11/10/12

Fattore Euro: disoccupazione e miseria per tutti



Fattore Euro: disoccupazione e miseria per tutti
RINASCITA - TUTTI | 11 OTTOBRE 2012
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E" un bollettino di guerra quello pubblicato dalla Banca centrale europea: ogni anno nei Paesi che hanno adottato ... Read more

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Le banche centrali stampano moneta per tenere insieme il sistema. Ma non funzionerà



Le banche centrali stampano moneta per tenere insieme il sistema. Ma non funzionerà
IL GRANDE BLUFF | 11 OTTOBRE 2012
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Un po' di sano catastrofismo fa sempre bene alla salute... Pensate anche ai vantaggi: se si verificasse un nuovo Evento ... Read more

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Ma non chiamatele manovre ...... Per carità'!!!!

Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su Dimon, JP Morgan:....



alboino ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su Dimon, JP Morgan:...":

Considerazioni che rispecchiano pienamente la realtà, che politicanti e sistema burocratico-parassitario, sono ben lontani dal percepire.
La domanda finale è assolutamente pertinente.
Il ritiro dei soldi depositati presso le banche dai cittadini, è l'arma migliore per fare una vera rivoluzione, pacifica e che si realizzerebbe nel giro di poche ore.
Sono almeno 4 anni che spiego ad amici questo fatto e scrivo su vari blog,in particolare della minima riserva obbligatoria, che le banche sono tenute ad osservare. Come conseguenza se due clienti prelevassero i loro quattrini dalle banche, imploderebbe il sistema, e i più accorti avrebbero almeno salvato i loro risparmi, pensando concretamente alle rispettive famiglie.
Meccanismo simile per le assicurazioni sulla vita, in base al numero dei riscatti.
I primi tempi le risposte che ricevevo, andavano dalla risatina, allo sguardo sarcastico,alla bollatura da catastrofista, in maniera quasi unanime.
Ora a qualcuno incomincia a mancare la terra sotto ai piedi,e gli atteggiamenti stanno mutando, ma molto lentamente.
Qualcuno perfino mi telefona, affermando che avevo ragione (però troppo tardi), ma sono un numero esiguo.
Poi ci sono gli irriducibili, convinti che il sistema debba durare in eterno e per grazia divina, e questi rispondono anche oggi, che le banche sono piene di soldi. A nulla serve mostrare i numeri che condannano questo sistema.
A questa categoria appartengono persone che non vogliono ad ogni costo scardinare il sistema, perchè in fondo hanno qualche privilegio da difendere, e sono la maggioranza.
Del resto in Italia chi produce veramente è in netta minoranza, e sono i soli che per ora hanno percepito realmente la crisi, come giustamente esplicato nel commento.
La prevalenza della popolazione non ha alcuna consapevolezza del disastro che ci aspetta e della forza che potrebbe avere, incantata dai media che rappresentano la sola verità ufficiale.
In merito al discorso della presa d'assalto dei piccoli capitali, ho notato ultimamente un vero e proprio arrembaggio, sia via email, e sia via telefono, di promesse allettanti, tipo interessi alti, particolari condizioni, ecc..., anche di primari istituti, che tentano disperatamente di elemosinare clienti.
E questo è un chiaro segnale della realtà che stanno vivendo, anche quelle apparentemente più sicure.


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Postato da alboino in ML NEWS alle 16:29:00

Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su Spagna Kaputt. O default o Schiava dell’Europa..



Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Spagna Kaputt. O default o Schiava dell'Europa.":

Nei commenti fatto il 5/8/2012 sull'articolo "Non c'e "Spagna, il crack che parte dalla periferia" e su Il democrazismo in difesa della banco-crazia spara sulla folla del 26/09/2012 scrissi del sentimento che pervade la Società Spagnola e la rabbia che stava aumentando grazie alla strategia immobiliare perversa fatta nel decennio precedente dalla loro CLASSE DIRIGENTE.
La strategia immobiliarista di creare due mercati paralleli uno a livello locale su creare DETENTORI DI PROPRIETA' spagnoli con la casa di residenza, portandoli ai livelli italiani ma partendo da una base al di sotto della soglia del 50%, e l'altra, che avrebbe dovuto finanziare la prima, di turismo residenziale e commerciale sul diventare la Florida dell'Europa anche a discapito degli altri Paesi Mediterranei compresa l'ITALIA, ha funzionato fino al 2007/2008 ed a elevato i valori immobiliari a livelli inimmaginabili fino alla fine degli anni '900. Gli stessi guadagni venivano reinvestiti nel creare nuovi cantieri ed i finanziamenti ai cittadini spagnoli venivano elargiti con magnanimità, anche se a tassi non benevoli, e il settore turistico divenne il primo assieme naturalmente all'immobiliare. Si arrivo perfino ad un passo nel superare l'economia italiana nella graduatoria mondiale, ma agli osservatori più attenti non sfuggiva il fatto che esisteva un vizio di forma portato all'eccesivo CREDITO FACILE su basi poco realistiche della ECONOMIA REALE. Nemmeno il buon andamento delle vendite ai turisti stranieri, che dovevano essere i veri finanziatori del BOOM IMMOBILIARE, poteva essere in grado di sostenere questo onere in caso di rallentamento o peggio di arresto del settore. La crisi è i suoi effetti ormai sono davanti agli occhi di tutti. Non esistendo più le entrate extra del turismo estero, la liquidità terminò velocemente ed i cantieri periferici (quelli nei siti turistici) cominciarono a diventare delle cattedrali nel deserto. In seguito cominciarono a fallire società di costruzioni con dramma per i lavoratori, per l'indotto, per le banche e dulcis in fundo per l'industria. Senza soldi i lavoratori si ritrovarono nell'impossibilità di onorare i mutui e le banche cominciarono l'opera di pignoramento con l'intento di recuperare liquidità con le vendite alle aste. Buco nell'acqua. Non esistevano compratori e nel caso ce ne fosse stato qualcuno i soldi ricavati non coprivano la perdita. Conseguenza diretta, tutto il settore bancario periferico è divenuto insolvente, anche a causa del ritiro dei capitali degli spagnoli dalle stesse banche che ancora oggi sussiste. Tutto questo fino al mese scorso era rilevante alla periferia del Paese e quindi rientrava si nel residenziale ma in maniera più consistente nel turistico, oggi sta arrivando alle grandi città con conseguente interessamento diretto sugli spagnoli. Le proteste che fino ad oggi erano rivolte per motivi occupazionali, finanziari, mal governo tra poco si aggiungerà quello abitativo in maniera esponenziale in una situazione priva di sbocchi industriali essendo meno consistente per esempio dell'Italia. Inoltre anche quest'anno il turismo non sarà sufficiente a coprire le mancanze, di conseguenza le banche, se pur nazionalizzate soprattutto le CAJAS, necessitano di iniezione di capitali per fronteggiare gli oneri. La bomba può scoppiare se il Governo spagnolo non chiederà aiuto all'Europa, perché è insolvibile. Il caso contrario è meglio non considerarlo, perché nessun sarebbe in grado di immaginarlo e l'ITALIA non ne sarà immune.
Quindi fare certe affermazioni sulla compassione o no degli altri popoli sarebbe opportuno guardarsi allo specchio ed esaminare la realtà Italiana. L'umiltà è sempre un ottima segno di educazione civile e pensare che un popolo deve pagare per l'inefficienza o la disonestà della sua CLASSE DIRIGENTE a cui hanno riposto fiducia, come del resto hanno fatto gli italiani, mi sembra quanto meno ingiusto.
VITTORIO


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Postato da Anonimo in ML NEWS alle 15:07:00

La Peste Nera del nuovo millennio.


