12/12/12

Live. Fomc Press Conference 12/12/12 ore 20.15

fed1Press Conference della Federal Reserve USA.

Spread Bufala

Per (s)finirla una volte per tutte con la bufala dello spread.

(La bufala dello spread come indicatore del rischio paese) Il famigerato spread, termine agitato in continuazione dai media mainstream come uno spauracchio e ormai, di conseguenza, entrato prepotentemente anche nel gergo della leggendaria casalinga di Voghera, viene sempre ostinatamente ed erroneamente preso come riferimento per la misura del rischio paese anche in queste ultime ore........................

Porci


porci Non lo dico io se lo dicono da soli, dal momento che hanno definito porcellum il sistema elettorale da cui sono stati generati.Ora con la notiziola del puffo vampiro che scende in campo sono tranquilli di esserlo ancora.
Infatti lo squallore succitato scende in campo per un solo motivo (che era poi anche quello del ’93) : salvare le sue aziende e quindi tutti i suoi investitori, che se diventano nervosi, potrebbero anche diventare maneschi (per usare un eufemismo). Per raggiungere lo scopo deve garantirsi la “benevolenza” dei vincitori (sa benissimo che vincerà il centrosinistra). F

Fiscal cliff : gli Stati Uniti in preda all’ansia da precipizio fiscale


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Fiscal cliff : gli Stati Uniti in preda all'ansia da precipizio fiscale

Fiscal cliff, precipizio fiscale : con questo termine si indicano i tagli fiscali e le imposte che dal 1.1.2013 entreranno automaticamente in vigore negli Stati Uniti se il Congresso e il presidente Barack Obama non si accorderanno sul modo di ridurre l'enorme deficit del governo statunitense.


Le conseguenze per la già disastrata economia americana saranno allora catastrofiche : l'applicazione di questi tagli fiscali e di queste imposte ridurrà di circa 5% il Pil del paese, la disoccupazione aumenterà e i consumi saranno di conseguenza ridotti.

Una nefasta spirale discendente che coinvolgerà l'intero sistema economico, finanziario e sociale statunitense.


Mentre preparano un eventuale taglio della tripla A del paese, gli analisti dell'agenzia di rating Moody's prevedono unanimi che gli Stati Uniti verranno strangolati da una grave recessione entro la primavera 2013.


Mike Duke, Ceo della grande catena di distribuzione Wal-Mart, ritiene che gran parte degli americani siano già in preda all'ansia da fiscal cliff e che questo si ripercuote sugli acquisti natalizi.

Duke sostiene che prima del 6 novembre, ossia prima dell'elezione presidenziale, solo il 25% degli americani aveva sentito parlare del precipizio fiscale. Una settimana più tardi ne era al corrente il 75%.


Lo scorso 30 novembre, lo speaker del Congresso, il repubblicano John Boehner, aveva confermato che i negoziati sul fiscal cliff non stanno avanzando.

Martedì 11 dicembre lo stesso Boehner ha accusato il presidente Obama di non impegnarsi seriamente per evitare la minaccia che pesa sulla nazione.


L'articolo Fiscal cliff : gli Stati Uniti in preda all'ansia da precipizio fiscale sembra essere il primo su Ticinolive.





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L’allarme di Brzezinski sul risveglio sociale


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L'allarme di Brzezinski sul risveglio sociale


La presa di consapevolezza collettiva e i social network sono una minaccia per lo sviluppo dell'agenda globale… Durante un recente discorso in Polonia, l'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Zbigniew Brzezinski e massimo guru del "Nuovo Ordine Mondiale" e della necessità di "drogare i popoli con il tittainment" (succhiare latte dalle mammelle), una versione moderna della massima imperiale romana "ludi et circenses" per soffocare le istanze dei popoli -ha avvertito i colleghi elitisti che un movimento mondiale di "resistenza" al "controllo esterno" guidata da "attivismo populista" sta minacciando di far deragliare la transizione verso un nuovo ordine mondiale.


Definendo l'idea che il 21 ° secolo è il secolo americano "una disillusione condivisa", Brzezinski ha dichiarato che il dominio americano non è più possibile a causa dell'accelerazione del cambiamento sociale guidato da "comunicazioni di massa istantanee come la radio, la televisione e Internet", che hanno stimolato un crescente "risveglio universale della coscienza politica di massa."




L'ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti ha aggiunto che questo "aumento in tutto il mondo dell'attivismo populista sta dimostrando ostile alla dominazione esterna del tipo che ha prevalso nell'età del colonialismo e dell'imperialismo."

Brzezinski ha concluso che "la resistenza populista persistente e fortemente motivata di coscienza politica e dei popoli risvegliati e storicamente avversi al controllo esterno ha dimostrato di essere sempre più difficile da eliminare."


Anche se Brzezinski ha commentato in tono neutro, il contesto in cui ha parlato, unitamente alle sue precedenti dichiarazioni, indicherebbe che questa non è una celebrazione della "resistenza populista", ma una perplessità per l'impatto che questo sta avendo sul tipo di "controllo esterno" che Brzezinski ha sostenuto più volte.

