03/11/12

Fwd: QE3?Dov'è il QE3?



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Inizio messaggio inoltrato:

Da: X <zerstoren86@gmail.com>
Data: 03 novembre 2012 14:57:01 CET
A: maurizio barbero <ziobarber@gmail.com>
Oggetto: QE3?Dov'è il QE3?

Forse anche lei si starà facendo domande sul curioso comportamento dei mercati,che dall'annuncio del QE3 non hanno fatto altro che scendere....

 
Da quella data l'oro,l'SP500,il Dow,le commodities in generale per la prima volta dall'annuncio di una simile operazione,anzichè salire sono scesi,e hanno rimangiato la metà circa dei guadagni estivi.

Qualcuno dice,normale correzione,si era in ipercomprato,stagionalità (ottobre è il mese peggiore per i metalli preziosi),però io avanzo un'ipotesi più inquietante:
Bernanke ha bluffato?
Del suo programma di acquisto di 40 miliardi di MBS al mese non risulta alcunchè sul sito della Fed di St.Louis

-dall'annuncio del QE3,non risulta alcuna modificazione del bilancio della Federal Reserve:

questo è chiaramente ravvisabile sul sito della federal reserve di St.Louis

http://www.federalreserve.gov/monetarypolicy/bst_recenttrends.htm

Questo quadro è perfettamente compatibile con il fatto che l'oro dall'annuncio del QE3 in poi,dopo un modesto guadagno,abbia ritracciato perdendo praticamente la metà dei guadagni

A questo punto le ipotesi sono 3:
1)Bernanke ha bluffato
2)Bernanke non ha bluffato ma deve ancora iniziare le operazioni di acquisto di MBS,(aspetta le elezioni per agire?)
3)il programma è sterilizzato,ma lui non lo ha menzionato per compiacere i mercati

aggiungo come quarta ipotesi che la fed non abbia aggiornato i propri dati,cosa che però è strana dato che l'aggiornamento bisettimanale.

A questo punto attendo che qualche giornalista non compiacente,prima o poi metta in risalto la cosa e faccia una domanda specifica.

Pane oggi, domani la fame



pubblicata da Mauro Meneghini il giorno Sabato 6 ottobre 2012 alle ore 14.28 ·



Alcuni giorni fa mi sono trovato con degli investitori a Roma desiderosi di conoscere il mio parere in merito all'iperindebitamento degli Stati e delle banche. Nel corso della discussione mi è stata posta la domanda se l'attuale situazione evolverà verso l'inflazione o verso la deflazione.

Prima di rispondere a questa domanda devo spiegare cos'intendo io per inflazione e per deflazione. I rappresentanti della scuola austriaca d'economia, nella quale mi riconosco, definiscono l'aumento della massa monetaria (inflazione) o la sua diminuzione (deflazione). Il generale aumento o diminuzione dei prezzi di generi di consumo e beni durevoli è la conseguenza dell'errata politica monetaria delle banche d'emissione. Ma quale evoluzione avrà – inflazione o deflazione? Ad entrambe!
 L'attuale crisi da iperindebitamento è stata causata dall'allargamento della massa monetaria e del credito nei primi 10 anni dall'entrata in vigore dell'e........  Continua....

ANCHE A VOI DICO, NON ASPETTATE CHE LE AUTORITA', I POLITICI, VI DICANO COSA FARE. IL TEMPO NON E' MOLTO.


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ANCHE A VOI DICO, NON ASPETTATE CHE LE AUTORITA', I POLITICI, VI DICANO COSA FARE. IL TEMPO NON E' MOLTO.



La maggior parte delle persone assume che poiché le cose fino ad ora sono andate in un certo modo allora in questo certo modo sempre andranno. Mi sono amaramente reso conto che la maggior parte delle persone ha una fiducia cieca nel fatto che gli uomini e e le donne alla guida dei governi e del sistema finanziario sappiano bene cosa stanno facendo e agiscano nel miglior modo per prendersi cura di noi.





Anche io sono stato convinto di questo. Ho sempre avuto rispetto per l'autorità e ho sempre creduto che le persone ai livelli alti fossero "esperti" che lavoravano nei nostri interessi. Fortunatamente mi sono reso conto in tempo di quanto mi sbagliassi.





Ho incontrato persone e letto libri che mi hanno risvegliato dal tepore intelletuale in cui l'indottrinamento mi aveva gettato. Ho iniziato a pensare con la mia testa e non prendere per vero ciò che mi veniva detto dagli altri.





Anche a voi dico, non aspettate che le autorità, i politici, vi dicano cosa fare. Pensate con la vostra testa e rendetevi conto di come stanno realmente le cose. Il tempo non è molto. 





La realtà è che le persone a capo dei sistemi sociali, Obama, Monti, Merkel, Putin, Hollande, e quelle a capo del sistema finanziario, Bernanke, Draghi, King, non salveranno l'economia. Sono stati loro a buttarla in questo buco, come pretendete che siano loro a risolverla?





Nessuno di loro si aspettava la crisi finanziaria del 2008, nessuno di loro si aspettava la crisi del debito pubblico in Europa. Eppure sono loro che si sono proposti di sistemare le cose ed è a loro che le persone hanno affidato questo compito.





Sciocchi! L'economia la fanno i milioni di persone che ogni giorno vivono la propria vita cercando di essere felici. La crisi arriva perché il consumo è eccessivo rispetto ai risparmi. E chi se non i politici con il debito pubblico e i banchieri con il credito facile hanno incentivato il consumo e...


