30/03/13

CIPRO: COME TI SFASCIO L’UNIONE EUROPEA di Moreno Pasquinelli


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CIPRO: COME TI SFASCIO L'UNIONE EUROPEA di Moreno Pasquinelli




Connubio tossico
Le cause del crack cipriota 



Cipro è uno di quei paesi dell'Unione considerato uno "Stato-banca-off-shore". Chi metteva (ovvero prestava) denaro nelle banche cipriote godeva di un doppio vantaggio: una remunerazione dei conti correnti con tassi nettamente superiori alla media europea e un trattamento fiscale molto agevolato. Tanto per dire: «La tassazione sugli utili delle società nel 2002 è stata fissata al 10%, diventando così una delle più convenienti d'Europa. In Italia, ad esempio, oggi è al 20%. [1]



Il caso Cipro è solo uno degli esempi di quale stramba e micidiale Unione sia quella europea, unita dal una moneta emessa da una banca privata ma divisa nei più disparati campi. Ogni Stato che se lo può permettere, in barba ai discorsi unionisti, aggira i dogmi monetaristi —il controllo del tasso d'inflazione, quello sul deficit al 3% del Pil e sul pareggio di bilancio— e applica politiche economiche di vantaggio per il capitale (anzitutto la rendita finanziaria) che sono micidiali per quei paesi con i bilanci pubblici scassati. In poco più di dieci anni di euro i paesi europei, come per la deriva dei continenti, si sono allontanati l'uno dall'altro. Peggio, i paesi europei che si sono rafforzati, in primis la Germania, lo hanno fatto alle spalle dei "paesi fratelli".



Basti guardare ai flussi di capitali intra-Ue, ovvero la vera e propria fuga di capitali dai pa...


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Partiti: veti incrociati per mantenere il potere. E i cittadini?


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Partiti: veti incrociati per mantenere il potere. E i cittadini?

di FABRIZIO DAL COL


Facce come il culo, politici senza pudore, irresponsabili che vivono in un mondo tutto loro, ovvero quel mondo che loro stessi si sono costruiti a immagine e somiglianza per meglio gestirsi le rendite di potere: ebbene, queste figure di poco conto, per paura di essere spazzate via alle prossime elezioni e per cercare di sopravvivere, sono ancora lì a giocare sporco e a cincischiare sulla pelle viva della gente. Si accusano a vicenda di inaccettabili accordi, e per questioni di lana caprina fanno trascorrere inesorabile del tempo prezioso che, se messo a frutto, sarebbe utile per intervenire pesantemente sui tagli alle spese dello Stato e alleviare così le sofferenze di coloro che, per costrizione, non possono far parte del loro mondo. Nessuno sarà lasciato solo, era il mantra recitato fino a ieri dai partiti e dal governo dei tecnici, ma il tempo trascorso e il loro operato hanno invece dimostrato che tale affermazione calzava a pennello solo per loro stessi. Infatti, mentre sostenevano il governo Monti, le forze politiche garantivano e promettevano, tutte d'accordo, che per evitare di andare alle elezioni  col rischio di ritrovarsi un governo senza maggioranza, entro il settembre 2012 avrebbero cambiato la legge elettorale, mentre invece non solo non lo hanno fatto, ma hanno anche sostenuto  il premier Monti senza se e senza ma, e pur di riprendersi le redini del potere, incuranti dei disastri che stavano per scaricare sugli italiani, si sono resi responsabili di aver lasciato soli proprio coloro che avrebbero dovuto essere tutelati e che invece  oggi sono in balia di sè stessi e non riescono più a sopravvivere.


Insomma, il governo Monti doveva mettere a posto i conti, ma soprattutto doveva tagliare la spesa pubblica,  che a parole tutti volevano ridurre ma che nei fatti  non si è voluto toccare per le resistenze messe in campo da quegli stessi partiti che non hanno voluto cambiare la legge elettorale.  In sostanza, è stato buttato un anno alle ortiche con il risultato che i costi delle elezioni  e quelli dei sacrifici fin qui imposti, come sempre, sono ricaduti sui Cittadini con l'unico risultato che, per farvi fronte, si sono dovute inasprire le tasse. Alla luce di ciò, per aver guardato solo alla sopravvivenza delle rispettive strutture politiche, i partiti sono riusciti nell'impresa di generare ulteriori danni, non ultimo quello che stiamo vivendo in questi giorni nel tentativo di costituire il governo.


Non c'è niente fa fare, alle forze politiche proprio  non gli entra in testa ...



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PD, farsi male da soli e non sentirlo


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PD, farsi male da soli e non sentirlo

50 Lire


"Se Renzi prende il 40% del partito e Grillo il 25% dei voti vuol dire che la strategia seguita da Bersani è stata fallimentare…". Una delle riflessioni più pacate dentro il Pd. Sta scoccando l'ora del guardiamoci in faccia per non morire. Immaginarsi alla guida del Paese e tracollare di dieci punti in un mese brucia. Vent'anni fa Occhetto portò il non Pci sotto il 20%. Non c'è più tempo per i riti di una volta: Fassino, nel 2001, perse le elezioni in maggio, fece il congresso sei mesi dopo. Centottanta giorni bastano per sparire, dodici anni un secolo.


Pretendere a tutti i costi la guida del governo, pretendere di farlo ponendo condizioni come se le elezioni le avessi vinte; fare il faccia a faccia decisivo con i Cinque Stelle senza argomenti tali da spiazzare e sorprendere, lasciando agli interlocutori la possibilità di indirizzare una schiacciata mortale sui venti anni di responsabilità. Riuscire a scontentare tutti, anche i moderatissimi di Scelta Civica. Errori letali compiuti da Bersani in una sola settimana. Nessuna resipiscenza ma una tragica continuità con la campagna elettorale. Un po' di tutto: un po' di fisco in meno, un po' di patrimoniale, un po' di equità, un po' di lotta all'evasione, lavoro certo, scuola certo. Un patchwork sbiadito. Senza la passione di idee forti, senza il coraggio di attaccare su banche, montismi, tecnicismi insulsi su esodati e pensioni. Senza immaginare con forza l'istruzione come guida fondamentale del Paese. Senza dare mai la sensazione di volersi liberare per sempre di consunti compagni di viaggio, troppo presi dalle politiche del tempo che fu.


Il segretario Pd ha vinto le primarie chiamando a raccolta l'apparato e demonizzando l'avversario, come se Renzi fosse la quinta colonna della destra. E la vittoria allora ha convinto lui e il suo staff che bisognava andare avanti così: ad un Paese ingrifatissimo da mesi e mesi sotto i colpi dell'Europa e del governo Monti consegnare la tranquillità dell'uomo di Bettola. Tranquillo per cosa?


