02/03/13

Siena, dopo lo scandalo del Monte ora è il Comune a rischiare il crac


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Siena, dopo lo scandalo del Monte ora è il Comune a rischiare il crac

Mentre il Monte dei Paschi cerca di guardare al futuro dopo aver incassato i Monti bond e mosso un'azione di responsabilità contro gli ex vertici travolti dalle inchieste giudiziarie, i senesi fanno i conti con il rischio crac del Comune. E del Pd.

È infatti attesa per il 4 marzo la decisione della Corte dei conti sulla relazione del commissario Enrico Laudanna che dall'estate scorsa ha preso le redini dell'amministrazione comunale dopo la mancata approvazione del bilancio consuntivo. Bilancio che oggi si presenterebbe in rosso per circa 16 milioni e zavorrato da una montagna di debiti (circa 300 milioni) nonostante i 230 milioni versati dal 2001 al 2011 nelle casse comunali dalla Fondazione Mps. Una situazione disastrosa che potrebbe convincere la Corte a chiedere il dissesto formale del Comune di Siena, che verrebbe così ricommissariato per altri due anni facendo saltare le elezioni fissate a maggio.

Ai conti che non tornano si aggiunge lo smarrimento della sinistra senese. Il partito di Pier Luigi Bersani non solo ha perso consensi, ma anche il suo candidato alle comunali visto il ritiro dalla corsa dell'ex sindaco Franco Ceccuzzi, già vincitore delle primarie locali, indagato dalla procura di Salerno per il fallimento del Pastificio Amato insieme all'ex presidente del Monte Giuseppe Mussari e all'ex direttore generale Marco Morelli. Dopo la rinuncia di Ceccuzzi, nel dibattito è entrato a gamba tesa il presidente della regione Toscana, Enrico Rossi, che avrebbe proposto a Bersani la candidatura a sindaco dell'assessore regionale ai trasporti ed ex primo cittadino di Chiusi, Luca Ceccobao. Una soluzione che troverebbe ampia spon...



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ITALIA - RISCHIO GUERRA CIVILE


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ITALIA - RISCHIO GUERRA CIVILE




FONTE: HESCATON.COM



"Quando i ricchi si fanno la guerra tra loro, sono i poveri a morire."

Jean-Paul Sartre, Il Diavolo e il buon Dio, 1951

Prima di tutto una premessa: questo articolo non è una notizia e nemmeno una previsione di quello che potrà accadere in futuro, semplicemente vuole descrivere come ci siano alcune condizioni che potrebbero portare ad una guerra civile in Italia in un più o meno prossimo futuro. Ma assolutamente non si sta dicendo che ci sarà una guerra civile o che ci sia una probabilità più o meno certa a riguardo.



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Tutti i numeri della rivoluzione: 15 milioni di italiani hanno cambiato voto


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Tutti i numeri della rivoluzione: 15 milioni di italiani hanno cambiato voto

Rivoluzione Flussi Elettorali Elezioni 2013



di Bruno Poggi



 Hanno perso tutti. Il dato più evidente che emerge dalla competizione elettorale svoltasi il 24 e 25 Febbraio 2013 è che, ad eccezione naturalmente del Movimento 5 Stelle, tutti i partiti hanno perso voti rispetto alle precedenti elezioni politiche. La tabella seguente seguente mostra il calo in termini percentuali:




Comparazione dei voti in percentuale dei partiti

alle elezioni politiche del 2008 e quelle del 2013-02-28





































...
  2008 2013 Diff %
PD 33,18 25,42 - 7,76
IdV + Sinistra Arcobaleno (*) 7,45 5,45 - 2,00
Sel + Rivoluzione Civile
PdL 37,38 21,56 - 15,82
Lega Nord 8,30 4,08 - 4,22


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Scontri in Libia, l’Eni blocca il gas verso l’Italia


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Scontri in Libia, l'Eni blocca il gas verso l'Italia




ESCLUSIVO. La guerriglia a Melittah, da dove parte il gasdotto Greenstream verso la Sicilia. 





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Il governo che verrà


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Il governo che verrà

Siamo in una condizione politica solo apparentemente difficile. In realtà, permanendo i veti attuali, non ci sono molte scelte. Per veti attuali intendo dire che Grillo e i suoi seguaci rifiutano di allearsi con chicchessia. Dall'altra parte Bersani non intende fare il governissimo con Berlusconi. Alle urne, immediatamente, non si può tornare perché il presidente Napolitano non può sciogliere il parlamento. Perciò il nuovo governo dovrà essere un governo di Napolitano, ossia un governo ancora una volta tecnico con il benestare di almeno due dei tre conntendenti (meglio se tutti e tre per Napolitano). Un governo tecnico che, a differenza di quello di Monti, avrebbe un amndato ristretto e preciso: riforma della legge elettorale e voto. In questo momento sotto la cortina fumogena degli insulti incrociati si sta solo cercando un nome neutro. Anzi: più Bersani e Grillo si insultano più la ricerca è profonda. Accetto scommesse su questa soluzione che ovviamente, sarà il colpo di grazia al PD o meglio a Bersani.



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Crisi: Barcellona in fiamme, nuova manifestazione degli studenti


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Crisi: Barcellona in fiamme, nuova manifestazione degli studenti

2 marzo 2013 – Spagna – Gli studenti universitari di Barcellona hanno manifesto contro la crisi che sta devastando il paese.La manifestazione in seguito e' degenerata con scontri con le forze dell'ordine, sono stati incendiati cassonetti lungo le strade.
https://www.facebook.com/internationalriot?fref=ts

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: http://www.nocensura.com/2013/03/crisi-barcellona-in-fiamme-nuova.html

 

 

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In Germania nasce “Fermare il declino”, ma è anti euro


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In Germania nasce "Fermare il declino", ma è anti euro




Si chiama Alternativa per la Germania, tra i fondatori l'ex presidente della Confindustria tedesca.





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Usa, lo stallo politico costa 750mila posti di lavoro


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Usa, lo stallo politico costa 750mila posti di lavoro




Per via della mancata intesa è scattato il sequester: tagli alla spesa da 85 miliardi di dollari.