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La Peste Nera del nuovo millennio.


di Francesco Salistrari


Alla luce delle odierne dinamiche economiche, appare davvero interessante analizzare alcuni aspetti di quella che è passata alla storia come una delle più profonde crisi del capitalismo mondiale: la crisi del '29.

Il grande crollo di borsa dell'Ottobre 1929 infatti ha segnato tutta un'epoca, determinando una serie di conseguenze profonde di natura politica, sociale ed economica di lungo periodo.

A questo proposito si possono rintracciare alcuni aspetti che caratterizzarono concretamente il substrato economico e sociale che favorirono il crollo azionario del '29, attraverso i quali comprendere meglio sia le ragioni della crisi, sia le risposte che ad essa furono date. Precisiamo che tale analisi riguarda specificamente le condizioni dell'economia americana, anche se con un certo grado di approssimazione esse erano comuni a tante altre realtà.

In Italia, ad esempio, la crisi del '15/'21 (che aveva pesantemente colpito anche gli Stati Uniti) fu affrontata in maniera energica dal Fascismo con un cambio radicale nella politica economica governativa. Furono i prodromi di una politica quasi-keynesiana, su basi non democratiche e di irregimentazione sociale. Pur tuttavia questo non bastò a risparmiare il paese dagli sconquassi della crisi, ma di certo ne "attenuò" la virulenza. Il che, come è evidente anche nella politica successiva del governo Nazista in Germania, dimostrò la bontà di principio delle tesi dell'economista inglese ben prima che venissero applicate negli USA e nel resto del mondo occidentale dopo il conflitto mondiale. A questo proposito sarebbe utile sottolineare come il "New Deal" roosveltiano prima della guerra ebbe effetti non decisivi, per i motivi che verranno esposti di seguito.

Andiamo comunque ad analizzare le questioni succintamente.




Il periodo prima del '29, presentava una situazione fortemente diseguale nella distribuzione della ricchezza. Ad esempio, il 5% della popolazione deteneva più di un terzo della ricchezza complessiva degli USA. Questa situazione era favorita dall'aumento esponenziale, derivato dalla ripresa economica dopo la recessione del '15/'21, dei profitti da attività propriamente finanziarie, ma anche da un incremento non trascurabile degli investimenti e dei profitti da attività produttive. Da questo punto di vista, alla vigilia dell'Ottobre 1929, la situazione appariva florida e l'entusiasmo e la voglia di investire in borsa erano diventati quasi uno sport nazionale.

Nonostante questo, alcuni indicatori economici fondamentali evidenziavano come non era tutto oro quel che scintilla...



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Equitalia chiede 170 euro a una bambina di 7 anni

Gli pignorano il triciclo!!!

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Equitalia chiede 170 euro a una bambina di 7 anni

di REDAZIONE


OLBIA – Cartella esattoriale choc di Equitalia, non tanto per l'importo di 170 euro, quanto perché è stata notificata a una bimba di 7 anni, rimasta orfana del padre, a Olbia. Lo riporta il quotidianoUnione sarda, che riporta che con questa notifica l'Agenzia delle Entrate ha inteso risolvere il procedimento intentato a carico della mamma della bimba, che non ha pagato l'importo.


Il papà della piccola è morto in un incidente stradale nel maggio del 2008 e il Fisco ora ha deciso di rivalersi sulla bambina per il mancato pagamento delle tasse sulla liquidazione versata dall'azienda per cui lavorava il papà operaio. Lapidario il nonno della bimba: "Vogliono i soldi dalla bimba? Le pignorino il triciclo".


Fonte: http://www.leggo.it/



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Sbarazzarsi della Sinistra- da Sinistra



Sbarazzarsi della Sinistra- da Sinistra
APPELLO AL POPOLO | 11 OTTOBRE 2012
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Se per la Destra risulta sufficientemente comprensibile la ragione per cui è sensato e lecito sbarazzarsi della Sinistra ... Read more

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HFT: intelligenza artificiale padrona del mercato



HFT: intelligenza artificiale padrona del mercato
INTERMARKETANDMORE | 11 OTTOBRE 2012
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High Frequency Trading: decollano i volumi Forse la gente non ha ancora capito quanto pesano gli HFT, ovvero le intelligenze ... Read more

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Spagna Kaputt. O default o Schiava dell’Europa.


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Spagna Kaputt. O default o Schiava dell'Europa.



Giuseppe Sandro Mela.


 suicidio Spagna Kaputt. O default o Schiava dellEuropa.


 


  Die Stunde Ist Aus: la Spagna sembrerebbe proprio essere arrivata al capolinea. Come da copione, giusto a ridosso delle prossime elezioni.


  Dopo il declassamento di Egon Jones, adesso anche Standard & Poor ha abbassato il rating della Spagna da "Bbb+" a "Bbb-", certificandone così il fallimento.


  Al momento attuale gli iberici hanno solo due possibilità: il fallimento oppure cedere agli inviti dei paesi fratelli europei, che li esortano a richiedere gli aiuti dando in cambio la loro sovranità nazionale.


  Nessuno compatisca gli spagnoli: un popolo che non sa governarsi non ha diritto a lamentarsi se viene messo sotto tutela.


  I nostri avi si conquistarono la libertà versando il loro sangue.




