10/12/12

Antonio Carlo: La putrescenza del Capitalismo contemporaneo e la teoria del crollo


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Antonio Carlo: La putrescenza del Capitalismo contemporaneo e la teoria del crollo



La putrescenza del Capitalismo contemporaneo e la teoria del crollo


Antonio Carlo


Parte prima: La putrescenza del Capitalismo contemporaneo




1) L'economia mondiale nel 2012. Disoccupazione, sovraproduzione e crisi della finanza pubblica




Il rimbalzino del 2010 è ormai un ricordo, nel 2011 le cose sono andate peggio1, ed a inizio 2012 la signora Lagarde n. 1 delle FMI dice: "nel 2012 molte delle cose che potevano andare storte sono andate storte". Lucidità cartesiana si potrebbe dire, e nel 2012 la situazione peggiora ulteriormente. A metà anno, infatti, la Banca Mondiale rende note le sue stime per l'anno corrente: PIL mondiale + 2,5%, ma la crescita sarà concentrata essenzialmente nei paesi emergenti, + 5,1% contro il 6,1% del 2011 ed il 7,4% nel 2010. Leggermente migliori le previsioni del FMI, che però peggiorano nel corso dell'anno: ad ottobre, in concomitanza con l'assemblea annuale di Tokyo, il FMI prevede + 3,3% PIL mondiale, così suddiviso + 1,3% paesi ricchi, + 5,3% paesi emergenti; per l'Eurogruppo siamo a – 0,4% per il corrente anno e a + 0,2% per l'anno prossimo, ciò che qualche bello spirito potrebbe definire "ripresa".



Ci si potrebbe obiettare, che comunque si cresce anche se di poco, ma allora non si capirebbe il coro da tragedia greca che accompagna questo sviluppo da quattro soldi2, che in realtà è una recessione strisciante e nascosta da cui non si vede via di uscita nel breve e nel medio periodo (nel lungo si sa saremo tutti morti), qualcosa cioè di molto simile ad una depressione.


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La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra


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La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca d'Inghilterra

Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo». Questo principio è particolarmente valido nel sistema monetario vigente.

Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito.

Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere ché emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario.

La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.


Quando la moneta era d'oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c'è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito.

Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d'Inghilterra e con l'emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta  strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da S. Francesco d'Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.


Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: «Tramuta le pietre in pane». Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile.

Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Mt. 4,4): «Sta scritto, non di solo pane  vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».


Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell'interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronunc...



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Il Financial Times ci crede e apre il sito con Monti che lavora alla candidatura


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Il Financial Times ci crede e apre il sito con Monti che lavora alla candidatura

Il Financial Times ci crede. La bibbia dei mercati apre l'edizione online con il titolo «Monti in talks to run for Italian PM» spiegando i colloqui in corso. La domanda che viene spontanea è: ma ci crede e basta o sa che accade per davvero?




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L'agenda Bagnai per l'uscita dall'euro


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L'agenda Bagnai per l'uscita dall'euro

Da "Il tramonto dell'euro", p. 277:

E dopo che si fa?

Proviamo allora a unire i puntini.
Questa crisi richiede un deciso cambio di paradigma, che è fuori dalla portata di chi si ostina a difendere l'esistente, per difetto etico (collusione col potere, incapacità di ammettere un errore), o politico (incapacità di immaginare un cambio di rotta senza sopportare enormi costi in termini elettorali). Il nuovo paradigma, evidentemente, deve muovere dal superamento degli errori del vecchio, e da una percezione chiara, e articolata per priorità, dei problemi che abbiamo di fronte.Problemi, giova ricordarlo, che quando non sono stati creati, non sono stati nemmeno risolti dall'entrata nell'euro. Problemi, va anche detto, che non sono tutti alla nostra portata, né come singoli, né come collettività nazionale. Tuttavia se prima non si acquisisce una consapevolezza, è impossibile proporre un'azione politica tale da coinvolgere altri soggetti (siano essi il vicino di casa, o altre nazioni europee). L'agenda di quello che si può fare parte anche da una visione costruttiva, e non scaltramente distruttiva, di quello che non si può fare, o non da soli, o non adesso.

Il quadro sopra delineato chiarisce che l'uscita dall'euro, di per sé, non risolverebbe tutti i problemi. Ma questo nessuno potrebbe pensarlo, nessuno l'ha mai né creduto né detto né in Italia né altrove. Le analisi dei possibili percorsi di uscita dall'euro abbondano e sono facilmente consultabili su Internet. Da inventare c'è veramente poco, e nessuna fra le analisi proposte, che esamineremo in dettaglio, considera l'uscita dall'euro come risolutiva. Chi sostiene il contrario è disinformato o in cattiva fede.