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Bastano 3 minuti di attività fisica al giorno per perdere peso


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Bastano 3 minuti di attività fisica al giorno per perdere peso

FitnessÈ impensabile non riuscire a trovare nell'arco della giornata solo 3 minuti, seppure intensissimi, da dedicare al fitness.


Dimagrire con 3 minuti di attività fisica al giorno, sembrerebbe un paradosso, eppure è una cosa possibile. Lo dice una ricerca svolta dai ricercatori della Colorado State University e dell'Anschultz Medical Campus del Colorado, che ha individuato nel High intensity interval training la ricetta per perdere peso cono solo pochi minuti al giorno di intensa attività fisica. Del resto lo si intuisce dalla stessa terminologia inglese, che in italiano sarebbe allenamento intervallato ad alta intensità.


Quindi, niente più scuse, chi prima adduceva come scusante la mancanza di tempo da dedicare a quella attività fisica necessaria per mantenersi in forma smagliante, adesso non potrà più dire di non riuscire a ritrovare nell'arco della giornata solo 3 minuti, seppure intensissimi, da dedicare al fitness.


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La cubista in topless che fa impazzire il traffico


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La cubista in topless che fa impazzire il traffico

Bari si è bloccata per uno spettacolo hard a cielo aperto improvvisato da una ragazza sudamericana sui tetti delle macchine



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Dichiarazione shock: “Poteri forti proprietari di giornali: non per gli utili ma per condizionare l’opinione pubblica”


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Dichiarazione shock: "Poteri forti proprietari di giornali: non per gli utili ma per condizionare l'opinione pubblica"

- di Daniele Di Luciano -


Interessante intervista a Giovanni Chiodi detto Gianni, attuale Presidente della Regione Abruzzo. Come potete ascoltare in questo video, al minuto 4:50, il giornalista chiede:


"I poteri forti di cui parlava poco fa?"


Chiodi, un po' impacciato, risponde:


"Scopriamo insomma il mistero, insomma voglio dire, l'acqua calda. Ci sono, in Abruzzo, forti interessi economici che vengono, diciamo, così, in qualche maniera… così, in qualche maniera sono anche proprietari di testate giornalistiche, e le testate giornalistiche non è che normalmente, che producono tanti utili e quindi normalmente, se si tengono, è per il potere di condizionamento dell'opinione pubblica. Ma questo non accade solamente in Abruzzo, accade nel paese in generale."


Per il Presidente della Regione Abrruzzo sarà pure la scoperta dell'acqua calda ma a me sorge una domanda: perché caspita io, cittadino italiano, dovrei comprare il cavolo di giornale spendendo i miei soldi e leggere le notizie del cacchio che i poteri forti scrivono per condizionarmi? Per il gusto di essere preso in giro? Perché sono un idiota senza cervello? Perché dovrei continuare a guardare la TV, i telegiornali e a credere alle loro versioni? Bah, che mondo.


Ascoltare certe dichiarazioni e continuare a guardare il TG come se nulla fosse significa che non siamo più in grado di ragionare e di utilizzare un minimo la logica.


Fonte: L'ALTERNATIVA



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Il Parlamento Europeo ammette la più grande delle truffe: CONDIVIDERE!


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Il Parlamento Europeo ammette la più grande delle truffe: CONDIVIDERE!

- di Francesco Filini -


Finalmente arriva la risposta all'interrogazione presentata dall'Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell'€uro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.



Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell'euro presentata dall'On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell'emissione le banconote appartengono all'Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perchè le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell'Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell'EUROSISTEMA. Ma cos'è quest'Eurosistema?

"L'Eurosistema è composto dalla BCE e dalle BCN dei paesi che hanno introdotto la moneta unica. L'Eurosistema e il SEBC coesisteranno fintanto che vi saranno Stati membri dell'UE non appartenenti all'area dell'euro."
Questa è la definizione che si legge sul sito ufficiale della BCE. Quindi le Banche centrali nazionali stampano le banconote e si appropriano del loro valore nominale (ad Es. se stampare un biglietto da 100 ha un costo fisico per chi lo conia di 0,20 centesimi – valore intrinseco – le BCN si appropriano anche del valore riportato sul biglietto stampato). E l'On Scurria chiedeva quali fossero le basi giuridiche su cui poggiava l'affermazione del Commissario Olli Rehn:


"Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012

alla Commissione

Articolo 117 del regolamento

Marco Scurria (PPE)


Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell'euro

In risposta ad un'interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall'on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che "al momento dell'emissione, le banconote in euro appartengono all'Eurosistema e ch...



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REGIONI, COMUNI, PROVINCE, ASL: TUTTI CARROZZONI FALLITI E INDEBITATI!


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REGIONI, COMUNI, PROVINCE, ASL: TUTTI CARROZZONI FALLITI E INDEBITATI!

di ANDREA COMETTI*


Una volta si diceva con tono di sufficienza "Fare i conti della serva" e ogni tanto qualcuno si degna di farli e magari a renderli noti al grande pubblico questi maledetti conti - ricordandosi forse anche di usare quello strumento comunicativo ormai obsoleto, che sono i giornali - e tra un libero battitore e l'altro, come il Bortolussi della CGA di Mestre o il Giannino di turno, ogni tanto qualche ente preposto sforna finalmente dati e numeri, come nel caso di Bankitalia che risponde con uno studio apposito al tremendo dilemma "di quanto sono indebitate le amministrazioni locali italiane?"


