13/02/13

tagliarci i pochi attributi che ci restano.


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L'India starebbe pensando di disdire i contratti per l'acquisto di elicotteri da Finmeccanica per via delle accuse di corruzione che sono arrivate fresche fresche negli ultimi giorni. L'India è il mag ...


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Potere e controllo operaio: una Grecia da brividi


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Potere e controllo operaio: una Grecia da brividi

- Baruda - Il comunicato che annuncia l'avvio della produzione alla Vio.Me tradotto dalla redazione di Infoaut (siete i mejo): La fabbrica Vio.Me. (Industria Mineraria) avvia la produzione sotto il controllo dei lavoratori "Siamo coloro che impastano, eppure non abbiamo pane, siamo coloro che scavano il carbone, eppure abbiamo freddo. Siamo coloro che non hanno [...]


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DAGOSPIA: SI CHIAMA ‘’BRUEGEL’’ LA LOGGIA D’ORO DI MARIO MONTI - NON SOLO BILDERBERG E TRILATERAL ....


DAGOSPIA: QUANTE ANALOGIE E NOMI RICORRENTI NEI ‘’PACCHI’’ ANTONVENETA-MPS E RCS-RECOLETOS - MA TU GUARDA A VOLTE LE COMBINAZIONI!


1. QUANTE ANALOGIE E NOMI RICORRENTI NEI ‘’PACCHI’’ ANTONVENETA-MPS E RCS-RECOLETOS (DIETRO C'È SEMPRE "BOTTINO" BOTTIN, SPONSOR DI LUCHINO DI MONTEFIAT) - 2. SEGUITECI: NEL 2007 RCS ACQUISTÒ RECOLETOS, SOCIETÀ SPAGNOLA GUIDATA DA JAIME CASTELLANOS. CHE ALTRI NON È CHE IL COGNATO DI BOTÍN, OVVERO IL NUMERO UNO DI BANCO SANTANDER CHE QUALCHE MESE PIÙ TARDI RIFILA A MPS LA BANCA ANTONVENETA - 3. E SONO SUBITO CONFLITTI DI INTERESSI: SANTANDER ERA (ED È) UNO DEGLI SPONSOR IN F1 DELLA FERRARI, OVVERO GRUPPO FIAT, AZIONISTA DI RCS. ANA PATRICIA BOTÍN, FINO AL 2011 NEL CDA DI GENERALI, ALTRO AZIONISTA DI RCS. E L’ADVISOR DELL’AFFARE E’ BANCA LEONARDO DI BRAGGIOTTI, EX LAZARD, IL CUI CAPO IN SPAGNA ERA PROPRIO CASTELLANOS - 4. E CHI STIMÒ PER RCS IN 1,1 MILIARDI DI EURO IL VALORE DI RECOLETOS FU MEDIOBANCA, ADVISOR DI MPS IN ANTONVENETA. CHE SI È DIMOSTRATA UN FIASCO. COME RECOLETOS -

SI CHIAMA ‘’BRUEGEL’’ LA LOGGIA D’ORO DI MONTI

SI CHIAMA ‘’BRUEGEL’’ LA LOGGIA D’ORO DI MONTI:

SI CHIAMA ‘’BRUEGEL’’ LA LOGGIA D’ORO DI MARIO MONTI - NON SOLO BILDERBERG E TRILATERAL: L’ASSOCIAZIONE FONDATA DAL PROF NEL 2004, POI PRESIEDUTA DA TRICHET, INCASSA FINANZIAMENTI MILIONARI DAI GOVERNI DI MEZZA EUROPA (ITALIA COMPRESA) E DAI COLOSSI DELLA FINANZA E DELL’INDUSTRIA FARMACEUTICA - INTITOLATA AL PITTORE FIAMMINGO IDOLO DEGLI OCCULTISTI, E’ ALL’OTTAVO POSTO NELLA CLASSIFICA DEI “THINK TANK” PIU’ POTENTI DEL PIANETA – IL RUOLO DI VINCENZO LA VIA…


Non solo Bilderberg. O la Trilateral. Non bastavano nemmeno gli Illuminati alla collezione di Mario Monti, fin dal suo insediamento a Palazzo Chigi rimbalzato quotidianamente sul web per le sue conclamate appartenenze a logge supermassoniche mondiali.
Lui, il premier, fin dal 2004 aveva fondato in Europa una compagine tutta sua. Si tratta di Bruegel, un nome che fa discutere fin dal suo primo apparire. Per Monti e i suoi, si tratta di un semplice acronimo (Brussels European and Global Economic Laboratory). Per i piu' sospettosi, evocare il grande artista fiammingo del 500, noto per la rappresentazione dei ciechi, e' l'implicito riferimento a quel panorama occulto della finanza mondiale che i cittadini non possono - e non devono mai - vedere.
trichetTRICHET
Ma chi e' e cosa fa Bruegel? Loro si definiscono naturalmente e senza alcun imbarazzo i filantropi dell'economia europea.
Nel senso che solo grazie al loro insegnamento potremo avere nel vecchio continente i grandi economisti di domani. E giu' finanziamenti miliardari (in prima fila big pharma, con colossi come Novartis e Pfizer, poi banche come Unicredit ed UBS), economic schools in mezzo mondo, tutor prelevati dalle accademie piu' conservatrici del pianeta (anche quando la conservazione e' "di sinistra"). Tra i generosi elargitori di fondi non ci sono solo i privati, bensi' i governi di Stati come...............

CRISI: IL 60% DEGLI ITALIANI USA I RISPARMI PER ARRIVARE A FINE MESE

CRISI: IL 60% DEGLI ITALIANI USA I RISPARMI PER ARRIVARE A FINE MESE: Lo stipendio ha vita breve e per arrivare a fine mese 6 italiani su 10 sono costretti ad attingere ai propri risparmi. La dura realtà che non trova spazio nei talk show Il Rapporto Italia 2013 redatto da Eurispes spiega la difficile situazione economica che colpisce soprattutto gli italiani tra i 45 ed i 64 anni e [...]

Elezioni, Grillo: “Se facciamo il botto dobbiamo organizzarci in fretta”

Elezioni, Grillo: “Se facciamo il botto dobbiamo organizzarci in fretta”:
E se il Movimento 5 Stelle vincesse le elezioni? ”Non lo so, se dovesse succedere sto botto saremmo anche un po’ in difficoltà, dovremmo organizzarci e scegliere le persone in fretta”. Lo ha ammesso Beppe Grillo ai microfoni di Radio Montecarlo. E a chi gli chiede se ipotizzi dei “tradimenti” una volta entrato in Parlamento risponde: ”Qualche Scilipoti ce l’avremo anche noi, ce li stanno già portando via gli altri movimenti a cui siamo grati”.
Beppe Grillo si fa dunque intervistare da Radio Montecarlo e da Radio 105 dopo aver annunciato, un po’ a sorpresa, che domenica 17 febbraio sarà ospite a Skytg24. Il leader di M5s ha esposto alcuni punti del suo programma: ”Voglio ridiscutere tutti i trattati. Siamo già entrati nell’euro senza essere considerati, adesso voglio fare un ‘piano b’ di sopravvivenza e voglio fare un referendum sull’euro“. “Noi – ha dichiarato – abbiamo miliardi di interessi che aumentano ogni anno. La spending review non dà posti di lavoro, va inventata l’economia. Monti è stato messo lì dalla Merkel per contrastare il Movimento 5 Stelle, ma lo vedi che non è adatto: fa comunicazione ancora col cagnolino!”.
Per quanto riguarda l’indicazione del nuovo capo dello Stato “si farà una votazione online tra tutti e decideremo chi sarà il nostro Presidente della Repubblica“. Grillo ha detto che lo stesso discorso varrà anche per l’indicazione del premier. “Non ho un’idea –  ha precisato -  Ma non decido io. Gli altri partiti svendono qualsiasi idea e anche la Costituzione. Non c’è premierato in Italia, ogni decisione la prenderemo coinvolgendo la rete e lo faremo insieme”. E su eventuali alleanze post-voto annuncia che non ci saranno perché “noi saremo l’ago della bilancia. Come in Sicilia. Sono loro che seguiranno noi e noi seguiremo le nostre idee”.