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Il giro dell’oca del debito pubblico


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Il giro dell'oca del debito pubblico

- di Giovanni Zibordi - I cosiddetti "Mercati", la nuova divinità iraconda e punitiva alla quale i governi si inchinano, sacrificando democrazie e popoli, hanno i loro simbolismi magici. Per esempio lo spread, che sorge inquietante sui cieli dei media come il pipistrello di Gotham City. E come ogni divinità che si rispetti, essi non [...]


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Sai cosa c’e’ dentro il kebab?


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Sai cosa c'e' dentro il kebab?

- Verdiana Amorosi - Sarà per il suo basso costo, sarà per la voglia di cucina etnica ma il kebab ha spopolato un po' in tutto il mondo e ogni grande città vede crescere il numero di chioschi, ristoranti o fast-food arabi, che propongono lo spiedo di kebab, pronto da tagliare e servire. Ma come viene [...]


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Fwd: [ML NEWS] Nuovo commento su BORSA&SPREAD/ Il lunedì nero è davvero tutta colpa....



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Inizio messaggio inoltrato:

Da: alboino <noreply-comment@blogger.com>
Data: 10 dicembre 2012 19:52:36 CET
A: ziobarber@yahoo.it
Oggetto: [ML NEWS] Nuovo commento su BORSA&SPREAD/ Il lunedì nero è davvero tutta colpa....

alboino ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "BORSA&SPREAD/ Il lunedì nero è davvero tutta colpa...":

Chi ragiona con la testa libera e non fa il pennivendolo al servizio dei poteri forti, non può certo vivere in funzione solo dello spread che sale, vedendo massacrare l'economia reale, a vantaggio di quella cartacea, l'unico fatto che ha saputo e voluto perseguire questo governo imposto dai lobbisti.
E nemmeno è possibile dimenticare che il Sig. Berlusconi ha appoggiato questo governo nell'azione di distruzione di chi produce, in nome di un'europa che nessuno ha mai legittimato con il parere dei popoli, salvo poi scoprirsi antieuropeista, ma dopo aver approvato la legge di stabilità voluta dall'europa stessa. E chi se ne frega dello spread, per chi come me che non vive di carta, non vive di lobbi, non possiede titoli di uno stato che tratta i cittadini come schiavi,e dalla depredazione continua non ha mai avuto nulla in cambio, se non venire visto come un ladro, solo perchè lavora onestamente e produce, e non vive alle spalle di nessuno.
In fondo i titoli di stato li possiedono le solite banche, e quei poveri cittadini che hanno fiducia in questo stato: se li tengano stretti!
I risultati disastrosi di questo governo sono nei numeri, sopra ogni interpretazione di parte, ma non poteva essere diversamente, ragionando con il buon senso.
Il sistema finanziario-cartaceo è al crollo, e come ultimi colpi di coda tenta di sopravvivere divorando e distruggendo i beni e l'economia reale rimasta, ma la sua fine prima o poi avverrà, e sono i numeri a dirlo. E non ci sarà Monti o tecnico che potrà salvare questo sistema, e nemmeno chi possiede la vera libertà intellettuale.
Semmai sarebbe stato possibile rendere meno traumatico il crollo, e più graduale, ma la fine è interna ed è dovuta al meccanismo che sostiene il sistema stesso.
In molti hanno già rinunciato da decenni alla libertà di pensiero, in nome alle apparenze e del denaro e questi sono i risultati.
La resa dei conti comunque arriverà, le risosrse non si possono stampare e replicare all'infinito, ma gli eminenti economisti sembrano non vogliano capire.




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Postato da alboino in ML NEWS alle 19:52:00

L'U€ E' ILLEGALE E ANTIDEMOCRATICA

Due autorevoli voci si sono nuovamente levate a denunciare l'illegalità e il carattere antidemocratico dell'Unione Europea: il prof. Karl Albert Schachtschneider in Germania e il prof. Giuseppe Guarino in Italia. Guarino ha denunciato non solo la dannosità del Fiscal Compact, ma anche la sua inapplicabilità. La denuncia dell'illustre giurista, anticipata in occasione della conferenza internazionale dello Schiller Institute e pubblicata successivamente su Milano Finanza del 28 novembre, "ha subito generato moltissime reazioni in ambito accademico e in Senato", dove si è discussa la legge di Stabilità, scrive il quotidiano milanese.
Movisol

