22/12/12

L’ultimo regalo del governo Monti: è per un’azienda farmaceutica


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L'ultimo regalo del governo Monti: è per un'azienda farmaceutica

"Si tratta di uno di quegli emendamenti sul finire, notturni, che creano dei problemi". Renato Balduzzi è un ministro tecnico, ma evidentemente s'è accorto presto di come funzionano le cose in Parlamento. Il titolare della Salute si riferisce a una normetta spuntata in Senato, senza avere molta attinenza con la materia, nella legge di Stabilità che ieri è diventata legge. Cosa prevede? Semplicemente che sangue e prodotti emoderivati provenienti da Stati Uniti e Canada non avranno più bisogno dell'autorizzazione preventiva dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) per essere importati nel nostro Paese: il che vuol dire che queste preparazioni – componenti del sangue che vengono separati attraverso un sofisticato sistema di centrifugazione del sangue – possono arrivare liberamente dal Nord America e non, per dire, dalla Francia. Col rischio che si incorre nel paradosso di rendere facile l'importazione di emoderivati da paesi – come molti Stati Usa – in cui il sangue si può vendere (e molti poveri lo fanno), mentre in Italia è vietato.

Ora Balduzzi, dopo le proteste di area Pd (Marino, Miotto e altri), è preoccupato e pensa addirittura a un "provvedimento d'urgenza" giustificato coi "pericoli per la salute pubblica". Resta una domanda: com'è arrivato questo strano emendamento nel ddl stabilità? Ce lo ha messo Cesare Cursi, Pdl di rito aennino, già capo segretaria di Amintore Fanfani, ex sottosegretario alla Salute. Conosciuto l'esecutore, forse è il caso di chiedersi a chi interessa questo emendamento: quante sono le aziende interessate? La risposta si trova nelle parole di Ignazio Marino, chirurgo di fama mondiale e senatore del Pd: "Sugli emoderivati l'Italia è di fatto in un regime di monopolio: dal 1990 gli emoderivati sono prodotti da un'unica azienda farmaceutica, la Kedrion (di Castelvecchio Pascoli, Lucca, ndr). Nel 2011, Kedrion ha coperto circa il 65% del fabbisogno terapeutico italiano per questi prodotti, quindi solo il restante 35% è fornito al Paese in regime di concorrenza".

In sostanza, grazie ad un monopolio paralegale, solo Kedrion può produrre e vendere in Italia alcune tipologie di questi preparati: per di più, la società toscana è assai attiva in Nord America, tanto in Canada quanto negli Stati Uniti, e particolarmente interessata dunque al'emendamento Cursi. Basti a provarlo un comunicato dell'azienda del luglio di quest'anno in cui si dà notizia dell'acquisto di un ramo d'azienda della società Ocd (Ortho Clinical Diagnostics), che andava ad aggiungersi ad un impianto di frazionamento a Melville (New York), alla controllata Kedrion Biopharma e ad otto centri di raccolta del plasma sparsi per gli States. Resta solo da chiarire chi siano i proprie-tari di Kedrion. Trattasi dei Marcucci, famiglia che fin dai tempi del capostipite Guelfo dà del tu al potere. Al comando ora c'è la generazione dei fi...



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Addizionale Irpef: per un operaio salasso di 420 euro in busta paga


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Addizionale Irpef: per un operaio salasso di 420 euro in busta paga

tassa in culo 300x236 300x236 Addizionale Irpef: per un operaio salasso di 420 euro in busta pagadi REDAZIONE


Cresce il peso delle tasse locali a seguito dell'aumento delle addizionali regionali e comunali Irpef. A dirlo e' l'Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha analizzato l'andamento medio delle addizionali applicate in questi ultimi anni sulle persone fisiche dai Comuni capoluogo di Provincia e dalle Regioni e, in secondo luogo, ha pesato l'aggravio fiscale di queste due imposte sui redditi di quattro diverse tipologie di lavoratori dipendenti. I risultati ottenuti sono sconsolanti, afferma la Cgia: le nostre buste paga sono sempre piu' leggere.