Francia, le banche dichiarano guerra alla riforma della finanza

Francia, le banche dichiarano guerra alla riforma della finanza: L’associazione che tutela gli interessi degli istituti di credito ha lanciato la “solita” minaccia: se saranno introdotte le novità chieste dal governo di Parigi, saranno automaticamente tagliati i finanziamenti all’economia reale.  La Federazione bancaria francese (FBF) si è scagliata ieri contro il progetto di riforma dei servizi finanziari transalpini presentato dal governo di Parigi. Come era lecito attendersi, la lobby degli [...]

Banca MPS (-1,5%): ipotesi salvataggio da parte di BNP-Paribas (Dagospia)

Banca MPS (-1,5%): ipotesi salvataggio da parte di BNP-Paribas (Dagospia): Il sito Dagospia scrive che sarebbero in corso trattative per un intervento di BNP-Paribas in Banca MPS sotto la regia di Luigi Abete, presidente di BNL (gruppo BNP-Paribas).

Obama Show. Ma è un lusso che non può durare

Obama Show. Ma è un lusso che non può durare:
Vantaggi del nuovo mandato: si favoleggia del futuro, in attesa di tornare a sbattere contro il presente
Un’ora di parole, davanti al Congresso e in diretta televisiva, e un’ottantina di applausi.
Il classico appuntamento con il Discorso sullo stato dell’Unione, che si tiene una volta all’anno e che per Obama è il quinto della serie, regala al Presidente l’opportunità di fare una volta di più quello che in assoluto gli riesce meglio: snocciolare promesse per l’avvenire col piglio di chi non sta parlando di ipotesi, costellate di incognite, ma anticipando delle certezze. Che per quanto lontane dal giungere a compimento, e non di rado anche dall’essere verosimili, vengono tuttavia presentate in ...................

La guerra monetaria porterà al sistema aureo. Già in atto massicci movimenti di oro

La guerra monetaria porterà al sistema aureo. Già in atto massicci movimenti di oro:
Complice la guerra monetaria in atto, massicce quantità di lingotti e contratti di oro stanno passando di mano da ovest verso est.
Le esportazioni del metallo “non monetario” (cioè escluse le operazioni delle banche centrali) sono balzate del 43% in dicembre rispetto al mese precedente, attestandosi a 4 miliardi di dollari, secondo i dati pubblicati dal Dipartimento del Commercio americano (di questi 4 miliardi, circa la metà sono da ascrivere a Hong Kong).
Si tratta della somma più alta e del rialzo mese su mese più elevato negli Stati Uniti dal settembre 2011, quando l’oro aveva raggiunto la quota record di 1.920 dollari l’oncia.
Il G7 aveva ribadito l’impegno a non varare politiche volte a cambiare i tassi di cambio, che solo i mercati possono far oscillare, ma le dichiarazioni secondo cui le................

L'euro non è un dogma

L'euro non è un dogma:
Euro: un disastro annunciato
di Marino Badiale, Fabrizio Tringali - 12/02/2013
Fonte: il-main-stream.blogspot 


Scrivevamo un anno fa che le politiche impostate per salvare l'euro avrebbero lentamente avviato l'Italia a diventare un paese del Terzo Mondo (M.Badiale, F. Tringali, “L'euro non è un dogma”, Alfabeta2, dicembre 2011). Gli eventi di quest'ultimo periodo confermano quel giudizio: la crisi economica prosegue, così come la distruzione dei diritti dei lavoratori e l'attacco ai redditi dei ceti subalterni, mentre l'adozione di misure come il Fiscal Compact determina, in sostanza, la cessione della sovranità degli Stati nazionali a lontane strutture oligarchiche e la conseguente cancellazione di quel poco di democrazia ancora rimasta in questo Paese. Non intendiamo qui dilungarci su questi temi, né su quelli relativi alla irriformabilità dell'Unione Europea in senso democratico e alla necessità di uscire da essa e..................

Portogallo 2013: disoccupazione record, tasse alle stelle e allarme povertà

Portogallo 2013: disoccupazione record, tasse alle stelle e allarme povertà:
Non c'è fine alla crisi del Portogallo: l'austerity sta travolgendo uno dei Paesi dell'Ue, portando alla fame i bambini e milioni di giovani alla disoccupazione. Non c'è fine al burrone in cui sta precipitando un Paese pressato da tagli, pressione fiscale e manovre anti-crescita. L'austerity sta condannando i portoghesi al destino della Grecia. Nessuno, però, dai piani alti sembra voler muovere un dito per salvare la situazione, anzi. Il 2013 sarà un altro anno di tagli e manovre fiscali, che, non (...)
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SIGNORAGGIO: TRUFFA IN EUROPA

SIGNORAGGIO: TRUFFA IN EUROPA: - di Gianni Lannes  - I vampiri della finanza speculativa che succhiano il sangue a mezzo mondo ed i loro maggiordomi governativi bisogna chiamarli con il loro vero nome, ovvero ladri ed usurai! Ecco le prove. Il signoraggio esiste: lo attestano, tra l’altro, due risposte distinte: una del Governo italiano e l’altra dell’Unione europea, a [...]

Monti Vs Grillo: vade retro, populista!

Monti Vs Grillo: vade retro, populista!:
 
Certo che ha un bel coraggio, il quisling Mario Monti, per affermare che con il “populismo” di Grillo si finisce come la Grecia.

Datemi pure del grillino, ma qui non c’è da difendere il leader del Movimento 5 Stelle (che l’altra sera a Trento ha parlato – finalmente – di riprenderci la sovranità monetaria), ma l’intelligenza di noi italiani da questo economista che per trent’anni non ha fatto altro che vivere all’ombra di governi responsabili del debito pubblico (commissione Spaventa 1988-89), di grandi industrie (Fiat, Coca Cola) e banche (Banca Commerciale Italiana, Goldman Sachs), dell’Eurocrazia (due volte commissario europeo), dei club esclusivi di....................

ELEZIONI/ Luttwak attacca Monti: “Non ha capito niente.”. E l’Europa nasconde il rapporto del FMI

ELEZIONI/ Luttwak attacca Monti: “Non ha capito niente.”. E l’Europa nasconde il rapporto del FMI:

Il politologo, saggista ed economista Edward Luttwak attacca le politiche di Monti e Casini basate sull’austerità e l’imposizione di tasse agli italiani. E chiede loro come mai in Europa arrivino poche notizie sul rapporto esteso a Tokyo dal Fondo Monetario Internazionale, in cui viene presentata l’alternativa al modello austerità per salvarci dal debito pubblico. Tutto questo però non si deve sapere per non diminuire il potere delle banche e di chi le sostiene con le proprie assurde politiche.

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Una strana vigilia elettorale

Una strana vigilia elettorale:


Mentre siamo a poco più di due settimane dal voto per le elezioni politiche e per il rinnovo di tre consigli elettorali, la borsa sembra muoversi in acque abbastanza tranquille e lo spread tra BTP decennali e Bund di pari durata è tornato abbondantemente sotto la soglia psicologica dei 300 punti base e sotto la stessa soglia Monti posta a 287 punti.





Certo, sullo spread pesa l'appesantimento dei..................

Il metallo inutile riprende la discesa e torna sui minimi


1Per tutti coloro che ancora si interrogano sull'utilità e sul valore dell'oro rimandiamo alla lettura dei nostri articoli del dicembre 2011: "L'oro a 1600 dollari luccica un po' meno. Fine dell'abbaglio?"; e del luglio 2011: "L'oro come la conchiglia cauri. Un mito da sfatare", che suscitarono parecchie polemiche su diversi blog economico/finanziari.
Le nostre considerazioni di carattere fondamentale sul metallo giallo rimangono ovviamente le stesse di allora, mentre ci proponiamo in questa nuova analisi di verificare se effettivamente la bolla speculativa sull'oro sia ormai giunta al termine.

Come ti fotto l'Italia

Come ti fotto l'Italia:


Sotto l'occhio benevolo di Monti (e anche di Napolitano)

La FinMeccanica è un'azienda con 70 mila dipendenti leader in campo mondiale. 17 miliardi di euro l'anno di fatturato!!!! Distruggerla sputtanarla arrestarne platealmente il Presidente perchè acquisiva commesse in campo internazionale (elicotteri venduti all'India) pagando un mediatore manda l'Italia al macero. Poi andremo a mangiare tutti in casa della gente che sta destabilizzando l'Italia quando saremo peggio della Grecia come qualcuno scientemente vuole ridurci.....
Si lavora alacremente alla distruzione del patrimonio industriale italiano. Che fine ha fatto la produzione di un miliardo di euro di tubi già venduti all'estero e bloccati? Aspettiamo la sentenza della Corte Costituzionale!!!!
Un tempo quando in Sicilia si volevano chiudere le miniere di zolfo si dava loro fuoco. Ora in Italia si vuole chiudere tutto e si usa anche la Corte Costituzionale.

