Ragazzi, se è vera, questa è davvero grossa, è STORIA! E sa anche di dichiarazione diguerra o quanto meno di grilletto che scatta… 
NY+fed La Deutsche Bundesbank sta per rimpatriare il suo oro da New York e Parigi ?!
Submitted by Tyler Durden on 01/14/2013

Potrebbe essere uno spartiacque per il prezzo, la provenienza e il futuro dell’oro fisico, per non parlare della “stabilità” di tutto il regime monetario basato sulla ferrea certezza, sull’inamovibile “fede e credito” nei soldi di carta: il tedesco Handelsblattriporta in una esclusiva che il tormentato oro tedesco in giro per il mondo (tutte le riserveufficiali germaniche ammontano a 3.396 tonnellatesta per essere spostato.
In particolare sta per essere rimosso dalla Fed di New York dove la maggioranza dell’oro teutonico, il 45% del totale, è attualmente depositato, ma anche dalla Banque de France che ne detiene un altro 11% (hanno vinto la guerra 67 anni fa. NdEr) per essere portato a casa, alla Buba (Nick name della Deutsche Bundesbank) di Francoforte, dove al momento si trova solo il 31% del totale dell’oro tedesco.
E se la cosa poteva essere fatta passare per “roba da matti paranoici” se lo faceva uno come Hugo Chavez (che volle che l’oro venezuelano in mano alla Bank of England fosse rimpatriato. Vedi questo post di Argento Fisico appena nato dell’estate 2011 e anche questo e questo.NdEr) sarà molto più difficile farla passare per una sciocchezza ora che a volere indietro il suo oro è la banca che detiene la seconda più grossa riserva aurea del mondo (dopo quelle USA.. se ci sono ancora i lingotti a Fort Knox e a Liberty Street 33, NY. NdEr)

In breve: questo è uno sviluppo importantissimo, uno sviluppo che potrebbe significare che il regime della fiducia telegrafata ed assicurata fra le banche centrali del mondo è alla fine. E se le banche centrali non si fidano fra di loro perché dovrebbe fidarsi chiunque altro?

Ancora più importante il modo in cui la storia s’è evoluta, con la Buba pienamente cosciente delle conseguenze che questo rimpatrio avrà nell’arena monetaria globale che già ha cominciato a traballare e ad abbandonare la fede nel sistema monetario che lentamente ma inesorabilmente sta procedendo verso la morte previa diluizione di se stesso sino all’oblio. Un pensiero anche alle relazioni con la Francia socialista di Francois Hollande che a breve avrà zerooro tedesco nelle sue mani.

E nei termini di questo semplice gioco, il primo che abbandona il dilemma del prigioniero e abbandona l’idea che il grosso delle riserve auree nazionali del mondo siano custodite dalla Fed è quello che diserta meglio. Poi seguirà il secondo. Poi il terzo (e noi italiani? Zitti! NdEr). Fino a quando, in questo particolare gioco, una banca centrale che vorrà ritirare il suo oro dalla Fed di New York e dagli altri due grossi depositari dell’oro del mondo sviluppato, a Londra e a Parigi, scoprirà che il suo oro non c’è, che è servito come collaterale a oro di carta che è stato poi re-ipotecato diverse centinaia di volte e che non si può più stabilire di chi sia. 

Sarebbe ironico che proprio la Bundesbank, che molti avevano pensato si fosse piegata alle richieste goldmanesche di Mario Draghi di monetizzare il debito delle nazioni europee periferiche abbia ora così “restituito il favore” lanciando la più grossa corsa all’oro di tutti i tempi.


Die Bundesbank hat ein neues Konzept ausgearbeitet, wo sie künftig ihre Goldreserven lagern will. Nach Informationen des Handelsblatts (Dienstausgabe) sieht dieses Konzept, das am kommenden Mittwoch bekanntgegeben werden soll, vor, den heimischen Standort aufzuwerten, in New York dafür weniger Gold zu lagern und überhaupt kein Gold mehr in Paris zu horten.

Derzeit lagert das Gold der Bundesbank ihren Angaben zufolge in New York, London, Paris und Frankfurt. In der amerikanischen Notenbank Fed lagern 45 Prozent der insgesamt 3.396 Tonnen Gold, in der Bank of England in London 13 Prozent, in der Banque de France in Paris elf Prozent und im Hauptsitz in Frankfurt 31 Prozent. Diese Verteilung soll sich nun ändern.

Lo presentiamo quì in originale per paura di perdere qualcosa nella traduzione ma grosso modo dice:

La Bundesbank Tedesca sta sviluppando un nuovo approccio sul dove il suo oro debba essere immagazzinato. Secondo informazioni esclusive, che saranno annunciate mercoledì, la banca deterrò in futuro alla Fed di New York meno oro e non ne lascerà più nulla a Parigi (Banque de France). Come effetto finale di questa operazione di ridistribuzione dell’oro tedesco che al momento è al 45% conservato a New York, al 13% a Londra, all’11% a Parigi e al 31% a Francoforte, cambierà.

