15/11/12

A Servizio Pubblico di Santoro va in onda la cena dei Bilderberg. Pazzesco! Tutti i nostri tecnici/politici non sapevano a che cena savano andando. Insomma il classico invito a loro INSAPUTA oppure una cena AL BUIO!!!! E poi .... Santoro????? Come mai ne parli solo ora? E perche' dopo il servizio che hai mandato in onda fai finta di nulla? Mah....

Complotti, usurai e maggiordomi  

Complotti, usurai e maggiordomi


I Bilderberg a Roma? Ma quando mai! Siete i soliti complottisti che dietro ogni battito d’ali vedono il solito disegno occulto.

I curiosi e i critici che protestano sono quindi dei fissati che vogliono riciclare, anche in questo caso, tutte le panzane mussoliniane sulla macchinazione pluto-demo-giudo-masso. Non vorrete mica che rispolveriamo la Legge Scelba o quella Mancino?

Quindi zitti e buoni. Se alcuni signori ricchi e potenti, di oltre Atlantico e di oltre Manica, si vedono a Roma dipende soltanto dal fatto che volevano andare a visitare in santa pace i Musei Capitolini, che per l’occasione sono stati riservati in esclusiva a loro, i felici pochi, mentre il popolino è rimasto giustamente fuori.

Tanto è vero che i giornali seri (?), quelli dei cosiddetti “Salotti buoni”, quelli con entrature nello stesso Bilderberg e nella Commissione Trilaterale, hanno semplicemente ignorato l’avvenimento, considerandolo poco più che una scampagnata romana. E poi, quale riunione del Bilderberg? Sul sito ufficiale dell’organizzazione non se ne parla. Del resto la riunione ufficiale si è già tenuta dal 31 maggio al 3 giugno 2012 a Chantilly in Virginia. Ti pare che hanno tempo da perdere per fare una riunione bis?

Allora è solo un caso che gli oltre 100 finanzieri, banchieri e industriali, per lo più di fede anglofona, che sono confluiti a Roma, convocati da Franco Bernabé della Telecom, siano più o meno presenti nella lista dei partecipanti alla riunione, o al vertice, di Chantilly. In realtà, proprio di vertice si tratta considerato che a Roma è arrivato il meglio, o il peggio a seconda dei gusti, della canaglia liberista anglofona. Liberista, nel senso che sono loro a definire e ad imporre il Libero Mercato. Sono loro che, premendo il tasto di un computer, possono spostare in pochi minuti una enorme massa di denaro, più o meno virtuale, e a decretare il crollo di questo o quel Paese abbattendo il valore di mercato dei suoi titoli pubblici.

Quello che questi simpatici signori hanno fatto in più occasioni contro l’Italia. Come quando, portando a 570 punti lo spread tra Btp e Bund tedeschi, hanno fatto cadere un Berlusconi troppo filo Gheddafi e troppo filo Putin. E quando poi hanno ricordato a Monti che, se vuole a vivere tranquillo e guidare il governo anche dopo le elezioni dell’anno prossimo, deve realizzare le privatizzazioni delle aziende ancora pubbliche, Eni, Enel e Finmeccanica.
Soprattutto la riunione è stata indetta per testare la reazione dei mercati, ossia degli speculatori, ossia di diversi dei presenti, alla eventuale richiesta di aiuti finanziari fatti dall’Italia alla Unione Europea, alla Bce e al Fondo monetario internazionale. Anche se è uno scenario che Monti ha finora negato, voci insistenti lo danno per imminente. Una misura che sancirebbe il commissariamento dell’Italia, più di quanto già faccia la presenza di Monti a Palazzo Chigi.

Così all'Hotel De Russie, a dialogare dei massimi sistemi con i gentili ospiti, oltre a Bernabé e Monti, si sono visti diversi nomi di grido del potere reale italiano. Come il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. E poi Diego Della Valle (Tods) e Alessandro Benetton. E a seguire Alberto Nagel (Mediobanca), Gabriele Galateri (Generali ed ex Ifil degli Agnelli), Enrico Cucchiani (Intesa Sanpaolo). Ma anche Romano Prodi, durante il cui governo vennero realizzate le privatizzazioni. Quella completa di Telecom e quella parziale (70% circa) dell’Eni.

