3%. Alle nostre spalle, naturalmente.
Poi però abbiamo quel geniaccio di Monti, che spara le sue proverbiali assurdità. Ecco cosa dice:

Sono fiducioso nel ritenere che la parte del programma relativa all'austerità si ridurrà gradualmente.  Serviva ridurre rapidamente il deficit. Ma l'Italia tornerà a crescere nel 2013, questa è la mia attesa.

Ma… ma dove vive questo? Il 2013 è alle porte e i consumi sono crollati peggio delle torri gemelle. I dati non sparano cazzate, dicono la tremenda verità: Agricoltura -1,9%; Industria -1,6%; Servizi -0,5%; Consumi Famiglie -1%. Questo nell'ultimo trimestre. Se questo è il trend, e a governare il paese ci andrà la sinistra delle tasse, la crescita la vedremo alle calende greche. Se poi ci aggiungiamo un livello della disoccupazione da record: 10,9% nel primo trimestre 2012, allora, possiamo dire che siamo alla sagra delle assurdità.

Ah, però intanto possiamo consolarci con la spesa nella pubblica amministrazione. Quella non diminuisce mai. Anzi, cresce: +0,2%. Perché lo Stato ha fame, e certe imposte inique vanno a finanziare oltre che gli interessi da restituire alle banche della speculazione, anche la burocrazia inefficiente, così refrattaria a qualsiasi riforma che ne tagli i costi.

Bugie, solo bugie. Ecco cosa ci propina il Governo Monti da dieci mesi a questa parte. E tutto per giustificare la sospensione della democrazia e tenerci buoni, mentre l'Italia si svende al peggior offerente in Europa e nel mondo. Continuiamo pure a parlare della Polverini… vah…

Fonte:ht...


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Estratta un’anguilla viva dall’ano di un uomo


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Estratta un'anguilla viva dall'ano di un uomo

Nuova Zelanda – (Express-ews.it) Un uomo si è recato al pronto soccorso dell'ospedale di Auckland, la scorsa settimana con un'anguilla nell'ano. L'individuo di cui non è noto il nome si è presentato presso l'Auckland City Hospital tentando di spiegare il suo problema imbarazzante. Sottoposto ai raggi X si è scoperto che effettivamente l'animale era all'interno [...]


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Un uomo originario del Qatar è in condizioni critiche in un ospedale britannico per un’infezione da virus simile a quella della SARS



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In caso di euro-breakup la Germania potrebbe evitare grandi perdite limitando la conversione euro-marco ai soli residenti tedeschi


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In caso di euro-breakup la Germania potrebbe evitare grandi perdite limitando la conversione euro-marco ai soli residenti tedeschi

CARO LETTORE, PRIMA DI LEGGERE IL POST, FAI LA TUA PARTE...E CLICCA SU TUTTI E DUE I VIDEO PUBBLICITARI CHE TROVI IN ALTO.



Ecco un articolo molto interessante scritto da Paul De Grauwe

e tradotto da Carmen the Sister del Blog Voci dall'Estero.


De Grauwe: Quel che la Germania dovrebbe temere di più è la sua stessa paura

Su Voxeu un interessante articolo di De Grauwe sui famigerati squilibri Target2: quelli dovuti ai surplus commerciali la Germania se li è voluti - quelli relativi ai flussi speculativi non sono un problema. Timori e tremori per nulla? (hat tip al Grande Bluff)

di...



[ clicca sul titolo per continuare a leggere ]


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Shadow Banking


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Shadow Banking


shadowL'unica genuina forma di deleveraging dell'economia USA si può ritrovare in una forma di credito/debito del tutto particolare: quella generata dallo Shadow Banking.




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I servi patetici


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I servi patetici

servi_patetici.jpg

" 'Servi patetici' è perfetto! Si sentono forti queste canaglie, liberi di diffamare in tutta la loro vigliaccheria da ultras fanatizzati tanto nessuno pagherà mai per il male che fanno! E hanno dietro il loro bel codazzo di giornalastri di regime che ormai hanno dimostrato dove è finita l'informazione italiana! Stavamo già al 61 posto nella libertà di stampa, ultimi in Europa, mentre la Germania è al 18 posto, l'Inghilterra al 28, la Francia al 38, la Spagna al 39, e ai primissimi posti restano sempre Finlandia (1), Norvegia (2) e Paesi Bassi. Grazie a questi giornalai venduti e rinnegati, noi siamo come il Congo, peggio di Botswana e Namibia, vicini a Sudan ed Egitto. Forza organi di stampa da dittatura e bingo bongo! Ancora qualche sforzettino come questa demonizzazione preordinata e perversa del M5S a favore del carrozzone di regime e finiremo ultimi tra i 179 paesi monitorati! Forzate ancora un po' verso il peggio con diffamazioni, fuorionda, notizie castrate, articoli compicolla di lettere anonime, e ce l'avete quasi fatta a farci cadere tra i paesi peggiori del mondo!

