15/10/12


LA MALEDIZIONE DEL BANCO AMBROSIANO E IL GIRO DI VITE ATTUALE.

 
Le notizie rimbalzano così velocemente che è difficile starle addietro. La concentrazione maggiore si ha nella nuova MANOVRA che il Governo dice di voler applicare in tempi brevissimi, ma in realtà è il contrario. Più allungo se ne parlerà, più la gente sarà distratta dai VERI problemi che scoppieranno nei prossimi mesi.

Grilli ha recentemente dichiarato che fino al 1° Trimestre 2013 ci sarà recessione, in seguito si potrà parlare di lentissima ripresa. Già la data è stata procrastinata, non è una novità, è da 5 anni che viene ripetuto il ritornello e ne siamo assuefatti, ma essa, felice di essere smentito, non ci sarà per diversi fattori tra cui la principale è la FIDUCIA PERSA da parte della gente. Altri due sono concomitanti e sono nell’intestazione dell’articolo.

Al primo impatto viene da chiedersi cosa interessi i lontani anni del BANCO AMBROSIANO di CALVI con la crisi attuale. Nulla, se non per la sua “MALEDIZIONE”. Sarà una combinazione strana, ma ogni qualvolta le spoglie del vecchio istituto passano da Istituto a Istituto, quest’ultimo crolla e viene assorbito, così fino ai giorni nostri. Nonostante questo, si sono fatti scontri economici epocali tra i vari Istituti Italiani per acquisirle. Si ricordi il buon FIORANI a capo dei paladini nostrani per toglierlo dalle sgrinfie dei cattivi olandesi; alla fine crollo lui con la Popolare LODI. Ed in seguito l’altro paladino MUSSARI,  riportarle in mani Italiche togliendole agli spagnoli del BANCO SANTANDER a qualsiasi costo anche a “SVENARE” l’Istituto. Dei conoscenti senesi, azionisti da lunghissima data, sottolinearono che il declino del loro GIOIELLO, e dei loro risparmi di una vita investiti con fierezza nell’Istituto,  cominciò da quel momento. La domanda sorge spontanea: che ci sarà mai di così sublime da accapigliarsi per averle tra tutti questi passaggi di ISTITUTI se poi portano alla rovina ? Sono tutti masochisti ? Magari passando di mano in mano si possono ammortizzare e diluire le “perdite” o gli “scheletri negli armadi” visto che chi assorbe è sempre più grande ?  Devono essere per forza di italico dominio perché gli stranieri non capirebbero la realtà italiana ? Ma altri Istituti sono stati assorbiti da realtà estere e come mai nessuno si accapigliato per intraporsi ? Peggio di un mistero della fede. Il vero problema è che il MONTE DEI PASCHI se crolla e difficilmente assorbibile e se questo si avverasse sarebbe una catastrofe. Tutti i segnali che arrivano sono negativi e l’omertà della Fondazione e del CDA non prospetta nulla di buono. Ora se a questo aggiungessimo la fuga dei capitali, lo SPREAD, la necessità di finanziare il DEBITO PUBBLICO, etc. la liquidità diventa un miraggio. Tutte le Banche, se ne dispongono, se la tengono ben stretta in attesa del cataclisma. Sul blog veniva lanciato l’appello a fuggire altrimenti si era degli sciocchi. Condividendo pienamente le motivazioni, purtroppo a tutti non è possibile e quindi sono obbligati a subire le angherie della CLASSE DIRIGENTE che ha instaurato la seconda parte del titolo.

