09/12/12

E’ morto Riccardo Schicchi: con Cicciolina e Moana inventò il porno di massa


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E' morto Riccardo Schicchi: con Cicciolina e Moana inventò il porno di massa

Il porno italiano perde il suo frontman: è morto a Roma, infatti, Riccardo Schicchi, produttore, manager e talent scout principe della pornografia made in Italy. Il diabete mellito di cui soffriva non gli ha dato scampo: già a giugno era entrato in coma e oggi, dopo una illusoria ripresa, si è spento all'ospedale Fatebenefratelli della Capitale. Aveva 60 anni.

Nel paese dei vizi privati e delle pubbliche virtù, Schicchi ha sdoganato il porno trasformandolo in un business miliardario. Dopo gli esordi da fotoreporter, l'incontro con Ilona Staller segna la svolta nella sua vita. Con quella che sarebbe diventata Cicciolina, Schicchi conduce un programma radiofonico negli anni Settanta, prima di lanciarsi definitivamente nell'hard. Nel 1976, Cicciolina è protagonista del primo nudo integrale in un luogo pubblico, nel 1978 il primo seno scoperto in Rai e nel 1979 il primo soft-porno italiano, quel "Cicciolina amore mio" che è il manifesto della liberazione dei costumi sessuali per una generazione intera.

Ma è negli anni Ottanta che la trasgressione diventa business, con la nascita dell'agenzia Diva Futura, fucina di "talenti" e di scandali. Schicchi trasforma Cicciolina in un fenomeno di costume, facendola approdare persino in Parlamento nelle liste del Partito Radicale nel 1987.

Esauritosi il fenomeno Cicciolina, Schicchi si lancia alla ricerca di una nuova star del porno e la trova in Moana Pozzi, la figura più controversa e famosa dell'erotismo all'italiana. Anche con Moana, Schicchi tenta la carta della politica, ma il Partito dell'Amore non riesce a raggiungere il quorum per entrare in Parlamento nel 1990, nonostante il clamore e il successo della campagna elettorale firmata Moana. Dopo l'improvvisa morte della Pozzi, Schicchi estrae dal cilindro un'altra "star", quella Eva Henger che sarà anche sua moglie e madre dei suoi due figli.

Negli ultimi anni, in un'Italia in cui la politica e lo showbusiness sono diventati ben più pruriginosi della pornografia classica, la stella di Schicchi si eclissa e il manager delle pornostar deve affrontare anche alcuni procedimenti giudiziari, con una condanna in primo grado a 6 anni per associazione a delinquere, violazione della legge sull'immigrazione e sfruttamento della prostituzione. E in quel corto circuito tutto italiano degli ultimi tempi, Schicchi non poteva restare fuori dallo scandalo Vallettopoli, venendo arrestato e poi scarcerato nel corso delle indagini.

Pornografia a parte, il talento più evidente di Schicchi è sempre stato la capacità di creare veri e propri personaggi mediatici, fenomeni di costume che hanno popolato i sogni dei maschi italiani. Da Cicciolina a Moana Pozzi, passando per Eva Henger ed Edelweiss...



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La Tenaglia degli Avvoltoi sull’Argentina (di Johnny88 e GPG Imperatrice)


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La Tenaglia degli Avvoltoi sull'Argentina (di Johnny88 e GPG Imperatrice)

La Tenaglia degli Avvoltoi sull'Argentina


(di Johnny88 e GPG Imperatrice)


 


PARTE 1 – ARGENTINA, CONOSCERE IL PASSATO PER CAPIRE IL PRESENTE


PREMESSA


Ritengo che spesso si fotografi il momento, arrivando a conclusioni affrettate e stereotipate senza prima fermarsi e guardare un attimo indietro, ritengo quindi doveroso affrontare la questione Argentina andando al di là di facili slogan demagogici. La stessa operazione andrebbe fatta anche per quanto riguarda la Grecia e gli altri paesi attualmente sofferenti crisi (Irlanda; Spagna; Portogallo e Italia), così come anche per capire le ragioni del comportamento della Germania al di là di semplicistiche demagogie e offese gratuite.


Parlando in questo caso specifico dell'Argentina, parliamo di un paese che un tempo nemmeno troppo lontano era considerato una sorta di "Terra Promessa". Parliamo di un paese che agli albori del XX Secolo figurava tra i primi 10 al mondo per reddito pro-capite, mentre oggi nella stessa classifica occupa il 52° posto. L'Argentina può quindi giustamente essere definita "La grande sconfitta del '900″ e ritengo doveroso cercare di fare mente locale sulle numerose convulsioni storiche e politiche che hanno portato a questo lungo declino e alle periodiche "montagne russe" che caratterizzano questa terra tormentata.


 


1806-1862-L'INDIPENDENZA E LA LUNGA STRADA VERSO L'UNITA'


San Martin 230x300 La Tenaglia degli Avvoltoi sullArgentina (di Johnny88 e GPG Imperatrice)

Josè de San Martin


I primi insediamenti coloniali nella terra attualmente nota come "Argentina" risalgono alla prima metà del XVI secolo. Precisamente la colonizzazione spagnola cominciò nel 1535 ad opera del generale Pedro de Mendoza, colonizzazione che seguì le prime esplorazioni da parte del navigatore spagnolo Juan Diaz de Solis (1516) e dell'italiano Sebastiano Caboto (1526). Già nel XVII secolo cominciò ad emergere in maniera prepoten...



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Nessuna sorpresa da Doha: crescita ad ogni costo


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Nessuna sorpresa da Doha: crescita ad ogni costo

Si chiama Doha Climate Gateway. E' l'ultimo figlio della creativa diplomazia delle Nazioni Unite per tenere in piedi un negoziato che sta sempre più mostrando limiti ed inadeguatezza. Si chiude così, un giorno dopo il programma ufficiale, la più lunga, prevedibile e meno attesa COP Onu sul cambiamento climatico che si sia mai fatta...


