02/01/13

Fracking: il declino dei pozzi è rapidissimo, distruzione garantita


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Fracking: il declino dei pozzi è rapidissimo, distruzione garantita

- Debora Billi - Se si investe in shale, per mantenere la produzione occorre poi trivellare ovunque e distruggere il territorio a tabula rasa. Come abbiamo già detto, un po' in tutto il mondo si parla della nuova corsa all'oro nero statunitense: lo shale oil, il petrolio ottenuto dal fracking che pare promettere mirabilie. A [...]


Inviato da iPad

Europa esporta in Europa


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Europa esporta in Europa

Continuando a guardare i numeri delle esportazioni europee sono sempre meno convinta della verità imposta che a Bruxelles si lavora sodo per creare un mercato unico europeo.

È vero che dal 2000 ad oggi le esportazioni dei paesi EU-27 al di fuori dell'area EU-27 sono aumentate di 89% mentre quelle EU-27 destinate al mercato interno sono aumentate solo di 55%, sotto in blu intra-ue, in rosso extra-ue:













Ma le merci destinati all'Europa sono il 64% del totale esportato, cifra che dal 2000 è scesa solo pochissimo:










Europa esporta in Europa. Situazione insostenibile, almeno se vogliamo dire che la cifra importante è il percentuale. Posso provare a sostituire la parola Europa con qualche altra federazione: USA esporta in USA. Stuona. E va bene che noi saremmo proprio all'inizio del cammino verso una vera federazione di nazioni, ma l'idea era che insieme saremmo stati più forti economicamente, e più forti significa esportare al di fuori della propria regione.

Perché cosa farà l'Europa quando flesserà seriamente il mercato interno?


Se nel 2013 la Germania è salva dall'austerity perché Merkel deve fare campagna elettorale, allora comunque nel 2014 non avranno scelta neanche loro. La Lagarde gliel'ha già voluto imporre già per il 2013.

Le misure di austerity si stanno allargando in Europa a macchia d'olio. Italia potrà respirare un pochino meglio nel 2013 grazie al minor numero di obbligazioni che scadono nell'anno, questo comunque non toglie il fatto che i consumatori hanno preso paura e non spendono più niente. In piú non si fidano del governo. I soldi risparmiati vengono tolti dai fondi e parcheggiati sui conti corrent senza essere più investiti da nessuna parte.

Se guardiamo il grafico per l'Italia vediamo un debolissimo ...


Inviato da iPad

Tagli alla sanità? Per la casta medici gratis, anche di notte, all'ambulatorio del Senato



Tagli alla sanità? Per la casta medici gratis, anche di notte, all'ambulatorio del Senato
I SEGRETI DELLA CASTA | 02 GENNAIO 2013
http://pulse.me/s/gQZkb


Non tutti sono a conoscenza di un "ambulatorio medico aperto 24 ore al giorno, sette giorni la settimana, 365 giorni all'anno, ... Read more

--
Sent via Pulse/


Inviato da iPad

Cosa abbiamo imparato nel 2012



Cosa abbiamo imparato nel 2012
EFFETTO CASSANDRA | 02 GENNAIO 2013
http://pulse.me/s/gRaTB


Da "Cassandra's Legacy". Di Ugo Bardi - traduzione di MRL'ultimo volo dello Shuttle "Endeavor". "Ci avevano promesso la ... Read more

--
Sent via Pulse/


Inviato da iPad

Scandali vecchi, sempre nuovi. E più esecrandi



Scandali vecchi, sempre nuovi. E più esecrandi
HOME | 29 DICEMBRE 2012
http://pulse.me/s/gS6g4


Grasso, che usa la funzione giudiziaria a favore di un preciso partito, e poi passa all'incasso facendosi eleggere alle Camere ... Read more

--
Sent via Pulse/


Inviato da iPad

Hashima, l’isola di cemento


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Hashima, l'isola di cemento

In mare aperto, a 15 chilometri da Nagasaki, i palazzi di cemento dell'isola di Hashima sono in rovina da 40 anni. L'isola – all'estremità meridionale del Giappone – fu operativa dal 1887 come miniera di carbone di proprietà della Mitsubishi Motors e diventò nel 1959 forse il luogo più densamente popolato del pianeta (5.259 abitanti, pari a 83.500 per km quadrato). Venne abbandonata del tutto nel 1974 quando andò in crisi il mercato del carbone, rimpiazzato dal petrolio, e oggi è un posto spettrale e spettacolare, visitato dai turisti.


Nel 1800 il legno ricavato dalle pinete – il principale combustibile in Giappone – iniziò a scarseggiare e il carbone diventò la migliore alternativa. Hashima fu una delle isole convertite in miniera al largo di Nagasaki, dopo il successo ottenuto con la più grande isola di Takashima. La Mitsubishi Corporation comprò Hashima nel 1890, tre anni dopo la sua prima inaugurazione, acquisendo così l'intero comparto minerario della zona.


Nel 1916 ad Hashima si costruì il primo grande "condominio" di cemento in Giappone: sei piani, un cortile interno e alloggi privati per le famiglie dei minatori, ognuno composto da una singola stanza con una finestra e un'anticamera. Bagni e cucine erano invece comuni. Due anni dopo, al centro dell'isola, fu realizzato un complesso residenziale di nove piani, all'epoca il più alto del Giappone. Man mano che la domanda di carbone aumentava, il numero di edifici in cemento cresceva: divennero più di trenta. Hashima è nota anche con il soprannome di Gunkanjima, "isola a forma di nave da guerra", creato da un giornale per via degli alti muri che tuttora circondano il perimetro, come scudo per tifoni e mareggiate.



Hashima
Hashima
Hashima


Inviato da iPad

Un’amicizia molto pericolosa


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Un'amicizia molto pericolosa

alleati

Il fondamentalismo islamico alleato tattico degli USA


""Il vero problema per l'Occidente non è il fondamentalismo islamico, ma l'Islam in quanto tale". Questa frase, che Samuel Huntington colloca in chiusura del lungo capitolo del suo Scontro delle civiltà intitolato "L'Islam e l'Occidente", merita di essere letta con un'attenzione maggiore di quella che ad essa è stata riservata finora.

Secondo l'ideologo statunitense, l'Islam in quanto tale è un nemico strategico dell'Occidente, poiché è il suo antagonista in un conflitto di fondo, che non nasce tanto da controversie territoriali, quanto da un fondamentale ed esistenziale confronto tra difesa e rifiuto di "diritti umani", "democrazia" e "valori laici". Scrive infatti Huntington: "Fino a quando l'Islam resterà l'Islam (e tale resterà) e l'Occidente resterà l'Occidente (cosa meno sicura) il conflitto di fondo tra due grandi civiltà e stili di vita continuerà a caratterizzare in futuro i reciproci rapporti".

Ma la frase riportata all'inizio non si limita a designare il nemico strategico; da essa è anche possibile dedurre l'indicazione di un alleato tattico: il fondamentalismo islamico. È vero che nelle pagine dello Scontro delle civiltà l'idea di utilizzare il fondamentalismo islamico contro l'Islam non si trova formulata in una forma più esplicita; tuttavia nel 1996, allorché Huntington pubblicò The Clash of Civilizations and the Remaking of World Order, una pratica di questo genere era già stata inaugurata.

"È un dato di fatto – scrive un ex ambasciatore arabo accreditato negli Stati Uniti e in Gran Bretagna – che gli Stati Uniti abbiano stipulato delle alleanze coi Fratelli Musulmani per buttar fuori i Sovietici dall'Afghanistan; e che, da allora, non abbiano cessato di far la corte alla corrente islamista, favorendone la propagazione nei paesi d'obbedienza islamica. Seguendo le orme del loro grande alleato americano, la maggior parte degli Stati occidentali ha adottato, nei confronti della nebulosa integralista, un atteggiamento che va dalla benevola neutralità alla deliberata connivenza".

L'uso tattico del cosiddetto integralismo o fondamentalismo islamico da parte occidentale non ebbe inizio però nell'Afghanistan del 1979, quando – come ricorda in From the Shadows l'ex direttore della CIA Robert Gates – già sei mesi prima dell'intervento sovietico i servizi speciali statunitensi cominciarono ad aiutare i guerriglieri afghani.