IL SIG. MONTI E GLI INCAUTI PARAGONI CON LA GRECIA

IL SIG. MONTI E GLI INCAUTI PARAGONI CON LA GRECIA:

Eh no, Sig. Monti. Sulla Grecia lei non si può permettere di fare parallelismi arditi, quanto speciosi, strumentali, mettendo in relazione fenomeni populisti come quello di Grillo in Italia e la tragica condizione in cui è stato fatto piombare il popolo di quel paese.

Se la Grecia è in ginocchio è per effetto delle politiche imposte dalla Troika, non perché un Grillo ellenico ha preso il potere imponendo le sue ricette populiste in luogo di quelle rigoriste a lei tanto care.

Anche l’insorgere del fenomeno neonazista va messo nel conto delle politiche dissennate di austerità che l’Europa tecnocratica ha imposto al paese- culla della civilizzazione occidentale.

Lei sa bene quello che è accaduto in Grecia, e per questo non può usarne la..................

BANKITALIA: DUE PESI DUE MISURE, PER TUTELARE DRAGHI?


COMUNICATO STAMPA 
Elio Lannutti (Presidente Adusbef) Roma,12.2.2013

MPS: BANKITALIA LAMENTA CARENZA DI POTERI,MASS MEDIA PASSANO ACRITICHE VELINE. CON QUALI POTERI BANKITALIA,ERA DRAGHI,AZZERO’ VERTICI ITALEASE IL 24 LUGLIO 2007 ? FALSITA’ E MENZOGNE SPUDORATE DEVONO INDURRE GOVERNATORE VISCO A URGENTI DIMISSIONI,ED IL GOVERNO ‘PONZIO PILATO’ MONTI, A RISCATTARE SUA PRECEDENTE IGNAVIA. 

Lo scandalo Mps, che ha provocato un enorme buco di bilancio, costringendo il Governo ad emettere Monti bond per 3,9 miliardi di euro, l’esatto ammontare Imu prima casa, è avvenuto per l’assoluta mancanza di controlli di Consob, per quanto attiene ai bilanci, ma soprattutto per la mancata vigilanza di Bankitalia, che nonostante le ispezioni rilevassero gravissime anomalie di gestione, non ha voluto procedere all’azzeramento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, come aveva fatto in altri casi, per non disturbare l’avv. Giuseppe Mussari, l’Abi, il MPS ed i partiti di riferimento ed uno status quo, che avrebbe frustrato, rallentato e forse ostacolato, le avide ambizioni del Governatore Mario Draghi, proiettato verso la presidenza della BCE. 

Come affermato più volte dall’Adusbef, non sono i poteri che mancano alla Banca d’Italia nell’esercizio della propria attività sul sistema creditizio, conferiti dalle norme e dal Testo Unico Bancario (artt.25,28,51,58,70,76,80), ma la volontà dei vertici di Bankitalia di porre fine ad una gestione fraudolenta del credito e del risparmio, nello scandalo più grave nella storia della Repubblica, un crack da 15,4 miliardi di euro addossato a lavoratori, piccoli azionisti, contribuenti che ha messo alla gogna internazionale la credibilità del sistema dei controlli, quei poteri “per assicurare la sana e prudente gestione” esercitati il 24 luglio 2007 con l’azzeramento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale di Banca Italease. Come riporta Il Sole 24 Ore del 24 luglio 2007:” Italease, Bankitalia azzera i vertici. La Procura apre un fascicolo”. 

“Azzeramento del consiglio d'amministrazione, escluso il neo amministratore delegato Massimo Mazzega, rinnovo del collegio sindacale, ricapitalizzazione. E divieto di effettuare operazioni in derivati. Sono questi gli imperativi imposti dalla Banca d'Italia a Banca Italease in seguito al rapporto ispettivo di Via Nazionale sulla gestione del gruppo negli ultimi sei mesi della dirigenza targata Massimo Faenza e durante i quali è esplosa la "mina" derivati. I vertici della banca sono stati informati delle decisioni di Bankitalia, che non ha imposto il temuto commissariamento, durante il cda straordinario di martedì sera, sotto gli occhi del direttore della sede di Milano di Palazzo Koch, Salvatore Messina, dell'ispettore che ha condotto le indagini, Claudia Casini, e di altri funzionari della Banca Centrale guidata da Mario Draghi. In particolare, via Nazionale, al fine di assicurare «la sana e prudente gestione» del gruppo, ha ordinato «il rinnovo degli organi e la convocazione delle assemblee» in sede ordinaria e straordinaria nonchè «la ricapitalizzazione» dell'istituto. Per questo è stata richiesta una riunione ad hoc del cda per deliberare in merito. Ancora, Bankitalia, alla luce dei contratti in derivati intermediati da Banca Italease con 2 mila clienti e lievitati da gennaio a oggi da 275,5 a 730 milioni di euro (al 29 giugno), ha disposto il divieto di effettuare operazioni finanziarie di questo tipo”. 

L’articolo dava conto dei numeri: 2.600 i clienti coinvolti nei contratti derivati venduti dalla banca milanese; 720 milioni il valore nozionale dei derivati; 40% la percentuale di recupero delle perdite sui prodotti derivati attese; 457 milioni il totale dei ricavi di Italease nel 2006; 31% dei suoi ricavi da derivati; 7 le banche d'affari che studiavano i derivati che Italease piazzava ai clienti: Deutsche Bank,Société Générale,Bnp Paribas,Banca Aletti, Goldman Sachs, Lehman Brothers e Bear Stearns”. 

Il crack Mps causato dal nulla osta di Bankitalia all’acquisto di Antonveneta ad un prezzo folle, le ricoperture in derivati, le banche di affari coinvolte,è cento volte più grave di “Italease”. 

L’Italia è un paese che ha bisogno di verità, non di menzogne e versioni di comodo per tutelare il ‘disonore’ di Draghi e delle compromesse istituzioni. In altri Paesi, queste menzogne porterebbero a spontanee dimissioni. Il Governatore Visco e l’intero Direttorio di Bankitalia, che hanno detto bugie ben sapendo di mentire offrendo all’opinione pubblica mondiale falsità e menzogne, con l’aggravante di chiedere ulteriori poteri, che avevano già esercitato nel 2007, si devono dimettere immediatamente. Adusbef seppur solitaria, non darà tregua ad un sepolcro imbiancato nauseante, continuerà a chiedere, anche con ulteriori esposti alle Procure, l’accertamento delle verità dei fatti, per cercare di evitare in futuro, ulteriori crack bancari per omessa vigilanza di Bankitalia, addossati a lavoratori, risparmiatori, famiglie. Il crack Mps causato dagli omessi controlli di Bankitalia, è molto più grave dello scandalo Finmeccanica. Il Governo Monti, aduso a comportarsi come “Ponzio Pilato”, ha l’opportunità di riscattare la sua ignavia, intervenendo con previste procedure per commissariare la Banca d’Italia. 

Elio Lannutti (Presidente Adusbef) 

Roma,12.2.2013

Irlanda – Prima della Classe dell'Euro Fiasco

Da Social Europe un articolo di John Weeks che analizzando i dati smonta il mito dell'Irlanda che con l'austerità ha ripreso a crescere. 

I media spesso si riferiscono all'Irlanda come alla "prima della classe" tra i paesi che lottano per uscire dalla disastrosa crisi Europea.

Ma un'analisi del "successo" degli Irlandesi ci rende benissimo l'idea di cosa sia veramente quell'economia dell' 1% che predica il Vangelo dell'austerità in Europa. ... Continua a leggere
 

Casa: lo Stato la tassa, le Banche le negano il mutuo!


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Casa: lo Stato la tassa, le Banche le negano il mutuo!