Un operaio con un reddito annuo pari a 20.000 euro, che corrisponde ad una busta paga netta di 1.240 euro al mese, l'anno prossimo si trovera' una trattenuta annua di 420 euro, 14 euro aggiuntivi rispetto al 2012 e ben 95 euro in piu' se il confronto e' realizzato con l'anno di imposta 2010. Non va meglio nemmeno ad un ipotetico impiegato con un reddito annuo di 32.000 euro, pari ad uno stipendio mensile di 1.840 euro circa. L'anno prossimo, infatti, il peso delle addizionali comunali e regionali Irpef decurtera' il suo reddito annuo di ben 700 euro. Rispetto al 2012 l'incremento e' di 24 euro. Se, invece, la comparazione viene eseguita sul 2010, l'aggravio aggiuntivo e' di 133 euro. Per un quadro, con un reddito annuo di 60.000 euro che si traduce in uno stipendio mensile di poco superiore ai 3.000 euro, l'anno venturo lascera' al Comune e alla Regione di residenza 1.346 euro, ovvero 52 euro in piu' rispetto al 2012 e ben 265 euro se la comparazione e' tra il 2013 e il 2010.


Un dirigente, con un reddito annuo di 150.000 euro che gli consente di portare a casa quasi 7.000 euro netti al mese, nel 2013 dovra' versare 3.447 euro di addizionali Irpef. Rispetto al 2012 l'aumento e' di 169 euro. Se il confronto e' fatto con il 2010, l'aggravio fiscale aggiuntivo e' di 714 euro. "L'aumento della tassazione locale e' diventato ormai una costante che caratterizza la politica fiscale degli Enti locali – commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia – Lo Stato risparmia tagliando i trasferimenti, le Regioni e i Comuni si difendono alzando il livello delle imposte per mantenere in equilibrio i propri bilanci. Speriamo che con la nuova Legislatura si riprenda in mano il tema del federalismo fiscale, altrimenti tra Imu, Irap, Tares, e addizionali Irpef i cittadini e le imprese si troveranno a pagare sempre di piu' senza avere un corrispondente aumento della qualit...



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Uccisa giornalista che denunciava le connessioni tra pedofili e alta società belga.


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Uccisa giornalista che denunciava le connessioni tra pedofili e alta società belga.

Maria Grazia Cutuli, la giornalista che denunciò le connessioni tra pedofili ed alta società belga, e che fu uccisa in un agguato


- di Corrado Penna -




Maria Grazia Cutuli era una coraggiosa giornalista siciliana che lavorava come inviata del Corriere della Sera. Una giornalista coraggiosa perché non ha avuto esitazioni a svolgere il suo lavoro di cronista in diversi teatri di guerra come la Bosnia e l'Afghanistan (e questo forse lo sanno e lo ricordano molte persone) ma perché ha denunciato senza mezzi termini l'orrore della pedofilia. A dire il vero a fatto anche di più, perché  a parole tutti sono bravi, è facile infatti fare denuncie generiche e condannare pubblicamente certi orrori (ed infatti lo fanno in molti, persino quelli che nel segreto della propria vita privata abusano di quei poveri esseri innocenti). Maria Grazia Cutuli invece aveva fatto di più, aveva fatto una seria indagine giornalistica, tanto seria che nemmeno la magistratura e la polizia del Belgio avevano dimostrato tanta serietà.




Nel suo articolo scritto (casualmente?) tre mesi prima di essere uccisa in un agguato in Afghanistan ed intitolato Caso Dutroux, giustizia non è fatta Maria Grazia denunciava che: A cinque anni dall' arresto del «mostro di Marcinelle», l' inchiesta sui pedofili belgi si è arenata. Il processo all' uomo accusato di aver stuprato e ucciso quattro bambine continua a slittare. Sono stati sospesi investigatori, screditati testimoni «scomodi», minacciati i parlamentari che indagano sulla vicenda"E più precisamente che Appare un terzo personaggio, Marc Nihoul, il «principe della notte», sospettato di far da tramite in un commercio di minorenni tra Dutroux e le «alte sfere». Il Paese è sotto choc. Spuntano connessioni internazionali. Scenari foschi dove si materializzano incubi orgiastici, sadismi insospettabili, ma anche interessi d' altro genere. Il Belgio, quartiere generale dell' Unione Europea, della Nato, di migliaia di multinazionali, scopre che dietro l' affare della pedofilia si potrebbe nascondere una rete criminale che mina lo Stato dai vertici alle fondamenta. Cinque anni dopo, nessun imputato è alla sbarra. I grossi nomi sono spariti d...