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Il giro dell'oca del debito pubblico


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Il giro dell'oca del debito pubblico

Debito Pubblico Gioco dell'Oca



 di Giovanni Zibordi



 I cosiddetti "Mercati", la nuova divinità iraconda e punitiva alla quale i governi si inchinano, sacrificando democrazie e popoli, hanno i loro simbolismi magici. Per esempio lo spread, che sorge inquietante sui cieli dei media come il pipistrello di Gotham City. E come ogni divinità che si rispetti, essi non amano la trasparenza né ammettono di venire studiati da altri che non siano i loro invasati sacerdoti. Tuttavia, basta andare oltre alle verità rivelate sulle sacre scritture contabili, oltre all'omelia quotidiana dei partiti a caccia di voti, spingendosi al di là della propaganda, per svelare la natura umana, troppo umana di una liturgia che poco ha di sacro e molto di profano.





 Gli strali dei mercati, ad esempio, si sono recentemente attenuati grazie al riacquisto del governo greco, con i soldi del finanziamento UE da 10 miliardi, di suoi propri bonds, drenati dalle banche greche. Le banche greche, a loro volta, sono state obbligate a venderli, contro la loro stessa volontà, anche se quotando intorno ai 25 centesimi avranno a loro volta una perdita di 4 miliardi di euro che le costringerà presto a chiedere un nuovo salvataggio UE, in una spirale di assurdità senza fine. Ma il governo greco, viceversa, riaqcquistando i propri bond avrà un guadagno secco di 75 centesimi l'uno, perchè evidentemente li terrà fino alla loro scadenza naturale, quando cioè torneranno al loro valore nominale 100 (e visto che li terrà senza venderli, non scenderanno di prezzo).



 Ricapitoliamo. Atene, per finanziare il suo deficit, vende inizialmente 10 miliardi di bonds, i quali principalmente vengono comprati da banche francesi e tedesche, che poi nel 2011 decidono di liberarsene. Come fare? Interviene la UE che spinge le banche greche ad acqcuistarli (allo stesso identico modo in cui le banche spagnole o italiane si sono riempite di titoli di stato del loro Paese). E oggi il Governo greco ricompra i suoi stessi titoli di stato, che aveva precedentemente venduto per finanziarsi. E con che soldi, dunque? Con quelli accreditati dalla UE e dalla BCE. Fantastico! Un giro dell'oca nel quale si ritorna sempre al punto di partenza (per chi pensa che esageri ho parafrasato qui la sintesi che ne fa il financial times.



  Esi...


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il Papa bussa a denari per la sanità cattolica


-          il Papa bussa a denari per la sanità cattolica  -
    di Paolo De Gregorio, 9 dicembre 2012

Invece di invocare miracoli divini, un po’ più utili di quelli che fanno piangere sangue ad una statuetta di gesso, per far quadrare i conti degli ospedali privati di proprietà vaticana, il pastore tedesco, molto laicamente, si rivolge all’esangue Stato italiano chiedendo soldi per non chiudere bottega. Prendiamo dunque atto che Ratzinger non crede ai miracoli ma si aspetta che sia il governo italiano con i soldi pubblici a farli.

Sarebbe proprio il caso che la assoluta necessità di tagliare la spesa pubblica consigliasse ai nostri governanti (ormai con le valige in mano) di ridefinire i rapporti di convenzione fra Stato ed enti ospedalieri religiosi, semplicemente annullandoli, poiché il carattere privato di queste strutture, la selezione confessionale delle assunzioni, il divieto di fatto di applicare la legge sulla interruzione di gravidanza, la penetrazione di organizzazioni politiche come Comunione e Liberazione, ne fanno organi di propaganda religiosa che dovrebbero vivere facendo quadrare i loro conti.

In una fase in cui si tagliano pensioni, ricerca, scuole, aiuti ai disabili, e i soldi pubblici sono finiti, sarebbe giusto che la Sanità pubblica, che è la voce di spesa più alta, finalmente faccia decadere tutte le convenzioni con le strutture ospedaliere private, laiche e religiose, disgregando quel sottobosco di truffe, rimborsi gonfiati, prestazioni non effettuate, e imbrogli vari che succhiano una enormità di denaro alle casse dello Stato.

Gli ospedali privati che non sono in grado di stare sul mercato, come avviene negli altri settori della economia, chiudano senza tante storie, anche perché vi è una manovra subdola, guidata proprio dalle lobby private della Sanità, di denunciare il servizio sanitario nazionale pubblico come troppo costoso e spingere a forme di privatizzazione più spinte, naturalmente convenzionate.

Bisogna denunciare e contrastare questa strategia di strisciante privatizzazione della Sanità pubblica, separando nettamente la sfera pubblica da quella privata, annullando le convenzioni perché non ci possiamo più permettere sanguisughe e ruberie.
Paolo De Gregorio

Verso la Bancarotta: Governo Monti il Giudizio Finale (Parlano i dati, Post in Aggiornamento Continuo)


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Verso la Bancarotta: Governo Monti il Giudizio Finale (Parlano i dati, Post in Aggiornamento Continuo)

ScreenHunter 02 Dec. 30 12.35 650x105 Verso la Bancarotta: Governo Monti il Giudizio Finale (Parlano i dati, Post in Aggiornamento Continuo)ScreenHunter 01 Dec. 30 12.35 650x431 Verso la Bancarotta: Governo Monti il Giudizio Finale (Parlano i dati, Post in Aggiornamento Continuo)


(Venerdì 30 Dicembre, Mario Monti: Manovre Finite… a futura memoria)


Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo)


Novembre 2011 – Novembre 2012, 12 maledetti mesi, Rischio Calcolato intende documentare con questo post in aggiornamento continuo tutti i dati macroeconomici che fotografano i risultati disastrosi del governo di Mario Monti, li pubblicheremo e li metteremo in fila, commentandoli ad uno ad uno mano a mano che usciranno.



