Queste considerazioni sono state effettuate a un evento per il Forum europeo per le nuove idee (EFNI), un'organizzazione che sosterrebbe la trasformazione dell'Unione europea in un anti-democratico federale superstato, il tipo stesso di "controllo esterno" a cui messa in pericolo è stata sottolineata da Brzezinski durante il suo speech.


In questo ambito, bisogna comprendere che l'argomentazione di Brzezinski sulla "resistenza populista" di notevole ostacolo per l'imposizione di un nuovo ordine mondiale è da interpretare più come un avvertimento che come riconoscimento/celebrazione.

Tieni anche in considerazione ciò che Brzezinski ha scritto nel suo libro Between Two Ages: il ruolo dell'America nell'era tecno-digitale, in cui ha soste...



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Vota Silvio! Sperando che collassi l’eurozona di Eugenio Orso e Anatolio Anatoli


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Vota Silvio! Sperando che collassi l'eurozona di Eugenio Orso e Anatolio Anatoli

Oramai non ci resta che il peggiorismo del "tanto peggio, tanto meglio" per uscire dal rigore euromontiano salvando le chiappe. In assenza di vere opposizioni e alternative reali al sistema, l'unica speranza che hanno gli italiani per non soccombere è nel gioco allo sfascio, appoggiando chiunque e per qualsivoglia motivo mostri di opporsi alla dittatura europide-globalista. Non è detto che vada bene, ma è l'unica e la sola speranza rimastaci, perché il sistema è troppo forte, numerosi come mosche i suoi lacchè piazzati nei punti strategici e gli idioti che lo accettano in massa, acriticamente, una quota significativa della popolazione.

A tale proposito, alcuni interrogativi s'impongono cercando una risposta:

1)    Come applicare la logica peggiorista per salvarci? Semplice, votando numerosi e incazzati per Silvio alle prossime politiche anticipate, se il predetto imposterà la sua campagna elettorale attaccando senza risparmio l'unione europoide, l'euro e i crucchi bastardi. Non importa se lo farà sinceramente, oppure, com'è più probabile, per puro calcolo elettoralistico in un estremo azzardo. Non importa se pensa soprattutto alle sue vicende giudiziarie e al suo patrimonio personale. Quel che importa è che lo fa, è l'unico a farlo e attacca in modo abbastanza chiaro e diretto l'unione europide, l'euro e i crucchi "primi della classe".

 

2)    Quale fine ci si propone applicando elettoralmente il peggiorismo? Quello di provocare il collasso d...



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Pareggio bilancio: controllo modello Bce (2)


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Pareggio bilancio: controllo modello Bce (2)

Tre membri e presidente con poteri rinforzati


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Piero Valerio: La netta separazione fra moneta e credito


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Piero Valerio: La netta separazione fra moneta e credito


La netta separazione fra moneta e credito


Piano di Chicago rivisitato, parte I


di Piero Valerio


Il Piano di Chicago Rivisitato è a mio avviso, e secondo molti altri più autorevoli analisti, uno dei documenti economici e finanziari più importanti pubblicati nell'ultimo periodo. Un vero caso mondiale, che sta diventando un testo di riferimento per gli studiosi della materia e un'opera divulgativa di culto per tutti gli appassionati. Non vi nascondo che anche io ho letto il documento con molto interesse e stupore, non tanto per i contenuti che nella maggior parte dei casi mi erano già noti (si veda a tal proposito l'ampia trattazione già pubblicata sul movimento economico e culturale Positive Money) ma per il tempismo e le circostanze che ne hanno decretato il successo. Il documento è stato scritto da due economisti americani che lavorano come consulenti per il Fondo Monetario Internazionale FMI: Jaromir Benes e Michael Kumhof. Il committente di questa opera è stato appunto il FMI, che a scanso di equivoci, in calce al documento ha riportato (come spesso accade con i suoi working papers) le testuali parole:



"Questo documento non deve essere inteso come rappresentativo del punto di vista del FMI. Le opinioni espresse in questo documento sono quelle degli autori e non rappresentano necessariamente quelli del FMI o della politica del FMI. I documenti descrivono in genere le ricerche in corso degli autori e vengono pubblicati per suscitare commenti e ulteriori dibattiti".



E il dibattito in effetti si è acceso abbastanza rapidamente e vivacemente in tutto il mondo.


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Argentina: nuovo default? Organizzato a tavolino...


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Argentina: nuovo default? Organizzato a tavolino...

Come si fa a far fallire un Paese disobbediente? Ecco la semplice ricettuzza, applicabile alla bisogna.


Si cominciò con il mantra "faremo la fine dell'Argentina", temibile spettro per rimettere in riga i riottosi, prima che arrivasse il più vicino spettro "faremo la fine della Grecia".

Dopo di che, l'Argentina è diventata proprio il simbolo più luminoso per i suddetti riottosi (incluso qualche Premio Nobel): "Visto? L'Argentina si è ripresa la sua sovranità, ha mollato la moneta forte, ha mandato al diavolo i creditori, saldato i debiti e ora cresce del tot per cento annuo! Dovremmo imitarla!"

