28/10/12

Fassina (Pd) a Draghi: ricreiamo l’Unione Sovietica in Europa


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Fassina (Pd) a Draghi: ricreiamo l'Unione Sovietica in Europa

di FRANCO POSSENTI


La rotta è tracciata. Per chi non lo avesse ancora compreso, il fallimento degli Stati potrà essere dimenticato – o momentaneamente superato – dalla creazione del Super-Stato europeo. Lo abbiamo sentito dire da Monti, ma anche dai suoi ministri, poi da Casini e da diversi esponenti del Pdl. Altri si accoderanno nei prossimi mesi di crisi.


L'ultimo in termini di tempo è il "responsabile economico del Pd", braccio destro di Bersani: "Bene Draghi a rilanciare il dibattito sulla proposta tedesca per il super commissario per le politiche di bilancio e a ricordare la perdita di sovranità degli Stati nazionali". E' quanto ha dichiarato in una nota Stefano Fassina, responsabile economico del Pd. "Il potere di intervento da parte della Commissione europea sui bilanci nazionali di tutti i paesi euro – ha sottolineato – è caratteristica fondamentale della fiscal union, tappa decisiva e urgente dell'integrazione politica della zona euro". Decisiva e urgente, certo, per evitare il sicuro default italiano, considerato che nonostante le cure da cavallo del premier, questo paese continua a spendere troppo e ad accumulare debito, ormai giunto al 126,1% del Pil..


"Va chiarito – ha detto ancora Stefano Fassina - che il potere di intervento deve fondarsi su una legittimazione democratica diretta attraverso la scelta del presidente della Commissione nelle elezioni europee quale leader di una coalizione politica e attraverso il coinvolgimento del Parlamento europeo nelle decisioni". Come dire, almeno diamo agli italiani l'illusione del voto. Secondo l'esponente democratico "va anche chiarito che il potere di intervento deve consentire di ripristinare nell'area euro lo spazio per politiche di bilancio anticicliche da affidare sia ai bilanci nazionali sia a strumenti specifici dell'area euro, come gli euro-project bonds per investimenti finalizzati a ridurre gli squilibri macro-economici tra le diverse aree della moneta unica. Infine, va chiarito che il potere di intervento, oltre che sui bilanci pubblici, deve estendersi al coordinamento delle altre politiche macro-economiche". Ma c'è di più: nelle parole di Fassina si delineano i controni del futuro inferno fiscale continentale: "Serve coordinamento anche sulle politiche di tassazione e di contrasto dei paradisi fiscali, oltre alle politiche retributive affinché in ciascun Paese la dinamica delle retribuzioni sia agganciata all'andamento della produttività così da evitare svalutazioni interne". 


Fassina è un comunista, scuola Visco per intenderci, e non...



Inviato da iPhone

Linee aeree: New York, addio per sempre


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Linee aeree: New York, addio per sempre

volosingapore.jpg

Ecco il canarino della miniera che si esibisce nel canto del cigno. Il volo più lungo del mondo, uno dei fiori all'occhiello del villaggio globale al tramonto, è il Singapore-New York effettuato dalla Singapore Airlines. Ebbene: è arrivato fresco fresco l'annuncio che dal prossimo anno tale rotta sarà cancellata definitivamente.

Continua a leggere Linee aeree: New York, addio per sempre...

Commenta »






Inviato da iPhone

Federal Reserve Bank of St. Louis. Gold. Un grafico che rallegra i previdenti e terrorizza gli sprovvidi.


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Federal Reserve Bank of St. Louis. Gold. Un grafico che rallegra i previdenti e terrorizza gli sprovvidi.

Giuseppe Sandro Mela.


 


  Riportiamo a seguito il grafico edito dalla Federal Reserve Bank of St. Louis ed altrove riportato sull'andamento del prezzo dell'oro e della base monetaria.


  Come tutte le previsioni esso deve essere analizzato e compreso per ciò che riporta e può riportare, valutando nel contempo l'autorevolezza della fonte.


  Se è vero che nessuno é in grado di prevedere il futuro, é anche vero che empiricamente certi trend in passato hanno evidenziato una certa quale attendibilità previsionale.


  Sembrerebbe quindi verosimile inferire che nei prossimi due anni il prezzo dell'oro possa avere un ragionevole incremento.


 


2012 10 28 FED SL 650x442 Federal Reserve Bank of St. Louis. Gold. Un grafico che rallegra i previdenti e terrorizza gli sprovvidi.


 





Inviato da iPhone

Quanto ci costa la manovra?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Quanto ci costa la manovra?