Mario Monti: Bilancio Finale, parlano i dati., (Nov. 2011 – Nov 2012)
Dato nov-11nov-12differenzaNote
Spread Btp-Bund 10y473bps357bps116bps

Vi faccio una domanda: credete che lo "spread" si sarebbe mosso senza gli interventi di Mario… Draghi?




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Notte glaciale in Svizzera


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Notte glaciale in Svizzera

La temperatura più bassa è stata registrata nel canton Svitto: -29,3 gradi


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Pagati per dormire: la Binetti ronfa a Montecitorio mentre Casini parla!


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Pagati per dormire: la Binetti ronfa a Montecitorio mentre Casini parla!








Scene dal parlamento Italiano ...  ecco Paola Binetti mentre partecipa attivamente alla discussione in aula  durante l'intervento di Casini ... 15 mila euro netti al mese per dormire!











video dal canale youtube, Felice Guerriero



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Noi siamo noi e voi non siete un cazzo!


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Noi siamo noi e voi non siete un cazzo!

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Con le dimissioni di Rigor Montis lo specchio oscuro del Paese è andato in mille pezzi e ogni italiano, nel frammento a lui più vicino, può vedere la dissoluzione dello Stato. Un salto nel buio. Non è ancora Caporetto, non ancora l'otto settembre badogliano, ma qualcosa di molto simile. Chi può va alle scialuppe. Monti, quando ne aveva la possibilità, non si è rivolto ai cittadini, all'opinione pubblica per liberarsi dalla tutela dei partiti. Ha dimostrato il coraggio di Don Abbondio. E ora ne paga le conseguenze. L'immagine del montismo che rimarrà nella memoria degli italiani sarà la foto pubblicata su Twitter con Casini, Bersani e Alfano seduti nelle poltrone di velluto di palazzo Chigi, sorridenti a sorseggiare il té con Monti allampanato e orgoglioso alle loro spalle. "Guardateci", sembravano dire "Noi siamo noi e voi non siete un cazzo". La partecipazione popolare alle decisioni fondamentali della Nazione è stata buttata nel cesso dai partiti prima e dai tecnici poi. La volontà degli italiani è diventata una variabile indipendente dalle logiche del Sistema. Disprezzata con la parola "populismo". Scrissi una lettera aperta a Monti il 24 novembre 2011, non ne ebbi neppure un commento:
"Lei, da solo, o anche con una squadra di professori e di tecnici, può fare ben poco senza il sostegno dell'opinione pubblica. La luna di miele che sta attraversando, dovuta alla "liberazione di Berlusconi" più che alla sua figura, potrebbe rivelarsi molto breve. Il suo successo sarà determinato dalle sue azioni e dal consenso che queste avranno nel Paese reale, quello dei movimenti e delle associazioni, non certo quello dei partiti, ormai simulacro di democrazia. Mi permetto quindi, anche per le persone che mi seguono, di darle qualche suggerimento. Il primo è di rispettare la volontà popolare, che essa si esprima per l'abbandono del nucleare, per l'acqua pubblica o per evitare l'inutile distruzione della val di Susa. Il secondo è di dare subito degli esempi sul taglio dei costi inutili prima di qualunque tassa sulla prima casa, della patrimoniale o dell'aumento dell'Iva. Il popolo italiano ha le tasse più alte d'Europa e, allo stesso tempo, un'enorme evasione. Significa che pagano sempre gli stessi, è probabile che solo su di loro graverà il cosiddetto "risanamento". Lei è due volte fortunato, la prima ragione è che succede a uno sciagurato. La seconda è che ha grandi margini di manovra. Ovunque giri lo sguardo può operare risparmi e tagli a costo zero. Tagli le province, i finanzi...



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Obama rischia l’incidente diplomatico per aver invitato il re del Gangnam Style


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Obama rischia l'incidente diplomatico per aver invitato il re del Gangnam Style




L'inviato della Stampa Paolo Mastrolilli racconta sul quotidiano che la star coreana canterà a Washington il 21 dicembre. Non sapendo che Psy, prima di conquistare il mondo, aveva cantano un brano incitando ad ammazzare i soldati americani.





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Compagnie aeree: il mondo si allontana ancora


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Compagnie aeree: il mondo si allontana ancora

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Ricordate la notizia che aveva fatto un po' sensazione poco più di un mese fa? La Singapore Airlines sopprimeva definitivamente il volo più lungo del mondo, quel Singapore-New York diventato troppo oneroso a causa degli alti costi del carburante. Sapevamo che la Singapore sarebbe stata la prima di una lunga serie.

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LA GRANDE TRUFFA: FATELA CONOSCERE A TUTTI

LA GRANDE TRUFFA: FATELA CONOSCERE A TUTTI  
L'euro non è una moneta sovrana. La moneta è estranea alla nazione, è una valuta estera. Gli Stati non hanno sovranità su questa moneta ma sono costretti a chiederla in prestito alla BCE che detta le sue condizioni.

Se la valuta che si usa nella nazione è presa a debito .......

Il Frignate Prof. Monti va a Piagnucolare da Napolitano e si Dimette (e poi l’Irresponsabile sarebbe Berlusconi?)


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Il Frignate Prof. Monti va a Piagnucolare da Napolitano e si Dimette (e poi l'Irresponsabile sarebbe Berlusconi?)

internetbabycxw200h212c00 Il Frignate Prof. Monti va a Piagnucolare da Napolitano e si Dimette (e poi lIrresponsabile sarebbe Berlusconi?)


Come molti, troppi professori anche Monti non sfugge alla regola. Pontifica, ammonisce, fornisce ricette ma guai a criticarlo, guai a sfiduciarlo. Lui no. Lui va da Napolitano a frignare e dimettersi da perfetto irresponsabile a cui non è mai importato nulla di nessuno tranne che a se stesso.


Facciamo un salto indietro di 12 mesi?


Dodici mesi fa Mario Monti fu messo a capo dell'Italia con una gigantesca maggioranza impaurita. Aveva un parlamento che avrebbe votato qualsiasi cosa pur di mantenere la seggiola sotto al culo, dalla reintroduzione della pena di morte fino alla riedizione moderna Jus Prime Noctis .