Esso risale agli anni Cinquanta e Sessanta, allorché Gran Bretagna e Stati Uniti, individuato nell'Egitto nasseriano il principale ostacolo all'egemonia occidentale nel Mediterraneo, fornirono ai Fr...



Inviato da iPhone

In Cina ci sono le macchine che vanno ad energia eolica


Ti è stato inviato tramite Google Reader

In Cina ci sono le macchine che vanno ad energia eolica

- di Dania Solitario -


 



In un piccolo villaggio ad un'ora da Pechino Tang Zhenping, un semplice contadino, ha inventato un'auto che potrebbe risolvere i problemi di inquinamento dovuti alla rapida crescita del mercato automobilistico nel suo paese.


Il progetto dell'auto eolica è stato realizzato in soli tre mesi utilizzando prevalentemente pezzi di scarto di scooter ed auto elettriche ed un piccolo investimento di 1000 dollari.

La vera peculiarità di quest'auto è un'elica montata sul cofano capace di convertire l'energia eolica in elettricità. Infatti quando l'auto raggiunge i 40 km/h la ventola si aziona e crea energia pulita.


Insomma basta davvero così poco per risolvere un problema così grande?


tratto da http://osasapere.it


 


 



Inviato da iPad

LOBBISMO €UROPEO


Ti è stato inviato tramite Google Reader

LOBBISMO €UROPEO



DI KTHRCDS

orizzonte48.blogspot.it





Il presidente del Consiglio europeo è Van Rompuy, un democristiano fiammingo belga, eletto non dagli europei – che in maggioranza non sanno nemmeno chi sia -, ma dagli amici suoi.


Van Rompuy non conta nulla e non c'entra nulla con la commissione, ma mi piace ricordarlo nel suo ruolo di ragazzo immagine dell'Ue: recentemente è stato nominato "Mister Euro".


Il presidente della Commissione europea è Barroso, che da giovane era un leader della sezione giovanile del movimento clandestino maoista MRPP. Diventato adulto, Barroso si è prontamente riciclato nel Partito Social Democratico Portoghese, area centrodestra.



Inviato da iPad

PD: LISTA DEI CANDIDATI CONDANNATI E PRESCRITTI NEL NUOVO PARTITO DI BERSANI


Ti è stato inviato tramite Google Reader

PD: LISTA DEI CANDIDATI CONDANNATI E PRESCRITTI NEL NUOVO PARTITO DI BERSANI


Chi è senza peccato scagli la prima pietra... Non so quanti politici potrebbero farlo, giusto perchè si dovrebbe respirare aria nuova ecco la solita lista non proprio immacolata di chi si propone a guidare il paese.


Altro che moralismo e legalità. Dietro all'ipocrita candidatura di facciata dell'ex procuratore anti-mafia Piero Grasso, il Pd nasconde una lunga serie di indagati, condannati e prescritti messi in lista per le parlamentarie. L'elenco è stilato dal quotidiano Libero ma per presisione troverete tutte le conferme di altri giornali così magari quelli che ritengono la lista di parte non possono dire che..., ma sembra non fare notizia al pari dei 400 indagati del Pd da quando Bersani ne è diventato segretario, completamente ignorati dai media italiani assai più forcaioli in altre circostanze.
Riportiamo nomi e cognomi di indagati, condannati e prescritti del Pd in lista per le parlamentarie, così come li riporta Libero:
di Caterina Romeo, ex coordinatrice provinciale torinese condannata per firme false e ora nominata addirittura garante della regolarità delle primarie,QUI trovate l'articolo sul Fatto quotidiano.
Gli altri sono: Francantonio Genovese, candidato a Messina, indagato per abuso d'ufficio e al centro di una polemica per una rete familiare piazzata negli enti di formazione regionale l'articolo QUIVladimiro Crisafulli, in lista ad Enna, sotto inchiesta per abuso d'ufficio QUI UN PO' DI NOTIZIE .

Se si va verso nord le cose non cambiano; Giovanni Lolli, di L'Aquila, rinvia...


Inviato da iPad

Russia: record di petrolio nel 2012


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Russia: record di petrolio nel 2012

La produzione nel paese ha toccato il suo apice dalla fine dell'Unione Sovietica


Inviato da iPad

2013: il ritorno della schiavitù


Ti è stato inviato tramite Google Reader

2013: il ritorno della schiavitù

Oggi il numero degli schiavi supera di molto quello di quanti furono vittime della tratta coloniale, ma pochi se ne preoccupano


Inviato da iPad

Si allenta la crisi del debito


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Si allenta la crisi del debito


Il compromesso raggiunto negli Stati Uniti d'America tra democratici e repubblicani ha consentito, seppure in extremis, di superare il fiscal cliff e le borse e i titoli di stato di tutto il mondo stanno vivendo un momento di euforia, con Milano che cresce del 3 per cento e il differenziale tra BTP e Bund precipitato a quota 287.

Sarà solo un momento di tregua o qualcosa è cambiato? E' difficile dare una risposta a questa domanda perché troppe variabili ancora ballano, ma quello che è certo è che per i ribassisti a oltranza si profilano tempi duri mentre si moltiplicano i rischi.

Non ho fatto le previsioni per l'anno che si è appena aperto, anche perché stavolta è davvero difficile farle, ma credo che l'euro si apprezzerà rispetto al dollaro e che i differenziali tra i decennali dell'area euro e il Bund sono destinati a restringersi in modo significativo, con quello tra BTP e Bund che potrebbe scendere verso quella soglia di 240 punti base giuidicata normale da importanti organismi sovranazionali.


Inviato da iPad

REBUS: L'ORIGINE DEL DENARO


Ti è stato inviato tramite Google Reader

REBUS: L'ORIGINE DEL DENARO



Inviato da iPad

Alta rapacità. L'assalto ai treni superveloci


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Alta rapacità. L'assalto ai treni superveloci

Trasporti - "Montezemolo, Della Valle e Punzo. I tre moschettieri all'assalto dei treni superveloci". Questo il sottotitolo di "Alta rapacità", libro che analizza il lancio del nuovo treno Italo, i rapporti di potere ed i conflitti di interesse dietro questa impresa. Per saperne di più abbiamo intervistato l'autore, il giornalista Gianni Dragoni.


Inviato da iPad

Senza Monti lo spread raggiunge quota Monti


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Senza Monti lo spread raggiunge quota Monti

Al Corriere della Sera hanno già cominciato a festeggiare: il 2 gennaio compare un titolo di questo tipo: "Il mio obiettivo è quota 287, la metà di quando sono arrivato", diceva appena il 5 dicembre proprio Monti. Eccolo servito. Un


Inviato da iPad

Tutti si preparino per l’evento del 3 gennaio! – Un appello di Riecho


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Tutti si preparino per l'evento del 3 gennaio! – Un appello di Riecho

Economia e Libertà

Born to be Free


UNO SGUARDO AL 2012


Una comunicazione per tutti voi che ci leggete e che avete a cuore la sorte della vostra libertà e della vostra situazione economica.

Il 3 gennaio avrà luogo un evento web molto importante. Un messaggio sta per arrivare, ed è fondamentale l'aiuto di ognuno di voi affinché la diffusione sia veloce ed efficace: vi chiediamo di preparare una lista di 20 persone cui inviare una mail quando sarà il momento.


Fatto buone feste? Ci auguriamo che abbiate seguito qualcuno dei nostri suggerimenti. Siamo felici di aver rispettato l'impegno di spendere e consumare il meno possibile, di aver regalato qualche moneta d'argento ad alcune persone importanti nella nostra vita e averne introdotto altre alla lettura di libri ed autori che riteniamo indispensabili per comprendere la realtà intorno a noi.


Nel giorno di capodanno, è giusto dare uno sguardo indietro all'anno appena finito. Nei primi giorni del 2012 avevamo pubblicato un articolo in cui abbiamo tentato di fare qualche previsione a supporto dell'idea che andrà molto peggio prima di andare meglio.. la mira era quella giusta.


