29/03/13

Cipro: prelievo forzoso fissato al 37,5%

Cipro: prelievo forzoso fissato al 37,5%: NICOSIA - La Banca di Cipro ha fissato al 37,5% il prelievo forzoso sui conti oltre i 100 mila e

Così Cipro sarebbe un Caso Unico? Ah Beh Allora…..

Così Cipro sarebbe un Caso Unico? Ah Beh Allora…..:

Dunque Cipro sarebbe un caso unico in Europa a causa dei troppi depositi bancari rispetto al PIL? ( frutto di evasione fiscale, malaffare, etc etc…)


 Così Cipro sarebbe un Caso Unico? Ah Beh Allora.....

Ehm, vogliamo parlare del Lussemburgo?

Solo per dire che l’afflusso di capitali “dovrebbe” rappresentare un fattore positivo per il settore bancario di una nazione. Ovviamente se a capo delle banche, della banca centrale e del governo ci metti un branco di idioti e di ladri come a Cipro ( e con il mancato controllo della BCE) ottieni un...............

MONTEPASCHI MILIARDI DI DERIVATI..MILIARDI DI DEBITI...VIA DALLA BANCA

MONTEPASCHI MILIARDI DI DERIVATI..MILIARDI DI DEBITI...VIA DALLA BANCA:


Chiudete tutti i rapporti con questa banca ...IL PROFUMO DI MERDA E' SEMPRE PIU'PERSONE ALTO...



ATTENZIONE OVVIAMENTE ANCHE AD ANTONVENETA...SUA COSTOLA

L’Egitto vicino al tracollo economico e finanziario

L’Egitto vicino al tracollo economico e finanziario: Oltre alla profonda crisi politico-istituzionale, umanitaria e sociale, l’Egitto sta ad un passo dal tracollo economico e finanziario. Nonostante l’annuncio del rinvio al prossimo autunno delle elezioni legislative, inizialmente previste per la fine di aprile, non sembrano placarsi le tensioni nelle città egiziane. L’elezione dell’esponente dei Fratelli Musulmani, Mohamed Morsi avvenuta diversi mesi fa, non sembra rispondere alle aspettative e alle speranze della rivoluzione che nel 2011 provocò la resa del faraone Hosni Mubarak. A meno di un anno dalla sua vittoria elettorale, l’attuale capo di Stato egiziano non ha fatto altro che consolidare le spaccature di natura religiosa...

Sebastiano Caputo

USA: i debiti studenteschi non si fermano più

USA: i debiti studenteschi non si fermano più:

studentidebiti.jpg

Ricordate la questione dei debiti universitari americani, di cui abbiamo parlato tempo fa? Negli States rappresentano un problema enorme, una vera e propria "bomba" destinata a scoppiare prima o poi.

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Marco della Luna: Proposta di Legge Elettorale

Marco della Luna: Proposta di Legge Elettorale:


E questi parlano e parlano, in tv, sui giornali.. e non dicono mai nulla, nulla! Li vedi in tv in interminabili discussioni sul nulla. Parlano di poltrone, di percentuali, se tu ti prendi il Presidente del Senato io mi prendo la Presidenza della Repubblica, se tu ti prendi quella commissione io mi prendo quell'altra... se mi dai la fiducia... se 12 del tuo partito mi appoggiano da fuori.. se sommo i tot parlamentari della forza X a quelli della forza Y... 





Merda! Solo sottrazioni e somme, solo poltrone... ma io continuo a domandarmi, e mi incazzo, ma PER FARE COSA?! Mi dai l'appoggio, mi dai la fiducia... MA PER FARE COSA?! Si dimenticano tutti di questo "dettaglio", nessun giornalista che li interrompa nelle loro discussioni infinite per chiedere: Ok, questa allenza, questo o quel governo... MA PER FAR COSA?!





I punti di Bersani?! Talmente vaghi che possono contenere tutto e il contrario di tutto. E parlano, parlano, infamano... e ...............

Consultazioni lampo, la giornata politica in attesa delle decisioni di Re Giorgio: un Paese in croce.

Consultazioni lampo, la giornata politica in attesa delle decisioni di Re Giorgio: un Paese in croce.:


Quella a cavallo tra seconda e terza repubblica si sta dimostrando un'Italietta incapace di dare risposte ai milioni di cittadini che le pretendono. Aspetta e spera. In attesa che Re Giorgio sblocchi la situazione, e in ogni caso si andrà a sbattere contro un muro, ecco com'è andata la giornata politica odierna. Un venerdì di passione per un Paese in croce.


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Il mito di Giuseppe Dossetti


imagesCAWM35QCE’ bastato che il nuovo Vescovo di Reggio Emilia, Massimo Camisasca, definisse Giuseppe Dossetti una figura “controversa”, perchè si accendessero le micce dei cannoni dei pasdaran dossettiani.
Si sta celebrando l’anniversario della nascita di Giuseppe Dossetti, ma il clima sembra ancora quello della “guerra fredda”; a contrapporsi, però, non sono i comunisti e gli anticomunisti, ma i cattolici di sinistra, protagonisti della diaspora democristiana e coloro che hanno seguito percorsi politicamente opposti.

Tutti giù per terra


girotondo1Il Banana il 26 si sentiva il re d’Italia, mica un Giorgio qualsiasi, no lui, Silvio I. Sì, perché il PD aveva vinto di un niente e non aveva la maggioranza al Senato.
Grillo aveva vinto non tanto abbastanza da governare, ma tanto abbastanza per spaventare i vecchi attrezzi inciucioni del PD. Bersani, che aveva sparacchiato contro la sua impresentabilità sarebbe venuto alla novella Canossa (Arcore?) e altro che cenere sulla testa!

I milioni di euro regalati dalle banche ai politici di Cipro

I milioni di euro regalati dalle banche ai politici di Cipro: Pubblica la lista il quotidiano Ethnos

Matteo Renzi è il piano B del Pd per il governo?

Matteo Renzi è il piano B del Pd per il governo?: Le indiscrezioni sulle sorprese al Quirinale

Evviva,è arrivato lo tzunami Grillo!

Evviva,è arrivato lo tzunami Grillo!:

Sono dei ragazzi,ma dove vuoi che vadano.

Sono studentelli che si perdono nel Palazzo come i bambini al primo giorno di scuola elementare.

Molti di loro provengono dai centri sociali,fino a ieri erano a ‘lavorare’nel cantiere della Tav.

Sono degli ignoranti che non sanno rispondere nemmeno alle domande delle Iene.

Fanno un’assemblea pure per decidere chi deve andare per primo al gabinetto

Grillo quirinale movimento 5 stelle Evviva,è arrivato lo tzunami Grillo!

Quelli al’piano superiore’sono soltanto alcuni giudizi a caldo pizzicati in rete, ho voluto riportare questi tra i migliaia di coloro che si sono invece entusiasmati al loro ingresso nella Politica che conta.

Il Risultato di Grillo e del relativo Movimento era cosa assoldata,tutti sapevano,e bastava guardale le Piazze per convincersi che avrebbe lasciato il segno ma nessuno,Grillo compreso,avrebbe mai potuto immaginare un successo cosi’ clamoroso.I Cittadini sono entrati alle Camere tra i sorrisetti dei navigati colleghi,ogni loro attimo è stato fotografato filmato e riproposto corredato di allusioni vista la comprensibile reticenza alle interviste.grillo a wired it il prossimo premier sar passera 8052 Evviva,è arrivato lo tzunami Grillo!