La ignobile finanziaria 2011, quella dell'Imu sulla prima casa e di 30 miliardi di euro fatti all'87% di tasse fu una precisa scelta di Monti,  a quel tempo Mario Monti era sia presidente del consiglio che Ministro dell'Economia e delle Finanze, l'Europa ci aveva chiesto "solo" di migliorare i saldi di bilancio non di come farlo. Poteva, anzi doveva essere fatto un ribilanciamento dei sacrifici sulla spesa pubblica, non è stato fatto perchè la spesa pubblica è la ragione sociale di tutta la nostra classe politica in parlamento. Classe politica di cui Mario Monti è naturale espressione.


I risultati di quella precisa scelta sono stati incontestabilmente devastanti sull'economia reale, tutti gli indicatori macroeconomici sono crollati al di sotto della media europea, si è salvata solo la bilancia commerciale grazie al crollo dei consumi interni. 


Poi ci sono i mitici tagli ai costi della politica e alle revisioni di spesa: Avrei una domanda, come mai i tali a province, vitalizi, stipendi sono ancora da approvare in parlamento dopo 12 mesi di REGNO.


Lo ripeto, nei primi 4 mesi di governo Monti avrebbe potuto fare passare qualsiasi cosa, persino l'eliminazione delle province, il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Ma non lo ha fatto. NON LO HA FATTO LUI : CHIARO!

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Crisi governo, per i giornali stranieri sarà lunedì nero per l’Italia sui mercati


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Crisi governo, per i giornali stranieri sarà lunedì nero per l'Italia sui mercati

La fine dell'esperienza di Governo, suggellata ieri dalla salita del premier Monti al Colle, è subito rimbalzata sulle prime pagine della stampa online dei quattro angoli del globo. I media tra le prime pagine e le home page dei rispettivi siti sottolineano come l'uscita di scena dell'uomo che aveva "ridato fiducia" ai mercati potrebbe avere per il Paese effetti immediati già da lunedì, alla riapertura delle Borse. In Gran Bretagna "Monti annuncia l'intenzione di dimettersi" è il titolo dell'articolo di apertura del Financial Times che, da importante giornale economico qual è, sottolinea come "la sorprendente mossa potrebbe portare alle elezioni in febbraio" e ad un "rialzo dei rendimenti dei bond italiani alla riapertura dei mercati". La Bbc titola invece "Monti annuncia che sta preparando le dimissioni", mentre il Guardian evidenzia come la decisione sia giunta "ore dopo" l'annuncio di Berlusconi di candidarsi alle elezioni.

In Francia, "Monti annuncia le sue dimissioni, Berlusconi candidato" è il titolo de Le Monde, che evidenzia come "la crisi gonfiatasi negli ultimi giorni abbia raggiunto il suo culmine: la rottura si è consumata e Berlusconi ancora una volta occupa il campo". "Abbandonato da Berlusconi, Monti si dimetterà", titola Le Figaro, mentre il foglio economico Les Echos, in un articolo dal titolo "Monti pronto a gettare la spugna", osserva come "la strana maggioranza" che reggeva il governo tecnico abbia i giorni contati, con "rischi di seria instabilità dell'Italia" sui mercati.

Ampia l'attenzione anche dalla Germania, dove i principali quotidiani, dalla Spiegel online al Frankfurter Allgemeine Zeitung fino alla Suddeutsche Zeitung titolano sulle prime pagine "Monti annuncia le sue dimissioni" evidenziando, al tempo stesso, la candidatura della "destra populista" di Berlusconi. In Spagna, "Monti minaccia di dimettersi dopo l'annuncio di ritorno di Berlusconi" è il titolo del Pais mentre El Mundo, scrivendo che il premier "si dimetterà dopo l'approvazione della legge di stabilità" ripropone un profilo pubblicato agli esordi del governo tecnico e dal titolo "Monti, un uomo tranquillo per raddrizzare l'economia".

Oltreoceano, il New York Times ricorda come, "nonostante alcune misure non abbiano raggiunto gli scopi previsti e abbiano largamente fallito nello spingere la crescita economica a Monti è stato ampiamente riconosciuto il merito di aver rafforzato la posizione italiana nei mercati globali". Il Wall Street Journal, in un articolo intitolato "Monti prepara le...



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Per Monti, la candidatura presenta più rischi che vantaggi


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Per Monti, la candidatura presenta più rischi che vantaggi






Dopo lo scatto d'orgoglio, è a un bivio. Per Peppino Caldarola, la sua discesa in campo equivarrebbe alla creazione di un movimento a vocazione maggioritaria. Ma potrebbe non riuscirci ed essere condannato a un futuro da gregario. Altrimenti gli resta l'opzione del Quirinale, sempre che il Pd sbrogli il nodo Prodi.





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LA PIÙ GRANDE OLIGARCHIA DEL MONDO


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LA PIÙ GRANDE OLIGARCHIA DEL MONDO


Passata la sbornia mediatica per la vittoria di Obama, ancora risuona ai confini dell'impero l'eco della propaganda che ogni 4 anni accompagna l'ossequio al vincitore di turno. Servizi speciali, reportage dall'estero, opinionisti a destra e a manca, titoloni sui giornali ed intere foreste tagliate per ricordare ai quattro venti la magnificenza della democrazia americana. Se l'India non avesse un miliardo di abitanti, nessuno sottrarrebbe alla land of opportunity il titolo di più grande democrazia del mondo. In netta contrapposizione, invece, con i paesi dell'Asse del Male, come la Russia di Putin (più grande nemico degli Usa secondo Mitt Romney), il Venezuela di Chavez, l'Iran di Ahmadinejad o la Cina, impero della corruzione a detta del New York Times.
Eppure basterebbe tornare indietro di una decina d'anni e riesumare immagini molto meno splendenti della 


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12 12 2012: gli Eventi BlogEconomy coincidono sempre con EVENTI TOPICI...