E' sempre più difficile per gli italiani acquistare una casa. Vuoi per le retribuzioni da terzo mondo cui ci hanno relegati, vuoi perché le banche alle prese con i titoli tossici non concedono più mutui, ma si limitano solo ad incassare soldi dalla Bce e dal governo italiano e vuoi pure perchè l'Imu ha collassato il mercato! Nel 2012 i mutui concessi alle famiglie si sono dimezzati, e le compravendite sono diminuite del 23,9%, ovvero di 140mila unità. Questi i dati forniti dai costruttori dell'Ance. Dal 2007 - inizio crisi - ad oggi gli investimenti in nuove abitazioni si sono ridotti del 54,2%. E negli ultimi sei anni il numero delle compravendite si è ridotto del 48% passando da 870mila a circa 455mila transazioni. Intanto, indica ancora l'Ance, la liquidità per le imprese è ai minimi storici. Nel 2012 il calo dei prestiti alle imprese è stato del 9%, confermando un pesantissimo trend negativo in atto dal 2007. Lo Stato continua a non pagare. Il debito nei confronti delle imprese di costruzione è stimato intorno ai 19 miliardi. Le imprese non riescono più ad aspettare e chiudono in centinaia. "Bisogna assolutamente cambiare politica", avverte l'associazione dei costruttori: "Nella tempesta in cui siamo abbiamo spento il motore dell'edilizia, spero che non abbiamo anche buttato le chiavi. Le nostre aziende licenziano in tutta la filiera, siamo in una situazione difficilissima anche dal punto di vista sociale". "La casa, il più importante bene rifugio degli italiani, è diventato il bene più tassato. Con ben 9 voci di tassazione sul possesso degli immobili, ed un ammontare che arriva a oltre 44 mld di euro di cui ben 23 derivano dall'Imu". I costruttori dell'Ance, chiedono i "casa bond", obbligazioni emesse dalle banche per finanziare i mutui delle famiglie; poi un piano di edilizia sociale sostenibile, una Imu più equa: va resa progressiva e parametrata in base al reddito; e di eliminare l'Imu sull'invenduto. Trecentocinquantamila sono i posti di lavoro persi nel settore delle costruzioni da inizio crisi, 550mila con l'indotto. Ed un vero e proprio boom di fallimenti delle imprese edili, ormai vicino alla cifra record di 10mila, destinata ancora a crescere. E' l'allarme lanciato dai costruttori dell'Ance che avvertono: "Non c'é crescita senza costruzioni".




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Draghi: la macelleria sociale deve andare avanti


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Draghi: la macelleria sociale deve andare avanti


Draghi torna a calpestare le macerie. Rincarando la dose. Fisicamente e psicologicamente. Di metodo e di merito. Intanto perché per rilasciare l'ennesima dichiarazione di guerra ha scelto come palcoscenico proprio quella Madrid già pesantemente bombardata dalle misure di austerity imposte dall'Europa e dalla troika, poi perché tale dichiarazione arriva in un momento in cui la quasi totalità del Vecchio Continente si trova a contrastare una situazione sociale pesantemente degradata. Quando non tragica.


Dunque, secondo l'uomo delle Banche «nessun Paese dell'Eurozona ha finito il lavoro, specialmente nella competitività con le liberalizzazioni e le riforme del lavoro», e quindi, ha proseguito con la freddezza di un rettile, si aspetta «un piano di bilancio di medio termine con dettagli sui tagli di spesa, essenziali ovunque».


Nello stesso momento in cui in Grecia si muore letteralmente di fame, o di calca, per accaparrarsi un sacchetto di frutta e verdura distribuito gratuitamente davanti al ministero dell'Agricoltura ad Atene, e in contemporanea con l'uscita della situazione occupazionale dell'Eurozona, che rileva il massacro sociale in atto, il capo della Banca Centrale Europea suggerisce ulteriori misure da prendere. Le stesse identiche misure, anzi l'inasprirsi ulteriore di quelle già messe in atto che - dati alla mano - non solo non stanno funzionando, ma stanno facendo precipitare ulteriormente la situazione sia sul piano sociale sia su quello meramente economico.


Naturalmente Draghi sa che nel momento in cui "suggerisce" e "si aspetta" norme di questo tipo, il messaggio che arriva a chi deve arrivare, ovvero ai governi di tutta Europa, ha la natura del diktat. La Bce continua a sostenere le Banche private che sono sue azioniste e i Paesi in difficoltà, mediante l'acquisto di titoli di Stato, proprio per tenere legati al cappio tutti i popoli che sono costretti, ormai praticamente manu militari, viste le imposizioni governative dettate dalla Bce stessa, ad adottare la sua moneta usuraia.


Quando si esprime parlando del "lavoro da fare" intende né più né meno che quello iniziato dai vari governi in merito alla moderazione ulteriore dei salari, alla precarizzazione e alle privatizzazioni. Cioè quanto fatto sino a ora, ad esempio, da Mario Monti e dal suo ministro Fornero con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti noi: le aziende licenziano e non assumono. A meno che non si intenda per assunzione, e per occupazione, il fenomeno dei mini jobs alla tedesca: lavori da 400 euro al mese senza alcuna tutela né previdenza. Il che paventa, anche nel nostro Paese, il precariato perenne di massa sino ad arrivare all'età pensionabile, semmai ci si...



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GUARDARE ALLA GRECIA DI OGGI PER IMMAGINARE L’ITALIA DI DOMANI


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GUARDARE ALLA GRECIA DI OGGI PER IMMAGINARE L'ITALIA DI DOMANI

Monti è un miserabile ipocrita come pochi. Tra tutti gli argomenti falsi e strumentali che questo guitto in loden sta utilizzando nella speranza di entrare nel cuore degli italiani, dopo essere già abbondantemente entrato in un altro organo che inizia con la stessa sillaba, quello che prefigura l'imminente rischio Grecia per l'Italia è in assoluto il più sporco, abietto, indegno e vile. Lo schema di gioco scelto da Monti non è nuovo, ricalcando fedelmente quanto già avvenuto nella povera Grecia durante l'ultima campagna elettorale che, nel giugno dello scorso anno, condusse il burattino Samaras alla vittoria. Una prospettiva intimamente intimidatoria e mafiosa che, facendo intravedere ai cittadini elettori il rischio di catastrofi ben peggiori, invita mellifluamente a scegliere il male minore. E' la stessa logica che spinge molti commercianti vessati dalla mala a pagare il pizzo: "meglio questo", si illudono in tanti, "che correre il rischio di farsi saltare il negozio per aria o, peggio, finire uccisi come il povero e compianto Libero Grassi". Un ragionamento miope perché agli aguzzini, con la coppola o in doppio petto poco cambia, la fame aumenta sempre mangiando. Ieri Monti ha avuto l'impudenza di consigliare a Grillo di farsi un giro per le piazze di Atene per "capire quale gravissimo rischio l'Italia potrebbe correre affidandosi a spiritosi demagoghi". Nel silenzio più assoluto di un sistema informativo marcio e corrotto fino al midollo, in Grecia si consuma una vera e propria emergenza umanitaria (clicca per leggere). Una tragedia studiata, pianificata e attuata con sadica ferocia da una manipolo di neonazisti che occupano abusivamente le leve di comando di questa Europa oligarchica e tecnocratica. Draghi, Van Rompuy, Barroso e Lagarde, punti di riferimento del massone reazionario Monti, hanno inflitto ai greci, utilizzando strumenti raffinati, lo stesso sgomento provocato nel 1941 dall'invasione dei carri armati del fuhrer. Lo scorso anno, per scongiurare il pericolo che nelle urne vincesse il candidato di Syriza, Alexis Tsipras, anziché l'etero-diretto Samaras, il gotha del potere europeo decise con successo di suggestionare l'elettorato greco brandendo con sapienza l'arma della paura irrazionale. "Syriza spaventa i mercati", "solo Samaras è riconosciuto come interlocutore affidabile, "non vanno sprecati i sacrifici fatti", questi gli argomenti più in voga utilizzati allora, rilanciati poi acriticamen...



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Come risolvere la crisi globale? Ecco la risposta da un gruppo segreto di banchieri


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Come risolvere la crisi globale? Ecco la risposta da un gruppo segreto di banchieri

Il gruppo dei 30 è un assemblaggio segreto di alcune delle persone più potenti nel mondo della finanza, la maggior parte dei quali sono attuali o ex banchieri centrali, ministri delle finanze, capi di mega-banche o tutti e tre. Lunedì mattina, hanno pubblicato un nuovo rapporto discutendo il modo in cui pensano che il sistema finanziario possa apportare dei cambiamenti per garantire un'economia globale più prospera.

Jean-Claude Trichet, ex presidente della Banca centrale europea, è ora (...)