Non c’è bisogno di spiegare perché questa è una notizia colossale. Per chi non ha seguito la nostra serie di articoli sulla diatriba fra Buba e Fed si può aggiornare leggendo quìquìquì,quì e sicuramente anche quì). Almeno non c’è bisogno di spiegazioni per noi, sentiamo piuttosto la spiegazione della Bundesbank. La parte che segue è la risposta che ha dato la Bundesbank stessa a fine ottobre a chi domandava perché non riportavano il loro oro in Germania:

Le ragioni del conservare le riserve aurifere presso banche centrali amiche sono storiche visto che, al tempo, l’oro in questi centri del commercio fu trasferito alla Bundesbank. Per essere più specifici: a ottobre 1951 la Bank Deutscher Länder, il predecessore della Bundesbank, comprò il suo primo ro per 2,5 milioni di DM (Deutsche Mark. NdEr). Per l’epoca ci si comprarono 529 kili d’oro. Per il 1956 le riserve aurifere erano state portate a 6,2 miliardi di DM, pari a 1.328 tonnellate. Dal momento in cui fu creata nel 1957 la Bundesbank divenne proprietaria di queste riserve. Nessuna altra quantità di oro fu poi aggiunta sino agli anni ’70. Durante tutto quel periodo non abbiamo avuto che le migliori esperienze con i nostri trading partners a New York, Londra e Parigi. Non c’è mai stato nessun dubbio sul fatto che l’oro tedesco fosse al sicuro. In futuro abbiamo intenzione di continuare a tenere dell’oro nei centri mondiali del trading dell’oro così che, quando le pressioni diventano spintoni, lo potremo avere disponibile come asset di riserva istantaneamente pronto. L’oro conservato presso la nostra sede non è immediatamente disponibile come collaterale nel caso avessimo bisogno di valuta straniera. Prendete, per esempio, il ruolo chiave che ha il dollaro USA come valuta di riserva del sistema finanziario globale. l’oro detenuto dalla New York Fed può, in una crisi, essere impegnato presso la Federal Reserve Bank come collaterale contro liquidità denominata in dollari USA. Allo stesso modo può essere ottenuta velocemente liquidità denominata in pound sterling impegnando il nostro oro presso la Bank of England.


Gentilmente, lasciate che commenti sulla bizzarra discussione pubblica che si è recentemente sviluppata in Germania al riguardo della sicurezza dei depositi auriferi tedeschi fuori dai confini patri – una discussione che è guidata da paure irrazionali.

In questo conteso vorrei consigliare di non buttare fuoco sulle fiamme del generale senso di incertezza fra il pubblico tedesco in tempi come questi conducendo un “dibattito fantasma” sulla sicurezza delle nostre riserve aurifere.

Gli argomenti usati non sono realmente convincenti. Mi fa piacere notare che la maggior parte dei tedeschi se ne renda conto. Seguendo lo statement del President of the Federal Court of Auditors in Germania la discussione sta ora arrivando verso la sua fine. E sarà meglio che così sia prima che arrivi a causare dei danni seri alle eccellenti relazioni fra la Bundesbank e la US Fed.

Durante tutti questi 60 anni non abbiamo mai avuto il minimo problema e men che meno nessun dubbio sulla credibilità della Fed  [Zero Hedge può citare, e renderà disponibili prossimamente, alcuni fatti storici che potrebbero invece lascare ombre di serio dubbio su questa affermazione. Dubbi molto seri ].  E per questo, Bill, voglio ringraziarti personalmente.Sono anche grato per il tuo spirito di collaborazione su così tante questioni. La Bundesbank restrà un fedele partner della Fed anche in futuro e continueremo a servirtci dei servizi della Fed utilizzando la possibilità di mantenere un po’ delle nostre riserve di valuta, come l’oro, a New York.

Casualmente quello che Zero Hedge rese noto dopo questo articolo era l’evidenza fattuale che il “fedele partner” della Buba aveva “operato delle scremature” sulle consegne del suo oro fisico in più di una occaisone in “Exclusive: Bank Of England To The Fed: “No Indication Should, Of Course, Be Given To The Bundesbank…”, “Esclusivo: La Banca d’Inghilterra alla FedNessuna indicazione dovrà essere data, ovviamente, alla Bundesbank…

E allora ci domandiamo: cos’è cambiato in soli 3 mesi, da novembre ad oggi, da causare un voltafaccia così drammatico da parte della Bundesbank e che, alla luce di quanto sopra esposto, renderà esplicitamente molto ambiguo che l’atto di rimpatriare l’oro, sempre che la Handelsblatt ovviamente non abbia frainteso quello che sta succedendo e abbia riportato erroneamente i fatti, significa che le “eccellenti relazioni” fra Fed e Buba, per non menzionare la Banque de France che a breve avrà sotto custodia zero oro tedesco, sono collassate.

E poi: se la Bundesbank è la prima, quale banca centrale sarà la prossima?

E per finire: una volta che la corsa per soddisfare le richieste di consegna di oro fisico, reale, si renda manifesta sul mercato non possiamo fare a meno di domandarci cosa succederà al prezzo dell’oro, sia quello di carta che quello fisico.