Il controllo dei governi sulla vita delle persone è in aumento drammatico: in Europa i governi gestiscono una parte sempre maggiore delle risorse aumentando la tassazione, in Italia si stanno mettendo a punto strumenti di controllo delle transazioni che non hanno precedenti: dal redditometro al bando dei contanti, c'è chi intravede in alcune nuove normative la volontà di rendere più difficile espatriare, in America la pressione a favore di un controllo del possesso delle armi è aumentata spaventosamente dopo le ultime sparatorie, i droni vengono usati per la sicurezza interna, le nuove tecnologie vengono sfruttate per creare un grande fratello digitale per avere informazioni su dove sei e cosa fai. Con il governo Monti si è iniziato un percorso di semplificazione della censura di internet da parte di autorità governative.


I paesi più deboli dell'euro stanno vivendo gravi crisi. In Grecia i partiti estremisti stanno acquisendo sempre più consenso, da una parte i comunisti, dall'altra il partito di estrema destra Alba Dorata. Gli ospedali faticano a rifornirsi di medicinali, gli scioperi mandano continuamente il tilt le maggiori città, gli scontri tra manifestanti e polizia sono all'ordine del giorno.


In Spagna è scoppiata la bolla immobiliare nata dall'entrata nell'euro e la conseguente ondata di liquidità che ha investito il paese: siamo stati in Andalusia nei giorni scorsi e vi assicuriamo che è impressionante il numero di cartelli appesi in ogni città che recitano: "Se Alquila" o "Se Vende".


In Italia il governo non ha raggiunto gli obiettivi di finanza pubblica prefissi per la caduta libera delle entrate dovuta a minor attività economica. Il ristrutturamento delle ...



Inviato da iPad

LA SOLUZIONE FINALE E LA FINE DELL’ULTIMO KATUN


Ti è stato inviato tramite Google Reader

LA SOLUZIONE FINALE E LA FINE DELL'ULTIMO KATUN

- di Gianni Tirelli - Mai, come di questi tempi, è facile vedere come l'ignoranza omologante e la pratica relazionale della menzogna, abbiano contagiato migliaia di individui nel mondo (occidentale in primis) e in forma così virulenta. Viviamo nell'illusione indotta di ritenerci liberi quando, di fatto, siamo relegati all'interno di un oceanico campo di concentramento [...]


Inviato da iPad

Le borse europee proseguono in forte rialzo


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Le borse europee proseguono in forte rialzo

Gli acquisti riguardano tutti i settori ma sono i bancari a guidare la lista dei rialzi.


Inviato da iPad

Banche fallite negli Stati Uniti: Dicembre 2012


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Banche fallite negli Stati Uniti: Dicembre 2012


Il lungo elenco di banche americane fallite dall'inizio della crisi finanziaria globale del 2008 ha raggiunto quota 468. Lo scorso mese di dicembre le autorità statunitensi hanno imposto la chiusura dei battenti alla Community Bank of the Ozarks, un istituto di credito con sede a Sunrise Beach nel Missouri. Il numero dei fallimenti dichiarati nel 2012 si ferma a 51 contro i 92 (2011), 157 (2010), 140 (2009), 25 (2008) e 3 nel 2007. Intanto la Casa Bianca ha raggiunto un accordo d'emergenza con i leader repubblicani al Senato e alla Camera per evitare le conseguenze del Fiscal cliff (baratro fiscale, termine usato dal vampiro della FED Ben Bernanke). Il tetto sul debito federale è stato formalmente toccato il 31 dicembre scorso a oltre 16.400 miliardi e il Tesoro solo con una serie di manovre straordinarie, quali il rinvio di stanziamenti per i piani pensionistici dei dipendenti pubblici, ha creato un margine di circa 200 miliardi che verrà però esaurito entro marzo. L'espressione fiscal cliff si riferisce al rischio di dover aumentare le tasse e tagliare drasticamente la spesa pubblica (crollo del Pil e recessione) se non si fosse trovato l'accordo su come ridurre l'abissale debito pubblico Usa. Nel pacchetto sono contenute misure come l'aumento al 39,6% dell'aliquota sui redditi superiori ai 400mila dollari per contribuenti individuali e ai 450mila dollari per le famiglie. C'è anche un aumento dal 35% al 40% della tassa di successione sulle eredità superiori ai 5 milioni e un aumento dal 15 al 20% delle tasse sui guadagni di capitale per chi ha un reddito superiore ai 450mila dollari. Dalla Casa Bianca, prima di ripartire per le Hawai dove è in vacanza la famiglia, Barack Obama ha detto: «Grazie ai voti dei repubblicani e dei democratici al Congresso firmerò una legge che aumenterà le tasse per il 2% degli americani più ricchi e al tempo stesso eviterà aumenti di tasse che potrebbero portare l'economia di nuovo in recessione». Il maggiordomo di Wall Street omette però di dire che per ora è stato evitato solo il rischio di un collasso fiscale, poic...



Inviato da iPad

GERMANIA: SCHIZZA IL COSTO DELLA BOLLETTA ENERGETICA


Ti è stato inviato tramite Google Reader

GERMANIA: SCHIZZA IL COSTO DELLA BOLLETTA ENERGETICA

DI REDAZIONE


L'esplosione del costo della bolletta della luce, causata dalla svolta energetica con l'uscita dal nucleare, fa quasi battere i denti dal freddo ai tedeschi nelle loro abitazioni. Bild rivela un sondaggio della società di controllo tecnico "Dekra", dal quale emerge che quasi un tedesco su due (46%) ha deciso di risparmiare sui costi dell'energia riscaldando meno le quattro pareti di casa ed indossando un maglione per proteggersi meglio dalle basse temperature.


Un altro 41% dichiara di scaldare ormai solo alcune stanze e non più l'intero appartamento. Sempre per cercare di ridurre i costi, l'86% dei tedeschi dichiara di risparmiare in fatto di cottura, nell'uso della lavatrice e nell'illuminazione di casa, mentre solo il 5% afferma di voler mantenere le abitudini precedenti. Per quasi ogni famiglia il rincaro della bolletta della luce potrà arrivare quest'anno fino al 12%.


Ed è solo l'inizio…



Inviato da iPad

L’ ARITMETICA DEL “FISCAL COMPACT” (STRANGOLAMENTO FINANZIARIO)


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L' ARITMETICA DEL "FISCAL COMPACT" (STRANGOLAMENTO FINANZIARIO)

"Chissà come mai l'america alza le tasse seguendo la Merkel e l'Europa invece che stampare...


Quanto sono le imposte federali in % del PIL oggi in America ? il 18% del PIL. Mica tanto eh..? Con quello che hanno votato oggi al Senato USA portano l'aliquota sopra i 450mila dollari di reddito annuo al 39%.

In Italia l'aliquota al 39% scatta sui 50 mila euro.... e il deficit pubblico è al 2.6% nonostante mazzate fiscali in proporzione 3 volte maggiori che negli USA se fai i conti. Ma sai perchè ? Perchè da noi il PIL nominale HA INCREMENTO ZERO %, circa (-2.5% di PIL reale e +2% di inflazione = -0.5% di incremento del reddito in euro nominale)

Leggi tutto



Inviato da iPhone

L’Italia era proprio come la Cina contemporanea


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'Italia era proprio come la Cina contemporanea

Stefano D'Andrea



Questo post è il seguito di 1. Un provvedimento normativo cinese, bielorusso o fascista? e 2. Un breve commento agli artt. 2, 4, 5 e 6 del D. L. 6 giugno 1956, n. 476


La circolazione dei capitali (III)


L'Italia come la Cina: l'imposizione di un prezzo minimo per le esportazioni; gli investimenti diretti esteri; i limiti di indebitamento delle imprese estere. Il dirigismo economico italiano.


Prima di illustrare la vera e propria disciplina valutaria vigente dal 1956 alla metà degli anni ottanta e contenuta nel D. L. 6 giugno 1956, n. 476, conviene completare il quadro generale della disciplina del commercio estero (e dei rapporti finanziari con l'estero) o meglio della disciplina dei vincoli al commercio estero e ai rapporti finanziari con l'estero. Infatti, importanti norme relative ai rapporti con l'estero non si trovavano nel citato D. L. 6 giugno 1976, n. 476, bensì in fonti normative coeve.


