19/02/13

Maggioranze mediterranee


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Maggioranze mediterranee


Hans Werner Sinn torna a chiedere un cambio di rotta radicale nella politica europea della Germania e rilancia un suo tradizionale cavallo di battaglia: c'è bisogno di una banca centrale che possa e sappia tutelare gli interessi tedeschi. Da CesIFO-group.de
La minaccia della Gran Bretagna di abbandonare l'Unione Europea è un segnale di allarme politico ed economico. La Germania dovrebbe avviare un'iniziativa di riordino della EU che possa rafforzare l'idea di sussidiarietà - per consentire ai britannici di restare.

Molti politici a Bruessel e a Parigi, ma anche a Berlino, hanno reagito deridendo le posizioni di David Cameron: far votare il suo popolo sull'adesione all'UE. Non sarà cosi' facile risolvere la questione. La Gran Bretagna è ancora il paese europeo piu' influente nel mondo e la decisione di Cameron cambierà l'Europa.

Il primo ministro britannico non ha fatto questo passo di sua iniziativa.  La vera causa è stata la   decisione di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie a livello europeo. Si puo' pensare cio' che si vuole di questa tassa. E' un provvedimento sciocco la cui utilità non è chiara - ma rappresenta una puntura di spillo nella carne viva dei britannici. Lasciare che la Gran Bretagna esca per questa ragione sarebbe un errore non trascurabile. Coloro che hanno spinto per la sua introduzione, sapevano che in questo modo avrebbero irri...


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Non c’è più nulla di reale sul mercato, finirà male


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Non c'è più nulla di reale sul mercato, finirà male

Egon von Greyerz: Non c'è più nulla di reale sul mercato, questa storia finirà male

Egon von GreyerzPubblicato il 2013-02-14

"Penso che gli investitori sono troppo preoccupati dalle oscillazioni dei corsi nel breve periodo. L'oro ha settuplicato il suo valore in tredici anni, e dovrebbe fare anche meglio nei prossimi quattro anni.<...


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Il debito infinito


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Il debito infinito


Nell'anno 55 prima della nostra era, Cicerone scriveva: «Il bilancio dovrebbe essere equilibrato, le finanze pubbliche dovrebbero essere colmate, il debito pubblico dovrebbe essere ridotto, l'arroganza della amministrazione dovrebbe essere abolita e controllata e l'aiuto ai paesi esteri dovrebbe essere diminuito per E il rischio che Roma cada nel falli- mento».  da un bel pezzo che la classe politica non legge più Cicerone! Dalla fine degli anni Settanta, la maggior parte dei paesi industrializzati sono entrati in un regime di debito permanente, dal quale nemmeno i periodi di forte crescita economica hanno consentito di uscire.
Il debito misurato è quello delle amministrazioni pubbliche, che viene chiamato "debito sovrano" o "debito pubblico". Il debito pubblico "nel senso di Maastricht", misurato in valore nominale (e non in valore di mercato), viene definito come il totale degli impegni finanziari degli Stati contratti sotto forma di prestiti risultanti dall'accumulazione, sul filo degli anni, di una differenza negativa tra le loro entrate e le loro spese o i loro oneri. Esso concerne tre settori: le amministrazioni centrali, cioè lo Stato propriamente detto, le amministrazioni locali (collettività territoriali, organismi pubblici, ecc.) e i sistemi di Previdenza centrali. Il trattato di Maastricht del 1992 aveva adottato i principi che il deficit degli Stati membri dell'Unione europea non avrebbe dovuto superare il 3% del prodotto interno lordo (Pil) e che il loro debito pubblico sarebbe dovuto rimanere al di sotto del 60% del Pil. Quegli obiettivi non sono stati raggiunti. Globalmente, il debito pubblico nella zona euro è aumentato del 26,7% dal 2007. Oggi rappresenta l'80% del Pil globale della zona. Ma in questo caso si tratta solo di una media. Nel 2011, otto paesidell'Unione europea esibivano un debito superiore all'80% del loro Pil: l'Ungheria e la Gran Bretagna (80,1%), la Germania (83%), la Francia (85%), il Portogallo (92%), il Belgio (97%), l'Italia (120%) e la Grecia (160%). Gli americani non se la passano meglio: al momento, ogni spesa pubblica effettuata negli Stati Uniti viene finanziata nella misura del 42% da prestiti!
In Francia, il debito pubblico nel 1980 rappresentava solo il 20,7% del Pil, ovvero l'equivalente di 92,2 miliardi di euro. Nel 2007, quando Nicolas Sarkozy è stato eletto alla testa dello Stato, aveva già raggiunto il 64,2% del Pil (1.211 miliardi di euro). Oggi ammonta all'85,3% (1.688 miliardi di euro), con un 30% di aumento in quattro anni. Il rapporto 2011 della Corte dei conti lascia prevedere che potrebbe raggiungere il 100% del Pil nel 2016. La parte essenziale del debito è a carico delle amministrazioni centrali: 1.297 miliardi di euro su 1.646 nel 2011 (le collettività locali e...



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Quali interessi dietro il partito di Mario Monti?


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Quali interessi dietro il partito di Mario Monti?


parlamento


Articolo inviato al blog


di: Luciano Lago


Riepiloghiamo i fatti: il governo Monti, arrivato al vertice dell'esecutivo mediante un "golpe bianco", appoggiato e diretto dalla finanza internazionale, in un momento di gravissima crisi economica, ha operato per salvaguardare gli interessi delle grandi banche e della finanza, attuando una politica di austerità e di prelievo fiscale che ha avuto il risultato di affossare decine di migliaia di piccole e medie imprese costrette a chiudere o a de localizzare all'estero, stritolando economicamente le famiglie italiane mediante tasse, imposte ed accise, oltre ai tagli di servizi pubblici e sottraendo alle famiglie italiane del ceto medio una buona parte del risparmio detenuto che era la principale risorsa e un vanto del paese. D'altra tutto questo era stato ampiamente previsto. 


Questo è stato possibile grazie al vile sostegno fornito dalle forze politiche di centro, di destra e sinistra (i Bersani, i Berlusconi, Casini, Fini ecc.), nonché ai sindacati, che hanno mirato a salvaguardare i propri interessi e le proprie posizioni di privilegio indifferenti all'affossamento dell'economia italiana ed all'arretramento delle condizioni di vita dei cittadini italiani con la complicità dei vescovi e del Vaticano, che hanno manifestato il loro appoggio indiretto al governo Monti, ovvero a coloro che sono dichiaratamente al servizio degli interessi della finanza e delle banche a discapito delle classi disagiate,delle famiglie in difficoltà, dei poveri, proprio quelli che la Chiesa dovrebbe tutelare secondo il messaggio evangelico.




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In India si fermano in 100 milioni


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In India si fermano in 100 milioni

Mercoledì è previsto un maxi-sciopero contro inflazione e privatizzazioni


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Elezioni 2013: cosa sta succedendo in Italia a pochi giorni dal voto?


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Elezioni 2013: cosa sta succedendo in Italia a pochi giorni dal voto?

Sarebbe forse banale e ripetitivo affermare che gli occhi del mondo sono puntati sull'Italia, eppure è la verità: le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio potrebbero rappresentare un importantissimo punto di svolta per il nostro Paese e il suo futuro. La campagna elettorale, a meno di una settimana dal voto, s'infiamma sempre di più. Continua l'escalation di toni accesi e rabbiosi, a cui fanno compagnia le consuete polemiche. Per ora un solo dato è certo, visto l'embargo dei sondaggi: circa 3 (...)