Liberare forze, liberare energie, liberare intelligenze. Spezzare le catene dell'apparato, dare la sensazione di freschezza. Abbandonare per sempre l'atteggiamento di chi crede di rappresentare il giusto e riuscire da decenni a convincere solo il proprio elettorato, lisciando sistematicamente oltre il 70% e più del Paese. Imparare a capirlo, a sentirlo, a mettersi dall'altra parte, soprattutto di chi non si condivide in linea di principio. Mettere l'orecchio in terra, ma per davvero. Fare ...



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Augstein: Merkel e Schäuble stanno incatenando gli altri popoli alla schiavitu’ del debito


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Augstein: Merkel e Schäuble stanno incatenando gli altri popoli alla schiavitu' del debito

di Voci dalla Germania



Jakob Augstein, columnist progressista di spicco, su Der Spiegel commenta la crisi del debito cipriota alla sua maniera: il desiderio di egemonia tedesco sta distruggendo l'Europa, dei tedeschi non ci si puo' fidare. Da Der Spiegel


Il dramma del salvataggio di Cipro ci mostra: l'Euro-conflitto è sempre piu' una battaglia per l'egemonia in Europa. Superficialmente sembra una questione economica. In verità Merkel e Schäuble stanno incatenando gli altri popoli alla schiavitu' del debito.


Nella crisi di Cipro i tedeschi hanno voluto mostrare la loro forza – ma l'hanno utilizzata per un obiettivo sbagliato, e non sono stati capaci di gestirla. I ciprioti pensavano di far pagare ai piccoli risparmiatori i costi del fallimento delle loro banche, i tedeschi hanno acconsentito perché volevano imporre il loro principio del "delitto e castigo".


Tutto il mondo era in ascolto. La garanzia sui depositi scompare, arrivano le promesse di Merkel: nel dubbio saranno i piccoli risparmiatori a dover pagare? Il piano è stato ritirato. Ora saranno i russi facoltosi a dover pagare il conto. Ma il danno è stato fatto, la fiducia minata: che valore ha la parola della Cancelliera? Il caso Cipro mostra ancora una volta: dei tedeschi in Europa non ci si puo' fidare.


Fortunatamente l'Eurogruppo si è deciso a fare il passo giusto: i piccoli risparmiatori sono garantiti, una banca fallirà, un'altra sarà ridimensionata. Ma lo spettacolo delle scorse settimane si poteva descrivere in questo modo: banchieri irresponsabili giocano e perdono il denaro dei ricchi riciclatori e i politici aiutano entrambi a salvarsi, a spese della gente comune che non ha i mezzi e le risorse per mettere in sicurezza i risparmi. E tutto questo sotto la gestione tedesca.


E' stato un segnale. La Cancelliera ha concesso a se stess...


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Dollaro contro euro è come carta contro forbice


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Dollaro contro euro è come carta contro forbice

La "crisi dell'euro" è il tentativo di far perdere la fiducia nell'euro (uccidendolo), prima che siano dollaro e sterlina a lasciarci le penne. La Bundesbank è il cavallo di Troia e/o il governo tedesco sta usandoci come carne da cannone? Oppure la Merkel fa il più ardito doppiogioco della storia? (in ogni caso è una [...]


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La rivoluzione Bitcoin ha superato il punto di non ritorno


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La rivoluzione Bitcoin ha superato il punto di non ritorno



Da quando abbiamo parlato di Bitcoin la prima volta(1), in pochi anni, il valore di un BTC è salito da circa 1 dollaro a più di 70, e questa tecnologia è passata dall'essere usata da un manipolo di geek appassionati di crittografia, informatica ed economia, ad avere una diffusione ben più ampia con una visibilità addirittura mainstream, dall'Economist(2) a Bloomberg(3).

La strada da percorrere per arrivare a fare in modo che ta tecnologia Bitcoin possa diventare d'uso comune è ancora molto lunga, ma è sicuramente interessante avere un'idea della strada percorsa fin'ora, ed in tal senso questo articolo di Michael Carney fa un buona riepilogazione delle tappe più interessanti.


Benvenuti alla rivoluzione Bitcoin, ora non si può più tornare indietro
di Michael Carney(4)


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Il gas degli Usa sta per invadere il mondo


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Il gas degli Usa sta per invadere il mondo

Al via l'export massiccio di gas dagli Stati Uniti, che tra qualche anno comincerà ad impattare sui prezzi globali


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Come si sfascia l'Italia


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Come si sfascia l'Italia

 Come si sfascia l'Italia

Il PD non è in grado di reggere all'insuccesso di Bersani. E' già in grande affanno, in fibrillazione. Le due vecchie anime dei margheritini e dei democratici di sinistra sono tornate in superficie e si contendono le scelte da compiere dandosi randellate di santa ragione. Molti sostengono l'accordo con Berlusconi. Berlusconi lo sa ed offre l'esca di una disponibilità piena a sostenere un governo con presidente il segretario del PD. Naturalmente, come tutti sappiamo, se si dovesse costituire un simile governo Bersani ed il PD diventerenno ostaggi del Cavaliere. La loro vita e la vita del governo diventerebbero presto un inferno. Il PDL non sopporta le poche tracce di sinistra che sono rimaste nel PD e farebbe di tutto per cancellarle dall'azione di governo. 
 Sfasciandosi il PD verrebbe meno il pilastro costituzionalista e repubblicano del sistema politico italiano che diventerebbe campo di battaglia tra due orde di populisti. L'orda berlusconiana e quella grillesca. Entrambi hanno un solo punto positivo in comune (finora): sono euroscettici. Ma per il resto non hanno una visione per il futuro dell'Italia, futuro che suppone una direzione politica forte, molto forte ed avveduta. Non abbiamo un punto di riferimento che ci possa rassicurare. Non lo abbiamo. Io ateo voglio concludere questi pensieri tenebrosi come un cattolico.  Non possiamo che affidarci alla misericordia ed alla pietà di Dio dal momento che aldilà delle Alpi ci aspettano diavoli con forconi in mano e pronti a gettarci nei gironi più spaventosi dell'Inferno.


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INPS AL COLLASSO. ADDIO PENSIONI


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INPS AL COLLASSO. ADDIO PENSIONI



DI VALERIO LO MONACO

ilribelle.com






Una azienda con un patrimonio di 41 miliardi che nel giro di un paio d'anni ne avesse persi così tanti da farlo scendere a soli 15, verrebbe considerata sana oppure oppure desterebbe se non altro l'interesse di andarne a capire il motivo? E ancora di più: nel caso in cui questa "azienda" fosse di importanza fondamentale non solo per i suoi azionisti ma per l'intero Paese del quale fa parte, sarebbe il caso, a livello informativo, di dare risalto alla notizia e di farla entrare nel dibattito pubblico?