I conti della Cgil





Inviato da iPhone

La tecno-casta


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La tecno-casta

di Lelio Demichelis
La casta. Intesa come 'gruppo chiuso' di persone che pretendono il godimento esclusivo di determinati diritti, ma anche di esercitare determinati poteri sulla base di una presunzione di potere superiore o diverso (senza regole, se non le proprie) rispetto agli altri poteri. C'è la casta degli intoccabili, dei potenti aggrappati alla poltrona, [...]


Inviato da iPhone

Ma non guadagnavano tutti di piu?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Ma non guadagnavano tutti di piu?




I media italiani amano ricordarci che nell'industria automobilistica tedesca gli stipendi sono quasi il doppio di quelli Fiat.  Peccato si parli molto poco dei 7.5 milioni di minijobber. L'aumento di 50 € ora è legge. Dumping salariale o reale possibilità di ingresso nel mondo del lavoro? Da Die Zeit




Il Bundestag ha approvato un nuovo provvedimento: i minijobber in futuro potranno guadagnare 450 €, dai 400 € attuali. SPD, Verdi e Linke criticano duramente il provvedimento. Temono la sostituzione dei lavoratori con un contratto regolare.





Il Bundestag ha approvato con i voti della maggioranza di governo il controverso aumento della soglia massima di reddito per i minijob: in futuro i minijobber potranno guadagnare fino a 450 €  al mese, senza tasse e contributi sociali.





Per i cosiddetti midi-jobs dal primo gennaio 2013 entrerà in vigore un limite massimo di 850 €, anche in questo caso 50 € in piu'. Inoltre, i Minijobber in futuro dovranno obbligatoriamente essere coperti dal sistema pubblico di previdenza. Su richiesta, potranno tuttavia essere esentati.





Il salario massimo ...


Inviato da iPhone

I PRINCIPI DELLA MONETA ENDOGENA (versione full italian) - Prima parte-


Ti è stato inviato tramite Google Reader

I PRINCIPI DELLA MONETA ENDOGENA (versione full italian) - Prima parte-

Do corso al mio solito vizio e rilancio in italiano integrale lo scritto di Istwine sulla moneta (prima parte), già pubblicato da Goofynomics, per una miglior fruizione da parte degli italofoni...e un più efficace smascheramento della retorica monetarista per ogni dove. 












UN
BREVE EXCURSUS STORICO.




Al mondo di sicuro ci
sono solo due cose, la morte e le tasse.





Questa





Inviato da iPhone

L'€URO IMPLODE ENTRO FINE ANNO


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'€URO IMPLODE ENTRO FINE ANNO



Inviato da iPhone

L'ABIIISSOOOoo


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'ABIIISSOOOoo









L' A B I S S O !!










IL B A B A U !!











Inviato da iPhone

LA PERFETTA DISUBBIDIENZA CIVILE E’ UNA RIBELLIONE PRIVA DI VIOLENZA


Ti è stato inviato tramite Google Reader

LA PERFETTA DISUBBIDIENZA CIVILE E' UNA RIBELLIONE PRIVA DI VIOLENZA

Qualche giorno fa ho ripreso in mano Antiche come le Montagne, una raccolta di brani estratti dagli scritti di Gandhi. Erano tanti anni che non rileggevo più queste pagine.



Un paragrafo ha attirato la mia attenzione:





"La perfetta disubbidienza civile è una ribellione priva di violenza. Un perfetto oppositore ignora semplicemente l'autorità dello Stato. Diventa un fuorilegge che afferma di disprezzare qualsiasi legge di uno Stato immorale. Così, per esempio, può rifiutare di pagare le tasse, può rifiutare di riconoscere l'autorità nella sua vita quotidiana. […]

Agisce così perché e quando ritiene che la libertà fisica, di cui gode apparentemente, è un peso intollerabile. Ragiona tra sé che uno Stato tollera la libertà individuale fin dove il cittadino si sottomette alle sue norme. La sottomissione alla legge dello Stato è il prezzo che il cittadino paga con la propria libertà personale. Perciò la sottomissione a una legge di Stato totalmente o in parte ingiusta è un baratto immorale con la libertà."



Ognuno si legga da solo Gandhi e ne tragga le conclusioni che preferisce. A me queste frasi hanno fatto pensare a tutte quelle persone che oggi in Italia stanno combattendo, in perfetta solitudine, delle battaglie simili.