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Economia internazionale
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Crozza e Fazio contestati a Sanremo “Siete due pirla!” VIDEO


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Crozza e Fazio contestati a Sanremo "Siete due pirla!" VIDEO

- di Daniele Di Luciano -

Io potrei capire se a Sanremo ci fosse andato qualcuno che in TV appare raramente. Nonostante non mi piaccia, avrei compreso la grande attesa per un personaggio come Benigni, che in TV si vede poco. O per un personaggio come Celentano. Ma questa grande attesa per Fazio e Crozza mi sembra una grossa montatura dei media. Cosa c'è da aspettarsi di tanto nuovo e diverso da parte di due personaggi che sono in TV ogni settimana da diversi anni a questa parte? Cosa mi potranno mai dire a Sanremo, Crozza, Fazio, la Littizzetto, che non potevano dire la scorsa settimana in altri programmi? Eppure i media hanno impacchettato la grande attesa.

Fortunatamente l'attesa è servita a qualcosa. Non certo per merito dei personaggi sopra elencati ma grazie ad alcuni signori del pubblico che hanno fatto sentire la loro voce. Appena Crozza ha iniziato il suo solito monologo satirico, qualcuno dagli spalti ha iniziato a urlare:

"Vai fuori, vai a casa. Niente politica stasera"

E poi:

"Pirla, sei un pirla!"

Crozza si è interrotto ed è dovuto intervenire Fazio. E la voce fuori campo:

"Tu sei un altro pirla!"

Sono passati diversi minuti prima che venisse ristabilito l'ordine. Poi Crozza è partito col monologo e lo show è finito. Battute su Berlusconi, su Bersani, ecc…

Piccola osservazione. Da uomo pungente quale vuole apparire, mi aspettavo qualcosa di più da Crozza che invece non è stato in grado di gestire la situazione. Forse dovrebbe iniziare a imparare a memoria anche le battute da sparare in caso di contestazioni. Non tutti infatti, in questa situazione socio-politica, hanno voglia di ridere e scherzare…



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L’Incubo dei Banchieri Centrali: Il Default di Goldman Sachs


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L'Incubo dei Banchieri Centrali: Il Default di Goldman Sachs

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«Le politiche monetarie allentate deprimono spesso una moneta abbassando i tassi di interesse e aumentando l'inflazione, rendendol meno attraente per gli investitori globali.
I governi spesso perseguono questa strategia in tempi di stress economico per aumentare le esportazioni. Ma la svalutazione di un paese genera spesso quella di un altro, aumentando i timori di una guerra valutaria.
La storia ci dà motivo di preoccuparci perché le svalutazioni monetarie globali, che svolgono un'azione atta a "fregare il prossimo," contribuirono ad innescare la Grande Depressione che ebbe inizio nel 1929. [...]

L'icona degli hedge fund George Soros, presidente del Soros Fund Management, è sicuramente preoccupato. "Penso che uno dei maggiori pericoli sia … una guerra delle valute," ha detto alla CNBC.
Ovviamente non tutti hanno da obiettare alle politiche allentate delle banche centrali, considerandole necessarie per stimolare la crescita. "Se quella che abbiamo è una guerra delle valute, ne abbiamo bisogno di più," ha detto Barry Eichengreen a Businessweek, un economista alla University of Berkeley, California.»


~ Businessweek: World 'Plunges Into Currency War', Dan Weil, MoneyNews, 25 Gennaio 2013.
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Dopo Eni e Saipem, è di nuovo il turno di Finmeccanica


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Dopo Eni e Saipem, è di nuovo il turno di Finmeccanica


 





Sembra che sia diventato lo sport preferito della magistratura italiana, quello di puntare il mirino sull'industria di Stato italiana. Per carità, il marcio c'è ed è giusto che venga stigmatizzato: corruzione e peculato sono due reati che imperversano, minandoli sin nelle fondamenta, nei gioielli industriali di casa nostra. Guai se non si provvedesse a porvi riparo. Eppure quant'è sospetto il tempismo che porta giudici e procuratori italiani ad accorgersene soltanto adesso! Par d'essere ritornati al 1992, allorchè le inchieste di Tangentopoli servirono da viatico per le grandi privatizzazioni iniziate in quei mesi ed andate avanti anche negli anni successivi. Aria di "Britannia"! Guardacaso anche adesso si parla di cedere se non tutta perlomeno parte della quota di Eni e Finmeccanica in mano al Tesoro: è quanto espresso da più d'un candidato alle elezioni politiche. Che le inchieste servano a propiziare la svendita delle aziende strategiche italiane alla concorrenza straniera? Qualcuno sosteneva che, a pensar male, si commetteva peccato ma s'indovinava pure.




Il presidente di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, e l'amministratore delegato di Agusta Westland, Bruno Spagnolini, sono stati arrestati "con l'accusa di corruzione internazionale, peculato e concussione per le presunte [ed è bene sottolineare quest'aggettivo] tangenti che sarebbero state pagate per la vendita di dodici elicotteri all'India" (Ansa). Com'è stato fatto notare dal legale di Orsi, il risultato più pratico ed immediato del provvedimento del gip di Busto Arsizio è stato quello di decapitare "due delle maggiori aziende del nostro paese". Secondo i magistrati, la commessa indiana, del valore di 500 milioni di euro, sarebbe stata assicurata con una tangente di 50 milioni.

E anche in questo caso c'è poco di che stupirsi: negli ambienti internazionali, se si vuol vendere qualcosa, assicurarsi una fornitura o un appalto, bisogna ungere le ruote. Tangenti e fondi neri non sono certamente un'invenzione od un appannaggio delle grandi industrie italiane: vi ricorrono, e p...



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Beppe Grillo domenica in tv su Sky: parlerà dal camper


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Beppe Grillo domenica in tv su Sky: parlerà dal camper

Domenica 17 febbraio alle 20,30, Beppe Grillo sarà in diretta su SKYtg24 con un'intervista di 30 minuti in diretta dal camper e su Cielo, in chiaro, alle 21. Ad annunciarlo è stato lo stesso leader del Movimento Cinque Stelle: "Lo possiamo dire ufficialmente ai tanti che ci seguono. Anche se io in qualche modo in televisione ci sono sempre, però faremo questa partecipazione. Ci sarà un giornalista in studio e io dal mio camper risponderò alle domande". Si interrompe lo streaming ma l'annuncio è stato fatto. Il ritorno di Beppe Grillo sugli schermi televisivi ci sarà e avverrà sui canali di Sky Tv. "Mi rimproverano di dire sempre le stesse cose, ma cosa devo fare? Cambiare movimento ogni due giorni? Voi che mi seguite sempre sapete di cosa parlo, e lo racconterò anche in televisione domenica 17 settembre".

Dopo un'intervista a Radio 105, la telecamera di Salvo Mandarà, l'addetto alla diretta streaming de "La cosa" dall'inizio dello Tsunami tour, chiede al leader di confermare la notizia per i tanti spettatori che lo seguono ogni giorno dal computer in tutto il mondo. Qualche minuto dopo il messaggio su Twitter dall'account di Beppe Grillo che ribadisce la scelta. Tante le reazioni degli attivisti che lo stanno seguendo in ogni tappa italiana della campagna. La Tv è oggetto di grande discussione all'interno del Movimento, soprattutto a causa del diktat interno che vieta la partecipazione ai talk show. Celebri i casi di Favia e Salsi, i consiglieri regionale e comunale espulsi a causa, tra le altre cose, della loro comparsata in televisione. Ma ora la posta in gioco è diversa. L'ultima volta di Beppe Grillo in Rai risale al 2 dicembre 1993 quando venne trasmesso il Beppe Grillo Show su Rai1 dal Teatro delle Vittorie di Roma. 15 milioni, gli spettatori che in quel giorno si sintonizzarono sui canali nazionali. Dopo la Rai ci furono le apparizioni sulle paytv: Tele + e infine il messaggio di fine anno su Sky. Ora, a distanza di vent'anni, il tanto atteso ritorno. Il primo annuncio di una possibile trattativa era stato il 26 gennaio scorso, quando in occasione della tappa di Ravenna dello Tsunami Tour, Beppe Grillo si era detto pronto a pensare ad una possibile apparizione televisiva. "L'ultima settimana della campagna elettorale ci sarà una sorpresa, andrò in tv", avevo detto senza nemmeno scartare l'ipotesi della rete nazionale, "La Rai? Perché no, ancora non escludo niente". Poi in diretta su Radio105 la scelta definitiva per l'intervista su Sky.



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Mucca da latte europea?