Nella prospettiva dell’eventuale cataclisma, le BANCHE stanno approntando le difese, ma anche gli attacchi. A partire da Luglio, hanno cominciato un nuovo giro di vite sui loro debitori con rientri dagli affidamenti, con pratiche poco ortodosse nei confronti degli incagli o delle sofferenze, con nessun finanziamento se non coperto da liquidità già esistente da parte del richiedente di pari importo, aumento dei costi sui conti correnti e transazioni, anticipazioni su effetti crollati a percentuali irrisorie salvo aumentare l’interesse e le commissioni (dati sempre a chi ha la stessa liquidità) e dulcis in fundo RIORGANIZZAZIONE. Chi afferma il contrario, lo fa per occultare i fatti a proprio interesse ed evitare reazioni di opposizione. La realtà è visibilissima anche fuori dal mondo bancario. La FIAT dice di avere in casa una liquidità strabiliante, ma non mantiene le promesse di investimento e paga i fornitori, sempre per motivi tecnici si capisce non a causa loro, con “un po’ di ritardo”. Altre Grandi Aziende sono più preoccupate a riorganizzarsi, ricondizionare i debiti, a vendere quote di maggioranza anziché incrementare le vendite del CORE BUSINESS e se ciò accadesse nella regola più ferrea possibile di pagamento CASH.  A scendere tutte le altre aziende, commercianti, artigiani, non effettuano lavori se non con pagamento immediato, salvo che non siano  parenti, amici o di “provata affidabilità”. Dei conoscenti tra gli avvocati confermano di avere grosse difficoltà ad incassare i compensi, non per cattiva volontà ma per mancanza di fondi. Non solo, stanno passando dal rifiutare pratiche a non averne più per mancanza di clienti nuovi e molti di loro passano il tempo più a perseguire, qualcuno a perseguitare, pratiche di recupero dei loro crediti, anziché dei loro clienti. I commercialisti che prima mettevano alla porta i non pagatori oggi si accorgono che i clienti si stanno assottigliando e alla porta non ce ne sono di nuovi. Gli Amministratori di Condominio, fino ad oggi EDEN in terra dove le spese aumentano sempre alla faccia di crisi o non crisi, sbattono contro la realtà della indisponibilità dei condomini. I notai, che dagli anni BOOM della FOLLIA IMMOBILIARE, sono passati a pratiche meno cospicue; i guadagni non sono persi, sicuramente ridimensionati. Nel settore sanitario si va solo in caso di necessità e possibilmente non privatamente e la prevenzione diventa sempre più una chimera. Si potrebbe andare avanti con altri esempi , ma essi sono sufficienti a far emergere ed evidenziare quello che la manovra cerca di occultare: LE PECORE PRODUTTRICI DI RICCHEZZA SONO SEMPRE MENO E PIU’ MAGRE.    

Cieli bui, aumento dell’IVA, diminuzione dell’IRPEF, eliminazioni di detrazioni e sconti fiscali sono solo diversivi di infima contabilità senza nessuna strategia economica se non quella di portare le imposte dai redditi ai consumi in modo ridicolo. La vera battaglia è tra LUPI per la supremazia ed il mantenimento dei loro interessi a scapito dei perdenti. Nei loro interessi è compreso anche il GREGGE. La discesa in politica di MONTEZEMOLO, le uscite di MARCHIONNE, le considerazioni di DELLA VALLE, le dichiarazioni di SQUINZI, la cementificazione dei CDA nelle Banche anche le più piccole, le indagini a consolidamento dei poteri nello Stato sarà una battaglia molto più forte di TANGENTOPOLI, perché parte dall’alto con soppressione ed eliminazione dei perdenti. Veltroni intelligentemente si è tolto, Formigoni no, peggio per lui.. Altri dovrebbero imitare il gesto di Veltroni, ma il fascino della poltrona è troppo forte, perciò preparatevi a vederne delle belle. E il gregge sta a guardare impotente ? Ecco la novità. NO.

Si sta sempre più affermando l’idea di essere partecipi, ma non solo a livello elettorale, tanto comunque vada sarà difficilmente favorevole agli elettori, anche economico. Come ? Favorire con il limitato potere di acquisto realtà economiche serie dalle altre e sfavorire tasse ingiuste. Sembra incredibile, ma sentire affermare: “Limito l’uso dell’auto non solo per il costo della benzina, ma per evitare di pagare più tasse” è sinfonia celestiale per le orecchie. Addirittura è stato stimolo ad un fumatore accanito di smettere per non pagare maggiori balzelli. Le vendite del marchio FIAT in ITALIA sono in calo non solo per la crisi o per il prodotto, ma anche per l’arroganza dei suoi vertici e per il continuo abuso dei fondi pubblici con il ricatto morale del licenziamento del personale. Stessa cosa per la MEDIASET e per altri prodotti. La consapevolezza di questa “arma” si sta sempre più divulgando, che addirittura gli stessi lavoratori, della azienda colpita, capiscono che se la dirigenza è costruttrice e non speculatrice cerca di modificare strategia anche a loro favore. Anche lo Stato non è immune da questa contestazione e cercare di reprimerla colpendo i pochi per educare i molti questa volta non funzionerà e commetterà un gravissimo errore. Deve dare un segno forte di cambiamento in favore della massa, che e vicina al punto di rottura.  

