23/11/12

Déjà vu Recessivo



Déjà vu Recessivo
JOHNNY CLOACA'S FREEDONIA | 23 NOVEMBRE 2012
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di Francesco Simoncelli"Il cattivo economista persegue un piccolo bene presente a cui farà seguito un male ben peggiore, mentre ... Read more

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Luca Chiari e Antonio Zecca sull'innalzamento del livello del mare



Luca Chiari e Antonio Zecca sull'innalzamento del livello del mare
EFFETTO CASSANDRA | 18 NOVEMBRE 2012
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Da "La Repubblica" del 18 novembre 2012 Innalzamento del mare, andrà peggio"Le stime dell'IPCC ... Read more

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Matrix



Matrix
ARGENTO FISICO | 22 NOVEMBRE 2012
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"In molti casi società come General Electric pagano dei 4% di tasse in un anno, l'intera industria dei fondi hedge e non di ... Read more

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Cittadini=criminali. In Italia è spirale di tirannia



Cittadini=criminali. In Italia è spirale di tirannia
RINASCITA - TUTTI | 22 NOVEMBRE 2012
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"Arresto differito" e "daspo". Questi i primi due strumenti - il primo ("parzialmente ... Read more

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Le foto della casa in mezzo all’autostrada, in Cina


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Le foto della casa in mezzo all'autostrada, in Cina



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CANZONE DEDICATA AGLI ITALIOTI CHE LAVORANO PER LE BANCHE ITALIANE...MERCATO LIBERO LO AVEVA DETTO E PREVISTO DA ANNI


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CANZONE DEDICATA AGLI ITALIOTI CHE LAVORANO PER LE BANCHE ITALIANE...MERCATO LIBERO LO AVEVA DETTO E PREVISTO DA ANNI

Un gruppo di dipendenti sfigati del MPS ha scritto una canzone sulla crisi della Banca che coinvolge il personale appoggiandolo sul testo della canzone di Renato Zero "Mi vendo" cambiando il titolo in "Mi vendon".


MERCATO LIBERO AVVISA TUTTI I LETTORI BENESTANTI...STATE ATTENTI E NON FIDATEVI DELA VOSTRA BANCA E DEI LORO DIPENDENTI:

I DIPENDENTI DELLE BANCHE LICENZIATI E FRUSTRATI STANNO FACENDO COPIE DELLE LISTE DEI CLIENTI BENESTANTI E LE DARANNO A MAFIOSI, VIOLENTI, RAPINATORI, RICATTATORI, GENTE SENZA SCRUPOLI CHE PRESTO 

DEL RESTO...CHI STA SEGUENDO MERCATO LIBERO (PRIVATE BANKERS E PROMOTORI) IN SVIZZERA STA SCOPRENDO UN POSTO DOVE CRESCERE E SVILUPPARE CON SUCCESSO E SODDISFAZIONE IL PROPRIO LAVORO.
GLI ALTRI ....QUANDO VANNO A CASA E VEDONO I BAMBINI PIANGERE...QUANDO VEDONO LA MOGLIE DISPERATA PERCHE' NON HANNO PIU' AUTO, VACANZE E CIBO DI QUALITA'....NON POSSONO CHE SUICIDARSI, IMPOVERIRSI O DIVENTARE VIOLENTI..
LEGGETE SEMPRE :
LODI: LA STORIA DI UN MARIO QUALUNQUE...NE DRAGHI NE MONTI
Per ascoltare la canzone cliccate su questo link https://crabgrass.riseup.net/dimps12/mi-vendon+167050
FACCIO IN


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Austerity e crisi: aumentano le tasse, aumenta il debito pubblico e diminuiscono vertiginosamente i consumi


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Austerity e crisi: aumentano le tasse, aumenta il debito pubblico e diminuiscono vertiginosamente i consumi

 

Nell'Eurozona, il debito pubblico nel secondo trimestre è salito al 90% del Pil della regione dall'88,2% dei primi tre mesi. Il paese più indebitato è la Grecia, che nel secondo trimestre ha accumulato un debito pubblico di 300,807 miliardi di euro (150,3%).source

Nell'Ue a 27 il debito è cresciuto dall'83,5% del periodo gennaio-marzo all'84,9% del trimestre successivo.

Dopo la Grecia, il più alto debito pubblico tra i Paesi Ue è dell'Italia: nel secondo trimestre del 2012 è salito al 126,1% del Pil secondo i dati resi noti da Eurostat (clicca qui).

Nel primo trimestre, il nostro debito pubblico aveva già raggiunto il picco di 123,7%, il più alto dal 1995, quando era al 120,9%.