E' durata poco: con sommo gaudio degli obbedienti, qualche giorno fa è stata annunciata la nuova crisi argentina, il taglio del rating e un altro rischio default. "Visto?" hanno tuonato trionfanti "Macché modello argentino! Molto più saggio continuare ad obbedire ai diktat!"

Forse però il caso di scoprire perché l'Argentina si trova di nuovo a rischio default. Non si tratta infatti di politiche economiche sballate, di crisi, di Paese inaffidabile, insomma della dimostrazione che le politiche keynesiane della Kirchner siano sbagliate. Niente affatto: si è trattato della molto opportuna sentenza di un tribunale di New York, che ha


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Zona Euro: peggio del previsto in ottobre la Produzione Industriale, -1,4% m/m e -3,6% a/a


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Zona Euro: peggio del previsto in ottobre la Produzione Industriale, -1,4% m/m e -3,6% a/a

Eurostat ha reso noto che nel mese di ottobre la produzione industriale della Zona Euro e' diminuita dell'1,4% m/m, scendendo ben al di sotto delle aspettative degli economisti che avevano stimato un incremento, seppur modesto, pari allo 0,2%.


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Il bisogno di monetizzare


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Il bisogno di monetizzare

Printing-Moneydi Laurent Pinsolle Gaulliste Libre.


È un particolare curioso del dibattito in Francia: mentre i Paesi anglosassoni, per combattere la crisi, discutono apertamente e serenamente di monetizzazione per lottare contro la crisi, in Francia questo resta un tabù, malgrado le quantità colossali di monetizzazione realizzate in favore delle banche.


Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna


In questi due Paesi, come riferisce questo lungo ed appassionato saggio dell'«Economist», si può dibattere in merito alla monetizzazione con calma. È così che il settimanale inglese pone la questione del bisogno di una nuova ondata di Quantitative Easing (QE) a sostegno di una crescita solida. La Banca di Inghilterra ha appena aumentato il suo programma da 50 miliardi a 375 miliardi di sterline – a partire dall'inizio della crisi – ossia circa il 5% del PIL per ogni anno.



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Elezioni 2013, vincerà il caos!


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Elezioni 2013, vincerà il caos!

Sono sconcertato. La situazione politica italiana è un caos preoccupante, a pochi mesi dalle elezioni politiche. Beppe Grillo, stufo di alcune critiche infondate, esordisce con un "fuori dalla palle" verso alcuni attivisti del M5S, pensando di risolvere in questo modo il problema della dissidenza interna. Lo accusano di essere "come Mussolini" e lui rincara la dose: "ve ne andrete!" E' politica questa? Oppure litigi da osteria? Non oso immaginare, a questo punto, cosa accadrà ai parlamentari del M5S quando – democraticamente – esprimeranno opinioni e critiche non in linea con il pensiero del "capo" e si beccherrano un vaffanculo, un fuori dalle palle, e chissà che altro. Il caos, quindi. Inoltre, la logica del "noi contro tutti" renderà inutilizzabile in Parlamento il 15-17% di consensi che uscirà dalle urne a favore del M5S.

Il ritorno della Mummia di Arcore è un'altra fonte di caos. Lo temono i mercati, i cittadini, le imprese: il suo obiettivo è bruciare i pozzi, ingessare il prossimo Parlamento, rendere ingovernabile l'Italia e vendere caro il suo 10-12% di consensi. Il caos, poi, è anche nella sua testa: un mese fa si ritirava dalla politica dicendo "lascio per il bene del Paese", poi – come se fosse la cosa più naturale del mondo – annuncia: "torno per il bene del Paese". Un esempio straordinario di politica fondata sistematicamente sulla menzogna e l'illusionismo. La Lega poi lo appoggerà? Maroni dice "forse", Salvini dice "no". Così aumenta il caos. A farne le spese, ancora una volta, sono però gli italiani.

Poi c'è Mario Monti. Se alla fine si candida, potrà raccogliere il 10% dei consensi. Per farne cosa? Rappresentare gli interessi delle banche in Parlamento? Non è da escludere che il Professore possa scendere a patti con la Mummia di Arcore e allearsi su politiche di destra, a favore di chi in Italia detiene la ricchezza. Con l'appoggio del 6% di Casini (Udc) e la manciata di voti che raccoglierà Gianfranco Fini. Quindi nessun impegno per la crescita, nessun sostegno alle piccole e medie imprese, la creazione di posti di lavoro, il finanziamento dei servizi pubblici. Il tessuto reale del Paese sarà ancora abbandonato a se stesso.

Infine c'è il Partito Democratico, che potrebbe raggiungere il 30% dei consensi. E cosa ci può fare? Anche aggiungendo il 6-7% di Sinistra e Libertà di Vendola, può governare l'Italia? E Di Pietro, è dentro o fuori? Insomma, anche a sinistra c'è un...