 
Nell'articolo, che riassume uno scritto più corposo, Guarino dimostra che la Commissione Europea e non la Germania è stata la forza trainante dietro tutte le iniziative e le leggi di pareggio di bilancio, e che il regime imposto dal Fiscal Pact è inapplicabile. Viene sottolineato il fatto incontrovertibile che lo stesso Trattato del Fiscal Compact stabilisce (Art. 2,1 e 2) che "il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati su cui si fonda l'Unione europea e con il diritto dell'Unione europea". Poiché il diritto vigente dell'UE è l'Art. 126 del Trattato di Lisbona, che stabilisce la legittimità del deficit al 3%, la regola del Fiscal Compact non è applicabile.

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Il dilemma del centro

centro Quando suona la campana delle elezioni, le chiacchiere stanno a zero e quello che conta sono i voti, o meglio, visto che dovrebbe restare il Porcellum, i seggi. La sinistra infatti con una percentuale del 35/38% dei voti si prenderebbe alla Camera il 55% dei seggi, cioè 345 su 630, tutti gli altri dovrebbero spartirsi i rimanenti 295. Cioè poco più del 60% dei voti assegnati avrebbe il 45% dei seggi. Poco male fino a che gli schieramenti erano tre, ma ora ci sono i grillini, se arrivano al 20% si pappano una valanga di seggi, altrettanti dovrebbe prenderli il Cavaliere; Lega ed Idv, se superano il quorum prendono la loro parte, come si vede restano pochi seggi per un centro che rischia molto sul piano dei voti e che oggi deve trovare posto a più di trenta deputati Udc, altrettanti finiani, più i montezemoliani, più gli ex ministri di Monti, più i transfughi del Pdl. Troppi................

Focus. Il dibattito USA sul Fiscal Cliff


fiscalcliffLa Scogliera fiscale distrae dalle prossime difficili scelte.
Il Congresso e la Casa Bianca continuano a litigare su come evitare il Fiscal Cliff (scogliera fiscale) e non riescono ad affrontare il più grande problema della nazione, e cioè il gap di bilancio.
Invece di prendere l'occasione per innescare una riforma significativa, entrambe le parti cercano un espediente politico per affrontare la scadenza del 31 dicembre.....

BORSA&SPREAD/ Il lunedì nero è davvero tutta colpa delle dimissioni di Monti?


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BORSA&SPREAD/ Il lunedì nero è davvero tutta colpa delle dimissioni di Monti?

Le dimissioni del Governo Monti non stanno decisamente passando inosservate sui mercati: tutto va molto male, com'era facilmente prevedibile. Il commento di PAOLO ANNONI

(Pubblicato il Mon, 10 Dec 2012 11:28:00 GMT)

GIGANOMICS/ Monti e Prodi in corsa per il Colle. E il Pd pensa al suo Governo
IL CASO/ Così il fallimento di Monti sulle province può diventare una vittoria


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Bankitalia: continua calo prestiti banche, -1% ottobre


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Bankitalia: continua calo prestiti banche, -1% ottobre

Finanziamenti a famiglie negativi, -2,9% a imprese


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GIGANOMICS/ Monti e Prodi in corsa per il Colle. E il Pd pensa al suo Governo


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GIGANOMICS/ Monti e Prodi in corsa per il Colle. E il Pd pensa al suo Governo

In molti si chiedono se Mario Monti si candiderà alle prossime elezioni. In caso affermativo dovrà stare attento a non bruciarsi per la corsa al Quirinale facendo irritare il Pd

(Pubblicato il Mon, 10 Dec 2012 10:56:00 GMT)


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BERLUSKATOR


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BERLUSKATOR

A questo punto inizio provare simpatia per lui. Avevamo appena finito di seppellirlo, e lui già si ripresenta con lo stesso entusiasmo di un ragazzino che si affaccia per la prima volta sulla scena politica, convinto di poter cambiare il mondo solo perché lui ha capito tutto della vita. A questo punto non importa più chi c'è dietro e chi c'è davanti, chi c'è sotto e chi c'è sopra, con chi finirà per allearsi e chi invece farà combutta contro di lui: tutta quella è politica, la solita vecchia politica inutile che finirà nel solito vecchio modo inutile.

Ma a questo punto qui c'è l'uomo che prevale su tutto. Qui c'è un uomo che ha saputo capire la profonda natura degli italiani, ed ha saputo approfittarne proprio per il fatto di essere italiano come loro.