Filippo Ghira
Fonte: www.rinascita.eu/
14.11.2012

Grillo il Gallo?

Fonte: http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.it/2012/11/grillo-il-gallo.html Sull'exploit di Grillo in Sicilia e l'ascesa politica del suo movimento, avrei preferito non esprimermi: grillina antelitteram, ricordo un'azione mitica che concludemmo felicemente per scacciare un inceneritore di Suez Gaz de France dalla bellissima valle di Pieve di Teco (provincia di Imperia): la sala consiliare era talmente gremita che la gente si era radunata e accalcata persino per la strada, non essendoci più posto dentro neanche per uno spillo. Poi fui la prima in assoluto ad avergli chiesto nel lontano 2006 sulla Casaleggio. Lo chiamai in occasione delle politiche di quell'anno - dopo essere riuscita a ottenere il suo numero da un suo conoscente/militante del net - per chiedergli e supplicarlo di farci scendere in campo (mi consideravo una di loro), onde scongiurare l'avvento dei soliti partiti - in particolare Berlusconi - che consideravo, come tanti, la nostra peggiore rovina. Dovetti poi ricredermi, visto che i tecnici sono i peggiori in assoluto. Ma questo per dire quanto ci credevo e ci speravo... La Casaleggio la cliccavo nelle mie ricerche per ricostruire la proprietà delle società e i nomi chiave delle stesse, i cumuli di poltrone nelle aziende, di cui proponevano uno schema interattivo sul sito; ma già avevo notato che tale opera d'informazione era del tutto parziale poiché si fermava ai confini italiani in un momento storico in cui tutte le nostre imprese erano e sono continuamente acquisite da holding estere, e in un momento in cui cominciavo a scrivere su quello che si è rivelato essere un vero e proprio golpe finanziario eterodiretto sul nostro patrimonio nazionale dagli anni '80 e, in particolare, dal 92 con tangentopoli e l'accordo Britannia . Avevo chiamato anche la Casaleggio a suo tempo circa lo schema interattivo delle strutture societarie delle società italiane quotate in borsa sul loro sito: come mai vi è il black-out assoluto sulle holding d'oltralpi? Penso che furono presi di sorpresa e la risposta fu del tutto evasiva. Sulla questione delle politiche, Grillo mi disse con un tono perentorio che i tempi non erano maturi, e poco importava se parti più o meno numerose del movimento si sentivano pronte, e poco importava se con tale gesto si regalava di fatto la vittoria a Berlusconi, poiché se lui non si considerava maturo, alla sua età, noi giovani e meno giovani e soprattutto esasperati dalla situazione, lo eravamo, eccome se lo eravamo. Ne andava della nostra vita. Già questo fatto mi fece riflettere: per quale recondito scopo faceva tale gesto? Non capiva Grillo che così si perdeva tempo prezioso nel fermare la cessione di sovranità e di aziende e servizi chiave del paese? E quindi di futuro, di lavoro, di progetti, di un minimo di stabilità? Chiesi quindi a Grillo in quella telefonata del 2006 non già spiegazioni sulla Casaleggio in sé bensì su quel video sconcertante pieno zeppo di simboli esoterici (Gaia) che campeggiava sulla prima pagina del loro sito: mi rispose con un tono canzonatorio e grave due parole: "Casaleeeeeeggio!, massoneeeeeeria!", e si congedò senza che potessi cavargli più alcun ragionamento di bocca. Ma non è questo che poi mi fece allontanare dai meetup, alcuni dei quali devo ammettere facevano, e fanno tuttora, un discreto lavoro di divulgazione delle idee e delle informazioni, a livello capillare e del territorio: è il fatto che, mai e poi mai Grillo si è degnato di pubblicare o rispondere a un mio articolo, a una mia mail, dove denunciavo le cause della merda attuale con certa lungimiranza; il fatto che qualcuno come lui, che si riempiva la bocca di "acqua bene pubblico", all'epoca in cui stavo esaminando l'abuso di posizione dominante con falso di gara, per non dire inesistente, corruzione e quant' altro da parte di Suez/Mps/Acea/Caltagirone per l'ottenimento dell'appalto