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Politica Italiana
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SPECIAL REPORT: Il disastroso successo dell’EURO


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SPECIAL REPORT: Il disastroso successo dell'EURO

Ecco perchè l'Italia è finita in un inferno da cui non potrà più uscire A dire il vero, la presente serie post era nata con un altro titolo che, nelle intenzioni, doveva essere: Il clamoroso disastro dell'EURO. Visto però che tutti … Continua a leggere


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Ora che la Spagna è fallita non interessa più all’Europa. Ma non ne parla nessuno


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Ora che la Spagna è fallita non interessa più all'Europa. Ma non ne parla nessuno

Spagna in crisiAveva ragione la gente e aveva ragione Internet: anche la Spagna è fallita definitivamente. È ora di toglierci il casco e unirci alla controinformazione. Pubblichiamo una testimonianza che ci arriva da Barcellona.


Dovete sapere che la Spagna è in balia a una vera e propria guerra civile, ma nessun giornale italiano ne parla. Mi chiamo Don Diego De La Vega, vivo a Barcellona da molti anni e mia moglie è greca, quindi so perfettamente di cosa parlo. E vi prego di leggere questa mia testimonianza con molta attenzione, perché quello che oggi sta succedendo a me potrebbe accadere domani a voi, a vostro figlio, vostro fratello o vostra madre…


Accorgersi che la posta non funziona non è uno scherzo, perché non sai mai se stai aspettando lettere o no.


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Meteorite esploso: diametro di 15 metri


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Meteorite esploso: diametro di 15 metri

Pesava quasi 10.000 tonnellate il corpo celeste a Chelyabinsk - GUARDA IL VIDEO


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Marra: Monti risponde alla denunzia sul Bilderberg


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Marra: Monti risponde alla denunzia sul Bilderberg



Marra: Monti, di fronte alla reazione internazionale, risponde alla mia denunzia: «Il Bilderberg è cosa buona..».

Monti, di fronte alla reazione dei media internazionali, che hanno tradotto e pubblicato la denunzia che ho presentato il 1.2.2013, con il numero 050429, alla Procura di Roma contro il Bilderberg e circa la sua appartenenza ad esso, risponde che: «Il club Bilderberg non è una setta segreta. Magari qualche politico italiano ci andasse! Ci aiuterebbe ad uscire da un isolamento politico e culturale italiano».
Sennonché lo schema giusto è invece che lui mi denunzi per calunnia, quindi io denunzi a mia volta lui per calunnia, e che si faccia il processo per stabilire se il calunniatore sono io o è lui.

Fermo restando che la magistratura non è neutra rispetto al Bilderberg, altrimenti sarebbe intervenuta da tempo, sicché, nonostante la fondatezza delle mie affermazioni sia evidente, sarebbe un duro scontro.
In ogni caso, poiché quel che conta è il giudizio della collettività, faccio osservare che ho ampiamente motivato la mia denunzia, mentre il fatto che il Bilderberg non sia occulto e sia un circolo di persone per bene è solo una mera affermazione di Monti.
Denunzia che spero la stampa italian voglia divulgare adeguatamente, che riporto di seguito, e che invierò ora tradotta in dieci lingue alla stampa mondiale, perché in certi punto le traduzioni pubblicate dai media stranieri sono un po' approssimative.
L'ideale tuttavia, visto che Monti ha tanta propensione ai confronti, sarebbe che accettasse di confrontarsi con me in televisione.



Alfonso Luigi Marra

PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA.
Denunzia dell'appartenenza di Mario Monti e altri
all'organizzazione criminale e occulta denominata Circolo Bilderberg.

Io sottoscritto Alfonso Luigi Marra, nato a San Giovanni in Fiore (CS), ed elettivamente domiciliato in Napoli, Centro Direzionale G1, denunzio l'appartenenza del sig. Mario Monti, nato il 19.12.43, e dei vari altri personaggi di seguito indicati, al circolo Bilderberg, in relazione a due profili.
Il primo l'occultezza, e il secondo la tremenda illiceità dei fini del Bilderberg che, anche secondo testimonianze come quella dell'On. Ferdinando Imposimato, desunta da carte processuali, consistono nel configurarsi come un «governo mondiale occulto mirante a destabilizzare le democrazie anche attraverso le stragi».
Quanto all'illecita occultezza è in r...


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CINA - Shanghai “è il centro dello spionaggio cibernetico mondiale”


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CINA - Shanghai "è il centro dello spionaggio cibernetico mondiale"

Il rapporto di una compagnia statunitense per la sicurezza telematica punta il dito contro un'organizzazione cinese che – con il sostegno e la copertura dell'Esercito di liberazione popolare – avrebbe rubato dati sensibili ad aziende di tutto il mondo sin dal 2004. Il regime reagisce con rabbia: "Accuse molto gravi presentate senza prove".


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Arrendetevi!


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Arrendetevi!

arrendetevi.jpg



Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano. Uscite con le mani alzate. Nessuno vi toccherà. Il vostro tempo è finito, non abusate della fortuna che vi ha assistito finora. Di voi, ormai, nelle piazze, tra la gente, si parla al passato, come di persone estinte. Quando apparite in televisione scatta l'insulto che equivale al vilipendio di cadavere. Quello che stupisce è la vostra folle ostinazione a non farvi da parte come se foste investiti da una missione divina. C'è in ciò qualcosa di patologico, che richiede l'intervento di uno psichiatra, ma anche di triste, come la recita di un vecchio senza voce e malfermo sulle gambe nella parte dell'attor giovane o come l'aria di Memory cantata dalla cadente Grizabella in Cats "Touch me/ It's so easy to leave me/ All alone with the memory/ Of my days in the sun". I manifesti con le vostre facce nelle strade sembrano annunci mortuari svolazzanti, con qualche tocco di colore. Vi muovete nelle piazze vuote, nei teatri pieni di comparse, negli studi televisivi intervistati da vostri dipendenti, enunciate promesse che non potrete mai mantenere, né avete intenzione peraltro di farlo. Nessuno, tra coloro che vi è vicino, ha il coraggio di dirvi che è finita, che è finita male, e che voi, da qualunque punto si voglia considerare: economico, sociale, politico, amministrativo, siete dei falliti. Gli italiani sentono, come guidati da un istinto animale, di essere a un bivio e che continuare con voi è un suicidio. Vi hanno perdonato tutto, al di là della decenza, ma ora non vi possono condonare anche il fallimento di una Nazione. Dovete rendervene conto, dovete andarvene prima di essere cacciati dalla rabbia popolare, è un consiglio amichevole quello di dirvi "Arrendetevi". Questo ventennio è stato un Vietnam per gli italiani, ma voi avete ancora la possibilità di salire sull'ultimo elicottero come gli americani sui tetti di Saigon nel 1975. Siete terrorizzati, in preda di attacchi d'ansia, al pensiero di perdere il potere, di qualcuno che potrà rovistare nei vostri cassetti, capire, scoprire, denunciare. Vi consiglio comunque uno, due, tre, cento passi indietro. Se anche vinceste queste elezioni avrete solo rimandato il cambiamento, durerete un anno, forse meno, ha senso? Fate una pubblica ammissione di colpa e chiedete agli italiani di perdonarvi. Arrendetevi. La vostra stessa presenza è diventata insopportabile. Il vostro tirarvi fuori da ogni responsabilità, lo scuotere le piume e minacciare come dei guappi, lo stalking a cui sottoponete gli italiani sono al di là di ogni sopportazione. Arrendetevi. Non potrete dire che non vi ho avvisato.