L'articolo unico della legge 1° luglio 1955, n. 566 aveva precisato, mediante interpretazione autentica di una precedente norma del 1946, che "E' facoltà del Ministero del Commercio con l'Estero, di concerto con gli altri ministri interessati, subordinare con motivato provvedimento l'esportazione di determinate merci all'osservanza di un prezzo minimo di vendita e di particolari condizioni di pagamento stabilendo le relative modalità". Una norma che oggi potrebbe servire, tra l'altro, ad evitare infinite furbizie (di fatto istituzionalizzate) commesse da gruppi di società mediante contratti stipulati tra società appartenenti al medesimo gruppo.


Interessante e, a guardarla con gli occhi del moderno cittadino vissuto nell'epoca neoliberista e (quindi) liberoscambista, stupefacente era la disciplina degli investimenti diretti esteri in Italia. La legge 7 febbraio 1956, n. 43 distingueva tra investimenti diretti esteri produttivi e investimenti diretti esteri non produttivi.


I primi erano gli investimenti diretti esteri che portavano alla "creazione di nuove imprese produttive" o all'"ampliamento di analoghe imprese già esistenti". In tal caso, gli stranieri e i cittadini italiani residenti all'estero che avessero trasferito in Italia capitali in valute estere, potevano "trasferire all'ester...



Inviato da iPhone

Automobili: la Cina supera l’Europa


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Automobili: la Cina supera l'Europa

Il Financial Times annuncia che la Cina, nel 2013, per la prima volta supererà l'Europa nella produzione di autovetture e veicoli leggeri. La previsione è di  19,6 milioni di veicoli rispetto ai 18,3 milioni europei.


Le proiezioni si basano sui dati della IHS, LMC Auto e consulenza PwC, gli investimenti banche UBS e Credit Suisse. Essi dipingono un quadro di lieve ripresa nel 2013 per l'industria automobilistica mondiale con un'Europa la cui produzione ha perso il 10% della fetta di mercato rispetto al 2001 ed il 30% rispetto al 1970, quando quasi una ogni due auto prodotte nel mondo è nata in una fabbrica in Europa.



Non a caso, Norbert Reithofer, amministratore delegato della casa automobilistica tedesca BMW di lusso, ha detto di aspettarsi le condizioni per la vendita di autovetture in Europa rimangono "molto impegnative" nel 2013.


Una criticità che era stata prevista in Europa come conseguenza del un forte calo delle vendite di auto in tutto il continente dopo la crisi finanziaria, che non sembra essere cessata, con gravi difficoltà anche per i produttori di veicoli di grandi dimensioni, in particolare francese PSA Peugeot Citroën, che sta tagliando quasi 10.000 posti di lavoro ed è in attesa di un pacchetto di € 7 miliardi per il salvataggio del suo braccio finanziario da parte del governo francese.


Un'Europa che è generalmente riconosciuta come il luogo in cui l'industria automobilistica mondiale ha avuto inizio con un rudimentale  veicolo a tre ruote, prodotto nel 1885 dall'inventore tedesco Karl Benz.


Un'Europa dove oggi, Håkan Samuelsson, amministratore delegato di Volvo Cars,  dice che "per quanto riguarda l'industria automobilistica europea, si può solo pregare". E c'è da credergli se teniamo in conto che la Volvo, solo due anni fa, è stata ceduta dalla Ford alla società cinese Zhejiang Geely Holding Group, che ha l'ha pagata 1,3 miliardi di euro.


Del resto, come competere se 'lo stipendio medio mensile di un operaio cinese della Fiat a Shan Chat è di 250,00 euro' (fonte Paolo Longo – RAI) ed 'il costo salariale medio nell'industria automobilistica è di 1 euro all'ora' (Les Echos , France , 25/03/2006)?

Operai che svolgono 12 ore di attività giornaliera, senza accantonamenti previdenziali, che mangiano, vivono e dormono in strutture messe a disp...



Inviato da iPhone

NEL 2012 MONTI HA SALVATO L’EUROPA, NON L’ITALIA. E NON CONTATE NEMMENO SUGLI ALTRI . di Antonio de Martini


Ti è stato inviato tramite Google Reader

NEL 2012 MONTI HA SALVATO L'EUROPA, NON L'ITALIA. E NON CONTATE NEMMENO SUGLI ALTRI . di Antonio de Martini

Nelle cose, le nonne dicono che bisogna sempre cercare il lato positivo.

Negli USA, Le statistiche rivelano che , grazie alla crisi, diminuisce il numero dei bambini obesi.

In Italia, sembra diminuito il numero dei gradassi metropolitani semprecché non si siano trasferiti a Cortina per il solito intermezzo festivo.

Nella situazione europea, di positivo c'è che la Cancelliera Merkel ha finito per scoprire le sue carte di fronte ai parlamentari.

In un recente discorso al Parlamento Europeo, ci ha dato i numeri alla base del suo ragionamento geostrategico: "l'Europa rappresenta il 7% della popolazione mondiale, il 25% del PIL del mondo ed il 50% della spesa sociale complessiva."


In parole povere, la signora non ha mai temuto veramente che i paesi latini e mediterranei non fossero in grado di pagare i loro debiti, voleva solo che i deficit dei paesi PIGS ricadessero su di noi.

Il modello Bismarkiano dello stato sociale non è più giudicato sostenibile, dato che il PIL del mondo d'ora in poi andrà diviso con un'altra decina di nuovi arrivati e gli USA del loro pezzo di carne non cederanno nulla.


Dal G 8 si passa al G20 e i capi di questi paesi non si accontentano più di tornare a casa con la fotografia di gruppo accanto alla regina Elisabetta II.

Tra le tante voci di bilancio che si potevano ridurre ( La NATO, la burocrazia europea, le spedizioni militari estere, gli acquisti in Germania, gli aiuti ai paesi " emergenti" che poi comprano in Germania) ha scelto la spesa sociale interna e tutti hanno eseguito, in assenza di dibattito ( l'Europa non è sottoposta a controllo democratico) o di reazioni apprezzabili dei cittadini spaventati dai gufi sapienti.


Quel che accade ed accadrà in Italia nel 2013 non è che il riflesso di tutta questa situazione.

I tre blocchi di masnadieri che fanno finta di contendersi l'onore di salire al governo, sono come gli stregoni africani che danzano e dicono di aver provocato la pioggia.

Non sanno niente, non decidono niente, non valgono niente. Data la loro natura, si limitano a galleggiare.

I nuovi guru di questa Italia, non a caso, sono stati reclutati tra i buffoni dell'avanspettacolo, ciascuno a difesa del proprio padrone più uno che si è messo in proprio.


Nel nostro paese non è stato fatto nulla- ma proprio nulla – per ridurre la spesa pubblica, nemmeno gli sprechi più evidenti, ma abbiamo dato una bella rasoiata alle pensioni prima ed alla spesa sanitaria poi.

Adesso basterà tagliare l'istruzione pubblica a favore dei " privati" e saremo pronti per tornare ad essere la "terra dei morti" risvegliatasi per un breve momento non a caso chiamato Risorgimento.

Progetti di sviluppo sono sostituiti da dichiarazioni di principio e/o di intenti, come non avessero mai governato.


Tra i buoni propositi ammanniti dai " grandi"del mondo attraverso i media, notevole quello del leader nord coreano che ...



Inviato da iPhone

Fermare il Declino. Giannino alla disperata ricerca di un’alleanza con Monti e Montezemolo


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Fermare il Declino. Giannino alla disperata ricerca di un'alleanza con Monti e Montezemolo

 Fermare il Declino. Giannino alla disperata ricerca di un'alleanza con Monti e MontezemoloSappiamo che Giannino si è fatto il suo partitino. In Italia ormai è diventato uno sport nazionale farsi il proprio personale movimento politico. Chi non ce l'ha? Dopo l'Iphone, la TV di ultima generazione, Facebook e un bel Suv, il partitino è uno accessorio che non deve assolutamente mancare alle persone di un certo charme.


Naturalmente corredato di programma liberista, perché il liberismo da noi fa molto chic, quando si tratta di impiattarlo in un argomento da salotto, o se vogliamo da talkshow, salvo poi rinnegarlo una volta che si arriva alle poltrone pesanti. Allora vuoi per questioni di real politik, vuoi per questioni di tiramenti alla giacchetta, al politico "liberista" viene l'amnesia. Liberismo? Cosa è? Forse è qualcosa che si mangia alla buvette?