Una cosa è dire "gli italiani sono dei provinciali, presuntuosi e paraculi, me ne vado da questo paese dei fichi secchi", detto con la evve moscia mentre ci si sistema l'orologio d'oro sul polsino della camicia. Un'altra è dire"gli italiani sono dei provinciali, presuntuosi e paraculi, adesso me li inchiappetto tutti perchè sono fatti esattamente come me."


Berlusconi non è un politico uscito dai corridoi di un partito, dove è stato formato alla sottile arte della bugia e del compromesso. Berlusconi è letteralmente un uomo della strada come tutti gli altri, è identico a milioni di altri italiani come lui. L'unica differenza è che lui un giorno ha fatto un passo avanti, si è distaccato dalla massa, e ha detto "Ghe pensi mi!"

Ma lui rimane uno dei mille, non è mai cambiato di una virgola, né dentro né fuori. È per questo motivo che non muore mai. Finché continuerà ad esistere in un paese di persone fatte come lui, ...

... vivrà anche lui insieme a tutti gli altri.

Finchè rimane nell'organismo che l'ha generata, una cellula sana non muore mai, perché è identica a tutte le altre cellule che stanno intorno a lei. L'habitat può essere marcio finchè vuoi, ma se è favorevole alla sopravvivenza di tutte le altre cellule, deve esserlo per forza anche alla sua: ecco il grande ragionamento - o forse solo la grande intuizione - che ha permesso a Berlusconi di replicare in grande ciò che ogni italiano f...


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Diario della crisi


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Diario della crisi

Dopo pochi minuti di contrattazione, oggi la Borsa di Milano ha raggiunto -3 per cento, mentre lo spread tra i titoli italiani (BTP) e quelli tedeschi (BUND) a dieci anni è aumentato di colpo di oltre il 6,5 per cento, passando dai 324 punti di venerdì scorso a 347.


La reazione degli investitori alla notizia delle dimissioni di Mario Monti, che lascerà il proprio incarico dopo l'approvazione della legge di stabilità, era attesa da due giorni. I risultati negativi di queste prime ore di borsa probabilmente si devono in parte alla grande incertezza sulle prossime settimane, su chi guiderà l'Italia e sui tempi che avrà la nuova crisi di governo, che si è aperta dopo la decisione del Popolo della Libertà di togliere il proprio sostegno a Monti e di giocarsi una nuova candidatura di Silvio Berlusconi alla presidenza del Consiglio, la sesta.


Per buona parte della giornata di oggi Mario Monti sarà lontano dall'Italia. A Oslo infatti è il giorno della consegna del premio Nobel per la pace all'Unione Europea, e il presidente del Consiglio parteciperà alla cerimonia con altri leader europei. In Norvegia avrà l'occasione di scambiare qualche parola con il cancelliere tedesco Angela Merkel e con il presidente francese François Hollande, con cui ha lavorato a lungo soprattutto per affrontare i problemi posti dalla crisi economica nell'area dell'euro. Per rassicurare i partner europei, e naturalmente anche i mercati, Monti ha comunque garantito che l'Italia proseguirà con le riforme necessarie per mettere in sicurezza i conti. Ma per molti è difficile crederlo, senza garanzie e certezze su che cosa potrà accadere dopo le sue dimissioni. I giornali di oggi parlano, tanto per cambiare, di un suo possibile impegno diretto in politica e di una candidatura per le prossime elezioni, voci che continuano a non trovare conferme ufficiali (ma nemmeno grandi smentite).


Mentre Mo...



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Borsa: Milano -3%,sprofondano banche -6%

Le banche hanno perso il loro protettore.......  Ma non preoccupatevi e' solo per poco e per poter speculare un po'....   ;-)
Zio


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Borsa: Milano -3%,sprofondano banche -6%

Ftse Mib a 15.210 punti


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Vi Sentite Tranquilli? (Con i Soldi in Banca) #fanculolospread


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Vi Sentite Tranquilli? (Con i Soldi in Banca) #fanculolospread

Breve post solo per fare notare ai lettori di Rischio Calcolato che non avessero ancora agito secondo le regole del Vademecum di Sopravvivenza un piccolo particolare  (leggere Capitolo 2: Soldi in Banca).


Se vi ricordate giusto un anno fa, le banche europee, e in particolare quelle italiane, hanno preso a prestito dalla BCE quasi un triliardo di euro al tasso dell'1% dando in garanzia cartastraccia creata alla bisogna.  (LTRO)


Poi questa estate Mario Draghi ha "finalmente" convinto le banche europee a impiegare quella liquidità comprando in maniera massiccia titoli del debito pubblico, specie quelli delle nazioni ad alto deficit/debito.