In termini assoluti, il debito italiano nel secondo trimestre dell'anno in corso è stato di 1.982.239 milioni di euro, contro i 1.954.490 del trimestre precedente e i 1.910.024 del secondo trimestre 2011.

Il debito italiano è cresciuto del 2,3% di Pil rispetto ai tre mesi precedenti e del 4,4% rispetto al secondo trimestre 2011, quando era al 121,7%. L'Italia, però, ha "prestato" ai paesi dell'Eurozona in difficoltà (Grecia, Portogallo e Irlanda) l'equivalente dell'1,9% del Pil: visto che il rapporto debito-Pil è calcolato sulla base della somma del Pil degli ultimi quattro trimestri, sul dato del secondo trimestre 2012 pesa quindi anche la dinamica negativa della crescita. Sotto pressione anche Portogallo, che mostra un debito/Pil pari al 117,5%, e Irlanda (111,5%). Seguono poi il Belgio (102,5%) e la Francia (91%).

La Germania di Angela Merkel è ottava e mostra un debito/Pil pari al 82,8% (2.169.354 milioni di euro).

La crisi europea del debito sovrano, che è stato causato dal debito pubblico degli Stati membri, ma è aumentata a causa delle azioni intraprese per salvare le banche, dopo la crisi del 2008, dimostra almeno tre cose: la prima è che non esiste valuta senza uno stato; la seconda è che il capitalismo non può essere gestito dal solo mercato; terzo, che le misure di austerity non faranno uscire l'Europa dalla crisi, ma in realtà continueranno a peggiorare la situazione, fino a quando l'euro non crollerà.


QUINDI: STIAMO SEGUENDO LA STRADA GIUSTA?

In tanto ecco i dati di Vendite dettaglio: Confcommercio, in recessione piena


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Quelli della Goldman


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Quelli della Goldman



Scrivo questo redazionale perchè sono stanco di rispondere a email di fantomatici paladini che si sono fatti carico di liberare l'umanità dalla tirannia della banca più potente e grande del mondo, la banca che secondo loro decide il destino dei popoli e che soprattutto detta l'agenda internazionale a tutto il mondo condizionando le altre grandi banche internazionali a fare altrettanto. Sto parlando per chi non l'avesse ancora capito della Goldman Sachs, la quale secondo questi dietrologisti è l'origine di tutti i mali della terra e il principale imputato della crisi del debito sovrano. Per loro Goldman Sachs è una banca gestita da tre o quattro banchieri privati che regna su tutto e tutti: a sostegno di questa tesi citano in continuazione le esternazioni che fece lo scorso anno un trader indipendente, al secolo Alessio Rastani, in diretta televisiva alla BBC affermando che "Goldman Sachs rules the world" ossia Goldman Sachs governa il mondo. Peccato che questo trader sia stato smascherato da un articolo del Telegraph qualche giorno dopo dal quale emerge che il Rastani non lavora per nessuna financial institution oltre ad aver egli stesso confessato candidamente di essere solo in cerca di attenzione mediatica.


Gordon Gekko ci ha insegnato che la più grande invenzione dello scorso secolo è l'informazione. Grazie all'informazione oggi possiamo sapere chi e cosa è questa banca spesso oggetto delle fantasie di fervidi complottisti: iniziamo con il dire che Goldman Sachs non è assolutamente la banca più grande del mondo. Il suo peso in termini di assets detenuti ammonta ad appena 920 miliardi di USD (prendendo i dati di bilancio di fine 2011), dico appena perchè in confronto altre banche sono molto ma molto più impattanti sul panorama mondiale in termini di peso strategico, a riguardo infatti abbiamo HSBC (Hong Kong Shanghai Banking Corporation) con 2550 miliardi di USD (di fatto la banca piu grande del mondo), Royal Bank of Scotland con 2400, JP Morgan 2200, Bank of America con 2100, BNP Paribas con 1960 miliardi, Deutsche Bank con 2164, Barclays con 1560 e Citigroup con 1870. Tanto per farvi un'idea considerate che Unicredit adesso in termini di assets detenuti  (920 miliardi di euro al bilancio 2011) ha superato abbondantemente quelli della Goldman, che sono di pari importo ma sono quotati in USD. 



