04/03/13

gli short sull'oro ai massimi storici


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gli short sull'oro ai massimi storici

Oggi su Bloomberg non parlavano d'altro che della liquidazione in corso da parte di grandi fondi sugli ETF dell'Oro (sui titoli auriferi c'è già stata perchè sono a pezzi da mesi) e parlavano del fatt ...


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Italiani più poveri: fanno pane e pizza in casa e coltivano l’orticello


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Italiani più poveri: fanno pane e pizza in casa e coltivano l'orticello

di REDAZIONE


In tempi di crisi torna il "fai da te" in cucina. Un italiano su tre prepara piu' spesso rispetto al passato la pizza in casa. Il 19% in piu' fa il pane e l'11% i dolci. Si diffondo anche gli orti, coltivati ormai da quasi una famiglia italiana su tre. E'quanto emerge da una recente indagine di Coldiretti/Swg. "Gli orti urbani su terreni comunali – spiega la Coldiretti – sono in Lombardia oltre duemila. In tempi di crisi la tendenza e' quella di riscoprire il piacere di cucinare partendo da materie prime fresche e di qualita'. Lo dimostra l'aumento di quanti acquistano prodotti locali (40%) e scelgono solo frutta e verdura di stagione (50%), con un balzo record del 23% in un anno degli acquisti fatti direttamente dal produttore". In Lombardia sono "gia' 120 i farmers market degli agricoltori attivi sul territorio. L'ultimo, inaugurato il 1 marzo, e' quello di Parabiago, in provincia di Milano, aperto tutti i venerdi' e i sabato, oltre che la domenica mattina. E per rispondere alle richieste della gente, il mercato di via Ripamonti, ha deciso di raddoppiare le aperture. Oltre a mercoledi' e sabato mattina, anche il venerdi' pomeriggio e il giovedi' mattina.



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Un piccolo QED (23)


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Un piccolo QED (23)

Per comodità di quelli meno "connessi", vi riporto il link alla mia ultima intervista.

Vi ricorderete che l'idea che i politici del Sud con le proprie menzogne si siano messi in un vicolo cieco, mentre a quelli del Nord le proprie menzogne riservino comunque una scappatoia, era già stata avanzata fra l'altro in quest'altra intervista (per chi se la fosse persa).

Come vedete, son bastati pochi giorni per vedere realizzata questa semplice e razionale ipotesi. Sta infatti succedendo proprio quello che avevo chiaramente indicato: al Nord che il limone è spremuto lo sanno bene, e sanno quindi quello che molti ingenui continuano a non capire (quelli che "ma se l'euro avvantaggia in termini di prezzo la Germania, perché la Germania dovrebbe abbandonarlo?" Ehi, amico, ma ci sei o ci fai? Sei un commerciante? Se per strada passa un barbone, a quanto devi abbassare il prezzo per vendergli un paio di scarpe? Lo capisci che la domanda di un bene dipende non solo dal prezzo, ma anche dal reddito dell'acquirente? No. Be', guarda, allora c'è solo l'imbarazzo della scelta: gianninizzeri, austriani, anatroccoli... Il mondo è pieno di blog per diversamente economisti....).

Dicevo: al Nord che ormai di uscire converrebbe più a loro che a noi lo sanno (ovviamente, fatta sempre salva l'ipotesi di "fuga in avanti" con annessione pressoché immediata del resto dell'Europa, che però mi sembra stia incontrando qualche minimo ostacolo). Ora, mentre i politici del Sud per uscire devono smentire la propria menzogna (cioè devono dire che l'euro ci ha danneggiato, invece di avvantaggiarci come loro avevano spergiurato), ai politici del Nord per uscire basta insistere nella propria menzogna (cioè continuare a dire che l'euro era tanto bello ma noi porci del Sud lo abbiamo a gambe all'aria con la nostra prodigalità: un'idea che all'elettore mediano tedesco è gradevole e familiare). Un semplice ragionamento politico chiarisce quindi che lo scenario di uscita "dall'alto" rimane ad oggi uno dei più probabili.

Sai le risate quando i piddini, come dicevo a Fassina, rimarranno baionetta in canna in fondo alla foresta della crisi, come l'ultimo giapponese, a difendere il bidone dell'euro, che i tedeschi nel frattempo avranno dichiarato per quello che è: cioè, appunto, un bidone!

Si leverà, dall'intera Eur...


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Burghy: A Berlino lavorano tutti in nero!


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Burghy: A Berlino lavorano tutti in nero!

haha! il "nostro" Burghy ha colpito anche su Cobraf!
Cobraf – A berlino lavorano tutti in nero!
di Burghy, lunedì 4 marzo 2013
Gianlini passo dai 2 ai 3 mesi all'anno a Berlino.

La mia donna delle pulizie polacca mi prende 15 euro l'ora ovviamente in black.
 
Tutti
i lavorini lavoretti di riparazione in casa (appendere quadri, cambiare
guarnizioni, fissare mobili, regolare tende) me li fa un tedesco amico del
portinaio ovviamente in black.

la mia otorina mi fa le visite a 100 euro in black e le terapie di aerosol in studio da lei a 8 euro ovviamente in black.

L' agente immobiliare russo, mi fa in black sia quando compro che quando
do in affitto scontandomi il 30% rispetto al prezzo (19 di iva e 11 per
arrotondare)

La signora tedesca che mi stira le camicie a 12 euro l'ora (3 camice) all in black.

Conoscendo
alcuni venditori di argento fisico in monete tassato al 7% (monete con
valore facciale) dopo un po ti propongono vendite extra negozio senza
iva (tedeschi)

Chi mi fa sempre fattura sono i ristoranti, l'avvocatessa e il notaio… gli altri si arrangiano come ovunque… negli altri paesi bisogna lavorarci e starci un po' di tempo se no si finisce per credere alle favole..

Fa parte della natura umana il cercare di difendersi dallo stato..



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La Francia chiede un Referendum per uscire dall'Euro.


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La Francia chiede un Referendum per uscire dall'Euro.

hollande vittoria sito pers--400x300di Corrado Belli

Anche i cugini francesi hanno capito in quale truffa sono caduti dal giorno in cui quel "qualcuno" decise di far entrare la Francia a far parte della grande famiglia "Europa".


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Sono state elezioni libere?


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Sono state elezioni libere?


German-Foreign-Policy.com, osservatorio on-line sulla politica estera tedesca, propone un'analisi delle interferenze tedesche durante la campagna elettorale italiana: gli interventi all'estero saranno sempre piu' frequenti per sostenere il corso europeista.
Berlino ha reagito ai risultati elettorali italiani con un certo scetticismo. Il socialdemocratico Bersani a favore del quale il governo tedesco e i funzionari tedeschi della UE sono intervenuti massicciamente durante la campagna elettorale, ha ottenuto la maggioranza assoluta solo alla Camera dei Deputati. Secondo i piu' importanti commentatori tedeschi, in futuro sarà "sempre piu' normale" che i politici di Berlino - come nel caso italiano - intervengano nelle campagne elettorali dei paesi stranieri. Anche se nel caso attuale l'interferenza sembrava legittimata a livello popolare dagli scandali berlusconiani e dalle sue simpatie per Mussolini, nel complesso si tratta di una decisa limitazione della democrazia, sempre secondo gli osservatori. In questa situazione il Presidente della Repubblica Tedesca dichiara: "l'Europa non ha bisogno di scettici, ma di portabandiera".

Le conseguenze dell'austerità

Per Berlino le elezioni in Italia avevano una straordinaria importanza, in quanto era in gioco la subordinazione dell'Italia alle politiche di risparmio. Lo sfondo è la crisi economica, che negli ultimi due anni a causa dei diktat di risparmio si è acuita. Il PIL dopo una crescita molto debole nel 2010  e 2011 , dall'inizio del governo Monti è sceso del 2.2 %, e per l'anno in corso si prevede un ulteriore calo. Nel quarto trimestre del 2012 l'attivit...