VITTORIO

LO SPREAD E' UNA BUGIA


LO SPREAD E' UNA BUGIA

di Loretta Napoleoni - 15 ottobre 2012

Stanno trasferendo il debito pubblico italiano dalle banche straniere alle nostre. E quando questo sarà interamente nei nostri istituti di credito, il default lo pagheremo solo noi

LO SPREAD E' UNA BUGIA

Loretta NapoleoniOggi lo spread non ha il significato che aveva due anni fa, o anche un anno fa, per il semplice fatto che la maggior parte del debito pubblico italiano è stata sottoscritta dalle banche italiane. Quindi la presenza di operatori internazionali vigili sul mercato italiano si è affievolita. Ci troviamo un po' a giocare in casa.
Il fatto che le banche abbiano sottoscritto il debito dello Stato è abbastanza chiaro: in una situazione di crisi come quella attuale banche e Stato sono legate a doppio filo ed è anche chiaro che le banche non chiederanno un tasso di interesse eccessivo che porti lo Stato a una situazione di crisi, tipo quella che è successa l'anno scorso. In realtà si sta cercando di trasformare l'Italia, ma anche la Spagna, in una sorta di nuovo Giappone, dove quasi il 100% dell'indebitamento dello Stato viene sottoscritto dalle banche nazionali o dalla stessa popolazione.

Non dobbiamo dimenticare che con l'introduzione dell'Euro sparì il rischio di svalutazione della moneta italiana, poiché moneta unica. E dunque ci fu una grossa presenza delle banche straniere in Italia per quanto riguarda la vendita del credito, sia per quanto riguarda il credito agli individui e alle società, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la sottoscrizione del debito pubblico.Basti vedere che la presenza delle banche straniere nel debito italiano aumenta progressivamente dal 1999 fino al 2010 e passa da un 30%, fino al 60%. Nel 2012, dunque, il 60% dell'indebitamento italiano era nelle mani delle banche straniere. A quel punto scoppia la crisi del debito sovrano. E che succede? Succede che queste banche progressivamente riducono la percentuale di debito pubblico dei paesi della periferia che hanno nel loro portafoglio. E oggi le banche tedesche hanno una percentuale del 30% del debito italiano. Chi è che ha comprato questo debito pubblico (perché è chiaro che questo debito pubblico ha continuato a crescere e quindi l'Italia ha continuato a fare delle aste)? Le banche italiane, che sono passate da una percentuale nel 2010 intorno al 30/35% a una percentuale altre il 60%.
L'obiettivo non detto è quello di riuscire a fare sì che le banche italiane riescano a sostenere in toto il debito pubblico italiano. Così se l'Italia si troverà al centro di una grave crisi in cui dovrà fare un default, chi pagherà quel default saremo noi... 

DAGOSPIA E IL MONTE DEI FIASCHI DI SIENA.



dagospia



Raccolta firme per Massimo D'alema, "l'Italia ha bisogno di lui"!

Raccolta firme per Massimo D'alema, "l'Italia ha bisogno di lui"!


Della serie, "il nuovo che  avanza" !!! Purtroppo stentavo a crederci anche io, ma è vero! Dopo l'...





ALESSIO CASIMIRRI E IL CASO MORO

 
 StoriaALESSIO CASIMIRRI E IL CASO MORO




DI STEFANIA LIMITI
Comedonchisciotte.org

Alessio Casimirri stava per raccontare qualcosa sul caso Moro ma fu bruciato.
Nel dicembre del 1993 era previsto un incontro in Nicaragua con alcuni agenti del Sisde ma qualcuno disse: “chiudete la fonte”
 In Italia le cose non sono mai come sembrano.

Ad esempio, il brigatista Alessio Casimirri, condannato in contumacia dalla magistratura italiana nel 1989 per aver preso parte al sequestro e all'omicidio di Aldo Moro, noto come un irriducibile super-protetto, per eccellenza primula rossa delle Brigate Rosse, stava per fare rivelazioni importanti sui cinquantacinque giorni che cambiarono il corso dell’Italia.
 