Effetto Grillo:Sarà un effetto crisi oppure saranno stati colti dalla filosofia di vita del Papa Francesco,fatto stà che allegramente tutti abbiano offerto tagli nel piattino delle ns offerte:Il PDL tra i propri punti proponeva di votare per il dimezzamento degli emolumenti dei parlamentari, di approvare la...........

Cipro, assegni sospesi e contante limitato in banca

Cipro, assegni sospesi e contante limitato in banca:




Regalare i soldi alla troika è atto di responsabilità....meditate meditate...





Cipro, assegni sospesi e contante limitato in banca





Nei primi due mesi del 2013, i clienti stranieri hanno ritirato più del 50% dei depositi





Andrea Angelini





La prima conseguenza dell’accordo tra Cipro e la Troika degli usurai internazionale è stata la militarizzazione delle banche, ieri alla loro riapertura. Gruppi di soldati sono stati collocati al di fuori delle agenzie per impedire gli assalti da parte dei clienti vogliosi di farsi ridare indietro i propri soldi e più in generale da parte dei cittadini ridotti in povertà. Le misure aggiuntive pensate dalla Ue, dal Fmi e dalla Bce, costituiscono infatti un invito a compiere azioni che, in altre situazioni, sarebbero considerate crimini. Oltre ad accettare il prelievo forzoso del 30% sui conti correnti sopra i 100 mila euro, voluto da Unione Europea, Fondo Monetario e Bce, il governo ha vietato per .............

Consultazioni, se Monti e il Pd fanno il nome di Renzi

Consultazioni, se Monti e il Pd fanno il nome di Renzi:




Le possibili scelte di governo e la carta "sindaco di Firenze". Dal blog di Claudio Cerasa



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COME LITIGANO, PER NON PARLARE DI ECONOMIA

COME LITIGANO, PER NON PARLARE DI ECONOMIA:

Lo vedete, vero? Il dibattito politico si è attorcigliato su se stesso, concentrandosi solo sul pasticcio delle alleanze impossibili. Un groviglio di chiusure incrociate, tra rifiuti pregiudiziali e richieste-capestro, che monopolizza l’attenzione dei media. E quindi dei cittadini.

La manipolazione arriva di pari passo. E come al solito è l’esito di un insieme di cattive abitudini, diciamo così “colpose”, e di strategie deliberate, nel segno del dolo.


di Federico Zamboni - per Abbonati

Dalla Russia con stupore

Dalla Russia con stupore:




Testo di Caterina Maggioni




Durante una delle tante ricerche che mi dilettano sono incappata in un video straordinario. Questo documento mi ha paralizzato e suscitato delle emozioni talmente intense da non riuscire a descriverle in pieno. In questo contesto mi limito a comunicare alcuni passaggi estrapolati, sperando che il messaggio arrivi forte e chiaro come è successo a me. Vi prego di prendere un sano distacco dalla "logica" e solo successivamente esprimere un giudizio, possibilmente dopo aver visionato i sei video (di circa 10/11 minuti l'uno).

" Oggi abbiamo la possibilità di restaurare ogni organo, ogni tessuto perso ed è realmente così".

Al Centro Arkadij Petrov e al Centro Noosphaere di Amburgo si pratica la rigenerazione di organi umani attraverso il ...............


Il problema di Cipro visto da Berlino

Il problema di Cipro visto da Berlino: La crisi di Cipro è grave per i ciprioti ma è molto più grave di quanto si pensi per l’Europa...

Bersani riprova, ecco l’ultimo dei consultati in extremis

Bersani riprova, ecco l’ultimo dei consultati in extremis:

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Dove vivono i poveri d’Europa

Dove vivono i poveri d’Europa: Lo rivela Handelsblatt

Cipro resterà nell'Euro, la crisi è contenuta. La rabbia dei cittadini senza soldi

Cipro resterà nell'Euro, la crisi è contenuta. La rabbia dei cittadini senza soldi:

Nicos Anastasiades, presidente Cipriota, fa sapere oggi che il governo dell'isola è particolarmente fiducioso sul futuro: la crisi è contenuta e Cipro rimarrà nell'euro.

Ad una conferenza tenutasi oggi a Nicosia, il presidente Anastasiades ha detto:

"Non abbiamo alcuna intenzione di lasciare l'Euro. Non faremo nessun tipo di esperimento sul futuro del nostro paese. Nonostante la tragicità del momento, la situazione è contenuta." Cipro è salva?

Ciò nonostante, il presidente si è mostrato in parte (...)

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La Germania guadagna sulla crisi

La Germania guadagna sulla crisi: Sui mercati dei capitali finanziari l'effetto Draghi inizia a svanire, riproponendo la divergenza tra paesi membri dell'eurozona

BERLUSCONI: “Pronti a sostenere un governo guidato da BERSANI”

Ahahahah finalmente il culo e la camicia stanno per incontrarsi....  ovvero per proseguire il loro idillio iniziato con Monti...

zio





BERLUSCONI: “Pronti a sostenere un governo guidato da BERSANI”:



‘Siamo disponibili a che il Pd avanzi una sua candidatura. Ci va bene la candidatura di Bersani, come ci vanno bene altre possibili candidature”. Lo ha detto Silvio Berlusconi dopo le consultazioni al Colle.

“Un governo politico. Basta con i tecnici”, ha aggiunto.



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Dritti dritti verso una bancarotta accelerata

Dritti dritti verso una bancarotta accelerata:

Se il burlesque o le sue pedine saranno dentro il nuovo esecutivo

Ore 12,28. Berlusconi: possibile un accordo su un programma anti-crisi

«Per quanto riguarda i contenuti dell’azione di governo siamo disponibili ad incontrare le altre forze politiche ed esaminare nel dettaglio i provvedimenti urgenti che si impongono per la difficilissima situazione economica. Crediamo che ci possa essere accordo su provvedimenti principali. Questa è la nostra posizione», ha detto Silvio Berlusconi dopo le consultazioni con il presidente Giorgio Napolitano.

Ore 12,25. Berlusconi: ok a Bersani premier o altro del Pd

In caso di accordo per un goverissimo al Pdl «va bene la candidatura di Bersani come ci vanno bene anche altre candidature del Pd». ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, al Quirinale dopo l’incontro con Napolitano.

Ore 12,22. Berlusconi: siamo disponibili a un governo di coalizione



«La nostra è la posizione di sempre», ha dichiarato Berlusconi al termine delle consultazioni. «Siamo ancora disponibili a dare vita a un governo di coalizione cui partecipi il Pd, il Pdl, la Lega e Scelta Civica», ha detto Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni al Quirinale durate un’ora e venti. «Per quanto riguarda i contenuti siamo disponibili a incontrarci con le altre forze politiche ed esaminare nel dettaglio i provvedimenti per la difficilissima situazione del Paese», ha aggiunto il leader del Pdl. «Crediamo che possa esserci un accordo. La nostra posizione è chiarissima: non riteniamo che ci sia una altra posizione».