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12 12 2012: gli Eventi BlogEconomy coincidono sempre con EVENTI TOPICI...

BlogEconomy 12 12 2012
dalle 17 alle 21.30

presso la Fabbrica Quercetti
C.so Vigevano 25
Torino



Sarà o non sarà...
ma tutte le volte che l'informazione economico-finanziaria indipendente si riunisce negli Eventi BlogEconomy...
succede sempre qualcosa di grosso...:-)

Per esempio, l'anno scorso a Novembre eravamo in pieno BlogEconomy Day a Castrocaro Terme...
e davanti a più di 500 persone (che coincidevano più o meno al livello dello spread di allora...) annunciammo in tempo reale nientepopodimeno che le dimissioni di Re Berlusca...

A luglio 2012, a Reggio Emilia in un bellissimo Agriturismo, eravamo un centinaio e, tra un bicchiere di Lambrusco ed un piatto di tortelli, l'Euro stava per saltare in aria...
Pochi giorni dopo infatti Draghi fu costretto ad intervenire col bazooka ed il 26 Luglio annunciò: «L'euro è irreversibile: la BCE è pronta a fare tutto il necessario per salvare la moneta unica....e credetemi...sarà sufficiente».

Ed anche questa volta...
proprio nell'imminenza del prossimo BlogEconomy 12 12 2012 a Torino 
(segui link per il programma e per maggiori informazioni).
Tutto era tranquillo...
come da programma...;-)

 L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE NON GODE DEL PRIVILEGIO DEI SUSSIDI STATALI.
CARI LETTORI, PRIMA DI CONTINUARE A LEGGERE IL POST, FATE LA VOSTRA PARTE: CLICCATE SUI DUE VIDEO PUBBLICITARI
 

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Weekly Eurozone Overview: quanto pesa la crisi politica italiana?


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Weekly Eurozone Overview: quanto pesa la crisi politica italiana?

Key Data Points e spread Bund BTP: S&P minaccia l'Italia di un nuovo downgrade, e la casta politica si dimentica del fiscal compact I presupposti non sono certo splendidi. Se da una parte, la Francia raggiunge rendimenti minimi (secondo il … Continua a leggere


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ECCO PERCHE’ L’ITALIA STA SCIVOLANDO VERSO IL TOTALITARISMO


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ECCO PERCHE' L'ITALIA STA SCIVOLANDO VERSO IL TOTALITARISMO

DI CARLO ZUCCHI


Il caso Sallusti, l'azzeramento delle giunte regionali chiave di Lazio e Lombardia con contemporanee assoluzioni per Vasco Errani e Nichi Vendola, l'annichilimento del ceto medio da parte del governo Monti, condito con intermezzo anti-israeliano, e la vittoria di Pierluigi Bersani alle primarie del Pd, sono tutti eventi che spingono l'Italia verso una deriva totalitaria.


In particolare, il caso Sallusti e la vittoria di Bersani denotano il dispiegarsi di un totalitarismo strisciante in cui sta scivolando il paese. Sulle primarie del centrosinistra sì è detto e scritto giustamente dell'alta partecipazione di pubblico. Peccato che, essendo le prime primarie in cui il risultato era veramente in discussione, l'apparato di partito abbia cambiato le regole blindando così la vittoria di Bersani, sostenuto dalla quasi totalità di dirigenti di partito, parlamentari, consiglieri regionali, provinciali e comunali. Insomma, il candidato di quella casta contro la quale il popolo italiano si scaglia e che il popolo della sinistra ha legittimato, a dimostrazione che per noi italiani la casta è composta sì dai politicanti di professione, ma sempre e solo da quelli delle parti politiche avverse. Con Bersani trionfa l'apparato di potere comunista fortificato dalla protezione di magistrati, burocrati, sindacati, intellettuali e banchieri, con il beneplacito della grande stampa che da oggi plaude al vecchio che resta.


In merito al Caso Sallusti, se al momento della condanna in Cassazione la solidarietà era giunta più o meno da tutti, ora gran parte dei quotidiani ha reagito con indifferenza, scherno e persino ostilità. Finalmente qualcuno con la schiena dritta che invoca il rispetto della legge sulla propria pelle e quasi nessun collega plaude alla cosa. No, la verità è che una difesa di Sallusti significherebbe la sconfessione di quella magistratura sulla cui azione ignobile tanti, troppi giornalisti hanno costruito la propria carriera. Basti vedere quel che è accaduto a un coraggioso giornalista di sinistra, Piero Sansonetti, che per aver denunciato l'intreccio tra giornalisti e magistrati è passato dalla direzione di Liberazione a quella di un quotidiano calabrese, Calabria Ora, senz'altro dignitosissimo (soprattutto perché in terra di 'ndrangheta), ma lontano dal gotha del giornalismo "che conta". Sin dai tempi di Mani Pulite, Sansonetti denunciava che: "C'era una sorta di agenzia di stampa informale che decideva quali notizie pubblicare e quando, con che rilievo e addirittura con che titolo; ed era impossibile avere una voce autonoma, trovare una notizia diversa da quella che il pool di Mani Puli...



