12/11/12

Il Club Bilderberg si riunisce a Roma per un incontro straordinario, qualcosa sta per accadere?

Domani martedì 13 novembre 2012, luna nera, questi occulti adoratori di mammona, hanno previsto di riunirsi a Roma.

1. PER DECIDERE L’EURO-COMMISSARIAMENTO DI ITALIA, SPAGNA E GRECIA, I GREMBIULINI DEL GRUPPO BILDERBERG, QUASI COME SE FOSSE UNA PROVOCAZIONE, DOMANI SBARCANO IN GRAN SEGRETO A ROMA MA SCELGONO IL POSTO SBAGLIATO: L’HOTEL DE RUSSIE – 2. IN PIENO CENTRO, L’HOTEL È INVASO NELLE STESSE ORE DA TROUPE A CACCIA DI STARLETTE, ATTRICI, PAPPONI E VELINE VENUTI A SMIGNOTTEGGIARE PER IL FESTIVAL DEL CINEMA – 3. REQUISITI I MUSEI CAPITOLINI PER UNA CENETTA DA 1000 EURO A CRANIO PER 80 PERSONE -
DAGOREPORT
Nel momento politico più drammatico per l’Italia e per l’Europa il gruppo Bilderberg, quasi come se fosse una provocazione, ha scelto proprio Roma per tenere da domani la sua 61° sessione di lavori che si concentrerà soprattutto sul commissariamento dei paesi euro più a rischio Italia, Spagna e Grecia. Della riunione non c’è’ traccia neppure sul sito ufficiale della più potente e misteriosa organizzazione mondiale che raccoglie manager, banchieri e imprenditori da tutto il mondo.
club bilderberg con monti draghi napolitanoMarlieke de VogelMarlieke de Vogel, segretaria organizzativa del Gruppo Bilderberg è però disperata: l’incontro segretissimo di Roma del più potente circolo finanziario para-massonico mondiale, previsto per domani, rischia un clamoroso flop. Perche’ mai, visto i successi di questi meeting super riservati che si tengono ininterrottamente dal 1954 e che prende il nome dall’albergo olandese dove si tenne il primo incontro?
Semplicemente perchè i geni dell’organizzazione hanno piazzato gli ospiti che vengono per discutere i destini del pianeta, all’ indomani della conferma di Obama e con le borse in fibrillazione, nel prestigioso Hotel de Russie di via del Babuino, angolo piazza del Popolo, invaso però nelle stesse ora da troupe televisive alla ricerca di starlette, attrici, papponi e veline venuti a smignotteggiare per il Festival cinematografico di Roma.
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Vai a Chiedere ad un Islandese se Vuole Entrare nell’Unione Europea (e poi Provaci con un Turco)

Vai a Chiedere ad un Islandese se Vuole Entrare nell’Unione Europea (e poi Provaci con un Turco)

E’ la fine di un sogno e l’inizio di un incubo. Vi ricordate i bei tempi in cui “tutti” volevano entrare nell’Euro o fare parte dell’Unione Europea. Vi ricordate i bei tempi in cui si discuteva schizzinosi se fare entrare la Turchia oppure NO (la mitologica maglietta di Calderloli). “Ovvove, Ovvove” li abbiamo respinti a Lepanto  e ora li facciamo entrare, brutti sporchi miserabili turchi, ( e la più bella) la loro economia non è pronta per raggiungerci (ahaahhaahahhahahahaahhahahahah…. scusate non ho saputo trattenermi).
Ragazzi sono passati 5 anni, mica cinquanta. Provate oggi a chiedere ad un turco se vuole entrare a far parte dell’Unione Europea e poi godetevi le risate e  i ringraziamenti ad Allah per le “resistenze” Francesi (come si scrive W la France in Turco?)
Ma capita che è appena stato chiesto da un sondaggio ufficiale fatto da  agli Islandesi:

Should Iceland Join The EU?

la risposta è stata questa:
 Vai a Chiedere ad un Islandese se Vuole Entrare nellUnione Europea (e poi Provaci con un Turco)
e questa:
dito003 Vai a Chiedere ad un Islandese se Vuole Entrare nellUnione Europea (e poi Provaci con un Turco)
e questa: 
 Vai a Chiedere ad un Islandese se Vuole Entrare nellUnione Europea (e poi Provaci con un Turco)
Ovvero:
  • YES - 27.3%
  • NO - 57.6
…. curiosamente il post su EuroObserver è stato rimosso……(provate a cliccarci partendo da qua )

Nelle prossime settimane in arrivo il Grande Salasso: Mano al portafoglio! ADESSO! In vigore anche il DURC “fiscale”.

Nelle prossime settimane in arrivo il Grande Salasso: Mano al portafoglio! ADESSO! In vigore anche il DURC “fiscale”.