Per carità, probabilmente Oscar Giannino avrà tutte le buone intenzioni di questo mondo, ma obiettivamente Fermare il Declino può avere solo una utilità (peraltro marginale): favorire Monti e il centrosinistra. Come? Semplicemente distraendo i voti di quei moderati confusi, che pensano che il nuovo lo si debba per forza cercare nell'ovvio. Il che è comprensibile, ma non auspicabile. FID (o se vogliamo "Fare") non ha né la forza né gli strumenti per andare oltre percentuali a una cifra, anche perché ossessivamente il giornalista cerca l'approvazione e l'alleanza montiana e montezemoliana.


Ed è su questo punto che mi soffermo. Come è mai possibile che un micropartito che si prefigge di elevarsi a movimento politico liberale e fuori dal sistema della casta politica poi cerchi l'alleanza con il tecnocrate Monti e l'armata brancaleonesca democristiana che sta mettendo in piedi? Come è possibile che Oscar Giannino, liberista convinto (almeno a parole), cerchi l'approvazione, il consenso e magari pure l'alleanza di Monti, il quale proprio qualche giorno fa ha detto di non essere un moderato ma un progressista?


Se ci facciamo due conticini, e se il trend elettorale è quello che è, Monti o stravince e diventa il nuovo presidente del Consiglio (eventualità assai improbabile), oppure non vince e farà da stampella al PD (eventualità più probabile). In questo contesto Giannino mi spieghi quale dovrebbe essere il suo ruolo, vista l'ansia di cercare un'inte...



Inviato da iPhone

Le Promesse Verranno Infrante


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Le Promesse Verranno Infrante

Le+Promesse+Verranno+Infrante Le Promesse Verranno Infrante

Nonostante i Keynesiani continuino a vivere nel loro mondo di pan di zucchero, ogni iniezione glicemica dello zio Ben li fa andare in estasi. Peccato che le loro previsioni, durante il solito delirio predittivo fomentato dall'illusione delle rotative inzuppate d'inchiostro, si stiano schiantando contro un muro: Slowing Demand Widened U.S. Trade Deficit in October. Oh ma questo dramma non si esaurisce con gli USA, anche la Cina sta scendendo nella melma: China economic recovery intact, but weak exports drag. Ma attenzione, si accoda al carrozzone anche l'Inghilterra: U.K. Manufacturing Drops in Sign of Fourth-Quarter Weakness. Non manca nemmeno la cosiddetta "locomotiva d'Europa": Germany's Bundesbank Revise Lower 2013 Outlook. Nemmeno l'asso nella manica dei fessi aderenti alla MMT riesce a stare a galla (non scordandoci delle vagonate di carta straccia che ha stampato): Japan Contraction Piles Pressure on Noda, Central Bank: Economy. E infine anche per il sogno Brasiliano, gonfiato da un'espansione monetaria della sua banca central...



Inviato da iPhone

I fondi per i paesi poveri? Vanno ai ricchi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

I fondi per i paesi poveri? Vanno ai ricchi

La Banca Mondiale presta denaro a società multimiliardarie. Altro che aiuti per le popolazioni in difficoltà


Inviato da iPhone

FISCO: VIA ALL’ACCORDO FRA SVIZZERA, AUSTRIA E INGHILTERRA


Ti è stato inviato tramite Google Reader

FISCO: VIA ALL'ACCORDO FRA SVIZZERA, AUSTRIA E INGHILTERRA

di REDAZIONE


Da oggi entrano in vigore in Svizzera le convenzioni sull'imposizione alla fonte negoziate con l'Austria e il Regno Unito. Lo ricorda il Dipartimento federale delle finanze (Dff), in cui si precisa che Londra riceverà a gennaio un anticipo di 500 milioni di franchi svizzeri (circa 413 milioni di euro). Vienna non ha chiesto un analogo trattamento.


Le due convenzioni riguardano tutti i contribuenti britannici e austriaci con un conto bancario o un deposito di titoli in Svizzera. I clienti possono scegliere di pagare un'imposta alla fonte, dedotta direttamente dal conto e trasmessa in forma anonima al proprio stato di domicilio, o rivelare i dati relativi al proprio conto.


La soluzione negoziata con i governi di Vienna e Londra permette di regolarizzare il problema degli averi non dichiarati preservando, nel contempo, il segreto bancario. Entro febbraio 2013 le banche dovranno informare i clienti interessati. Questi ultimi dovranno indicare entro fine maggio se intendono pagare l'imposta alla fonte o rivelare i dati riguardanti il proprio conto. L'esecuzione degli accordi è regolata dalla legge federale sull'imposizione alla fonte in ambito internazionale (Lifi), posta in vigore dal Consiglio federale il 20 di dicembre scorso.



Inviato da iPhone

Usa: per i poveri, andare all’università è una rovina


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Usa: per i poveri, andare all'università è una rovina

Siamo costretti a tornare sull'argomento delle tasse universitarie per riprendere l'articolo del New York Times: "For Poor, Leap to College often Ends in a Hard Fall". Da diverso tempo in Italia si moltiplicano le dichiarazioni di chi vuole aumentare le tasse universitarie alla cifra di 7mila o 10mila euro l'anno da un valore medio di circa 1400 euro/anno. Per supportare questa tesi si parte da una ipotetica "verità incontrovertibile": in Italia i poveri pagano l'università ai ricchi, e l'unico modo per porre fine a tale "macroscopica e odiosa ingiustizia" è liberalizzare le tasse universitarie e introdurre prestiti d'onore proprio per permettere agli studenti di pagarle. Abbiamo già discusso la questione diverse volte, spiegando come non sia affatto vero che i poveri pagano l'università ai ricchi. Vogliamo dire di più: liberalizzare le tasse e introdurre prestiti d'onore non aiuta i meno abbienti, li penalizza. A questo proposito segnaliamo un lungo articolo del New York Times, secondo il quale negli Stati Uniti l'università non aiuta i meno abbienti né aumenta la mobilità sociale. Al contrario, tasse elevate e prestiti d'onore inibiscono la mobilità sociale e producono diseguaglianza. "I ricchi sono avvantaggiati e la diseguaglianza tra ricchi e poveri sta crescendo", recita l'articolo.

L'articolo narra la storia di Angelica Gonzales, figlia di immigrati messicani, e delle sue amiche Bianca e Melissa, tutte lower class e low income, che quattro anni fa si sono iscritte rispettivamente a Emory, in un community college e alla Texas State University. "Sembrava come dovessimo spiccare il volo, da una vita all'altra", dice Melissa. Quattro anni dopo, scrive ...



Inviato da iPhone

Altre bugie sulle vostre tasse


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Altre bugie sulle vostre tasse

Nel 1936, il Governo americano iniziò a far circolare una serie di pamphlet divulgativi sul nuovo programma di Sicurezza Sociale e le relative imposte. Inizialmente, l'aliquota  era fissata al 2%; sarebbe cresciuta al 3% nel 1949 senza ulteriori aumenti addizionali (stando al governo):



"…infine, all'inizio del 1949… voi e ciascuno dei vostri impiegati pagherete 3 cents per ogni dollaro che guadagnerete al di sopra dei 3000 dollari l'anno. Questo è il massimo che vi verrà chiesto, niente di più".



Nel 1949 l'aumento al 3% si verificò, come programmato. Ci sono voluti solo 5 anni per disattendere le promesse. L'aliquota arrivò al 4 % nel 1954, 4,5% nel 1957, 5% nel 1959….e continuò a crescere per decenni . Al primo gennaio sarà del 12,4%.


I politici sono bravi a promettere mari e monti in tema di tasse e imposte… quasi sempre finiscono per essere menzogne. L'aumento della pressione fiscale, attraverso il saccheggio della ricchezza dei cittadini, è una delle tattiche più antiche dello schema politico dei governi insolventi e potete essere certi che le vostre imposte cresceranno, nonostante abbiano fatto promesse diverse.