Le banche italiane, quelle che "custodiscono" gelosamente i risparmi della vostra vita, non sono sfuggite alla regola e si sono riempite di BOT e BTP come se fosse il nuovo eldorado, ovviamente lo hanno fatto a leva diventando un Hedge Fund su titoli di stato italiani.


Vi faccio una domanda: se i tassi sui titoli di stato italiani, specie quelli a breve (2 anni) dovvessero schizzare verso l'alto, siete sicuri che lasciare i soldi in una banca sia una buona idea?


Niente allarmismo, solo…. ragionateci su e formatevi una vostra idea. E nel caso agite, sta succedendo davvero.


p.s. aspetto con ansia il primo idiota che nei commenti ci accuserà di creare il panico. Il panico lo stanno creando le banche nella speranza che l'Italia torni sulla LORO retta via


p.s.s. #fanculolospread





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Salvasoldi: meglio il mattone o l’oro?


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Salvasoldi: meglio il mattone o l'oro?

La risposta diamola subito: meglio l'oro. Da una lettura dei quotidiani del week-end di mezza Europa esce un'indicazione precisa. Un po' ovunque i Governi hanno progetti di introdurre nuove tasse sulle proprietà immobiliari. Ideate in maniera diversa, per colpire i grandi patrimoni. L'effetto potrebbe però essere molto pesante per l'intero settore, poiché il mercato ne risentirebbe con una caduta dei prezzi, a causa di un possibile incremento delle offerte di vendita.

In Germania e in altri Paesi si teme in particolare l'effetto leva; ci si chiede cioè se il boom di acquisti negli ultimi dieci anni sia avvenuto con un indebitamento elevato, maggiore di quanto non appaia dai dati sui prestiti immobiliari. L'impianto finanziario messo in atto dai grandi operatori potrebbe implodere come un castello di carte, coinvolgendo anche le famiglie, un po' com'è successo in Spagna, sebbene per ragioni diverse. Per quanto riguarda gli italiani il mattone resta ancora l'elemento chiave della ricchezza, ma con costi in aumento e incertezze sulla tenuta dei valori.

L'oro invece ha ancora prospettive davanti a sé. Le Banche centrali occidentali l'hanno venduto per fare casse e sostenere istituti di credito in difficoltà, ma il pendolo sta per invertire il suo corso. Non solo le nuove regole previste da Basilea 3, con un ruolo molto più importante del "gold" ,che passerebbe per le banche da Tier 3 a Tier 1 nel calcolo della patrimonializzazione, ma soprattutto gli acquisti effettuati dagli emergenti-emersi, con Cina e India in primo piano, stanno per rinsaldare il ruolo del metallo aureo, così come di altri preziosi.

Tutto ciò non vuol dire che l'immobiliare sia destinato a perdere definitivamente valore e che l'oro possa volare verso quotazioni impensabili. Sul breve e medio termine il ruolo di contrapposizione di queste due asset subirà un'accentuazione, con fasi magari opposte di momentanei cali e crescite dell'una o dell'altra. Più incerte sono le prospettive sul lungo termine, ma da questo punto di vista a giocare un compito fondamentale sarà l'inflazione, ovvero la cura per tutti i mali della crisi del debito sovrano e del sistema bancario. Se dovesse riemergere con forza, mattone e oro riprenderebbero a volare in parallelo, costituendo la sola arma per difendere i patrimoni di qualunque grandezza.

Una strategia guardinga deve quindi tenere conto della relazione fra immobiliare e metalli preziosi. La lettura dei loro indicatori è proprio il modo migliore per interpretare i movimenti futuri dei mercati. Se contrastanti c'è aria di instabilità e, se coincidenti al rialzo, di ritorno a una certa stabilità, probabilmente costruita su basi inflattive. Ma un superciclo del "gold" è molto più forte e indicativo rispetto a quello delle case. E si noti che i cambiamenti di rapporto fra quotazione del primo e prezzi delle seconde anticipano di solito di alcuni anni i trend futuri. In condizioni buone un chilo d'oro vale generalmente sui 5/6 metri quad...