 
 Postato da Truman il Lunedì, 15 ottobre @ 12:40:00 CDT (5 letture)
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  FRONTEX, IL BRACCIO ARMATO DELL’UNIONE EUROPEA

 
 EuropaFRONTEX, IL BRACCIO ARMATO DELL’UNIONE EUROPEA

DI ANNA MARIA MERLO
ilmanifesto.it

Nel 2004, l'Unione europea crea Frontex, l'agenzia europea delle frontiere, i cui comandi sono a Varsavia. Nel 2010 era fornita di «26 elicotteri, 22 aerei leggeri, 113 navi, 476 apparecchiature tecniche (radar mobili, video termici, sonde che misurano i tassi di gas carbonico emesso, detector del battito del cuore...)» scrive Claire Rodier. Frontex è conosciuta soprattutto per le missioni di sorveglianza nel Mediteraneo e per l'organizzazione di charter di migranti espulsi verso i paesi d'origine. Ma «in qualche anno Frontex è diventata lo strumento emblematico della politica di controllo migratorio dell'Unione europea». Lo svizzero Jean Iegler l'ha battezzata «organizzazione militare quasi clandestina».
 
 
 Postato da davide il Lunedì, 15 ottobre @ 05:55:00 CDT (1410 letture)
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SPECIALE MONTEPASCHI: I SOLDI DELL'ACQUISTO SERVIRONO PER IL PARTITO DEMOCRATICO?


SPECIALE MONTEPASCHI: I SOLDI DELL'ACQUISTO SERVIRONO PER IL PARTITO DEMOCRATICO?



IL CITTADINO ON LINE RIPRENDE IL GIORNALE E COMMENTA SU FATTI MOLTO MOLTO GRAVI CHE COINVOLGONO MEMBRI ALTISSIMI DEL GOVERNO 
Pare infatti che le indagini abbiano raggiunto il livello politico-burocratico che poteva autorizzare - solo lui - Mussari e Vigni a quelle operazioni altrimenti irrealizzabili. Assieme ad Anna Maria Tarantola, presidente Rai e nel 2007 funzionario generale di Bankitalia sarebbe stato ascoltato in qualità di persona informata sui fatti il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, a quel tempo direttore generale del Tesoro (il ministro Padoa Schioppa nel frattempo ci ha lasciati). Poiché l’operazione Antonveneta si perfezionò nel corso del 2008, cose interessanti le potrebbe raccontare anche il Ministro dell’Economia che in quell’anno entrò in carica, Giulio Tremonti. E, per ultimo ma non meno interessante, l’ex presidente di Consob Lamberto Cardia: tutti costoro avevano il potere di fermare il massacro di Siena che si andava annunciando forte e chiaro. E non l’hanno fatto.
E QUA IL GIORNALISTA SI E' DIMENTICATO IL PEZZO DA NOVANTA: MARIO DRAGHI. UNA OPERAZIONE DI TALE PORTATA NON POTEVA ESSERE AUTORIZZATA SENZA IL SUO BENESTARE!!!
Il Giornale accosta il sovrapprezzo pagato da Mussari a Botin alla nascita in quegli stessi giorni - in un mare di debiti pregressi che nessuno voleva portarsi dietro - del Partito Democratico; e la fretta che assalì il presidente di Rocca Salimbeni tanto da non fargli prendere alcuna precauzione (così che gli spagnoli gli confezionarono il “pacco” che tutti conosciamo) fosse legata a altre necessità pecuniarie che non la salvaguardia del beneamato Monte. D’altra parte la stampa nazionale ha ricordato nel giugno scorso come i DS, partito che non esiste più, abbiano ancora quest’anno debiti per 156 milioni di euro (dati del bilancio firmato dal tesoriere Ugo Sposetti), la proprietà di 2.399 immobili e 49 persone a libro paga. Lo stesso Sposetti, in una lettera al Corriere della Sera datata 30 novembre 2007, scriveva: “nel 2001, all’atto del mio inse­diamento come tesoriere dei Ds, ho trovato un’esposizione di 580 milio­ni di euro”
COME SI SONO COPERTI CERTI BUCHI...BASTEREBBE PRENDERE IL CONTI DEL PARTITO E SI SCOPRIREBBE CHE...