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Bisogna essere esperti per non capire nulla di economia e di politica


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Bisogna essere esperti per non capire nulla di economia e di politica

di Gianni Petrosillo
Conflitti e Strategie

experts

Bisogna essere grandi esperti per spararle grosse. Esperti di qualcosa che parlano di tutto senza saperne niente o sapendo benissimo di mistificare gli accadimenti.

Quel che conta non è il valore delle affermazioni o la coerenza dei giudizi su eventi, circostanze, contingenze ma il fatto di mantenersi costantemente nel perimetro della presunta oggettività, consolidata e riconosciuta nei circoli à la page, cioè in quegli ambienti culturali costruiti apposta per confondere le menti e depistare la pubblica opinione.

Sei bravo perché sei iscritto al Partito preso dell'esperto, al movimento immobile dello specialista, alla corrente continua del professionista, col marchio di qualità cattedratico, e non perché fornisci una corretta interpretazione delle traiettorie storiche, politiche, sociali, ecc. ecc.

Per questi soggetti la verità non è l'indirizzo di un serio lavoro di ricerca ma un ostacolo ingombrante lungo l'acquisizione della fama e del successo… Quando il colto viene colto di sorpresa dal mondo, che va in direzione opposta ai suoi convincimenti, fa il distratto e prosegue tetragono contro la realtà, questa ottusa, che non ha seguito le sue mirabili intuizioni.

L'esperto ha frequentato le Università più rinomate (soprattutto americane, un passaggio obbligato per diventare qualcuno anche se sei nato idiota, anzi, a maggior ragione) o è stato almeno direttore di un istituto, dirigente di una commissione, membro di un comitato scientifico,  esponente di un consiglio accademico, presidente o vice-presidente di una banca, di una multinazionale, di un organismo mondiale. Non importa come ci è arrivato, per merito o per cooptazione, carta canta ed esperto sbanca.

Tali saccenti, associati ad élite indiscutibili,  suonano le loro illuminate opinioni sul mondo, al pari di pifferai magici, senza timore di smentita, certi che in pochi avranno il coraggio di mettere in dubbio i loro postulati, in quanto hanno alle spalle le cerchie più forti ed influenti.

Ricordate quanto avvenuto agli inizi della crisi economica mondiale? Si sprecavano le rassicurazioni sulla situazione da parte degli economisti più ...



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gli italiani registrano auto in Austria


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gli italiani registrano auto in Austria

Queste sono le registrazioni di nuove auto nei paesi europei, tanto per illustrare meglio la notizia di oggi "Europa, immatricolazioni auto al minimo dal 1990. Fiat -12%"#http://www.wallstr ...


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New York: una vita... semplice


new_york Ho passato una settimana a New York, forse il clima invernale, lo scarso numero di turisti, questa volta mi sono riuscito a focalizzare con un’attenzione diversa sullo stile di vita dei cittadini veri.
Ed è incredibile come nella città degli affitti stellari, di negozi che occupano un condominio, di merci ovunque, alla fine la cittadinanza sia fatta di persone… semplici.
Già, i newyorkesi sono in fondo persone semplici. Che non dipendono poi così tanto dalle merci. Magari ne hanno, del resto sono tra i più ricchi al mondo, ma non gli danno troppo peso. Lo spirito di New York è un po’ come quello di u

Vietato far vedere la Grecia che brucia!!


riot 1175489cVIETATO FAR VEDERE LA GRECIA CHE BRUCIA - L’ITALIA DEVE ANDARE AL VOTO SENZA AVERE NOTIZIE DELLA “GUERRA DEL PANE” DI ATENE: PERCHE’? - ASSALTI AGLI SCAFFALI PER DISTRIBUIRE VIVERI IN PIAZZA, RAPINE IN BANCA PER RESTITUIRE QUALCHE SOLDO ALLA POPOLAZIONE, DIMOSTRANTI PICCHIATI IN CELLA - L’EUROPA FRANCO-TEDESCA HA DISTRUTTO UNA NAZIONE E RIDOTTO ALLA FAME UN INTERO POPOLO - LA RIBELLIONE DEGLI AGRICOLTORI …
"La Grecia è crollata sotto il peso dei debiti contratti con la Bce, ma in

Cancellazione debito? Prepariamoci per l'attuazione del Chicago Plan


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Cancellazione debito? Prepariamoci per l'attuazione del Chicago Plan

Nel corso degli ultimi mesi, il Chicago Plan continua a spuntare nei media; la A-list delle persone che hanno iniziato a far circolare circolare questo concetto, ora e storicamente, includono: Henry Simons, Irving Fisher, Milton Friedman, lo stesso Keynes, Bernanke, e lo scorso Agosto si sono aggiunti Benes & Kumhof in un documento di lavoro del FMI - The Chicago Plan Revisited. Ricordate che il FMI è il responsabile politico del responsabile politico, o il signore del dirigismo, se (...)


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Economia internazionale
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L'U€ NEL 2013: BANCAROTTA ECONOMICA E DITTATURA POLITICA


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L'U€ NEL 2013: BANCAROTTA ECONOMICA E DITTATURA POLITICA

Ecco le cifre ufficiali alla fine del 2008: il disavanzo totale di tutti gli Stati dell'UE ha raggiunto 7.800 miliardi; alla fine del 2009, 8.900 miliardi; alla fine del 2010, 9.600 miliardi e alla fine del 2011, 10.300 di euro. Ciò corrisponde ad una percentuale del prodotto interno lordo (PIL) totale di tutti gli Stati membri dell'UE nel 2008 di 62,5%, nel 2009 di 74,8%, nel 2010 dell'80,0% e nel 2011 dell'82,5%. Per i 17 Stati della zona euro, i numeri sono ancora peggiori. (Ad esempio: il rapporto tra debito pubblico – cioè, la percentuale del debito pubblico in rapporto al PIL – della Svizzera si attesta a fine 2011 al 52%, mentre un anno prima, era ancora il 55% e nel 2012 ha continuato a scendere fino al 51%).
Di Karl Müller
Die EU im Jahr 2013: Wirtschaftlich bankrott wird sie politisch zur Diktatur 

Solo il tempo ci dirà chi dovrà pagare queste somme colossali e come potrà farlo. I cosiddetti piani di salvataggio ("aiuti alla Grecia," EFSF, MES, finanziamenti mirati, acquisti di obbligazioni da parte della BCE, ecc.) hanno lo scopo di far credere ai cittadini degli Stati membri dell'UE che si può risolvere il problema del debito attraverso una ridistribuzione tra gli Stati "ricchi" e gli "stati poveri" nell'UE. Ma se guardiamo più da vicino, tutti questi piani di salvataggio non portano esattamente ad una ridistribuzione tra Stati, ma una redistribuzione tra tutti gli Stati a spese dei contribuenti e a beneficio di un gruppo selezionato del grande capitale

La speranza che alcuni paesi, tra cui in primo luogo la Germania, sarebbero i soli in grado di farsi carico di tutto ciò, è pura illusione. Nell'UE, il 20% di tutto il debito pubblico è della sola Germania, nel 2011 c'erano 2,1 miliardi di ...


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Banche Politica ed economia: ecco il circolo perverso dei 1000 mld dati alle Banche.


