E’ arrivò il giorno in cui lo Spread fra i BTP e i Bund è calato sotto quota 300, è un evento, non si vedevano questi numeri da Marzo 2012. 
Come sapete, avevo previsto un calo dello spread con l’avvicinarsi della tornata elettorale, ma NON così rapido. E soprattutto mi aspettavo per fine announ acuirsi della crisi del debito italiano, come evento funzionale all’approvazione di ulteriori norme di emergenza che limitassero la sovranità nazionale.
Ebbene non è accaduto, non c’è stato un nuovo picco dello spread anche se le borse si sono mantenute deboli.
Come ogni (buon) previsore mi sono chiesto cosa è andato storto per adattarmi al nuovo scenario e fare previsioni più accurate in futuro, ecco la mia risposta alle domande:
Perchè lo spread italiano continua a calare nonostante il netto peggioramento di ogni singolo dato macroeconomico (ad eccezione della bilancia commerciale)?
Sapendo che a fine 2013 lo Stock di debito italiano arriverà al 132% del PIL (dati Ocse) chi compra il nostro debito?
Ecco la risposta in un grafico:
ScreenHunter 02 Dec. 04 07.32 650x544 Il Calo dello Spread Italiano, Cosa Significa? (By Fk)
Quelli che vedete qui sopra sono i cali percentuali degli “spread” di Spagna, Italia, Portogallo e Grecia negli ultimi 6 mesi.
Sono tutti più o meno in calo, cosa significa?
a) Di certo è impossibile affermare che i 4 paesi abbiano prospettive economiche migliori di 6 mesi fa, anzi al contrario, disoccupazione, produzione industriale, aspettative di consumatori e imprese sono in netto calo.
b) Di certo è impossibile affermare che i 4 paesi abbiano, tutti insieme, maggiore credibilità rispetto a 6 mesi fa, non è cambiato nulla negli ultimi 6 mesi. I 4 governi procedono con maggioranze sempre più risicate e litigiose (occhio all’Italia e alla Grecia)
Cosa rimane.
Mario Draghi e la Bce. O meglio:
a) la capacità della Bce e delle banche europee a condizionare i governi in modo da essere ben certi che il debito venga ripagato, almeno nel breve (nel lungo periodo è impagabile, ma questo è un altro discorso)
b) Le trasmissione del denaro fresco iniettato dalla BCE con i 2 LTRO sui titoli alla fine si è realizzata. C’è voluto un anno ma Mario Draghi è riuscito a convincere la banche europee che “potevano fidarsi” a comprare debito pubblico periferico con i soldi all’1% (e senza vero collaterale) ottenuti dalla BCE.
In altre parole, lo spread è lo specchio del controllo della BCE sui mercati finanziari. Niente altro.
Cosa significa per il futuro.
Dobbiamo prendere come un dato di fatto quanto segue:
La finanza ha il controllo sulla politica europea dei paesi indebitati. Fino a quando questo controllo è garantito non ci saranno più tensioni sui debiti dei paesi periferici.
A cosa dobbiamo principalmente guardare per prendere decisioni di investimento nei prossimi mesi?
Alla politica. Il maggiore fattore di rischio per i listini è una perdita di controllo del sistema finanziario sui parlamenti e sui governi degli Stati indebitati. A livello italiano significa che se per qualsiasi ragione, il governo Monti dovesse cadere anzitempo, e se non fosse garantita una continuità della così detta “agenda Monti”, improvvisamente borse e spread tornerebbero in forte tensione.
E l’economia reale italiana?
Questo è il vero punto.  E’ facile prevedere che l’economia reale italiana continuerà a deteriorarsi per il semplice motivo che è costretta a “pagare” per i debiti contratti negli ultimi cinquanta anni. Come andiamo dicendo da 30 mesi, NON ESISTE UNA VIA DI USCITA INDOLORE. Si tratta solo di stabilire chi debba pagare il debito e se lo sforzo sia bilanciato oppure a carico di una sola categoria.
Ad oggi, purtroppo, ad essere schiacciate sono le categorie produttive e questo è il vero peccato originale del Governo Monti. Ovvero la scelta precisa di rendere “affidabile” l’Italia sul debito attraverso l’aumento delle tasse e non attraverso un taglio della spesa.
Spread e solvibilità nel medio periodo?
La scelta del governo Monti di usare la leva fiscale ha posto un macigno sulla solvibilità dell’Italia, che in ultima analisi dipende dalla ricchezza netta* (o vera) prodotta. Come note le tasse insistono sulla disponibilità di ricchezza accumulata e registrata in Italia e sulla quantità di reddito prodotto. L’effetto Monti sull’economia sta facendo fuggire capitali e soprattutto sta distruggendo l’economia reale, e in special modo i produttori di ricchezza netta.
Nel medio periodo (18 mesi) l’Italia è destinata inesorabilmente ad una profonda crisi di solvibilità, ovvero lo Stato vedrà diminuire il gettito qualuncue siano le norme fiscali.evasione fiscale e mercato nero aumenteranno a dismisura e saranno un presidio di sopravvivenza e non già una scorciatoia illegale per la ricchezza.
Lo spread è un indicatore macroeconomico da prendere in considerazione?
Assolutamente no. Non esiste più alcuna connessione fra spread e aspettative di mercato sull’economia reale. Il fatto che lo spread italiano sia a 300 o meno non predice nulla sul futuro dell’Italia. E’ solo lo specchio del controllo della finanza sugli Stati (sono le banche ad avere in portafoglio i nostri titoli). L’Italia può benissimo fallire anche tra 3 mesi, immaginate che l’M5S vinca le prossime elezioni: cosa credete accadrebbe?
Ve lo dico io (ed è facile): improvvisamente tutte le cazzabubbole sull’Italia ormai salva (e con la luce in fondo al tunnel) svanirebbero in una singola seduta di borsa, perchè la realtà è che il nostro paese NON è in grado di ripagare il debito.  L’Italia è insolvente già oggi, non ha alcuna possibilità di sopravvivere senza uno choc creditizio, ovvero il debito italiano NON può più scendere qualsiasi sia il livello dello Spread, è semlicemente troppo alto e troppo costoso. Il debito Italiano, esattamente come quello Greco può solo fallire. Il problema previsionale è il quando e il come.
fk
*ricchezza netta: reddito, utili, prodotti da soggetti che lavorano su un mercato NON sussidiato dallo Stato. E che dunque producono reddito tassabile che non deriva da trasferimenti o esenzioni Statali.

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