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Per le Elites saremo tutti abitanti di Gaza

Da TruthDig un gran bell'articolo di Chris Hedges sulla terrificante moderna guerra postindustriale. Che niente di tutto questo ci sembri normale, pare che siano le prove generali. 
Gaza è una finestra sulla nostra prossima distopia. Il crescente divario tra l'élite mondiale e le miserabili masse dell'umanità  è mantenuto da una spirale di violenza. Molte regioni povere del mondo, sprofondate nella crisi economica, stanno cominciando ad assomigliare a Gaza, dove 1,6 milioni di Palestinesi vivono nel più grande campo di internamento del pianeta. Queste zone sacrificate, piene di poveri penosamente intrappolati nelle baraccopoli o tra gli squallidi muri di fango dei villaggi, sono circondate da recinti elettronici, controllate da telecamere di sorveglianza, droni e guardie di confine o unità militari che sparano per uccidere. ...Continua a leggere

La soluzione alla crisi è la decrescita. Ecco perché


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La soluzione alla crisi è la decrescita. Ecco perché

I tentativi di rilanciare la crescita economica effettuati sinora non hanno dato i risultati sperati. Secondo la visione ottimistica della signora Merkel, per superare la crisi ne occorreranno almeno altrettanti. Il fatto è che la domanda è sostenuta in maniera determinante dal debito, per cui le misure di politica economica finalizzate a ridurlo deprimono la domanda e aggravano la crisi, mentre le misure finalizzate a rilanciare la domanda attraverso la crescita dei consumi lo accrescono. Per superare questa impasse, senza peraltro ottenere i risultati sperati, le misure di politica economica adottate sino ad ora nei Paesi industrializzati sono state finalizzate a:

1. ridurre i debiti scaricandone i costi sulle classi sociali meno abbienti e sui ceti medi, mediante drastici tagli alla spesa pubblica per i servizi sociali, riduzioni delle tutele sindacali dei lavoratori, licenziamenti e blocchi delle assunzioni che hanno penalizzato soprattutto le fasce giovanili, inasprimenti della fiscalità indiretta, cessione ai privati della gestione dei beni pubblici;

2. rilanciare la crescita finanziando col denaro pubblico grandi opere infrastrutturali, realizzabili soltanto da grandi aziende multinazionali. Questa strategia fallimentare è sostenuta da un blocco di potere costituito da tutti i partiti politici, di destra e di sinistra, che hanno la loro matrice culturale nell'ideologia della crescita di derivazione ottocentesca e novecentesca, dalle industrie multinazionali e dalla grande finanza, con un progressivo disprezzo delle regole democratiche a cui pure dicono di ispirarsi.

Un'incredibile rimozione collettiva induce i sostenitori della crescita, a qualsiasi corrente di pensiero appartengano, a ignorare i legami delle attività produttive con i contesti ambientali da cui prelevano le risorse da trasformare in merci e in cui scaricano le emissioni dei processi produttivi e gli oggetti che vengono dismessi al termine della loro vita utile.

Il rilancio del consumismo a debito, che comporta un aggravamento della crisi ambientale, non è l'unica alternativa all'austerità, che comporta un aumento della disoccupazione, privando del futuro le giovani generazioni e causando peggioramenti alle condizioni di vita delle classi sociali più deboli. L'austerità non è l'unica alternativa all'aumento del debito pubblico. La scelta strategica per uscire dalla crisi aprendo una fase più avanzata nella storia dell'umanità è lo sviluppo delle tecnologie che riducono gli sprechi delle risorse naturali aumentando l'efficienza con cui si usano...



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In Campania continua l'emergenza rifiuti



Panorama golfo1-300x145Ritengo che, in Campania, il Commissario governativo straordinario De Gennaro abbia fallito, come fallì prima di lui il responsabile della Protezione Civile, Bertolaso, oltre che per la scarsa collaborazione ricevuta dagli Amministratori locali, anche per la debolezza e le divisioni interne dei Governi centrali che avevano alle spalle..............................

Le minacce dell'Economist



the-economist-franceL'Economist osserva come da anni il paese abbia perso competitività nei confronti della Germania, soprattutto da quando i tedeschi hanno tagliato i costi e hanno spinto sull'acceleratore delle riforme.
Senza la possibilità della svalutazione, la Francia ha fatto ricorso alla spesa pubblica e al debito pubblico, che è passato dal 22% del PIL dei primi anni '80 a oltre il 90% di adesso.

Anche il clima del business in Francia è peggiorato.

Le imprese francesi sono gravate da una regolamentazione troppo rigida del mercato del lavoro – con un carico fiscale e contributivo eccezionalmente alto.
In breve, troppe imprese in Francia sono poco competitive e il settore pubblico del paese vive al di sopra dei propri mezzi.....