Sappiamo ad esempio che la regione Piemonte ha un debito di 10 miliardi, ovvero che è "tecnicamente fallita", per buona pace del suo giovane governatore leghista. Ma i dati che preoccupano non riguardano solo il Piemonte, né solo le 20 Regioni della ormai ex Repubblica Italiana, il dito bisogna porlo sulle altre amministrazioni locali nazionali che debbono ai propri creditori (sotto forma di prestiti bancari, obbligazioni emesse in Italia e all'estero, pagamenti per forniture e altro) oltre appunto le 20 Regioni, le 107 Province, gli 8mila Comuni e la folta schiera di Asl e ospedali alla data del 30 giugno 2012 un totale di 116 miliardi e 879 milioni di euro ! cioè 1.948 euro per ciascun italiano, così suddivisi: "40 miliardi e 186 milioni" in capo alle Regioni; "9 miliardi 187 milioni" alle Province; "50 miliardi e 244 milioni" ai Comuni; e infine "17 miliardi e 262 milioni" ad altri enti, fra i quali rientrano Asl e strutture ospedaliere in genere.


Lo studio della Banca d'Italia, pubblicato nella collana dei Supplementi al Bollettino Statistico ed elaborato dalla divisione Finanza pubblica e che passa in rassegna il monte debiti contratto nelle annate fra il 2006 e il 2011 prende in esame le singole Regioni come entità geografiche, riscontrando il maggior volume di indebitamento nel Lazio (19,7 miliardi, in calo rispetto ai 20,5 del 2010), Piemonte (16,1, in netto aumento rispetto ai 14,5 del 2010 e soprattutto agli 11 del 2006), Campania (13,4 miliardi, nel 2006 erano 9,3) e Lombardia (12,8 miliardi, stabile). Quinta è la Sicilia, con 7,7 miliardi, poi vengono Veneto (6,9), Toscana (6,8) ed Emilia Romagna (6,5) quindi enti locali che spendono meno Molise, con 498 milioni di debiti sparsi fra le varie amministrazioni, e Valle d'Aosta con 455. C'è pero' una preoccupazione che emerge dallo studio che se per le voci d'indebitamento si a...



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Legge elettorale, la Casta all’ultima spiaggia per evitare l’obbligo del Monti bis


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Legge elettorale, la Casta all'ultima spiaggia per evitare l'obbligo del Monti bis

Incombe un intervento del Capo dello Stato sulle Camere. In più, il tempo stringe. E dopo le elezioni siciliane il quadro generale è più chiaro a tutte le forze politiche in campo. Ma, soprattutto, è lampante un elemento; che senza una modifica credibile dell'attuale legge elettorale, quel 52% di astensionismo che ha segnato le urne per il nuovo governo di Palazzo dei Normanni, potrebbe riproporsi anche alle prossime politiche. A quel punto, la classe politica risulterebbe ancor più squalificata di quanto appare adesso. Ma nessuno sembra aver intenzione di essere ulteriormente delegittimato dall'elettorato. Succede, quindi, che questa settimana la commissione Affari Costituzionali del Senato, dove si sta discutendo inutilmente da mesi su come modificare il Porcellum, chiuderà i propri lavori. L'articolato su cui si sta lavorando, la bozza Malan, così com'è scritto adesso, condannerebbe il prossimo Parlamento ad un governo di grossa coalizione, dunque ad un Monti bis sotto il profilo dell'esecutivo possibile. Una conseguenza che appare evidente a molti osservatori, tra cui il Centro studi elettorali (Luiss e università di Firenze), che ha pubblicato uno studio intitolato "bozza Malan, alla ricerca della maggioranza impossibile". Quello a cui si punta, però, è di trovare a breve un accordo per modificare il premio di coalizione e consentire a chi raggiungerà la maggioranza dei voti di poter governare. Senza stralci e senza scosse particolari, ma attraverso un percorso parlamentare lineare: se l'accordo non si riuscirà a trovare in commissione entro la settimana, lo si raggiungerà in aula attraverso un emendamento ad hoc scritto a più mani dai laeder delle forze politiche ad un tavolo che sempre Napolitano sta sollecitando da settimane. E che solo ora,...



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Crisi, smontare la trappola del linguaggio neoliberista


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Crisi, smontare la trappola del linguaggio neoliberista

Il linguaggio utilizzato dal mainstream accademico e dalle elite politiche. E' imprescindibile metterlo in dubbio dalla radice stessa, la sua accezione e l'utilizzazione hanno reso possibile una grande vittoria culturale delle politiche neoliberiste. Con un appoggio mediatico senza precedenti, si ripetono più e più volte le stesse espressioni: "tutti siamo colpevoli e, di conseguenza, tutti dobbiamo rimboccarci le maniche". "Abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e adesso ci tocca stringere la cinghia". "Lo Stato è come una famiglia, non può spendere più di quello che guadagna"; l'austerità è una virtù che, se viene praticata con convinzione e fermezza, ci permetterà di uscire dalla crisi".

Questi sono soltanto alcuni esempi dell'uso abbastanza frequente di un discorso semplice (semplicistico), diretto e, perché non dirlo, molto efficace; ci fornisce parole e concetti facilmente maneggiabili, che ci restituiscono una diagnosi di chi siano, o meglio siamo, i colpevoli e quali siano le soluzioni.

Visto che tutti, senza distinzioni di status né classe sociale, siamo stati responsabili e che l'unica via d'uscita è lo sforzo collettivo, questo discorso cerca di trasformare i cittadini in spettatori passivi di un gruppo tecnocratico il cui compito è gestire con efficacia, e con la sua saggezza, la necessaria austerità.