Le risposte sono scontate, ma le domande servono a introdurre l'argomento. Perché lo Stato del quale parliamo è l'Italia, e l'"azienda" con questi conti disastrati si chiama Inps.


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Capitalismo come religione


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Capitalismo come religione



di Giorgio Fontana

Leggere Capitalismo come religione di Walter Benjamin (appena edito da il Melangolo) può sembrare soltanto un esercizio di memoralistica, o un vuoto sforzo intellettuale. Il capitalismo del 1921 – l'anno in cui il filosofo tedesco quando prese questi appunti – era molto diverso da quello contemporaneo: ancora non aveva subito l'onda della grande crisi, e soprattutto non era passato attraverso le successive, numerose metamorfosi. Cosa possono insegnarci quattro pagine scarne di novant'anni fa sul momento storico che stiamo vivendo?

Certo, il modo migliore per leggere questo frammento è quello di prenderlo con tutte le cautele del caso. La prosa di Benjamin è incisiva e oscura insieme – un'ottima scusa per lasciarsi prendere dall'entusiasmo e vedere in essa l'interpretazione compiuta di un genio, o una lezione da applicare tout court. Ciò detto,Capitalismo come religione ha comunque una sua attualità straordinaria – forse proprio per il suo messianismo così distante dall'urgenza con cui si vuole e si dovrebbe pensare il mondo contemporaneo: in termini sociali ancora prima che economici, ma di certo senza alcuna presunzione metafisica.

Eppure, è proprio questo capitalismo tardo, sopravvissuto alle guerre e ai movimenti, passato attraverso il filtro della società dello spettacolo e reincarnato in chiave informazionale, a porci la domanda: com'è possibile? Come ha fatto a sopravvivere attraverso queste mutazioni? Come ha fatto a essere l'unico meccanismo completamente globalizzato, a divorare dall'interno anche le ultime sacche di resistenza? Tale estensione di dominio merita un'analisi non solo genealogica o puramente pratica: ed è qui che la chiave di lettura di Benjamin torna a essere uno strumento vivo: perché si interroga sul senso profondo (e il destino stesso) di tale sistema.


Il punto di partenza del filosofo è che il capitalismo è "un fenomeno essenzialmente religioso". Si tratta di un'ipotesi che non viene argomentata, e che anzi Benjamin rifiuta di provare per evitare di cadere in una "smisurata polemica universale" – augurandosi che in futuro "ne avremo una visione d'insieme". (L'abbiamo ora? Non credo).

La supposta religiosità del capitalismo – con cui Benjamin supera d'un colpo le analisi di Weber del fenomeno come solo legato allo sviluppo religioso del calvinismo – si produce lungo quattro linee fondamentali:

1. Il capitalismo è una religione totalment...


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Papa Francesco, apri le chiese ai senzatetto


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Papa Francesco, apri le chiese ai senzatetto

La Pasqua, che coincide con la primavera in arrivo, riduce il rischio freddo dei senzatetto ma non ne riduce il numero che, a causa della crisi economica, è sempre maggiore. Tempo fa vi proposi di mandare una mail al nuovo Arcivescovo di Milano Scola perché aprisse le chiese per accogliere i senzatetto nelle notti fredde di Milano. Ne arrivarono centinaia ma non ci fu nessuna risposta.

La crisi economica ha fatto aumentare di circa il 20% le persone che vivono in strada, complicato il problema della malnutrizione mondiale e dei controlli sanitari. Anche per questo motivo diventano importanti i diciassette specialisti di www.tweetsalute.com, all'indirizzo twitter @tweetsalute, che sono a disposizione in modo gratuito per dare un consiglio o rispondere ad una domanda sulla propria salute.

Ma prego tutti voi che leggete di inviare un tweet a Papa Francesco, in occasione della risurrezione pasquale, come ho fatto io @Pontifex_it: "Francesco apri le chiese ai senzatetto". Se saremo migliaia ci risponderà e come San Francesco sarà "uomo del popolo" e "minore fra i minori".

 tweet-defelicetweet-defelice



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SORPRESA: NELL’INDICE DELLA MISERIA, SIAMO DIETRO ANCHE A PAESI IN GUERRA. CI TENIAMO QUESTI DIRIGENTI?


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SORPRESA: NELL'INDICE DELLA MISERIA, SIAMO DIETRO ANCHE A PAESI IN GUERRA. CI TENIAMO QUESTI DIRIGENTI?

http://corrieredellacollera.com


Un detto latino recita " homo sine pecunia, imago mortis", ma la forza comunicazionale del nuovo Papa Bergoglio, ha fatto tornare di moda, se non la miseria, la povertà.

Questa classifica limitata ai paesi più benestanti e scovata dal solito GiC, ci vede dietro Israele che, come sappiamo, ha affrontato quattro guerre ed ha problemi di sicurezza con oltre un milione di abitanti in tumulto perpetuo nel territorio controllato dalle proprie truppe.



L'ideatore di questa classifica è Arthur Melvin Okun, già consulente economico dei presidenti Kennedy e Johnson e il suo campo di ricerca si estese a tutti gli anni cinquanta.

La legge di Okun è una legge empirica ( tratta cioè dalla esperienza diretta) e dice che al calo di ogni punto di disoccupazione, il Prodotto Nazionale Lordo cresce di tre punti..

La ricerca è stata fatta nel felice periodo in cui la disoccupazione del mondo sviluppato oscillava tra il 3 e il 7 per cento.

C'è bisogno di aggiungere altro?

Sull'indice della miseria inventato da Arthur Okun ci siamo già intrattenuti nel blog l'anno scorso. Ecco i dati attuali. L'uovo di Pasqua ha portato alcune sorprese, quasi sempre non buone. GiC

NdR: se l'anno prossimo potrò permettermi ancora il lusso di un blog, prometto che imparerò a trasferire le immagini con le classifiche….AdM.