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Le “ragioni” di Un’Europa disgiunta e sull’orlo di una crisi di nervi


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Le "ragioni" di Un'Europa disgiunta e sull'orlo di una crisi di nervi



download Le ragioni di Un'Europa disgiunta e sull'orlo di una crisi di nervi

E'pacifico ritenere che esiste e sussiste da tempo aldilà dei disavanzi del debito pubblico dei singoli stati  facenti parte dell'Unione un problema macroscopico di fondo in ambito Europeo. Ossia il ritardo cronico nell'offrire una risposta esauriente univoca ed efficace alla crisi economico finanziaria e sociale che da anni sta lentamente ma inesorabilmente mettendo in ginocchio le economie di molti paesi del vecchio continente. Insomma nonostante siano state operate alcune buone scelte condivise (vedi l'attribuzione di maggiori poteri alla Banca Centrale Europea) per evitare l'insorgere di ulteriori patologie.. il malato Europa è ben lungi dal potersi definire fuori pericolo. Non esiste infatti ancora una reale visione comunitaria ne si è pensato di somministrare al paziente un'antibiotico mirato e adatto ha stroncarne la febbre da cavallo. Tra default pilotati..speculazioni selvagge ricette votate al solo rigore senza crescita e perdite di sovranità.. ancora ci si trastulla si temporeggia rimandando l'attuazione di quelle riforme strutturali e non più demandabili..di cui necessita l'Europa per sopravvivere a se stessa. La rinegoziazione dei trattati..servono tempi più lunghi per risanare i debiti pubblici contratti dai singoli stati..l'istruzione di nuove e più stringenti regole "per gli allegri mercati finanziari" una vera banca comune e comunitaria in grado anche di stampare moneta all'occorrenza, l'adozione di una serie di strumenti utili atti a ridare competitività alle aziende e a contrastare più efficacemente la talvolta sleale concorrenza di paesi arrembanti come la Cina l'India il Brasile…e finanche per gestire i tanti troppi cambiamenti in atto nel pianeta


In sostanza l'Europa si è limitata ad isolare "la malattia"ad individuare la presenza di gravi problemi  di sostenibilità e solvibilità di molti stati.. a evidenziare la forte inter-dipendenza delle loro economie..ma non ad indicare la giusta terapia..o una qualche soluzione atta a risolvere i molti troppi problemi che affliggono da anni il vecchio continente .

In Europa continua a persistere una sorta di " becero nazionalismo" diffuso"una difesa ad oltranza di posizioni e rendite acquisite in passato.. una non convergenza nell'adottare intraprendere una reale vera politica economica monetaria co...



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“La gente si è parecchio rotta le scatole”


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"La gente si è parecchio rotta le scatole"

La finissima analisi politica di Matteo Renzi


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Renzi: “Rinunciamo ai rimborsi elettorali. La gente si è rotta le scatole”


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Renzi: "Rinunciamo ai rimborsi elettorali. La gente si è rotta le scatole"

Abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Da subito. La proposta di Matteo Renzi è quella di "rinunciare al rimborso immediatamente, da queste elezioni" e utilizzare questi soldi per "una risposta concreta all'emergenza abitativa". Il sindaco di Firenze ha lanciato la sua idea a un convegno del Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari) sulle autogestioni, prospettando la creazione di "un fondo per l'edilizia pubblica e le case popolari per le dieci principali città italiane". "Se i partiti – ha spiegato Renzi- rinunciassero al finanziamento pubblico, che vale 45 milioni di euro per il Pd e 43 milioni per Grillo, io credo che daremo risposta a migliaia di famiglie che in questo momento sono fuori casa". Il sindaco di Firenze ha infatti ricordato che "da molto tempo non c'è un piano casa nazionale. Allora voglio fare una proposta: il Comune di Firenze, per dire una cosa molto banale, molto piccola, con un milione e mezzo di euro può recuperare 80 appartamenti che in questo momento sono fermi, li libera, e dà risposta abitativa a 80 famiglie".

E sul risultato delle elezioni ha commentato: "Non si è capito fino in fondo che il segnale arrivato dai cittadini, al di là delle percentuali, è un segnale molto forte: non vuol dire che tutti siamo diventati chissà cosa, ma che la gente si è parecchio rotta le scatole". "Questo segnale di stanchezza verso la classe politica – ha aggiunto – va preso come un campanello d'allarme. Siamo un po' stanchi della discussione 'ti dò la presidenza della Camera, tu mi dai la presidenza del Senato, io ti do quest'. Questa sorta di compro-baratto-vendo non serve a niente, anzi".



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END OF DEMOCRACY. ANCHE SENZA CASTA E CORRUZIONE


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END OF DEMOCRACY. ANCHE SENZA CASTA E CORRUZIONE

Ieri sera mi sono distrattamente guardato "L'ultima parola". Una visione tragicamente istruttiva. Tralasciamo che  la trasmissione ospitasse Bagnai e avesse fatto fare bella figura a Tremonti e  svolgere ragionamenti (che risaltavano come) di livello persino a Porro.
Già questo dovrebbe essere "surreale" se si avesse una normale percezione della verità e della democrazia. Se...
Quello che contava, tuttavia, era un senso di "insopportabilità" del tutto. Ma dovuto a cosa?
Al "format"? Ma no, in fondo apparentemente è una delle trasmissioni meno imbalsamate nei triti monologhi che vengono normalmente consentiti, possibilmente in sovrapposizione tra loro, ai soliti invariabili protagonisti del talk politico italiano.
Ai "temi" affrontati? No "Ultima parola" s'antitola sempre sull'attuale e "pare"non avere "peli sulla lingua".
Ebbene quelli che non vanno, e non solo in quella puntata, sono i CONTENUTI. Le idee esposte, i discorsi sviluppati, o meglio, RIGOROSAMENTE non sviluppati.
La trasmissione, ormai da mesi, ci fa vedere che la gente protesta, protesta...protesta...
E perchè protesta? "Perchè le cose non vanno bene". Appunto. Qualche volta perchè il governo "non fa le cose giuste" (oltre nella sostanza non si va, a parte urlare le parole "tasse" ed "Equitalia"), qualche volta "perchè non ce la facciamo più", qualche volta perchè, invariabilmente "castacorruzionesprechi" o "Cina".
Alla fine della fiera, - e questo parrebbe il "massimo" che si può ottenere in una tras...


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A GRILLO CONVIENE ASPETTARE IL NUOVO VOTO


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A GRILLO CONVIENE ASPETTARE IL NUOVO VOTO




DI MASSIMO FINI

ilfattoquotidiano.it


Misteri gaudiosi. Monsignor Ernesto Galli della Loggia scopre che
il populismo non è il Male Assoluto. O, quantomeno, che si è fatta
molta confusione sul populismo e arriva a legittimarlo anche in certi
aspetti del nazismo (Corriere, 27/2).
I nostri fini dicitori, che dovrebbero essere gli interpreti della
realtà, a furia di star chiusi nelle loro stanze di professori, han
finito per non capirne nulla, sono stati sorpresi dall'exploit di
Grillo e ora cercano disperatamente di riposizionarsi per far
dimenticare che per decenni sono stati complici di quella
partitocrazia che 5Stelle sta per spazzar via, offrendo i loro servigi
al nuovo vincitore.