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Mucca da latte europea?


Ancora una volta lo spettro della temuta unione di trasferimento terrorizza i tedeschi. La Germania è solo il maggiore contribuente netto, oppure è diventata una "mucca da latte"? Da FAZ.net
Dalla riunificazione ad oggi la Germania ha contribuito al bilancio EU con oltre 200 miliardi di pagamenti netti. Vale a dire il 45 % degli importi complessivi versati da tutti gli altri contribuenti netti - cifra piu' che proporzionale rispetto alle dimensioni dell'economia tedesca.

 
I capi di stato e di governo si sono battuti a lungo, e dopo un primo tentativo fallito hanno finalmente raggiunto un accordo sul quadro finanziario dell'Unione Europea dal 2014 al 2020. Dopo il compromesso di venerdi' a Bruessel, la dotazione finanziaria sarà limitata a 960 miliardi di Euro. Considerando anche i "bilanci ombra", il limite massimo di spesa arriverà a un trilione di Euro. Il Presidente del Parlamento EU Schulz ha inveito: "l'accordo è una manovra ingannevole", i limiti di spesa non saranno pienamente sfruttati e di fatto la spesa sarà inferiore. Se i parlamentari europei dovessero mettere il veto, il vecchio quadro finanziario verrebbe prolungato e aumentato automaticamente del 2% di anno in anno.

 
Colpisce il fatto che a Bruessel si mercanteggi sui pagamenti, come si potrebbe fare in un bazar. Della provenienza di questo denaro si parla pero' molto poco. Il sistema dei contributi non è stato intaccato, ci sono stati solo ritocchi marginali agli sconti per i grandi pagatori netti come la Germania, l...


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GRECIA: LO SPAURACCHIO MILLE USI



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Verso la Bancarotta: Gennaio 2013, un Primo Riassunto del Disastro


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Verso la Bancarotta: Gennaio 2013, un Primo Riassunto del Disastro

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(Venerdì 30 Dicembre, Mario Monti: Manovre Finite… a futura memoria)


Il Diario della Bancarotta Italiana (Articolo introduttivo)


Va tutto bene madama la marchesa. L'Italia è salva, anzi salvissima, si vede la luce in fondo al tunnel e vedrete che alla fine del 2013 ( o del 2014 o del 201x) ci sarà…. la ripresina!


Intanto però ogni singolo indicatore Macro volge al peggio, coincidnze?


Il riassuntino affidato a Mondo Elettrico



Alla fine di gennaio abbiamo messo insieme i dati dei consumi, dell'occupazione e della produzione industriale che dimostrano la situazione emergenziale in cui è caduta l'Italia . Giù i consumi di petrolio (- 11,1 %) e
giù i consumi dei carburanti (-10.5%),
giù le immatricolazioni delle auto (- 22,5%),
giù il mercato degli autocarri va peggio delle auto: -31,6% 
giù il consumo di energia elettrica (-5,6 %)
giù la produzione industriale (-7,6)
 e i consumi del gas metano (-3,2) .


Continuiamo a seguire ancora lo srotolare di cifre negative relative al mese di Gennaio dell'anno nuovo ed i dati che escono via via relativi alla fine dello scorso anno. Abbiamo già visto l'ennesima crisi dell'auto con un 



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Industria: -2,3% produzione Ue in 2012


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Industria: -2,3% produzione Ue in 2012

Record negativo per Italia e Spagna


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Controllo delle armi e genocidi


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Controllo delle armi e genocidi

Domenica 24 aprile 2005 ricorreva il 90° anniversario del primo genocidio del ventesimo secolo: il massacro, ad opera del governo turco, di oltre un milione di armeni disarmati. La parola chiave è "disarmati".


I turchi riuscirono a passarla liscia nascondendosi sotto la copertura della guerra. Non subirono maggiori ritorsioni post-belliche per aver compiuto lo sterminio di massa di un popolo pacifico, rispetto a non averlo compiuto.


Altri governi presero subito nota di questo fatto. Fu visto come un precedente internazionale molto utile.


Settantanove anni dopo l'inizio di quel genocidio, l'"Hotel Ruanda" entrò in attività.


Anche gli Hutu la passarono liscia. Ironicamente, almeno dieci anni prima – non ricordo la data esatta – la rivista Harper's aveva pubblicato un articolo in cui si prediceva quel genocidio per la seguente ragione: gli Hutu avevano le mitragliatrici; i Tutsi no. L'articolo era scritto come una sorta di parabola, non come una specifica previsione politica. Ricordo di averlo letto a quell'epoca e di aver pensato: "Se fossi un Tutsi, emigrerei."


Essere un civile nel ventesimo secolo non fu un buon affare. Le probabilità erano contro ai civili.


Cattive notizie per la popolazione civile


Il ventesimo secolo, più di ogni altro secolo nella storia documentata, è stato il secolo della disumanità dell'uomo verso l'uomo. Questa frase è memorabile, ma è anche fuorviante. Dovrebbe essere modificata così: "Disumanità dei governi verso civili disarmati." Nel caso di genocidio, però, non è facile sminuire il crimine classificandolo come danni collaterali per un nemico di guerra. Si tratta di sterminio deliberato.


Il ventesimo secolo cominciò ufficialmente l'1 gennaio 1901. All'epoca, era in pieno corso una guerra importante, quindi cominciamo da questa. Era la guerra degli Stati Uniti contro le Filippine, i cui cittadini cullavano l'ingenua idea che la liberazione dalla Spagna non implicasse la colonizzazione da parte degli Stati Uniti. Prima su ordine di McKinley e in seguito di Roosevelt, furono inviati 126.000 soldati nelle Filippine per dare loro una lezione di geopolitica moderna. Avevamo pienamente comprato le Filippine dalla Spagna per 20 milioni di dollari nel dicembre 1898. Il fatto che le Filippine avessero dichiarato l'indipenden...



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SPESE MILITARI/ Ingroia: “Ecco come risparmiare 230 miliardi nei prossimi 12 anni.”


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SPESE MILITARI/ Ingroia: "Ecco come risparmiare 230 miliardi nei prossimi 12 anni."

Ecco quanto gli sprechi militari tolgono all'economia di un Paese in crisi come l'Italia: dove tagliare e risparmiare? Come reinvestire?



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Socété Générale crolla dopo i conti in rosso


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Socété Générale crolla dopo i conti in rosso

Rimpasto al vertice della banca francese SocGen dopo la perdita netta da 476 milioni di euro nel quarto trimestre, contro i 100 milioni di utile di [...]



Lavoro: licenziamenti e tagli a raffica in tutto il mondo, Germania inclusa


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Lavoro: licenziamenti e tagli a raffica in tutto il mondo, Germania inclusa

Tutto il pianeta senza lavoro. Inclusi gli USA, i maghi della finanza inglese e, udite udite, i tedeschi della Germania felix. In Rete fa molta impressione il video della distribuzione gratuita di frutta e verdura in Grecia, con conseguente ressa della popolazione. Ma non basta: ad Atene si sta attuando una riduzione di altri 13 [...]


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Italia nella bufera. Terra di conquista per lo straniero


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Italia nella bufera. Terra di conquista per lo straniero


Piazza Affari, in un modo o nell'altro, regge bene e chiude in positivo. Complice come sempre una Wall Street in terreno positivo. Però se provo a guardarmi indietro, quasi mi vengono le lacrime, e mi rendo conto che i mercati finanziari saranno anche drogati dalla politica monetaria, ma permettetemi, molto più grave è lo scoprire che è tutto drammaticamente corrotto.
Gli esempi li avete tutti davanti agli occhi.


Il primo esempio è ovviamente Monte dei Paschi di Siena. La politica ha distrutto la più antica banca d'Italia e chi era in cabina di regia ha fatto tutto quello che poteva inventarsi per polverizzare la dignità di una banca che era un'istituzione, oltre che un pezzo di storia. Si parla di tangenti per l'Acquisto di Antonveneta. Ma questa non è che uno degli aspetti della vicenda.