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Banche Politica ed economia: ecco il circolo perverso dei 1000 mld dati alle Banche.

Quanti di voi entrano in banca e vedono messaggi fantastici su mutui, prestiti, aiuti per far tornare i conti alle aziende?

Bhè vi rispondo io! tutti quelli che vanno in una qualsiasi banca lo vedono, ma in realtà i prestiti i fidi i mutui non vengono erogati e il credit crunch è ancora in essere, almeno in Italia, schifato dagli scandali di MPS, dove vediamo migliaia di risparmiatori truffati e la politica che va a nozze con le banche ritorno su un argomento a me caro e fondamentale per vedere una vera ripresa, LO SBLOCCO DEI PRESTITI, FIDI, MUTUI ALLE IMPRESE E AI CITTADINI, BASTEREBBE CHE LO STATO OBBLIGASSE LE BANCHE A FARE LE BANCHE E NON SOLO I PROPRI INTERESSI.

Ricordate l'operazione chiamata LTRO? Continuano i rimborsi verso la BCE. Indovinate chi ci ha perso…

 

Il circolo perverso dei 1000 mld dati alle Banche.


Tutto è iniziato poco più di un anno addietro, quando la Banca Centrale Europea, per mezzo del meccanismo chiamato Long Term Refinancing Operation (LTRO), non ha fatto altro chestampare moneta (cioè: scrivere dei numeri con tanti zeri dietro dentro a un computer) e assegnarla a varia Banche europee. Si è trattato, a vari scaglioni, dicirca 1000 miliardi di euro.  Il criterio dell'operazione, o almeno quello che era stato comunicato ai media come motivazione ufficiale, era quella di offrire denaro alle Banche in crisi per poter permettere loro non solo di consolidare una situazione che era già compromessa, ma anche per poter consentire di iniziare nuovamente a offrire dei crediti ad aziende e privati. Per contenere il credit crunch, cioè la riduzione dell'erogazione delle Banche di denaro in prestito verso cittadini e imprese, interveniva insomma direttamente la BCE.

Punto fondamentale: tali prestiti – perché di prestiti si trattava – venivano concessi alle Banche all'interesse ridicolo, o quanto meno non più che simbolico, dell'1%. Si badi bene che nello stesso preciso momento in cui la BCE aveva un occhio di riguardo di questo tipo nei confronti delle Banche, i Paesi maggiormente nell'obiettivo della specu...


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L'U€ NEL 2013: BANCAROTTA ECONOMICA E DITTATURA POLITICA

Ecco le cifre ufficiali alla fine del 2008: il disavanzo totale di tutti gli Stati dell’UE ha raggiunto 7.800 miliardi; alla fine del 2009, 8.900 miliardi; alla fine del 2010, 9.600 miliardi e alla fine del 2011, 10.300 di euro. Ciò corrisponde ad una percentuale del prodotto interno lordo (PIL) totale di tutti gli Stati membri dell’UE nel 2008 di 62,5%, nel 2009 di 74,8%, nel 2010 dell’80,0% e nel 2011 dell’82,5%. Per i 17 Stati della zona euro, i numeri sono ancora peggiori. (Ad esempio: il rapporto tra debito pubblico – cioè, la percentuale del debito pubblico in rapporto al PIL – della Svizzera si attesta a fine 2011 al 52%, mentre un anno prima, era ancora il 55% e nel 2012 ha continuato a scendere fino al 51%).
Di Karl Müller
Die EU im Jahr 2013: Wirtschaftlich bankrott wird sie politisch zur Diktatur 

Solo il tempo ci dirà chi dovrà pagare queste somme colossali e come potrà farlo. I cosiddetti piani di salvataggio (“aiuti alla Grecia,” EFSF, MES, finanziamenti mirati, acquisti di obbligazioni da parte della BCE, ecc.) hanno lo scopo di far credere ai cittadini degli Stati membri dell’UE che si può risolvere il problema del debito attraverso una ridistribuzione tra gli Stati “ricchi” e gli “stati poveri” nell’UE. Ma se guardiamo più da vicino, tutti questi piani di salvataggio non portano esattamente ad una ridistribuzione tra Stati, ma una redistribuzione tra tutti gli Stati a spese dei contribuenti e a beneficio di un gruppo selezionato del grande capitale

La speranza che alcuni paesi, tra cui in primo luogo la Germania, sarebbero i soli in grado di farsi carico di tutto ciò, è pura illusione. Nell’UE, il 20% di tutto il debito pubblico è della sola Germania, nel 2011 c’erano 2,1 miliardi di euro che la Repubblica federale, dei Länder e dei comuni dovevano a ogni donatore. La verità è che in Germania, i capitali in mani private raggiungono quasi il doppio. E se si trattasse realmente e onestamente di un nuovo inizio, potrebbe anche essere possibile ammortizzare il debito, con l’aiuto dei cittadini, dove è ragionevole e giusto. Infatti, i cittadini sono sempre pronti a contribuire al bene comune. Ma al giorno d’oggi, tutti sanno che queste azioni di redistribuzione programmate, non sono per il bene comune. Non è accettabile dare più soldi a coloro che ne hanno già in abbondanza.
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Incoraggianti Segni di Disperazione da Olli Rehn

Paul Krugman sul New York Times riporta di una lettera in cui il Commissario Europeo cerca di fermare il vento con le mani

The Conscience of a LiberalSulle due sponde dell'Atlantico, gli Austerians sembrano essere fuori di testa. E dovrebbe essere una buona notizia, segno che si rendono conto, a un certo livello, che stanno perdendo il confronto.
[...]Tra gli altri, Olli Rehn, della Commissione europea, un convinto sostenitore dell'austerità, reagisce alle disastrose notizie sull'economia Europea, che hanno confermato gli avvertimenti dei critici dell'austerità e portato a una larga rivalutazione dei moltiplicatori fiscali, e che confermano che l'economia si trova in una grande trappola della liquidità, così come alcuni di noi avevano previsto. La risposta di Rehn?.......Continua a leggere

Per i partiti di regime vigilia di urne. Cinerarie.



Per i partiti di regime vigilia di urne. Cinerarie.
RINASCITA - TUTTI | 18 FEBBRAIO 2013
http://pulse.me/s/iFpfe


Silenzio. E" tempo di censure. Tutte le notizie non omologate vengono "congelate" dalla stampa ... Read more

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Euro destinato a fallire? Secondo il CEO di Saxo Bank la situazione è irrecuperabile


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Euro destinato a fallire? Secondo il CEO di Saxo Bank la situazione è irrecuperabile

Il recente rally dell'Euro è solo un'illusione e la moneta unica è destinata a fallire, perché l'Eurozona non l'ha supportata con l'unione fiscale che, invece, era necessaria.

A dirlo è un'alta carica del mondo delle banche, Lars Seier Christensen, co-amministratore delegato della danese Saxo Bank in un'intervista per Bloomberg.

L'euro è spacciato "La situazione è irrecuperabile" ha detto il banchiere, perché la forza della moneta unica non è in alcun modo supportata dai fondamentali e, come se non (...)


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Draghi: Euro troppo forte? Le alternative per la BCE. Euro/Dollaro a 1.50, possibile?


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Draghi: Euro troppo forte? Le alternative per la BCE. Euro/Dollaro a 1.50, possibile?

Il Presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Mario Draghi, ha espresso un certo timore analizzando gli effetti che un Euro "troppo forte" potrebbe avere sull'economia reale della zona Euro.