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MONTEPASCHI UNA STORIA ITALIANA


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MONTEPASCHI UNA STORIA ITALIANA

Grafico perBanca Monte dei Paschi di Siena (BMPS.MI)

La capitalizzazione di MPS è di 2,15 miliardi. Il 34% di tale cifra è pari a 730 milioni di euro. Questo è l'ammontare dei titoli MPS dati in garanzia a un pool di banche a fronte di un finanziamento di 400 milioni di euro che è stato concesso ALLA FONDAZIONE MONTEPASCHI.
La clausola parla chiaro, quando le garanzie non saranno sufficienti, le banche escuteranno la garanzia (e decideranno se tenerla o immetterla sul mercato.
Il mercato sembra non considerare i 4 miliardi che il governo italiano ha prestato al MPS. Profumo sente odore di mierda....Lo spread continua a salire facendo perdere valore ai BTP in portafoglio. Le cause legali aumentano per non parlare di incagli e sofferenze destinate ad esplodere...
E' SUFFICIENTE CHE NELLE PROSSIME SETTIMANE LA CAPITALIZZAZIONE DEL MONTEPASCHI SCENDA A 1,2 MILIARDI CHE LA GARANZIA NON COPRIRA' IL DEBITO...
L'ALLARME ROSSO SCATTERA' SE  IL TITOLO MPS DOVESSE SCENDERE  A 0,12 .
a quel punto le banche dovrebbero vendere titoli Mps sul mercato (ma risulterebbe impossibile vendere il 34% della banca senza farla crollare a valori simili a zero. Il FALLIMENTO SAREBBE INEVITABILE E IL NUOVO GOVERNO SARA' OBBLIGATO A UNA NAZIONALIZZAZIONE (credo che il titolo verrà sostenuto fino all'insediamento di un governo o di qualcosa di simile, che possa prendere le necessarie misure alla crisi della terza banca italiana).
Con Grillo in parlamento credo che la nazionalizzazione potrebbe arrivare con:
1) AZZERAMENTO DEL VALORE DELLE AZIONI (azzeramento valore della fondazione) CON PERDITA TOTALE PER TUTTI GLI AZIONISTI
2) AZZERAMENTO DEL VALORE DI TUTTE LE OBBLIGAZIONI MONTEPASCHI SUBORDINATE CON PERDITE IMPORTANTI PER TANTI VECCHI ITALIOTI CHE LE HANNO NEL PORTAFOGLIO
3) RISTRUTTURAZIONE DELLE OBBLIGAZIONI SENIOR MONTEPASCHI DELLA BANCA CON PERDITE SIGNIFICATIVE DA PARTE DEI POSSESSORI DI DEBITO MPS.
4) POSSIBILE PERDITA DA PARTE DEI CORRENTISI (IPOTESI CON PROBABILITA' PARI AL 20%) SE DETENTORI DI IMPORTI SUPERIORI AI 100.000 EURO SUL CONTO CORRENTE.


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Bersani all'ultima carica


300px-PongofilmChi si sarebbe aspettato da un uomo prudente come lui, una posizione così azzardata: accordo con i grillini o ritorno al voto, tertium non datur.
Eppure Bersani non ha altra scelta: il Pd è arrivato primo, ma ancora una volta non ha vinto e non può accordarsi con il Cavaliere, soprattutto nel momento in cui è accusato di aver comprato un senatore per far cadere il governo Prodi.
Mai con il Satana che da vent’anni umilia una sinistra che si ritiene superiore in tutto, anche se a volte inciampa in vicende poco edificanti, da Penati a Borzato, fino al Monte dei Paschi, ma sono solo compagni che sbagliano, pidocchi sulla criniera del cavallo.
Mentre nulla si dice sugli scandali della sanità pugliese o della monnezza napoletana, se qualcosa c’è da dire, avviene in cene tra giudici e politici, dove per carità, non succede nulla, anche se sarebbe meglio non esistesse neppure il dubbio che i giudici abbiano un occhio di riguardo per la sinistra.

Un’ipotesi: “svalutazione fiscale”


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Un'ipotesi: "svalutazione fiscale"

"Fiscal devaluation" (svalutazione fiscale) potrebbe essere la parola magica utile per togliere l'Europa dalla tragica situazione di crisi e stallo economico nella quale i 17 Stati aderenti alla moneta unica "euro" si sono venuti a trovare a causa dell'impossibilità di svalutare la propria moneta, cioè l'euro.

Come è noto, il controllo sulla moneta Euro non è esercitato dalle banche centrali dei singoli Stati, ma dalla Banca Centrale Europea, che ovviamente non puo' agire con dirette operazioni di apprezzamento o svalutazione dell'euro se non sono d'accordo tutti gli Stati aderenti. E si sa che non lo sono. Anche perché non sarebbe semplice, in questa...
Roberto Marchesi (Dallas - Texas)


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La Grecia: dramma umanitario… a causa dell’euro. Atene sull’orlo della guerra civile, nel silenzio dei media


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La Grecia: dramma umanitario… a causa dell'euro. Atene sull'orlo della guerra civile, nel silenzio dei media

 La Grecia: dramma umanitario… a causa dell'euro. Atene sull'orlo della guerra civile, nel silenzio dei mediaIn Grecia si sta consumando il dramma peggiore: la fame e la disperazione che stanno trascinando il paese ellenico verso la guerra civile. E questo perché gli euroburocrati, con la complicità degli stati nazionali, hanno voluto tenere Atene a forza dentro l'euro, pur di non ammettere che l'euro è miseramente fallito.

Le notizie che provengono dalla Grecia sono drammatiche, e i fatti che raccontano si consumano nel perfetto silenzio dei media italiani (e non solo), che non spendono nessuna parola per i greci e per il loro dramma, occupandosi piuttosto del nulla politico di casa nostra. E il motivo è ovvio: non vogliono certificare il fallimento dell'Europa; non vogliono che il dramma greco venga utilizzato come prova lampante per dimostrare la fine di ogni velleità unitarista europea.

La verità è questa: l'Europa è collassata, è un morto che cammina, un comatoso al quale nessuno vuol staccare la spina per dargli una degna fine. E i primi che fanno le spese di questo assurdo "accanimento terapeutico" sono i greci: disperati, affamati, ormai sull'orlo della povertà terzomondista. La Grecia non riesce più a onorare i debiti contratti con l'Europa per il suo risanamento, e la prospettiva futura è l'intervento dell'ONU per evitare il peggio: una guerra civile oppure una dittatura.

Proprio per questo motivo, da più parti (in ultimo, persino il consigliere economico di Angela Merkel) viene suggerita l'immediata uscita della Grecia dall'euro, con la reintroduzione della drakma, svalutata del 20/30%. Ciò permetterebbe all'economia greca di riprendersi e di salvare il salvabile. Perché ormai l'isteria collettiva sta prendendo il sopravvento e la gente inizia ad attaccare i supermercati perché affamata. Addirittura 150 agricoltori, produttori di agrumi, si sono rifiutati categoricamente di distruggere tonnellate di arance e limoni per calmierare i prezzi, come richiesto dalla UE. Hanno preso la frutta e hanno iniziato a regalarla ai cittadini. E così pure i produttori di yogurt.

La rete è testimone di questo dramma silenzioso. Purtroppo non così i media nazionali, evidentemente poco attratti dal dramma greco, preferendogli il tristo teatrino politico di casa no...



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Che fine ha fatto Berlusconi? L’avvoltoio di Arcore si prepara a banchettare sui resti del Paese


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Che fine ha fatto Berlusconi? L'avvoltoio di Arcore si prepara a banchettare sui resti del Paese

Sparito. Liquefatto. Scomparso. Wanted. Che fine ha fatto il Cavaliere? Chi l'ha visto più... Ma non doveva restituirci l'Imu? La sovra esposizione televisiva della campagna elettorale ha lasciato il passo a una strategia di immersione che non promette niente di buono. Ecco perché, come un avvoltoio, Berlusconi lascia che i "nemici" si azzuffino, pronto a banchettare sui resti del Paese.