Il Sole 24 Ore

Le “strane” manovre di Goldman Sachs: vendere bund tedeschi, comprare quelli italiani. Che succede?

Le “strane” manovre di Goldman Sachs: vendere bund tedeschi, comprare quelli italiani. Che succede?:


Quando c’è di mezzo Goldman Sachs c’è poco da stare allegri: e le manovre della banca d’affari americana, almeno stavolta, sembrano “premiare” il debito italiano. Che piace alla gente che piace, alias gli squali della finanza mondiale. E allora il diktat è: vendere i bund tedeschi e comprare quelli italiani. Ma si sente puzza di bruciato…


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La Corea del Nord parla di “guerra imminente”

La Corea del Nord parla di “guerra imminente”:

- di Sebastiano Caputo -




Ufficiali Nordcoreani

Kim Jong-un taglia anche le linee militari con Seul e punta i missili contro le basi statunitensi a Guam e nelle Hawaii

La Corea del Nord si ritrova da sola a fronteggiare la comunità internazionale e prosegue sulla via della provocazione militare. Dopo l’approvazione di una nuova tornata di sanzioni economiche varate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per via degli esperimenti nucleari sotterranei effettuati e, dopo il ciclo di esercitazioni militari congiunte che si sono svolte fra Corea del Sud e Stati Uniti, il regime guidato da Kim Jong-un ha prima deciso di .................

Il mercato nero dell’euro

Il mercato nero dell’euro: Handelsblatt evidenzia l'iincompatibilità del blocco ai conti correnti a Cipro con l'integrità di un'unione monetaria

Obama protegge la Monsanto con una legge "su misura"

Obama protegge la Monsanto con una legge "su misura": Obama firma legge che libera la Monsanto da ogni responsabilità legale.




Barack Obama questa settimana ha firmato legge finanziaria HR933, una parte della quale, conosciuta come la Farm Security protegge le aziende di sementi transgeniche come la Monsanto dalle controversie derivanti dalla vendita dei loro prodotti. La legge è stata promossa da senatore repubblicano del Missouri, Roy Blunt, che, secondo il quotidiano New York Daily News, ha lavorato con la Monsanto per sviluppare il testo della legge. Lo stesso senatore spiega che il testo fa parte della legge HR 933 e che è una misura legislativa limitata ad un periodo di tempo (fino a settembre 2013).



Secondo i dati del Centro per la Politica Responsabile (Center for Responsive Politics), il senatore Blunt ha ricevuto 64.250 dollari di sostegno 2008 fino al 2012. Il sito web Money Monocle considera Blunt come il principale politico repubblicano destinatario del finanziamento di Monsanto degli ultimi tempi.




La parte della legge approvata, conosciuta come Farmer Assurance Provision - che gli oppositori hanno chiamato la Monsanto Protection Act,  considerando è stata progettata indirettamente dalla Monsanto - nega alle corti federali l'autorità di interrompere immediatamente la piantagione e la vendita di colture geneticamente modificate, qualsiasi possano essere i  rischi per la salute dei consumatori.




Prima della firma, il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) deoveva approvare ogni impianto e la vendita di sementi geneticamente modificate. Le variazioni del quadro normativo ora consentono alle aziende come la Monsanto di piantare i semi modificati senza l'approvazione dell' USDA.



Fonte: http://actualidad.rt.com/actualidad/view/90276-monsanto-obama-ley

COREA - Sempre più forti i venti di guerra sulla Corea

COREA - Sempre più forti i venti di guerra sulla Corea: Gli Stati Uniti fanno passare nei cieli due bombardieri nucleari e Pyongyang si prepara a un attacco missilistico. Approvato, sembra, anche il processo per la costruzione di un nuovo ordigno nucleare. Pechino ripete il suo stanco mantra: “Calmare le tensioni”.

Manipolazione dell'oro, Parte 3: "Il rischio sistemico della manipolazione dell'oro"

Manipolazione dell'oro, Parte 3: "Il rischio sistemico della manipolazione dell'oro":











di Martin Sibileau





Questo è il terzo e ultimo dei tre articoli che ho pubblicato sulla manipolazione dei prezzi dell'oro. Nel primo articolo ho mostrato che, nella teorica economia mainstream, la soppressione del mercato dell'oro non è una teoria della cospirazione, ma una necessità e conseguenza logica. L'economia mainstream, strutturata secondo la Legge di Walras, crede che il coordinamento monetario globale possa esssere raggiunto attraverso un eccesso di offerta dell'oro, se considerato denaro. Nel secondo articolo ha mostrato come abbia luogo la soppressione e come proteggersi (se la mia tesi è corretta, ovviamente). L'articolo di oggi esaminerà l'impatto sistemico di questa soppressione e testerà la tesi dei gold bug secondo cui l'oro fisico verrà scambiato ad un prezzo più alto dell'oro fiat/cartaceo, commisurato con il moltiplicatore del credito creato dalle bullion bank.



Vedo due modi complementari per affrontare l'impatto sistemico della manipolazione dell'oro: il primo richiede l'esame di come questa manipolazione influenzi i prezzi relativi; il secondo analizza i flussi coinvolti nella manipolazione. Con entrambi i modi, dovremmo essere in grado di giungere ad una conclusione definitiva sulla sostenibilità della manipolazione. Vi alleggerirò la suspance: non è sostenibile. Ma se non lo è, quando arriverà la fine dei giochi? Senza ulteriori indugi...







Nella manipolazione sono coinvolti prezzi rilevanti



Dal secondo articolo abbiamo appreso che "[...] le banche centrali posseggono l'oro come parte del proprio patrimonio. Tuttavia, possono scambiare le loro riserve auree per liquidità, ovvero, dollari americani. Si tratta di un semplice scambio ed è indicato come fase 1 nel grafico. La spiegazione ufficiale è che tali scambi vengono effettuati per necessità di liquidità temporanee, perché rimuovono dollari dal mercato (vale a dire, dalle bullion bank). In un secondo momento, non mostrato nel grafico, le bullion bank dovrebbero restituire l'oro alle banche centrali e ricevere indietro i dollari (compresi gli interessi). Per questo motivo, poiché il contratto di scambio implica il ritorno dell'oro in una fase successiva, le banche centrali sono autorizzate a tenere l'oro scambiato nel lato degli attivi dei loro bilanci..." Il grafico è riprodotto qui di seguito:











Nota: dopo il mio ultimo articolo, Zerohedge ha sollevato la possibilità che una bullion bank possa avere il suo caveau adiacente ad un altro posseduto dalla banca centrale. In questo caso particolare, il grafico qui sopra dovrebbe essere modificato come segue:











Umorismo a parte, torniamo al nostro primo grafico e vediamo che dallo swap si ottiene liquidità in cambio di garanzie collaterali. Qualsiasi agente che vorrebbe massimizzare il profitto, prenderebbe in considerazione se usare l'oro come garanzia in cambio dicontanti oppure raccogliere fondi sul mercato non garantito. Dopo tutto, chiunque va long sull'oro potrebbe venderlo, ottenere denaro e...................