Indice semplice della miseria (disoccupazione + inflazione)


Indice composto della miseria (come il precedente + sviluppo)


Super indice della miseria (come il precedente + fiscal deficit)


Australia


7.6


4.5


4.8


Austria


7.1


6.7


8.6


Belgium


8.7


9.1


11.9


Canada


7.5


6


9.1


Chile


7.7


2


1.9


Czech Republic


9.9


11.5


13.7


Denmark


7.3


8.3


9.9


Estonia


12.7


9


9.1


Finland


10.3


11.5


12.5


France


11.8


12.1


16.1


Germany


8.6


8.2


8.1


Greece


27.2


33.2


45.7


Hungary


14.9


17.6


19.7


Iceland


10.3


8.2


11.3


Ireland


15.3


14.5


24.1


Israel


8.5


5.5


8.4


Italy


13.4


16.1


19.7


Japan


4.1


3.8


27.2


Korea


4.9


3.3


2.8


Luxembourg


9


9


9.2


Mexico


8.9


5.7


6.7


Netherlands


10.5


11.4


14.1


New Zealand


7.8


6.2


8.4


Norway<...



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Super-tempesta non solo finanziaria


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Super-tempesta non solo finanziaria

Tempesta gigante nell'Oceano Atlantico - va dal Portogallo al Labrador; sembra che una cosa del genere non si sia mai vista nel passato. Durera ancora alcuni giorni, per poi attenuarsi gradualmente.

http://climatecrocks.com/2013/03/29/big-storm-really-big-storm/



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ITALIA: ARIA DI GOLPE MILITARE?


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ITALIA: ARIA DI GOLPE MILITARE?


la storia dei Maro' è una storia che lascia il segno nelle forze militari del paese. Mario Monti ha preso delle decisioni che hanno obbligato il ministro Terzi
Il Presidente della Repubblica che sta finendo il suo mandato e che minaccia dimissioni..
I partiti politici che a oltre un mese dalle elezioni sono su posizioni inconciliabili..

IN AMBIENTI MILITARI PARE CHE GLI ANIMI SI STIANO RISCALDANDO. IL PAESE E' INGOVERNABILE, IL PAESE E' ALLO SBANDO, UN CAPO MILITARE NON PUO' PERMETTERE DI VEDERE IL PROPRIO PAESE RIDOTTO IN QUESTO MODO.
LA DEMOCRAZIA VA PRESERVATA MA SOLO SE E' CAPACE DI PORTARE A BENEFICI. SE LA DEMOCRAZIA PORTA AL CHAOS, QUALCUNO POTREBBE TEORIZZARE CHE UNA DITTATURA MILITARE ILLUMINANTE POTREBBE ESSERE UN PASSAGGIO OBBLIGATO.

Cari lettori, non pensate che una dittatura militare sia un bene...si parla di CONFISCHE , ESPROPRI, VIOLENZE, REPRESSIONI...la proprieta' privata devastata  a favore di un popolo stremato e alla fame.
SE MAI IL GOLPE MILITARE ARRIVASSE...SAREBBE OPPORTUNO NON ESSERE IN ITALIA O PERLOMENO NON AVERE NESSUN RISPARMIO IN ITALIA E PRESSO LE BANCHE ITALIANE.


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BRICS: Nuovo modello geopolitico e le priorità della politica estera della Russia


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BRICS: Nuovo modello geopolitico e le priorità della politica estera della Russia

Aleksandr Mezaev Strategic Culture Foundation 30/03/2013


brics4Un altro vertice annuale dei BRICS si è svolto il 27 marzo, in Sudafrica. Un ciclo di eventi di alto livello che si svolgono a turno nelle capitali degli Stati membri, è finito. Questa volta è stata di particolare importanza per la Russia. Ai primi di febbraio, il presidente russo Vladimir Putin ha approvato il nuovo Concetto di Politica Estera, in cui si afferma che i paesi BRICS sono un vettore chiave a lungo termine della politica estera della Russia, rivelando la strategia della cooperazione BRICS. Putin si è presentato al vertice con una proposta per elaborare un concetto comune di strategia internazionale per lo sviluppo dei BRICS, idea accolta dagli altri partecipanti… Anche oggi viene invocato l'avvento della "grande rivoluzione geopolitica", la sua caratteristica principale è il nuovo ruolo dei Paesi in via di sviluppo, che in molti settori sono più avanti di quelli cosiddetti sviluppati. (1) Nel 2007 la crescita media del PIL mondiale è stata del 2,3%, ma il dato è stato del 7,5% per i Paesi in via di sviluppo. Nel 2008, il PIL totale dei Paesi in via di sviluppo ha superato quello dei Paesi sviluppati per la prima volta nella storia. (2) Nel 2012, la crescita media del PIL dei Paesi BRICS è stata del 4% (rispetto allo 0,7% del G7), a parità di potere d'acquisto, è stata del 27% (in costante crescita) (3). Nel 2010-2013, la crescita media è stata del 5,6% per i paesi BRICS (1,85% per i Paesi in via di sviluppo). (4) In totale, l'economia dei BRICS è aumentata 4,2 volte nel corso degli ultimi dieci anni (61% nel caso dei Paesi in via di sviluppo). (5)

Il concetto di nuova strategia di Politica estera per il 2013, afferma "la Russia attribuisce grande importanza nel garantire una gestione sostenibile dello sviluppo globale, richiedendo una leadership collettiva dei maggiori Stati del mondo che, a loro volta, devono essere rappresentativi in termini geografici e di civiltà".(6) Il Concetto Politico riguardante la partecipazione della Russia nei BRICS (Concetto nazionale della Politica russa nei confronti del BRICS e dei Paesi BRICS) ne chiarisce il senso. Il documento sottolinea "L'istituzione dei BRICS riflette una tendenza obiettiva allo sviluppo globale, verso la formazione di un sistema policentrico di relazioni internazionali sempre più caratterizzato dall'uso di meccanismi non-istituzionalizzati di go...



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Effetti Collaterali Della Stupidità Europea: Il Sistema Bancario Sloveno, da Crisi a Collasso.


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Effetti Collaterali Della Stupidità Europea: Il Sistema Bancario Sloveno, da Crisi a Collasso.

Molti italiani hanno conti correnti e attività in Slovenia, l'Italia peraltro ha un sistema bancario molto interconnesso con quel paese l'esposizione delle banche italiane con la Slovenia è di 7,6mld di euro contro gli 1,3mld di Cipro. Quindi la Slovenia conta eccome.

Accade che la Slovenia l'anno scorso ha subito un calo del PIL del 2,3% e quest'anno si prevede (per ora) un'altra contrazione del 2%. Pure la situazione politica Slovena è instabile, il precedente governo (di centro-destra) è caduto e se ne è formato uno nuovo di centro-sinistra.

Ma il problema immediato sono le banche, soprattutto le due banche pubbliche del paese che in questi anni hanno concesso prestiti a pioggia (e con istruttorie dubbie) e ora si ritrovano con sofferenze enormi pari al 20% degli attivi (la media del sistema bancario Sloveno è 14%). 