Probabilmente la cosa più pericolosa, in tutto questo, è l'incomprensione politica: i legislatori non riescono a capire che l'aumento delle aliquote non fa aumentare necessariamente le entrate fiscali del governo.


Negli Stati Uniti, per esempio, le entrate fiscali sono state costanti, attorno al 17,7% del PIL, dalla fine della II Guerra Mondiale, in una banda di oscillazione molto stretta. Allo stesso modo il Regno Unito ha costantemente raccolto il 35% del Pil.


Eppure, nel corso dei decenni, le aliquote fiscali hanno sperimentato l'intera banda… dallo 0% ad oltre il 90%! In più abbiamo le variazioni del cuneo fiscale, delle imposte sui profitti da redditi di impresa, della tassa di successione, del prelievo sulle plusvalenze, dell'imposta sui dividendi e, per i britannici, dell'IVA.


Le aliquote che salgono e scendono….. non influiscono di una virgola sulle entrate fiscali del governo. Nonostante l'evidenza, i politici continuano ad aumentare le aliquote.


Il 23 Gennaio 2013 il governo Americano imporrà quello che il mio commercialista definisce "il più grande aumento fiscale...



Inviato da iPhone

La sposa da 160 milioni di dollari


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La sposa da 160 milioni di dollari

Una storia cinese


Inviato da iPhone

La Zona euro a crescita zero celebra l’anno di Mario Draghi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

La Zona euro a crescita zero celebra l'anno di Mario Draghi

"Nel 2012 vi sarà stato un prima e un dopo Mario Draghi – fa notare l'economista di Aurel BGC Jean-Louis Mourier.


Forti tensioni erano apparse in primavera sui mercati, resi nervosi dal degrado della situazione economica in Spagna, ma le dichiarazioni del presidente della Banca centrale europea, pronto a tutto pur di salvare l'euro, hanno evitato la replica dell'estate disastrosa di un anno prima.


In settembre la BCE aveva annunciato un programma illimitato di riacquisto del debito per i paesi che avrebbero fatto ricorso ai fondi di soccorso europei. Un programma che però non è mai stato attivato, in quanto il governo spagnolo non ha inoltrato richieste d'aiuto.

"Poco importa, la BCE è un paraurti ultra-efficace. La crisi delle finanze pubbliche non è finita. Gli Stati impiegheranno anni a risanare i propri bilanci ma il rischio che gravava sui mercati è quasi scomparso – commenta ancora Jean-Louis Mourier.


Si è dissipata anche la catastrofe evocata dell'uscita della Grecia dalla Zona euro. I progressi nell'ambito della supervisione bancaria, le riforme strutturali in Spagna e in Italia hanno riportato fiducia.

Le grandi piazze finanziarie hanno potuto chiudere l'anno su note positive. Al 31 dicembre Parigi segnava un guadagno annuo del 15,23%, Londra del 5,84% e Francoforte del 29,06%.


In Europa permangono comunque diverse incognite : la richiesta di salvataggio da parte della Spagna, una nuova ristrutturazione del debito greco, le riforme fiscali e sociali in Francia, senza dimenticare la pressione sui mercati che potrebbe derivare dalle elezioni in Italia e in Germania. Oltre alla crescita, che nella Zona euro si trova a un punto morto.


(Fonte : Bilan.ch)


L'articolo La Zona euro a crescita zero celebra l'anno di Mario Draghi sembra essere il primo su Ticinolive.





Inviato da iPhone

La stana coppia

La stana coppia

20071024 stranacoppia1Da una ventina d’anni, nella politica italiana c’è una strana coppia, che molto insieme ha fatto e di cui si parla poco. Ma quando uno dei due è in difficoltà l’altro si prodiga, possibilmente sottotraccia, ma si prodiga.
Sto parlando di silvio berlusconi e massimo d’alema (nel mio sistema valoriale le maiuscole sarebbero sprecate e chiedo scusa a Dante Alighieri).
È una vecchia amicizia o società di mutuo soccorso.....

L’Eurocrisi compie quattro anni. E il saldo degli aiuti alle banche fa 4.500 miliardi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'Eurocrisi compie quattro anni. E il saldo degli aiuti alle banche fa 4.500 miliardi

Anno che va, paura che trovi. La crisi dell'euro ha visto nel corso del 2012 un allargamento dei Paesi colpiti, il peggioramento di buona parte degli indicatori economici e sociali e deboli segnali di ripresa. Bruxelles si è trasformata in un cantiere di progetti che più che a risolvere l'attuale crisi sembrano essere finalizzati a prevenirne di future. Intanto alla tragedia greca si è aggiunto il dramma spagnolo, e l'anno nuovo si apre così come si era chiuso il 2011, ovvero con la paura italiana dettata dall'incertezza sul futuro politico del Paese. La disoccupazione intanto ha raggiunto l'11,7 per cento nella zona euro e all'orizzonte non si vedono miglioramenti. E all'orizzonte, dopo quelle di Roma, ci sono anche le elezioni tedesche.  

Il 2012, con il collasso delle principali banche spagnole, ha confermato la crisi strutturale del sistema creditizio europeo che ha costretto i governi nazionali a salvataggi miliardari. Basti pensare che, come ha reso noto il Commissario Ue al Mercato interno Michel Barnier, solo tra il 2008 e il 2011 la Commissione europea ha approvato aiuti di Stato a favore delle banche per 4.500 miliardi di euro. A questi soldi vanno poi aggiunti gli interventi approvati nel corso del 2012, come i 45 miliardi in cinque anni per salvare Bankia, Novagalicia, Catalunya Caixa e Banco de Valencia, e i 3,9 miliardi, più circa 550 milioni di interessi in potenziale nuovo debito con lo Stato, per ricapitalizzare il Monte dei Paschi di Siena in Italia.

In teoria le banche si salvano per evitare le ricadute sull'economia reale, che per altro avrebbe dovuto essere stimolata grazie alla maxi iniezione di liquidità da circa 1.000 miliardi che la Bce ha prestato a tasso quasi zero agli istituti del Vecchio Continente a cavallo tra il 2001 e il 2012. Ma evidentemente c'è qualcosa che non va. Nonostante questi aiuti, a fine anno la zona euro è tornata in recessione registrando un calo del Pil generale nel terzo trimestre dello 0,1 per cento. E vista la frenata dello 0,2% nel trimestre precedente, si può a tutta ragione parlare di "recessione tecnica" con un arretramento del Pil su base annua dello 0,6%.

Recessione vuol dire contrazione dell'economia, quindi calo inevitabile dell'impiego. Nel terzo quadrimestre del 2012 l'occupazione è diminuita dello 0,2 % sia nella zona euro che in tutta l'Ue, rispettivamente meno 0,7% e meno 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2011 (dati Eurostat). Ecco che i disoccupati hanno raggiunto la percentuale record del 11,7% (zona euro) e del 10,7% (Ue a 27) con punte del 26,2% in Spagna e del 25,4% in Grecia. Per quanto riguarda l'Italia la disoccupazione è arrivata all'11,1%, la decima posizione in Europa ma la prima se consideriamo i Paesi europei del G8. Un aumento considerevole rispetto all'ottobre 2011, quando ...



Inviato da iPhone

Debito Napolitano


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Debito Napolitano

Il messaggio presidenziale di fine anno è una tradizione introdotta da Luigi Einaudi. Difficilmente quel presidente, economista e liberale, sarebbe...


Inviato da iPhone

Fiscal cliff: accordo raggiunto, come previsto, ma i tagli alla spesa?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Fiscal cliff: accordo raggiunto, come previsto, ma i tagli alla spesa?

Ormai era nell'aria. Il fiscal cliff rappresentava non solo lo scoglio fiscale ma anche un pericolo molto serio per l'economia USA. Come scritto nei precedenti post sull'argomento, il fiscal cliff poteva valere un qualcosa come il 4% del PIL USA. … Continua a leggere


Inviato da iPhone

IL FISCAL CLIFF IN ALTOMARE...MA CHE ROTTURA DI COGLIONI QUESTI AMERICANI


Ti è stato inviato tramite Google Reader

IL FISCAL CLIFF IN ALTOMARE...MA CHE ROTTURA DI COGLIONI QUESTI AMERICANI

Fiscal cliff deal will add $4 trillion to US deficit, says CBO. The Congressional Budget Office has revealed that the Senate-passed legislation to avert the "fiscal cliff" will add nearly $4 trillion to federal deficits over a decade, largely because it extends low tax rates for nearly every American.