Goldman Sachs ci ripensa: “L’ascesa di Grillo è il problema numero 1 per l’Ue”

Hanno scoperto di non poterlo comprare??

zio





Goldman Sachs ci ripensa: “L’ascesa di Grillo è il problema numero 1 per l’Ue”:

Retromarcia di Goldman Sachs su Beppe Grillo. “Il vero problema dell’Unione europea, a cui il blocco del Paesi del Nord dovrebbe pensare seriamente, non è Cipro ma l’Italia con il fattore Grillo“, ha detto Jim O’Neill, presidente della divisione asset management della banca d’affari.

“La storia più interessante è il fattore Grillo in Italia. Non capisco come i tipi duri del Nord non stiano pensando a questo problema”, ha spiegato O’Neill. “L’Italia è la terza economia dell’Eurozona e se non comincia ad avere un po’ di crescita presto, cominceranno a chiedersi quali siano i benefici della permanenza dell’euro”. E ha aggiunto: “Cosa sta facendo l’Ue per affrontare questo problema? Sembra che le sue decisioni vengano prese da chi ha la voce grossa, specie in Germania”.

Lo stesso dirigente, alcune settimane fa, aveva accolto con piacere il successo del Movimento 5 Stelle, definendo il risultato elettorale come qualcosa di “abbastanza entusiasmante” e avvertendo che il Paese “ha bisogno di cambiare qualcosa di importante” e forse il risultato del movimento di Grillo è un “segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo”.

(EU)CARESTIA di Marco Della Luna

(EU)CARESTIA di Marco Della Luna:


Pubblico un breve articolo di Marco Della Luna, che spiega magistralmente qual è la vera funzione dell’euro, strumento di esproprio, di dominazione e di morte che le élite finanziarie utilizzano contro i popoli e le nazioni. Della Luna, in sintesi, rivela la vera sostanza del progetto “stati uniti d’Europa”, oggi centrato sulla moneta unica, un “sogno” del quale in Italia si riempiono la bocca, assieme alla scontatissima paroletta “democrazia”, gli euroservi (sub)politici del maledetto pd, oppure i biechi collaborazionisti/ kapò euromontiani. Nella parte finale dell’articolo, dopo aver ben descritto il perverso “cammino europeo” dal punto di vista della politica monetaria adottata – (EU)carestia, appunto – l’avvocato-psicologo sottolinea senza complimenti le connivenze della politica liberaldemocratica italiana nei confronti del potere finanziario euroglobale. Dopo aver letto questo breve articolo, si comprenderà che non è più sufficiente, per quanto riguarda i politicuncoli euroservi italiani, che “que se vayan todos”, ma sarà necessario che tutti paghino senza sconti, per alto tradimento, cessione del territorio nazionale a “potenze straniere”, strage sociale e strage effettiva. Comprendiamo, provandolo sulla nostra pelle, che si tratta di crimini odiosi e gravissimi. Si riattiverà la pena di morte, per punirli? Dobbiamo ardentemente sperarlo fin d’ora!


Il link per l’originale è:



Buona lettura


Eugenio Orso


(EU)CARESTIA


UE e BCE impongono una carestia monetaria che manda in rovina i paesi deboli, e la giustificano con false teorie


L'Italia e altri paesi soffrono sì di inefficienza e corruzione, ma soprattutto di carenza di liquidità, per pagare i debiti esistenti e per fare investimenti. Non c'è abbastanza denaro per pagare i debiti, quindi i debiti vanno in default, le banche stringono i cordoni, la liquidità si restringe ancora di più, la recessione accelera, i capitali fuggono all'estero a vantaggio dei paesi forti come la Germania, e la situazione degli altri paesi precipita a vite.


UE e BCE negano la liquidità necessaria ad andare avanti, affermando che creare e immettere nuovo denaro produrrebbe inflazione.


Ciò è falso e contraddittorio.


Innanzitutto, va chiarito che il denaro che usiamo oggi – consistente al 92% in credito bancario e all'8% in cartamoneta stampata dalle banche centrali – non ha valore intrinseco, ma legale, e non ha costi né limiti oggettivi di............

Come fare a difendersi in un Mondo post-Cipro-Atomico?...

Come fare a difendersi in un Mondo post-Cipro-Atomico?...: Cronache da un Mondo post-Cipro-Atomico:



.....A questo punto l'unico modo per tentare di preservare i propri risparmi è quello di vivere in regime di (semi)clandestinità fiscale (e bancaria)



Dunque ragioniamo.
Da una parte l'utilizzo del contante non solo è
scoraggiato, ma sta diventando praticamente fuorilegge (già lo è, in
parte, ad esempio per transazioni per importi superiori a 1000 euro). 

Dall'altro lato, l'unico modo per fare delle transazioni senza
utilizzare del...



[clicca sul titolo per leggere tutto il post]

Consob: Italia non è un paese per investitori. Fuga dal settore finanziario


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Consob: Italia non è un paese per investitori. Fuga dal settore finanziario

L'Italia non è un paese per gli investitori, questo lo sapevamo. E, come se non bastasse, quei pochi che decidono di investire nel nostro paese, sono in fuga.

È il resoconto che emerge dal bollettino Consob: dall'inizio del 2010 al settembre 2012 gli investimenti finanziari in Italia sono crollati del 36%, complici la crisi e la sfiducia nei confronti del futuro del paese.

Calo degli investimenti: le cause

In generale, si stima che la diminuzione degli investimenti finanziari sia di poco (...)


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Goldman Sachs, Grillo e' vero allarme Ue


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Goldman Sachs, Grillo e' vero allarme Ue

Non capisco come duri del Nord non ci stiano pensando


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Realtà surreale


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Realtà surreale


 Realtà  "surreale"


I tempi della politica politicante sono distantissimi dai tempi della crisi economica e della situazione sociale dell'Italia. La politica si muove come se la condizione della Italia fosse la migliore possibile e non avesse bisogno di interventi urgentissimi ed adeguati di un potere politico che invece  stenta a coagulare ed a prendere forma e corpo. E' già trascorso oltre un mese dalle elezioni e siamo ad un punto morto che non sappiamo neppure quale è.
 Ieri Napolitano ha ricevuto Bersani ed ha parlato con lui per oltre un'ora,. Sul contenuto del colloquio ci sono varie versioni ma a quanto pare il suo incarico non è stato revocato con la nomina di un nuovo esploratore o di persona designata a fare un governo. E' stato "congelato"!! Vuol dire che potremmo avere ancora un governo Bersani? Tecnicamente si. Si tratta di una novità procedurale adottata non si sa se per addolcire la pillola al PD oppure perchè davvero esistono risorse segrete nella politica italiana che potrebbero consenitire a Bersani di fare un governo. Mah!
  Intanto girano i nomi di coloro che potrebbero prendere il posto di Bersani. Non si sa se per accertare la possibilità di un governo o per farlo. Intanto passano i giorni e probabilmente arriveremo al dopo pasqua. Ma tanto chi se ne frega? I nomi che girano sono quelli di Saccomanni   che è un quadro dell'alta burocrazia iperliberista che si troverebbe assolutamente a suo agio negli ambienti europei più ligi alla ideologia monetarista che è la religione del gruppo dirigente attuale euroatlantico, di Giuliano Amato che una volta era socialista ma che è anche lui un quadro (assai più politico di Saccomanni) della linea euroatlantista. E' stato estensore della Costituzione di Lisbona e teorico antelitteram della delegiferazione dei diritti dei lavoratori. Si parla anche di altri personaggi ma una cosa è certa: la ricerca viene fatta tra i monetaristi cioè tra coloro che danno garanzie ai "mercati" ed allo establishment  euro-atlantico. Viene escluso rigorosamente non solo un candidato di orientamento di sinistra ma financo un keinesiano. Quindi si va alla riconferma della politica della austerità che è come dire si va volontariamente verso la morte della economia italiana che oggi ha bisogno di maggiori consumi interni e di una ripresa delle investimenti. Viene scartata la ricetta progressista, viene scartata la ricetta dello sviluppo keinesiano. La ricerca del Presidente incaricato avviene in un ambito non lontano da quello di Monti e della Fornero.
  Se Grillo avesse consentito un governo a Bersani si poteva davvero fare qualcosa di nuovo e di interessante per l'Italia e per l'Europa. Ma Grillo non ha consentito e si muove con la stessa logica di Berlusconi. Entrambi dicono: o con me o lo sfascio. E' quindi possibile che si torni a votare. Ma non si capisce per che cosa. L'unica cosa certa è che ...