Schema Cipro (in piccolo)

Si ripropone anche in Slovenia lo schema Cipro, con un paio di banche sistemiche (e pubbliche)  con attivi più grandi del PIL Sloveno. Questa volta però le perdite bancarie si riferiscono principalmente all'economia interna del paese e non a cattivi investimenti fatti all'estero.

Alla Slovenia necessitano, anzi necessitavano, dai 3 ai 4 mld di aiuti europei, una cifra tutto sommato ragionevole per un economia che ha un PIL di 36mld ma in queste ultime 2 settimane si sta scatenando l'inferno.

Dopo Cipro, lascereste i vostri soldi in uno stato con le banche pericolanti?

All'indomani della decisione dell'eurogruoppo di usare i soldi dei correntisti per salvare le banche, in Slovenia si è scatenato l'inferno con capitali in fuga dal paese. Flussi che aumentano a dismisura la crisi bancaria slovena e la necessità di un rapido intervento.

I rendimenti sui titoli di stato sloveni sono schizzati verso l'alto (immagine presa da ZH):

 

20130328 slov 0 Effetti Collaterali Della Stupidità Europea: Il Sistema Bancario Sloveno, da Crisi a Collasso.

 

anche perchè l'attuale governo si sta mostrando molto duro nel non volere assolutamente chiedere alcun aiuto alla Troika e accettarne le condizioni.

In altre parole dopo Cipro toccherà alla Slovenia ele implicazioni per il sistema bancario italiano (e per i cittadini itliaini con attività in Slovenia) non sono banali.

p.s. qualche giornalista può chiedere al nostro Grilli cosa aveva in testa quando ha votato le risoluzione dell'Eurogruppo su Cipro?

...


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VIA DAL MONTEPASCHI E DALL'ANTONVENETA...


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VIA DAL MONTEPASCHI E DALL'ANTONVENETA...


GIOVEDI SERA MERCATO LIBERO , L'ASSOCIAZIONE PIETRASERENA, IL MOVIMENTO 5 STELLE, SIENA C'E DA APPUNTAMENTO A SIENA
IL MIO INTERVENTO SARA' SEMPLICEMENTE DEVASTANTE...LA SITUAZIONE DELLA BANCA E' PEGGIO DI QUANTO CI SI POTESSE ASPETTARE...LA SITUAZIONE DELLA FONDAZIONE E'......SENZA SPERANZA ALCUNA.
SI PUO' RICOMINCIARE? CERTO MA DA ZERO E A DETERMINATE CONDIZIONI !!!
IN EUROPA HANNO CONFERMATO CHE NEL CASO DI FALLIMENTO DELLE BANCHE PERDERANNO TUTTO GLI AZIONISTI, GLI OBBLIGAZIONISTI E I CORRENTISTI
LA REGOLA DEI 100.000 EURO E' TUTTA DA VERIFICARE (avete letto bene come funziona...) e LE PERDITE POTREBBERO COLPIRE ANCHE ALTRI ASSETS DEL CLIENTE..QUESTA E' UNA GUERRA E LA GUERRA NON HA REGOLE..IL PIU' FORTE DECIDE E VINCE...MAI TROVARSI VICINO AGLI SCONTRI ...SEMPRE LONTANO...POSSIBILMENTE IN UN PAESE FUORI DALL'EURO...


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Altro che fallimento: l’euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dall’elite. Ecco come nasce una dittatura


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Altro che fallimento: l'euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dall'elite. Ecco come nasce una dittatura

L'euro ha centrato il suo obiettivo: ovvero quello di distruggere le nazioni europee in soli 10 anni! "L'idea che l'Euro sia un fallimento è stupidamente errata, l'Euro sta provocando ciò per cui è stato progettato dal suo ideatore e da quel 1% di oligarchi che l'hanno imposto".
Così ha scritto il giornalista americano Greg Palast sul Guardian del 26 giugno 2012, ricordando che "l'ideatore", Robert Mundell, ha sempre visto la sua creatura (l'euro) come l'arma che avrebbe spazzato via norme e regolamenti sul lavoro: "Ho conosciuto Mundell tramite il mio docente universitario Milton Friedman".


Palast descrive bene l'idea di Mundell:

"L'Euro inizia davvero a svolgere il suo compito in tempi di crisi, infatti la moneta unica e soprannazionale toglie ai governi eletti la possibilità di usare politiche creditizie e fiscali capaci di farci uscire dalla crisi, in quanto pone le politiche monetarie al di fuori dalla portata dei politici (eletti) e, senza queste prerogative, l'unico modo che hanno i governi per cercare di mantenere i posti di lavoro è quello di ridurre regole e diritti verso imprese e lavoratori, tutto nel nome della concorrenza". Per Mundell niente deve interferire col MERCATO.

Palast continua dicendo che Mundell gli spiegava che "l'euro è tutt'uno con la Reaganomics; la disciplina monetaria impone la disciplina fiscale ed agisce anche sui politici (servi del mercato invisibile… sic), e quando la crisi morde allora alle nazioni resta ben poco da fare se non liberalizzare, privatizzare, deregolamentare e soprattutto distruggere il welfare garantito dallo Stato".

Il termine "riforme strutturali" non è altro che un eufemismo per nascondere l'annullamento dei diritti dei lavoratori (e degli imprenditori…), Mundell sostiene che "l'unione monetaria è una guerra di classe con altri mezzi" (la classe oligarchica contro il 99% dei cittadini). [informarexresistere.fr].

In Europa sta nascendo una dittatura!

Trovo questo bel post sul blog di Alberto Bagnai, ad opera di A...


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Comparto turistico: -14.1% durante le Feste pasquali. Ancora un -6% ed i libri finiscono in tribunale.


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Comparto turistico: -14.1% durante le Feste pasquali. Ancora un -6% ed i libri finiscono in tribunale.

Giuseppe Sandro Mela.

 Mela con il Coltello tra i Denti.9 Comparto turistico: 14.1% durante le Feste pasquali. Ancora un 6% ed i libri finiscono in tribunale.

 

  Se un paziente arrivasse in pronto soccorso con un infarto posteriore in atto, e fosse lasciato su di una barella senza diagnosi e cure per qualche ora, morirebbe. Tutta la struttura, medici ed infermieri sarebbero incriminati per omicidio, processati e condannati.

  Adesso il Comparto turistico é arrivato molto vicino al melting point. Dopo la caduta attuale del -14.1% sarà sufficiente un ulteriore -6% e buona parte degli alberghi si troverà costretto a chiudere i battenti, una parte con la sola liquidazione, buona parte dichiarando fallimento.