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Norbert Trenkle: Terremoto nel mercato mondiale


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Norbert Trenkle: Terremoto nel mercato mondiale


Terremoto nel mercato mondiale


Sulle cause profonde dell'attuale crisi finanziaria


Norbert Trenkle (gruppo Krisis)


[Nel 2008, a seguito della crisi economica mondiale scatenata dall'implosione dei cosiddetti mutui "subprime" negli Stati Uniti, esce, a cura di Norbert Trenkle del gruppo Krisis, il testo "Weltmartkbeben" (Terremoto nel mercato mondiale), qui tradotto.



Il testo assume un'importanza particolare, nella misura in cui riassume le posizioni che questo gruppo porta avanti da anni e che in qualche modo hanno largamente anticipato la crisi e le sue ragioni. Esso prova a dare una lettura "inattuale" e fuori dal coro della crisi economica in corso, lettura che può aiutare ad impostare correttamente il problema e a cercare soluzioni più radicali e capaci di intaccarne i meccanismi di fondo.



Per un aiuto alla lettura, sinteticamente ecco i punti "forti" del testo:






  •     la crisi economica mondiale era in corso da lungo tempo e la sua esplosione entro un periodo più o meno breve era ampiamente prevedibile





  •     le cause di questa esplosione non sono da ricercarsi nella malvagità di un numero comunque limitato di avidi speculatori dediti alla finanza più cinica e spietata, ma nel meccanismo di fondo della riproduzione capitalistica stessa. La "rivoluzione microelettronica", ovvero il passaggio da una produzione seriale meccanica fondata sul lavoro vivo ad una fondata sulla tecnologia microelettronica, ha destrutturato gli apparati produttivi, aumentando in modo esponenziale la produttività del lavoro e al tempo stesso espellendo lavoro vivo.


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se Grillo io fossi.....


-          se Grillo io fossi…..    –
di Paolo De Gregorio, 15 ottobre 2012
Se accettiamo per buoni i sondaggi che danno Grillo e il suo movimento al 18%, risultato raggiunto senza soldi, senza ideologia, senza violenza, senza appoggio né di preti né di entità straniere, fondato sulla crisi irreversibile di tutti i partiti e su poche regole di salute pubblica discusse con i cittadini e messe nero su bianco in Rete, dobbiamo considerare questo fatto la più notevole novità POLITICA dal dopoguerra a oggi.
Niente vi è di più falso e tendenzioso di definire questo movimento ANTIPOLITICA, visto che offre ai cittadini, disgustati e disillusi, una proposta di partecipazione POLITICA, rappresenta una valida alternativa alla passività dell’astensione e ha già ottenuto risultati proprio all’interno dei partiti in crisi, con la campagna delle due legislature e poi la ineleggibilità.
 La rinuncia di Veltroni a candidarsi alle prossime elezioni e forse quella di D’Alema, a cui aggiungere la nuova regola interna del PD che parla di 3 legislature e poi a casa, sono fatti nuovissimi il cui merito esclusivo è della proposta del M5S . Cosa vi è di antipolitico in questo movimento che sblocca la vita interna del maggior partito italiano, per anni imbalsamata dai veti della nomenklatura inamovibile e autoreferenziale, è proprio un mistero. Bisogna proprio essere in malafede per affermare questa menzogna.
Gli effetti delle proposte di Grillo si possono notare anche nelle sbandierate (ma poco praticate) buone intenzioni della Casta di ridursi appannaggi, privilegi, vitalizi, auto blu, annusando l’aria che ogni scandalo che viene a galla, ogni ruberia di denaro pubblico, sono voti in più al M5S. Si ha l’impressione che la paura di perdere voti a favore di Grillo produca nei partiti un effetto moralizzatore maggiore dei moniti soporiferi di Napolitano e delle prediche dei Vescovi.
Comunque parlare di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, abolizione dei vitalizi, diminuzione drastica degli stipendi dei parlamentari, dopo due legislature a casa, abolizione autoblu, referendum propositivi, trasformazione della RAI in Public Company con i cittadini che pagano il canone che eleggono il direttore generale, e molte altre regole di salute pubblica, è giusto ma non basta, e anche con il 20% degli eletti in Parlamento non si possono fare queste riforme.
Se io fossi Grillo proporrei a quel 57% di italiani che l’anno scorso ci fecero vincere i Referendum su acqua pubblica, no al nucleare, no all’impunità per Berlusconi, di considerare le prossime elezioni un Referendum sulla Casta politica, e  chiederei la maggioranza assoluta per riscrivere le regole del gioco, la prima delle quali due legislature e poi a casa (retroattiva) azzererebbe il 90% degli attuali nominati in Parlamento.
Mi sembrerebbe una ambizione giusta quella di riscrivere le regole del gioco, compresa una nuova legge elettorale, per poi andare subito a nuove elezioni con la testa volta fondamentalmente alla economia e a fronteggiare la crisi.
Le emergenze sono due: lo sputtanamento dei partiti politici, che non sono giudicati all’altezza di affrontare i problemi e la crisi della economia. Affrontarle in due fasi mi sembra una cosa credibile, poiché soltanto una nuova classe politica potrà affrontare il dramma della economia, del lavoro, del futuro.
Quel 57% di italiani che ragionano e votano esiste, bisogna solo chiedergli il giusto, in modo comprensibile, spiegando che senza nuove regole saremo disarmati anche per governare la crisi, e in caso di vittoria, non sembrerebbe inopportuno immaginare un Monti bis pro-tempore,  per il governo dell’economia e degli affari correnti, in attesa di votare con le nuove regole.
Paolo De Gregorio