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Markus Kerber, l'uomo che fermò il MES


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Markus Kerber, l'uomo che fermò il MES

 Markus Kerber



 Markus Kerber è il professore della Technical University di Berlino che ha il fermato il MES, il fondo salva-stati che istituisce un'organizzazione finanziaria con tali e tanti poteri da creare di fatto un'entità sovranazionale incontrollabile, un buco nero nella sovranità dei popoli europei. Markus è stato l'ispiratore della sequenza di 37mila ricorsi alla Corte Costituzionale di Karlsruhe che avrebbe poi obbligato l'organo supremo tedesco a imporre significative limitazioni al delirio di onnipotenza pensato dai creatori del MES. L'istituto finanziario, che è stato inaugurato lunedì 8 ottobre in Lussemburgo, non potrà infatti chiedere all'infinito soldi alla Germania, come era scritto chiaramente nel trattato che noi abbiamo firmato senza colpo ferire. Non senza l'autorizzazione esplicita del Parlamento, e dunque non senza il viatico del popolo sovrano. Inoltre, cade l'inviolabilità assoluta e suprema dei documenti e dei verbali collegiali dell'organismo, che non potrà così derogare a quel principio di trasparenza che è alla base di qualunque democrazia che si possa fregiare di questo nome. E se la Germania sarà costretta al passaggio parlamentare prima di conferire nuovi capitali nel MES, abbiamo significative speranze di poter cambiare il trattato in un senso coerente anche noi, visto che l'art.11 della nostra Costituzione consente limitazioni della sovranità, ma solo in condizioni di assoluta parità con gli altri Stati.





 Marco Travaglione ha incontrato Markus Kerber a Napoli, per Byoblu.com, mentre era di passaggio per un convegno organizzato dall'Università Federico II. Di seguito l'intervista.

Il Meccanismo Europeo di Stabilità, altrimenti detto MES, indebita l'Italia per 125 miliardi di Euro che possono essere aumentati senza limiti e senza appello dai 17 governatori coperti dal segreto e immuni all'autorità giudiziaria. Eppure il Parlamento italiano ha sottoscritto il trattato a larghissima maggioranza nel silenzio della stampa e senza alcun dibattito pubblico. Al contrario, in Germania sono fioccati 37 mila ricorsi e il professor Markus Kerber è appunto uno dei firmatari di tali ricorsi. Qual è stato l'esito dei ricorsi in Germania? La Corte Costituzionale tedesca li ha accolti?



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Un bel record europeo per noi italiani


La voga giovanile di misurare e comparare le dimensioni dei propri attributi sembra aver contagiato anche il mondo della ricerca.

Grecia: a luglio disoccupazione sale al 25,1%


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Grecia: a luglio disoccupazione sale al 25,1%



(Pubblicato il Thu, 11 Oct 2012 12:47:00 GMT)


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Se aumenta l’Iva, tagliare l’Irpef alle famiglie più povere è inutile


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Se aumenta l'Iva, tagliare l'Irpef alle famiglie più povere è inutile






La legge di stabilità prevede un taglio dell'aliquota Irpef sui redditi più bassi. Tuttavia, se da un lato le famiglie più povere si vedono aumentare loro reddito disponibile, dall'altro sono le più danneggiate dall'aumento dell'Iva, che va a toccare i beni alimentari. Meglio agire sulle agevolazioni non giustificate. 





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La svolta della bistecca. La crisi alimentare stavolta finisce nel piatto dell’Occidente

Inizia a toccare pure a noi.....  (Z)

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La svolta della bistecca. La crisi alimentare stavolta finisce nel piatto dell'Occidente

Di Maria Ferdinanda Piva – Fonte: Blogeko Fate attenzione, aficiondos della bistecca. E' proprio cominciata la grande macellazione. E' una svolta, è l'evento che differenzia la crisi alimentare ora in corso da quelle del 2011 e del 2008. Vi chiedete il perchè di queste crisi così ravvicinate? Facile. Noi esseri umani siamo sempre più numerosi [...]


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Una bomba di nome Spagna


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Una bomba di nome Spagna

Il vero problema per il futuro dell'unione monetaria non è Atene, ma Madrid



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La bolletta da 12 milioni di miliardi di euro


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La bolletta da 12 milioni di miliardi di euro

L'ha ricevuta una donna in Francia: la cifra è assai più grande del Pil mondiale



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Germania: Gli istituti economici dimezzano le previsioni di crescita per il 2013


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Germania: Gli istituti economici dimezzano le previsioni di crescita per il 2013

Per il prossimo anno si prevede ora un aumento del PIL dell'1%.





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Perché la globalizzazione non ha funzionato – di Gerardo Coco


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Perché la globalizzazione non ha funzionato – di Gerardo Coco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.


Il processo di produzione si basa sulla divisione del lavoro. Ogni produttore si specializza nell'ottenimento di determinati prodotti e si procura gli altri di cui abbisogna attraverso lo scambio. Il mondo della produzione fondato sulla divisione del lavoro è necessariamente un'economia di scambio dove il denaro svolge la funzione di unità di conto e di mezzo di pagamento. Come scrive Karl Marx, dalla catena "merce contro merce" si passa alla catena "merce-denaro-merce"  cioè dal baratto allo scambio indiretto. Poiché il denaro è solo un intermediario sono i beni ad essere permutati. David Hume scrive: "Il denaro non è propriamente parlando una delle materie del commercio, ma solo lo strumento su cui gli uomini si sono accordati per facilitare lo scambio da una merce all'altra. Non è una delle ruote del commercio: è l'olio che rende il movimento delle ruote più facile e scorrevole".


L'economia di scambio è anche una comunità di pagamenti: ogni acquisto e ogni vendita fa sorgere un debito e un credito che prima o poi devono essere regolati mediante trasferimento di denaro. Pertanto un'economia di scambio è anche un'economia monetaria. Ma ciò non cambia la realtà sottostante: i prodotti si pagano con i prodotti, non in denaro. Non appena il commercio supera i confini nazionali si parla di economia internazionale. Molto prima che le politiche economiche degli stati si interessassero allo scambio internazionale, i soggetti privati di un paese trovarono conveniente vendere beni e servizi a soggetti di altri paesi o comprare da loro. E' chiaro che le relazioni economiche interstatali nella forma di esportazioni e importazioni hanno ampliato la divisione del lavoro. L'enorme e rapido sviluppo nella produzione di beni nel commercio internazionale avvenuto negli ultimi duecento anni è proprio la conseguenza della divisione internazionale del lavoro. Oggi, il fenomeno globale di integrazione dei mercati si chiama globalizzazione.


L'equità nello scambio


All'inizio del XIX° secolo, l'economista inglese David Ricardo diede un contributo significativo al concetto di divisione del lavoro con la dottrina dei vantaggi comparati. Famoso è l'esempio di interscambio tra Inghilterra e Portogallo. Anche se questo paese fosse più efficiente nella produzione di panno e vino, se cioè avesse un vantaggio assoluto nella produzione di entrambi, gli converrebbe specializzarsi nella produzione del solo vino dove ha un vantaggio comparato maggiore ed importare panno dall'Inghilterra. Producendo invece localmente anche panno dovrebbe dedicare capitale e lavoro alla sua produzione ottenendone magari qualità e quantità inferiori. I costi comparati si riferiscono ai rapporti fra i costi reali interni delle due merci prodotte nello stesso paese. In sostanza la teoria afferma che per conseguire il massimo vantaggio ogni paese ha interesse a specializzarsi nel...