  Dovrebbe essere intuitiva l'importanza strategica del sistema alberghiero: senza possibilità di decorosa collocazione risultano immediatamente impossibili gli spostamenti, sia per lavoro sia turistici. Dal sistema alberghiero dipende quindi un indotto che fattura un ordine di grandezza maggiore.

  Si consideri anche che il ripristinare le attività perse richiede non solo un cospicuo investimento, difficilmente rinvenibile in tempi di depressione, ma sopratutto la disponibilità di personale competente e formato. Qualora esso dovesse essere disperso sarebbe impensabile ricostituirlo in meno di una decina di anni, con tutte le ovvie conseguenze.

  Il Comparto turistico presenta molte caratteristiche tipiche che parrebbero ignorate dall'attuale regime fiscale e dalla burocrazia normativa.

  1. I costi di impianto e di gestione sono molto elevati e quindi ammortizzabili in tempi lunghi. Così come é onerosa la manutenzione ed il...



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L’italica idiozia produce la flatulenza: Monti bis. E poi “governo del Presidente”. Democrazia adieu.


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L'italica idiozia produce la flatulenza: Monti bis. E poi "governo del Presidente". Democrazia adieu.

Dopo mesi di antidemocratico governo tecnico, lunghe settimane di campagna elettorale, la peggiore che si sia mai vista, e un voto che ha spaccato il Paese in tre, l'italica idiozia ha prodotto una flatulenza programmata da tempo: Monti bis. Et voilà, chiusa l'epoca democratica, si apre una Nuova Era in cui votare conta meno di zero e i governi vengono imposti da "alte personalità istituzionali" per "superare il momento di crisi". Napolitano ha anche preannunciato un "governo del Presidente" i cui nomi si conosceranno a stretto giro di posta.



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Europa: “Unione” a quale prezzo?


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Europa: "Unione" a quale prezzo?

di Roberta Barone


Doveva essere un'Europa dei popoli, il punto di incontro dell'intrecciarsi di storie molto diverse che, dalle loro antiche monarchie, hanno ereditato leggi e tradizioni ancor oggi in parte vigenti e diverse. Un'Unione che però oggi si presenta come una grande mano al di sopra di tutti e che, più che unirci, ci divide.


Gli europei sanno bene cosa significhi "dittatura", lo hanno sperimentato sulla propria pelle e nello stesso momento, durante i conflitti mondiali, ne hanno vissuto il terrore delle esplosioni, delle bombe… quelle vere. Oggi invece sono le bombe della crisi a scoppiare, guerre combattute a colpi di impulsi elettronici e sottrazioni implicite di denaro e di democrazia: potremmo chiamarla "dittatura non dichiarata"?


In una società in cui siamo maggiormente attenti alle mancanze del prossimo piuttosto che ai suoi doni, allo stesso modo non avviene quando ci sottraggono, gradualmente, anche la capacità di pensare, la sovranità di decidere, insomma tutto ciò che nulla ha di tangibile.


Se in democrazia principio fondamentale dovrebbe essere quello della condivisione delle responsabilità, al giorno d'oggi è anche vero che non esiste nessuna responsabilità per la firma di trattati così importanti da decidere le sorti di un popolo intero. Trattati che entrano negli edifici delle istituzioni senza incontrare alcuna difficoltà e che poi escono col peso trascurabile di una firma che non corrisponde ad una effettiva analisi del contenuto riportato. Quando, per esempio, fu posta ad Antonio Di Pietro (Idv) una domanda sull'ESM (Mes in italiano), il famoso meccanismo di stabilità europeo, questi dimostrò di non conoscere il contenuto di un trattato per il quale era in corso, anche in Italia, una ratifica fondamentale ovvero la modifica dell'art. 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. A denunciarlo, nel totale silenzio dei media e della politica, furono in pochissimi e prima ancora l'economista siciliana Lidia Undiemi, la stessa che ultimamente nella trasmissione televisiva "Ballarò" ha evidenziato la grande complicità di Pd e Pdl nell'approvazione di trattati che hanno deciso la partecipazione dell'Italia, da qua a vent'anni, in un fondo Salva Stati che non esiste nemmeno.


"Si tratta in realtà dell'istituzione di un'organizzazione finanziaria che chiede all'Italia un versamento, per cui i partiti ci hanno impe...



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FOLLIA PURA! NAPOLITANO NON SE NE VA, CONFERMA MONTI E SI INVENTA “DUE GRUPPI RISTRETTI” DI “SAGGI”. EH? MA BERSANI RESTA IN FREEZER?


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FOLLIA PURA! NAPOLITANO NON SE NE VA, CONFERMA MONTI E SI INVENTA "DUE GRUPPI RISTRETTI" DI "SAGGI". EH? MA BERSANI RESTA IN FREEZER?


Follia pura. Napolitano si inventa due gruppi ristretti di saggi. Per fare cosa? Per formulare proposte alle forze politiche. Cioè al Parlamento. Che rimane senza governo (o meglio, rimane con Monti). E chi saranno questi saggi? Sarà Napolitano a scegliere i nomi, anche al di fuori dei partiti e del parlamento. Si insedieranno martedì e saranno senza scadenza.


Che Paese. Dopo  le consultazioni con il WWF, gli alpini, Don Ciotti, dopo l'incarico, anzi il pre-incarico, sempre "congelato", l'esito "non risolutivo", ecco spuntare i "saggi". Follia totale.


Quindi: un gruppo di saggi nominati da Napolitano farà proposte ad un Parlamento paralizzato e senza governo. E' democrazia?


 


 


**


da repubblica:


Giorgio Napolitano non si dimette perché "penso di poter contribuire fino all'ultimo giorno del mio mandato" a trovare una soluzione alla situazione di stallo determinata dalle elezioni politiche. Lo ha spiegato lo stesso capo dello Stato con una breve comunicazione alla sala stampa alla Vetrata del Palazzo del Quirinale.


"Persistono posizioni diverse sul governo", ha spiegato il presidente annunciando però che "continuo a esercitare il mio mandato fino all'ultimo giorno come il senso dell'interesse nazionale mi suggerisce". "Non nascondendo al Paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo la mia fiducia nella possibilità di un responsabile superamento della situazione che l'Italia attraversa", ha aggiunto.


Malgrado il capo dello Stato non abbia voluto assolutamente negare la gravità della situazione, ha però inteso rassicurare ancora una volta sulle capacità di tenuta del Paese. "Devo ancora una volta sottolineare l'esigenza che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del Paese", ha detto, per cui serve "un accentuato senso di responsabilità" per formare "un valido governo" in tempi brevi.