Poi uno va a fare i confronti tra il M5S e i pirati tedeschi o svedesi! Ma vi rendete conto sì o no di quanto la democrazia in Italia è stata lesionata???" viviana vivarelli, bologna





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Bruxelles vuole più soldi e più potere


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Bruxelles vuole più soldi e più potere

La tecnocrazia europea è ben cosciente della crisi che sta investendo l'Unione e che è stata aggravata dall'incapacità di bloccare la speculazione di marca anglo-americana a causa anche dei legami che molti tecnocrati e non pochi ministri vantano con gli ambienti finanziari di Wall Street e della City. Come era prevedibile, l'accentuarsi delle difficoltà per alcuni Paesi ad uscire dalla crisi ha spinto i tecnocrati di Bruxelles a presentarsi come l'unica ancora di salvezza e a pretendere più potere.

Così, il presidente del Consiglio europeo, il belga Herman Van Rompuy, in un videomessaggio inviato ai capi di governo europeo, ha ammonito che si sta perdendo il senso di...
Andrea Angelini


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Valencia affossato dai debiti: Bankia sospende la costruzione dello stadio


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Valencia affossato dai debiti: Bankia sospende la costruzione dello stadio

Niente stadio per il Valencia, società di calcio i cui debiti nei confronti della banche e del fisco ammontano circa a 400 milioni. La costruzione dello stadio Nueva Mestalla, cominciata oramai quattro anni fa, è stata infatti sospesa a data da destinarsi. L'ha comunicato venerdì il presidente Llorente, adducendo come motivazione il collasso del mercato immobiliare e aggiungendo che la società starebbe lavorando insieme a Bankia per cercare nuove soluzioni. Anche se il sindaco di Valencia Barbera ha comunicato poco dopo che, a quanto le ha detto Goirigolzarri, presidente di Bankia, i lavori si sarebbero fermati perché la società non avrebbe rispettato alcuni accordi di natura economica. Progetti di stadi immaginari di società sull'orlo del collasso economico e banche che ne decidono le sorti. Il caso Valencia è il paradigma del calcio (spagnolo e non) del terzo millennio: gonfiato dagli aiuti statali, affossato dai debiti, e incapace di trovare una via d'uscita.

All'alba degli anni duemila il Valencia sembrava essere tornato ai fasti degli anni settanta. Arriva due volte in finale di Champions League, vince due campionati spagnoli e qualche coppa. La squadra sembra proiettata verso un luminoso futuro e, nel 2008, è annunciata la costruzione del Nueva Mestalla: un impianto da 75mila posti. Ma proprio nel 2008, con l'esplosione della crisi e la conseguente stretta sui prestiti, i nodi vengono al pettine. La società è oberata dai debiti. Nel 2009 l'ammontare è di 500 milioni di euro, di cui 240 milioni a Bancaja. Ad agosto 2009 la società è salvata solo grazie all'iniezione di liquidi del governo regionale, che garantisce un prestito a bassissimo tasso d'interesse per 74 milioni: una specie di nazionalizzazione di una squadra di calcio. I lavori per il nuovo stadio sono ovviamente sospesi e comincia la dismissione del settore tecnico. In pochi anni sono venduti tutti i gioielli: da David Villa a David Silva, da Juan Mata a Jordi Alba.

Nel dicembre del 2001 il presidente Llorente annuncia che grazie a un accordo con Bankia i lavori del nuovo stadio sono ripresi. Fino alla nuova, e forse definitiva, sospensione comunicata venerdì per ordine di Bankia. Ma il fatto curioso è che proprio Bankia – semi-nazionalizzata dal governo spagnolo a maggio scorso dopo aver dichiarato un buco di 19 miliardi sotto il peso di assets tossici e derivati – nasce due anni fa come conglomerato di sette istituti di credito. Tra i quali anche quella Bancaja che, per riscuotere i 240 milioni di debiti del Valencia nel 2009, ha preteso il salvataggio della società con l'iniezione di liquidi da parte della regione valenciana. Perché il calcio spagnolo –



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Il boicotaggio contro la crisi sistemica mondiale?


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Il boicotaggio contro la crisi sistemica mondiale?



di Oscar Strano

L'intellettuale Dissidente


Non solo le Regioni italiane sono gli enti più inutili, costosi e dannosi, ma i loro governatori sono anche i più arroganti. Ultima, Renata Polverini. Con lo scandalo nella regione che presiede, la cara ex segretario generale dell'Unione Generale del Lavoro (UGL), meritava non solo di essere cacciata a calci, ma anche il sequestro di parte del suo patrimonio, gonfiatosi da quando è appunto il vertice massimo della Regione Lazio. Nel resto d'Europa si dimettono Presidenti della Repubblica, governatori per scandali di ben meno conto. Qui in Italia più lo scandalo è grande, più è piccola la pena. O addirittura nulla, come in questo caso, ma anche per quanto riguarda la Lombardia, l'Emilia e Romagna, la Puglia e chi più ne ha più ne metta.