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Solo l’arroganza e la presunzione della sinistra hanno prodotto la vittoria di Grillo


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Solo l'arroganza e la presunzione della sinistra hanno prodotto la vittoria di Grillo

 Solo l'arroganza e la presunzione della sinistra hanno prodotto la vittoria di GrilloUn partito che non è capace di vincere un'elezione, perché ha sottovalutato l'elettorato, non merita di governare l'Italia. Soprattutto non lo merita il suo segretario, che ha fatto una campagna elettorale patetica, tutta d'inseguimento, snocciolando grigie metafore da pensionati stanchi, abbacchiati sulle arrugginite panchine di un parco di periferia. 


Questa è la lezione dell'antiberlusconismo. Non si vince e non si conquistano gli elettori, atteggiandosi a esseri superiori, a gente che crede di saper tutto e di essere il meglio dell'Italia, quando il meglio non sono, essendo gli eredi genetici del partito comunista italiano, che fino a ieri predicava la dittatura del proletariato.


Bersani ha sbagliato su tutta la linea e continua ostinatamente a sbagliare, cercando di addomesticare Grillo. Tanto che mi chiedo se Pierluigi dopo il giaguaro, non stia tentando di smacchiare anche il grillo. Una mossa evidentemente destinata al fallimento, anche perché il comico genovese non aspetta altro: umiliare il PD e umiliare Bersani, e dimostrare ai suoi elettori di essere un duro e puro.


Apparentemente sembra non ci sia una via d'uscita da questa impasse. Nel precedente post pubblicato su questo blog, si è parlato di un accordo PD-PDL a tempo, ma potrebbe esistere anche una terza via: affidare a Grillo l'incarico di formare un governo, attribuire ai grillini responsabilità di governo per vedere cosa accade. Certo, questa prospettiva è inquietante per il nostro paese, ma potrebbe anche mettere la durezza grillina a nudo, decretandone il flop programmatico, perché fondamentalmente i grillini non hanno le idee chiare su come si governa e soprattutto quanto sia dura governare un paese che vive sui compromessi politici e si insabbia nei veti incrociati.


Sicuramente – come paese – siamo a un bivio caotico, se non anche pericoloso per la nostra democrazia. Il voto dato a Grillo non è certo un voto politico, ma è un voto di protesta...



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“Il pessimismo ti allunga la vita”

Gli ottimisti sono imprudenti....   ;-)

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"Il pessimismo ti allunga la vita"

Gli ottimisti muoiono prima?


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Le Balle Quotidiane / 4


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Le Balle Quotidiane / 4

carta_straccia.jpg

"Mi sembrano tutti impazziti qui in Italia: La mia intervista per "Focus" non è ancora uscita e già viene citato Beppe Grillo con cose che non ha detto. Questa tecnica mi ricorda un po' quel gioco da bambini, in tedesco si chiama "Stille Post", giocare a passaparola. Sul sito di Focus è stato pubblicato un riassunto della mia intervista, e questo riassunto viene non tradotto, ma distorto, in una conclusione che ho appena letto sul sito della Repubblica: "Grillo: "Si al governissimo" e poi: Grillo: "Ok a governo Pd-Pdl, per legge elettorale e tagli"". Ma è una falsità! Sul sito di Focus non è scritto questo. E' scritto: "Grillo non vuole fare una coalizione ne con Pier Luigi Bersani, ne con Silvio Berlusconi: "Se PD e PDL dicessero: "Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, massimo due legislature e vanno fuori tutti quelli che hanno più di due legislature", così noi appoggiamo qualsiasi governo" diceva Grillo a Focus, e aggiungeva: "Ma non lo faranno mai. Loro bluffano per guadagnare tempo."'". Per essere sicura di non averti citato in maniera sbagliata ho controllato di nuovo la trascrizione originale dell'intervista: "Se PD e PDL dicessero: "Legge elettorale subito, via i finanziamenti retroattivi, due legislature andiamo fuori tutti quelli che abbiamo più di due legislature", cosi noi appoggiamo qualsiasi governo, ma scherzi. Non faranno mai queste cose. Loro bluffano, hanno bisogno del tempo, ma non faranno mai queste cose.". Sul sito di Focus si legge esattamente questo. Insomma. Follia pura. Normalmente, alla fine del gioco di passaparola, si ride. Ma non mi viene da ridere di fronte ad un uso così scorretto della mia intervista." Petra Reski





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CONCLAVE/ L’incontro segreto dei cardinali contro Benedetto XVI


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CONCLAVE/ L'incontro segreto dei cardinali contro Benedetto XVI

'Al Conclave vota Turkson', cita così uno dei manifesti affissi a Roma. La febbre da elezioni sta contagiando tutti, anche il Vaticano che si prepara alla 'fumata bianca' non senza strategie per la vittoria. Tra i 116 cardinali del Conclave siede anche il futuro Papa, che sarà eletto con la nuova e  difficile riforma firmata Ratzinger, il 'Motu Proprio'. Intanto tra impresentabili, dimessi e screditati, i cardinali italiani solo dopo un'ora dall'annuncio di 'addio' di Benedetto XVI si sono riuniti a casa del cardinale Angelo Sodano per un summit segreto contro l'omofobo papa Ratzinger.



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MPS: Monti Bond al vaglio di Bruxelles mentre il Codacons ne chiede l'annullamento


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MPS: Monti Bond al vaglio di Bruxelles mentre il Codacons ne chiede l'annullamento

I Monti Bond sono arrivati a Bruxelles. Dopo la sottoscrizione del Ministero dell'Economia e delle Finanze adesso toccherà alla Commissione Europea dare l'ok definitivo.

E intanto il Codacons ha depositato motivi aggiunti al ricorso già presentato giorni fa al Tar del Lazio per richiederne l'annullamento.

La storia dei Monti Bond

Il 27 giugno 2012 vede la luce il decreto lette n.87, con il quale il Governo di Mario Monti si impegnava "a sottoscrivere… in deroga alle norme di contabilità di (...)


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Economia internazionale
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RIVAGE TOWER - PROGETTO DI GRUPPO: PANAMA A NEW LIFE!


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RIVAGE TOWER - PROGETTO DI GRUPPO: PANAMA A NEW LIFE!