Inviato da iPhone

La spirale del debito pubblico


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La spirale del debito pubblico

spirale_orologio.jpg



Il debito pubblico italiano sfiora i 2.000 miliardi.Marcia al ritmo di 100 miliardi in più all'anno. Il 94% del debito è dello Stato, il 6% degli Enti locali. La leggenda che il debito sia dovuto all'aver vissuto sopra le nostre possibilità è falsa. Il debito pubblico non è cresciuto in questi anni per le troppe spese. Nel solo 2011 lo Stato ha avuto un avanzo primario di 16 miliardi, ma gli interessi, pari a 72 miliardi (nel 2012 saranno almeno 90 miliardi), hanno causato un deficit di 62 miliardi. E' una macchina infernale. Dal 1980 al 2011 le spese sono state inferiori al gettito fiscale per 484 miliardi (siamo stati quindi più che virtuosi), ma gli interessi sul debito di 2.141 miliardi, che abbiamo dovuto pagare nello stesso periodo, ci hanno impoverito. Negli ultimi vent'anni il PIL è cresciuto lentamente, mentre il debito è esploso. Il rapporto debito pubblico/PIL è aumentato dal 98,5% del 1991 al 120% del 2011.
Chi sono i possessori del nostro debito? A chi paghiamo gli interessi che distruggono il bilancio dello Stato? Soltanto il 15% sono famiglie, il 40% sono soggetti esteri (di cui più del 50% in Francia e in Germania), il 19% fondi e assicurazioni, il 20% banche italiane e il 6% la Banca d'Italia (*). Il debito pubblico è trasformato regolarmente in oggetto di speculazione dai mercati. Quando gli Stati vendono nuovi titoli per restituire quelli in scadenza, i mercati usano la speculazione al ribasso per imporre tassi di interesse più alti. La tecnica dell'usuraio. Il debito diventa quindi una opportunità per massimizzare i guadagni dei mercati a spese delle comunità nazionali. Come conseguenza si aggravano le disparità sociali. L'11% delle famiglie italiane vive in povertà e il 7,6% è a rischio (**), dal 2008 al giugno del 2012 le famiglie italiane hanno subito un salasso di 330 miliardi di euro (***).
Se i poteri finanziari usano la speculazione per aumentare i loro guadagni e obbligano i governi al pagamento degli interessi al più alto tasso possibile, il risultato è la recessione degli Stati indebitati e la loro cessione di sovranità. La Grecia dopo tre anni di austerità è scesa da 180 miliardi a 150 di spesa per i consumi e la disoccupazione è salita da 200.000 a quasi un milione di persone (****). Nel lungo termine la recessione distrugge il Paese, ma il debito non diminuisce. Il mito della crescita che dovrebbe nel tempo ridurre il peso del debito si è dimostrata falsa. Nel 2012 In Italia ci sarà una diminuzione del PIL intorno al 3% e per il 2013 non è atteso nessun miglioramento. La globalizzazione sposta inesorabilmente la produzione nei Paesi dove il costo del lavoro è più basso. L'ambiente e un modello di crescita infinito non sono compatibili. Ogni europeo consuma in m...



Inviato da iPhone

La trojka chiede il taglio del debito di Atene


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La trojka chiede il taglio del debito di Atene

Ma Berlino dice no





Inviato da iPhone

Edward Weston e l'arte della fotografia

edward-weston‹‹La fotografia non è un’Arte, ma si possono rendere Arte le fotografie›› Marius de Zayas, 1913
‹‹L’arte è un fine in sé, la Tecnica un mezzo per raggiungere quel fine: una si può insegnare, l’altra no, poiché è la qualità che si porta con sé all’ingresso nel mondo, e se non la si possiede nessuna mole di studio permetterà di acquisirla›› Edward Weston
Dopo Ansel Adams, Edward Weston. Alla Fondazione Fotografia di Modena non scherzano. Mettono sul piatto due carte vincenti, due assi dell’Arte fotografica, in sequenza, a ‘grande richiesta’, con perfezione filologica. Fino al 9 dicembre 2012 sarà possibile elevarsi con le 110 preziose stampe a contatto di Edward Weston (Highland Park, Illinois 1886 – Wildcat Hill, California, 1958), uno dei grandi autori della Fotografia, ancora oggi il punto di riferimento per i collezionisti......

IRONIA DELLA STORIA: L’INTERVENTO NATO IN SIRIA HA CREATO UN VUOTO DI POTERE NEL LEVANTE E LA TURCHIA NON RIESCE A RIEMPIRLO. GLI USA COMINCIANO LA MARCIA INDIETRO E ERDOGAN TORNA A BUSSARE ALLA PORTA DELLA U.E.


Ti è stato inviato tramite Google Reader

IRONIA DELLA STORIA: L'INTERVENTO NATO IN SIRIA HA CREATO UN VUOTO DI POTERE NEL LEVANTE E LA TURCHIA NON RIESCE A RIEMPIRLO. GLI USA COMINCIANO LA MARCIA INDIETRO E ERDOGAN TORNA A BUSSARE ALLA PORTA DELLA U.E.