Il quadro "La repressione che verrà" a cura dei banksters


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Il quadro "La repressione che verrà" a cura dei banksters

Che paese penoso l'Italia. Ancora davanti al massacro di Gaza c'è chi trasforma  la solidarietà alla Palestina in odio razzista. Capita quindi che una "normale" scazzottata tra tifoserie in vista di una partita (Lazio-Tottenham) diventi per i media una "spedizione punitiva antisemita". La ricostruzione, oltre che essere fantasiosa (la sede della squadra inglese si troverebbe vicino ad un quartiere ebraico), presenta punti oscuri (chi erano i tre stranieri tra i supposti ultras della Roma?) ma i media hanno già deciso, si è trattato di un episodio di odio antisemita. Eppure sono accaduti fatti assai più preoccupanti, come gli agguati in pieno giorno uno a Torino e l'altro a Milano non in Sicilia ma la stampa ha completamente minimizzato tali omicidi dando contemporaneamente ampio risalto allo scontro delle tifoserie. Così che sarà estremamente facile sfruttare  un episodio sì indecente ma non meno della sua strumentalizzazione per chiedere la repressione contro chiunque sia giudicato "antisemita" con un processo a mezzo stampa. Sia l'estrema destra che sinistra
sono con i gazawi, la qual cosa preoccupa non poco la "comunità ebraica". Pacifici che già si disse preoccupato per il clima a Roma dove entrambe le fazioni possono manifestare, a seguito di questa aggressione ha paragonato la pericolosità della capitale a Tel Aviv. E' facile quindi sentire odore di strumentalizzazione volta a penalizzare il dissenso. La Cancellieri propone di estendere il


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Anche i BRICS perdono i colpi. Sudafrica in difficoltà?


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Anche i BRICS perdono i colpi. Sudafrica in difficoltà?

Il rallentamento non è solo visibile nei mercato sviluppati (core) ma anche nei mercati emergenti. Già abbiamo parlato della Cina (la quale però ultimamente sembra ripartire con vigoria). Ma in linea di massima un po' ovunque i tassi di crescita sono meno buoni rispetto al passato.


E se si parla di mercati emergenti, il pensiero di tutti va subito al BRIC (Brasile, Russia, India, Cina). A questi quattro, la comunità economica internazionale ha aggiunto un quinto stato, il Sudafrica, molto noto anche ai risparmiatori italiani soprattutto per il rand sudafricano, la valuta locare conosciuta come ZAR.
In realtà, se i BRIC originari, non sono più tonici come una volta ma restano ancora protagonisti, un occhio di riguardo lo merita appunto il Sudafrica. Ma non in chiave positiva.


Per la cronaca, il Sudafrica è uno dei pochissimi (Argentina a parte) ad avere un merito creditizio in peggioramento (rating).
Al momento è ancora investment grade ma attenzione, il rischio di essere declassato a junk bond è molto elevato.



Grafico CDS: al momento non ci sono problemi però…



Anche se al momento il CDS è tranquillo, non si possono ignorare una serie enorme di problemi. Certo, una buona parte di questi sono "storici" ma altri sono assolutamente attuali.


a) La dipendenza dall'esportazione di oro e materie prime,
b) la criminalità e le tensioni sociali,
c) una disoccupazione che non accenna a diminuire e
d) la forte disuguaglianza di reddito,
e) la corruzione e il malgoverno,
f) la sindacalizzazione e la rigidità del mercato del lavoro,
g) un clima di investimento sfavorevole culminato in nuove minacce di nazionalizzare le società minerarie.


A questi elementi storici, andiamo però ad aggiungerci alcuni dati molto più rcenti.



Sostenibilità del debito


Un rapporto fra debito del governo centrale e PIL intorno al 43% – o al 60% comprese le g...



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La dissoluzione delle forze armate statunitensi


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La dissoluzione delle forze armate statunitensi

Dedefensa


Alla luce dello scandalo Petraeus che si allarga, è necessario riflettere sulle condizioni dell'evoluzione strutturale delle forze armate americaniste, il cardine del sistema di pressione offensiva e d'azione aggressiva nella crisi terminale del sistema. (In effetti, il comportamento offensivo dell'aggressione, a dimostrazione della superpotenza del sistema, apparentemente e paradossalmente rientra nella crisi terminale del sistema, in quanto la dinamica della superpotenza diventa sistematicamente una dinamica dell'autodistruzione.)

Il nostro scopo qui, è annunciato anche nella nota del testo presente, sempre del 14 novembre 2012: "… (La) situazione generale di estremamente rapida dissoluzione degli Stati Uniti d'America, che accelera sotto i nostri occhi con la dissoluzione delle istituzioni basilari (come i militari, su cui abbiamo il diritto ad iniziare a chiederci se non siano entrati in un processo di devastazione interna, attraverso le varie misure avviate nei confronti di generali e ammiragli)." Pertanto, è ovvio che l'oggetto del testo di riferimento (secessione o "rimessicanizzazione") rientri nel medesimo campo trattato in questa sede, rappresentato anche dalla stessa parola "dissoluzione" nel titolo e nel testo. Consideriamo qui quello che è quasi certo, formalmente e informalmente, vale a dire il comportamento degli attuali capi militari che lo scandalo Petraeus ha rivelato, dopo vari esempi precedenti in questo campo. Tutto ciò è ovviamente suscettibile di ulteriori gravi peggioramenti, sia sulla base di ciò che è già noto, che con nuovi altri scandali.