Panama City (nella foto una vista della citta' nuova e della avenida balboa) è una citta' che sta cambiando pelle con una rapidità sorprendente. Entro i prossimi 12-24 mesi   Panama avra' :

nella foto il CASCO ANTIGUO

1) il raddoppio del canale
2) lo sviluppo di una free zone (panama pacifico)
3) l'apertura della linea metropolitana
4) la sistemazione del Casco Antiguo (città vecchia che tornerà ad antichi splendori e già oggi al centro della Movida cittadina )
5) l'inaugurazione di una strada nuova di collegamento fra Casco Antiguo e Avenue Balboa (vedi piantina della città piu' sotto)

I prezzi degli immobili sono ai minimi degli ultimi tre  anni in quanto avevano iniziato a costruire fin troppo ai tempi  dell'approvazione  del  raddoppio del  canale.  I  prezzi  erano  saliti   rapidamente, troppo rapidamente.  Ma  da  tre  anni  i  prezzi sono  scesi e in contemporanea la città è cresciuta. Oggi è  un  momento  ideale per a...


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Imprenditore “non pago piu nessuna tassa, ho il dovere di salvare e difendere i miei figli”


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Imprenditore "non pago piu nessuna tassa, ho il dovere di salvare e difendere i miei figli"

Riportiamo l'appello di Roberto, pubblicato sul suo profilo di Facebook. Lui ha avuto il coraggio di denunciare una situazione in cui si trovano centinaia di migliaia di italiani:

Non possoo piu difendere il mio popolo, ma ho il dovere di difendere la mia famiglia, ho messo fuori il registratore di cassa , cosi facendo hoi tolto fuori i delinquenti dalla mia attivita , non mi fermerò , se sara il caso scorrerà il sangue , mentre la nave Italia viene messa con la barra a dritta dalla ciurma dei GOVERNANTI, IO ho i figli in acqua, e nessuno mi butta un salvagente,NESSUNO MI BUTTA UNA SCALETTA DI SALVATAGGIO, difendero fino alla morte i miei figli, non pago piu nessuna tassa, ripeto non posso salvare un popolo ma ho il dovere di salvare e difendere i miei figli.

Ricordiamo agli imprenditori italiani che esiste anche una possibile soluzione

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Hessel. Chi era costui?


hessel1La domanda è d’obbligo, visto che la metà dei giornalisti che ho sentito, ha pronunciato il suo nome come se fosse inglese.
No. Era francese e a 89 anni ha scritto un libretto di una trentina di pagine: INDIGNEZ VOUS.
Diceva che la classe politica europea tutta, meritava il nostro biasimo e dovevamo di-mostrarlo. Divenne famosissimo e seguitissimo in Francia e in Spagna. In Italia ha dato idee e spunti multipli a Grillo, che però non mi pare l’abbia mai citato.

Monti ci molla 3 milioni di disoccupati


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Monti ci molla 3 milioni di disoccupati




L'ultimo regalo del governo tecnico: debito pubblico alle stelle e tasse record. Fitch minaccia il declassamento. Crollano il Pil e la domanda interna, aumenta il debito pubblico, la pressione fiscale arriva a livelli mai toccati nella storia (il 44% del prodotto lordo), i disoccupati toccano quota 3 milioni.
 
 
L'economia italiana respira a fatica, la cura da cavallo imposta dai tecnici ha ridotto l'animale in fin di vita. Se l'Istat avesse diffuso questi dati una settimana fa, l'insuccesso elettorale della lista Monti avrebbe avuto dimensioni catastrofiche.
 
 
Da dove incominciare il triste elenco dei record negativi? Magari dalla pressione fiscale, che ha raggiunto il 44% del prodotto lordo rispetto al 42,6% del 2011. Dall'inizio delle serie storiche Istat, cioè dal 1990, non si era mai registrato un valore così alto. Le entrate dello Stato sono aumentate di oltre 22 miliardi di euro rispetto al 2011, una montagna di risorse sottratta all'economia. E non è finita qui, quest'anno le cose andranno anche peggio. Mentre i partiti (tutti, compreso il Movimento di Grillo) si dilettano in alchimie politiche, il Fisco prepara una nuova serie di mazzate: nel giro di qualche mese prenderanno il via i controlli retroattivi del redditometro, seguiti dalla prima rata dell'Imu, dall'arrivo della nuova tassa sui rifiuti (la Tares) anch'essa retroattiva al 1° gennaio scorso. Poi, dal primo luglio, aumenterà l'aliquota ordinaria dell'Iva, dal 21 al 22%.
 
 
Nell'annus horribilis 2012 il Pil è crollato del 2,4%. Depurato dall'inflazione, il prodotto è sceso sotto il livello del 2001. La spesa in consumi delle famiglie italiane è precipitata del 3,9%, mentre gli investimenti hanno fatto segnare un calo dell8%. Il calo dei consumi familiari ha riguardato soprattutto i beni di consumo (-7%), con un picco per abbigliamento e calzature (-10,2%) e nei trasporti (-8,5%) mentre la spesa per i servizi è calata dell'1,4%. Tutti i settori economici hanno segnato variazioni negative: -6,3% le costruzioni, -4,4% l'agricoltura, -3,5% l'indu...


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È cominciato il sequester


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È cominciato il sequester

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha firmato ieri notte un ordine per mettere in atto 85 miliardi di dollari di tagli lineari al budget del governo federale. È la prima quota di un programma di tagli automatici da 1.200 miliardi entro il 2021, il cosiddetto sequester, di cui si è discusso molto negli USA nelle ultime settimane. Circa metà del totale colpirà le spese per la difesa, mentre il resto porterà alla riduzione delle ore di lavoro, e quindi degli stipendi, di molti impiegati pubblici, mentre altri saranno prepensionati. «Non sarà un'apocalisse – ha detto Obama – è solo stupido. E farà male».


A causa del sequester, infatti, circa 800 mila impiegati avranno la loro settimana lavorativa e il loro stipendio ridotto. Saranno diminuite le ore di volo a disposizione degli aerei da guerra mentre la manutenzione di alcuni equipaggiamenti sarà rimandata. Anche lo schieramento di una seconda portaerei e del suo gruppo – cinque-sei navi in tutto – nel golfo Persico, come misura di dissuasione nei confronti dell'Iran sarà annullato dopo essere già stato sospeso.


Se portati al loro compimento, aveva detto il responsabile della commissione del Congresso sul bilancio federale, i tagli potrebbero costare all'economia americana mezzo punto di PIL di crescita e 750 mila posti di lavoro nel solo 2013 (per avere un termine di paragone, tra settembre e dicembre l'economia USA ha creato 714 mila posti di lavoro). Per ora, le misure già firmate da Obama sono tutto sommato limitate: 85 miliardi di dollari sui circa 15.000 dell'economia americana è poco più dello 0,5 per cento del PIL.