Piano, piano vengono a galla tutti i pesci morti d'Italia, tutto il marcio di questo sistema-Italia. Il sistema creato apposta da lor signori politicanti per favorire i magna magna e il caos amministrativo. Sì sa, con il caos si sottomette meglio. Difatti, noi italiani, altro non siamo: sottomessi. Consapevolmente, tuttavia. Ed è mostruoso: sappiamo di essere schiavi di un sistema economico mafioso e di un sistema politico colluso. Sappiamo anche che le uniche garanzie democratiche, Costituzione e sindacati, si sono rivoltatici contro. La Costituzione perché è stata stuprata dai criminali del parlamento e i sindacati perché si sono venduti alle elité con la speranza (ben riuscita) di diventare governanti. E molti di loro ci sono riusciti, basti pensare a Cofferati. E noi sappiamo; Sappiamo tutto! E tacciamo, accettiamo e, ben peggio, continuiamo a votare i responsabili del disastro che ci affligge.




Guardate l'Islanda! Tutto il popolo è sceso per dire STOP, e stop è stato. Banchieri condannati, governatori umiliati e cacciati. Guardate l'Argentina del dopo 2001. Quel paese distrutto, ma grazie alla coesione popolare ha ripreso in mano il suo destino. Noi invece? Scioperiamo! Sì, ma al massimo 8 ore, poi tutti a nanna, non sia mai che il giorno dopo siamo stanchi, affaticati….Lo dico a malincuore, ma lo devo dire: dobbiamo vergognarci. Sì, vergognarci della nostra classe dirigente e di noi stessi, che accettiamo passivamente. Che critichiamo Monti quando appare sugli schermi, ma che non abbiamo il coraggio di urlargli <>. Noi, che ci scandalizziamo quando ci vengono chiesti maggiori sacrifici, ma che poi paghiamo l'ultima rata dell'Imu, seppur sappiamo che è un affro...



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LA GRECIA E LA SINDROME POLVERINI


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LA GRECIA E LA SINDROME POLVERINI



FONTE: ILSIMPLICISSIMUS (BLOG)

C'è un parallelo che si può fare e che apparentemente c'entra poco: quello tra le cifre del marcio che affiora inarrestabile, dilaga attraverso i rivoli aperti dalle inchieste giudiziarie con tutto il suo fetore e le tristi cifre della Grecia, già fallita a nostra insaputa. Bisognerà aspettare almeno le elezioni americane perché la verità ci venga rivelata, per ora Atene è ancora lo spettro grazie al quale si possono fare le stesse cose combinate contro il popolo ellenico. Ma leggendo i numeri tutto appare più chiaro: i 130 miliardi prestati alla Grecia (ma già non bastano più, ce ne vogliono altri 30) comporteranno una cifra globale da restituire di 274 miliardi di cui il 52% andrà alle banche estere, il 23% alla Bce, un altro 2o% alle banche locali e solo il 5% rimarrà al governo greco per tentare una misera sopravvivenza.


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Ceto medio impoverito, colpe dello Stato, fermareildeclino!


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Ceto medio impoverito, colpe dello Stato, fermareildeclino!

L'Italia vive una paradossale condizione. In presenza di un'intermediazione pubblica del Pil altissima – se sommate entrate e spese pubbliche siamo al 99% del prodotto – la pervasività della macchina pubblica ottiene l'effetto di peggiorare la condizione del ceto medio. Un ceto medio a reddito sempre più basso, visto che nel 2011 quasi il 50% delle famiglie dichiarava di non superare i 1900 euro al mese di reddito. Vediamo qualche numero, cerchiamo di capirne il perché. E come uscirne, sia pure in pillole perché il problema è immenso.


Il reddito disponibile delle famiglie in termini reali è diminuito nel 2011 dello 0,6% per il quarto anno consecutivo, tornando ai livelli di dieci anni fa: in termini pro-capite esso è inferiore del 4% al livello del 1992 e del 7% sul 2007. In 4 anni la perdita in termini reali a prezzi 2011 è stata pari a 1.300 euro a testa e la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è passata dal 12,6 all'8,8%.


Negli anni 1992-93 la quota del reddito da lavoro dipendente sul totale del valore aggiunto era vicina al 47%. Dopo essere scesa di circa 5 punti fino ai primi anni Duemila, è poi gradualmente risalita, assestandosi nel 2011 intorno al 45%. Tra il 1993 e il 2011 le retribuzioni contrattuali sono rimaste immutate in termini reali, quelle di fatto sono aumentate dello 0,4 per cento all'anno. Ma il carico fiscale e contributivo corrente sulle famiglie è aumentato dal 28,5 al 29,3% del reddito e nel 2012 sarà oltre quota 30. Anche la composizione del reddito disponibile è mutata: è aumentata la quota delle retribuzioni (dal 39,4 al 42,8%), mentre sono fortemente diminuite quelle dei redditi da lavoro autonomo (dal 28,5 al 25,3%) e del reddito da capitale (dal 16,6 al 6,8%).