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Il Circolo Vizioso del Debito Tossico Guidato dalla BCE al Cuore della Miseria in Europa


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Il Circolo Vizioso del Debito Tossico Guidato dalla BCE al Cuore della Miseria in Europa

Il pezzo di oggi è la parte più intrigante del nuovo report pubblicato dal FMI. Parallelamente c'è un'altra notizia che non dovrebbe essere preso alla leggera.
Gli Svizzeri sanno qualcosa che il resto di noi non sa?
Ueli Maurer, ministro della difesa Svizzero, ha rilasciato
dichiarazioni schive circa la crisi Europea in peggioramento -- esiste situazione peggiore quando c'è il bisogno di schierare truppe armate per affrontarla? [...]
Gli Svizzeri sono famosi per prepararsi a tutto ed avere un esercito assolutamente enorme, rispetto alla loro popolazione, per far fronte a qualsiasi eventualità. Il loro sistema militare speciale è basato sull'addestramento per quasi tutta la popolazione maschile, ma solo un organico molto piccolo è in servizio attivo (più alcune piccole squadre in missioni all'estero per le Nazioni Unite, dal momento che la Svizzera dispone in realtà di una forza di difesa): la Svizzera può richiamare oltre 200,000 truppe addestrate, un terzo di quelle che erano di guardia venti anni fa -- come tutti, hanno ridimensionato le loro armate dato che la minaccia del blocco Sovietico è svanita -- ma queste cifre sono ancora piuttosto enormi per la Svizzera. In America, ciò significherebbe una mobilitazione di quasi 8,000,000 unità per l'esercito Statunitense.
Il Ministro Maurer, accompagnato da sussurri da parte della leadership Svizzera in uniforme, sta cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che la crisi fiscale e politica dell'Europa potrebbe diventare molto sgradevole. Le esercitazioni militari Svizzere nel mese di Settembre, chiamate


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Cleptocrazia al potere e gli italiani dormono in piedi


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Cleptocrazia al potere e gli italiani dormono in piedi

Un paese in mano ai ladri, sia nel pubblico che nel privato, eppure la maggioranza degli italiani sembra non preoccuparsene più di tanto. Come è possibile? La normalità sarebbe quella di protestare, anche in maniera violenta, invece nulla o quasi, è forse rassegnazione? o peggio complicità diffusa? A ben ragionare se questi politici corrotti si [...]


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Processiamoli tutti!


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Processiamoli tutti!




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L'elefante ha partorito il topolino! Mai affermazione fu nevvero più appropiata. Possiamo difatti rigirarla osservarla da tutti i punti di vista, esporla alla luce di uno scanner e ad ogni tipo di lente e reagente..e tuttavia " la Manovra finanziaria o Patto di stabilità" da circa13 miliardi dacché varata dal governo"a corrente alternata" Full Monty rimarrà  e apparirà sempre agli occhi degli italiani l'ennesima blanda inadatta insufficiente (supposta) infilata su per il cu*o della nazione all'insegna del rigore e la sobrietà ma totalmente inadeguata e inefficace a curare i veri mali del paese!

Al suo interno vi sono è vero alcune norme"anche interessanti" e comunque ancora i soliti tributi da pagare..la riduzione dell'Irpef ma anche l'aumento dell'IVA, i soliti tagli alla sanità…e il timido tentativo (lodevole lungimirante) di rivedere riformare quella porcata anticostituzionale che porta la firma del "Bandito Giuliano/Amato voluta e varata  da un governo di sinistra chiamata Riforma del titolo V della Costituzione: Il nuovo ruolo delle regioni nei rapporti con lo stato e l'Unione europea…una vera delega "alla politica" a  rapinare rubare depaurperare saccheggiare i soldi pubblici.. e che ha ingenerato quella gigantesca mole di scandali ruberie malversazioni di cui le cronache nostrane ogni giorno ci danno conto!

Insomma la manovra dacché varata dal governo dei tecnici più che una panacea assomiglia a una mera carta di intenti..taluni discutibili altri condivisibili..tuttavia decisamente blanda e insufficiente.

Perchè ci domandiamo nel testo non c'è traccia di una norma di una proposta seria .. per esempio quella che sancisce per legge "il dimezzamento degli stipendi dei politici". Semplice norma che farebbe risparmiare allo stato una cifra quantificabile in 30 miliardi.. guarda caso le risorse che consentire...



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Se Monti è professore di economia politica mia nonna era una pornostar. Ridà 150 euro di Irpef e se ne prende 500/600 di Iva.


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Se Monti è professore di economia politica mia nonna era una pornostar. Ridà 150 euro di Irpef e se ne prende 500/600 di Iva.

Slasch16 per Informare per Resistere. Economia sensitiva, sembra ma non è. Fonte: Possibile che nessun giornalista gli abbia posto la domanda: Presidente ci vuole prendere per il culo? Il primo scaglione, sino a 15.000 euro lordi, avrà una riduzione Irpef di 150 euro. Il secondo di 130 euro che andranno sommati ai 150, totale per [...]


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Carburanti: Bce, prezzi area euro ai massimi storici, pesano imposte indirette


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Carburanti: Bce, prezzi area euro ai massimi storici, pesano imposte indirette



(Pubblicato il Thu, 11 Oct 2012 10:24:00 GMT)


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Colin Campbell sul picco del petrolio


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Colin Campbell sul picco del petrolio






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Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su Imbroglio recessivo.



alboino ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Imbroglio recessivo":

Evito di informarmi con i media di regime, e per motivi di salute, evito accuratamente di ascoltarli. Ma casualmente ieri sera ho sentito quanto ha riferito il tg di rai2, in merito al provvedimento del governo.
L'apertura è avvenuta con tono raggiante da parte della giornalista (complimenti avrà un futuro d'attrice quando il baraccone rai andrà alla malora), dando la notizia sulla riduzione delle aliquote irpef, che determinerà la diminuzione della pressione fiscale.
Inoltre ha enfatizzato sull'alleggerimento del peso sui redditi dei poveri, come si conviene a tutti i governi che abbiamo avuto anche in passato,
con i soliti comportamenti da socialismo reale, a vantaggio di pochi.
Poi dopo ha riferito dell'aumento dell'Iva pari all'1%, avendo il coraggio di affermare che è meno di quanto ipotizzato in precedenza, quasi ringraziando i presunti tecnici per questo minor aumento.
Come dice il post, i media vengono regolarmente usati per far credere panzane enormi alla gente, questo per tenere calmo il gregge e sperare nella miracolosa ripresa.
Il fatto peggiore è che la rai, la manteniamo con i nostri soldi, o meglio, con le gabelle che ci obbligano a pagare.