Il sequester venne "programmato" due anni fa, come parte del piano che permise all'amministrazione Obama di alzare il tetto dell'indebitamento massimo degli Stati Uniti. In sostanza, il sequester è un piano di pesanti tagli lineari che erano stati programmati per scattare ieri se il Congresso non fosse riuscito ad accordarsi su un piano di tagli al budget più ordinato e strutturato. In altre parole, il sequester doveva essere una misura così pesante e dolorosa da fare da incentivo ai leader dei repubblicani e dei democratici per trovare un accordo.


Era un meccanismo non molto diverso da quello del più famoso fiscal cliff: per il quale, se entro i primissimi giorni di gennaio non si fosse trovato un accordo sulla riduzione del deficit del bilancio, sarebbe scattato un piano di tagli alla spesa così ampio (molto più ampio del sequester...



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Mps, nell'area finanza truffe da dieci anni


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Mps, nell'area finanza truffe da dieci anni




La banda del 5% era attiva da oltre dieci anni.
 
Secondo la procura di Siena, che sta indagando sul Monte dei Paschi, il gruppo di manager che avrebbe tratto profitti illeciti dalle commissioni sulle operazioni di finanza derivata e strutturata si era già "formato" prima dello scudo fiscale del 2002.


 
Un periodo piuttosto lungo, grazie al quale Gian Luca Baldassarri, responsabile dell'area finanziaria di Mps, e il suo vice Alessandro Toccafondi, avrebbero accumulato una trentina di milioni, sequestrati dal nucleo valutario della Guardia di finanza. Milioni perlopiù portati all'estero e poi fatti rientrare con lo scudo fiscale, servendosi della società bolognese Galvani.
 
 
Alla loro organizzazione criminale si sarebbero aggiunti anche Fabrizio Cerasani, David Ionni e Luca Borrone, tre broker esterni alla banca. Il primo è socio fondatore e direttore della Enigma di Londra e legale rappresentante in Italia, mentre il secondo sarebbe un suo collaboratore. Ad entrambi sono stati sequestrati circa 7 milioni tra contanti e titoli, mentre a Borrone 210mila euro.


 
Tutti i 5 manager sono accusati di truffa e associazione criminale. Per i pm Nastasi, Natalini e Grosso, titolari dell'inchiesta, la banda agiva così contro gli interessi della banca - che in questo caso sarebbe parte lesa - da molti anni, utilizzando quegli stessi derivati finiti nel mirino della procura di Siena anche per un altro reato, l'ostacolo alla vigilanza.


 
Baldassarri risulta coinvolto anche in questo filone di indagini, per aver collaborato con i due principali accusati, l'ex dg Antonio Vigni e l'ex presidente Giuseppe Mussari. Secondo gli inquirenti avrebbe tenuto nascosto, con la responsabilità dei vertici, il contratto che collegava un prodotto strutturato realizzato con Nomura, il cosiddetto "Alexandria", ad un prodotto derivato sottoscritto qualche anno prima, le cui perdite sarebbero stato così occultate.


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I militari greci si preparano alla repressione di massa


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I militari greci si preparano alla repressione di massa

Robert Stevens WSWS 2 marzo 2013


iVEd_4iltG_sL'ex alto diplomatico greco Leonidas Chrysanthopoulos ha dichiarato al New Statesman inglese, la scorsa settimana, che discussioni hanno avuto luogo tra esponenti politici e delle forze armate greci sulla risposta dei militari a ciò che Chrysanthopoulos ha descritto come "esplosione di disordini sociali" che dovrebbero avvenire "molto presto". Chrysanthopoulos ha detto che nei prossimi mesi, "ci saranno ulteriori azioni armate. Ci saranno dimostrazioni sanguinose." Senza entrare nei dettagli, ha detto che "Vi sono contatti di certi politici con elementi delle forze armate per garantire che, in caso di gravi disordini sociali, l'esercito non intervenga". Questa affermazione è stata l'ultima, probabilmente, fatta per il pubblico. Anche se tale richiesta fosse stata fatta, nessuna garanzia dei militari greci sarebbe utile, data la storia recente del Paese, quando il "regime dei colonnelli" prese il potere con un colpo di stato militare nel 1967, e che durò fino al 1974. Dall'inizio dell'austerità di massa in Grecia, nel 2010, vi sono continue voci su discussioni tra i vertici militari su un colpo di stato.

L'aspetto più significativo dell'intervista di Chrysanthopoulos è la rivelazione delle discussioni tra politici e militari su come rispondere alla minaccia della rivoluzione sociale. I circoli dominanti greci lavorano sul presupposto che le lotte insurrezionali siano inevitabili per via del disagio intollerabile che hanno imposto alla classe operaia. In meno di quattro anni, la posizione sociale della classe lavoratrice greca è stata ridotta a livelli che non si vedevano dall'occupazione nazista, durante la seconda guerra mondiale. Una povertà brutale ha colpito la vita di milioni persone.

Un aspetto importante dell'assalto alle condizioni di vita è la rimozione della sanità pubblica. Più di 50 conglomerati farmaceutici hanno interrotto o ridotto selvaggiamente le forniture alla Grecia, citando le preoccupazioni per i loro profitti. La pericolosa carenza di centinaia di medicinali di base si traduce in scene caotiche di pazienti che corrono da una farmacia all'altra alla ricerca di farmaci vitali, mentre gli ospedali pubblici sono privi di adeguate forniture di farmaci da dispensare. Tale comportamento non si limita alle grandi aziende farmaceutiche. Il 27 febbraio è emerso che la Croce Rossa Svizzera, agenzia di soccorso senza scopo di lucro, ha imposto una drastica riduzione delle for...



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La falange.


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La falange.

Ho fatto un giro dei giornali italiani, e devo dire che la situazione appare confusa, per la semplice ragione che ne' Bersani ne' Berlusconi (forse Berlusconi ha capito, Bersani e' troppo incapace come politico) hanno capito cosa sta per arrivargli addosso. Andiamo per gradi.





Grillo si e'...



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Avete Votato Berlusconi? E vi ha Tradito di Nuovo (in tempo zero)


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Avete Votato Berlusconi? E vi ha Tradito di Nuovo (in tempo zero)

Errare è umano, perseverare è diabolico. (e anche un pochino idiota)


Dunque il 29% e rotti di elettori votanti ha messo la crocetta su uno dei simboli che si sono riuniti sotto la bandiera di Silvio Berlusconi, l'ho fatto anche io per anni quindi so bene di cosa sto per parlare. 


Ragazzi, ma…. finita la "gioia" che ci ha provocato la disfatta del PD (si anche io ho provato un certo benessere all'apparto riproduttivo) vi siete resi conto che il "vostro" Silviuccio vi ha tradito in tempo zero?