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Guglielmo Forges Davanzati: Il potere di generare crisi


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Guglielmo Forges Davanzati: Il potere di generare crisi


Il potere di generare crisi


di Guglielmo Forges Davanzati


Il fallimento delle politiche economiche messe in atto dal governo Monti è anche il fallimento delle teorie economiche che le hanno sostenute sul piano "scientifico", e che possono essere ricondotte a due proposizioni: 1) La riduzione della spesa pubblica accresce i consumi. 2) La riduzione della spesa pubblica accresce gli investimenti privati



Sul piano della politica economica, il bilancio del governo Monti non è particolarmente entusiasmante. Tre dati possono essere sufficienti per attestarlo: circa centomila individui hanno perso lavoro nel corso dell'ultimo mese, come rilevato nell'ultimo Rapporto ISTAT, con un tasso di disoccupazione giovanile (superiore al 30%) che ha raggiunto, in Italia, il suo massimo storico; è notevolmente aumentato il numero di fallimenti di imprese, con oltre cento crisi industriali in atto; il rapporto debito/PIL è aumentato di 6 punti percentuali nel corso dell'ultimo anno. In altri termini, appare sempre più evidente che ciò che viene definita "crisi" è oggi niente altro che l'inevitabile effetto di politiche fiscali restrittive attuate in un contesto di calo della domanda aggregata; politiche che questo Governo, più del precedente, ha perseguito con la massima tenacia.



L'argomento utilizzato dal Governo e dai suoi sostenitori del "cosa poteva accadere se" [non ci fosse stato Monti] è non dimostrato né probabilmente dimostrabile e, sebbene al prof. Monti vada riconosciuta un'autorevolezza incomparabilmente maggiore di quella del suo predecessore, non è dato riscontrare nessuna correlazione significativa fra "credibilità" di un Governo ed esposizione del Paese al rischio di fallimento. L'argomento del "ce lo chiede l'Europa" [di mettere in atto politiche di austerità] vale, al più, per delegittimare l'Unione Europea, non certo per accreditare la presunta necessità di ridurre drasticamente la spesa pubblica e di aumentare ancor più drasticamente l'imposizione fiscale.



Il fallimento delle politiche economiche messe in atto da questo Governo è anche il fallimento delle teorie economiche che le hanno sostenute sul piano "scientifico", e che possono schematicamente essere ricondotte a due proposizioni.


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Verso la terza Repubblica

Verso la terza Repubblica

italo Montezemolo ha lanciato in un’ affollatissima convention lo slogan Verso la terza Repubblica. Non per malignità, ma temiamo che la cosa porti sfortuna, non solo perché ai nastri si sta allineando il meglio della seconda, ma perfino i dinosauri della prima. Saremo chiamati a votare per Bersani, Vendola e Di Pietro a sinistra, forse per Berlusconi, Maroni e Storace a destra e per Fini e Casini al centro. L’elenco non necessita di alcun commento. Poi c’è la mitica società civile, Montezemolo e Passera,

Il credito non tornerà e allora?


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Il credito non tornerà e allora?

albero mele e1355275970366 290x190  Il credito non tornerà e allora?
Immagino che la pressione all'interno di Confindustria dalla base associativa (soprattutto da parte dei piccoli e medi imprenditori) sul problema del credito che manca sia diventata imbarazzante, almeno a giudicare dal titolo dato ieri alla presentazione dello scenario economico da parte di Luca Paolazzi del Centro Studi: 'Nuova finanza alle imprese per superare la scarsità [...]


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Uccide più l'ignoranza che lo spread: le menzogne su Monti salvatore della patria


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Uccide più l'ignoranza che lo spread: le menzogne su Monti salvatore della patria

In aggiunta al mio articolo di ieri su spread, che potete leggere andando QUI( RINGRAZIO PER GLI INTERESSANTISSIMI COMMENTI TRA L'ALTRO) ed indice aggiungo questo interessante articolo di Paolo Cardenà sullo stesso argomento

 

LE MENZOGNE SU MONTI SALVATORE DELLA PATRIA



di Paolo Cardenà-

Troppo spesso e fin troppo a sproposito, si sente  dire che Mario Monti sia  il salvatore della patria e che, grazie alla sua azione di governo, lo spread sia precipitato dai 552 punti del novembre 2011, fino ad arrivare ai 355 di oggi, facendo così risparmiare un bel po' di soldini in termini di interessi sul debito. Ma le cose non stanno esattamente in questi termini, poiché tale supposizione costituisce, in realtà, un falso storico che può essere desunto osservando la seguente immagine che riporta l'andamento dello spread dell'era Monti.

 





Dall'immagine si osserva agevolmente che il ripiegamento dello spread BTP/BUND,  è concomitante con 3 operazioni straordinarie poste in essere, non dal Governo, ma dalla Banca Centrale Europea.