La Strategia del supporto americano al " regime change" in Siria, ma con coinvolgimento indiretto, ha creato al premier turco Erdoghan un problema di dimensioni inattese.

L'analisi politica che lo ha portato a rinnegare la dottrina Davitoglu ( nessun problema alle frontiere coi paesi vicini) si è rivelata errata ed ora è in crisi palese con tutti i vicini, eccezion fatta della Grecia, cui la Turchia è già legata da odio secolare ( l'ultimo scontro armato data dal 1974 per Cipro).

La frizione con la Siria ha portato alla luce il fatto che tutti gli alleati di Assad confinano con la Turchia: Russia, Iran e l'Irak sciita.

La capacità di resistenza del regime di Assad é stata decisamente sottovalutata, così come il numero dei siriani che avrebbero accolto l'invito a rifugiarsi in Turchia. La siccità indotta dalla penuria d'acqua provocata dalle dighe turche ( vedasi il post " la prossima guerra sarà per l'acqua") ha indotto i contadini, in gran numero, a cercare aiuti.

Accanto a questi due grossi errori di sottovalutazione, ce ne sono stati altri due di segno contrario: Erdoghan ha sovrastimato la volontà di intervento militare diretto del governo americano nella lotta e la possibilità – rivelatasi illusoria – di provocare un golpe dall'interno del regime siriano.



Per allinearsi alla politica USA che gli ha permesso di liquidare senza troppe scosse la possibile fronda dei militari – di cui adesso sente però la mancanza – il premier turco ha dovuto annacquare il business strategico dell'oleodotto italo-russo-turco ( accettando francesi e tedeschi) , trascurare la minoranza sciita ( che comincia a farsi sentire) , ignorare la fronda degli arabofoni della zona frontaliera che appoggiano la Siria, sobbarcarsi l'assistenza all'ondata dei profughi ( quasi nulla nel primo semestre, ora incontenibile causa i danni ai raccolti).


L'intercettazione dell'aereo di linea siriano costretto ad atterrare e perquisito senza trovare nulla, si è rivelato un boomerang propagandistico indotto dalla intelligence alleata, di cui ha fatto le spese la Turchia, violentemente attaccata dal ministro degli esteri russo Lavrov che continua a chiedere ai turchi di dire " cosa hanno trovato" sull'aereo che giustificasse l'arrembaggio. In Europa occidentale è una notiziola, nel Levante è una importante perdita di prestigio con un tradizionale avversario.


Il governo americano comincia intanto a rendersi finalmente conto del ginepraio in cui si è cacciato e sta cercando di lenire le ferite all'amor proprio dei turchi, oltre che una exit strategy.


Il Vice comandante degli Stati Maggiori riuniti americani Ammiraglio James Winnefeld, è venuto ad Ankara il 23 ottobre per un lungo incontro con una serie di accademici turchi coi quali ha discusso una possibile " road map" da attuarsi nel dopo elezioni USA che tenga conto della esperienza della Turchia e del sostanziale fallimento della politica seguita...



Inviato da iPhone

Libia: Fox News, Cia non intervenne per salvare ambasciatore


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Libia: Fox News, Cia non intervenne per salvare ambasciatore

NEW YORK – Il Pentagono e la Cia abbandonarono a se stessa una squadra di operativi sotto attacco per 4 ore in un distaccamento a Bengasi in Libia l'11 settembre scorso.