È aumentata molto, invece, la quota delle prestazioni sociali, dal 25,4 al 32% e non solo a causa della crisi degli ultimi anni. Grazie alla riduzione della propensione al risparmio, oltre 13 punti tra 1992 e 2011, e al supporto proveniente dai trasferimenti pubblici alle famiglie, gli indicatori di povertà relativa basati sulla spesa sono rimasti stazionari negli ultimi 15 anni, intorno al 10-11% della popolazione. Ma è una mezza illusione: col decremento dei redditi è scesa la soglia rispetto alla quale si calcola la povertà relativa. Al Nord l'incidenza della povertà era pari, nel 2011, al 4,9%, al Sud...



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FIAT? MONTI di FONDI NERI


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FIAT? MONTI di FONDI NERI

FIAT? MONTI di FONDI NERI

Foto web.

di Gianni Lannes

Oggi le comiche: prego c'è posto per tutti in questa macelleria sociale. In campagna elettorale - è noto - i politicanti nostrani giocano a chi la spara più grossa, mentre la tornata truccata è già iniziata. Ecco la solita faccia di bronzo. Si, avete inteso bene: il golpista al comando per conto terzi. «Il 2013 sarà un anno in crescita. Il Pil pur restando negativo, avrà però un profilo ascendente». Lo ha affermato oggi il premier Mario Monti nel corso del suo intervento di apertura assieme al presidente dell'Ocse, aprendo insieme al segretario generale dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE) Josè Angel Gurria, i lavori della conferenza internazionale sulle Riforme strutturali in Italia. L'antipolitico incorruttibile? E' proprio così come gli organi di disinformazione di massa ne parlano? Gli operai tornano sempre d'attualità, ma nei tempi correnti contano meno di niente. Eppure c'è qualcuno che ragiona a testa alta. A ragion veduta lo Slai Cobas chiede al primo ministro pro tempore, Mario Monti «di chiarire la sua posizione sulla Fiat, ovvero sulle "tangenti Fiat" prima di dare altri soldi a sbafo a


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La guerra quasi segreta dei droni


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La guerra quasi segreta dei droni


Giovedì scorso tre giudici federali degli Stati Uniti hanno chiesto al governo alcuni documenti sul programma dei droni, robot volanti che da circa otto anni la CIA invia in giro per il mondo ad uccidere persone. Quando si è sentito rispondere che il programma non esiste, uno dei giudici ha dichiarato che stando al governo il re non è nudo neanche quando è il re stesso a dire di essere nudo.

La battuta del giudice si spiega con il fatto che nei media il governo parla abbondantemente del programma dei droni, ma in tribunale nega la sua esistenza.

Nonostante l'insistenza dei giudici, persino quando sono stati citati numerosi esempi di discorsi pubblici in cui si parla apertamente dell'assegnazione del programma droni alla CIA, gli avvocati del governo hanno continuato a sostenere che ufficialmente alla CIA non è stato assegnato nulla del genere.

Le ragioni dell'incongruenza sono molteplici. Un primo motivo è che si vuole mantenere il segreto su alcune informazioni, del resto si tratta di una guerra non convenzionale assegnata alla CIA apposta per non rendere conto a nessuno, nemmeno al parlamento, sebbene per molti questo sia anticostituzionale. Una seconda ragione pare essere nella causa legale intentata contro il presidente Obama e Leon Panetta (segretario alla difesa) da alcuni parenti delle vittime, con il supporto della ACLU, un'associazione per i diritti umani. La richiesta della ACLU di accedere ai documenti parte da vari attacchi con droni nello Yemen - paese alleato non in guerra - che hanno portato alla morte di tre cittadini americani accusati (ma mai processati) di terrorismo e di 22 bambini.

Stando ai dati raccolti dalla ACLU mettendo insieme varie inchieste giornalistiche, solo in Pakistan – altro paese alleato - la guerra dei droni avrebbe fatto più di 3mila morti accertati, di cui 474 erano civili e 176 bambini. Dato che non esistono dati ufficiali sulle vittime, le stime si basano soprattutto sulle informazioni raccolte da giornalisti inviati sul posto.

La ragione del...