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Cipro: Draghi usa il blocco della liquidità


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Cipro: Draghi usa il blocco della liquidità

– Jacques Sapir - Tradotto da  Carmen Gallus -  Editato da  Raffaella Selmi Il "blocco della liquidità" attuato dalla BCE a Cipro è un atto di straordinaria gravità, le cui conseguenze devono essere studiate attentamente. La decisione di Mario Draghi si concentra su due aspetti: prima di tutto la BCE non alimenta più la Banca [...]


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L’ingovernabilità? Ecco quanto ci costa: tutti gli scenari di un Paese in crisi (di nervi)


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L'ingovernabilità? Ecco quanto ci costa: tutti gli scenari di un Paese in crisi (di nervi)

Cosa accadrebbe se l'Italia non riuscisse a darsi un nuovo governo in tempi brevi? E soprattutto, quale sarebbe il costo di nuove tensioni sui titoli del debito pubblico? Una simulazione per la nostra economia nel caso in cui lo spread Btp-Bund decennale salisse drasticamente nei prossimi mesi.



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L’Euro è il problema: intervista a Gennaro Zezza


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L'Euro è il problema: intervista a Gennaro Zezza


9 marzo. Gennaro Zezza (nella foto) è noto ai più per aver contribuito all' E-book di Micromega «Oltre l'austerità» con un denso intervento dal titolo «La crisi dell'euro: invertire la rotta o abbandonare la nave?». Per Zezza: «L'uscita dell'Italia dall'euro, unita alla disponibilità di una nuova Banca centrale italiana a finanziare il deficit pubblico, trasformerebbe il deficit pubblico in un surplus, togliendo ogni motivo ad ulteriori manovre di austerità. La possibilità di far variare il cambio della nuova valuta italiana, inoltre, renderebbe inutili ulteriori politiche di deflazione salariale».


D. Nel suo interessante contributo sulla crisi dell'euro, Lei parla di un'ideologia "neoliberista" che è alla base della suddetta crisi appunto. Ci può spiegare in cosa consiste?


R. Quando parlo di "ideologia neoliberista" mi riferisco alle idee politiche che hanno ottenuto consenso elettorale prima con Margaret Thatcher, nel Regno Unito alla fine degli anni '70, e poi con Ronald Reagan negli Stati Uniti. Anche se l'ideologia neoliberista è più variegata, a mio avviso ci sono tre elementi di questa ideologia che sono alla radice della crisi attuale: il primo è l'idea che se una quota maggiore del reddito va ai ceti più abbienti (e ai profitti delle imprese), gli investimenti aumenteranno, l'economia fiorirà creando posti di lavoro, e l'aumento del benessere verrà diffuso a tutti (la cosiddetta trickle-down economics). Si è quindi provveduto a ridurre le aliquote di imposta sulle fasce più alte di reddito, e la quota dei profitti sul reddito prodotto è aumentata in tutti i Paesi industrializzati. Ma se il reddito di una piccola minoranza della popolazione è aumentato rapidamente, il reddito della famiglia mediana è rimasto al palo, spingendo le famiglie verso l'indebitamento vuoi per difendere il tenore di vita relativo, vuoi per potersi permettere servizi sempre più cari, in particolare (soprattutto negli Stati Uniti) sanità e istruzione.


 


Un secondo elemento del neoliberismo è l'idea che i mercati, in particolare i mercati finanziari, siano efficienti e in grado di governarsi da soli. Questo ha portato ad eliminare, prima negli Stati Uniti e poi altrove, la regolamentazione che impediva alle banche tradizionali di operare in mercati più speculativi. L'ideologia prevedeva che una minore regolamentazione avrebbe consentito di finanziare un maggior numero di investimenti riducendo il rischio. Nei Paesi che hanno deregolamentato, a fronte di famiglie desiderose di espandere le proprie spese indebitandosi, è aumentata la disponibilità di credito anche a soggetti che non offrivano adegua...



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Esercitazioni russe a sorpresa nel Mar Nero


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Esercitazioni russe a sorpresa nel Mar Nero

Una massiccia esercitazione interforze russa ha colto di sorpresa gli stati confinanti, i cui militari di servizio devono aver passato qualche momento di tensione e quelli disponibili sono stati sicuramente tirati giù dalle brande in tutta fretta.


Non si è rischiato nessun incidente: i russi hanno rispettato tutte le procedure e, forse, i più sorpresi devono essere stati proprio i loro uomini, considerato che l'esercitazione non era prevista ed i preparativi tenuti nella massima segretezza, ma l'obiettivo doveva proprio essere di testare la prontezza operativa nell'impiego coordinato di forze ingenti.


L'armata di Puitn ha, infatti, dispiegato ben 7.100 militari, circa 250 fra veicoli corazzati e blindati, 50 cannoni, 20 caccia ed elicotteri e 30 navi da guerra: una operazione in grande stile insomma e, a quanto risulta, perfettamente riuscita, non solo sotto il profilo militare.


Anche l'avvertimento politico dato dalla prova di efficienza delle forze armate russe sarà giunto a segno e i destinatari di questo devono essere coloro che sono intenzionati a trasformare la Siria in un conflitto regionale che schiacci Assad per portarli al potere, perché a questo sembrano voler portare le decisioni prese a Doha dalla Lega Araba. Decisioni che la Russia non ha affatto gradito. 


Il ministro Lavrov ha rilasciato dichiarazioni inequivocabili: «Consideriamo che il significato principale delle decisioni prese è che la Lega Araba ha rifiutato una composizione pacifica della crisi siriana». E ha aggiunto che «il riconoscimento della Coalizione Nazionale come unico legittimo rappresentante del popolo siriano contraddice il [comunicato ONU] di Ginevra».


La conseguenza è che l'ONU non è più mediatore per la Siria neppure per la Lega Araba, che pertanto si pone al di fuori del consesso internazionale, visto che per questa «non ci saranno negoziati, ma solo l'armare le forze che vogliono rovesciare il regime».