Squadra cui venne anche ordinato di non intervenire in soccorso dell'ambasciatore Chris Stevens sotto attacco nel consolato Usa, che alla fine venne ucciso insieme ad altri tre americani. E' quanto sostiene – a 10 giorni dalle presidenziali – la rete conservatrice Fox News in un'esclusiva, citando fonti presenti a Bengasi la sera dell'attacco, a partire da un membro dei commando dei Navy Seal, Tyrone Woods. La tv di Rupert Murdoch – apertamente contrario alla rielezione di Barack Obama – sostiene che, "una richiesta urgente da agenti Cia a Bengasi…a circa un miglio dal consolato… per fornire sostegno militare durante l'attacco…fu respinta dalla catena di comando", della stessa agenzia, "che anzi ordino' per due volte agli operativi sul posto di 'ritirarsi' piuttosto che aiutare la squadra dell'ambasciatore quando avvertirono colpi", provenire dal consolato di Bengasi. Woods ed altri due ignorarono l'ordine e procedettero verso il consolato che era gia' in fiamme. Arrivati sul posto ebbero uno scontro al fuoco con gli attaccanti e riuscirono a poprtare via quanti erano rimasti nell'edifico e Sean Smith (uno dei tre americani uccisi con Stevens). Ma a mezzanotte tornarono al loro distaccamento senza aver trovato tracce dell'ambasciatore. A quel punto chiesero appoggio militare perche' anche la loro base era sotto attacco. Anche questa richiesta, sostiene Fox News, "venne respinta". Cio' malgrado la battaglia – di cui finora non si sapeva nulla – duro' 4 ore e uno degli uomini era riuscito a piazzarsi sul tetto del centro e ad 'illuminare' con un puntatore laser il punto da cui proveniva il fuoco 'nemico', chiedendo l'intervento di una cannoniera volante AC-130 Spectre, di stanza a Sigonella. Non solo. Il comando nego' anche a due squadre delle forze speciali, inclusa una della Delta Force, di intervenire a loro volta a sostegno della squadra Cia asserragliata nel distaccamento. Lo speciale della Fox News, "Death and Deceit in Benghazi", (Morte e inganni a Bengasi) andra' in onda domani alle 13 locali.



Fonte: http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/115429-libia-fox-news,-cia-non-intervenne-per-salvare-ambasciatore




Inviato da iPhone

Le 56 case dei Di Pietro nel mirino di Report


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Le 56 case dei Di Pietro nel mirino di Report

I soldi finiti nelle casse dei partiti sotto la lente della Gabanelli





Inviato da iPhone

Berlusconi-De Benedetti, il confronto sui soldi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Berlusconi-De Benedetti, il confronto sui soldi

Franco Bechis su Libero oggi in uno splendido articolo spiega cos'è successo al patrimonio del Cav. durante gli anni di governo. E lo mette a confronto con quello di De Benedetti. Vi invitiamo a leggerlo, intanto ecco il grafico che





Inviato da iPhone

Colpa vostra. N. Forcheri


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Colpa vostra. N. Forcheri

Nino Galloni su Rai Utile parla di signoraggio il 20 dicembre 2007, il giorno dopo Rai Utile guarda caso chiude: Oggi in conferenza stampa Berlusconi parla attraverso le righe dello strozzinaggio europeo nei confronti dell'Italia, definendo però l'Italia una dittatura, si, ma della magistratura. Soprattutto dal minuto 13, Berlusconi parla di sovranità monetaria, e fa il paragone con il Giappone. Questo è l'unico link che si trova sul net, al momento, con il video sedicente integrale della conferenza stampa di oggi 27 ottobre 2012, ma noterete che è tagliato all'inizio e alla fine, ad esempio è scomparso  il pezzo  dove dichiara, in puro stile complottista anti massonico, che è stato condannato con la sentenza della Cassazione n. 2666. Notate anche che il video non è scaricabile: http://www.fanpage.it/la-conferenza-stampa-di-berlusconi-in-diretta/ Del resto non essendo la prima volta che affronta questo tipo di tematiche, riporto qui sotto un video di Ballarò del 5/4/2004 anch'esso purtroppo tagliato, si potrà comprendere la persecuzione di cui è stato vittima:   (E questo per evitare i commentini dei soliti disinformati che diranno, si, ma perché lo dice solo adesso?). Qua un altro intervento del mese scorso dove lo dice chiaramente: il grande imbroglio è l'euro, criticando l'assenza di una banca centrale europea non pagatrice di ultima istanza, con dure parole contro una "Germania egemonica":   Berlusconi ha fatto dietrofront sulla volontà di lasciare la politica dopo la conferma della sua condanna per una inezia. Parla un Berlusconi stanco, stretto tra le minacce, impaurito, che non ha pneanche più voglia di fare battute,  'costretto' a rimanere in campo forse per evitare l'arresto, ma più probabilmente per rimanere ancora in vista, e in vita, onde evitare le brutte punizioni dei fratelli sui 'devianti'. Il sacrificio satanista rituale del suo amico Gheddafi insegna. Ma il suo schieramento è stretto da ogni dove, l'arresto del direttore del suo Giornale, l'attacco borsistico a Mediaset e la penale pagata a De Benedetti per il Lodo Mondadori ne hanno ridimensionato l'antico splendore. Senza contare il ridimensionamento di intimazione della Lega per avere votato contro MES e Fiscal Compact al parlamento, e l'attacco prossimo venturo a Finmeccanica, per darla in pasto ai soliti fratelli di Monti, che in un momento più unico che raro in rai, a L'Ultima Parola del 26 ottobre, viene duramente stig...