Tuttavia, ha ricordato, Napolitano, il governo Monti è "operativo" e "tuttora in carica", è "dimissionario ma non sfiduciato dal Parlamento". "Il governo – ha preannunciato - sta per adottare provvedimenti urgenti per l'economia, d'intesa con la Ue e con l'essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della commissione speciale presieduta dall'onorevole Giorgetti".


Napolitano ha poi annunciato quello che è il vero elemento di novità della giornata odierna. "Mi accingo a chiedere a due gruppi ristretti di personalità, diversi per loro connotazione, di formulare "precise proposte programmatiche oggetto di condivisione su temi di carattere eco...



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L’italica idiozia produce la flatulenza: Monti bis. E poi “governo del Presidente”. Democrazia adieu.


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L'italica idiozia produce la flatulenza: Monti bis. E poi "governo del Presidente". Democrazia adieu.

Dopo mesi di antidemocratico governo tecnico, lunghe settimane di campagna elettorale, la peggiore che si sia mai vista, e un voto che ha spaccato il Paese in tre, l'italica idiozia ha prodotto una flatulenza programmata da tempo: Monti bis. Et voilà, chiusa l'epoca democratica, si apre una Nuova Era in cui votare conta meno di zero e i governi vengono imposti da "alte personalità istituzionali" per "superare il momento di crisi". Napolitano ha anche preannunciato un "governo del Presidente" i cui nomi si conosceranno a stretto giro di posta.



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Il Governo potrà conoscere, attraverso i servizi, tutte le informazioni dei cittadini ( senza magistratura). L’Ultimo regalo di Mario Monti.


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Il Governo potrà conoscere, attraverso i servizi, tutte le informazioni dei cittadini ( senza magistratura). L'Ultimo regalo di Mario Monti.

- Fulvio Sarzana - Ma prima regala ai cittadini italiani un'ultima chicca. La possibilità che i servizi di sicurezza italiani possano conoscere tutti i dati e le informazioni dei cittadini italiani connessi ad internet (e non solo). Voi direte, non è possibile! E invece sì. È stato pubblicato infatti sulla "Gazzetta Ufficiale" del 19 marzo [...]


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Schaeuble: Cipro è e resterà un caso eccezionale


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Schaeuble: Cipro è e resterà un caso eccezionale

Schaeuble ha escluso che l'Italia possa diventare una seconda Cipro.


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Land grabbing: il furto di terre arriva in Europa


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Land grabbing: il furto di terre arriva in Europa

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Abbiamo parlato varie volte della piaga del land grabbing intorno al mondo. Quel fenomeno causato dal problema sempre più pressante degli approvvigionamenti alimentari, che conduce Paesi ricchi e sovrappopolati ad impossessarsi, magari pagando o corrompendo governi, di preziose terre coltivabili nel Terzo mondo. Clamoroso fu il caso del Madagascar, che autorizzò varie multinazionali ad utilizzare una gran parte delle proprie terre per poi vedersi costretto ad una rapida marcia indietro a causa di una sollevazione popolare che ha fatto scalpore per tutto il pianeta.

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Il Ribelle: INPS al collasso


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Il Ribelle: INPS al collasso


Che sia il caso di pensare a qualche forma di pensione alternativa? Io un'ideuzza ce l'avrei, come sapete.



Il Ribelle - INPS al collasso. Addio Pensioni


Di Valerio Lo Monaco, 26.03.2013








Una azienda con un patrimonio di 41 miliardi che nel giro di un paio d'anni ne avesse persi così tanti da farlo scendere a soli 15, verrebbe considerata sana oppure oppure desterebbe se non altro l'interesse di andarne a capire il motivo? E ancora di più: nel caso in cui questa "azienda" fosse di importanza fondamentale non solo per i suoi azionisti ma per l'intero Paese del quale fa parte, sarebbe il caso, a livello informativo, di dare risalto alla notizia e di farla entrare nel dibattito pubblico? 



Le risposte sono scontate, ma le domande servono a introdurre l'argomento. Perché lo Stato del quale parliamo è l'Italia, e l'"azienda" con questi conti disastrati si chiama Inps.

 




L'istituto di previdenza, infatti, aveva a fine 2011 un patrimonio di 41 miliardi, come detto, il quale si è ridotto a soli 15 in 24 mesi. Ma è a livello tendenziale che le cose peggiorano e destano ancora più preoccupazione. 

 





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Bersani o Barabba?


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Bersani o Barabba?

Dal vangelo secondo Napolitano, una rivisitazione dello storico referendum 'Gesù o Barabba?'. Chissà che non aiuti l'Italia ad uscire dallo stallo.

 

Bersani o BarabbaBersani o BarabbaBersani o BarabbaBersani o BarabbaBersani e BarabbaBersani e BarabbaBersani e BarabbaBersani e BarabbaBersani e BarabbaBersani e Barabba



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La fine di Monti


23927373 il-futuro-dell-italia-se-oggi-il-nostro-un-paese-narciso-di-matteo-patrone-0Diciamolo chiaro, il Governo Monti sta finendo male la sua avventura, iniziata con molte speranze, ma i partiti che oggi lo attaccano, il Pdl o lo disconoscono, il Pd, stanno iniziando nel modo peggiore la nuova legislatura.
Certo Monti ha fatto molti errori, ma per il fatto che ha ascoltato i partiti che lo sostenevano, anziché tagliare loro le unghie.
Così sono nate deboli la legge anticorruzione, la riforma del mercato del lavoro, le privatizzazioni.
Così si sono fermati i tagli alle spese della politica, l’abolizione delle province, la riforma della legge elettorale.............................

Pyongyang in "stato di guerra" con Seul


Pyongyang in "stato di guerra" con Seul

La Corea del Nord ha annunciato di essere entrata in uno "stato di guerra" con il Sud e che ogni questione tra i due paesi sarà trattata su questa base. 

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Il Giallo dei Soldi Dati dalla Bce a Cipro



Il Giallo dei Soldi Dati dalla Bce a Cipro



  • Leggete questo reportage dell'ottimo Mauro Bottarelli. Il quale, nel mezzo del caos cipriota, si è preso la briga di contattare personalmente Francoforte per spazzare via alcuni dubbi... col risultato di vederli ingigantire.