QUALUNQUE COSA ACCADA..IL DEBITO E' LI' INSIEME A UNA CRESCITA ANEMICA NELLA MIGLIORE DELLA IPOTESI.....
E L'ITALIA RISCHIA DI NON FARCELA E CON LEI MILIONI DI PERSONE CHE CON I LORO RISPARMI SONO RIMASTI IN ITALIA
A GENNAIO REGALATI UN CONTO IN SVIZZERA E VIENI A SCOPRIRE IL GRUPPO DI DELOCALIZZATORI!  MERCATILIBERI@GMAIL.COM




Inviato da iPhone

Cos'è successo l'ultima volta che l'oro e le banche centrali sono stati così divergenti?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Cos'è successo l'ultima volta che l'oro e le banche centrali sono stati così divergenti?


Zero Hedge - What Happened The Last Time Gold And Central Banks Were So Far Apart? 

Submitted by Tyler Durden on 01/01/2013



Dall'undici settembre (2001!) l'oro e i bilanci delle banche centrali del mondo sono stati correlati come esagerare e avere poi i postumi di una sbornia. Poi è successa una cosa curiosa nel 2008 – l'oro prese a scendere o almeno ad andare "sideways", grossomodo sulle stesse quotazioni mentre le banche centrali si davano all'estremo. Naturalmente come si è verificata questa divergenza i mercati azionari mondiali implosero, come se le banche centrali avessero saputo che il loro status quo stava per andare interamente a farsi fo……. Dal 2008 e sino a novembre 2011 (quando le banche centrali del mondo hanno iniziato il loro festino di interventi coordinati) questa correlazione si è reinstaurata ma da metà 2011 ha ripreso a divergere. Da allora l'oro e la largesse delle banche centrali hanno ripreso due strade diverse mentre la liquidità inondava i mercati di tutto il mondo nel tentativo di sospendere la realtà per un po' di tempo ancora. Anche se questa divergenza non è estrema com'è stata nel 2008 … qualcosa è in corso.



allora:










(poi l'oro ...


Inviato da iPhone

l'aritmetica del "Fiscal Compact" (strangolamento finanziario)


Ti è stato inviato tramite Google Reader

l'aritmetica del "Fiscal Compact" (strangolamento finanziario)

Chissà come mai l'america alza le tasse seguendo la Merkel e l'Europa invece che stampare...



Quanto sono le imposte federali in % del PIL oggi in America ? il 18% del PIL. Mica tanto eh. ...


Inviato da iPhone

Già vacilla l'accordo sul fiscal cliff


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Già vacilla l'accordo sul fiscal cliff

Usa: dopo il sì del Senato, alla Camera i repubblicani oppongono resistenza


Inviato da iPhone

L’ORO E LA «FINE DEL MONDO»


Ti è stato inviato tramite Google Reader

L'ORO E LA «FINE DEL MONDO»

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Nel gioco della fantafinanza ci sarà qualcosa di vero ?


DI VALENTIN KATASONOV

Strategic-Culture.org



E ' da tanto tempo che negli Stati Uniti sia i membri del Congresso che la gente comune hanno cominciato a dubitare che sia rimasto ancora qualcosa, nei depositi ufficiali, dell'oro degli Stati Uniti, e se ci fosse ancora qualcosa, se questo qualcosa abbia a che fare con l'oro.

C'è stata una gran quantità di pubblicazioni nel mondo dei media durante il 2012 che hanno portato prove inconfutabili che il mercato mondiale è stato inondato di lingotti di tungsteno, materiale che ha la stessa densità e che viene utilizzato al posto del metallo giallo. C'è una gran quantità di indizi indiretti che possono provare che i banksters hanno messo le mani sulle riserve d'oro del Tesoro già molto tempo fa ...


Inviato da iPhone

Cos’è successo l’ultima volta che l’oro e le banche centrali sono stati così divergenti?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Cos'è successo l'ultima volta che l'oro e le banche centrali sono stati così divergenti?


Zero Hedge – What Happened The Last Time Gold And Central Banks Were So Far Apart? 

Submitted by Tyler Durden on 01/01/2013

Dall'undici settembre (2001!) l'oro e i bilanci delle banche centrali del mondo sono stati correlati come esagerare e avere poi i postumi di una sbornia. Poi è successa una cosa curiosa nel 2008 – l'oro prese a scendere o almeno ad andare "sideways", grossomodo sulle stesse quotazioni mentre le banche centrali si davano all'estremo. Naturalmente come si è verificata questa divergenza i mercati azionari mondiali implosero, come se le banche centrali avessero saputo che il loro status quo stava per andare interamente a farsi fo……. Dal 2008 e sino a novembre 2011 (quando le banche centrali del mondo hanno iniziato il loro festino di interventi coordinati) questa correlazione si è reinstaurata ma da metà 2011 ha ripreso a divergere. Da allora l'oro e la largesse delle banche centrali hanno ripreso due strade diverse mentre la liquidità inondava i mercati di tutto il mondo nel tentativo di sospendere la realtà per un po' di tempo ancora. Anche se questa divergenza non è estrema com'è stata nel 2008 … qualcosa è in corso.


allora:









Inviato da iPhone

Arabi-israeliani, qualcosa sta cambiando


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Arabi-israeliani, qualcosa sta cambiando

Il punto sul conflitto mediorientale a due anni dal via della Primavera araba


Inviato da iPhone

Fare politica è impossibile: non resta che “non votare, non pagare”


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Fare politica è impossibile: non resta che "non votare, non pagare"

di LUIGI FRESSOIA


Il ventennio berlusconiano ci dice che in Italia non c'è agibilità politica. Sono successe cose in quest'ultimo anno che dimostrano in modo irrefutabile la veridicità di quest'affermazione. Pensiamo al decreto del governo Monti per far campare l'acciaieria di Taranto: se un passo simile l'avesse osato un ministro berlusconiano schiere di ambientalisti, sindacati e popolino eccitato avrebbero occupato tutta l'informazione, qualcuno si sarebbe dato fuoco come un bonzo davanti ai cancelli, Fini e Casini avrebbero tuonato il loro sdegno e il governo si sarebbe ritrovato isolato nel contesto nazionale e internazionale, quindi costretto a ravvedimenti o dimissioni. Si pensi alle riforme (poi abortite) dell'abolizione di molte province o il far lavorare i professori sei ore in più a settimana. Ci furono proteste, ma tutte meravigliosamente contenute nei binari della compostezza, soprattutto dei media, che infatti sono i soli a poter suscitare sdegno e scandalo nazionale, fino alla ribellione; senza il quale scandalo mediatico -insomma- ogni protesta civile o incivile che sia, rimane (meravigliosamente) nel limbo dell'indifferenza generale e un sindacalista rimane un sindacalista, non l'arcangelo Gabriele: chi infatti se li calcolava in quei giorni i poveri professorini minacciati di lavorare un pochino di più? Con un altro governo, ben invece, avrebbero tuonato perfino molti sacerdoti, scandalizzati per l'inaudito sopruso, e le massaie ne avrebbero parlato al mercato.


Provate a immaginare la vicenda degli esodati con un governo di centrodestra, oppure quei malati gravi deprivati del sussidio: qualcuno avrebbero emulato, davanti a palazzo Chigi, Enrico Toti. Ogni atto sgradevole del governo Monti, e ogni atto giusto o meno fausto del governo Berlusconi, messi a confronto con la reazione delle folle mediatiche, dimostrano l'assunto. E se vincerà Bersani ne avremo esempio quotidiano: tante proteste inevitabili ma mai il clima dello scandalo, dell'abominio e del dramma nazionale.


Nei primi anni '80 nell'ala destra del Pci comparvero i "miglioristi", di cui Napolitano fu il massimo esponente: teorizzavano l'accettazione piena del gioco democratico occidentale (borghese), cioè se vinci fai le tue riforme, ma se perdi farai le tue proteste e controproposte bensì dovrai lasciare che quel governo governi. Ci fu una levata di scudi dentro il glorioso partito, gli ingraiani i cossuttiani e buona parte del corpaccione "doroteo" si sollevarono contro l'innaturale proposta: com'è possibile lasciare che un governo nemico ...