di Publiacqua in Toscana - quando vi fu l'occasione di parlarne in TV a un programma della D'Amico sull'acqua pubblica, invece di denunciare il piano di spartizione della nostra acqua tra Veolia e Suez Gaz de France, scoperto in un documento riportato da una sentenza dall'autority antitrust, lui si scagliò contro gli uomini d'affari e i politici nostrani. Stava nascendo l'idea di 'casta' con il libro di Stella, per deviare egregiamente l'attenzione del pubblico dai veri responsabili. Poi, il fatto di constatare personalmente un livellamento verso il basso e il 'pensiero unico' dei grillini, non certo una meritocrazia, insomma non riuscivo a sentirmi a mio agio con loro, o giustamente riconosciuta. Il pensiero unico o conformismo che dir si voglia, è stato confermato da quella certa Federica che a Ballarò di due martedì fa ha dichiarato di sostenere perfettamente l'Ici prima casa perché altrimenti i comuni piangono, senza accennare minimamente all'istituzione di una bella commissione d'indagine sul debito fraudolento, a una bella spiegazione di come siamo scientificamente strozzati dagli stampatori di moneta, e di come possiamo ricuperare la nostra dignità ricuperando la facoltà di stampare monete, complementari e parallele all'euro, in attesa di una felice e agognata uscita da questo circolo infernale. La reazione di Grillo il giorno dopo che la redarguisce non già perché ha detto cazzate non in linea con il 'programma' ma perché si sarebbe esposta in tv per ottenere quell'orgasmico piacere dell'esibirsi davanti ad amici e parenti, non fa che confermare che quell'orgasmo del bagno di folla lo può provare solo Grillo che con i suo show ci fa sognare la cancellazione del debito pubblico come in Ecuador, mentre poi l'eliminazione dell'IMU prima casa per non schiavizzare il popolo al servizio del nostro debito pubblico non è neanche citata nel programma del movimento. Vedo cioé un movimento dove la meritocrazia e la visibilità valgono solo per lui, non eletto, mentre il resto è un esercito di persone tenute appositamente nell'anonimato, di cui è previsto che non si facciano conoscere a livello nazionale - né le persone né le idee che non sono da discutere in TV a livello nazionale - e per chi sgarra come Federica, sfuriata del boss e minacce di espulsione. I metodi con cui Grillo ha tentato di richiamare all'ordine la Federica ha provocato una giusta risposta, in cui Grillo è stato paragonato ai soliti capi di partito maschilisti e autocratici. Effettivamente attualmente è un pullulare di partitini e movimenti, sulla scia dello scontento e dello sgomento sul nostro futuro, nella quotidiana violazione dei diritti umani, tra esodati, sfrattati e sfollati dimenticati, tra abusi burocratici, sequestri e multe abusive di equitalia, nella precarietà la più assoluta e nell'enunciazione di plateali luogocomuni orwelliani previsti per lavarci il cervello e farci accettare, supini, l'inaccettabile in un marasma di sensi di colpa (mafia, evasione fiscale, violazioni di cavilli, frodatori ed evasori, bamboccioni e choosy) che però non attecchiscono bene come si vorrebbe ma che sono tali da minarci nella libertà di espressione (cfr. caso Sallusti, il carcere per diffamazione) : un pullulare di partitini che vorrebbero o fanno finta di proporre cose nuove, ma con metodi del tutto vecchi e datati. Il partitino che ruota tutt'intorno a un gallo che, promettendo un ipotetico posto al sole nel frattempo richiede sacrifici e lavoro A GRATIS per preparare campagne stampa e campagne elettorali per il solito galletto nel pollaio non differendo in questo da chi chiede a chi cerca lavoro di pagare un anticipo, nell'humus assurdo della disoccupazione e della suboccupazione totali dovuti a un dato matematicamente certo: un sistema economico basato su una moneta che arreca con sé il NOSTRO debito e che rastrella quindi le nostre ricchezze, provocando carenza di posti di lavoro decenti premiando e drenando i capitali