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Pre ultimatum e pre crisi. Vendetta, tremenda vendetta


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Pre ultimatum e pre crisi. Vendetta, tremenda vendetta

Preultimatum e Precrisi Vendetta, vendetta tremenda vendetta!! Sembrava che il percorso fosse stabilito dopo gli incontri con il Presidente della Repubblica di Alfano e poi di Monti, Bersani, Casini ed i presidenti della Camera e del Senato ed invece no. Monti ci ha ripensato e ha dichiarato non di dimettersi ma di pre-dimettersi. Ha annunziato a Napolitano ed al Corriere dell Sera con una lunga lamentosa velenosa rancorosa intervista di considerarsi umiliato dalla motivazione con la quale Alfano gli ha ritirato la fiducia ed ha attaccato Berlusconi. Nello stesso tempo il PD che gli fa da supporter ha parlato di "grande dignità" del Professore. Tutti paventano una reazione "dei mercati" quasi invocandola. Significativa oggi la prima pagina del Corriere della Sera. La drammatizzazione è di scena! Non so a che cosa preluda la mossa del Professore oltre che danneggiare coloro che gli hanno ritirato la fiducia. Certo non è il comportamento di un buon servitore dello Stato che prende atto con serenità che uno dei partiti che finora lo ha sostenuto non ritiene più di doverlo continuare a fare ed accetta di buon grado riconoscente per l'alto onore che ha ricevuto. No!! Monti si mostra attaccato alla poltrona e assai poco uomo di Stato. Non sappiamo che altro doveva fare per conto dei "mercati" ed è probabile che questi lo asseconderanno nella sua vendetta contro la politica italiana. Può darsi che lo spread risalirà domani per spiegare quale grande sciagura è per l'Italia la perdita di Monti e quindi per indurci a tenercelo a tutti i costi. Da questo punto di vista è meschina e maramaldesca la posizione di Bersani e del PD che tra gli interessi nazionali minacciati ed i mercati si schiera con questi e quindi con Monti. Non c'è dubbio che la destra italiana è è ormai spaccata in due. Da un lato il populismo di Berlusconi che avendo anche un contenuto nazionale viene rigettato a livello europeo e dall'altro Monti integrato in Europa e fedele esecutore degli ordini della BCE del FMI e dela UE. Il PD è alleato con questa borghesia perchè rappresenta ceti medio alti di benestanti e tanta tanta voglia di essere legittimato dai poteri finanziari. Parla di irresponsabilità del PDL per avere provocato la crisi. Ma proprio ieri è stata inferta da Monti una coltellata ai lavoratori in mobilità. Non potranno rientrare nelle aziende in caso di nuove assunzioni. Non avranno alcun diritto di precedenza. Di questo Bersani non parla e purtroppo neppure la CGIL. Monti viene difeso anche perchè fa questo? Primarie e Porcellum quando pensate alle primarie come momento sublime di democrazia non dimenticate mai che colui che è stato designato da esse alla carica di Primo Ministro è segretario del partito che ha fatto in modo di riconfermare il porcellum con il quale andrete a votare senza potere scegliere il vostro deputato e regalando al partito che avrà il maggior numero "relativo" di ...


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La politica delle lacrime


crocodilecrying1Le lacrime di Bersani, versate nel salotto di Vespa, in occasione delle recenti Primarie del Pd, sono apparse come l’ennesimo episodio di comunicazione televisiva che sfrutta i sentimenti e l’emotività degli spettatori, anziché prediligere la ragione e la capacità di discernimento. In effetti, la scelta di Vespa, in occasione dell’ultima intervista a Bersani prima del ballottaggio finale, di mandare in onda un servizio, di diversi anni prima, che riportava le testimonianze dei genitori di Bersani stesso, è apparsa un po’ “sospetta”, forse un po’ esagerata. Recentemente hanno destato perplessità anche le lacrime del ministro, Elsa Fornero, un politico “coccodrillo”, travestito da tecnico, che, dopo avere “stravolto” il sistema previdenziale, a danno dei lavoratori dipendenti, ha pensato bene di piangere lacrime copiose, quanto ipocrite, davanti alle telecamere.

Giovanni Agnoloni: Sentieri di notte

sentieri2025. Notte. Sull’Europa si affaccia l’ombra di una nuova dittatura con cervello a Berlino, guidata dalla Macros, multinazionale che ha fuso tutte le reti europee per poi gettare il continente nel buio di un lungo blocco energetico.
In questa cornice, in cui anche Internet collassa, sulle sponde del Lago di Lucerna si sveglia un androide, Luther, l’ultima creatura di un geniale scienziato morto misteriosamente, Joseph Hermann.

L’ossessione di Monti: combattere l’evasione fiscale con l’esercito


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L'ossessione di Monti: combattere l'evasione fiscale con l'esercito

di G.L.M.



Deve avere una fissa il professore bocconiano, forse causata da un eccesso di partite a Risiko, dato che non perde occasione per citare guerre e scontri quando c'è da sparare contro l'evasione fiscale.


Dopo aver spremuto il Paese (la parte che paga, ovviamente…) e  i cittadini come un limone, adesso l'esimio Primo Ministro (per poco) non sa più dove andare a prendere soldi per mantenere in vita uno Stato elefantiaco e magari per aiutare i suoi amici banchieri (vedi il caso recente di Monte dei Paschi). Così non gli resta che tornare sull'evasione fiscale, che è diventata la sua ossessione e fa sempre colpo sulla platea di italo-invidiosi. Vero è che i suoi giorni a Palazzo Chigi sembrano contati, ma già da ieri sera si è messa in moto la macchina per riportarcelo dopo le elezioni: dunque, non c'è motivo di esultare granché.


Ieri, comunque, ne ha sparata un'altra: "Bisogna assumere la psicologia del guerriero", ribadisce Monti, contro l'evasione fiscale e il presidente del Consiglio, da Cannes, evocando scenari forti contro l'evasione come contro la lotta alla mafia. Una guerra da proseguire con strumenti extra ordinari, con l'atteggiamento che "che ha adottato l'Italia contro il terrorismo, senza ricorrere a leggi eccezionali".


Nulla di nuovo, la storia – il Novecento in particolare – è costellato di governanti che con la scusa del bene comune e della redistribuzione hanno fatto razzia delle ricchezze di chi ha lavorato una vita. In questo il boiardo di Stato milanese, assurto a presidente del Consiglio, non rappresenta una novità. Bisognerebbe però spiegargli che la categoria degli evasori è così composta, almeno secondo contribuenti.it:


1) L'economia criminale (mafia e malavita): 78,2 miliardi di euro l'anno.

2) Big company (le grandi aziende): 38 miliardi di euro l'anno.

3) L'economia sommersa (extracomunitari e doppio lavoro): 34,3 miliardi di euro l'anno.