A leggere l'informativa del Nucleo Valutario della Finanza, la sensazione è quella di trovarsi nel Monte dei Paschi di fronte a una associazione a delinquere. Una banda che era riuscita a pianificare la truffa, l'imbroglio, il gioco delle tre carte. Per ognuno dei soggetti di riferimento, come emerge dall'analisi dello scambio di mail tra il management Mps, cambiavano le comunicazioni sull'acquisto di Antonveneta. Rassicuranti a loro modo per il mercato, per gli azionisti, e per Bankitalia e Consob. Un passo indietro. All'inizio di questa storia, quando cioè muove i suoi primi passi la trattativa per la cessione di Antonveneta. E' l'8 novembre del 2007 e - ricostruiscono gli 007 del generale Bottillo - «Mps comunica al mercato di aver raggiunto un accordo con Banco Santander per complessivi 9 miliardi di euro, per l'acquisizione del gruppo Banca Antonveneta al netto della partecipata Interbanca». (Source)


E poi ovviamente,



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Bund future, il momento e' cruciale


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Bund future, il momento e' cruciale

Bund future, il momento e' cruciale.


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Wall Street in Piena Bolla (di Nuovo)


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Wall Street in Piena Bolla (di Nuovo)

Ci crediate o no, la borsa americana è di nuovo dentro una bolla speculativa. Se chiedi ad un trader professionista (di quelli che lavorano per Goldman Sachs ad esempio) cosa pensi del futuro la risposta sarà più o meno questa:


20130212 BAML2 Wall Street in Piena Bolla (di Nuovo)


Il grafico che vedete è costruito facendo la media delle risposte degli operatori finanziari professionisti alla domanda "pensi che l'indice S&P500 salirà o scenderà nei prossimi 3 mesi?"


Ecco siamo a livelli classici da bolla speculativa.


Poi c'è il moltiplicatore degli utili. Cioè quanto i prezzi di borsa (lo S&P500) moltiplicano gli utili delle imprese quotate.


I prezzi dello S&P500 moltiplicano quasi 16 volte gli utili del quarto trimestre 2012, un livello storicamente elevatissimo. Gli analisti per giustificare il prezzo dell'indice hanno una bizzarra teoria, questa:


ABOOK Feb 2013 Earnings hockey stick Wall Street in Piena Bolla (di Nuovo)


In blu vedete l'andamento degli utili espressi in punti dell'indice S&P500 già realizzati, in rosso…. le aspettative che giustificano i prezzi attuali.


ehm…. notate nulla di strano? 


Peraltro gli utili dell'ultimo trimestre (il quarto 2012) sono scesi di circa l'1% sul trimestre precedente mentre gli analisti si aspettavano un aumento dell'1%.


Ma facciamo due conti: ad oggi gli utili dello S&P500 nel quarto trimestre assommano a circa 23,95$, moltiplicando per 4 abbiamo 95,8$ di utili annui. L'indice S&P500 vale 1519 nel momento in cui scrivo, ovvero abbiamo un PE calcolato sull'ultimo trimestre di 15,85. Una cifra già di per se piuttosto alta e che DEVE essere giustificata da un forte miglioramento dell'economia e del PIL mondiale.


Ricapitolando:



  • Tutti gli operatori di Wall Street sono "bullish"

  • I multipli attuali sono già elevati

  • Le aspettative di mercato sono al limite dell'irragionevolezza.


Siamo in bolla, e credo che ci sia almeno un motivo a breve termine per temerne lo scoppio. Non se ne parla ancora in europa ma, sappiate che tra due settimane, se il congresso americano non intereverrà, scatteranno tagli automatici di spesa pubblica per 1,2 triliardi di dollari (il così detto "Sequester" ricordate bene questo nome, diventerà famoso). Tagli che riguarderanno principalmente la difesa e che impatteranno in media per il -0,6% sul PIL americano.


La cosa divertente è che per ora il sotto indice difesa dello S&P500 viaggia sereno ai massimi storici, delle due...



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Germania: il Paese che trucca i conti (e come risparmiare l'80% di interessi)


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Germania: il Paese che trucca i conti (e come risparmiare l'80% di interessi)

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Sono sicura che molti lettori saranno contentissimi di ritrovare l'altro fondatore di questo blog, ovvero Pietro Cambi. Che mi ha inviato un interessante papello dei suoi, in cui si abbandona ai famosi conti della lavandaia e scopre degli altarini niente male su Germania, debito italiano e PIIGS. Pubblico qui la sua intro, e in calce il PDF del papello: come sapete, Pietro Cambi è spesso troppo "dettagliato" per entrare in un umile post. Naturalmente, siccome io non capisco nulla di tutto ciò, qualunque sfondone, imprecisione, o errore è imputabile esclusivamente all'ing.Cambi. In poche parole: a lui gli oneri, a lui gli onori. Buona lettura.


Leggi tutto



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In partenza per Berlino: nuova puntata dell'Operazione Valchiria


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In partenza per Berlino: nuova puntata dell'Operazione Valchiria

Eccomi in partenza per Berlino

insieme a Mercato Libero e ad un Gruppo di Amici

come preannunciato nel mio post Operazione Valchiria - 14 Febbraio: Ultimo treno (immobiliare...) per Berlino



Andremo a vedere 5 Palazzine messe in vendita dal Fondo Immobiliare con il quale abbiamo stretto un accordo in esclusiva.

Grazie alla forza del Gruppo di Acquisto, come al solito otterremo un prezzo nettamente più basso rispetto a chi acquista da single.



Ecco una delle Palazzine che andremo a vedere...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


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Grecia, le multinazionali fanno affari ma tagliano stipendi e indennità


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Grecia, le multinazionali fanno affari ma tagliano stipendi e indennità

Mentre il mercato greco si restringe per la crisi, (la gente non spende più) i prodotti delle multinazionali si "allargano" e fatturano numeri significativi. La riduzione del costo del lavoro, dopo il memorandum della troika e la diminuzione di fatto dei diritti per i lavoratori, avvantaggia solo i grossi nomi che vanno in Grecia per investire, ma di fatto risparmiando su stipendi e indennità che la troika ha provveduto a tagliare. Quattro i casi più significativi. La Kraft Hellas AE è una filiale della multinazionale Mondelez internazionale (fino a poco tempo denominata Kraft Foods), che domina il mercato europeo per il cibo da spuntini. Ha recentemente annunciato, dopo gli otto milioni complessivi investiti nell'ultimo lustro, una nuova esposizione in Grecia per cinque milioni a partire dal 2013. Proprio quando entreranno in vigore i nuovi contratti di lavoro contenuti nel memorandum lacrime e sangue che il Parlamento ellenico ha approvato in una lunga notte di passione, dove di fatto sono stati falciate indennità di malattia e quantum di stipendi e scatti.

Anche l'Hellas Unilever ha annunciato che intende avviare la produzione in Grecia di trenta nuovi prodotti, e due giorni fa ha presentato il piano commerciale al mercato greco. Ancora: Procter & Gamble ha annunciato la creazione del Centro per la Ricerca e l'Innovazione di Atene, il terzo sistema operativo d'Europa. Pochi giorni fa la Johnson & Johnson ha annunciato che continuerà a investire nel mercato greco. In effetti il noto marchio ha in Grecia uno dei tre poli europei utilizzati quasi esclusivamente per l'esportazione. La società dà lavoro in Attica a duecento dipendenti, anche se non ha ancora specificato la quantità di investimenti. Il caso di Johnson & Johnson è particolarmente rilevante se si considera che il 95% della produzione è esportato in altri paesi europei e ha scelto la Grecia come base di produzione proprio perché oggi al centro dell'Egeo una multinazionale "risparmia" sui diritti dei lavoratori.

Infine il caso della Henkel uno dei più grandi gruppi tedeschi che ha deciso di ripristinare la produzione dei propri prodotti in Grecia. La società è stata "assente" dal mercato greco dal 2011 al 2012 dopo che il marchio Alapis, per via della crisi, aveva spostato la produzione in Italia. Ma dallo scorso mese di settembre i prodotti tedeschi sono stati recuperati dalle società Henkel Hellas SA e Rolco Vianyl Souroulidi. Nello specifico l'accordo di produzione di detersivi e prodotti di pulizia prevede che Henkel Hellas detenga più di 50 marche tra Dixan, Neomat e Bref, con una produzione annua di circa sette milioni di unità, che corrisponde al 75% delle vendite annuali della società nel settore. L'accordo prevede anche la produzione di ulteriori 2,5 milioni di uni...