A questo punto le opinioni degli analisti si dividono in due, tra chi vede aumentare la possibilità di futuri allentamenti monetari per ridurre l'apprezzamento della moneta unica e chi, invece, sostiene che il cambio Euro/Dollaro abbia ancora la possibilità di raggiungere quota 1.50.

Tasso di cambio (...)


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Gli scontri tra manifestanti e polizia in Spagna


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Gli scontri tra manifestanti e polizia in Spagna

Incidenti e cariche di polizia nell'aeroporto di Barajas a Madrid, per lo sciopero indetto da ieri al 22 febbraio dai lavoratori di Iberia.



Iberia Workers Hold Five-Day Strike Over Job Cuts
Iberia Workers Hold Five-Day Strike Over Job Cuts
Iberia Workers Hold Five-Day Strike Over Job Cuts
Iberia Workers Hold Five-Day Strike Over Job Cuts
Iberia Workers Hold Five-Day Strike Over Job Cuts


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Lo spot del banchiere che ruba ai poveri per dare ai ricchi


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Lo spot del banchiere che ruba ai poveri per dare ai ricchi

Un'organizzazione svizzera ha lanciato uno spot provocatorio contro la speculazione alimentare che vede protagonista un banchiere impegnato a togliere il cibo dalle mani di una famiglia africana per poi fuggire a bordo della sua Ferrari. La pubblicità è finita nel mirino delle polemiche.


PROVOCAZIONE – 20 Minuten racconta la provocazione di un'associazione svizzera che ha scelto di infilare in una pubblicità una metafora che piace poco alle autorità competenti: nello spot, che dura meno di un minuto, compare un banchiere a bordo di una Ferrari rossa che si avvicina a una donna africana circondata dai suoi bambini solo per rubare loro il cibo e poi scappare. Ecco il sito di Solidar Suisse, l'organizzazione che ha lanciato l'iniziativa provocatoria per fermare la speculazione alimentare.


guarda le immagini:



Spot provocatorio-Banchieri rubano cibo a popolo africano
Spot provocatorio-Banchieri rubano cibo a popolo africano
Spot provocatorio-Banchieri rubano cibo a popolo africano


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Tranquilli: ormai tutti i problemi dell'Euro si sono magicamente risolti...


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Tranquilli: ormai tutti i problemi dell'Euro si sono magicamente risolti...

Tranquilli: ormai tutti i problemi dell'Euro si sono magicamente risolti...

Così ci vorrebbero far credere.



Io però sono un po' testone

e dunque continuo a ripeterlo:

l'Euro NON è salvo,

l'Euro è stato solo TAMPONATO dall'intervento di Draghi a luglio scorso

e dal suo Bazooka-OMT (per ora fantasma...visto che nessuno ne ha testato l'efficacia) con il quale la BCE si è impegnata (in teoria) a comprare illimitatamente PIIGS-bonds in caso di bisogna...



Pertanto la "Speculazione" (così...



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Cnbc, elezioni italiane: quanto potrebbero danneggiare ancora l'economia?


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Cnbc, elezioni italiane: quanto potrebbero danneggiare ancora l'economia?

Mentre si avvicinano le elezioni italiane e si chiude il divario tra i candidati di destra e di sinistra, gli analisti temono che il testa a testa politico potrebbe tradursi in un parlamento senza maggioranza, un risultato che potrebbe facilmente far deragliare la già fragile economia italiana.

"Le elezioni italiane restano un significativo evento rischioso, non si possono escludere sorprese nell'ultima settimana della campagna", hanno detto in una nota di ricerca gli analisti di ricerca di (...)


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Economia internazionale
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CONTI CORRENTI ALLO STATO


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CONTI CORRENTI ALLO STATO

Di Gianni Lannes
Dietrologia e complottismi? Macchè! Fantascienza? Di più. Oltre il Grande Fratello. Detto e fatto il lavoro sporco dal Governo non eletto di Mario Monti, già al soldo del gruppo criminale Bilderberg, della Commissione Trilaterale e di Goldman Sachs. Ecco la sorpresa post elettorale. Tutto previsto e calcolato, votazioni truccate comprese. Gli allocchi tricolore se ne accorgeranno e saranno dolori. 
Dal 10 aprile 2013 la nuova anagrafe dei conti correnti bancari sarà effettivamente operativa. Entro quella data ormai prossima, le banche dovranno obbligatoriamente trasmettere le tabelle dei conti correnti relative al 2011: saldo ad inizio e fine anno, ammontare complessivo dei bonifici in entrata e in uscita. La data è indicata nel provvedimento dell'Agenzia delle Entrate che ha fissato le procedure per l'anagrafe. Il 15 novembre 2012 era giunto il via libera dal cosiddetto Garante per la Privacy, (Antonello Soro). Nient'altro che una formalità per salvare le apparenze; insomma una legalità di facciata. 



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Il Canto del Gallo


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Il Canto del Gallo

Da "The Oil Crash". Traduzione di MR





Guest Post di Antonio Turiel

- In fin dei conti - dico - se la Francia ha invaso il Mali è per l'uranio, lo sai, no?
- Certo che si. Lo sanno tutti

Cadeva la notte, fredda, piovosa e scura, sopra Bordeaux. Mi ritrovai a guardare il mio amico, e una volta capo. Lui guardava per terra, poi proseguì con voce tranquilla

- La Francia ha 89 centrali nucleari, 59 di loro sono commerciali. L'83% dell'elettricità è di origine nucleare. Non possiamo fare a meno dell'uranio.

Non ho detto niente e abbiamo continuato a camminare. Sono vissuto per diversi anni in Francia e ho capito allora come interpretare questa curiosa dimostrazione di cinismo e pragmatismo con il quale i Francesi alla base accettano certe forme di azioni barbariche che il loro governo commette in nome de "La France" .

                                                                           * * * * *

Da alcune settimane la Francia è in guerra. Diverse migliaia di soldati e decine di mezzi blindati sono stati inviati rapidamente al fronte di battaglia in Mali. Obbiettivo: evitare l'avanzata del fronte islamico che si è ribellato nel nord del paese dopo la caduta di Gheddafi in Libia e il suo timore è che il paese si trasformi in un nidi della Jihad che minacci il mondo occidentale. O questa almeno è, grosso modo, la spiegazione ufficilale.

Gheddafi si è mantenuto al potere grazie ad unità mercenarie formate a partire dalle tribù Tuareg del deserto e, alla caduta del dittatore libico, questi mercenari, con addestramento e attrezzatura militare, si sono rifugiati dai propri cugino della sponda del Mali. In Mali e in Niger da molti anni, periodicamente, si sono ribellati gruppi armati che rivendicavano migliori condizioni di vita per i Tuareg; questa volta, tuttavia, le loro capacità militari erano sensibilmente maggiori. ...


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L’Euro è morto e collasserà insieme alla Francia


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L'Euro è morto e collasserà insieme alla Francia

di REDAZIONE


Altro che ripresa dell'economia, come vanno dicendo, quasi pavoneggiandosi, le varie autorità europee, Mario Draghi incluso. E altro, soprattutto, che euro che riflette i fondamentali, tra l'altro a questi livelli così alti, e a fronte di una valuta, il dollaro, che rappresenta una economia, quella americana, che di certo marcia a ritmi più solidi di quella europea. A dire le cose come stanno, è un alto funzionario del mondo delle banche, ovvero Lars Seier Christensen, co-amministratore delegato della banca danese Saxo Bank, che afferma che "the whole thing is doomed", ovvero che "tutto è spacciato", sottolineando che il recente balzo dell'euro "è illusorio e che la valuta è destinata a fallire, in quanto l'Europa non l'ha sostenuta attraverso una Unione fiscale.