4) Le società di capitali (spa e srl): 22,4 miliardi di euro l'anno.

5) Autonomi e piccole imprese (idraulico e parrucchiera): 8,2 miliardi di euro l'anno.


Fatta salva la categoria n. 5, con le altre quattro il rappresentante italiano del Bilderberg non è che se la sia presa molto, anzi…


Monti parla in inglese, le immagini diffuse in tv in Italia sono tradotte dal francese, e nella sua riflessione il presidente del Consiglio affronta i temi di lotta al sommerso, alla mafia, all'evasione fiscale. Qui torna a dire di riconoscere la stretta avvertita da alcune categorie, rile...



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Ecco cos’è il debito pubblico, questo sconosciuto


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Ecco cos'è il debito pubblico, questo sconosciuto

di STEFANO GAMBERONI


Riepiloghiamo quanto già scritto in un precedente intervento su lindipendenza:

-Le regioni tosco-padano-venete sono spremute peggio che le colonie africane del secolo scorso. Ogni anno lasciamo nelle casse romane un valore doppio rispetto a quello di tutti i diamanti estratti, raffinati e venduti al mondo. Roma grazie ai nostri sforzi dispone di un portafoglio del valore di 125 Miliardi di euro ogni anno!

-Già oggi le regioni tosco-padano-venete pagano tutti gli interessi sul debito pubblico. (circa 75 miliardi)

-Le regioni tosco-padano-venete sussidiano il tenore di vita dell'Italia mediterranea. (circa 25 miliardi trasferiti al sud ogni anno)

-Roma spende per l'apparato istituzionale e diplomatico più di quello che resta (oltre 25 miliardi ogni anno)

-Roma finanzia la spesa in eccesso rastrellando risparmio privato, in altre parole vendendo titoli del debito pubblico. Dopo decenni di spese incontrollate, l'importo dei capitali privati affidati allo stato italiano ha raggiunto l'astronomica cifra di 2 Mila Miliardi.


I risparmiatori privati hanno volontariamente sottoscritto i titoli di stato. Ovvero hanno dato a prestito allo stato i loro risparmi in cambio di una promessa: riavere indietro i soldi ad una scadenza stabilita ed avere una piccola rendita periodica sotto forma di interessi. Questo è il debito pubblico: contratti tramite i quali lo stato promette di restituire ai risparmiatori il capitale e gli interessi. Qualcuno dice che il debito è un trucco contabile, che non esiste, che è colpa dell'euro o della Banca Centrale o di un complotto internazionale. Altri dicono che è tutta colpa della perdita della "sovranità monetaria" e che basterebbe tornare alla lira e ridare allo stato la possibilità di stampare banconote, quante gliene occorrono per pagare le sue spese. Queste sono affermazioni che non corrispondono al vero e che non aiutano a trovare alcuna soluzione.


1) Che il debito pubblico sia una posta contabile è vero, ma certo non è un trucco. Talvolta è lecito dubitare delle statistiche ma è difficile credere che sia sbagliato il conto del debito. Infatti, per ogni euro dato allo stato, c'è un soggetto privato che quell'euro l'ha prima guadagnato e poi l'ha volontariamente prestato allo stato medesimo. Di questa transazione c'è una traccia contabile ben precisa e, per fortuna per il risparmiatore, non c'è proprio nes...



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Le dimissioni di Mario Monti e l’intervento della Bce in Italia


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Le dimissioni di Mario Monti e l'intervento della Bce in Italia

L'Europa teme il caos politico


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Monti-2 e i furbetti delle porte girevoli? No, meglio Grillo


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Monti-2 e i furbetti delle porte girevoli? No, meglio Grillo

Mentre Mario Monti si avvia verso la porta che, essendo girevole, dovrebbe farlo rientrare immediatamente nel gioco degli organigrammi prossimi futuri, i sondaggisti accreditano il Berlusconi sfasciagoverno (nella metafora, «il sole che ha oscurato la compagine monitana»: ma va là…) di un 15/20 per cento di consensi. Mentre tutto il resto risulta abbastanza scontato e prevedibile, questa è l'unica notizia davvero stupefacente: un quinto degli italiani continuerebbe a ritenere che il Cavaliere rappresenti la loro personale garanzia di poter continuare a farsi gli affaracci propri (la ragione vera, quanto inconfessabile, di un abbindolamento coronato da successo ventennale), quando la prova provata certifica che Lui si fa, si è fatto e si farà solo ed esclusivamente gli affaracci suoi. Alla faccia dei beoti creduloni che gli hanno prestato fede. Doppiamente tali se persistono. (continua…)




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Euro ed Europa, si ripetono gli errori fatti con l’unità d’Italia


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Euro ed Europa, si ripetono gli errori fatti con l'unità d'Italia

di GIOVANNI MARINI


Ho scritto spesso dell'Euro e della sua pericolosità; del fatto che sia una moneta garantita dai patrimoni privati e pubblici degli Stati che ne fanno uso, lasciando che le altre nazioni possano venderci cianfrusaglie d'ogni tipo facendo perdere l'utilità della manifattura indigena poiché ogni acquisto va in conto debito svuotando la ricchezza del continente senza che nessuno possa farci nulla, anestetizzati dal passivo che si accumula in silenzio. È come quando gli europei cominciarono a penetrare le Americhe impossessandosi dei migliori tesori in cambio di perline di vetro colorato, lasciando delle civiltà precolombiane, preziose e stupefacenti, solo il folclore di genti divenute povere d'ogni cosa.


Non metto neppure in dubbio la buona fede di chi ha costruito la definizione dell'Euro poiché l'inesperienza fa sbagliare pur convinti del successo dell'innovazione introdotta. Ogni errore dovrebbe avere la capacità di trasformasi nella cosa giusta a merito della reazione che comporta. Quando non succede, la buona fede si trasforma in criminale incapacità. In Europa il connubio tra banchieri furbi e politici sprovveduti è micidiale perché porterà ad un periodo di profondi e brutali cambiamenti. Brutalità che accetteremo come unica possibilità di riscatto da un futuro altrimenti buio come è buia l'inutilità del vivere per i troppi divieti.