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Imu: Confesercenti, Per Pmi +140% Rispetto A Vecchia Ici =

Imu: Confesercenti, Per Pmi +140% Rispetto A Vecchia Ici =

(ASCA) - Roma, 10 dic - L'Imu produrra' un gettito di oltre 23 miliardi; quasi il doppio dei proventi assicurati dall'Ici. Secondo uno studio di Confesercenti, il passaggio dalla vecchia pimposta all'Imu ha penalizzato in misura particolare gli immobili destinati a negozi e botteghe, colpiti da un prelievo pari a 1,8 miliardi, ossia 1.050 milioni in piu' rispetto ai 700 milioni derivanti dalla vecchia Ici. Si tratta di quasi due milioni di unita' immobiliari (1.941.458, secondo l'indagine 2012 sugli immobili in Italia, prodotta dal Dipartimento Finanze e dall'Agenzia del Territorio) che al Catasto sono censiti come categoria C1 e che per l'80% sono di proprieta' di persone fisiche, per meta' utilizzati direttamente e per l'altra meta' detenuti in locazione. In sostanza, per Confesercenti, sugli immobili strumentali all'attivita' imprenditoriale grava a partire dal 2012 un prelievo immobiliare pari a 2,4 volte (+ 140%) quello dell'Ici, che si scarica in larghissima parte (oltre i 2/3) sulle PMI: quelle che sono proprietarie dell'immobile in cui svolgono la propria attivita'; ma anche quelle che conducono l'immobile in locazione e che si vedranno aumentare il canone dal proprietario colpito dall'Imu. com-sen/

Lagarde: è il fiscal cliff la reale minaccia per l'economia Usa


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Lagarde: è il fiscal cliff la reale minaccia per l'economia Usa

E' il fiscal cliff non l'Eurozona la vera minaccia per l'economia americana.


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Province, allarme del Governo: "senza Dl si rischia il caos istituzionale" | Teleborsa.it

Province, allarme del Governo: "senza Dl si rischia il caos istituzionale" | Teleborsa.it

Inflazione, deflazione e speculazione


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Inflazione, deflazione e speculazione

2013 New Year Pic 290x190  Inflazione, deflazione e speculazione
L'articolo che oggi pubblico è apparso su Chicago-Blog.it a firma di Gerardo Coco. E' un articolo molto lungo e piuttosto tecnico, anche se i passaggi sono spiegati con uno sforzo di grande semplicità.  Mette insieme, come giustamente deve essere, la situazione di difficoltà dell'Europa con quella degli Stati Uniti e del Giappone, le relazioni tra sistema [...]


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EVVAI!!!! Industria: produzione autoveicoli ottobre -26,8%

Industria: produzione autoveicoli ottobre -26,8%

“Il ritorno della Mummia”: la stampa internazionale ci dà dentro…

di REDAZIONE
Mentre in apertura dei mercati lo spread è subitoschiazzato all’insù superando quota 350 e la Borsa milanese in netto ribasso, la stampa internazionale si diletta a ironizzare sull’Italia e in particolare sull’ennesima ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi. Il più caustico è il giornale della sinistra francese,...Continua a leggere

Italia nel caos, e l’Europa rivede il baratro


La crisi di governo rischia di destabilizzare l’Italia e l’eurozona. Il timore è che tutto il percorso intrapreso dall’Italia possa interrompersi. Di fronte alle dimissioni di Monti e al ritorno in campo di Berlusconi, tutte le posizioni aperte finora dalle banche d’investimento potrebbero essere chiuse.
Mario Monti


Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/node#ixzz2Edh5c8Ra

Verso la Bancarotta: Governo Monti il Giudizio Finale (Aggiornamento: Disoccupazione)

Verso la Bancarotta: Governo Monti il Giudizio Finale (Aggiornamento: Disoccupazione)

Di , 9:58 AM | (Venerdì 30 Dicembre, Mario Monti: Manovre Finite… a futura memoria) Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo) Novembre 2011 – Novembre 2012, 12 maledetti mesi, Rischio Calcolato intende…

Industria/ Istat: Produzione ottobre -1,1%,crolla del 6,2% annuo

Industria/ Istat: Produzione ottobre -1,1%,crolla del 6,2% annuo


Roma, 10 dic. (TMNews) - A ottobre 2012 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dell'1,1% rispetto a settembre. Corretto per gli effetti di calendario, a ottobre l'indice è diminuito del 6,2% in termini tendenziali (i giorni lavorativi sono stati 23 contro i 21 di ottobre 2011). Lo ha comunicato l'Istat. Nella media del trimestre agosto-ottobre l'indice ha registrato una flessione dello 0,5% rispetto al trimestre immediatamente precedente. Nella media dei primi dieci mesi dell'anno la produzione è diminuita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

ICR LUCA PEOTTA: SE LA RASSEGNAZIONE HA LA MEGLIO ....


l’indro … l’opinione di questa settimana di Luca Peotta

Pubblicato da ICR su dicembre 9, 2012

Nubi nere sul futuro dell'Italia. S&P minaccia il taglio del rating | Teleborsa.it