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Postato da alboino in ML NEWS alle 12:27:00

Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su Dimon, JP Morgan: “Assalto alle banche in Italia e....



Anonimo ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Dimon, JP Morgan: "Assalto alle banche in Italia e...":

Se le informazioni sono corrette, l'assalto alle banche di SPAGNA ed ITALIA è già in atto da diverso tempo e non si arresterà. La discussione semmai deve essere impostata su chi si può permettere l'assalto. In questi giorni se domandaste a qualsiasi entità economica che sia azienda o singolo cittadino come vanno gli incassi dei suoi crediti la risposta è sempre la stessa: MALE, NON PAGA PIU' NESSUNO, NON CI SONO SOLDI, DEVO PRENDERE I SOLDI DALLO STATO, ETC. ETC. Insomma liquidità ZERO. Lavoro SOTTOZERO. Consumi giù. Costi e tasse SU.
Come contraltare si vocifera che le banche hanno in pancia liquidità in aumento e che sono per questo solide. Il sospetto sorge spontaneo nel pensare che ci sia un BLUFF. Come in una partita a POKER fatto di parola, cip, vedo e ti rivedo nessun azzarda la prima mossa perché attende un qualsiasi evento che muova le decisioni. Intanto c'è chi si arrocca, chi scappa, chi studia per attaccare e speculare e chi deve tirare fine mese. La verità sta sempre nella via di mezzo. I grandi capitali se ne sono già andati in siti più sicuri, i capitali di media entità hanno scelto il 50 % fuori e il 50% in Italia con la speranza di fare qualche buon affare, i piccoli capitali sono attualmente presi d'assalto da banche, promotori, finanziarie affinché si affidino a loro promettendo mari e monti e i fine mese non interessano a nessuno salvo fargli pagare le spese di gestione di tutto il Sistema Bancario Nazionale. I fine mese non sono soltanto dipendenti e pensionati, ma anche lavoratori autonomi, piccole aziende, precari, etc. tutta la stragrande maggioranza della popolazione. Essi non hanno nessuna possibilità di via di fuga e sono costretti a restare invischiati nel Sistema Paese con l'OBBLIGO di fare sacrifici, subire imposizioni, ricatti e minacce alfine di salvare il Paese, ma soprattutto i capitali della CLASSE DIRIGENTE che domina sopra le loro teste. Quella stessa gente che li impoverisce e li affama in attesa di appropriarsi dei suoi beni di una vita di lavoro per quattro soldi. Quella stessa gente che non ha mai prodotto ricchezza, ma se ne sempre accaparrata la maggior parte con leggi su misura a protezione dei loro interessi.. Quella stessa gente che non ha un solo posto di commando, ma grazie a CDA, Fondazioni, Corporazioni, Associazioni, etc. interagisce in tutti gli ambiti economici/sociali percependo più di un compenso oneroso e fuori mercato, ma soprattutto con i soldi dei contribuenti affamati e privati di ogni forza di reazione. Però anche "I FINE MESE" sono detentori di un potere anche se esiguo. La fortuna di quella gente è che non hanno mai pensato ad usarlo o pensano di essere dei granelli di sabbia irrilevanti ed impossibilitati a cambiare le cose. La presa di consapevolezza è che se i granelli si mettessero insieme potrebbero fare una spiaggia, ma anche un deserto, e se i loro pur insignificanti capitali venissero usati all'unisono per determinare la morte economica di un soggetto scorretto o uscissero improvvisamente dal Sistema, creerebbero panico più che le elezioni con il 70 % di non votanti. Ebbene l'assalto alle banche dell'articolo avverte di questa spada di Damocle del ritiro dei fondi, ma sempre vista come difesa dei propri risparmi. E se invece venisse effettuato come attacco al Sistema in contestazione della CLASSE DIRIGENTE ?
VITTORIO


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Postato da Anonimo in ML NEWS alle 12:39:00

Václav Klaus: “La distruzione della Democrazia in Europa potrebbe essere nella sua fase finale”


Di Bruno Waterfield  -  The Telegraph
Tradotto per l’ARS da Anna Moffa di I Lupi Di Einstein
I politici ‘con due facce‘ hanno aperto la porta ad un superstato dell’UE rinunciando alla democrazia”, ha detto il veterano statista ceco Václav Klaus, a Bruno Waterfield.
La nuova spinta verso una federazione dell’Unione europea, completa di un proprio capo di Stato e dell’esercito, è la “fase finale” della distruzione della democrazia e dello Stato-nazione, ha messo in guardia il presidente della Repubblica Ceca.
In un’intervista con il Sunday Telegraph, Václav Klaus avverte che i politici “con due facce”, compresi i Conservatori, hanno aperto la porta ad un superstato UE cedendo democrazia, in quella che è una fuga dalla credibilità e dalla responsabilità verso i loro elettori.
  • “Dobbiamo pensare a come ripristinare la nostra indipendenza e la nostra sovranità. Questo è impossibile all’interno di una federazione. L’UE dovrebbe muoversi in una direzione opposta”, ha detto.
La settimana scorsa, la Germania, la Francia e altri nove dei più grandi paesi d’Europa hanno chiesto di mettere fine ai veti delle nazioni in materia di politica di difesa mentre Guido Westerwelle, ministro degli Esteri tedesco, ha sollecitato la creazione di un presidente europeo eletto direttamente “che nomina personalmente i membri del suo governo europeo”.
Il signor Westerwelle, facendo riferimento all’opposizione britannica, ha chiesto che gli Stati nazionali siano privati del diritto di veto in materia di difesa per “impedire che un singolo Stato membro possa essere in grado di ostacolare le iniziative”, che “potrebbero eventualmente coinvolgere un esercito europeo”. Leggi il resto di questo articolo »

FOCUS: come si può combattere la malattia del debito?


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FOCUS: come si può combattere la malattia del debito?