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Spettacolare replica di Mario Giordano ad Amato: “Ecco perché TI DEVI VERGOGNARE”


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Spettacolare replica di Mario Giordano ad Amato: "Ecco perché TI DEVI VERGOGNARE"


Registriamo la replica di Mario Giordano, direttore di TgCom e autore di diversi libri sugli sprechi della "casta", sulle ultime dichiarazioni di Giuliano Amato:


 


"Non faccio parte della casta, ditemi perché dovrei vergognarmi", dice spudoratamente Giuliano Amato con una lettera a Repubblica di oggi lunedì 4 marzo 2013. E noi lo accontentiamo:


a) Deve vergognarsi perché prende 31mila euro al mese fra pensione Inpdap (22mila euro) e vitalizio da parlamentare (9mila euro) come finalmente ammette lui stesso nella medesima lettera;

b) Deve vergognarsi perché prende 31mila euro al mese di pensione dopo aver tagliato le pensioni agli italiani;


c) Deve vergognarsi perché è stato il principale consigliere economico e politico di Craxi e non si è mai accorto dello sfascio e dei furti della prima Repubblica (dormiva?);


d) Deve vergognarsi perché da sempre fa parte della classe dirigente che negli ultimi decenni ha consentito l'esplosione dei costi della politica e degli annessi privilegi;


e) Deve vergognarsi perché nonostante questo, nel 2012 è stato nominato da Monti consulente per i tagli ai costi della politica e non ha fatto nulla per tagliarli davvero;


f) Deve vergognarsi perché uno che è stato due volte presidente del Consiglio, due volte ministro del Tesoro, una volta ministro dell'Intero e presidente dell'Authority del mercato non può dire "non faccio parte della casta".


Fra l'altro nella lettera a Repubblica Amato, dopo aver ammesso di prendere 31mila euro al mese di pensione, dice che i 9mila del vitalizio li gira a una comunità di assistenza. Bene, invece di tante inutili parole di autoelogio, Amato ci dica di quale comunità si tratta e soprattutto esibisca le ricevute dei versamenti che come dice lui sono già stati effettuati nei mesi scorsi. Solo così potrebbe smettere di vergognarsi, almeno un po'.



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Allarme salari, ma con il silenziatore


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Allarme salari, ma con il silenziatore

Marco Cedolin Tutti i quotidiani ed i TG stanno oggi rilanciando un rapporto dell'Istat concernente i salari italiani. Stando al rapporto in oggetto, la retribuzione media oraria per i dipendenti italiani a tempo pieno, risalente al 2010, con 14,5 euro l'ora, sarebbe leggermente superiore alla media europea della UE a 27 e leggermente inferiore a [...]


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L’Italia “blindata” da Bruxelles. Con o senza governo siamo imbrigliati in una camicia di forza.


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L'Italia "blindata" da Bruxelles. Con o senza governo siamo imbrigliati in una camicia di forza.

di  Sergio Cararo

 

Con o senza un governo le scelte economiche e sociali dell'Italia sono imbrigliate dalla camicia di forza dei trattati europei. Un commissariamento de facto che impedisce qualsiasi deviazione dai diktat imposti dalla Troika. A meno che qualcuno decida di far saltare il tavolo.

Alla  riunione dell'Eurogruppo di Bruxelles, oggi si parlerà anche della situazione creatasi in Italia dopo le elezioni. La situazione di bilancio non è negativa e non ci sono questioni urgenti da risolvere entro poche settimane. "Se anche sarà necessario aspettare tre settimane in più o in meno del normale per avere un nuovo ministro delle Finanze, non fa niente», ha affermato una fonte dell'Eurogruppo. Il riferimento è chiaro: "Abbiamo già avuto un test con il Belgio, a lungo senza governo (535 giorni, ndr): nel medio-lungo termine un governo c'è sempre. È prematuro parlare ora di un'assenza del partner negoziale" riguardo all'Italia, ha osservato la fonte. "Per l'Italia – ha sottolineato – in fondo il vero problema è la competitività, che può solo essere affrontato con riforme strutturali, ma non ci sono altri problemi che debbano essere risolti nel breve termine".
In realtà sulla situazione italiana agiscono già – e pesantemente – i vincoli e gli automatismi previsti da alcuni tratatti europei approvati tra il settembre 2010 e la fine del mandato del governo Monti: obbligo di pareggio in bilancio, semestre europeo, Fiscal Compact, Six Pack. In pratica le scelte di qualsiasi governo o non governo appaiono blindate da una camicia di forza dell'Unione Europea che ne vorrebbe impedire qualsiasi dissonanza. Non solo. Scatta a breve anche il Two Pack che prevede che la Legge Finanziaria di quest'anno venga presentata a Bruxelles ancora prima che in Italia.
Insomma il nuovo esecutivo o l'assenza di governo, al momento non consentono di prendere decisioni o avviare provvedimenti che attenuino o rimettano in discussione le emergenze sociali derivate dalla crisi e dai diktat della Troika europea. Servirebbe far saltare il tavolo, sganciarsi, recuperare sovranità sulle scelte strategiche. Un referendum sui Trattati europei servirebbe come il pane, ma al momento anche Beppe Grillo non sembra avere la coerenza di andare fino in fondo su questo terreno. E' auspicabile e necessario pensare ad una strategia diversa, come quella indicata dal Comitato No Debito. Non avrà tanti parlamentari ma almeno dispone di coerenza e idee chiare sulle prospettive e le priorità sociali del paese.

Fonte: http...



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Beppe Grillo: il prossimo premier sarà Passera


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Beppe Grillo: il prossimo premier sarà Passera

di REDAZIONE


 All'indomani dell'aut aut lanciato da Pierluigi Bersani, 'Grillo decida cosa vuole fare o si va tutti a casa', aumenta l'attesa per la riunione di oggi a Roma del leader del Movimento 5 Stelle con i neo eletti, presente anche Gianroberto Casaleggio. Intanto il Pdl avverte i democratici: "E' vero, tocca al Pd la prima parola, ma sono pregati calorosamente di non fare drammaticamente sbattere il Paese contro un muro", spiega il segretario Angelino Alfano. Ma se Bersani esclude ogni ipotesi di governissimo con il Pdl e va dritto per la sua strada, salvo eventuali cambi di rotta nella direzione di dopodomani che dovra' esprimersi sulla proposta del segretario, da via dell'Umilta' si torna a ribadire che non c'e' alternativa a un esecutivo di larghe intese, altrimenti si deve tornare alle urne.


"E' un momento complicato rispetto al quale tutte le forze politiche sono chiamate a una seria riflessione. Io sono d'accordo con il presidente della Repubblica quando sostiene che occorre garantire la stabilita' e la governabilita'", afferma il presidente uscente del Senato, Renato Schifani. Per il comico genovese, che parla in un'intervista a Wired.it, alla fine Pd e Pdl si metteranno d'accordo e il premier sara' Corrado Passera: "Sono gia' d'accordo per mettersi assieme e governare facendo passare il Movimento 5 stelle come irresponsabile. Ma noi saremmo irresponsabili se ci alleassimo con loro". E in un'altra intervista, rilasciata alla stampa estera, Grillo ribadisce: "e' inammissibile" per lui assicurare stabilita' al prossimo governo italiano. Lanciandosi in un paragone storico, spiega: "Sarebbe come se Napoleone si mettesse d'accordo con Wellington". "La classe politica esistente deve essere sbattuta fuori immediatamente", dice, "come mi si puo' accusare di distruggere qualcosa che e' gia' stato distrutto? Si sono gia' mangiati il paese, ed ora non sono in grado di governare".


Di diverso avviso Massimo D'Alema: "Essendo il Pd la prima forza del Paese e avendo la maggioranza alla Camera nessuna soluzione puo' prescindere dal Pd". Quanto all'ipotesi di un accordo con il Pdl, "lo escludiamo", ha assicurato. A Grillo si 'rivolge' anche il presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz, "Gli elettori di Grillo vogliono che i problemi siano risolti, non solo l'opposizione a tutto. Io ritengo che gli italiani che hanno dato il voto alla formazione di Beppe Grillo desiderano che i problemi siano risolti". Intanto, si continua a ragionare sull'eventualita' di anticipare la prima seduta del nuovo Parlamento, fissata per le...



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E il Pd litiga sulla rivolta di Fassina


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E il Pd litiga sulla rivolta di Fassina

Magda Negri risponde al responsabile economico del partito di Bersani


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Morgan Stanley, in Italia la situazione è difficile non disastrosa


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Morgan Stanley, in Italia la situazione è difficile non disastrosa

L'esito più probabile dell'attuale instabilità post-elettorale è la formazione di un governo debole, che avrà conseguenze su tutta l'Eurozona e [...]