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Catelan: “Troppi tagli ai comuni. Basta tricolore, mi dimetto da sindaco”


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Catelan: "Troppi tagli ai comuni. Basta tricolore, mi dimetto da sindaco"

di CECILIA BORTOLAMI


La decisione pare giunta dopo la seduta del consiglio comunale di giovedì scorso in cui Catelan ha dovuto dare ragione dell'adeguamento al rialzo dell'aliquota Imu sulla seconda casa, che dallo 0,76% è salita allo 0,9%. Un rialzo (0,14%) che vale 470mila euro in più nelle casse comunali. Purtroppo, però, non è il segno positivo cui si deve guardare, bensì il suo contrario: rispetto al preventivo d'aprile (650mila euro), difatti, i trasferimenti statali hanno subito un taglio deciso e senza possibilità di ricorso, che vale 269mila euro in meno. Sempre nelle casse comunali. E, sebbene in matematica potessi fregiarmi di un bel cinque in pagella, le addizioni e le sottrazioni, le so fare anch'io. E so anche che il risultato (almeno per il livello di studio da me raggiunto) è uno e uno solo. In questo caso, un rialzo senza scelta cui Catelan, prima che da altri, è stato costretto dalla calcolatrice.


Non basta o non serve più (se mai è servito in Italia) essere virtuosi: il Comune di Legnaro, che pure vanta questa disposizione al bene, da decenni, si vede assegnare dallo Stato solo 44,33 euro a persona. Differentemente da altri Comuni vicini, quali, ad esempio, Pontelongo e Polverara, che ricevono, rispettivamente, 192,11 euro e 161,88 euro per abitante. Per tacere dell'Irpef (Legnaro versa ogni anno 20 milioni di euro all'erario per un ritorno che ammonta ad un misero 1,9%) e del patto di stabilità, che obbliga il Comune "a sospendere il pagamento dei lavori che le imprese stanno eseguendo o hanno eseguito, (…) malgrado le disponibilità di cassa si aggirino sistematicamente intorno al milione di euro", riferisce ancora il "parafulmine per le sacrosante proteste dei cittadini", così si è autodefinito amaramente Catelan, tramite il Mattino. Quanto ai sindaci della Saccisica, il vasto territorio a sud-est di Padova che confina con il veneziano, salvo qualche appello a non assumere un atteggiamento troppo critico nei confronti dello Stato, essi si ritrovano tutti sostanzialmente sodali con la decisione del primo cittadino di Legnaro.



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Passaparola - Nessuno in Grecia morirà per l'Euro - Giuseppe Ciulla


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Passaparola - Nessuno in Grecia morirà per l'Euro - Giuseppe Ciulla

Nessuno in Grecia morirà per l'Euro
(07:44)
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"Quando la mia generazione, quella dei quarantenni viveva con il sogno, con il mito dell'ingresso in Unione Europea, si immaginava un'Europa che fosse inclusiva, che fosse un abbraccio per tutti i popoli europei, che desse opportunità di lavoro, di movimento, oggi siamo spaventati, oggi ci detestiamo. Oggi c'è una spaccatura tra il nord e il sud Europa, dove il nord impone le riforme perché dà i soldi ai paesi che sono in difficoltà e il sud Europa che invece subisce queste riforme e chiaramente considera male chi in qualche modo impone la propria volontà, i propri modelli al proprio paese." Giuseppe Ciulla



Il Passaparola di



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E tu vorresti 600 euro al mese dallo Stato? Te lo chiede l’Europa


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E tu vorresti 600 euro al mese dallo Stato? Te lo chiede l'Europa

La proposta di legge di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito in Italia lanciata a giugno (e che continua a raccogliere adesioni e sostegno) terminerà a dicembre. Qui ci sono tutte le informazioni a riguardo.
Solo in Italia ed in Grecia non esiste un sussidio di disoccupazione o un reddito garantito per chi si trova senza lavoro. Permettere ad un individuo di avere un minimo di possibilità di non vivere sotto scacco di povertà sarebbe un gesto di civiltà, allontanerebbe il pericolo del clientelismo e darebbe dignità anche agli individui non occupati. Ho firmato perché sono convinta che in stato di povertà l'essere umano non abbia le risorse non solo pecuniarie ma anche mentali di prospettare un futuro. Perdere il lavoro o non trovarlo ci mette nella condizioni di sviluppare depressione ed  ansia. Se ci pensiamo il carico economico della disoccupazione e povertà lo paghiamo lo stesso in cure mediche, perché è noto che soggetti depressi ricorrano più spesso a cure mediche e ospedalizzazioni. Il diritto al lavoro è anche diritto alla dignità e autorealizzazione. I detrattori di tale proposta di legge potrebbero obiettare: 
In Italia c'è corruzione anche nella popolazione, pensiamo ai falsi invalidi e al lavoro in nero sommerso, in questa proposta di legge ci sono seri controlli che impediscano a persone occupate di "rubare" il salario garantito a chi davvero ne ha bisogno? 
Come si finanzierebbe tale proposta? c'è il rischio di fuga di capitali qualora si imponesse una sostanziosa patrimoniale alle fasce più abbienti?
Voi cosa ne pensate? Intanto nel resto d'Europa  questa legge c'è già : la direttiva 92/411 impegnava gli stati membri ad adottare misure di garanzia di reddito. 
Negli stati membri dell'Eu il reddito di cittadinanza è chiamato in vari modi:
In Belgio è chiamato Minimax, ed è un diritto individuale che garantisce un reddito minimo a chi non dispone di risorse sufficienti per vivere.
In Lussemburgo è chiamato Revenue Minimum Guaranti ed è un riconoscimento individuale "fino al raggiungimento di una migliore condizione personale".
In Austria c'è la Sozialhilfe, un reddito minimo garantito che viene aggiunto al sostegno per il cibo, il riscaldamento, l'elettricità e l'affitto per la casa.
In Scandinavia c'è lo Stønad til livsopphold , letteralmente reddito di esistenza, erogato a titolo individuale a chiunque senza condizione di età.
In Olanda ce ne sono due tipi. Il primo è il Beinstand, un diritto individuale e si accompagna al sostegno all'affitto, ai trasporti per gli studenti, all'accesso alla cultura....