al monopolio della finanza. Vorrei che non fosse così, vorrei cioé che tutto quello che sento sul movimento 5 stelle, fosse un abbaglio, e mi ero lasciata un margine di errore circa il giudizio, le cose possono cambiare e i movimenti sono composti da persone umane, mi dicevo. Intanto, però, percorrendo il programma, constato con tristezza che si voltano le spalle al perno dei problemi: la moneta debito e il conseguente gonfiato debito pubblico. L'ordine di priorità non è il mio. Di tale programma, bene la class action, l'abolizione della legge Biagi, la reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate, l'abolizione delle cariche multiple dei consiglieri di amministrazione nelle società quotate... Però mi chiedo come si possa "introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una compartecipazione alle eventuali perdite", senza trasformare tutto il sistema bancario (da occidentale a islamico?) e soprattutto senza introdurre un controllo del pubblico e/o della collettività su di esso. A meno che il movimento non voglia arrivarci a piccoli passi? Si, ma quanto piccoli? Perché poi alla fine saremo tutti morti, e la nostra vita sarà passata en attendant Godot...intrattenuti da un comico... Nel programma del movimento, punti come l'abolizione delle scatole cinesi in Borsa, se le filiali delle multinazionali che scorribandano nel paese non devono sottostare allo stesso obbligo, non significa che 'aprire' ancora di più ai potentati finanziari esteri; dovreste anche spiegarmi in cosa il divieto di incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale possa fare del bene al paese se dobbiamo difenderci dagli stessi, quintuplicati, di paesi come la Francia che con coaguli di conflitti di interessi e di incroci tra banche industrie e governo come il consiglio di amministrazione di Axa, ci sta soffiando la Monte dei Paschi e con essa il ricco territorio senese. Non sto difendendo gli incroci azionari, tutt'altro, sto semplicemente allargando la cornice per dichiarare che tali incroci azionari sono tipici proprio di quei paesi che ci stanno colonizzando mentre da noi sono piuttosto l'eccezione. Noi gli azionisti bancari li abbiamo direttamente al governo.. Poi leggo il divieto di acquisizione a debito di una società, però l'esempio tipo è la Telecom acquisita a debito dalle banche, ma non la Parmalat, acquisita a debito da una società francese, la Lactalis... Tutto nel programma di Grillo è relegato alla microeconomia, alla realtà locale e comunale, però non per esaltarne la 'sussidiarietà' cioé l'autonomia, ma unicamente per contrastare degli effetti le cui radici non sono mai attaccate e nemmeno citate: l'assenza di sovranità - monetaria e non; un debito pubblico fraudolento, la colonizzazione della finanza internazionale. Leggo ancora: abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, Enel, Mediaset, Ferrovie dello Stato. Esattamente il contrario di quello che vorrei. Inoltre annoverare Mediaset, che non è un monopolio e neanche un oligopolio con la concorrenza di Rai e Sky, tra i monopoli ex pubblici, significa celare a stento la deliberata volontà debenedettiana/rotschildiana di ridimensionare Berlusconi; attaccare gli altri ex monopoli pubblici significa attaccare direttamente la sovranità dell'Italia, una sovranità tradizionalmente espressa in tutti i paesi del mondo dal numero di fondi, industrie e servizi in mani pubbliche. Quei monopoli di fatto di cui parla il programma di Grillo andrebbero al contrario integralmente rinazionalizzati, o per lo meno andrebbe lanciato un dibattito sui servizi di base e strategici del paese.... Fa specie comunque leggere un punto così radicalmente iperliberista alla thatcher in un movimento che attrae tutta quella parte della popolazione di delusi della "sinistra"... Sempre più Orwell... Ma il primato delle banalità spetta al punto della "Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato il taglio degli sprechi". Fa il paio