"Venderei ancora di più euro a qualsiasi livello vicino a $1,40″, ha detto Christensen, precisando che al momento non ha lanciato nessuna mossa speculativa contro la moneta unica europea. Per il funzionario, un altro evento possibile è "liberarsi di alcuni paesi che sono rovinati dall'euro, in modo particolare le economie del sud. La gente sta sottovalutando poi in modo drammatico i problemi che la Francia dovrà affrontare. (una volta che tale possibile scenario si verificasse). Quando la Francia entrerà nel pieno della crisi, sarà finita. Neanche la Germania potrà intervenire e probabilmente non lo farà" .


Christensen, da tempo critico nei confronti dell'euro, afferma che la valuta unica è stata "sostenuta in modo notevole non da ragioni economiche, ma da ragioni politiche". La verità è che "in questo momento ci troviamo in una di quelle false soluzioni che portano la gente a pensare che il problema sia contenuto o affrontato, supposizioni niente affatto vere". Da segnalare, stando a quanto riporta Bloomberg, che l'euro è salito +8,2% negli ultimi sei mesi contro il dollaro, toccando il massimo dallo scorso 14 novembre del 2011 il primo febbraio di quest'anno.


TRATTO DA: http://www.wallstreetitalia.com



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Perché il Giappone non dovrebbe contrastare la deflazione


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Perché il Giappone non dovrebbe contrastare la deflazione

Per l'introduzione all'articolo di oggi, riprendo le parole della rubrica di Usemlab "Il Biscotto del Mattino": «Tutti sanno oramai che il Giappone è il paese industrializzato con la più alta percentuale di debito al mondo su prodotto interno lordo (si viaggia oltre il 220% di debito lordo, benchè il debito netto sia quasi la metà). Molti intuiranno che con un debito così alto il Giappone è anche il paese che paga più interessi sul debito in termini di entrate fiscali governative. Intuizione giusta: oltre il 20% contro una cifra che per l'Italia si attesta intorno al 10%. Ma quanti sapevano che l'ammontare di debito in proporzione alle entrate fiscali fa effettivamente impallidire le statistiche di ogni altro paese del pianeta, attestandosi vicino un rapporto di 20 a 1 contro un modesto 4 a 1 della Grecia, seconda classificata? Nell'ipotesi in cui i tassi raddoppiassero dai miseri livelli attuali il Giappone si troverebbe in tempi brevi a dover rigirare il 50% delle proprie entrate fiscali solo per pagare gli interessi. Chi negli ultimi anni 15 anni (ovvero da quando il ratio debito/gdp ha superato il 100%) ha scommesso su una crisi del Giappone non ha fatto che perdere soldi, tuttavia il momento della valanga sembra finalmente avvicinarsi a passo davvero rapido: attenzione al prezzo del petrolio in yen e a come si muoverà


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STESSA CRISI, STESSO DRAGHI


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STESSA CRISI, STESSO DRAGHI

Il governatore della Bce ribadisce che «l'economia reale non migliora», per cui ci vorranno «nuovi sforzi»


La crisi si protrae, Draghi si ripete. La crisi accumula i suoi effetti negativi, via via più drammatici per un numero di cittadini già assai cospicuo e in continuo aumento, e Draghi srotola le sue analisi "tecniche", con la perfetta indifferenza di chi ha acquisito un'agiatezza definitiva e può concedersi il lusso di esaminare il disastro dall'alto del suo status enormemente privilegiato.


Nelle sue ultime dichiarazioni, arrivate ieri nel corso di un'audizione presso il Parlamento europeo e di per sé stesse prive di qualsiasi novità, risuona ancora una volta proprio questo distacco. La sua è la solita ricognizione degli aspetti negativi, che sottolinea la concatenazione di alcuni effetti ma che non per questo risale alle vere e proprie cause né, tantomeno, indica delle soluzioni precise e praticabili.


Il quadro d'insieme rimane scisso su due tonalità opposte (ma guarda caso per nulla contrapposte). Da una parte ci sono quelle ormai rischiarate del settore prettamente finanziario. Dall'altro quelle tuttora fosche delle altre imprese e della relativa disoccupazione. Dice/constata Draghi: «Non c'è stato nessun miglioramento dell'economia reale, sebbene ci siano segnali di stabilizzazione». Tuttavia, a differenza di quanto fa la Federal Reserve del suo amico Ben Bernanke, qui da noi il quantitative easing rimane tabù, se non per finanziare le banche con le operazioni in stile LTRO, e bisogna insistere con il metodo rigorista: «Il risanamento per i Paesi che hanno un debito alto è inevitabile anche se ha effetti di contrazione nel breve termine. La questione chiave non è posporre il risanamento, ma come mitigare gli effetti negativi: non bisogna attenuare il risanamento ma attenuarne gli effetti». Pertanto, quel risanamento «deve essere basato di meno sull'aumento delle tasse. Le tasse nei Paesi della zona euro sono già molto elevate. Serve attuare le riforme strutturali in particolare sul mercato del lavoro e su quello dei prodotti».


L'approccio, appunto, resta tutto finanziario. E si continuano a usare i parametri sommamente artificiosi di questo specifico ambito, che da strumento di supporto delle attività produttive è stato innalzato a fine ultimo e priorità assoluta, per imporre ulteriori modifiche, anzi peggioramenti, all'assetto sociale.


La premessa, come ricordavamo all'inizio, è allo stesso tempo elementare e terrificante: la crisi in corso, intesa nelle sue pesanti ripercussioni sulla vita delle persone comuni, non tocca il capo della Bce e lo lascia del tutto indifferente, se non per quanto riguarda le implicazioni ...



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Mps, perquisizioni in casa di Mussari, Vigni e Rossi. Positivo il titolo


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Mps, perquisizioni in casa di Mussari, Vigni e Rossi. Positivo il titolo

La polizia valutaria della Guardia di Finanza stamane ha eseguito perquisizioni nelle abitazioni di Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, in quella dell'ex direttore generale Antonio Vigni e nell'appartamento e nell'ufficio di Davide Rossi, ex vice direttore generale di Rocca Salimbeni, per ordine della Procura senese.


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Una strana vigilia elettorale (2)


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Una strana vigilia elettorale (2)


Come scrivevo qualche giorno fa, vi è una strana atmosfera su queste elezioni che si terranno oramai tra pochissimi giorni, per la precisione domenica e lunedì prossimi, con il mercato che non fa sfracelli e si maniene nel range dei 16 mila punti il FTSE MIB 40, mentre lo spread si mantiene agevolmente intorno ai 275 punti base.

Eppure la distanza tra le ricette economiche dei tre principali schieramenti è molto ampia e, in particolare nel caso del centro-destra, siamo a proposizioni che, ove attuate, potrebbero portare i conti pubblici fuori controllo, per non considerare quello che non viene detto ma lasciato chiaramente intuire e che rappresenta musica per i contribuenti non proprio corretti.

Una spiegazione della tranquillità dei mercati potrebbe essere data dal possibile stallo al Senato che costringerebbe ad una riedizione della grande coalizione sperimentata l'anno passato e che porterebbe alla caduta delle proposte più estreme.