La principale risposta russa alla Lega Araba e a chi vuole infiammare la regione non è stata, come si è visto, quella diplomatica, ma militare: le dinamiche delle esercitazioni, che hanno visto anche lanci di paracadutisti, sono pienamente compatibili con lo scenario siriano. Un intervento russo in territorio siriano in caso di aggressioni esterne avverrebbe, viste le decisioni di Doha,  nel rispetto delle leggi internazionali: la Lega Araba le ha violate ed ha delegittimato l'ONU, che tanto si era adoperato, insieme alla diplomazia moscovita, alla ricerca di una soluzione negoziata.


Stando così le cose l'intervento militare in Siria di reparti stranieri potrebbe avere conseguenze che andrebbero ben oltre la degenerazione della guerra civile in conflitto regionale: il messaggio lanciato è chi...



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Shopping Europe, i paesi più deboli messi all’asta


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Shopping Europe, i paesi più deboli messi all'asta

"La vicenda di Cipro ha peggiorato la situazione sui mercati internazionali […] il sospetto è che ci sia un contagio, una perdita di fiducia". Queste sono le parole dell'ex membro del comitato esecutivo della Bce, Lorenzo Bini Smaghi. Sono parole che riassumono la valutazione emersa in questi giorni, secondo cui il disastro economico cipriota possa incidere sulla già preesistente difficoltà dell'eurozona.

È vero che le due maggiori banche cipriote hanno creato un buco da 17 miliardi (a causa della svalutazione dei titoli di stato greci), ed è vero che questo buco dovrà essere colmato. Ma ciò che bisogna capire è che una cifra del genere a confronto delle proporzioni dell'Europa, risulta essere alquanto irrisoria (per intenderci la manovra finanziaria del 2011 del ministro Tremonti ammontava a 45,5 miliardi). Nell'estate del 2012 a seguito di accese discussioni, i premier europei avallarono la costituzione di un fondo salva stati (esm),con l'intento di contrastare le difficoltà finanziarie dei paesi membri. Perché oggi il fondo, fortemente voluto dall'ex premier italiano Mario Monti e tanto decantato dal governatore Draghi, non è in grado di coprire il danno causato da Cipro?

Per rispondere a questa domanda forse può essere d'aiuto, analizzare  "il rapporto dei paesi congiunti" stilato dal Ministero degli Esteri italiano, riguardante la situazione macroeconomica della Repubblica di Cipro nel secondo semestre 2011, in cui si evince che: "Dalle esplorazioni finora effettuate in un'area della Zona Economica Esclusiva (il "Blocco 12") sono risultati cospicui giacimenti di gas al confine con Israele". Quindi il problema di Cipro non è riconducibile a un rischio di bancarotta, poiché l'isola del Mediterraneo può vantare una forte presenza di gas naturali che a loro volta sono anche la causa dell'accanimento a cui è soggetta.

Il trattamento firmato Troika è molto simile a quello già eseguito ai danni della Grecia. La trama è sempre la stessa: esposizione sul mercato finanziario (oggi Cipro colloca i titoli di stato a rendimenti di gran lunga superiori al 10%), speculazione e indebitamento forzoso a tassi di interesse insostenibili, con conseguente privatizzazione dei patrimoni pubblici. Come si può pensare che un'economia di poca consistenza come quella cipriota possa reggere tutto questo?

La verità è che determinate aree dell'eurozona sono messe all'asta, per soddisfare gli appetiti delle potenze più forti. Cipro, Grecia e un giorno forse anche Italia, Spagna e Portogallo sono messe ai saldi, per la gioia di potenze dell'Europa e non, che scelgono i pezzi migliori come se stessero facendo compere, una vera e propria Shopping Europe. 



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HUGO CHAVEZ: Un uomo del Rinascimento del XXI secolo

Il Presidente Hugo Chavez è stato unico in molteplici settori della vita politica, sociale ed economica. Ha fornito contributi significativi al progresso dell’umanità. La profondità, la portata e la popolarità delle sue realizzazioni lo contrassegnano come il “Presidente del Rinascimento del XXI secolo”.
Molti scrittori hanno preso in considerazione specifici suoi contributi degni di passare alla storia, mettendo in evidenza particolare i provvedimenti legislativi contro la povertà, il suo successo nel vincere le elezioni con il consenso del popolo con maggioranze clamorose, e la sua promozione di un’istruzione universale pubblica gratuita e della copertura sanitaria per tutti i Venezuelani.
In questo breve saggio verranno messi in evidenza i contributi storici unici al mondo che il Presidente Chavez ha reso nelle sfere dell’economia politica, dei principi etici  e del diritto internazionale, e nella ridefinizione delle relazioni tra leader politici e cittadini.
Iniziamo con il suo contributo duraturo allo sviluppo della cultura civica in Venezuela, e non solo.

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Anche i Bric attivano il loro fondo salva Stati


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Anche i Bric attivano il loro fondo salva Stati




Nel quinto vertice formale gli emergenti preoccupati dalla tenuta dell'Eurozona





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Denaro per noi: stop all’euro-estorsione di Maastricht


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Denaro per noi: stop all'euro-estorsione di Maastricht

Smantellato lo Stato e privatizzato il denaro fin dalla sua emissione, i risparmiatori diventano polli da spennare, in balia degli speculatori. La crisi di Cipro? «Non indica solo la fine della ricreazione: è la prova definitiva che il sistema bancario internazionale è una vera e propria truffa globale, gestita (male) da un gruppo di manigoldi», accusa Giulietto Chiesa. «E' la prova che il debito che ci strozza non è che un'opinione di quei manigoldi e dei loro servi, installati nei centri del potere e nelle istituzioni finanziarie e politiche internazionali». L'"Herald Tribune" rivela che la decisone di dimezzare il debito greco fu presa all'insaputa di tutti già nell'ottobre del 2011, alle tre di notte, da cinque persone: Merkel, Sarkozy, Lagarde, Juncker e Barroso. Decisero di chiedere ai privati, cioè alle banche creditrici, di farsi carico della perdita. «Ma se si chiede a un creditore di ridurre del 50% le sue pretese, vuol dire che si sa che è un creditore illegale: quel debito era stato estorto, anche alla Grecia. E questo vale per tutti: Italia, Spagna, Irlanda, Portogallo». (continua…)




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Moneta svalutata e riserve in rosso, Egitto al collasso


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Moneta svalutata e riserve in rosso, Egitto al collasso

Con le riserve di dollari in esaurimento e la moneta svalutata in pochi mesi dell'11% sul Biglietto Verde, l'Egitto affronta una delle crisi peggiori…


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SERVIZIO PUBBLICO/ Sgarbi mette “in fuga” Cacciari, Travaglio e Santoro


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SERVIZIO PUBBLICO/ Sgarbi mette "in fuga" Cacciari, Travaglio e Santoro

Ieri è andata in onda una nuova puntata di Servizio Pubblico che si è rivelata scoppiettante, ma non per l'atteso intervento di Marco Travaglio. Il commento di YODA

(Pubblicato il Fri, 29 Mar 2013 09:34:00 GMT)

BLOOPERS/ I fiammiferi di Shutter Island, la sabbia di Barabba e il marchio di Wanted
BALLARO'/ Crozza ride, ma Floris non risolve il "rebus" dell'Italia


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Bersani: colpito e affondato. Ora Napolitano può pensare a un governo istituzionale


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Bersani: colpito e affondato. Ora Napolitano può pensare a un governo istituzionale

 Bersani: colpito e affondato. Ora Napolitano può pensare a un governo istituzionalePovero Bersani. Alla fine è andato a sbattere contro il muro che tutti gli avevano detto che avrebbe trovato davanti a sé, ma che lui non ha voluto vedere, per quella sua capricciosa ostinazione di pensare di avere vinto le elezioni, che in verità ha perso e sonoramente. Perché non ottenere i numeri al Senato è una sconfitta; una sconfitta che non viene (ne può essere) attenuata dal premio di maggioranza alla Camera.