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Il lento conto alla rovescia verso il caos


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Il lento conto alla rovescia verso il caos

L'esito post-elettorale italiano sta alimentando un florilegio di analisi politologiche sulla gestione dello stallo, oltre ad improbabili aritmetiche su alleanze che, ad oggi, appaiono platealmente contro natura. Nel frattempo, il paese vive un inesorabile deterioramento dei propri fondamentali economici, che tra poco tempo richiederanno di prendere alcune importanti e dolorose decisioni. Non esiste nessun effetto-Belgio, con buona pace di una pubblicistica facilona ed incapace di discernere tra correlazione e causalità, ma una inesorabile deriva verso un esito che difficilmente sarà non traumatico.


(...)
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Stati Uniti: il tanto discusso sequester. Ma che cos'è realmente?


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Stati Uniti: il tanto discusso sequester. Ma che cos'è realmente?

Si parla molto in questi giorni del "sequester" degli Stati Uniti. Ma di cosa si tratta esattamente?

Fondamentalmente si tratta solo un termine di fantasia per indicare i tagli alla spesa. Quello su cui quasi tutti sembrano essere in fermento ultimamente, si riferisce ai 1.200 miliardi di dollari di tagli che il governo degli Stati Uniti ha iniziato ad attuare venerdì scorso e che saranno distribuiti nel corso dei prossimi dieci anni. Nel suo primo anno, il governo è stato incaricato di (...)


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Economia internazionale
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L’ingovernabilità e lo spettro di Weimar


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L'ingovernabilità e lo spettro di Weimar

L'avvitarsi della crisi politica, la difficoltà di costruire un governo plausibile sul piano politico e programmatico, i dati drammatici della recessione e della conseguente crisi sociale: aspetti che molto spesso, nel dibattito pubblico, hanno fatto emergere l'analogia tra la situazione italiana e quella della repubblica di Weimar.

Da ultimo, ripropone questo paragone Walter Veltroni (nell'intervista rilasciata a Aldo Cazzullo sul "Corriere della Sera" di sabato 2 marzo): "Rischia di restare sul campo – dice Veltroni – solo il ritorno al voto. Ma farlo con questa legge che reitererebbe l'ingovernabilità significa Weimar."

Nell'intervista viene invocato un ritorno alla "vocazione originaria" del Partito Democratico. Un'analisi corretta, su alcuni aspetti come la gravità della recessione economica, ma totalmente dimentica di alcuni passaggi politici delicati che sono stati le premesse dell'attuale impasse.

Ci si dimentica, in primo luogo, che in un momento decisivo del dicembre del 2011: in un voto di fiducia che poteva mettere in crisi il governo di centrodestra – quando la crisi economica e finanziaria non aveva raggiunto ancora gli esiti drammatici dell'estate-autunno 2011 – ben cinque esponenti dell'opposizione, tre eletti nelle liste del Pd e due in quelle dell'Idv, si espressero per la riconferma di Berlusconi. I tre eletti nelle liste del Pd, infatti, rivendicarono, in un momento cruciale, la propria estraneità per quella postulata "vocazione originaria" a cui fa appello Veltroni.

Secondo passaggio 'rimosso' da Veltroni: dopo le dimissioni di Berlusconi del novembre 2011, la sinistra ha avuto l'occasione storica di vincere facilmente le elezioni politiche. Ma, invece di cogliere l'opportunità di dare una risposta convincete alla crisi, ha preferito affidarsi alla logica 'a senso unico' del governo tecnico. Un errore di prospettiva fatale: la gestione di Monti ha, di fatto, stremato l'Italia, sia per la gestione del settore pubblico, sia per la stabilità della classe media.

Rimane un terzo grave errore del Pd che non è stato adeguatamente sottolineato: l'impostazione della campagna elettorale di Bersani. La campagna, infatti, è stata condotta soltanto sul tema delle 'alleanze': Vendola sì, Vendola no, e, specularmente, lista civica Monti sì, lista civ...



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Bersani: "Via il Ministero dell'Ambiente". Arriva quello del greenwashing?


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Bersani: "Via il Ministero dell'Ambiente". Arriva quello del greenwashing?

bersanigreenpeace.png

La notiziola non ha girato molto in Rete, io l'ho trovata sul sito di Pallante (Decrescita Felice). Pierluigi Bersani parrebbe, contro ogni logica e anche contro la scaramanzia, stare già pensando alla sua squadra di governo: ha infatti comunicato al Presidente francese Hollande, e in seguito al quotidiano La Repubblica, la sua intenzione di eliminare il Ministero dell'Ambiente. Motivo? Non si sa, fumose dichiarazioni sull'importanza dell'economia verde e altre amenità.

Continua a leggere Bersani: "Via il Ministero dell'Ambiente". Arriva quello del greenwashing?...

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ALTRO RECORD: boom delle imprese protestate


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ALTRO RECORD: boom delle imprese protestate


 boom di imprese protestate


Nel 2012 un boom di protesti e di sofferenze ha messo in forte difficoltà le piccole e medie imprese. In questa infografica, che riprende i dati della Cgia di Mestre, le imprese protestate divise per regione


Infonografia tratta da Soldionline

Insomma un annus horribilis da dimenticare, metre Bersani punta i piedi e non vede altre soluzioni che allearsi con il movimento 5 stelle  scartando l'ipotesi PDL,l'italia segna ancora un record che sarebbe stato meglio non vedere.

Quando finirà questo incubo?

Scaldaloso il comportamento della politica che non prende atto della situazione GRAVE IN CUI L'ITALIA SI TROVA PER COLPA DI UNA GESTIONE FOLLE, aumento delle tasse e il decreto sul lavoro firmato Fornero hanno fatto il resto, come ciliegina sulla torta blocco del credito alle imprese e  stato disposto solo a salvare le Banche rendendo insolvibili i cittadini!



imprese_protestate


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Monti subito a Bruxelles: mamma mia, che bua


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Monti subito a Bruxelles: mamma mia, che bua

Dedefensa 4 marzo 2013


mario_monti_bruxelles_gettyIl primo ministro Mario Monti ha ottenuto, con la sua "coalizione" (cioè lui, liberali estremamente "liberomercatisti", alcuni democristiani sparsi, ex-neofascisti allo sbando), il 9% dei voti alle elezioni politiche dell'ultimo fine settimana di febbraio. Si è affrettato a recarsi Bruxelles, prima di tutto a riferire la lezione appresa; ciò per lui ha il sacro principio della legittimità, diciamo, dal suo punto di vista. (Di seguito il resoconto del giornale Le Soir di Bruxelles, del 23 febbraio 2013.)

"Il capo del governo italiano, Mario Monti, a Bruxelles ha criticato i governi europei che cercano di risparmiare tempo nel portare avanti i propri obiettivi di riduzione dei disavanzi pubblici, sostenendo che così minano il rispetto degli impegni dei loro Paesi. "Non abbiamo ceduto alla recente tendenza a differire di un anno determinati obiettivi, quali la riduzione del deficit", ha detto Monti partecipando a un forum sulla concorrenza organizzato dalla Commissione europea. "Quando ho assunto l'incarico, non ho preso in considerazione un accordo per spostare al 2014" gli obiettivi di riduzione del deficit pubblico italiano, "malgrado delle condizioni molto, molto difficili", ha detto. "Io non do la colpa a nessuno, né all'UE, né agli Stati membri, ma è chiaro che la credibilità della politica seguita da un Paese può soffrirne, se altri chiedono, con successo, di differirla", ha concluso, con una critica velata indirizzata a Spagna, Portogallo, Francia e Paesi Bassi."

"Un americano in Europa", titolo che il sito Gulfstream Blues ha dato (il 1 marzo 2013), alla visita a Bruxelles di Mario Monti, fornendone una visione un po più ampia, informata, sostanziosa e anche un po' più esotica. Vediamo che Monti intende rendere conto ai suoi amici eurocrati della giustezza, della virtù e dell'efficacia del suo governo, e dell'austerità imposta… Ci sono solo questi "clown  italiani", come Beppe, che non capiscono nie...