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STESSA CRISI, STESSO DRAGHI


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STESSA CRISI, STESSO DRAGHI

Il governatore della Bce ribadisce che «l'economia reale non migliora», per cui ci vorranno «nuovi sforzi»


La crisi si protrae, Draghi si ripete. La crisi accumula i suoi effetti negativi, via via più drammatici per un numero di cittadini già assai cospicuo e in continuo aumento, e Draghi srotola le sue analisi "tecniche", con la perfetta indifferenza di chi ha acquisito un'agiatezza definitiva e può concedersi il lusso di esaminare il disastro dall'alto del suo status enormemente privilegiato.


Nelle sue ultime dichiarazioni, arrivate ieri nel corso di un'audizione presso il Parlamento europeo e di per sé stesse prive di qualsiasi novità, risuona ancora una volta proprio questo distacco. La sua è la solita ricognizione degli aspetti negativi, che sottolinea la concatenazione di alcuni effetti ma che non per questo risale alle vere e proprie cause né, tantomeno, indica delle soluzioni precise e praticabili.


Il quadro d'insieme rimane scisso su due tonalità opposte (ma guarda caso per nulla contrapposte). Da una parte ci sono quelle ormai rischiarate del settore prettamente finanziario. Dall'altro quelle tuttora fosche delle altre imprese e della relativa disoccupazione. Dice/constata Draghi: «Non c'è stato nessun miglioramento dell'economia reale, sebbene ci siano segnali di stabilizzazione». Tuttavia, a differenza di quanto fa la Federal Reserve del suo amico Ben Bernanke, qui da noi il quantitative easing rimane tabù, se non per finanziare le banche con le operazioni in stile LTRO, e bisogna insistere con il metodo rigorista: «Il risanamento per i Paesi che hanno un debito alto è inevitabile anche se ha effetti di contrazione nel breve termine. La questione chiave non è posporre il risanamento, ma come mitigare gli effetti negativi: non bisogna attenuare il risanamento ma attenuarne gli effetti». Pertanto, quel risanamento «deve essere basato di meno sull'aumento delle tasse. Le tasse nei Paesi della zona euro sono già molto elevate. Serve attuare le riforme strutturali in particolare sul mercato del lavoro e su quello dei prodotti».


L'approccio, appunto, resta tutto finanziario. E si continuano a usare i parametri sommamente artificiosi di questo specifico ambito, che da strumento di supporto delle attività produttive è stato innalzato a fine ultimo e priorità assoluta, per imporre ulteriori modifiche, anzi peggioramenti, all'assetto sociale.


La premessa, come ricordavamo all'inizio, è allo stesso tempo elementare e terrificante: la crisi in corso, intesa nelle sue pesanti ripercussioni sulla vita delle persone comuni, non tocca il capo della Bce e lo lascia del tutto indifferente, se non per quanto riguarda le implicazioni ...



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USA la spina verrà staccata - GEAB n. 71


GEAB1-300x178L'ANALISI Ultima tappa della crisi sistemica globale, un estratto del report GEAB n. 71
USA tra marzo e giugno 2013, la spina verrà staccata al malato del mondo.
LEAP/E2020 - Una visione "fuori dal coro" nell'imperante ottimismo dei gestori internazionali

Secondo l'ultimo bollettino pubblico, elaborato dal team internazionale di anticipazione economico-politica LEAP/E2020 e consultabile al sito www.leap2020.eu, il 2013 rappresenterà l'anno primo del “mondo del domani”, in quanto vi sarà un processo di "depurazione" dei conti statunitensi e globa

SPRECHI/ La macchina elettorale? Costo: 400 milioni. Tra pratiche medievali e 16mila candidati


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SPRECHI/ La macchina elettorale? Costo: 400 milioni. Tra pratiche medievali e 16mila candidati

Mettici le 370 mila matite copiative (per un costo stimato di oltre 150 mila euro) pur essendo nell'era digitale, mettici una mole impressionante di carta, cartone, buste e timbri; aggiungici un numero impressionante di candidati, liste e coalizioni (oltre sei mila nomi in più rispetto al 2008, per l'incredibile cifra di 16mila candidati); mettici poi la coincidenza anche con le regionali in Molise, Lazio e Lombardia. E il gioco è fatto. Per la precisione saranno 389 i milioni che lo Stato spenderà per la tornata elettorale di domenica e lunedì prossimi. Una montagna di soldi. Un aumento, rispetto

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ARGENTINA: CONGELAMENTO PREZZI ED IPERINFLAZIONE IN ARRIVO


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ARGENTINA: CONGELAMENTO PREZZI ED IPERINFLAZIONE IN ARRIVO

«[...] I cittadini greci stanno letteralmente assaltando i supermercati, senza armi o passamontagna, si tratta di persone esasperate e affamate. Gli imprenditori agricoli si sono rifiutati di distruggere tonnellate di arance e limoni, come richiesto dall'Unione Europea che intendeva mantenere i prezzi ai livelli concordati. Hanno caricato la frutta sui camion, sono andati nelle piazze e l'hanno regalata alla gente.


La multinazionale tedesca Muller si è impadronita per pochi spiccioli di decine di caseifici indebitati che producono il miglior yogurt del mondo. Gli ex proprietari hanno raccolto il prodotto settimanale, circa 40 mila vasetti e, invece di imbarcarli verso il mercato europeo della grande distribuzione, lo hanno regalato ai cittadini greci davanti a scuole ed ospedali.

Purtroppo sono aumentate anche le rapine, il cui frutto viene il più delle volte spartito con i compagni di sventura. Chi viene arrestato, in carcere non gode di nessun diritto legale e viene massacrato di botte.


Il più importante economista tedesco, il prof. Hans Werner Sinn, sorretto da altri 50 economisti, avvalendosi addirittura dell'appoggio di un rappresentante doc del sistema bancario europeo Sir Moorald Choudry, ha presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d'Europa che alla presidenza della BCE che all'ufficio centrale della commissione bilancio e tesoro dell'Unione Europea, sostenendo che "la Grecia deve uscire, subito, temporaneamente dall'euro, svalutando la loro moneta del 20/ 30%, pena la definitiva distruzione dell'economia, arrivata a un tale punto di degrado da poter essere considerata come "tragedia umanitaria" e quindi cominciare anche a ventilare l'ipotesi di chiedere l'intervento dell'Onu".»


Caos in Grecia: i cittadini assaltano i supermercatil'Indipendenza, 13 Febbraio 2013.

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DA ZEROHEDGE*


Fino ad ora la discesa iperinflazionista dell'argentina, con una moneta che sta crashando ed una perdita di finanziamenti esteri, è stata relativamente moderata e controllata. Tutto questo ...



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Auto: Europa a gennaio -8,5%. dato peggiore da 1990


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Auto: Europa a gennaio -8,5%. dato peggiore da 1990

Fiat: immatricolazioni gruppo gennaio -12,4%


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Moneta e prezzi (dal fruttarolo)


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Moneta e prezzi (dal fruttarolo)

di Alberto Bagnai


(scusate, siccome mi servirà come punto di appoggio per scalzare dal suo piedistallo uno dei tanti geni dell'economia che si propongono di salvarci da noi stessi, pubblico qui un estratto del mio libro. Estratto che Gennaro Zezza ha criticato, dicendomi, in buona sostanza: "Ma Alberto, insomma, secondo me quella parte è un po' superficiale, perché nessun economista ha mai potuto seriamente pensare che i prezzi siano dati dal rapporto fra massa monetaria e beni in circolazione…". Santa ingenuità! Vedi, Gennaro, il nostro problema è che noi abbiamo studiato l'economia, perché ci interessava – caso tuo – o semplicemente per l'abitudine di fare comunque seriamente quello che il destino ci ha condotto a fare (caso mio e ovviamente anche tuo). Ma i geni dell'economia oggi in circolazione per gli studi televisivi sono dei matematici falliti che non hanno certo tempo da perdere per interrogarsi sul significato delle loro equazioni, né per consultare le statistiche della Banca Centrale Europea. Diamo loro una mano a riprender contatto con la realtà, perché l'informazione che essi diffondono, siccome è facilista, è anche fascista, e in Italia, piaccia o no, questa ideologia è ancora molto radicata).