Lo avete visto il video in cui Silvio si rende disponibili per un governo di larghe intese? Avete capito che Silivio non vede l'ora di ri votare 51 fiduce e oltre al prossimo governo di inciucio nazionale (e magari con Monti premier).


Vi faccio una domanda?


Cari Silvio-boys, ma per cosa avete votato?


Per il governo che ci chiede l'Europa? Per la continuazione del governo Monti (con fantocci diversi a ministro)? Per la conservazione dello status quo? Per continuare a sussidiare l'informazione italiana?


Perchè è esattamente questo che Silvio intende quando tende la pargoletta mano a Bersani e soci, in cambio ci vorrà "solo" un piccolo salvacondotto per se e per le sue aziende.


Dunque bravi, bravissimi, sette più. E godetevi il "vostro" Silvio che vi tutela, tutela le tradizioni nazionali, le fondamentali radici cattoliche (ma farlo direttamente papa noh?), il "mercato". Vi darà meno tasse, meno debito, meno Stato. Si si, state sereni e mi raccomando, continuate a fare il solito tifo idiota da curva sud.


Io ne sono uscito, e credetemi è stata una liberazione.


Vi do un consiglio, smettete subito di godervi la passione e morte del Partito Democratico e aprite gli occhi: sono la stessa cosa, a me sono bastate una decina di fiduce a Monti per capirlo definitivamente, a voi che diavolo serve ancora?





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Con la Lira non Esiste Default


Con la Lira non Esiste Default


Forum:  Economia, Futures, Cambi, Commodities, Bonds > Programma AntiDepressione, 150 mld di rimborso di tasse

[Gz per favore potresti rispondere a questa domanda :
Tornare alla lira significherebbe automaticamente dichiarare default ?
Se la risposta è negativa potresti fare un post preciso e spiegare per quale motivo non c'è nessuna ragione per cui l'Italia dovrebbe fare default ?? Oramai le due cose da tutta la propaganda sono collegate automaticamente anche sul sole24 si dice che tornare alla lira significa automaticamente default senza spiegare il perchè.]


E' il contrario e la gente che diffonde questa idea andrebbe denunciata in tribunale per diffamazione del proprio paese (se esiste un reato del genere). 

Sopra una Banca Centrale di un paese, con valuta non convertibile, c'è solo Dio. Se Dio non interviene e glielo impedisce fulminando il governatore mentre cambia i numeri nel suo computer può fare quello che vuole. Perchè mai lo stato deve dichiare default, cioè dire che la Banca centrale non può cambiare dei numeri nel suo computer ? Spiegatelo a Beppe.

La Banca di Inghilterra ad esempio ha ricomprato titoli di stato per 450 miliardi dal 2009 in poi, un quarto dei titoli di stato inglesi in circolazione e la FED ne ha comprati per 2.000 mld e rotti. Se vogliono li ricomprano tutti, li fanno sparire tutti e a Londra oggi se ne discute, se ne discute sul Financial Time ad esempio che evidentemente in Italia non arriva in edicola. Se vogliono le Banche centrali eliminano tutto il debito pubblico senza nessun costo... perchè addebitano a se stesse e non hanno nessun vincolo a farlo. Il debito pubblico è l'ultimo dei problemi a questo mondo (se hai la tua valuta)

Se torni alla lira puoi pagare tutto quello che ti pare a chiunque con lire che crei tu e non devi fare nessun default. Uno stato che ha la sua moneta non dichiara mai default sul debito nella propria valuta. I DEFAULT SI DICHIARANO SOLO SUL DEBITO IN ALTRE VALUTE (sul debito estero in pratica). Oppure quando si ha una valuta convertibile in Oro o dollari o altra valuta estera ad un cambio fisso. 

SE HAI UNA VALUTA CHE NON E' CONVERTIBILE, CIOè NON E' AGGANCIATA A NIENTE, ORO O ALTRE VALUTE, NE CREI QUANTA NE VUOI!!!!!! Perchè !?&$!% devi dichiarare che non puoi pagare (default) se ti basta cambiare dei numeri con il computer (vedi sotto Bernanke che lo spiega). Non ti costa niente farlo...

(L'unica eccezione a questa regola che si conosca nella storia umanità è quella della Russia dell'agosto 1998, dove dichiararono default sui bond in rubli, ma come spiegato fu un caso di criminalità...)

Gli USA, Giappone e Inghilterra non rischiano nessun default perchè ogni volta che devono ripagare Treasury Bond, Gilt o JGB (Japanese government Bond) la FED, la Banca di Inghilterra o la Bank of Japan accreditano il conto di chi li vende e addebitano a se stesse l'importo

Tecnicamente funziona così: un BTP o Treasury Bond, Gilt o JGB qualunque altro titolo di stato è come se fosse un "conto di deposito" detenuto presso la Banca Centrale del paese che lo emette. Non sono certificati cartacei che qualcuno tiene in una cassaforte, sono entrate contabili tra le banche e la Banca Centrale. Funzionalmente un titolo di stato è semplicemente un "conto deposito" presso la Banca Centrale

Quando qualcuno ad esempio compra titoli di stato inglesi a 10 anni, Gilt, deve avere aperto un conto corrente da qualche parte in sterline e comprando i Gilt la sua banca avrà un accredito nel conto deposito (chiamato "Gilt") presso la Banca di Inghilterra e un addebito corrispondente nel conto corrente presso la Banca di Inghilterra

Quando questi titoli di stato vanno in scadenza o li si vuole liquidare e se ne vende per 1 milione ad es. la Banca di Inghilterra addebita alla banca 1 milione nel conto deposito che la banca tiene presso la Banca Centrale e accredita 1 milione nel conto corrente che la banca presso la Banca Centrale. Il tizio o istituzione che ha venduto titoli di stato ha semplicemente ricevuto un accredito su un conto corrente che non paga niente, mentre prima aveva un conto deposito (presso la Banca Centrale) che pagava un 4%. La Banca Centrale può comprargliene quanti ne vuole... Solo Dio può impedirglielo e finora non si è mai interessato al problema.

(E smettiamola con la storia che in questo modo si crea una terribile inflazione, la Banca di Inghilterra ha ricomprato un quarto dei titoli di stato inglesi in tre anni e l'inflazione inglese è intorno al 3.5% e la nostra intorno al 2.5% gli è costato un punto percentuale di inflazione. Spiegatelo a Beppe.)