Di , 6:57 PM |       Nelle prossime settimane in arrivo il Grande Salasso: Mano al portafoglio! Premessa : da due anni almeno il Contribuente medio sta utilizzando al massimo ogni…

Pas-FermiamoLeBanche: EURO-COMMISSARIAMENTO DELL'ITALIA E GREMBIULINI DE...

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Pas-FermiamoLeBanche: La verità su Mattei e Kennedy

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DIETRO IL SIPARIO: Sotto il regime della finanza...

DIETRO IL SIPARIO: Sotto il regime della finanza...: Mentre c'è chi interrogandosi, cerca di salvare le apparenze sulla bontà dell'operato del regime bancario instauratosi da un anno, il pa...

Pacchetto di Austerità: i greci devono lavorare per € 2 netti all’ora

Pacchetto di Austerità: i greci devono lavorare per € 2 netti all’ora

Keep Talking Greece spiega le misure di austerità approvate dal Parlamento Greco sotto assedio: si torna indietro alla rivoluzione industriale. 
SEGUE ARTICOLO-COMMENTO DI DEBORA BILLI
schiavigrecidi Carmen Gallus - Investire Oggi.
Il Parlamento Greco ha approvato la notte di mercoledì il pacchetto di austerità con 153 voti a favore, qualcosa meno di quelli previsti.  Il Primo Ministro Greco Samaras ha dichiarato che questo sarà l’ultimo pacchetto di austerità, le ultime sofferenze inflitte ai lavoratori e ai pensionati, necessarie per salvare la Grecia ed evitare di tornare alla dracma.
Ma quali sono le misure prese? Dal Blog KeepTalkingGreece:  Lavorare o non lavorare? Lavorare in Grecia o emigrare all’estero? Questo è il dilemma a cui migliaia di giovani Greci al di sotto dei 25 anni dovranno rispondere prima di iniziare la loro vita professionale nel paese oberato dai debiti. Ma anche per quelli sopra i 25 anni che trovano un lavoro in tempi di austerità e disoccupazione la vita non è molto rosea.  Il nuovo pacchetto di austerità stabilisce un salario minimo di 510,95 euro lordi al mese per i dipendenti sotto i 25 anni.

Confcommercio: calano i consumi e gli occupati. Troppe tasse

Confcommercio: calano i consumi e gli occupati. Troppe tasse

di FRANCO POSSENTI
L’Indicatore dei consumi Confcommercio (ICC) ha registrato a settembre una diminuzione del 4,2% rispetto a settembre 2011 ed una flessione dello 0,8% rispetto ad agosto. Lo ha comunicato sapere la stessa Confcommercio sottolineando che ”entrambe le variazioni risultano tra le peggiori da quando viene calcolato l’ICC”. La …
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In Italia vige un principio: far tribolare chi ha voglia di fare

In Italia vige un principio: far tribolare chi ha voglia di fare

di ANGELO PELLICIOLI
E, alla fine, è arrivata pure la stoccata da parte della Banca mondiale: l’Italia è solo al 73° posto, su 185, nella classifica “Doing Business2013”. Abbiamo sì recuperato alcune posizioni, per l’esattezza 14, ma, per qualità dei servizi e, soprattutto per impegolamenti burocratici, siamo ben indietro dalla Germania …
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L’ultima Arma di Distruzione di Massa – USA e UK studiano la cancellazione dei propri Debiti Pubblici

L’ultima Arma di Distruzione di Massa – USA e UK studiano la cancellazione dei propri Debiti Pubblici

L’ipotesi di cancellazione del Debito Pubblico Inglese detenuto dalla Banca Centrale.
Da qualche tempo se ne sente parlare:  La soluzione alla crescita senza sosta del debito pubblico potrebbe essere semplice: cancellarlo! Basta austerity, tasse e aumento dell’Iva.. L’ipotesi è stata avanzata da Gavyn Davies in un editoriale sul Financial Times, per quanto riguarda il debito inglese.
Una cancellazione del debito pubblico detenuto dalle Banche Centrali. In sintesi, la politica fiscale in forte deficit del passato è stata finanziata con l’emissione di moneta, ergo da Inflazione futura. Una scelta sbagliata per la BUBA, e opposta a quella degli inizi degli anni Ottanta, quando fu fatto divieto alla Banca d’Italia di comprare le obbligazioni del Tesoro.
Il gatto nero del sistema: la sottovalutazione del “moltiplicatore sociale” ha reso le misure d’austerity contro-producenti
Nell’ultimo report del FMI, si è aperto un dibattito sull’efficacia delle misure di austerità e il loro impatto sull’economia reale. Le politiche dei sacrifici hanno prodotto una flessione delle economie più grande di quello che si era preventivato. Tutta colpa, secondo gli analisti, del sottovalutato impatto del “moltiplicatore sociale” (crollo della fiducia connesso alle manovre lacrime e sangue). Le tasse salgono, il reddito si riduce. L’impatto della politica fiscale sul reddito nazionale si chiama, appunto, moltiplicatore sociale. Si hanno, quindi, meno redditi sul lato spesa e un minor reddito netto per le famiglie e le imprese. I conti iniziali, non tornano più. Si era ipotizzato che ad ogni euro di tagli più tasse, corrispondeva una riduzione del redito nazionale di mezzo euro. Si otteneva, semplificando, un deficit ridotto di un euro, da rapportare con un Pil diminuito di mezzo euro. Ma col tempo il moltiplicatore si è rivelato avere un impatto più pesante: per ogni euro più tagli/tasse si è avuto un crollo del reddito nazionale che oscilla tra i 90 centesimi fino ad un euro e 70.  Ma l’errore da cosa è dovuto? In condizioni di normalità una politica fiscale recessiva ha come altra faccia della medaglia una politica monetaria espansiva. Una sorta di bilanciamento. Se la politica monetaria, però, è già espansiva – con i tassi della banca centrale negativi, considerando l’inflazione – ecco che non può più agire come contrappeso per potare la bilancia in pareggio e, perciò, il moltiplicatore fiscale aumenta oltre le previsioni.