Se il dato numerico dunque è dalla sua parte (almeno alla Camera), il dato politico urla una verità incontrovertibile: Bersani è un perdente. E il malandato tentativo di attirare a sé i grillini in questi sei giorni di perdita di tempo, per cercare di formare una maggioranza forcaiola e disastrata, coagulatasi intorno al solito cemento antiberlusconiano, è miseramente fallito, perché la politica non vive di solo odio nei confronti di Berlusconi, che per suo conto ha raccolto 1/3 dei voti degli italiani, tanti e quanti il partito di Bersani.

Persino Napolitano si è reso conto dell'inutilità del kamikaze Bersani. Non giova alla Patria un segretario che finge di aver vinto le elezioni e che si permette di far perdere tempo al paese, pur di non dare la soddisfazione al suo avversario politico. L'Italia è una repubblica parlamentare, e benché non ci piaccia questa realtà, quando non ci sono i numeri per formare un governo d'area, quei numeri devono essere trovati in un accordo con l'interlocutore naturale. E quell'interlocutore è il centrodestra, e non Grillo.

"C'è da fare presto!" Del resto, fu questo il leit motiv che indusse il Capo dello Stato nel 2011 a dimissionare Berlusconi per sostituirlo con Monti. All'epoca furono proprio il segretario Bersani e i suoi partners a denunciare l'irresponsabilità del Governo Berlusconi, "reo" di aver fatto salire lo spread. Ebbene, se quella era la verità, allora dobbiamo dedurre che oggi lo spread a 360 punti è responsabilità di Bersani che ci ha fatto perdere quaranta giorni di tempo (tanto è passato dalle elezioni), pur di negare la sconfitta e offrire un accordo istituzionale al PDL. Che poi era ed è il desiderata di Napolitano e di una parte dello stesso PD, che sta zitto più per cortesia nei confronti del segretario che per reale fede nella sua linea politica.



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Gli italiani scappano dagli investimenti finanziari: -36%


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Gli italiani scappano dagli investimenti finanziari: -36%

di REDAZIONE

borsavalori 300x203 Gli italiani scappano dagli investimenti finanziari: 36%Fuga dei risparmiatori dagli investimenti finanziari. Da inizio 2010 a settembre 2012, complice la crisi e la sfiducia, gli investimenti finanziari sono crollati del 36% a 1.269,9 miliardi. Gli investimenti in azioni, obbligazioni, Btp e altri titoli, emerge dal bollettino della Consob, sono diminuiti di 715 miliardi.

La ricchezza "investita in strumenti finanziari detenuta presso intermediari italiani" da parte della clientela retail, cioe' da parte dai risparmiatori, e' scesa da 1.985,7 mld a 1.269,9 in meno di due anni e mezzo (dal secondo trimestre del 2010 al terzo trimestre del 2012). Un crollo a cui hanno contribuito principalmente due fattori: da un lato la crisi economica, che ha spinto i risparmiatori e le famiglie a disinvestire per procurarsi liquidita', dall'altro la probabile sfiducia per gli investimenti finanziari (la borsa era reduce dai minimi toccati nel marzo 2009) da parte di investitori rimasti scottati dal crollo dei mercati e preoccupati per gli scandali finanziari degli ultimi anni. La fuga degli italiani non ha fatto prigionieri: gli investimenti in azioni italiane sono scesi da 279,6 a 101,5 miliardi (-63%), quelli in Bot e Btp da 431,9 a 265,4 miliardi (-38,5%), quelli in obbligazioni bancarie da 759,7 a 478,7 miliardi (-37%), quelli in bond corporate da 41,8 a 24,9 miliardi (-40%). In picchiata anche gli investimenti in azioni estere, scesi da 33,7 a 16,4 miliardi (-51%), e in titoli di stato esteri, da 74 a 41,2 miliardi (-44%). C'e' solo una classe di investimenti che si salva in questo 'biennio nero': quella degli Oicr (organismi di investimento collettivo), come i fondi comuni di investimento e le sicav (societa' di investimento a capitale variabile), la cui raccolta e' aumentata da 312,7 a 321,9 miliardi. Se le famiglie, pressate dalla crisi, hanno liquidato larga parte dei loro investimenti, altrettanto non hanno fatto gli investitori professionali, come societa' e fondi di investimento, fondi pensione, fondazioni, che invece hanno aumentato dal 5,9% la loro esposizione (da 1.795,6 a 1.901,6 miliardi). Un dato, questo, che considera anche gli investitori esteri che detengono titoli presso intermediari italiani. Diminuiscono di un quarto infine gli investimenti sul proprio portafoglio titoli di banche e sim: dai 245,1 miliardi del 2010 ai 184,6 miliardi al 30 settembre del 2012.(

da L'indipendenza...



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DAL DIARIO DI BERSANI


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DAL DIARIO DI BERSANI


di Francesco Borgonovo
Dal diario di Pier Luigi Bersani
Lunedì 25 marzo
Va tutto bene, la situazione è eccellente. Non dicano che non ho mica i numeri, ché li ho dati fino a ieri. Stamattina ho incontrato la Camusso. Sempre un bel donnino, la Susanna. Se fossi ancora il vitellone di una volta, glielo farei vedere io, il mio piano in otto punti. Poi andiam d'accordo su tutto. Infatti non avevamo niente da dirci. Ci siam guardati una puntata di Grey's Anatomy, che a me piace tanto. Anche se lei voleva vedere Tutto sul mio camion, mi pare che sia un film di Almodòvar. Nel pomeriggio ho visto quelli del Wwf. Mi han dato un premio per la difesa del giaguaro. Mi han detto: «Fortuna che ti sei candidato te se no era la volta che si estingueva».  Però dopo mi han fatto due maroni così sui panda. Oh, qua sono io che dovete tutelare. Al panda ci penserà Marchionne. Se va avanti così sono io che sparisco. Poi son venuti quelli del club alpino con le picozze. Me ne son fatto lasciare due, che per salir sul Colle mi vengon buone. E se non mi dà l'incarico una la tiro in testa a Napolitano. Stavo per andare a cena che si è presentato don Ciotti. Ci siam fatti due birrette al bar sotto casa. Il barista faceva lo spiritoso: «Stasera compagnia, eh?». Ciotti mi ha chiesto se volevo trasferirmi da lui in comunità. Gli ho detto che ci pensavo. Alla sera mi ha chiamato Beppe Grillo. Gli ho detto: «Dimmi che cosa vuoi, Beppe». Lui mi ha risposto: «Vaffanculo». Cosa avrà voluto dire?  