Quanto è indebitato il mondo nel suo complesso? Qual è allora il vero problema? Che rapporto c'è tra il debito mondiale e il Pil globale? Quali sono le possibili vie d'uscita? Ennesima puntata della "piccola partnership" (non di tipo commerciale, … Continua a leggere


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Crisi, la Bce: dal 2008 al 2010 bruciati 4 milioni di posti di lavoro


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Crisi, la Bce: dal 2008 al 2010 bruciati 4 milioni di posti di lavoro

Tra l'inizio della crisi economica e finanziaria nel 2008 e il primo trimestre del 2010 il numero di posti di lavoro nell'area dell'euro si è ridotto di oltre 4 milioni di unità. L'occupazione, infatti, è diminuita del 2,8% rispetto al livello massimo del primo trimestre del 2008. Lo scrive nel suo bollettino la Banca Centrale Europea. Dal primo trimestre del 2008 al primo trimestre del 2010, rileva l'Istituto di Francoforte, il tasso di occupazione è sceso di 1,7 punti percentuali, al 64,2%. Nonostante la gravità della crisi, osserva la Bce, "l'adeguamento dell'occupazione è stato relativamente contenuto a livello aggregato". Nelle fase iniziali della crisi, spiega l'Istituto di Francoforte, "le imprese hanno mostrato una netta preferenza per forme di flessibilità interna, come la riduzione degli straordinari e il ricorso agli accordi lavoro a orario ridotto, contribuendo a mitigare la correzione dei livelli occupazionali (misurata in unità). La riduzione delle ore lavorate totali nell'area dell'euro (-4,5%) è stata infatti sensibilmente più marcata rispetto al calo del numero di occupati (-2,6%)", tra il primo trimestre del 2008 e i primi tre mesi del 2010.

Nel secondo trimestre del 2010 la disoccupazione di lunga durata nell'area ha invece raggiunto il 67,3% della disoccupazione totale, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al primo trimestre del 2008. L'Eurotower peraltro precisa che è con il protrarsi della crisi e delle difficoltà a trovare un lavoro che il numero di disoccupati di lunga durata ha iniziato ad aumentare all'inizio del 2009.

Tasso di disoccupazione a luglio dell'11,3%
Dal 2008 le condizioni dei mercati del lavoro nell'area dell'euro sono "peggiorate drasticamente", con un netto incremento del tasso di disoccupazione, che nel luglio del 2012 ha raggiunto l'11,3%: 4 punti percentuali in più rispetto al primo trimestre del 2008 quando si attestava al 7,3%, il livello minimo dall'introduzione dell'euro. Un elemento cruciale della crisi, rileva la Bce, sono le diversità molto marcate tra i singoli paesi dell'area dell'euro, considerando che le perdite occupazionali accumulate dal massimo al minimo sono comprese tra il -16 e il 0,4%. Ad esempio il numero di posti di lavoro è sceso di meno dell'1% in Belgio, Germania e Lussemburgo, nonostante la flessione del Pil in questi paesi sia stata in linea con la media dell'area dell'euro. Per contro, osserva l'Istituto di Francoforte, il numero di posti di lavoro è diminuito di oltre il 15% in Estonia e Irlanda e di oltre il 10% in Grecia e Spagna.

Crisi soprattutto per manifatturiero e costruzioni
La riduzione dei posti di lavoro nell'area dell'euro, sottolinea ancora la Bce, "ha interessato prevalentemente i settori manifatturiero e delle cost...



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Moriremo di fame?


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Moriremo di fame?

Dopo un' estate "estrema" le preoccupazioni della Fao





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Cameron docet: "La Gran Bretagna si prepari a decisioni dolorose in economia"


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Cameron docet: "La Gran Bretagna si prepari a decisioni dolorose in economia"

Lo ha detto a Birmingham, alla conferenza del partito conservatore. E per cercare di arginare la caduta nei consensi, come sappiamo (qui) non trova di meglio che attaccare l'Europa.


da Euronews



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GRILLO: “Se vinciamo in Sicilia, liberiamo l’Italia”


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GRILLO: "Se vinciamo in Sicilia, liberiamo l'Italia"

"La Sicilia e' decisiva. Parte tutto
da qui, dalla terra che condiziona l'Italia da sempre, da
Andreotti ai Lima fino al 61-0. Ecco perche' sono qui. Se
liberiamo la Sicilia, liberiamo l'Italia". Lo ha detto Beppe Grillo.


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UN DECRETO DEL GOVERNO PER AFFOSSARE L'ILVA...


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UN DECRETO DEL GOVERNO PER AFFOSSARE L'ILVA...

Forse non è un caso che ogni volta che la pochezza del governo degli pseudo-contabili risulta evidente, scoppi qualche scandalo che punta i riflettori mediatici sulle magagne della "casta" politica. Qualcuno che non è completamente immerso nel feticismo della magistratura, si è persino accorto che, in tre anni, si tratta del secondo governatore della Regione Lazio fatto fuori senza imputazioni specifiche; nel caso di Marrazzo addirittura la frequentazione di trans diventò per i media più grave del fatto che dei carabinieri si dedicassero professionalmente al ricatto. 
COMIDAD

L'unico argomento a favore di Monti rimane a tutt'oggi quello di non infliggerci le continue figuracce nei consessi internazionali che per anni hanno costituito il marchio di fabbrica del Buffone di Arcore. Ma per evitare di fare il pagliaccio in pubblico, non c'era certo bisogno di un "tecnico".
Per il resto appare sconcertante la continuità del governo attuale con il governo precedente, in particolare per ciò che concerne la politica anti-industriale. La tanto attesa convocazione di Marchionne si è risolta nell'ennesimo calo di brache da parte del governo, mentre sull'Ilva di Taranto la doppiezza dello stesso governo si dimostra sempre più plateale. 
Il tanto strombazzato decreto salva-Ilva del governo, approvato definitivamente pochi giorni fa dal senato, infatti appare congegnato per consegnare definitivamente l'azienda alla scure del boia, poiché circoscrive l'azione del commissario straordinario alla sola questione ambientale, come se l'acciaio non fosse un'indispensabile risorsa di base per tutta l'industria italiana. [1] 


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“Il governo aumenta le tasse”


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"Il governo aumenta le tasse"

L'analisi di Franco Bechis su Libero





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Mercati impauriti: si prevede un'altra ondata ribassista


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Mercati impauriti: si prevede un'altra ondata ribassista

Gli USA attendono con ansia i dati riguardanti JP Morgan e Wells Fargo, dopo che quelli di Alcoa sono risultati abbastanza allarmanti.


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IRAN:LE 10 COSE PIU' IMPORTANTI CHE DOVRESTI SAPERE SULL'IPERINFLAZIONE


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IRAN:LE 10 COSE PIU' IMPORTANTI CHE DOVRESTI SAPERE SULL'IPERINFLAZIONE

" L'iperinflazione Mensile tocca il 70%
L'embargo petrolifero contro l'Iran ha funzionato, se per 'funzionare' intendiamo aver distrutto il Rial iraniano, che è caduto del 33% in una settimana, il 57% in tre mesi e il 75% in un anno rispetto al dollaro USA. 