Inviato da iPhone

Monti straparla di crescita, ma ha portato solo tasse e recessione


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Monti straparla di crescita, ma ha portato solo tasse e recessione

di MARIETTO CERNEAZ


Ormai siamo al delirio di onnipotenza di un uomo che crede di essere il "salvatore della patria". Ci sono stati errori, ma "sono orgoglioso delle politiche fatte fino ad ora". Il presidente del Consiglio, Mario Monti, fa autocritica ma difende la bontà dell'azione del Governo, che in questi mesi ha messo a punto una serie di riforme, dal Salva-Italia al Trasforma-Italia, per rimettere – secondo lui – il Paese sulla via della crescita, sempre con l'obiettivo primario di mantenere i conti sotto controllo. Misure in alcuni casi anche "brutali", ha ammesso lo stesso Monti di recente, spiegando però che sono state dettate dalla necessità di "evitare la catastrofe".


Ecco di seguito i provvedimenti finora varati dal Governo Monti, con nostro commento:


-SALVA-ITALIA: E' stato il primo decreto del Governo dei tecnici varato a dicembre 2011 per mettere in sicurezza i conti e assicurare il pareggio di bilancio nel 2013. Ha dato il via alla riforma del sistema pensionistico e anticipato l'Imu aumentandone la base imponibile. Contiene inoltre le prime misure definite di crescita come la deducibilità dell'Irap per il costo del lavoro. In realtà contiene anche la messa sotto controllo dei conti correnti e l'aumento di pressione fiscale ha superato qualsiasi microdeduzione.


-CRESCI-ITALIA: Varato a marzo con l'obiettivo di stimolare la crescita e garantire l'equità, il provvedimento elimina alcuni vincoli burocratici per rendere la vita più facile alle imprese (in realtà solo sulla carta), rende i mutui meno costosi, aumenta il numero delle farmacie e consente ai comuni che lo decidono di aumentare il numero delle licenze dei taxi. Qui, Monti ha inziato a pensare al limite del contante, oggi utilizzabile fino a 999 euro, ma presto (nel 2013) da portarsi a 300 euro prima e 50 poi.


-SEMPLIFICA-ITALIA: Il decreto, che ha ottenuto l'ok del Parlamento ad aprile, ha l'obiettivo di rendere più semplice la vita delle famiglie attraverso: cambi di residenza in tempo reale, pagamento di multe on line, cartelle mediche digitali. Tutte balle, la burocrazia non funziona e gli uffici anagrafici non sanno quello che fanno i comuni vicini. Per le semplificazioni fiscali arriva a fine aprile un altro decreto, che introduce tra l'altro norme anti-evasione e anti-elusione, novità per il pagamento dell'Imu (una rata in più per dilazionare), controlli sulle locazioni.


-RIFORMA DEL LAVORO: Approvata definitivamente dal Parlamento a giugno, introduce novità che vanno dalle norme sulla flessibitlià in u...



Inviato da iPhone

L’Angola, ex colonia, ora si compra il Portogallo in mutande


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'Angola, ex colonia, ora si compra il Portogallo in mutande

Ricordo – di nuovo – un vecchio racconto di fantascienza, uno dei tanti: si chiamava "L'inverno senza fine", di John Christopher, lo stesso autore di "Morte dell'Erba". Roba catastrofista. Nel racconto, una nuova glaciazione ricopriva l'emisfero boreale e gli europei, ridotti alla fame, emigravano in massa in Africa nelle ex-colonie, dove finivano a fare le domestiche e i camerieri. La fantascienza catastrofica prima o poi trova sempre il modo di avverarsi, ed ecco che un po' la stessa cosa sta succedendo tra l'europeo Portogallo e l'arretratissima Angola. Secondo l'osservatorio per le migrazioni, sono già 100 mila i giovani portoghesi che hanno fatto le valigie, sono fuggiti dal loro Paese che affonda e si sono diretti a cercare lavoro in Africa nella ex-colonia. (continua…)




Inviato da iPhone

Un Monti bis? Il refugium peccatorum dei partiti e dei politici bolliti


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Un Monti bis? Il refugium peccatorum dei partiti e dei politici bolliti