Si ripete in Europa lo stesso errore fatto con l'unità d'Italia: il voler fare di popoli preziosi un'unica entità anonima, disomogenea e confusa. Con la crisi monetaria ogni territorio tende a chiudersi per difendere i propri interessi lasciando agli altri il compito di rimediare agli inganni. Si ripropone una sorta di neo feudalesimo che conterrà la conservazione delle aspettative di ogni popolazione e del loro modo di realizzarle.


All'origine delle scelte sbagliate dell'UE c'è l'interpretazione internazionalista socialista, mostruosa fabbrica di conflitti sociali in opposizione alla globalizzazione della comunicazione, che fa dell'uomo l'esecutore di una volontà collettiva anziché l'utilizzatore di competenze cognitive che ne amplificano la libertà individuale sollevandolo dalla meschinità della contingenza del sopravvivere. La peggiore delle piaghe che questa maledizione divina voluta dall'elefantiaco apparato burocratico dell'Unione è la speranza che le soluzioni si realizzino per via democratica con lo strumento della politica nel rispetto delle regole europee.


In realtà non ci sono soluzioni legali, cioè collettive, cioè politiche alla disgregazione dell...



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IL CASO/ Quando la finanza ha perso la ragione in una sala di trading


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IL CASO/ Quando la finanza ha perso la ragione in una sala di trading

Per GIANFRANCO FABI, il sistema finanziario sembra impazzire proprio nel momento in cui prendono il sopravvento gli algoritmi, i calcoli più sofisticati e le contrattazioni ad alta velocità

(Pubblicato il Sun, 09 Dec 2012 06:34:00 GMT)

GEOFINANZA/ L'Europa a un passo dalla Prima guerra mondiale finanziaria, di M. Bottarelli
FINANZA/ E ora Draghi si ritrova senza più "assi nella manica", di U. Bertone


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SECONDO LE LEGGI DI DARWIN, COME E’ GIUSTO


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SECONDO LE LEGGI DI DARWIN, COME E' GIUSTO


DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info






L'Italia è in agonia, impossibile sottrarsi all'angoscia,
perché le grida disperate di commercianti, imprese, dipendenti, famiglie sono
spiattellate anche sui tabloid da supermercato, in quelli degli annunci del cinema
nei bar, sui siti più scemi come Yahoo o Libero, fianco a fianco ai loro più tipici
"E se lei violenta lui?" o "Dieci modi di assomigliare a Kate Middleton".
Per non parlare di Censis, Ciga, Istat, Banca d'Italia, coi loro bollettini che
ghiacciano il sangue.


Il Paese è condannato, il 2013 e 2014 saranno molto peggio,
tutti i dati degli istituti finanziari di controllo lo confermano. Sta
crollando la Francia, la Germania è nel pantano, la Cina ha esaurito l'euforia,
il Brasile si è piantato, gli USA non trainano più neppure Mc Donald.



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La Lira dal 1950


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La Lira dal 1950

Questo grafico della Lira dal 1950 ad oggi (ricalcolandola dall'euro) dimostra che possiamo fare a meno dei BTP. Se torniamo ai cambi fluttuanti e torniamo a stampare moneta invece di vendere BTP torn ...


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L'ultimo regalo di Monti


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L'ultimo regalo di Monti

 Monti si dimette



 Il Quirinale ha emesso un comunicato in cui Mario Monti, dopo avere avuto un colloquio con Napolitano in merito alle "consultazioni" di oggi, annuncia le sue dimissioni irrevocabili, le quali comunque non arriveranno prima dell'approvazione della legge di stabilità e di bilancio. Monti attende per una questione di responsabilità istituzionale - dice - cioè per evitare l'esercizio provvisorio che si verifica per una durata massima di quattro mesi qualora il Parlamento non riesca ad approvare la finanziaria (il vecchio nome della legge di stabilità) in tempo. Il Partito Democratico ha già prospettato un'apertura dei mercati catastrofica, lunedì. La colpa sarebbe del ritorno di Berlusconi sulla scena, che sarebbe dunque per lo spread quello che l'inverno è per il raffreddore. La solfa è chiara: "se volete che i mercati non saltino sui carri armati della troika e non prendano Palazzo Chigi, dovete votare Pd". Interessante, per un Partito che si definisce "democratico", avere un'idea della democrazia tale per cui l'elettore vota con un fucile puntato alla tempia, avendo di fatto una sola casellina possibile dove tracciare una X. 





 Sta di fatto che la battaglia elettorale del PdL era incentrata proprio sull'anticipo delle elezioni, da fare non ad aprile ma tra gennaio e febbraio, ufficialmente per non spendere i cento milioni extra del doppio voto regionale e nazionale, ma ufficiosamente per non andare alle politiche con una probabile disfatta alle amministrative. Le dimissioni anticipate e irrevocabili di Monti, tuttavia, in realtà sembrano fatte apposta per trovare l'unico modo di accontentare Berlusconi: attendere l'approvazione della legge di stabilità significa, nei fatti, andare a votare proprio quando voleva Berlusconi. E infatti, proprio mentre scrivo, arriva la nota ufficiale, con data possibile "17 febbraio". Inoltre, si voterà con il Porcellum. Esattamente come voleva Berlusconi.



 E' l'ultimo regalo di Monti al Paese? Staremo a vedere... Sicuramente, le dimissioni, così, improvvise, sono un regalo a se stesso: ora potrà dimostrare che "dopo di lui, lo spread!". Oltretutto, Monti se ne va esattamente come era venuto: con un colpetto autonomo e indipendente concordato nelle stanze segrete di Re Giorgio: senza nessun mandato popolare era venuto, e senza nessuna sfiducia se ne va. Ormai fanno tutto da soli.




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Perché si vota a febbraio?


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Perché si vota a febbraio?

Le dimissioni di Monti e la strategia del governo


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