Mercoledì scorso, al bazar di Teheran è finita con centinaia di manifestanti che si sono scontrati con la polizia antisommossa che ha usato i gas lacrimogeni e i manganelli contro chi protestava per la durezza della crisi valutaria. DI MICHAEL SHEDLOCK

A seguito, 'NON C'E' IPERINFLAZIONE IN IRAN: LA VERA STORIA E' MOLTO PIU' INTERESSANTE' ( Matthew Boesler, businessinsider.com);


(Leggi tutto)



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I no che ci portano verso il declino – di Lucia Navone


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I no che ci portano verso il declino – di Lucia Navone

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Lucia Navone.


C'è un libro che ricordo di aver letto quando mia figlia aveva solo quattro anni. Allora, puntualmente ogni notte, si svegliava per tre volte consecutive e presa dalle disperazione cercavo ovunque consigli utili per farla dormire. E così, come altri genitori più o meno disperati, sono incappata nel famoso "I no che aiutano a crescere" di Phillips Asha. Pagine utili per elaborare, almeno sulla carta, un perfetto piano educativo e sopravvivere alle notti insonni o alle ribellioni dei figli adolescenti.


E come molti sapranno, un intero capitolo è dedicato a come lasciarli piangere e a non cadere nel tranello di portarli nel lettone. Un suggerimento che sarà costato a tanti genitori sensi di colpa infiniti ma che – a parere dell'autore – aiuta il bambino a sviluppare le proprie capacità e a trovare da solo le risorse per dominare la paura del buio.


Ed è proprio partendo dal semplicissimo principio di come si costruisce l'autonomia in un soggetto, che voglio affrontare questa storia, per nulla semplice né tantomeno banale.


Il filo conduttore sono i no. In questo caso però non servono per crescere ma piuttosto a bloccare un processo di sviluppo.


Sto parlando della situazione che in questi giorni sta vivendo la città di Taranto, sia rispetto alla prevista chiusura degli impianti ILVA che alle prospettive di nuovi investimenti legati ad altre attività produttive.


È notizia del 2 ottobre  che il Consiglio comunale di Taranto ha deciso di "stoppare", o meglio "congelare", investimenti per 600 milioni di euro su tutto il territorio. Un ordine del giorno con cui il Consiglio comunale (le proposte sono state avanzate da "Noi Democratici" di Dante Capiuolo e "Ecologisti per Taranto Respira" di Angelo Bonelli) si impegna a chiedere "la sospensione cautelativa dei pareri e delle autorizzazioni rilasciate da enti locali, Regione e Ministero dell'Ambiente, relativamente ai progetti Tempa Rossa, Eni, Cementir e nuovi inceneritori". Decisione che ha fatto insorgere gli imprenditori e che di fatto lascia al palo progetti già avviati e deliberati per centinaia di milioni di euro. Stiamo parlando dello stoccaggio nella raffineria di Taranto del greggio che arriverà dai giacimenti di Tempa Rossa (in provincia di Potenza), della centrale turbogas Enipower e della ristrutturazione della Cementir.


E dire no a nuovi investimenti per una città economicamente in ginocchio, è ancora una volta il segno di una politica miope che preferisce nascondersi dietro "il rispetto della salute e dell'ambiente", piuttosto che prendersi le responsabilità del caso. Una classe politica responsabile (a tutti i livelli, non solo locali) avrebbe dovuto antic...



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Imbroglio recessivo


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Imbroglio recessivo

Questa i professori se la potevano risparmiare. Costruire un provvedimento in modo da potere dire che si stanno diminuendo le...


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Italia: Non è una Crisi Finanziaria ma una Crisi di Solvibilità


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Italia: Non è una Crisi Finanziaria ma una Crisi di Solvibilità

Questa mattina (grazie al solito ZH) ho scoperto un Blog davvero interessante: True Economics del Dr. Constantin Gurdgiev (uhmmm chissà cosa avranno in comune ZH e il Dr. C.G….leggetevi il curricula),


 Il post che ha attirato la mia attenzione parla del vero mega debitone dell'Irlanda, ovvero quello pubblico+quello dei cittadini che hanno una casa+quello delle istituzioni non finanziarie (cioè escluse le banche).


Ne sono usciti alcuni tabelle e grafici molto interessanti che mettono in luce come in realtà l'Italia non sta vivendo una crisi del debito in senso stretto, ma una crisi di solvibilità. In altre parole, in termini relativi il debito italiano non è poi così alto, anzi è fra i più bassi d'Europa e del mondo occidentale.


Il problema mortale è che l'Italia NON è in grado di ripagarlo. Nel nostro paese non si crea più abbastanza ricchezza per farvi fronte, e la causa del disastro sta tutta nella struttura dello Stato.


In poche parole ci sono troppi cittadini che vivono letteralmente alle spalle di troppo pochi cittadini deputati alla produzione, a questo si unisca un potere grottesco delle burocrazie e l'intreccio fra piccoli centri di potere e privilegio.


Il risultato è che Cipputi non basta più.


Dunque anche il "relativamente" piccolo debito totale italiano è impagabile.


Questa analisi però contiene anche un elemento di speranza: in effetti l'Italia avrevbbe in se i mezzi per ricominciare a dare un futuro ai propri figli, ci sono 2 mosse da fare:


1) Abbattere una parte di debito vendendo l'enorme quantità di patrimonio improduttivo dello stato (che è improduttivo perchè E' in mano allo stato)


2) Abbattere la Spesa Pubblica, la Pressione Burocratica e la pressione Fiscale


Ecco i dati estratti dal Dr. Constantin Gurdgiev 




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Le 10 trappole in cui cadono gli investitori


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Le 10 trappole in cui cadono gli investitori

Alzi la mano chi non ha mai sbagliato un investimento. Secondo una ricerca di Primerica, i risparmiatori statunitensi hanno perso in media 23 mila [...]




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Chi ci guadagna se il governo spegne la luce?


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Chi ci guadagna se il governo spegne la luce?