di FABRIZIO DAL COL

Il governo italiano ha fallito. Incapace di applicare quei provvedimenti atti a limitare i privilegi, le indennità, i costi della politica, gli appalti, la corruzione, la giustizia e soprattutto a produrre  il rinnovo di quella classe politica resasi responsabile del disastro finanziario, ha preferito invece, in barba alla voce equità tanto sbandierata alla vigilia del suo impegno solenne e alle promesse garantite alla società civile, far strame degli impegni presi ed imporre i pesantissimi sacrifici ai contribuenti più deboli. E la politica che fa? Non pervenuta, inesistente, inefficace. L'allegra "brigata" che oggi sostiene il governo, forse meglio definibile come una applicazione concreta delle famose "convergenze parallele" ovvero un ossimoro considerato un'epitome della carriera politica di Moro, non ha oggi la minima idea di come contrastare o modificare la politica del rigore applicata dal governo a senso unico. Infatti, la ragion di "stato", ovvero quella costrizione a cui soggiace questa allegra "brigata" per garantire il salvataggio dell'Italia,  è da ritenersi un paravento per far sopravvivere se stessa piuttosto che apparire invece una compagine in grado di proporre delle alternative al rigore sopra citato  e contribuire così a risanare i conti del paese.


Se poi guardiamo alla TV, chiunque oggi può constatare che in tutti i talk show televisivi si invoca continuamente il rinnovamento della classe dirigente politica italiana ma in nessuno di questi compare quasi mai una faccia politica nuova, giovane, idealista. Lo spazio televisivo che viene a mancare per queste nuove facce politiche molto spesso è giustificato dagli addetti ai lavori a causa del rispetto della sopravvissuta legge definita "par condicio" che, stranamente, è però  riservata  ai soli politici che conosciamo oggi e alla necessità dello share televisivo.  Con la legge elettorale in itinere (se mai verrà approvata ), tesa esclusivamente alla tutela e alla salvaguardia delle "cariatidi" della prima Repubblica, non ci sarà da aspettarsi quel forte cambiamento politico che auspicano invece gli italiani e, contrariamente a ciò che si può pensare, in questa fase diverrà invece una sorta di "tacito accordo" che i partiti diranno poi di aver raggiunto "per il bene del paese" . Quindi, sul rinnovamento dei politici non si può certo contare. Loro, infatti, continuano ancora oggi a sbandierare un consenso che non posseggono più e soprattutto sostengono il governo senza se e senza ma, perseguendo quelle  politiche di rendita necessarie a spacciarsi poi per "salvatori della patria" e a garantirsi ...



Inviato da iPhone

Cambiare l’euro-sistema, o ogni altra lotta sarà inutile


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Cambiare l'euro-sistema, o ogni altra lotta sarà inutile

Non potevamo prevedere che all'Unione Europea sarebbe stato concesso un Nobel per la Pace: la nostra fantasia non arrivava a tanto. Ma sapevamo che tra le motivazioni c'è sicuramente quella che l'Unione Europea ha garantito la pace e la stabilità in Europa. E' un'idea sostanzialmente ridicola, perché l'altro aspetto che evidenzia la forza dell'ideologia che ci è stata propinata negli ultimi tempi è quello che l'Unione Europea viene usata come sinonimo di Europa. L'Unione Europea non è l'Europa. Noi abbiamo la pace in Europa, a parte il dettaglio della guerra in Kosovo – "dettaglio" ovviamente detto in modo ironico – c'era l'Unione Europea e abbiamo fatto la guerra, oltre che farla all'esterno ovunque quando gli Stati Uniti vogliono, ma all'interno dell'Europa abbiamo la pace da immediatamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quando non c'era nessuna Unione Europea. (continua…)




Inviato da iPhone

Ripreso un oggetto molto grande infilarsi in un vulcano, è mistero


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Ripreso un oggetto molto grande infilarsi in un vulcano, è mistero

Giovedi scorso, un oggetto luminoso sembra essersi gettato nel cratere del Vulcano Popocatépetl, riporta la stazione Televisa messicana. Gli esperti ritengono che si tratta di un oggetto di un chilometro di lunghezza e 200 metri di larghezza. Non hanno idea di dove possa essere venuto e nemmeno di cosa possa essere. Secondo Margarita Rosado dell'Università [...]


Inviato da iPhone

Marcia su Roma 90 anni dopo: la classe dirigente è un problema anche oggi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Marcia su Roma 90 anni dopo: la classe dirigente è un problema anche oggi