D’Alema dice che non si candida se nessuno glielo chiede


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D'Alema dice che non si candida se nessuno glielo chiede

Mi raccomando, eh? Non fate scherzi stupidi!





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Dopo la Germania anche la Svizzera allerta l’esercito per prepararsi al crollo dell’area euro.


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Dopo la Germania anche la Svizzera allerta l'esercito per prepararsi al crollo dell'area euro.

Giuseppe Sandro Mela.


 


Leopard 1A5 Wikipedia 650x487 Dopo la Germania anche la Svizzera allerta lesercito per prepararsi al crollo dellarea euro.

Leopard 1A5. ex Wikipedia.


 


  In un recente articolo «Qualcosa bolle in Europa. Germania: l'Esercito potrà combattere il terrorismo nel paese» avevamo riportato come la Germania avesse apportato le opportune modifiche legislative al fine di permettere all'esercito di gestire l'ordine pubblico entro i confini nazionali.


  La cosa aveva sorpreso anche molti commentatori di autorevoli testate, perché la Germania é già dotata di numerosi reggimenti di Gendarmeria molto bene equipaggiati ed addestrati, ma il cui volume di fuoco è incomparabilmente minore di quello dei reparti di linea dell'esercito. Inoltre, un intervento dell'esercito sul suolo nazionale comporterebbe la proclamazione dello stato di assedio, ossia della legge marziale, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. L'impiego domestico dell'esercito presupporebbe il dover sedare rivolte armate di portata non indifferente.


  Numerose furono le voci di perplessa incredulità e di più o meno larvata critica al provvedimento. Un commentatore fece notare come l'ordine sia tutto per i tedeschi, che non a caso per dire che stanno bene usano la frase «...



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Dempsey: ‘Io non voglio essere complice’ di un attacco israeliano contro l’Iran


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Dempsey: 'Io non voglio essere complice' di un attacco israeliano contro l'Iran



Il comandante militare degli Stati Uniti ha messo in guardia contro un attacco israeliano contro l'Iran, che sarebbe controproducente e pericoloso di John Glaser Gli Stati Uniti non saranno 'complici' di un attacco militare israeliano contro l'Iran, ha avvertito il generale capo di stato maggiore statunitense, aggiungendo che un attacco del genere non solo non [...]