Da "Il tramonto dell'euro", der Cavajere Nero, Reggio Emilia: Imprimatur, p. 199


Al mercato della frutta


Un mio maestro si esprimeva spesso con un contenuto sarcasmo verso gli economisti che lui definiva "di palazzo", quelli che a fare la spesa non ci vanno mai, e quindi ignorano i problemi della gente comune. In effetti, nella mia esperienza personale, non posso che dargli ragione. Al mercato, quello vero, quello rionale, s'imparano tante cose. Sentite cosa mi è successo un paio di mesi fa.


Ero al mercato del Trionfale, in cerca di niente di particolare. Mi colpisce su una bancarella una cassetta di ciliegie all'insolito prezzo di 6 euro al chilo. Capite, vero, a cosa mi sto riferendo? Alla drupa del Prunus avium, sì, quell'oggettino che prima dell'entrata nell'euro, per chi se lo ricorda, si trovava anche a 6000 lire al chilo, e che quindi oggi te lo trovi a 12 euro (voi direte: "No, scusa, a 6 euro!". E io vi dico: "Ma ci andate al mercato? Sarete mica economisti di palazzo…"). Insomma, questi 6 euro, per un economista, e per di più goloso… attiravano l'attenzione…


A mia volta attiro l'attenzione del fruttarolo (si chiama così), chieden...


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Il Monte dei Paschi di Siena e l’accordo “segreto” Pd-PdL


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Il Monte dei Paschi di Siena e l'accordo "segreto" Pd-PdL

Il documento sul Corriere. E le smentite dei diretti interessati


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Una intervista fatta in ginocchio


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Una intervista fatta in ginocchio

Una intervista alla Radio Sole 24 ore

ho sentito stamane una intervista sugli USA ed il PD fatta da un Bersani che ogni volta che nominava gli USA si faceva la voce mielata di un ruffiano che non ti dico. Ha lodato la grande democrazia ancora giovane (per il motivo chissà perchè che non ha mai cambiato sistema politico) e ne ha lodato le istituzioni, la politica economica, la politica militare. Ha parlato con orgoglio della partecipazione della Italia alla guerra dell'Iraq. Ha lodato il capitalismo e le privatizzazioni dicendosi pronto a fare tutte quelle che sarà possibile fare. Bersani ha lodato il sistema USA così sintetizzato: gli USA vogliono la crescita, la Germania il rigore (Sic). Per non sbagliare il signor Bersani propone crescita e rigore.... Quando parla del lavoro dice sempre "un poco di lavoro" come se bastasse qualche cantiere a risolvere la questione.
Non una sola critica per i guai che i banchieri americani hanno fatto e stanno facendo passare al mondo. Gli USA sono il migliore dei mondi possibili, il regno della libertà e della democrazia. Tra una parola e l'altra si è lasciato sfuggire "fedeltà" parlando del rapporto del PD con gli USA.......
Con gente tanto servile verso coloro che ci occupano da 70 anni con cento e passa basi militari ed hanno trasformato l'Italia in un loro deposito nucleare il destino della Italia è quello servile della colonia. Una colonia che sta per essere spogliata di quanto residua ancora del suo patrimonio industriale.


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GEAB 72. Crisi sistemica globale - secondo semestre 2013


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GEAB 72. Crisi sistemica globale - secondo semestre 2013


Tradotto per il Club Capretta da Aigor


Crisi sistemica globale - secondo semestre 2013: la realtà o l'anticipazione del crollo del dollaro obbligano il mondo a riorganizzarsi su nuove basi


Così come la crisi dell'Euro ha spinto l'Europa a modernizzare la sua politica di gestione economica e finanziaria per potersi adattare alle sfide del XXI secolo, la terribile crisi del dollaro obbligherà il pianeta a trasformare l'intera struttura amministrativa mondiale, a cominciare dal sistema monetario internazionale, se si vorrà riuscire a calmare la tempesta che si appresta a scoppiare fra le valute.


(continua...) 

Secondo le nostre anticipazioni questa riorganizzazione, che comincerà a concretizzarsi solo a partire dal G20 di settembre, rischia purtroppo di dover invece avvenire in modo molto rapido; la nostra equipe prevede infatti i primi grandi sconvolgimenti della moneta statunitense già a partire dal marzo-giugno 2013.


Una frase di Antonio Gramsci (1) descrive magnificamente il lungo e pericoloso periodo di transizione che stiamo vivendo attualmente: "Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri".
Questo periodo, alla fine, sta terminando, ma i mostri si agitano ancora.


Non è una sorpresa affermare che uno dei principali fattori che accelereranno il declino dell'influenza statunitense sul resto del mondo, è legato al petrolio.
Stiamo infatti assistendo agli ultimi giorni dei petrodollari, elemento chiave della dominazione USA.


Ecco perché abbiamo deciso di trattare in questo GEAB la problematica mondiale del petrolio.


Oltre al presente bollettino, fra le nostre pubblicazioni, vi sono anche il GEAB relativo al dollaro-indice e all'Euro-indice, creati con lo scopo di seguire nel modo più affidabile l'evoluzione delle valute nella attuale tempesta monetaria.
Infine, come d'abitudine, termineremo con l'Eurometro Globale.


In questa comunicazione pubblica del GEAB n. 72, la nostra equipe ha scelto di presentare una serie di indici convergenti sulla crisi che la vedranno al suo massimo stato di allerta in quanto "crisi sistemica globale" per il periodo marzo-giugno 2013, così come terranno in considerazione il rischio di una "islandizzazione" della gestione delle crisi bancarie.


Una raffica di segni inerenti alla crisi, ovvero perché consideriamo lo stato di allerta riferito al periodo marzo-giugno 2013.


Dall'ultimo mese (GEAB n. 71) ad oggi, la linea di convergenza dei principali indici di tendenza che annuncia l'approssimarsi di una catastrofe per il periodo marzo-giugno 2013 si è ulteriormente rinforzata.
Innanzitutto la "guerra delle valute", che sta assumendo una dimensione politica ed inizia a minare la fiducia rec...



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SITUAZIONE GRECIA/ Cosa accadrà quanto toccherà a Spagna e Italia?


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SITUAZIONE GRECIA/ Cosa accadrà quanto toccherà a Spagna e Italia?

Non c'è solo la Grecia a preoccupare l'Europa: la situazione delle banche spagnole è ancora grave e il voto in Italia potrebbe portare instabilità nel Paese. L'analisi di MAURO BOTTARELLI

(Pubblicato il Tue, 19 Feb 2013 06:04:00 GMT)

DIETRO LE QUINTE/ C'è una guerra contro la "ricchezza" del Vaticano, di G. Passali
FINANZA/ Dalla Russia una nuova "minaccia" per Europa (e Italia), di G. Pennisi


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