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Bersani premier? I bookmaker dicono che…


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Bersani premier? I bookmaker dicono che…

Betfair alza la quota relativa alla salita a Palazzo Chigi del segretario Pd. Aumentano le chance degli altri candidati


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IN SVEZIA MANCANO I RIFIUTI PER PRODURRE ENERGIA



IN SVEZIA MANCANO I RIFIUTI PER PRODURRE ENERGIA
INFORMARE PER RESISTERE | 04 MARZO 2013
http://pulse.me/s/j8IEv
E' UN ECO PARADOSSO VERO E PROPRIO In Svezia mancano i rifiuti per produrre energia mentre in tutto il mondo scarseggiano le ... Read more

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Sent via Pulse/


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Grillo ed il Bazooka "Default Italia" (a proposito...vi siete già parati il culetto?)


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Grillo ed il Bazooka "Default Italia" (a proposito...vi siete già parati il culetto?)

Più osservo i convulsi eventi italiani degli ultimi tempi...

più credo come

dietro a Grillo

che superficialmente (e/o strumentalmente...) viene colto come Clown, populista, autocrate, folle etc etc

e dietro al M5S

che viene colto come un gruppo di imberbi ed ingenui liceali in gita al Parlamento

ci sia una STRATEGIA ben più articolata e precisa di quanto si creda...



Per esempio

Grillo un paio di giorni fa ha rilasciato la seguente intervista

e l'ha rilasciata NON a caso ad un...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]


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Il prezzo dell'energia solare: siamo già alla "grid parity"


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Il prezzo dell'energia solare: siamo già alla "grid parity"


Di Luis de Sousa. 25 febbraio 2013
Da "The Oil Drum" Traduzione di MR


In tutta Europa tariffe incentivanti e i sussidi per l'energia solare vengono tagliati o anche tolti. In Portogallo e Spagna queste azioni vengono giustificate con la crisi del debito o anche se questi espandono il loro deficit commerciale  degli Stati. Questo mee, il governo spagnolo ha fatto una mossa decisiva per spaventare gli investitori ed espellere gran parte delle energie rinnovabili dalla rete elettrica, in particolare il solare.

Reuters
Esclusivo: Gli investitori stranieri pensano di citare la Spagna sulla riforma energetica
14-02-2013

(Reuters) – Gli investitori stranieri in progetti di energia rinnovabile hanno assunto degli avvocato per preparare una potenziale azione legale internazionale contro il governo spagnolo sulle nuove regole che essi sostengono rompere i loro contratti.
Il Parlamento spagnolo ha approvato una legge giovedì che taglia i sussidi per le tecnologie energetiche alternative, facendo marcia indietro sulla spinta all'energia verde.
Questa misura, insieme ad altre leggi recenti compresa una tassa sulla generazione di energia che colpisce duramente in particolare gli investimenti sull'energia verde, cancellerà virtualmente i profitti per gli impianti fotovoltaici, di solare termico ed eolico, dicono i lobbisti del settore. 

Immergendosi fra i numeri quello che si scopre dietro alla politica di invesione di marcia è qualcosa di completamente diverso.

Più caro, dicono

In posti come il Lussemburgo i tagli di queste tariffe incentivanti vengono difesi in modo diverso, come ha fatto il ministro dell'economia Etienne Schneider lo scorso agosto presentando una nuova legge per l'energia rinnovabile:



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VERSO IL GOVERNINFIMO


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VERSO IL GOVERNINFIMO

Quali che siano gli accordi, e la loro durata, saranno di certo un pasticcio. Ma con qualche obiettivo preciso


Al primo livello – quello che vedono tutti, ma sul quale non bisogna assolutamente incagliarsi – c'è l'impasse del momento. La famigerata ingovernabilità che scaturisce dai numeri del Senato: tre blocchi separati, oppure quattro se ci si aggiunge anche il modesto drappello dei montiani, che in teoria non hanno nessuna possibilità di accordarsi tra loro fino a costituire una maggioranza stabile.


Stando così le cose, logica vorrebbe che si votasse di nuovo e che lo si facesse nel più breve tempo possibile. Limitandosi, preliminarmente, a varare un unico provvedimento: quella nuova legge elettorale che, rimuovendo i vizi del Porcellum e soprattutto l'assurdità del maxi premio di maggioranza alla Camera attribuito solo alla Camera, permetta di uscire dalle elezioni con la certezza di un vincitore preciso. Oppure, se finalmente si volesse smontare la logica subdola a vocazione bipartitica o se non altro bipolare, una normativa che reintroducesse il proporzionale, sia pure con una vera soglia di sbarramento, in maniera da ricondurre in ambito parlamentare il confronto tra le diverse forze in vista di un'intesa di governo.


Proprio questo aspetto, che come abbiamo detto noi stessi è "preliminare" riguardo al ritorno alle urne, rientra però fra le questioni di secondo livello. Ossia tra le risposte strategiche che le oligarchie oggi dominanti cercheranno di dare alla situazione di stallo che si è venuta a creare.


Così come è avvenuto con la crisi economica, che pur essendo il risultato della speculazione finanziaria è stata usata per scaricarne i costi sulla cittadinanza e peggiorare gli standard sia di reddito che di welfare, si tenterà di fare un'operazione analoga a partire dalle attuali difficoltà di natura politica. Poiché l'obiettivo è consolidare lo statu quo, facendo leva sul mito assai capzioso della stabilità, la meta è una riforma in chiave maggioritaria e semipresidenzialista: che certo espone a qualche rischio nell'immediato, visto il successo di Grillo e l'eventualità di una sua ulteriore espansione, ma che in prospettiva rientra tra le modifiche funzionali all'establishment.


Il calcolo collaterale, che ha fondate ragioni anche se a causa delle circostanze odierne diventa una scommessa, è che nonostante le apparenze l'exploit del MoVimento 5 Stelle non sia necessariamente destinato a trasformarsi in un trionfo. Più che un consenso definitivo, infatti, quello raccolto il 24-25 febbraio sarebbe un voto di protesta, buona parte del quale sarebbe suscettibile di rientrare nei ranghi. Specialmente se, nel frattempo, si saranno ridisegnati i termini della sfida, acuendo i timori di u...



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Due tedeschi su tre rivogliono il marco


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Due tedeschi su tre rivogliono il marco

Alternativa per la germania marco tedesco



 di Valerio Valentini

 "Questa è una campana che suona anche per l'Europa", ha detto Bersani martedì scorso, tra un bicchiere d'acqua trangugiato e l'altro, mentre continuava a mordicchiare i suoi occhiali. "Il voto italiano è un segnale: vuol dire che certe politiche di austerità europee sono sbagliate". Peccato ci sia arrivato solo a campagna elettorale conclusa, dopo esser andato a rendere omaggio ad Angela Merkel a pochi giorni dal voto.


 In ogni caso, l'eco delle campane di Bersani deve essere arrivata anche in Germania se, solo pochi giorni dopo il successo del Movimento Cinque Stelle, a Berlino nasce un nuovo partito. Si tratta di "Alternativa per la Germania", che verrà inaugurato ufficialmente ad aprile. La nuova creatura politica è la diretta emanazione di "Wahlalternative 2013" (Alternativa per le elezioni del 2013), un movimento che raccoglie molti professori universitari, economisti, giornalisti e imprenditori (tra loro anche Hans-Olaf Henkel, ex presidente della Confindustria tedesca). Hanno aderito all'iniziativa anche alcuni transfughi della CDU, il partito di Angela Merkel, tra cui ex parlamentari europei.


Gli obiettivi di "Alternativa per la Germania" sono indicati molto chiaramente nel manifesto pubblicato sul suo sito:



  1. La Germania non deve più garantire i debiti degli altri Stati, in conformità al Trattato di Mastricht.

  2. La moneta unita deve essere abbandonata. Tutti gli Stati dovrebbero poter uscire dall'euro e organizzare delle unioni monetarie maggiormente convenienti per loro ("un euro del nord" e "un euro del sud") oppure introdurre dei sistemi monetari paralleli.