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Amato e De Gennaro, uomini chiave per l’inciucio-horror


Amato e De Gennaro, uomini chiave per l’inciucio-horror

02/3 •
Stati Uniti, massonerie, Vaticano, poteri forti. C’è un partito più potente dei partiti che tifa per le “larghe intese” tra Pd e Pdl: sono i politici trasversali di lungo corso, i manager di Stato e i burocrati sopravvissuti a mille ribaltoni, che tremano ogni volta che sentono parlare di accordo tra Grillo e Bersani. «Il partito del governissimo si muove nel silenzio, non appare in tv, ma ha le idee molto chiare sugli uomini giusti per costruire una diga morbida e assorbente all’urto della nuova politica», scrive Marco Lillo sul “Fatto Quotidiano”. Istituzioni secolari come la Chiesa e la massoneria vedono come il fumo negli occhi il “governo di scopo”, e sperano che Bersani non riesca nella missione impossibile di strappare al “Movimento 5 Stelle” la fiducia al Senato. Più rassicurante, per il palazzi romani, la seconda ipotesi: “governissimo” Pd-Pdl, riciclando nomi della portata di Amato e addirittura De Gennaro, capo della polizia all’epoca della mattanza della Diaz.

Il cambiamento di De Magistris nei confronti di Grillo...


Era il 10 Settembre 2012 quando De Magistris dichiarò a Il Fatto Quotidiano che "dietro a Grillo c'è un coagulo di poteri forti"...

ma oggi il Movimento 5 stelle è il primo partito del paese, e per un politico dell'area di De Magistris forse è meglio tenerlo buono: secondo De Magistris il Presidente Napolitano dovrebbe affidare a lui l'incarico di formare il nuovo governo; uno scenario che non si verificherà mai, come probabilmente sa bene anche De Magistris, per molteplici motivi. Un bel cambiamento, non c'è che dire...

Una sparata utile solo per guadagnarsi la simpatia dei militanti a cinque stelle: che non sarebbe male, visto che il suo "Movimento arancione", sommato a Ingroia, PDCI, PRC, Verdi e Italia dei Valori non va oltre al 2% di consensi...

Grillo premier? Saremmo favorevoli anche noi: così avremmo l'occasione per valutare il suo operato... e capire se davvero è il 'salvatore della patria' che pensa qualcuno, oppure se come pensa qualcuno (noi compresi) è l'ennesimo politico manovrato dai poteri forti, in questo caso per gestire e depotenziare il dissenso... saremmo davvero curiosi di vedere se pretenderebbe di recuperare la sovranità monetaria... di cui non parla più da anni...


Staff nocensura.com

IL MERCATO DELL’AUTO SPROFONDATO SOTTO I LIVELLI DI TRENT’ANNI FA


IL MERCATO DELL’AUTO SPROFONDATO SOTTO I LIVELLI DI TRENT’ANNI FA

di REDAZIONE
“Ancora volumi bassissimi per il mercato italiano, di poco inferiori a quelli di trent’anni fa: febbraio 1983, infatti, aveva chiuso a 110.240 unita’ immatricolate”. Cosi’ Roberto Vavassori, presidente di Anfia, commenta l’ennesimo calo delle immatricolazioni di nuove auto. “Di fronte a un trend che seguita a peggiorare, con …
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Schiaffo alla Merkel: il Senato dei Laender boccia il fiscal compact


di REDAZIONE
L’attenzione e’ ancora puntata sul voto italiano e sul pericolo che la crisi s’inasprisca, ma uno schiaffo alle politiche europee di Angela Merkel e’ arrivato oggi in ‘casa’: quando il Bundesrat, e cioe’ il Senato dei Laender, ha bloccato il fiscal compact. Una mossa politica, in piena campagna... Continua a leggere
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Perché Napolitano ha fretta


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Perché Napolitano ha fretta

Annunciata come sempre sul Corriere della Sera, l'ipotesi di affrettare i tempi della convocazione delle Camere, a quanto pare di Giorgio Napolitano, va considerata per quello che è: un tentativo disperato di salvare quello che non sembra più salvabile. Queste


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Dopo la spallata di Grillo: indietro non si torna


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Dopo la spallata di Grillo: indietro non si torna

Rimini, piazza Cavour: comizio elettorale di Peppe Grillo

Ho detto che scommetto sull'onestà di Beppe Grillo e confermo. Ho aggiunto che lo faccio perché scommetto sulla forza dell'onda che egli ha saputo suscitare: un'onda ormai inarrestabile, non uniforme, molteplice, ma il cui vettore è chiarissimo: indietro non si torna.

Capisco che avranno, lui e l'onda, molti problemi enormemente difficili da risolvere. So che saranno sottoposti a pressioni da cento atmosfere, provenienti da molte parti, anche dall'interno stesso dell'onda, collidenti tra loro (perché l'onda è un groviglio di contraddizioni). Ovvio che farà errori. Ma non credo che commetterà l'ingenuità (che a questo punto si trasformerebbe in crimine) di farsi assorbire in manovre di palazzo.

Perché è molto facile precipitare dagli altari (per altro irti di spine) nella polvere. Non penso che sarà questo lo scenario del prossimo futuro. Leggo (ed è già una forma di pressione su di lui, su di loro) che molti dei suoi deputati e senatori saranno presto "comprati". Forse alcuni lo saranno, perché la carne è debole e i denari non sono trenta. Ma penso che coloro che scrivono e diffondono questi veleni misurano la realtà con il loro metro di servi, mentre la realtà – come il voto ha dimostrato – non è composta solo di servi.

Certo – e nessuno se lo dimentichi – si deve tenere conto che ciascuno dei neo-deputati e senatori dell'unica opposizione esistente è oggi il bersaglio, l'oggetto di attentissimi scrutini. Si stanno già compilando i dossier, si scaverà nelle loro vite, si cercheranno gli scheletri nei loro armadi, per poi spenderli a tempo debito nella melma degl'intrighi di palazzo. Il guaio, per chi lavora in questa direzione (e i servizi segreti sono lì per questo), è che troverà poco in quei dossier, troppo giovani per avere conti da saldare. Ecco una delle novità sostanziali della situazione.

No, i problemi saranno ben più grandi e difficili. Si dovranno prendere decisioni di portata nazionale, europea, mondiale. E si dovrà farlo stando sotto la mira impietosa e feroce dei cosiddetti "mercati", vale a dire del superclan massonico-mafioso europeo e mondiale. Ed essendo bersaglio dei giornali e delle televisioni, verminai di servi il cui compi...