Secondo questo stesso linguaggio, ampiamente accettato, tutti siamo colpevoli e il più colpevole di tutti è lo Stato, scialacquatore per natura. Per questa ragione ci tocca alleggerirlo, e in questo modo liberare (letteralmente) risorse incagliate e mal utilizzate dal settore pubblico, perché l'iniziativa privata, paradigma dell'efficienza, le possa utilizzare.

La cosa certa è che questi ragionamenti e la loro logica, implacabile e inesorabile in apparenza, ci allontanano da una riflessione sulla complessità, sulle cause di fondo della crisi; cause che si trovano nella contraddizioni della dinamica economica capitalista, la problematica associata all'integrazione europea, quella operativa dei mercati e gli interessi che la compongono.

Questi temi sono rimasti fuori dalla messa a fuoco e, ovviamente, fuori dall'agenda di un possibile superamento della crisi. Agenda che, oltre a contenere una visione della stessa di tipo strutturale, ha bisogno di far valere un altro linguaggio – in realtà – un altro marchio concettuale e interpretativo – basato sulle idee di sostenibilità dei processi economici, la dignità del lavoro e la coesione sociale.  

di Fernando Luengo: Professore ordinario di Economia Applicata e ricercatore dell'Istituto Complutense di Studi Internazionali. Membro di e...



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Un mercato senza bussola. Ma la bussola ve la diamo noi!


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Un mercato senza bussola. Ma la bussola ve la diamo noi!

La giornata di ieri è stata ben illustrada da Gremlin nel sul sempre ottimo Daily Monitor. L'Europa sale senza strafare, ben piantata in terra, e WS sulle montagne russe, questa volta complice il dato sugli occupati non-farm decisamente migliore delle … Continua a leggere


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Tabacci (UDC): "Uscire dall’euro sarebbe un suicidio di portata gigantesca"


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Tabacci (UDC): "Uscire dall'euro sarebbe un suicidio di portata gigantesca"






'sto programma di Paragone, UltimaParola, è diventato uno dei pochi in cui si discute di cose serie invece che delle solite chiaccherette e pettegolezzi vari:











"Molti vengono a L'Ultima Parola e credono di trovarsi nei soliti talk show dove il Partito Unico dell'Euro compie le sue scorribande incontrollate. Poi si rendono conto che la musica è diversa, che piroettano nell'aere compiendo pericolose acrobazie senza rete, che c'è un pubblico inspiegabilmente libero di dire tutto quello che gli passa per la testa, e iniziano ad attendere spasmodicamente la fine della puntata. Io lo so. Li sento agitarsi, fremere, guardare l'orologio a pochi centimetri da me, quando le telecamere non li inquadrano." Claudio Messora, ByoBlu, Un suicidio di Portata Gigantesca, 3 novembre 2012, dove il suo post continua.





a questo punto urge riportare per esempio articoli come questo:




Cobraf -


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Crisi: le imprese degli immigrati crescono. Quelle italiane spariscono


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Crisi: le imprese degli immigrati crescono. Quelle italiane spariscono

di REDAZIONE


Nei primi nove mesi del 2012 le imprese individuali con titolari extra Ue crescono di 13mila unita', le altre scendono di 24.500. E' quanto emerge da uno studio di Confesercenti. Continua – si legge nello studio – anche se a ritmi meno sostenuti la crescita delle imprese individuali con titolare straniero. In dieci anni il loro peso sul totale delle imprese e' passato dal 2% a quasi il 9%, lo stock delle attivita' si e' piu' che quintuplicato a dispetto di una contrazione tendenziale generale del 3%. Nel terzo trimestre 2012 le imprese individuali registrano un saldo positivo di 5 mila unita' di cui l'85% e' dato appunto da imprese di immigrati. In sintesi, spiega Confesercenti, nei primi nove mesi dell'anno, a un saldo positivo (tra iscrizioni e cessazioni) di 13mila imprese individuali con titolare immigrato ne corrisponde uno negativo di oltre 24,5 mila unita' per le restanti. Nel II trimestre 2012 le imprese individuali con titolare immigrato sono circa 300 mila, rispetto allo stesso periodo dell'anno passato aumentano di 18 mila, con una variazione tendenziale del +6,6% e una crescita del loro peso sul totale delle imprese individuali di piu' di mezzo punto

percentuale. Oltre le imprese individuali si contano anche circa 120 mila soci stranieri di societa' di persone. Le imprese gestite da stranieri producono circa il 5,7% della intera ricchezza del nostro paese.

Mettendo a confronto il II trimestre 2011 e 2012, tassi di crescita sostenuti delle imprese immigrate si hanno in tutte le ripartizioni geografiche contrariamente a quanto avviane per imprese individuali in generale. Piu' del 57 per cento delle imprese si concentra in cinque regioni: il 18,6% in Lombardia, il 10,5% in Toscana, il 9,7 circa in Emilia Romagna e Lazio e l'8,6 in Veneto. Gli imprenditori e i lavoratori immigrati non sono coinvolti in maniera uniforme nelle diverse aree geografiche. Nel Nord si concentrano gli autonomi attivi nell'artigianato e i lavoratori dipendenti dalle imprese, in particolare nel comparto metalmeccanico, nel Centro il settore

domestico, quello dell'edilizia e il comparto tessile e abbigliamento sono i piu' "internazionali", al Sud, almeno in termini relativi, commercio e lavoro agricolo sono i settori di riferimento per i migranti.


Scendendo piu' nel dettaglio del peso delle imprese immigrate sul totale delle imprese per provincia si segnala: Prato dove il 37% delle imprese individuali sono straniere, Milano (il 19%), Firenze (il 17%), Reggio Emilia e Trieste. Il 16% degli impre...