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La crisi non accenna a mollare la presa, anzi, ma i privilegi del Vaticano ci costano come prima. Oltre 4 miliardi all’anno ed il decreto per l’Imu è stato dimenticato.


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La crisi non accenna a mollare la presa, anzi, ma i privilegi del Vaticano ci costano come prima. Oltre 4 miliardi all'anno ed il decreto per l'Imu è stato dimenticato.

Slasch16 per Informare per Resistere. Economia, smemoranda, satira. Fonte:   Distratti dalla Fiat, dall'Alcoa e da tutte le aziende in crisi, quelle fallite e quelle che stanno per fallire abbiamo dimenticato che sul carrozzone dei mantenuti oltre alla politica e le ruberie quotidiane c'è ancora il vaticano che manifesta grande solidarietà agli esodati, disoccupati, precari [...]


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Ue, super Fondo salva-Stati in arrivo?


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Ue, super Fondo salva-Stati in arrivo?

Discussioni in corso per valutare il rafforzamento dell'Esm


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Come mai Fiorito sta sempre in tv e non in galera? Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/fiorito-tv-pdl-roma#ixzz27OESvMMJ

Cari garantisti, voltatevi da un’altra parte e lasciateci sfogare un attimo. Che Paese è quello in cui le tv fanno a gara nel mandare in onda un losco figuro che si bea dei giri di denaro che orchestrava coi nostri soldi? La notizia è sacra, certo. Ma non ne stiamo facendo un divo?


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz27OE97ZOp

Obbligazioni in dollari

dollaro1-300x168Dopo la il ritorno dell’euro oltre 1,30 sul dollaro, si può tornare a considerare di acquistare obbligazioni in dollari statunitensi. L’euro potrebbe apprezzarsi ancora un po’,

Trading ad alta velocità e il mercato è affare per pochi

Con l’high frequency trading (HFT), ovvero le negoziazioni ad altissima velocità, i mercati finanziari sono ritornati alla Wall Street degli anni ’30: un affare per pochi. Più sofisticati sono i sistemi e gli algoritmi, più saranno costosi. Eppure non sono infallibili. Leggi qui la versione in inglese.
Struttura per l’High frequency trading
INCHIESTA


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz27ODtDUe9

Dazi e Protezionismo: ci conviene? Una risposta serena, realistica e pragmatica


Dazi e Protezionismo: ci conviene? Una risposta serena, realistica e pragmatica


Spesso sentiamo parlare di “irreversibile tracollo dell’Italia produttiva, con Imprese che fuggono verso paesi dell’Est Europa o verso l’Asia o paesi in via di sviluppo”. Si parla di “concorrenza sleale” di certi paesi, o di “comportamenti scorretti” di nostri imprenditori, e di “perdita di posti di lavoro a casa nostra per investire in paesi dove la manodopera e’ pagata poco e le norme ambientali o legislative sono assai poco severe”.
Ciascuno di noi ha acquistato prodotti di marca Italiana ed Europea, col marchio “made in China o Vietnam”.
Tra le soluzioni, spesso si invocano I Dazi o il protezionismo.

introduzione di dazi doganali sulle importazi L p9xAd  Dazi e Protezionismo: ci conviene? Una risposta serena, realistica e pragmatica

La domanda da porsi, senza troppi fronzoli, e’: ma applicare dazi o protezionismo ci conviene?