Nubi nere sul futuro dell'Italia. S&P minaccia il taglio del rating | Teleborsa.it

Bce/ Asmussen: Italia deve proseguire su strada riforme Monti

Bce/ Asmussen: Italia deve proseguire su strada riforme Monti


Berlino, 10 dic. (TMNews) - La Banca Centrale Europea avverte: l'Italia, da chiunque sarà guidata, dovrà proseguire sulla strada delle riforme intraprese da Mario Monti. In un'intervista al quotidiano tedesco Bild, Joerg Asmussen, membro del comitato esecutivo dell'istituto di Francoforte, sottolinea che il governo Monti "ha realizzato molto in poco tempo: riguadagnando la fiducia degli investitori e facendo avanzare il risanamento dei conti pubblici". Risultati che non vanno vanificati. "Chiunque governerà l'Italia, un paese fondatore dell'Unione Europea - puntualizza il banchiere centrale - dopo le elezioni dovrà proseguire su questa rotta con lo stesso livello di determinazione". (con fonte Afp)

DAGOSPIA ....

L'Europa infuriata per la crisi italiana. Schulz: Berlusconi minaccia stabilità Ue

L'Europa infuriata per la crisi italiana.
Schulz: Berlusconi minaccia stabilità Ue

Il presidente del Parlamento europeo attacca il Cavaliere. E uno dei membri tedeschi della Bce lancia un monito all'Italia: "Chiunque governerà dopo le elezioni, dovrà proseguire sulla strada di Monti". Ma le dimissioni del premier fanno paura anche al sud del continente

dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI

troika al traguardo: si parla di svendite in Grecia  


troika al traguardo: si parla di svendite in Grecia


La Grecia svende, tensione (commerciale) tra Usa, Germania e Russia
Atene, costretta a vendere per sopravvivere, è stretta tra le potenze orientali e occidentali che guardano con interesse ai settori più produttivi. Ma tra i paesi sale la tensione. Perché oltre ai soldi c'è di mezzo la politica. E nessuno vuole perdere terreno. Samaras invece minimizza: "Chiunque offra di più, noi non abbiamo alcun problema. Siamo dogmatici"

Grecia nuovo terreno di scontro di interessi particolari e “mire espansionistiche”? Al momento, oltre a numerosi forse, ci sono dei fatti che possono far precludere a scenari per così dire da campagne coloniali del passato o da guerra fredda, volendo forzare un po’. Nella Grecia che deve privatizzare e di conseguenza aprire rapidamente a investitori stranieri (con la inevitabile corsa al ribasso per chi mette i capitali), si sta creando una sorta di triangolo Berlino-Washington-Mosca. Nel senso che Atene, a causa della necessità di rispettare i parametri imposti dal memorandum della troika, non può permettersi di rifiutare alcun partner commerciale. Ma al contempo si creano frizioni fra i tre maggiori stati che guardano all’Egeo come un’interessante piattaforma commerciale. Sia per una mera convenienza economica, si pensi ai gioielli di stato che saranno (s)venduti al 30% del valore effettivo, sia perché la Grecia è geopoliticamente in una posizione molto particolare: “frangiflutti” verso la potenza russa che avanza da tempo ormai in Europa, (tra squadre di calcio, partecipazioni influenti in varie piazze influenti), crocevia per gasdotti (vecchi e nuovi) e luogo in cui sono presenti molte fonti alternative non ancora sfruttate.

Negli ultimi mesi non è passata inosservata una certa freddezza da parte del segretario di Stato americano Hillary Clinton che pare non veda di buon occhio le mani russe su idrocarburi e infrastrutture. Per dine una, il nuovo presidente della squadra di calcio del Paok Salonicco è Ivan Savvides, amico di Putin, che molti analisti affrescano come il grimaldello che spiani la strada a investimenti russi nel settore alimentare. Anche i trasporti potrebbero riservare profitti futuri e opportunità diversificate. Pare che Vladimir Putin abbia messo gli occhi su una ferrovia che colleghi quella parte orientale dell’Ue allo strategico snodo rappresentato dal porto ellenico del Pireo, dove da alcuni anni opera la Cosco Cina, una delle maggiori piattaforme di logistica del pianeta, concessa a Pechino dall’ex premier conservatore Kostas Karamanlis, molto sensibile alle istanze moscovite. Mentre Washington non gradisce il possibile ingresso dei russi nel mercato ellenico degli idrocarburi attraverso Gazprom e ritengono che il pieno controllo dell’economia greca (compreso quindi l’olio e gas presente nell’Egeo) si raggiungerà solo “tramite Berlino”. Il pensiero corre quindi a Exxon, Texaco e Movil che potrebbero non restare fuori dalla partita greca solo grazie ai buoni uffici della Merkel, vera “padrona” di casa ad Atene.