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La voce del padrone


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La voce del padrone




Il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, intervistato da FAZ, ci illustra il punto di vista del mondo finanziario tedesco sulla crisi Euro. Paura di restare con il cerino in mano?




Il capo economista di Deutsche Bank, David Folkerts-Landau, chiede che la Grecia resti nell'area Euro. Affinché questo sia possibile, la Germania dovrà contribuire con un terzo pacchetto di aiuti.





FAZ: Herr Folkerts-Landau, quando è stato l'ultima volta in Grecia?





Folkerts-Landau: 5 settimane fa. Mi ha particolarmente colpito la dimensione dell'economia sommersa, e il suo funzionamento solo con pagamenti in contante. L'economia regolare si contrae, ed è sempre piu' difficile raccogliere denaro con la tassazione. I cittadini non credono piu' che le loro tasse saranno utilizzate correttamente.





FAZ: E' vero, come molti analisti avvertono, che una bancarotta e una successiva uscita della Grecia dall'Euro con effetto domino potrebbero causare una recessione mondiale?



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3 milioni di euro per farci mangiare insetti

Ce lo chiede l'europa...  Vorrete mica disobbedire???
z.

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3 milioni di euro per farci mangiare insetti

Gli euroburocrati ci stanno riducendo alla fame, anche per concedersi un bel raddoppio delle pensioni, ma non ci vogliono proprio lasciare a digiuno. Hanno deciso di finanziare, sempre con i nostri soldi s'intende, vari think-tank per cambiare la nostra dieta. Barbara

L'UE vuole che gli europei inizino a mangiare insetti: in vista della povertà

L'UE a Gennaio di quest'anno ha deciso di finanziare con 3 milioni di euro i
paesi membri che si impegnano a promuovere il consumo di insetti come cibo: per agevolare l'ingresso di questi nelle consuete abitudini alimentari dei cittadini europei. La notizia è passata piuttosto in sordina, ma ne ha parlato anche Repubblica. Oggi gli insetti fanno parte delle abitudini alimentari dei cinesi e di altri paesi prevalentemente asiatici. Il fatto che le istituzioni europee investano milioni di euro per agevolarne l'introduzione anche in Europa fa pensare: probabilmente i potenti in vista di un futuro in cui il numero dei poveri è destinato a crescere vogliono affida...


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Un Suicidio di portata gigantesca


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Un Suicidio di portata gigantesca

 Un suicidio di portata gigantesca



 Molti vengono a L'Ultima Parola e credono di trovarsi nei soliti talk show dove il Partito Unico dell'Euro compie le sue scorribande incontrollate. Poi si rendono conto che la musica è diversa, che piroettano nell'aere compiendo pericolose acrobazie senza rete, che c'è un pubblico inspiegabilmente libero di dire tutto quello che gli passa per la testa, e iniziano ad attendere spasmodicamente la fine della puntata. Io lo so. Li sento agitarsi, fremere, guardare l'orologio a pochi centimetri da me, quando le telecamere non li inquadrano.





 Li capisco. E' difficile andare in televisione a sostenere che abbandonando l'euro si avrebbe una svalutazione del 50%, e che pagheremmo l'energia a livelli esorbitanti, quando davanti non hai i soliti economisti compiacenti ma un Alberto Bagnai o un Bruno Amoroso che ti citano studi puntuali che destituiscono di ogni fondamenta le tue affermazioni. E' difficile sostenere che Beppe Grillo vuole uscire dall'euro quando hai di fianco qualcuno che ti spiega che stai dicendo sciocchezze, perché Grillo ha detto che su questioni così importanti vuole un referendum, e lo vuole perché un referendum, finalmente, sarebbe l'unico modo per costringere i media a parlarne, e dunque i cittadini ad essere informati. E' difficile giustificare la posizione oltranzista sull'euro usando come chiavistello il fatto che la Grecia, in fondo, ha deciso di non tornare alla Dracma - e ci sarà un motivo, no!? -, quando hai davanti un conduttore non allineato che ti ricorda che la Grecia è un paese che non decide più niente fin dai tempi del referendum negato dall'Europa a Papadopoulos. Dopo un po' inizi ad accusare la trasmissione di faziosità. Inizi a vedere complotti dappertutto. Ma come: non erano gli altri i complottisti? O forse, a parti invertite, quando non giochiamo in casa, piuttosto che affrontare l'evidenza degli argomenti e dei contenuti diventiamo esattamente come accusiamo gli altri di essere?



 Noi non stiamo lottando per uscire dall'euro. Siamo ad una fase ancora precedente. Stiamo lottando per avere un dibattito che negli altri paesi è ordinaria amministrazione, ma che nel paese dei servi, dei lacché e delle masse che ubbidiscono dormienti al primo dittatore sorridente è una chimera, una utopia lontana. Stiamo lottando perché almeno se ne parli. Poi, si decida pure quello che si vuole, a patto che si decida, nel senso più autentico del termine, un'azione che ha come presupposto essere informati. 


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Crisi: aumentano imprese extra europee


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Crisi: aumentano imprese extra europee

Confesercenti, aziende straniere producono 5,7% Pil italiano


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FISCO, ITALIA E SVIZZERA INTENSIFICANO GLI INCONTRI


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FISCO, ITALIA E SVIZZERA INTENSIFICANO GLI INCONTRI

di REDAZIONE


La prossima settimana si terrà una serie di riunioni tecniche del gruppo di lavoro italo-svizzero che mira a giungere quanto prima a un accordo fiscale tra Roma e Berna. "Stiamo lavorando, la prossima settimana ci saranno una serie di riunioni del gruppo di lavoro", dice a Reuters una fonte del governo italiano.