In realtà, dopo un iniziale ripiegamento a cavallo di novembre e dicembre 2011 con l'insediamento di Monti a Palazzo Chigi e il varo del Decreto Salva Italia (che come sappiamo ha salvato assai  poco), lo spread riparte fino ad arrivare alla fine di dicembre 2011  in area 515 punti base. Qui, interviene la BCE con la prima operazione di rifinanziamento triennale alle banche europee, innescando così  la caduta dello spread. Caduta che prosegue e si accentua dopo il mese di Febbraio, a seguito della seconda operazione della BCE a favore del sistema bancario. Ricordo che la BCE, con queste due operazioni, ha concesso  al sistema bancario europeo oltre 1000 miliardi di euro di finanziamenti triennali al tasso dell'1%, e in


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Crollano i mutui: 41,2 perc.


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Crollano i mutui: 41,2 perc.

Roma Nel secondo trimestre 2012 i mutui, i finanziamenti e le altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare registrano una caduta annua del 41,2 perc.. E' quanto rileva l'Istat.


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Viva il denaro contante, lo dice la Bundesbank


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Viva il denaro contante, lo dice la Bundesbank



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Doppia notizia positiva per le banche italiane, ben impostate in borsa


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Doppia notizia positiva per le banche italiane, ben impostate in borsa

Il direttore generale di Banca d'Italia, Saccomanni, ha confermato ieri che molto probabilmente le nuove regole di Basilea III entreranno in vigore [...]




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IO NON SONO EUROPEO (E MAI LO SARO')


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IO NON SONO EUROPEO (E MAI LO SARO')

Suddetta frase farà storcere il naso a molta molta gente, ne sono sicuro ma non mi importa, anzi, mi rivolgo soprattutto a coloro i quali vedono nella bandiera blu con le stelline la salvezza dei nostri mali. Lotta di classe internazionale, unione di popoli, moneta forte,unico modo per mettersi a confronto con le altre potenze mondiali (ed altri mantra dei salottini tv), perdonate la mia volgarità, sono solo e soltanto cazzate.
Siete stati ingannati dalla stampa, dalla tv e persino dalla scuola che ha indottrinato in tempi non sospetti futuri uomini che credono in qualcosa di estremamente sbagliato.
L'europa è stata voluta da esseri che bramavano il potere e il dominio, massoni in un sol termine.Chi progetta nell'ombra desidera il successo personale a scapito della collettività, se cosi non fosse esporrebbe i propri progetti alla luce del sole.Se questa unione fosse cosa buona e giusta perchè non spiegarci nel dettaglio cos'è?

La quasi totalità degli italiani ignora le basilari fondamenta dell'europa e questo non permette di capire che è solo uno strumento di dominio su milioni di persone.

Qualcuno in tv o sui Vostri giornali preferiti ha mai spiegato cosa comportassero i vari trattati?

I Vostri amati rappresentanti Vi hanno mai detto che la Costituzione Italiana non vale più a nulla da quando abbiamo aderito al trattato di Lisbona?

Sapete che all'europa non importa nulla di noi e che il volere del mercato è l'unica linea guida della non eletta governance?

Siete a conoscenza che nei prossimi venti anni, indipendentemente dai risultati elettorali, l'unica politica sarà quella del rigore e quindi della distruzione dello stato sociale?

L'Italia non ha alcuna speranza di...


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THOMAS SANKARA, IL PRESIDENTE DEL FUTURO

TOGLIAMOCI L’ELMETTO, LA GUERRA È FINITA: L’ITALIA POTREBBE PRENDERE ESEMPIO DALLA PROSPERITÀ SVIZZERA E DICHIARARSI NEUTRALE. di Antonio de Martini


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TOGLIAMOCI L'ELMETTO, LA GUERRA È FINITA: L'ITALIA POTREBBE PRENDERE ESEMPIO DALLA PROSPERITÀ SVIZZERA E DICHIARARSI NEUTRALE. di Antonio de Martini

Si avvicina il momento in cui – grazie alla crisi che chiede risposte concrete subito – gli italiani incominceranno a interrogarsi in maniera realistica circa la loro identità e il loro posto nel mondo.

Ritengo che il posto dell'Italia nel mondo non abbia più ragione d'essere in una qualsiasi alleanza militare o comunque di blocco.

La guerra fredda è finita nel 1991, il blocco " nemico" è sciolto, anche se c'è chi sta faticosamente cercando di creare altri blocchi di cui ergersi a leader.

Desidero riassumere grossolanamente gli elementi base di questa scelta per innescare una meditazione su questo tema in coincidenza col periodo feriale che ci darà qualche giorno di tregua dalle fatiche di ogni giorno.


La base del ragionamento è fatta per analogia con la dichiarazione di " Roma città aperta" fatta durante la seconda guerra mondiale. Esistono tesori di cultura che non possono essere sacrificati. Se lo ha capito la monarchia fascista, possono capirlo anche altri.

Ecco un aiutino


CONSIDERAZIONI CULTURALI: l'Italia ha sul proprio territorio almeno il 60% dei beni culturali esistenti al mondo e l'80% del patrimonio culturale dell'occidente.