di REDAZIONE


Una "riflessione critica e un ripensamento serio" sono necessari a 90 anni dalla Marcia su Roma, il 28 ottobre del 1922, che segno' l'ascesa al potere di Mussolini. Lo dice all'ANSA lo storico Roberto Vivarelli, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa, del quale e' appena uscito il terzo volume della 'Storia delle origini del fascismo' (Il Mulino). La tesi sostenuta da Vivarelli nel libro e' che "la crisi dello Stato liberale non e' stata provocata dal fascismo ma che, al contrario, il fascismo e' il frutto della crisi dello Stato liberale". Quali furono le ragioni e' complesso da spiegare ma e' possibile individuare un nodo fondamentale che ha qualche somiglianza con il presente. "Lo Stato liberale ebbe difficolta' a formare una classe dirigente moderna e in questo ci sono analogie con la situazione attuale anche se i confronti con il passato sono pericolosi perche' le cose non sono mai le stesse" dice Vivarelli. Ecco perche' questi 90 anni "dovrebbero essere un'occasione per esaminare le carenze che portarono alla vittoria" del Duce, spiega Vivarelli e aggiunge: "Mussolini e' un personaggio spregevole pero' aveva un fiuto e una capacita' politica che Silvio Berlusconi non ha mai avuto". "Lo studio della storia dovrebbe sempre essere sollecitazione a una riflessione critica sulla cosa pubblica". La classe dirigente moderna e' un "problema serio" per Vivarelli.


Se lo storico dovesse indicare una delle carenze maggiori dell'Italia di oggi sarebbe "il sistema educativo. Abbiamo distrutto quello che avevamo, pur con le sue magagne, e non siamo riusciti a sostituirlo. Su questa base non si puo' costruire una classe dirigente seria". Il rischio di una dittatura oggi e' escluso per l'autore della Storia del fascismo: "il contesto internazionale – dice – non lo consente. Dittatori all'orizzonte non ne vedo, casomai disordine, risentimenti sociali e incapacita' di governare. Quello di cui l'Italia avrebbe bisogno e' un governo capace di affrontare i problemi del Paese". Un altro dei punti fermi nella lettura dello storico e' che "lo Stato liberale non riusci' a creare una comunita' nazionale. Oggi – si chiede con poco ottimismo – si e' formata o siamo rimasti un po' indietro?". Piu' che un disaccordo fra gli storici sulle interpretazioni del significato della Marcia su Roma in questi 90 anni c'e' stato un certo "disinteresse" e "non sono ottimista perche' la cultura italiana e' piuttosto pigra" sottolinea Vivarelli. Che Mussolini vada al potere nel '22 e', spiega lo storico, "un dato di fatto ma sarei cauto nell'affermare che da li' cominci il reg...



Inviato da iPhone

Il piccolo gregge e le tante altre pecore


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Il piccolo gregge e le tante altre pecore


Nell'Eurozona, il debito pubblico nel secondo trimestre è salito al 90% del Pil della regione dall'88,2% dei primi tre mesi. Il paese più indebitato è la Grecia, che nel secondo trimestre ha accumulato un debito pubblico di 300,807 miliardi di euro (150,3%). Nell'Ue a 27 il debito è cresciuto dall'83,5% del periodo gennaio-marzo all'84,9% del trimestre successivo. Dopo la Grecia, il più alto debito pubblico tra i Paesi Ue è dell'Italia: nel secondo trimestre del 2012 è salito al 126,1% del Pil secondo i dati resi noti da Eurostat (clicca qui). Nel primo trimestre, il nostro debito pubblico aveva già raggiunto il picco di 123,7%, il più alto dal 1995, quando era al 120,9%. In termini assoluti, il debito italiano nel secondo trimestre dell'anno in corso è stato di 1.982.239 milioni di euro, contro i 1.954.490 del trimestre precedente e i 1.910.024 del secondo trimestre 2011. Il debito italiano è cresciuto del 2,3% di Pil rispetto ai tre mesi precedenti e del 4,4% rispetto al secondo trimestre 2011, quando era al 121,7%. L'Italia, però, ha "prestato" ai paesi dell'Eurozona in difficoltà (Grecia, Portogallo e Irlanda) l'equivalente dell'1,9% del Pil: visto che il rapporto debito-Pil è calcolato sulla base della somma del Pil degli ultimi quattro trimestri, sul dato del secondo trimestre 2012 pesa quindi anche la dinamica negativa della crescita. Sotto pressione anche Portogallo, che mostra un debito/Pil pari al 117,5%, e Irlanda (111,5%). Seguono poi il Belgio (102,5%) e la Francia (91%). La Germania della culona inchiavabile Angela Merkel è ottava e mostra un debito/Pil pari al 82,8% (2.169.354 milioni di euro). La crisi europea del debito sovrano, che è stato causato dal debito pubblico degli Stati membri, ma è aumentata a causa delle azioni intraprese per salvare le banche, dopo la crisi del 2008, dimostra almeno tre cose: la prima è che non esiste valuta senza uno stato; la seconda è che il capitalismo non può essere gestito dal solo mercato; terzo, che le misure di austerity non faranno uscire l'Europa dalla crisi, ma in realtà continueranno a peggiorare la situazione, fino a quando l'euro non crollerà.




Inviato da iPhone