con "l'Ici prima casa è una tassa giusta altrimenti i comuni non sanno dove prendere i soldi", della Federica Salsi, niente di più bancocratico, allineato al pensiero unico dei banchieri che ci spennano. D'accordo poi con il tentativo di "impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manufatturiere con un prevalente mercato interno", più o meno ridondante con il punto "favorire le produzioni locali", tutte cose encomiabili, ma se il programma non dice - volutamente - come, allora davvero siamo nel microbismo, cioé nel far finta di cambiare la sfumatura a un colore di un quadro che sta cascando dal muro perché il chiodo è dondolante. Vogliamo guardare fuori dalla cornice? Sulla cornice figura il sistema delle compartecipazioni statali all'IRI e le monete locali e nazionale, di cui non si fa il sia pur minimo accenno. Fuori dalla cornice ci stanno le lobby finanziarie, la trilaterale, il signoraggio della Federal Reserve, l'euro, la BCE, l'FMI, la BIS e tutti quanti. Il chiodo dondolante è la speculazione che si è abbattuta sul nostro paese con la complicità delle tre agenzie di rating in conflitto di interessi con le banche creditrici e/o banche dealer. Sul fuori dalla cornice il programma non dice niente, nada, nulla. Fuori dalla cornice, capisco, il muro è troppo ampio. Potrebbe essere una questione tattica, ma.. Infine si noti il "sussidio di disoccupazione garantito", ben diverso però dal nostro auspicato reddito di cittadinanza, attuabile unicamente in una collettività che abbia la sovranità monetaria ossia la possibilità di stampare, controllare e valutare la propria moneta senza dover passare dalle grinfie delle banche, di cui si deve ripristinare il ruolo originale, quello di semplici intermediari finanziari. Se non si esce dal contesto 'prudenziale' delle banche, i popoli non potranno mai rimettere al centro delle politiche l'umano e i suoi fabbisogni al posto dell'avidità dei parassiti eterodiretti. Il programma non fa altro che confermare quello che già sapevo: il movimento di Grillo è uno specchietto per le allodole che fa finta di volere cambiare tutto, ma cambia unicamente alcuni dettagli di contorno, gli inceneritori, i farmaci generici, la moralità dei politici ecc, senza neanche affrontare né lo strapotere dei tentacoli della finanza internazionale conficcati nel paese, né il conseguente problema del debito e dell'usura né tantomeno la vera perdita di sovranità del popolo negli enti pubblici e nello Stato, e il depauperamento di massa, rimanendo quindi strettamente nella cornice prudenzial-contabile dell'euro-Europa (cfr. http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=28811 ). L'articolo l'ho scritto per chi ci accusa ancora oggi di essere complottisti 'rabbiosi' che remando contro Grillo consegneranno il paese al 'Monti bis'. Ho volutamente omesso di parlare del tema arcinoto della Casaleggio di cui i nostri lettori sono al corrente, per soffermarmi su questioni fattuali di programma. Il programma non mi convince, si sofferma su tanti dettagli apparentemente seducenti ma senza affrontare i veri nodi, confonde le priorità e i livelli, omette del tutto i temi per noi prioritari, e si ostina su punti per noi del tutto secondari. E questi sono argomenti di merito, a meno che per taluni non sia la forma a rappresentare la novità. Beh, conoscendo gli altri partiti, in certo senso si, il format del movimento con l'abuso della rete per il dialogo, l'organizzazione e la diffusione delle informazioni della base, è una novità per un partito, ma della rete non ha certo l'esclusiva. Tuttavia, la strabiliante visibilità unicamente per il gallo Grillo, il 'prestanome' (?) del movimento, no, qua casca l'asino: questo è un dèjà vu nauseabondo. A questo punto la domanda è d'obbligo: riuscirà la base a organizzarsi e a diventare un vero movimento/partito politico emancipandosi da Grillo e la Casaleggio? Questa sì che sarebbe una rivoluzione... N. Forcheri - Novembre 2012