Questi beni non possono essere preservati se il nostro territorio venisse coinvolto un una guerra. Opere di pittura, architettura, reperti archeologici, storici, biblioteche, musei, andrebbero persi per sempre.

L'esempio della Abbazia di Montecassino distrutta nel 1944 solo perché la sua immobile serenità dominante gli eventi bellici dava ai nervi ai generali che combattevano nella vallata, è illuminante. Non è possibile fare eccezioni : o si evita il combattimento nelle zone culturalmente importanti o si distruggono beni culturali non sostituibili. Si cancellerebbero molte tracce della storia umana.

L'Italia intera è da considerarsi zona culturalmente importante. Un Patrimonio dell'Umanità.


CONSIDERAZIONI RELIGIOSE: l'Italia ospita la sede centrale della – ancora per poco – maggiore religione mondiale in termini numerici. Si tratta della religione che ha " inventato" la non violenza , anche se per secoli non l'ha praticata.

La religione cattolica ( = universale) attraversa quasi tutti i paesi del mondo, rappresenta oltre un miliardo di persone appartenenti certamente a tutti i paesi eventualmente coinvolti in una qualsiasi guerra e sarebbe l'unica istanza di mediazione possibile perché l'ONU situata negli Stati Uniti, sarebbe certamente posizionata in un paese belligerante, dato che dal XX secolo gli USA sono stati coinvolti direttamente in tutte le guerre occorse, tranne tre: quella Anglo Boera, quella civile spagnola e quella anglo argentina della Tatcher.

La scelta neutralista dell'Italia darebbe nuovo slancio al cattolicesimo e sostanza all'idea d'Europa .

Personalmente ho una mia religiosità individuale e l'Europa mi ha deluso, ma non disconosco la forza trainante di queste due idee-forza ...



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Cosa accadrà al prossimo vertice UE


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Cosa accadrà al prossimo vertice UE

merkel-europedi Fabrizio Tringali - Main-Stream.


Mentre si prepara il prossimo vertice europeo, in programma il 13 e 14 dicembre prossimi, il clima fra i Paesi dell'eurozona sembra apparentemente distendersi. Dapprima Tony Blair, e poi addirittura la cancelliera Merkel, hanno pubblicamente teso la mano verso la Grecia.
Le accuse di inaffidabilità, incapacità, propensione allo sperpero, sembrano ormai un ricordo del passato.
Tuttavia, quel che i media nostrani si affannano a definire "svolta", in realtà è semplicemente l'ennesima tappa di una strategia lineare ben chiara, esplicitata già diverso tempo fa da importanti esponenti dell'establishment tedesco: meno rigidità verso i Paesi debitori, in cambio di cessioni di sovranità.



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Smontando Monti: la vecchia e stanca ideologia dei tecnici (falliti).


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Smontando Monti: la vecchia e stanca ideologia dei tecnici (falliti).

Bill-BlackCon uno splendido articolo pubblicato ieri William Black dimostra l'assurdità di come i media "seri" trattano in modo reverenziale  i tecnici come Mario Monti in modo reverenziale, ignorando il fatto che le loro politiche sono un fallimento totale. http://www.huffingtonpost.com/william-k-black/new-york-times-profile_b_2269009.html


Black, ex-regolatore bancario negli USA, prende come spunto i profili pubblicati dal New York Times di due capi di governo, entrambi economisti, ma con risultati molto diversi: Raffael Correa dell'Ecuador e appunto il professor Mario Monti.


Il primo viene definito dal NYT come un "economista di sinistra" che si batte contro il libero mercato, mentre il secondo è un tecnico che fa le riforme coraggiose. Black ci mette poco a dimostrare che il programma ideologico portato avanti da Monti ha fatto bene solo alle grandi banche, mentre l'economia in generale sta crollando sotto le misure di austerità – esito facilmente prevedibile per chi non è annebbiato dal miraggio dei mercati.


Troviamo utile l'articolo di Black perché sottolinea un punto caro a NoBigBanks: le varie facce del liberismo finanziario – www.huffingtonpost.com screen capture 2012-12-12-9-39-10austerità, privatizzazioni e deregulation – non rappresentano il nuovo. Tutto questo parlare di "ri...



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Tirate Fuori il Lardo e il Burro e Fate Soffriggere il Ragù Forum:  Azioni Italiane ed Estere > Si Schianta Tutto


Tirate Fuori il Lardo e il Burro e Fate Soffriggere il Ragù


Forum:  Azioni Italiane ed Estere > 
Si Schianta Tutto



  • E' come avere gente che sta facendo una dieta insipida macrobiotica, senza grassi, a base di verdure cotte, alghe giapponesi puzzolenti e riso integrale, senza sale, olio e formaggio, perchè gli hanno spiegato che altrimenti muoiono di tumore. E tu arrivi e gli dici "ehi... state sbagliando tutto, non solo non serve a niente, ma vi ammalerete tutti con questi sacrifici, tornate a impastare le tagliatelle con l'uovo, tirate fuori il lardo e il burro e fate soffrigere il ragù!"