Un segnale che le trattative sul pacchetto fiscale -comprensivo, tra l'altro, di un accordo sulla tassazione dei capitali italiani ignoti al Fisco detenuti nelle banche svizzere – stanno subendo un' accelerazione. Fino a settembre, infatti, si era proceduto al ritmo di un incontro al mese.


Il valore dei conti italiani ignoti al fisco depositati presso gli istituti di credito svizzeri è stimato tra i 120 e i 150 miliardi di euro.


Un accordo con la Svizzera, attraverso la definizione di un'aliquota 'una tantum' e poi di un'altra ritenuta a regime – sul modello delle intese già siglate da Berna con altri Paesi – consentirebbe allo Stato italiano di mettere le mani su un 'tesoretto' utile in un momento in cui sono allo studio diverse soluzioni per ridurre il debito pubblico. (Reuters)



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L’UE vuole che gli europei inizino a mangiare insetti


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L'UE vuole che gli europei inizino a mangiare insetti


di Italo Romano


Nel totale disinteresse dei media, all'oscuro dei cittadini, lo scorso Gennaio il Parlamento europeo ha stanziato un'ingente cifra per qualcosa di veramente fantascientifico. Si tratta di 3 milioni di euro che verranno versati ad ogni Paese membro dell'Unione europea che incoraggia, con iniziative di vario tipo, l'uso di insetti in cucina.


La notizia è vecchia ed è passata quasi sotto silenzio, ma cercando sul web si può trovare, per esempio, un articolo di Repubblica.


Il fatto che le istituzioni europee abbiano deciso di investire immense cifre per agevolare l'introduzione degli insetti nelle abitudini alimentari europee, fa pensare che probabilmente i potenti, in vista di un futuro in cui il numero dei poveri è destinato a crescere, vogliono affidarsi anche agli insetti per permettere al popolo di cibarsi.


Questo provvedimento e questa prospettiva la dice lunga sull'Europa che verrà. Nulla è a caso in questa Europa mondialista.


 


La stravagante legge va interpretata come la soluzione europea al rapido incremento della popolazione mondiale e ai conseguenti problemi dovuti al loro nutrimento. Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 vi saranno altri 2 miliardi e mezzo di abitanti del pianeta terra, che si aggiungeranno ai 7 oggi esistenti, ne deriva che sarà necessario quasi raddoppiare la produzione di cibo.


La ripugnante soluzione gode, evidentemente, di un nutrito numero di estimatori, tanto che i promotori di questa iniziativa asseriscono che moltissimi insetti contengono proteine, alta quantità di calcio, basso contenuto calorico. E come le alghe, gli insetti hanno un ulteriore vantaggio: sono piccoli. La loro produzione, anche su larga scala, non richiede tanto spazio. E non inquina l'atmosfera. Sarebbe un buisiness colossale!


Come dire, vogliono farci abituare a cibarci di insetti, già parte integrante della tradizione alimentare dei paesi asiatici.


Come mai è passato tutto in sordina?


In un periodo di recessione così cupo, non sarebbe corretto che l'opinione pubblica sappesse che nelle stanze dei bottoni di quell'enorme macchina burocratica chiamata Unione Europea, c'è chi pensa bene di spendere i "nostri" soldi per finanziarie questo stomachevole progetto?


Soprattutto mentre l'agricoltura a chilometro zero viene distrutta a colpi di leggi e di rico...



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Fiat di Pomigliano, il ricatto di Marchionne. “Firma contro Fiom o sei fuori”


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Fiat di Pomigliano, il ricatto di Marchionne. "Firma contro Fiom o sei fuori"

È la prima volta che degli operai del nuovo stabilimento Fiat di Pomigliano, tra i 2091 fortunati che sono stati riassorbiti dalla Fiat, accettano di parlare con la stampa. Si schiariscono la voce, seccata da troppi anni di silenzio, e parlano con nettezza, "per non perdere la dignità", come dice uno di loro. Ma di nascosto, chiedendo di non essere ripresi in volto ed esigendo di essere citati con nomi di fantasia. Giacomo, Filippo, Sergio e Andrea hanno tra i 30 e i 37 anni, uno di loro è entrato in Fiat nel 2006, gli altri nel 2001, giovanissimi. Sono iscritti o ex iscritti ai sindacati che hanno firmato gli accordi di Marchionne: Uilm, Fim e Fismic.

Li incontriamo in una mattina resa tranquilla dal ponte dei morti. Pomigliano è in fibrillazione intorno al cimitero, c'è traffico, anche in città, ma meno del solito. L'auto della polizia locale incrociata in centro è lo specchio delle contraddizioni italiane: una bella Audi A3, 2000 Tdi, niente a che vedere con la produzione Fiat. Poco più avanti, nel deposito del Comune si infila anche una Smart, con tanto di insegna sulla fiancata. La Fiat non abita qui.