Per dare una risposta e’ sufficiente dare un’occhio agli scambi commerciali extra-UE tra Gennaio ed Agosto del 2012, e si vede che:
-          L’Italia ha un passivo di 4 miliardi col resto del Mondo (UE esclusa), migliorato di 15 miliardi rispetto al 2011
Questo e’ la combinazione di:
-          Un passivo energetico di ben 42 miliardi (in peggioramento) ed un attivo stratosferico di ben 38 miliardi nella manifattura.
Nella manifattura abbiamo:
-          Un passivo di 11 miliardi verso la Cina, ed un attivo di quasi 50 miliardi verso tutto il resto del mondo

Da questi dati capiamo che:
a)      Qualsiasi politica protezionista o di applicazione di dazi verso paesi extra europei (Cina esclusa) e’ sostanzialmente suicida. Infatti l’Italia ha un’attivo commerciale manifatturiero verso il Mondo (UE e Cina esclusa) che a fine anno tocchera’ gli 80 miliardi, ed e’ tale da compensare l’immenso buco energetico. L’Italia ha passivi verso Russia, Medio Oriente e Nord Africa, legati al fatto che importa enormi quantita’ di petrolio e gas, ma esporta parecchio verso questi paesi: dazi verso questi paesi avrebbero effetti di ritorsione fortemente negativi, per non dire suicidi. L’Italia ha saldi commerciali attivi verso le Americhe, l’Oceania e tutta l’Asia (Cina e Medio Oriente escluse), ed anche in questo caso, dazi significa avere ritorsioni e Danni al nostro export maggiori dei benefici sul mancato Import
b)      L’Unica grande area del mondo verso cui soffriamo di un’enorme passive manifatturiero e’ la Cina. Qui I numeri sono implacabili: il passivo nei primi 8 mesi del 2012 e’ di 11 miliardi negli scambi diretti. In realta’ il passive e’ maggiore, visto che parte delle merci Cinesi vengono importate dai porti Olandesi (l’Italia ha un fortissimo passive verso l’Olanda proprio per questa ragione)

I numeri ci dicono, che l’Italia avrebbe probabilmente dei vantaggi, applicando politiche protezioniste e di Dazi verso la sola Cina, evitando accuratamente tale politica verso il resto del Mondo (da cui dipende energeticamente ed ha anche enormi attivi manifatturieri, nonche’ nei servizi). Il ragionamento fatto per l’Italia potrebbe tranquillamente essere estero all’intera zona Euro, che ha saldi attivi negli scambi verso l’intero resto del mondo, oppure ha saldi passive legati al necessario import energetico.

A questo punto la domanda da porsi e’: L’Italia (e l’Europa) puo’ applicare realisticamente una politica di maggior protezionismo e dazi verso la Cina?

La Cina ha un’enorme attivo verso USA ed Europa per una serie di motivi. Certamente motivo portante e’ la politica di cambi verso il dollaro, che sostanzialmente vede il renmimbi sottovalutato. In Cina, inoltre, vi sono una serie di produzioni manifatturiere a bassissimo costo, che difficilmente potrebbero rientrare in Occidente.
A mio modo di vedere, pragmaticamente parlando, una politica di dazi a tappeto verso la Cina, e’ irrealistica e produrrebbe piu’ danni che vantaggi, anche perche’ la Cina ha nelle sue mani ormai enormi quantitativi di titoli del debito pubblico sovrano di USA e paesi Europei, nonche’ ha un’economia ben integrata col resto del mondo.
La politica migliore e’ quella di insistere, facendo fronte comune e coordinata USA, Europa e resto del Mondo (in fondo tutti hanno lo stesso interesse), su una rivalutazione dello Yuan ed una sua fluttuazione piu’ libera sui mercati.Gli USA insistono da anni sulla questione, con risultati abbastanza modesti. La Cina sa perfettamente che nel tempo cio’ sara’ inevitabile, ma cerca di governare il processo temporalmente, in modo tale che il guadagno competitivo connesso al cambio, permanga anche negli anni a venire. Ovviamente l’inevitabile sviluppo della domanda interna Cinese non e’ un fenomeno di poco conto, e tutto il resto del Mondo, ha interesse a non pestare troppo i calli ai Cinesi, per usufruire un domani di questo export potenziale, nonche’ per partecipare al business tramite le imprese delocalizzate presenti in Cina.
Il discorso dei Dazi, a mio avviso, non e’ conveniente in se’, ne’ realisticamente adottabile a tappeto. Ha comunque senso per l’Italia e l’Occidente, adottare politiche che portino ad applicare severi dazi selettivi nei casi piu’ estremi di concorrenza sleale, pretendendo un minimo di certificazione per i prodotti importati (non ha senso alcuno pretendere su un prodotto made in Europe norme stringenti in tema di proprieta’ intellettuale, correttezza commerciale, ambiente e lavoro, e poi chiudere completamente gli occhi verso i prodotti importati). Cio’ pero’ ha senso, solo se l’Occidente agira’ in modo coordinato, anche con taluni paesi asiatici e dell’emisfero sud, se no la Cina reagira’ con strumentali ritorsioni, che ci faranno comunque del male.