Da tutto questo, scaturisce un "clima" spaventoso sui comportamenti e regole con cui questi personaggi stellati dirigono le forze armate e su come svolgono la missione, in particolare, d'insegnare lo spirito almeno con l'esempio. Anche se questi casi non sono necessariamente condannabili, questo "clima" rivela, nell'orgia di sfarzo e privilegi che caratterizzano le cariche di generali e ammiragli, uno straordinario potere di corruzione psicologica e tutto ciò che esso nutre. Nella cronaca di Danger Room del 13 novembre 2012, Noah Shachtman e Spencer Ackerman descrivono l'atmosfera terribile che caratterizzava la conferenza stampa, quello ste...



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Lo scandaloso listino prezzi del bar dell’Assemblea Regionale Siciliana


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Lo scandaloso listino prezzi del bar dell'Assemblea Regionale Siciliana

Sicilia5Stelle, il sito del MoVimento 5 Stelle per la Sicilia di Giancarlo Cancelleri, riporta oggi il listino prezzi del bar dell'Assemblea Regionale Siciliana: L'autore dell'articolo sul sito dei 5 Stelle è Francesco Lupo. Che spiega: Con meno di un euro





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Scontrini e fatture scaricabili, passa la proposta. C’è chi solleva dubbi


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Scontrini e fatture scaricabili, passa la proposta. C'è chi solleva dubbi

di REDAZIONE


I contribuenti potranno scaricare dalla dichiarazione dei redditi gli scontrini e le ricevute delle spese effettuate ad esempio per l'intervento dell'idraulico o del fabbro. Il contrasto di interessi approvato ieri dalla Commissione Finanze del Senato dovrebbe andare a contrastare il fenomeno del nero incentivando i cittadini a farsi fare la fattura al fine di scaricare poi le spese effettuate. Contrastate le reazioni con le piccole e micro imprese italiane, rappresentate da Comitas, che promuovono il provvedimento. "Da più di un anno chiedevamo alle istituzioni di emanare un provvedimento in tal senso ? spiega Comitas – Il fatto che non sia stata possibile fino ad oggi la deduzione delle spese di una famiglia dalla propria dichiarazione dei redditi, ha reso poco conveniente richiedere scontrini o fatture per le prestazioni di commercio al dettaglio, artigianato, turismo (alberghi e ristoranti)".


Forti dubbi da parte della Cgia di Mestre: il conto presentato nella Relazione tecnica dice che l'introduzione delle detrazioni Irpef, ovvero di un meccanismo che a tutti gli effetti rientra nel cosiddetto contrasto di interessi, riguarda circa 8,4 miliardi di spese annue. Grazie allo sconto fiscale introdotto dal legislatore, i risparmi per i cittadini sono di circa 3 miliardi di euro all'anno. Nel contempo, facendo emergere una gran parte del nero che si annida nell'edilizia, questi 3 miliardi di sconto dovrebbero essere recuperati grazie al gettito sulle transazioni emerse . In realtà, la Cgia stima un recupero di soli 627,3 milioni di euro. Di conseguenza la misura costa alle casse dello Stato ben 2,4 miliardi di euro. "Per chi opera completamente in nero ? spiega Bortolussi – anche con l'introduzione di qualche vantaggio fiscale è sempre conveniente continuare a non pagare nulla, piuttosto che pagare qualcosa". Il contrasto di interessi è stato un fallimento nei Paesi dove questo strumento è stato introdotto: "Bolivia, Cipro Nord, Turchia e Grecia ? rimarca Bortolussi – lo hanno attuato senza aver offerto nessun vantaggio per i contribuenti. Anzi, i costi per gli adempimenti fiscali e la burocrazia in capo ai contribuenti sono stati superiori ai vantaggi fiscali ottenuti. Inoltre, sono aumentate le truffe ai danni dell'Erario, visto che c'è stata una esplosione di fatture e ricevute relative ad acquisti effettuati da altre persone, o peggio completamente false".


Per combattere l'evasione secondo Bortolussi sarebbe meglio concentrarsi sulla grande evasione/elusione fiscale praticata dalle grandi aziende.