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Un Parlamento senza Governo


Un Parlamento senza Governo

Claudio Messora Byoblu La Cosa Beppe Grillo Governo FIducia
L'intervento di Claudio Messora, ieri su "La Cosa", la tv di Beppe Grillo [click]

di Paolo Becchi

 «Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto», scriveva Baudelaire. Difficile dargli torto. Le prime pagine dei quotidiani italiani – con «La Repubblica» in testa – hanno dato ieri prova del ruolo servile della stampa nei confronti del Regime. Secondo quanto riportano i nostri giornali, infatti, la «base» del MoVimento 5 Stelle sarebbe «insorta» contro la chiusura di Grillo nei confronti di Bersani. Come fanno a non capire? Non capiscono che un movimento forte, di opposizione radicale all’immoralità ed alla disonestà di questo Regime, di questa “casta”, non scenderà mai a compromessi con essa? Non capiscono che deputati e senatori del MoVimento non passeranno mai dall’altra parte? Il MoVimento lo ha ripetuto fin dall’inizio, fin dal suo atto di nascita: è una forza di opposizione al Regime, è contro i vecchi partiti e la vecchia logica politica. Questa è l’essenza del MoVimento, non compromettibile.

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Dal boom di Grillo il "calcio d'inizio" di un nuovo sistema


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Dal boom di Grillo il "calcio d'inizio" di un nuovo sistema

 

Rimini, piazza Cavour: comizio elettorale di Peppe Grillo

 

I nostri uomini politici e i loro consiglieri, spesso mascherati da giornalisti, sembrano tante Alici nel Paese delle Meraviglie. Per mesi non si sono accorti del fenomeno Grillo, saltabeccando da una TV all'altra non ne parlavano mai se non per accenni generici al 'populismo' o all' 'antipolitica'. Solo negli ultimi giorni della campagna elettorale è affiorata qualche preoccupazione. Eppure bastava uscire dagli studi televisivi e dai teatrini compiacenti, uscire in strada, entrare nei bar, salire su un autobus per capire che aria tirava. Se chiedevi ad un adulto ti rispondeva: «Questa volta non voto, sono stufo di farmi prendere in giro, oppure lo do' a Grillo». I ragazzi, ma a proporzioni invertite, si dichiaravano 'grillini' oppure 'apo'.

Adesso i partiti sono colpiti da choc anafilattico. La scoppola che han preso è addirittura superiore a quella che appare. In percentuale registrano ancora risultati apparentemente rilevanti (intorno al 30%), ma su un parterre dimezzato. In realtà Berlusconi, che si considera un mezzo vincitore, ha perso rispetto al 2008 più di sei milioni di voti e il Pd, fino a ieri inscalfibile partito monolitico con i suoi grandi apparati, quattro milioni. Il 25% delle astensioni più il 25 e passa andato a Grillo significano, puramente e semplicemente, che un italiano su due non crede più al sistema dei partiti. E non è finita.

Ora Bersani, cui formalmente tocca il tentativo di formare un nuovo governo, colto dal panico, dopo avergli dato dell'«indegno», di «uno che porta la gente fuori dalla democrazia» e appioppato altre consimili gentilezze, corteggia Grillo e gli propone 'un'appoggio esterno' al suo futuribile Esecutivo, la presidenza della Camera, un posto di ministro. Ma se conosco l'uomo e i suoi progetti, e un po' gli conosco, non è con ques...



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DOPO IL VOTO/ Arrigo: ci vuole un “Grillo tecnico” per abbassare le tasse


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DOPO IL VOTO/ Arrigo: ci vuole un "Grillo tecnico" per abbassare le tasse

Per UGO ARRIGO, per guidare il nuovo governo ci vuole un tecnico d'area che attui le riforme più di buon senso contenute nell'agenda Grillo a partire dalla riduzione dei costi della politica

(Pubblicato il Sat, 02 Mar 2013 06:03:00 GMT)

DOPO IL VOTO/ Bertone: l'Italia dovrà svendere l'argenteria
FINANZA/ Campiglio: è Draghi l'unico vero vincitore delle elezioni italiane


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Beppe Grillo presidente del Consiglio? Sì e in fretta


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Beppe Grillo presidente del Consiglio? Sì e in fretta

di GIANLUCA MARCHI


Chi è stato il vincitore indiscusso delle recenti elezioni politiche? No, non sono impazzito da dovermelo chiedere a cinque giorni di distanza dall'esito delle urne. La mia è solo una domanda retorica utile a inquadrare lo stato confusionale in cui versano i partiti tradizionali dopo quello che è successo il 24 e 25 febbraio. Grillo e il suo Movimento 5 Stelle hanno sbaragliato il campo alla prima prova in cui si sono cimentati nelle elezioni politiche (ripeto, prima prova elettorale), e nelle conventicole dei partiti ci sono ancora quelli che stanno a fare calcoli ridicoli: siamo arrivati primi ma non abbiamo vinto, siamo arrivati secondi ma non abbiamo perso e via di queste amenità. E nessuno sa bene come venire a capo del problema governabilità.


Ha vinto Grillo? Sì, e allora si dia l'incarico al "capo politico" del M5S (così si è definito lui stesso martedì scorso quando ha annunciato al volgo che sarebbe salito in prima persona al Colle per le consultazioni con Napolitano) di formare il nuovo governo. La spallata di novità è andata oltre le attese di gran parte dei politici e degli osservatori (spesso a posteriori) e dunque si cavalchi questa novità e si mettano alla prova i grillini, le loro idee, i loro programmi. E non ci si aggrappi pateticamente, come fa l'attuale dirigenza del Pd, alle alchimie del detestato "porcellum" per rivendicare una primazia politica che non esiste più. Una dirigenza, quella de democrats, che ha subito una clamorosa sconfitta, altro che balle, una debàcle se non numerica di sicuro politica. E questi perdenti, con tutto il codazzo del vecchio apparatcik, vorrebbero ora mettere le mani sul governo per fare che cosa, ciò che non hanno voluto fare in anni di compartecipazione alla guida del Paese? Ma non prendiamoci in giro… Il vecchiume ex comunista si è rinserrato intorno a Bersani per ricacciare a Firenze la meteora Renzi, che avrebbe invece sconvolto l'intero panorama politico nazionale (e probabilmente anche limitato il successo grillino), nella convinzione che non poteva perdere l'occasione di mettere le mani sull'Italia. Quella pia illusione è durata lo spazio di un mattino e adesso vorrebbe, il vecchiume, ottenere lo stesso risultato nonostante la sconfitta: un'assurdità. E anche una "grande coalizione" rissosa e sfibrata non sarebbe altro che il tentativo del passato di resistere. Non parliamo poi dello "scouting", termine moderno per nascondere una miserrima compra di un manipolo di parlamentari pentastellati.


Come dice un signore di un certo peso nell'economia italica, Leonardo Del Vecchio...



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