La soluzione? Far pagare i debiti ai figli tramite inflazione
La Banca Centrale quando compra il debito pubblico, lo acquista per un periodo. Prima o poi lo rivenderà, presumibilmente quando l’economia sarà ripartita. Nel caso del Regno Unito il debito pubblico in mano alla Banca Centrale è circa il 25% del totale. Quando la Banca ha acquistato i titoli di Stato, ha immesso liquidità nel sistema. Ma non appena venderà il debito pubblico, questa liquidità sarà eliminata. Ecco quindi, che potrebbe decidere di non rivenderlo. In questo caso le manovre di austerità potrebbero essere meno severe ed aver un impatto meno gravoso sull’economia. Si ridurrebbero gli oneri da interesse, con un debito minore. La liquidità che resta potrebbe col tempo alimentare l’inflazione, una volta che la disoccupazione sia diminuita.
Il Financial Times ha ipotizzato, se non la cancellazione completa, almeno la riduzione perché “sarebbe la Banca Centrale che vedrebbe cancellare immediatamente la propria base di capitale. La questione cruciale è capire se questo conta e, in caso affermativo, in che modo”. E’ un’ipotesi, certo. Nei prossimi anni la Gran Bretagna, ma anche gli Usa, dovranno per evitare la crescita smisurata del loro debito statale, tagliare le spese del loro bilancio. Usare la Banca Centrale  per ridurre gli oneri del debito è una maniera per ovviare i limiti della politica e la mancanza di riforme. Il ricorso alla sovranità monetaria allenterebbe questi vincoli e sarebbe unasvolta epocale per tutta l’Eurozona. Che sia possibile o meno imboccare questa strada è ancora una questione aperta.

Cosa insegna la Storia
La Storia insegna che raramente Nazioni che hanno visto i Debiti Esplodere riescono a pagarli. Storicamente, generalmente s’e’ verificata una delle seguenti 2 soluzioni:
-          Tramite “default” il debito (o parte di esso) e’ fatto pagare ai creditori
-          Tramite “escalation dell’inflazione” si gonfia il denominatore (PIL nominale), per cui il debito lo pagano i creditori (che si trovano titoli a tassi inferiori all’inflazione in mano) ed alla popolazione (colpita dalla piu’ iniqua di tutte le tasse: l’inflazione)

Ed in Italia?
In Italia una quota di poco inferior al 15% del Debito Pubblico e’ nelle mani della BCE e di Banca d’Italia. La BCE ha pero’ in mano un grande quantitative di titoli Italiani come collaterali ai prestiti forniti alle Banche.

E’ un ipotesi verosimile?
Secondo me e’ un’ipotesi tutt’altro che remota. Inanzittutto, USA e UK difficilmente faranno fronte a crisi tipo PIIGS lasciandosi beatamente strangolare, come Italia, Grecia, Spagna e Portogallo. Al tempo stesso, avendo saldi primari paurosamente negativi, non possono permettersi di pagare troppo gli interessi. Non me li vedo neanche a ripagare in qualche decennio i debiti, con politiche estreme di austerity. Se facessero un colpetto di bacchetta magica, ridurrebbero i loro debiti sostanzialmente in modo diretto (cancellando una quota del debito stesso, quello in mano alla loro Banca Centrale), e la successiva inflazione farebbe il resto (ovviamente i disastri di tale scelta non ricadrebbero solo sui cittadini americani e britannici, ma pure su quelli del resto del pianeta, essendo il Dollaro la valuta di riferimento globale). Ovviamente, tale scelta avrebbe pero’ una duplice conseguenza:
-          Incentiverebbe l’irresponsabilita’ delle politiche governative
-          Produrrebbe inflazione su scala mondiale


GPG Imperatrice
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