FONTE ORIGINALE: Finanza.com



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TUTTI IN GRECIA PER NON PAGARE LE TASSE! ECCO L'EUROPA UNITA


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TUTTI IN GRECIA PER NON PAGARE LE TASSE! ECCO L'EUROPA UNITA

COME BEN SAPETE GLI ITALIANI PAGANO PIU' TASSE ANCHE PERCHE' UNA PARTE DEI SOLDI CHE PAGHIAMO SERVE PER COPRIRE IL BUCO GRECO....

EBBENE ORA LA GRECIA (con il benestare dell'Unione Europea...) STA VARANDO UN PIANO DI ESENZIONE FISCALE PER I RICCHI BENESTANTI CHE DECIDONO DI VIVERE LI'

 Il ministero delle Finanze greco sta pensando di attrarre gli stranieri benestanti e i pensionati che dovessero scegliere di trasferirsi in Grecia o in una delle sue tremila isolette offrendo loro l'esenzione fiscale, sulla base di normative simili già in vigore in paesi come la Svizzera e il Regno Unito. 
E' OVVIO CHE APPENA VARATA LA LEGGE ORGANIZZEREMO UN TEAM DI LAVORO PER CAPIRE SE NE VALE LA PENA...MAI FIDARSI ..INFATTI DEI GRECI!


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Ue: Cameron, no progressi finora, servono piu' tagli alla spesa


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Ue: Cameron, no progressi finora, servono piu' tagli alla spesa



(Pubblicato il Fri, 23 Nov 2012 11:39:00 GMT)


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Esiste una via d'uscita per l'Italia?


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Esiste una via d'uscita per l'Italia?

Sono secoli che in questo blog analizzo la Grande Crisi,

tanto che potrei definirmi (tristemente...) un esperto della Grande Crisi: quando mi qualifico in questo modo, sono veramente imbarazzato e tutti si toccano....anche se poi m'ascoltano per filo e per segno ed iniziano a farmi mille domande senza mollarmi più...



Ebbene sono secoli che affermo come il conto vada pagato e che dunque non esistono soluzioni facili od indolori

nè tantomeno bacchette magiche o miracolose.

Dobbiamo mandare...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


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Bilancio Ue: nessun accordo, tutto rinviato a gennaio. Monti: pronti al veto

Bilancio Ue: nessun accordo, tutto rinviato a gennaio. Monti: pronti al veto

Bilancio Ue: nessun accordo, tutto rinviato a gennaio. Monti: pronti al veto
BILANCIO | Merkel: niente intesa nel 2012, non sarà possibile raggiungere un compromesso sul budget dell'Unione Europea.Ennesimo flop dell'Europa, i leader litigano su tutto. Leggi iquattro blocchi.    1 Commento

Natale/Confesercenti:Crollo vacanze,partirà solo 1 italiano su 5

Natale/Confesercenti:Crollo vacanze,partirà solo 1 italiano su 5

Roma, 23 nov. (TMNews) - Vacanze di Natale addio. Solo un italiano su cinque (il 22%), complice la crisi economica, partirà tra Natale e Capodanno. Ben otto italiani su dieci (79%), resteranno a casa. E' quanto emerge da un sondaggio sui 'Viaggi Natale 2012 e prospettive 2013' condotto da Swg per conto di Confesercenti e Assoturismo Il 79% degli intervistati dichiara che non farà nemmeno un giorno di vacanza tra Natale e l'Epifania 2012. Il 9% partirà per Capodanno, il 5% per Natale e l'8% per un periodo compreso tra il 22 dicembre e il 6 gennaio 2013. (Segue)

MONTI BIS: IL QUIRINALE SI INCARTA


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MONTI BIS: IL QUIRINALE SI INCARTA

Prima le dichiarazioni nel segno di una riconferma del premier. Poi la nota ufficiale che nega l'evidenza


Era già successo pochi giorni fa riguardo all'esito delle prossime elezioni: Napolitano si era barcamenato tra la constatazione di fatto dell'inevitabile, ossia l'imprevedibilità del voto popolare, e la sottolineatura del suo auspicio, favorevolissimo a un esito che spianasse la strada a un governo sulla falsariga di quello attuale. O addirittura con lo stesso identico premier.


Ieri è capitato di nuovo. Il presidente della Repubblica ha puntualizzato che Mario Monti non può partecipare alle elezioni in quanto è già senatore a vita, aggiungendo che tuttavia nulla vieta un suo coinvolgimento successivo.



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Istat, giù le vendite al dettaglio di alimentari e non: -1,27% in un anno


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Istat, giù le vendite al dettaglio di alimentari e non: -1,27% in un anno

La crisi rallenta anche le vendite al dettaglio. A settembre 2012 sono diminuite dell'1,7% rispetto allo stesso mese del 2011. Si tratta del sesto calo consecutivo su base annua, secondo quanto rilevato dall'Istat. La diminuzione è dovuta a contrazioni sia per i prodotti alimentari (-0,6%) sia per il "non food" (-2,4%). Nel complesso guardando ai primi nove mesi dell'anno, la contrazione, a confronto con lo stesso periodo del 2011, risulta pari a -1,7%.