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Obbligazione Intesa S. Paolo

Se si vuole avere un minimo di rendimento occorre rivolgersi  alle obbligazioni bancarie, visto il rendimento nullo dei corporate bancari, in particolare sulle scadenze brevi. Se si vuole guardare agli istituti più so

La Proposta Politica di 3L (La Lista di Giulio Tremonti) : Parte 1, Il Manifesto


La Proposta Politica di 3L (La Lista di Giulio Tremonti) : Parte 1, Il Manifesto



logo dx La Proposta Politica di 3L (La Lista di Giulio Tremonti) : Parte 1, Il Manifesto
Dopo l’M5s (qui qui) e Renzi (qui),  analizziamo le proposte della lista 3L ispirata da Giulio Tremonti.
Nota : Prima di iniziare, per correttezza,  devo confessare il mio pre-giudizio positivosulla figura dell’ex-ministro dell’economia, il quale a mio parere, insieme a Roberto Maroni ha costituito il meglio del precedente governo Berlusconi e in assoluto il migliore ministro dell’economia e delle finanze che io ricordi.
Il Programma e il Manifesto si trovano qui: http://www.listalavoroliberta.it/sito/Ho deciso di spezzare il lavoro in due parte perché sia il Manifesto che il Programma della Lista 3L sono complessi e molto analitici.  
Il Manifesto della lista 3L  di Giulio Tremonti
Ne esistono 2 versioni, una più corta e la versione estesa , l’ho letto con una certa attenzione e fra l’altro ecco cosa compare nero su bianco (estratto dal punto 6):
§ 6. L’anno “salvifico” del governo tecnico.
Come si è premesso, ogni giorno la propaganda insiste con il suo grottesco ottimismo: l’Italia avanza, l’Italia attacca… goal della Germania! La realtà è che stanno ormai progressivamente svanendo le illusioni che l’anno scorso si sono create, o che l’anno scorso sono state create ad arte, intorno al cosiddetto “governo tecnico”.
Un governo “strano”, ma anche “salvifico”, come esso stesso si è autodefinito.
Un governo appositamente creato per portarci tre doni: la stabilità finanziaria; la crescita economica; la normalità politica. Finora non è andata esattamente così e ad oggi non è certo così:
a) stabilità finanziaria? abbiamo uno “spread” ora stabilmente posizionato nella fascia che va da 300 a 400 punti base in più, rispetto alla Germania, e disceso dai circa 500 punti base ancora registrati nel gennaio 2012, ma solo per effetto degli interventi operati od annunciati dalla Banca Centrale Europea, prima in gennaio, e poi in luglio. Un livello, quello attuale, che in ogni caso può purtroppo sempre risalire (sta già risalendo!);
b) siamo in piena recessione economica, verso il -3%, con un deficit pubblico che a sua volta tende verso il 3% e con un debito pubblico a sua volta in continua salita!;
c) lungi dal normalizzarsi, il sistema politico-istituzionale italiano si sta infine fulminando in un pericolosissimo cortocircuito, tra politica, tecnica e protesta. E’ così che il governo tecnico non è riuscito in ciò che voleva, od in ciò che dal governo si voleva, la stabilità finanziaria e la normalità politica, mentre è riuscito in ciò che non voleva e non si voleva: la recessione economica, che sta creando destabilizzanti effetti “boomerang”. Comunque, oltre ai dati economici, ciò che oggi e per il futuro preoccupa è soprattutto la non raggiunta stabilità dell’Italia e questa è a rischio proprio nel citato cortocircuito politica-tecnica-protesta. Un cortocircuito di questo tipo prima non si era mai visto.
….
Lo giuro non l’ho scritto io. Forse che Giulio Tremonti legga Rischio Calcolato?
E poi ancora estratto dal manifesto 3L Punto 10 : Uscita di Sicurezza
Il vero “salva-Italia” è invece il “COMPRA –ITALIA”!
L’operazione che dobbiamo fare deve essere –si ripete- basata, più che sulla forza bruta, sulla forza della ragione. Per questo deve e può essere solo volontaria, basata sull’offerta, per libera sottoscrizione, di nuovi titoli pubblici, emessi per scadenze e per tassi ragionevoli.
Un po’ più bassi i tassi, un po’ più lunghe le scadenze, ma sicure di una sicurezza che è impagabile e che dobbiamo essere noi stessi a produrre! Qui è soprattutto importante notare che, nella logica di un’operazione così strutturata e finalizzata, i soldi restano nelle tasche degli italiani e restano in Italia e sono qui bene e convenientemente e sicuramente investiti, qui più che all’estero.