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LA MANIPOLAZIONE MONETARIA E’ LA CAUSA DELLA CRISI, NON LA CURA


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LA MANIPOLAZIONE MONETARIA E' LA CAUSA DELLA CRISI, NON LA CURA

DI GIOVANNI BIRINDELLI


Fra molti paesi industrializzati (Giappone e Stati Uniti in testa) è attualmente in atto una sorta di competizione a chi svaluta di più la propria moneta. In un recente articolo dal titolo "Il super-euro preoccupa? Se la Bce potesse stampare moneta calerebbe a 1,18 dollari", Il Sole 24 Ore si lamenta che da questa competizione si sia autoesclusa l'Europa la cui Banca Centrale, per statuto (e a differenza della Federal Reserve americana), in teoria potrebbe intervenire solo per mantenere l'inflazione entro il limite del 2% e non anche per 'sostenere la crescita e l'occupazione'.


Insomma, il giornale di Confindustria si lamenta del fatto che l'Europa non stia svalutando abbastanza e la sua tesi è che per creare crescita occorra stampare ancora più moneta così da svalutarla e stimolare le esportazioni, più o meno come faceva l'Italia ai tempi della lira: "Secondo una recente analisi di Morgan Stanley ogni apprezzamento del 10% dell'euro equivale a una riduzione del Pil dell'Eurozona dello 0,5% e a una minor crescita degli utili societari del 3%. Dati che spiegano, senza mezze misure, che in questa fase di crisi economica globale la guerra delle valute in atto viene vinta da chi riesce a tenere il cambio più basso e ad attuare quelle svalutazioni competitive che gli italiani che erano al top della forma negli anni '70 ricordano bene". Questa tesi sembra essere condivisa da alcuni governi europei: François Hollande, per esempio, il quale evidentemente, insieme a Mario Monti, appartiene alla categoria psicologica di coloro che entrano in uno stato d'ansia al solo pensiero che qualcosa possa sfuggire alla totale pianificazione centrale, sostiene che occorre intervenire a livello politico perché "la moneta unica non puo' fluttuare secondo gli umori del mercato".


Articoli e commenti come questi confermano i timori di Hayek il quale nel 1931 scriveva che "Mentre le forme più ingenue di inflazionismo [politiche monetarie che producono un aumento della quantità di moneta, n.d.r.] sono oggi sufficientemente screditate da non fare troppo danno nel prossimo futuro, il pensiero economico contemporaneo è così permeato da un inflazionismo di tipo più sottile da far temere che per qualche tempo [forse Hayek non pensava così tanto tempo, n.d.r.] dovremo ancora subire le conseguenze della manipolazione della moneta e del credito".


Per quanto, da Keynes in poi, la ...



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FINMECCANICA/ Forte: un’arma per colpire Monti, Berlusconi (e "nascondere" Mps)


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FINMECCANICA/ Forte: un'arma per colpire Monti, Berlusconi (e "nascondere" Mps)

Il presidente e amministratore delegato Finmeccanica, Giuseppe Orsi, è stato arrestato con l'accusa di corruzione internazionale. FRANCESCO FORTE crede che dietro la vicenda vi sia ben altro

(Pubblicato il Wed, 13 Feb 2013 06:00:00 GMT)

ARRESTO ORSI/ Finmeccanica in gara con Eni e Saipem per "l'eutanasia industriale", di P. Annoni
IL CASO/ Bertone: c'è un "disegno" dietro al crollo di Eni, Saipem e Mps


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Che farsa: ci hanno rovinati, e vogliono pure il voto utile


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Che farsa: ci hanno rovinati, e vogliono pure il voto utile

È tornato lo spread, è tornata la Germania, sono tornati rigore ed austerità. Sembravano scomparsi da questa penosa campagna elettorale. Le principali forze politiche, dopo aver governato assieme per più di un anno, appena iniziato lo spettacolo televisivo del voto, se ne erano dimenticate. Sembrava una villeggiatura, quelle dove si cerca di staccare dalle preoccupazioni quotidiane. Magari una villeggiatura a Cortina visto che si parlava solo di tasse. Forse si sperava che questa vacanza dalla realtà durasse fino al 27 febbraio, invece è finita prima. Non sono solo le vendite di tappeti in saldo di Berlusconi, lo scandalo della banca senese, le incertezze per il Senato a far ripartire la cosiddetta sfiducia dei mercati. (continua…)




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Irlanda – Prima della Classe dell'Euro Fiasco


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Irlanda – Prima della Classe dell'Euro Fiasco

Da Social Europe un articolo di John Weeks che analizzando i dati smonta il mito dell'Irlanda che con l'austerità ha ripreso a crescere. 





I
media spesso si riferiscono all'Irlanda come alla "prima della
classe" tra i paesi che lottano per uscire dalla disastrosa
crisi Europea.










Ma
un'analisi del "successo" degli Irlandesi ci rende
benissimo l'idea di cosa sia veramente


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LA MERKEL SOLO ORA SI ACCORGE CHE LA GRECIA DEVE USCIRE DALL'EURO E SVALUTARE


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LA MERKEL SOLO ORA SI ACCORGE CHE LA GRECIA DEVE USCIRE DALL'EURO E SVALUTARE

La Grecia è saltata completamente.



La gente comune assalta i supermercati.



Gli agricoltori regalano la frutta e gli yogurt.



Gli anarchici locali rapinano le banche e dividono i soldi con la popolazione.



Solo dopo questi fatti un economista consigliere della Merkel dice che la Grecia dovrebbe uscire dall'euro e svalutare del 20/30%(http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=79d19a9846880762).



Non si poteva fare prima, invece, di imporre lacrime e sangue ai greci per arrivare allo stesso risultato


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CHI SONO DAVVERO I PIGS IN EUROPA ?


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CHI SONO DAVVERO I PIGS IN EUROPA ?



DI PIETRO CAMBI

crisis.blogosfere.it




Salve a tutti, rieccomi quà!

Se vi chiedevate dove fossi finito, cosa stessi facendo e dove come e perché lo
stessi facendo… smettete di chiedervelo.

E' stato un anno intenso, direi, con MOLTI progetti cominciati, qualcuno portato a
buon fine, qualcuno ancora in corso d'opera... Ma naturalmente, non sono qui per
raccontarvi queste varie bazzecole, per cui ci sarà tempo.

Voglio parlarvi, semplicemente, di una notizia clamorosa. Anzi: di DUE notizie
clamorose, peraltro assai connesse. Sono due bombe assolute, che dovrebbero
conquistare il posto centrale di TUTTI i dibattiti politici e non, pubblici e
privati, sotto la doccia e dall'ortolano, da Vespa e dal confessore...vabbé ci
siamo capiti.

Prima bomba:

Lo Stato Italiano poteva,avrebbe potuto, potrebbe (E PUO'!!!) risparmiare circa
l'80% del costo degli interessi che attualmente paga sui propri titoli pubblici o
almeno, per stare conservativi, tagliare dell'80% lo spread.


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Aiuti statali alle banche paese per paese


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Aiuti statali alle banche paese per paese


Interessante questa tabellina che segue… cioè, aiuti per il 50% del pil della Gran Bretagna è come se noi avessimo dato alle banche italiane qualcosa come 800 miliardi di euro per "salvarle", non 3,9! … certe volte mi pare proprio di vivere nel magico mondo di Alice… merda, ma vi rendete conto? in UK hanno dato 1200 miliardi alle banche… e il pound sterling sta sempre li. mah!

La Solitudine Dei Numeri Reali – Se Roma piange… Berlino si dispera! 

11 febbraio 2013



Lo scivolone a fine gennaio 2013 delle quotazioni del Monte dei Paschi di Siena (MPS), da 0.26 a 0.22 €/azione, non è che l'ultimo di una lunga serie. Il titolo, che valeva oltre 5 €/azione poco più di cinque anni fa, ha perso, rispetto ai massimi, il 96% del suo valore. 


Anche altre grandi banche italiane vengono considerate a rischio, contribuendo a diffondere la percezione di un paese allo sbando. L'esame dei numeri reali (e ufficiali) che descrivono lo stato dei sistemi bancari europei ci rivela, tuttavia, un quadro assolutamente inaspettato.


La leva finanziaria è un fondamentale indicatore che misura il rapporto tra i prestiti erogati e il patrimonio: più esso è alto, tanto più le banche sono esposte al rischio di fallimento. Il suo valore, per le banche italiane, vale in media 17, ed  è inferiore alla media europea di 24. Per le banche inglesi vale 27, per quelle tedesche 26, per quelle francesi 25.(1) 


L'incidenza dei derivati sull'attivo delle banche italiane è del 9,6%, in Olanda del 9,0%,  in Spagna del 9,2%, in Francia del 20,...



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