Crisi: Germania, 'del Tutto Irreale' Incremento Esm Per 2.000 Mld


Crisi: Germania, 'del Tutto Irreale' Incremento Esm Per 2.000 Mld


(ASCA-AFP) - Berlino, 24 set - L'incremento di 2 mila miliardi del meccanismo di stabilita' europeo Esm, grazie alla partecipazione del privati, e' ''del tutto irrealistico''. Berlino commenta cosi' le indiscrezioni di stamap del weekend scorso su un rafforzamento del fondo per far fronte alle necessita' del paesi europei in difficolta'. Il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Martin Kotthaus, ha spiegato che un rafforzamento dell'Esm e' un discorso da affrontare, ma ''alcuni dati sui volumi'' riportati dai media sono ''incomprensibili''. ''In ogni caso - ha concluso Kotthaus - il controbuto di 190 miliardi della Germania non cambiera'''.

La ricrescita di Monti..... (z)

La Catalogna se ne va: voto anticipato per l’indipendenza  

La Catalogna se ne va: voto anticipato per l’indipendenza


LA CATALOGNA SE NE VA, VOTO ANTICIPATO PER DICHIARARE LA SECESSIONE DALLA SPAGNA http://www.meteoservice.it/forum/showthread.php?27297-LA-CATALOGNA-SE-NE-VA-VOTO-ANTICIPATO-PER-L-INDIPENDENZA


La Catalogna se ne va: voto anticipato
per dichiarare l’indipendenza
La bocciatura del patto fiscale di estrema autonomia fiscale da parte della Moncloa ha convinto il presidente del Governo catalano, Artur Mas, a accelerare verso la dichiarazione d’indipendenza

Marco Gargini
Artur Mas Artur Mas

BARCELLONA (Catalunya) – La Comunità Autonoma catalana potrebbe non mangiare il panettone. Infatti, dopo la bocciatura da parte di Madrid del patto fiscale di estrema autonomia fiscale, il Presidente della Generalitat, Artur Mas, ha deciso che è giunto il momento di dire “prou!”, ossia basta, alle dipendenze spagnole. La Catalogna, infatti, è pronta a proclamare la propria indipendenza dopo le prossime elezioni regionali.

TRE SECOLI DOPO – La scadenza naturale del mandato sarebbe tra due anni, a tre secoli esatti dalla conquista catalana da parte degli spagnoli, ma Mas pare intenzionato a indire le elezioni anticipate già in autunno puntando alla maggioranza assoluta di un fronte indipendentista e a un Governo regionale che sia una corte costituente per arrivare alla dichiarazione d’indipendenza anche senza passare da un referendum. Infatti, almeno per il momento, pare essere tramontata l’ipotesi della negoziazione, in perfetto stile Scozia-Inghilterra, per portare Barcellona perlomeno a un referendum sull’indipendenza. E questo a causa della strategia da parte della Moncloa della paura e delle minacce. Intimidazioni che sono addirittura anche militari, visto che alcuni colonnelli dell’esercito hanno espresso la volontà di reprimere con la forza e la violenza le iniziative separatiste della Catalogna.

UN CAMMINO SENZA FARE PASSI INDIETRO – L’immane manifestazione che nel giorno della Diada, lo scorso 11 settembre, ha visto scendere per le strade circa due milioni di catalani (su un totale di 7,5 milioni) al grido di “Catalogna nuovo Stato d’Europa” sembra aver convinto finalmente i politici del Principat a intraprendere la strada dell’indipendenza, un cammino che, per dirla con le parole del portavoce del governo catalano, Francesc Homs, è senza ritorno. «In Catalogna – spiega Homs – abbiamo visto che come stiamo adesso non stiamo bene e abbiamo deciso di intraprendere un nuovo cammino che è nuovo per tutti, ma che ha un’orientazione chiara», ossia la determinazione da parte della Catalogna di uno Stato indipendente, ma sempre all’interno dell’Unione europea.

MADRID NON STA A GUARDARE – Di contro, Madrid non sta a guardare e prosegue col proprio ostruzionismo. La vicepresidentessa del Governo a guida Partido Popular, Soraya Sáenz de Santamaria, ha chiesto a Mas di non creare altri «problemi», perché le elezioni anticipate e, di conseguenza, l’instabilità politica, «aggiungono crisi alla crisi». La leader del PP catalano, Alícia Sánchez-Camacho, invece, bolla come «al margine della legge» la presa di posizione di Mas, il quale, però, sembra davvero intenzionato a rendere realtà il sogno di libertà del popolo catalano.

Crisi/ Ocse: Italia chieda aiuti se mercati non premiano riforme - SIETE PRONTI?

Crisi/ Ocse: Italia chieda aiuti se mercati non premiano riforme


Roma, 24 set. (TMNews) - L'Italia dovrebbe chiedere gli aiuti internazionali se i mercati finanziari non dovessero premiare in maniera adeguata le riforme avviate. Lo ha affermato il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, a margine della conferenza internazionale sulle riforme strutturali. "È una decisione che l'Italia dovrà prendere - ha detto Gurria - se i mercati non riconoscono a sufficienza il merito delle riforme".

Crisi: Cgil, crollo dei consumi per le famiglie operaie

Crisi: Cgil, crollo dei consumi per le famiglie operaie