Si tratta – si ripete – di una di quelle operazioni che si auto-determinano, che si autorealizzano automaticamente e si auto-stabilizzano, man mano che si sviluppano nel crescendo della loro propria forza intrinseca. Per incentivare l’investimento è essenziale un regime fiscale e premiale.
Per questo come è stato in Italia, per decenni e decenni (e fino agli anni ’80), i nostri nuovi titoli pubblici devono tornare ad essere: “ESENTI DA OGNI IMPOSTA PRESENTE E FUTURA”! Esenti tanto sui frutti, quanto sul patrimonio! All’opposto, oggi noi tassiamo il nostro debito pubblico in capo agli italiani, mentre…. detassiamo gli stranieri!
E qui farei notare la “somiglianza” con uno dei punti del programma di Rischio Calcolato ovvero: ETF Italia
E ancora, sempre sul Governo Monti (sempre al Punto 10 del Manifesto):
In realtà il governo tecnico ha fatto e fa come quel coltivatore che, dopo avere diligentemente seminato e concimato il campo, toglie l’acqua e si siede… aspettando fiducioso il raccolto.
In realtà, un conto è tassare il reddito prodotto. Un conto è impedire, con le tasse, che il reddito sia prodotto! Un conto è liberalizzare, un conto è spaventare. Se fatte insieme, l’una sull’altra, le due azioni si annullano reciprocamente!
E’ così che si rischia di creare il doppio effetto “Hoover-Default” (Hoover, il Presidente della “Grande depressione” americana del 1929). Prima si stringe il cappio al collo dell’economia e poi si rischia che, siccome l’economia non cresce, il mercato finanziario arrivi a pensare che il nostro debito pubblico è troppo grande per essere ripagato con questo PIL, negativo o comunque debole anche in futuro, e perciò ci si manda in “default”!
In altre parole Verso la Bancarotta…..
Ma ce dell’altro nel Manifesto, anche un preciso accenno alla madre ti tutti i pericoli posti dal sistema finanziario mondiale: I Derivati. 
Dal punto § 3  La nuova potenza mondiale: il mercato finanziario.
All’interno della globalizzazione, accumulando in progressione geometrica le sue forze,  una nuova superpotenza ha fatto la sua irruzione sulla scena della storia.  La nuova potenza mondiale, il mercato finanziario, non ha esercito, non ha confini  nazionali o continentali, ed anzi confina con chi vuole, non ha regole, non riconosce  diritti, non è soggetta a corti di giustizia, non ha leader visibili, non ha un governo, ha  solo un board.  
Per avere una idea della sua potenza, rispetto alla economia del lavoro e dell’impresa,  basta guardare questa figura:
ScreenHunter 01 Oct. 15 09.43 La Proposta Politica di 3L (La Lista di Giulio Tremonti) : Parte 1, Il Manifesto
(…)
La nuova superpotenza non deve votare, semplicemente perché, e lo stiamo vedendo da  ultimo anche in Italia, perché tende a svuotare la volontà popolare. Una volontà che
ormai, sempre più di frequente, prima delle elezioni viene suggestionata ed impaurita.  E dopo le elezioni, se le elezioni non sono allineate rispetto alle aspettative, se ne  sostituisce il risultato con qualcosa di “tecnicamente” più adatto. …..
Interessante vero? sembra di leggere un “normale” blog economico indipendente.
Conclusione
Nel manifesto 3L non vi è accenno al taglio della spesa pubblica, esso, come vedremo compare nel programma. Il problema del debito, nel manifesto viene quasi interamente affrontato con il meccanismo del rientro del possesso dello stesso in mani italiane attraverso la detassazione e . Ci sono accenni alla protezione delle produzioni italiane, un attacco diretto alla finanza e soprattutto alla dicotomia fra Finanza e Democrazia.
Nella mia opinione è un bel Manifesto, solo troppo lungo e specifico, difficile da leggere integralmente (è un Manifesto non un romanzo).
A presto con l’analisi del programma… però un paio di misure ve le anticipo:
n1: abbattimento dell’IMU sulla prima casa non di lusso,
n.2: parallela introduzione a copertura di un’aliquota di imposizione bancaria e finanziaria sui profitti da attività  speculative e sull’attività fatta nei paradisi fiscali;
…non malaccio vero?

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