Inviato da iPhone

FEBBRAIO 2013/ La lettera "misteriosa" di Draghi: Cara Merkel, la Germania è un pericolo...


Ti è stato inviato tramite Google Reader

FEBBRAIO 2013/ La lettera "misteriosa" di Draghi: Cara Merkel, la Germania è un pericolo...

Una lettera, cortese, rispettosa ma ferma, della Banca centrale europea ad Angela Merkel e al futuro Governo tedesco. Prova a immaginarla STEFANO CINGOLANI

(Pubblicato il Wed, 02 Jan 2013 06:00:00 GMT)

GEOFINANZA/ Borghi: l'Europa ha ancora paura dell'Italia
FINANZA/ Il "rebus" delle banche fa tremare l'Europa, di M. Bottarelli


Inviato da iPhone

AUTOSTRADE/ C’è un "trucco" dietro l’aumento dei pedaggi


Ti è stato inviato tramite Google Reader

AUTOSTRADE/ C'è un "trucco" dietro l'aumento dei pedaggi

Anche quest'anno sono scattati gli aumenti dei pedaggi autostradali, con variazioni che sembrano irreali visto lo scenario economico italiano. L'analisi di PAOLO ANNONI

(Pubblicato il Wed, 02 Jan 2013 06:06:00 GMT)

MINI-PATRIMONIALE/ L'imposta di bollo "colpisce" anche la Costituzione, di G. Passali
ALITALIA/ Gallo (La Sapienza): la vendita a FS è un imbroglio per i cittadini


Inviato da iPhone

FISCAL CLIFF/ L'America sull'orlo del baratro, ma quale?


Ti è stato inviato tramite Google Reader

FISCAL CLIFF/ L'America sull'orlo del baratro, ma quale?

Serrate trattative in corso negli Usa per far passare alla Camera l'accordo raggiunto ieri al Senato ed evitare la caduta del Paese nel "baratro fiscale". Il commento di AUGUSTO LODOLINI

(Pubblicato il Wed, 02 Jan 2013 06:14:00 GMT)

FISCAL CLIFF/ La doppia "bomba" di Obama può scatenare un'altra recessione
FINANZA/ C'è un "fiscal cliff" che minaccia (anche) l'Italia


Inviato da iPhone

Napolitano O’ Re, banalità e l’antico vizio del privilegio


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Napolitano O' Re, banalità e l'antico vizio del privilegio

di ROMANO BRACALINI


Nel tradizionale discorso di Capodanno, Napolitano, intervenendo come da copione sui grandi temi del momento, ha dato, con l'apparenza dell'equità e della saggezza, un colpo al cerchio e uno alla botte. Non ha nascosto che gli italiani dopo la "cura" Monti sono più poveri; ma lo ha detto con una frase felpata che ne attenuava la gravità facendola passare come contingente: "aumenta incidenza povertà su famiglie", e se essa poteva suonare come una sconfessione di Monti, subito rendeva merito al professore dicendo "ma c'è un ritorno di fiducia nell'Italia", che non si capisce dove l'abbia letto. Poi, dopo un'altra frase la cui banalità sta nell'assunto: "Rilanciare l'economia insieme all'Europa", aggiungeva: "distribuire meglio gli sforzi del risanamento", che pareva l'implicito riconoscimento che gli sforzi maggiori il professor Monti li aveva fatti pagare ai ceti più deboli, aumentando il debito pubblico, senza tagliare le spese e i privilegi, come aveva promesso. Se non che in Italia il più sano ha la rogna, così al presidente avrebbe dovuto venire in mente che nemmeno il Quirinale ha dato il buon esempio. E' già un'anomalia tutta italiana che al Colle sia stato eletto un postcomunista, un carrista fedele a Mosca, cosa che nemmeno in Albania, e che il governo Monti, nominato fuori d'ogni regola costituzionale, proprio da Napolitano, non si saprebbe spiegare se non come un'ispirazione diretta della sua cultura politica pervasa di "autoritarismo marxista". Così che La Repubblica del 6 dicembre 2012 (non certo un giornale avverso), ha scritto che l'Italia è regredita allo Statuto Albertino che recitava: "La persona del re è sacra e inviolabile". Con evidente allusione all'intoccabilità di Napolitano.


Monti non ha tagliato le spese? Nemmeno Napolitano lo ha fatto. Il Quirinale ha mantenuto lo sfarzo monarchico e le spese sono aumentate in conformità: così i 775 dipendenti del 1948, sono diventati 2.150 nel 2005: cioè erano triplicati. Con Napolitano il personale dello staff presidenziale anziché diminuire è aumentato da 85 a 103 unità. Ogni singolo dipendente del Quirinale costa in media 123.670 milioni di euro l'anno, contro i 74.160 milioni dell'Eliseo e i 43.546 milioni di Buckingham Palace. Un'inchiesta sulle spese delle maggiori istituzioni italiane condotta tra il 2001 e il 2006 aveva stabilito che nel quinquennio l'aumento medio era stato del 24%; al primo posto si collocava il Quirinale con un più 41,9%, seguito dal Senato con un più 38,8%. A far lievitare le spese erano stati gli acquisti delle automobili di servizio, del v...



Inviato da iPhone

Monti finanzia e la Chiesa lo adotta


Ti è stato inviato tramite Google Reader

Monti finanzia e la Chiesa lo adotta


Dopo il plauso dell'Osservatore romano, che ha ufficialmente benedetto la «salita in politica» di Mario Monti, inizia a chiarirsi meglio l'orizzonte cui si rivolge il premier dimissionario per le prossime elezioni. Il centro, d'accordo. Ma con quali confini? Monti sta dimostrando di saper riunire attorno alla sua figura una vasta pletora di personaggi e movimenti, accomunati da un unico fattore: la fede. E così mentre Angelo Bagnasco, presidente della Cei, dichiara che «sull'onestà e la capacità di Monti penso ci sia un riconoscimento comune, poi ognuno può avere opinioni diverse ma credo che su questo piano sia in Italia, sia all'estero ci siano stati riconoscimenti», si viene a sapere che il maxiemendamento alla legge di Stabilità prevede lo stanziamento di cinque milioni di euro per l'Istituto Gaslini di Genova (il cui presidente è proprio Angelo Bagnasco) e di altri 12 per il Bambin Gesù di Roma. Il tutto mentre la Sanità pubblica, quella veramente pubblica, agonizza strozzata da tagli e risparmi.


E passiamo al consenso politico. Mario Mauro, capogruppo del Pdl al parlamento europeo, ciellino doc, uno dei difensori a spada tratta della "vita" di Eluana Englaro e degli oppositori alla regolamentazione delle coppie omosessuali (un inneggiamento alla «distruzione dei valori»), si è apertamente schierato con il Professore, aprendo le danze all'adesione della compagine politica che ruota intorno (o dentro) a Comunione e liberazione e ai suoi "derivati", come la Compagnia delle Opere. Ma la diaspora riguarda anche il centrosinistra. Dopo che il senatore Pietro Ichino, coautore dell'Agenda Monti, ha lasciato il Pd, iniziano ad affluire verso il Professore altri parlamentari in quota Pd: Lucio D'Ubaldo, Benedetto Adragna, Flavio Pertoldi e Giampaolo Fogliardi. Tutti della componente cattolica del partito. Per il centro l'adesione è scontata, da Casini a Luca Cordero di Montemolo ai ministri Corrado Passera e Andrea Riccardi. E anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, manifesta il suo apprezzamento anche se ancora non si sa se ne uscirà una candidatura.

Sul fronte dei movimenti, si schierano con il professore l'Azione cattolica, le Acli, la Comunità di sant'Egidio e Rinnovamento dello Spirito. Proseguono le trattative con il Movimento cristiano dei lavoratori mentre sarebbero già della partita la Confartigianato e la Confcooperative.


Il grande centro si allarga, strappa parlamentari al centrodestra e al centrosinistra ...



Inviato da iPhone