    Cioè è il contrario di quello che tu dici, le obiezioni che incontro qui tutti i giorni quando spiego la rava e la fava del debito e della moneta è che indico soluzioni troppo facili, demagogiche, populiste, da paese di cuccagna.

    In parole povere, è per me un mistero come i capi del M5S e anche di Lega, Rifondazione, DiPietro e adesso Giannino con la sua lista ad esempio non adottino un programma tipo quello di cui parlo, che è semplice da spiegare, si basa su quello che fanno all'estero e che faceva l'italia e IN CUI NON PROMETTI SACRIFICI, MA AL CONTRARIO PROMETTI DI FARLI CESSARE!

    Cioè qui tutti i partiti o quasi predicano i sacrifici con le sofferenze che comportano e tu potresti essere quello che predica la fine delle sofferenze.

    Come descritto in tanti post più tecnici, date le circostanza particolari della depressa economia italiana, puoi oggi razionalmente proporre un programma che sembra demagogico e populista ("Vaff... la Spread! Stampiamo Moneta!... Tagliamo le Tasse!"), ma che sarebbe in realtà la soluzione corretta. Possibile che non ci sia qualcuno come la Kirchner in Argentina o Correa in Ecuador (o anche Obama in america in realtà visto che da quattro anni tiene i deficit al 10% del PIL) che non veda l'occasione per prendere voti ?

    Quello che ho cercato di dire è che ci dovrebbe essere ormai, data la situazione dell'Italia, una convergenza di diversa gente di diversa estrazione nel fornire una soluzione alternativa all'austerità e Monti. Sembrerebbe che con 60 milioni di italiani di cui almeno un milione laureati in discipline serie e tanti imprenditori, tanti partiti, la possibilità di sfruttare il malcontento CAUSATO DALL'ECONOMIA (e non dallo smog o dalla mafia) per vincere elezioni ecc... venisse fuori qualche soluzione alternativa chiara.

    E a mio avviso ci sarebbe eccome una soluzione MOLTO vendibile perchè in sostanza vai in giro a dare la buona novella che i sacrifici fanno male, una dieta senza grassi e carne ti fa ammalare e che la moneta può essere stampata. Il prodotto elettorale sarebbe perfetto per la vendita, manca chi lo voglia vendere

    A parte l'uscita dall'euro, su cui comincia ad esserci un fronte del "usciamo!", grazie al fatto appunto che è una domanda: yes/no sul resto, se guardi tutta la gente che ho citato, c'è ancora una forte sudditanza intellettuale per cui sembra abbiano timore a proporre qualcosa che, per una volta, sarebbe facile da proporre, perchè devi solo spiegare che i sacrifici e soffrire non ha senso !

Borsa/ Milano apre in rialzo, il Fstse Mib a +0,42%

Borsa/ Milano apre in rialzo, il Fstse Mib a +0,42%

SE COSÌ FOSSE L'ITALIA E' MORTA! L’imprenditore, razza in via di estinzione

L’imprenditore, razza in via di estinzione

Pubblicato da ICR su dicembre 10, 2012
Anche oggi l’articolo del nostro presidentissimo…
Opinione Condivisa e purtroppo molto molto triste nella sua verità

Crisi/ Spread Btp-Bund stabile a 340 punti

Crisi/ Spread Btp-Bund stabile a 340 punti

Giappone Ufficialmente in Recessione (Il Bubbone Giapponese si Infetta Sempre di Più)

Giappone Ufficialmente in Recessione (Il Bubbone Giapponese si Infetta Sempre di Più)

Di , 8:09 AM | Questa notte l’ufficio statistico giapponese ha rivisto il PIL del secondo trimestre da +0,1% a -0,1% (nel grafico qui sotto i dati sono quelli vecchi)- Quindi il Giappone…

Usa/ Moody's: si cadrà temporaneamente nel 'precipizio fiscale'

Usa/ Moody's: si cadrà temporaneamente nel 'precipizio fiscale'

New York, 12 dic. (TMNews) - L'agenzia di rating Moody's si aspetta che gli Stati Uniti 'cadano' temporanemente nel precipizio fiscale, l'insieme di tagli automatici alla spesa e aumento dell'imposizione fiscale che entrerà in vigore dal primo gennaio, se un accordo tra Casa Bianca e Repubblicani al Congresso non viene trovato. Non tutto il male viene però per nuocere: sebbene verrà meno la fiducia di aziende e consumatori, le tensioni politiche che ne deriveranno sono l'ingrediente giusto affinché un'intesa definitiva venga raggiunta. Le questioni fiscali continueranno così a frenare la crescita dell'economia americana, che però dovrebbe riprendersi entro la seconda metà dell'anno prossimo, grazie soprattutto alla ripresa del settore privato. E' questa la visione di Mark Zandi, il capo economista dell'agenzia di rating che ha pubblicato le previsioni per il 2013 nel rapporto "U.S. Macro Outlook 2013: Poised for Liftoff". Il titolo suggerisce una congiuntura macroeconomica pronta a ripartire. L'idea di base di Zandi è che la classe politica americana troverà un accordo comprensivo sul budget all'inizio del 2013, grazie a un piano che, tra l'altro, aumenta il tetto sul debito pubblico e crea i presupposti per una fase di sostenibilità fiscale. (segue)

Alert: "Usa cadranno nel precipizio fiscale"

Alert: "Usa cadranno nel precipizio fiscale"

ECONOMIA | L'avvertimento di Moody's, che sottolinea che se il Congresso non agirà per impedire il fiscal cliff, l'economia americana sarà stretta da "una grave recessione entro la primavera". 