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Debito pubblico e patrimonio privato: una commistione senza senso


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Debito pubblico e patrimonio privato: una commistione senza senso

crisi mercato immobiliare 300x219 Debito pubblico e patrimonio privato: una commistione senza sensodi CLAUDIO ROMITI


Tra le tante illusioni che circolano in questa devastante crisi economica e finanziaria, sta riprendendo quota la sciocchezza del patrimonio privato come una sorta di garanzia Paese. Un patrimonio privato che, secondo i tanti professionisti dell'esproprio fiscale in servizio permanente attivo, supererebbe di ben 4/5 volte l'intero debito pubblico, rassicurando in tal modo i possessori dei nostri titoli di Stato circa la solvibilità del sistema.


Ora, a parte la discutibilissima operazione di utilizzare le proprietà private quale riserva strategica per le follie finanziarie dei vari governi – presupponendo che alla bisogna si potrà sempre attingere al pozzo senza fondo dei beni del solito Pantalone –  il problema di fondo è che si compie una forzatura di non poco conto, commisurando gli oltre duemila miliardi del citato debito pubblico ad un patrimonio privato del tutto teorico, soprattutto perchè basato su valori assolutamente variabili.


Molto in breve, dato che quest'ultimo è in gran parte costituito da beni immobili, si tratta sostanzialmente di uno stock di risorse per così dire passivo. In sostanza la valutazione di gran parte di tale patrimonio, case o terreni che siano, è strettamente legata all'andamento dinamico della economia italiana. Ovviamente, utilizzando un paradosso per scopi esplicativi, se per avventura il sistema produttivo giungesse sulla soglia della paralisi, qualcosa di analogo a ciò che portò al crollo dell'Unione sovietica (tralasciando le mistiche spiegazioni di chi lo attribuì ad un disegno della Madonna), il valore di mercato di qualunque bene immobile precipiterebbe vicino alla zero. E a nulla servirebbe recarsi in qualunque banca con, ad esempio, pezzi consistenti del Colosseo con i quali reclamare prestiti. Se la ricchezza di una nazione come quella di Pulcinella è fondamentalmente basata sul lavoro -ovviamente quello produttivo di mercato -, essendo praticamente priva di materie prime, ne discende che se si inceppa la sottostante struttura economica non possiamo certamente generare la perdita di ricchezza con i mattoni di casa o con l'erba del nostro giardino. Persino l'oro e gli altri metalli preziosi varrebbero intorno allo zero se nel mondo avessero tutti voglia di farsi assumere, come ancora accade nella nostra cara Sicilia, per contare i tombini delle città.


Poichè, in ultima analisi, è proprio questo il male profondo della soci...



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I piani segreti del Bilderberg


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I piani segreti del Bilderberg

bueno buono good
le notizie e la verità non sono lo stesso

I piani segreti del Bilderberg e Mario Draghi per l'Italia del futuro





Mario Draghi

"Italia: diretta da un primo ministro non eletto, devastata da una crisi economica, una disoccupazione endemica ed un aumento dei suicidi, è entrata nella spirale della morte". Comincia cosí questo speciale di approfondimento sulla situazione politico-economica e sociale del nostro Paese, presentata da Daniel Estulin nel suo programma "Desde la sombra" (di cui ve ne consiglio vivamente la visione – link a fondo articolo, ndr).
Venticinque minuti in cui la situazione italiana è spiegata meglio di qualsiasi altro editoriale, programma, giornale o salotto televisivo nostrano, dove non si fa altro che addormentare lo spettatore, con una saga infinita di luoghi comuni e giri di parole, espressione di una volontà d'esprimersi repressa dalla censura dei contenuti e dalla continua ricerca di una  forma che non infastidisca uno o l'altro politico di turno. Pura ipocrisia, paura ed omertà.


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Fiscal Cliff: Time to Call Their Bluff


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Fiscal Cliff: Time to Call Their Bluff

Fiscal Cliff: Time to Call Their Bluff

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OpEdNews Op Eds 12/20/2012 at 10:53:28
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Il mondo non è finito. Per l’Italia invece la fine è rimandata a fine febbraio


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Il mondo non è finito. Per l'Italia invece la fine è rimandata a fine febbraio

 Il mondo non è finito. Per l'Italia invece la fine è rimandata a fine febbraioGià. I fans dei Maya devono essere rimasti parecchio delusi dalla dura realtà: il mondo è ancora in piedi, vivo e vegeto. Nessun brillamento solare, nessuna tempesta magnetica, nessuna pioggia di meteoriti o tsunami. Niente di niente. Il mondo continua ad andare avanti con le sue sporche guerre, le sue dittature, i suoi inquinamenti, le sue crisi finanziarie, i suoi odi religiosi e i suoi smartphone.