Il ribasso è sintesi di un leggero calo delle vendite alimentari (-0,1%) e di una discesa più marcata per i restanti settori (-2,4%). Mentre, su base mensile, le vendite crescono dello 0,2% per i prodotti della tavola, restando ferme per i non alimentari. A settembre pagano il prezzo più alto delle flessioni i piccoli negozi, con una diminuzione annua del 3,5%. Invece risulta positiva la grande distribuzione (+0,6%). In particolare fanno segnare un forte aumento i discount (+3%). Al contrario, scendono le vendite, sempre su base annua, negli ipermercati (-0,6%). Guardando i diversi settori del non alimentare, le diminuzioni tendenziali più rilevanti riguardano i prodotti farmaceutici (-5,8%), foto-ottica e pellicole (-4,3%) ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (-3,9%). L'indice delle vendite al dettaglio incorpora la dinamica sia delle quantità che dei prezzi.



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Così l’Italia diventerà un deserto


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Così l'Italia diventerà un deserto

L'Europa ai tempi del climate change



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STATO DI POLIZIA AD ALTA PRODUTTIVITA'


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STATO DI POLIZIA AD ALTA PRODUTTIVITA'

Di Marco Cedolin
"Non possiamo consentire alla piazza di fare delle scelte che deve fare la politica " esclama il ministro Cancellieri durante il proprio intervento al senato, aggiungendo che "sono mesi che ci stiamo preparando a momenti difficili" e "tutti dobbiamo renderci conto che siamo chiamati a fare sacrifici". Il momento è molto delicato e occorre "fare quadrato attorno alle istituzioni".
Insomma, senza fare troppi giri di parole, il dipartimento del regime deputato alla repressione fisica di ogni forma di dissenso, avoca alla politica (nella fattispecie rappresentata dal governo dei banchieri che mai nessuno votò) il diritto di fare qualsivoglia scelta ritenga congrua, senza che "le piazze" abbiano a lagnarsi. Preconizza l'approssimarsi di momenti difficili sotto il profilo dell'ordine pubblico, causati dalle intemperanze dei molti che non accetteranno di buon grado di venir messi in mutande ed incolonnarsi ordinatamente sotto i ponti e chiama gli taliani "buoni" a sacrificarsi in silenzio, facendo quadrato intorno alle istituzioni bancarie....


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"Accordo sulla produttività". L'infamia senza limiti


"Accordo sulla produttività". L'infamia senza limiti

La sigla a Palazzo Chigi. Distrutto il ruolo di garanzia del contratto nazionale, via libera alle imprese su qualsiasi soluzione. E il governo detassa i "salari di produttività".
oppression-sandda Contropiano.
Il testo dell'accordo: pdfproduttività.pdf
Per una volta non ci sono grandi dubbi interpretativi: è un'infamia che punta a consegnare nelle mai delle imprese i lavoratori nudi e indifesi, con "sanzioni" per quei sindacati (conflittuali) che pretendessero ancora di difenderli.  La Cgil non ha firmato, ma questo non significa che si opponga davvero. Basti ricordare che con quello stesso testo in ballo, già proposto al tavolo di "trattativa" qualche settimana fa, non è andata oltre uno sciopero fatto di controvoglia e di sole quattro ore, mercoledì 14 novembre, e solo perché era stato indetto dalla Confederazione europea.

Egitto: Il popolo vuole rifare la rivoluzione?

Egitto: Il popolo vuole rifare la rivoluzione?

Mentre il presidente Morsi assume poteri dittatoriali.
throws-mohamed-mahmoud-protestdi Sherif El Sebaie Salam(e)lik.
Due anni fa, gli ebeti di mezzo mondo e mezza rete strombazzavano che ciò che stava succedendo a Piazza Tahrir al Cairo era nientepopodimeno che l'alba di una nuova era per l'Egitto. A dimostrazione del fatto che si trattava invece dei primi passi di salita verso l'abisso, come correttamente preannunciato dal sottoscritto, tre giorni fa - proprio nelle vicinanze della stessa piazza - diversi edifici (fra cui la sede di Aljazeera in Egitto) sono stati  dati alle fiamme durante i disordini scoppiati nel totale silenzio dei cosiddetti "osservatori", ufficialmente troppo impegnati a seguire la crisi di Gaza ma secondo me timorosi di ammettere di essere degli incompetenti fatti e finiti. 