  3. Bisogna indire un referendum prima che la Germania consenta di cedere una parte considerevole di sovranità nazionale.


 L'obiettivo che il nuovo partito anti-euro si pone è quello di superare il 5% alle elezioni nazionali di Settembre, soglia di sbarramento per l'entrata nel Bundestag. Ovviamente non sarà facile, visto anche il brevissimo lasso di tempo che avrà per presentare il progetto ai cittadini. Tuttavia, un significativo contributo al successo potrebbe venire dalle regioni più ricche, come ad esempio la Baviera, dove più forte è il risentimento contro le politiche di riequilibrio europee. Per ora i leader dei comitati cittadini bavaresi, che nelle scorse elezioni locali hanno ottenuto circa il 10% dei consensi proprio avanzando proposte anti-euro, hanno declinato l'offe...



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Bloomberg: fra poco l’oro a 1.400 dollari l’oncia?


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Bloomberg: fra poco l'oro a 1.400 dollari l'oncia?

Bloomberg riporta che secondo qualcuno (analisti della CityGroup) l'oro ora potrebbe ritracciare sino ai 1400 dollari l'oncia. Ma a GoldCore non sono d'accordo e guardando l'RSI (Indice di Forza Relativa) dicono che con un sentiment così al ribasso un rialzo dell'oro è ormai "dovuto".
Ma perchè molti danno l'oro al ribasso? Beh, perchè l'economia sta ricominciando a girare. Almeno negli States. Forse.

 Bloomberg: fra poco loro a 1.400 dollari loncia?

da Argento Fisico






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Indebitamento USA: peggio della Grecia e a forte rischio di “sindrome Argentina”


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Indebitamento USA: peggio della Grecia e a forte rischio di "sindrome Argentina"

Un riassunto di un'intervista a Laurence J. Koltlikoff, professore di economia all'università di Boston e presidente di Economic Security Planning Inc., personaggio noto in vari ambienti dell'economia americana, scrittore e autore di centinaia di articoli nella stampa specializzata.

Gli Stati Uniti, nel paragone del deficit fiscale, sono messi decisamente peggio della Grecia. Ciò prova che i dati ufficiali dicono soltanto la mezza verità, oppure nascondono l'altra metà.
Non vi è certezza alcuna sul modo nel quale gli Stati Uniti e altri paesi fortemente indebitati risolveranno il problema.
Per contro è chiaro che non esiste una via d'uscita semplice dalla crisi. Ciò comporta conseguenze a lunga portata per gli investitori.

Questi i principali aspetti messi a fuoco nell'intervista da Koltlikoff :

1. In base alle previsioni del Congressional Budget Office il buco tra la somma delle future entrate e quella delle uscite degli Stati Uniti ammonta a 222 bilioni di dollari.
Questo dato supera di venti volte quello dell'indebitamento ufficiale.

2. Servirebbero riforme radicali per risolvere il problema. Mancando però qualsiasi pressione da parte dei mercati finanziari, non vi è da attendersi che la politica prenda le misure del caso.

3. La percezione da parte dei mercati finanziari potrebbe cionondimeno ribaltarsi da un secondo all'altro. In questo caso, si prospetterebbe la minaccia dell'"abisso rosso".
Questo scenario è caratterizzato dalla bancarotta di Stato e/oppure da iperinflazione, tassi d'interesse più elevati e svalutazione del dollaro USA.
La conseguenza sarebbe il crollo del potente impero statunitense.

4. Allo scenario dell'abisso rosso è affiancata l'ipotesi del cosiddetto superamento costante, nella quale crescita e inflazione moderata provocherebbero il lento abbattimento dei debiti.
Secondo Laurence J. Kotlikoff il tentativo del superamento costante condurrebbe direttamente alla catastrofe.
Secondo lui, solo riforme radicali potrebbero preservare gli Stati Uniti da un destino analogo a quello dell'Argentina. ¨
I "piani viola" dovrebbero ridare efficienza al sistema fiscale, sanitario e sociale e dovrebbe condurre a una maggiore solidarietà tra ricchi e poveri e soprattutto tra giovani e anziani.

5. Di fronte all'attuale situazione è consigliabile evitare valori nominali americani a medio e lungo termine. Ciò vale pure generalmente per impegni in paesi con grossi fiscal gaps e nei quali si crea massicciamente liquidità.

In conclusione le posizioni in dollari USA dovrebbero essere sorvegliate diligentemente. Monete di paesi con un fiscal gap inferiore appaiono per contro più attrattive.

(Fonte : Cash.ch)

L'articolo



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Manipolazione dell'oro, Parte 1: Il risultato logico dell'Economia mainstream


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Manipolazione dell'oro, Parte 1: Il risultato logico dell'Economia mainstream





di Martin Sibileau


Questo è il primo di tre articoli che pubblicheremo sulla soppressione del prezzo dell'oro. Cosa mi spinge a scrivere su questo tema? Sono stanco di vedere continuamente prove schiaccianti di suddetta soppressione (es. i tipici ribassi nel prezzo alle 8:20 o alle 10:00-11:00 con prevedibilità impressionante), non è giusto che chi si esprime per smascherare questa soppressione venga definito un cospirazionista. Di conseguenza, questi tre pezzi daranno un supporto teorico e rigoroso alla tesi della manipolazione del prezzo .

Il primo pezzo mostrerà che, secondo la teoria economica mainstream, la soppressione del mercato dell'oro non è una cospirazione, ma una necessità logica, una conseguenza logica. Dalla pubblicazione di questo pezzo in poi, l'onere di dimostrare il contrario cadrà sugli economisti mainstream. La cospirazione diventerà effettivamente l'opposto: affermare che non è necessario sopprimere il prezzo dell'oro.

Il secondo pezzo mostrerà come avviene la soppressione. Per chi ha familiarità con il mercato dell'oro, non vedrà nulla di nuovo e, forse, sarà anche incompleto. Ma a livello macro, cercherò di offrire una panoramica.

Il terzo pezzo esaminerà le conseguenze di questa soppressione e proverà rigorosamente che quanto sostengono i gold bug (che l'oro fisico verrà scambiato ad un prezzo più alto rispetto all'oro fiat o alle gold stock) non è una teoria campata in aria, ma il risultato logico del paradigma corrente.

Prima di iniziare, vorrei dire che secondo me dimostrare l'implicazione logica che l'oro debba essere soppresso è forse paragonabile alla dimostrazione di Von Mises dell'impossibilità del calcolo economico sotto il socialismo. Entrambi sono passi necessari intelletualmente e molto intuitivi. Senza ulteriori indugi, cominciamo con la prima tesi: la soppressione d'oro è una neces...


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L’Italia fa da capro espiatorio ma tutti sono responsabili


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L'Italia fa da capro espiatorio ma tutti sono responsabili

Riportiamo di seguito l'intervista di Giambattista Pepi a Maurizio Mazziero pubblicata sul quotidiano La Sicilia il 3 marzo 2013.

Un discorso a "tutto tondo" sul tema del debito e dei nuovi timori sul rischio innescati dal risultato elettorale; ma anche un ritratto dei problemi strutturali del nostro Paese. Maurizio affronta senza falsi moralismi anche il tema di alcune "consuetudini" commerciali internazionali, e pone l'accento sul rischio a cui potrebbero andare incontro le nostre aziende migliori.

Per scaricare l'articolo cliccare qui.

button print gry20 L'Italia fa da capro espiatorio ma tutti sono responsabili

da Mazziero Research





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Grecia riclassificata da paese sviluppato a mercato emergente. Ecco perché


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Grecia riclassificata da paese sviluppato a mercato emergente. Ecco perché

La Grecia è stata riclassificata da paese "sviluppato" a "mercato emergente" da un importante fund manager statunitense.

Venerdì, Russell Investments, che gestisce 162,9 miliardi dollari di asset, ha detto che la Grecia è diventata un problema globale da quando i suoi livelli di indebitamento hanno raggiunto livelli insostenibili nel 2009 e non ha più rispettato i "criteri di rischio" per lo status dei mercati sviluppati.

"Questa è una grande dichiarazione ... e, ovviamente, uno schiaffo in (...)