Ma per l'Italia la "fine" è solo rimandata a fine febbraio quando ci saranno le consultazioni elettorali politiche. Allora sì che gli italiani dovranno iniziare a tremare, perché – se tutto va male e non va come dovrebbe – avremo la sinistra o un'aberrazione di alleanze sinistra-centro montiano che proverà a (s)governarci per i prossimi cinque anni, terminando l'opera iniziata da Monti tecnico: la demolizione del paese in nome e per conto dell'euro.


Dunque prepariamoci al peggio. Per noi i Maya hanno predetto bene, anche se hanno sbagliato di qualche mesetto. Seppure, a pensarci bene, forse neanche. Perché effettivamente Monti si è dimesso ieri sera, 21 dicembre 2012, e dunque coincidendo le sue dimissioni con la fine di questa legislatura, posso affermare che forse gli antichi abitanti del continente americano non avevano errato, se non nell'oggetto della "fine" che non è il mondo, ma la nazione italiana. Siamo davanti al baratro e le alternative sono davvero poche, con una destra che pare sorda alle richieste disperate della base, che chiede un grande partito nazionalpopolare, pulito, coerente e onesto, che difenda l'identità e i valori dell'italianità in Europa e nel mondo. Che difenda il nostro paese dalla sinistra sfascista e dai poteri forti che si accingono a prendere possesso di Palazzo Chigi.


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da Il Jester





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Sempre piu' giovani a casa genitori, +120mila in 1 anno


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Sempre piu' giovani a casa genitori, +120mila in 1 anno

In 2011 quasi 7mln tra 18 e 34 anni


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Mutui: consumatori, boom spread Italia


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Mutui: consumatori, boom spread Italia

Da manovre monti-draghi costi crisi scaricati sui piu' poveri


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TASSE/ In arrivo la mini-patrimoniale di Capodanno


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TASSE/ In arrivo la mini-patrimoniale di Capodanno

Il Tesoro applicherà una nuova imposta di bollo su tutti gli investimenti, l'1 per mille, destinata a rincarare dal 2013, quando le persone fisiche pagheranno l'1,5 per mille senza limiti.

(Pubblicato il Sat, 22 Dec 2012 13:18:00 GMT)


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La città che ti obbliga ad avere un’arma

Lo zio approva, legge sacrosanta!!!!!

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La città che ti obbliga ad avere un'arma

A Kennesaw, in Georgia, chi non possiede un fucile o una pistola commette un'infrazione


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Il “dàgli al banchiere” si ode forte e chiaro


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Il "dàgli al banchiere" si ode forte e chiaro


Il "dàgli al banchiere" si ode forte e chiaro da Milano a Seul

Qualcuno penserà che il 2012 sia l'anno della Norimberga dei banchieri e dei trader spregiudicati. Forse un paragone eccessivo ma utile per capire quanto la crisi economica, partita dalla finanza, si stia ritorcendo sui suoi "creatori" sotto forma di contraccolpi giudiziari. La saga globale dei "bad bankers", i cattivi banchieri, è giunta anche a Milano. Ieri una delle prime indagini a livello internazionale sui titoli derivati, cominciata nel maggio 2010, è arrivata alla sentenza di primo grado condannando con l'accusa di truffa la banca tedesca Deutsche Bank, la svizzera Ubs, la statunitense Jp Morgan e l'irlandese Depfa Bank. Il giudice ha ordinato la confisca di 88 milioni di euro e un milione di euro di multa per ciascun istituto.
La vicenda risale al 2005 quando il comune di Milano aveva aderito a uno scambio di titoli acquistando derivati ma senza che fossero stati spiegati i pericoli reali di un investimento di per sé rischioso, secondo la motivazione dell'accusa accolta ieri dal giudice: una truffa da cento milioni di euro, secondo la procura. Palazzo Marino si era costituito parte civile ed è uscito dalla disputa dopo  un accordo di transazione per 445 milioni. L'associazione dei consumatori Adusbef, rimasta parte civile, otterrà invece 50 ...


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E' iniziata la Norimberga dei banchieri ?


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E' iniziata la Norimberga dei banchieri ?


Scorribande finanziarie dei banchieri-crack

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03218 
Atto n. 3-03218 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 20 dicembre 2012, nella seduta n. 857
LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e degli affari esteri. -
Premesso che:
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E' iniziata la Norimberga dei banchieri ?