Ron Paul: la secessione è un principio profondamente americano

di REDAZIONE
Proponiamo la traduzione in italiano del discorso You’re Not Free If You Can’t Secede From an Oppressive Government di Ron Paul, ex deputato del Congresso statunitense per lo Stato del Texas con il Partito Repubblicano, promotore da sempre di una visione libertaria dell’America  (Traduzione di Luca Fusari)
È tutto... Continua a leggere

  ISRAELE - HAMAS: C'E' IL GAS DIETRO AI MISSILI SU GAZA ?

 
 Israele / PalestinaISRAELE - HAMAS: C'E' IL GAS DIETRO AI MISSILI SU GAZA ?

DI MAURO BOTTARELLI
ilsussidiario.net

Lo scorso venerdì ho dedicato il mio articolo (*) a quanto sta accadendo a Gaza e alle ripercussioni finanziarie che questa nuova fiammata di tensione in Medio Oriente può sottendere o innescare. Come sapete, non credo alla vulgata dell’attacco israeliano per ritorsione ai missili lanciati da Hamas: troppo in grande stile l’offensiva, troppe le coincidenze temporali, prima delle quali il nuovo mandato presidenziale a Barack Obama e l’approssimarsi delle elezioni proprio in Israele. Inoltre, anche i media più chiaramente e nettamente schierati al fianco di Israele, nelle loro corrispondenze fanno notare come i missili di Hamas siano, purtroppo, un qualcosa di oramai cristallizzato nel quotidiano.
 
 
 Postato da davide il Venerdì, 23 novembre @ 01:45:28 CST (519 letture)
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BILANCIO UE/ Riunione sospesa, manca l'accordo. Merkel pessimista


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BILANCIO UE/ Riunione sospesa, manca l'accordo. Merkel pessimista

Non va in porto la riunione a Bruxelles per approvare il bilancio per il periodo 2042-2020. Riunione sospesa, si riprende oggi a mezzogiorno. Il pessimismo di Angela Merkel

(Pubblicato il Fri, 23 Nov 2012 09:28:00 GMT)


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MONETA CARTACEA È DISPOTISMO


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MONETA CARTACEA È DISPOTISMO

DI WENDY MCELROY*


"Fiat" è il denaro senza alcun valore intrinseco, al di là di quanto un governo che lo emette sia in grado di assicurarne il valore stesso. Quando si ha a disposizione un monopolio come quello sulla valuta, l'utilizzo di un  decreto per l'emissione monetaria (fiat, dal latino "sia fatta", NdT) trasforma inevitabilmente le funzioni della libera circolazione del denaro, rovesciandole.


Invece di essere una riserva di valore, la moneta diventa uno strumento di saccheggio attraverso politiche monetarie di alleggerimento quantitativo. Anziché fungere da lubrificante sociale come mezzo di scambio, la moneta opera come un potente strumento di controllo sociale. Quest'ultimo aspetto è molto meno frequentemente trattato rispetto all'inflazione, cionondimeno è devastante. Le libertà individuali che conosciamo come "libertà civili" si basano su una moneta sonante.


Nel suo esemplare volume Teoria della Moneta e del Credito (1912), l'economista austriaco Ludwig von Mises sostiene:


"E' impossibile cogliere il senso dell'idea di moneta sonante se non ci si rende conto che questa è stata concepita come strumento per la protezione delle libertà civili contro le incursioni dispotiche da parte dei governi. Ideologicamente, appartiene alla stessa classe delle istituzioni politiche e delle carte dei diritti".


Sorprendentemente, la soluzione migliore ai danni causati dalla moneta fiat, ossia consentire l'emissione privata di denaro che compete liberamente sul mercato, è spesso osteggiata persino dagli strenui difensori del libero mercato. Ciò comporterebbe la rimozione di tutti i divieti, ad eccezione delle frodi, abbandonando i controlli monetari, le leggi sul corso forzoso e tutto il fabbisogno di relazioni a ciò destinate. A sua volta, tale sistema renderebbe superflua la Federal Reserve, dal momento che le persone sono lasciate libere di accettare qualsiasi moneta desiderino.


Nella sua inestimabile opera Cosa ha fatto il Governo ai nostri soldi?, l'economista austriaco Murray Rothbard affronta la strana riluttanza a prendere in considerazione le valute private:


"Numerose persone e molti economisti votati al libero mercato, si fermano davanti al denaro. Il denaro, insistono, è differente; questo deve essere fornito e regolato dal governo".


(Nota: Tecnicamente, la moneta viene generata attraverso un cartello bancario sostenuto dal governo).


Gli storici disapprovano questa teoria. Prima che la Zecca degli Stati Uniti coniasse la sua prima moneta nel 1793, le 13 colonie erano sommerse da una gran...



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