Martedì 26 marzo
Va tutto bene, son tranquillo, ce la faccio. Ho i numeri. Vacca se ho i numeri. Se voglio chiamo il 118 e in un attimo son qua. Oggi non avevo niente da fare, volevo farmi un giro a Bettola, sai mai che mi scappava di far benzina a due macchine e beccavo una  tedesca. Ero già pronto a uscire che suonano alla porta. Era Bagnasco. È venuto su, gli ho offerto due ravioli. Mi ha detto di no che poi gli fanno acidità. Poi gli ho detto che volevo il governo dei miracoli. Lui mi fa: «Allora a te ti ci vuol Padre Pio». Al pomeriggio son venuti quelli dei partiti. Figurati a me cosa me ne frega di vedere i partiti. Come se dovessi fare un governo. Lo faccio con ...


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L’Europa è in bancarotta politica


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L'Europa è in bancarotta politica

L'euro non è fallito, ma la politica dei leader europei sì. Emblematico il caso Cipro: tutti conoscevano la situazione delle banche. Nessuno fece nulla. L'euro non si è dissolto, ma la politica dei leader dell'Eurozona ha già fatto abbastanza danni che non saranno mai riparati. Non è un mistero per nessuno, denuncia Raúl Ilargi Meijer, [...]


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Grecia, centinaia di farmaci bloccati dalle multinazionali. Sanità in ginocchio


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Grecia, centinaia di farmaci bloccati dalle multinazionali. Sanità in ginocchio

La Grecia non paga, o paga troppo poco. E le multinazionali farmaceutiche tagliano la fornitura di medicine, anche per le malattie più gravi: dal diabete al cancro, passando per il colesterolo e l'epatite. Il fenomeno, che va avanti a intermittenza da diversi anni, ha ormai raggiunto livelli drammatici. Ad aggravare lo scenario sono i brevetti che garantiscono l'esclusiva a quattro o cinque colossi del settore su alcuni faramaci, specialmente quelli per curare tumori e diabete, che non sono prodotti in versione generica.

Sono oltre 200, secondo una inchiesta del Guardian, le medicine che stanno andando fuori stock nel Paese, su un totale di 12.500. Tredici aziende farmaceutiche sono quindi finite sotto i riflettori delle autorità, che hanno individuato in otto di queste una frenata nella fornitura di medicinali. Ma, secondo il governo greco, le società che hanno ritardato o bloccato la consegna di farmaci sono oltre cinquanta, tra cui alcuni colossi del settore come Pfizer, Roche, Sanofi e GlaxoSmithKline. La maggior parte di queste ha addirittura ammesso di avere interrotto in parte la fornitura rivolta ad alcuni ospedali greci, che erano "troppo indebitati". Perfino la Croce Rossa svizzera ha deciso il mese scorso di dimezzare la fornitura di sangue entro il 2020 a causa di cinque milioni di franchi di pagamenti arretrati.

L'indebitamento della Grecia ha intanto raggiunto livelli altissimi. Lo Stato, secondo il ministro della Salute Andreas Lykouretzos, ha accumulato debiti per circa 2 miliardi di euro nei confronti delle multinazionali farmaceutiche. Le società hanno quindi iniziato a tagliare la fornitura agli ospedali pubblici, creando code chilometriche davanti alle farmacie che avevano ancora i medicinali. E a rimanere senza medicine sono adesso soprattutto i più poveri. Il sistema sanitario greco prevede infatti che i farmaci vengono distribuiti gratuitamente negli ospedali pubblici, mentre nelle farmacie bisogna pagare di tasca propria e aspettare il rimborso. Chi non si può permettere di anticipare il denaro resta quindi senza medicinali.

Particolarmente critico per il popolo greco è stato lo stop alla fornitura di farmaci per il diabete. Si tratta infatti di una malattia molto comune in Grecia, a causa della cucina ricca di zuccheri rimasta dalla dominazione turca, soprattutto per i dolci, da sempre molto diffusi nei Paesi arabi per calmare i morsi della fame durante il ramadan. Il colpo di grazia è stato quindi il taglio parziale delle consegne annunciato dal colosso farmaceutico Novo Nordisk che, da qualche anno, aveva iniziat...



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Dopo Cipro tocca alla Slovenia… Ma la Bance centrale nega


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Dopo Cipro tocca alla Slovenia… Ma la Bance centrale nega

di GIORGIO CALABRESI


Dopo Cipro, potrebbe toccare alla Slovenia dover gestire un sistema bancario sull'orlo del precipizio, la fuga degli investitori e chiedere aiuto all'Europa. Il 'borsino' su chi sia il prossimo membro (il sesto) dell'Eurozona a dover ricevere un salvataggio, fra i vari candidati (c'e' chi azzarda Malta, chi il Lussemburgo, chi guarda a Spagna e Italia) sembra puntare su Lubiana: capitale di uno stato piccolo, proprio come Cipro, con un sistema bancario sovraesposto ai venti di crisi. Ma il governatore della Banca Centrale di Lubiana interviene per smentire: "Posso capire la preoccupazione della gente – dice Marko Kranjec – ma a nome della Banca centrale posso garantire che i depositi in Slovenia sono al sicuro, e che la Slovenia non dovrà chiedere alcun tipo di aiuto".


A parlare oggi diversi analisti come Timothy Ash, di Standard Bank: "sembra sempre piu' probabile che al Paese servira' un salvataggio". Gillian Edgeworth, di Unicredit, spiega che "gli sviluppi a Cipro hanno creato preoccupazione per l'accesso della Slovenia al mercato degli eurobond nei prossimi mesi, mentre il paese cerca di ricapitalizzare le banche" e sciogliere il legame incestuoso banche-Stato che vede le prime (spesso sovraesposte proprio verso aziende a controllo pubblico) comprare titoli di Stato, per poi essere salvate proprio dall'erario.


Intanto le istituzioni internazionali tengono d'occhio la situazione: Pier Carlo Padoan, capo economista dell'Ocse, non prevede un contagio da Cipro all'Italia o alla Spagna, mentre "la Slovenia e' un caso diverso: richiedera' attenzione, essendo un Paese piccolo, con un sistema bancario da rimettere in piedi. L'aggiustamento deve essere fatto in modo decisivo e tempestivo". Gerry Rice, portavoce del Fondo monetario internazionale, si affretta a chiarire che Slovenia e Cipro sono "completamente diverse". Il primo ministro Alenka Bratusek, in carica da appena una settimana, ieri nel suo primo rilevante intervento pubblico ha detto al Parlamento che il suo esecutivo risanera' le banche e il bilancio pubblico "in cattive condizioni". E ha promesso: "la Slovenia non avra' bisogno di aiuti, possiamo farcela da soli", precisando che "i depositi bancari sono al sicuro, garantiti dal governo", mentre stasera il numero uno della Banca centrale di Lubiana ha ribadito che la situazione e' ben diversa da quella cipriota.


I mercati sono in stato d'allerta, con lo spread ben sopra i 400 punti base, i contratti di protezione dal default a 4...



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