video di Andrea Postiglione

GLI OPERAI si siedono e cominciano a parlare. Parlano di getto: "Io dovrei essere l'operaio modello di Marchionne – spiega Filippo – nessun iscrizione al sindacato, ho sempre lavorato tranquillamente, ma con quello che succede ora non si può scherzare". Quello "che succede" è la petizione circolata in fabbrica la scorsa settimana e con la quale gli operai si dicevano preoccupa-ti per il fatto che le 145 assunzioni ordinate dal Tribunale per sanare la discriminazione contro la Fiom potessero minacciare chi il posto ce l'ha. Un'iniziativa vissuta come una nuova guerra tra poveri. "Il team leader, il capo squadra mi ha detto 'Firma, fai presto che ho da fare', senza nemmeno farmi leggere. Ho firmato. Ma quando ho chiesto spiegazioni mi ha detto che mi avrebbe potuto cancellare e mettermi nella lista di quelli là". Quelli là sono gli altri, quelli che non sono solidali con l'azienda, gli amici della Fiom. Sergio è più esplicito: "Il motivo per cui siamo qua è che abbiamo visto uno schifo". La petizione è stata "fatta dall'azienda ma presentata come ispirata dagli operai". Sergio racconta: "Un sindacalista mi ha spiegato tutto. All'inizio della settimana il direttore ha convocato i sindacati dicendo che occorreva fare qualcosa sulla vicenda delle riassunzioni". A quel punto, spiega, si sono attivati "i capi, i team leader e i sindacati, in particolare la Fim Cisl: giovedì e venerdì scorsi alle 6 di mattina c'erano già dei sindacalisti in fabbrica, di solito arrivano alle otto, e facevano girare la petizione".

"A ME – continua Sergio – è stato detto chiaramente: ti consiglio di f...



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Paradossi italici: la privacy di Mr Equitalia


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Paradossi italici: la privacy di Mr Equitalia

di REDAZIONE


FONTE ORIGINALE:


www.libero.it


Mister Fisco sporge querela. Lo stimato cacciatore di evasori Attilio Befera, l'uomo che con "Serpico" ci spia nei conti correnti, non ha gradito la divulgazione delle foto del suo matrimonio che ha contratto alla venerada età di 66 ann,i qualche settimana fa. Non gli è piaciuto che la compagna di sempre sia stata immortalata nel bellissimo abito bianco. Nè che i suoi amici, tutti personaggi pubblici (come personaggio pubblico di "peso", soprattutto da qualche mese a questa parte, è lo stesso Befera), siano stati sbattuti sulle pagine dei giornali e sui siti internet. E così è partita l'azione legale nei confronti del settimanale Oggi che per primo ha divulgato tutto questo materiale "compromettente" raccolto in un paio d'ore a Villa Spada. 


Gli amici intimi – Il servizio, spiegano i legali di Befera "non era autorizzato" e conteneva "immagini della cerimonia riservata a parenti e amici più intimi". Una cerchia ristretta di 300 persone tra ministri, commissari di Stato, consiglieri, magistrati, generali, alti funzionari e manager che forse non ci tenevano a far sapere in giro di essere stati invitati alle nozze del signor Equitalia. O forse è Befera che non ci tiene a far sapere chi sono gli amici più intimi. Legittimo. Una cosa, però, l'uomo che ha il potere di guardare nei portafogli di tutti non deve aver remore nel mostrare: il conto di questa cena di nozze. La fattura gliela avranno fatto sicuramente, se non altro perché è stata organizzata al circolo ricreativo e sportivo della Guardia di Finanza di Roma.



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L’America dei prossimi quattro anni avrà il timone bloccato


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L'America dei prossimi quattro anni avrà il timone bloccato

Mancano pochi giorni all'elezione del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti. Ma un altro risultato elettorale sembra già definito. Stando ai sondaggi, ci sarà un sostanziale pareggio tra Repubblicani e Democratici, con i primi che manterranno il controllo della Camera e i secondi quello del Senato. Ma ciò determinerà uno stallo nelle decisioni su questioni fondamentali. E in particolare impedirà di arrivare a un nuovo patto sociale che produca una politica di bilancio sostenibile.

di Nicola Persico (lavoce.info)

Siamo in dirittura d'arrivo: le elezioni presidenziali americane si terranno fra una settimana, il 6 novembre. Tutto il mondo guarda con attenzione, per vedere chi sarà il prossimo inquilino dello studio ovale.

Un risultato già noto

Per chi vive fuori dagli Stati Uniti, il presidente americano è l'uomo più potente della terra. Dirige la nazione più prospera, con l'esercito più temibile, una rete di alleanze diplomatiche invidiabile, eccetera. E, inoltre, il presidente può decidere unilateralmente di entrare in guerra e, attraverso il dipartimento di Stato, gestisce la politica estera senza troppi impedimenti da parte del Congresso. È dunque naturale guardare a queste elezioni presidenziali con trepidazione.

Per la politica interna, cioè per gli americani, il discorso è diverso. Invero, da un certo punto di vista, sappiamo già il risultato di queste elezioni: secondo i sondaggi, i Repubblicani manterranno il controllo della Camera, e i Democratici quello del Senato. Se sarà così, la politica interna degli Stati Uniti è già scritta – o meglio, lasciata in bianco. Sì, perché un Congresso diviso non riuscirà a trovare consenso sulle leggi da passare. E così saranno anni di gridlock, cioè blocco (come accade nel traffico).

Quando si verifica un gridlock, non conta chi sia il presidente; in politica interna si fa poco perché prevalgono le esasperazioni di partito. Il presidente può cercare di usare il suo potere per mettere assieme coalizioni ad hoc, ma questo non è facile. Per lo più la produzione legislativa diminuisce. Possiamo quindi rassegnarci a un'America che, da un punto di vista interno, continuerà sul solco attuale, a timone bloccato.

Lo stallo che attende gli Stati Uniti è tanto più dannoso per quanto è grave la attuale situazione. E c'è di che preoccuparsi. Per prima cosa, un debito pubblico che ha sforato la soglia del 100 per cento del Pil e che minaccia di continuare a crescere vertiginosamente. In secondo luogo, un sistema scolastico da terzo mondo, almeno in termini di qualità media. In terzo luogo, un sistema sanitario inefficiente e costosissimo. Potrei continuare, ma mi fermo qui. Il ...