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E' iniziata la Norimberga dei banchieri ?


Scorribande finanziarie dei banchieri-crack

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03218 
Atto n. 3-03218 (con carattere d'urgenza)
Pubblicato il 20 dicembre 2012, nella seduta n. 857
LANNUTTI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'economia e delle finanze e degli affari esteri. -
Premesso che:
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Il Graal necessario a guarire l'economia


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Il Graal necessario a guarire l'economia

IL SANTO GRAAL DELLA SOVRANITA' MONETARIA

Il regno languiva malato di una oscura tabe, il re non guariva di una misteriosa piaga. Solo il Graal avrebbe potuto riportare la linfa vitale. E i cavalieri erranti partirono alla sua ricerca. Ma tra essi solo uno l'avrebbe potuto trovare: Parsifal, il Puro Folle. In tempi più pedestri, anche l'Italia langue di un male insanabile, e oramai si fa largo la comprensione che il Graal necessario a guarire la sua economia e il suo morale è quello della sovranità monetaria. E anche oggi qualche cavaliere riprende la ricerca del salvifico Vaso: Tremonti, Ferrero, Di Pietro, Berlusconi...

Da ultimo l'on.le Domenico Scilipoti, medico oncologo, che, dietro la negativissima immagine costruitagli dai mass media, spezza le sue lance, una ad una, contro i grandi interessi istituzionalizzati: il cartello dell'energia, il cartello dei farmaci, il cartello delle industrie alimentari, il quale, con la copertura di norme non certo piovute dal cielo, propina all'ignara popolazione, ma soprattutto ai fanciulli, dovizia di cibarie e bevande ricche di ben note sostanze cancerogene, diabetizzanti o altrimenti patogene, soprattutto attive sui giovanissimi – dai coloranti, ai conservanti, ai dolcificanti, alle plastiche solubile dei contenitori. Ultimamente Scilipoti, con alcuni fidati collaboratori, ha scritto e pubblicato, per i tipi di Aurora Boreale, La Moneta al Popolo, un conciso volumetto contenente un'analisi dei mali economico-monetari, delle storture dell'Eurosistema e della BCE in particolare, della piaga, sempre più emergente e virulenta, del signoraggio o rendita (reddito, direi io) monetaria. La cosa più rilevante, dal mio punto di vista, è che il saggio di Scilipoti, e soprattutto il progetto di legge di riforma monetaria che esso contiene, costringono a tematizzare quella che, secondo me, come da anni scrivo, è la radice contabile del male monetario che affligge non solo l'Italia, ma tutto il mondo, ossia l'uso di principi contabili sbagliati, che producono una voragine di passività apparente, solo apparente, ma capace, da sola, di destabilizzare il sistema finanziario globale. Andiamo con ordine e partiamo dalle premesse storiche. La repubblica italiana nacque come paese a sovranità limitata dall'esito della guerra e dal suo inserimento, in posizione non certo paritaria, nell'area di egemonia del Dollaro. Tra il 1981 e il 1983 ha ceduto alla finanza privata il controllo della sua banca centrale di emissione e ha affidato al mercato speculativo il suo debito pubblico, che di conseguenza si è moltiplicato. Con una immeditata e impreparata adesione all'eurosistema e ai connessi trattati, e con la definitiva privatizzazione della sua banca centrale nazionale, si è cacciata i...


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Elezioni, Monti fa i suoi conti: no alla lista centrista, obiettivo Quirinale o Ue


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Elezioni, Monti fa i suoi conti: no alla lista centrista, obiettivo Quirinale o Ue

La lista Monti resterà nel cassetto. Dopo l'ennesima giornata convulsa, fatta di tensioni dentro il Consiglio dei ministri (l'ultimo gesto di sprezzo di Elsa Fornero davanti al Parlamento, quando è fuggita tappandosi le orecchie per non sentire le critiche della Lega) hanno velato d'amaro anche gli ultimi momenti a palazzo Chigi. E, poi, quell'atto di forza, sempre della Lega al Senato, mal digerito dal Professore: il decreto "tagliafirme" che resta al palo, con il governo che sarà chiamato ancora una volta a riunirsi, prima del 28 dicembre, per un nuovo provvedimento che consenta l'inizio della campagna elettorale e lo scioglimento delle Camere.