    Leggetelo e forse capirete ancora meglio come, a ragione, la vicenda cipriota è stata da alcuni paragonata all'omicidio dell'Arciduca Ferdinando a Sarajevo nel 1914.
    A me bastano le considerazioni di Martin Wolf: "Ciò che ci insegna il caso di Cipro è che un euro non ha lo stesso valore ovunque. Le banconote sono le stesse ma di fatto quasi tutti gli euro sono passività delle banche. Quello che è successo a Cipro mostra chiaramente che il valore di un euro di passività bancarie dipende dalla solvibilità della banca stessa e dalla solvibilità del governo che sta dietro a quella banca".
    E quanto leggerete assumerà un aspetto ancora più sinistro se raffrontato con quanto accaduto sulle borse, sul bund e sui cambi in questi maledetti ultimi tre mesi...
    E forse aiuta anche a capire l'ostinazione con cui Bernanke ha deciso di effettuare e difendere quest'ultimo "QE ad Libitum" nonostante i dati economici USA siano sensibilmente e quasi costantemente in ripresa.
    Lo dico e lo ripeto: c'è qualcosa di molto losco nel comportamento dei mercati tutti (indici, yen, preziosi) scattato dal 2 gennaio e che fa a pugni con la rarefazione dei volumi di scambi e la compressione di volatitilità.
    In verità, in verità vi dico: non fidatevi di questi quattro individui

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L’ambaradan del Quirinale? Ci costerebbero meno Obama e la Regina


L’ambaradan del Quirinale? Ci costerebbero meno Obama e la Regina

di GILBERTO ONETO
L’altro giorno ad annunciare gli esiti dei colloqui del presidente Napolitano con Bersanie gli altri suoi  (letteralmente) compagni è comparso il dottor Donato MarraSegretario generale della Presidenza della Repubblica, un distinto signore che sicuramente non merita tutte le illazioni comparse sul suo conto …
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Fracking: è ufficiale, è stato la causa del grande terremoto in Oklahoma


Fracking: è ufficiale, è stato la causa del grande terremoto in Oklahoma


- Debora Billi -
Clamoroso Bloomberg: gli scienziati hanno stabilito che la causa del disastroso terremoto del 2011 è da imputare alle attività petrolifere.
Davvero clamorosa la news uscita ieri su Bloomberg, e senza dubbio destinata a sollevare discussioni in tutto il pianeta. Ricordate la famosa questione del fracking che può causare terremoti? Questione ancora controversa, ma per nulla superata: malgrado i meno informati deridano l’ipotesi come una sciocchezza, sono le compagnie petrolifere le prime ad aver ammesso che la loro stessa attività di perforazione idraulica può causere sismi.
......

Tratto da: Fracking: è ufficiale, è stato la causa del grande terremoto in Oklahoma | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2013/03/29/fracking-e-ufficiale-e-stato-la-causa-del-grande-terremoto-in-oklahoma/#ixzz2P0WFceJT
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario! 

Partiti: veti incrociati per mantenere il potere. E i cittadini?


Partiti: veti incrociati per mantenere il potere. E i cittadini?

di FABRIZIO DAL COL
Facce come il culo, politici senza pudore, irresponsabili che vivono in un mondo tutto loro, ovvero quel mondo che loro stessi si sono costruiti a immagine e somiglianza per meglio gestirsi le rendite di potere: ebbene, queste figure di poco conto, per paura di essere spazzate …
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FINANZA/ Dalla Slovenia un allarme per l’Italia


FINANZA/ Dalla Slovenia un allarme per l’Italia



Mauro Bottarelli
sabato 30 marzo 2013

Ma quante altre Cipro ci sono in Europa? Una di certo, la Slovenia. La quale, negli ultimi dieci giorni, data di insediamento del nuovo governo, ha visto il rendimento del suo bond decennale salire di qualcosa come 120 punti base (come si nota nel grafico a fondo pagina). Il perché è presto detto. Non appena insediatasi, il premier sloveno, Alenka Bratusek, ha così risposto a chi le chiedeva conto della necessità per il suo Paese di rivolgersi alla Troika: «La Slovenia non ha bisogno di aiuti internazionali per contrastare la crisi e ce la farà da sola a risolvere i problemi del settore bancario». Come? Ora, la Slovenia ha subito un destino molto simile a quello irlandese, ovvero una bolla immobiliare che ha lasciato appeso al gancio il sistema bancario: servono 3 miliardi di euro per il finanziamento e il precedente governo aveva proposto uno spacchettamento del sistema bancario e la creazione di una bad bank. Niente da fare e visto il precedente cipriota, nonostante in Slovenia i conti correnti non assicurati (ovvero sopra i 100mila euro) siano una parte minoritaria del totale, il governo vuole prevenire una possibile fuga di capitale. Come? Suicidandosi, visto che la risposta del ministro delle Finanze è stata questa: «Ci rivolgeremo sicuramente al mercato obbligazionario, ovviamente in base al sentiment del mercato stesso». E il sentiment è quello che vedete nel grafico: gettare carne sanguinolenta in una vasca di squali, amici sloveni, non è una buona idea: pensate che il bond biennale nell’arco della scorsa settimana ha triplicato il suo rendimento, passando dall’1,2% al 4,26%. E se si arriva all’inversione della curva dei tassi, è la fine.
Il problema è che la Slovenia, rispetto a Cipro, ha qualche piccolo problema accessorio in più per l’Italia e in meno per la Germania, come dire che la Merkel può fregarsene, lasciare morire Lubiana e godersi la vittoria elettorale in settembre, tanto a rimetterci saranno le banche italiane. Benché il settore bancario in Slovenia sia molto più piccolo di quello cipriota, (le attività bancarie a Cipro sono pari al 710% del Pil, mentre in Slovenia sono il 145%), il rapporto tra depositi e prestiti molto più elevato, pari al 153% rispetto al 105% di Cipro. Fonti Bloomberg, poi, danno T-Bill sloveni pari un 1,503 miliardi di euro in scadenza nel 2013, quindi altri soldi per onorare la maturity. Ma il problema è altro. L’esposizione delle banche tedesche verso la Slovenia è molto più bassa rispetto a Cipro (7,6 miliardi di euro contro 3,1), mentre per l’Austria e l’Italia le cose cambiano, poiché hanno una maggiore esposizione verso Lubiana rispetto a Nicosia: per l’Austria sono 12,6 miliardi verso la Slovenia contro 0,9 miliardi di euro per Cipro, mentre per l’Italia si tratta di 7,6 miliardi di euro rispetto agli 1,3 miliardi verso Cipro.
Insomma, una crisi slovena rischia di far male alle nostre banche, le quali già di per sé non scoppiano di salute, nonostante i certificati medici del Fmi (il quale, stranamente, si preoccupa di chiedere interventi e controlli sulle fondazioni, certamente non pensando a Mps ma a una geograficamente più vicina proprio alla Slovenia). I prestiti non-performing delle tre principali banche slovene hanno raggiunto il 20,5% del totale, con un terzo di tutti i prestiti coprporate - quindi alle aziende - che stanno per tramutarsi in sofferenze.