Fine della farsa: uscire dall’euro, istruzioni per il Piano-B

Fine della farsa: uscire dall’euro, istruzioni per il Piano-B

12/12 •
Una alleanza tra paesi sul modello della sudamericana “Alba”, oppure un ritorno alla fluttuazione in un regime di doppia moneta; terzo, una trattativa a viso aperto con la Germania. Mentre tutti si accaniscono su come “tenere l’Italia nell’euro”, il dibattito sul cosiddetto “piano B” per fortuna non langue. Un dibattito cominciato mesi fa, quando lo spread era ancora un gattino dalle unghie corte e dalla Merkel ci si poteva aspettare anche un invito a cena. Poi tutto è cambiato, e piuttosto rapidamente. Ora in molti si stanno accorgendo che il “gioco non vale la candela”. Soprattutto, da quando la vicenda della Grecia ha messo un punto definitivo sull’efficacia delle politiche di austerità. Cioè, i costi sono tali che o portano al disastro sociale, politico ed economico, oppure posticipano talmente tanto in là il momento della cosiddetta ripresa che il sacrificio diventa un lento e inesorabile depauperamento.

CRISI ECONOMICA: L’ITALIA HA UN SOLO GRAVE PROBLEMA HA LA VALUTA SBAGLIATA

CRISI ECONOMICA: L’ITALIA HA UN SOLO GRAVE PROBLEMA HA LA VALUTA SBAGLIATA

Dopo l'articolo sullo  e indice future italiano, condito con un pò di veleno POTETE LEGGERLA ANDANDO QUI... Visto che sono stufa d'essere governata da incapaci e arraffoni ecco una attenta fatta da un bravissimo blogger di nome Paolo Cardenà L' HA UN SOLO GRAVE PROBLEMA ECONOMICO. HA LA  SBAGLIATA Paolo Cardenà - Riporto l'opinione ...

GLI STATI UNITI E IL TETTO DEL DEBITO SEMPRE SFONDATO

GLI STATI UNITI E IL TETTO DEL DEBITO SEMPRE SFONDATO

DI MATTEO CORSINI “Gli americani non possono pagare le spese di un piccolo gruppo di repubblicani che minaccia l’economia con l’arma del tetto del debito”. (T. Geithner) Da mesi negli Stati Uniti si discute su come evitare il fiscal cliff, ossia quell’insieme di aumenti di imposte e riduzioni di spesa pubblica che entrerebbero in vigore automaticamente dal 1° gennaio 2013… Read more →

PERCHÈ L’ARGENTINA ORA PAGA PER IL SUO PERICOLOSO SUCCESSO ECONOMICO



- DI JAYATI GHOSH E MATIAS VERNENGO  – guardian.co.uk  -
Un fondo avvoltoio ha vinto una causa che obbliga l’ Argentina a ripagare il debito dopo che la nazione ha rifiutato l’ austerità come via d’ uscita dalla crisi
L’ Argentina fa di nuovo notizia. La nazione che ha gestito con successo la ristrutturazione del debito estero dopo la grande crisi finanziaria del 2001-2002, e che ha evitato il pacchetto d’austerità beneficiando di una notevole ripresa economica, è ora sotto attacco da una combinazione di sentenze di tribunale e mosse aggressive dei mercati finanziari.
Nella foto: Paul Singer, fondatore e amministartore delegato della Elliot Capital Management
Elliot Capital Management, un fondo avvoltoio con sede nel paradiso fiscale delle Isole Cayman di proprietà del finanziere conservatore Paul Singer (un grande contribuente della campagna di Romney), ha rifiutato i termini della ristrutturazione del debito, accettati da oltre il 92% degli obbligazionisti nel 2005 e nel 2010. Ha richiesto il pagamento per intero e ha perseguito attivamente il proprio caso in diversi tribunali in tutto il mondo. Pochi mesi fa la fregata argentina Libertad, che ironicamente vuol dire libertà in spagnolo, è stata sequestrata in Ghana dopo che un giudice locale ha deciso in favore di Elliot Capital Management. Il giudice Thomas Griesa ha recentemente decretato in un tribunale di New York che il governo argentino deve pagare 1,3 miliardi di dollari allo stesso fondo avvoltoio – il valore totale delle proprie partecipazioni più gli interessi maturati a partire dal 2001 – sulla base di un’ inusuale interpretazione delle clausole pari-passu(1) dei contratti di debito.