Momenti di tensione, si diceva, ma mai così forti come quello che Monti ha dovuto affrontare ieri sera quando è salito al Quirinale per rassegnare le dimissioni. L'accoglienza, gelida, del Capo dello Stato è stata – forse – l'elemento decisivo sulla scelta del suo personale percorso futuro: nessuna candidatura, neppure nessun endorsement nei confronti dei centristi, niente nome prestato come "brand" a una federazione di liste. Solo un "manifesto programmatico" da offrire alla politica e ai partiti per restare "riserva della Repubblica". E senza bruciarsi anche la carta della possibile salita al Quirinale, come da sempre previsto, anche dallo stesso Napolitano.

Mario Monti, dunque, resterà al suo posto. Domani, durante la conferenza stampa di fine anno, alla quale parteciperà come presidente del Consiglio dimissionario, presenterà il suo memorandum. Una sorta di Talmud dell'esecutivo tecnico, con l'intento ideale di spostare l'attenzione dalla sua persona ai contenuti, un elenco nero su bianco del bilancio delle cose fatte e di quelle rimaste in sospeso, comunque da fare. In due parole: l'Agenda Monti. I pilastri sono consolidamento dei conti e crescita economica, con qualche suggerimento in più, un pacchetto di provvedimenti per alleggerire finalmente la pressione fiscale per famiglie e imprese che Monti, per colpa della fine anticipata della legislatura, non ha avuto la possibilità di mettere in cantiere. Se la stabilizzazione verso il basso dello spread consentirà, come Monti spera, di allentare la morsa del rigore, sarà possibile rivedere gli scaglioni dell'Irpef e introdurre vantaggi fiscali per le imprese che fanno innov...



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Tensioni tra Argentina e Inghilterra


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Tensioni tra Argentina e Inghilterra

Buenos Aires protesta per la zona dell'Antartico battezzata in nome della regina


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Fiscal cliff, partita a poker sul baratro (del debito)


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Fiscal cliff, partita a poker sul baratro (del debito)

Il peggio è passato. Anzi, non c'è stato, perché la fine del mondo annunciata s'è rivelata la bufala prevista. Ma se, di qui alla fine dell'anno, negli Stati Uniti l'amministrazione democratica e l'opposizione repubblicana non riusciranno a mettersi d'accordo su tasse e tagli, deficit e debito, l'impatto sull'economia mondiale non sarà da fine del mondo, ma poco ci manca: altroché l'effetto sui mercati dei rinvii delle decisioni dei Vertici europei , che ogni volta allarmano la Casa Bianca. Aumento delle tasse generalizzato, riduzione della spesa pubblica e, quindi, tagli ai servizi, colpo di freno alla crescita: questo è lo scenario apocalittico del 2013 economico-finanziario Usa. Però, nessuno prende sul serio questa eventualità: tutti danno per scontato che l'intesa, in extremis, si farà.

I negoziati, infatti, continuano, con le due parti impegnate a evitare di restare con in mano il cerino del fallimento. I repubblicani mettono in mora la Casa Bianca: senza compromesso, in questo contenzioso che va sotto il nome di 'Fiscal cliff', le tasse saliranno per tutti, non solo per i ricchi che l'Amministrazione democratica vuole colpire, facendosi paladina della classe media. L'altra sera, nel Congresso di Washington, è andato in scena l'ennesimo atto di questo braccio di ferro tra il presidente Obama e John Boehner, il capo dell'opposizione repubblicana che dal 2010 ha la maggioranza alla Camera.

Dopo avere respinto il piano dell'Amministrazione per aumentare le tasse ai più ricchi, ma solo a partire da un reddito di 400 mila dollari l'anno, i repubblicani non sono riusciti a fare passare il loro progetto, che puntava sui tagli alla spesa pubblica. Del resto, quel testo non sarebbe sopravvissuto all'esame del Senato, dove i democratici conservano la maggioranza. Il confronto deve essere risolto entro la fine dell'anno e quindi prima dell'insediamento del nuovo Congresso, uscito dall'Election Day del 6 novembre, dove, comunque, i rapporti di forza tra democratici e repubblicani sono sostanzialmente invariati. I protagonisti del confronto sono il presidente Obama, da una parte, che vuole risolvere il contenzioso per poter affrontare a mani libere e senza condizionamenti di bilancio troppo pesante il suo secondo mandato, e Boehner, il deputato dell'Ohio che guida i repubblicani alla Camera dal 2006 e che è stato, negli ultimi quattro anni, il principale interlocutore dell'Amministrazione democratica.