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Economia internazionale
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Soldi Bruciati


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Soldi Bruciati




Euro: Storia di una "Balla Colossale"




Chiunque sia minimamente informato sa che introducendo l'euro ci hanno raccontato una marea di frottole. La moneta unica serviva per realizzare due progetti: quello imperialistico tedesco (ampiamente realizzato come chiunque può constatare osservando i dati) e la disciplina delle istanze sindacaliste per mezzo del vincolo esterno tanto cara alla classe dirigente dei cosiddetti "pigs."


Un esempio lampante delle mistificazioni con cui i media ci hanno bombardato e continuano a bombardarci in maniera trasversale è la visione del debito pubblico come origine di ogni male che affligge i paesi periferici dell'eurozona. Che lo sostenga la destra è abbastanza normale, assai più singolare è che lo faccia e lo abbia fatto quella che ancora chiamiamo sinistra.

Se il "male" fosse veramente il debito pubblico la crisi avrebbe colpito (nel 2008) per prima la Grecia (debito al 110% del Pil), successivamente Italia e Belgio (106% E 89%) e poi Francia e Germania (67 e 66 %). Ma la crisi si è abbattuta in primis sull'Irlanda (debito al 44% del Pil), Spagna (40%), Portogallo (65%) e soltanto in seguito Grecia ed Italia.

Appare palese come nella ricostruzione propinataci ci sia, per usare un eufemismo, qualcosa di strano. La verità è che in tutti questi paesi l'inflazione era in crescita, come la Bce indicava già nel 2006. E come dicono tutti gli economisti non palesemente di parte, in un'unione monetaria tassi di inflazione difformi conducono a crisi di debito estero. E che questo sia un vantaggio per leeconomie più forti (quelle del nord Europa in questo caso) è lapalissiano, ogni surplus implica infatti che qualcuno sia in deficit. In pratica le esportazioni diminuiscono per via dell'impossibilità di svalutare competitivamente e si deve giocoforza aumentare il debito con l'estero per garantire le importazioni. A questo punto crescono anche gli interessi e si entra in un vortice da cui è impossibile uscire senza cambiare le condizioni (cioè la moneta unica).
<...


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Non ci posso credere!


SANTORO 01 Mi serve il tormentone di Aldo (con Giovanni e Giacomo) per commentare la nota puntata di Servizio Pubblico.
Tralascio Travaglio, è spiritosissimo, informatissimo, liberalissimo, ma poi quando ha avuto davanti il Banana ha guaito invece di abbaiare.
No voglio parlare di Michelone, che definirei meglio Michelaccio e il dispregiativo non vuole spregiare, ma ricordare: mangiare bere e andare a spasso.

DRAGHI E LA SUA EUROPA: L’ILLUSIONE MENTALE CONTINUA


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DRAGHI E LA SUA EUROPA: L'ILLUSIONE MENTALE CONTINUA

bce_draghiDI FRANCESCO CARBONE*


Ieri Draghi ha tenuto presso l'accademia cattolica della Bavaria un discorso dal titolo:La politica monetaria e il ruolo della BCE durante la crisi nell'Eurozona. Consiglio a tutti di leggerlo, perchè ha veramente dell'incredibile: pura propaganda autocelebrativa mirata ad assolvere la BCE da ogni responsabilità relativa a questa crisi e ad attribuirle invece il ruolo salvifico. Tutto ciò nel contesto del Superstato europeo in fieri che Draghi, noncurante del voto di disapprovazione sollevatosi proprio in Italia, ha pensato bene di rimarcare come unica soluzione al problema sociale economico:


Dovremmo puntare a costruire una forte e profonda unione politica ed economica in Europa, che dovrebbe andare a beneficio di tutti i membri della moneta unica. Come ho detto a inizio discorso, la questione sociale di oggi non è solo nazionale, essa trascende in confini di stato. Questo percorso di costruire una unione più forte fondata sulla fiducia reciproca rappresenta l'unica via per poter risolvere tale questione.


C'è poi un passaggio particolarmente indicativo della mendacia che si nasconde dietro le parole di Draghi:


Ho fatto precedentemente notare che "senza etica, non ci può essere uno sviluppo genuino". Non possiamo avere un modello economico che permette agli eccessi di rimanere tali, che si affida esclusivamente sull'autoregolamentazione dei mercati e nel quale gli individui credono che tutto sia permesso. In ultima analisi, dobbiamo essere guidati a uno standard morale più alto e una profonda convinzione nel creare un ordine economico in grado di servire ogni persona.


Ogni commento è superfluo. Un'altro passaggio invece è indicativo di tutto ciò che la BCE è riuscita a realizzare contrariamente alle proprie intenzioni:


Non operiamo per aiutare le banche (centinaia di miliardi alle banche, ndt), non operiamo per aiutare i governi (centinaia di miliardi ai governi, ndt), ma agiamo per mantenere il flusso del credito verso le aziende e le famiglie (praticamente a secco, come peraltro è giusto che sia, visto che all'alcolizzato le dosi di alcol vanno tolte non aumentate, ndt). Agiamo per preservare la stabilità dei prezzi (da quando è entrato l'euro potere d'acquisto dimezzato, a essere generosi, ndt).


E infine la sparata più incredibile:


L'euro è un mezzo per favorire la pace tra le nazioni e un mezzo per incoraggiare la nostra prosperità collettiva.



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ASIA: borse in crisi. Shanghai perde il 3.65% e collassa il settore immobiliare.


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ASIA: borse in crisi. Shanghai perde il 3.65% e collassa il settore immobiliare.

[caption id="" align="alignleft" width="300"] Shanghai by Night[/caption]

E la prima bolla sembra scoppiare, e si tratta della bolla immobiliare.. Ma non si trova negli USA, bensi in Asia.
Questa mattina lo Shanghai index è stato protagonista di una correzione veramente notevole. -3.65%. Ma quello che più ha pesato è stato il crollo del settore immobiliare. Infatti il sotto indice immobiliare ha perso ben il -9.30%. Se vi pare poco…
Come vedere il sistema pian pianino inizia a muoversi…E nuovamente le bolle iniziano a scoppiare. Tanto che ci mette lo zampino la PBoC, la banca popolare cinese, preoccupata per il lievitare sconsiderato del prezzo delle case.


The People's Bank of China's regional branches may implement the measures in accordance with the price-control targets of local governments, the State Council said in a statement on its website on March 1. Cities facing "relatively large" pressure from rising house prices must further tighten home-purchase limits, according to the statement.
"The new measures would immediately affect buyers' sentiment and hence sales volumes," UBS AG analysts including Eva Lee wrote in a report today. "The new measures will 'freeze' the entire market and delay the originally planned sales schedules planned for the near term." (Source)




STAY TUNED!

DT


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UNA RIFORMA ELETTORALE CHE COMBINA RAPPRESENTATIVITA’ E GOVERNABILITA’


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UNA RIFORMA ELETTORALE CHE COMBINA RAPPRESENTATIVITA' E GOVERNABILITA'

  UNA RIFORMA ELETTORALE CHE COMBINA RAPPRESENTATIVITA' E GOVERNABILITA'   Semplice:  -per ambo le Camere, -col primo turno assegnazione di 2/3 dei seggi in modo proporzionale e con bassa soglia di qualificazione (3%); -qualora un partito o una coalizione abbia raccolto la maggioranza assoluta dei voti, ottiene il restante 1/3 come premio di maggioranza; -se [...]


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Elezioni, ingovernabilità e ritorno alle urne: in Grecia è già successo


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Elezioni, ingovernabilità e ritorno alle urne: in Grecia è già successo

I grandi partiti, protagonisti storici del bipolarismo, che perdono almeno un terzo dei voti; la protesta e il voto contrario al sistema che conquista uno spazio inimmaginabile; un'ingovernabilità che diventa scomodo incubo anche per Borse in fibrillazione e per titoli di stato da piazzare, possibilmente, non al ribasso. Con al centro le preoccupazioni dei mercati e di un'Europa che non crede ai propri occhi. Non è solo la contingenza dell'Italia di oggi, ma l'esatto scenario accaduto lo scorso anno in Grecia alle elezioni politiche di maggio. Quando socialisti del Pasok e conservatori di Nea Dimokratia vennero terremotati dall'onda radicale di Alexis Tsipras e del suo Syriza. Che dalle urne uscì trionfatore, secondo classificato con il 16,7% mentre i consensi dei "dinosauri" della politica greca vennero letteralmente dimezzati: conservatori al 18%, socialisti al 13%, con l'astensione record del 40%.