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Le origini segrete della banca d’inghilterra


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Le origini segrete della banca d'inghilterra

di Stepehn Goodson



Dall'A.D. 757 fino alla morte nel 791, il grande Re Offa governò il regno di Mercia (1), uno dei sette regni autonomi della eptarchia anglosassone. Offa era un saggio ed abile amministratore dal cuore gentile, benchè fosse duro con i suoi nemici. Egli fondò il primo sistema monetario in Inghilterra (diversa dalla Britannia romano-celtica). Causa la scarsità di oro, usò l'argento per il conio e come riserva di ricchezza. L'unità di conto monetaria era una libbra di argento, divisa in 240 pennies. Sui pennies veniva impressa una stella (antico inglese "stearra"), dalla quale deriva la parola "sterling". Nel 787 Offa introdusse una legge...
Stepehn Goodson*


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Il lavoro per i giovani c’è, in campagna


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Il lavoro per i giovani c'è, in campagna




Lidia Baratta







Il vero «ammortizzatore sociale» d'Italia? L'agricoltura. Sono le parole di Giuseppe Politi, presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori. Il numero dei posti di lavoro in campagna nel secondo trimestre 2012 è aumentato del 6,2%. E le imprese guidate da giovani under 30 sono cresciute del 4,2 per cento.





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Crisi: domani ministri G20 in Messico, su tavolo debito e norme mercati


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Crisi: domani ministri G20 in Messico, su tavolo debito e norme mercati



(Pubblicato il Sat, 03 Nov 2012 10:35:00 GMT)


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Le donne sono più brave nella crisi


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Le donne sono più brave nella crisi

Unioncamere: l'impresa al femminile resiste ai fallimenti





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Perchè in Grecia Potrebbe Davvero Saltare la Maggioranza (pro Troika)


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Perchè in Grecia Potrebbe Davvero Saltare la Maggioranza (pro Troika)

Continuiamo a tenere accesi i riflettori sulla Grecia partendo con l'ultimo sondaggio politico pubblicato dal giornale  To Pontiki :


11351796519 Perchè in Grecia Potrebbe Davvero Saltare la Maggioranza (pro Troika)


Traducendo dal Greco (e ci mancava pure questa….vitaccia da blogger):


ND 20% (centrodestra, pro Troika al governo)


PASOK 6.5% (socialisti, pro Troika al governo)


Democratic Left 4% (sinistra, Pro Troika al governo)


SYRIZA 23% (sinistra anti Troika )


Independent Greeks 6.5% (centrodestra anti Troika)


Chrysi Avgi 11.5% (destra estrema anti Troika)


Communist KKE 5% (comunisti anti Troika)


(in grigetto in cima al grafico potete vedere i risultati di settembre, per favi un idea della tendenza)


Facendo le somme la coalizione di governo che gode(va) di 177 seggi al parlamento tutti favorevoli agli accordi con la Troika e ai piani di austerità, in questo sondaggio è ridotta al 30,5% dei consensi. Il primo partito è Syriza una formazione che sta tra i comunisti e i socialisti come orientamento politico (la chiamerei sinistra non comunista).


Ora… accade che i partiti più massacrati dai sondaggi siano il Pasok e la "Sinistra democratica", per darvi un idea ecco come sono andate le elezioni di inizio 2012:


ScreenHunter 01 Nov. 03 11.34 Perchè in Grecia Potrebbe Davvero Saltare la Maggioranza (pro Troika)


Quindi il Pasok scende dal 13,2% al 6,5%, e Dimar (la sinistra democratica) dal 6,1% al 4%. Faccio notare che esiste una sogli di sbarramento al 5% dunque oggi la Sinistra Democratica sarebbe fuori e il Pasok molto vicino alla scomparsa.


Quello che è peggio (per Pasok e Dimar) è che Neo Demokratia (il Pdl/UDC Greco) regge ed anzi incrementa i consensi.


Ora guardiamo la composizione del parlamento greco:




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AUSTERITA' AUTOLESIONISTA?

di Dawn Holland e Jonathan Portes, 1 Novembre 2012 - I governi dell'UE hanno ciascuno singolarmente adottato severi programmi di austerità, nel tentativo di evitare di diventare il prossimo Portogallo. Questo articolo presenta i risultati del National Institute Global Econometric Model, i quali suggeriscono che le politiche, pur razionali se considerate singolarmente, stanno portando alla follia collettiva. Il ''paradosso della parsimonia" di Keynes è in pieno svolgimento, in quanto le nazioni dell'UE continuano a comportarsi come piccole economie aperte, mentre in realtà sono una grande economia chiusa....Continua a leggere

Delphine de Vigan, “Niente si oppone alla notte”

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Decisamente casuale e fuori dai canoni tradizionali il mio incontro con questo libro.
Poco tempo fa, una domenica mattina, sono in spiaggia a leggere tranquillamente il mio solito quotidiano sotto un sole avvolgente e discreto.
Noto subito, a pochi passi da me, una ragazza seduta sulla sabbia e completamente assorta nella lettura di un libro.
Rimango sorpreso. Poche volte ho visto una persona così coinvolta in una lettura.
La ragazza ha il viso tirato, il corpo contratto e sembra gesticolare. Più tardi, spinto dalla curiosità, mi avvicino a lei con circospezione e riesco ad intravedere la bellissima foto di copertina.