Boehner non è di per sé un conservatore radicale e non è neppure l'espressione del Tea Party, il movimento qualunquista e antitasse che aveva ottenuto, nelle elezioni di mid-term del 2010, un grande successo. Ma come leader de...



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Il Plumcake Psico-Cinetico-Monetario


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Il Plumcake Psico-Cinetico-Monetario

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di Francesco Simoncelli


Alla fine era prevedibile che sarebbe accaduto. D'altronde le recenti mosse da parte dei banchieri centrali subodoravano di un certo analogismo con un "cane all'angolo" che piagnucolava poiché asserragliato dai suoi assalitori. Il manuale Keynesiano dello zio Ben è un ricettario di alchimie fallite che nel corso del tempo hanno dimostrato il loro insuccesso qualora implementate. La fossilizzazione e la testardaggine dei banchieri centrali per il mantenimento dello status quo spingerà oltre i limiti la consapevolezza di "ciò che è necessario per il bene di tutti" degli esseri umani dietro quelle cariche ufficiali portandoli, di conseguenza, a compiere degli atti stupidi. Non ci voleva Einstein per ricordarci che se una cosa riprovata per molto non dava i risultati che ci aspettavamo, forse perché l'azione principale atta a conseguire quel risultato era sbagliata sin dall'inizio.


Di solito è semplice buon senso. Ma questo pare essere più un reperto fossile del nosto passato, piuttosto che una carattersitica peculiarmente fondamentale del nostro agire quotidiano. Infatti, con il recente annuncio dell'ennesimo accomodamento monetario, scopriamo come lo zio Ben sia ad un passo dalla follia e maledica ogni notte il nome di Greenspan per avergli lasciato questo casino. Non vede l'ora di andarsene. E' pur sempre un uomo in fin dei conti. Non può sopprimere quella vocina in fondo alla sua coscienza che riporta a galla quel reperto fossile del nostro agire umano: il buon senso.


Gli Austriaci sono lì a rendere più forte quella vocina. Fino a poco fa c'era Ron Paul che aumentava esponenzialmente i decibel di quella vocina. Ora è andato in pensione, i decibel sono diminuiti, ma non sono scomparsi. Cerca di sopprimerla implementando le stesse soluzioni adottate prima ed aspettandosi risultati diversi. E' quello che ha studiato per una vita. E' quello che Krugman ha studiato per una vita. E' quello che lo zio Mario...



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L’Italia è una Repubblica… fondata sulle stronzate di Benigni…


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L'Italia è una Repubblica… fondata sulle stronzate di Benigni…

"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti della Costituzione". Così recita solennemente l'Articolo primo della Costituzione e così ha recitato Benigni in occasione del suo ritorno in RAI per uno...



visita il sito o l'argomento rilevante per partecipare . a presto! miro renzaglia




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Herbalife, lo schema Ponzi e il rischio crac


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Herbalife, lo schema Ponzi e il rischio crac

Un hedge fund scommette sul fallimento. La società si arrabbia


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Il popolo al quale hanno rubato un arcipelago


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Il popolo al quale hanno rubato un arcipelago

L'Europa chiude la porta agli abitanti delle Chagos .La Corte di Strasburgo se ne lava le mani


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ITaLIA 2013 :IL FALLIMENTO E' CERTO


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ITaLIA 2013 :IL FALLIMENTO E' CERTO



RIPROPONGO L'INTERVENTO A RADIO 24 DI DUE SETTIMANE FA DI MERCATO LIBERO DURANTE LA TRASMISSIONE DI OSCAR GIANNINO.

NESSUN FALLIMENTO QUINDI DELL'ITALIA? ASSOLUTAMENTE FALSO...e chi non lo spiega alle persone è un BUGIARDO O UN BANCARIO O UN GIORNALISTA O UN POLITICO!
-O FALLISCONO LE BANCHE ITALIANE...MA NON FALLISCONO PERCHE' LE HA AIUTATE E CONTINUA A FARLO SIA LA BANCA CENTRALE EUROPEA CHE IL GOVERNO ITALIANO (ultimo scandalo dopo il Ltro....Montepaschi)
-O FALLISCE L'ITALIA CON IL SUO DEBITO..MA MARIO MONTI HA MESSO UN TEMPORANEO CEROTTO....
-OPPURE FALLISCONO GLI ITALIANI PER MANTENERE IN VITA IL DEBITO DEL PAESE.
così facendo gli assets del PRIVATI ITALIANI  scendono di valore, gli italiani si impoveriscono ma il paese è salvo...a un costo sociale e umano altissimo. Tasse su tasse e nessuna speranza per il futuro.