Un'ingovernabilità figlia di un caos politico e partitico quella greca, risolta poi con l'attuale governo di salute pubblica poggiato su tre "gambe" anomale, ovvero Nea Dimokratia, Socialisti e Sinistra Democratica e soprattutto senza Tsipras all'indomani di una nuova chiamata alle urne. Ma come nacque quell'esecutivo? E soprattutto a che prezzo? Il primo voto del 6 maggio 2012 consegnò alla storia un Parlamento in carica per un solo giorno, in cui esito fu un terremoto per la vecchia politica che, nei fatti, aveva creato le premesse al buco miliardario nei conti pubblici ellenici. A cui i cittadini risposero consegnando 52 deputati al Syriza, ma anche il 7% ai neonazisti di Alba dorata. La freschezza del leader Tsipras fu premiata dagli elettori, in ansia per un futuro allora incerto e oggi devastante, convinti che fosse giunto il momento di virare da una politica indiscriminatamente liberista verso una più modellata sul welfare e sui temi sociali. E' grazie a queste sfumature che Tzipras, l'unico a fare veramente il pieno durate i comizi, riuscì a pescare oltre il classico bacino elettorale della sinistra radicale, ma fece presa anche sulla classe media, su quella che si è vista stipendi e pensioni ridotte del 20% e che subisce l'iva al 23%. Ma il leader del primo partito, il conservatore Antonis Samaras proprio come Pier Luigi Bersani aveva bisogni dei numeri degli altri per formare un governo. E al primo tentativo fallì, registrando i "no, grazie" proprio di Tsipras, poi dei socialisti di Venizelos e infine dei democratici del Dimar. Furono giorni di fuoco non solo nella Grecia che distribuiva rimborsi elettorali per cento milioni mentre nel Paese iniziavano a scarseggiare i farmaci antitumorali, ma anche perché l'Eurozona temeva seriamente il peggio....



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IMPAZZITO. di Marco Reis


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IMPAZZITO. di Marco Reis

Bersani ieri al Tg. (1) Inizia seriamente sulla gravità della RECESSIONE: bravo, un uomo serio che sa come siamo messi. (2) Poi mette nel programma di governo una serie di minchiate che non c'entrano con la crisi e arrivano fino al matrimonio omosessuale: è scemo? (3) Infine spara l'idea-sfida a Grillo di regolamentare per legge I PARTITI ! Che c'entra? E' matto? Perché si inventa un diversivo del genere –e così assurdo- proprio mentre Grillo fatica a tenere insieme i suoi ragazzini?

***

Bersani sta scherzando col fuoco. Mette tra le priorità alcune minchiate e i matrimoni gay per accontentare qualcuno, e spara la legge sui partiti per minacciare Grillo. Vuol dire che ha in tasca un po' di potenziali transfughi del M5S appena 'scautizzati', e gli sta facendo sponda. Per questo Grillo risponde pubblicando sul sito le minacce a chi tradisce.

***

Detesto quelli che personalizzano la politica: sono semplificazioni dell'asilo Mariuccia. La politica segue linee di potere molto logiche, ancorchè poco visibili. Ma Bersani è impazzito.

Commissariatelo. In fretta.





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SEGNALI OSCURI DI UN COLPO DI STATO IN SPAGNA


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SEGNALI OSCURI DI UN COLPO DI STATO IN SPAGNA

" FONTE: TESTOSTERONE.PIT


La Spagna è al limite. La disoccupazione è quasi al 26%, di cui quella giovanile al 55%. Il governo è al centro di uno scandalo per corruzione. L'economia va verso un brusco stop. Il 23 gennaio, l'assemblea catalana ha dichiarato che la regione costituisce 'un'entità sovrana politica e legale'. Un altro passo verso la secessione. E poi un generale ha fatto un discorso.

Sta venendo alla luce solo ora (1), ma è successo il 6 febbraio, secondo coloro che hanno assistito ad una conferenza sulle Forza Armate e la Costituzione al Gran Peña, un club di Madrid luogo di incontro preferito di ufficiali militari in pensione. La discussione è stata moderata da José Antonio Fernández Rodera, editore della rivista militare Revista Jurídica Militar.


Nella foto: Il generale di divisione Juan Antonio Chicharro, a San Fernando (Cádiz) nel 2009"


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DOPO MARIO MONTI, ECCO GIULIANO AMATO ?


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DOPO MARIO MONTI, ECCO GIULIANO AMATO ?

"


FONTE: PETROLITICO (BLOG)


'Non so quanti morti significa la 'fine del petrolio', a termine comunque si saranno prosciugati i risparmi di decine di milioni di europei. In parte saranno i governi a predisporre il prelievo forzoso. Patrimoniali nel 2015? Prelievi notturni nel 2020?
Se le cose potranno peggiorare lo faranno e di solito le cose peggiorano di più e più in fretta quando vanno ancora piuttosto bene.'

Da una mia corrispondenza e-mail, del 2007, con un dirigente di una piccola banca italiana."


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L’Ungheria nazionalizza la Banca Centrale e scatena l’ira dell’ Unione europea


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L'Ungheria nazionalizza la Banca Centrale e scatena l'ira dell' Unione europea

 

 

 

 

 

di Federico Campoli.

 

La scelta del premier di centrodestra magiaro scatena l'ira della stampa internazionale e dell'Unione europea. "La Repubblica" lancia un violento attacco e Bruxelles comincia ad agitare lo spettro dei mercati.

L'Ungheria non piace all'Europa. E il sentimento sembra essere reciproco. Il premier Viktor Orban pensa più al proprio popolo, piuttosto che ai vertici dell'Unione europea. E questo non piace a Bruxelles. L'ultima eclatante e, secondo alcuni, "oltraggiosa" mossa attuata dall'amministrazione del leader del partito di centrodestra, Fidesz, è stata quella di nominare un nuovo Governatore per la Banca Centrale Ungherese (Mnb). Il suo nome è Győrgy Matolcsy, Ministro dell'Economia. E' Orban stesso ad annunciare la nomina, tramite i microfoni di Kossuth Radio. Il Wall Street Journal aveva già ipotizzato da tempo che potesse avvenire questo stravolgimento all'interno dell'Ue, tanto che aveva intervistato Matolcsy sulle sue intenzioni. "La Banca centrale e il Governo dovrebbero cooperare tra loro" aveva risposto ad una delle tante domande l'ex Ministro dell'Economia. Ovviamente, la scelta ha fatto adirare la stampa europea. "La Repubblica" definisce il gesto del premier magiaro come "una gravissima sfida ai princìpi del mondo libero e delle istituzioni economiche e finanziarie, dalla Banca Centrale europea al Fondo Monetario Internazionale". C'era da aspettarselo. Nessuno in Europa vede di buon occhio i tentativi di nazionalizzazione bancaria, che Orban da tempo sta tentando di mettere in atto. E tutti hanno già cominciato a scalciare, strepitare e battere i piedi per terra. Ma, fino a prova contraria, l'Ungheria è uno Stato sovrano e il suo Governo è stato eletto liberamente e democraticamente dal popolo, che ad oggi ancora si rivela dalla sua parte. Tra l'altro, anche il Giappone sta attuando le stesse politiche del premier magiaro. Sempre secondo "La Repubblica", Matolcsy prende il posto di Andras Simor, banchiere apprezzato da personaggi come Mario Draghi e dal Governatore della americana Fed, Bernanke, oltre che da vari capi di Stato, come Angela Merkel ed Obama. Insomma, un uomo di cui i nostri paesi si dovrebbero vantare. Ma ad Orban questo non interessa. D'altronde c'è un limite al volere della Germania, degli Usa o della troika. E il premier magiaro non è neanche molto incline a rispettare le direttive europee, dato che da quando si è insediato sia la stampa internazionale, sia il mondo delle istituzioni occidentali, non hanno fatto altro che dargli addosso. Insomma, l'inserimento di Matolcsy ha acquisito un  sapore di nazionalizzazione che non piace a Bruxelles. Ma il nuovo governatore della Magyar Neme...



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