Ovvero, le società attive nel risparmio energetico



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Debiti e default, i fondi-avvoltoio su Grecia e Argentina


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Debiti e default, i fondi-avvoltoio su Grecia e Argentina

La trama è quasi comica. Eppure si tratta di una faccenda tremendamente seria, tanto per le sue implicazioni finanziarie quanto per l'implicito e inquietante monito lanciato a tutti i Paesi sull'orlo di una crisi contabile. La protagonista è una nave dal nome epico ed altisonante, Libertad: misura 100 metri circa di lunghezza, vanta un pregevole design anni '50 e possiede una valutazione di mercato compresa tra i 10 e i 15 milioni di dollari. Lo scenario è il porto di Tema, in Ghana, dove l'imbarcazione è tuttora bloccata con il suo equipaggio di 220 persone dopo un'ordinanza di un tribunale locale che ne ha decretato il sequestro di fronte a un possibile pignoramento. Il motivo? Un ammontare indefinito di "tango bond" non pagati ad un creditore molto speciale: il fondo-avvoltoio (vulture fund) Nml, un veicolo d'investimento di proprietà della Elliot Capital Management, società finanziaria registrata nelle paradisiache, in senso fiscale, Isole Cayman. (continua…)




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Tutti i furbetti che Di Pietro ha portato nelle istituzioni


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Tutti i furbetti che Di Pietro ha portato nelle istituzioni

Maruccio, l'ultimo caso. E gli altri





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Sprofonda Italia: la legge di stabilità è criticata da tutti


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Sprofonda Italia: la legge di stabilità è criticata da tutti

di REDAZIONE


No all'aumento dell'Iva. Prima ancora che si' alla riduzione dell'Irpef. Lo 'scambio' che propone la legge di stabilita' trova la ferma opposizione di tutte le associazioni coinvolte, a partire da Confcommercio, e dei sindacati, Cisl esclusa. Allarme della Cgil sul fronte statali: nel periodo 2010-2014 perderanno fino a 290 euro al mese, 6.000 euro in media in totale, sommando il blocco dei contratti, l'indennita' di vacanza contrattuale e l'aumento dell'inflazione. Le valutazioni critiche sono tutte supportate dai numeri. L'aumento di un punto percentuale dell'Iva e la riduzione di un punto dell'Irpef penalizzeranno "proprio i meno abbienti", sostiene la Cgia di Mestre, evidenziando che l'allarme riguarda i circa 8 milioni di 'incapienti', ovvero i contribuenti che attualmente non pagano nessuna imposta sui redditi, che rischiano "un aumento delle tasse che, per un contribuente senza famigliari a carico, toccano i 23 euro nel 2013 e salgono ad un valore massimo, per una famiglia monoreddito con moglie e figlio a carico, a 60 euro nel 2014″. Altri numeri, stessa preoccupazione. Nel 2014 la perdita dei consumi correnti dovuti al'effetto domino dell'aumento dell'Iva su redditi e pensioni dovrebbe collocarsi tra 5 e 7 miliardi di euro rispetto al gia' depresso scenario di base, denuncia Confcommercio. Una riduzione dei consumi che nel 2013 potrebbe contrarsi, rispetto allo scenario di base pari a -0,8%, di un ulteriore decimo di punto, quindi a -0,9%.


La valutazione 'politica' di Confcommercio e' altrettanto negativa. "Dopo avere ripetutamente dichiarato che il primo obiettivo della spending review e della legge di stabilita' sarebbe stato quello di evitare, a partire dal prossimo mese di luglio, l'aumento di due punti percentuali delle aliquote Iva", il Governo ha deciso, nella seduta del Consiglio dei Ministri di ieri conclusasi a notte avanzata, "di procedere alla riduzione di un solo punto dei programmati aumenti Iva e, contestualmente, di ridurre di un punto l'aliquota Irpef sui primi due scaglioni di reddito. E' il caso di dire che la notte non ha portato consiglio". Altrettanto dure le diverse associazioni di categoria aderenti a Confcommercio. "L'aumento di un punto percentuale dell'Iva a cui sono soggette le attivita' di somministrazione, che passera' dal 10 all'11%, servira' ad inasprire il contesto di difficolta' in cui operano i pubblici esercizi", avverte la Fipe. Quello del governo e' "un grave errore", secondo il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua Magliani: "l'incremento di un punto per le aliquote del 10 e del 21 per cento e' una ma...



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FINANZA/ Una mega-bolla dietro il “voto” di Wall Street a Romney


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FINANZA/ Una mega-bolla dietro il "voto" di Wall Street a Romney

Cosa si cela dietro le mosse della finanza speculativa a stelle e strisce? La rete a fibra ottica in costruzione nei fondali artici forse ci può aiutare a comprenderlo. Di MAURO BOTTARELLI

(Pubblicato il Thu, 11 Oct 2012 06:05:00 GMT)

GEOFINANZA/ Svizzera, le "grandi manovre" che preoccupano l'Europa, di M. Bottarelli
SPILLO/ E Wall Street "usa e getta" Obama, di G. Credit


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FEDERALISMO/ Il "grande inganno" del Titolo V diventa il Cavallo di Troia dei prof


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FEDERALISMO/ Il "grande inganno" del Titolo V diventa il Cavallo di Troia dei prof

La deprimente scoperta di numerosi fenomeni di corruzione nelle amministrazioni regionali e locali ha aperto la strada ai nemici di federalismo e sussidiarietà. Ne parla GIULIO SALERNO

(Pubblicato il Thu, 11 Oct 2012 06:04:00 GMT)

IL CASO/ Regioni contro Stato, il federalismo alla Monti è "pericoloso"
FEDERALISMO/ La Baviera, la Corte, e quella Germania "troppo" solidale


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I quiz come il Paese

pacchiC’era una volta “Lascia o raddoppia”, dove i concorrenti si mettevano alla prova sulla base di una conoscenza specifica su determinate materie. A condurlo era Mike Bongiorno che probabilmente in decenni non ha mai saputo mezza risposta alle domande ch

Fmi: Lagarde, Eurozona centro di crisi, faccia di piu'

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Il finto Vendola chiama Nicole Minetti, lei ci casca e risponde così - video

Lo scherzo di Barty in "Tutti Pazzi per RDS"
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Dimon, JP Morgan: “Assalto alle banche in Italia e Spagna senza un firewall”

Dimon, JP Morgan: “Assalto alle banche in Italia e Spagna senza un firewall”

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“La catastrofe sarebbe se il default della Grecia avvenisse prima della realizzazione di una rete di protezione per l'Italia e la Spagna. In quel caso ci sarebbero buone probabilità di un assalto alle banche in Italia e Spagna”. Parole di Jamie Dimon, ad di Jp Morgan, davanti al Council on Foreign Relations di New York 11/10/2012

Borse in calo e spread in aumento dopo downgrade Spagna e allarme Fmi

Borse in calo e spread in aumento dopo downgrade Spagna e allarme Fmi

Borse in calo e spread in aumento dopo downgrade Spagna e allarme Fmi

Christine Lagarde vede una ripresa molto più lenta rispetto allo scenario di aprile, una ripresa che colpisce anche i mercati emergenti. Il Fmi è pronto a concedere due anni in più alla Grecia per raggiungere gli obiettivi di risanamento delle proprie finanze pubbliche. Tassi Spagna oltre il 6% dopo che Standard & Poor's ha tagliato il rating di Madrid di due scalini. Occhio ad asta Btp 11/10/2012