mentre la stampa ci racconta quanto bravo è stato Monti, mentre la televisione parla bene di Napolitano, mentre Berlusconi si fa invitare da tutte le televisioni per imbonire quei pochi seguaci rimasti, mentre Bersani sta preparando la sua patrimoniale lacrime e sangue, mentre Giannino si fa licenziare dal Sole 24 ore per andare alle votazioni con il suo movimento elitario, mentre Montezemolo e Casini si domandano se Monti farà loro un regalo creando il grande centro o li farà affondare nell'oblio e mentre zombie politici navigano ancora nell'agone politico....come Vendola, Fini Renzi, Tremonti e company....
ABBIAMO BLOGGER CHE SONO DEI BANCARI FALLITI, A VOLTE ALIENI A VOLTE A STATUTO SPECIALE, A VOLTE SALUZZESI,  e GIORNALISTI PREZZOLATI CHE VIVONO IL LORO PICCOLO MOMENTO DI GLORIA RACCONTANDO AGLI ITALIOTI LORO LETTORI QUANTO E' FORTE L'ITALIA E CHE NON POTEVA FALLIRE E CHE L'ITALIA HA UN FUTURO...si perchè il loro problema è che IL TEMPO confermerà il loro fallimento personale...nei prossimi due anni continueranno licenziamenti bancari, nella pubblica amministrazione e in migliaia di aziende che giorno dopo giorno chiudono o si trasferiscono.
TASSE SUL REDDITO, IMU, TASSE SUI RIFIUTI, REDDITOMETRO, REDDITEST, SPESOMETRO, EQUITALIA, AGENZIA DELLE ENTRATE, BURACRAZIA, MAGI...


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Controllo Totale


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Controllo Totale


Ma che bello! Ma che comodità! I pensionati potranno andare via lisci senza problemi! :D









tecnologia sviluppata, guarda un po', da dei banchieri. Poi magari potranno dare tutto il loro bel database allo Stato ... forse in cambio dell'ennesimo bailout? Oppure vendere le info alle MegaCorporations che sapranno così cosa compriamo e quando e quanto... 





Il XXI secolo è quì baby! Total Control




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Argentina: economia tra farsa e dramma


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Argentina: economia tra farsa e dramma

Rischio default Argentina oppure paese in ripresa? Pagata super cedola per il titolo PIL ma in realtà la crisi sta portando verso la guerra civile. Sul default Argentina si è già detto di tutto e di più. Lasciando da parte … Continua a leggere


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Draghi a Monti: nessuna ripresa nel 2013. L'Italia peggiorerà



Mario Monti e Mario DraghiMario Monti è in campagna elettorale e dice che tutto va bene.
Anzi lodando il suo governo ha pure detto, nel messaggio di auguri natalizi per i ragazzi, "il 2013 sarà l'anno della crescita".
Se lo dice lui dobbiamo credergli?
Ormai con un Paese stremato dalla pressione fiscale e con le tasche vuote per pagare l'Imu, si spera che per una volta il Prof abbia ragione.
Ma quasi sicuramente siamo davanti ad una proiezione fiduciosa sul futuro dettato dalla campagna elettorale del Prof. Ormai non fa altro che dire che tutto andrà bene il prossimo anno grazie al lavoro del suo governo. Ma a rovinargli la festa proprio oggi arriva l'altro Prof che siede a capo della Bce, il suo alterego, l'altro SuperMario Draghi.
Il presidente della Bce ha dichiarato: "L’economia resterà debole nel 2013 e l'outlook a medio termine dell’attività economica resta complicato. Le riforme economiche funzionano, sono il cammino giusto e i governi dovrebbero proseguire su questa via, anche se nel breve termine, il prezzo per i cittadini è elevato".
Tradotto: il 2013 sarà ancora un anno molto difficile e dovremo ancora continuare a pagare tasse su tasse.
Il Prof in loden allora ha mentinto sapendo di mentire?

Zingales, il guru di Giannino, contro l'euro: "Chi lo ha fatto è un criminale" - Libero Quotidiano

Zingales, il guru di Giannino, contro l'euro: "Chi lo ha fatto è un criminale" - luigi zingales, oscar giannino, giannino zingales, zingales euro, giannino fermare il declino, fermare il declino, zingales fermare il declino - Libero Quotidiano