Uno status conquistato sul campo all’indomani della visita in Grecia dello scorso 9 ottobre, in occasione della quale, dopo le fasi ufficiali, riunì attorno al tavolo dell’Hotel Hilton di Atene i principali banchieri ed armatori del paese per far loro comprendere quanto utile fosse il know how tedesco. Con le prime commesse, già in fase avanzata, ad appannaggio della teutonica Siemens. E contando sulle frequenti visite del primo ministro Samaras proprio in Germania, come l’incontro di domenica a Monaco di Baviera con il Primo Ministro della Baviera Horst Zechofer. E con sole dieci persone invitate ad una cena ristrettissima. Non si parlerà solo di Grecia e di eurozona (scontato l’appoggio dopo il sì del Buntestag al prestito ponte post haircut positivo) ma anche e soprattutto di affari, dal momento che la Grecia è il principale importatore di prodotti tedeschi. Molti sono infatti gli imprenditori bavaresi interessati a investire in Grecia in settori come energie rinnovabili, business turistici, rifiuti, infrastrutture (già l’aeroporto internazionale Eleftheros Venizelos di Atene e il mega ponte Rio-Antirrio sono stati realizzati da imprese tedesche).

Qualche osservatore si spinge a ricordare che il meeting della camera di commercio ellinoamericana della settimana scorsa non abbia prodotto i risultati sperati. Non che non vi sia stato l’interesse annunciato, solo che non c’è stata quella prontezza che invece stanno mostrando Berlino e Mosca. Quest’ultima, di contro, ha deciso di accelerare. Il più grande investimento russo nell’era della crisi è stato il JSC Concern Sistema Gruppo, società controllata da Intracom, che ha immesso 120 milioni sei anni fa per acquisirne una quota del 51%. Come dire che partono in vantaggio. Inoltre non molto tempo fa, il SI Capital Partners, una joint venture con Simos Foods Inc. (90% del fondo e il 10% della società greca), ha acquisito oltre 21 milioni di euro nel 67,77% dei prodotti lattiero-caseari Dodona. Un colosso alimentare. Tra l’altro la stessa SI Capital Partners ha significativi investimenti nel settore minerario (Risorse OMC in Tanzania), in quello finanziario in Francia (Quantam Group), in quello agricolo in Russia (Mercurio, rappresentante di American macchine agricole John Deere) e circa l’estrazione di oro.

A fronte di questo panorama fanno da cornice le parole spese dal premier Samaras negli ultimi mesi: “La Grecia si trova in una sorta di tripla intersezione: tra il Nord e il Sud, tra Oriente e Occidente, tra l’Europa e il Medio Oriente. Chiunque offra di più, noi non abbiamo alcun problema. Siamo dogmatici”.

Francesco De Palo | 8 dicembre 2012
Twitter@FDepalo

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/08/grecia-svende-tensione-commerciale-tra-usa-germania-e-russia/440157/

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Grazie a Ecodellarete per questo bell'articolo di Jacques Sapir che argomenta in modo efficace la crisi finale dell'euro, non solo economica, ma anche politica e simbolica. E' ora di uno smantellamento concordato dell'euro se si vuole ricostruire l'idea di Europa su altre basi... 
 
di Jaques Sapir (tradotto da Curzio Bettio).

Il processo definito “costruzione europea”, con la situazione di stallo che si è venuta a creare sulla pianificazione di bilancio dell’Unione europea per gli anni 2014-2020, e in secondo luogo per il bilancio 2013, sta subendo un triplice fallimento: economico, politico e simbolico. La questione simbolica è certamente più importante. Questa situazione di stallo, ben che vada durerà fino all’inizio del 2013, arriva dopo il blocco dell’inizio di questa settimana sulla questione degli aiuti da accordare alla Grecia, e dopo i negoziati estremamente duri relativi alla partecipazione rispettiva degli Stati nell’ambito del gruppo aeronautico EADS, e di conseguenza di una riduzione importante delle ambizioni dell’Europa spaziale. È altamente simbolico che questi avvenimenti si siano succeduti tutti in un periodo di otto giorni. Ciò sta a dimostrare l’esaurimento definitivo dell’Unione europea nell’incarnare l’“idea di Europa”....Continua a leggere


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