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Incredibile: alla Camera ogni capogruppo uscente brucia la contabilità

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Francia/ Economist attacca: Bomba a orologeria,pericolo su euro

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Parigi, 15 nov. (TMNews) - Altroché Grecia, Spagna o Italia, secondo The Economist adesso il vero problema dell'Europa si chiama Francia: è una vera e propria "bomba a orologeria" che potrebbe "esplodere in qualunque momento già dall'anno prossimo". Tanto da sostenere che "potrebbe diventare il maggior pericolo per la moneta unica". Il settimanale britannico attacca duramente il presidente Francois Hollande e il premier Jean-Marc Ayrault, entrambi socialisti. "Né Hollande né Ayrault sembrano il genere di leader sufficientemente coraggiosi, capaci di imporre le riforme di fronte a una opposizione generalizzata". The Economist punta il dito su un elenco di criticità della Francia, che vanno dall'economia stagnante all'elevata disoccupazione, dal gigantesco deficit del commercio con l'estero al peso "smisurato" dello Stato, al peggioramento del clima che circonda le imprese dopo i rialzi delle tasse decisi da Hollande. Questi poi rappresenta una sorta di "elettorato elitario" francese che secondo il settimanale "non è disposto fare altre cessioni di sovranità verso l'Ue". Tutto sommato si torna sull'immagine di una Francia che The Economist già descritto come in stato di totale "negazione mentale" durante la competizione per le presidenziali, in cui l'allora candidato Hollande era stato definito "un uomo piuttosto pericoloso" la cui vittoria sarebbe stata negativa per la Francia e per l'Europa. Una bocciatura quasi senza appelli quindi, proprio nel giorno in cui i dati sul Pil del terzo trimestre hanno invece riservato inattesi sviluppi positivi per la Francia, che invece di subire un calo ha visto l'economia crescere dello 0,2 per cento. (fonte Afp)

SCENE DI GUERRA ...

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Marra si candida alle primarie del PDL


Un appello a raccogliere 2000 firme per regione onde consentire a Marra di partecipare alle primarie  del PDL in modo da potere parlare di signoraggio in diretta TV.

ALFONSO LUIGI MARRA: MIA CANDIDATURA ALLE PRIMARIE DEL PDL;
MOTIVI PER I QUALI POTREI FORSE VINCERLE;
RICHIESTA DI AIUTO NELLA RACCOLTA DELLE FIRME ENTRO IL 25.11.2012
Alfonso-Luigi-Marra

scarica il modulo per la raccolta firme
Gentile amico/a,
in relazione alla mia candidatura alle primarie del PDL, nel chiedere il tuo aiuto, premetto i motivi per i quali credo di avere forse possibilità di vincerle. Dato infatti per scontato che, a partire da  Alfano, tutti i candidati sono legatissimi a Berlusconi, tuttavia, per i motivi che ti dirò di seguito, credo saranno costretti, già da subito, e comunque ove vincessero, a non schierarsi con lui, e a causare così la sua rovina e la perdita dell’enorme potenziale di cambiamento che il PDL ha accumulato dal 1992 e può oggi esprimere. Un aiutarmi chiamando direttamente me al n. 3348798920 per concordare come concorrere a raccogliere urgentemente, sui moduli allegati, entro le 12 del prossimo 24.11.12, 10.000 firme (massimo 2.000 per regione), e indicarmi, per autenticarle, ove non rivesta tu stesso una delle cariche che seguono, un amico parlamentare, consigliere, assessore comunale, provinciale o regionale, segretario comunale o provinciale, notaio, giudice di pace, cancelliere o sindaco.

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L’ sta mietendo le sue vittime. Ovviamente è il  il grande protagonista del momento. Un insieme di scontri che purtroppo, e questo DEVE essere detto, vedono protagonisti spesso e volentieri soggetti che NULLA hanno a che fare con la protesta stessa, che potrebbe anche avere dei toni pacifici. Centri sociali, black block, anti TAV ...

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